La candidatura della Clinton sarà affondata dal 9/11?

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Le elezioni francesi e gli oligarchi

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“Renzi uomo del Mossad”: si prepara il ribaltone?

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Bernie = pace / Clinton = terza guerra mondiale (Armageddon)

A proposito del primo presidente ebreo e socialista degli Stati Uniti

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Miei commenti su Facebook, dal 1 marzo in poi:

4 aprile 2016

Ogni popolo ha il/la presidente che si merita.

La nazione più potente del mondo rischia di essere comandata da:
– l’amico (fondamentalista cristiano / ‪#‎dominionista‬) di un pastore protestante che fa circolare pamphlet in cui invoca l’UCCISIONE IN MASSA di ‪#‎omosessuali‬ e ‪#‎lesbiche‬‪#‎TedCruz‬;
– un’avvocata che all’inizio della sua carriera ha difeso con successo uno ‪#‎stupratore‬ ‪#‎pedofilo‬ sapendo che era colpevole (e ci scherza su anni dopo in un’intervista) – ‪#‎HillaryClinton‬;
– un candidato che vorrebbe legalizzare la tortura e l’eccidio delle famiglie dei terroristi – ‪#‎DonaldTrump‬

….e poi c’è ‪#‎BernieSanders‬, apparentemente l’unico candidato non psicopatico/sociopatico.

Con l’aria che tira mi accontenterei anche di un terzo mandato di ‪#‎Obama‬

Ma non la trovate anche voi PAZZESCA questa cosa?
Come c…. è possibile che non si discuta di questo negli editoriali dei nostri quotidiani, nelle trasmissioni televisive, ecc.?

Mi domando se questo film non abbia tratto ispirazione dalla biografia di Hillary Clinton: “Kevin Lomax è un avvocato della Florida che non ha mai perso una causa. Dopo aver fatto assolvere anche un professore accusato di pedofilia, chiaramente colpevole, viene chiamato a New York, dal potente studio legale Milton”.

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3 aprile 2016

#‎Obama e ‪#‎papaFrancesco tifano segretamente per ‪#‎Sanders?

#‎HillaryClinton è ancora avanti di circa 228 delegati ma si capisce che è in difficoltà.

Si vedano gli inauditi attacchi del clan Clinton a Obama (es. Bill definisce i due mandati di Obama “an awful legacy” – una pessima eredità; ‪#‎ChelseaClinton condanna la riforma della sanità di Obama).

Obama forse poteva stoppare l’inchiesta dell’‪#‎FBI e non l’ha fatto?
Hillary sarà chiamata a testimoniare in piena campagna elettorale e rischia l’incriminazione.

Le voci sulle possibili candidature di ‪#‎JoeBiden e ‪#‎Bloomberg sono un’ulteriore indicazione che il partito capisce molto bene che Hillary è una candidata debole, perché fredda, compromessa con Wall Street, troppo vicina ai neocon e forse anche perché donna (e questo mi spiace).

Ma c’è un altro aspetto della questione: Obama, nei suoi più importanti discorsi al ‪#‎Cairo, a ‪#‎Cuba e in ‪#‎Israele, si è pronunciato negli stessi termini ecumenici normalmente associati a Sanders (o a ‪#‎Bergoglio) e anatema per i ‪#‎neocon e i ‪#‎sionisti (#Israele ueber alles).
Ha usato ‪#‎Kerry per rallentare e poi stoppare il coinvolgimento americano in ‪#‎Ucraina e ‪#‎Siria, come avrebbe fatto #Sanders.
Ha denunciato gli ‪#‎insediamenti israeliani, che la Clinton invece difende.

L’interrogativo che ponevo alcune settimane fa è legittimo: esiste una grossa porzione dell’establishment che intende usare Sanders per purgare i neocon e la lobby israeliana da Washington (e dalla CIA e dalle forze armate) e salvare il salvabile prima che i falchi portino gli USA alla rovina, nella convinzione che tanto Sanders non potrà mai trasformare gli USA in un paese nordico?
Io penso di sì.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10205487307055991&set=a.1050241190190.8313.1650548479&type=3

23 marzo 2016

#‎Sanders‬ il candidato ebreo che è vissuto in un kibbutz, si è rifiutato di parlare (leccare il culo) all’Aipac, la principale lobby americana pro-Israele, ha preso le distanze da ‪#‎Netanyahu‬, ha condannato l’occupazione della ‪#‎Palestina‬ e pretende la rimozione degli insediamenti illegali.
“Bernie Sanders trionfa in Idaho e Utah con percentuali quasi bulgare: quasi l’80% in entrambi gli Stati” (la Repubblica, 23 marzo).

*****

“Il miglior modo di aiutare ‪#‎Israele‬ con la crescente capacità nucleare dell’Iran è di aiutare i ribelli in ‪#‎Siria‬ a rovesciare il regime di Bashar ‪#‎Assad‬.”
‪#‎HillaryClinton‬, email del 30 novembre 2015, da ‪#‎wikileaks‬
[= terza guerra mondiale]

*****

“Con l’evidente menzogna di sostenere un’opposizione moderata quasi inesistente, gli Stati Uniti hanno dato via libera alla Turchia per aprire “l’autostrada della Jihad” con l’afflusso di migliaia di jihadisti da tutto il mondo musulmano, Europa compresa”
Alberto Negri, Sole 24 Ore, 23 marzo 2016

*****

L’America di Sanders, l’Israele di Sanders…cosa potrebbe fare l’umanità con due motori del genere? Potrebbe volare…

bernie

9 marzo 2016

#‎Sanders‬ distrugge la ‪#‎clinton‬ nel ‪#‎michigan‬ sovvertendo i pronostici dei mass media e i sondaggi (ha recuperato tra i 15 e i 25 punti percentuali a seconda del sondaggio). Ricordo che in tempi per nulla sospetti ho anticipato una sua probabile vittoria alle ‪#‎presidenziali‬ usa in virtù di 2 fattori: dati socioeconomici falsati non possono neutralizzare la rabbia popolare + una parte dell establishment trova utile usare il socialismo per far fuori i neocon e conservare un posto a tavola per Washington nel futuro ‪#‎ordinemultipolare‬ postimperiale.
Praticamente tutti i sondaggi davano la Clinton tra il 55 e il 66%. E’ questa la vera sorpresa ed è per questo che si tratta di un disastro d’immagine, per lei. Precedentemente Sanders aveva vinto dove la distanza nei sondaggi era relativamente ridotta e quindi una sua vittoria non era poi così improbabile.
Ora gli americani sanno che un divario del 20-25% è colmabile.

