Hillary Clinton, il fallito golpe turco e il trionfo russo

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Come mai Erdogan è così paranoico e si avvicina a Mosca e Teheran?

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Il futuro della Turchia dopo il tentato golpe

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La NATO (Oceania) prova ad allearsi con la Russia (EURASIA) contro la Cina (EASTASIA)…la vedo dura

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Circolano voci insistenti a proposito di un cambio di strategia NATO che credo sia legato alla volontà di dividere la Cina dalla Russia e che porterà al sacrificio dei paesi est-europei russofobi, a partire dalla zavorra ucraina e credo anche al progressivo sganciamento da Israele e dai sauditi attualmente al potere.
http://it.sputniknews.com/politica/20160212/2083511/lavrov-stoltenberg-nati-russia-monaco.html
https://www.rt.com/news/338725-nato-wants-russia-meeting/

https://www.rt.com/usa/338726-kerry-praises-russia-role-syria/

I realisti sanno che la principale minaccia per l’Impero è la Cina, che guida l’alleanza BRICS e si sta preparando a varare l’anti-dollaro (attraverso la Nuova Banca di Sviluppo).
In precedenza pensavano di poter prendere il controllo di Pechino, passando per Hong Kong, come già fatto con la Russia eltsiniana. Xi Jinping, il Putin cinese, sta chiudendo ogni breccia – grazie alla campagna anti-corruzione, usata per purgare gli infiltrati – e intessendo alleanze e clientele planetarie fondate sull’interesse reciproco e quindi con un peso specifico molto maggiore di una base militare in casa (terrore).

Dunque nei prossimi mesi vedremo un ammorbidimento delle posizioni anti-putiniane in Siria e Ucraina e probabilmente il revival del meme dei cyberattacchi cinesi negli States e dell’imperialismo cinese in Estremo Oriente.

Non escludo che la NATO (troppo costosa e inutile, dato che Francia, Germania, Italia, Spagna, Grecia non hanno alcuna intenzione di farsi coinvolgere militarmente) possa essere disciolta in cambio di un’intesa più o meno affidabile e credibile con Mosca, peraltro caldeggiata dai paesi europei occidentali, che stanno subendo il pieno impatto delle guerre commerciali con la Russia.

Putin non volterà le spalle alla Nuova Via della Seta perché sa che quello è il futuro della civiltà umana, non un Impero al crepuscolo.

In cambio i neocon-sionisti sono ancora in cerca di un Armageddon medio-orientale e i vari Rothschild-Soros-Cheney-Murdoch-Hayward-Rockefeller, ecc. non hanno smesso di odiare Putin, di bramare le risorse ucraine e russe (v. Khodorkovsky, che senza la grazia di Putin a quest’ora sarebbe stato forse suicidato per poi incolpare il leader russo) e quelle curde e siriane (v. Genie & Genel).

Dev’essere chiaro che entrambe le fazioni americane sono imperialiste: possono dissentire anche violentemente sui mezzi, sui modi, sui tempi e sulla spartizione della torta, ma non sui fini: FULL-SPECTRUM DOMINANCE

Il futuro della Turchia?

 

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La versione semi-ufficiale procede grosso modo così:

  • Erdogan ha un sogno neoimperiale panislamico ed è la nemesi del padre della patria turca, ossia Atatürk;
  • Erdogan è, assieme all’Arabia Saudita, il principale sponsor di ISIS: vuole fare la scarpe ai sauditi e diventare il vero e unico Califfo del mondo musulmano;
  • I buoni rapporti con russi e iraniani sono solo di facciata: è un ragno che tesse la tela e alla fine li tradirà;

Se le cose stessero così la Turchia sarebbe una nazione destinata alla rovina (conflitti regionali, rivolte, guerra civile).

Le mie contro-tesi:

La Turchia non sponsorizza ISIS ma sta tenendo il piede in tre o più scarpe perché sa di essere candidata alla destabilizzazione;

