Nomadismo del Terzo Millennio e Heimat portatile — appunti per dibattito all’UFO di Brunico

Il mistero dei panama papers

Cattura
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PanamaPapers‬
‪#‎Putin‬ ‪#‎Rothschild‬ ‪#‎Nevada‬ ‪#‎Reno‬ ‪#‎paradisifiscali‬

“Sono almeno dieci anni che giornali, governi e servizi segreti cercano le prove della presunta corruzione di Vladimir Vladimirovich #Putin. Si è sempre parlato di amicizie, connessioni e perfino di possibili prestanome. Ma mai prove. Anche questa volta, nelle migliaia di pagine che arrivano da ‪#‎Panama‬ il nome del presidente russo non compare nemmeno una volta”.
Corriere della Sera, 3 aprile 2016

“Tra i casinò di #Reno, in #Nevada, ecco spuntare anche il trust nuovo di zecca di #Rothschild, la banca d’investimento che ha fatto la storia della finanza internazionale dal 1811…sta trasferendo le fortune dei suoi facoltosi clienti dai paradisi offshore in declino come le Bermuda – soggetti alle nuove regole sullo scambio di informazioni – a quelli emergenti come il Nevada, escluso dalle norme sulla disclosure. Sì perché, come ammette tranquillamente il managing director di Rotschild Andrew Penney, «GLI STATI UNITI SONO IL PIU’ GRANDE PARADISO FISCALE AL MONDO».
«Gli Stati Uniti sono da tempo una delle destinazioni più gettonate da politici corrotti, cartelli della droga, ORGANIZZAZIONI TERRORISTICHE e grandi evasori fiscali – sospira Stefanie Ostfeld, responsabile per gli Stati Uniti di Global Witness
Gli Stati Uniti, insomma, sono LA NUOVA TERRA PROMESSA DEL SEGRETO”.

http://www.cdt.ch/primo-piano/approfondimenti/149086/se-gli-stati-uniti-fanno-il-doppio-gioco 

Qualcuno ha deciso di spaventare un po’ di evasori fiscali…il gregge si muove verso il pastore ma così, di fatto, gli Stati Uniti dichiarano guerra al resto del mondo, su iniziativa dei soliti noti (Rothschild, espulsi da Hong Kong, che era la loro prima scelta: per questo stanno spingendo gli USA allo scontro con la Cina, scontro che la marina statunitense ha tutte le intenzioni di evitare e pertanto non scoppierà) e all’insaputa della cittadinanza: “Ma io so’ io… e voi non siete un cazzo!

IN ALTERNATIVA
Questa è un’operazione legittima che i media occidentali hanno cercato di dirottare contro Putin.
In realtà troppe sono le pedine imperiali sacrificate: i sauditi, la Clinton, Cameron, Poroshenko, Israele, Macri (Argentina), Cunha (Brasile). Macri ha appena riconquistato l’Argentina e Cunha sta cercando di riprendere il Brasile. Che senso ha indebolirli in questo momento? E perché le accuse a Putin sono così ridicole e il suo nome non spunta fuori da nessuna parte (dimostrando che in effetti non ha nulla da nascondere)?
Se la cupola ha deciso di sacrificare chi sta sotto non c’è limite alle rivelazioni che seguiranno: sarà guerra di mafia globale.

Proposta per un nuovo rapporto tra cittadini, istituzioni, ricerca scientifica

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Hariprasad Venugopal, Via Lattea dalla spiaggia di Himatangi, Nuova Zelanda


Servono reti di partecipazione deliberativa transnazionali che verifichino i fatti, facciano circolare idee e osservazioni critiche, diffondano le best practice che emergono in ogni angolo del pianeta

Onorevole Francesco Palermo, TRANSEUROPA. Reti di società civile, Rovereto, 21 novembre 2015

a) I cittadini commissionano degli studi specifici tramite una raccolta fondi.
b) I ricercatori presentano delle proposte per ricevere dei fondi da impiegare per approfondire certe questioni in un settore di propria competenza e queste proposte vengono progressivamente integrate da indicazioni da parte dell’opinione pubblica.
c) Ciascun progetto viene presentato al pubblico con un evento di lancio e con la condivisione in rete. Dopo il suo completamento si presentano i risultati ancora una volta con un evento pubblico e in rete.
d) Vengono selezionate delle sedi adibite a luoghi di dibattimento sul modello del débat public.
[…]

Continua su Medium
https://medium.com/@stefano_fait/proposta-per-un-nuovo-rapporto-tra-cittadini-istituzioni-ricerca-scientifica-a371fc62d9ed#.1w5dv6mwg

Siete disposti a salvare altre banche d’affari?

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Salvataggio di 11 milioni di greci. Costo: 370 miliardi di euro
Salvataggio della banca Citigroup. Costo: 2513 miliardi di dollari
Morgan Stanley: 2041 miliardi di dollari
Barclays: 868 miliardi di dollari
Goldman Sachs: 814 miliardi di dollari
JP Morgan: 391 miliardi di dollari

Fonte: Mariana Mazzucato, la Repubblica, 13 luglio 2015

Vale la pena rinfrescarci la memoria su queste cifre, perché ci risiamo.

