La gente deve riflettere di più. I fatti non sono dettagli

fatti_parole“L’ondata d’afa eccezionale di questi giorni? È l’effetto del riscaldamento globale”
Luca Mercalli, meteorologo

“Gli estremi climatici erano comuni alla fine del Periodo Caldo Medievale, con l’incedere della Piccola Era Glaciale”.
H.H. Lamb, il più grande climatologo del secolo scorso, “The Changing Climate”, 1968

Homo Sapiens Hibernus – Una visione realisticamente ottimista del futuro della civiltà umana nella prossima fase glaciale (2018-2080)

Gli eurofobi, di norma, sono putinofili.

“Putin: ‘è arrivato il momento di avere una moneta unica’…E prende come esempio i paesi dell’Ue che sono entrati nell’Eurozona”.
http://www.wallstreetitalia.com/article/1807365/economia/putin-e-arrivato-il-momento-di-avere-una-moneta-unica.aspx

Gli ultracomplottisti eurofobi non potranno che concludere che Putin è il “poliziotto cattivo” (o buono, a seconda dei punti di vista) che serve a instaurare il Nuovo Ordine Mondiale.
Non sanno spiegare perché dovrebbe servire un poliziotto cattivo, visto che sarebbe bastato aggravare la crisi finanziaria, organizzare un attentato terroristico biochimico in una qualche capitale europea o scatenare una guerra mondiale “controllata” per realizzare questo obiettivo.
Non spiegano a cosa serve un Nuovo Ordine Mondiale, visto che i cartelli bancari già fanno il bello e cattivo tempo nel mondo.
In realtà non spiegano proprio nulla, però sono certi di aver capito tutto, un po’ come i serristi. Ogni fatto dissonante viene serenamente e devotamente ignorato.

In alternativa – tenuto conto del fatto che gli americani stanno facendo di tutto per rimuovere Putin e destabilizzare la Russia – l’eurofobia è una creazione anglo-americana (es. il nemico giurato dell’euro per antonomasia, Ambrose Evans-Pritchard, figlio di un emissario coloniale britannico, è culo e camicia con i servizi segreti inglesi da almeno 20 anni, ma la cosa non sembra turbare chi lo cita sui siti di contro-informazione).
In quel caso chi sta usando l’euro per distruggere l’eurozona e l’Unione Europea è infiltrato/corrotto e sta difendendo il sistema del petrodollaro, come si è fatto in passato, distruggendo Gheddafi e Saddam Hussein, entrambi determinati a rimpiazzare il dollaro con l’euro o con una valuta unica africana/mediorientale
.
http://www.theguardian.com/business/2003/feb/16/iraq.theeuro
https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_d%27Africa

Gli eurofobi putiniani, come i serristi, dovranno ignorare questa notizia, perché crea troppa dissonanza. Anni di crociate per la causa sbagliata…inaccettabile

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“the proportions of climate sceptics appear to be increasing in many countries”.
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0959378015000758

P.S. Un’altra delle contraddizioni dell’eurofobia è la tesi che due tra i principali fautori dell’euro – Rueff e Perroux – erano due pensatori anti-sovranisti e autoritari (il secondo dei due addirittura nostalgico del nazismo). Mi si deve spiegare, allora, come mai Charles De Gaulle – statista sovranista e anti-nazista per eccellenza – li abbia scelti come consiglieri.

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A proposito di un passaggio di “Rettilineo finale” di Federico Dezzani

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PREMESSA: non sono un feticista dell’euro (per me una moneta comune e non unica andrebbe benissimo, se consentisse agli europei di cooperare e non di farsi la guerra, valutaria o economica che sia), personalmente trovo che i trattati europei non possano in alcun modo prevalere sulla Dichiarazione universale dei diritti umani («Io non sarò mai soggetto a trattamenti criminosi» – Cloud Atlas), né sono ideologicamente contrario al Grexit.

Ora che la Grecia gode del pieno sostegno dei BRICS non penso più che sarebbe una catastrofe. Non si troverebbe da sola alla mercé degli sciacalli transnazionali. Anche l’Argentina ha beneficiato di un aiuto decisivo cinese, altrimenti ora ci sarebbe un governo neocon e anti-iraniano a Buenos Aires.
Se esito e mi interrogo sui modi e sui tempi è solo perché continuo a ritenere che la caduta del dollaro e quindi il riflusso dell’inflazione e dei soldati di stanza nelle basi americane all’estero siano la priorità. Per come la vedo io la Grecia ha il DOVERE di aiutare tutti gli altri popoli europei a liberarsi, come ce l’avrebbe chiunque fosse nella posizione di farlo, specialmente perché sa qual è il destino che ci attende se l’Impero non crolla, avendolo subito per anni. In soldoni, sempre per come la vedo io (e potrei sbagilare), questo significa che devonoe ssere gli eurocrati ad assumersi la responsabilità di espellere la Grecia. Come in Ucraina, la battaglia fondamentale è quella per l’opinione pubblica:  dev’essere chiaro che i veri bulli, quelli che sparano il primo colpo, sono gli euro-atlantisti.

Questo è il momento “Prison Break” per l’umanità. O la va o la spacca…

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Dopo di noi non ci sono più altre tribù, ma soltanto scogli e onde e un flagello ancora peggiore, i romani, contro la cui prepotenza non servono come difesa neppure la sottomissione e l’umiltà. Razziatori del mondo, adesso che la loro sete di universale saccheggio ha reso esausta la terra, vanno a cercare anche in mare: avidi se il nemico è ricco, arroganti se povero, gente che né l’oriente né l’occidente possono saziare. Loro bramano possedere con uguale smania ricchezze e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero. Fanno il deserto, e lo chiamano pace.

Calgaco, citato da Tacito

Continuo a trovare estremamente stimolanti le analisi di questo autore, pur trovandomi in disaccordo su alcune questioni nodali.
Ecco un passaggio che mi lascia perplesso:

Nei nostri lavori abbiamo sempre sottolineato come gli attacchi speculativi durante il “biennio dello spread rosso” 2011-2012, puntassero, oltre alla fabbricazione di ingenti utili per gli azionisti, a fornire l’assist decisivo ai collusi politici europei per la fondazione degli Stati Uniti d’Europa, contro la volontà dei cittadini ammutoliti da possibili bancarotte generalizzate. L’euro infatti non ha mai rappresentato una seria minaccia per la valuta americana o britannica ma, al contrario, è stato fin dagli albori lo strumento principe per introdurre il neoliberismo in Europa, tagliare lo Stato sociale ed impedire l’intervento della cosa pubblica nell’economia.

Perché allora, come sostiene il presidente della commissione europea Jean-Claude Junker7, “il mondo anglosassone” farebbe a fette l’eurozona qualora uscisse la Grecia? Dopotutto, come abbiamo evidenziato nelle nostre analisi, l’emergenza spread non scompare nel momento in cui gli Stati Uniti d’Europa sono abortiti (estate 2012) ed è chiaro che qualsiasi ulteriore assalto della finanza avrebbe realmente provocato la rottura dell’euro? [sottolineatura mia]
http://federicodezzani.altervista.org/rettilineo-finale/

Questo è il nodo della questione: se l’euro è nato per preparare il terreno ad un mondo multipolare di blocchi valutari successivo alla detronizzazione del dollaro, allora ogni indebolimento dell’euro e rafforzamento del dollaro fanno il gioco dell’Impero.
Dezzani, come tutti gli analisti schierati contro l’euro, è convinto che l’attacco anglo-americano all’euro servisse a indurre i cittadini europei ad ingoiare il progetto degli Stati Uniti d’Europa, non a puntellare un dollaro a rischio di collasso in seguito alla crisi della finanza americana.
Io invece penso che l’assalto finale all’euro non c’è stato perché un conto è attaccare la lira, la sterlina, la dracma, il rublo, o il povero bath thailandese – operazioni che richiedono ingenti (ma non illimitate) risorse – un altro conto è attaccare una valuta continentale come l’euro, specialmente se gli infiltrati non possono danneggiare più di tanto le sue difese (avendo le mani legate dalle normative europee). Puoi preparare la breccia greca e piazzare uomini di Goldman Sachs a destra e a manca, ma hai pur sempre da tirar giù un bestione e il resto del mondo (es. Cina e Russia) potrebbe anche non voler collaborare con te, ma anzi ostacolarti.

Dunque io mi domando: se gli Stati Uniti d’Europa erano l’obiettivo precipuo di Wall Street e della Casa Bianca e se l’Europa (BCE inclusa) è una colonia americana, perché non si è fatto un singolo passo in quella direzione ma, semmai, l’Europa si è avviata sulla strada della dissoluzione, del sospetto reciproco, della teutonofobia, del razzismo anti-mediterraneo?
Perché la stampa inglese ha sempre paragonato il progetto degli Stati Uniti d’Europa alla ricostituzione dell’Unione Sovietica e ha invece appoggiato tutti i movimenti separatisti europei che intralciavano l’integrazione europea? Perché Obama e l’establishment statunitense non hanno incessantemente tuonato contro l’inerzia europea?
Errori di calcolo così grossolani? Feroci dispute intra-atlantiste?
Mi pare strano. Le frizioni ci sono (sui mezzi, non sui fini: l’avidità dei finanzieri si scontra con il realismo degli strateghi, ma l’obiettivo è il medesimo), come pure gli errori di valutazione, ma lo scenario implicito nell’interpretazione euroscettica è un po’ troppo paradossale e contraddittorio (a mio avviso).
Mi sembra più probabile che l’euro sia stato usato per mettere in atto la tradizionale strategia del divide et impera, a partire dalla complicità di Goldman Sachs nell’ingresso greco.

Sull’austerità neoliberista.
E’ fuori questione che l’attuale assetto europeo sia stato impiegato per far trionfare il neoliberismo.
L’Economist di Rothschild e Schroder odia (letteralmente) Tsipras tanto quanto l’élite romana odiava (e temeva) Spartaco.
Mentre il Telegraph (quotidiano dell’establishment britannico) è sfacciatamente pro-Grexit,
http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/11684495/Grexit-the-truth-is-it-would-help-Britain-no-end.html
l’Economist, in generale, teme che  l’uscita della Grecia indebolirebbe la causa neoliberista nel mondo e rafforzerebbe Putin (il fratello maggiore di Spartaco).
Una Grecia sottomessa e umiliata all’interno dell’eurozona serve di esempio al resto d’Europa (affiorano alla memoria i metodi degli occupanti nazisti).

Ma cosa succederebbe se l’eurozona si scoprisse anti-liberista?
Poniamo per ipotesi che Angela Merkel fin dall’inizio abbia fatto il doppio gioco, d’accordo con Putin, e stia di fatto, molto pazientemente, traghettando il blocco europeo verso l’unione eurasiatica, sabotando il TTIP, mentre a parole lo appoggia (lo faceva assieme a Sarkozy, ma Sarkozy ha sottovalutato i suoi avversari ed è stato messo momentaneamente fuori gioco: sarà però il prossimo presidente francese).
Anche questo è uno scenario paradossale, ma sia Putin sia la Merkel parlano tedesco, hanno un passato nell’intelligence comunista, dove questo tipo di ruoli e finzioni è la norma. Lo stesso Sarkozy non è un “uomo nuovo”: se fosse stato veramente un agente NATO-sionista avrebbe forse frequentato pubblicamente ambienti di quel genere, esplicitando il suo ruolo? Oppure ha fatto anche lui il doppio gioco? E’ un caso che sia tra i più ardenti difensori della necessità di reintegrare la Russia nell’Europa e abbia accettato il voto della Crimea?
Non dimentichiamo che gli “eurocrati” rischiano la vita (cf. volo Germanwings 9525: pilota automatico catturato con controllo remoto -> l’equivalente Airbus del Boeing Honeywell “Uninterruptible” Auto-Pilot (BHUAP), che può essere penetrato da hacker specializzati).

Per poter attuare questo piano la Merkel (dopo aver riformato il tandem con Sarkozy, nel 2017) dovrebbe assicurarsi di non dover fronteggiare una “rivoluzione colorata” interna – molto probabile in Francia (cf. Charlie Hebdo) – e dovrebbe tenere a bada gli euroscettici bavaresi (peraltro particolarmente interessati a fare affari con la Russia: pecunia non olet).

Siamo sicuri che russi e cinesi auspichino il crollo dell’eurozona e la fine dell’Unione Europea?
Finora mi pare che le prese di posizione pubbliche delle rispettive leadership siano in favore del mantenimento dello status quo, salvo la necessità di emancipare il continente dalla NATO al fine di forgiare una zona di libero scambio eurasiatica che si estenda dal Portogallo al Giappone.
Gli unici che sostengono la tesi della volontà putiniana di disgregare l’Unione Europea sono gli editorialisti anglo-americani, che a me sembrano entrati in modalità “muoia Sansone con tutti i filistei”: l’Impero non se ne andrà senza aver prima fatto terra bruciata (in Europa, in Giappone, nel Medio Oriente, in America Latina, in Africa, ecc.).

In sintesi: se ha ragione Dezzani, allora l’euroscetticismo è l’unica posizione abolizionista della schiavitù neoliberista degna di questo nome.
Se invece Dezzani ha torto, allora l’euroscetticismo è un’arma in più dell’Impero contro gli “spartachisti” greco-russi, una sofisticata “rivoluzione colorata” per palati fini.

Per me su questo punto ha torto, ma è pur vero che non ho la certezza di aver ragione.

