Denunciare e basta ingenera fatalismo. Servono soluzioni alternative e concrete

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Trascrizione giornalistica dell’intervento di Preparata.

Ci viene sempre detto che non ci sono soldi per questo e per quello. Le banche non prestano. È un classico e qui già si capisce che c’è sotto qualcosa. Ci sono queste banche che hanno di fatto diritto di vita e di morte e questo non lo dico in senso sinistro, ma perché è un dato di fatto. E poi c’è questa carenza di risorse e questo senso di precarietà quasi apocalittica: non ci si può fare niente, il ciclo è governato da forze che ci sovrastano. Il problema principale non è il capitalismo in quanto tale (che va criticato), ma la gestione della moneta: quanto circola va tutto bene, quando si blocca (la bloccano) crolla tutto.

La migliore critica al sistema monetario esistente è quella di Silvio Gesell, un commerciante tedesco che lavorava molto in Argentina prima della prima guerra mondiale. Ebbe un’illuminazione e poi capì che non era un’idea inedita. Ma ebbe il merito di scrivere un opuscolo che ebbe un successo straordinario negli ambienti di chi voleva veramente cambiare il mondo.

La questione del perché siamo costretti a pagare un interesse non è una questione accademica, è una questione di rilevanza quotidiana. Gesell lo considera un tributo. La radice del male sta sì nell’avidità e nel desiderio di sfruttamento, ma si estrinseca nella moneta e nell’imposizione di un interesse da parte di chi la crea (banche private).

Tradizionalmente si è usato l’oro perché conserva la ricchezza, in quanto non è deperibile. In ogni momento puoi seppellirlo in un luogo nascosto e recuperarlo più avanti. Platone chiama l’oro “moneta greca”, mentre all’interno di ciascuna città in guerra con le altre si usano standard diversi, che possono essere metalli meno preziosi o anche materiali quasi privi di valore. E non è chiaro perché ci possa essere una moneta nobile e una moneta ignobile.

E il problema, osservava Gesell, è che la moneta come viene concepita classicamente viola una legge fondamentale della vita: tutto muore, perché tutto ha un ciclo di vita. Ma il denaro non ha un ciclo naturale di vita e di morte, non ha una data di scadenza come i prodotti che si comprano con il denaro. Il denaro è un’espressione simbolica, uno strumento convenzionale che accompagna lo scambio di cose che sono tutte moriture, pur non essendo esso stesso soggetto a deperimento. Inoltre il denaro è un simbolo, nel contempo è una merce immarcescibile ed è sottoposto a tributo in virtù dell’interesse.

Com’è possibile? Ha senso? È giusto? È inevitabile? Solo perché è un sistema in vigore dai tempi biblici è legittimato a persistere anche se favorisce chi crea il denaro e poi lo noleggia e sfavorisce chi non si vede riconosciuto il diritto di farlo e deve noleggiarlo (a interesse-tributo), indebitandosi?

Tu agricoltore sei costretto a tornare dopo un anno e ripagare il prestito…più l’interesse. Questo ti costringe a raggiungere un tasso di profitto quanto più alto possibile perché c’hai la fretta e l’onere finanziario di ripagare il debito. E quindi che fai? Se sei una città riduci i parcheggi per farci stare più auto a pagamento. Se sei un produttore cerchi di eliminare la concorrenza e di stabilire un sistema il più vicino possibile alla condizione di oligopolio (e tanti saluti al libero mercato!) che ti permetta di mentire sull’abbondanza di una risorsa (es. petrolio) convincendo i mercati che è scarsa, in modo da alzare i prezzi e ricavare maggiori profitti.

L’interesse sulla creazione di una moneta non deperibile è il peccato originale che scarica in un effetto domino sull’intera catena produttiva e sociale l’impatto dell’indebitamento.

È giusto che non si usi più l’oro e che la moneta sia un simbolo perché, come diceva Gesell, la moneta deve avere il minimo numero di proprietà fisiche, in quanto ha il compito di rappresentare il libero scambio. Ma tu non puoi possedere un simbolo. I numeri sullo schermo sono immarcescibili e gli impulsi magnetici dietro a questi numeri circolano su una rete privata che è la rete bancaria.

La loro potenza sta lì: nel monopolio concesso dallo Stato e in una griglia di rapporti costruita nel corso di moltissime generazioni che consente loro di detenere un potere di vita e di morte su economie e società.

Il che non vuol dire che sia giusto demonizzare le banche. L’alternativa avrà comunque bisogno di banche, anche se banche diverse da quelle prevalenti. Ci dovranno comunque essere carte di credito (moneta virtuale): va benissimo così. La differenza rispetto al presente è che le griglie dovranno essere aperte a tutti. Ci dovranno essere dei guadagni per i banchieri, ma non in un regime monopolistico di accentramento totale. E senza cicli artificiali spacciati per naturali, da accettare fatalisticamente.

Quand’è che le banche prestano denaro? Quando vedono prospettive di reddito -> boom (fase di euforia e di aspettative). Poi giunge il crollo e le banche smettono di prestare -> mancano i soldi.

Con la svolta neoliberista il tutto si è ridotto alla creazione di bolle da far esplodere per poter fare man bassa a saldo dei beni delle vittime del crollo. E poi si ricomincia. Queste bolle non succedono a caso. Rispondono a una precisa strategia volta ad attrarre capital negli Stati Uniti a fini egemonici per sanare bilanci e coprire le spese militari. Qui non c’è niente di casuale e non è solamente avidità. C’è anche una forte dimensione politica.

La dinamica a spasmi è innaturale, deleteria e comunque non è inevitabile. Quando esplode la bolla il sistema è oberato di debiti e si attende l’introduzione della nuova idea che dovrebbe servire a gonfiare la bolla successiva, intanto la gente è senza lavoro e le banche se ne stanno lì con le braccia conserte distribuendo bonus.

La soluzione a questo impasse è far sì che la moneta muoia come tutto il resto. Tasso negativo significa che tu c’hai sto pezzo di carta che, con il passare del tempo scompare perché a fronte di esso corrisponde tutta una serie di beni che hanno un ciclo di vita e stanno morendo.

Questa riforma è già stata sperimentata con successo (usando monete complementari locali, come si fa a Volos, in Grecia) in Baviera, Austria e Svizzera (l’arco alpino, essendo maggiormente svincolato dagli oligopoli, in quanto periferia remota, ha storicamente il compito di fungere da laboratorio sperimentale, NdR), finché le rispettive capitali non hanno soppresso questi tentativi pionieristici.

La “banconota” che hai in tasca in un anno e mezzo sarà morta (es. ci devi mettere uno stampino/francobollo al mese, finché non esaurisci lo spazio: a quel punto l’hai persa) e perciò non te la tieni nel salvadanaio, la devi investire, generando una spirale virtuosa di investimenti e prosciugando i paradisi fiscali.

