Il nascente ghiacciaio del Pollino e la stalinizzazione della climatologia da parte dei governi NATO

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Grazie ai mesi di maggio e giugno particolarmente freddi e ancora nevosi in quota, quest’estate il ritiro dei ghiacciai valdostani si è arrestato e si registra ancora oggi un buon innevamento. Lo segnala Fondazione Montagna Sicura portando l’esempio del ghiacciaio del Toula (Monte Bianco), oggetto di monitoraggio, che il 25 luglio 2013 era innevato a circa 2.500 metri di altitudine (spessore tre metri) mentre lo stesso giorno del 2012 la neve si trovava sopra 2.900 metri (spessore due metri).

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/valledaosta/2013/09/02/Estate-fresca-bene-ghiacciai-Vda_9233374.html

HolHadsconvenienti verità che in un mondo di cittadini informati farebbero crollare il baraccone serrista nel giro di un minuto

GISP2_50kyasconvenienti verità che in un mondo di cittadini informati farebbero crollare il baraccone serrista nel giro di un minuto

Arctic-climate IPCCCome l’artico doveva/dovrebbe essere tra il 2013 e il 2020, secondo i serristi

MSU RSS ArcticAndAntarctic MonthlyTempSince1979 With37monthRunningAverageI serristi fanno bene a preoccuparsi – i testimoni di Geova devono continuare a posticipare il Giorno del Giudizio e chi li prende sul serio?

NSIDC_Minimums_since_2006la più grande estensione di ghiacci artici dal 2006

post-558-0-18942400-1379794344più esteso, più spesso: righiacciamento più rapido

Documenti trapelati e visionati dalla Associated Press hanno rivelato le profonde preoccupazioni tra i politici per l’assenza di riscaldamento globale nel corso degli ultimi anni. La Germania [NATO] ha chiesto che i riferimenti al rallentamento della fase di riscaldamento siano cancellati, sostenendo che un arco di tempo di soli 10 o 15 anni è ‘ingannevole’ e ​​ci si dovrebbe concentrare su decenni o secoli [In questo caso, per coerenza, non si potrebbe neppure ancora parlare di riscaldamento globale – due pesi, due misure].

L’Ungheria [NATO] è preoccupata che la relazione del Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico potrebbe fornire munizioni per i negazionisti del cambiamento climatico di origine antropica [Ci puoi contare, e il governo ungherese ha la credibilità di una vongola ubriaca].

Il Belgio [NATO] contesta l’uso del 1998 come anno di partenza per le statistiche, dato che è stato eccezionalmente caldo e suggerisce di utilizzare 1999 o il 2000, per ottenere una curva più rivolta verso l’alto [Non va bene il picco di caldo, ma va bene il picco di freddo immediatamente successivo, se serve a far impennare le curve – è scienza, questa? Oppure è una frode?]

La delegazione degli Stati Uniti [NATO] ha sollecitato gli autori del rapporto a dar conto della mancanza di riscaldamento utilizzando l’ipotesi principale, quella secondo cui il riscaldamento è in calo perché più calore viene assorbito dagli oceani, che si sono riscaldati [Perché solo ora? Perché il caldo, che per natura tende verso l’alto, se ne resta in basso per 15-17 anni? Perché solo a certe profondità? Perché l’oceano antartico continua a raffreddarsi? Perché il calore “rapito” dovrebbe rispuntar fuori in futuro?]

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2425775/Climate-scientists-told-cover-fact-Earths-temperature-risen-15-years.html

Ognuno è libero di sparare le fesserie che crede, ma se lo fa argomentando o, peggio, vaneggiando di meteorologia, glaciologia e climatologia e sventola al contempo il suo dottorato (pure in corso d’opera), i suoi vaneggiamenti diventano una carta d’identità. Prevedere lo scioglimento completo del ghiaccio marino artico a marzo e ritrovarsi con un 60% in più dell’anno prima in settembre non mi sembra dia grosse garanzie di affidabilità, né tecnica, né deontologica. In pratica si dichiara apertamente di non sapere di cosa si parla nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore invece lo si sa, e, straparlando, si prende apertamente per i fondelli chi legge. E le anime belle del Sierra club si spellano le mani a furia di applausi, smettendo solo ogni tanto per stracciarsi le vesti per il disastro che ci attende. Questi sono gli scienziati del clima del futuro. Questo, infine, è il livello di conoscenza scientifica dell’argomento di quanti, secondo chi da le patenti di climatologo, sarebbero titolati a parlare. Auguri.