  • A meno di un golpe militare, Ankara entrerà nella Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (di cui è già partner sulla sicurezza, la cultura e lo sviluppo economico), ossia nella sfera cinese ed eurasiatica;
  • Già ora è inserita in un accordo di libera circolazione con Russia, Siria e Libano;
  • La Turchia poteva giocare la carta tatara per creare problemi alla Russia sull’annessione della Crimea: non l’ha fatto;
  • Poteva giocare la carta uigura con la Cina: non l’ha fatto;
  • Poteva reinterpretare creativamente i trattati internazionali permettendo alle navi NATO di parcheggiarsi nel Mar Nero: non l’ha fatto (devono appoggiarsi a Bulgaria e Romania);
  • Ha visto il bluff di ISIS a Kobane;
  • Ankara è stata vicina all’Iran per tutta la crisi delle sanzioni e sicuramente la cosa non è piaciuta a Tel Aviv e tra i neocon USA, mentre tale tacita solidarietà non sarà dimenticata a Teheran;
  • La pessima stampa di cui gode Erdogan sui media occidentali dimostra che, come nel caso di Angela Merkel, i neoconservatori sanno che è un rinnegato e li tradirà;
  • Le proteste ecologiste anti-Erdogan sono state organizzate da Soros;
  • Le mosse autoritarie di Erdogan servono a prevenire una rivoluzione colorata di tipo ucraino;
  • Il rivale/santone Gülen non vive in esilio negli Stati Uniti per caso ed è un autentico neo-ottomanista, con una rete di istituti “educativi” che si estende dalla Bosnia, alla Cecenia, al Daghestan, alla Cina turcofona;
  • Ankara non desidera ritrovarsi un Kosovo siriano ai suoi confini;
  • Ankara non si può permettere di gestire quasi 2 milioni di rifugiati siriani, né lo desidera fare l’UE: quindi troveranno un modo di risolvere la questione;
  • ISIS comincerà a scomparire dopo che le forze irachene-iraniane avranno ripreso Mosul. Successivamente, l’esercito regolare siriano riprenderà Aleppo;
  • Il Kurdistan iracheno diventerà un Alto Adige mesopotamico;
  • I curdi preferiscono negoziare con Erdogan piuttosto che con Gülen;
  • I sauditi non possono più permettersi di finanziare la guerra nello Yemen e ISIS, con il prezzo del greggio che scenderà ulteriormente se l’Iran ritorna alla grande sul mercato;
  • Russi e turchi alla fine riusciranno a far vincere la fazione più collaborativa nella faida in corso a Riyad;

Qui per futuri aggiornamenti
https://medium.com/@stefano_fait/scenari-futuri-per-turchia-medio-oriente-mediterraneo-3475f36d3a8a

A proposito di un passaggio di “Rettilineo finale” di Federico Dezzani

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PREMESSA: non sono un feticista dell’euro (per me una moneta comune e non unica andrebbe benissimo, se consentisse agli europei di cooperare e non di farsi la guerra, valutaria o economica che sia), personalmente trovo che i trattati europei non possano in alcun modo prevalere sulla Dichiarazione universale dei diritti umani («Io non sarò mai soggetto a trattamenti criminosi» – Cloud Atlas), né sono ideologicamente contrario al Grexit.

Ora che la Grecia gode del pieno sostegno dei BRICS non penso più che sarebbe una catastrofe. Non si troverebbe da sola alla mercé degli sciacalli transnazionali. Anche l’Argentina ha beneficiato di un aiuto decisivo cinese, altrimenti ora ci sarebbe un governo neocon e anti-iraniano a Buenos Aires.
Se esito e mi interrogo sui modi e sui tempi è solo perché continuo a ritenere che la caduta del dollaro e quindi il riflusso dell’inflazione e dei soldati di stanza nelle basi americane all’estero siano la priorità. Per come la vedo io la Grecia ha il DOVERE di aiutare tutti gli altri popoli europei a liberarsi, come ce l’avrebbe chiunque fosse nella posizione di farlo, specialmente perché sa qual è il destino che ci attende se l’Impero non crolla, avendolo subito per anni. In soldoni, sempre per come la vedo io (e potrei sbagilare), questo significa che devonoe ssere gli eurocrati ad assumersi la responsabilità di espellere la Grecia. Come in Ucraina, la battaglia fondamentale è quella per l’opinione pubblica:  dev’essere chiaro che i veri bulli, quelli che sparano il primo colpo, sono gli euro-atlantisti.

Questo è il momento “Prison Break” per l’umanità. O la va o la spacca…

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Dopo di noi non ci sono più altre tribù, ma soltanto scogli e onde e un flagello ancora peggiore, i romani, contro la cui prepotenza non servono come difesa neppure la sottomissione e l’umiltà. Razziatori del mondo, adesso che la loro sete di universale saccheggio ha reso esausta la terra, vanno a cercare anche in mare: avidi se il nemico è ricco, arroganti se povero, gente che né l’oriente né l’occidente possono saziare. Loro bramano possedere con uguale smania ricchezze e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero. Fanno il deserto, e lo chiamano pace.