NOTA DEL REDATTORE > La logica di fondo è quella del ciclo dell’acqua: la deperibilità è un incentivo a far circolare le risorse senza poter erigere delle dighe e inaridire intere regioni. Il flusso di ricchezza non si blocca mai e feconda l’intero spettro dell’economia, organicamente, senza inondazioni e siccità programmate dall’alto per poter accentrare le risorse e quindi il potere. FINE DELLA NOTA DEL REDATTORE.

La rete cooperativa locale, comunitaria, aggira e rende superflua per una serie di operazioni (lavori pubblici, compravendita di beni di prima necessità) la griglia bancaria e i suoi tassi di interesse, all’interno di un dato microcosmo socio-economico.

  • È un sistema rispettoso di Madre Natura perché è legato direttamente alla produzione di base, non alla generazione di bisogni superflui.
  • È un sistema decentrato perché la comunità sovrana si assume la responsabilità della gestione delle proprie finanze.
  • Consente comunque di usare carte di credito parallelamente alla carta moneta.
  • Non richiede l’abolizione delle valute standard come l’euro per gli scambi internazionali (sul sopracitato modello platonico: oro pan-greco e valute locali a livello locale): ogni regione potrebbe avere una sua moneta (sposalizio di bio-regionalismo ed eco-regionalismo) semplicemente impostando dei tassi di cambio che permettano a una moneta trentina di essere spesa in Veneto se uno non ha sotto mano degli euro. Una rete di banche locali federate potrebe tranquillamente gestire questo sistema.
  • Favorisce un’economia del dono in cui tutti sono spinti a investire in tutto quel che normalmente viene trascurato dai privati ma che misura la prosperità di una comunità e garantisce la dignità di ogni suo membro (es. reddito di cittadinanza, scuole materne, università, ricerca & sviluppo, sanità, biblioteche, cultura, igiene ed estetica urbana, sicurezza, opportunità di democrazia deliberativa, assistenza allo sviluppo, ecc.).http://www.theguardian.com/commentisfree/2015/feb/17/currency-scheme-1930s-save-greek-economy-eurozone-crisis

All’inferno gli usurai!

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Un creditore aveva due debitori: l’uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?
Luca 7, 41-42

All’inferno gli usurai!

Si tende a credere che il rapporto tra il sistema bancario e governi sia rimasto immutato nei secoli.
Un’analisi del caso francese ci rivela che questo non è necessariamente vero.
Infatti, a partire dal 1973 [annus horribilis in cui si manifesta in tutta la sua virulenza il cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale, dopo che Nixon aveva posto fine all’ordine di Bretton Woods nel 1971. Il nuovo ordine multipolare proposto dai paesi emergenti è un tentativo di chiudere questa parentesi controrivoluzionaria/ultrareazionaria e fare un passo in avanti, NdT], il governo francese è stato costretto a prendere in prestito esclusivamente dal settore privato e quindi a pagare interessi sul nuovo debito. Senza questa modifica, l’indebitamento francese sarebbe ora al 8,6% del PIL anziché l’attuale 78%.
Inoltre, i trattati di Maastricht e di Lisbona hanno generalizzato questo stesso processo a tutti i paesi firmatari.
Bernard Lietaer, uno degli architetti dell’euro (testo scritto assieme a Christian Arnsperger ~ Sally Goerner ~ Stefan Brunnhuber)
http://www.clubofrome.org/cms/wp-content/uploads/2012/05/Money-and-Sustainability-the-missing-link-Executive-Summary.pdf

Yanis Varoufakis:

La logica di Schäuble è semplice: la disciplina è imposta alle nazioni in deficit. La Grecia non è poi così importante. Il motivo per cui l’Eurogruppo, la troika, il Fondo monetario internazionale hanno speso così tanto tempo per imporre la propria volontà su una piccola nazione come la nostra, è che siamo un laboratorio di austerità. Ciò è stato sperimentato in Grecia, ma l’obiettivo è ovviamente quello di infliggerlo alla Francia, per il suo modello sociale, il suo diritto del lavoro.

Mentre era ministro, come si comportava la Francia?

All’interno dei vertici europei, in seno all’Eurogruppo, ho sentito che il governo francese non aveva alcuna autorità per difendere o addirittura presentare semplicemente il proprio punto di vista e perché venga tenuto in conto nel processo di negoziazione. Sono cresciuto con l’Illuminismo, l’idea che anche la Francia è stato fondamentale nella creazione dell’Unione europea. Nell’avere tutto questo in mente, il silenzio dei francesi, sia di Michel Sapin all’interno dell’Eurogruppo, il fatto che una posizione diversa francese non è mai stata assunta ha provocato in me una grande tristezza.

Vuole lanciare un movimento europeo contro l’austerity?

A Frangy, lancerò una rete progressista europea. Nei giorni terribili della dittatura greca, i nostri genitori e nonni erano in Germania, Austria, Canada, Australia, per la solidarietà espressa verso la sofferenza greca. Non vengo in Francia per chiedere solidarietà alla Grecia. Ma i problemi che ha di fronte la Francia sono uguali come altrove. I francesi e i cittadini di altri paesi sono preoccupati per quello che ho da dire, perché sono preoccupati per lo stato della democrazia, l’economia, le prospettive future.
http://www.agoravox.it/Varoufakis-lancio-una-rete.html

Montebourg e Varoufakis
http://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera/20150824/281767037971296/TextView
DSK e Varoufakis
http://www.repubblica.it/economia/2015/07/26/news/varoufakis_strauss-kahn_economisti_euro_grecia-119864315/

Riccardo Petrella: Abolire l’indipendenza politica della BCE

Fase 1. Priorità: attività di informazione e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla BCE, le sue criticità, anomalie, imposture, paradossi e conseguenze negative per i cittadini europei e l’integrazione politica democratica sopranazionale. I cittadini italiani (ed europei) sanno poco e quel che sanno è incerto, confuso, sovente mistificatore. Hanno soprattutto l’impressione che non possono far niente.

In questa fase si dovrà soprattutto far capire che la BCE è al centro dello smantellamento della politica e della democrazia tout court, insistendo, in particolare, sui legami tra il sistema monetario e finanziario attuale e gli scandali LIBOR e quello della manipolazione dei tassi di cambio delle monete, cosi come con l’aumento del debito pubblico. Essa dovrà essere condotta in accordo con il sostegno dei parlamentari europei sensibili e favorevoli all’obiettivo a lungo termine dell’abolizione dell’indipendenza politica della BCE.

Si tratterà di produrre uno o più opuscoli, brevi, ben presentati, per grande diffusione, di organizzare incontri, conferenze, di scrivere articoli, dare interviste.

Periodo : febbraio – ottobre 2015

Fase 2. Priorità : attività d’informazione e di analisi approfondite sui legami tra sistema monetario europeo attuale (BCE) e l’inasprimento degli effetti delle cause strutturali all’origine dei processi d’impoverimento in Europa.  Lo sradicamento dei processi d’impoverimento passa necessariamente dalla modifica radicale del sistema monetario e finanziario attuale. Mobilitare i comuni DIP.