In realtà pensavo che servisse una spintarella per farlo vincere, tipo un crollo/scandalo finanziario, perché i media occidentali sono massicciamente pro-clinton ossia pro status quo. Invece ora non escludo ce la possa fare anche senza l’aiutino.
Da notare notare come il Guardian in poche ore abbia sepolto la notizia in un angolino della sua edizione online, dopo aver constatato la potenza della reazione entusiastica dei lettori nei forum.

7 marzo 2016
i temibili ‪#‎neoconservatori‬ (pro-guerra, pro-Wall Street, neoliberisti, imperialisti, ecc.) si schierano CON Hillary ‪#‎Clinton‬ e CONTRO ‪#‎Trump‬, colpevole di essere equidistante sulla ‪#‎Palestina‬ (impensabile negli USA!), contrario alle ingerenze americane nel mondo, favorevole a rapporti costruttivi con Putin, convinto che l’11 settembre sia un lavoretto saudita-neocon
http://www.politico.com/story/2016/03/trump-clinton-neoconservatives-220151

6 marzo 2016

Gli stati del sud che votano massicciamente per la candidata neoconservatrice di “sinistra” (guerrafondaia, sponsorizzata apertamente da Goldman Sachs e dal resto di Wall Street) stanno finendo e Bernie sta battendo la Clinton in tutti gli stati incerti.
Basterà?
I sondaggi dicono di no. Le minoranze continuano assurdamente a votare in maggioranza per una candidata che è complice della loro incarcerazione di massa.

In cambio la Clinton, debole in tutti gli stati incerti e invisa all’elettorato populista di sinistra, sembra destinata a perdere contro Trump.

Se gli investitori prendono coscienza del fatto che il debito usato a fini speculativi ha gonfiato i prezzi oltre ogni ragionevole attesa e quindi non c’è più corrispondenza tra valore reale e valore artificiale, le bolle finanziarie faranno pop e così la candidatura Clinton.

Succederà entro aprile-maggio?
Dipende da quanti nemici si è fatta la Clinton negli USA
Dipende dalla celerità con cui l’Impero (Wall Street+City+feudi assortiti) si dissolverà. Il fallimento del G20 significa che le economie emergenti (ex colonie) si sentono sufficientemente robuste da gestire la prossima implosione dei mercati e sufficientemente fiduciose che l’Impero non ce la farà a reggere l’urto.
Gli emergenti non amano la Clinton, per usare un eufemismo.

1 marzo 2016
In una nazione che crea opportunità e fornisce i mezzi per vivere prosperi, liberi e felici il socialismo è superfluo. In America è ormai diventato indispensabile. Stati uniti culla del neosocialismo…stimolante…tempi interessanti.

Già dieci anni fa, il meteorologo Luca Mercalli prevedeva sulle Alpi inverni senza neve sotto i 2mila metri di quota. [questa non c’entra ma mi diverte e mi divertirà sempre di più col passare degli anni]

repubblica.it, 27 novembre 2015

Volete sabotare la campagna elettorale di Hillary Clinton, la Malvagia Strega dell’Ovest?

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Fate circolare la lista dei suoi finanziatori.

Chi l’ha sponsorizzata tra il 1999 e il 2014? I soliti noiosissimi plutocrati (parassiti psicopatici) che pensano di governare il mondo e non hanno capito che è arrivato il momento di uscire di scena senza fare troppo chiasso (se gli è cara la pelle): Citigroup, Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Merril Lynch, ecc.

AGGIORNAMENTI

https://plus.google.com/+StefanoFaitFuturAbles/posts

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Zombie Apocalypse – Il lato oscuro della forza (essere buoni paga)

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Questa creatura delle tenebre la riconosco per mia.

Prospero, “la Tempesta” – Shakespeare

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Il lato oscuro della Forza è la via per acquistare molte capacità da alcuni ritenute ingiustamente non naturali.

Palpatine, Guerre Stellari

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Sono mostruosi, non hanno più nulla di umano, sono come corrosi dal tempo.

Zombie Horror – Le notti del terrore

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Uomo in Nero: Stai ancora cercando di dimostrarmi che ho torto, vero?

Jacob: Tu hai torto

UiN: Ah sì? Arrivano, combattono, distruggono, corrompono. Finisce sempre allo stesso modo.

Jacob: Finisce solo una volta. Tutto quello che accade prima è solo progresso.

darth-sidious-foxPalpatine/Darth Sidious, Imperatore Galattico, 86 anni

AP120123035384-620x563article-2090891-116C7861000005DC-457_468x501vaojkyFGaogdJlPflP1J6WqXCyud-KV193Q-yYdEvNQPfHoFe2bxeOsgh_maoO9Grl5u4VgjaEiNVfGhWKv2Bxo6x6KulpCIh2dODcY2ug=w426-h240-n590f7887ca066f02270f6a7067009541-512x350bill-clinton-aphttps://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/13/cosa-sta-succedendo-ai-clinton/

Tony+Blair+-+agingTony Blair 1997 > 2007

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1371236313000-Tony-Blair-1306141500_x-large2013 (60 anni)

1037161age-of-ogama_69645790_69645789bushitisGeorge W. Bush (61 anni nella foto)

al-goreAl Gore, Nobel per la Pace 2007 (65 anni)

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TPM-CGYodaQuando 900 anni di età avrai, bello non sembrerai! (Yoda)

NelsonMandela-leaves-hospital_4-7-2013_95670_lNelson Mandela, Nobel per la Pace 1993 (95 anni)

_65543137_dz4ehr9zAung San Suu Kyi, Nobel per la Pace 1991 (68 anni)

Ellen_Johnson-Sirleaf_detail_071024-D-9880W-027Ellen Johnson Sirleaf, Nobel per la Pace 2011 (74 anni) – presidente della Liberia

Wangari-MaathaiWangari Muta Maathai,  Nobel per la Pace 2004 (71 anni)

2008-Archbishop-Desmond-T-035Desmond Tutu, Nobel per la Pace 1984 (82 anni)

Golpe anti-Morsi > impeachment di Obama > rivoluzione pan-araba? Le ripercussioni degli eventi egiziani nel mondo

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i carri armati egiziani sono ancora schierati nella capitale, in attesa – il numero delle vittime dell’uso della forza da parte dell’esercito sta montando

 https://twitter.com/stefanofait

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L’Egitto è sull’orlo di una guerra civile come quella siriana
Vladimir Putin 7 luglio 2013

Chris Riddell 07 July 2013

Interessante scoprire come gli editorialisti mainstream internazionali siano così inturgiditi all’idea di un golpe militare.

