Trento, Munich and the New Silk Road of design

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11046868_10153120560830859_5593292430638892843_nBy 2020, a Chinese-built railroad will link the Greek port of Piraeus to Budapest, as part of the “New Silk Road”, an integrated delivery chain stretching from China to Morocco.

The “Silk Road Economic Belt and 21st Century Maritime Silk Road” – the most visible expression of the emerging Chinese trading empire (China surpasses U.S. to become largest world economy, FoxNews, 6 December 2014)– will interconnect 40 countries and most of the world population.

As far as we know, this pan-Eurasian economic and logistic corridor for a stronger and faster movement of traded goods is the greatest enterprise ever undertaken by the human species (John Naisbitt says China is ‘The game-changer’, China Daily, 9 February 2015).

It suffices to say that 30% of the cost of a laptop depends on rail transport, that a European car can be delivered by train to the Chinese market…

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TTIP contro Commercio Equo e Solidale

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Protest-against-TTIP-009Più del97% degli intervistatidiun sondaggioufficiale dell’Unione Europea ha respinto l’accordoTTIPdopo che BarackObama e29capi di governodell’Unione europea l’avevano sostenutolo scorso anno.

TTIP under pressure from protesters as Brussels promises extra safeguards, Guardian, 19 febbraio 2015

I profitti della crescita economica vengono sempre più spesso captati da un ristrettissimo numero di persone – nel 2016 l’1% della popolazione mondiale possiederà più del restante 99% – in grado di manipolare a proprio vantaggio i processi decisionali sempre meno trasparenti delle istituzioni internazionali.

Quello di cui abbiamo bisogno è una società equa e solidale che promuova un commercio, consumo, produzione, finanza equi e solidali. Ossia: più decentramento (autonomia, federalismo), più open source (trasparenza), redistribuzione delle ricchezze mondiali e fine del giogo debitorio, più partecipazione democratica, più giustizia (la legge sia uguale per tutti) e, non ultimo, maggiore senso di responsabilità…

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Etsy and the ecology of crafters and makers

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If human beings are part of nature and human civilization is Gaia’s premiere evolutionary strategy (Michael E. Zimmerman, Humanity’s Relation to Gaia: Part of the Whole, or Member of the Community?), then Matt Stinchcomb, Vice President of Values and Impact at Etsy, has something important to teach us about the inextricable relationship between natural and cultural creativity.

Stinchcombm, a former musician, was tired of touring and was offered a job at Etsy: “you can be our marketing guy!”

He had not training in marketing.

His first poster depicted a kid throwing a stone at a factory: “End mass production!”.

We stressed self-sufficiency, being able to not buy into a system that we knew was corrupt and felt wrong to us.

He learnt marketing from books.

The more I read the worst they felt to me: “Really? That seems so weird. Where are the people in this…

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Hitler the Artist and the Fatal Attraction of the Nazis

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watercolour by Adolf Hitler watercolour painted by Adolf Hitler

Fanaticism is, in part, a condition of being overpowered aesthetically.

George Kateb, Patriotism and other mistakes, 2006

Often the postwar transformation of memory took on strange forms, as in the appropriation by Mexicans of the Volkswagen Beetle, originally the Nazi “Strength Through Joy” car, as a national icon in the late 20th century; painted yellow, the vochito, as it is known, is still widely used as a taxi. The Beetle is also a German national icon, the symbol of the 50s economic miracle, with the company manufacturing a “New Beetle”: an example of postmodern retro-chic. Owners of the original cars hold conventions on the old grounds of the Nuremberg rallies, seemingly oblivious of, or indifferent to, the car’s Nazi origins.

Why are we obsessed with the Nazis? Guardian, 6 February 2015

Adolf HitlerLike it or not, how can we fail to recognize in this…

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Le sinfonie su tela di Matteo Boato

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Matteo Boato Matteo Boato

Abbiamo incontrato Matteo Boato per la prima volta alla presentazione di una sua mostra al Social Stone di Trento.
La seconda volta al Nagua di Lia Giordani (Lia Giordani, Matteo Boato e un Trentino che non è più lo stesso, WazArs, 11 dicembre 2014).
In quei giorni era però in partenza per la Russia (Matteo Boato, our cultural ambassador in Putin’s Russia, WazArs, 12 dicembre 2014).
Una persona squisita e di grande disponibilità, ci ha aperto le porte del suo studio e ha risposto ad alcune delle nostre domande.

