L’umanità deve superare la patologia centralista, se non vuole estinguersi

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Palermo: «A Roma per l’autonomia tira una brutta aria»

Si dice che la riforma del Senato indebolirà ulteriormente l’autonomia. E’ vero?

Senza dubbio. Con meno rappresentanti a Roma e con i poteri rimessi quasi tutti alla Camera il nostro peso specifico finirà per essere bassissimo. Quindi penso che se per questa legislatura le cose dovrebbero andare, tutto sommato, per il verso giusto perché in Parlamento ci siamo e riusciamo a farci sentire, facendo valere la nostra capacità di unirci e la nostra compattezza, dalla prossima legislatura le cose potrebbero andare molto peggio.

Qual è la soluzione?

Difficile a dirsi. Io l’unica strada, come ho detto, la individuo nella nostra capacità di spiegare a cosa serve la nostra autonomia. Ma per arrivarci ci vuole una politica più alta di quella che vediamo quotidianamente e forse oggi potrebbe già essere tardi. Non è una questione di persone, ma di idee. Da troppo tempo la politica è concentrata sul quotidiano: quando va bene si dedica ad amministrare l’esistente, quando va peggio pensa alle campagne elettorali. Invece dovremmo concentrarci sul futuro. Serve una visione politica dell’autonomia e per questo si deve aprire un dibattito che non coinvolga solo le élite ma tutta la comunità.
http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/trento/cronaca/2015/09/28/news/palermo-a-roma-tira-una-brutta-aria-1.12166209

Mentre le masse reclamano sovranità, autodeterminazione, autonomia, decentramento, sussidiarietà ad ogni livello (inclusi il posto di lavoro, la sfera degli affetti, ecc.) la porzione della classe dirigente globale al momento dominante ha in mente ben altro: il centralismo (locale, regionale, nazionale, continentale, globale).
Es. sorveglianza totale + privatizzazioni/brevettabilità dei beni comuni + esplosione della popolazione carceraria + burocrazia fuori controllo + monopoli finanziari-militari, ecc.

Questa è una strategia suicida, nel medio e lungo periodo, per le stesse oligarchie (e per l’ecosfera), perché TUTTI i sistemi accentratori sono fragili, anti-resilienti, entropici.

La Natura NON accentra e la Natura è in circolazione da un pochino più di tempo di noi (qualche miliardata d’anni, miliardo più miliardo meno).
Forse un po’ più di umiltà e un po’ più di disponibilità ad apprendere da chi ha testato le varie opzioni da tempi immemorabili per concludere che il centralismo non funziona potrebbe non guastare, no?

I sistemi resilienti sono meglio attrezzati ad affrontare scenari imprevedibili:

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http://freddofili.it/2015/09/28/corrente-del-golfo-una-fase-di-forte-decadimento/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2015/09/27/il-famigerato-sesto-inverno-si-avvicina-inesorabile/

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Il famigerato Sesto Inverno si avvicina inesorabile?

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Sta succedendo quel che temevano i glacialisti. La Corrente del Golfo sta perdendo colpi e la prestigiosa rivista scientifica Nature sta dedicando uno spazio molto ampio (un articolo ogni 2-3 mesi) alle possibili conseguenze del raffreddamento dell’Atlantico settentrionale.

Il nuovo mantra è: se vi beccate una miniglaciazione la colpa è vostra e delle emissioni di anidride carbonica  (bisogna pur sempre preservare il giga-business dei crediti di carbonio, con relativi derivati)
https://socialforecasting.wordpress.com/2015/09/02/northern-europe-gets-a-chilly-surprise/

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Naturalmente l’anidride carbonica non ha NULLA a che vedere con questo fenomeno (vedi sopra), ma ci vorranno anni, forse decenni, prima che i climatologi in buona fede ammettano di essere degli allocchi che si sono fatti buggerare da un manipolo di delinquenti anti-scientifici, tradendo e prostituendo la propria disciplina, e che i loro numerosissimi colleghi scettici avevano tutte le ragioni del mondo.

Ego è una brutta bestia e le crociate si estinguono solo dopo una o più cocenti sconfitte.
http://www.futurables.com/2015/02/24/tutto-cio-che-e-solido-si-dissolve-nellaria-cigni-neri-e-profezie-climatiche/

Tornando a noi, le cose potrebbero andarci relativamente bene: Minimo di Maunder, raffreddamento della durata di qualche decennio, nessuna mega-eruzione che ci spinga in una glaciazione coi fiocchi
https://homoclimaticus.wordpress.com/2015/09/27/il-raffreddamento-dellatlantico-parte-3-le-conseguenze/
https://socialforecasting.wordpress.com/2015/09/24/volcanoes-will-dramatically-alter-climate/

un ritorno alle temperature della Piccola Era Glaciale, terminata nella seconda metà del diciannovesimo secolo?

un ritorno alle temperature della Piccola Era Glaciale, terminata nella seconda metà del diciannovesimo secolo?

e il tutto si risolve dolorosamente ma non irreparabilmente, tra il 2018 e la metà del secolo
http://www.futurables.com/2015/05/21/social-forecasting-per-agricoltori-e-allevatori-scenario-glaciazione-2/

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OPPURE SI VERIFICA LO SCENARIO PEGGIORE: LA FINE DELL’INTERGLACIALE

La produttività biologica del lago esaminato in Irlanda si è azzerata nel giro di pochi mesi, forse un anno. Tale calo nella produttività  è inequivocabilmente legato ad una caduta verticale della temperatura dell’aria. Altri studiosi, interrogati sui risultati di questa ricerca, si dicono convinti che i dati possano rivelarsi coerenti e corretti. Infatti, gli ultimi carotaggi effettuati in Groenlandia indicavano una transizione tra 1 e 3 anni. Quindi apparentemente vi è coerenza con i dati irlandesi.

Claudio Gravina, Climatemonitor

Quando l’atmosfera si raffredda, la corrente a getto diventa più irregolare, oscilla a zig-zag, prima a nord poi a sud, e diventa molto debole e sensibili ai disturbi causati dalla temperatura del mare e dalla presenza di neve e ghiaccio sulla terra e sul mare le recenti avverse condizioni meteorologiche nel Nord America e altrove sono una conseguenza di questo andamento debole e più irregolare delle correnti atmosferiche… Un flusso dominante da nord-ovest a sud-est si stabilisce su tutto il territorio degli Stati Uniti ad est delle Montagne Rocciose, favorendo il flusso verso sud della corrente a getto e il raffreddamento di un vasto tratto di oceano a sud di Terranova.

John Gribbin e Douglas Orgill, “The Sixth Winter”, 1979
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Sappiamo che un rimbalzo glaciale si manifesta nel giro di pochi mesi – forse settimane – una volta che saltano certi meccanismi di riequilibrio e il sistema raggiunge un punto di non ritorno, oltrepassato il quale deve trovare un diverso assetto in un contesto caotico.
http://www.futurables.com/2014/09/25/mutamento-climatico-improvviso-lo-scenario-otzi/

Lo comprova lo studio forse più meticoloso mai eseguito in questo campo, effettuato sui depositi di fanghiglia del lago irlandese Lough Monreagh. Spiega il geologo William Patterson: “Il tutto sarebbe accaduto repentinamente per chi si fosse trovato a vivere in quell’epoca. E’ l’equivalente di prendere la Gran Bretagna e spostarla nell’Artico nel giro di pochi mesi

È il ben noto scenario descritto nel film catastrofista “L’Alba del giorno dopo” (2004), a sua volta tratto dal romanzo “The Coming Global Superstorm” di Art Bell and Whitley Strieber (1999). Va detto che il film – molto amato da Al Gore che lo distribuiva gratuitamente ai suoi eventi – e il libro sono di scuola serrista, ossia incolpano l’uomo del cambiamento climatico che innesca la glaciazione.

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Prima dell’uscita del suddetto film un rapporto commissionato dal Pentagono illustrava scenari analoghi (sempre di matrice serrista). Nello scenario considerato il riscaldamento globale raggiunge il suo picco (fortissimo scioglimento dei ghiacci artici nel periodo estivo) intorno al 2010 (è successo nel 2012). L’effetto più grave è che la Corrente del Golfo non riesce più a portare acqua calda e salata verso l’Europa settentrionale mentre le accentuate precipitazioni nel Nord Atlantico aggiungono altra acqua fredda e dolce.

L’impatto è rapido ma si sviluppa nel corso di un decennio, tra il 2010 ed il 2020.

Le temperature precipitano di diversi gradi in Europa e leggermente meno nel Nord America e nell’Asia settentrionale. Siccità in Europa e Nord America. Tempeste di neve diventano più frequenti. Venti più forti.

Siccità prolungata in Cina ed Europa. Altre aree secche diventano umide.