Guido Guidi sull’assurda previsione che l’artico sarebbe restato privo di ghiaccio nel 2013

http://www.climatemonitor.it/?p=33699

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POLLINO ALLA RIBALTA – Abbiamo già avuto modo d’evidenziare la notizia del nevaio ad inizio settembre, che ha certamente destato non poco scalpore, dato che stiamo parlando del cuore dell’Appennino Meridionale, fra la Lucania e la Calabria: questo residuo di neve continua ancora a resistere nonostante vada avanti l’inevitabile fusione. Le due nuove immagini che seguono mostrano quella che era la situazione di qualche giorno fa, per l’esattezza il 14 settembre 2013. Il nevaio sembra avere ancora una buona riserva per rimanere vivo a lungo, anche se molto dipenderà dalle condizioni meteorologiche dei prossimi giorni e settimane. Al momento è ancora troppo prematuro stabilire se il nevaio riuscirà addirittura a resistere fino a quelle che saranno le prime nevicate stagionali, attese nella seconda parte dell’autunno.

EVENTO STORICO – Mai era accaduto in tempi recenti che questo nevaio, monitorato da diversi anni, superasse praticamente indenne tutta la stagione estiva: a contribuire a questo straordinario evento sono state certamente le nevicate molto abbondanti in quota nel periodo fra gli scorsi inverno e primavera, tanto da accumulare un ingentissimo quantitativo di neve all’interno di questa dolina posta sul versante sud del massiccio montuoso a 2200 metri di quota: il tutto si trova incastonato su un terreno dalla particolare conformazione topografica favorevole al mantenimento del nevaio, nonostante l’esposizione a sud. All’inizio dell’estate infatti il nevaio aveva addirittura ben 10 metri di spessore, che gli hanno consentito di resistere per tutta la stagione estiva senza fondersi del tutto. Attualmente lo spessore del nevaio è di circa 1 metro o poco meno.

http://www.meteogiornale.it/notizia/29244-1-nevaio-record-pollino-nuove-spettacolari-immagini

image63ghiaccio antartico in stabile espansione

 (in contrasto con modelli serristi)

13-southerntemperature oceano antartico: in verde le previsioni dei modelli serristi. In rosso la realtà

 29195_1_1http://www.meteogiornale.it/notizia/29195-1-piccola-crisi-global-warming-in-diminuzione

Meteorologi di tutto il mondo prevedono un altro inverno molto freddo in Europa, sarebbe il 6° di fila!

http://www.meteoweb.eu/2013/09/meteorologi-di-tutto-il-mondo-prevedono-un-altro-inverno-molto-freddo-in-europa-sarebbe-il-6-di-fila/226256/ 

Clima: il global warming è molto più lento del previsto, calcoli dell’IPCC completamente sballati

http://www.meteoweb.eu/2013/09/clima-il-global-warming-e-molto-piu-lento-del-previsto-calcoli-dellipcc-completamente-sballati/227032/

Vanno a studiare gli effetti del global warming, rimangono bloccati per gelo e ghiaccio da record!

http://www.meteoweb.eu/2013/09/vanno-a-studiare-gli-effetti-del-global-warming-rimangono-bloccati-per-gelo-e-ghiaccio-da-record/225288/

icecover_current_newChi vi dice che l’exploit dell’artico di quest’anno è di importanza relativa è un fesso o cerca di ingannarvi: ha battuto tutti gli anni dal 2006 in poi, non solo il miserrimo 2012

“Ultimamente si è molto sentito parlare di estremi termici, e di raffreddamento globale. I dati delle temperature globali, come HadCrut 4, mostrano che il riscaldamento è svanito di colpo.

Analizzando i dati dell’ultima decade, una cosa è chiara: le temperature globali hanno mostrato numerosi segnali di raffreddamento più che riscaldamento.

Ne stiamo già percependo gli effetti. I dati HadCrut mostrano che il raffreddamento sta guadagnando terreno, mentre il riscaldamento è ormai iscritto nei libri di storia, deceduto ormai circa 15 anni fa.