New York Times: “questi straccioni egiziani sono inadatti alla democrazia” (è più forbito ed elegante di così)

http://www.nytimes.com/2013/07/05/opinion/brooks-defending-the-coup.html

Wall Street Journal (cf. dell’oligarca Murdoch): “auspichiamo che un Pinochet egiziano governi la transizione” (!!!)

http://online.wsj.com/article/SB10001424127887324399404578583932317286550.html#articleTabs=article

IL FARDELLO DELL’UOMO BIANCO: Già, questi assurdi arabi che non sono neppure disposti a disfarsi di una tradizione che va avanti da 1400 anni. Ma vi pare? Una tale insensata ostinazione! Per fortuna che c’è chi ha capito come si fa: facciamo finta che l’Islam sia un’imbarazzante parentesi nella vita di decine di milioni di egiziani e procediamo oltre. 

Steve Bell cartoon 5.7.2013

Terribile leggere i commenti di chi afferma che siccome i manifestanti anti-Morsi erano molto più numerosi dei manifestanti pro-Morsi, allora il “cambio di regime” era legittimo. E’ questo che ora chiamiamo democrazia? Il plebiscito della folla sostenuto dalle armi? Fino a quando il prossimo demagogo agiterà le folle europee? Non è democrazia, questa, bensì OCLOCRAZIA al servizio di un’oligarchia tirannica (ossia l’essenza del peggio).

E’ un caso che proprio nelle settimane immediatamente precedenti al golpe siano venuti a mancare generi alimentari e carburante, creando colonne e facendo infuriare la popolazione? E’ un caso che proprio l’esercito egiziano controlli direttamente o indirettamente le forniture di carburanti e gas?

http://www.guardian.co.uk/world/2013/jul/05/mohamed-morsi-downfall-egypt-rebels

La mia tesi è che le “rivolte” in Brasile e in Egitto sono un terribile inganno che porterà alla rovina gli egiziani, ma non i brasiliani (quella brasiliana è una democrazia che sta maturando più in fretta e ha una storia più lunga. Inoltre l’economia brasiliana è su un altro pianeta rispetto a quella egiziana).
Sarà molto presto chiaro che l’intervento dell’esercito in Egitto non solo non ha risolto nulla e ha aggravato la situazione, dimostrando agli egiziani che la loro presunta democrazia è una “gentile” concessione, non un diritto, e ai musulmani che votare per un partito che ha fatto del welfare e del riscatto delle masse la sua bandiera – e che per questo cercava finanziamenti a 360 gradi e non solo dagli strozzini del FMI – vuol dire rischiare di trovarsi i carri armati per le strade.
Più importante ancora. Qualunque analisi professionale delle primavere arabe vi dirà che nel 2011 la richiesta di democratizzazione del sistema si è innestata in una precedente protesta contro la disoccupazione crescente (massiccia tra i giovani) e l’inflazione sui beni alimentari; più forte perché la crisi globale del 2007-2008 ha interrotto il rilancio dell’economie arabe e ha traumatizzato la popolazione, che si era formata aspettative ben diverse (un po’ come in Brasile, con la differenza che lì c’è una democrazia molto più radicata e un governo che ha i mezzi per attutire l’impatto della crisi).

Ormai l’Egitto è entrato nella spirale della folla che attende il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. I disordini non si fermeranno più, perché la questione principale è la miseria. In effetti ai fratelli musulmani converrebbe tenere un basso profilo e aspettare che il prossimo governo “laico” vada verso il disastro finale:

http://www.repubblica.it/economia/2013/07/05/news/merryl_lynch_l_egitto_ha_solo_sei_mesi_di_vita-62424215

A quel punto le folle saranno nuovamente nelle piazze a protestare, ma stavolta i cannoni saranno puntati contro di loro.

UNIONE AFRICANA ED EGITTO
L’Unione Africana, meno ipocrita e meno serva di quella Europea, ha definito golpe e quindi atto incostituzionale la destituzione di Morsi. Ha pertanto sospeso l’Egitto da tutte le attività dell’organizzazione.

SIRIA ED EGITTO

Assad ha irriso Morsi, dopo la sua caduta, cercando di accreditarsi come paladino della laicità contro l’islamismo (i Fratelli musulmani sono al bando in Siria dal 1980). È la sua vendetta postuma per la politica anti-governativa di Morsi che, per procacciarsi il denaro disperatamente necessario a salvare l’economia egiziana dalle borse degli emiri del Golfo, ha scimmiottato la loro posizione sul cambio di regime in Siria.

18 giugno 2013: “Il Cairo e Damasco sono ufficialmente nemici. Sabato sera il presidente egiziano Mohamed Morsi ha annunciato la completa rottura delle relazioni diplomatiche con il regime del presidente siriano Bachar al Assad.

Morsi, che appartiene alla corrente religiosa dei Fratelli musulmani, si è espresso davanti a migliaia di islamisti radunati per una conferenza di sostegno alla Siria e ha annunciato la prossima chiusura dell’ambasciata siriana al Cairo, così come il rimpatrio dell’ambasciatore egiziano a Damasco.
Ha inoltre chiesto l’attuazione di una no-fly zone sopra il territorio siriano, denunciando l’intervento del Hezbollah sciita libanese accanto alle truppe del regime di Damasco.

[…].

Le dichiarazioni del presidente Morsi sono un evidente sostegno a questa guerra santa e si distanziano dalla prudenza mostrata dai vicini libici e tunisini. Potrebbero incitare alla radicalizzazione di taluni islamisti e minare la sicurezza anche in Egitto.

Molti paesi arabi temono il ripetersi di uno scenario afghano. La loro paura è giustificata. Abbiamo diversi casi di persone partite combattere in Afghanistan e che una volta tornate in patria hanno condotto una guerra santa interna – ha commentato Dhia Rashwan, ricercatore presso il Centro al-Ahram per gli studi politici e strategici.

http://www.ticinolive.ch/2013/06/18/gli-islamisti-egiziani-pronti-a-una-guerra-santa-in-siria/

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L’esercito siriano ormai controlla Hama, ha accerchiato Zabadani (nord-ovest di Damasco), rotto l’assedio della base aerea di Menagh e sta riconquistando Homs (sono già nel centro storico e i ribelli sono assediati). Se non intervengono fattori esterni, Aleppo sarà ripresa entro la fine dell’estate e Assad avrà vinto. Una guerra civile in Egitto farebbe defluire guerriglieri islamisti che si recherebbero lungo le sponde del Nilo, riconsegnando ad Assad la Siria.

Obama non sfiderà i russi – per questo è il male minore e bisogna tifare per lui – ma le conseguenze dello smacco saranno terribili, forse fatali.