Il raffreddamento dell’area del Nord Atlantico diventa sempre più intenso ed imprevedibile. La neve si accumula e quindi il fresco si prolunga anche in estate. La circolazione atmosferica ne risulta alterata. Dopo il 2015 (per noi sarebbe il 2017, tenuto conto della discrepanza tra scenario e realtà) il freddo comincia a farsi sentire nell’Europa meridionale ed in Nord America. Correnti fredde soffiano attraverso il continente europeo danneggiando l’agricoltura. La siccità ed il vento producono tempeste di sabbia/polvere.

Il clima dell’Europea nord-occidentale sarà più freddo, secco e ventoso rendendola molto simile alla Siberia. L’Europa meridionale subirà un cambiamento minore ma verrà colpita da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. L’Europa combatterà per arginare l’emigrazione dalle nazioni scandinave e dall’Europea settentrionale di popoli in cerca di caldo, così come l’emigrazione dai paesi duramente colpiti in Africa e altrove. Entro il 2030 circa il 10% della popolazione europea si sarà trasferito in un paese diverso da quello di residenza, per ragioni climatiche.

Gli Stati Uniti e la Cina vedranno un deterioramento della produzioni agricola.

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Qualche anno prima, nel 1979, quando ormai era in ascesa la propaganda del catastrofismo serrista, uno scienziato e divulgatore dalle credenziali impeccabili, John Gribbin (dottorato in astrofisica a Cambridge, affiliato al dipartimento di astronomia dell’Università del Sussex, pluripremiato divulgatore scientifico per Nature e New Scientist, e per numerose testate giornalistiche, tra cui The Times e The Indipendent), pubblicava “The Sixth Winter” (Il sesto inverno), un romanzo-saggio glacialista estremamente istruttivo, che ricapitolava quelle che erano state le argomentazioni di moltissimi climatologi dell’epoca, i quali ammonivano che la fine dell’interglaciale era prossima.

A distanza di 35 anni il testo ha acquistato un sinistro carattere ammonitorio.

Sembra descrivere quel che sta accadendo in questi mesi.

A pagina 21 e 22 vengono riproposte le tesi del suo articolo “The Climatic Threat”, pubblicato da Analog Annual nel marzo del 1976: Temperature in moderato calo, ghiacci polari che avanzano, ma soprattutto condizioni meteorologiche estreme che perdurano per mesi nell’emisfero settentrionale a causa del raffreddamento del Nord Atlantico e correnti a getto che hanno perso forza e zigzagano. Questo fenomeno causa forti innevamenti che non arrivano a sciogliersi completamente nelle successive estati. Nel romanzo si annuncia che al 6 anno consecutivo di ripetizione di questo evento si arriverebbe al PUNTO DI NON RITORNO (in corsivo nel testo, per enfatizzarlo), con la fine dell’interglaciale e l’incedere di una nuova era glaciale:

Should such a pattern of jet stream zigzag and “blocking high” conditions recur over five or six reasonably closely-spaced winters, with summer sunshine insufficient to melt all the snow from each preceding winter, this may quite rapidly build snow cover over the north-eastern part of North America beyond THE POINT OF NO RETURN. Snow cover may similarly build over northern USSR possibly triggering an Ice Age.

John Gribbin, “The Sixth Winter”, 1979, p. 23

Alcuni dei passaggi chiave del libro che potrebbero aiutarci ad affrontare ciò che ci POTREBBE attendere:

  • 20000 anni fa la linea dei ghiacci passava da Seattle a Baltimora, poco a nord di Washington. Linea Bristol-Londra-Berlino-Varsavia;
  • La cartina all’inizio del libro però mostra una diversa linea: arriverebbe a lambire Vancouver, Philadelphia, Londra, Colonia, Breslavia, Kiev. Tutto ciò che sta a nord di questa linea sarebbe perso per sempre, sminuzzato e smaltito dai ghiacciai, mentre la Russia asiatica sarebbe libera dai ghiacci, come pure gran parte dell’Alaska;
  • Un decennio per sprofondare in una glaciazione (effetto albedo) e poi qualche secolo per arrivare al miglio di spessore di ghiaccio (125 anni per un’era glaciale a pieno titolo);
  • Impossibile sfamare tutti senza una rivoluzione tecnologica;
  • Le nuove condizioni climatiche risvegliano nei lupi una memoria ancestrale: si riorganizzano in grossi branchi di centinaia di esemplari (normalmente sono meno di una decina e non più di 20 quando è molto freddo). Sono aggressivi, disposti a mangiare carcasse e avanzi;
  • Quando il clima si raffredda le correnti a getto (jet stream) diventano instabili, le correnti atmosferiche cominciano a oscillare verso sud e verso nord cambiando il clima. A un certo punto queste stesse correnti non cambiano solo direzione orizzontalmente. Possono anche scendere a terra improvvisamente.
  • Compaiono dei tornado di ghiaccio che causano decine di migliaia di morti e fanno precipitare le temperature a -75 gradi C ai loro margini, a ottobre. Sono magneticamente attirati dall’acqua, dai fiumi. Il tornado scava un cratere al momento dell’atterraggio ma poi, quando si stabilizza e inizia a muoversi, lo fa in superficie. Si muove alla ricerca di calore, di meno freddo. Per questo mammuth congelati istantaneamente. Per questo l’acqua e le città sono più a rischio.
  • Il vortice polare non si ritira in primavera ed estate e il clima che sarebbe normale in Alaska diventa normale in Canada e negli USA;
  • Siccità nel Sahara ma anche in India, carestie in India per assenza di piogge monsoniche. Sempre in India, temperature come a Manchester;
  • Centinaia di migliaia di sfollati senza casa. Baite in legno meglio delle tende. Fiumi cambiano il loro corso e inondano le aree circostanti;
  • Un mese in meno di estate;
  • Oleodotti e gasdotti bloccati;
  • Più iceberg (tabulari) nel Mare del Nord, come se fosse l’Antartico; speronano e abbattono le piattaforme petrolifere;
  • Tonnellate di neve in Alaska, non si sa dove mettere quella rimossa con gli spartineve. Anchorage da evacuare;
  • Porti nordici bloccati dal ghiaccio. Impensabile far arrivare il petrolio del Mare del Nord a nord di Harwich: troppo ghiaccio. Meglio Bristol e le coste occidentali, più protette;
  • Sempre procedere con due mezzi in condizioni invernali, casomai un veicolo si rompesse;
  • Il Sahara comincia a rinverdirsi da nord, mentre a sud si espande;
  • Neve cade per due settimane senza posa attraverso tutto l’emisfero settentrionale;
  • Carri armati usati come trattori per estrarre i veicoli dalla neve;
  • Newcastle tagliata fuori dal resto del paese per 5 giorni (2000 morti);
  • grandi opportunità per chi è interdisciplinare e poliglotta, perché i politici hanno bisogno di prendere delle decisioni e non sanno di chi fidarsi (ehehehe);
  • Nessuno si immaginava che gli eventi potessero raggiungere un punto di non ritorno nel giro di poche settimane. Ci si aspettava che ci mettessero almeno 2-3 anni. Ma la morte in massa dei mammuth lungo la costa settentrionale della Siberia 40mila anni fa era un monito;
  • Animali reagiscono istintivamente alle trasformazioni. Hanno avvertito il cambiamento ma gli esperti che li monitoravano non hanno capito la ragione del loro comportamento. Occasioni sprecate.
  • Probabile uno scenario Wurm/Wisconsin (80mila anni fa), quello della glaciazione terminata 12000 anni fa.
  • Il sud della Francia (ergo:  Toscana e Liguria) avrà un clima scozzese o scandinavo.
  • Africa mantiene il suo equilibrio ecologico e demografico perché deserto si espande a sud ma contrae a nord;
  • Ci si aiuta perché non siamo ratti, lupi o formiche, ma esseri umani. Sorprendente reazione: più cooperazione che legge della giungla (anche perché chi viene ostracizzato muore).
  • La democrazia non è condannata e non serve farsi prendere dal panico. Serve sviluppo tecnologico e cooperazione planetaria. La glaciazione non se ne andrà velocemente per via dell’effetto albedo. Non cambierà nulla per almeno 3mila anni, nella più ottimistica delle ipotesi. Solo una combinazione di allineamenti planetari, irraggiamento solare e attività solare crea gli interglaciali. Durerà più probabilmente per 40mila anni;
  • Interruzione del chinook/föhn che permette al grano di crescere nelle pianure dell’Alberta e del Saskatchewan e si fa sentire fino in Colorado (problemi anche nelle Alpi);
  • Chicago evacuata ma è stato un errore: 200mila morti per colpa dei blizzard (meglio restare chiusi in casa se si hanno risorse). Ad Amburgo 18mila morti per la stessa ragione.
  • Si impara dagli errori. New York non viene evacuata in un colpo solo, nonostante 5 settimane di neve quasi ininterrotta. A Glasgow e Oslo si impara dagli errori altrui: ma 3mila morti a settimana per la fame e il freddo. Profughi dell’Oregon e dello stato del Washington vanno verso Vancouver, profughi canadesi vanno verso gli USA: caos. A Winnipeg si decide di far restare la gente fino a primavera.
  • Non tutto un unico blocco di ghiaccio, per anni e forse secoli ci saranno enclavi prive di ghiaccio (es. Stoccolma);
  • Gli animali migrano stagionalmente: unica chance è nomadismo per almeno una parte della popolazione per diversi anni, finché il ghiaccio non si consolida. Nordici vengono a sud e poi tornano a nord per l’estate. In questo modo più produzione agricola e meno bocche da sfamare;
  • Australia inaridita;
  • Bering torna ad essere un ponte di terra perché il livello degli oceani si abbassa rapidamente, nel giro di un anno (acqua intrappolata nei ghiacci non raggiunge il mare);
  • L’Europa abolisce le frontiere. In tutto il mondo si parla di cooperazione. Profughi climatici in Baviera (inzuppata ma non ghiacciata), in Provenza e nel Sud Italia. Anche Nuovo Messico umido.
  • Grave errore aver ciarlato senza costrutto dopo il primo inverno selvaggio. Il secondo ha trovato il mondo impreparato e il terzo è stato anche peggio (albedo);
  • Intensa attività vulcanica: peso del ghiaccio sulla crosta terrestre fa aumentare attività vulcanica, più polveri nell’aria, meno irraggiamento;
  • Dopo il secondo inverno finiscono i tornado di ghiaccio: fenomeno transitorio, legato al passaggio all’era glaciale;
  • Danimarca e Birmingham al confine dei ghiacci, come British Columbia e Australia (Nuova Zelanda persa);
  • Continuo declino dell’attività solare. Anche se attività solare tornasse a salire, la glaciazione resterà. La condizione naturale del pianeta è quella glaciale. Altri 100mila anni prima che parametri orbitali permettano di uscire dalla glaciazione: facile piombare in una glaciazione, difficile uscirne (anche se l’uscita è comunque rapida);
  • Russi capaci di far funzionare industrie in Siberia, sui ghiacci;
  • Brasile paese perfetto: non cambia praticamente nulla. Civiltà umana diventa tropicale. Africa sub-sahariana nuovo fulcro. Da civiltà interglaciale a civiltà glaciale;
  • Scienziati devono diventare politici e vice versa;
  • Senza l’epoca interglaciale l’evoluzione umana sarebbe stata diversa. Si sarebbero probabilmente sviluppate facoltà telepatiche/extra-sensoriali necessarie alla sopravvivenza, magari anche capacità di comunicare con gli animali. L’Umanità deve adattarsi e diventare Homo sapiens hibernus.

