Su come l’esito della partita Brasile-Germania ha diviso il mondo

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Un dibattito svoltosi su Facebook sul massacro della nazionale brasiliana per mano di quella tedesca si è dimostrato molto interessante e istruttivo e getta luce sul nostro presente e futuro, ben al di là dell’ambito sportivo.

Probabilmente non sono in grado di rendere giustizia alle posizioni di chi non la pensa come me e altri sulla questione, ma vorrei tentare di fare una sintesi per aiutare chi non l’ha seguito. Ci sarà sicuramente chi correggerà la mia descrizione dell’altrui posizione/i.

POSIZIONE A
C’è una posizione A difesa da chi vede nella dismisura della vittoria tedesca (7-0 fino all’ultimo minuto e potevano farne altri se non avessero deciso di evitare di stancarsi o farsi male in vista della finale) un sintomo di qualcosa che non va nel nostro modo di intendere i rapporti umani.

Personalmente trovo singolare che alcuni tra quelli che si lamentano della tracotanza dei “poteri forti”, della loro indifferenza a regole, valori, buon senso, della loro carenza di scrupoli e umanità difendano il comportamento della nazionale tedesca, all’insegna della più pura hybris (“li schiaccio perché posso farlo”).
Trovo che un mondo migliore è quello in cui, nello sport anche ai massimi livelli come nella vita, prevale la clemenza cavalleresca nei confronti dei vinti, che non è sinonimo di debolezza: un cavaliere è tenuto a lottare con determinazione e prodezza, ma ponendosi dei limiti di fair play.

POSIZIONE B

C’è una posizione B difesa da chi ritiene che nello sport bisogna fare sul serio fino in fondo, che è quello che si aspettano gli avversari sul campo, anche quando vengono spazzati via, e che la clemenza sarebbe un modo di umiliarli. Invece questo “andare fino in fondo” è una lezione di vita per chi lo subisce.

Riporto l’ultimo intervento di un amico FB che mi pare (spero) possa esemplificare questa tesi: “Non stiamo parlando di competizione sfrenata ma di competizione, che è l’anima dello sport! Se giocherelli tra amici giocherelli, se fai arti marziali non sportive sviluppi il tuo potenziale, ma se fai sport agonistico migliori te stesso con l’obiettivo di vincere il più possibile ed il più pesantemente. Ricorda che uno dei significati della competizione sportiva è (o dovrebbe essere) proprio quello di regolare la competizione e la violenza, portandola dalle strade/guerre in un gioco regolato. E la cosa funziona SOLO se la competizione è decisa! Ti ripropongo l’esempio del rugby, che è quanto più di contatto ma etico assieme: nel minirugby la vittoria non conta, spesso non si sa neanche chi ha vinto un incontro, e il miglioramento personale + il rispetto delle regole e dell’avversario è il verbo; nel maxirugby non ci sono scusanti, il rispetto dell’avversario è raggiunto con il massimo della competizione sul campo. Non sono discorsi facili, ma equilibri importanti dai quali la società ha tutto da imparare!”

Per conto mio non sapevo la cosa del minirugby e devo confessare che mi piace non poco, ma mi rendo conto che sia troppo radicale per il mondo in cui vivo.
Resta il fatto che per me la migliore competizione è con se stessi e CON gli altri, non CONTRO gli altri. Per questo la partita Germania – Algeria (2-1) resterà per me infinitamente più godibile dell’eccidio brasiliano.

N.B. Non so come finirà la finale, ma so che gli argentini farebbero bene a studiarsi la partita dell’Algeria. Al di là di questo, ho il sospetto che una vasta maggioranza della popolazione mondiale calciofila tiferà per l’Argentina o comunque contro la Germania. Forse sarebbe successo anche con un semplice 4-0 in semifinale, ma non credo con la medesima intensità. Quelli della posizione B replicheranno: e chi se ne frega? Però io credo che il mondo e l’umanità vadano verso una fase storica complicata, in cui sarebbe quantomeno utile non aver fatto la figura del bullo. 

Quando i cavalli cosacchi si abbevereranno nel Nettuno di Trento

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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Lvov, aprile 2014: una “simpatica” commemorazione della 14. Waffen-Grenadier-Division der SS, responsabile di vari massacri di civili polacchi ed ebrei ucraini.

 

Abbiamo nutrito il cuore di fantasie. Con quel cibo il cuore si è fatto brutale.

Yeats

Sta’ a sentire, Ettore, fratello, il fatto è che non si può né prendere per giusto solo ciò, quello solo, che va a finire bene, né andare di colpo giù di morale perché Cassandra è matta. Non c’è sua crisi che possa intaccare la bontà di una lotta che è sacra perché ci impegna fino in fondo nell’onore.

William Shakespeare, “Troilo e Cressida”, (II, 2)

È necessario che prendiamo atto della realtà. Entro il 2019 il cosiddetto “Occidente” rappresenterà il 10-15% della popolazione mondiale e, nella migliore delle ipotesi, il 25% dell’economia mondiale. Le ex colonie – i nuovi “barbari” – hanno imparato le regole del gioco, hanno constatato che la classe dirigente occidentale è, al momento, in gran parte corrotta e decadente e ci stanno facendo fare la fine dei romani, che con quasi 5 secoli di impero non sono riusciti a trasmettere ai posteri nulla di paragonabile al lascito di una singola città (Atene) o di un singolo secolo o poco più (Rinascimento).

Perciò sì, nell’anno XXX dalla nascita di Lady Gaga, se non saranno i cavalli cosacchi ad abbeverarsi alla fontana della piazza del Duomo di Trento, saranno i cinesi a comprarla per aiutarci a saldare i debiti, a meno che…

http://www.futurables.com/2014/04/24/la-grande-trasformazione-del-2015-2016-due-scenari/

 

Chi difenderà l’Impero dai Nuovi Barbari orientali?


Non certo i picchiatori della destra ucraina, che non perdono una singola occasione per seminare il caos a Kiev.

GERMANIA

La Germania NON si è schierata con la NATO in Iraq, in Libia, in Siria e in Ucraina e intrattiene “relazioni pericolose” con la Russia

http://www.futurables.com/2014/04/01/la-mitteleuropa-si-avvicina-a-mosca-implicazioni-per-il-trentino-alto-adige-e-litalia/

Evidentemente non gradisce la prospettiva di una guerra per procura contro i russi, per puntellare un governo “provvisorio” che però non sembra avere intenzione di stabilire una data per le nuove elezioni.

I tedeschi non moriranno per l’Impero.

La Farnesina, a proposito di posizione comune con la Germania sulla questione ucraina, parla di: ”Un’intesa perfetta, un’identità di vedute, una comune lettura delle crisi”.
http://www.asca.it/news-Ucraina__Mogherini__allineati_con_Germania__Nato_non_e__soluzione_giusta-1381935.html

CINA e INDIA

Pechino e Nuova Delhi hanno già fatto capire a chi riservano le proprie simpatie: non è Washington

http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/apr/17/vladimir-putin-admirers-india-china-ukraine

Cinesi e indiani non moriranno per Kiev.

GIAPPONE

Non altererà il tono collaborativo delle sue relazioni diplomatiche con Mosca per Kiev

http://thediplomat.com/2014/03/between-a-rock-and-a-hard-place-japans-ukraine-dilemma/

è più interessato a sviluppare un programma spaziale congiunto con Russia, India e Cina (!)

http://www.spacedaily.com/reports/Russia_Set_to_Boost_Space_Cooperation_With_India_China_999.html

I giapponesi non moriranno per l’Impero.

ISRAELE

Israele (per ovvie ragioni) ha votato contro la mozione di condanna per l’annessione russa della Crimea. Il falco Avigdor Lieberman, ministro degli Esteri israeliano, ha dichiarato: “Abbiamo buone relazioni con Stati Uniti e Russia e la nostra esperienza è positiva con entrambi i paesi”

http://www.ilfoglio.it/soloqui/22991

Ufficialmente, nessun israeliano morirà per Kiev

TURCHIA

Ankara non si è mossa per i Tatari di Crimea e, al di là delle frasi di circostanza, non ha alcuna intenzione di compromettere i suoi rapporti con la Russia

http://www.npr.org/2014/03/14/289994144/turkey-lacks-strong-position-in-russia-ukraine-crisis

UCRAINA, GEORGIA

Obama (la cui fazione è contraria alla guerra) è stato esplicito: l’adesione dei due paesi alla NATO non è imminente

http://www.civil.ge/eng/article.php?id=27079

Le forze filo-governative sono solide quanto il burro

http://www.futurables.com/2014/04/21/la-profezia-di-bulgakov-e-le-mille-rese-dei-conti-ucraine/

PAESI LATINI

Spagna, Francia, Italia e Brasile hanno forti legami economici con la Russia: il Pentagono è al corrente della loro contrarietà a qualunque escalation

http://www.nytimes.com/2014/04/24/world/europe/eastern-europe-frets-about-natos-ability-to-curb-russia.html?_r=0

EUROPA

“Anche gli ambasciatori dell’Unione Europea hanno deciso di ampliare le sanzioni contro la Russia: 16 nomi si vanno ad aggiungere ai 21 funzionari russi e crimeani ai quali è stato già applicato il bando del visto e il congelamento dei beni, il 17 marzo scorso”.

http://www.corriere.it/esteri/14_aprile_28/ucraina-sanzioni-piu-aspre-russia-usa-canada-europa-45912234-cef1-11e3-b1ed-761dab5779b9.shtml

uh, sai che paura a Mosca!

STATI UNITI

Poco più della metà dei cittadini americani è favorevole a ulteriori sanzioni. La stragrande maggioranza (62% a 30%) è contraria ad inviare aiuti militari a Kiev. Solo il 31% della popolazione ritiene che la crisi ucraina sia molto importante per gli Stati Uniti

http://www.latimes.com/world/worldnow/la-fg-wn-ukraine-russia-us-poll-20140428,0,1687952.story#ixzz30HQGQIQs

Se poi è vero quel che si dice in merito alla capacità russa di neutralizzare i sistemi di difesa americani Aegis, allora la percentuale di soldati americani disposti a morire per Kiev sarà prossima allo zero.

MONDO

Un sondaggio globale (66.000 persone in 65 nazioni) ha rivelato che gli Stati Uniti sono percepiti come la peggiore minaccia alla pace nel mondo

http://www.salon.com/2014/01/09/the_top_4_threats_to_global_peace_guess_who_is_number_one_partner/

Vietnam, Cuba, Venezuela, Nicaragua, Singapore e le Seychelles non sono le uniche nazioni disposte a consentire ai russi di inaugurare delle basi militari sul loro territorio (nulla in confronto alle centinaia di basi americane)

http://en.ria.ru/military_news/20140226/187917901/Russia-Seeks-Several-Military-Bases-Abroad–Defense-Minister.html

Insomma chi resta a difendere il limes imperiale?

Canadesi (finché la popolazione non scaccia l’odiatissimo Harper), inglesi, forse gli australiani e i danesi, polacchi e baltici, metà degli ucraini (se va bene).

Tra le armi in dotazione all’Impero: sanzioni tragicomiche che colpiscono anche un conduttore televisivo russo (!). Un’armata NATO incapace di piegare l’inconsistente esercito libico se non dopo diversi mesi.

È passato un secolo da quando i ventenni in trincea obbedivano ai comandi dei loro ufficiali e governanti e si lasciavano falcidiare dalle mitragliatrici.

Oggi l’i-phone è più seducente della patria e la pizza più gustosa della gloria. Saranno davvero pochi i soldati pronti ad immolarsi per Washington, Bruxelles e Kiev nelle pianure slave.

Ma, allora, perché ci preoccupa una guerra mondiale?

Anche se scoppiasse sarebbe piuttosto fulminea perché nessuna oligarchia può fare la guerra se chi la combatte si rifiuta di farlo.
I guerrafondai sono persone malate, che hanno nutrito il cuore e il cervello di fantasie megalomani, che proiettano sugli altri le loro magagne, le loro patologie, per potersi sentire nel giusto, sempre. Il loro talento nell’auto-ingannarsi è la migliore garanzia che non solo hanno sbagliato i loro calcoli, ma che gli errori si moltiplicheranno, la gente aprirà gli occhi e certe catene della mente si sfarineranno.

C’è però un’ulteriore dimensione della questione: gli Stati Uniti si stanno muovendo così scelleratamente sul palcoscenico internazionale da far credere che siano stati “drogati” per spingerli a fare qualche enorme scemenza (da bullo che non capisce che la sua ora è scoccata e le sue vittime sono pronte) che li porterà alla rovina. Come si è chiesto qualcuno: è possibile che una nazione si suicidi senza un tradimento/sabotaggio, interno ed esterno? Chi ci guadagna? Che tipo di alternativa ci proporranno in sostituzione della defunta pax americana?

Perché Ian Bremmer è strapagato?