Aggiornamenti
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Vecchio euro, nuovo euro, brexit, grexit e ingerenza umanitaria negli USA

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Moneta unica in avvitamento, tensione militare in ascesa

L’impero americano, fedele a questo principio, si sta ripiegando su se stesso: ha perso la capacità di eterodirigere il Sud America, l’influenza sull’India, la guerra in Afghanistan ed il controllo del Medio Oriente, dove è stato inoculato l’ISIS perché facesse terra bruciata dopo la dipartita dall’Iraq del 2011. Ora Washington lotta disperatamente per conservare il dominio sull’Europa occidentale, politicamente e militarmente ignava, ma tra le economie ancora più produttive al mondo.

http://federicodezzani.altervista.org/moneta-unica-avvitamento-tensione-militare-ascesa/

…e su Giappone, Taiwan, Filippine e Oceania.

Il fatto che Washington non abbia richiamato all’ordine il premier inglese David Cameron, dissuadendolo dall’indire il referendum, significa che il processo federativo europeo è ormai defunto e gli inglesi sono liberi di ritirarsi in buon ordine da Bruxelles, dove hanno assolto finora il ruolo di ferrei difensori degli interessi atlantici.

http://federicodezzani.altervista.org/moneta-unica-avvitamento-tensione-militare-ascesa/

Non credo. Penso che il referendum, come nel caso scozzese, darà il risultato desiderato: un nulla di fatto. Perché l’establishment inglese dovrebbe accettare di non aver più voce in capitolo nelle faccende continentali? Perché dovrebbe creare i presupposti per la secessione scozzese dopo aver fatto di tutto per impedirla? E perché dovrebbe risvegliare la questione della riunificazione irlandese (gli irlandesi accetterebbero di trovarsi all’improvviso separati da una frontiera così netta?).

gli USA infatti, sebbene diano ormai per spacciato il progetto della moneta unica, hanno bisogno di tempo per realizzare un progetto alternativo agli Stati Uniti d’Europa (il TTIP ed il conflitto con la Russia) che vincoli stabilmente l’Europa alla loro sfera di dominio.

Rimarrà la Grecia nell’eurozona? La risposta è no.

http://federicodezzani.altervista.org/moneta-unica-avvitamento-tensione-militare-ascesa/

Siamo davvero sicuri?

La Casa Bianca sarebbe disposta a consentire alla Grecia di entrare definitivamente e irrimediabilmente nella sfera BRICS, pur restando nella NATO e nell’Unione Europea, con potere di veto?

Impossibile!

Lo Spiegel si permette da un lato, con retorica eleganza, di definire Tsipras un decerebrato (“If Tsipras has an ounce of political understanding…”) e dall’altro invita la Germania a trovare un compromesso che il governo greco ha già detto di essere disposto ad accettare (rinvio dei pagamenti e taglio degli interessi sul debito)

http://www.spiegel.de/international/europe/spiegel-editorial-on-need-to-compromise-with-tsipras-and-greece-a-1016275.html

Aggiungo un altro argomento che vale per la controparte.

Perché due potenze che stanno facendo di tutto per abbattere il dollaro e con esso l’Impero dovrebbero dare il via libera alla dissoluzione dell’eurozona, che rafforzerebbe fenomenalmente il dollaro e danneggerebbe le loro economie (decapitando l’essenziale Nuova Via della Seta) in una fase così delicata di questo scontro finale? Perché rischiare di mettere a repentaglio il loro veto indiretto nell’UE e nella NATO e i numerosi accordi bilaterali tra Cina e UE?

http://www.scmp.com/business/article/1757753/chinese-investment-european-union-looks-set-continue

La mia ipotesi di lavoro provvisoria è che non succederà nulla fino a quest’autunno o addirittura fino alla fine del 2016, perché Mosca e Pechino non vogliono nessuna “rivoluzione colorata” ad Atene (non potrebbero aiutare il governo) e perché tutti sanno che Wall Street è destinata a crollare, e con lei il dollaro. A quel punto, dopo il deflusso della presenza militare americana in Europa (le basi diventeranno finanziariamente insostenibili) si potrà decidere che fare dell’euro, dell’UE, della BCE e dei vari accordi e trattati internazionali, senza eccessive complicazioni di ordine bellico e golpistico.

Sembra archiviata l’era della politica tedesca monopolizzata dalla CDU/CSU succube dei diktat americani e visceralmente ostile a Mosca: campione di quel periodo è senza dubbio il bavarese Franz Josef Strauss, ministro della difesa dal 1956 al 1962, acerrimo avversario della Ostpolitik del socialdemocratico Willy Brandt, propugnatore degli Stati Uniti d’Europa e padre della cooperazione militare tra Germania ed Israele15, che consente oggi a Tel Aviv di dispiegare le proprie testate nucleari (illegali) su sottomarini Dolphins made in Germany.

http://federicodezzani.altervista.org/moneta-unica-avvitamento-tensione-militare-ascesa/

Anche Heinz Alfred “Henry” Kissinger è bavarese e sarà ben felice di conferire di persona il premio a lui stesso intitolato (sì, esiste un “premio Kissinger”, che è un po’ come dire “premio Ribbentrop”) al nostro “beneamato” Giorgio Napolitano e all’ex ministro degli Esteri tedesco Hans-Dietrich Genscher (uno dei principali responsabili della distruzione della Jugoslavia) «in riconoscimento degli straordinari contributi al consolidamento dell’integrazione e stabilità europea»

http://www.lastampa.it/2015/04/03/esteri/kissinger-premia-napolitano-il-suo-comunista-preferito-76hpkaMyHAzvrlOsOBWDTK/pagina.html

Sono convinto che certi potentati bavaresi che a suo tempo hanno agevolato l’ascesa di un certo austriaco siano ancora al servizio dello stesso progetto imperiale transnazionale.

Però allo stesso tempo la CSU, il partito che monopolizza il potere bavarese, è euroscettico, forse perché lo è il suo elettorato.

Le divergenze sull’Ucraina si saldano alle tensioni tra Washington e Berlino sulla gestione dell’euro-crisi: gli americani pretendono invano da due anni che la Germania allenti la morsa dell’austerità (gradita da Wall Street e dalla City nella misura in cui non mette a repentaglio l’euro) e si impegni nella fondazione degli Stati Uniti d’Europa; la Germania legge invece nitidamente nelle manovre ucraine degli angloamericani la volontà di separarla da Russia e Cina.

http://federicodezzani.altervista.org/moneta-unica-avvitamento-tensione-militare-ascesa/

È vero, Washington sa che la Grecia può bloccare l’UE e la NATO tramite il suo potere di veto, che tornerebbe molto comodo a Mosca.

Io non riesco a capire le mosse tedesche se non nell’ottica di chi desidera scongiurare in ogni modo la nascita degli Stati Uniti d’Europa, che sono ormai, fortunatamente, un miraggio inagguantibile. Charles De Gaulle esulta e noi (come qualunque persona savia) con lui!

Confederazione sì, federazione no!

Attenzione, però. Mosca dichiara che gradirebbe creare un blocco valutario eurasiatico: “In this [EEU] format it would be possible to consider the possibility and conditions of eventually creating a monetary union,” Medvedev said.

http://sputniknews.com/business/20150529/1022701382.html#ixzz3begAivsm

Unione monetaria di che tipo? Moneta unica? Moneta comune?

C’entra la nascita di un’unione eurasiatica da Lisbona a Vladivostok come quella auspicata da De Gaulle, Putin e dalla Merkel?

Blocco del dollaro, blocco del bolivar, blocco dello yuan, blocco dell’euro, blocco del rublo, blocco della rupia, ecc. Ecco lì il nuovo ordine multilaterale. Un paniere di valute (assieme a oro e forse argento?) senza che una sia egemone rispetto alle altre. Per me va bene, se l’obiettivo è quello di generare investimenti e benessere (sovranità nazionale sul credito e produttività, come in Cina e Russia), non guerre valutarie e crescenti disuguaglianze (controllo privato dell’emissione del credito, rendite e giogo debitorio sulle masse, come in USA, UK, UE).

Nazionalista duro e puro, anti-tedesco21 ed ancor più russofobo, contrario all’unione politica dell’Europa ed all’ingresso di Varsavia nell’euro, favorevole all’installazione di basi NATO permanenti sul territorio polacco, Duda si inquadra alla perfezione nella nuova strategia angloamericana: sfumati gli Stati Uniti d’Europa e caduta l’ideologia comunista, la massima minaccia strategica agli interessi di Washington è l’integrazione economica tra l’Europa occidentale e la Russia, da fermare ad ogni costo. In quest’ottica è indispensabile fomentare i nazionalismi del centro-est Europa anti-tedeschi ma soprattutto anti-russi, in primis quelli di Polonia, Ucraina e degli Stati Baltici.

L’elezione di Andrzey Duda alla presidenza della Polonia accelera la formazione dell’Intermarum sognato tra il 1918 ed il 1920 dal capo delle forze armate polacche Jozef Pilsudski: la federazione di Lituania, Polonia ed Ucraina che, allargandosi dal Mar Baltico al Mar Nero, separi Germania e Russia. A fornire oggi i mezzi militari, economici e soprattutto il collante politico per la riedizione dell’Intermarium sono gli angloamericani che, abbandonata l’eurozona ad un lento ed ineluttabile naufragio, si concentrano ora sull’asse Estonia-Ucraina sviluppandone tutto il prezioso potenziale anti-russo….nel disperato tentativo di sedare le spinte centrifughe in seno all’Europa, Washington e Londra non esiteranno a scatenare una guerra regionale che compatti la NATO e mantenga separata Berlino, libera dai legacci dell’euro e dell’Unione Europea, da Mosca, ponte economico e logistico verso l’Asia.

http://federicodezzani.altervista.org/moneta-unica-avvitamento-tensione-militare-ascesa/

Zbigniew Brzezinski è polacco ma Radio Liberty gli rifila un ceffone, definendo il suo progetto anti-russo “inefficiente” (= faida interna tra neocon sionisti e imperialisti “America First” che temono, giustamente, che Israele mandi in fumo le loro strategie). Meglio l’Intermarium o una risorgenza asburgica senza l’Austria. Il fatto che la Repubblica Ceca, l’Ungheria e la Slovacchia siano governate da leader filo-putiniani e che gli ucraini siano insorti nella speranza di entrare più facilmente nell’Europa, non con l’intento di trovarsi intruppati in un macrostato-cuscinetto straccione destinato all’annientamento in caso di guerra tra USA e Russia non sembra turbare questi strateghi dissociati dalla realtà

http://euromaidanpress.com/2014/08/27/it-is-time-for-ukraine-to-reinforce-military-cooperation-with-its-closest-partners/

Federico Dezzani pensa che la guerra mondiale si stia avvicinando.

Io invece credo che i neocon guerrafondai stiano perdendo la partita e che per questo dovranno giocarsi l’ultima carta: spingere gli USA oltre l’orlo del baratro, verso il fascismo esplicitato. Però questo segnerà la loro rovina, perché la popolazione americana, diversamente da quella tedesca dei tempi di Hitler, si difenderà con le armi, la marina non interverrà contro la popolazione e una percentuale ragguardevole del resto delle forze armate si schiererà con i cittadini.

Se guerra sarà, si tratterà, ironicamente, un’ingerenza umanitaria del resto del mondo negli USA, per salvare la popolazione insorta dalle rappresaglie della tirannia.

http://www.futurables.com/2015/05/27/the-little-piigs-the-house-of-brics-and-the-big-bad-wolf-part-i-war-is-not-inevitable-but/

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NATO (eurozona? UE?) al capolinea…

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Vi era una grande e meravigliosa dinastia regale che dominava tutta l’isola e molte altre isole e parti del continente: inoltre governavano le regioni della Libia che sono al di qua dello stretto sino all’Egitto, e l’Europa sino alla Tirrenia [di Matteo Renzi, la storia si ripete NdA].

Tutta questa potenza, radunatasi insieme, tentò allora di colonizzare con un solo assalto la vostra regione [Grecia], la nostra [Egitto], e ogni luogo che si trovasse al di qua dell’imboccatura [Mediterraneo].

Fu in quella occasione, Solone, che la potenza della vostra città [Atene] si distinse nettamente per virtù e per forza dinanzi a tutti gli uomini: superando tutti per coraggio e per le arti che adoperavano in guerra, ora guidando le truppe dei Greci, ora rimanendo di necessità sola per l’abbandono da parte degli altri, sottoposta a rischi estremi, vinti gli invasori, innalzò il trofeo della vittoria, e impedì a coloro che non erano ancora schiavi di diventarlo, mentre liberò generosamente tutti gli altri, quanti siamo che abitiamo entro i confini delle colonne d’Ercole. Dopo che in seguito, però, avvennero terribili terremoti e diluvi, trascorsi un solo giorno e una sola notte tremendi, tutto il vostro esercito sprofondò insieme nella terra e allo stesso modo l’isola di Atlantide scomparve sprofondando nel mare.

Platone, “Timeo”, 24e-25d

Stanno strangolando la Grecia e il resto d’Europa [quanti siamo che abitiamo entro i confini delle colonne d’Ercole] per salvare certe banche europee che hanno preso il vizietto angloamericano di fregarsene della loro funzione sociale.

Più stringono il collo di Atene, più questa si allontana da Bruxelles a si avvicina a Mosca.

Mosca ha salvato la sua base navale di Sebastopoli, in Crimea, l’unica che può usare tutto l’anno (specialmente in caso di glaciazione) ma ha bisogno di un porto nel Mediterraneo.

Ha provato con Bengasi (> rivolta anti-Gheddafi) e ha provato con Tartus (> rivolta anti-Assad).

Ma ora tutto è più facile.