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In effetti sono 29mila miliardi di dollari.
http://www.levyinstitute.org/publications/29000000000000-a-detailed-look-at-the-feds-bailout-by-funding-facility-and-recipient
http://www.huffingtonpost.com/l-randall-wray/bernankes-obfuscation-con_b_1147291.html

“Since 2007 the UK has committed to spending £1.162 trillion at various points on bailing out the banks. This figure has however fluctuated wildly during the period and by March 2011 it was £456.33bn. That total outstanding support was equivalent to 31% of GDP in March”.
http://www.theguardian.com/…/reality-check-banking-bailout

The audit of the Fed’s emergency lending programs was scarcely reported by mainstream media – albeit the results are undoubtedly newsworthy.  It is the first audit of the Fed in United States history since its beginnings in 1913.  The findings verify that over $16 trillion (16mila miliardi di dollari) was allocated to corporations and banks internationally, purportedly for “financial assistance” during and after the 2008 fiscal crisis.
http://www.forbes.com/sites/traceygreenstein/2011/09/20/the-feds-16-trillion-bailouts-under-reported/

Malore per Janet Yellen la presidente della Federal Reserve
http://www.laprimapagina.it/2015/09/25/malore-janet-yellen-la-presidente-della-federal-reserve/

Denunciare e basta ingenera fatalismo. Servono soluzioni alternative e concrete

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Trascrizione giornalistica dell’intervento di Preparata.

Ci viene sempre detto che non ci sono soldi per questo e per quello. Le banche non prestano. È un classico e qui già si capisce che c’è sotto qualcosa. Ci sono queste banche che hanno di fatto diritto di vita e di morte e questo non lo dico in senso sinistro, ma perché è un dato di fatto. E poi c’è questa carenza di risorse e questo senso di precarietà quasi apocalittica: non ci si può fare niente, il ciclo è governato da forze che ci sovrastano. Il problema principale non è il capitalismo in quanto tale (che va criticato), ma la gestione della moneta: quanto circola va tutto bene, quando si blocca (la bloccano) crolla tutto.

La migliore critica al sistema monetario esistente è quella di Silvio Gesell, un commerciante tedesco che lavorava molto in Argentina prima della prima guerra mondiale. Ebbe un’illuminazione e poi capì che non era un’idea inedita. Ma ebbe il merito di scrivere un opuscolo che ebbe un successo straordinario negli ambienti di chi voleva veramente cambiare il mondo.

La questione del perché siamo costretti a pagare un interesse non è una questione accademica, è una questione di rilevanza quotidiana. Gesell lo considera un tributo. La radice del male sta sì nell’avidità e nel desiderio di sfruttamento, ma si estrinseca nella moneta e nell’imposizione di un interesse da parte di chi la crea (banche private).

Tradizionalmente si è usato l’oro perché conserva la ricchezza, in quanto non è deperibile. In ogni momento puoi seppellirlo in un luogo nascosto e recuperarlo più avanti. Platone chiama l’oro “moneta greca”, mentre all’interno di ciascuna città in guerra con le altre si usano standard diversi, che possono essere metalli meno preziosi o anche materiali quasi privi di valore. E non è chiaro perché ci possa essere una moneta nobile e una moneta ignobile.

E il problema, osservava Gesell, è che la moneta come viene concepita classicamente viola una legge fondamentale della vita: tutto muore, perché tutto ha un ciclo di vita. Ma il denaro non ha un ciclo naturale di vita e di morte, non ha una data di scadenza come i prodotti che si comprano con il denaro. Il denaro è un’espressione simbolica, uno strumento convenzionale che accompagna lo scambio di cose che sono tutte moriture, pur non essendo esso stesso soggetto a deperimento. Inoltre il denaro è un simbolo, nel contempo è una merce immarcescibile ed è sottoposto a tributo in virtù dell’interesse.

Com’è possibile? Ha senso? È giusto? È inevitabile? Solo perché è un sistema in vigore dai tempi biblici è legittimato a persistere anche se favorisce chi crea il denaro e poi lo noleggia e sfavorisce chi non si vede riconosciuto il diritto di farlo e deve noleggiarlo (a interesse-tributo), indebitandosi?

Tu agricoltore sei costretto a tornare dopo un anno e ripagare il prestito…più l’interesse. Questo ti costringe a raggiungere un tasso di profitto quanto più alto possibile perché c’hai la fretta e l’onere finanziario di ripagare il debito. E quindi che fai? Se sei una città riduci i parcheggi per farci stare più auto a pagamento. Se sei un produttore cerchi di eliminare la concorrenza e di stabilire un sistema il più vicino possibile alla condizione di oligopolio (e tanti saluti al libero mercato!) che ti permetta di mentire sull’abbondanza di una risorsa (es. petrolio) convincendo i mercati che è scarsa, in modo da alzare i prezzi e ricavare maggiori profitti.

L’interesse sulla creazione di una moneta non deperibile è il peccato originale che scarica in un effetto domino sull’intera catena produttiva e sociale l’impatto dell’indebitamento.