Nondimeno, Israele difficilmente resterà a guardare mentre una Siria molto più forte di prima attende solo il momento giusto per riprendersi le Alture del Golan, occupate illegalmente da Israele, e rafforza Hezbollah con armi russe. Prima della caduta di Aleppo c’è da aspettarsi un’iniziativa sconsiderata sionista che precipiterà il Medio Oriente nel caos (in Siria ci sono forze russe, libanesi, iraniane).

ISRAELE ED EGITTO

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Iniziativa sconsiderata?

“Nel passato del Mossad, anche ai tempi dei fallimenti più clamorosi, nessuno ha mai contestato la necessità di uccidere i nemici”, conferma Yossi Melman, autore di un’importante storia dei servizi segreti israeliani. Non avvenne in occasione del celebre “affare Lavon” nel 1954. L’allora ministro della Difesa, Pichas Lavon, fu costretto alle dimissioni quando fu rivelato al mondo il progetto del Mossad di compiere una serie di sanguinosi attentati contro gli interessi inglesi e americani in Egitto al fine di criminalizzare il regime di Nasser. Pochi anni dopo venne alla luce il piano di eliminare per mezzo di lettere – bomba gli scienziati tedeschi che collaboravano con l’industria militare egiziana” [NB scienziati russi uccisi perché collaboravano con l’Iran]

http://archiviostorico.corriere.it/1997/ottobre/14/Mossad_sempre_licenza_uccidere_co_0_971014661.shtml

Come parte di un’operazione false flag, un gruppo di ebrei egiziani fu reclutato dai servizi segreti militari israeliani per far saltare in aria bersagli egiziani, americani e britannici. Gli attacchi sarebbero stati imputati ai Fratelli Musulmani, comunisti egiziano, o “nazionalisti locali”, allo scopo di creare un clima di violenza e instabilità sufficiente per indurre il governo britannico a mantenere le sue truppe di occupazione nella zona del Canale di Suez. L’operazione non causò vittime, salvo i membri della cellula terrorista che si suicidarono dopo essere stati catturati.

IRAN ED EGITTO

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Mohamed Morsi ”è il presidente in carica in base al voto popolare” e le Forze armate, che hanno detto di voler ”sostenere un percorso di riconciliazione nazionale”, devono ”rispettare il voto del popolo”. Lo ha detto il vice ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir Abdollahian

http://www.asca.it/news-Egitto__Iran__Morsi_eletto_da_cittadini__Esercito_rispetti_voto-1293125-ATT.html

Economist condanna avvicinamento Morsi-Iran (maggio 2013)

http://www.economist.com/news/middle-east-and-africa/21577117-president-muhammad-morsis-efforts-befriend-iran-upset-his-other-allies-pious

Washington Post condanna avvicinamento Morsi-Iran (febbraio 2013)

http://www.washingtonpost.com/blogs/worldviews/wp/2013/02/05/mohamed-morsis-strange-gamble-on-iran-and-ahmadinejad/

TURCHIA ED EGITTO

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La Turchia giudica il colpo di stato militare che in Egitto ha rovesciato ieri il presidente islamista Mohamed Morsi antidemocratico e invita il paese a “tornare alla democrazia”. “Il cambio di potere in Egitto non è stato il risultato della volontà del popolo. Il cambiamento non è stato nel rispetto della democrazia e della legge”, ha chiarito il vicepremier Bekir Bozdag. “In tutti i paesi democratici – ha aggiunto – le elezioni sono il solo modo di arrivare al potere”.

http://www.internazionale.it/news/egitto/2013/07/04/turchia-rovesciamento-morsi-non-democratico/

 

CINA ED EGITTO

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2012: La scorsa settimana il neo-presidente Morsi ha rilasciato un intervista a Reuters in cui ha annunciato di voler intraprendere una politica estera “bilanciata”, nel senso di meno esplicitamente pro-Washington. Si tratta chiaramente di una voluta rottura con il precedente regime di Hosni Mubarak, fidato bastione della politica statunitense e garante dello status di primo paese arabo a siglare una pace con Israele.

Da qui la scelta, a suo modo coraggiosa, di rivolgere lo sguardo a est e volare a Pechino. Ad accompagnarlo una delegazione di 80 businessmen egiziani, intenzionati a discutere progetti di investimento congiunto con circa 200 soggetti economici cinesi. I risultati non sono mancati: le due parti hanno firmato numerosi accordi di cooperazione nel settore agricolo, delle infrastrutture e delle telecomunicazioni.

http://www.meridianionline.org/2012/09/10/la-cina-ruba-egitto-agli-stati-uniti/

RUSSIA ED EGITTO

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Morsi, in aprile, si era rivolto a Putin per chiedergli di investire pesantemente in Egitto (centrali atomiche, sfruttamento dell’uranio, importazioni di grano russo) e aiutarlo a far fronte alla terribile crisi economica:

http://www.arabtimesonline.com/NewsDetails/tabid/96/smid/414/ArticleID/195360/reftab/69/Default.aspx

 

GERMANIA ED EGITTO

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Guido Westerwelle ha definito il golpe militare «un grande passo indietro per la democrazia in Egitto»

http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/silenzio-Israele-Erdogan-inaccettabile.aspx

GOLFO PERSICO ED EGITTO

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Al-Jazeera (Qatar) è pro-fratellanza musulmana, Al-Arabiya (Arabia Saudita) è anti-Morsi e fratellanza musulmana

http://www.dailystar.com.lb/News/Middle-East/2013/Jul-04/222475-qatar-saudi-arabia-in-screen-war-over-arab-spring.ashx#ixzz2Y5jtw4RV

Quindi i due maggiori sovvenzionatori della ribellione anti-Assad sono su fronti opposti nella incipiente guerra civile egiziana

OBAMA ED EGITTO

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Obama indebolito da Snowden. Sondaggi lo danno al 45% con un crollo tra i giovani:

http://edition.cnn.com/2013/06/17/politics/obama-poll-decline

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1 americano su 4 pensa che Obama potrebbe essere l’Anticristo (!!!)

http://www.guardian.co.uk/world/2013/apr/02/americans-obama-anti-christ-conspiracy-theories

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In un servizio dall’Egitto dedicato all’oceanica manifestazione di protesta al Cairo che ha spinto l’esercito a prendere il potere deponendo Mohamed Morsi, la Cnn riferisce che la gente radunata in piazza Tahrir se la prendeva con il presidente dei Fratelli Musulmani eletto un fa, ma almeno altrettanto con il suo sostenitore più importante, il presidente americano Barack Obama, accusato dalla folla di aver appoggiato incautamente un «dittatore» e un «terrorista»

