C’è un nuovo sceriffo in città (parte II) – governo mondiale o governance mondiale?

cityscape

Non ho ancora incontrato nessuno che abbia ben chiaro in mente cosa succederà. Chi lo sa tiene la bocca chiusa. Possiamo solo limitarci a ricostruire uno scenario più plausibile di altri sulla base dei tasselli del mosaico che abbiamo a disposizione:

  1. La manipolazione da parte dei banchieri occidentali del prezzo dell’oro ha avvantaggiato la Cina (e Russia, India, ecc.) che ha accumulato “furtivamente” immense riserve auree, liberandosi nel contempo dei titoli di stato americani, che al momento sono ampiamente sopravvalutati, anche grazie ad una politica monetaria della BCE che ha (volutamente?) indebolito l’euro e rafforzato il dollaro, rendendo possibile (autolesionisticamente o scaltramente?) il più imponente trasferimento aureo della storia, da Occidente a Oriente;
  2. L’economia americana è alla frutta e il governo cinese ha preso delle contromisure per sostenere comunque la domanda della sua produzione, autorizzando una grandiosa strategia edilizia e delle infrastrutture, in Cina ma anche in Africa (le famigerate “città fantasma”), in vista di un prevedibile boom dei consumi domestici dovuto al forte innalzamento del tenore di vita afro-asiatico e all’accelerazione della migrazione verso i centri urbani;
  3. La guerra valutaria globale non dichiarata che è in corso terminerà con una Depressione fenomenale, che si farà sentire ferocemente nel Nord America e in Europa, ad iniziare, come negli anni Trenta, dal sistema bancario austriaco e dall’eredità avvelenata di Haider (In Austria il primo fallimento pilotato di una banca: per Hypo Alpe pagheranno anche i creditori, Repubblica, 1 marzo 2015; La regione austriaca che rischia il default, Linkiesta, 10 marzo 2015);
  4. Questa depressione metterà fuori gioco il dollaro. L’euro, da moneta unica di una parte del continente potrebbe diventare moneta comune dell’intero continente, per essere usato un giorno fino a Vladivostok. Con la fine della Depressione, anticipata grazie a un piano Marshall cinese, l’Europa non sarà più parte della NATO ma appendice occidentale dell’Asia;
  5. Lo yuan/renminbi sarà già stato inserito nel paniere dei Diritti Speciali di Prelievo del FMI, la Cina dichiarerà le sue riserve auree e la sua valuta diventerà la nuova moneta egemone, la nuova valuta di riserva globale, finalmente sostenuta dall’oro, da una solida base manifatturiera e dall’alleanza strategica con la Russia, che può coprire il suo fabbisogno energetico. In pratica i cinesi hanno ricreato le condizioni in cui si trovavano gli USA prima di Nixon;
  6. A quel punto la strategia obamiana di contenimento della Cina diventerà oggetto di cordiale dileggio (il contenimento della Cina, Limes, 9 settembre 2014);
  7. Nel giro di una generazione le lingue europee assimileranno un considerevole numero di termini ed espressioni cinesi ed orientali (come già successe con l’arabo e l’inglese) e vice versa.

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http://www.futurables.com/2015/04/02/ce-un-nuovo-sceriffo-in-citta-parte-ii-governo-mondiale-o-governance-mondiale/

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Il Grande Riaggiustamento Finanziario andrà in porto?

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

memo

L’insolvenza privata si è trasferita sui conti pubblici (locali e nazionali) passando per le banche (banche zombie). Ora nessuno può più far fronte all’esplosione della prossima bolla. Nessuno tranne il FMI, che è solvente e può stampare denaro (Diritti Speciali di Prelievo) per il prossimo giga-bailout planetario e ristrutturazione del debito mondiale (l’alternativa sarebbe un caos incontrollabile e non sarebbe gradita a chi governa le sorti del mondo).

Questa è la relazione ciclica (30-40 anni: l’ultimo evento è del 1971) tra caos finanziario, guerre e ristrutturazioni sistemiche globali

http://www.econ-pol.unisi.it/~bosco/int/mat/SMI.pdf

Il petrolio sarà presto pagato in Diritti Speciali di Prelievo del Fondo Monetario Internazionale (DSP; Special Drawing Rights, SDR) e non più in dollari.

Questa opzione era già stata valutata alla fine degli anni Settanta in una nota confidenziale per il presidente Carter: il prezzo del petrolio non sarebbe cambiato, ma il dollaro si sarebbe deprezzato. Perciò conveniva evitare un tale scenario. L’OPEC aveva precedentemente rinunciato a questa mossa per via della forza del dollaro. Avrebbe cambiato idea solo nell’eventualità di un forte indebolimento del dollaro (ci siamo). Da notare comunque che la nota accenna anche a dei “pro” in caso dell’abbandono del dollaro come valuta di riserva globale. Perciò la posizione implicitamente possibilista di Obama non è sorprendente.