È giusto che non si usi più l’oro e che la moneta sia un simbolo perché, come diceva Gesell, la moneta deve avere il minimo numero di proprietà fisiche, in quanto ha il compito di rappresentare il libero scambio. Ma tu non puoi possedere un simbolo. I numeri sullo schermo sono immarcescibili e gli impulsi magnetici dietro a questi numeri circolano su una rete privata che è la rete bancaria.

La loro potenza sta lì: nel monopolio concesso dallo Stato e in una griglia di rapporti costruita nel corso di moltissime generazioni che consente loro di detenere un potere di vita e di morte su economie e società.

Il che non vuol dire che sia giusto demonizzare le banche. L’alternativa avrà comunque bisogno di banche, anche se banche diverse da quelle prevalenti. Ci dovranno comunque essere carte di credito (moneta virtuale): va benissimo così. La differenza rispetto al presente è che le griglie dovranno essere aperte a tutti. Ci dovranno essere dei guadagni per i banchieri, ma non in un regime monopolistico di accentramento totale. E senza cicli artificiali spacciati per naturali, da accettare fatalisticamente.

Quand’è che le banche prestano denaro? Quando vedono prospettive di reddito -> boom (fase di euforia e di aspettative). Poi giunge il crollo e le banche smettono di prestare -> mancano i soldi.

Con la svolta neoliberista il tutto si è ridotto alla creazione di bolle da far esplodere per poter fare man bassa a saldo dei beni delle vittime del crollo. E poi si ricomincia. Queste bolle non succedono a caso. Rispondono a una precisa strategia volta ad attrarre capital negli Stati Uniti a fini egemonici per sanare bilanci e coprire le spese militari. Qui non c’è niente di casuale e non è solamente avidità. C’è anche una forte dimensione politica.

La dinamica a spasmi è innaturale, deleteria e comunque non è inevitabile. Quando esplode la bolla il sistema è oberato di debiti e si attende l’introduzione della nuova idea che dovrebbe servire a gonfiare la bolla successiva, intanto la gente è senza lavoro e le banche se ne stanno lì con le braccia conserte distribuendo bonus.

La soluzione a questo impasse è far sì che la moneta muoia come tutto il resto. Tasso negativo significa che tu c’hai sto pezzo di carta che, con il passare del tempo scompare perché a fronte di esso corrisponde tutta una serie di beni che hanno un ciclo di vita e stanno morendo.

Questa riforma è già stata sperimentata con successo (usando monete complementari locali, come si fa a Volos, in Grecia) in Baviera, Austria e Svizzera (l’arco alpino, essendo maggiormente svincolato dagli oligopoli, in quanto periferia remota, ha storicamente il compito di fungere da laboratorio sperimentale, NdR), finché le rispettive capitali non hanno soppresso questi tentativi pionieristici.

La “banconota” che hai in tasca in un anno e mezzo sarà morta (es. ci devi mettere uno stampino/francobollo al mese, finché non esaurisci lo spazio: a quel punto l’hai persa) e perciò non te la tieni nel salvadanaio, la devi investire, generando una spirale virtuosa di investimenti e prosciugando i paradisi fiscali.

NOTA DEL REDATTORE > La logica di fondo è quella del ciclo dell’acqua: la deperibilità è un incentivo a far circolare le risorse senza poter erigere delle dighe e inaridire intere regioni. Il flusso di ricchezza non si blocca mai e feconda l’intero spettro dell’economia, organicamente, senza inondazioni e siccità programmate dall’alto per poter accentrare le risorse e quindi il potere. FINE DELLA NOTA DEL REDATTORE.

La rete cooperativa locale, comunitaria, aggira e rende superflua per una serie di operazioni (lavori pubblici, compravendita di beni di prima necessità) la griglia bancaria e i suoi tassi di interesse, all’interno di un dato microcosmo socio-economico.

  • È un sistema rispettoso di Madre Natura perché è legato direttamente alla produzione di base, non alla generazione di bisogni superflui.
  • È un sistema decentrato perché la comunità sovrana si assume la responsabilità della gestione delle proprie finanze.
  • Consente comunque di usare carte di credito parallelamente alla carta moneta.
  • Non richiede l’abolizione delle valute standard come l’euro per gli scambi internazionali (sul sopracitato modello platonico: oro pan-greco e valute locali a livello locale): ogni regione potrebbe avere una sua moneta (sposalizio di bio-regionalismo ed eco-regionalismo) semplicemente impostando dei tassi di cambio che permettano a una moneta trentina di essere spesa in Veneto se uno non ha sotto mano degli euro. Una rete di banche locali federate potrebe tranquillamente gestire questo sistema.
  • Favorisce un’economia del dono in cui tutti sono spinti a investire in tutto quel che normalmente viene trascurato dai privati ma che misura la prosperità di una comunità e garantisce la dignità di ogni suo membro (es. reddito di cittadinanza, scuole materne, università, ricerca & sviluppo, sanità, biblioteche, cultura, igiene ed estetica urbana, sicurezza, opportunità di democrazia deliberativa, assistenza allo sviluppo, ecc.).