1900058_10152829327822351_4148744229743428998_n Al Social Stone

Da dove nasce quest’interesse per gli strumenti ad arco, che è relativamente recente nella sua produzione pittorica?
Con una figlia di nove anni che sta facendo pratica di violino da un anno, è inevitabile che la vita domestica ne sia influenzata. Chi apprende a suonare uno strumento ad arco deve essere seguito…

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Il progetto “The Wise Guest”

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Haskell Moore: Adam! Stammi a sentire per il bene di mio nipote, se non per il tuo… C’è un ordine naturale a questo mondo e coloro che tentano di capovolgerlo non finiscono bene! Questo movimento non sopravvivrà, se tu ti unisci a loro, tu e l’intera tua famiglia verrete schivati, al meglio esisterete come paria, oggetto di sputi e bastonate! Al peggio, sarete linciati o crocifissi! …E per cosa? Per cosa? Qualunque azione compiate non ammonterà mai a qualcosa di più di una singola goccia in un oceano sconfinato!

Adam Ewing: Ma cos’è l’oceano, se non una moltitudine di gocce?

Cloud Atlas

 

sordocurriculum5 febbraio 2015, ore 17:30, Trento, Biblioteca di via Roma, Sala degli affreschi

Presentazione di Un mondo dove tutto torna, di Nicola Sordo, Raccolto Edizioni, 2014.

Scrive Nicola Sordo: Chiedevo agli anziani di raccontarmi la vita di un tempo, il paese, la gente…

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Scontro di inciviltà o incontro di civiltà? Armageddon o Pace?

stefano fait:

Il tema che già si è imposto nei discorsi politici è la guerra, qualunque cosa questa parola possa significare nella situazione in cui ci troviamo. Siamo solo all’inizio, perché su questa parola si giocano interessi politici ed elettorali che fanno leva su istinti e divisioni primordiali: amico-nemico, scontro di civiltà. Anzi, civiltà contro barbarie. Davvero siamo come a Poitiers nel 732, a Vienna nel 1529, a Lepanto nel 1571? Basta porre la domanda per comprendere che parlare di guerra è un puro nonsenso. Serve solo a mobilitare irrazionalmente l’opinione pubblica interna, per ragioni di lotta politica, come stanno facendo i partiti e i movimenti nazionalisti xenofobi che speculano sulla paura e illudono con la promessa che «la guerra» sia la risposta risolutiva…Il primo effetto d’una guerra dichiarata genericamente contro l’Islam sarebbe di compattare in un unico fronte nemico gli islamici che vivono nei nostri Paesi e che, bene o male, vi si sono integrati. Sarebbero questi le prime vittime: atti di violenza nei loro confronti; e sarebbero nuove reclute: atti di violenza come ritorsione. Odio su odio. Se ci si vuole imbarbarire e dare argomenti all’islamismo presso persone che ne sarebbero immuni, questa è la strada sicura…Questo è il momento della ragione, e la ragione dice non guerra, ma controlli, indagini e azioni di polizia. Tra azioni di guerra e azioni di polizia c’è la differenza che le prime sono rivolte indifferenziatamente contro «il nemico » e le seconde, selettivamente, contro i delinquenti, le loro organizzazioni, i loro addestratori e finanziatori.

Gustavo Zagrebelsky, “Le risposte dell’Occidente oltre lo scontro di civiltà”, Repubblica, 12 gennaio 2015

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'Migrant 8', Hayv Kahraman, 2010 ‘Migrant 8′, Hayv Kahraman, 2010

Un esempio di come il dialogo possa davvero edificare e costruire ponti, viene dalla recente decisione degli Stati Uniti d’America e di Cuba di porre fine ad un silenzio reciproco durato oltre mezzo secolo e di riavvicinarsi per il bene dei rispettivi cittadini. Nel perdurante clima di incertezza sociale, politica ed economica il popolo italiano non ceda al disimpegno e alla tentazione dello scontro.

