Zbigniew Brzezinski condanna la satira di Charlie Hebdo, il fallimento della manifestazione di Parigi

Sicherheitskonferenz - Munich Security Conference

Financial Times, New York Times e Zbigniew Brzezinski condannano la satira di Charlie Hebdo.
http://www.newsmax.com/Newsfront/Zbigniew-Brzezinski-satire-free-speech/2015/01/09/id/617677/
http://www.ilvelino.it/it/article/2015/01/10/charlie-hebdo-la-stampa-internazionale-difende-charlie-ma-il-financial-times/b7305466-71a9-4473-941d-9da887fc898c/
http://www.huffingtonpost.it/2015/01/09/new-york-times-charlie-he_n_6443716.html
Obama NON ha partecipato alla commemorazione delle vittime dell’attentato e aveva già stigmatizzato le vignette “satiriche”
http://www.straitstimes.com/news/world/europe/story/paris-shooting-obama-wont-attend-march-tribute-charlie-hebdo-victims-says-of
http://www.newsmax.com/TheWire/obama-charlie-hebdo-mock-prophet-muhammad/2015/01/09/id/617516/
Obama non c’era.
Biden non c’era.
Kerry non c’era.
La Casa Bianca non c’era.

i "leader del mondo" non si sentono troppo tranquilli assieme alla folla

i “leader del mondo” non si sentono troppo tranquilli assieme alla folla

Mancavano anche un mucchio di francesi: 1 milione e mezzo al massimo i partecipanti alla marcia di Parigi (“capitale del mondo per la libertà”, dice Hollande), secondo i dati ministeriali.
Come a Roma per il No Berlusconi Day.
Direi un INSUCCESSO colossale
. La stessa affluenza della Love Parade di Essen del 2007
http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_largest_peaceful_gatherings_in_history

Vi dico cosa penso di questa cosa.
Brzezinski è il mentore di Obama.
Obama è stato piazzato alla Casa Bianca e ha ricevuto il Nobel per la Pace (gran mossa!) per evitare una guerra mondiale, che è invece fortemente voluta dai neocon e da Israele.

Obama all’Islam: “Cerchiamo un nuovo inizio. Sospetti e discordie devono finire”, 2009

[mi chiedo tra l’altro se le continue “fughe” (partite di golf, scampagnate, ferie) di Obama dalla Casa Bianca non servano a permettergli di ricevere istruzioni da una fazione, a scapito dell’altra]


Brzezinski e Kissinger sono stati espliciti nel riaffermare che la supremazia americana si conserva senza scatenare conflitti extra-regionali.
Kissinger ha addirittura ricapitolato in modo più che accettabile le ragioni russe sulla crisi ucraina.
Entrambi sono aperti a un duopolio con la Cina.
Entrambi sono severi critici delle politiche di Israele che giudicano fortemente lesive della supremazia statunitense a causa della loro belligeranza.
Ora Brzezinski, di fatto, si è schierato CONTRO “je suis Charlie”.

ERGO
Una parte dell’élite statunitense non ha alcuna intenzione di andare in guerra per Israele, rovinando tutto il “lavoro” realizzato in questi anni.
Quella francese e tedesca men che meno [N.B. non sono i buoni: hanno solo priorità diverse e usano gli eventi in maniera differente]. Francesi e tedeschi vogliono allentare la pressione sulla Russia (cosa che invece a Brzezinski non sta bene).
Mi sa che, come sospettavo, tra le alte sfere occidentali si sta svolgendo uno scontro intestino, la partita decisiva.

Se è così – e ribadisco che quanto scritto qui e nel resto del blog può essere completamente sbagliato, va verificato per conto proprio ed è soggetto a revisione – nel giro di poco tempo qualche grossa rivelazione salterà fuori e rivoluzionerà la percezione globale di quel che è accaduto a Parigi (e non solo).
Il 2015 potrebbe riservare grosse sorprese.

Israele trascinerà con sé nell’abisso gli Stati Uniti?

 

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

The_Samson_Option

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sembra determinato ad aggravare l’isolamento internazionale di Israele continuando a trattare con sprezzo il diritto internazionale, le Nazioni Unite, la Casa Bianca e l’Unione Europea.