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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Che c’entra Capezzone? Il risentimento si accumula finché si sfoga in maniera esageratamente violenta. Gli USA hanno accumulato un “debito karmico” immenso. Mi spiace per i milioni di americani innocenti e in buona fede.

*****

DOMANDA: Per uscire da questo declino americano basta un’elezione?

RISPOSTA: “Oppure una grave crisi, tipo una mossa di Putin nell’area Nato, che spinga gli Usa a reagire”.

Ian Bremmer intervistato dalla Stampa (anzi, “il grande Bremmer”, secondo il famigerato Riotta)

Articolo integrale qui:

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/lanalista-usa-ian-bremmer-la-politica-estera-americana-in-declino-come-si-vede-dai-75529.htm

Ian Bremmer è uno degli analisi più pagati del mondo.

Molto probabilmente perché non è per nulla indipendente: “Scherza col suo «muppet», il pupazzo che un amico gli ha costruito a sua immagine e somiglianza” (una “sottile” allusione?).

Esaminiamo un po’ alcuni dei suoi punti fermi:

* “La Germania ha una visione economica e non geopolitica”.

La quarta potenza economica mondiale non ha una visione geopolitica (perché ha la maggior concentrazione di basi americane nel mondo?)…Che arroganza! Ce l’ha eccome, anche se non piace a Washington:

http://www.futurables.com/2014/04/01/la-mitteleuropa-si-avvicina-a-mosca-implicazioni-per-il-trentino-alto-adige-e-litalia/

* “Snowden è un traditore”: Russia e Cina sono molto peggio di noi (ergo: zitto e mosca);

* “I russi aspettano solo una scusa per invadere, e se gli ucraini non gliela daranno, continueranno a destabilizzare il governo”.

Mentre i 5 miliardi di dollari della Nuland non servivano a destabilizzare un governo legittimamente eletto e il capo della CIA a Kiev sotto mentite spoglie era in visita di piacere

http://www.futurables.com/2014/04/10/propaganda-e-trasparenza/

* “Dovremmo smettere di punire i russi, pensare nuove sanzioni, o cercare di isolarli, quando nessuno dei Brics, e neppure gli europei, sono decisi a farlo. Cercare piuttosto un compromesso, sulla base del modello federale suggerito dallo stesso ministro Lavrov”.

http://www.futurables.com/2014/02/20/la-via-del-dialogo-per-la-salvezza-dellucraina-e-delleuropa/

*“Putin può sembrare vincente ora, ma nel lungo termine è perdente sul piano politico, economico, demografico, diplomatico, militare. La Russia è in declino e ha amici orribili. Basta non fare l’errore di spingerla nelle braccia della Cina”.

Amici come il Brasile, l’India e il Sud Africa?

Vogliamo parlare degli amici degli USA? Israele, Arabia Saudita, Bahrein, Kuwait, EAU, Turchia, Kosovo (narcostato), il generale golpista al Sisi, i salafiti, i wahabiti, gli integralisti cattolici polacchi e croati, Gladio, ecc.

A suo tempo gli americani hanno aiutato Pol Pot (!!!) in funzione anti-vietnamita

http://www.linkiesta.it/blogs/step-step/guarda-chi-si-rivede-pol-pot-0

Suharto in Indonesia

http://archiviostorico.corriere.it/2013/settembre/15/Quel_genocidio_Indonesia_rievocato_senza_co_0_20130915_91406b8a-1dcc-11e3-bd60-5cd1261e810a.shtml

e Idi Amin in Uganda

http://www.treccani.it/scuola/tesine/dittature_extraeuropee_degli_anni_70/5.html

Penso che questi episodi, come quelli in America Latina, quei popoli se li siano legati al dito e prima o poi presenteranno il conto. Quando il bullo è a terra, le sue vittime…

“Ora che la crisi più grave è passata, il nuovo governo [Renzi] ha la possibilità di affrontarli. Di certo non ha bisogno dello shock e dei danni che la crisi russa minaccia di provocare all’economia europea”.

È una crisi ucraina, non russa. Lapsus freudiano?

La vera crisi deve ancora arrivare

http://www.futurables.com/2014/04/15/easter-egg-surprise-ukraine-the-straw-that-breaks-the-dollars-back-part-i/

Gli americani sono convinti che la Russia sia messa così male che basterà tenerla sotto pressione qualche mese in Ucraina per piegarla.
I russi sono convinti che UK e USA sono messi così male che basterà aspettare che il nuovo governo ucraino si inimichi gli ucraini e che Wall Street crolli per liberarsi dalla pressione della NATO.

La Germania si sta sganciando dalla NATO. Il Giappone intende proteggere le sue relazioni con la Russia. Gli altri BRICS sono schierati con la Russia. L’Iran, che la Casa Bianca vuole come alleato (cf. Brzezsinki, Ian Bremmer), stringe accordi con la Russia escludendo il dollaro.

Non è difficile capire quale sia la valutazione che va per la maggiore.

Non è difficile immaginare su quale cavallo puntare, se si hanno soldi da investire.

Com’è che l’analista di riferimento di Wall Street non pare averlo capito? (A che gioco gioca?)

Israele trascinerà con sé nell’abisso gli Stati Uniti?

 

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sembra determinato ad aggravare l’isolamento internazionale di Israele continuando a trattare con sprezzo il diritto internazionale, le Nazioni Unite, la Casa Bianca e l’Unione Europea.

La sua autorizzazione alla costruzione di migliaia di nuovi insediamenti in Cisgiordania serve a silurare i colloqui di pace ma, più di tutto, ribadisce l’intransigenza con la quale la leadership israeliana si prepara alla guerra in Medio Oriente per porre fine una volta per tutte alla questione palestinese (pulizia etnica)

http://www.futurables.com/2014/03/22/gli-investimenti-trentini-e-italiani-in-medio-oriente-sono-a-rischio-armageddon/

Una guerra che, inevitabilmente, causerà la distruzione di Israele e Palestina (opzione Sansone).

I neocon all’interno dell’amministrazione Obama stanno intralciando ogni tentativo americano di far capire a Israele quale sarà l’esito più probabile del fallimento dei colloqui di pace: la fine di Israele e un terribile colpo alle ambizioni statunitensi per questo secolo.
Di conseguenza, a dispetto di quel che si può immaginare, il teatro principale della crisi tra Washington e Mosca non è l’Europa. La Germania e quindi gran parte della Mitteleuropa saboterebbero qualunque tentativo di far scoppiare una guerra nel nostro continente

http://www.futurables.com/2014/04/01/la-mitteleuropa-si-avvicina-a-mosca-implicazioni-per-il-trentino-alto-adige-e-litalia/

L’epicentro è, come di consueto, il Medio Oriente e, più precisamente, i Territori Occupati.

Obama (i trilateralisti) si limitano a proseguire nell’esecuzione del progetto di accerchiamento della Russia: Ucraina, Azerbaijan, Corea del Sud, Turchia, Iran sono i paesi che devono restare filo-americani o diventarlo nei prossimi anni  – cf. Brzezinski

http://www.difesa.it/Pubblicistica/info-difesa/Infodifesa140/Documents/Il_grande_gioco_geopolitico_in__64Centrale.pdf

Ai neocon-likudisti questo però non basta: la Palestina sta cercando il riconoscimento internazionale come stato sovrano. Più si avvicina quel momento, più prossima sarà la guerra. Questo è il punto di vista di Israele e non ci saranno compromessi:

http://www.israele.net/90-ragioni-per-diffidare-del-futuro-stato-palestinese

http://www.israele.net/perche-i-palestinesi-rifiutano-caparbiamente-di-riconoscere-israele-come-stato-ebraico

Non vanno sottovalutate neppure le megalomanie saudite

http://blogs.ft.com/nick-butler/2014/04/07/the-risks-of-a-nuclear-saudi-arabia/

In pratica l’Ucraina serve solo a tenere impegnata la Russia.

La cosa potrebbe andar bene ai trilateralisti, se non rendesse più probabile una guerra con ripercussioni che sarebbero spiacevoli per loro (si fidano dei loro scenari computerizzati).

Di qui l’ansia di Brzezinski & co., che hanno perfettamente chiaro che le azioni di Israele porteranno alla rovina gli Stati Uniti, e che esortano Kerry a farsi valere

http://www.politico.com/magazine/story/2014/04/stand-firm-john-kerry-105483_Page2.html#.U0kOiKJHIXQ

 bandiera_della_pace

http://www.futurables.com/2014/04/11/love-has-always-been-the-answer/

La pace, la vita e la nuova guerra di Crimea

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

Dmytro YaroshDmytro Yarosh, il nuovo responsabile della sicurezza e della difesa ucraina

Nel pieno di una crisi internazionale esplosa sul territorio europeo, la Casa Bianca invita la Georgia a entrare nell’Unione Europea e nella NATO ed esorta Mosca a consegnarle Abkhazia (21% della popolazione di etnia georgiana) e Ossezia del Sud (29%), che la stessa Georgia aveva cercato di conquistare

http://archive.is/jvFGJ

al tempo della presidenza Bush, quando Saakashvili prese per buone le parole di John McCain e David Cameron

http://blogs.spectator.co.uk/coffeehouse/2008/08/mccain-and-cameron-close-for-now/

e attaccò la Russia

http://www.ceiig.ch/pdf/IIFFMCG_Volume_I.pdf

nella convinzione di godere del pieno appoggio anglo-americano.

Perché proprio ora? Perché in un momento così delicato, in cui tutto dovrebbe far propendere per il dialogo con i russi, nel tentativo di risolvere felicemente la crisi ucraina e quella siriana, congiuntamente alle trattative sul programma atomico civile iraniano, si sceglie di accendere gli animi e rinfocolare i sospetti? Perché i media occidentali non si allarmano per questa completa assenza di volontà di pace che può trascinarci oltre il bordo del precipizio?

Esaminiamo quel che abbiamo appreso in questi anni.

Sappiamo (Dilip Hiro, “After Empire: The Birth of a Multipolar World”) che negli anni successivi all’11 settembre i governi/regimi di Libia e Siria avevano autorizzato l’approdo delle navi della marina russa nei porti di Bengasi e di Tartus. Gheddafi aveva dichiarato che questa decisione serviva a garantirlo contro le ambizioni del Pentagono, perché la sua partecipazione alla Guerra al Terrore non gli pareva un’assicurazione sufficiente. Bengasi, Tartus, Sebastopoli (Crimea). Forse una coincidenza, o forse no.

Sappiamo che l’Occidente appoggia fermamente la candidatura a sindaco di Mosca dell’oppositore russo Alexei Navalny, un avvocato che nel 2012 ha invocato la riunificazione di Russia, Ucraina e Bielorussia e che ha paragonato gli indipendentisti del Caucaso a degli scarafaggi. Certamente non un uomo di pace.

In Ucraina la rivolta antigovernativa è stata guidata dall’estrema destra ultranazionalista, antisemita, omofoba e russofoba, che ora è arrivata al governo ed è a capo della sicurezza nazionale (!!!). Una serie di attacchi a sinagoghe ed ebrei ucraini hanno spinto il rabbino Menachem Margolin, direttore generale dell’Associazione delle organizzazioni ebraiche in Europa, a chiedere al governo israeliano di proteggere gli ebrei ucraini da eventuali pogrom ad opera della destra giunta al potere.

In Siria il lassismo (e connivenza?) occidentale hanno fatto sì che la guerra civile ora veda ribelli siriani, militanti kurdi e truppe regolari siriane alle prese con migliaia di mercenari fondamentalisti sunniti giunti da tutto il mondo arabo e retribuiti da Arabia Saudita e Qatar.

La NATO, che aveva promesso che in cambio della riunificazione tedesca avrebbe rinunciato ad incorporare l’Est Europa, ha spostato a est i suoi confini fino alla Russia e ora si prepara ad inglobare Georgia e Ucraina. Il dislocamento delle sue batterie missilistiche in prossimità delle basi russe consente allo scudo antimissile “Guerre Stellari” di intercettare eventuali missili balistici intercontinentali russi prima che raggiungano la velocità di crociera. La questione, però, è che questo sistema di difesa sarebbe utile solo in caso di attacco americano e quindi una sua maggiore efficacia data dalla accresciuta vicinanza aumenta di fatto le probabilità che un’amministrazione statunitense aggressiva possa decidere di tentare la sorte.

Quest’aggressività per nulla dissimulata ha persuaso grandi potenze emergenti come la Cina, la Russia, l’India, il Brasile e il Sudafrica a far fronte comune (Kent Calder, “The New Continentalism: Energy and Twenty-First-Century Eurasian Geopolitics”) e, nel contempo, ha prodotto un avvicinamento tra la Russia e l’Ungheria, la Grecia, Cipro, l’Armenia e perfino la Germania (cf. nomina di Gernot Erler).