http://www.homosapienshibernus.com/una-civilta-a-prova-di-glaciazioni/

Volcanoes will dramatically alter climate

E a proposito di Piccola Era Glaciale e di vulcanismo (per quelli che: “la relazione tra attività solare e attività vulcanica è incerta…”)

Stefano Fait, forecasting foresight anticipation

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Our predictions indicate that the present Cycle 24 is expected to be a low-peak cycle. We conclude that the level of solar activity is likely to be reduced significantly during the next 90 years, somewhat resembling the Maunder Minimum period.

On the Verge of a Grand Solar Minimum: A Second Maunder Minimum?Solar Physics, First online: 30 April 2015

The frequency of volcanic eruptions increases (decreases) slightly around the times of solar minimum (maximum).

Stothers, R.B., 1989,Volcanic eruptions and solar activity. J. Geophys. Res., 94

We examined the timing of 11 eruptive events that produced silica-rich magma from four volcanoes in Japan (Mt. Fuji, Mt. Usu, Myojin-sho, and Satsuma-Iwo-jima) over the past 306 years (from AD 1700 to AD 2005). Nine of the 11 events occurred during inactive phases of solar magnetic activity (solar minimum), which is well indexed by the group sunspot number. This strong…

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Quelli che: “Corbyn pensa vecchio, papa Francesco pensa vecchio pure lui. Perché non si tolgono dai piedi?”

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Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: “La Scrittura dice: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne fate una spelonca di ladri“.  

Gesù, un altro che pensava vecchio anche quando era giovane (era vecchio dentro!)

Matteo era un pubblicano, cioè riscuoteva le tasse degli ebrei per darle ai romani. I pubblicani erano malvisti e inoltre considerati peccatori, per questo vivevano isolati e disprezzati dagli altri. Con loro non si poteva mangiare, né parlare e né pregare. Per il popolo erano dei traditori, che prendevano dalla loro gente per dare ad altri.

Papa Francesco

Corbyn, durante e dopo le primarie, è stato oggetto di attacchi durissimi dall’ala moderata del suo partito, dal Primo Ministro David Cameron e dalla stampa nazionale ed estera (anche i giornali italiani hanno fatto la loro parte). Tutti intenti a prendere di mira, con argomentazioni generiche, e spesso con qualche calunnia (basti pensare all’infondata accusa di antisemitismo circolata qualche tempo fa), il nuovo volto del Labour…le semplificazioni che accompagnano Corbyn, che lo dipingono o come “il male” o come la personificazione della “sconfitta”

Renzi attacca Corbyn. La replica: “No comment”, PolisBlog, 22 settembre 2015

B017Osservate attentamente l’onda di disprezzo (odio?) che si è levata nel centrodestra e nel centrosinistra all’indirizzo di Jeremy Corbyn, il nuovo leader del partito laburista inglese.

Non è paragonabile a quella riservata a Podemos o Syriza. Qui c’è qualcosa di più profondo e implacabile, presumibilmente l’astio dei ricchi e potenti contro chiunque prenda le difese dei deboli e si permetta di farlo a Londra, nella tana del lupo (la City).

Quando Cameron definisce in un twitter il Labour guidato da Corbyn “una minaccia per la nostra sicurezza nazionale, per la nostra economia e la sicurezza delle vostre famiglie“, l’analista più attento capisce che l’establishment si è spaventato sul serio e ha perso il controllo della retorica, con una virata iperbolica che getta discredito su di sé.

Corbyn è universalmente associato al concetto di “vecchio”, ossia sorpassato. Il suo programma è anti-moderno. Ma che che cosa si propone di fare?

Ridurre le disparità sociali, interrompere l’iter di privatizzazione delle risorse comuni, scaricare i costi anche sui ricchi, lottare contro le agevolazione fiscali per le grosse multinazionali, riprendere il controllo del sistema finanziario e regolarlo, prevedere spazi verdi coltivabli ogni volta che si costruiscono abitazioni, riconoscere lo stato palestinese, investire nell’energia e nelle infrastrutture per migliorare i servizi, non rifinanziare l’armamento nucleare, ridimensionare i costi per l’istruzione senza indebitare gli studenti, porre fine ai “bombardamenti umanitari”, dare slancio all’edilizia popolare per aiutare le giovani coppie a vivere dignitosamente, restituire Chagos agli indigeni “etnicamente ripuliti” per costruire la base americana, pensare a un’amministrazione congiunta per la Falkland/Malvinas, mettere l’embargo alla vendita delle armi ad Israele, bloccare il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), è contrario al fracking, favorevole alla riunificazione dell’Irlanda, al tetto agli stipendi, all’educazione musicale dei bambini, allo smantellamento della NATO, alla riduzione della produzione e commercio delle armi.

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Più in generale, i discorsi di Corbyn grondano di termini desueti come giustizia, uguaglianza, solidarietà, altruismo e fratellanza (orrore! orrore! magari è più a sinistra di papa Francesco!).
Ora, se è papa Francesco a dire certe cose, i “nuovi sinistri” non lo possono attaccare, perché sarebbe un suicidio elettorale. Lo tollerano e aspettano che passi a miglior vita e contano sul fatto che tanto lui si occupa di anime, non di politiche e voti.
Michael Ledeen (sponsor di Renzi) su papa Francesco:
_http://pjmedia.com/michaelledeen/2015/09/20/the-pope-of-montecristo/

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Corbyn, invece, è imperdonabile e, poiché propone misure che avrebbero sottoscritto i fratelli Kennedy, rischia di fare la loro fine.