La sua autorizzazione alla costruzione di migliaia di nuovi insediamenti in Cisgiordania serve a silurare i colloqui di pace ma, più di tutto, ribadisce l’intransigenza con la quale la leadership israeliana si prepara alla guerra in Medio Oriente per porre fine una volta per tutte alla questione palestinese (pulizia etnica)

http://www.futurables.com/2014/03/22/gli-investimenti-trentini-e-italiani-in-medio-oriente-sono-a-rischio-armageddon/

Una guerra che, inevitabilmente, causerà la distruzione di Israele e Palestina (opzione Sansone).

I neocon all’interno dell’amministrazione Obama stanno intralciando ogni tentativo americano di far capire a Israele quale sarà l’esito più probabile del fallimento dei colloqui di pace: la fine di Israele e un terribile colpo alle ambizioni statunitensi per questo secolo.
Di conseguenza, a dispetto di quel che si può immaginare, il teatro principale della crisi tra Washington e Mosca non è l’Europa. La Germania e quindi gran parte della Mitteleuropa saboterebbero qualunque tentativo di far scoppiare una guerra nel nostro continente

http://www.futurables.com/2014/04/01/la-mitteleuropa-si-avvicina-a-mosca-implicazioni-per-il-trentino-alto-adige-e-litalia/

L’epicentro è, come di consueto, il Medio Oriente e, più precisamente, i Territori Occupati.

Obama (i trilateralisti) si limitano a proseguire nell’esecuzione del progetto di accerchiamento della Russia: Ucraina, Azerbaijan, Corea del Sud, Turchia, Iran sono i paesi che devono restare filo-americani o diventarlo nei prossimi anni  – cf. Brzezinski

http://www.difesa.it/Pubblicistica/info-difesa/Infodifesa140/Documents/Il_grande_gioco_geopolitico_in__64Centrale.pdf

Ai neocon-likudisti questo però non basta: la Palestina sta cercando il riconoscimento internazionale come stato sovrano. Più si avvicina quel momento, più prossima sarà la guerra. Questo è il punto di vista di Israele e non ci saranno compromessi:

http://www.israele.net/90-ragioni-per-diffidare-del-futuro-stato-palestinese

http://www.israele.net/perche-i-palestinesi-rifiutano-caparbiamente-di-riconoscere-israele-come-stato-ebraico

Non vanno sottovalutate neppure le megalomanie saudite

http://blogs.ft.com/nick-butler/2014/04/07/the-risks-of-a-nuclear-saudi-arabia/

In pratica l’Ucraina serve solo a tenere impegnata la Russia.

La cosa potrebbe andar bene ai trilateralisti, se non rendesse più probabile una guerra con ripercussioni che sarebbero spiacevoli per loro (si fidano dei loro scenari computerizzati).

Di qui l’ansia di Brzezinski & co., che hanno perfettamente chiaro che le azioni di Israele porteranno alla rovina gli Stati Uniti, e che esortano Kerry a farsi valere

http://www.politico.com/magazine/story/2014/04/stand-firm-john-kerry-105483_Page2.html#.U0kOiKJHIXQ

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http://www.futurables.com/2014/04/11/love-has-always-been-the-answer/

Quel che ha veramente detto il Capo di Stato Maggiore USA, gen. Martin Dempsey

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

Questo è quel che probabilmente leggeremo sui giornali: “forze armate americane pronte alla guerra contro la Russia per l’Ucraina
http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=7202

Non è così. Questa è l’arbitraria interpretazione (con parafrasi ingannevoli) dell’Atlantic Council che, per usare un eufemismo, non ha la pace e la prosperità del mondo al centro delle sue preoccupazioni.
Martin Dempsey ha scelto con accortezza le sue parole e, per come la vedo io (ingenuamente? arbitrariamente?), ha dimostrato di essere la persona giusta, al posto giusto, nel momento giusto (anche perché Obama, ogni volta che è sotto pressione, cede e si chiude in se stesso, stando a quel che si può ricostruire dalle sue azioni e da certi aneddoti riferiti da membri del suo entourage).