Papa Francesco, Papa Francesco: Strage di Charlie Hebdo frutto di “una cultura che rigetta l’altro”, 12 gennaio 2015

Abbiamo parlato in precedenza dell’importanza del discorso religioso e vorrei ribadire che non stiamo facendo abbastanza per quanto riguarda il vero discorso religioso. Non c’è mai stato un problema con la nostra fede. Forse il problema sta nell’ideologia e questa ideologia viene santificata tra di noi. Sto parlando di discorso religioso che sia in linea con i suoi tempi. […]. Mi rivolgo agli studiosi della religione e…

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Freedom, art…and bullying – on Charlie Hebdo, satire and Euro-muslims

stefano fait:

Quando si sale sul carrozzone degli slogan e delle crociate si sa da dove si è partiti, ma non si sa dove si finisce

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joesaccoonsatire1200We need to kill them. We need to kill them. You’re in danger, I’m in danger. We’re at war. And this is not going to stop. Bomb them, bomb them and bomb them again.

Jeanine Pirro, This is ridiculous, even for Fox News, Independent, 12 January 2015

I have to wonder whether any of my colleagues felt the same queasy mix of emotions I did on hearing about the assassinations in Paris: beneath the outrage, sorrow and solidarity, a small, irrational twinge of guilt that we’re not doing anything worth shooting us over.

Tim Kreider, When Art Is Dangerous (or Not), New York Times, 10 January 2015

Charlie Hebdo has had a much more savage, unforgiving, doing-it-for-the-sake-of-doing-it spirit than any American publication. That’s not so much an American impulse. Especially today there’s a sophisticated dialogue about what privilege means, and a feeling that you don’t need…

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Dell’integrazione, delle religioni e del discorso di Al Sisi

Originally posted on Vita di Speranza:

Doppio post oggi. Non riesco a staccare i pensieri dai fatti di Parigi: le stragi e la Marche Republicaine. Sarà perché ho tanti alunni musulmani. Avevo scritto un post sul Natale nella nostra scuola. Ne sono orgogliosa. In questi giorni, che io sappia, non si sono verificati casi d’insulti o litigi per queste questioni. C’è una buona integrazione, c’è un ottimo lavoro nostro e delle famiglie.

Sono una persona religiosa, cattolica praticante, che s’interroga sulla propria religione  e sulle altre religioni .Sono sicura che ai musulmani dispiaccia che questi assassini uccidano gridando il nome di Allah. Sono doverosi i distinguo: musulmano non vuol dire terrorista. Ma a me non farebbe piacere che dei terroristi uccidessero in tutto il mondo gridando il nome di Gesù Cristo! Orrore!

Però ho bisogno di ascoltare gli imam di tutto il mondo condannare con fermezza l’abuso della loro religione. Lo chiede anche Papa Francesco.  E’ una cosa…

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Why I am not Charlie

stefano fait:

Quello che milioni di altre persone stanno pensando in questo momento

Originally posted on a paper bird:

imagesThere is no “but” about what happened at Charlie Hebdo yesterday. Some people published some cartoons, and some other people killed them for it.  Words and pictures can be beautiful or vile, pleasing or enraging, inspiring or offensive; but they exist on a different plane from physical violence, whether you want to call that plane spirit or imagination or culture, and to meet them with violence is an offense against the spirit and imagination and culture that distinguish humans. Nothing mitigates this monstrosity. There will be time to analyze why the killers did it, time to parse their backgrounds, their ideologies, their beliefs, time for sociologists and psychologists to add to understanding. There will be explanations, and the explanations will be important, but explanations aren’t the same as excuses. Words don’t kill, they must not be met by killing, and they will not make the killers’ culpability go away.

To abhor what was done to the victims, though, is not…

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