Julian Assange, che lo ammira, l’ha avvertito: vacci piano, abbassa i toni, se no in qualche modo ti rimuovono:

 

scetticismo climatologico peer-reviewed

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http://www-eaps.mit.edu/faculty/lindzen/PublicationsRSL.html Dr. Richard Lindzen: 240+ peer-reviewed publications

http://curry.eas.gatech.edu/onlinepapers.html Dr. Judith Curry: 140+ peer-reviewed publications

http://cires.colorado.edu/science/groups/pielke/pubs/ Dr. Roger Pielke, Jr.: 377 peer-reviewed publications

http://www.independent.org/aboutus/person_detail.asp?id=949 Dr. David Legates: 100+ peer-reviewed publications

http://www.fel.duke.edu/~scafetta/index-publications.html Dr. Nicola Scafetta: 77 peer-reviewed publications

Dr. Ian D. Clark, professor, isotope hydrogeology and paleoclimatology, Dept. of Earth Sciences, University of Ottawa Dr. Tad Murty, former senior research scientist, Dept. of Fisheries and Oceans, former director of Australia’s National Tidal Facility and professor of earth sciences, Flinders University, Adelaide; currently adjunct professor, Departments of Civil Engineering and Earth Sciences, University of Ottawa Dr. R. Timothy Patterson, professor, Dept. of Earth Sciences (paleoclimatology), Carleton University, Ottawa Dr. Fred Michel, director, Institute of Environmental Science and associate professor, Dept. of Earth Sciences, Carleton University, Ottawa Dr. Madhav Khandekar, former research scientist, Environment Canada. Member of editorial board of Climate Research and Natural Hazards Dr. Paul Copper, FRSC, professor emeritus, Dept. of Earth Sciences, Laurentian University, Sudbury, Ont. Dr. Tim Ball, former professor of climatology, University of Winnipeg; environmental consultant Dr. Andreas Prokoph, adjunct professor of earth sciences, University of Ottawa; consultant in statistics and geology  Mr. David Nowell, M.Sc. (Meteorology), fellow of the Royal Meteorological Society, Canadian member and past chairman of the NATO Meteorological Group, Ottawa Dr. Christopher Essex, professor of applied mathematics and associate director of the Program in Theoretical Physics, University of Western Ontario, London, Ont. Dr. L. Graham Smith, associate professor, Dept. of Geography, University of Western Ontario, London, Ont. Dr. G. Cornelis van Kooten, professor and Canada Research Chair in environmental studies and climate change, Dept. of Economics, University of Victoria Dr. Petr Chylek, adjunct professor, Dept. of Physics and Atmospheric Science, Dalhousie University, Halifax Dr./Cdr. M. R. Morgan, FRMS, climate consultant, former meteorology advisor to the World Meteorological Organization. Previously research scientist in climatology at University of Exeter, U.K. Dr. Keith D. Hage, climate consultant and professor emeritus of Meteorology, University of Alberta Dr. David E. Wojick, P.Eng., energy consultant, Star Tannery, Va., and Sioux Lookout, Ont. Rob Scagel, M.Sc., forest microclimate specialist, principal consultant, Pacific Phytometric Consultants, Surrey, B.C. Dr. Douglas Leahey, meteorologist and air-quality consultant, Calgary Paavo Siitam, M.Sc., agronomist, chemist, Cobourg, Ont. Dr. Chris de Freitas, climate scientist, associate professor, The University of Auckland, N.Z. Dr. Richard S. Lindzen, Alfred P. Sloan professor of meteorology, Dept. of Earth, Atmospheric and Planetary Sciences, Massachusetts Institute of Technology Dr. Freeman J. Dyson, emeritus professor of physics, Institute for Advanced Studies, Princeton, N.J. Dr. George Taylor, Dept. of Meteorology, Oregon State University; Oregon State climatologist; past president, American Association of State Climatologists Dr. Ian Plimer, professor of geology, School of Earth and Environmental Sciences, University of Adelaide; emeritus professor of earth sciences, University of Melbourne, Australia Dr. R.M. Carter, professor, Marine Geophysical Laboratory, James Cook University, Townsville, Australia  Dr. William Kininmonth, Australasian Climate Research, former Head National Climate Centre, Australian Bureau of Meteorology; former Australian delegate to World Meteorological Organization Commission for Climatology, Scientific and Technical Review Dr. Hendrik Tennekes, former director of research, Royal Netherlands Meteorological Institute Dr. Gerrit J. van der Lingen, geologist/paleoclimatologist, Climate Change Consultant, Geoscience Research and Investigations, New Zealand Dr. Patrick J. Michaels, professor of environmental sciences, University of Virginia Dr. Nils-Axel Morner, emeritus professor of paleogeophysics & geodynamics, Stockholm University, Stockholm, Sweden Dr. Gary D. Sharp, Center for Climate/Ocean Resources Study, Salinas, Calif.  Dr. Al Pekarek, associate professor of geology, Earth and Atmospheric Sciences Dept., St. Cloud State University, St. Cloud, Minn. Dr. Marcel Leroux, professor emeritus of climatology, University of Lyon, France; former director of Laboratory of Climatology, Risks and Environment, CNRS Dr. Paul Reiter, professor, Institut Pasteur, Unit of Insects and Infectious Diseases, Paris, France. Expert reviewer, IPCC Working group II, chapter 8 (human health) Dr. Zbigniew Jaworowski, physicist and chairman, Scientific Council of Central Laboratory for Radiological Protection, Warsaw, Poland Dr. Hans H.J. Labohm, former advisor to the executive board, Clingendael Institute (The Netherlands Institute of International Relations) and an economist who has focused on climate change Dr. Lee C. Gerhard, senior scientist emeritus, University of Kansas, past director and state geologist, Kansas Geological Survey Dr. Asmunn Moene, past head of the Forecasting Centre, Meteorological Institute, Norway Dr. August H. Auer, past professor of atmospheric science, University of Wyoming; previously chief meteorologist, Meteorological Service (MetService) of New Zealand Dr. Vincent Gray, expert reviewer for the IPCC and author of The Greenhouse Delusion: A Critique of ‘Climate Change 2001,’ Wellington, N.Z. Dr. Howard Hayden, emeritus professor of physics, University of Connecticut  Dr Benny Peiser, professor of social anthropology, Faculty of Science, Liverpool John Moores University, U.K. Dr. Jack Barrett, chemist and spectroscopist, formerly with Imperial College London, U.K. Dr. William J.R. Alexander, professor emeritus, Dept. of Civil and Biosystems Engineering, University of Pretoria, South Africa. Member, United Nations Scientific and Technical Committee on Natural Disasters, 1994-2000  Dr. S. Fred Singer, professor emeritus of environmental sciences, University of Virginia; former director, U.S. Weather Satellite Service Dr. Harry N.A. Priem, emeritus professor of planetary geology and isotope geophysics, Utrecht University; former director of the Netherlands Institute for Isotope Geosciences; past president of the Royal Netherlands Geological & Mining Society  Dr. Robert H. Essenhigh, E.G. Bailey professor of energy conversion, Dept. of Mechanical Engineering, The Ohio State University Dr. Sallie Baliunas, astrophysicist and climate researcher, Boston, Mass.  Douglas Hoyt, senior scientist at Raytheon (retired) and co-author of the book The Role of the Sun in Climate Change; previously with NCAR, NOAA, and the World Radiation Center, Davos, Switzerland Dipl.-Ing. Peter Dietze, independent energy advisor and scientific climate and carbon modeller, official IPCC reviewer, Bavaria, Germany Dr. Boris Winterhalter, senior marine researcher (retired), Geological Survey of Finland, former professor in marine geology, University of Helsinki, Finland Dr. Wibjorn Karlen, emeritus professor, Dept. of Physical Geography and Quaternary Geology, Stockholm University, Sweden Dr. Hugh W. Ellsaesser, physicist/meteorologist, previously with the Lawrence Livermore National Laboratory, Calif.; atmospheric consultant. Dr. Art Robinson, founder, Oregon Institute of Science and Medicine, Cave Junction, Ore. Dr. Arthur Rorsch, emeritus professor of molecular genetics, Leiden University, The Netherlands; past board member, Netherlands organization for applied research (TNO) in environmental, food and public health Dr. Alister McFarquhar, Downing College, Cambridge, U.K.; international economist Dr. Richard S. Courtney, climate and atmospheric science consultant, IPCC expert reviewer, U.K.

http://www.futurables.com/2015/05/21/social-forecasting-per-agricoltori-e-allevatori-scenario-glaciazione-2/

https://socialforecasting.wordpress.com/category/climate-change/

Come risolvere la crisi dei rifugiati e la crisi siriana

Palestinian children play soccer 06 February 1988 in the ruins of Chatila refugee camp, southern suburb of Beirut. In January 1988, avowedly as a gesture of support for the uprising by Palestinians resident in Israeli-occupied territories, which had begun in December 1987, Nabih Berri, the leader of Moslem Shi'ite Amal militia, announced the ending of the siege of the Palestinian refugee camps in Beirut and southern Lebanon. 27 June 1988, the Arafat loyalist in Chatila camp were overrun and surrendered to the fighters belonging to the Syrian-backed group, al-Fatah Intifada (Fatah Uprising) of Abu Musa. The following day Syria granted 100 PLO guerrillas safe passage from Chatila to the camp at Ain al-Helweh. 07 July, Bourj el-Barajneh, Arafat's last stronghold in Beirut, was captured by the forces of Abu Musa, and 120 PLO fighters were evacuated to Ain al-Helweh refugee camp. (FILM) (Photo credit should read NABIL ISMAIL/AFP/Getty Images)

Se la vita di un altro essere umano per te ha poco o punto valore, come farai a difendere il valore della tua, qualora dovesse toccare a te?