Dempsey ha già contribuito a tenerci (noi della NATO) fuori da due conflitti, uno in Iran e uno in Siria, e sta facendo il possibile per tenerci fuori da quello più terribile di tutti: Occidente contro Oriente (“Oceania” contro “Eurasia” – cf. Orwell).

Ho messo in risalto le frasi chiave che aiutano a capire il messaggio che stava lanciando all’opinione pubblica e agli analisti in ascolto. Quel che ho inteso io  – e chiaramente mi auguro di non scambiare i miei desideri per la realtà – è quanto segue:

  1. reassure our allies”: i dispiegamenti americani in Europa e nel Mar Nero servono per placare le ansie dei paesi ex-comunisti;
  2. not to escalate this thing further into Eastern Ukraine and allow the conditions to be set for some kind of resolution in the Crimea”: se i russi si limiteranno a riprendersi la Crimea e non avanzeranno alcuna pretesa nell’Ucraina orientale, tutto andrà bene [il che permetterebbe di arrivare all’ottimo piano informalmente proposto da Kissinger-Brzezinski-Lavrov]
    resolve this diplomatically/ without it being escalatory/avoid escalating this thing”: la questione va risolta assolutamente per vie diplomatiche (come da insistenza cinese). Qualunque altra azione sarebbe un errore (“miscalculation”);
  3. everything that we have done, I tell him, here’s what we’re doing”: sto facendo quel che va fatto per creare un rapporto di reciproca fiducia con la mia controparte russa ed evitare equivoci dalle conseguenze potenzialmente disastrose;
  4. a question that I think deserves to be assessed and reassessed and refreshed”: entrare in guerra con la Russia è decisamente l’ultima cosa che vorrei trovarmi a fare.
  5. we do have treaty obligations with our NATO allies“: Noi interveniamo solo per difendere membri della NATO e l’Ucraina non è nella NATO.

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TRASCRIZIONE DELLLA PARTE “INCRIMINATA”

JUDY WOODRUFF: The United States is sending more military material, forces into Eastern Europe, F-15s into the Baltics, F-16s to Poland, another warship into the Black Sea. What message is the U.S. trying to send to Russia right now?

GEN. MARTIN DEMPSEY: We’re clearly trying to send a message to Russia, almost exclusively through diplomatic channels, so that I do have an open line with my Russian counterpart that I have used twice the last two days.

But we’re trying to tell them not to escalate this thing further into Eastern Ukraine and allow the conditions to be set for some kind of resolution in the Crimea. But the message we are sending militarily is to our NATO allies.

So, one of our responsibilities at times like this is to reassure our allies. And so the deployments you mentioned into the Baltic air policing mission, into the aviation detachment in Poland, the deployment of the ship, are really intended to reassure our allies.

JUDY WOODRUFF: So, the U.S. is saying to the allies, if this were to come to some sort of military conflict, the U.S. would back up NATO?

GEN. MARTIN DEMPSEY: Well, don’t forget, we have — actually, we have NATO treaty obligations under Article 5 for collective defense.

And, so, when they ask us for reassurance or they ask us to — for contingency planning, we respond, and we do have obligations with NATO.

JUDY WOODRUFF: But, if there were to be a misunderstanding of some sort, if there were to be an accident that were to lead to something bigger, has the administration thought through the consequences of what that means, the two countries that are the greatest armed powers on the planet involved?

GEN. MARTIN DEMPSEY: Well, that’s why we’re seeking aggressively to resolve this diplomatically, before we would reach the point where there could be a miscalculation.

It’s probably worth mentioning why this is so unsettling to the Eastern Europeans. You know, we live here in America and sometimes don’t understand the realities of geography and demographics in Eastern Europe.

There are — if Russia is allowed to do this, which is to say move into a sovereign country under the guise of protecting ethnic Russians in Ukraine, it exposes Eastern Europe to some significant risk, because there are ethnic enclaves all over Eastern Europe and the Balkans.

I will give you one example. There are 400,000 ethnic Romanians living in Ukraine. So this is enormously unsettling.

JUDY WOODRUFF: But you know what the Russians are saying is that they have an historic relationship with — with Crimea, and they’re saying the Crimean legislature has voted now to have a referendum, and they’re saying what the government in Kiev did was illegal.