Egitto, in piazza Tahrir Obama è come Morsi | Tempi.it

Gli Stati Uniti finanziano lautamente l’esercito egiziano in cambio della sua fedeltà

http://www.bbc.co.uk/news/world-us-canada-23167490

Tuttavia Obama, per il tramite dell’ambasciatrice Anne Patterson, ha espresso la sua contrarietà rispetto al golpe che ha rimosso una figura che, educata negli Stati Uniti e sempre molto obbediente, fino a pochi mesi fa godeva dell’appoggio – economicamente molto tangibile – americano (Obama, Clinton, Kerry):

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=167248

http://www.lapresse.it/mondo/nord-america/clinton-incontra-morsi-importante-garantire-sicurezza-diplomatici-1.220860

http://rt.com/usa/guccifer-clinton-emails-second-678/

http://english.ahram.org.eg/News/72308.aspx

Una legge americana interrompe il flusso delle erogazioni in caso di golpe, quindi le forze armate egiziane, se non riescono a convincere gli Americani che non è stato un colpo di stato, perderanno 1 miliardo e 300 milioni di dollari di “aiuti” per il 2014. Non sono bruscolini. Se qualcuno si chiedeva come mai ieri il meme dominante nei forum dei quotidiani di lingua inglese fosse “non è un golpe”, questa è la risposta: golpe = 0 dollari.

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Il meme che circola nei forum dei quotidiani di lingua inglese è: Morsi era il burattino di Obama, è caduto, questo è l’ennesimo fallimento di Obama (e della Clinton). Inoltre Obama si è comportato come Morsi, ha tradito il mandato elettorale e la costituzione, e perciò non c’è alcuna ragione che giustifichi la sua permanenza alla Casa Bianca.

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Questo significa che, tra non molto, il Tea Party e i repubblicani chiederanno la testa di Obama.

L’analisi della caduta di Morsi di parte iraniana è molto condivisibile: al di là della crisi probabilmente irrimediabile finché l’FMI determinerà le politiche economiche del paese, il grande errore di Morsi è stato quello di non aver rimpiazzato i vertici dell’esercito, delle forze dell’ordine e dell’intelligence con uomini a lui fedeli.

http://www.foxnews.com/world/2013/07/04/iranian-lawmaker-says-egypt-president-toppled-because-failed-to-exert-influence/

Altrove le purghe sono arrivate appena in tempo:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/25/altre-notti-dei-lunghi-coltelli-negli-usa-grecia-e-turchia/

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I neoconservatori stanno preparando l’offensiva finale. La loro strategia è quella di imputare a Morsi l’attacco terroristico di Bengasi

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-09-12/attacco-consolato-americano-bengasi-082017.shtml?uuid=AbykfEcG

con l’assistenza dei loro tirapiedi in Libia e in Egitto, che possono mettere fuori gioco i candidati islamici e bandire i partiti di ispirazione islamica dal presentarsi alle elezioni in tutti i paesi arabi (con gran gioia di Assad e degli Israeliani):

“Negli interrogatori i jihadisti egiziani arrestati a Bengasi avrebbero confessato che l’attacco al consolato americano è stato pianificato e finanziato al Cairo con il coinvolgimento diretto di molte figure chiave del mondo politico egiziano a partire dal presidente Mohamed Morsi. Tra i nomi dei “padrini” di Ansar el-Sharia anche il candidato salafita alle elezioni presidenziali egiziane dell’anno scorso Hazim Salih Abu Ismail e l’uomo d’affari saudita Mansour Kadasa, proprietario della tv satellitare egiziana al-Nas vicina ai Fratelli Musulmani… La pagina del rapporto degli 007 di Tripoli va certo presa “con le molle” anche perché non spiega i dettagli né circa l’attendibilità delle informazioni raccolte (o estorte) né di come sia stato possibile risalire al coinvolgimento di Morsi e degli altri egiziani nell’azione terroristica dell’11 settembre scorso. Il documento libico apre però scenari importanti (e inquietanti) innanzitutto perché dimostrerebbe la sostanziale coincidenza di interessi tra Fratelli Musulmani e salafiti nell’obiettivo comune di imporre l’Islam più radicale non solo in Egitto ma in tutto il “Califfato”.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-07-04/denuncia-tripoli-cera-morsi-112750.shtml?uuid=AbwpaBBI

In questo modo le forze armate egiziane riprendono il completo controllo dell’Egitto, gli israeliani si tolgono di torno un governo potenzialmente nemico, mentre i neoconservatori fanno un altro passo avanti verso l’impeachment di Obama, “che non poteva non sapere, ma ha continuato a difendere Morsi: alto tradimento, in base all’articolo 3, paragrafo 3, comma 1 della Costituzione Americana”

http://www.presstv.ir/detail/2013/05/16/303768/gop-gins-up-benghazi-event-to-rap-obama/

dopo aver già messo fuori gioco la Clinton per la corsa alle presidenziali del 2016

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/12/attacco-a-bengasi-verita-insabbiate-a-rischio-corsa-di-clinton-alla-casa-bianca/591757/

 Benghazigate+v+Watergate

L’attentato di Bengasi è invece stato quasi certamente un inside job dei neoconservatori che hanno usato ogni mezzo per convincere gli elettori americani che Obama è debole, indeciso, incerto, morbido, incapace di garantire la loro sicurezza e il loro tenore di vita:

http://www.giornalettismo.com/archives/491641/lattentato-in-libia-era-premeditato/

http://www.presstv.ir/detail/2012/11/19/273240/coup-and-countercoup-in-washington/

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=38049

The-Muhammad-Movie-Producer-enigma
Collegato al tentativo dei cristiani copti (es. Magdi Allam?) di ripristinare lo status quo precedente alla primavera araba in Egitto
:

“L’innocenza dei musulmani”, anzi è sufficiente dire i 14 minuti del “Muhammad Movie Trailer”, non è la causa diretta dell’attentato in cui ha perso la vita l’ambasciatore americano in Libia (un’azione così non si improvvisa o realizza emotivamente): assomiglia piuttosto a un dispositivo incendiario a orologeria piazzato sotto la sedia di Morsi, il leader egiziano e confezionato da mani e teste cristiano copte istruite al Cairo. Il bersaglio  sono i Fratelli Musulmani che, raggiunto il potere al culmine di un processo cominciato con la primavera araba, tentano di accreditarsi come forza moderata che non spaventi l’Occidente e concili allo stesso tempo la ragione sociale della loro investitura.

Morsi, che ricevette indirettamente l’endorsement di Obama quando questi stoppò le pretese della giunta militare contro le deliberazioni democratiche del popolo egiziano, cammina sul filo dell’equilibrista. L’obiettivo del caos prevedibile suscitato dal film non è Maometto ma la difesa degli interessi della comunità cristiana in Egitto, una minoranza del 10% ricca e cosmopolita preoccupata dal rovesciamento del vecchio regime di Mubarak che gli assicurava  sicurezza e protezione in un ambiente radicalmente ostile. Come inizia infatti il trailer? Con un assalto alle proprietà cristiane di una massa di musulmani inferociti mentre un poliziotto ostentatamente fa finta di non vedere.

