Il moderato bevitore di tè e l’appassionato amante della birra: metafore per un mondo post-imperiale

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L’unica maniera per sconfiggerci (e liberarci dagli schiavisti) è prendere il controllo del sistema economico-finanziario che sostiene la fazione sociopatica, tracotante e guerrafondaia, momentaneamente dominante, la quale può sopravvivere solo grazie ai tributi dei sudditi e delle colonie e, essendo insaziabile, finisce per generare gli anticorpi che la distruggeranno.

È esattamente quel che sta accadendo (China’s “One Belt, One Road”: Europe’s Strategic Interest to Drive the New Silk Road, BMW Foundation Herbert Quandt, 7 Sep 2015; China is dumping U.S. debt, CNN, 11 Sep 2015; Putin says dump the dollar, RT, 1 Sep 2015), anche grazie all’aiuto di:

– segmenti dell’establishment occidentale che dovremmo chiamare “dissidenti” e rischiano in prima persona, per patriottismo e per autentico umanitarismo (Julian Assange, nuovi documenti inediti fanno luce sulle indagini per stupro, l’Espresso, 16 ottobre 2015; Obama’s war on whistleblowers leaves administration insiders unscathed, Guardian, 16 marzo 2015);
– politici realisti e scafati che hanno fiutato il vento (Rift in Obama administration over Putin, Politico, 21 Oct 2015; Obama urges Turkey and Russia to drop row and focus on ‘common enemy’ Isis, Guardian, 2 Dec 2015; Merkel: “Area scambio con Russia”, TGCOM 24, 17 aprile 2015; Putin furioso: “Tu non sei Dio”. Prodi racconta quando…, Blitz, 2 dicembre 2015; Nicolas Sarkozy légitime l’annexion de la Crimée par la Russie, Figaro, 10 febbraio 2015; D’Alema: «All’estero non siamo più protagonisti. Arabia e Israele da alleati a problemi», Corriere, 11 gennaio 2016; Putin: «Vicino all’Occidente, rispetto Angela Merkel», Sole 24 Ore, 11 gennaio 2016);
– star ribelli e soft power (La confessione di DiCaprio: “Vorrei interpretare Putin”, Giornale, 17 gennaio 2016; Matt Damon guida il cast di The Great Wall di Zhang Yimou, 12 marzo 2015; China set to overtake U.S. as world No.1 in entertainment, Bloomberg, 8 Jan 2016).

Il resto dell’articolo lo trovate qui: https://medium.com/@stefano_fait/il-moderato-bevitore-di-t%C3%A8-e-l-appassionato-amante-della-birra-metafore-per-un-mondo-post-9467e41f5895#.itz31dec8

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La “nuova” autonomia e un limitatore di velocità da disinserire al più presto

T#E a Bolzano 2

[…]

La riforma dello statuto delle due province resta un grande test di maturità per le popolazioni locali, la cartina al tornasole del grado di consapevolezza raggiunto.

  • Ci limiteremo a un restyling?
  • Ripareremo e rinnoveremo un sistema che era adeguato alle esigenze del secolo scorso ma non più a quelle attuali?
  • In altre parole, ci accontenteremo di un sistema che si troverà in una situazione in cui la complessità e il tasso di cambiamento esterni tenderanno ad eccedere la sua capacità di adattamento interna (come occasionalmente succede già ora)?
  • L’intento è quello di preservare surrettiziamente una società gerarchica, del comando e controllo, della metodolatria, della percezione del futuro come un’estensione lineare del presente, dell’autonomia verso l’esterno che si accompagna all’ingerenza, interferenza e dipendenza verso l’interno, nei rapporti coi cittadini?
  • Oppure possiamo anche ragionare sull’opportunità di impiegare l’autonomia per operare una rivoluzione copernicana che faccia emergere cittadini co-creattivi (cooperativi, creativi, protagonisti/leader), in modo tale che il Forum dei 100 sia solo il primo, timido passo di un percorso di maturazione collettiva?

Il resto del testo lo trovate su Medium

T#E a Bolzano

Partecipazione oltre il referendum

Francesco Palermo

sprechblasen(pubblicato sul quotidiano Alto Adige del 06 gennaio 2016)

Se il referendum sia o meno un’abdicazione della politica è tema ricorrente e irrisolto. La risposta dipende dall’impostazione culturale e ideologica e dalla tradizione giuridica. Certo è che anche il ricorso al referendum è una scelta politica. Indipendentemente dal fatto che sia una decisione meditata o una scelta dettata dall’incapacità di decidere altrimenti.

Il 2016 sarà un anno ricco di referendum. Dal piano locale (aeroporto e “progetto Benko”) a quello internazionale (nel Regno Unito sulla permanenza nell’Unione europea, la cd. “Brexit”), si celebreranno consultazioni importanti. E sulla stessa opportunità o possibilità di indirle si giocheranno i destini politici di molti governi (si pensi alla Spagna e alla Catalogna).