Ci sono moltissimi segni che il pianeta si sta raffreddando:

– L’Artico ha guadagnato terreno: 60% in più di estensione dei ghiacciai, il valore più alto dal 2006;

– L’Europa Centrale ha vissuto ben cinque inverni più freddi rispetto alla norma, un record, e le previsioni per l’inverno alle porte lo qualificano già come il sesto di fila;

–  I dati dell’Express britannico riportano che la Terra si sta raffreddando e lo rimarca il Daily Mail, in un articolo dettagliato ed avvalorato da fonti autorevoli;

– Il Telegraph britannico ha riportato recentemente un trend di raffreddamento, citando lo scienziato climatico prof. Anastasios Tsonis della University of Wisconsin: “Stiamo già vivendo un trend freddo, che credo continuerà almeno per i prossimi 15 anni. Non c’è dubbio che il riscaldamento degli anni ’80 e ’90 si sia fermato.”

– Infine, i dati CET (Central England Temperature) del Met Office britannico: Le temperature annuali complessive mostrano una diminuzione di quasi un grado Celsius negli ultimi 13 anni.”

http://www.meteoweb.eu/2013/09/cambiamenti-climatici-gli-ultimi-dati-sono-inequivocabili-il-pianeta-si-sta-raffreddando/226261/

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Luca Mercalli (LM) contro un glacialista (Attività Solare – AS)

Domanda: E’ vero che il clima italiano si sta tropicalizzando?

Risposta L.M.: “Tropicalizzare è un termine poco adatto, fa schiamazzo mediatico ma non è adeguato scientificamente. Il clima terreste si sta riscaldando, moderatamente ai tropici, molto velocemente soprattutto sul Mar Glaciale Artico. Questo comporta che in media tutte le stagioni diventano ovunque
più calde (in Italia il CNR-ISAC di Bologna ha valutato in circa 1,5 C l’aumento termico nel corso degli ultimi due secoli), e che le ondate di calore anomale si fanno più frequenti e prolungate (come nel caso eccezionale del 2003). I ghiacciai alpini, che arretrano in modo accelerato negli ultimi trent’anni e le acque del Mediterraneo che si riscaldano ospitando specie ittiche aliene, sono due indicatori italici di una tendenza globale. Tuttavia esistono fluttuazioni locali, il fenomeno non si giudica su una sola stagione un po’ più fresca o più calda del solito o in un solo luogo, ma va osservato sul lungo periodo e a livello planetario. Non per niente si chiama ‘riscaldamento globale’!”.

Risposta A.S.: “Assolutamente no. Il mar Mediterraneo è un mare chiuso, con un limitatissimo scambio di acqua con gli oceani. Il risultato è una nota tendenza al riscaldamento all’aumento della salinità. L’eccessivo sfruttamento dovuto alla pesca perpetrato sia dalle nazioni che vi si affacciano, ma anche da altre nazioni europee e di varie parti del mondo, ha portato ad una riduzione del pesce autoctono favorendo l’arrivo e la proliferazione di pesce e molluschi che prima non trovavano il loro spazio vitale (vedi meduse). L’Italia è comunque una nazione per 3/4 immersa in questo mare, pertanto risente fortemente degli influssi “caldi” che vi si generano. Il clima terrestre si sta raffreddando già dal 1998 e in futuro diventerà inevitabilmente sempre più freddo. Ovunque, anche in Italia. Di esempi ne abbiamo tanti… come il Polo Nord, nel quale quest’anno c’è stata una chiara inversione di tendenza con un recupero dei ghiacci marini da record. Oppure il Sud America, dove ci sono state abbondanti nevicate. Oppure ancora gli stati del Sud degli USA, dove vi è una TOTALE assenza di Uragani… fatto dovuto alla limitata quantità di calore disponibile nel Golfo del Messico“.

Domanda: Quali riflessi ha sulla natura e su di noi?

Risposta L.M.: “La temperatura terrestre è attualmente la più calda che si conosca da circa 5000 anni, dato ottenuto dalla ricostruzione dei paleoclimi attraverso resti fossili e dati geochimici e glaciologici. Secondo gli scenari dei modelli matematici di simulazione dell’atmosfera, verso la fine di questo secolo si attende un ulteriore aumento tra 3 e 5 gradi, a seconda dei provvedimenti più o meno efficaci che la società globale vorrà assumersi. Quindi le conseguenze saranno comunque importanti, sia per l’ecosistema (migrazione/estinzione di specie vegetali e animali, maggior rischio di incendi forestali), sia per l’uomo (influenza sulla produzione alimentare, sulla salute per diffusione di malattie da insetti vettori da clima caldo, stress termico su popolazione anziana, danni da fenomeni estremi come tornado, uragani e piogge alluvionali, aumento del livello dei mari per la fusione dei ghiacci e pericolo per le città costiere)”.