Non ci è dato sapere come andrà a finire, ma uno scenario che purtroppo non è da escludere è quello di una nuova guerra di Crimea.

http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_Crimea

Francia e Regno Unito sono le stesse nazioni che volevano intervenire militarmente in Siria, anche se questo comportava il rischio di un conflitto con la Russia. Al posto del Piemonte questa volta ci sarebbe l’Italia, ma c’è da augurarsi che Renzi non veda in Tony Blair un modello anche per gli “interventi umanitari”.

Se il fine ultimo è davvero quello di scacciare i russi dal Mediterraneo allora, dopo Bengasi (Libia) e Tartus (Siria), potrebbe essere la volta di Sebastopoli.

http://www.juancole.com/2014/02/reason-crimean-war.html

specialmente dopo l’accordo russo-ucraino del dicembre 2013 per un’ulteriore espansione della presenza russa

http://www.eurasianet.org/node/67882

Ormai da anni siamo sull’orlo di un conflitto mondiale. Ci siamo andati vicini nel 2008, quando Israele aveva chiesto il via libera a Bush per un bombardamento. Poi di nuovo in Siria nel 2013. Ora è il momento dell’Ucraina (e della Georgia?).

Se davvero forze influenti vogliono lo scontro sarà praticamente impossibile evitarlo.

L’unico aspetto positivo di tutta questa faccenda è che per i media occidentali è sempre più difficile prendere per i fondelli l’opinione pubblica: quando uno constata che un governo legittimamente eletto è stato abbattuto per sostituirlo con un altro governo che pullula di neofascisti e neoliberisti è difficile che la retorica “libertaria” e “democratica” faccia presa su chi ancora possiede qualcosa di più di un cervello a mezzo servizio.

PACE E VITA NON SONO MAI STATE COSI’ INDISSOLUBILMENTE INTRECCIATE

Ucraina – agitare un popolo prima di (as)servirlo

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 
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Si comincia in Serbia nell’ottobre del 2000. è ormai documentato dagli storici che alcune ONG statunitensi, in particolare Open Society [Soros], Freedom House e il NED, abbiano sostenuto “Otpor!” e le grandi manifestazioni di piazza a ridosso delle elezioni presidenziali, senza attendere il risultato definitivo delle urne, che vedeva i due candidati andare verso un probabile ballottaggio…Dopo l’assalto della folla alla sede del Parlamento e alla tv di Stato, Slobodan Milosevic è costretto a lasciare il potere. In seguito sarà arrestato e consegnato al Tribunale Penale Internazionale dell’Aja, dove morirà prima di essere giudicato. Sotto il nuovo governo le truppe americane realizzano la gigantesca base militare di Bondsteel, in Kosovo, e rendono l’ex provincia serba uno stato indipendente nel 2008, in un tripudio di bandiere a stelle e strisce.

In Georgia, nel 2003, si ripete lo stesso schema. L’opposizione guidata dal movimento “Kmara!” denuncia brogli elettorali nelle elezioni legislative. A migliaia scendono in piazza sostenendo che i risultati del voto sono quelli indicati dal ISFED, una società di sondaggi e monitoraggio elettorale vicina a Open Society Georgian Foundation, NED, IRI e NDI. È la cosiddetta “rivoluzione delle rose”, con la quale i manifestanti costringono il presidente Edward Shevarnadze a dimettersi. Il suo successore, Mikhail Saakashvili, apre il paese agli interessi economici americani e si muove in direzione dell’entrata della Georgia nella NATO e nell’UE, mentre raffredda i rapporti con il vicino russo. Cinque anni più tardi, nell’agosto del 2008, Sakashvili bombarda la popolazione dell’Ossezia del Sud. Mosca risponde all’offensiva militare georgiana con l’invio delle forze speciali, arrivando a un passo da un possibile conflitto diretto con Washington.

Nel 2004 è la volta dell’Ucraina e della rinomata “rivoluzione arancione”. I due sfidanti alle elezioni presidenziali sono Viktor Yanoukovitch (filorusso) e Viktor Iouchenko (con il sostegno degli Stati Uniti e della comunità internazionale). Alla chiusura dei seggi e ai primi risultati sfavorevoli, migliaia di giovani, guidati dal movimento “Pora!”, si raggruppano nella piazza centrale di Kiev indossando indumenti color arancione, per sostenere Viktor Iouchenko. Dopo due settimane di manifestazioni, sotto una forte pressione mediatica e internazionale esercitata da OCSE, NATO, Consiglio d’Europa e Parlamento europeo, il risultato delle elezioni viene annullato e si torna alle urne. Nella nuova votazione vince Iouchenko..Una volta alla guida del paese, il nuovo leader stringe forti rapporti con la Georgia e stipula accordi sulle forniture di gas favorevoli agli Stati Uniti. Nel 2010 viene però clamorosamente eliminato al primo turno delle elezioni da Viktor Yanoukovitch che si prende la rivincita.

Alfredo Macchi, “Rivoluzioni S.p.A.: chi c’è dietro la Primavera Araba”, Alpine studio, 2012 pp. 78-80.

Alfredo Macchi, pluripremiato inviato di Mediaset

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/11/rivoluzioni-colorate-e-primavere-arabe-preludio-alla-terza-guerra-mondiale/

Tutto suffragato da Ian Traynor, “US campaign behind the turmoil in Kiev”, the Guardian, 26 novembre 2004

http://www.theguardian.com/world/2004/nov/26/ukraine.usa

brzezinski21010Zbig in Afghanistan

http://www.youtube.com/watch?v=jnXaFMFU3v4

GEOPOLITICA

Gli Stati che meritano il più forte sostegno geopolitico americano sono l’Azerbaijan, l’Uzbekistan e l’Ucraina, in quanto tutti e tre sono pilastri geopolitici. Anzi è l’Ucraina lo stato essenziale, in quanto influirà sull’evoluzione futura della Russia. […]. Tra il 2005 e il 2010 l’Ucraina dovrà essere pronta per un confronto serio con la NATO. Dopo il 2010, il principale nucleo della sicurezza in Europa consisterà in Francia, Germania, Polonia e Ucraina.

Zbigniew Brzezinski, “La Grande Scacchiera”

L’obiettivo principale della politica europea brzezinskiana – e quindi obamiana, se i neocon non lo fanno deragliare di nuovo come sulla Siria – è unificare il continente, ma sotto l’egida americana (un’Unione Europea a sovranità limitata, appendice della NATO), sfruttando le rivalità tra le varie potenze europee e i lobbismi a Bruxelles (es. accordo di libero scambio transatlantico).

I principali avversari sono la Francia (per la sua pretesa di voler continuare a essere una nazione guida a livello globale) e la Russia (potenza egemone dell’Eurasia). Queste due nazioni non devono perciò allearsi. Peggio ancora se si forma un asse Parigi-Berlino-Mosca. Germania e Italia sono comunque sotto occupazione militare. L’Italia è la seconda nazione europea per numero di installazioni militari delle forze americane. Siamo al quinto posto del mondo dopo Germania (179 siti militari US), Giappone (103), Afghanistan (100), Corea del Sud (89). Ne abbiamo 59.

Il profilo internazionale della Russia è ormai secondo solo a quello americano, anche grazie agli exploit con Siria e Iran, dove Putin si è guadagnato il rispetto di Romano Prodi, tra gli altri. È parte dei BRICS, la sua economia è solida, è militarmente temibile. Ha una base navale di importanza fondamentale in Crimea (Ucraina), con la quale può dire la sua nel Mediterraneo.

 

POLITICA UCRAINA

Yanukovych non può permettersi di perdere le prossime elezioni, nel febbraio del 2015. Ha senza dubbio tanti scheletri nell’armadio quanti ne aveva e ne ha la Tymoshenko, che ora è giustamente in cella. Sono entrambi dei delinquenti e chi è al potere cercherà di incarcerare l’altro. L’alternativa sono gli ultranazionalisti con simpatie neonazifasciste. Si vocifera da tempo della possibilità di separare l’Ucraina in due tronconi, uno per la NATO (L’viv, vicino a Polonia e Slovacchia) e uno per la Russia (Kiev)

Insomma, gli ucraini sono messi peggio di noi.

Yanukovych sa che l’accordo con l’Europa (e il famigerato FMI) significa austerità – aumento del prezzo del gas del 40%, tagli al welfare, congelamento dei salari – per un’economia già in sofferenza e la fine dei sussidi russi per il gas, che avrebbe un notevole impatto sulla popolazione. Vuol dire perdere le prossime elezioni; vuol dire, in pratica, l’esilio. Il rifiuto delle avances europee e americane significa invece un’altra “rivoluzione colorata” e maggiori interferenze russe nelle questioni interne ucraine.

Ha scelto di non scegliere o, per meglio dire, di prorogare la decisione a data da destinarsi, per poter mungere entrambe le mucche finché gli è possibile farlo. Non c’è nulla di tirannico in questo, anzi, in un certo senso sta servendo gli interessi del suo paese. Non è però detto che le mucche saranno consenzienti a lungo.

Le proteste sono un segnale: qualcuno ha pagato i trasporti fino alla capitale dei manifestanti ed è intuibile come mai così tanti tra gli intervistati dalle TV straniere parlino americano e non ucraino, pur trovandosi di fronte un intervistatore che parla la loro madrelingua.

Intanto si sprecano i paralleli con Hitler (l’Occidente hitlerizza tutti i suoi avversari)

Viktor Yanukovych protests

IL NEONAZISMO

Io li odio i nazisti dell’Illinois.

Jake Blues

Stupratore ed assassino di donne incinte, torturatore, sadico seviziatore. Un vero e proprio mostro che trovò nel nazismo il suo habitat naturale. La difesa della democrazia da ogni arbitrio totalitario è un baluardo contro questi mostri, è un dovere morale ma anche una forma di autodifesa. L’alternativa alla democrazia è una giungla di mostri in libertà, assoldati per fare il lavoro sporco, in virtù di un loro terribile handicap – l’assenza di empatia – che si dimostra particolarmente utile in un sistema che vede nella naturale empatia della maggior parte degli esseri umani un ostacolo e non la promessa di un futuro migliore. Questo è quel che succede quando la democrazia si estingue.

Alfredo Poggi (Giorgio Mezzalira e Carlo Romeo, 2002, p. 65).

Ho trascorso un anno della mia vita a Vancouver e in almeno un paio di occasioni mi sono recato nel quartiere dove risiedeva Michael “Mischa” Seifert, il boia del lager di Bolzano, senza esserne consapevole. A dire il vero, a quel tempo ero convinto che quasi tutti i nazisti in fuga si fossero rifugiati in Sudamerica e negli Stati Uniti. Che uno di loro (forse più di uno?) potesse risiedere anche a Vancouver, a circa sei chilometri da casa mia, non mi aveva mai attraversato l’anticamera del cervello. Seifert è morto nel carcere militare casertano di Santa Maria Capua Vetere, nel 2010, mentre scontava una condanna all’ergastolo per l’uccisione di 11 internati nel campo di transito di Bolzano (Polizeilisches Durchgangslager Bozen), tra il dicembre del 1944 e l’aprile del 1945 quando lui, ucraino, serviva il Reich con la divisa delle SS, prima di rifugiarsi in Canada, dopo la sconfitta.

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è che ste cose gli piacciono

I tre partiti dell’opposizione (neoliberisti e nazionalisti) hanno tutti legami con la Germania. Il Partito della Patria di Julia Tymoshenko è vicino alla CDU/CSU di Angela Merkel e alla galassia delle sue fondazioni e think tank. L’Alleanza per la Riforma Democratica dell’Ucraina del campione mondiale di pugilato Vitali Klitschko (che ha terminato la sua carriera in Germania e ricevuto un’onorificenza per aver migliorato le relazioni tra Ucraina e Germania) è anch’essa sponsorizzata dall’istituto Konrad Adenauer ed è esplicitamente pro-NATO.

http://www.theguardian.com/world/shortcuts/2013/dec/02/vitali-klitschko-next-president-ukraine-boxer

http://www.german-foreign-policy.com/en/fulltext/58302/print?PHPSESSID=urcvm6aogdfn53hkg0bc4g27i3

Svoboda (Libertà) è il partito “social-nazionale” (sic!) degli ultranazionalisti antisemiti e russofobi, guidati da Oleh Tyahnybok (“lottiamo contro la mafia ebreo-moscovita che governa l’Ucraina”), affiliati all’estrema destra europea e con nostalgie naziste (tra gli Ucraini occidentali molti simpatizzavano per gli occupanti tedeschi). A L’viv hanno preso il 38% dei voti nelle politiche del 2012 e sono arrivati secondi a Kiev: i 37 parlamentari eletti si sono subito distinti per la loro inciviltà, violenza, volgarità.

http://www.bbc.co.uk/news/magazine-20824693

Si sono viste moltissime bandiere del partito alle dimostrazioni. Sarebbe interessante capire quanta influenza abbiano sul movimento di protesta.

http://www.youtube.com/watch?v=yEjuE6HeG_g

LE FEMEN

Hanno urinato su una foto di Yanukovych a Parigi, davanti all’ambasciata ucraina

http://www.tmnews.it/web/sezioni/video/parigi-femen-scatenate-urinano-sulle-foto-di-yanukovich-20131201_video_13534276.shtml

Sofisticate intelligenti, persuasive e dignitose come sempre.