GEN. MARTIN DEMPSEY: Of course they are. And they’re trying to roll back to the February 21 agreement, and we’re trying to suggest that, really, the clock started on February 24.

Those are matters of diplomacy. Our role, as the military, is to seek ways to influence this without it being escalatory. And, by the way, I do have this open line with my Russian counterpart. So, everything that we have done, I tell him, here’s what we’re doing. Here’s why we’re doing it. We disagree fundamentally about your claim of legitimacy, but, as militaries, let’s try to avoid escalating this thing.

JUDY WOODRUFF: But there is a chance it could escalate?

GEN. MARTIN DEMPSEY: Of course there is.

JUDY WOODRUFF: There is a chance of military conflict?

GEN. MARTIN DEMPSEY: Sure. Yes.

JUDY WOODRUFF: And is the U.S. prepared if that happened?

GEN. MARTIN DEMPSEY: Well, that’s a question that I think deserves to be assessed and reassessed and refreshed as this thing evolves.

But, remember, we do have treaty obligations with our NATO allies. And I have assured them that, if that treaty obligation is triggered, we would respond”.

Platone a Maidan (Kiev)

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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Vi era una grande e meravigliosa dinastia regale che dominava tutta l’isola e molte altre isole e parti del continente: inoltre governavano le regioni della Libia che sono al di qua dello stretto sino all’Egitto, e l’Europa sino alla Tirrenia. Tutta questa potenza, radunatasi insieme, tentò allora di colonizzare con un solo assalto la vostra regione, la nostra, e ogni luogo che si trovasse al di qua dell’imboccatura. Fu in quella occasione, Solone, che la potenza della vostra città si distinse nettamente per virtù e per forza dinanzi a tutti gli uomini: superando tutti per coraggio e per le arti che adoperavano in guerra, ora guidando le truppe dei Greci, ora rimanendo di necessità sola per l’abbandono da parte degli altri, sottoposta a rischi estremi, vinti gli invasori, innalzò il trofeo della vittoria, e impedì a coloro che non erano ancora schiavi di diventarlo, mentre liberò generosamente tutti gli altri, quanti siamo che abitiamo entro i confini delle colonne d’Ercole. Dopo che in seguito, però, avvennero terribili terremoti e diluvi, trascorsi un solo giorno e una sola notte tremendi, tutto il vostro esercito sprofondò insieme nella terra e allo stesso modo l’isola di Atlantide scomparve sprofondando nel mare

Platone, “Timeo”, 24e-25d

Un’Europa che potrebbe rivelarsi uno dei pilastri essenziali di un più ampio sistema euroasiatico di sicurezza e cooperazione sponsorizzato dagli americani. Ma, prima di ogni altra cosa, l’Europa è la testa di ponte essenziale dell’America sul continente euroasiatico. Enorme è la posta geostrategica americana in Europa…l’allargamento dell’Europa si traduce automaticamente in un’espansione della sfera d’influenza diretta degli Stati Uniti. In assenza di stretti legami transatlantici, per contro, il primato dell’America in Eurasia svanirebbe in men che non si dica. E ciò comprometterebbe seriamente la possibilità di estendere più in profondo l’influenza americana in Eurasia…Un impegno americano in nome dell’unità europea potrebbe scongiurare il rischio che il processo di unificazione segni una battuta d’arresto per poi essere addirittura gradualmente stemperato.

Zbigniew Brzezinski, “La grande scacchiera”,  Milano : Longanesi, 1998, pp. 83-85

In Ucraina si gioca LA partita decisiva, perfino più importante di quella in Medio Oriente.
Ci vorrà del tempo prima che l’opinione pubblica internazionale si renda conto delle implicazioni degli eventi ucraini, destinati a cambiare la storia mondiale.
Fidatevi: quando vedete neocon e “liberal” americani ed europei schierati dalla stessa parte, per la prima volta dall’11 settembre, è perché questa è la battaglia che conta.

http://www.futurables.com/2014/02/19/lucraina-e-lumanita-alla-prova-del-fuoco/

Zbigniew Brzezinski on China 1/4/2014

12:11
http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=Ydn0WoTNeHk#t=732