Risposta A.S.: “La temperatura del pianeta segue un andamento ciclico ben preciso… dettato in primo luogo dall’attività solare e in secondo luogo dalla geometria dell’orbita terrestre intorno al Sole. Attualmente il trend è discendente. Dal 1998 al 2006 circa la temperatura si è mantenuta più o meno costante. Poi è iniziata la discesa. Prima lenta… poi via via più veloce. Rispetto al 1888 la temperatura risulta di 1°C circa più alto, ma rispetto al 1998 siamo scesi di 0.2°C circa… per lo più negli ultimi 3 anni. Gli studi paleoclimatici dimostrano che la temperatura media del pianeta non è mai salita oltre un “record” precedente. Da alcuni milioni di anni fa in poi, quando la temperatura media era superiore ai 30°C, la temperatura è scesa. E lo fa con cicli ben preci. Quelli caldi durano mediamente 12500 anni circa, quelli freddi circa 120.000. Tra un ciclo e l’altro c’è un periodo di transizione durante i quali le temperature oscillano violentemente e durante i quali si verificano anche molte delle estinzioni di massa. Tali periodi durano comunque 10.000 anni.
Le variazioni di temperatura media comportano comunque ripercussioni importanti sulla società umana.

Una diminuzione della temperatura comporta un aumento del consumo di energia, sia elettrica che termica (Petrolio e gas naturale). Ma anche e soprattutto una forte riduzione della capacità produttiva agricola. Gli ultimi 2 anni sono stati segnati da evidenti problemi al comparto agricolo…. prima per le abbondanti nevicate (2012) e poi per la ridotta durata della stagione “calda” (2013) che ha ritardato numerosi raccolti e impedito la maturazione di altri“.

Domanda: E’ vero che c’è un tappo di C02 che non permette il passaggio dell’aria e a cosa sarebbe dovuto?

Risposta L.M.: “Non si tratta di passaggio di aria né di tappi! L’anidride carbonica (CO2) è un gas presente in atmosfera in piccola quantità che ha tuttavia la caratteristica di assorbire e trattenere una parte del calore terrestre ricevuto da sole. E’ dunque un regolatore della temperatura del pianeta, più che un tappo immaginiamola come una invisibile coperta chimica. Se ce n’è poca fa freddo e subentrano le glaciazioni, se ce n’è molta fa via via più caldo. Due secoli fa, all’inizio della rivoluzione industriale, avevamo in atmosfera 280 parti per milione di CO2, oggi, per via della combustione di carbone, petrolio e gas, siamo a 400 ppm, il valore più elevato da ben 3 milioni di anni. In quelle condizioni remote tanto simili a oggi le analisi sedimentologiche ci rivelano che la Terra era più calda di almeno 3 gradi e il livello oceanico di almeno 20 metri più elevato, a causa della parziale fusione delle calotte glaciali polari. Ma allora Homo sapiens non c’era ancora, quindi andiamo incontro a condizioni del tutto inedite per la nostra specie!”.

Risposta A.S.: “Nessun tappo. La CO2 è uno dei gas serra presenti in atmosfera e rappresenta lo 0.05% di essi (1% dell’atmosfera). La capacità di produrre l’effetto serra non è mai stato scientificamente dimostrato. Tuttavia, il 99% dei gas serra è costituito dal Vapore Acqueo, che ha un potere di effetto serra molto maggiore rispetto a quello attribuito alla CO2. E bisogna sottolineare il fatto che di quello 0.05%, solo una piccola parte è di origine antropogenica. Purtroppo però il mondo è dominato dal Dio Denaro… e non potendo tassare il Vapore Acqueo, è stato “deciso” di tassare la CO2 e far credere che l’essere umano è talmente bravo e potente da modificare con poche molecole per tonnellata d’aria, la temperatura di un intero pianeta. Ovviamente non è così. Dietro la pagliacciata del Riscaldamento Globale Antropogenico c’è solo un grandissimo business… che sta provocando una riduzione della CULTURA e delle CAPACITÀ INTELLETTUALI allucinante.