 287274_240216956001651_100000400452160_800832_5332071_o-bigil giovane Sikorski tra i mujaheddin anti-sovietici in Afghanistan

LA POLONIA

I politici polacchi (Brzezinski è polacco-americano) sono in prima linea negli attacchi al governo ucraino.

Vale la pena di notare il background del ministro degli esteri polacco Radek Sikorski: “Studiò filosofia, politica ed economia presso il Pembroke College dell’Università di Oxford, entrando poi nel Bullingdon Club, l’associazione goliardica degli studenti universitari oxoniense nella quale fece conoscenza con molti futuri esponenti della vita politica britannica, tra cui l’attuale capo del partito conservatore e allora studente universitario David Cameron”.

[L’attuale governo ultraliberista britannico è espressione dell’esclusivo Bullingdon Club].

Nel 1990, dopo la caduta del Muro di Berlino, divenne consigliere di Rupert Murdoch per i suoi investimenti in Polonia.

Dal 2002 al 2005 fu membro del American Enterprise Institute a Washington e direttore della New Atlantic Initiative, un’organizzazione creata per rafforzare i legami fra americani ed europei dopo la fine della Guerra fredda. [rafforzare i legami: consolidare i pilastri dell’impero]

http://en.wikipedia.org/wiki/Rados%C5%82aw_Sikorski

“Un altro polacco, il ministro degli esteri Radek Sikorski, potrebbe invece ritentare l’assalto al vertice della Nato, già fallito nel 2009”.

http://radioeuropaunita.wordpress.com/2012/11/15/tusk-e-sikorski-la-polonia-prova-a-prendersi-bruxelles/

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Il Messico d’Europa

UNIONE EUROPEA

I cittadini europei avranno finalmente la possibilità di votare direttamente per il presidente della Commissione Europea (es. Tsipras, se non fa la fine di JFK). Devono pretendere anche di poter votare su ogni espansione, in qualunque direzione. Finora l’allargamento dell’UE l’ha resa sempre meno democratica e sempre più tecnocratica e sottoposta alle pressioni lobbistiche. Le vergognose vicende dell’eurozona e dell’accordo sul libero scambio transatlantico sono solo alcuni esempi tra i mille possibili.

Washington e Berlino non vogliono un’Ucraina nell’UE, ma un Messico europeo. Gli ucraini e i cittadini dei 28 paesi membri dell’Unione dovrebbero poter votare per decidere se questa cosa abbia senso e sia nell’interesse dei popoli di questo continente.

Alba Dorata, Gandhi e la linea rossa della dignità umana

voridis-holding-an-axe2-470x312voridis-ax-closeup1Il giovane neofascista Voridis (prima di diventare un parlamentare di Nea Demokratia, partito attualmente al governo) brandeggia un’ascia – ora è un sostenitore dell’equivalenza di Syriza e Alba Dorata

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Tra il forte e il debole, il ricco e il povero, il padrone e il servo, è la libertà che opprime e la legge che affranca.

Henri Lacordaire

Come in Ungheria, anche in Grecia lo spauracchio è uno specchietto per le allodole. In Ungheria c’è Jobbik, in Grecia Alba Dorata. Nessuno dei due movimenti ha una singola possibilità di arrivare al potere (salvo necessità per i potentati di passare al piano B), ma la loro esistenza serve all’establishment per poter equiparare falsamente la sinistra moderata (es. Syriza) all’estrema destra, mettendola fuori gioco o comunque togliendole il vento dalle vele.
La vera minaccia sono i governi reazionari che si fingono moderati ma chiudono entrambi gli occhi di fronte alla strategia della tensione messa in atto dai loro manovali e intanto mettono in atto le politiche neoliberiste “consigliate” dai fautori del Washington Consensus (ricordo che Orban è un assiduo ed apprezzato frequentatore del think tank Bruegel ed è stato lui a invitare gli osservatori del FMI a Budapest, seguendo puntigliosamente le procedure standard, fino al pagamento del debito – purtroppo se la gente prende per buone le info riportate da David Icke e poi rimbalzate in rete…)
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/06/la-resistibilissima-ascesa-di-alba-dorata-e-dellestrema-destra/
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/07/cosa-succede-in-ungheria/

Alba Dorata è sotto il 6% nelle intenzioni di voto. Se la cava poco meglio di Monti

http://www.reuters.com/article/2013/09/23/us-greece-goldendawn-poll-idUSBRE98M07S20130923

Altro che 12-15%

http://www.europaquotidiano.it/2013/09/23/alba-dorata-romanzo-di-una-crisi/

Ha successo solo nei distretti dove la disoccupazione è ben oltre il 50%. Senza la letali politiche austeriste imposte da Berlino ritornerebbe sotto il 5%, permanentemente.

Alba Dorata non ha alcuna intenzione di governare e non è questo il suo compito. Non è quello l’obiettivo. Ci sono già ex fascisti picchiatori in parlamento, nella compagine che governa.

AD è uno spauracchio che serve solo a nascondere il fatto che il fascismo è già al potere in Grecia, sotto mentite spoglie.

Al massimo, se non ci fossero i numeri per governare senza l’estrema destra e se la demonizzazione di Syriza avesse successo, l’establishment potrebbe annunciare alla popolazione di voler governare assieme alla parte pulita di Alba Dorata. Ma queste uccisioni la rendono una prospettiva piuttosto remota.

Perché questo recente allarme?

Perché una popolazione spaventata è una popolazione mite e i Greci erano/sono sempre più irrequieti.

Perché una sinistra che reagisce difendendosi violentemente nel timore di un imminente golpe neofascista è una sinistra tagliata fuori da ogni chance di governare: verrà immediatamente equiparata ad Alba Dorata.

Perché disordini diffusi giustificano l’imposizione dello stato di polizia e l’impiego delle forze armate: Syriza farà la fine degli Fratelli Musulmani in Egitto (arresti, detenzioni e messa al bando)

Si chiama strategia della tensione.

Il fatto che si tratti di una formazione che ha come unico fine quello di seminare il caos, spaventare la popolazione e preparare il terreno ad una dittatura, un governo democratico avrebbe il pieno di diritto di bandirla. È un virus che indebolisce il sistema immunitario della democrazia greca e lo rende più facilmente attaccabile da ben altri aggressori, molto più potenti e organizzati, gli stessi che controllano i media e minimizzano le loro malefatte e le infamie commesse da chi governa.

Tsipras sconsiglia questa mossa, ma credo lo faccia per paura che l’ostracizzazione possa rendere più popolare l’estrema destra, quando invece le azioni di quest’ultima sono sufficienti a rendere sempre più detestata sia questa formazione di picchiatori, sia i suoi sponsor al governo. Conosce la situazione infinitamente meglio di me e avrà fatto i suoi conti.

Spero comunque che sappia bene quello che fa e che stia molto attento. La democrazia è una pianta che va coltivata quotidianamente e le idee, quando si diffondono e acquistano peso, possono evocare mostruosità che poi si materializzeranno, se la volontà collettiva è sufficientemente robusta e determinata. Il che non implica che bisogna proibire la circolazione di idee, ma solo che non bisogna mai mettersi nella situazione in cui le proprie idee non sono più autorizzate a circolare ed è precisamente quel che sta rischiando Syriza.

Esiste un limite alle ingiurie che la democrazia può sostenere, in nome dei nostri nobili principi o dei nostri calcoli elettorali, senza appassire.

Il rischio è quello di farsi intossicare dalla narcisistica compiacenza di chi si sente di incarnare il Bene nella battaglia contro il Male e per questo si permette di consentire al Male di continuare ad operare, per non macchiare la sua candida veste. Tipico dei fanatici della nonviolenza.

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/02/26/gandhi-o-arundhati-roy-la-scelta-che-determinera-il-futuro-dellumanita/

Se Lincoln avesse assunto questa posizione l’America avrebbe solo rinviato una guerra inevitabile, continuato ad opprimere un’altra generazione di innocenti e mostrato ai bulli che lo spirito della Costituzione è gracile e la tracotanza paga.

Se chi può intervenire lascia correre, i bulli continueranno ad infierire contro i deboli. Arrestare i singoli bulli è necessario, ma mettere fuorilegge la madre di tutti i bulli neonazi e neofascisti mi pare altrettanto opportuno. Qui non si tratta di censurare delle idee, ma di prevenire la violenza, il terrore, il crimine, prima che contagino l’intera società e divengano un pretesto per mettere fuorilegge anche i sinceri riformatori come Tsipras.

“È proibito proibire” è uno slogan sessantottino buono per il Regno di Dio, non per questo mondo. È sciocco e arrogante trattarli come vorresti essere trattato, se la loro intenzione è quella di toglierti di mezzo, se ne sbattono altamente della tua solenne magnanimità e non vedono l’ora di abbattere lo stato di diritto?

Le nobili intenzioni di una minoranza non servono a proteggere una maggioranza indifesa di donne, stranieri (europei ed extracomunitari, inclusi i loro eventuali coniugi greci), giornalisti, omosessuali, rom, disabili, anziani, ecc.) che hanno diritto alla pace e alla sicurezza.

Questo è un vero e proprio scontro di civiltà coi fiocchi. 

http://www.theguardian.com/world/2013/sep/20/greece-foreboding-violence-flares-streets

L’organizzazione criminale chiamata Alba Dorata (e i poliziotti fascistizzati) deve avere ben chiaro, con assoluta certezza, che se non modifica radicalmente il suo atteggiamento è fuori. C’è una linea rossa che non va oltrepassata e non c’è nessun Neville Chamberlain da pigliare per i fondelli (appeasement).

La popolazione non può continuare a vivere nella paura, perché la paura spegne il cervello e la coscienza.

 Protesters in Athens

http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=4725&lang=it

La Germania sta giocando una partita suicida: strafregandosene del resto d’Europa e traendo il massimo profitto al minimo costo

http://www.spiegel.de/international/europe/germany-profiting-from-euro-crisis-through-low-interest-rates-a-917296.html

sta destabilizzando non solo la Grecia, ma tutti i Balcani. È già successo una volta, con la Jugoslavia

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/23/la-geopolitica-dei-miti-etnici-lassassinio-dellunione-europea-e-lavvento-dellimpero/

e già due volte i tedeschi hanno subito una durissima lezione  di vita, in questi ultimi 100 anni.

L’opinione pubblica tedesca sarà maturata a sufficienza, nel frattempo? Avrà capito? Si renderà conto in tempo delle conseguenze degli egoismi etnonazionalistici?
I vicini olandesi qualcosa stanno cominciando a subodorarlo:
http://www.gadlerner.it/2013/09/18/il-re-dolanda-da-laddio-allo-stato-sociale

 Derivative-bomb

L’unica cosa buona è che l’intero sistema economico occidentale è una bolla che produce bolle ed è quindi destinato ad esplodere. Può essere la bolla dei derivati, la bolla immobiliare britannica, un sistema bancario tedesco molto precario, l’instabilità internazionale, l’avidità estrema dei soliti speculatori. Ci possono essere molte cause, molti inneschi dell’effetto domino.

Poi dovremo stare attenti ai rivoluzionari sintetici (lupi travestiti da agnelli, come Saint-Just) che ci prometteranno mari e monti in cambio della nostra obbedienza e partecipazione alla Grande Purga.

Il nascente ghiacciaio del Pollino e la stalinizzazione della climatologia da parte dei governi NATO

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Grazie ai mesi di maggio e giugno particolarmente freddi e ancora nevosi in quota, quest’estate il ritiro dei ghiacciai valdostani si è arrestato e si registra ancora oggi un buon innevamento. Lo segnala Fondazione Montagna Sicura portando l’esempio del ghiacciaio del Toula (Monte Bianco), oggetto di monitoraggio, che il 25 luglio 2013 era innevato a circa 2.500 metri di altitudine (spessore tre metri) mentre lo stesso giorno del 2012 la neve si trovava sopra 2.900 metri (spessore due metri).

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/valledaosta/2013/09/02/Estate-fresca-bene-ghiacciai-Vda_9233374.html

HolHadsconvenienti verità che in un mondo di cittadini informati farebbero crollare il baraccone serrista nel giro di un minuto

GISP2_50kyasconvenienti verità che in un mondo di cittadini informati farebbero crollare il baraccone serrista nel giro di un minuto

Arctic-climate IPCCCome l’artico doveva/dovrebbe essere tra il 2013 e il 2020, secondo i serristi

MSU RSS ArcticAndAntarctic MonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverageI serristi fanno bene a preoccuparsi – i testimoni di Geova devono continuare a posticipare il Giorno del Giudizio e chi li prende sul serio?