“In my just published book, which deals in part with the American-Chinese relationship, but not exclusively, called Strategic Vision, I argue that in the American-Chinese relationship we have to address three very serious strategic, tangible issues: 1) the scope of our ongoing air and naval controls right up to Chinese territorial waters. We’re conducting this, there are risks involved in this. The Chinese sent out aircraft to monitor our aircraft. They come awfully close to ours. There could be incidents. I don’t think we would be happy if the Chinese were conducting such air patrols and naval patrols next to let’s say, San Diego“.
http://www.usip.org/sites/default/files/TWTCTW/TWTCTW_BRZEZINSKI.pdf

Ucraina – agitare un popolo prima di (as)servirlo

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 
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Si comincia in Serbia nell’ottobre del 2000. è ormai documentato dagli storici che alcune ONG statunitensi, in particolare Open Society [Soros], Freedom House e il NED, abbiano sostenuto “Otpor!” e le grandi manifestazioni di piazza a ridosso delle elezioni presidenziali, senza attendere il risultato definitivo delle urne, che vedeva i due candidati andare verso un probabile ballottaggio…Dopo l’assalto della folla alla sede del Parlamento e alla tv di Stato, Slobodan Milosevic è costretto a lasciare il potere. In seguito sarà arrestato e consegnato al Tribunale Penale Internazionale dell’Aja, dove morirà prima di essere giudicato. Sotto il nuovo governo le truppe americane realizzano la gigantesca base militare di Bondsteel, in Kosovo, e rendono l’ex provincia serba uno stato indipendente nel 2008, in un tripudio di bandiere a stelle e strisce.

In Georgia, nel 2003, si ripete lo stesso schema. L’opposizione guidata dal movimento “Kmara!” denuncia brogli elettorali nelle elezioni legislative. A migliaia scendono in piazza sostenendo che i risultati del voto sono quelli indicati dal ISFED, una società di sondaggi e monitoraggio elettorale vicina a Open Society Georgian Foundation, NED, IRI e NDI. È la cosiddetta “rivoluzione delle rose”, con la quale i manifestanti costringono il presidente Edward Shevarnadze a dimettersi. Il suo successore, Mikhail Saakashvili, apre il paese agli interessi economici americani e si muove in direzione dell’entrata della Georgia nella NATO e nell’UE, mentre raffredda i rapporti con il vicino russo. Cinque anni più tardi, nell’agosto del 2008, Sakashvili bombarda la popolazione dell’Ossezia del Sud. Mosca risponde all’offensiva militare georgiana con l’invio delle forze speciali, arrivando a un passo da un possibile conflitto diretto con Washington.

Nel 2004 è la volta dell’Ucraina e della rinomata “rivoluzione arancione”. I due sfidanti alle elezioni presidenziali sono Viktor Yanoukovitch (filorusso) e Viktor Iouchenko (con il sostegno degli Stati Uniti e della comunità internazionale). Alla chiusura dei seggi e ai primi risultati sfavorevoli, migliaia di giovani, guidati dal movimento “Pora!”, si raggruppano nella piazza centrale di Kiev indossando indumenti color arancione, per sostenere Viktor Iouchenko. Dopo due settimane di manifestazioni, sotto una forte pressione mediatica e internazionale esercitata da OCSE, NATO, Consiglio d’Europa e Parlamento europeo, il risultato delle elezioni viene annullato e si torna alle urne. Nella nuova votazione vince Iouchenko..Una volta alla guida del paese, il nuovo leader stringe forti rapporti con la Georgia e stipula accordi sulle forniture di gas favorevoli agli Stati Uniti. Nel 2010 viene però clamorosamente eliminato al primo turno delle elezioni da Viktor Yanoukovitch che si prende la rivincita.

Alfredo Macchi, “Rivoluzioni S.p.A.: chi c’è dietro la Primavera Araba”, Alpine studio, 2012 pp. 78-80.