No alla campagna di demonizzazione dei profughi/rifugiati come potenziali terroristi, nuovi barbari distruttori, parassiti insaziabili.

La soluzione non è l’internamento, non è l’espulsione e non è l’assimilazione coatta.

La soluzione (oltre a un sistema europeo comune di asilo) è la seguente:
1. unire le forze siriane e kurde contro ISIS;
2. bloccare gli aiuti turco-sauditi a ISIS;
3. prevenire i bombardamenti israeliani e inglesi (ci hanno già pensato i russi);
4. negoziare il passaggio di consegne tra Assad e il governo che gli succederà (l’hanno già proposto Assad in questi giorni e Mosca 3 anni fa);
5. organizzare l’assistenza ai profughi in Medio Oriente senza che facciano la fine dei palestinesi (scacciati da Israele a milioni e trasformati in rifugiati permanenti).

La pulizia etnica del Medio Oriente non deve avere successo.
I profughi iracheni, siriani, yemeniti e palestinesi devono poter tornare a casa.
Questa gente deve sapere che non farà la fine dei palestinesi e che deve cominciare a pensare a come ricostruire il proprio paese.

*****
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Assad: “Se vuole fermare davvero i rifugiati, l’Europa deve smettere di aiutare i terroristi”

Assad non è un santo e ha certamente commesso i suoi crimini (per questo se ne dovrà comunque andare), ma era felice quando faceva l’oculista a Londra.
E’ stato costretto a governare la Siria e certamente non si aspettava di trovarsi in mezzo a una guerra civile.
Chi sostiene che non sia nulla di più di un mostro con cui non si può negoziare non si è minimamente informato su di lui e sulla Siria e sta facendo il gioco dei guerrafondai internazionali.
Come farebbe un leader odiato da tutti o comunque sostenuto da una minoranza di seguaci a tenere insieme un paese circondato da nemici, con 6-7 milioni di sfollati interni da gestire, alle prese con decine di migliaia di mercenari e jihadisti e un embargo totale da parte dell’Occidente?

Qualcuno me lo spiega in modo razionale e non usando scorciatoie logiche pescate dai nostri media?

Most Syrians back President Assad, but you’d never know from western media, Guardian, 17 gennaio 2012

P.S. fin dai primi giorni (proprio come in Libia) gli insorti hanno preso d’assalto un commissariato e ucciso diversi poliziotti, ma a noi ci hanno detto che le proteste erano rigorosamente nonviolente. Nel giro di pochi giorni gli oppositori nonviolenti sono stati messi ai margini e l’Occidente ha appoggiato la lotta armata. Come mai? A chi faceva comodo far tacere i nonviolenti e i diplomatici e spingere per un’escalation?
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/27/uninchiesta-del-guardian-ci-spiega-chi-ci-vuole-portare-in-guerra-e-perche/

https://socialforecasting.wordpress.com/2015/08/03/what-will-happen-to-syria/
https://socialforecasting.wordpress.com/2015/09/06/a-saudi-afghanistan-the-chickens-will-come-home-to-roost-in-yemen/
https://socialforecasting.wordpress.com/2015/09/15/keep-them-out-lock-them-up-bomb-them-all-or/

La “civiltà occidentale” ha il diritto di esistere?

11987137_1045145435496586_1903334274013560540_nPREMESSA BREVE
Il titolo è radicale, non l’analisi.
Il titolo fa riferimento all’idea di “civiltà occidentale” difesa dai bruti citati dopo le premesse (sotto le cronolinee).
L’analisi sostiene che quella civiltà occidentale (che non è la mia e spero non sia la vostra) non ha alcuna ragione di esistere, essendo un cancro dell’umanità.

PREMESSA LUNGHISSIMA

Le anime belle della sinistra devono affrontare la realtà.

La rozzezza di chi difende un certo tipo di trattamento riservato ad altri esseri umani e un certo tipo di “civiltà occidentale” che appartiene a secoli bui rende improvvisamente attualissimo un grande film – CLOUD ATLAS – che aveva spiegato molto bene quale sia la posta in palio: la scissione dell’umanità (e del suo futuro) in due o più ramificazioni.

Alcuni, a SINISTRA, si dolgono all’idea che l’umanità possa essere differenziata (plurima).

Detestano chi, a DESTRA, protesta che siamo DIVERSI e che un bianco non è un nero e non lo sarà mai.

Naturalmente la destra ha ragione da vendere e la sinistra ha torto.

Un fascista è un fascista ed è diverso da un non-fascista.

Mentre un fascista ha il diritto di esistere, il fascismo non ce l’ha, come non ce l’ha l’antifascismo (o la civiltà “occidentale”, quella “cinese”, quella “islamica”, quella “ebraica”, ecc.).

Le idee non hanno alcun diritto di esistere. Si scontrano nell’arena della storia. Alcune vincono, altre perdono.

La questione dei rifugiati ha riesumato vecchie idee (marchiature, campi di concentramento, muri, demonizzazione, disumanizzazione, caccia alle streghe) che hanno trasformato la civiltà occidentale in una MACCHINA DI MORTE (da Cortés alle guerre dell’oppio, all’Olocausto, alla Guerra al Terrore).

In mezzo a questo orrore chi si è opposto (es. Bartolomé de las Casas, Martin Luther King, papa Francesco e, dall’altra parte, tutti quelli che hanno difeso un uso umanitario della tecnoscienza) ha potuto fare molto poco e se non la pensiamo così è molto probabilmente perché siamo diventati cinici e disincantati e ci accontentiamo di quasi niente (di molti secoli per poter abolire la schiavitù e altri secoli per abolire il servaggio debitorio-salariale, che ci sembra così naturale).

Al momento forse sono pochi quelli che possono credere che la polarizzazione tra gli esseri umani (che ignora categorie politiche, razziali, di genere, ecc.) possa arrivare a un punto tale da causare una scissione definitiva tra due (o più?) umanità.

I più sono certi che la polarizzazione sui social media e nei forum sia dovuta alla natura stessa dello strumento.

Io penso che si sbaglino. Siamo di fronte a una cesura radicale, epocale (La sesta estinzione e il prossimo balzo evolutivo della civiltà umana, FuturAbles, 15 agosto 2015).

La separazione è già un dato di fatto. Quante persone avete perso di vista che una volta frequentavate assiduamente e ora se le incontrate non sapete che dire e non vedete l’ora di salutarvi?
Con quante persone preferite non avere più contatti perché pensano cose che per voi non stanno né in cielo né in terra (“ma una volta non erano così”)?
L’umanità si sta dividendo tra quelli che mettono in discussione la realtà, ad ogni livello, e quelli che sostanzialmente o entusiasticamente la accettano.
Nulla del genere e non su questa scala, era mai successo in passato, fin dai tempi della comparsa di Cro-Magnon.

Non sto parlando di separazione fisica/geografica, ma psichica/spirituale.
Grazie a internet il vostro migliore amico/mentore/partner può abitare dall’altra parte del mondo ed essere cresciuto in una cultura totalmente altra, mentre invece i vicini coi quali non avete nulla in comune li potete ignorare tranquillamente.

Mentre sono convinto che, per quanto è possibile, sia utile e giusto unire l’umanità, una sua parte (nazista, ebrea, extracomunitaria, leghista, femminile, maschile, islamica, atea, gay, etero, ecc. non importa) resterà refrattaria e quella parte lì – e in special modo la mentalità che diffonde e che vuole imporre a tutti gli altri – è quella che rischia di portarci alla catastrofe.

Le anime belle della sinistra devono affrontare la realtà.

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Tomorrowland – The future of the future is ours to create

I profughi marchiati dalla polizia ceca con un numero di registrazione sull’avambraccio, il filo spinato ungherese e la richiesta di un leader nazionalista ceco di internare i rifugiati a Terezin (Theresienstadt), un ex campo di concentramento nazista, ci scuotono la coscienza.

Questa è la seconda chance per l’Europa e l’Occidente, dopo il test fallito con gli ebrei nel secolo scorso.

Non siamo partiti bene (Keep them out, lock them up, bomb them all, or…, 15 September 2015).

Wesley Clark, generale americano in pensione, già comandante supremo della forze NATO in Europa tra il 1997 e il 2000, propone di rinchiudere in campi di internamento i cittadini americani “a rischio di radicalizzazione” e raccomanda a Gran Bretagna, Germania e Francia di metter mano alle rispettive costituzioni per fare lo stesso (Wesley Clark: “Disloyal Americans” should be tossed in internment camps for the “duration” of the war on terror, Salon, 20 July 2015).

L’intellettuale di riferimento di Marine Le Pen (Marine Le Pen verrait bien Eric Zemmour comme son ministre de la Culture, BFMTV, 14 settembre 2015), Éric Zemmour, non esclude la prospettiva di deportare 5 milioni di musulmani francesi perché incompatibili con una non ben definita “francesità” (Il successo di Zemmour, l’arrabbiato anti-élite «La Francia si è suicidata», Corriere della Sera, 30 ottobre 2014).