NSIDC_Minimums_since_2006la più grande estensione di ghiacci artici dal 2006

post-558-0-18942400-1379794344più esteso, più spesso: righiacciamento più rapido

Documenti trapelati e visionati dalla Associated Press hanno rivelato le profonde preoccupazioni tra i politici per l’assenza di riscaldamento globale nel corso degli ultimi anni. La Germania [NATO] ha chiesto che i riferimenti al rallentamento della fase di riscaldamento siano cancellati, sostenendo che un arco di tempo di soli 10 o 15 anni è ‘ingannevole’ e ​​ci si dovrebbe concentrare su decenni o secoli [In questo caso, per coerenza, non si potrebbe neppure ancora parlare di riscaldamento globale – due pesi, due misure].

L’Ungheria [NATO] è preoccupata che la relazione del Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico potrebbe fornire munizioni per i negazionisti del cambiamento climatico di origine antropica [Ci puoi contare, e il governo ungherese ha la credibilità di una vongola ubriaca].

Il Belgio [NATO] contesta l’uso del 1998 come anno di partenza per le statistiche, dato che è stato eccezionalmente caldo e suggerisce di utilizzare 1999 o il 2000, per ottenere una curva più rivolta verso l’alto [Non va bene il picco di caldo, ma va bene il picco di freddo immediatamente successivo, se serve a far impennare le curve – è scienza, questa? Oppure è una frode?]

La delegazione degli Stati Uniti [NATO] ha sollecitato gli autori del rapporto a dar conto della mancanza di riscaldamento utilizzando l’ipotesi principale, quella secondo cui il riscaldamento è in calo perché più calore viene assorbito dagli oceani, che si sono riscaldati [Perché solo ora? Perché il caldo, che per natura tende verso l’alto, se ne resta in basso per 15-17 anni? Perché solo a certe profondità? Perché l’oceano antartico continua a raffreddarsi? Perché il calore “rapito” dovrebbe rispuntar fuori in futuro?]

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2425775/Climate-scientists-told-cover-fact-Earths-temperature-risen-15-years.html

Ognuno è libero di sparare le fesserie che crede, ma se lo fa argomentando o, peggio, vaneggiando di meteorologia, glaciologia e climatologia e sventola al contempo il suo dottorato (pure in corso d’opera), i suoi vaneggiamenti diventano una carta d’identità. Prevedere lo scioglimento completo del ghiaccio marino artico a marzo e ritrovarsi con un 60% in più dell’anno prima in settembre non mi sembra dia grosse garanzie di affidabilità, né tecnica, né deontologica. In pratica si dichiara apertamente di non sapere di cosa si parla nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore invece lo si sa, e, straparlando, si prende apertamente per i fondelli chi legge. E le anime belle del Sierra club si spellano le mani a furia di applausi, smettendo solo ogni tanto per stracciarsi le vesti per il disastro che ci attende. Questi sono gli scienziati del clima del futuro. Questo, infine, è il livello di conoscenza scientifica dell’argomento di quanti, secondo chi da le patenti di climatologo, sarebbero titolati a parlare. Auguri.

Guido Guidi sull’assurda previsione che l’artico sarebbe restato privo di ghiaccio nel 2013

http://www.climatemonitor.it/?p=33699

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POLLINO ALLA RIBALTA – Abbiamo già avuto modo d’evidenziare la notizia del nevaio ad inizio settembre, che ha certamente destato non poco scalpore, dato che stiamo parlando del cuore dell’Appennino Meridionale, fra la Lucania e la Calabria: questo residuo di neve continua ancora a resistere nonostante vada avanti l’inevitabile fusione. Le due nuove immagini che seguono mostrano quella che era la situazione di qualche giorno fa, per l’esattezza il 14 settembre 2013. Il nevaio sembra avere ancora una buona riserva per rimanere vivo a lungo, anche se molto dipenderà dalle condizioni meteorologiche dei prossimi giorni e settimane. Al momento è ancora troppo prematuro stabilire se il nevaio riuscirà addirittura a resistere fino a quelle che saranno le prime nevicate stagionali, attese nella seconda parte dell’autunno.

EVENTO STORICO – Mai era accaduto in tempi recenti che questo nevaio, monitorato da diversi anni, superasse praticamente indenne tutta la stagione estiva: a contribuire a questo straordinario evento sono state certamente le nevicate molto abbondanti in quota nel periodo fra gli scorsi inverno e primavera, tanto da accumulare un ingentissimo quantitativo di neve all’interno di questa dolina posta sul versante sud del massiccio montuoso a 2200 metri di quota: il tutto si trova incastonato su un terreno dalla particolare conformazione topografica favorevole al mantenimento del nevaio, nonostante l’esposizione a sud. All’inizio dell’estate infatti il nevaio aveva addirittura ben 10 metri di spessore, che gli hanno consentito di resistere per tutta la stagione estiva senza fondersi del tutto. Attualmente lo spessore del nevaio è di circa 1 metro o poco meno.

http://www.meteogiornale.it/notizia/29244-1-nevaio-record-pollino-nuove-spettacolari-immagini

image63ghiaccio antartico in stabile espansione

 (in contrasto con modelli serristi)

13-southerntemperature oceano antartico: in verde le previsioni dei modelli serristi. In rosso la realtà

 29195_1_1http://www.meteogiornale.it/notizia/29195-1-piccola-crisi-global-warming-in-diminuzione

Meteorologi di tutto il mondo prevedono un altro inverno molto freddo in Europa, sarebbe il 6° di fila!

http://www.meteoweb.eu/2013/09/meteorologi-di-tutto-il-mondo-prevedono-un-altro-inverno-molto-freddo-in-europa-sarebbe-il-6-di-fila/226256/ 

Clima: il global warming è molto più lento del previsto, calcoli dell’IPCC completamente sballati

http://www.meteoweb.eu/2013/09/clima-il-global-warming-e-molto-piu-lento-del-previsto-calcoli-dellipcc-completamente-sballati/227032/

Vanno a studiare gli effetti del global warming, rimangono bloccati per gelo e ghiaccio da record!

http://www.meteoweb.eu/2013/09/vanno-a-studiare-gli-effetti-del-global-warming-rimangono-bloccati-per-gelo-e-ghiaccio-da-record/225288/

icecover_current_newChi vi dice che l’exploit dell’artico di quest’anno è di importanza relativa è un fesso o cerca di ingannarvi: ha battuto tutti gli anni dal 2006 in poi, non solo il miserrimo 2012

“Ultimamente si è molto sentito parlare di estremi termici, e di raffreddamento globale. I dati delle temperature globali, come HadCrut 4, mostrano che il riscaldamento è svanito di colpo.

Analizzando i dati dell’ultima decade, una cosa è chiara: le temperature globali hanno mostrato numerosi segnali di raffreddamento più che riscaldamento.

Ne stiamo già percependo gli effetti. I dati HadCrut mostrano che il raffreddamento sta guadagnando terreno, mentre il riscaldamento è ormai iscritto nei libri di storia, deceduto ormai circa 15 anni fa.

Ci sono moltissimi segni che il pianeta si sta raffreddando:

– L’Artico ha guadagnato terreno: 60% in più di estensione dei ghiacciai, il valore più alto dal 2006;

– L’Europa Centrale ha vissuto ben cinque inverni più freddi rispetto alla norma, un record, e le previsioni per l’inverno alle porte lo qualificano già come il sesto di fila;

–  I dati dell’Express britannico riportano che la Terra si sta raffreddando e lo rimarca il Daily Mail, in un articolo dettagliato ed avvalorato da fonti autorevoli;

– Il Telegraph britannico ha riportato recentemente un trend di raffreddamento, citando lo scienziato climatico prof. Anastasios Tsonis della University of Wisconsin: “Stiamo già vivendo un trend freddo, che credo continuerà almeno per i prossimi 15 anni. Non c’è dubbio che il riscaldamento degli anni ’80 e ’90 si sia fermato.”

– Infine, i dati CET (Central England Temperature) del Met Office britannico: Le temperature annuali complessive mostrano una diminuzione di quasi un grado Celsius negli ultimi 13 anni.”

http://www.meteoweb.eu/2013/09/cambiamenti-climatici-gli-ultimi-dati-sono-inequivocabili-il-pianeta-si-sta-raffreddando/226261/

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Luca Mercalli (LM) contro un glacialista (Attività Solare – AS)

Domanda: E’ vero che il clima italiano si sta tropicalizzando?

Risposta L.M.: “Tropicalizzare è un termine poco adatto, fa schiamazzo mediatico ma non è adeguato scientificamente. Il clima terreste si sta riscaldando, moderatamente ai tropici, molto velocemente soprattutto sul Mar Glaciale Artico. Questo comporta che in media tutte le stagioni diventano ovunque
più calde (in Italia il CNR-ISAC di Bologna ha valutato in circa 1,5 C l’aumento termico nel corso degli ultimi due secoli), e che le ondate di calore anomale si fanno più frequenti e prolungate (come nel caso eccezionale del 2003). I ghiacciai alpini, che arretrano in modo accelerato negli ultimi trent’anni e le acque del Mediterraneo che si riscaldano ospitando specie ittiche aliene, sono due indicatori italici di una tendenza globale. Tuttavia esistono fluttuazioni locali, il fenomeno non si giudica su una sola stagione un po’ più fresca o più calda del solito o in un solo luogo, ma va osservato sul lungo periodo e a livello planetario. Non per niente si chiama ‘riscaldamento globale’!”.

Risposta A.S.: “Assolutamente no. Il mar Mediterraneo è un mare chiuso, con un limitatissimo scambio di acqua con gli oceani. Il risultato è una nota tendenza al riscaldamento all’aumento della salinità. L’eccessivo sfruttamento dovuto alla pesca perpetrato sia dalle nazioni che vi si affacciano, ma anche da altre nazioni europee e di varie parti del mondo, ha portato ad una riduzione del pesce autoctono favorendo l’arrivo e la proliferazione di pesce e molluschi che prima non trovavano il loro spazio vitale (vedi meduse). L’Italia è comunque una nazione per 3/4 immersa in questo mare, pertanto risente fortemente degli influssi “caldi” che vi si generano. Il clima terrestre si sta raffreddando già dal 1998 e in futuro diventerà inevitabilmente sempre più freddo. Ovunque, anche in Italia. Di esempi ne abbiamo tanti… come il Polo Nord, nel quale quest’anno c’è stata una chiara inversione di tendenza con un recupero dei ghiacci marini da record. Oppure il Sud America, dove ci sono state abbondanti nevicate. Oppure ancora gli stati del Sud degli USA, dove vi è una TOTALE assenza di Uragani… fatto dovuto alla limitata quantità di calore disponibile nel Golfo del Messico“.

Domanda: Quali riflessi ha sulla natura e su di noi?

Risposta L.M.: “La temperatura terrestre è attualmente la più calda che si conosca da circa 5000 anni, dato ottenuto dalla ricostruzione dei paleoclimi attraverso resti fossili e dati geochimici e glaciologici. Secondo gli scenari dei modelli matematici di simulazione dell’atmosfera, verso la fine di questo secolo si attende un ulteriore aumento tra 3 e 5 gradi, a seconda dei provvedimenti più o meno efficaci che la società globale vorrà assumersi. Quindi le conseguenze saranno comunque importanti, sia per l’ecosistema (migrazione/estinzione di specie vegetali e animali, maggior rischio di incendi forestali), sia per l’uomo (influenza sulla produzione alimentare, sulla salute per diffusione di malattie da insetti vettori da clima caldo, stress termico su popolazione anziana, danni da fenomeni estremi come tornado, uragani e piogge alluvionali, aumento del livello dei mari per la fusione dei ghiacci e pericolo per le città costiere)”.

Risposta A.S.: “La temperatura del pianeta segue un andamento ciclico ben preciso… dettato in primo luogo dall’attività solare e in secondo luogo dalla geometria dell’orbita terrestre intorno al Sole. Attualmente il trend è discendente. Dal 1998 al 2006 circa la temperatura si è mantenuta più o meno costante. Poi è iniziata la discesa. Prima lenta… poi via via più veloce. Rispetto al 1888 la temperatura risulta di 1°C circa più alto, ma rispetto al 1998 siamo scesi di 0.2°C circa… per lo più negli ultimi 3 anni. Gli studi paleoclimatici dimostrano che la temperatura media del pianeta non è mai salita oltre un “record” precedente. Da alcuni milioni di anni fa in poi, quando la temperatura media era superiore ai 30°C, la temperatura è scesa. E lo fa con cicli ben preci. Quelli caldi durano mediamente 12500 anni circa, quelli freddi circa 120.000. Tra un ciclo e l’altro c’è un periodo di transizione durante i quali le temperature oscillano violentemente e durante i quali si verificano anche molte delle estinzioni di massa. Tali periodi durano comunque 10.000 anni.
Le variazioni di temperatura media comportano comunque ripercussioni importanti sulla società umana.