http://www.futurables.com/2015/08/30/star-trek-la-giornata-dellautonomia-e-il-tridentum-la-futura-valuta-trentina/

https://plus.google.com/+StefanoFaitFuturAbles

Link utili (spero)

willy-wonka-blog

Era da un po’ di tempo che volevo condividere alcune delle mie fonti che considero più affidabili e che potrebbero essere meno note di altre, almeno in Italia (es. non ho messo http://thesaker.is/ perché voglio augurarmi che tutti i “contro-informatori” lo conoscano).
Cercherò di aggiungere altri link man mano che mi verranno in mente.
Per altri aggiornamenti con altri link
https://plus.google.com/+StefanoFaitFuturAbles

FILOSOFIA, SPIRITUALITÀ

Jacob Needleman http://www.jacobneedleman.com/

ECONOMIA

Michael Hudson http://michael-hudson.com/

Ellen Brown http://itsourmoney.podbean.com/

Yanis Varoufakis (tiene un blog, da molti anni): http://yanisvaroufakis.eu/

Gustavo Piga: http://www.gustavopiga.it/

http://conscience-sociale.blogspot.it/

GEOPOLITICA

Scozia (fondamentale per capire il mondo dopo la caduta dell’Impero): http://newsshaft.podbean.com/

Singapore (fondamentale per capire la meta finale dell’Impero – Singapore è il prototipo di città-stato che desiderano ai piani alti): http://www.theonlinecitizen.com/

Cina: https://soundcloud.com/44-days / http://www.chinafile.com/

The Diplomat: http://thediplomat.com/

Clarissa: http://www.clarissa.it/

WikiSpooks: https://wikispooks.com/wiki/Main_Page

Moon of Alabama: http://www.moonofalabama.org/

The East is Read: https://eastisread.wordpress.com/

CONTROINFORMAZIONE E INFORMAZIONE ALTERNATIVA

http://www.sott.net/

http://www.wanttoknow.info/newsstories

http://21stcenturywire.com/

http://www.caseyresearch.com/gsd/criticalreads

https://thepolypus.wordpress.com/

MUTAMENTO CLIMATICO (E PLANETARIO)

http://www.climatemonitor.it/

ADAPT 2030: https://www.youtube.com/user/MyanmarLiving

http://www.suspicious0bservers.org/

http://www.attivitasolare.com/

http://www.freddofili.it/

https://sunshinehours.wordpress.com/

http://www.laterredufutur.com/accueil/

http://www.sis-group.org.uk/news

ANTROPOLOGIA, SOCIOLOGIA, SCIENZE POLITICHE

Richard Sennett http://www.richardsennett.com/site/senn/templates/home.aspx?pageid=1&cc=gb

Stephen F. Cohen http://jordanrussiacenter.org/author/scohen/

Adam Greenfield http://urbanscale.org/about/adam-greenfield/

James C. Scott http://politicalscience.yale.edu/people/james-scott

Ian Tattersall http://www.iantattersall.com/

Richard Klein https://web.stanford.edu/dept/anthropology/cgi-bin/web/?q=node/107

Dominique de Villepin http://www.richardsennett.com/site/senn/templates/home.aspx?pageid=1&cc=gb

SALUTE, ALIMENTAZIONE, SCIENZA

http://wholehealthsource.blogspot.it/

http://www.i-sis.org.uk/index.php

Come hanno distrutto il Giappone (e hanno provato a fare lo stesso con UE, Cina, Russia e Stati Uniti)

SOTTOTITOLI IN ITALIANO

Selfie-governance nella Terza Repubblica

 

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 

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Il neoliberismo è un’evoluzione del liberismo.

Invece di limitarsi a tenere a bada lo Stato o a farlo tornare sui suoi passi, il suo obiettivo è quello di impadronirsi non solo dello Stato ma anche dello Stato Profondo

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=17751

Per questo un leader neoliberista (che non si proclami orgogliosamente tale) è in grado di sedurre sia i liberali (per il suo libertarismo), sia i socialisti (per il suo statalismo). L’illusione dura finché gli uni non si rendono conto che è autoritario e centralista e gli altri che è al servizio di interessi privati.

Il volto neoliberista non è sempre facile da scorgere dietro la maschera che di volta in volta sceglie di indossare, a seconda della fase storica e delle attese della massa.

Prendiamo un esempio a caso…

“«Un soprintendente è tenuto a compiere sopralluoghi, controllare perizie, dirigere i lavori, pubblicare studi, redigere piani paesistici, ma soprattutto resistere ai privati che vorrebbero distruggere tutto per rifarlo in vetrocemento, quasi sempre con l’assenso e l’appoggio delle autorità». «Resistere ai privati»: chi lo sostiene oggi è segnato a dito come talebano, statalista, comunista. A scriverlo, invece, era il liberalissimo Indro Montanelli, in un memorabile articolo comparso sul «Corriere della sera» il 12 marzo 1966. Oggi, invece, un giornale come «Repubblica» scrive che «troppo spesso le soprintendenze diventano fattori di conservazione e di protezionismo in senso stretto cioè di freno e ostacolo allo sviluppo, alla crescita del turismo, e dell’economia», sul «Corriere» si invoca un giorno sì e l’altro pure l’intervento salvifico di quegli stessi privati, Matteo Renzi ripete a macchinetta che «Sovrintendente è una delle parole più brutte di tutto il vocabolario della burocrazia. Stritola entusiasmo e fantasia fin dalla terza sillaba». L’entusiasmo e la fantasia di chi – tra il 1966 e oggi – ha sepolto questo Paese sotto una colata di cemento”.