L’ancor più influente Bernard-Henri Lévy, annunciando la morte imminente dell’Europa, dichiara che se la Siria fosse stata sufficientemente bombardata la crisi dei rifugiati siriani non avrebbe mai avuto luogo (Migrants: pour qui sonne le glas? Project Syndicate, 31 agosto 2015).

Il folgorante motivo del suicidio collettivo di una civiltà nazionale (Francia) e transnazionale (Europa) trova il suo portavoce tedesco nell’economista e controverso commentatore socio-politico Thilo Sarrazin, autore diDeutschland schafft sich ab” (“La Germania si auto-abolisce”). Questi invita l’opinione pubblica tedesca a considerare la possibilità di erigere grandi opere difensive come la Grande Muraglia cinese o il Limes romano (“Sie können mich ja gern fragen, was ich täte, wenn ich Chef von Frontex wäre”, Die Zeit, 13 settembre 2015).

Piero Ostellino, più modestamente, vede negli immigrati e rifugiati un cavallo di Troia che ci snazionalizzerà e pretende che abbandonino la loro inconciliabile cultura pacificamente (Piero Ostellino, Il buonismo che ci acceca, Corriere della Sera, 10 gennaio 2015).

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Questa civiltà occidentale non è la mia e non so cosa farmene. Per come la vedo io, non ha alcun diritto di esistere e chi scrive non sente alcun dovere di rispettarla e tutelarla.

Prima si estinguerà, meglio sarà per il genere umano (Scontro di inciviltà o incontro di civiltà? Armageddon o Pace? WazArs, 13 gennaio 2015).

Che fine farebbe la Grecia se il resto d’Europa ascoltasse queste sirene e seguisse l’esempio magiaro, saudita e israeliano, erigendo muri e accusando i critici di altruismo patologico?

Sommersa dagli “indesiderati” (cf. Arendt), con un governo debole, neonazisti scatenati, una popolazione impoverita…imploderebbe.

Come detto, l’Europa si gioca tutto.

Oleh Tyahnybok, leader della destra ucraina

Oleh Tyahnybok, leader della destra ucraina (Ukraine underplays role of far right in conflict, BBC, 13 December 2014)

Keep them out, lock them up, bomb them all, or…

Stefano Fait, forecasting foresight anticipation

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If someone supported Nazi Germany at the expense of the United States, we didn’t say that was freedom of speech, we put him in a camp, they were prisoners of war. If these people are radicalized and they don’t support the United States and they are disloyal to the United States as a matter of principle, fine. It’s their right and it’s our right and obligation to segregate them from the normal community for the duration of the conflict.

Retired general and former Democratic presidential candidate Wesley Clark,Wesley Clark: “Disloyal Americans” should be tossed in internment camps for the “duration” of the war on terror, Salon, 20 July 2015

Corriere della Sera: What do you propose, then? To deport five million French Muslims?

Zemmour: I know it’s unrealistic, but history takes us by surprise. Who would have thought in 1940 that a million pieds-noirs, twenty years later…

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Dimmi di chi non è permesso parlare e ti dirò chi detiene il potere

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Windsor, Orange-Nassau, Lazard, Lippe-Biesterfeld, Rothschild, Thurn und Taxis, Rockefeller, Mellon, Koch, Schroders, ecc., ecc.
I “soliti noti” che controllano direttamente o indirettamente la finanza (e l’informazione) globale.
Alcuni sono ebrei, altri no.
In cambio sono tutti bianchi.

Degli ebrei parlano un po’ tutti.
Dell’aristocrazia europea non parla nessuno.
Occorre completare la rivoluzione repubblicana.

Royal Family Wealth: Who’s the Richest?
http://www.cnbc.com/id/42797637

Windows Opening on the Royal Family’s Wealth
http://www.nytimes.com/2007/07/15/business/yourmoney/15windsor.html?pagewanted=all&_r=0

Royals who pedal all the way to bank
http://www.theguardian.com/uk/1999/jun/30/monarchy.world

Firenze, le famiglie nobili orfane di Renzi salgono sul carro del sindaco Nardella
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/16/firenze-le-famiglie-nobili-orfane-di-renzi-salgono-sul-carro-del-sindaco-nardella/1027720/

UFO Ex NASA Scientist Bob Oechsler BBC Radio 1 DJ Nicky Campbell

TRASCRIZIONE IN INGLESE SOTTO LA FOTOGRAFIA
(N.B. Non pubblico una cosa del genere tanto per fare)

1993 Radio 1 D.J. Nicky Campbell Interviewed Bob Oeschler ex NASA scientist (Mind Blowing Info)
Topics Covered :
Government cover ups,
Aliens and ,
Alien Crafts,
Indoctrination Program,
Government Alien Barter Arrangements,
UFO Disk Technology,
Telepathic Communication,
Alien Species Description,
Alien Agenda
Alien Abductions,
Human Emotion Head Gear,
Anti Gravity,
Time Travel,
Gravity Manipulation,
warping space and time,
antimatter reactor,
Super Heavy Gravity Fuel,
Moon Missions.

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NC (Nicky Campbell)> Bob, how long were you with NASA?

 

BO (Bob Oechsler)> I was with NASA in the mid-seventies, working on several

projects, including the Apollo-Soyuz test project. I worked on the

docking collar that mated the two craft. I also worked on the Inter-

national Ultraviolet Explorer, several deep-space projects, and some

Department of Defence projects.

 

NC> And in the end, you’ve left, and you’ve sort of come out of the UFO

closet, if you like?

 

BO> Well, I don’t know if you’d call it the UFO closet, actually.

 

NC> Is it not rather embarrassing for your ex-colleagues in the light of

what you’ve said about alien retrieved craft, and so forth? You’ve

spilled a few beans that, were I to believe your story, they would

have wanted to keep in the can.

 

BO> Well, that’s partially true, but from what I got, you see, I ended up

getting guidance. I was called in because of my expertise in remotely

operated airborne robotic systems to evaluate some activities that had

been recorded on video films. There was some rather extraordinary

physics. In fact, it appeared as though the objects were violating

the laws of physics as we know them.

 

NC> Hang on. NASA called you in to analyse these video films?

 

BO> No, I wasn’t called in by NASA, I was called in by an agency in

Washington, D.C., a couple of different agencies, in fact, that

had been addressed. One was the Department of the Navy.

 

NC> Had you left NASA by this point?

 

BO> Yes, I had. I was asked to use the facilities of the NASA facility

at Goddard Space Flight Centre to review some of the video films that

had been recorded recently.

 

NC> By whom?

 

BO> Actually, the first one had been recorded by a custom builder who

happened to see an object flying around behind the high school behind

his home in this little town of five thousand people down in the north-

west panhandle of Florida, and I had the opportunity to spend a good

bit of time – five months, in fact – doing an analysis of this at the

Goddard Space Flight Centre in Greenbelt, Maryland.

 

NC> Courtesy of NASA?

 

BO> Yes. They gave me the operational facilities there to use for the

analysis project.

 

NC> So they’re not greatly embarrassed by the fact that you’re looking

into alien life forms and so forth?

 

BO> Well no, they didn’t really know what it was. In fact, they were

probably hoping that I would be able to discover that this was some

kind of a hoax, that somebody had a radio-controlled model, or some-

thing like that.

 

NC> That’s not what you discovered?

 

BO> No, in fact, an optical physicist with the navy was the one that

really initiated the interest in getting an analysis done, because he

was observing some things that he couldn’t quite explain. So I got

involved in the project and, extraordinarily enough, we were able to

determine that there was absolutely no possible way this could have

been a model flying around. This thing was exhibiting capabilities

of extraordinary direction reversals – at low speed, but with no

deceleration or acceleration.

 

NC> How did NASA react to your findings, your investigations?

 

BO> They didn’t have a reaction. There was never any official reaction.

They were just more or less bystanders and interested in the results.

What we later discovered was that, as a result of that, we later

sought guidance from the highest levels of the intelligence community,

in particular Admiral Bobby Ray Inman, who was the National Security

Agency deputy director at the CIA, a host of other intelligence posts,

and a technologist, and there was a sort of camaraderie just

established from that. He had informed me in a documented recorded

telephone conversation – inadvertently recorded, actually – that the

United States government had possession of extraordinary hardware in

operational condition that was of non-human origin and manufacture.

Of course, the public popular term is UFO.

 

NC> Have you seen them?

 

BO> I have indeed.

 

[The interview breaks for a record – David Bowie’s “Loving the Alien”.]

 

NC> We’ve got to the point in your story – and you’re only in the U.K.

on a flying visit, you came on a plane, not a UFO.

 

BO> Right, we had to leave the disk in the shop. We didn’t have time

to change the oil every 55000 miles.

 

NC> But you’re deadly serious. This isn’t a wind up, is it? You’re

going to come to some of the technology of it later on, and it’s

absolutely rivetting. You’ve seen, you say, retrieved craft. What

was the expression you used, hardware?