In questa fase si dovrebbe giungere alla presentazione pubblica (specie in direzione del parlamento italiano e dei parlamentari europei) di un dossier  su “BCE, politica monetaria e impoverimento in Italia ed in Europa” Il dossier dovrebbe essere in circolazione per i primi di ottobre per costituire la base di un’iniziativa (deposito di una proposta di legge,  o presentazione di un piano d’azione europeo, o lancio della creazione di organi cittadini permanenti  preposti al monitoraggio della politica monetaria europea, o campagna nazionale per la creazione di monete “locali” e ri-invenzione delle banche cooperative e mutualiste). In questa fase si tratta di agire sui vari elementi del sistema per sgretolarne l’unità e la compattezza.

Periodo : da aprile 2015  a giugno 2016

Fase 3. Priorità : attività propositive di adozione di nuove disposizioni legislative, di creazione di nuove  istituzioni politiche democratiche in materia di politica monetaria e finanziaria,e sviluppo di nuove pratiche collettive. Una particolare attenzione dovrebbe essere data alla proposta di ripubblicizzazione delle casse di risparmio e di banche d’investimento locali, nel quadro di nuove regole di differenziazione tra banche di deposito e di credito. In questo campo, il terreno è molto fertile di iniziative nazionali ed europee

Mobilitare i Comuni DIP ed il coinvolgimento delle altre associazioni/movimenti /gruppi impegnati in materia.
http://www.inchiestaonline.it/dichiariamo-illegale-la-poverta/riccardo-petrella-abolire-lindipendenza-politica-della-bce/

La maturazione politica di Flavio Tosi

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Guardo con interesse a Flavio Tosi e al suo progetto politico, pur essendo vicino a Fabrizio Barca.

Varie posizioni di Tosi mi trovano d’accordo e sarei molto lieto se fosse lui l’interlocutore di riferimento del centro sinistra, all’interno del centrodestra.

Fabrizio vs. Flavio, FF, come fast forward, che è quello di cui ha bisogno questo paese, dopo la sua necessaria de-matteificazione.

Sta però commettendo un errore strategico molto grave, nel medio-lungo termine.

E’ un errore che scaturisce dalla cattiva informazione che viene fatta in Italia (il Giornale non è certo l’unico quotidiano fazioso che distorce la realtà – altri più blasonati lo fanno meno sguaiatamente e quindi più subdolamente)  e da premesse ideologiche che mal si conciliano con il suo pragmatismo (i valori sono importanti, ma più importanti ancora sono i fatti e quelli uno se li deve investigare da solo, per senso di responsabilità).

L’errore riguarda Tsipras e perciò l’Europa (che non è un dettaglio).

– Tsipras ha governato la Grecia ASSIEME alla destra di Panos Kammenos (è pragmatico, gli serviva la lealtà delle forze armate);

– Tsipras non ha MAI favorito l’uscita dall’euro e ha preteso che i leader dei partiti greci (di maggioranza e di opposizione) siglassero un patto CONTRO l’uscita dall’euro prima di andare al referendum (è pragmatico);

– il programma di governo di Tsipras era tutt’altro che lassista e se Tosi avrà la bontà e l’umiltà di informarsi potrebbe scoprire che, se fosse stato lui il leader dei nazionalisti greci di ANEL, avrebbe accettato di governare la Grecia assieme a Syriza (incredibile ma vero);

– sono gli euroscettici che sostengono (per ignoranza o in malafede) che Tsipras abbia fin dall’inizio predicato l’uscita dall’euro e sono i neoliberisti che accusano Tsipras di essere un estremista di sinistra solo perché si è permesso di mettere l’interesse generale davanti all’interesse di pochi privilegiati (come proclama di voler fare Tosi) e perché, messo all’angolo dal ricatto (del tutto illegale nel quadro normativo europeo) della Banca Centrale Europea, ha preso in considerazione con Varoufakis l’idea di introdurre una valuta complementare per tenere in vita lo stato greco e migliaia di greci (un’idea peraltro difesa da Bernard Lietaer, uno dei padri dell’euro).
http://www.lietaer.com/2010/01/cosa-sono-le-monete-complementari/

Se Tosi intende diventare uno dei futuri leader italiani ha il dovere di informarsi con accuratezza e senza paraocchi su quel che accade nei paesi vicini, per non sprecare preziose opportunità di collaborazione.

Per iniziare l’opera di approfondimento, rimando a una fonte accademica VENETA che non è certo tenera con Tsipras:
http://www.unipd.it/ilbo/quanto-reggera-tsipras

Quelli che preferiscono il dollaro imperiale all’euro

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Io credo che l’unica strada che abbiamo sia un’alleanza con gli Usa, un bel ponte sull’Atlantico. Anzi suggerirei di adottare il dollaro, una sola moneta per i Paesi ricchi del mondo.
http://www.firstonline.info/a/2015/08/13/vaciago-la-svalutazione-dello-yuan-e-una-rivoluzio/e9c03289-a8db-443b-9785-e80cfa0f56b4

Vaciago, editorialista del Sole 24 Ore, consiglia di abbandonare l’euro e di prenderci direttamente il dollaro, liquidando la pseudo-sovranità di cui godiamo in quanto protettorato e ufficializzando la nostra condizione di colonia o, per meglio dire, provincia dell’impero.

Mia interpretazione: l’impero (termine usato disinvoltamente dagli stessi strateghi statunitensi) è inquieto. Teme un asse Parigi-Berlino-Mosca-Pechino (PABEMOPE) e tiene in ostaggio i PIIGS tramite i suoi proconsoli. La Cina non ha alcuna intenzione di creare una diarchia con gli USA. Userà l’ingresso dello yuan nel paniere monetario del FMI (comprensibilmente ostacolato dal Congresso USA) come un retrovirus per mutare il sistema dall’interno e multipolarizzarlo, dedollarizandolo per mezzo dell’oro.
La propaganda imperiale ci mette in guardia dalla prospettiva di diventare una colonia cinese, ma i cinesi non sono occidentali, non lo sono mai stati e non lo diventeranno (hanno appreso importanti lezioni dalla recente storia del Giappone, l’Oriente che ha scimmiottato l’Occidente inimicandosi tutti i vicini).
L’Europa post-NATO sarà neocarolingia
http://www.lulu.com/shop/stefano-fait/leuropa-confederale-neo-carolingia/ebook/product-22298324.html

Tra l’altro il dollaro sta effettivamente morendo e sarà rimpiazzato da un nuovo dollaro di salute cagionevole, quindi la tempistica è particolarmente sospetta:
https://socialforecasting.wordpress.com/2015/07/31/the-meaning-of-chinas-gold-announcement-and-the-new-dollar/

Usare solo in caso di emergenza apocalittica ( = se non ora, quando?)

fantasy_chess_art-t2L’Apocalisse (Rivelazione) non sta lì ad attendere i tuoi comodi… SVEGLIA!

GEOPOCALITTICA

Eppure tu pensavi nel tuo cuore:
Salirò in cielo,
sopra le stelle di Dio
innalzerò il mio trono,
dimorerò sul monte dell’assemblea,
nella vera dimora divina.
Salirò sulle regioni superiori delle nubi,
mi farò uguale all’Altissimo.
E invece sei stato precipitato negli inferi,
nelle profondità dell’abisso! 