http://www.minimaetmoralia.it/wp/patrimonio-culturale-montanelli/

“Condivide il rischio di “svolta autoritaria” evidenziato nel manifesto di Libertà e giustizia?
Per quanto riguarda il problema democratico, giustamente sollevato da altri professori, segnalo solo le criticità principali:

1) La modifica della Costituzione sarà approvata da un parlamento bicamerale dotato di minore legittimazione democratica complessiva della sola Camera dei deputati che approva le leggi ordinarie (purché riceva una legge elettorale più democratica).
2) I ventun senatori nominati dal Presidente non rappresentano le autonomie territoriali, ma rischiano di rieleggere il Presidente che a sua volta potrebbe rinominarli, un meccanismo di cooptazione lontanissimo dal principio di democrazia.

3) I senatori non risponderanno delle loro scelte senatoriali nei consigli regionali e locali, piuttosto nelle sedi dei partiti politici e dell’ANCI”.

Jörg Luther, giurista e costituzionalista all’Università del Piemonte Orientale

http://www.formiche.net/2014/04/05/senato-renzi-bundesrat-confronto-prof-luther/

“Quella corporazione oggi largamente rappattumata sotto le sue bandiere; riaccreditata grazie a giochi verbali dal sapore vagamente terroristico, promossi dal nuovo conformismo che ci traghetta verso la Terza Repubblica: l’addebito di “conservatore” appioppato a chi dubita che il cambiamento per il cambiamento sia riformismo; l’accusa di “gufare” come una scudisciata a quanti obiettano che gli effetti d’annuncio presuppongono piani articolati (che non si vedono) e adeguate coperture finanziarie (idem come sopra). Obiezioni a cui la claque replica allo stesso modo di Iva Zanicchi quando difendeva Berlusconi “a prescindere”: lasciatelo provare! Come se fossimo al tirassegno del Luna Park e non in politica, dove è regola esibire garanzie e rendicontare preventivamene.

Comunque, basta e avanza per capire senza preconcetti il senso del new deal renziano analizzare dove vada a parare il suo progetto di riforma elettorale: un duopolio di potere, con i vertici che si eleggono i propri fidati. Mentre resta escluso dal gioco il partito più consistente: gli italiani che hanno deciso di non andare più a votare”.

Pierfranco Pellizzetti

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/04/07/pierfranco-pellizzetti-viperette-renziane-mordono-professoroni/

“…è già accaduto in passato che la contrapposizione del Corriere della Sera a tutto ciò che la sinistra rappresentava in questo Paese, ha portato il maggiore quotidiano italiano a ritenere i socialisti più pericolosi e minacciosi dei fascisti.

Ovviamente il 2014 non è il 1922, ma la crisi profondissima che sta attraversando la nostra democrazia e le risposte sbagliate che ad essa si vorrebbero dare, non lasciano presagire nulla di buono.

Proprio per questo è bene che ci siano appelli contro i pericoli autoritari come quello lanciato da autorevolissimi intellettuali italiani, contro il tentativo di cambiare in peggio le nostre istituzioni.

Oggi più che mai, l’imperatore, se vuole essere saggio, ha bisogno di usignoli che cantino liberamente la loro canzone. Non ha bisogno di usignoli meccanici che cantino a comando”.

Antonello Falomi

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/04/07/antonello-falomi-gli-usignoli-meccanici-dell%E2%80%99imperatore/

“…abbiamo un Parlamento di nominati con un tasso di disrappresentatività spaventoso (oltre il 40%, caso unico mondiale), che è stato eletto con un sistema dichiarato in buona parte incostituzionale che, anziché sciogliersi, pretende di riformare la Costituzione ed a tempo di rock, sotto la regia di un semi-ottuagenario in stato confusionale e di un frenetico giovanotto in preda al ballo di San Vito: è meglio di una commedia surrealista! Pura comicità demenziale”.

http://www.aldogiannuli.it/2014/04/berlusconi-ondivago-renzi-frenetico/

“Un gruppo di senatori del Pd sostiene che, in commissione affari costituzionali al Senato, si possa e debba presentare una bozza di riforma alternativa a quella del governo.

E’ d’altra parte il normale ruolo di una commissione parlamentare: raccogliere le varie proposte, mediare, fare sintesi e infine portare un testo in aula. Se il testo da portare fosse quello della proposta governativa, blindato, non ci sarebbe bisogno della commissione e soprattutto ci sarebbe un’ingerenza dell’esecutivo sul legislativo.

Ma il capogruppo Pd al Senato (Zanda) richiama all’ordine i dissidenti, dicendo loro che la proposta del Pd è quella del governo.