 

BO> Operational hardware, right.

 

NC> You’ve seen this? In whose possession was it?

 

BO> I’ve seen it in both situations. I’ve seen it where they were being

piloted and guided by presumably non-human pilots. They clearly were

not remotely operated vehicles.

 

NC> Have you seen it in US governmental care?

 

BO> Yes, and I’ve talked to a number of test pilots who have worked on the

projects and test-flight programmes, worked with what you might call

mechanics or actually physicists who worked on propulsion systems

related to the vehicles and they report some rather extraordinary

findings.

 

NC> How close did you get to one of these things?

 

BO> I’ve been within about two hundred feet. That’s about the closest I’ve

been.

 

NC> Why no closer to them?

 

BO> In the case of vehicles that were operated by non-humans, it was

surprising that I was able to get that close, because I certainly

didn’t have any control over that situation. And, in the case of

US military…

 

NC, interrupting> Yes, that’s what I was talking about.

 

BO> … and intelligence, due to a variety of security and safety

restrictions, really.

 

NC> Were they extremely guarded about this operational craft, even given

the fact you were an official, in certain ways? Were they not

extremely guarded and nervous that anyone was seeing it, beyond a

chosen few?

 

BO> Well, again, we do have it on record that these issues are covered

under national secrecy laws. However, there’s somewhat of a dichotomy

that exists here. Yes, the technology is highly classified. But the

issue of the vehicles themselves, of the presence of the intelligent

species behind them, is the subject of an indoctrination programme,

especially in the United States. But it’s also worldwide, I’ve found.

Studies have been been conducted, back in the very late fifties – paid

for by NASA, actually – conducted at the Brookings Institution in

Washington, D.C., regarding the implications of a confrontation with

an extraterrestrial culture. Whether or not this information should

be withheld from the public, what the outcome would be.

 

NC> Yes, because the outcome is fairly shattering. It shatters many

illusions, moral, religious, ethical, the whole bit.

 

BO> Exactly. In the economic arena is of course what the biggest concern

was.

 

NC> So, as a corollary to what you’re saying, why are they not extra

careful that people like you didn’t wander in and have a look, which

you evidently did, and come over and talk about it on radio shows and

television shows, which you evidentially are?

 

BO> Well, because, in effect, I end up, wittingly or unwittingly, playing

a part in their indoctrination scheme. The idea is, in order to solve

the problem of the chaos created by public disclosure, it was deter-

mined, back in the late sixties, that the solution to avoiding chaos

was a slow, long term indoctrination programme. The intelligence

community got involved in development of films such as “Close

Encounters of the Third Kind”, and “E. T.”.

 

NC> So, briefly, what is your role in this. Why are they quite relaxed

about the fact that you’re talking like this? You talked about

security regulations. Presumably you’re breaching all of these. Why

are they relaxed about it?

 

BO> Again, it’s like I say, there is in fact an indoctrination programme,

and I’m essentially playing a part in that.

 

NC> You’re a drip feed?

 

BO> You could say that. I mean, the difference would be, you could either

have lunatics running about talking about aliens and extrterrestrial

spacecraft without any basic background knowledge of what they’re

talking about and just speculating wildly, or, you could have somebody

who actually knows something about it, or several people who something

about it, to set the record straight, and to provide that information.

 

NC> Right, lets have some more music…

 

[Nicky plays Chris de Burgh’s “A Spaceman Came Travelling”.]

 

NC> So, you were within two hundred feet of this craft, Bob, which you say

was a retrieved craft in operational order. What did it look like?

 

BO> Again, I don’t know that you could say that it was a retrieved craft.

As far as I’m aware, it just as well could have been given to us. It

certainly wasn’t shot down. It could have been provided; maybe there

was some barter arrangement.

 

NC> A barter arrangement? I’m going to write that down. I’ll come back to

that – barter arrangement, given – because that strikes an interesting

note. What did it look like?

 

BO> Well, it was about a thirty foot diameter disk-shaped craft. It had a

small dome around the centre. There were protruding flanges equidistant

around the outer edge. There was some kind of apparatus hanging down

from the bottom. It was ‘floating’ above the ground, probably at about

ten feet altitude. A tremendous amount of plasmatic light with various

colours.

 

NC> Sorry?

 

BO> Plasma. It’s a very, very bright white light. It’s caused by inter-

action of a very high electrical voltage field around the disk. In

fact, I was able to learn that the reason why they use circular type

of craft is in order to contain the high-voltage field, so you don’t

have a corona discharge.

 

NC> Sorry?

 

BO> On ordinary powerlines you might have seen thses round spherical

resistors – no, capacitors – they put on these power lines. That’s

to avoid a discharge of electricity that might zap somebody driving

by in a car.

 

NC> There may well be a lot of astrophysicists listening, but I’m not one

of them. Suffice it to say, this is a highly sophisticated looking

piece of equipment. How do you know it wasn’t made here?

 

BO> Because I was told, for one, plus, I also interviewed an official of

the Canadian government who was actually on board the craft, and

visited with the intelligence that was on board.

 

NC, after a long pause> He did what!?

 

BO> You seem stunned. [He chuckles.]

 

NC> Yes! He did what with the intelligence on board?

 

BO> Visited with them, communicated, interacted. The individual, I

believe, was taken on board. Probably without being asked, like

teleported.

 

NC> Did you speak to this individual of the Canadian government, about

his…

 

BO> Yes I did. I communicated with the individual, and arranged to have

conducted a military polygraph exam.

 

NC> That’s a lie detector?

 

BO> Yes, indeed.

 

NC> And what was the result of that?

 

BO> Well, let me put it this way. The polygraph examiner said at the

beginning when we started on this thing [that] there was absolutely

no way, this individual must be making this up. When we completed

the exam, approximately a week of extraordinary work – just to

construct the proper questioning procedure – the polygraph examiner

came away scrathcing his head, convinced not only was the witness

telling the truth or believed exactly what the witness was saying,

but also that this was not any form of hallucination or fantasy.

 

NC> The witness, as you call this Canadian gentleman, was the only person

on board?

 

BO> You can call him a gentleman; I’ve been very careful to keep neutral

with regard to gender.

 

NC> Ah, so it was a woman!

 

BO> [Laughs] Interesting conclusion.

 

NC, laughing> You may be a scientist, but I know a bit about logic myself.

This is amazing. What did this person – he or she, or it, or whatever

– relay about their ‘conversations’ or communications, I should say,

with the intelligent life-form?

 

BO> Well, intriguingly enough, one of two entities that she had a direct

encounter with apparently was dying, was quite ill. They apparently

were conducting operations against their will, indicating that they

were under the control of some other intelligence, shall we say. I

don’t know what the other intelligence was, or, at least, I’m not at

liberty to say what the speculation is at this point.

 

NC> Well, what is the speculation? You can tell us.

 

BO, sounding very nervous and evasive> I’d prefer not to get into that end

of it. Let’s just say that.

 

NC> Why not? I’m not asking you to, but why not?

 

BO> Well, I think it would probably be inappropriate because it could in

fact be rather indictable to a particular species of human, shall we

say.

 

NC> Us, in other words?

 

BO> Well, not us, but a specific nationality of human was referenced in

this encounter, and it wouldn’t be proper or fair to suggest or indict

some nationality. It wouldn’t be ethical.

 

NC> They were being made to do this against their will? And how did they

communicate?

 

BO> Telepathically. Which is an interesting study in itself. Telepathic

communication is quite intriguing because we’ve been able to learn

that you can have five different individuals in a room all speaking

different tongues, and a telepathic communication can be transmitted

to all five simultaneously and the translation effect takes place

within the individual. So, ironically enough, you don’t have to know

the language to conduct telepathic communication with somebody.

 

NC> If we could do that, I’d know exactly what you were talking about with

that particular species of human a few minutes ago. What did they

look like?

 

BO> They were approximately four feet tall. They had self-luminating skin

[which] was a bit on the yellowish-white. The eyes were rather large

[and] black – we don’t know if it was actually a coating because of

sensitivity to the eyes, but it looked like these big wraparound sun-

glasses they used to have a couple of decades back.

 

NC> And they were wearing clothes?

 

BO> They were wearing black jumpsuit type of clothing, right.

 

NC> Very natty! Let’s have some more music.

 

[He plays Jimmy Cliff’s “Wonderful World”.]

 

NC> [I have] Bob Oechsler, ex-NASA mission specialist with me. Earlier

on, Bob, you were talking about the fact that this craft may well

have been given as some sort of barter arrangement. You’ve got to

tell me more about this.

 

BO> Well, the fact that I was able to learn that at one facility at which

I understand – there are several but I’ve not visited them – there is

housed nine different types of craft. I assume, all in operational

condition, from what I was told, by people who were there. And to

have an operational craft, you would assume it didn’t crash somewhere

and was recovered. Presumably it wasn’t shot down or you’d expect to

find some sort of damage to it, unless of course some method of

electromagnetic pulse weapon system or something like that might have

been used to disable the craft. And again, you’d expect to have some

sort of damage in the retrieval operation.