Ad ogni modo, la scienza ha dimostrato ampiamente che l’andamento della percentuale di CO2 presente in atmosfera SEGUE, con un certo ritardo, quello della Temperatura media del pianeta. Questo meccanismo è regolato in modo preciso dalla temperatura degli oceani. Temperatura che sta diminuendo (questa però va vista alle diverse profondità, avendo il calore la tendenza a salire verso la superficie)”.

Domanda: Nel 2014 si prevede una glaciazione: cosa significa?

Risposta L.M.: “Nel 2014 non ci sono evidenze scientifiche di alcuna glaciazione, anzi, il trend di riscaldamento, sia pure con fluttuazioni interannuali, è destinato a continuare e a intensificarsi nei decenni futuri. La teoria della glaciazione imminente a causa di una presunta diminuzione dell’attività solare, è stata avanzata da un astrofisico russo ma non è stata riconosciuta dalle migliaia di scienziati che si occupano della ricostruzione del clima passato e della simulazione di quello futuro. Le fluttuazioni dell’attività solare ormai pesano poco rispetto al preponderante contributo dell’aumento della concentrazione di CO2. Sono tuttavia notizie che piacciono, perché ‘rassicurano’ un po’ come quando tra due medici che affermano l’uno che il fumo fa venire il cancro, l’altro che vi mantiene giovani e gagliardi, ovviamente la maggioranza è incline a credere al secondo e a etichettare il primo come Cassandra. Ma se si vogliono risolvere i problemi è bene invece non crearsi falsi alibi, e affrontarli una volta per tutte. Gli studi sul riscaldamento globale vanno ormai avanti da oltre un secolo e sono stati ampiamente confermati dai fatti, quindi basta perdere tempo, è ora di agire”.

Risposta A.S.: “Se sarà o meno una Glaciazione o una Piccola Era Glaciale, solo i posteri potranno dirlo. La tendenza è certamente al raffreddamento… Un raffreddamento iniziato dal 1998 circa e che continuerà sicuramente per alcuni decenni. Molto dipenderà dal ciclo solare 25. Se riuscirà ad essere FORTE (simile ai cicli 19, 21, 22 o 23), allora le temperature ricominceranno a salire tra una decina di anni circa. Se sarà debole come l’attuale 24, la tendenza sarà ad un lento raffreddamento per almeno altri 22-25 anni. Se il ciclo solare 25 dovesse risultare (come si evince da alcuni modelli matematici) ancora più debole rispetto all’attuale 24, allora bisognerà attendere 3 o 4 decenni almeno per sapere quale sarà l’andamento della temperatura. Ad ogni modo, nel 2014 si inizieranno a percepire gli effetti sul clima causati dal debole ciclo 24. Effetti che stiamo già iniziando ad intravedere“.
https://www.facebook.com/pages/Attivit%C3%A0-solare-Solar-Activity-/100364603439625?fref=ts

N.B. è più probabile che il ciclo 25 sarà insignificante, come hanno previsto gli stessi astrofisici che avevano previsto un ciclo 24 decisamente molto sotto tono. E allora ciao ciao Gore e ciao ciao Mercalli. Credibiltà azzerata.

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8 commenti

  1. gianni said,

    21 settembre 2013 a 20:31

    per ora il sole e’ mooolto stanco , proprio non ce la fa , se poi la sua bassissima attivita’ influisca tanto o poco sul clima terrestre questo non lo sa nessuno

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  2. Fabio Corradini said,

    24 settembre 2013 a 14:28

    …. se lo dice la repubblica …..
    http://www.repubblica.it/ambiente/2013/09/23/news/ipcc_rapporto_stato_clima-67117529/#gallery-slider=67119696

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  3. F. said,

    24 settembre 2013 a 19:19

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    17 settembre 2013 17:356028
    Ma nel 2014 inizierà davvero una Piccola Era Glaciale?
    anomalia globocicli sole

    Mi verrebbe da dire che la delusione per il modo con cui si stanno ultimamente trattando temi a carattere climatico raggiunge livelli tali per cui subentra anche una certa rassegnazione ed uno si chiede allora quale importanza abbia richiamare ad un corretto approccio scientifico quando si va dietro all’audience a tutti i costi, tirando in ballo argomenti così complessi e così delicati come quelli di una proiezione stagionale o, addirittura, di una drastica variazione climatica. Fino a qualche tempo fa, ci si preoccupava di far capire alla gente comune come non fosse corretto affermare, per esempio, che… “i forti temporali avvenuti in un determinato giorno, in una città, erano colpa del cambiamento climatico” ed al tempo stesso si provava invece a spiegare che era l’osservazione del trend dei fenomeni intensi, a scala globale e su lunghe scale temporali, a far capire come fosse in atto un’estremizzazione del clima stesso. Errori di valutazione che potevano essere tutto sommato tollerati, in confronto a ciò che abbiamo ascoltato negli ultimi mesi, in cui le notizie che si sono rincorse sono diventate ancora più assordanti e rumorose.