Cipro (che non ha dimenticato la gestione europea della sua crisi bancaria) ha detto sì alla marina della Russia (che non ha dimenticato come sono stati trattati i suoi correntisti a Cipro)

http://www.analisidifesa.it/2015/02/cipro-apre-i-suoi-porti-alla-marina-russa/

La Grecia potrebbe dire sì ai missili russi

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=11&pg=11275

L’Egitto ha già stretto accordi coi russi: “Russia ed Egitto hanno concordato di creare una zona di libero scambio e una zona industriale russa nei pressi del Canale di Suez. Secondo la tv russa Russia Today il Cairo vuole entrare nella zona di libero scambio Euroasiatica… Le imprese russe hanno partecipazioni in più di 400 aziende egiziane. La Russia aiuterà l’Egitto a sviluppare centrali nucleari e a creare una nuova industria nucleare nel paese. Lukoil, la seconda più grande compagnia petrolifera russa produce più del 16% del petrolio proveniente dall’Egitto”.

http://www.askanews.it/nuova-europa/accordo-sisi-putin-zona-libero-scambio-egitto-e-unione-eurasia_711226416.htm

Il filo-russo Assad è ormai inamovibile

http://www.lastampa.it/2015/04/24/blogs/caffe-mondo/dottrina-lavrov-armi-ad-assad-per-sconfiggere-isis-c6efA7PzijZ7tQ1cEKzVKI/pagina.html

La Turchia si sta sfilando dalla NATO

http://www.limesonline.com/south-stream-addio-il-gas-di-putin-va-in-turchia/67521

http://www.linkiesta.it/russia-accordi-energia-nucleare-diplomazia-atomo

http://www.agichina24.it/focus/notizie/cosa-rivela-il-contratto-sino-turcobr-

http://rt.com/news/233803-turkey-china-antimissile-defense/

Israele protesta ma non ha alcuna intenzione di farsi vetrificare atomicamente da Mosca.

I missili russi alla Grecia (il ministero della difesa greco, Panos Kammenos, è molto vicino a Mosca e Pechino) servono per tenere buona la NATO e quelli all’Iran mandano un messaggio a Tel Aviv: “datevi una calmata, l’accordo sul nucleare è stato siglato, che non vi sfiori l’idea di attaccare l’Iran”

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Israele-Netanyahu-grave-fornitura-missili-S300-da-Russia-a-Iran-560abaa4-f0fa-4dc3-bb9a-aeb0866047ea.html

Il Mediterraneo orientale sta per diventare, di fatto, un mare russo e, in virtù dell’alleanza sino-russa, non c’è assolutamente nulla che l’Occidente possa fare per evitarlo.

Se l’offensiva diplomatica di Putin è trionfale è proprio perché Washington, non Mosca, è sempre più isolata:

http://www.opinione.it/economia/2015/03/31/lettieri_economia-31-03.aspx

Mentre la Russia si occupa dello scudo militare, la Cina si occupa di quello finanziario e sta già facendo shopping nel comparto agricolo in Grecia, Spagna e Italia, rivitalizzando delle salme.

Questa sinergia rassicura il crescente numero di paesi che hanno deciso di sfidare l’egemonia americana e condanna alla rovina l’ordine esistente.
Se NATO, Unione Europea e eurozona sono ormai inestricabilmente avvinghiate l’una all’altra, allora la sorte dell’una sarà anche quella delle altre.

12362
Poi dovremo pensare alla ricostruzione, mettendo gli interessi e i bisogni della gente comune al primo posto.

Dopo che gli squali anti-putiniani (naturalmente!) si saranno scannati a vicenda:

La «guerra» dei Rothschild. Il blasone unisce e divide la dinastia

o saranno stati messi fuori gioco dai non più mansueti ex sudditi

Leading Indonesian family behind rival to Rothschild bid for Arms

Indonesian group takes on Nat Rothschild with proposed bid for ARMS

TerraNova – economia, finanza e geopolitica del futuro:
http://www.futurables.com/category/economia-futura/

AGGIORNAMENTI
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C’è un nuovo sceriffo in città (parte II) – governo mondiale o governance mondiale?

cityscape

Non ho ancora incontrato nessuno che abbia ben chiaro in mente cosa succederà. Chi lo sa tiene la bocca chiusa. Possiamo solo limitarci a ricostruire uno scenario più plausibile di altri sulla base dei tasselli del mosaico che abbiamo a disposizione:

  1. La manipolazione da parte dei banchieri occidentali del prezzo dell’oro ha avvantaggiato la Cina (e Russia, India, ecc.) che ha accumulato “furtivamente” immense riserve auree, liberandosi nel contempo dei titoli di stato americani, che al momento sono ampiamente sopravvalutati, anche grazie ad una politica monetaria della BCE che ha (volutamente?) indebolito l’euro e rafforzato il dollaro, rendendo possibile (autolesionisticamente o scaltramente?) il più imponente trasferimento aureo della storia, da Occidente a Oriente;
  2. L’economia americana è alla frutta e il governo cinese ha preso delle contromisure per sostenere comunque la domanda della sua produzione, autorizzando una grandiosa strategia edilizia e delle infrastrutture, in Cina ma anche in Africa (le famigerate “città fantasma”), in vista di un prevedibile boom dei consumi domestici dovuto al forte innalzamento del tenore di vita afro-asiatico e all’accelerazione della migrazione verso i centri urbani;
  3. La guerra valutaria globale non dichiarata che è in corso terminerà con una Depressione fenomenale, che si farà sentire ferocemente nel Nord America e in Europa, ad iniziare, come negli anni Trenta, dal sistema bancario austriaco e dall’eredità avvelenata di Haider (In Austria il primo fallimento pilotato di una banca: per Hypo Alpe pagheranno anche i creditori, Repubblica, 1 marzo 2015; La regione austriaca che rischia il default, Linkiesta, 10 marzo 2015);
  4. Questa depressione metterà fuori gioco il dollaro. L’euro, da moneta unica di una parte del continente potrebbe diventare moneta comune dell’intero continente, per essere usato un giorno fino a Vladivostok. Con la fine della Depressione, anticipata grazie a un piano Marshall cinese, l’Europa non sarà più parte della NATO ma appendice occidentale dell’Asia;
  5. Lo yuan/renminbi sarà già stato inserito nel paniere dei Diritti Speciali di Prelievo del FMI, la Cina dichiarerà le sue riserve auree e la sua valuta diventerà la nuova moneta egemone, la nuova valuta di riserva globale, finalmente sostenuta dall’oro, da una solida base manifatturiera e dall’alleanza strategica con la Russia, che può coprire il suo fabbisogno energetico. In pratica i cinesi hanno ricreato le condizioni in cui si trovavano gli USA prima di Nixon;
  6. A quel punto la strategia obamiana di contenimento della Cina diventerà oggetto di cordiale dileggio (il contenimento della Cina, Limes, 9 settembre 2014);
  7. Nel giro di una generazione le lingue europee assimileranno un considerevole numero di termini ed espressioni cinesi ed orientali (come già successe con l’arabo e l’inglese) e vice versa.

CONTINUA QUI

http://www.futurables.com/2015/04/02/ce-un-nuovo-sceriffo-in-citta-parte-ii-governo-mondiale-o-governance-mondiale/

Aggiornamenti

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Dalla realtà come costruzione sociale alla realtà come invenzione mediatica – Bookique 20 novembre

A cura di Stefano Fait

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Negli anni cruciali prima e durante il maccartismo, la capacità di convinzione dei giornali editi da Luce era incalcolabile, e quasi sempre aveva un effetto deformante sulla verità. Il mitico giornalismo americano, così celebrato per la propria indipendenza, accettava che Henry Luce in persona cambiasse il senso degli articoli inviati dai corrispondenti dall’estero per renderli al massimo antisovietici.

Andrea Barbato (1996)

La maggior parte degli “squilibri globali” che continuano a preoccupare l’intelligentsia mondiale sembra molto meno minacciosa se esaminata dal punto di vista plutonomico [precedentemente definito come “il governo dei ricchi per i ricchi”]…la Terra non sta per essere smossa dal suo asse e risucchiata nello spazio per colpa di questi “squilibri”. Che piaccia o meno, il pianeta è sostenuto dalle braccia muscolose dei suoi imprenditori-plutocrati.

Ajay Kapur, “Plutonomy: Buying Luxury, Explaining Global Imbalances”, memorandum del capo analista della banca d’affari Citigroup, 16 Ottobre 2005

La democrazia è venuta ad assumere il carattere di un sistema che ha riconsegnato per aspetti cruciali il potere a nuove oligarchie, le quali detengono le leve di decisioni che, mentre influiscono in maniera determinante sulla vita collettiva, sono sottratte a qualsiasi efficace controllo da parte delle istituzioni democratiche. Si tratta sia di quelle oligarchie che, titolari di grandi poteri, privi di legittimazione democratica, dominano l’ economia globalizzata, hanno nelle loro mani molta parte delle reti di informazione e le pongono al servizio degli interessi propri e dei loro amici politici; sia delle oligarchie di partito che in nome del popolo operano incessantemente per mobilitare e manovrare quest’ ultimo secondo i loro intenti; sia dei governi che tendono programmaticamente a indebolire il peso dei parlamenti (…) esoggiacciono all’ influenza del potere finanziario e industriale, diventandone in molti casi i diretti portavoce e gli strumenti.

Massimo Salvadori, “Democrazie senza democrazia”, 2009

Si affacciano nuovi conformismi e nuovi autoritarismi, nuove imposizioni di ‘identità’ obbligatorie, nuove e immediate forme di potere che fanno leva sulla paura (anche producendola) e non certo sulla libertà o sulla virtù civica, sostituita da una cupa chiusura dei cittadini su se stessi. In parallelo, le istituzioni liberaldemocratiche, rappresentative e di garanzia, sono travolte dalle nuove forme che la politica assume: populismo, plebiscitarismo, fittizie mobilitazioni di massa contro fittizi nemici inventati dai poteri politici ed economici in modo che i cittadini non si sentano del tutto assoggettati e impotenti davanti al governo reale delle “cricche” economico affaristiche. […] La democrazia rischia di uscire trasformata in una democrazia della sicurezza, delle identità (delle civiltà, delle culture) in conflitto, delle ‘radici’ da riscoprire, del controllo sociale e del dominio sulla vita biologica della persona, del plebiscito autoritario, dell’ignoranza acritica, dell’apatia e del risentimento, soprattutto, in una democrazia del mercato.

Carlo Galli (cf. Portinari, 2011, p. 43-45)

Potrebbe perfino sospettarsi che la lunga guerra contro le arbitrarie costrizioni esterne, condotte per mezzo delle costituzioni e dei diritti umani, sia stata alla fine funzionale non alla libertà, ma alla libertà di cedere liberamente la nostra libertà. La libertà ha bisogno che ci liberiamo dei nemici che portiamo dentro di noi. Il conformismo, si combatte con l’amore per la diversità; l’opportunismo, con la legalità e l’uguaglianza; la grettezza, con la cultura; la debolezza, con la sobrietà. Diversità, legalità e uguaglianza, cultura e sobrietà: ecco il necessario nutrimento della libertà

Gustavo Zagrebelsky, “Le parole della politica”, Repubblica, 16 giugno 2011.

Un caffè dibattito che unisce la rete e la discussione di gruppo.

Il confronto online servirà a segnalare gli argomenti più stimolanti, che verranno poi appunto dibattuti di persona da tutti gli interessati mercoledì 20 novembre alle 20.45 presso la Bookique (Via Torre D’Augusto, 29 – Quartiere San Martino – Trento / parco della Predara, tra l’Albermonaco e il Castello del Buonconsiglio)

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io e Roberto Maestri parleremo della costruzione mediatica della realtà a livello locale, nazionale ed internazionale.
Interverranno Mario Giuliano, avvocato e membro del comitato 26 gennaio
http://comitato26gennaio.blogspot.it/
Andrea Tomasi e Jacopo Valenti, autori dell’inchiesta “La farfalla avvelenata. Il Trentino che non ti aspetti“, esempio di giornalismo che disvela ciò che è occultato e decostruisce una realtà artefatta e sintetica.

http://www.cdse.it/index.php?id=639
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/01/la-farfalla-avvelenata/
Vi aspettiamo numerosi.

Potete dire la vostra anche subito, qui

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In pratica, a livello globale, l’informazione – e quindi la percezione della realtà di miliardi di persone che popolano la fetta di pianeta “che conta” – è plasmata da questi grandi gruppi, spesso con interessi intrecciati e oligopolistici (alla faccia del libero mercato):
Time Warner, Walt Disney, Viacom, News Corporation (Rupert Murdoch), Bertelsmann, Axel Springer AG, Sony.

Fino a che punto l’informazione rende un servizio rivolto al pubblico dei cittadini e non si sottopone al controllo dei potenti di turno? La stampa italiana ma non solo, si è resa spesso complice di campagne denigratorie nei confronti di personaggi avversi al potente di turno, il caso Boffo docet, oppure si è gettata a corpo morto nel sensazionalismo perseguendo il solo scopo di fomentare la morbosità funzionale all’aumento delle vendite. Vero è che un certo tipo di manipolazione delle notizie può essere funzionale ad un sistema che si basa anche sulle reazioni emotive di mercati che muovono ingenti quantità di denaro. E allora dove sta il confine tra libera informazione e controllo della stessa? Ed è ancora possibile pensare ad una informazione proveniente dal basso, pensiamo alla rete, che possa avere il beneficio di credibilità permettendo la verifica e il controllo delle fonti?

Roberto Maestri

 

Credere alle bugie ed agire sulla base di una percezione falsata della realtà può, letteralmente, distruggerci. Possiamo autorizzare delle decisioni che, alla lunga, potrebbero ritorcersi letalmente contro di noi.