 

NC> So you’re maintaining that there’s some sort of deal going on between

the US government – or the allied governments, whatever they’re called

in this new world order – and some alien life-form. There’s some sort

of arrangement?

 

BO> Well, I asked Admiral Inman that question, if he was aware of any

ongoing dialogue today – I probably should have left off the word

‘today’, because he indicated not to his knowledge. However, I did

get the impression that from the period of 1979 to 1982 that there

very well could have been some form of dialogue going on with at least

one species. That opens up another Pandora’s Box, because the evidence

suggests that there’s more than one species involved, just like there’s

more than one nationality of human being, or species if you will.

 

NC> You’re talking about more than one Genus?

 

BO> Apparently so. Even in this one, the creatures that I described just

a while ago, it clearly appears that there are different species of

those. We find different features like, for example, the same typical

species will have a snout nose feature whereas others will have

virtually no facial features – nose, mouth, or anything like that.

 

NC> What do they want from us?

 

BO> Well, that again is a very difficult question to answer because that

would presume that we had some knowledge of the alien agenda. We don’t

really know what the alien agenda is. We can only derive from analysis

the facts of what we see. Clearly, what is going on, there is, aside

from the fact that there is a genetic engineering programme – and

that’s another mix altogether – but apparently they have abducted –

that’s a term that’s been commonly used – human beings from all walks

of life, with no apparent rhyme or reason to the selection process for

at least four generations now. We’ve been able to document that they

have been taken, given medical examinations, extract semen from males,

extract eggs from females, fertilise eggs to a half-breed shall we say,

re-implant the egg in the womb. The female, of course, is pregnant,

will carry the foetus for three months, and will be re-abducted and

the foetus extracted. In some cases we’ve had twins where one of the

twins was extracted just before birth, which is going to be quite a

shock for a mother who has been told she’s having twins…

 

NC> This is going on?

 

BO> This is going on, absolutely, right now, today, in very significant

numbers.

 

NC> The government knows about it?

 

BO> Absolutely.

 

NC> And they’re quite happy about it because some deal’s been done?

 

BO> We’ve evaluated as many as three thousand cases in North America.

 

NC> Out there in outer space, there’s a whole load of half-breeds going

around – half alien, half human?

 

BO> We don’t really know what the purpose is, anything like that. Maybe

they’re trying to seed anothe planet, who knows what? There’s been

speculation about that they’re on the downside of some sort of

evolutionary curve, they’re trying to reinstitute some lost qualities

or something or other. We have also had some rather extraordinary

cases, quite a number, really, involving the study of human emotions,

where they will create a scenario, almost being able to create a

psychosomatic environment. Those who’ve seen the new features of

“Star Wars – Deep Space Nine” – they have a holodeck where they seem

to be able to simulate a thing – it’s almost as if that sort of

environment is created in order to extract or elicit from a human

being a specific emotion. They’ll take that individual into a

specific room. We’ve identified the specific apparatus that they use

to put on the head of the individual. They’ll put a similar apparatus

on the head of one of the aliens. They will somehow trigger a reflex

mechanism, if you will, and force the human to relive the experience

mentally, and transpose the whole emotional process to the entity.

And then that one will get up, they’ll bring another one in, and

they’ll go through this process twelve times for the same incident,

for example. It’s kind of remarkable, because one might assume gee,

with this kind of technology you’d think they have the ability to do

a multiple memory dump or something or other, but, that’s clearly not,

those aren’t the facts of what we’re getting in these cases.

 

NC, taking a deep breath> Blimey! Bob Oechsler is my guest tonight, and

I’m going to have a chat to Bob about the technology of these craft.

Are we using this technology? How do these UFOs work? He’s studied

that and has got some interesting things to say. After this from

Joan Armatrading.

 

[Joan Armatrading’s “Drop the Pilot” is played.]

 

NC> They’re retrieved alien craft, landed alien craft, that have been

given to us as part of a barter with another life form. He’s talking

about the fact that humans have been taken on these craft. This is an

ex-NASA scientist here. He says it’s just a matter of time before all

this information is commonly known, sometime within the next century,

no doubt. But they’ve got to drip feed it to us, because it’s too

much for us all at once. It’s certainly too much for me at this time

of night, Bob, but you are a scientist. How do these spacecraft work?

 

BO> It’s a very fascinating science.

 

NC> Don’t be too technical.

 

BO> I’ll do my best. As Carl Sagan often has said, it’s not logical for

us to even consider travelling to the nearest star system due to the

concepts of linear travel. It doesn’t matter how fast you go. Even

if you approach the speed of light, you’ll still have to go from point

A to point B and, whatever that distance in light-years is, it takes

too long for us to consider feasibly going there and coming back.

Well, if you can eliminate some of these concepts – which has

apparently happened with these craft, what they do is, they’re able

to manipulate time, which is something we’ve been very much aware of

for a couple of decades at NASA – that gravity slows down time in

contrast to what we normally think of as sixty seconds a minute, and

so on. There is a constant relative to that except in one place, in

terms of the gravity. In other words, the gravity field is the same

on the surface of the earth but, when you leave the surface of the

earth strange things begin to happen, in terms of time. The fact is

that time speeds up the further away from a gravity influence you get.

Well, these machines create intensified gravitational fields which,

in effect, slow down time as we see it, and are able to cut down on

the amount of time it takes to go from point A to point B. The other

point is that, if they’re able to focus a gravity field on another

point, they’re able to stretch or pull together points A and B. If

you view space as like a waterbed, if you put a bowling ball in the

middle of the waterbed, the bed kind of wraps up around the ball.

Well, this is very typical of what happens in space. If you create

an intensified gravitational field you warp the distances between the

two. In other words, shortening the distance between A and B, making

the whole concept more feasible. That’s in a nutshell, really, how

these things operate is by warping space and time, and getting into

some real interesting astrophysical sciences, it interprets into a

much more feasible method of travel.

 

NC> So it’s not like getting from A to B, the old linear travel? The

technology is kind of anti-matter?

 

BO> There are some systems that use what is referred to as an anti-matter

reactor, which is a powerful system. It uses super-heavy elements,

well beyond what we have been familiar with traditionally, like

Uranium. They are able to capitalise on, apparently – there is a

low grade B-gravity wave, which is different than the atomic gravity

that holds molecules together – they’re able to capitalise off that

and amplify it. They use a series of amplifiers in order to focus it.

It’s a lot easier to focus three points than it is to just try and

focus one. Typically, with a telescope, we’ll just try to focus one.

What we’ve learned in deep-space science, like in the SETI project,

is that if you put one antenna here and one in Arecibo, and you split

three around the planet, you can actually focus three different points

and get a much bigger telescopic view. Well, this is very similar to

the types of things they’re doing with gravity waves.

 

NC> So, presumably they’ve taken some of these elements heavier than

Uranium down here and we’ve now got them in our hands, and they’re

being examined?

 

BO> That’s another interesting phenomenon too, is that we apparently have

about five hundred pounds of the fuel shall we say, the heavy gravity-

stabilised fuel that the systems that are used. How we got that is

remarkable, because it only takes about 223 grammes to operate one of

these things and we don’t even know [for] how long. A lot longer than

the average car will last, I’ll tell you that.

 

NC> It’s amazing stuff. One last question: Why haven’t we utilised any

of this thus far?

 

BO> Well, actually we have, in quite a number of areas. The development

of the B2 Stealth bomber was one that I’m aware of where an anti-

gravity cavern was developed.

 

NC> Sure, an impressive machine, but it’s hardly a spectacular use of

alien technology. It’s not going to take us to another solar system.

So why haven’t we been to another solar system if we have known all

this for such a relatively long time?

 

BO> That would assume that we have a complete understanding of the

technology to go to another star system. The prospects are that we

probably have used it to go to the moon, but, right now it seems that

the focus at this point seems to be to learn how to adapt some of the

alien-derived technologies into applicable human uses, one of which

is to develop air transport that can carry large amounts of weight

over long distances without the fuel requirements that we typically

are confronted with.

 

NC> We’ve been to the moon using this technology, you think?

 

BO> I think that is true, yes.

 

NC> Moon missions we know about?

 

BO> That we don’t know about.

 

NC> There have been moon missions that we don’t know about?

 

BO> That’s my understanding, yes.

 

NC> Mmm. Well, we could go on all night, Bob. It’s been fascinating

having you in. I know you’re flying back tomorrow. Bob Oechsler,

investigations analyst, and a man with a good story to tell, if

nothing else. I think people will have enjoyed listening. Thanks

very much.

 

BO> Thanks for having me, Nicky.

[Nicky then plays The Police’s “Walking on the Moon”.]
http://paul.rutgers.edu/~mcgrew/ufo/bob.oechsler.interview

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