Alfredo Macchi, pluripremiato inviato di Mediaset

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/11/rivoluzioni-colorate-e-primavere-arabe-preludio-alla-terza-guerra-mondiale/

Tutto suffragato da Ian Traynor, “US campaign behind the turmoil in Kiev”, the Guardian, 26 novembre 2004

http://www.theguardian.com/world/2004/nov/26/ukraine.usa

brzezinski21010Zbig in Afghanistan

http://www.youtube.com/watch?v=jnXaFMFU3v4

GEOPOLITICA

Gli Stati che meritano il più forte sostegno geopolitico americano sono l’Azerbaijan, l’Uzbekistan e l’Ucraina, in quanto tutti e tre sono pilastri geopolitici. Anzi è l’Ucraina lo stato essenziale, in quanto influirà sull’evoluzione futura della Russia. […]. Tra il 2005 e il 2010 l’Ucraina dovrà essere pronta per un confronto serio con la NATO. Dopo il 2010, il principale nucleo della sicurezza in Europa consisterà in Francia, Germania, Polonia e Ucraina.

Zbigniew Brzezinski, “La Grande Scacchiera”

L’obiettivo principale della politica europea brzezinskiana – e quindi obamiana, se i neocon non lo fanno deragliare di nuovo come sulla Siria – è unificare il continente, ma sotto l’egida americana (un’Unione Europea a sovranità limitata, appendice della NATO), sfruttando le rivalità tra le varie potenze europee e i lobbismi a Bruxelles (es. accordo di libero scambio transatlantico).

I principali avversari sono la Francia (per la sua pretesa di voler continuare a essere una nazione guida a livello globale) e la Russia (potenza egemone dell’Eurasia). Queste due nazioni non devono perciò allearsi. Peggio ancora se si forma un asse Parigi-Berlino-Mosca. Germania e Italia sono comunque sotto occupazione militare. L’Italia è la seconda nazione europea per numero di installazioni militari delle forze americane. Siamo al quinto posto del mondo dopo Germania (179 siti militari US), Giappone (103), Afghanistan (100), Corea del Sud (89). Ne abbiamo 59.

Il profilo internazionale della Russia è ormai secondo solo a quello americano, anche grazie agli exploit con Siria e Iran, dove Putin si è guadagnato il rispetto di Romano Prodi, tra gli altri. È parte dei BRICS, la sua economia è solida, è militarmente temibile. Ha una base navale di importanza fondamentale in Crimea (Ucraina), con la quale può dire la sua nel Mediterraneo.

 

POLITICA UCRAINA

Yanukovych non può permettersi di perdere le prossime elezioni, nel febbraio del 2015. Ha senza dubbio tanti scheletri nell’armadio quanti ne aveva e ne ha la Tymoshenko, che ora è giustamente in cella. Sono entrambi dei delinquenti e chi è al potere cercherà di incarcerare l’altro. L’alternativa sono gli ultranazionalisti con simpatie neonazifasciste. Si vocifera da tempo della possibilità di separare l’Ucraina in due tronconi, uno per la NATO (L’viv, vicino a Polonia e Slovacchia) e uno per la Russia (Kiev)

Insomma, gli ucraini sono messi peggio di noi.

Yanukovych sa che l’accordo con l’Europa (e il famigerato FMI) significa austerità – aumento del prezzo del gas del 40%, tagli al welfare, congelamento dei salari – per un’economia già in sofferenza e la fine dei sussidi russi per il gas, che avrebbe un notevole impatto sulla popolazione. Vuol dire perdere le prossime elezioni; vuol dire, in pratica, l’esilio. Il rifiuto delle avances europee e americane significa invece un’altra “rivoluzione colorata” e maggiori interferenze russe nelle questioni interne ucraine.

Ha scelto di non scegliere o, per meglio dire, di prorogare la decisione a data da destinarsi, per poter mungere entrambe le mucche finché gli è possibile farlo. Non c’è nulla di tirannico in questo, anzi, in un certo senso sta servendo gli interessi del suo paese. Non è però detto che le mucche saranno consenzienti a lungo.

Le proteste sono un segnale: qualcuno ha pagato i trasporti fino alla capitale dei manifestanti ed è intuibile come mai così tanti tra gli intervistati dalle TV straniere parlino americano e non ucraino, pur trovandosi di fronte un intervistatore che parla la loro madrelingua.

Intanto si sprecano i paralleli con Hitler (l’Occidente hitlerizza tutti i suoi avversari)

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IL NEONAZISMO

Io li odio i nazisti dell’Illinois.