Un conflitto di classe con pretesti religiosi”.

http://www.blitzquotidiano.it/politica-mondiale/innocenza-musulmani-complotto-cristiani-copto-sam-bacile-nakoula-1342907/

copti egizi e neoconservatori americani sono pappa e ciccia:

http://mondoweiss.net/2012/09/coptic-christian-leader-of-organization-that-produced-anti-muslim-film-spoke-at-pamela-gellers-anti-mosque-rally.html

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Amdin Sabahi potrebbe salvare l’Egitto. È anti-islamista e anti-neoliberista, insomma è una persona mentalmente sana e coscienziosa. Al giorno d’oggi è già molto:

http://www.nytimes.com/2012/12/26/world/middleeast/egypts-hamdeen-sabahy-vs-islamists-and-free-markets.html?_r=0

Ma non ha nessuna chance: entrambe le fazioni in lotta detestano un politico del genere.

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The revolution is over?

PREVISIONE: la situazione sfuggirà di mano ai falchi neocon-sionisti-copti-golpisti. Milioni di musulmani – non solo in Egitto – si renderanno presto conto di essere stati turlupinati per la seconda volta in tre anni (3 se consideriamo la Siria) e faranno in modo che non succeda più. Sarà un macello e l’unico aspetto positivo della cosa è che forse in questo modo non finiremo in una terza guerra mondiale. Si sacrificheranno gli arabi al posto nostro.

L’America e il Bene

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NOTA ESPLICATIVA: Per capire questo post è necessario fare un passo oltre il consueto parallelo tra il “Dio è con noi” dell’eccezionalismo americano e il “Gott mit uns” nazista.

Quel che voglio far risaltare è l’uso della stessa formula ripetuta come un mantra, da repubblicani e democratici, nel corso di molti anni. Finché uno non constata la sua ricorsività non può veramente capire che non è il risultato di superbia o superficialità: è un lavaggio del cervello scientemente implementato ai danni degli Americani e del mondo, anche da quei politici che generalmente i non-statunitensi considerano “buoni”.

Invito quindi ad essere un po’ più indulgenti nei confronti dei cittadini americani, che non possono essere ritenuti completamente responsabili di quel che fa la loro nazione (lo stesso vale per Israele): sono ancora più schiavi di noi perché sono ancor meno consapevoli di esserlo.

Ciò non toglie che la minaccia sia reale. In ultima analisi è assai probabile che esista un complotto ordito ai danni di centinaia di milioni di Americani e che si protrae da diverse generazioni per spingerli a tradire la Costituzione senza rendersene conto, trasformando una repubblica in un impero che, in prospettiva, se i cittadini americani non si daranno una svegliata, potrebbe non essere sufficientemente dissimile dal Terzo Reich e farà la stessa fine (assieme ad Israele).

Quest’altro post inquadra meglio il complotto, citando gli ultimi presidenti che hanno tentato di salvare l’America (leggere per credere, l’ignoranza non è una scusante):

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/27/presidenti-americani-schiettamente-complottisti/

E questo credo dimostri ogni ragionevole dubbio che Barack H. Obama è un uomo pericoloso e che gli obamiani avranno molte, ma davvero molte questioni in sospeso da dibattere con la propria coscienza nei prossimi mesi ed anni (il candore non garantisce l’immunità dai rimorsi e dal senso di vergogna):

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/14/amerikarma-obamamania/

*****

Gli Stati Uniti sono la più straordinaria forza di pace e di progresso che il mondo abbia mai conosciuto.

Hillary Clinton, 23 gennaio 2013

http://www.businessinsider.com/hillary-clinton-benghazi-testimony-2013-1

L’America è sempre stata una delle più grandi forze del bene che il mondo abbia mai conosciuto.

Mitt Romney, candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, 24 settembre 2012

http://blogs.wsj.com/washwire/2012/09/25/text-of-romneys-address-to-clinton-global-initiative/

Agiremo nella convinzione che gli Stati Uniti siano ancora la più grande forza di pace e libertà che questo mondo abbia mai conosciuto.

Paul Ryan, candidato repubblicano alla vice-presidenza, 28 agosto 2012

http://www.npr.org/2012/08/29/160282031/transcript-rep-paul-ryans-convention-speech

Gli Stati Uniti sono… la più grande forza del bene che si sia mai vista su questo pianeta

Michelle Bachmann, candidata repubblica alla presidenza degli Stati Uniti, 4 gennaio 2012

http://transcripts.cnn.com/TRANSCRIPTS/1201/04/se.06.html

Il governo federale degli Stati Uniti è la più grande forza del bene nella storia umana. Punto.

Paul Begala, giornalista già consulente di Bill Clinton, 12 settembre 2011

http://www.thedailybeast.com/newsweek/2011/09/11/paul-begala-why-now-is-the-time-to-defend-big-government.html

L’America è la più grande forza terrena del bene che il mondo abbia mai conosciuto.

Sarah Palin, già candidata repubblicana alla vicepresidenza, 30 giugno 2010

http://www.politicususa.com/palin-obama-america.html

Credo che siamo la più grande forza del bene nella storia del mondo

Robert Gates, già direttore della CIA, segretario di Stato nella prima amministrazione Obama, Time Magazine, 3 febbraio 2010

http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,1960261,00.html

L’America è la più grande forza del bene nella storia del mondo

John  McCain, secondo dibattito presidenziale, 7 ottobre 2008

http://www.cbsnews.com/2100-503283_162-4508405.html

L’imperialismo degli Stati Uniti è stata la più grande forza del bene nel mondo per tutto il secolo scorso.

Editoriale del Council on Foreign Relations, 13 maggio 2003

http://www.cfr.org/iraq/us-imperialism-force-good/p5959

i legami di questo think tank neocon con multinazionali, banche d’affari e politici americani (es. i Clinton, che in teoria dovrebbero essere avversari dei neocon) http://en.wikipedia.org/wiki/File:CFR-Interlocks-2004.jpg

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/16/la-perniciosa-influenza-planetaria-delle-fondazioni-e-think-tank-degli-stati-uniti/

La nostra nazione è la più grande forza del bene nella storia

George W. Bush, 14 giugno 2002

http://georgewbush-whitehouse.archives.gov/news/releases/2002/06/20020614-1.html

Gli Stati Uniti sono una nazione indispensabile perché abbiamo dimostrato di essere la più grande forza del bene nella storia umana.