Calgaco, citato da Tacito

Continuo a trovare estremamente stimolanti le analisi di questo autore, pur trovandomi in disaccordo su alcune questioni nodali.
Ecco un passaggio che mi lascia perplesso:

Nei nostri lavori abbiamo sempre sottolineato come gli attacchi speculativi durante il “biennio dello spread rosso” 2011-2012, puntassero, oltre alla fabbricazione di ingenti utili per gli azionisti, a fornire l’assist decisivo ai collusi politici europei per la fondazione degli Stati Uniti d’Europa, contro la volontà dei cittadini ammutoliti da possibili bancarotte generalizzate. L’euro infatti non ha mai rappresentato una seria minaccia per la valuta americana o britannica ma, al contrario, è stato fin dagli albori lo strumento principe per introdurre il neoliberismo in Europa, tagliare lo Stato sociale ed impedire l’intervento della cosa pubblica nell’economia.

Perché allora, come sostiene il presidente della commissione europea Jean-Claude Junker7, “il mondo anglosassone” farebbe a fette l’eurozona qualora uscisse la Grecia? Dopotutto, come abbiamo evidenziato nelle nostre analisi, l’emergenza spread non scompare nel momento in cui gli Stati Uniti d’Europa sono abortiti (estate 2012) ed è chiaro che qualsiasi ulteriore assalto della finanza avrebbe realmente provocato la rottura dell’euro? [sottolineatura mia]
http://federicodezzani.altervista.org/rettilineo-finale/

Questo è il nodo della questione: se l’euro è nato per preparare il terreno ad un mondo multipolare di blocchi valutari successivo alla detronizzazione del dollaro, allora ogni indebolimento dell’euro e rafforzamento del dollaro fanno il gioco dell’Impero.
Dezzani, come tutti gli analisti schierati contro l’euro, è convinto che l’attacco anglo-americano all’euro servisse a indurre i cittadini europei ad ingoiare il progetto degli Stati Uniti d’Europa, non a puntellare un dollaro a rischio di collasso in seguito alla crisi della finanza americana.
Io invece penso che l’assalto finale all’euro non c’è stato perché un conto è attaccare la lira, la sterlina, la dracma, il rublo, o il povero bath thailandese – operazioni che richiedono ingenti (ma non illimitate) risorse – un altro conto è attaccare una valuta continentale come l’euro, specialmente se gli infiltrati non possono danneggiare più di tanto le sue difese (avendo le mani legate dalle normative europee). Puoi preparare la breccia greca e piazzare uomini di Goldman Sachs a destra e a manca, ma hai pur sempre da tirar giù un bestione e il resto del mondo (es. Cina e Russia) potrebbe anche non voler collaborare con te, ma anzi ostacolarti.

Dunque io mi domando: se gli Stati Uniti d’Europa erano l’obiettivo precipuo di Wall Street e della Casa Bianca e se l’Europa (BCE inclusa) è una colonia americana, perché non si è fatto un singolo passo in quella direzione ma, semmai, l’Europa si è avviata sulla strada della dissoluzione, del sospetto reciproco, della teutonofobia, del razzismo anti-mediterraneo?
Perché la stampa inglese ha sempre paragonato il progetto degli Stati Uniti d’Europa alla ricostituzione dell’Unione Sovietica e ha invece appoggiato tutti i movimenti separatisti europei che intralciavano l’integrazione europea? Perché Obama e l’establishment statunitense non hanno incessantemente tuonato contro l’inerzia europea?
Errori di calcolo così grossolani? Feroci dispute intra-atlantiste?
Mi pare strano. Le frizioni ci sono (sui mezzi, non sui fini: l’avidità dei finanzieri si scontra con il realismo degli strateghi, ma l’obiettivo è il medesimo), come pure gli errori di valutazione, ma lo scenario implicito nell’interpretazione euroscettica è un po’ troppo paradossale e contraddittorio (a mio avviso).
Mi sembra più probabile che l’euro sia stato usato per mettere in atto la tradizionale strategia del divide et impera, a partire dalla complicità di Goldman Sachs nell’ingresso greco.