Identici testi per i telespettatori dei più importanti telegiornali americani, nazionali e locali:

“Conan O’Brian may be about to push the envelope on late night television”

You don’t need us to tell you that gas prices are back on the rise”.

Identico testo per il discorso del primo ministro australiano e dell’attuale primo ministro canadese (allora all’opposizione) per promuovere l’intervento militare in Iraq da parte delle rispettive nazioni: testo scritto a Washington e poi fatto pervenire a Londra, Ottawa e Canberra, per orientare l’opinione pubblica di lingua inglese nella direzione desiderata. Chi ha mandato il testo si aspettava una rielaborazione e chi l’ha ricevuto non si aspettava che fosse una copia.

 

CONTESTO GLOBALE

1990: centinaia di neonati strappati alle incubatrici dai soldati iracheni e lasciati morire durante la prima Guerra del Golfo. L’unica testimone è una ragazzina kuwaitiana di 15 anni, identificata soltanto per nome, Nayirah. Il suo racconto fa il giro del mondo grazie alla Hill & Knowlton, una delle più grandi agenzie di pubbliche relazioni del mondo, ricompensata con oltre 10 milioni di dollari dagli emiri del Kuwait. Poi si scopre che la suddetta Nayirah era un membro della famiglia reale kuwaitiana, che suo padre era l’ambasciatore del Kuwait negli Stati Uniti e che il vice presidente della Hill & Knowlton, Lauri Fitz-Pegado, aveva istruito Nayirah su cosa avrebbe dovuto dire.

2011: il 15 febbraio, in Libia, centinaia di persone appiccano il fuoco a diversi comandi di polizia libici. 28 feriti tra le forze di sicurezza e 10 tra gli insorti. Nessun morto.

http://www.webcitation.org/5wYDLZMdr (Al Jazeera, Reuters, AFP, ecc.)

http://www.france24.com/en/20110216-libya-violent-protests-rock-benghazi-anti-government-gaddafi-egypt-tunisia-demonstration

Il 17 è il “Giorno della Rabbia”, l’inizio dell’insurrezione armata in tutto il paese. Fino a quel giorno in tutta la Libia c’erano state 4 vittime (150 nella “nonviolenta” insurrezione egiziana, 3 in quella tunisina):

http://www.lemonde.fr/proche-orient/article/2011/02/17/suivez-en-direct-les-manifestations-dans-le-monde-arabe_1481247_3218.html#ens_id=1481220 –

Eppure in Occidente è passato il messaggio che quello di Gheddafi [comunque indifendibile], diversamente dai regimi di Tunisia ed Egitto, era subito ricorso all’eccidio.

Si susseguono le notizie choc:

– uso di mercenari per sedare nel sangue la rivolta, poi smentito da Human Rights Watch

http://www.rnw.nl/africa/article/hrw-no-mercenaries-eastern-libya-0

– fosse comuni per accogliere i 10 mila morti (e 55mila feriti) causati dalla repressione nel giro di una settimana: la fonte è un sedicente membro libico della Corte penale internazionale residente a Parigi che cita un presunto bilancio della CPI. Tutti i media rilanciano la notizia senza verificarla. Il giorno dopo la CPI annuncia di non conoscere Sayed Al Shanuka e nega di aver stilato un qualunque bilancio. Si scopre anche che il video delle fosse comuni era stato girato 6 mesi prima in un cimitero nel corso di un’esumazione ordinaria.

– viagra per stupri di massa su ordine del regime: smentita qualche mese dopo da parte dell’inviato dell’Onu Cherif Bassiouni e da Amnesty.

– 17 marzo: Gheddafi avverte che se i ribelli bengasini non getteranno le armi o si ritireranno in Egitto, li massacrerà. Per chi rinuncerà alla lotta armata promette invece l’amnistia.

http://www.nytimes.com/2011/03/18/world/africa/18libya.html?pagewanted=all&_r=0

I media si concentrano però sulle parole di un leader dell’opposizione libica che risiede a Ginevra e che afferma che se Gheddafi avesse attaccato Bengasi, ci sarebbe stato un “bagno di sangue, un massacro simile a quello a cui abbiamo assistito in Ruanda”.

Il 19 marzo iniziano i bombardamenti occidentali.

2011: dimissioni a catena dalla redazione di al Jazeera (Qatar) in protesta per la faziosità e censure nella copertura della crisi siriana e delle proteste in Bahrain, sedate anche grazie all’intervento militare saudita.
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/03/14/il-mito-infranto-di-al-jazeera/

CONTESTO EUROPEO

Ripetere semplici pregiudizi, diffondere le formule di propaganda più seducenti, ben lontano da qualunque logica economica, comportarsi come se si fosse dei visionari o semplicemente non correre rischi urlando insieme agli altri, ecco quello che ha fatto la grande maggioranza della stampa tedesca durante questa crisi dell’euro

Robert Misik, der Standard

http://www.presseurop.eu/it/content/author/491201-robert-misik

1915: soldato canadese crocifisso dai tedeschi – molto probabilmente un’invenzione propagandistica;

1989: “Il massacro di Timisoara”. A pochi giorni dal Natale del 1989 il mondo viene scosso dalla repressione di Ceausescu: si parla di 4mila morti. Paolo Rumiz, allora inviato del Piccolo, si reca sul luogo della strage. Cerca informazioni. Gliele fanno trovare. Le prende per buone. In seguito scopre che era tutta una messinscena: i corpi erano stati messi lì apposta, dalla Securitate (in versione golpista), scongelati dalle celle frigorifere dell’ospedale civile. Il custode del cimitero aveva ripetuto a tutti che i segni erano di autopsie e che erano corpi di vagabondi, ma nessun giornalista aveva osato sfidare il consenso. La straziante immagine della madre e della figlia uccise dal regime era stata costruita: la madre era un’alcolizzata morta di cirrosi epatica, la figlia era morta per una congestione un mese dopo il decesso della madre. Scrive Rumiz: “Ripassando la moviola, si vede che la Tv rumena non registra la rivolta, ma la determina…L’evento è pilotato, non a caso, dalla stessa cabina di regia che ha costruito per decenni la propaganda di regime…Le televisioni e i giornali di mezzo mondo caddero nella trappola, affondarono primi piani terribili sulle cicatrici, diffusero all’istante la prova della colpevolezza del regime e legittimarono a priori la frettolosa fucilazione di Ceausescu. Fu Herta Mueller, del giornale tedesco Die Zeit, a scoprire la finzione costruita dallo stesso apparato repressivo…Pochi lo ammisero: l’evento era bruciato, la verità non importava più ai media occidentali”.

2013: Quando chiesero a Thomas Herndon, studente di economia presso l’Università del Massachusetts, di scegliere un’analisi economica ed esercitarsi provando a replicare i risultati lui, ambiziosamente, scelse un articolo di Carmen Reinhart (Harvard) e dell’ex capo economista del Fondo Monetario Internazionale, Ken Rogoff, che aveva avuto un ruolo decisivo nel giustificare le misure di austerità nell’eurozona. Dopo mesi di tentativi i conti non tornavano. Assieme ai suoi docenti, Herndon scoprì che i due esperti avevano commesso una serie di errori, tra i quali uno particolarmente grossolano.

Daniel Hamermesh, economista all’Università di Londra, è stata la persona che a mio avviso ha colto il significato più profondo dell’evento: “Quell’articolo ha contribuito a plasmare il modo in cui le persone, e specialmente i politici, vedono il mondo ed è proprio questo che, alla fine, determina come funziona il mondo” (BBC 19 aprile 2013).

La visione del mondo che ha prevalso, quando Olli Rehn, il commissario agli Affari economici della Ue, ripeteva il mantra austeritario citando a sostegno delle sue tesi proprio quell’articolo, è che non ci potevano essere alternative al drastico taglio della spesa pubblica e al precariato, che quello era l’unico strumento per tornare a crescere. Un’ipotesi poi smentita dalla recessione europea e dall’esplosione dei dati sulla disoccupazione.

CONTESTO NAZIONALE

Caro Luigi Abbate, ho visto il video in cui Girolamo Archinà ti ruba il microfono mentre fai la tua domanda a Emilio Riva sui morti di tumore a Taranto svariato tempo fa. L’avevo rimosso. Poi per fortuna Il Fatto Quotidiano e Repubblica hanno ripreso la telefonata in cui il governatore della tua regione e lo stesso Archinà ne parlavano con grasse risate, e allora quel video e quella vicenda mi è tornata a mente. Siccome ridevano anche di te, e del tuo lavoro, del nostro lavoro, mi sono sentito offeso per te e pure per me. Tu non eri a libro paga dei Riva come molti tuoi colleghi del posto, e allora ti sei potuto permettere quella domanda. Che poi è la domanda delle domande. Quella che ogni collega avrebbe dovuto ripetere fino allo spasmo, perché quella domanda, in quel posto, in quelle condizioni, è l’abc della nostra professione. Eppure nessuno ti ha ringraziato. Nessuno ti ha chiesto scusa. E anzi, il tuo governatore, un uomo di sinistra (così dice), ha telefonato non a te, ma a chi ti ha rubato il microfono. Allora mi sono doppiamente offeso, perché non solo credo nel giornalismo, ma pure nei valori della sinistra. Che prevedono questo: si fa i forti con i forti, contro i forti si lotta, per i deboli e a fianco ai deboli. Invece in quelle risate c’era tutto il contrario di quel valore. C’era il potere che si dà del tu, c’era la mancanza di sensibilità e la coscienza sporca di un’intera classe politica e imprenditoriale che non vuole domande e non vuole il coraggio di certe domande. C’era la mancanza di rispetto verso di te e verso i chiarimenti che chiedevi, che poi riguardano la vita delle persone. Forse veniamo da un altro mondo, o forse siamo semplicemente i pochi rimasti sani in questa terra dove tutto funziona alla rovescia. Dove un governatore di sinistra non solidarizza con te, ma di te si fa beffe dandoti del mezzo provocatore. Dove le domande al padrone vengono vietate, dove un cronista ci si mette poco a comprarlo, o a zittirlo. Basta un semplice atto di prepotenza, quella a cui siamo stati abituati ad assistere da troppi anni. Allora mentre tutti si arrovellano su Vendola sì o Vendola no, io compreso, mi sono reso conto che di te si è parlato poco o nulla. Sei un semplice giornalista, ma per chi prova a farlo davvero e con passione, dal basso o dall’alto poco importa, è il mestiere più bello e (credo io) più nobile del mondo. Lo hai dimostrato con un gesto piccolo. Una semplice scontata eppure potente domanda. Un’ottima lezione di giornalismo. Grazie. Continua così.

Matteo Pucciarelli

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/11/15/matteo-pucciarelli-lettera-a-luigi-abbate-il-giornalista-che-fa-ridere-i-potenti/

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CONTESTO LOCALE

Io non sono dell’idea che bisogna dare in pasto al popolo furente qualche testa perché così si acquieta un po’. Non è questo il mio senso delle istituzioni. La credibilità e la fiducia dei nostri apparati tecnici la dobbiamo riconquistare mettendo a disposizione di chiunque abbia interesse il lavoro che stiamo facendo, con trasparenza, dimostrando che siamo imparziali e che la politica non dà direttive per nascondere le cose.

Lorenzo Dellai (da “La Farfalla Avvelenata”).

La gravità dei fatti, la pericolosità per la salute delle emissioni tossiche, il numero degli sforamenti dei limiti di legge monitorati in ampio arco di tempo, il fatto che gli stessi non siano cessati neppure dopo il primo intervento in acciaieria da parte della polizia giudiziaria (dicembre 2008), rende ancora più evidente il rischio di ulteriori analoghe violazioni

Marco La Ganga, giudice per le indagini preliminari

L’aspettativa di vita media – che generalmente coincide con l’età media alla morte – era in quel periodo di 72 anni. Tra il 1984 e il 2009 ci sono stati 26 morti, di cui 22 con cause certe; dieci di questi sono morti di tumore, cioè il 45%, a fronte di un dato provinciale del 33% e nazionale del 29%. L’età media del decesso degli operai è di 55 anni.

“La Farfalla Avvelenata”.

Apri il frigorifero di casa, dai una rapida occhiata e ti domandi cosa puoi mangiare o bere senza preoccuparti della provenienza, della possibile contaminazione. Gli alimenti a chilometri zero, prodotti in quei luoghi, sono sicuri? Si pensava di vivere in un’isola felice, un mondo in stile Mulino Bianco. In fondo è ciò che raccontano tutti i depliant di promozione turistica del Trentino. E le prime “vittime” di questo bombardamento mediatico sono proprio i trentini…Non possiamo evitare di chiederci perché i controllori non hanno controllato, il perché di certe autorizzazioni, date in piena autonomia, all’interno dei confini provinciali. Per quale motivo Cava Zaccon, in Valsugana, è diventata un concentrato di rifiuti tossici? Non possiamo non domandarci perché, a fronte di tante segnalazioni di cittadini (non solo ambientalisti militanti), non si è intervenuti; perché questo profondo nord, forse un po’ troppo presuntuoso, è diventato capolinea per centinaia di camion – provenienti da mezza Italia – che hanno trasportato e scaricato rifiuti pericolosi; perché sono dovuti intervenire gli agenti del Corpo forestale dello Stato, visto che la Provincia avrebbe i propri, di forestali. Esiste forse un problema di indipendenza di questi organi dal potere politico?…Si è quasi parlato di vilipendio dell’autonomia. Guai a dire che qui le cose non vanno bene, come abbiamo sempre raccontato…Serve a qualcosa preoccuparsi? Serve a qualcosa uscire da questo piccolo-grande Matrix che è il racconto di un paradiso terrestre che stiamo distruggendo, convinti del contrario? Secondo noi sì. Serve perché un cittadino informato può pretendere una politica ambientale seria. Può chiedere a chi governa questo territorio di preservarlo, di non nascondere la verità nel sottosuolo  

“La Farfalla Avvelenata”.