    Non è bastata, infatti, la notizia dell’anno senza estate circolata nel maggio scorso: adesso, siamo passati addirittura alla previsione dell’arrivo di una Piccola Era Glaciale che, secondo alcuni studiosi, dovrebbe iniziare nel 2014. Cioè tra un anno circa, a causa della scarsa attività solare. Immaginiamoci quindi adesso – e qui ci vuole davvero uno grosso sforzo di fantasia – l’arrivo di un fenomeno emisferico che si svilupperebbe allora, in proporzione, con la stessa rapidità con cui si innesca per esempio un temporale pomeridiano in un caldo pomeriggio estivo. Ribadisco… “in proporzione”, perché se facciamo due conti troviamo subito che 30 minuti (tempo di innesco del temporale) stanno a 24 ore (scala dell’evoluzione meteorologica) come un anno (tempo di innesco della Piccola Era Glaciale, secondo alcuni studiosi) sta a circa 50 anni (scala per capire se ci sono state apprezzabili variazioni climatiche). Sarebbe allora come dire che i tempi di sviluppo del tempo coincidono, sempre in proporzione, con quelli del clima. E questo, che è il primo concetto che si insegna in un corso di climatologia, non è assolutamente vero.

    Affrontato il doveroso discorso sulle scale temporali del clima, veniamo all’analisi dei dati. Perché se si parla dell’arrivo di una Piccola Era Glaciale, non si può non prendere in considerazione lo stato di salute del pianeta Terra, espresso dalla sua temperatura media globale anno per anno. Tenendo sempre in considerazione i lunghi tempi che necessita la macchina climatica per cambiare passo, è necessario che per ipotizzare, anche lontanamente, l’imminente arrivo di una Piccola Era Glaciale debba essere presente un segnale conclamato di raffreddamento del sistema, evidenziato da un calo della sua temperatura media globale, e per di più questa nuova tendenza dovrebbe essere visibile da almeno una decina di anni. Perché… anche in questi casi… una rondine non fa primavera! Commentiamo allora il grafico dell’andamento della temperatura terrestre, limitandoci in particolare agli Anni Duemila, che più di tutti cadono sotto i riflettori proprio per la dibattuta questione sul fatto che il Global Warming sia o meno in fase calante.

    Dal grafico (fig. 1) si può innanzitutto osservare, dall’altezza di ogni barra, come nell’ultimo decennio cadano gli anni più caldi di sempre: il record assoluto del 1998, anno in cui l’anomalia della temperatura media globale aveva raggiunto il valore di +0.63 °C, è stato superato prima nel 2005 (+0.65 °C) e poi nel 2010 (+0.66 °C), cioè appena tre anni fa. Se tracciamo ora la media mobile su un periodo di 11 anni (linea rossa), che è l’intervallo ottimale per iniziare ad apprezzare minime variazioni climatiche (la questione è puramente statistica e la scelta di tale periodo non c’entra nulla con i cicli solari), allora possiamo osservare come l’inclinazione della linea si sia mantenuta pressoché costante da metà degli Anni Settanta fin quasi ai giorni nostri: un segnale, questo, che si traduce in pratica con un aumento costante del Global Warming. Se poi vogliamo andare a cercare il cosiddetto “ago nel pagliaio”, si potrebbe anche abbozzare l’ipotesi che la curva sia diventata meno inclinata negli ultimi 5 anni, ma non è certo questo un segnale di arretramento del riscaldamento terrestre: anzi, fino a prova contraria, questo significa che l’aumento della temperatura, in relazione all’ultimo lustro, potrebbe aver rallentato, ma è sempre presente e con la freccia che continua a puntare verso l’alto. Non si evidenza quindi alcun segnale di arresto (perché altrimenti la linea rossa si sarebbe appiattita) e nemmeno di calo (perché altrimenti la linea rossa avrebbe invertito la linea di tendenza).