Jake Blues

Stupratore ed assassino di donne incinte, torturatore, sadico seviziatore. Un vero e proprio mostro che trovò nel nazismo il suo habitat naturale. La difesa della democrazia da ogni arbitrio totalitario è un baluardo contro questi mostri, è un dovere morale ma anche una forma di autodifesa. L’alternativa alla democrazia è una giungla di mostri in libertà, assoldati per fare il lavoro sporco, in virtù di un loro terribile handicap – l’assenza di empatia – che si dimostra particolarmente utile in un sistema che vede nella naturale empatia della maggior parte degli esseri umani un ostacolo e non la promessa di un futuro migliore. Questo è quel che succede quando la democrazia si estingue.

Alfredo Poggi (Giorgio Mezzalira e Carlo Romeo, 2002, p. 65).

Ho trascorso un anno della mia vita a Vancouver e in almeno un paio di occasioni mi sono recato nel quartiere dove risiedeva Michael “Mischa” Seifert, il boia del lager di Bolzano, senza esserne consapevole. A dire il vero, a quel tempo ero convinto che quasi tutti i nazisti in fuga si fossero rifugiati in Sudamerica e negli Stati Uniti. Che uno di loro (forse più di uno?) potesse risiedere anche a Vancouver, a circa sei chilometri da casa mia, non mi aveva mai attraversato l’anticamera del cervello. Seifert è morto nel carcere militare casertano di Santa Maria Capua Vetere, nel 2010, mentre scontava una condanna all’ergastolo per l’uccisione di 11 internati nel campo di transito di Bolzano (Polizeilisches Durchgangslager Bozen), tra il dicembre del 1944 e l’aprile del 1945 quando lui, ucraino, serviva il Reich con la divisa delle SS, prima di rifugiarsi in Canada, dopo la sconfitta.

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è che ste cose gli piacciono

I tre partiti dell’opposizione (neoliberisti e nazionalisti) hanno tutti legami con la Germania. Il Partito della Patria di Julia Tymoshenko è vicino alla CDU/CSU di Angela Merkel e alla galassia delle sue fondazioni e think tank. L’Alleanza per la Riforma Democratica dell’Ucraina del campione mondiale di pugilato Vitali Klitschko (che ha terminato la sua carriera in Germania e ricevuto un’onorificenza per aver migliorato le relazioni tra Ucraina e Germania) è anch’essa sponsorizzata dall’istituto Konrad Adenauer ed è esplicitamente pro-NATO.

http://www.theguardian.com/world/shortcuts/2013/dec/02/vitali-klitschko-next-president-ukraine-boxer

http://www.german-foreign-policy.com/en/fulltext/58302/print?PHPSESSID=urcvm6aogdfn53hkg0bc4g27i3

Svoboda (Libertà) è il partito “social-nazionale” (sic!) degli ultranazionalisti antisemiti e russofobi, guidati da Oleh Tyahnybok (“lottiamo contro la mafia ebreo-moscovita che governa l’Ucraina”), affiliati all’estrema destra europea e con nostalgie naziste (tra gli Ucraini occidentali molti simpatizzavano per gli occupanti tedeschi). A L’viv hanno preso il 38% dei voti nelle politiche del 2012 e sono arrivati secondi a Kiev: i 37 parlamentari eletti si sono subito distinti per la loro inciviltà, violenza, volgarità.

http://www.bbc.co.uk/news/magazine-20824693

Si sono viste moltissime bandiere del partito alle dimostrazioni. Sarebbe interessante capire quanta influenza abbiano sul movimento di protesta.

http://www.youtube.com/watch?v=yEjuE6HeG_g

LE FEMEN

Hanno urinato su una foto di Yanukovych a Parigi, davanti all’ambasciata ucraina

http://www.tmnews.it/web/sezioni/video/parigi-femen-scatenate-urinano-sulle-foto-di-yanukovich-20131201_video_13534276.shtml

Sofisticate intelligenti, persuasive e dignitose come sempre.

 287274_240216956001651_100000400452160_800832_5332071_o-bigil giovane Sikorski tra i mujaheddin anti-sovietici in Afghanistan

LA POLONIA

I politici polacchi (Brzezinski è polacco-americano) sono in prima linea negli attacchi al governo ucraino.