Sull’austerità neoliberista.
E’ fuori questione che l’attuale assetto europeo sia stato impiegato per far trionfare il neoliberismo.
L’Economist di Rothschild e Schroder odia (letteralmente) Tsipras tanto quanto l’élite romana odiava (e temeva) Spartaco.
Mentre il Telegraph (quotidiano dell’establishment britannico) è sfacciatamente pro-Grexit,
http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/11684495/Grexit-the-truth-is-it-would-help-Britain-no-end.html
l’Economist, in generale, teme che  l’uscita della Grecia indebolirebbe la causa neoliberista nel mondo e rafforzerebbe Putin (il fratello maggiore di Spartaco).
Una Grecia sottomessa e umiliata all’interno dell’eurozona serve di esempio al resto d’Europa (affiorano alla memoria i metodi degli occupanti nazisti).

Ma cosa succederebbe se l’eurozona si scoprisse anti-liberista?
Poniamo per ipotesi che Angela Merkel fin dall’inizio abbia fatto il doppio gioco, d’accordo con Putin, e stia di fatto, molto pazientemente, traghettando il blocco europeo verso l’unione eurasiatica, sabotando il TTIP, mentre a parole lo appoggia (lo faceva assieme a Sarkozy, ma Sarkozy ha sottovalutato i suoi avversari ed è stato messo momentaneamente fuori gioco: sarà però il prossimo presidente francese).
Anche questo è uno scenario paradossale, ma sia Putin sia la Merkel parlano tedesco, hanno un passato nell’intelligence comunista, dove questo tipo di ruoli e finzioni è la norma. Lo stesso Sarkozy non è un “uomo nuovo”: se fosse stato veramente un agente NATO-sionista avrebbe forse frequentato pubblicamente ambienti di quel genere, esplicitando il suo ruolo? Oppure ha fatto anche lui il doppio gioco? E’ un caso che sia tra i più ardenti difensori della necessità di reintegrare la Russia nell’Europa e abbia accettato il voto della Crimea?
Non dimentichiamo che gli “eurocrati” rischiano la vita (cf. volo Germanwings 9525: pilota automatico catturato con controllo remoto -> l’equivalente Airbus del Boeing Honeywell “Uninterruptible” Auto-Pilot (BHUAP), che può essere penetrato da hacker specializzati).

Per poter attuare questo piano la Merkel (dopo aver riformato il tandem con Sarkozy, nel 2017) dovrebbe assicurarsi di non dover fronteggiare una “rivoluzione colorata” interna – molto probabile in Francia (cf. Charlie Hebdo) – e dovrebbe tenere a bada gli euroscettici bavaresi (peraltro particolarmente interessati a fare affari con la Russia: pecunia non olet).

Siamo sicuri che russi e cinesi auspichino il crollo dell’eurozona e la fine dell’Unione Europea?
Finora mi pare che le prese di posizione pubbliche delle rispettive leadership siano in favore del mantenimento dello status quo, salvo la necessità di emancipare il continente dalla NATO al fine di forgiare una zona di libero scambio eurasiatica che si estenda dal Portogallo al Giappone.
Gli unici che sostengono la tesi della volontà putiniana di disgregare l’Unione Europea sono gli editorialisti anglo-americani, che a me sembrano entrati in modalità “muoia Sansone con tutti i filistei”: l’Impero non se ne andrà senza aver prima fatto terra bruciata (in Europa, in Giappone, nel Medio Oriente, in America Latina, in Africa, ecc.).

In sintesi: se ha ragione Dezzani, allora l’euroscetticismo è l’unica posizione abolizionista della schiavitù neoliberista degna di questo nome.
Se invece Dezzani ha torto, allora l’euroscetticismo è un’arma in più dell’Impero contro gli “spartachisti” greco-russi, una sofisticata “rivoluzione colorata” per palati fini.

Per me su questo punto ha torto, ma è pur vero che non ho la certezza di aver ragione.

Aggiornamenti
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Gli italiani lo fanno meglio (il libero pensiero)

Blatter il multilateralista a rischio di rivoluzione colorata

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La Federazione russa ha battuto le candidature di Belgio-Olanda, Spagna-Portogallo e Inghilterra. Il Qatar ha invece avuto la meglio su Australia, Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud per il torneo del 2022. E la Cina pensa al 2026Critico il presidente statunitense

http://www.gazzetta.it/Calcio/02-12-2010/mezza-europa-vuole-mondiali-2018-712011039621.shtml

Mondiali 2022: i bookmaker li “spostano” negli Usa. Dopo lo scandalo in casa Fifa i quotisti internazionali pensano alla soluzione a stelle e strisce”

http://www.corrieredellosport.it/news/scommesse/2015/05/27-1198944/mondiali_2022_i_bookmaker_li_spostano_negli_usa/