Il Trentino che non ti aspetti. Traffico di rifiuti, cave trasformate in discariche, controllori che non controllano, paura per ambiente e salute. Il racconto di un’inchiesta giudiziaria senza precedenti: il Corpo forestale dello Stato interviene in Trentino e scopre una pentola di veleni. Natura che si pensava incontaminata. Soldi e rifiuti, le relazioni pericolose della politica. Rischio inquinamento: il nervo scoperto dell’autonomia speciale. Il Trentino come non è mai stato raccontato. Un libro di Jacopo Valenti e Andrea Tomasi.

http://www.youtube.com/watch?v=G-wGCaw7j6s

Tre inchieste, condanne, patteggiamenti e la scoperta che l’Autonomia di fatto si è trasformata in un paravento. I rifiuti illeciti arrivano nel profondo nord, stoccati in ex cave, in teoria destinate a diventare siti di ripristino ambientale. In Trentino – sì, nel Trentino delle montagne, dello sci, delle passeggiate naturalistiche, degli agriturismi – fra il 2007 e il 2011, il Corpo forestale dello Stato solleva il coperchio su una pentola di veleni. Tre indagini (Tridentum, Fumo negli occhi ed Ecoterra) – condotte dal nucleo investigativo Nipaf di Vicenza, coordinato dalla pm Alessandra Liverani, della Procura della Repubblica di Trento – dimostrano come chi era incaricato dei controlli in realtà non controllava. Nelle cave – e in seguito si scoprirà anche sotto alcuni prati – si trovano enormi quantitativi di sostanze, residui di lavorazioni industriali, provenienti da mezza Italia. I comitati cittadini avevano lanciato l’allarme, avevano fatto sapere a chi comandava (e comanda) nella ricca Provincia di Trento che il traffico di camion era sospetto, che il terreno poteva essere contaminato, che le bonifiche non erano bonifiche e che l’aria era maleodorante. Nulla…. “Trentino: l’Italia come dovrebbe essere”, recitava un controverso slogan dell’azienda di promozione turistica della Provincia autonoma: un’autonomia dorata che però, nei casi scoperti dagli inquirenti, non è stata in grado di difendere l’ambiente. E improvvisamente i trentini si sono risvegliati dal lungo sonno, scoprendosi meno sani e meno belli. “Io la scoria la metto anche nel pane”, dice un imprenditore finito nella rete del nucleo investigativo del Corpo forestale dello Stato…. “È uno dei problemi dell’autonomia del Trentino – scrive Claudio Sabelli Fioretti nella prefazione al libro  ‘La farfalla avvelenata’ – Gli amministratori trentini vogliono essere sempre più autonomi anche nella scelta di coloro che controllano il loro operato. Gosetti viene condannato, il 22 febbraio del 2011. Il Comune di Rovereto gli affidava ancora incarichi per la bonifica di aree inquinate”. Il problema – evidenziato dagli inquirenti – è che il Trentino, pur avendo a disposizione tutti gli strumenti economici dati dall’autonomia speciale, non ha attivato (o sviluppato) gli anticorpi necessari per difendere territorio e popolazione…. Migliaia di tonnellate di inquinanti. Ma cosa resta adesso in Trentino? I rifiuti delle cave di Sardagna e Monte Zaccon non sono stati rimossi. A Zaccon, in particolare, l’amministrazione pubblica conta di “risolvere tutto” con un capping: un “copertura” di cemento. Ma sotto le sostanze rimangono. Delle 419.852 tonnellate di rifiuti smaltiti a Monte Zaccon tra il 2007 e il 2008, solo il 6,6% era conforme ai limiti. Quanto a Sardagna, al quantitativo complessivo di almeno 177.273 tonnellate nel periodo 2007-2008, si aggiungono 108.499 tonnellate degli anni precedenti (fino al 2006) per un totale di 285.772 tonnellate di rifiuti che vanno considerati contaminati e quindi possono essere una potenziale sorgente di danno ambientale. Peraltro un sito come quello di Sardagna è privo di opere di barriera geologica e di controllo delle acque, perché al momento dell’approvazione del piano di adeguamento nel 2004 il Comune di Trento non aveva provveduto ad imporre al gestore l’esecuzione di interventi di “difesa”. Anche in questo caso, secondo una determina del Comune di Trento, i rifiuti potrebbero rimanere dove sono. Tutto questo nonostante esista una perizia, commissionata all’Ispra dal Ministero dell’Ambiente, che dice chiaramente che quei materiali, nei due siti trasformati in discariche, dovrebbero essere rimossi.

http://inchieste.repubblica.it/…/rifiuti_trento-65885190/

Unione Nordamericana contro Unione Europea (analisi di Attali e Paye)

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Per il Senato americano il Nord America è già HOMELAND
I canadesi non sembrano averla presa troppo bene

http://ca.news.yahoo.com/blogs/canada-politics/canada-mexico-united-states-identified-homeland-during-senate-192128693.html

https://twitter.com/stefanofait

L’altra sera, al cinema, mi lagnavo del fatto che ultimamente ogni blockbuster (anche co-produzioni o produzioni messicane) ambientato in Messico ritrae solo i suoi problemi con la mala e il narcotraffico: un Messico violento, selvaggio, barbaro, da civilizzare.

Mi ero chiesto se non fosse pura propaganda: si massaggia l’opinione pubblica di entrambi i paesi per giustificare future misure d’emergenza, rese necessarie dallo scacco subito in Siria, da quello che si profila in Egitto, dalla sorprendente “resilienza” della Cina e dalla non entusiastica partecipazione di alcuni paesi europei alla zona di libero scambio transatlantico così fieramente promossa, tra gli altri, da Zbigniew Brzezinski (e da Emma Bonino, ça va sans dire)

http://gilguysparks.wordpress.com/2013/05/17/una-nato-economica-no-grazie/

Quel giorno stesso Jacques Attali, ex consigliere particolare di Mitterrand, scriveva questo testo sul suo blog, rispondendo involontariamente alle mie inquietudini:

“Un nuovo discorso ideologico e geopolitico sta per fare la sua comparsa nei circoli dirigenziali economici, politici e militari americani. Di fronte alla crescita del potere cinese, con la Cina che presto sarà, inevitabilmente, la più grande economia del mondo in termini di produzione, si comincia a sentire una nuova narrazione a Washington: la potenza leader del mondo per almeno i prossimi due decenni non sarà la Cina, ma l’unione formata da Stati Uniti, Canada e Messico.

http://www.cfr.org/content/publications/attachments/NorthAmerica_TF_final.pdf

Questo insieme, sostengono, deve essere considerato come un’unica nazione: l’integrazione economica, che ha avuto inizio con l’introduzione del NAFTA, è ormai a buon punto. I tre paesi hanno la stessa ideologia, lo stesso interesse per la difesa e una stretta collaborazione su tutti i fronti, economico, culturale e militare. Il Messico è diventata un paese moderno in cui è rispettato il principio di legalità, così come negli altri due paesi. Il Messico e il Canada si stanno americanizzando ad alta velocità e l’integrazione economica e culturale è notevole.

Questo scenario non è improbabile. Quest’unione è già ora la prima potenza al mondo e lo sarà a lungo: una popolazione totale di 470 milioni, che salirà a 540 milioni nel 2030. Un PIL totale di 19mila miliardi di euro, che saranno almeno 25mila entro il 2018. In entrambi i casi, molto superiore a quello della Cina.

Gli Stati Uniti, che si vedono naturalmente come leader della coalizione, potrebbero ritardare così, come l’impero romano, il momento del loro declino. L’intera strategia americana si concentrerà quindi sul successo di questa integrazione economica, completandola con quella politica, sfruttando all’uopo i mass media. E quest’integrazione può essere più facile da conseguire rispetto a quella europea: i nord-americani sono divisi in tre nazioni, con una potenza dominante che può provare a dettare il suo volere.

Ciò avrebbe delle importanti conseguenze geopolitiche. La dominazione del Nord America sul Sud America e sull’Europa, che non tiene conto, per esempio, delle conseguenze di una tale unione sui negoziati commerciali avviati con i soli Stati Uniti [il trattato transatlantico di libero scambio, appunto, NdT].

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/07/31/euroslavia-no-allo-smantellamento-dellunione-europea/

Tuttavia, molti ostacoli si frappongono. In primo luogo, perché le differenze di tenore di vita tra gli Stati Uniti e il Messico sono enormi: il PIL del Messico è più basso di quello del Canada, con una popolazione quattro volte superiore. Le dinamiche della popolazione sono anch’esse molto diverse: l’età mediana era di 38 anni negli Stati Uniti e in Canada e di 26 in Messico e, nel 2030, sarà di 40 anni negli Stati Uniti e 33 anni in Messico. Inoltre, gran parte dell’integrazione economica di questi paesi è criminale: due terzi della marijuana consumata negli Stati Uniti sono importati dal Messico. Il 95% della cocaina che entra nel territorio degli Stati Uniti proviene dal Messico. Nel complesso, si stima che la droga negli Stati Uniti generi 30 miliardi di dollari l’anno di profitti per i cartelli messicani, alimentando una vera e propria economia sommersa che rappresenta più del 3% del PIL del Messico. Con conseguenze mortali estreme: quasi 100.000 persone morte o disperse negli ultimi sei anni. Questo sarà senza dubbio il pretesto per mettere in comune considerevoli mezzi militari.

Inoltre, messicani e canadesi sono molto interessati a conservare la propria indipendenza, fin dalla nascita delle loro nazioni, e non hanno alcun motivo per rimetterla in discussione. Né francofoni né ispanici accetteranno il predominio della lingua inglese. E sono ben lungi dall’accettare la dollarizzazione delle loro economie.

A meno che, per una piroetta della storia, gli Stati Uniti non divengano messicani. Nel 2050, gli Stati Uniti dovrebbero essere il primo paese di lingua spagnola del mondo, con un 30% di popolazione ispanica (132 milioni di persone contro i 52 milioni (17% della popolazione) di oggi) e quindi rappresenterebbero i due terzi della popolazione del NAFTA. Questa alleanza potrebbe quindi essere in ultima analisi, per gli Stati Uniti di oggi, un affare sciagurato. Come è avvenuto per molti imperi prima di loro.

Noi abbiamo oggi una gara tra due alleanze che cercano di integrarsi politicamente. Tocca a noi farlo prima e non abbandonare le comunità francofone del Nordamerica, più importanti che mai”.

http://www.attali.com/actualite/blog/geopolitique/la-nouvelle-surpuissance-americaine

NOTA BENE: io sono molto favorevole all’unione federata/confederata dei popoli, perché voglio più collaborazione e meno conflitti, più concordia e meno violenza.
Un governo mondiale, però, non avrebbe alcuna chance di durare molto a lungo e avrebbe come unico risultato quello di frantumare gli stati e sostituirli con una congerie di signorie per nulla democratiche (es. Singapore, Serenissima, Vaticano, ecc.) e certamente turbo-capitaliste.
Meglio le Nazioni Unite.
W l’unità nella diversità.

*****
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Analisi di Jean-Claude Paye, sociologo e politologo belga (cf. articoli apparsi su Le Monde, Le Monde Diplomatique, Réseau Voltaire)

La “crisi dell’euro” non esiste. È una guerra economica degli Stati Uniti contro l’Unione Europea (non solo contro l’eurozona), con la complicità delle agenzie di rating, dei “mercati” (= banche d’affari rifornite di liquidità da usare per attacchi speculativi proprio dai quantitative easing della FED, ossia l’iniezione di nuova valuta nel mercato), del FMI, di Londra, di Berlino e della Bundesbank+BCE (Francoforte). L’obiettivo è duplice: riprendersi i capitali in fuga sottraendoli ai cittadini europei per salvare l’economia americana

http://www.rischiocalcolato.it/2013/04/una-veloce-occhiata-al-debito-pubblico-e-al-deficit-americano-oltre-il-107-anzi-oltre-il-125.html

far capire alla Cina che abbandonare il dollaro per l’euro non era una buona idea

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-08-09/cina-preoccupa-riserve-214824.shtml?uuid=AaGpy9uD

e ottenere il controllo dell’economia europea in vista dell’accordo di libero scambio transatlantico, con tutte le sue immani conseguenze (ulteriori tagli salariali, tagli al welfare, privatizzazioni)

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-16/libero-scambio-transatlantico-rischio-082526.shtml?uuid=AbDeuQ5H

Questa strategia prevede lo smantellamento dell’Unione Europea e la sua sostituzione con un’Unione Atlantica costruita sull’accordo di libero scambio – gli euroscettici che si bevono tutte le cazzate del Telegraph, dell’Economist, del Financial Times, del Wall Street Journal, ecc. sono l’inconsapevole quinta colonna dell’imperialismo anglo-americano (e tedesco).