John  McCain, senatore repubblicano, 1999

http://www.huffingtonpost.com/jacob-heilbrunn/john-mccain-neocon_b_82530.html

Gli Stati Uniti d’America sono stati la più grande forza del bene nel ventesimo secolo

Daniel Pipes, celebre intellettuale neoconservatore e sionista, 1999

http://www.danielpipes.org/977/zionism-islamism-and-jewish-politics-in-america

Time_Mags_Drones

La parola greca hybris esprime meglio di qualunque altra la natura di questo atteggiamento. Per i greci indicava l’arroganza dell’eccesso, l’orgogliosa tracotanza, la sconfinata presunzione dell’uomo che cerca di acquistare gli attributi di Dio. Certamente gli Stati Uniti vivono sempre più in un regime di hybris e in pochi si rendono conto che con questo atteggiamento si stanno guadagnando un’ostilità crescente da parte del resto del mondo e in particolare da parte delle vittime della loro arroganza. […] Raggiungeremo un senso del limite quando riusciremo a percepire questa ricerca dell’eccesso, della crescita illimitata, del dominio sulle alterità come un tentativo di rimozione della propria mortalità.

Marco Deriu, “Dizionario critico delle nuove guerre”, 2005

Femminicidio

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La forma estrema di violenza di genere contro le donne, prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine – maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria o anche istituzionale – che comportano l’impunità delle condotte poste in essere tanto a livello sociale quanto dallo Stato e che, ponendo la donna in una posizione indifesa e di rischio, possono culminare con l’uccisione o il tentativo di uccisione della donna stessa, o in altre forme di morte violenta di donne e bambine: suicidi, incidenti, morti o sofferenze fisiche e psichiche comunque evitabili, dovute all’insicurezza, al disinteresse delle Istituzioni e alla esclusione dallo sviluppo e dalla democrazia

Marcela Lagarde, antropologa

“Il termine sembra astratto ma se si legge ognuna di queste vite si capisce come siano diverse e come siano simili i loro assassini”

http://temi.repubblica.it/micromega-online/femminicidio-la-spoon-river-delle-donne/

“Ricordo che ero ragazzina quando mia madre mi spiegò che quel giorno veniva abolito il delitto d’onore, ed era solo il 1981. Ed era ancora come fosse ieri, che mia nonna materna si infilò guanti e cappello, guardò il marito in poltrona e gli comunicò: “Io vado a votare”. Era il 1946 ed era la prima volta che era autorizzata a farlo. Da poco, veramente da pochi anni, noi donne stiamo faticosamente cercando di autodeterminare la nostra vita, sia nel lavoro sia nel privato e questo cambiamento epocale ha alterato in modo irreversibile la relazione tra uomini e donne, portando un comprensibile disorientamento tra chi per anni aveva goduto di un potere di scelta totale all’interno della coppia”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/21/siamo-persone-non-beni-di-proprieta/388866/

Massimo Gramellini, La Stampa del 15/11/2012: Savita è una giovane dentista indiana che abita in Irlanda con il marito Praveen, ingegnere. Aspetta un bambino da quattro mesi quando si presenta in ospedale. Ha dolori atroci alla schiena e la possibilità concreta di perdere, insieme col figlio, la vita. Al termine di una notte di scelte non facili, chiede ai medici di interrompere la gravidanza. Le rispondono che l’Irlanda è un Paese cattolico dove, finché si sente battere il cuore del feto, non è possibile interrompere niente. Savita non è irlandese e non è cattolica, ma deve stare alle regole. Soffrire. Aspettare. Il 23 ottobre il cuore del feto si ferma e i medici lo asportano, ma è troppo tardi. Il 28, a una settimana esatta dal ricovero, Savita muore di setticemia nell’ospedale universitario di Galway: in piena Irlanda, in piena Europa, in pieno ventunesimo secolo.  

Mi ostino a sperare che questa storia sia falsa o almeno incompleta. Che fra il comportamento dei medici cattolici e il decesso della dentista indiana non ci sia il nesso che traspare dalla denuncia dell’Irish Times, confermata dal marito della vittima e ripresa dai principali network del mondo. Ma l’idea che le religioni – associazioni di uomini mosse dal più nobile degli afflati, quello spirituale – possano ispirare comportamenti fanatici, superstiziosi e sostanzialmente ottusi non ha purtroppo bisogno di conferme: è sotto i nostri occhi ogni istante, in ogni angolo del mondo. Mai come oggi abbiamo bisogno di spiritualità. Mai come oggi non abbiamo bisogno di fanatici, questi esseri sfocati che vivono di testa e di viscere, avendo dimenticato che in mezzo c’è un cuore.

**********

È morta la giovane 23enne vittima di uno stupro di gruppo, che ha suscitato un’ondata di reazioni in tutta l’India: ricoverata in un ospedale di Singapore, le sue condizioni erano disperate. Era stata violentata, picchiata e torturata su un autobus di New Delhi lo scorso 16 dicembre. A causa della violenza subita, aveva riportato un arresto cardiaco, infezioni ai polmoni e all’addome, oltre a un grave trauma cranico. Ieri una ragazza di 17 anni si è tolta la vita, dopo aver subito uno stupro di gruppo il 13 novembre scorsoi genitori sperano che la morte della figlia porterà un futuro migliore per le donne a New Delhi e in tutta l’India

http://www.repubblica.it/esteri/2012/12/28/news/india_in_fin_di_vita_ragazza_stuprata_da_branco-49555220/

Questa povera ragazza non solo è stata brutalmente violentata da 6 uomini. È stata picchiata in testa con una sbarra di ferro e le hanno danneggiato irreparabilmente gli organi interni con la suddetta sbarra. Un abominio, un abominio non ignoto nel “civile” Occidente, dove si sono usate anche bottiglie di vetro rotte.

[In India] è la vittima che deve subire l’onta e l’ostracismo sociale”, ha dichiarato Ranjana Kumari, direttore del Centro di Delhi per la Ricerca Sociale e membro della commissione nazionale per i diritti delle donne. “Non può sposarsi, per esempio. Questo farà in modo che lo stupratore si vergogni [sic!]. Non gli sarà possibile ottenere un posto di lavoro, o un posto dove vivere e sarà tagliato fuori dalla società. Si tratta di un potente deterrente”.

[…].