Isaia 14, 13-15

*****

Allora uno dei sette angeli che hanno le sette coppe mi si avvicinò e parlò con me: “Vieni, ti farò vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi acque. [2]Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione”. [3]L’angelo mi trasportò in spirito nel deserto. Là vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta, coperta di nomi blasfemi, con sette teste e dieci corna. [4]La donna era ammantata di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle, teneva in mano una coppa d’oro, colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione. [5]Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso: Babilonia la grande, la madre delle prostitute e degli abomini della terra. [6]Allora mi accorsi che la donna era ubriaca del sangue del popolo di Dio e del sangue di quelli che sono morti per la fede in Gesù.” (Apocalisse, 17:1-6, versione CEI).

[9]Qui ci vuole un po’ di intelligenza: le sette teste sono i sette colli sui quali la donna è seduta. Sono anche sette re. [10]Cinque sono già caduti, uno regna ora, e il settimo non è ancora venuto. Quando verrà durerà poco. (Apocalisse, 17:9-10, versione CEI).

[15]L’angelo continuò a spiegare: “Le acque che hai visto, dove abita la prostituta, rappresentano popoli, moltitudini, nazioni e lingue. [16]Il mostro e le dieci corna che hai visto odieranno la prostituta, la lasceranno nuda e priva di tutto, divideranno la sua carne e distruggeranno i suoi resti con il fuoco“. (Apocalisse, 17:15-16, versione CEI).

“La donna che hai visto è la grande città che comanda su tutti i re della terra”. (Apocalisse, 17,18 versione CEI).

[2]L’angelo gridò con voce potente: “è caduta! La grande Babilonia è caduta! È diventata dimora di demoni, rifugio di tutti gli spiriti immondi, rifugio di ogni uccello impuro e ripugnante. [3]Tutte le nazioni hanno bevuto il vino della sua sfrenata prostituzione, i re della terra si sono prostituiti con lei, e i mercanti si sono arricchiti della sua ricchezza favolosa”. (Apocalisse, 18:2-3 versione CEI).

[7]Fatele soffrire dolore e tormenti nella misura in cui si procurò splendore e piacere. Essa diceva fra sé e sé: sono una regina in trono, non una povera vedova, il lutto non mi toccherà. [8]Ecco perché in un giorno solo si abbatteranno di colpo su di lei tutti i castighi: malattia mortale, lutto, carestia, e sarà consumata dal fuoco. Potente è Dio che l’ha condannata. (Apocalisse, 18:7-8 versione CEI).

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Vi era una grande e meravigliosa dinastia regale che dominava tutta l’isola e molte altre isole e parti del continente: inoltre governavano le regioni della Libia che sono al di qua dello stretto sino all’Egitto, e l’Europa sino alla Tirrenia. Tutta questa potenza, radunatasi insieme, tentò allora di colonizzare con un solo assalto la vostra regione, la nostra, e ogni luogo che si trovasse al di qua dell’imboccatura. Fu in quella occasione, Solone, che la potenza della vostra città si distinse nettamente per virtù e per forza dinanzi a tutti gli uomini: superando tutti per coraggio e per le arti che adoperavano in guerra, ora guidando le truppe dei Greci, ora rimanendo di necessità sola per l’abbandono da parte degli altri, sottoposta a rischi estremi, vinti gli invasori, innalzò il trofeo della vittoria, e impedì a coloro che non erano ancora schiavi di diventarlo, mentre liberò generosamente tutti gli altri, quanti siamo che abitiamo entro i confini delle colonne d’Ercole. Dopo che in seguito, però, avvennero terribili terremoti e diluvi, trascorsi un solo giorno e una sola notte tremendi, tutto il vostro esercito sprofondò insieme nella terra e allo stesso modo l’isola di Atlantide scomparve sprofondando nel mare.

Platone, “Timeo”, 24e-25d

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Un’Europa che potrebbe rivelarsi uno dei pilastri essenziali di un più ampio sistema euroasiatico di sicurezza e cooperazione sponsorizzato dagli americani. Ma, prima di ogni altra cosa, l’Europa è la testa di ponte essenziale dell’America sul continente euroasiatico. Enorme è la posta geostrategica americana in Europa…l’allargamento dell’Europa si traduce automaticamente in un’espansione della sfera d’influenza diretta degli Stati Uniti. In assenza di stretti legami transatlantici, per contro, il primato dell’America in Eurasia svanirebbe in men che non si dica. E ciò comprometterebbe seriamente la possibilità di estendere più in profondo l’influenza americana in Eurasia…Un impegno americano in nome dell’unità europea potrebbe scongiurare il rischio che il processo di unificazione segni una battuta d’arresto per poi essere addirittura gradualmente stemperato.

Zbigniew Brzezinski, “La grande scacchiera”,  Milano : Longanesi, 1998, pp. 83-85

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CODICI DI CONDOTTA

CRISTO

UMILTÀ: Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

COSCIENZA/EMPATIA: Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

AUTODISCIPLINA/INTEGRITÀ: Beati i miti, perché erediteranno la terra.

GIUSTIZIA: Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

CLEMENZA: Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

BUONA VOLONTÀ: Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

CONCORDIA: Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

STOICISMO: Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli

Matteo 5, 3-12

ANTICRISTO

HUBRIS: megalomania, desiderio di conseguire poteri “divini” per dominare gli altri;

SOCIOPATIA: usare il proprio potere per realizzare i propri fini a spese degli altri

PSICOPATIA: esultare nella propria corruzione morale perché ci assicura potere sugli altri;

INGIUSTIZIA: essere animati dal desiderio di soggiogare e sfruttare gli altri senza pagare dazio;

VENDICATIVITÀ: verso chiunque ci offenda o ci intralci;

TIRANNIA: operare slealmente a proprio vantaggio in modo tale che gli altri perdano;

BULLISMO: provocare e trarre profitto dalla divisione, dal conflitto, dalla distruzione;

IMPLACABILITÀ: certezza di essere nel giusto, rifiuto di tollerare critiche e opposizioni, attitudine a perseguitare il prossimo.

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Non avere paura della carne, e non amarla. Se tu ne hai paura, essa ti dominerà. Se tu l’ami, essa ti divorerà e ti inghiottirà.

Vangelo di Filippo

Gesù disse, “Quelli che sanno tutto, ma sono carenti dentro, mancano di tutto”… Gesù disse, “Chi è arrivato a conoscere il mondo ha scoperto una carcassa, e di chiunque ha scoperto una carcassa il mondo non è degno”.

Vangelo di Tommaso

I narcisisti al potere cercavano tifosi-adepti, hanno trovato cittadini-elettori

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La storia era già tutta nella mia testa…demagoghi, fanatici, truffatori, spettatori più o meno innocenti…tutto questo deriva dalla mia teoria che i supereroi sono disastrosi per l’umanità. È facile dimostrare che le strutture di potere tendono ad attrarre persone che desiderano il potere fine a se stesso e che una porzione significativa di queste persone non è equilibrata, ma piuttosto psicolabile.