Dopo l’unificazione tedesca l’Unione Europea è stata modellata per venire incontro alle esigenze tedesche e favorirla puntando sulla sua competitività, senza che ci fosse un governo europeo che usasse dei trasferimenti importanti per controbilanciare questi oggettivi benefici. La “crisi dell’euro” l’ha ulteriormente avvantaggiata. L’intransigenza di Angela Merkel, accusata da più parti di mettere a repentaglio la sopravvivenza dell’eurozona, si capisce solo nell’ottica di chi si appresta a cambiare cavallo (mercato transatlantico) e può sfiancare quello che sta cavalcando. Stesso discorso per Marchionne e per il suo trasferimento della FIAT negli Stati Uniti

http://www.ilmondo.it/economia/2013-02-19/fiat-elkann-molto-importante-accordo-ue-usa-libero-scambio_202420.shtml

Chi è contro l’euro (certamente non io) deve pertanto cominciare a passare dalle parole ai fatti, altrimenti il progettino di cui sopra potrebbe fallire

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/07/31/euroslavia-no-allo-smantellamento-dellunione-europea/

Mancano solo 9 mesi alle elezioni europee del 2014 e, nei vari sondaggi, inclusi quelli dei quotidiani euroscettici inglesi, gli eurofobi continuano a faticare a superare la soglia del 30% nei paesi PIIGS.

– movimenti/partiti anti-euro: un pregiudicato (Berlusconi), nostalgici di Vichy (Le Pen), La Destra, Forza Nuova, nostalgici della DDR (die Linke, che prende voti soprattutto nella Germania Orientale), ultrareazionari turbo-capitalisti (Alternativa per la Germania: “i lavoratori tedeschi hanno troppi diritti”, “il welfare è uno spreco”), Alba Dorata, UKIP (il partito dichiaratamente schierato a favore della finanza londinese), Veri Finlandesi, destra austriaca post-haideriana, Fidesz, Jobbik, Sinn Féin, Lega Ticinese, Vlaams Belang.
– chance che queste formazioni politiche mobilitino una maggioranza di elettori europei: zero

Gli indignati, che non avevano proposte concrete e universalmente condivise, non hanno combinato nulla, ma almeno si sono fatti vedere.
Voi, che avete un obiettivo preciso, nitido, attualissimo e godete del totale appoggio dei media anglosassoni e anche della stampa conservatrice tedesca, non siete andati al di là della tiepida proposta grillina di un referendum sull’euro, di cui non se ne è fatto nulla.

Allora? Quand’è che riuscite a mettere la questione al centro del dibattito pubblico?

60 domande per Matteo Renzi

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Ecco chi è Marco Carrai, il Gianni Letta di Matteo Renzi

– la sua famiglia si è riprodotta e si è moltiplicata riuscendo ad amnistiare la memoria del nonno di Marco, il Carrai su cui pesava l’accusa infamante di aver fatto parte della banda Carità, il gruppo fascista che opera in Toscana tra il ’43 e il ’45 a caccia di partigiani, tra esecuzioni sommarie e torture;

– il 19enne Marco al primo voto politico si impegna nei club della nascente Forza Italia di Silvio Berlusconi;

– ha trovato a Firenze un segretario provinciale ragazzino che nel ’94 aveva frequentato le tv berlusconiane da concorrente della “Ruota della fortuna” di Mike Bongiorno: Matteo Renzi.

– eletto con le preferenze assicurate da Comunione e Liberazione e dalla Compagnia delle Opere che in Toscana è presieduta da Paolo Carrai e da Leonardo Carrai, alla guida del Banco alimentare, altra opera ciellina: i cugini di Marco;

– Nel 2006, quando esce il film tratto dal romanzo di Dan Brown, pubblica un agile pamphlet su “Il Codice Da Vinci. Bugie e falsi storici”, con lo storico Franco Cardini e il professor John Paul Wauck, prete dell’Opus Dei, molto felice dell’iniziativa. Nel 2007 si presenta al cimitero degli Allori per deporre un cuscino di fiori in onore di Oriana Fallaci, scomparsa un anno prima;

– in quota Monte Paschi di Siena, membro dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze che è azionista di Banca Intesa;

– il fratello Stefano Carrai è in società con l’ex presidente della Fiat Paolo Fresco nella società Chiantishire che tenta di mettere su un gigantesco piano di appartamenti, resort, beauty farm nella valle di Cintoia, a Greve, bloccato dal Comune;

– Fresco è tra i finanziatori della campagna per le primarie del 2012 di Renzi, con 25 mila euro, insieme al finanziere di Algebris Davide Serra (quello delle Cayman), acclamato anche quest’anno alla stazione Leopolda;

L’uomo del governo israeliano, per alcuni («Ho da fare a Tel Aviv», ripete spesso), di certo vicino agli americani di ogni colore. Frequenta con assiduità Michael Ledeen, l’animatore dei circoli ultra-conservatori del partito repubblicano, antica presenza nei misteri italiani, dal caso Moro alla P2. È in ottimi rapporti con il nuovo ambasciatore Usa in Italia John Phillips, amante del Belpaese e della Toscana, proprietario di Borgo Finocchietto sulle colline senesi;

– C’è anche Carrai quando Renzi banchetta con Tony Blair o quando va ad accreditarsi con lo staff di Obama alla convention democratica di Charlotte del 2012. E quando tre mesi fa il sindaco vola a sorpresa a Berlino per incontrare la cancelliera Angela Merkel, accanto a lui, ancora una volta, c’è il ragazzo di Greve, Carrai;

– C’è chi ha visto la sua manina dietro la nomina di Antonella Mansi alla presidenza di Mps;

http://espresso.repubblica.it/attualita/2013/11/04/news/ecco-chi-e-marco-carrai-il-gianni-letta-di-matteo-renzi-1.139920

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  1. Sembra avercela con chiunque sia anche solo di pochi anni più vecchio di lei: ha mai pensato di soffrire di gerontofobia?
  2. Cosa ne pensa del governo Monti?
  3. Cosa ne pensa della gestione Marchionne della FIAT?
  4. Cosa ne pensa del semipresidenzialismo? Ambisce a fare il sindaco d’Italia?
  5. Ha dichiarato che il suo modello è Tony Blair e Tony Blair ha sostenuto la sua candidatura a guidare il PD e l’Italia: Tony Blair è vicino ad ambienti sionisti e neoconservatori, lo è anche lei?
  6. Perché un leader tendenzialmente di sinistra dovrebbe frequentarli?
  7. Quale soluzione proporrebbe per sanare il conflitto israelo-palestinese?
  8. L’invasione dell’Iraq è stata la scelta giusta?
  9. Blair è favorevole a un’escalation militare in Siria: lo è anche lei?
  10. Blair ha approvato il golpe militare egiziano che ha rimosso un governo democraticamente eletto: è d’accordo con il suo giudizio?
  11. Il suo modello, Tony Blair, è dal 2011 consulente del dittatore kazako Nazarbayev. Cosa ne pensa alla luce della recente polemica riguardante l’espulsione di Alma Shalabayeva e del figlio?
  12. Perché l’aspirante “sindaco d’ITALIA” ha scelto come consulente economico un israeliano, Yoram Gutgeld (n0n andava bene l’italiano Piga, tanto per fare un nome tra i tanti possibili)?
  13. Un leader del centrosinistra necessita dell’imprimatur di JP Morgan?
  14. “Sono stufo di questo Pd”. “Sono stufo di questo fuoco di sbarramento incomprensibile su ogni cosa che faccio”. “Andare avanti con questo clima di guerriglia permanente è davvero incomprensibile”. Perché restare in un partito in declino, che non la ama, la ostacola, la saboterebbe (com’è successo a Bersani)? Perché cercare di diventarne il leader?
  15. Cosa ne pensa dei rapporti tra Stato italiano e Vaticano?
  16. Liberalizzazioni e tagli al settore pubblico sono la strada per il rilancio dell’economia e la creazione d’impiego?
  17. Cosa ne pensa dell’euro?
  18. Le decisioni del governo Merkel hanno fatto bene o male all’Unione Europea e ai paesi dell’eurozona?
  19. Gli stati dell’eurozona sono pronti per formare uno stato federale?
  20. Quale sarebbe il peso di Berlino negli Stati Uniti d’Europa?
  21. Cosa ne pensa del sistema di sorveglianza globale costruito dagli americani prima e dopo l’11 settembre?
  22. E’ credibile che tutte le componenti dell’establishment americano – quello di Echelon, per intendersi – siano state prese in contropiede dall’11 settembre?
  23. Cosa ne pensa del “Progetto per un nuovo secolo americano”?
  24. Cosa ne pensa di questa considerazione contenuta nel suddetto progetto (p. 50): “ll processo di trasformazione [delle strategie e delle missioni militari americane], anche se porterà un cambiamento rivoluzionario, risulterà molto lungo, se non si dovesse verificare un evento catastrofico e catalizzante, come una nuova Pearl Harbor”?
  25. Che misure intende introdurre per regolare il sistema bancario? Come intende far rispettare le regole?
  26. Intende ridurre progressivamente il gap tra i molto ricchi e il resto del paese? Come intende farlo?
  27. Intende contribuire a ridurre progressivamente il gap tra i paesi molto ricchi e il resto del mondo? Come intende farlo?
  28. Le politiche di contenimento delle emissioni di anidride carbonica sono utili? I loro costi sono giustificati dai risultati?
  29. Si è interessato alle ragioni addotte per spiegare la pausa nella crescita del riscaldamento globale?
  30. Come avrebbe votato sugli F35?
  31. Quale è il suo giudizio sulla NATO?
  32. L’Unione Europea dovrebbe cercare di stringere legami più forti con la Russia?
  33. Quali politiche energetiche per l’Italia?
  34. Quali politiche nell’ambito del Mediterraneo e del mondo arabo?
  35. La creazione di una zona transatlantica di libero mercato non è destinata a favorire gli Stati Uniti?
  36. Qual è la sua posizione sugli OGM?
  37. Lei farebbe costruire una centrale al torio in Italia?
  38. Qual è il suo giudizio sull’amministrazione Obama?
  39. Cosa ne pensa delle autonomie regionali e provinciali?
  40. Sarebbe favorevole a una riforma in senso autenticamente federale dello stato italiano?
  41. Cosa ne pensa del M5S?
  42. Qual è la sua posizione sul testamento biologico, la procreazione assistita, la ricerca sulle staminali?
  43. Qual è la sua posizione sul programma nucleare iraniano?
  44. Perché scegliere come spin doctor Giorgio Gori, legato a Mediaset?
  45. Vendola o Monti?
  46. Come si contrasta la corruzione?
  47. E l’evasione?
  48. Cosa ne pensa dei paradisi fiscali?
  49. Come si difendono le gole profonde/whistleblower?
  50. Presidente della provincia di Firenze a 29 anni: non è una scalata al potere un po’ troppo rapida persino per un enfant prodige?
  51. È stato accusato di avere diversi conflitti di interessi da presidente della provincia e da sindaco: ha in mente qualche progetto di legge sul conflitto di interessi?
  52. La sua posizione sulle coppie di fatto?
  53. E sulle adozioni per coppie omosessuali?
  54. Come si risolve il problema degli esodati?
  55. Chi le ha pagato la campagna per le primarie e chi copre le spese dei suoi tour europei?
  56. Quali sono i suoi rapporti con Comunione e Liberazione e qual è il suo giudizio su Opus Dei?
  57. Le sembra normale fare tour elettorali e di pubbliche relazioni in Italia e in giro per il mondo mentre amministra Firenze? Onora così il suo incarico e le sue indennità?
  58. A che titolo incontra i governanti occidentali? In qualità di sindaco di Firenze?
  59. E’ una democrazia sana quella in cui i media implorano l’avvento di un “salvatore della patria”?
  60. E’ normale che il sindaco di Firenze affitti Ponte Vecchio a privati per una cena di gala?

“Così il giovane putto di Rignano sull’Arno si è autoeletto “a nuovo che avanza” e ce lo ribadisce con un martellamento che non conosce tregua.

Poco male se l’iconicizzazione di quel nuovo è il giubbetto di Fonzie, il meccanico rubacuori star della serie televisiva americana degli anni Settanta “Happy Days”. Infatti quel capo d’abbigliamento stravisto ha un vantaggio importante per la promozione del prodotto: è assolutamente riconoscibile (non a caso la Coca Cola non cambia la grafica del suo logo). E qui da noi siamo ormai imprigionati da decenni nei condizionamenti televisivi di una americanizzazione da poveracci. Che Renzi sfrutta con una certa cinica sapienza.

Per di più il prodotto viene certificato a mezzo strombazzamenti vari per i suoi effetti salvifici immediati, come quegli sciroppi miracolosi venduti dal solito guaritore pataccaro in qualche fiera di paese. Anche questo aspetto funziona alla grande, considerata la diffusa credulonità di una cultura nazionale che rimane ancora in larga misura contadina. Peccato che l’annunciato salvatore della Patria non riesca neppure a risolvere i problemi di buona amministrazione nella città di cui è sindaco.

Ma basta non farlo sapere, che non se ne parli”.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/matteo-renzi-come-la-coca-cola/

Nel 2014 Nostradamus sarà demodé

https://twitter.com/stefanofait

La maggioranza di persone che si sente in dovere di opporre resistenza al disvelamento della verità/realtà, nel timore di perdere il sonno, o il senno: questo è il più grave problema del nostro tempo.