All’inizio di questa settimana, Abhijit Mukherjee, un parlamentare figlio del presidente, è stato costretto a chiedere scusa dopo aver definito le manifestanti “donne dipinte” che “hanno pochi legami con la realtà concreta” e non “hanno niente di meglio da fare”. L’incidente ha messo in luce spaccature profonde all’interno della società indiana. Descritte come “provocazioni femminili”, le molestie sessuali è endemico e la colpa dello stupro ricade sistematicamente sulle donne, considerate irresponsabili e inclini ad un comportamento “non-indiano”.

http://www.guardian.co.uk/world/2012/dec/28/india-name-shame-sex-offenders#comment-20281341

Questa è anche la ragione per cui molte donne indiane vittime di stupro “scelgono” di suicidarsi piuttosto che continuare a vivere con lo stigma dell’ “impurità”, dell’essere state “contaminate”, che è parte integrante della mentalità patriarcale che incolpa la vittima in luogo dell’aggressore. È questa mentalità, la mentalità fascista che divide le donne in angeli o puttane, ma comunque sempre strumenti, giocattoli e proprietà dell’uomo. Una mentalità che non sarebbe mai dovuta essere tollerabile, e non solo in India.

Quante prostitute in Italia subiscono violenze perché sono considerate Untermenschen; e non possono difendersi e ben pochi sono pronti a credere che siano state violentate, visto il mestiere che fanno?

Perché la notizia che un noto conduttore televisivo inglese ha violentato 400 bambine e bambini non ha scatenato una furiosa autoanalisi nella società inglese e in tutto l’Occidente?

https://versounmondonuovo.wordpress.com/category/pedofilia-2/

Come si inserisce in questa problematica il noto bestseller “Cinquanta sfumature di grigio” che rende “appetibile” la relazione morbosa tra un “vampiro” sociopatico ed una “crocerossina”?

http://www.diariodipensieripersi.com/2012/07/cinquanta-sfumature-di-nero-quando-la.html

Il marito dell’autrice pubblicherà un’opera analoga, ma per adolescenti (i consumatori vanno allevati)

http://www.joplinglobe.com/enjoy/x1483812486/Lee-Duran-Erotic-literature-fuels-publishing-world

Mi sembra sempre più chiaro che questa società, che si crede così avanzata, emancipata, progressista, illuminata, sia tragicamente retrograda. Non volendo però affrontare il suo degrado, cerca dei comodi capri espiatori. Come il famigerato prete misogino, molto probabilmente una persona che necessita di cure specialistiche, tali sono le ossessioni che affliggono i suoi discorsi, i suoi pensieri, persino le sue interviste giornalistiche.

C’è un problema più vasto: noi uomini facciamo fatica ad accettare la diversità femminile quando non ci torna comoda. Troviamo spiacevole dipendere da una donna, essere considerati inferiori rispetto ad una donna.

Se una donna si candida per una carica importante, non è quasi mai presa davvero sul serio

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/14/donata-borgonovo-re-presidente-del-trentino-nel-2013-la-mia-scelta-per-un-mondo-nuovo/

A meno che non abbia dato prova di essere inflessibile (lady di ferro) come la Thatcher, o una spietata valchiria come la Merkel, o una figura semi-angelica come Aung San Suu Kyi. Il modo in cui l’establishment indiano tratta Arundhati Roy è particolarmente emblematico, ma anche la trasformazione subita da Hillary Clinton, che con gli anni è diventata un superfalco ed ha perso la sua umanità, fino ad arrivare alla salacità psicopatica con cui ha commentato il linciaggio di Gheddafi.

Il fatto è che non c’è un luogo del mondo in cui donne e uomini sono uguali o sono percepiti come tali (figuriamoci i bambini!). Eppure l’umanità, la nostra civiltà, se vuole sopravvivere, ha bisogno di società eque, dove le risorse, le energie, la dignità siano riconosciute equamente a uomini e donne. Più di tutto, dobbiamo costruire società in cui la violenza – psicologica e fisica e non solo verso le donne – sia tenuta sotto controllo, società in cui l’aggressività possa trovare sbocchi costruttivi e creativi (come succede nell’arte o nella ricerca tecnologica e scientifica, se non è pensata per applicazioni belliche) in ogni ambito della vita.

Iside cerca Osiride, come lo yin cerca lo yang. Dovrebbero trovarsi, in equilibrio.

Scrive il sociologo Marco Deriu, sul Manifesto (“La tv e l’uomo che non c’è“, 7 marzo 2012): “Insistere sulla vittima, lasciando sullo sfondo l’autore, permette infatti di “demonizzare” o “disumanizzare” l’uomo violento. “Chi picchia una donna non è un uomo”, taglia corto una pubblicità sociale. Sospetto che per molti sia meno problematico mantenere un’immagine disumana o bestiale di questi individui piuttosto che prendere atto della profonda ambivalenza presente in molti uomini, compagni o padri nei quali possono convivere e alternarsi affetto e risentimento, protezione e minaccia, fragilità e violenza, bisogno e negazione dell’alterità.

Nei pochi casi in cui nella comunicazione sociale sul problema della violenza ci si rivolge apparentemente (anche) agli uomini, spesso lo si fa riattivando stereotipi e contribuendo a rendere più difficili le cose. “Gli uomini picchiano le donne” sentenziava senza tanti distinguo un manifesto politico qualche tempo fa. Un’altra pubblicità mostrava “Mario e Anna” un bambino e una bambina di pochi anni, nudi, con ai piedi la didascalia “Carnefice” e “Vittima”, come se fossero già predestinati a diventare persecutori e prede. Si tratta di generalizzazioni che rischiano paradossalmente di “naturalizzare” la violenza maschile e di impedire invece di domandarsi in profondità perché alcuni (molti) uomini sono violenti e (molti) altri no. D’altra parte affermare, come fanno molte campagne, “I veri uomini non stuprano”, “I veri uomini non picchiano” ecc… non rischia di riconfermare l’idea di virilità unica e assiomatica anziché aiutare gli uomini a rivendicare la loro soggettività e la loro responsabilità aprendo un confronto tra forme di maschilità differenti?

E ancora, molte campagne insistono sulla violenza compiuta, sugli effetti fisici e psicologici più evidenti, mettendo in primo piano lividi, tumefazioni, ossa rotte, umiliazioni. Che effetto dovrebbero avere simili campagne sugli uomini? Siamo sicuri di riuscire a stabilire una comunicazione in questo modo? O non creiamo l’effetto inverso di presa di distanza e di allontanamento?

Occorre immaginare una forma di comunicazione che abbia il coraggio di assumere gli uomini come interlocutori reali, nel bene e nel male. Perché senza un loro impegno non è possibile affrontare il problema della violenza maschile sulle donne”.

http://maschileplurale.it/cms/index.php?option=com_content&view=article&id=533:mar-2012-qla-tv-e-luomo-che-non-ceq-di-mderiu&catid=16:25-novembre&Itemid=18

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