Non entro nel merito. Dico solo che quando Grillo invocava il vincolo di mandato per i suoi senatori, ci furono molte levate di scudi anche dal Pd in nome della Costituzione che esenta i parlamentari dal vincolo di mandato.

Ora pare che siamo al vincolo di mandato a fasi alterne”.

Andrea Iannuzzi, facebook

“Si tratta di partire dalle nostre esperienze autonomistiche per convincere il governo che dopo il federalismo di matrice leghista non si può tornare allo statalismo. E nella Costituzione dev’essere scritto che è possibile per i territori di montagna avere forme speciali di autogoverno, contro l’omologazione a un modello metropolitano. Perché quello che succederà è che il governo del territorio delle vecchie Province lo faranno le classi dirigenti delle metropoli. Che senso ha un Senato delle Regioni se alle Regioni si tolgono i poteri? Noi dobbiamo essere capofila di una grande battaglia in cui sia chiara la tutela della nostra autonomia”

Lorenzo Dellai, presidente della Provincia Autonoma di Trento dal 1999 al 2012

http://ricerca.gelocal.it/trentinocorrierealpi/archivio/trentinocorrierealpi/2014/04/07/NZ_14_04.html

I criteri guida di questo millennio dovrebbe essere ben altri; anti-paternalisti e incentrati sul concetto di cittadino-sovrano (una vera e propria rivoluzione antropologica e politica che deve guidare le nostre azioni in questi anni):

– non lasciare che chi ti governa tenga in mano tutto le carte;

– cerca di sviluppare le capacità e il cuore (la coscienza) per essere padrone del tuo destino, capitano della tua anima, sindaco/presidente di te stesso, un cittadino sovrano che stringe rapporti di cordiale cooperazione con altri cittadini sovrani, in nome del bene comune;

– diventa il cambiamento che vuoi vedere nel mondo partecipando attivamente al mutamento come si sviluppa nel mondo, senza attendere una figura paterna, veterotestamentaria, che ti dica cosa sia nel tuo interesse (Gesù il Cristo non ha mai controllato, manipolato, ricattato, comprato, comandato);

– partecipa alla creazione di comunità di cittadini sovrani che formino una rete planetaria e scoprano che l’armonia è possibile anche in comunità più grandi, se c’è il rispetto della diversità e se l’altruismo vince sull’egoismo;

– partecipa alla costruzione di un villaggio globale in cui il naturale desiderio di unirsi per prosperare non sia dirottato verso forme di integralismo religioso, politico ed economico che conquistano con la forza e con il ricatto, invece di persuadere con il buon esempio.

http://www.futurables.com/2014/04/06/maroni-lombardia-kompatscher-sudtirolo-rossi-trentino-e-il-risorgimento-2-0/

Guru che odiano le donne (e gli uomini) – da Rachel Carson a Gore e Latouche

A cura di Stefano Fait

Web Caffè Bookique [Facebook]

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Mi amareggia sapere che Serge Latouche goda in Italia di una popolarità sproporzionata rispetto a quella riservatagli nel resto d’Europa e dell’Occidente, dove è relativamente poco conosciuto. E per fortuna, dico io

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/04/perche-grillo-fa-bene-a-non-credere-nella-decrescita-felice/

Latouche è uno dei tanti frutti di una corrente reazionaria e misantropica dell’ambientalismo. Reazionaria perché rimuove il benessere umano dal centro del discorso politico e lo sostituisce con un distorto “amore” per il pianeta / terra / natura che, per qualche ragione, esclude l’umanità.
Se questa corrente non sarà sconfitta sul terreno delle idee e dei dati empirici finirà per pugnalare alle spalle il pensiero progressista e lo stesso ecologismo.

Infatti il suo principale effetto è quello di dirottare l’attivismo progressista in campagne contro il meteo (tra lo scetticismo di tutti gli esperti che cercano di far capire che clima e tempo meteorologico sono cose diverse) e contro il progresso economico, anche se ciò condanna a morte e alla miseria milioni di esseri umani.

Questi nostri fratelli dei paesi in via di sviluppo desiderano ardentemente energia elettrica abbondante e poco costosa, acqua pulita e servizi igienico-sanitari adeguati, non vogliono morire prematuramente di indigenza e indifferenza o guardare i loro figli morire o appassire. Vogliono sfuggire alla prigione della povertà. È un loro diritto, è una scelta perfettamente razionale e moralmente inappuntabile.

http://www.nytimes.com/2013/12/04/opinion/the-poor-need-cheap-fossil-fuels.html?_r=3&#h[]

Ma apparentemente non per Latouche o per Al Gore. Per loro crescita equivale a consumismo, mentre per il resto del mondo crescita significa speranza di diventare un po’ più liberi, un po’ meno discriminati, un po’ meno disuguali.
I dati reali danno ragione ai due miliardi di abitanti del pianeta privi di elettricità e torto ai guru dell”ecologismo reazionario:

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http://www.ted.com/talks/lang/it/hans_rosling_shows_the_best_stats_you_ve_ever_seen.html

Non è una questione di dover fare un po’ meno shopping, è una questione di trovare finalmente la forza, la volontà e il modo di dimostrare che ce ne importa qualcosa dei nostri fratelli di colore più scuro.

