La fatale (?) divergenza di visione strategica tra imprese trentine e sudtirolesi-tirolesi

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La Cina uccide il dollaro

Dreyfus 2013, ovvero Dzhokhar Tsarnaev, il miracolato

https://twitter.com/stefanofait

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Mentre la rivista Rolling Stones si premura di trasformare Tsarnaev in una celebrità di culto ed un oggetto di emulazione, una foto fatta circolare incautamente da un sergente che si era indignato per la suddetta copertina e che è già stato sospeso dal servizio, rivela che il famoso squarcio alla gola era l’ennesima menzogna delle forze dell’ordine

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“Ferito alla gola, il giovane comunica con gli inquirenti per iscritto” (Repubblica)

“Il giovane ha riportato ferite di arma da fuoco alla gola e a una gamba e ha perso molto sangue prima di essere catturato dagli agenti” (Adnkronos)

“Una ferita alla gola, che si era procurato forse nel tentativo di suicidarsi” (Il Post).

“Rimasto gravemente ferito, non può parlare a causa di una ferita da arma da fuoco alla gola(Adnkronos)

“Tsarnaev è grave ma stabile” (governatore del Massachusetts, Deval Patrick)

Constatiamo che l’ENORME ferita al collo di Dzhokhar non c’era al momento dell’arresto, quindi è stata inflitta successivamente mentre era in custodia. L’imputato, che in teoria era in fin di vita, è uscito dalla barca sulle sue gambe e senza essere coperto di sangue, per poi consegnarsi alla polizia.

Stando alla versione ufficiale, il più giovane dei Tsarnaev ha confessato di essere responsabile dell’attentato usando una penna trovata nella barca scrivendo mentre crivellavano di colpi la suddetta barca in una sparatoria (con una mano spara, con l’altra scrive?).
Il commissario di polizia di Boston aveva prima parlato di sparatoria, poi aveva informato i media che il fuggitivo era disarmato, DOPO che un’audioregistrazione di un vicino dimostrava che solo la polizia aveva sparato!).

Dopo di che un componente degli SWAT aveva riferito che quello alla gola sembrava “più un taglio che una ferita da arma da fuoco”.

Pinocchio e Goebbels erano dei dilettanti!

L’americano di origini cecene era in condizioni critiche, tanto che all’inizio circolava la voce che non sarebbe più riuscito a parlare perché le sue corde vocali erano state compromesse.

Aveva però lasciato un biglietto all’interno della barca “confessando tutto”, come aveva precedentemente fatto con un ostaggio che però si è volatilizzato dopo essere stato lasciato libero e incolume dai due “terroristi”, ma non prima di aver riferito a qualcuno della confessione (un’auto-incriminazione totalmente immotivata e senza senso da parte dei due fuggitivi).

Poi al processo Dzhokhar si è proclamato innocente. In genere gli jihadisti sono più che orgogliosi di prendersi la responsabilità per un “lavoro ben fatto”. Ma il nostro, che nel frattempo ha acquistato un accento russo che i suoi amici e compagni di scuola negano che avesse prima del giorno dell’attentato

http://it.notizie.yahoo.com/maratona-boston-imputato-dzhokhar-tsarnaev-aula-non-sono-201647907.html

è l’unico superstite dell’operazione terroristica, dopo che un altro sospettato, che aveva cominciato a scrivere una confessione, è morto sotto i colpi degli agenti in Florida

http://www.guardian.co.uk/world/2013/may/22/fbi-man-shot-florida-tsarnaev-brothers#comment-23804874

l’altro fratello, Tamerlan, teoricamente schiacciato e ucciso dal fratellino in fuga su un SUV dopo che si era arreso (!) è stato convenientemente ricollegato a un triplo omicidio di ebrei avvenuto, tra tutte le date possibili, l’11 settembre del 2011

http://rt.com/usa/tsarnaev-suspected-2011-murder-978/

Questa processo farà sembrare l’affare Dreyfus una cerimonia di consegna del premio Nobel.

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Questi eventi, come quelli che circondano il nodo “Snowden+scandalo LIBOR+imperialismo americano” (sintesi di Max Keiser qui), vanno letti alla luce della probabile crisi internazionale legata all’inabilità di controllare le transazioni finanziarie (sp. derivati) sia da un punto di vista legale
http://www.valori.it/finanza/finanza-fuori-controllo-fino-75-transazioni-4218.html
sia da un punto di vista tecnico (istantaneità per aumentare profitti è ingestibile: i computer operano autonomamente, una specie di skynet finanziaria):
http://www.wired.com/business/2012/08/ff_wallstreet_trading/all/

e della reale situazione degli Stati Uniti d’America, la più grande economia mondiale:

http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_bank_failures_in_the_United_States_%282008%E2%80%93present%29

http://www.wallstreetitalia.com/article/1505883/alert/bomba-derivati-banche-americane-grandi-piu-dell-intero-pil-usa.aspx

Il debito nazionale americano è ora più grande del PIL annuo. L’unico modo che hanno gli USA per cavarsela è…non rimborsarlo. Un attacco terroristico + guerra [Oceania/NATO, Eurasia/Russia ed Estasia/Cina – cf. Orwell]

http://it.wikipedia.org/wiki/1984_%28romanzo%29

e un po’ di caos interno “controllato” sarebbero la situazione ideale per farlo.