Nostradamus-Predictions

RUSSIA

Le più grandi esercitazioni militari dai tempi dell’Unione Sovietica: 160mila uomini, 1000 carri armati, 130 aerei, 70 navi
http://rt.com/news/russia-war-games-far-east-084/


STATI UNITI

Non molti europei sanno che l’austerità imposta dai neocon agli Stati Uniti è anche più terribile di quella europea e i suoi effetti si faranno sentire proprio nel 2014: tagli del 26% a istruzione, sanità, lavoro. La popolazione americana non è in grado di reggere l’urto di questa macelleria sociale

http://www.bloomberg.com/news/2013-05-28/when-sequestration-becomes-devastation.html

Chi ha già intuito le ripercussioni di queste disegno criminale e suicida (gli oligarchi si servono degli Stati Uniti, non rappresentano gli Stati Uniti) si sta mobilitando:
http://againstausterity.org/

REGNO UNITO

Stato maggiore inglese informa Cameron che fornire armi ai ribelli non servirà a nulla. O si invade, o l’esercito siriano vincerà
http://www.dailymail.co.uk/news/article-2363803/PM-ditches-plan-arm-Syrian-rebels-military-chief-says-hardly-worth-unless-launches-war.html

TALEBANI IN SIRIA

Non bastavano gli alqaedisti, ora in Siria a combattere contro Assad ci sono anche i talebani del Pachistan, ossia gli stessi che sono in guerra con l’Occidente in Afghanistan
http://uk.reuters.com/article/2013/07/14/uk-pakistan-syria-taliban-idUKBRE96D03C20130714

SIRIA

In media ogni dieci anni, gli Stati Uniti devono abbrancare qualche nazionucola e sbatterla contro il muro, per far capire al mondo che facciamo sul serio.

Michael Ledeen

Rivolta siriana nel caos: lotta intestina tra alqaedisti e insorti siriani ad Aleppo. Intanto l’esercito regolare sta riprendendo Hama e Homs, poi mancherà solo Aleppo:

http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/nemici-Assad-dichiarano-guerra.aspx

Entro la fine dell’anno Assad avrà ripreso Aleppo e avrà vinto la partita. Gli Stati Uniti non possono perdere, perché la sopravvivenza del dollaro è unicamente garantita dal loro status di invincibili superbulli che possono imporre il dollaro come riserva globale con la forza delle armi. Spezzato l’incantesimo, un potere basato su una percezione distorta della realtà viene a mancare: sarebbe la fine per i bulli maggiori ma anche i loro alleati, i bulli minori, specialmente quelli medio-orientali. Per questo gli Stati Uniti (e Israele) se la prendono solo con chi non può opporre una seria resistenza (tipico dei bulli).

Per questo Israele, USA, Arabia Saudita e Qatar devono inventarsi qualcosa nei prossimi mesi. Un qualcosa che potrebbe risultare catastrofico.

La Russia, infatti, non molla la presa:

Lavrov chiede all’ONU di rendere pubblico il contenuto dell’inchiesta russa che dovrebbe provare l’uso del sarin da parte degli insorti

http://sana.sy/eng/22/2013/07/10/491749.htm

e attende ancora un’inchiesta turca sugli insorti siriani arrestati in Turchia per detenzione di armi chimiche

http://italian.ruvr.ru/2013_05_31/Lavrov-vuole-uninchiesta-sullarresto-in-Turchia-dei-ribelli-siriani-con-il-sarin/

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ISRAELE

Alla fine Israele si troverà preso tra due fuochi

Vladimir Putin, 2012

La dissoluzione totale del Libano in cinque province serve come precedente per tutto il mondo arabo, inclusi l’Egitto, la Siria, l’Iraq e la penisola arabica e sta già percorrendo quella strada. La successiva dissoluzione della Siria e dell’Iraq in aree etnicamente o religiosamente distinte, come in Libano, è l’obiettivo primario di Israele sul fronte orientale nel lungo periodo, mentre la dissoluzione del potere militare di questi stati costituisce l’obiettivo primario a breve termine. La Siria si disgregherà in diversi staterelli, in conformità con la sua struttura etnica e religiosa, come succede nell’attuale Libano.

Oded Yinon, consulente del ministero degli esteri israeliano, “A Strategy for Israel in the Nineteen Eighties”, 1982

http://www.historycommons.org/entity.jsp?entity=oded_yinon

Israele ha effettuato un nuovo test missilistico. Gerico può atomizzare un luogo distante 5mila km (Islanda, Madagascar, Bangladesh, Senegal, Mongolia)

http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/128432

Israele ha bombardato il porto siriano di Latakia e ha perso un F16, caduto in mare. Probabile obiettivo: missili anti-nave russi.

http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2013/7/13/Siria-Cnn-raid-su-Latakia-opera-di-forze-israeliane/411745/

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2013/07/14/Siria-Times-Latakia-raid-israeliano_9020864.html

attacco in ritardo: immagini dimostrano che non c’è stata alcuna esplosione di missili colpiti – erano già stati trasferiti (buco nell’acqua per Israele che perde un aereo per un pugno di mosche)

http://www.richardsilverstein.com/2013/07/14/latakia-msm-and-why-rodney-dangerfield-was-right/

Se l’obiettivo israeliano è quello di distruggere dei missili che impediscono il blocco navale della Siria, allora la progettata invasione è ancora sul tavolo, nonostante l’opposizione di Obama.

Israele continua a fare pressioni su Obama per attaccare l’Iran:
http://www.presstv.ir/detail/2013/07/15/313826/israel-says-might-go-solo-to-strike-iran/

Israele sta preparando un’invasione del Libano?

http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=201356284

Saad Hariri, già primo ministro libanese ed ex alleato di ferro di Israele, accusa quest’ultimo di aver perpetrato un recente attentato terroristico a Beirut

http://www.dailystar.com.lb/News/Politics/2013/Jul-09/223073-hariri-blames-israel-for-beirut-suburb-bombing.ashx

Israele ammassa truppe al confine con la Siria

http://www.israelhayom.com/site/newsletter_article.php?id=10647

Israele pronto ad intervento in Libano e Siria

http://www.washingtonpost.com/world/middle_east/israeli-military-prepares-for-lebanon-and-syria-threats-despite-turmoil-in-egypt/2013/07/12/a3190628-eabe-11e2-818e-aa29e855f3ab_story.html

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EGITTO

Sinai: Egitto e Israele militarizzano l’area

http://www.timesofisrael.com/cairo-seeking-israeli-okay-to-widen-sinai-offensive/

http://www.debka.com/article/23109/Israeli-green-light-for-big-Egyptian-Sinai-offensive-after-Islamists-fail-to-assassinate-Egyptian-general

http://www.washingtonpost.com/world/middle_east/islamic-militants-intensify-attacks-in-egypts-sinai-after-morsis-fall/2013/07/13/311d95dc-ebb5-11e2-818e-aa29e855f3ab_story.html

Morsi cercava in tutti i modi di risparmiare l’austerità a quegli stessi egiziani che hanno applaudito i golpisti – gli USA volevano che lui tagliasse i sussidi per le masse immiserite: “The United States believes those changes — including a reduction of food and electricity subsidies — are necessary to help bring Egypt out of its crushing deficit and economic malaise”.

http://www.nytimes.com/2013/07/10/world/middleeast/aid-to-egypt-from-saudis-and-emiratis-is-part-of-struggle-with-qatar-for-influence.html?pagewanted=all&_r=0

Per pura coincidenza i golpisti appoggiano un governo di tecnici neoliberisti pro-austerità (dove l’ho già sentita questa?) e, sempre per pura coincidenza, a guidare le finanze egiziane sarà proprio l’incaricato di negoziare con il FMI

http://www.jpost.com/Breaking-News/Egypt-IMF-negotiator-to-be-offered-finance-minister-post-319715

Entro la fine dell’anno gli egiziani non avranno più nulla da perdere e l’Egitto esploderà definitivamente.

GRECIA E UNIONE EUROPEA

I governi europei devono sempre più fare affidamento sull’autoritarismo per poter mantenere la rotta, sia nel modo in cui trattano i loro cittadini sia nel modo in cui si trattano l’un l’altro, in particolare i governi del Nord nei confronti dei loro omologhi del Sud. Abbiamo così la quarta crisi: la crisi della democrazia europea. E più l’Europa continua a negare la natura sistemica della sua crisi più grande diventerà il deficit democratico e più europei finiranno per vedere nell’Europa il problema e non la soluzione.

Yanis Varoufakis, economista, 11 luglio 2013

Ulteriori sacrifici richiesti alla Grecia per ottenere altri “aiuti” (prestiti a interesse) – continua l’austerità insensata che sta distruggendo l’economia e la società greca.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/07/08/Eurogruppo-aiuti-Grecia-solo-se-riforme_8995140.html

L’eurogruppo se ne frega altamente – il “me ne frego” fascista – della retromarcia e del mea culpa del FMI, che ha ripudiato proprio questa strategia fallimentare:

http://www.corriere.it/economia/13_giugno_06/Grecia-austerita-Fmi-Troika_24fac310-cec3-11e2-869d-f6978a004866.shtml

A questo punto l’atteggiamento europeo è così folle che non può essere dettata da fanatismo: si vuole arrivare allo scontro per poter spezzare l’eurozona?

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/18/breve-lista-dei-crimini-commessi-contro-il-popolo-greco-dai-premi-nobel-per-la-pace/

È evidente che in questo momento le autorità europee sono odiate – lo dicono i sondaggi dell’eurobarometro: i favorevoli ad un’Europa federale sono in netta minoranza. Perciò la gestione della crisi non è certo servita ad imporre il federalismo, ma semmai il contrario. L’Unione Europea sta morendo di austerità, livore e divisioni.

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Che altro aspettarsi, nel 2014, se non guerriglia urbana e scioperi di massa, nonché la morte del sogno europeista? (qualcuno se ne rallegrerà, non io)

Che altro aspettarsi, per il 2015, se non qualche risorgenza populista di destra, con le masse esasperate che votano per dei movimenti che incontrano i favori degli stessi oligarchi che hanno causato questo disastro (la democrazia in mano agli stupidi, agli ignoranti e agli psicopatici: c’è qualcosa di più deprimente?

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Se il bene è creativo e biofilo e il male è parassitario e necrofilo,

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/14/legoista/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/06/19/luroboro-del-male-treviso-e-levoluzione-della-specie/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/06/alcibiade-il-rottamatore/

allora stiamo affrontando un male che non si vedeva dai tempi del nazismo

http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/psicopatici-al-potere-conoscerli-per.html

È un male che molti occidentali non possono capire, perché non l’hanno ancora subito, se non marginalmente (i greci lo capiscono eccome e presto lo capiranno anche i portoghesi):

, varrebbe la pena di studiare clinicamente, in dettaglio, le azioni di Hitler e l’hitlerismo e di rivelare ai borghesi molto distinti, molto umanisti, molto cristiani del Novecento che porta in sé un Hitler che disconosce, che Hitler dimora in lui, che Hitler è il suo demone, che se lo condanna è per mancanza di logica, e in fondo, ciò che non perdona a Hitler non è il crimine stesso, il crimine contro l’uomo, non è l’umiliazione dell’uomo in quanto tale, è il crimine contro l’uomo bianco è l’umiliazione dell’uomo bianco, è l’aver importato in Europa procedure colonialiste che finora erano spettata solo agli arabi d’Algeria, ai coolies dell’India e ai neri africani (Aimé Césaire, “Discours sur le colonialisme”)

I cosiddetti occidentali stanno accettando mansuetamente di essere controllati capillarmente, di essere costretti a enormi sacrifici per sanare i guasti del sistema finanziario, di avere le teste strabordanti di menzogne che giustificano le guerre umanitarie.

Non diano la colpa ad altri: per essere ingannati bisogna essere in due e pagheremo tutti un conto salato per la nostra volonterosa complicità nella gigantesca truffa ai nostri danni.

La diminuzione delle nostre energie vitali e il restringimento dei margini di libertà è un fatto ed è solo l’inizio del debito karmico che dovremo pagare. Il controllo produce maggiore controllo, la violenza maggior violenza, l’autoritarismo maggior autoritarismo, le menzogne proliferano, ecc.

IL MALE HA DISTRUTTO LA LIBIA:

16 Things Libya Will Never See Again (by Michael Parenti)

1. There was no electricity bill in Libya; electricity was free for all its citizens.
2. There was no interest on loans, banks in Libya were state-owned and loans given to all its citizens at zero percent interest by law (finanza islamica: infinitamente più evoluta della nostra).
3. Having a home was considered a human right in Libya.
4. All newlyweds in Libya used to receive $60,000 dinar (U.S.$50,000) by the government to buy their first apartment so to help start up the family.
5. Education and medical treatments were free in Libya. Before Gaddafi only 25 percent of Libyans were literate. Today, the figure is 83 percent.
6. If Libyans wanted to take up a farming career, they would have received farming land, a farming house, equipments, seeds and livestock to kickstart their farms… all for free.
7. If Libyans could not find the education or medical facilities they needed, the government funded them to go abroad. For it was not only paid for, but they got a U.S.$2,300/month for accommodation and car allowance.
8. If a Libyan bought a car, the government used to subsidize 50 percent of the price.
9. The price of petrol in Libya was $0.14 per liter.
10. Libya had no external debt and its reserves amounted to $150 billion -which are now frozen globally.
11. If a Libyan was unable to get employment after graduation, the state would pay the average salary of the profession, as if he or she was employed, until employment was found.
12. A portion of every Libyan oil sale was credited directly to the bank accounts of all Libyan citizens.
13. A mother who gave birth to a child received U.S. $5,000.
14. 40 loaves of bread in Libya used to cost $0.15.
15. 25 percent of Libyans have a university degree.
16. Gaddafi carried out the world’s largest irrigation project, known as the Great Manmade River project, to make water readily available throughout the desert country.

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Israele, Stati Uniti, Regno Unito, Arabia Saudita, Qatar, ecc. non sono migliori di Cina, Russia e Iran. La storia potrebbe addirittura insegnarci che mentre questi ultimi erano consapevoli del fatto che esistono dei limiti invalicabili, i primi erano completamente fuori controllo, governati da personalità sociopatiche/psicopatiche in preda all’hybris, alla venerazione di se stessi e del proprio utile.