Frank Herbert, “Dune Genesis”

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Rispetto alle elezioni di 1 anno fa:

-il Pd, che aveva il 41,49%, perde il 16,58%, perdita che si riduce all’11,2% se teniamo conto della quota presumibile delle civiche fiancheggiatrici

-il M5s, che aveva il 21,49%, cala del 6,01%

-Fi, che aveva il 17,39% scende all’11,16%

-La Lega sale dal 4,97% al 10,01%

Un governo espressione del 15-16% del corpo elettorale può benissimo giovarsi dell’ortopedia di un sistema elettorale che gli consegna il 54% dei seggi, ma che peso politico ha?

È la fine del bluff renziano e rientro del Pd nei suoi confini strutturali (anzi peggio visto che, soprattutto nelle regioni centro settentrionali il Pd renziano scende sotto i livelli dell’era Bersani e che proprio le candidate renziane Paita e Moretti sono quelle che fanno peggio). Il successo delle europee fu un accidente momentaneo dovuto al collasso di Scelta civica, al brutale calo berlusconiano ed alla passeggera sensazione di novità rappresentata da Renzi che, però, vinse più per demerito degli altri che per merito suo. Il progetto di Partito della Nazione non esiste più, anche se il Pd non ha ancora uno sfidante credibile.

Aldo Giannuli

http://www.aldogiannuli.it/analisi-regionali-matteo-stai-sereno/

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L’Italia ha risposto: “ma anche no!”

Due candidate sconfitte (una massacrata proprio laddove Renzi si era speso di più, in Veneto, l’altra imposta dal leader e rifiutata in una regione “rossa”); la terza candidata vincente solo di misura nella rossissima Umbria; la Lega al secondo posto in Toscana, che si tiene un governatore più vicino a Bersani che a Renzi; la Puglia governata da un leader indipendente che se ne infischia di Renzi e non lo vuole vedere a far campagna elettorale nella sua regione; il vincitore in Campania (grazie a De Mita!) che potrebbe essere sospeso.

Nonostante tutti i quotidiani nazionali e stranieri che l’hanno sostenuto parlino di sconfitta del PD, la dirigenza del partito non ha ammesso errori, battute d’arresto, risultati al di sotto delle aspettative, insuccessi, smacchi né tantomeno sconfitte.

Alessandra Moretti se l’è presa con l’opinione pubblica che “l’ha presa di mira”.

La direzione del PD insiste nel contare le regioni e non gli elettori, se la prende con gli astensionisti, con chi ha votato a sinistra o M5S, con i media non completamente allineati, con un’opposizione interna che, trattata a pesci in faccia per mesi, STRANAMENTE ha remato contro anche al momento del voto.

Capitan Fracassa è convinto di aver vinto pur avendo perso centinaia di migliaia di voti rispetto alle precedenti regionali, alle europee e alle politiche.

A suo tempo avevano apparentemente hanno vinto anche in Emilia Romagna, nonostante l’astensione alle stelle di elettori storicamente molto motivati.

Com’è possibile? si chiedono in molti.

Sono in malafede, ma c’è dell’altro.

 fonzie-renzi-288102

Non è solo che alla leadership del PD piace vincere facile. Il loro problema è che vincono solo se non hanno avversari credibili, se possono segnare a porta vuota e, quando perdono, diventano feroci, non sono disposti all’autocritica perché, stringi stringi, per loro l’agone politico è una faccenda che si riduce alla lotta di potere: conquista, mantenimento e sabotaggio di ogni progetto di ricambio al vertice.

Stiamo parlando di personalità marcatamente narcisistiche, e quindi insicure, rapaci, bramose di conferme:

  • Senso grandioso del sé ovvero senso esagerato della propria importanza;
  • È occupato/a da fantasie di successo illimitato, di potere, effetto sugli altri, bellezza, o di amore ideale;
  • Crede di essere “speciale” e unico/a, e di poter essere capito/a solo da persone speciali; o è eccessivamente preoccupato da ricercare vicinanza/essere associato a persone di status (in qualche ambito) molto alto;
  • Desidera o richiede un’ammirazione eccessiva rispetto al normale o al suo reale valore;
  • Ha un forte sentimento di propri diritti e facoltà, è irrealisticamente convinto che altri individui/situazioni debbano soddisfare le sue aspettative
  • Approfitta degli altri per raggiungere i propri scopi, e non ne prova rimorso;
  • È carente di empatia: non si accorge (non riconosce) o non dà importanza a sentimenti altrui, non desidera identificarsi con i loro desideri
  • Prova spesso invidia ed è generalmente convinto che altri provino invidia per lui/lei;
  • Modalità affettiva di tipo predatorio (rapporti di forza sbilanciati, con scarso impegno personale, desidera ricevere più di quello che dà, che altri siano affettivamente coinvolti più di quanto lui/lei lo sia);

http://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_narcisistico_di_personalit%C3%A0

La leggenda greca di Narciso illustra chiaramente come questa specie di “amore di sé” sia una calamità che nella sua forma estrema sfocia nell’auto-distruzione. È un’infatuazione tipica di chi non sa veramente amare né gli altri né se stesso.

Si può riconoscere la personalità narcisistica anche dalla sua ipersensibilità ad ogni genere di critica, che può esprimesi negandone a priori la validità e, appunto, reagendo con rabbia o depressione.

La personalità narcisista tende a percepire la critica come un attacco ostile e personale, poiché non può immaginare che essa sia giustificata.

Il narcisista è irrelato rispetto al mondo e conseguentemente è solo e spaventato, ma non lo può accettare. È questo senso di solitudine e di paura che viene compensato dalla sua auto-infatuazione narcisistica. Quando la sola protezione contro la sua paura, la sua auto-esaltazione, viene minacciata, la paura affiora e sfocia in furia intensa. L’individuo narcisista conquista il proprio senso di identità gonfiando ego.

I narcisisti non sono in grado di distinguere tra realtà e auto-percezione soggettiva. Emotivamente disconnessi dalla restante umanità, non provano rimorsi, sono ottimi seduttori, per loro le relazioni sono giochi e l’unica regola è che devono poter controllare chi li circonda. Ne consegue che sono spesso malevoli, ingannatori, incoscienti, irresponsabili, manipolatori.

Una volta colta questa dimensione patologica, il resto va da sé (nel PD come nella Lega Nord).

 salvini-2-6

Capitan Fracassa sa perfettamente che, se emergesse un leader moderato di destra credibile, il PD renziano evaporerebbe, perché perderebbe consensi a sinistra, al centro e a destra (e lo stesso Salvini – vale per lui quanto scritto sopra – ne uscirebbe fortemente ridimensionato: i nuovi voti li ha presi da Forza Italia).

Nessuno è realmente contento di votare per il meno peggio, per una brutta copia dell’originale, o tanto per vincere (“il partito ha sempre ragione”), indipendentemente dall’esito a livello di politiche concretamente attuate (il fine non giustifica ogni mezzo e comunque il fine renziano è deprecabile: lo status quo neoliberista ad oltranza, la sudditanza perpetua nei confronti della NATO).