I poveri del mondo non hanno solo bisogno di un po’ di luce elettrica e di alcuni gadget elettronici per condurre una vita dignitosa. Oltre all’energia necessaria per alimentare una moderna produzione industriale e agricola, prerequisito per una vita dignitosa per centinaia di milioni di poveri, c’è la questione di come cucinare il cibo. Al momento moltissimi di loro disboscano per poter cucinare e ogni anno decine di milioni di (per lo più) donne soccombono di malattie polmonari conseguenti ai sistemi di cottura a legna e carbone in ambienti chiusi. Queste persone devono poter essere in grado di cucinare su fornelli elettrici e avere frigoriferi, sia a casa che durante lo stoccaggio e il trasporto.

Non è normale che qualcuno ci venga a dire che questi sono privilegi e non diritti per i quali si sono battuti i nostri genitori, nonni e bisnonni. E’ il pensiero di persone dissociate dalla realtà o, come nel caso del multimiliardario Gore, in malafede.

Dovremo abituarci a vivere con meno, ci spiega James Cameron, regista di Avatar, proprietario di 3 ville a Malibù con 3 piscine riscaldate, un ranch di 100 acri, un elicottero privato, 3 Harley-Davidson, una Corvette, una Ducati, uno yacht, un Humvee, una Ford GT, una flotta di sottomarini (ne ha donato uno da 10 milioni di dollari alla Woods Hole Oceanographic Institution).

Non che Latouche se la cavi troppo male, nel centro di Parigi.

Tornando al cuore della questione, la decrescita e l’aumento dei costi energetici in un paese sviluppato non sono fatali (salvo che per quegli anziani che non si potranno permettere di riscaldare le case in inverno). Se lo stesso però succede in un paese in via di sviluppo, si avrà un enorme disastro umanitario che costerà la vita a milioni di persone e condannerà a languire in miseria un numero ancora maggiore di esseri umani.

Una cosa del genere non è altro che un moderno programma eugenetico, dove una parte dell’umanità viene sacrificata per far sentire meglio i privilegiati.

Per fortuna il resto del mondo non ascolta le prediche di Latouche e Gore. Non è infatti concepibile difendere la tesi che la gente dovrebbe volontariamente restare povera. Non succederà mai ed è meglio che i decrescisti/serristi se ne facciano una ragione.

Miliardi di esseri umani, chi più chi meno, vogliono la stessa cosa, ossia una ragionevole aspettativa di vita, una ragionevole prosperità materiale, un posto in cui vivere che sia ragionevolmente piacevole, energia abbondante e a costi ragionevoli, opportunità di viaggiare, educarsi, curarsi e migliorarsi, acqua potabile, igiene, ordine e sicurezza. Sono diritti fondamentali di ciascun essere umano, o comunque dovrebbero essere riconosciuti come tali.

In ogni caso nessun politico può pensare di rimanere a lungo al potere impedendo alle future generazioni di soddisfare queste legittime ambizioni.

162628126-0e10219d-91ea-4526-a517-9420c7ae54bdIntroduzione di Al Gore, appunto

È questo che alla fine ci salverà dal radicalismo chic, cioè da chi, come giustamente nota Laura Fedrizzi, firma appelli e parla ex indignata conscientia, e troppo poco ex informata conscientia.

Fedrizzi si riferisce alla vergogna dell’affaire Silent Spring.

http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/quanta-nostalgia-del-ddt

L’ondata di panico generata da “Silent Spring” (“Primavera silenziosa”, 1962) della biologa e ambientalista Rachel Carson, ha ucciso oltre 40 milioni di persone, tra le quali moltissimi bambini. Lo sta ancora facendo. Il libro ha contribuito in modo significativo alla decisione di bandire l’insetticida Ddt (1972 negli Stati Uniti, 1978 in Italia), un modo sicuro e molto efficace per frenare la malaria, la prima causa di morte nell’Africa sub-sahariana, e un’invenzione per la quale il chimico elvetico Paul Hermann Müller era stato insignito del Nobel per la Medicina nel 1948.

Ci sono voluti oltre 30 anni perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconoscesse l’errore commesso e tornasse a raccomandare l’uso mirato del  Ddt.

Il Ddt comporta alcuni rischi per gli uccelli, ma vale la pena di salvare milioni di uccelli al costo di milioni di vite umane e, chi dovesse rispondere affermativamente, ha pensato che potrebbero essere i suoi figli (se le temperature mondiali dovessero riprendere a salire)?
È un libro che ha promosso un tipo di ambientalismo che prioritarizza l’ambiente sempre e comunque, anche a discapito del benessere umano ed è la ragione per cui ha successo anche e soprattutto negli ambienti reazionari – il conservazionismo è nato su iniziativa di quelli stessi magnati che predicavano l’austerità e la sterilizzazione eugenetica al tempo della Depressione e poi della crisi del 1973-1974 –, in cui il riscatto delle masse dalla miseria e dall’ignoranza non è visto come un obbligo ma come una minaccia per lo status quo.