Odiernamente il mondo sta abbandonando il dollaro e quindi è pressoché inevitabile che il petrolio sarà sganciato dal dollaro.

In una prima fase si useranno valute regionali, come il rublo e lo yuan. Poi si richiederà ufficialmente uno stabilizzatore dei mercati, ossia i DSP, appunto, con un paniere che verosimilmente includerà anche i dollari canadesi e australiani, perché il nuovo ordine sarà più produttivo (economia reale) che parassitario (rendite finanziarie) e avrà bisogno di risorse energetiche e minerarie.
[NOTA BENE: di per sé, questa soluzione non è male: andava bene a Roosevelt, De Gaulle e Keynes. Come sempre, però, dipende dall’uso che uno ne fa: con una corda posso aiutarti a uscire da un fosso, oppure posso impiccarti].

Se Ucraina, Siria, Libia, Egitto, Nigeria e, più recentemente, il Vietnam sono al centro di dispute interne ed internazionali è perché – per via della loro produzione energetica o della loro posizione geostrategica in relazione al commercio energetico – sono dei tasselli cruciali per la costruzione di questo nuovo ordine incentrato sul FMI.

Quando la transizione sarà completata assisteremo a un boom del mercato energetico e delle risorse estrattive.

Questa priorità annulla qualunque altra contesa, reale o fittizia che sia (es. sanzioni contro la Russia, respinte da Canada, Giappone e Germania perché danneggerebbero le loro imprese).

Il mondo va avanti anche se il Congresso americano si rifiuta di ratificare la riforma del FMI che ridurrebbe il peso americano e aumenterebbe quello dei BRICS. Il G20 aveva avvertito: dovremo ricorrere a misure aggressive casomai non ci fosse la collaborazione del Congresso ed è precisamente quel che sta accadendo

http://www.reuters.com/article/2014/04/11/us-g20-economy-idUSBREA3A1FC20140411

Nei prossimi mesi il FMI sopprimerà il diritto di veto statunitense e ristrutturerà il suo consiglio di amministrazione per diventare una banca centrale mondiale, in vista di una conciliazione degli interessi euro-atlantici con quelli euro-asiatici (tesi > antitesi > sintesi), sotto l’egida della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI)

http://www.bancaditalia.it/studiricerche/coop_intern/partecipa_org_int/bri

Le aree di crisi sono quelle in cui il dollaro e i vari interessi in competizione per accaparrarsi la fetta più grossa della torta stanno lottando per conservare o migliorare le loro posizioni prima del Grande Riaggiustamento (leggi: Grande Accentramento post-nazionale)

http://www.futurables.com/2014/04/24/la-grande-trasformazione-del-2015-2016-due-scenari/

Da notare che Russia e FMI erano/sono favorevoli a concedere prestiti all’Ucraina in DSP, invece che in dollari

http://www.reuters.com/article/2013/12/27/us-ukraine-bailout-idUSBRE9BQ09F20131227

Ucraina, 2014: prima volta che i DSP di un prestito FMI non sono convertiti in dollari o euro ma direttamente in oro e poi nella valuta nazionale

https://www.imf.org/external/np/sec/pr/2014/pr14189.htm

Attendiamo la dichiarazione congiunta sino-russa della prossima settimana (alla presenza di Ban Ki-moon)

http://thediplomat.com/2014/05/iranian-russian-presidents-to-visit-china/

Come andrà a finire?

Resto pessimista. Anche se numerosi grandi manovratori avessero davvero a cuore il nostro migliore interesse (da “ciò che va a mio vantaggio beneficia tutti” /trickle down –  a “ciò che va a vantaggio di tutti beneficia anche me”/ama il prossimo tuo…) non credo che abbiano il pieno controllo della situazione.

Mutamento climatico; Cintura di Fuoco in subbuglio; umanità sempre più sospettosa delle intenzioni dell’1%; incapacità di valutare oggettivamente certe variabili (tipica di personalità sociopatiche); la maggior parte dei politici che non ha la più vaga idea di quel che sta succedendo oppure non può permettersi di dire quel che pensa; i media che distorcono la realtà invece di descriverla…Qualunque sia il piano, non credo che dobbiamo attendere alcuna soluzione dall’alto. O ci diamo da fare noi, oppure affonderemo assieme ai capitani del bastimento.

FONTI:

http://philosophyofmetrics.com/2014/05/16/oil-sdrs-and-the-new-currency-basket/

http://philosophyofmetrics.com/2014/05/16/the-america-dollar-is-dumping-vietnam/

http://blogs.reuters.com/breakingviews/2014/03/21/review-a-world-of-reasons-for-the-dollar-to-crash/

http://www.financialsense.com/contributors/jim-rickards/death-of-money-china-gold-financial-warfare

http://www.financialsense.com/contributors/jim-rickards/death-of-money-interview-part-2

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