Fatto sta che i maggiori quotidiani non si sono attenuti all’interpretazione renziana del voto. Questo è il vero smacco. Per i renziani è indispensabile passare per vincenti, perché ne hanno bisogno a livello psicologico e perché una parte dell’elettorato vota solo i vincenti.

Non basterà la visita a sorpresa in mimetica alle nostre truppe di occupazione per recuperare consensi. Se l’astensione rientrerà, sarà per mandarlo a casa, non certo per sostenerlo. Ha seminato vento e raccoglierà solo tempesta, ha ferito di spada e perirà di spada, venne per rottamare e sarà rottamato.

mose_corni_2_300Nel frattempo il Corriere della Sera ha prodotto una lista di direttive dall’alto per il governo, nel tentativo di limitare i danni (è il segnale che questa è l’ultima chance, poi verrà rimosso):

  • Senato elettivo (“con ogni probabilità tornerà a essere elettivo”); Ricomposizione della frattura interna al partito (“Il Pd può andare da solo, ma deve essere unito”); Rimpasto (“la squadra di governo non è all’altezza della sua grande ambizione di cambiare l’Italia”); Più populismo (“deve suscitare dietro di sé un movimento popolare autentico”); Secco no al reddito universale garantito che emanciperebbe i cittadini dal servaggio (“C’è un voto grillino irriducibile, antisistema, velleitario, che sogna di dare mille euro al mese a tutti in cambio di nulla”).

http://www.corriere.it/politica/15_giugno_01/regionali-2015-analisi-voto-cazzullo-9c68a372-07f1-11e5-811d-00d7b670a5d4.shtml

 

 

Blatter il multilateralista a rischio di rivoluzione colorata

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La Federazione russa ha battuto le candidature di Belgio-Olanda, Spagna-Portogallo e Inghilterra. Il Qatar ha invece avuto la meglio su Australia, Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud per il torneo del 2022. E la Cina pensa al 2026Critico il presidente statunitense

http://www.gazzetta.it/Calcio/02-12-2010/mezza-europa-vuole-mondiali-2018-712011039621.shtml

Mondiali 2022: i bookmaker li “spostano” negli Usa. Dopo lo scandalo in casa Fifa i quotisti internazionali pensano alla soluzione a stelle e strisce”

http://www.corrieredellosport.it/news/scommesse/2015/05/27-1198944/mondiali_2022_i_bookmaker_li_spostano_negli_usa/

Scandalo Fifa, Putin: “Un complotto americano contro Blatter”. Il presidente russo contro gli Stati Uniti: “Usata la via giudiziaria per impedire la rielezione di Blatter. Come hanno fatto per mettere a tacere Assange e Snowden”

http://www.gazzetta.it/Calcio/28-05-2015/scandalo-fifa-putin-usa-violano-giurisdizione-altri-paesi-sovrani-blatter-1101012707240.shtml

L’unico continente che ha scelto di stare in maniera quasi compatta con Alì è l’Europa (46 voti su un totale di 53)

http://www.corriere.it/sport/15_maggio_29/caso-fifa-blatter-ha-ancora-voti-ma-non-durera-cabf6d56-05c0-11e5-93f3-3d6700b9b6d8.shtml

Appena rieletto, Blatter ha annunciato l’intenzione di allargare il comitato esecutivo a 30 membri, per consentire a tutte le confederazioni di essere meglio rappresentate. Un passaggio in più per indebolire le federazioni calcistiche europea e statunitense che però sono quelle dove girano tanti soldi.

http://contropiano.org/archivio-news/documenti/item/31052-che-fifa

La Palestina nel pomeriggio ha deciso di ritirare la mozione relativa alla sospensione di Israele, chiedendo comunque la creazione di una commissione che si occupi di temi che riguardano Israele e Palestina (come ad esempio la libertà di movimento dei calciatori palestinesi). I presidenti delle federazioni israeliana e palestinese si sono stretti la mano, al termine delle votazioni, in cui la richiesta palestinese è stata approvata con un’ampia maggioranza (il 90 per cento).

http://www.ilpost.it/2015/05/29/oggi-la-fifa-rielegge-sepp-blatter/

La NATO (ma non Francia e Spagna) e l’Oceania hanno votato contro Joseph Blatter ma lui ha vinto lo stesso.
Il resto del mondo si è turato il naso e ha votato per il male minore.

Gli USA, sempre più isolati e avversati, non riusciranno a riprendersi con la forza il mondiale del 2022:

Dunque una rottura verticale che richiama molto da vicino quelle che si producono in sede di Assemblea Plenaria delle Nazioni Unite dove sempre più spesso le vecchie potenze occidentali scoprono di rappresentare una parte minore del mondo.

http://contropiano.org/archivio-news/documenti/item/31052-che-fifa

Attendiamo l’imminente rivoluzione colorata intra-FIFA contro il “tirannico e corrotto” Blatter.

Che il mondo si debba affidare a uno come Blatter per fermare gli USA fuori controllo è un segno della miseria dei nostri tempi.

Il tempo del bullismo è comunque finito. Le votazioni internazionali che danno torto agli USA si moltiplicano.

http://www.futurables.com/2015/05/27/the-little-piigs-the-house-of-brics-and-the-big-bad-wolf-part-i-war-is-not-inevitable-but/

https://plus.google.com/+StefanoFaitFuturAbles/posts

Link utili (spero)

willy-wonka-blog

Era da un po’ di tempo che volevo condividere alcune delle mie fonti che considero più affidabili e che potrebbero essere meno note di altre, almeno in Italia (es. non ho messo http://thesaker.is/ perché voglio augurarmi che tutti i “contro-informatori” lo conoscano).
Cercherò di aggiungere altri link man mano che mi verranno in mente.
Per altri aggiornamenti con altri link
https://plus.google.com/+StefanoFaitFuturAbles

FILOSOFIA, SPIRITUALITÀ

Jacob Needleman http://www.jacobneedleman.com/

ECONOMIA

Michael Hudson http://michael-hudson.com/

Ellen Brown http://itsourmoney.podbean.com/

Yanis Varoufakis (tiene un blog, da molti anni): http://yanisvaroufakis.eu/

Gustavo Piga: http://www.gustavopiga.it/

http://conscience-sociale.blogspot.it/

GEOPOLITICA

Scozia (fondamentale per capire il mondo dopo la caduta dell’Impero): http://newsshaft.podbean.com/

Singapore (fondamentale per capire la meta finale dell’Impero – Singapore è il prototipo di città-stato che desiderano ai piani alti): http://www.theonlinecitizen.com/