Scandalo Fifa, Putin: “Un complotto americano contro Blatter”. Il presidente russo contro gli Stati Uniti: “Usata la via giudiziaria per impedire la rielezione di Blatter. Come hanno fatto per mettere a tacere Assange e Snowden”

http://www.gazzetta.it/Calcio/28-05-2015/scandalo-fifa-putin-usa-violano-giurisdizione-altri-paesi-sovrani-blatter-1101012707240.shtml

L’unico continente che ha scelto di stare in maniera quasi compatta con Alì è l’Europa (46 voti su un totale di 53)

http://www.corriere.it/sport/15_maggio_29/caso-fifa-blatter-ha-ancora-voti-ma-non-durera-cabf6d56-05c0-11e5-93f3-3d6700b9b6d8.shtml

Appena rieletto, Blatter ha annunciato l’intenzione di allargare il comitato esecutivo a 30 membri, per consentire a tutte le confederazioni di essere meglio rappresentate. Un passaggio in più per indebolire le federazioni calcistiche europea e statunitense che però sono quelle dove girano tanti soldi.

http://contropiano.org/archivio-news/documenti/item/31052-che-fifa

La Palestina nel pomeriggio ha deciso di ritirare la mozione relativa alla sospensione di Israele, chiedendo comunque la creazione di una commissione che si occupi di temi che riguardano Israele e Palestina (come ad esempio la libertà di movimento dei calciatori palestinesi). I presidenti delle federazioni israeliana e palestinese si sono stretti la mano, al termine delle votazioni, in cui la richiesta palestinese è stata approvata con un’ampia maggioranza (il 90 per cento).

http://www.ilpost.it/2015/05/29/oggi-la-fifa-rielegge-sepp-blatter/

La NATO (ma non Francia e Spagna) e l’Oceania hanno votato contro Joseph Blatter ma lui ha vinto lo stesso.
Il resto del mondo si è turato il naso e ha votato per il male minore.

Gli USA, sempre più isolati e avversati, non riusciranno a riprendersi con la forza il mondiale del 2022:

Dunque una rottura verticale che richiama molto da vicino quelle che si producono in sede di Assemblea Plenaria delle Nazioni Unite dove sempre più spesso le vecchie potenze occidentali scoprono di rappresentare una parte minore del mondo.

http://contropiano.org/archivio-news/documenti/item/31052-che-fifa

Attendiamo l’imminente rivoluzione colorata intra-FIFA contro il “tirannico e corrotto” Blatter.

Che il mondo si debba affidare a uno come Blatter per fermare gli USA fuori controllo è un segno della miseria dei nostri tempi.

Il tempo del bullismo è comunque finito. Le votazioni internazionali che danno torto agli USA si moltiplicano.

http://www.futurables.com/2015/05/27/the-little-piigs-the-house-of-brics-and-the-big-bad-wolf-part-i-war-is-not-inevitable-but/

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NATO (eurozona? UE?) al capolinea…

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Vi era una grande e meravigliosa dinastia regale che dominava tutta l’isola e molte altre isole e parti del continente: inoltre governavano le regioni della Libia che sono al di qua dello stretto sino all’Egitto, e l’Europa sino alla Tirrenia [di Matteo Renzi, la storia si ripete NdA].

Tutta questa potenza, radunatasi insieme, tentò allora di colonizzare con un solo assalto la vostra regione [Grecia], la nostra [Egitto], e ogni luogo che si trovasse al di qua dell’imboccatura [Mediterraneo].

Fu in quella occasione, Solone, che la potenza della vostra città [Atene] si distinse nettamente per virtù e per forza dinanzi a tutti gli uomini: superando tutti per coraggio e per le arti che adoperavano in guerra, ora guidando le truppe dei Greci, ora rimanendo di necessità sola per l’abbandono da parte degli altri, sottoposta a rischi estremi, vinti gli invasori, innalzò il trofeo della vittoria, e impedì a coloro che non erano ancora schiavi di diventarlo, mentre liberò generosamente tutti gli altri, quanti siamo che abitiamo entro i confini delle colonne d’Ercole. Dopo che in seguito, però, avvennero terribili terremoti e diluvi, trascorsi un solo giorno e una sola notte tremendi, tutto il vostro esercito sprofondò insieme nella terra e allo stesso modo l’isola di Atlantide scomparve sprofondando nel mare.

Platone, “Timeo”, 24e-25d

Stanno strangolando la Grecia e il resto d’Europa [quanti siamo che abitiamo entro i confini delle colonne d’Ercole] per salvare certe banche europee che hanno preso il vizietto angloamericano di fregarsene della loro funzione sociale.