Sarà proprio il 2014 a far cadere il velo della parvenza di democrazia? Si passerà dal bisogno di controllare (fase A – Obama) alla violenza fisica, nel caso in cui si renda necessario (fase B – neocon/sionisti)? Quando le masse avranno visto il volto dietro la maschera saranno in grado di prendersela con i veri responsabili e non solo con le imbecilli marionette visibili a tutti?

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Ma, soprattutto, come si resta dalla parte del bene – pace, creatività, vitalità – senza contaminarsi con il male – guerra, distruzione, controllo/dominio? È evidente che il male vuole che diventiamo come lui, perché altrimenti non potrebbe controllarci, non saprebbe come affrontarci. Ha un disperato bisogno di controllare.

Si devono evitare le escalation, senza però tollerare gli attacchi fisici. L’esempio di Gandhi, che chiedeva a indiani, ebrei e inglesi di lasciarsi massacrare da giapponesi e nazisti è pessimo (una superbia illimitata):

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/02/26/gandhi-o-arundhati-roy-la-scelta-che-determinera-il-futuro-dellumanita/

Difendersi e tener testa ai bulli è l’unica maniera per limitare la loro forza nel presente e soprattutto nel futuro: nessun bullo ci prenderà sul serio se può piegarci alla sua volontà. La forza va evitata finché ci sono altre opzioni che si possono e debbono perseguire in buona fede e senza digrignare i denti, alla ricerca del punto di vista altrui, dell’immedesimazione nelle paure, risentimenti e rivendicazioni altrui. Un uso della forza prematuro e non meditato è violenza e ci fa diventare come i nostri oppressori ed aggressori

http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/nonviolenza-certamente-ma.html

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Il vero male è riconoscibile perché le sue parole e atti dividono invece di unire, seminano zizzania invece di ricercare la mutua comprensione, creano problemi invece di risolverli, difendono con ogni mezzo uno status quo iniquo invece di favorire il cambiamento.

L’aumento della violenza e delle divisioni è l’obiettivo principale delle personalità maligne che tentano di convincere quante più persone possibili che la violenza risolve i problemi. Fermare la violenza e unire le persone e le genti – unità nella diversità, diversità nell’unità – è lo scopo e quindi la strategia del bene.

Dollaro contro euro è come carta contro forbice

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La “crisi dell’euro” è il tentativo di far perdere la fiducia nell’euro (uccidendolo), prima che siano dollaro e sterlina a lasciarci le penne.
La Bundesbank è il cavallo di Troia e/o il governo tedesco sta usandoci come carne da cannone? Oppure la Merkel fa il più ardito doppiogioco della storia? (in ogni caso è una guerra tra fazioni, non certo tra buoni e cattivi)

Ecco, grosso modo, la strategia che è stata messa in atto:

1. Minimizza la responsabilità americana per la crisi finanziaria mondiale – fatto;

2. Mina la fiducia nella moneta (euro) dei nostri principali rivali per lo status di valuta di riserva mondiale – fatto;

3. Mina la reputazione delle banche europee costringendole a stress test di liquidità, ma evita in ogni modo di parlare della condizione delle banche americane – fatto;

4. Provoca una fuga dei risparmiatori dalle banche europee – tentativo fallito (riprova, sarai più fortunato);

5. Manifesta “preoccupazione” circa la liquidità delle filiali delle banche europee sul suolo americano, incoraggiando così i correntisti americani a trasferire liquidità negli Stati Uniti – fatto;

6. Segnala i problemi di liquidità derivanti dal prelievo dei correntisti americani – in attesa;

7. Incolpa le banche europee della suddetta mancanza di liquidità che hai causato – in attesa;

8. Incoraggia il crollo di Euro – in programma;

9. Incoraggia il crollo delle banche europee – in programma;

10. Dai il benvenuto ai nuovi investitori in fuga verso il porto “sicuro” americano;

La spiega meglio Alessandro Politi, analista politico e direttore dell’Osservatorio scenari strategici di Nomisma Bologna:

C’è qualcuno che vuole annientare l’euro?

“Sminuire l’Euro, tenendolo sotto pressione, evitando di deprezzare troppo il dollaro. E’ una chiara manovra bancaria per guadagnare tempo rispetto ad un dollaro in crisi che non può più pretendere signoraggio. Nuovo denaro fresco e vero arriverà dallo spezzatino degli asset pubblici in Europa. Insomma gli attori al di fuori dell’area euro stanno shortando la nostra moneta vendendola allo scoperto e al ribasso. E’ il gioco di chi buttare giù prima dalla torre. I gruppi finanziari internazionali attaccano l’Eurozona con la tattica del salame, colpendo via via i singoli paesi, come si è visto con Grecia e Italia, partendo dai più vulnerabili, i cosiddetti PIIGS, per poi tenere sotto scacco i sopravvissuti con la tripla A come la Germania. E’ la vecchia formula del divide et impera.

Da chi sarebbe mossa questa guerra?

Da una decina di società. Oggi la parola mercati non ha più senso. L’Ocse ha potuto osservare che, dopo 30 anni di fusioni e acquisizioni, ci sono 10 attori che controllano oltre il 90% del mercato dei derivati. E poi i 4 arbitri che così imparziali non sono: le agenzie di rating.

Dunque Stati Uniti contro Europa?

Due guerre rovinose in Iraq e Afghanistan, nonché uno sforzo antiterroristico giudicato sproporzionato anche nei sondaggi del  pubblico americano, hanno creato una situazione economico-finanziaria difficile da sostenere per un paese che è importatore netto di merci e capitali, nonché il debitore più importante del sistema globale. La paura di perdere il signoraggio del dollaro, grande moltiplicatore dei propri interessi strategici, e la necessità di far affluire profitti ad un  sistema  bancario che ha subito serie perdite tra il 2008 e il 2009, hanno creato le condizioni per una convergenza di interessi contro l’euro visto geoeconomicamente come un elemento di rischio ed economicamente come un’opportunità di profitto.

La responsabilità è anche di Obama allora?

Obama in prima persona non ha la potenza di fuoco finanziaria per fare ciò. Però è anche il presidente con il maggior sostegno finanziario da parte delle banche della storia americana. Nonostante i suoi attacchi verbali alle banche Obama ne ha favorito la ripresa…

Che ruolo ha la tecnologia in questa “guerra”?

Esiste un sistema che somiglia molto alla rete robotizzata Skynet del film Terminator che decide di fare la guerra da sola in automatico, infischiandosene degli umani. Nel mondo militare di sistemi informatizzati ce ne sono milioni: i missili Cruise, i Tornado che volano bassissimi per mezzo del controllo automatico. La finanza non ha fatto altro che applicare la stessa logica ai mercati attraverso l’High frequency trading, un sistema informatico che guida le transazioni come il pilota automatico guida l’aereo. Solo che è programmato per fare profitti e basta, senza preoccuparsi delle vittime umane che falcia sul suo cammino.

Come ci possiamo difendere?

La politica deve riprendere in mano le redini. Dobbiamo creare un Crisis Group dei 5 paesi debitori perché solo unendo la propria rappresentanza si può cominciare a negoziare seriamente il nostro debito. I PIIGS devono fare lobby per evitare di essere macellati. Seconda mossa creare un’agenzia Europea dei Beni Comuni in cui i beni e gli asset dei paesi indebitati vengono gestiti in maniera trasparente e mantenuti a reddito finché questi non possono riscattarli.

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/04/20/news/intervista_politi-33636717/

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È sufficiente resistere ancora alcuni mesi.

Le banche del Regno Unito sono sull’orlo dell’abisso e avrebbero bisogno di altri 25 miliardi di sterline entro la fine dell’anno, senza che siano i cittadini a sborsarli. E tutto questo sebbene il Regno Unito abbia la piena sovranità sulla sua moneta ed abbia continuato a stampare sterline (ora svalutate di almeno un terzo, senza che questo abbia salvato il Regno Unito dalla recessione: la crisi è globale e la gente non consuma)

http://finanza.tiscali.it/news/dettaglio_news.asp?id=201303271531149216&chkAgenzie=TMFI&tipoNews=CAL

Entro un anno l’Iran avrà l’atomica. Netanyahu ha cercato in tutti i modi di convincere gli USA ad attaccare l’Iran, ma Obama si è sempre rifiutato, anche perché sarebbe stato un atto illegale per il diritto internazionale. Romney, che era disponibile ed era amico personale di Netanyahu, ha perso le elezioni. Il nuovo governo israeliano non potrà restare a guardare la costruzione della bomba iraniana, dopo che per decenni gli israeliani sono stati educati alla paura ed all’odio nei confronti dell’Iran.

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/22/pentagono-letale-cipro-israele-siria-turchia-iran/

Il presidente Usa Barack Obama ha dichiarato che «ci vorrà oltre un anno o giù di lì», perché l’Iran realizzi una bomba atomica, ma «faremo in modo che neanche riescano ad avvicinarsi», a questo obiettivo.

http://www.corriere.it/esteri/13_marzo_14/obama-iran-pericolo-atomica_6a0f08da-8cd3-11e2-ab2c-711cc67f5f67.shtml

Israele, suicidandosi, ci toglierà le castagne dal fuoco?

 DRAGHI

FEBBRAIO 2010

Le più grandi banche americane e i più grandi hedge funds, fondi d’investimento ad alto rischio, hanno sferrato un massiccio attacco all’euroE’ la massima speculazione monetaria, scrive il Wall Street Journal, da quella del ’92 contro la sterlina inglese, che fruttò a George Soros, il mago delle valute, e ai suoi pari 1 miliardo di dollari.

http://www.corriere.it/economia/10_febbraio_26/banche-attacco-euro-ennio-caretto_aa28346e-2313-11df-8195-00144f02aabe.shtml

La finanza vuole la rovina della zona euro?“, è la domanda che secondo Libération riecheggia da venerdì scorso nelle cancellerie nazionali e nei corridoi delle istituzioni europee…El País osserva che “nulla di ciò che sta accadendo, compresi gli editoriali di alcuni giornali esteri con i loro commenti apocalittici, è una semplice coincidenza, ma obbedisce a interessi particolari”.

http://www.presseurop.eu/it/content/article/185701-leuro-contro-gli-speculatori

Il primo punto da capire è che agli americani serve un default nell’area dell’euro. Serve perché c’è un rischio sostanziale di default USA, e l’unico modo che hanno gli USA di evitarlo è di diventare un rifugio stabile in un momento di turbolenze.

http://italian.irib.ir/analisi/articoli/item/94388-colpire-il-debito-europeo-agli-usa-serve-un-default-nelleurozona

E che dire dei grandi strategist di alcune banche americane, che da mesi profetizzano un default dell’intera Eurozona, con la conseguente fine della moneta unica?

http://it.finance.yahoo.com/blog/dietrolanotizia/eurozona-sotto-attacco-chi-ci-guadagna-144253746.html

SETTEMBRE 2011

Il punto vero sarebbe che la Fed deve mantenere ad ogni costo il dollaro come moneta di riserva mondiale, mentre ne annacqua il potere di acquisto stampandolo a fiumi. Deve stamparlo a fiumi per annacquare il debito americano in mano a cinesi e giapponesi ma nello stesso tempi fare in modo che questi e altri operatori continuino a comprare e richiedere dollari. Invece che euro, come stavano già facendo.

http://www.lastampa.it/2011/09/16/blogs/underblog/attacco-all-euro-spontaneo-o-pilotato-zmuTmvCpTyGXEVmEYrhtiO/pagina.html

 

GENNAIO 2012

La polemica lanciata da de Gaulle-Rueff [contro il dollaro egemone] aveva finito per convincere anche i tedeschi. I governanti della Repubblica federale si rendevano conto che ogni accesso di febbre del dollaro (memorabili le crisi del 1974, 1983, 1992 e 1995) generava caos anche all’interno dell’Europa. Più volte il Sistema monetario europeo fu sul punto di soccombere per le tempeste venute dagli Stati Uniti. […]. Dietro il dollaro c’è la forza militare degli Stati Uniti espressa dalle basi che costellano il pianeta dal Pacifico al Golfo Persico; dietro il dollaro c’è una politica estera unica, per quanto controversa, che viene espressa dalla Casa Bianca. Dietro l’euro non c’è un esercito, non c’è una Sesta Flotta a guardia delle rotte petrolifere; non c’è una politica estera unica; non c’è neppure un governo.

http://rampini.blogautore.repubblica.it/2012/01/02/10-anni-di-euro-ma-il-dollaro-resta-leader-ecco-perche/

Una sonora sconfitta e il dollaro farà puff

 

MARZO 2013

I media in lingua inglese avevano terrorizzato il mondo: “Cipro scatenerà l’effetto-domino con la riapertura delle banche”.

Tutto tranquillo, non è successo nulla. Propaganda fallita.

Krugman aveva consigliato Cipro di uscire dall’eurozona:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/29/krugman-cipro-esca-dalleuro-una-quarantina-di-obiezioni/

Il 62% degli intervistati si è detto ancora favorevole alla permanenza di Cipro nell’eurozona contro il 28% che preferirebbe che il Paese abbandonasse la moneta unica per tornare alla sterlina cipriota.

http://www.milanofinanza.it/trader/dettaglio_news_trader.asp?id=201303181318595570&chkAgenzie=TMFI&sez=trader&titolo=Sondaggio,%20da%20ciprioti%20no%20a%20prelievo,%20si%27%20a%20eurozona

ESITO FINALE

Il dollaro e gli Stati Uniti faranno la fine della carta (bruciata)

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