Non sarò complice di questo abominio.

Jean-François Gayraud, François Thual, «Géostratégie du crime», 2012

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Jean-François Gayraud, François Thual, « Géostratégie du crime », Paris: Odile Jacob, 2012

24: les grandes entités criminelles peuvent-elles phagocyter les États?

24: on sous-estime l’influence des mégafraudes dans le déclenchement des grandes crises financières

30: on parle de l’ «État profond », une expression évocatrice de l’existence de pouvoirs occultes puissants

34: Sur des marchés peu ou non régulés, les acteurs les moins honnêtes s’imposent toujours

47-48: Quel est le poids d’un État qui a comme unique réalité sa seule satisfaction identitaire, qui n’a aucune force militaire, économique, financière, médiatique?…Plus le monde sera parcellisé, plus les grandes entités criminelles pourront évoluer librement. Ces organisations criminelles se nourissent de cette hyperfragmentation car il est plus difficile de prendre le contrôle d’un grand État que de territoires minuscules, comme dans la péninsule balkanique ou ailleurs, tels les micro-État du Pacifique ou des Caraïbes…Ce sont des États à « souveraineté limitée ».

51: on ne parle jamais assez de la domination des cartels de la drogue dans les Caraïbes ou des triades chinoises dans le Pacifique Sud

52: Des fonds russes et japonais, issus largements du gran banditisme et de mafias, ont été complaisemment hébergés à Nauru. Le micro-État s’est transformé dans les années 1990-2000 en paradis fiscal et bancaire pour survivre…il a aussi vendu par dizaines des passeports au plus offrant.

53: Il y eut le Cuba de Fulgencio Batista, au pouvoir dans l’île à deux reprises (1940 à 1944 puis de 1952 à 1959). Cuba fut alors une enclave de la mafia italo-américaine qui y installa ses casinos

53: plus récemment, à Panama, Manuel Noriega…

54: l’île d’Haiti du temps des Duvalier père et fils

55: les Antille néerlandaises, avec l’île de Sint Maarten…un homme régnait en maître: Rosario Spadaro

56: Robert Allen Stanford, le « petit Madoff » et le premier Américain à avoir été fait chevalier du Commonwealth, était le premier employeur d’Antigua et Barbuda

60: Les néoconservateurs américains partisans de l’État minimum, prônant la déréglementation des marchés soi-disant autorégulateurs, ont dans les faits livré l’État aux lobbies de la finance, de la pharmacie, de l’armement, etc. La déréglementation et la privatisation ont bénéficié à une clientèle privée. L’État voit son périmètre d’intervention diminuer, mais il est en fait capturé par des forces prédatrices corrompant le système. Les institutions publiques sont mises au service d’intérêts privés, d’une clientèle. […]. Sur les deux cents États reconnus par l’ONU, vingt-cinq à cinquante pourraient aisément, selon les critères choisis, entrer dans cette catégorie des failed/collapsed States (Iraq, Libye, Somalie, Afghanistan, Syrie, Mali, Monténégro, Kosovo, etc.).

99: La kleptocratie est le régime politique ou plutôt politico-criminel le plus répandu sur la planète et pourtant le moins étudié par la science politique

111: au Mexique avec les cartels de la drogue qui mobiliseraient environ 100.000 hommes de main et qui se sont adjoint des entités paramilitaires d’ailleurs issues des forces spéciales

115: Le Monénégro est un petit pays de 700.000 habitants dont plus de la moitié du PIB est quasi officiellement constituée des revenus de trafics criminels: cigarettes, drogues, armes, traite des être humains, etc. Dans la région, le Monténégro est surnommé de manière symtpomatique « Narconégro ».

115: Kosovo : l’UCK nétait pas une armée mais en grand partie une réunion de chefs de clan mafieux ayant à l’origine mené des campagnes d’attentats contre le Serbes. Sans l’OTAN, cette faction terroriste et prédatrice n’aurait jamais pu prendre le pouvoir.

118: le Kosovo est un hub criminel. Au final, des chefs de bandes criminelles, déguisés en acteurs politiques, ont réussi à créer leur propre État. […]. La capitale du Kosovo, Pristina, entrera un jour prochain dans l’histoire du crime organisé comme un épicentre criminel aussi célèbre que Medellin, Chicago ou Palerme.

123: L’Espagne connaît en effet un effondrement criminel accéléré. Ce pays, surtout sa côte méditerranéenne, est devenus un lieu privilégié de remontée des drogues, de blanchiment d’argent et de refuge pour les gangsters internationaux. Soulignons qu’une partie de la bulle immobilière espagnole s’explique par l’afflux de l’argent de la drogue.

157: En Afghanistan la production de l’opium assure 60% du PIB

166: On pourrait d’ailleurs rapprocher cette géographie contemporaine des paradis fiscaux et bancaires avec celle des États filibustiers de la Caraïbe de l’Ancien Régime: on constaterait souvent une étonnante superposition

167 : La City of London Corporation est un État dans l’État…Hong Kong, Singapour…

168 : les nombreuses îles anglophones transformées en paradis fiscaux et bancaires, dans les Caraïbes et ailleurs

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