Cina: https://soundcloud.com/44-days / http://www.chinafile.com/

The Diplomat: http://thediplomat.com/

Clarissa: http://www.clarissa.it/

WikiSpooks: https://wikispooks.com/wiki/Main_Page

Moon of Alabama: http://www.moonofalabama.org/

The East is Read: https://eastisread.wordpress.com/

CONTROINFORMAZIONE E INFORMAZIONE ALTERNATIVA

http://www.sott.net/

http://www.wanttoknow.info/newsstories

http://21stcenturywire.com/

http://www.caseyresearch.com/gsd/criticalreads

https://thepolypus.wordpress.com/

MUTAMENTO CLIMATICO (E PLANETARIO)

http://www.climatemonitor.it/

ADAPT 2030: https://www.youtube.com/user/MyanmarLiving

http://www.suspicious0bservers.org/

http://www.attivitasolare.com/

http://www.freddofili.it/

https://sunshinehours.wordpress.com/

http://www.laterredufutur.com/accueil/

http://www.sis-group.org.uk/news

ANTROPOLOGIA, SOCIOLOGIA, SCIENZE POLITICHE

Richard Sennett http://www.richardsennett.com/site/senn/templates/home.aspx?pageid=1&cc=gb

Stephen F. Cohen http://jordanrussiacenter.org/author/scohen/

Adam Greenfield http://urbanscale.org/about/adam-greenfield/

James C. Scott http://politicalscience.yale.edu/people/james-scott

Ian Tattersall http://www.iantattersall.com/

Richard Klein https://web.stanford.edu/dept/anthropology/cgi-bin/web/?q=node/107

Dominique de Villepin http://www.richardsennett.com/site/senn/templates/home.aspx?pageid=1&cc=gb

SALUTE, ALIMENTAZIONE, SCIENZA

http://wholehealthsource.blogspot.it/

http://www.i-sis.org.uk/index.php

La svendita renziana del nostro patrimonio bancario

ROTTAMA-LA-TUTELA
Un lettore si domandava che cosa avesse mai fatto di neoliberista, Matteo Renzi, il primo ministro che ha appena dichiarato che a lui il capitalismo di famiglia e comunità gli fa schifo e ci vuole sempre più “americani”
http://www.lastampa.it/2015/05/04/economia/renzi-basta-capitalismo-poco-trasparente-KIE1b02EfUWOAWzBAHXzhP/pagina.html

Se una persona simpatizza per le idee neoliberiste ma sa che “neoliberismo” è una brutta parola, è perfettamente in grado di rimuovere il problema a livello cognitivo evitando di considerare come neoliberista tutto ciò che gli piace, ciò che sente essere giusto.
Per questo non mi interessa convertire nessuno. Ciascuno deve trovare in sé la forza e la chiarezza di pensiero per capire che per troppo a lungo ha visto il mondo con delle lenti distorcenti e dei paraocchi (è la nostra condizione naturale) e deve cominciare a sforzarsi di analizzare la realtà nella maniera più obiettiva possibile.
Per esempio, si potrebbe cominciare a rifiutare l’equazione banche = male.
Ci sono delle banche che, effettivamente, sono covi di psicopatici e rappresentano una minaccia per l’intera civiltà umana: sono parassiti che non si rendono conto che dissanguare a morte l’organismo che vampirizzano ucciderà anche loro, in assenza di altre prede. In pratica, sono degli idioti e dei bulli.
Ma ci sono altre banche, nate con ben altre missioni e aspirazioni, quelle che non piacciono a Matteo Renzi (perché gli hanno detto che non gli devono piacere e lui è ubbidiente).
Queste altre banche sono utili a quel grande organismo che chiamiamo civiltà umana perché non venerano Mammona (o non lo fanno a tempo pieno) e quindi non trasformano automaticamente l’energia che chiamiamo denaro in “sterco del demonio”.
Certo, non sono più quelle di un tempo: in un ambiente tossico sono state contaminate, contagiate, in parte compromesse. Ma non sono malate terminali, sono curabili.
O, almeno, lo sono quelle che non saranno divorate dal cancro dei megacartelli finanziari di cui sopra.
Renzi, recependo le direttive provenienti da Wall Street e dalla City di Londra (è estremamente ubbidiente, non si può non dargliene atto), ha provveduto a indebolire il sistema immunitario delle “banche buone”:
http://www.avvenire.it/Economia/Pagine/appello-in-difesa-banche-popolari.aspx
La questione ora diventa la seguente: le megabanche si sono rese conto che NON avranno abbastanza tempo per approfittarne? Sanno che stanno per morire? Oppure l’avidità e l’egotismo ai piani alti sono così intensi da sfociare nella più completa ottusità?
http://www.futurables.com/2015/05/04/la-repentina-estinzione-dei-dinosauri-bancari/

Io dico che i loro modelli, come quelli climatici, sono completamente sbagliati, ma questa gente non è più in grado di ragionare con la propria testa (il tallone d’Achille degli psicopatici è che scambiano SEMPRE i loro desideri per la realtà).
Sono zombie (anzi, i vampiri sono morti viventi, senz’anima), forse lo sospettano, ma lo negheranno fino all’ultimo (e oltre).

Le nostre “banche buone” non sono a rischio. L’aggressione è arrivata fuori tempo massimo. Però, negli anni a venire, dovranno ritrovare l’anima in parte perduta.

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La democrazia perduta e la democrazia riconquistata (note e aforismi)

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L’umanità è la stessa, a ogni latitudine, e i suoi desideri e sogni sono grosso modo gli stessi (pace, amore, prosperità, sicurezza, felicità, libertà), ma il destino ultimo dell’umanità non è quello di un’evoluzione convergente verso un unico modello socioculturale e politico, perché le vie per realizzare le suddette ambizioni sono molteplici.

Nella pratica di bilancio partecipativo troppo spesso il decoro urbano prevale sulla giustizia sociale (Bilancio partecipativo 2015, Parigi tira le somme, L’Indro, 13 marzo 2015).

La democrazia partecipata permette alla gente comune di capire che amministrare la cosa pubblica non è uno scherzo (People’s panel pitches in to advise Melbourne City Council where it should spend $5 billion, The Age, 2 dicembre 2014).

Superata una certa soglia di astensionismo, non è più moralmente legittimo parlare di mandato pienamente democratico.

La “società civile” deve diventare adulta, ossia civile, assumendosi le responsabilità degli adulti, pensando e agendo conformemente a quello che ci si dovrebbe attendere dalle persone che hanno raggiunto l’età adulta e non necessitano di tutele paternalistiche. Non è più ammissibile delegare tutto ad altri e poi lamentarsi infantilmente tutto il tempo per le cose che non vanno.

Bisogna creare occasioni e luoghi in cui diversi punti di vista siano messi a confronto, in cui le persone imparano ad ascoltare e a raggiungere compromessi che non siano al ribasso.

Solo la partecipazione democratica sembra in grado di restituire dignità alla politica e a chi fa politica (Making local government engaging, The Boston Globe, 12 aprile 2015).