Farebbe comodo anche alla Germania, la cui maggior banca non è meno “morta vivente” delle sue consorelle americane:

http://www.rischiocalcolato.it/2013/04/zh-deutsche-bank-prima-banca-al-mondo-per-esposizone-in-derivati-55-605-miliardi-di-euro.html

http://www.wallstreetitalia.com/article/1556990/finanza/ecco-a-voi-la-banca-esposta-ai-derivati-per-73-trilioni.aspx

http://www.repubblica.it/economia/finanza/2013/07/11/news/nubi_scure_sulla_contabilit_di_deutsche_bank_miliardi_di_prestiti_opachi_da_mps_al_brasile-62786625/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/07/01/derivati-antitrust-ue-contro-13-banche-dinvestimento-tra-cui-goldman-e-duetsche/642594/

http://www.ilgiornale.it/news/economia/deutsche-bank-nella-tempestaa-bundesbank-avvia-unindagine-902680.html

Quando le maggiori banche anglo-tedesco-americane termineranno i loro giorni – ed è solo una questione di tempo, ma non prima della vittoria elettorale di Angela Merkel – tutto il castello di carte che hanno eretto per prenderci per i fondelli dagli anni Settanta in poi crollerà.

E nel contempo faremo la fame (cambiamento climatico = crisi alimentare/inflazionistica)
http://www.guardian.co.uk/business/2013/jul/21/tesco-boss-cheap-food-over

il che significa rivolte in tutto il mondo, come avevo “profetizzato” qui:
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/24/nostradamus-revolution-previsioni-per-il-2013-e-2014/

Gli americani se la passeranno peggio di tutti, perché si sono lasciati trasformare in pupazzetti inebetiti dai media e dall’industria alimentare:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/20/informazioni-sui-presunti-bombaroli-di-boston-che-non-troverete-sul-corriere-della-sera/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/22/stati-uniti-di-polizia-la-fase-finale-della-guerra-al-terrore-e-cominciata/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/25/boston-toronto-solo-un-aperitivo/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/05/01/sei-un-terrorista-si-tu/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/23/reichstag-o-golfo-del-tonchino-tutti-e-due-un-ripassino-sul-futuro-delloccidente/

Francia e Olanda 2005 – Francia e Olanda 2012

Gli italiani vedevano nella nascita dell’Unione l’affermazione di una nuova idea di cittadinanza, e ora si trovano di fronte a un’Europa delle banche e della burocrazia.
Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes, marzo 2012

2005

“La vittoria del no era stata prevista, ma il risultato del referendum olandese sulla Costituzione è riuscito a stupire per le dimensioni della sconfitta del si’, resa ancora piu’ netta da un’insolitamente alta affluenza alle urne. Gli olandesi hanno respinto la Costituzione dell’Ue con il 61,7% dei no, secondo il risultato definitivo non ufficiale, comunicato dalla televisione pubblica Nos. I si’ si sono attestati al 38,3%. Secondo gli stessi dati, l’affluenza al voto e’ stata del 63%. I risultati ufficiali saranno comunicati solo lunedi’ prossimo alle 16. L’exit poll aveva indicato i no al 63% e i si’ al 37%. Dopo la Francia, il bis dell’Olanda approfondisce la crisi delle istituzioni europee e compromette fortemente il futuro della carta costituzionale. L’affermazione del no olandese e’ solida, ben piantata su una percentuale di votanti che ha superato il 62%: nelle ultime elezioni europee, erano andati a votare meno di quattro olandesi su dieci aventi diritto (il 39,1%)”.
http://www.osservatoriotributario.it/detail_notizie.asp?Chiave=305

2012

I mercati finanziari ieri hanno consegnato un’altra giornata di panico generalizzato; le performance negative si sprecano e vanno dal calo dei mercati azionari, in particolare europei, all’aumento degli spread che, nel caso dell’Italia, viaggia all’inquietante quota di 420. Le cause di giornata questa volta non arrivano dai soliti, “cattivi”, paesi periferici dell’eurozona e sono sostanzialmente due, una attesa e una per niente.