Una diminuzione della temperatura comporta un aumento del consumo di energia, sia elettrica che termica (Petrolio e gas naturale). Ma anche e soprattutto una forte riduzione della capacità produttiva agricola. Gli ultimi 2 anni sono stati segnati da evidenti problemi al comparto agricolo…. prima per le abbondanti nevicate (2012) e poi per la ridotta durata della stagione “calda” (2013) che ha ritardato numerosi raccolti e impedito la maturazione di altri“.

Domanda: E’ vero che c’è un tappo di C02 che non permette il passaggio dell’aria e a cosa sarebbe dovuto?

Risposta L.M.: “Non si tratta di passaggio di aria né di tappi! L’anidride carbonica (CO2) è un gas presente in atmosfera in piccola quantità che ha tuttavia la caratteristica di assorbire e trattenere una parte del calore terrestre ricevuto da sole. E’ dunque un regolatore della temperatura del pianeta, più che un tappo immaginiamola come una invisibile coperta chimica. Se ce n’è poca fa freddo e subentrano le glaciazioni, se ce n’è molta fa via via più caldo. Due secoli fa, all’inizio della rivoluzione industriale, avevamo in atmosfera 280 parti per milione di CO2, oggi, per via della combustione di carbone, petrolio e gas, siamo a 400 ppm, il valore più elevato da ben 3 milioni di anni. In quelle condizioni remote tanto simili a oggi le analisi sedimentologiche ci rivelano che la Terra era più calda di almeno 3 gradi e il livello oceanico di almeno 20 metri più elevato, a causa della parziale fusione delle calotte glaciali polari. Ma allora Homo sapiens non c’era ancora, quindi andiamo incontro a condizioni del tutto inedite per la nostra specie!”.

Risposta A.S.: “Nessun tappo. La CO2 è uno dei gas serra presenti in atmosfera e rappresenta lo 0.05% di essi (1% dell’atmosfera). La capacità di produrre l’effetto serra non è mai stato scientificamente dimostrato. Tuttavia, il 99% dei gas serra è costituito dal Vapore Acqueo, che ha un potere di effetto serra molto maggiore rispetto a quello attribuito alla CO2. E bisogna sottolineare il fatto che di quello 0.05%, solo una piccola parte è di origine antropogenica. Purtroppo però il mondo è dominato dal Dio Denaro… e non potendo tassare il Vapore Acqueo, è stato “deciso” di tassare la CO2 e far credere che l’essere umano è talmente bravo e potente da modificare con poche molecole per tonnellata d’aria, la temperatura di un intero pianeta. Ovviamente non è così. Dietro la pagliacciata del Riscaldamento Globale Antropogenico c’è solo un grandissimo business… che sta provocando una riduzione della CULTURA e delle CAPACITÀ INTELLETTUALI allucinante.

Ad ogni modo, la scienza ha dimostrato ampiamente che l’andamento della percentuale di CO2 presente in atmosfera SEGUE, con un certo ritardo, quello della Temperatura media del pianeta. Questo meccanismo è regolato in modo preciso dalla temperatura degli oceani. Temperatura che sta diminuendo (questa però va vista alle diverse profondità, avendo il calore la tendenza a salire verso la superficie)”.

Domanda: Nel 2014 si prevede una glaciazione: cosa significa?

Risposta L.M.: “Nel 2014 non ci sono evidenze scientifiche di alcuna glaciazione, anzi, il trend di riscaldamento, sia pure con fluttuazioni interannuali, è destinato a continuare e a intensificarsi nei decenni futuri. La teoria della glaciazione imminente a causa di una presunta diminuzione dell’attività solare, è stata avanzata da un astrofisico russo ma non è stata riconosciuta dalle migliaia di scienziati che si occupano della ricostruzione del clima passato e della simulazione di quello futuro. Le fluttuazioni dell’attività solare ormai pesano poco rispetto al preponderante contributo dell’aumento della concentrazione di CO2. Sono tuttavia notizie che piacciono, perché ‘rassicurano’ un po’ come quando tra due medici che affermano l’uno che il fumo fa venire il cancro, l’altro che vi mantiene giovani e gagliardi, ovviamente la maggioranza è incline a credere al secondo e a etichettare il primo come Cassandra. Ma se si vogliono risolvere i problemi è bene invece non crearsi falsi alibi, e affrontarli una volta per tutte. Gli studi sul riscaldamento globale vanno ormai avanti da oltre un secolo e sono stati ampiamente confermati dai fatti, quindi basta perdere tempo, è ora di agire”.

Risposta A.S.: “Se sarà o meno una Glaciazione o una Piccola Era Glaciale, solo i posteri potranno dirlo. La tendenza è certamente al raffreddamento… Un raffreddamento iniziato dal 1998 circa e che continuerà sicuramente per alcuni decenni. Molto dipenderà dal ciclo solare 25. Se riuscirà ad essere FORTE (simile ai cicli 19, 21, 22 o 23), allora le temperature ricominceranno a salire tra una decina di anni circa. Se sarà debole come l’attuale 24, la tendenza sarà ad un lento raffreddamento per almeno altri 22-25 anni. Se il ciclo solare 25 dovesse risultare (come si evince da alcuni modelli matematici) ancora più debole rispetto all’attuale 24, allora bisognerà attendere 3 o 4 decenni almeno per sapere quale sarà l’andamento della temperatura. Ad ogni modo, nel 2014 si inizieranno a percepire gli effetti sul clima causati dal debole ciclo 24. Effetti che stiamo già iniziando ad intravedere“.
https://www.facebook.com/pages/Attivit%C3%A0-solare-Solar-Activity-/100364603439625?fref=ts

N.B. è più probabile che il ciclo 25 sarà insignificante, come hanno previsto gli stessi astrofisici che avevano previsto un ciclo 24 decisamente molto sotto tono. E allora ciao ciao Gore e ciao ciao Mercalli. Credibiltà azzerata.

60 domande per Matteo Renzi

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Ecco chi è Marco Carrai, il Gianni Letta di Matteo Renzi

– la sua famiglia si è riprodotta e si è moltiplicata riuscendo ad amnistiare la memoria del nonno di Marco, il Carrai su cui pesava l’accusa infamante di aver fatto parte della banda Carità, il gruppo fascista che opera in Toscana tra il ’43 e il ’45 a caccia di partigiani, tra esecuzioni sommarie e torture;

– il 19enne Marco al primo voto politico si impegna nei club della nascente Forza Italia di Silvio Berlusconi;

– ha trovato a Firenze un segretario provinciale ragazzino che nel ’94 aveva frequentato le tv berlusconiane da concorrente della “Ruota della fortuna” di Mike Bongiorno: Matteo Renzi.

– eletto con le preferenze assicurate da Comunione e Liberazione e dalla Compagnia delle Opere che in Toscana è presieduta da Paolo Carrai e da Leonardo Carrai, alla guida del Banco alimentare, altra opera ciellina: i cugini di Marco;

– Nel 2006, quando esce il film tratto dal romanzo di Dan Brown, pubblica un agile pamphlet su “Il Codice Da Vinci. Bugie e falsi storici”, con lo storico Franco Cardini e il professor John Paul Wauck, prete dell’Opus Dei, molto felice dell’iniziativa. Nel 2007 si presenta al cimitero degli Allori per deporre un cuscino di fiori in onore di Oriana Fallaci, scomparsa un anno prima;

– in quota Monte Paschi di Siena, membro dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze che è azionista di Banca Intesa;

– il fratello Stefano Carrai è in società con l’ex presidente della Fiat Paolo Fresco nella società Chiantishire che tenta di mettere su un gigantesco piano di appartamenti, resort, beauty farm nella valle di Cintoia, a Greve, bloccato dal Comune;

– Fresco è tra i finanziatori della campagna per le primarie del 2012 di Renzi, con 25 mila euro, insieme al finanziere di Algebris Davide Serra (quello delle Cayman), acclamato anche quest’anno alla stazione Leopolda;

L’uomo del governo israeliano, per alcuni («Ho da fare a Tel Aviv», ripete spesso), di certo vicino agli americani di ogni colore. Frequenta con assiduità Michael Ledeen, l’animatore dei circoli ultra-conservatori del partito repubblicano, antica presenza nei misteri italiani, dal caso Moro alla P2. È in ottimi rapporti con il nuovo ambasciatore Usa in Italia John Phillips, amante del Belpaese e della Toscana, proprietario di Borgo Finocchietto sulle colline senesi;

– C’è anche Carrai quando Renzi banchetta con Tony Blair o quando va ad accreditarsi con lo staff di Obama alla convention democratica di Charlotte del 2012. E quando tre mesi fa il sindaco vola a sorpresa a Berlino per incontrare la cancelliera Angela Merkel, accanto a lui, ancora una volta, c’è il ragazzo di Greve, Carrai;

– C’è chi ha visto la sua manina dietro la nomina di Antonella Mansi alla presidenza di Mps;

http://espresso.repubblica.it/attualita/2013/11/04/news/ecco-chi-e-marco-carrai-il-gianni-letta-di-matteo-renzi-1.139920

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  1. Sembra avercela con chiunque sia anche solo di pochi anni più vecchio di lei: ha mai pensato di soffrire di gerontofobia?
  2. Cosa ne pensa del governo Monti?
  3. Cosa ne pensa della gestione Marchionne della FIAT?
  4. Cosa ne pensa del semipresidenzialismo? Ambisce a fare il sindaco d’Italia?
  5. Ha dichiarato che il suo modello è Tony Blair e Tony Blair ha sostenuto la sua candidatura a guidare il PD e l’Italia: Tony Blair è vicino ad ambienti sionisti e neoconservatori, lo è anche lei?
  6. Perché un leader tendenzialmente di sinistra dovrebbe frequentarli?
  7. Quale soluzione proporrebbe per sanare il conflitto israelo-palestinese?
  8. L’invasione dell’Iraq è stata la scelta giusta?
  9. Blair è favorevole a un’escalation militare in Siria: lo è anche lei?
  10. Blair ha approvato il golpe militare egiziano che ha rimosso un governo democraticamente eletto: è d’accordo con il suo giudizio?
  11. Il suo modello, Tony Blair, è dal 2011 consulente del dittatore kazako Nazarbayev. Cosa ne pensa alla luce della recente polemica riguardante l’espulsione di Alma Shalabayeva e del figlio?
  12. Perché l’aspirante “sindaco d’ITALIA” ha scelto come consulente economico un israeliano, Yoram Gutgeld (n0n andava bene l’italiano Piga, tanto per fare un nome tra i tanti possibili)?
  13. Un leader del centrosinistra necessita dell’imprimatur di JP Morgan?
  14. “Sono stufo di questo Pd”. “Sono stufo di questo fuoco di sbarramento incomprensibile su ogni cosa che faccio”. “Andare avanti con questo clima di guerriglia permanente è davvero incomprensibile”. Perché restare in un partito in declino, che non la ama, la ostacola, la saboterebbe (com’è successo a Bersani)? Perché cercare di diventarne il leader?
  15. Cosa ne pensa dei rapporti tra Stato italiano e Vaticano?
  16. Liberalizzazioni e tagli al settore pubblico sono la strada per il rilancio dell’economia e la creazione d’impiego?
  17. Cosa ne pensa dell’euro?
  18. Le decisioni del governo Merkel hanno fatto bene o male all’Unione Europea e ai paesi dell’eurozona?
  19. Gli stati dell’eurozona sono pronti per formare uno stato federale?
  20. Quale sarebbe il peso di Berlino negli Stati Uniti d’Europa?
  21. Cosa ne pensa del sistema di sorveglianza globale costruito dagli americani prima e dopo l’11 settembre?
  22. E’ credibile che tutte le componenti dell’establishment americano – quello di Echelon, per intendersi – siano state prese in contropiede dall’11 settembre?
  23. Cosa ne pensa del “Progetto per un nuovo secolo americano”?
  24. Cosa ne pensa di questa considerazione contenuta nel suddetto progetto (p. 50): “ll processo di trasformazione [delle strategie e delle missioni militari americane], anche se porterà un cambiamento rivoluzionario, risulterà molto lungo, se non si dovesse verificare un evento catastrofico e catalizzante, come una nuova Pearl Harbor”?
  25. Che misure intende introdurre per regolare il sistema bancario? Come intende far rispettare le regole?
  26. Intende ridurre progressivamente il gap tra i molto ricchi e il resto del paese? Come intende farlo?
  27. Intende contribuire a ridurre progressivamente il gap tra i paesi molto ricchi e il resto del mondo? Come intende farlo?
  28. Le politiche di contenimento delle emissioni di anidride carbonica sono utili? I loro costi sono giustificati dai risultati?
  29. Si è interessato alle ragioni addotte per spiegare la pausa nella crescita del riscaldamento globale?
  30. Come avrebbe votato sugli F35?
  31. Quale è il suo giudizio sulla NATO?
  32. L’Unione Europea dovrebbe cercare di stringere legami più forti con la Russia?
  33. Quali politiche energetiche per l’Italia?
  34. Quali politiche nell’ambito del Mediterraneo e del mondo arabo?
  35. La creazione di una zona transatlantica di libero mercato non è destinata a favorire gli Stati Uniti?
  36. Qual è la sua posizione sugli OGM?
  37. Lei farebbe costruire una centrale al torio in Italia?
  38. Qual è il suo giudizio sull’amministrazione Obama?
  39. Cosa ne pensa delle autonomie regionali e provinciali?
  40. Sarebbe favorevole a una riforma in senso autenticamente federale dello stato italiano?
  41. Cosa ne pensa del M5S?
  42. Qual è la sua posizione sul testamento biologico, la procreazione assistita, la ricerca sulle staminali?
  43. Qual è la sua posizione sul programma nucleare iraniano?
  44. Perché scegliere come spin doctor Giorgio Gori, legato a Mediaset?
  45. Vendola o Monti?
  46. Come si contrasta la corruzione?
  47. E l’evasione?
  48. Cosa ne pensa dei paradisi fiscali?
  49. Come si difendono le gole profonde/whistleblower?
  50. Presidente della provincia di Firenze a 29 anni: non è una scalata al potere un po’ troppo rapida persino per un enfant prodige?
  51. È stato accusato di avere diversi conflitti di interessi da presidente della provincia e da sindaco: ha in mente qualche progetto di legge sul conflitto di interessi?
  52. La sua posizione sulle coppie di fatto?
  53. E sulle adozioni per coppie omosessuali?
  54. Come si risolve il problema degli esodati?
  55. Chi le ha pagato la campagna per le primarie e chi copre le spese dei suoi tour europei?
  56. Quali sono i suoi rapporti con Comunione e Liberazione e qual è il suo giudizio su Opus Dei?
  57. Le sembra normale fare tour elettorali e di pubbliche relazioni in Italia e in giro per il mondo mentre amministra Firenze? Onora così il suo incarico e le sue indennità?
  58. A che titolo incontra i governanti occidentali? In qualità di sindaco di Firenze?
  59. E’ una democrazia sana quella in cui i media implorano l’avvento di un “salvatore della patria”?
  60. E’ normale che il sindaco di Firenze affitti Ponte Vecchio a privati per una cena di gala?