La forza del referendum è tutta politica. L’esito referendario ha comunque una forza maggiore rispetto a qualsiasi atto normativo, indipendentemente dalla sua natura giuridica, tanto che anche i quesiti meramente consultivi hanno una…

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Trentino, Alto Adige, le macroregioni, l’Eurasia

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[…]

L’Italia procederà verosimilmente nella medesima direzione.
Teniamo a mente due cose:
– ancora nel 2011–2012 la riforma regionale francese (legge del 16 gennaio 2015) sembrava remotissima;
la riforma francese è monca: alle maggiori competenze corrisponde un conferimento budgetario ridicolo (per tutte le regioni francesi è pari a quello della singola Catalogna — Les 13 nouvelles régions: des Lander à la française? RFI, 4 gennaio 2016);

Quale può essere il destino del Trentino, in questa prospettiva?
I quotidiani trentini hanno definito “gemellaggio” quello tra il Trentino e lo Sichuan. Ma lo Sichuan ha una popolazione equivalente a quella della Germania e un PIL che si colloca sopra quello della Lombardia e appena sotto quello del Baden-Württemberg.
Temo che i media dello Sichuan abbiano usato altri termini per designare l’accordo.
Più probabilmente nessuno se n’è accorto.

[…]

Nel medio-lungo termine, però, un Trentino che volesse conservare la sua vocazione di ponte tra culture e civiltà dovrebbe impegnarsi a prenderla sul serio — piuttosto che limitarsi a riempirsi la bocca di slogan e propaganda — e agire di conseguenza: una macroregione alpina che congiunga Baviera e pianura lombardo-veneta in un futuro in cui l’inglese si affermerà come lingua franca globale dopo aver assimilato centinaia di mandarinismi, arabismi e ispanismi (The future of language, Washington Post, 24 settembre 2015; Firefly–Serenity: why Chinese?).

Il resto lo potete leggere qui
https://medium.com/@stefano_fait/trentino-alto-adige-le-macroregioni-l-eurasia-644f7065ec45#.aq289jmnw

Presentazione del libro di Marco Politi, “Francesco tra i lupi”, martedì 26 gennaio, sala polifunzionale di Cognola

Videointervista alla designer-stilista Yayoi Nakanishi (mia moglie)

 

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http://www.wazars.it/

Intervista a Yayoi Nakanishi: poesia, creatività, intraprendenza.

mia moglie!

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By Barbara Gramegna

Ci sono persone che, pur non conoscendole, ti sanno fare capire come sono, basta un sorriso, due parole e l’entusiasmo che trasmettono.

Yayoi è una di queste.

Per i suoi natali giapponesi e per il fatto che come giovane donna, imprenditrice, vive a Trento, molti le chiedono le stesse cose e suppongo che, sebbene con dolce cortesia lei risponderebbe anche a me, potrebbe anche per una volta volentieri rinunciare.

Pertanto cerco di soddisfare un paio di altre curiosità, legate al suo essere donna, giapponese, creativa, coraggiosa imprenditrice, amante della vita e di tutto quello che è essenziale bellezza, almeno questa è l’idea che io mi sono fatta di lei.

Di questi tempi, grazie ad autori di successo, come Murakami, articoli sulle forme poetiche antiche come i tanka, apertura in diversi luoghi di locali ‘stile giapponese’, il rischio della banalizzazione e della generalizzazione rispetto alla ‘cultura’ giapponese in…

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Razzismo selettivo – i pedofili non contano se sono bianchi e potenti

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“gli inglesi sono una razza pedofila che minaccia i nostri bambini”
“giù le mani dai nostri bambini!”
“dovrebbero essere immediatamente espulsi dall’Europa”
“sono barbari, non vogliamo avere nulla a che fare con loro”
“E’ la dimostrazione che gli inglesi qui da noi non ci devono stare e che se ne devono andare con le buone o con le cattive”
“una buona lama affilata, un ceppo ed un paniere”.

mmmh…no, non ho visto scemenze del genere sui social media, all’indirizzo degli inglesi…invece le vedo all’indirizzo degli immigrati e dei musulmani…

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Space oddities

Un clima anti-futurologico e anti-umano

“El Sol Eligió su Séquito” Juan Romero (1932-1996) [grazie a Mauro Monte]

“El Sol Eligió su Séquito”
Juan Romero (1932-1996)
[grazie a Mauro Monte]

Perché il cittadino medio fa fatica ad anticipare gli eventi futuri?
E’ presto detto:

Ad ogni nuova guerra umanitaria ci viene detto che “questa volta andrà diversamente e salveremo il paese senza distruggerlo”
Ogni nuova epidemia è quella fatale per il mondo (l’ultima volta, con Ebola, ci sono cascato in pienissimo anch’io)
Ogni nuova crisi europea è quella che ci scaraventerà direttamente in Mad Max
Ogni nuova frizione tra paesi è quella che scatenerà la terza guerra mondiale
Ogni nuova crisi bancaria è quella che spazzerà via i risparmi planetari
Ogni crollo della borsa cinese è il preludio al collasso della Cina
Ogni evento meteo anomalo annuncia la catastrofe climatica (calda o fredda) che ci attende
Ogni nuovo leader messianico è quello che ci salverà una volta per tutte
Ogni leader avversario è Hitler redivivo

….mi sembra di notare un pattern…e non è per nulla salutare per la psiche umana

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