La regione alpina ama essere avanguardia del cambiamento, ma i cinesi ci stanno battendo al “nostro gioco”, da anni, con iniziative dal basso e dall’alto, ispirate e supervisionate dai pionieri australiani e nordamericani della democrazia deliberativa (How Can a Democracy Solve Tough Problems? Time, 2 settembre 2010; The Continued Search for Deliberative Democracy in China, 2012; Consultation and Deliberating in China: The Making of the Recent Healthcare Reform, 2012; China’s Experiment with Democracy, Huffington Post, 28 maggio 2014; Discourses on Chinese-Style Democracy in China, 2014; Online Consultation and Governance Reform in Chinese Ministries and Provinces, 2014).

La competizione a sostegno della cooperazione (egoismo illuminato) genera un equilibrio dinamico. La cooperazione a sostegno della competizione produce un’escalation compulsiva con effetti entropici.

Quel che invece serve è che la “società civile” divenga adulta, si assuma le responsabilità degli adulti, pensi ed agisca come fanno gli adulti, invece di delegare tutto ad altri e poi lamentarsi infantilmente tutto il tempo delle cose che non vanno.

Bisogna creare occasioni e luoghi in cui diversi punti di vista vengono messi a confronto, in cui le persone imparano ad ascoltare e a raggiungere compromessi che non siano al ribasso.

Bisogna che per la metà del secolo la gente pensi a noi come dei bamboccioni pieni di buone intenzioni ma ancora immaturi. Questo serve, perché l’umanità abbia un futuro dignitoso.

Non possiamo continuare a credere che tutto il genere umano ragioni come ragioniamo noi, in una specifica e breve fase della nostra storia. Siamo diversi da come eravamo, saremo diversi da come siamo, e la curiosità nei confronti del prossimo, il rispetto per la dignità delle sue declinazioni dell’umano è una necessità in un mondo globalizzato. L’ignoranza dell’altro è un’automutilazione; la curiosità è un accrescimento, un potenziamento. Non saranno i droni a salvarci, ma il dialogo profondo.

Se si fa democrazia deliberativa, lo si deve fare sul serio. Questo significa fare in modo che le minoranze non siano schiacciate dalle maggioranze, che l’interesse di una parte non sia fatto passare per interesse generale, che i cittadini attivi non constatino che il loro impegno era vano perché le decisioni erano comunque già state prese e serviva solo una qualche forma di legittimazione [Cf. Archon Fung (Harvard University), Putting the Public Back into Governance: The Challenges of Citizen Participation and Its Future, 2015].

L’evoluzione procede a partire da forme di vita e modalità di interazione semplici, che diventano sempre più complesse, ricche di sfumature e che, assieme, si dimostrano capaci di operazioni quantitativamente e qualitativamente superiori rispetto a quando erano separate: è allora che il comportamento egoista dei singoli finisce promuovere il benessere della rete di cui fanno parte, il beneficio reciproco [Cf. Mae-Wan Ho genetista britannica]

Una decisione saggia tiene conto dell’impatto atteso sulle future generazioni e sul resto del mondo; considera punti di vista esterni e diversi da quelli a cui siamo abituati nel nostro piccolo mondo universale e collettivo; riflette sulle esigenze più profonde e universali dell’umanità. Una decisione saggia è il frutto di un dialogo a 360 gradi, anche con chi non è ancora nato e non vive nei paraggi, perché siamo tutti sulla stessa barca e un evento locale può innescare impressionanti ripercussioni globali.

Diversità è resilienza. La natura, come gli investitori, cerca di diversificare e bilanciare il proprio portafoglio. Se anche qualcosa non va per il verso giusto, qualcos’altro andrà in porto e la vita continua. Per questo è saggio evitare di dipendere da monopoli di conoscenza, produzione e distribuzione di energia, cibo, ecc. (Fame a Dublino, il genocidio negato). Un mondo multilaterale, plurale, unito sinergicamente nella diversità è un mondo resiliente.

Se il rischio è che dei gruppi si separino rancorosamente, è meglio facilitare la rottura, nell’ottica di poter successivamente ricostruire uno spirito di comunità. Separazioni ed esclusioni sono soluzioni provvisorie. Ogni esclusione permanente dell’altro è disfunzionale e irrobustisce tribalismi ed egotismi personali che possono solo produrre conseguenze spiacevoli per tutte le parti coinvolte.

Non è saggio diventare schiavi del futuro. Le probabilità sono astrazioni, non fatti accertati; gli orizzonti sono per definizione remoti e indistinti; una previsione non è una presa di visione. Pessimismo e ottimismo avvelenano o condizionano il presente, impedendoci di osservare la realtà oggettivamente. La descriviamo sempre alla luce delle nostre anticipazioni. Una conversazione che includa una pluralità di voci scongiura l’egemonia di una visione monocola di ciò che ci attende, un fattore di distrazione che ci rende inefficaci, fatalisti, spettatori passivi, non co-creatori di realtà. Meglio andare incontro al futuro sapendo che il viaggio resta più importante della destinazione.

La democrazia non è una cosa, non è un’istituzione. È un processo, un rituale, una capacità acquisita che va costantemente esercitata e perfezionata. Si impara la democrazia come si impara a nuotare. Qualcuno diventa un campione, altri si tengono a galla, ma più facciamo esperienza e tocchiamo con mano i nostri miglioramenti, maggiore sarà l’entusiasmo e ogni fallimento sarà solo un passaggio a vuoto in un percorso di perfezionamento personale e collettivo.

Per essere democratici bisogna saper Ascoltare. Ascoltare aiuta gli altri e noi stessi a pensare e capire le proprie circostanze e a risolvere i propri problemi. È una prassi riconciliativa (hoʻoponopono, nella Polinesia).

Per essere democratici bisogna accettare l’idea che un conflitto creativo è un’opportunità di esaminare le questioni da prospettive inattese e più promettenti. Senza conflitti creativi saremmo condannati a vedere la realtà in modo drasticamente semplificato, in funzione dei nostri preconcetti e pregiudizi. Si può fare chiarezza su una questione anche senza tagliarla con l’accetta, imparando a tollerare la complessità e ad apprezzare l’apprendimento continuo.

Essere democratici non significa tendere sempre a compromessi al ribasso per raggiungere comunque un consenso. Occorre prendersi il tempo e ingegnarsi creativamente per identificare, laddove esistono, delle soluzioni che soddisfino gli interessi di tutte le parti. Per vedere delle possibilità che esistono ma non sono facili da scorgere serve immaginazione, umiltà, flessibilità, acume e quanta più conoscenza si possa mettere sul tavolo di una discussione.

Peter Elbow (University of Massachusetts) ha adottato questa strategia. Se qualcuno pensa che un’idea non è stata compresa dagli interlocutori, può chiedere che, per 5 minuti, tutti sospendano il loro giudizio critico o di chiusura nei confronti dell’idea e si sforzino di scovare delle virtù, come se ne fossero dei genuini sostenitori. Una ginnastica della mente utile quotidianamente in un mondo che non è statico e che conosciamo così poco. Così diventa più facile immaginare futuri possibili.

http://www.futurables.com/2015/04/21/come-il-pastore-separa-le-pecore-dalle-capre-e-dai-babbuini-psicopatie-e-democrazie-nel-ventunesimo-e-ventiduesimo-secolo/

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