Più stringono il collo di Atene, più questa si allontana da Bruxelles a si avvicina a Mosca.

Mosca ha salvato la sua base navale di Sebastopoli, in Crimea, l’unica che può usare tutto l’anno (specialmente in caso di glaciazione) ma ha bisogno di un porto nel Mediterraneo.

Ha provato con Bengasi (> rivolta anti-Gheddafi) e ha provato con Tartus (> rivolta anti-Assad).

Ma ora tutto è più facile.

Cipro (che non ha dimenticato la gestione europea della sua crisi bancaria) ha detto sì alla marina della Russia (che non ha dimenticato come sono stati trattati i suoi correntisti a Cipro)

http://www.analisidifesa.it/2015/02/cipro-apre-i-suoi-porti-alla-marina-russa/

La Grecia potrebbe dire sì ai missili russi

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=11&pg=11275

L’Egitto ha già stretto accordi coi russi: “Russia ed Egitto hanno concordato di creare una zona di libero scambio e una zona industriale russa nei pressi del Canale di Suez. Secondo la tv russa Russia Today il Cairo vuole entrare nella zona di libero scambio Euroasiatica… Le imprese russe hanno partecipazioni in più di 400 aziende egiziane. La Russia aiuterà l’Egitto a sviluppare centrali nucleari e a creare una nuova industria nucleare nel paese. Lukoil, la seconda più grande compagnia petrolifera russa produce più del 16% del petrolio proveniente dall’Egitto”.

http://www.askanews.it/nuova-europa/accordo-sisi-putin-zona-libero-scambio-egitto-e-unione-eurasia_711226416.htm

Il filo-russo Assad è ormai inamovibile

http://www.lastampa.it/2015/04/24/blogs/caffe-mondo/dottrina-lavrov-armi-ad-assad-per-sconfiggere-isis-c6efA7PzijZ7tQ1cEKzVKI/pagina.html

La Turchia si sta sfilando dalla NATO

http://www.limesonline.com/south-stream-addio-il-gas-di-putin-va-in-turchia/67521

http://www.linkiesta.it/russia-accordi-energia-nucleare-diplomazia-atomo

http://www.agichina24.it/focus/notizie/cosa-rivela-il-contratto-sino-turcobr-

http://rt.com/news/233803-turkey-china-antimissile-defense/

Israele protesta ma non ha alcuna intenzione di farsi vetrificare atomicamente da Mosca.

I missili russi alla Grecia (il ministero della difesa greco, Panos Kammenos, è molto vicino a Mosca e Pechino) servono per tenere buona la NATO e quelli all’Iran mandano un messaggio a Tel Aviv: “datevi una calmata, l’accordo sul nucleare è stato siglato, che non vi sfiori l’idea di attaccare l’Iran”

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Israele-Netanyahu-grave-fornitura-missili-S300-da-Russia-a-Iran-560abaa4-f0fa-4dc3-bb9a-aeb0866047ea.html

Il Mediterraneo orientale sta per diventare, di fatto, un mare russo e, in virtù dell’alleanza sino-russa, non c’è assolutamente nulla che l’Occidente possa fare per evitarlo.

Se l’offensiva diplomatica di Putin è trionfale è proprio perché Washington, non Mosca, è sempre più isolata:

http://www.opinione.it/economia/2015/03/31/lettieri_economia-31-03.aspx

Mentre la Russia si occupa dello scudo militare, la Cina si occupa di quello finanziario e sta già facendo shopping nel comparto agricolo in Grecia, Spagna e Italia, rivitalizzando delle salme.

Questa sinergia rassicura il crescente numero di paesi che hanno deciso di sfidare l’egemonia americana e condanna alla rovina l’ordine esistente.
Se NATO, Unione Europea e eurozona sono ormai inestricabilmente avvinghiate l’una all’altra, allora la sorte dell’una sarà anche quella delle altre.

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Poi dovremo pensare alla ricostruzione, mettendo gli interessi e i bisogni della gente comune al primo posto.

Dopo che gli squali anti-putiniani (naturalmente!) si saranno scannati a vicenda:

La «guerra» dei Rothschild. Il blasone unisce e divide la dinastia

o saranno stati messi fuori gioco dai non più mansueti ex sudditi

Leading Indonesian family behind rival to Rothschild bid for Arms

Indonesian group takes on Nat Rothschild with proposed bid for ARMS

TerraNova – economia, finanza e geopolitica del futuro:
http://www.futurables.com/category/economia-futura/

AGGIORNAMENTI
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