La prima notizia, attesa, arriva dalla Francia e riguarda l’esito delle elezioni che vede Hollande in vantaggio su Sarkozy; la seconda, inattesa, arriva dall’Olanda, il cui governo ha presentato le dimissioni dopo il ritiro dell’appoggio da parte del partito di estrema destra di Geert Wilders. Le due notizie hanno, in un certo senso, un fattore comune. Hollande non intende mettere in atto, o intende farlo in modo molto meno deciso, le politiche di austerity che Sarkozy si è impegnato a perseguire; Geert Wilders ha ritirato il proprio appoggio al Governo che si apprestava a varare misure di austerity per adeguarsi alle richieste dell’Unione europea. Queste sono le notizie “di giornata” da prima pagina. Occorre avere presente almeno un’altra categoria di notizie che ha inquietato i mercati; ieri l’indice pmi dell’eurozona ha mostrato un calo per il terzo mese consecutivo segnalando un inatteso declino dell’attività economica.

Il quadro che emerge è piuttosto fosco; le politiche di austerity deprimono l’economia e in alcuni casi, come quello greco, la uccidono definitivamente, mentre i governi fanno sempre più fatica ad approvare tagli e riforme. Nel frattempo emergono forze politiche inquietanti che hanno ovvi vantaggi politici cavalcando lo scontento generale. L’attenzione dei mercati rimane concentrata sull’Europa nonostante gli evidenti e non trascurabili problemi che pure affliggono l’economie cinese e americana, alle prese, nel primo caso, con squilibri economici gravi e, nel secondo, con problemi di rientro dal deficit importanti oltre che con un miglioramento molto più lento del previsto del mercato del lavoro e immobiliare.

In uno scenario di questo tipo aggiungere alle preoccupazioni “normali” degli investitori quelle sulla tenuta dell’euro e dell’Europa diventa insostenibile. A fronte del -3% perso dalle borse europee il Dow Jones si è “accontentato” di un molto più rassicurante -1%. Se il risultato delle politiche europee è la Grecia, i timori dei mercati in una fase di turbolenza politica e di bassa crescita sono giustificati. Se il punto più critico dell’Unione europea per dimensione dell’economia e del debito statale sono la Spagna e l’Italia è lecito chiedersi cosa possa accadere in una situazione di calo del Pil, con un costo del debito statale al 6% e in cui il settore bancario non è in grado di sostenere l’economia; una situazione in cui diventa, evidentemente, ogni giorno più difficile rispettare i piani di rientro dal deficit richiesti dall’Europa.

http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2012/4/24/CROLLO-BORSA-2-L-analista-Francia-e-Olanda-scatenano-la-tempesta-sui-mercati/271308/

L’euroscetticismo secondo le rilevazioni dell’eurobarometro (novembre 2011):

Alla domanda se siano a favore o contro un’unione economica e monetaria con una valuta comune, l’euro, i favorevoli sono passati dal 63% della primavera del 2007 al 53% della fine del 2011. I contrari sono passati dal 31% (2007) al 40% (2011).

Ad una domanda riguardante le loro personali previsioni in merito alla crisi, il 68% ha risposto che “il peggio deve ancora arrivare”. Solo il 23% crede che le cose stanno per migliorare.

La domanda su quali istituzioni siano più in grado di gestire la crisi l’Unione Europea è al 23% contro il 20% dei governi, che già godono di scarsissima fiducia. Una percentuale analoga ha scelto altro, nessuna o non lo so.

Gli eurobond interessano davvero a pochi (44%) rispetto alla lotta all’elusione fiscale (88%), una maggiore trasparenza dei mercati finanziari (87%),  tassazione sui profitti bancari (81%) e regolamentazione dei salari nel settore finanziario (79%)

La fiducia dei cittadini europei nei confronti dei loro governi ha raggiunto un minimo di 24%, verso i loro parlamenti è al 27%, verso l’Unione Europea è al 34%.

Richiesti di dare un giudizio sull’Unione Europea che includa anche una posizione neutrale, il 26% si è detto ostile, il 31% favorevole, il 41% neutrale. Gli ostili sono cresciuti del 6% tra la primavera e l’autunno del 2011, i favorevoli sono crollati di nove punti percentuali. In pratica, siamo entrati nel 2012 con il 72% dei cittadini europei che non dà un giudizio positivo dell’Unione Europea, con una tendenza prevalente nel segno di un ulteriore calo delle impressioni favorevoli.

Fiducia nel Consiglio dell’Unione Europea al 32%, nella BCE al 40% (ultima rilevazione in primavera, ed era in netto calo) nel Parlamento europeo al 41%, nella Commissione Europea al 36%.

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