“Così il giovane putto di Rignano sull’Arno si è autoeletto “a nuovo che avanza” e ce lo ribadisce con un martellamento che non conosce tregua.

Poco male se l’iconicizzazione di quel nuovo è il giubbetto di Fonzie, il meccanico rubacuori star della serie televisiva americana degli anni Settanta “Happy Days”. Infatti quel capo d’abbigliamento stravisto ha un vantaggio importante per la promozione del prodotto: è assolutamente riconoscibile (non a caso la Coca Cola non cambia la grafica del suo logo). E qui da noi siamo ormai imprigionati da decenni nei condizionamenti televisivi di una americanizzazione da poveracci. Che Renzi sfrutta con una certa cinica sapienza.

Per di più il prodotto viene certificato a mezzo strombazzamenti vari per i suoi effetti salvifici immediati, come quegli sciroppi miracolosi venduti dal solito guaritore pataccaro in qualche fiera di paese. Anche questo aspetto funziona alla grande, considerata la diffusa credulonità di una cultura nazionale che rimane ancora in larga misura contadina. Peccato che l’annunciato salvatore della Patria non riesca neppure a risolvere i problemi di buona amministrazione nella città di cui è sindaco.

Ma basta non farlo sapere, che non se ne parli”.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/matteo-renzi-come-la-coca-cola/

Golpe anti-Morsi > impeachment di Obama > rivoluzione pan-araba? Le ripercussioni degli eventi egiziani nel mondo

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i carri armati egiziani sono ancora schierati nella capitale, in attesa – il numero delle vittime dell’uso della forza da parte dell’esercito sta montando

 https://twitter.com/stefanofait

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L’Egitto è sull’orlo di una guerra civile come quella siriana
Vladimir Putin 7 luglio 2013

Chris Riddell 07 July 2013

Interessante scoprire come gli editorialisti mainstream internazionali siano così inturgiditi all’idea di un golpe militare.

New York Times: “questi straccioni egiziani sono inadatti alla democrazia” (è più forbito ed elegante di così)

http://www.nytimes.com/2013/07/05/opinion/brooks-defending-the-coup.html

Wall Street Journal (cf. dell’oligarca Murdoch): “auspichiamo che un Pinochet egiziano governi la transizione” (!!!)

http://online.wsj.com/article/SB10001424127887324399404578583932317286550.html#articleTabs=article

IL FARDELLO DELL’UOMO BIANCO: Già, questi assurdi arabi che non sono neppure disposti a disfarsi di una tradizione che va avanti da 1400 anni. Ma vi pare? Una tale insensata ostinazione! Per fortuna che c’è chi ha capito come si fa: facciamo finta che l’Islam sia un’imbarazzante parentesi nella vita di decine di milioni di egiziani e procediamo oltre. 

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Terribile leggere i commenti di chi afferma che siccome i manifestanti anti-Morsi erano molto più numerosi dei manifestanti pro-Morsi, allora il “cambio di regime” era legittimo. E’ questo che ora chiamiamo democrazia? Il plebiscito della folla sostenuto dalle armi? Fino a quando il prossimo demagogo agiterà le folle europee? Non è democrazia, questa, bensì OCLOCRAZIA al servizio di un’oligarchia tirannica (ossia l’essenza del peggio).

E’ un caso che proprio nelle settimane immediatamente precedenti al golpe siano venuti a mancare generi alimentari e carburante, creando colonne e facendo infuriare la popolazione? E’ un caso che proprio l’esercito egiziano controlli direttamente o indirettamente le forniture di carburanti e gas?

http://www.guardian.co.uk/world/2013/jul/05/mohamed-morsi-downfall-egypt-rebels

La mia tesi è che le “rivolte” in Brasile e in Egitto sono un terribile inganno che porterà alla rovina gli egiziani, ma non i brasiliani (quella brasiliana è una democrazia che sta maturando più in fretta e ha una storia più lunga. Inoltre l’economia brasiliana è su un altro pianeta rispetto a quella egiziana).
Sarà molto presto chiaro che l’intervento dell’esercito in Egitto non solo non ha risolto nulla e ha aggravato la situazione, dimostrando agli egiziani che la loro presunta democrazia è una “gentile” concessione, non un diritto, e ai musulmani che votare per un partito che ha fatto del welfare e del riscatto delle masse la sua bandiera – e che per questo cercava finanziamenti a 360 gradi e non solo dagli strozzini del FMI – vuol dire rischiare di trovarsi i carri armati per le strade.
Più importante ancora. Qualunque analisi professionale delle primavere arabe vi dirà che nel 2011 la richiesta di democratizzazione del sistema si è innestata in una precedente protesta contro la disoccupazione crescente (massiccia tra i giovani) e l’inflazione sui beni alimentari; più forte perché la crisi globale del 2007-2008 ha interrotto il rilancio dell’economie arabe e ha traumatizzato la popolazione, che si era formata aspettative ben diverse (un po’ come in Brasile, con la differenza che lì c’è una democrazia molto più radicata e un governo che ha i mezzi per attutire l’impatto della crisi).

Ormai l’Egitto è entrato nella spirale della folla che attende il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. I disordini non si fermeranno più, perché la questione principale è la miseria. In effetti ai fratelli musulmani converrebbe tenere un basso profilo e aspettare che il prossimo governo “laico” vada verso il disastro finale:

http://www.repubblica.it/economia/2013/07/05/news/merryl_lynch_l_egitto_ha_solo_sei_mesi_di_vita-62424215

A quel punto le folle saranno nuovamente nelle piazze a protestare, ma stavolta i cannoni saranno puntati contro di loro.

UNIONE AFRICANA ED EGITTO
L’Unione Africana, meno ipocrita e meno serva di quella Europea, ha definito golpe e quindi atto incostituzionale la destituzione di Morsi. Ha pertanto sospeso l’Egitto da tutte le attività dell’organizzazione.

SIRIA ED EGITTO

Assad ha irriso Morsi, dopo la sua caduta, cercando di accreditarsi come paladino della laicità contro l’islamismo (i Fratelli musulmani sono al bando in Siria dal 1980). È la sua vendetta postuma per la politica anti-governativa di Morsi che, per procacciarsi il denaro disperatamente necessario a salvare l’economia egiziana dalle borse degli emiri del Golfo, ha scimmiottato la loro posizione sul cambio di regime in Siria.

18 giugno 2013: “Il Cairo e Damasco sono ufficialmente nemici. Sabato sera il presidente egiziano Mohamed Morsi ha annunciato la completa rottura delle relazioni diplomatiche con il regime del presidente siriano Bachar al Assad.

Morsi, che appartiene alla corrente religiosa dei Fratelli musulmani, si è espresso davanti a migliaia di islamisti radunati per una conferenza di sostegno alla Siria e ha annunciato la prossima chiusura dell’ambasciata siriana al Cairo, così come il rimpatrio dell’ambasciatore egiziano a Damasco.
Ha inoltre chiesto l’attuazione di una no-fly zone sopra il territorio siriano, denunciando l’intervento del Hezbollah sciita libanese accanto alle truppe del regime di Damasco.

[…].

Le dichiarazioni del presidente Morsi sono un evidente sostegno a questa guerra santa e si distanziano dalla prudenza mostrata dai vicini libici e tunisini. Potrebbero incitare alla radicalizzazione di taluni islamisti e minare la sicurezza anche in Egitto.

Molti paesi arabi temono il ripetersi di uno scenario afghano. La loro paura è giustificata. Abbiamo diversi casi di persone partite combattere in Afghanistan e che una volta tornate in patria hanno condotto una guerra santa interna – ha commentato Dhia Rashwan, ricercatore presso il Centro al-Ahram per gli studi politici e strategici.

http://www.ticinolive.ch/2013/06/18/gli-islamisti-egiziani-pronti-a-una-guerra-santa-in-siria/

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L’esercito siriano ormai controlla Hama, ha accerchiato Zabadani (nord-ovest di Damasco), rotto l’assedio della base aerea di Menagh e sta riconquistando Homs (sono già nel centro storico e i ribelli sono assediati). Se non intervengono fattori esterni, Aleppo sarà ripresa entro la fine dell’estate e Assad avrà vinto. Una guerra civile in Egitto farebbe defluire guerriglieri islamisti che si recherebbero lungo le sponde del Nilo, riconsegnando ad Assad la Siria.

Obama non sfiderà i russi – per questo è il male minore e bisogna tifare per lui – ma le conseguenze dello smacco saranno terribili, forse fatali.

Nondimeno, Israele difficilmente resterà a guardare mentre una Siria molto più forte di prima attende solo il momento giusto per riprendersi le Alture del Golan, occupate illegalmente da Israele, e rafforza Hezbollah con armi russe. Prima della caduta di Aleppo c’è da aspettarsi un’iniziativa sconsiderata sionista che precipiterà il Medio Oriente nel caos (in Siria ci sono forze russe, libanesi, iraniane).

ISRAELE ED EGITTO

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Iniziativa sconsiderata?

“Nel passato del Mossad, anche ai tempi dei fallimenti più clamorosi, nessuno ha mai contestato la necessità di uccidere i nemici”, conferma Yossi Melman, autore di un’importante storia dei servizi segreti israeliani. Non avvenne in occasione del celebre “affare Lavon” nel 1954. L’allora ministro della Difesa, Pichas Lavon, fu costretto alle dimissioni quando fu rivelato al mondo il progetto del Mossad di compiere una serie di sanguinosi attentati contro gli interessi inglesi e americani in Egitto al fine di criminalizzare il regime di Nasser. Pochi anni dopo venne alla luce il piano di eliminare per mezzo di lettere – bomba gli scienziati tedeschi che collaboravano con l’industria militare egiziana” [NB scienziati russi uccisi perché collaboravano con l’Iran]

http://archiviostorico.corriere.it/1997/ottobre/14/Mossad_sempre_licenza_uccidere_co_0_971014661.shtml

Come parte di un’operazione false flag, un gruppo di ebrei egiziani fu reclutato dai servizi segreti militari israeliani per far saltare in aria bersagli egiziani, americani e britannici. Gli attacchi sarebbero stati imputati ai Fratelli Musulmani, comunisti egiziano, o “nazionalisti locali”, allo scopo di creare un clima di violenza e instabilità sufficiente per indurre il governo britannico a mantenere le sue truppe di occupazione nella zona del Canale di Suez. L’operazione non causò vittime, salvo i membri della cellula terrorista che si suicidarono dopo essere stati catturati.