    Per di più, ammesso che questa inversione ci fosse stata, ci saremmo di certo trovati un pianeta in uno stato febbrile non indifferente, perché lo avremmo trovato più caldo ancora di almeno mezzo grado, almeno in una prima fase. Se questo è lo stato attuale, si ritiene scorretto affermare, in base solo alla bassa attività solare in atto (fig. 2), che l’anno prossimo (o giù di lì, non volendo proprio prendere l’affermazione ad litteram) inizi una Piccola Era Glaciale. Per i due motivi che abbiamo spiegato: ovvero per i tempi necessari al clima per cambiare passo e per un raffreddamento che, seguendo i tempi tipici delle minime variazioni del sistema, ancora non si percepisce affatto a livello globale. Ciò non toglie l’interesse che può suscitare questa fase di stanca della nostra stella, legata alla sua bassa attività, proprio sui risvolti che potrebbe avere in futuro sul clima terrestre, ma si tratta di un terreno che va sondato più volte prima di appoggiarci il piede, dal momento che il rischio di imbattersi in… sabbie mobili è estremamente elevato. Bisogna solo avere la pazienza di aspettare l’evolvere degli eventi e cercare conferma in nuovi dati sperimentali.

    Le scene da “The day after tomorrow”, quindi, le lasciamo volentieri al cinema ed ai suoi effetti speciali…

    Andrea Corigliano

    Articolo a cura di:
    Andrea Corigliano

    Buonasera, ho letto questo articolo … è vero quel che dicono? grazie.

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    • stefano fait said,

      24 settembre 2013 a 23:41

      “Matthew Penn dal National Solar Observatory sostiene che il ciclo delle macchie solari potrebbe scomparire del tutto nei prossimi 10 anni. Che cosa significherebbe per i prossimi inverni? Studi condotti da diversi scienziati mostrano che la bassa attività solare può effettivamente essere collegata a inverni rigidi negli Stati Uniti e nell’Europa settentrionale”.
      http://www.abc2news.com/dpp/weather/weather_blogs/historic-low-sun-activity-to-impact-winter-temperatures

      Andrea Corigliano dimostra di:
      1. non avere la benché minima conoscenza delle tesi di chi si aspetta prima un raffreddamento globale e poi, dopo alcuni anni, una glaciazione, ossia un brusco calo delle temperature globali (per pigrizia? per supponenza? Non lo so)
      2. Non è neppure al corrente del fatto che non c’è stato alcun innalzamento della temperatura negli ultimi 202 mesi (203 con il corrente mese, come scopriremo presto) e che nell’ultimo decennio le temperature sono state in calo dal 2001 in poi di 0,10 gradi C. (La pausa la conferma perfino l’IPCC, quindi sorprende che non se ne curi)
      3. non sembra sapere che le glaciazioni possono insorgere in maniera rapidissima
      https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/19/le-glaciazioni-cambiano-il-mondo-in-pochi-mesi-non-anni-o-secoli/
      4. non sembra tener conto del rallentamento delle correnti oceaniche ed in particolar modo della Corrente del Golfo, né del massiccio aumento dei ghiacci artici (tornati al livello del 2006) e soprattutto antartici (record di sempre), né degli ultimi 4-5 inverni rigidi e nevosi nell’Europa settentrionale ed orientale (sarebbero dovuti essere miti);
      5. non sembra aver capito che il sole, in questo momento, è al suo massimo (anche se si comporta come se fosse in un minimo) e sta per discendere nel minimo, un minimo da tregenda (e non è detto che si riprenda, almeno non fino alla metà del secolo) con effetti che si faranno sentire dopo qualche anno, massicciamente.

      Insomma Corigliano ha escluso qualunque dato che rovinasse il suo bel quadretto e ha fatto un disservizio al pubblico. Le sue opinioni sono di pubblico dominio e lo saranno anche nei prossimi anni. Ciascuno potrà giudicare chi è stato l’incompetente e irresponsabile.

      Grazie di aver proposto questo documento-testimonianza.

      Un caro saluto

      P.S. Per analisi più tecniche rimando all’eccellente http://www.climatemonitor.it/
      Purtroppo non conosco un sito/blog italiano di qualche fisico che ci occupi di climatologia. I fisici sono gli scettici migliori, assieme ai geologi e paleoclimatologi. Nessun serrista la passerebbe liscia contro un fisico.

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