IRAN ED EGITTO

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Mohamed Morsi ”è il presidente in carica in base al voto popolare” e le Forze armate, che hanno detto di voler ”sostenere un percorso di riconciliazione nazionale”, devono ”rispettare il voto del popolo”. Lo ha detto il vice ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir Abdollahian

http://www.asca.it/news-Egitto__Iran__Morsi_eletto_da_cittadini__Esercito_rispetti_voto-1293125-ATT.html

Economist condanna avvicinamento Morsi-Iran (maggio 2013)

http://www.economist.com/news/middle-east-and-africa/21577117-president-muhammad-morsis-efforts-befriend-iran-upset-his-other-allies-pious

Washington Post condanna avvicinamento Morsi-Iran (febbraio 2013)

http://www.washingtonpost.com/blogs/worldviews/wp/2013/02/05/mohamed-morsis-strange-gamble-on-iran-and-ahmadinejad/

TURCHIA ED EGITTO

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La Turchia giudica il colpo di stato militare che in Egitto ha rovesciato ieri il presidente islamista Mohamed Morsi antidemocratico e invita il paese a “tornare alla democrazia”. “Il cambio di potere in Egitto non è stato il risultato della volontà del popolo. Il cambiamento non è stato nel rispetto della democrazia e della legge”, ha chiarito il vicepremier Bekir Bozdag. “In tutti i paesi democratici – ha aggiunto – le elezioni sono il solo modo di arrivare al potere”.

http://www.internazionale.it/news/egitto/2013/07/04/turchia-rovesciamento-morsi-non-democratico/

 

CINA ED EGITTO

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2012: La scorsa settimana il neo-presidente Morsi ha rilasciato un intervista a Reuters in cui ha annunciato di voler intraprendere una politica estera “bilanciata”, nel senso di meno esplicitamente pro-Washington. Si tratta chiaramente di una voluta rottura con il precedente regime di Hosni Mubarak, fidato bastione della politica statunitense e garante dello status di primo paese arabo a siglare una pace con Israele.

Da qui la scelta, a suo modo coraggiosa, di rivolgere lo sguardo a est e volare a Pechino. Ad accompagnarlo una delegazione di 80 businessmen egiziani, intenzionati a discutere progetti di investimento congiunto con circa 200 soggetti economici cinesi. I risultati non sono mancati: le due parti hanno firmato numerosi accordi di cooperazione nel settore agricolo, delle infrastrutture e delle telecomunicazioni.

http://www.meridianionline.org/2012/09/10/la-cina-ruba-egitto-agli-stati-uniti/

RUSSIA ED EGITTO

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Morsi, in aprile, si era rivolto a Putin per chiedergli di investire pesantemente in Egitto (centrali atomiche, sfruttamento dell’uranio, importazioni di grano russo) e aiutarlo a far fronte alla terribile crisi economica:

http://www.arabtimesonline.com/NewsDetails/tabid/96/smid/414/ArticleID/195360/reftab/69/Default.aspx

 

GERMANIA ED EGITTO

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Guido Westerwelle ha definito il golpe militare «un grande passo indietro per la democrazia in Egitto»

http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/silenzio-Israele-Erdogan-inaccettabile.aspx

GOLFO PERSICO ED EGITTO

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Al-Jazeera (Qatar) è pro-fratellanza musulmana, Al-Arabiya (Arabia Saudita) è anti-Morsi e fratellanza musulmana

http://www.dailystar.com.lb/News/Middle-East/2013/Jul-04/222475-qatar-saudi-arabia-in-screen-war-over-arab-spring.ashx#ixzz2Y5jtw4RV

Quindi i due maggiori sovvenzionatori della ribellione anti-Assad sono su fronti opposti nella incipiente guerra civile egiziana

OBAMA ED EGITTO

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Obama indebolito da Snowden. Sondaggi lo danno al 45% con un crollo tra i giovani:

http://edition.cnn.com/2013/06/17/politics/obama-poll-decline

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1 americano su 4 pensa che Obama potrebbe essere l’Anticristo (!!!)

http://www.guardian.co.uk/world/2013/apr/02/americans-obama-anti-christ-conspiracy-theories

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In un servizio dall’Egitto dedicato all’oceanica manifestazione di protesta al Cairo che ha spinto l’esercito a prendere il potere deponendo Mohamed Morsi, la Cnn riferisce che la gente radunata in piazza Tahrir se la prendeva con il presidente dei Fratelli Musulmani eletto un fa, ma almeno altrettanto con il suo sostenitore più importante, il presidente americano Barack Obama, accusato dalla folla di aver appoggiato incautamente un «dittatore» e un «terrorista»

Egitto, in piazza Tahrir Obama è come Morsi | Tempi.it

Gli Stati Uniti finanziano lautamente l’esercito egiziano in cambio della sua fedeltà

http://www.bbc.co.uk/news/world-us-canada-23167490

Tuttavia Obama, per il tramite dell’ambasciatrice Anne Patterson, ha espresso la sua contrarietà rispetto al golpe che ha rimosso una figura che, educata negli Stati Uniti e sempre molto obbediente, fino a pochi mesi fa godeva dell’appoggio – economicamente molto tangibile – americano (Obama, Clinton, Kerry):

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=167248

http://www.lapresse.it/mondo/nord-america/clinton-incontra-morsi-importante-garantire-sicurezza-diplomatici-1.220860

http://rt.com/usa/guccifer-clinton-emails-second-678/

http://english.ahram.org.eg/News/72308.aspx

Una legge americana interrompe il flusso delle erogazioni in caso di golpe, quindi le forze armate egiziane, se non riescono a convincere gli Americani che non è stato un colpo di stato, perderanno 1 miliardo e 300 milioni di dollari di “aiuti” per il 2014. Non sono bruscolini. Se qualcuno si chiedeva come mai ieri il meme dominante nei forum dei quotidiani di lingua inglese fosse “non è un golpe”, questa è la risposta: golpe = 0 dollari.

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Il meme che circola nei forum dei quotidiani di lingua inglese è: Morsi era il burattino di Obama, è caduto, questo è l’ennesimo fallimento di Obama (e della Clinton). Inoltre Obama si è comportato come Morsi, ha tradito il mandato elettorale e la costituzione, e perciò non c’è alcuna ragione che giustifichi la sua permanenza alla Casa Bianca.

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Questo significa che, tra non molto, il Tea Party e i repubblicani chiederanno la testa di Obama.

L’analisi della caduta di Morsi di parte iraniana è molto condivisibile: al di là della crisi probabilmente irrimediabile finché l’FMI determinerà le politiche economiche del paese, il grande errore di Morsi è stato quello di non aver rimpiazzato i vertici dell’esercito, delle forze dell’ordine e dell’intelligence con uomini a lui fedeli.

http://www.foxnews.com/world/2013/07/04/iranian-lawmaker-says-egypt-president-toppled-because-failed-to-exert-influence/

Altrove le purghe sono arrivate appena in tempo:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/25/altre-notti-dei-lunghi-coltelli-negli-usa-grecia-e-turchia/

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I neoconservatori stanno preparando l’offensiva finale. La loro strategia è quella di imputare a Morsi l’attacco terroristico di Bengasi

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-09-12/attacco-consolato-americano-bengasi-082017.shtml?uuid=AbykfEcG

con l’assistenza dei loro tirapiedi in Libia e in Egitto, che possono mettere fuori gioco i candidati islamici e bandire i partiti di ispirazione islamica dal presentarsi alle elezioni in tutti i paesi arabi (con gran gioia di Assad e degli Israeliani):

“Negli interrogatori i jihadisti egiziani arrestati a Bengasi avrebbero confessato che l’attacco al consolato americano è stato pianificato e finanziato al Cairo con il coinvolgimento diretto di molte figure chiave del mondo politico egiziano a partire dal presidente Mohamed Morsi. Tra i nomi dei “padrini” di Ansar el-Sharia anche il candidato salafita alle elezioni presidenziali egiziane dell’anno scorso Hazim Salih Abu Ismail e l’uomo d’affari saudita Mansour Kadasa, proprietario della tv satellitare egiziana al-Nas vicina ai Fratelli Musulmani… La pagina del rapporto degli 007 di Tripoli va certo presa “con le molle” anche perché non spiega i dettagli né circa l’attendibilità delle informazioni raccolte (o estorte) né di come sia stato possibile risalire al coinvolgimento di Morsi e degli altri egiziani nell’azione terroristica dell’11 settembre scorso. Il documento libico apre però scenari importanti (e inquietanti) innanzitutto perché dimostrerebbe la sostanziale coincidenza di interessi tra Fratelli Musulmani e salafiti nell’obiettivo comune di imporre l’Islam più radicale non solo in Egitto ma in tutto il “Califfato”.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-07-04/denuncia-tripoli-cera-morsi-112750.shtml?uuid=AbwpaBBI

In questo modo le forze armate egiziane riprendono il completo controllo dell’Egitto, gli israeliani si tolgono di torno un governo potenzialmente nemico, mentre i neoconservatori fanno un altro passo avanti verso l’impeachment di Obama, “che non poteva non sapere, ma ha continuato a difendere Morsi: alto tradimento, in base all’articolo 3, paragrafo 3, comma 1 della Costituzione Americana”

http://www.presstv.ir/detail/2013/05/16/303768/gop-gins-up-benghazi-event-to-rap-obama/

dopo aver già messo fuori gioco la Clinton per la corsa alle presidenziali del 2016

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/12/attacco-a-bengasi-verita-insabbiate-a-rischio-corsa-di-clinton-alla-casa-bianca/591757/

 Benghazigate+v+Watergate

L’attentato di Bengasi è invece stato quasi certamente un inside job dei neoconservatori che hanno usato ogni mezzo per convincere gli elettori americani che Obama è debole, indeciso, incerto, morbido, incapace di garantire la loro sicurezza e il loro tenore di vita:

http://www.giornalettismo.com/archives/491641/lattentato-in-libia-era-premeditato/

http://www.presstv.ir/detail/2012/11/19/273240/coup-and-countercoup-in-washington/

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=38049

The-Muhammad-Movie-Producer-enigma
Collegato al tentativo dei cristiani copti (es. Magdi Allam?) di ripristinare lo status quo precedente alla primavera araba in Egitto
:

“L’innocenza dei musulmani”, anzi è sufficiente dire i 14 minuti del “Muhammad Movie Trailer”, non è la causa diretta dell’attentato in cui ha perso la vita l’ambasciatore americano in Libia (un’azione così non si improvvisa o realizza emotivamente): assomiglia piuttosto a un dispositivo incendiario a orologeria piazzato sotto la sedia di Morsi, il leader egiziano e confezionato da mani e teste cristiano copte istruite al Cairo. Il bersaglio  sono i Fratelli Musulmani che, raggiunto il potere al culmine di un processo cominciato con la primavera araba, tentano di accreditarsi come forza moderata che non spaventi l’Occidente e concili allo stesso tempo la ragione sociale della loro investitura.

Morsi, che ricevette indirettamente l’endorsement di Obama quando questi stoppò le pretese della giunta militare contro le deliberazioni democratiche del popolo egiziano, cammina sul filo dell’equilibrista. L’obiettivo del caos prevedibile suscitato dal film non è Maometto ma la difesa degli interessi della comunità cristiana in Egitto, una minoranza del 10% ricca e cosmopolita preoccupata dal rovesciamento del vecchio regime di Mubarak che gli assicurava  sicurezza e protezione in un ambiente radicalmente ostile. Come inizia infatti il trailer? Con un assalto alle proprietà cristiane di una massa di musulmani inferociti mentre un poliziotto ostentatamente fa finta di non vedere.

Un conflitto di classe con pretesti religiosi”.

http://www.blitzquotidiano.it/politica-mondiale/innocenza-musulmani-complotto-cristiani-copto-sam-bacile-nakoula-1342907/

copti egizi e neoconservatori americani sono pappa e ciccia:

http://mondoweiss.net/2012/09/coptic-christian-leader-of-organization-that-produced-anti-muslim-film-spoke-at-pamela-gellers-anti-mosque-rally.html

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Amdin Sabahi potrebbe salvare l’Egitto. È anti-islamista e anti-neoliberista, insomma è una persona mentalmente sana e coscienziosa. Al giorno d’oggi è già molto:

http://www.nytimes.com/2012/12/26/world/middleeast/egypts-hamdeen-sabahy-vs-islamists-and-free-markets.html?_r=0

Ma non ha nessuna chance: entrambe le fazioni in lotta detestano un politico del genere.

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The revolution is over?

PREVISIONE: la situazione sfuggirà di mano ai falchi neocon-sionisti-copti-golpisti. Milioni di musulmani – non solo in Egitto – si renderanno presto conto di essere stati turlupinati per la seconda volta in tre anni (3 se consideriamo la Siria) e faranno in modo che non succeda più. Sarà un macello e l’unico aspetto positivo della cosa è che forse in questo modo non finiremo in una terza guerra mondiale. Si sacrificheranno gli arabi al posto nostro.

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