Vale la pena di notare il background del ministro degli esteri polacco Radek Sikorski: “Studiò filosofia, politica ed economia presso il Pembroke College dell’Università di Oxford, entrando poi nel Bullingdon Club, l’associazione goliardica degli studenti universitari oxoniense nella quale fece conoscenza con molti futuri esponenti della vita politica britannica, tra cui l’attuale capo del partito conservatore e allora studente universitario David Cameron”.

[L’attuale governo ultraliberista britannico è espressione dell’esclusivo Bullingdon Club].

Nel 1990, dopo la caduta del Muro di Berlino, divenne consigliere di Rupert Murdoch per i suoi investimenti in Polonia.

Dal 2002 al 2005 fu membro del American Enterprise Institute a Washington e direttore della New Atlantic Initiative, un’organizzazione creata per rafforzare i legami fra americani ed europei dopo la fine della Guerra fredda. [rafforzare i legami: consolidare i pilastri dell’impero]

http://en.wikipedia.org/wiki/Rados%C5%82aw_Sikorski

“Un altro polacco, il ministro degli esteri Radek Sikorski, potrebbe invece ritentare l’assalto al vertice della Nato, già fallito nel 2009”.

http://radioeuropaunita.wordpress.com/2012/11/15/tusk-e-sikorski-la-polonia-prova-a-prendersi-bruxelles/

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Il Messico d’Europa

UNIONE EUROPEA

I cittadini europei avranno finalmente la possibilità di votare direttamente per il presidente della Commissione Europea (es. Tsipras, se non fa la fine di JFK). Devono pretendere anche di poter votare su ogni espansione, in qualunque direzione. Finora l’allargamento dell’UE l’ha resa sempre meno democratica e sempre più tecnocratica e sottoposta alle pressioni lobbistiche. Le vergognose vicende dell’eurozona e dell’accordo sul libero scambio transatlantico sono solo alcuni esempi tra i mille possibili.

Washington e Berlino non vogliono un’Ucraina nell’UE, ma un Messico europeo. Gli ucraini e i cittadini dei 28 paesi membri dell’Unione dovrebbero poter votare per decidere se questa cosa abbia senso e sia nell’interesse dei popoli di questo continente.

Ukraine on the brink – another Yugoslavia?

A cura di Stefano Fait

Web Caffè Bookique [Facebook]

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Prior to her political career, Yulia Tymoshenko was a successful but controversial businesswoman in the gas industry, becoming by some estimates one of the richest people in the country.

http://en.wikipedia.org/wiki/Yulia_Tymoshenko#2011_trial_and_imprisonment

Yanukovych won a November 2004 runoff election. He defeated Viktor Yushchenko. Washington backed him. He’s a former Ukraine central bank governor. His wife held US citizenship. She’s a former Reagan and GHW Bush official. Yushchenko favored NATO and EU membership. His campaign prominently featured the color orange. Western media promoted his Orange Revolution.

Stephen Lendman

Viktor Klitschko’s UDAR is sponsored by the Konrad Adenauer Stiftung and Yulia Tymoshenko’s Fatherland Party has ties with Angela Merkel’s Christian Democratic Union. Svoboda which enjoys strong support in the Lviv administrative region in western Ukraine with 38% electoral support has ties with the BNP in the UK and Jobbik in Hungary. Svoboda would have even stronger ties with these and other right-wing parties in the EU were Ukraine to become a, uh, full-fledged EU member. Is it possible that politically conservative and far-right forces in Germany and other countries need Ukraine in the EU over and above consideration for any economic benefits and other impacts that Ukraine’s integration into the EU might have?

Rozina

When Polish politician Jacek Protasiewicz (Poland is a NATO country), vice-president of the European parliament, agitates the Ukrainian crowds by telling them: “You are part of Europe” – Russians are also Europeans, by the way –, the inquiring mind wonders how many Ukrainians are in a position to make any informed judgements.

There is no “European Future” for Ukrainians looking westward. Ukraine, like Mexico, will never be an equal partner.

For as long as the Washington Consensus (i.e. privatisation of the public sector at bargain prices, dismantling of the welfare state, debt bondage, hedge fund hyenas and zombie banks) dominates European policies, Ukrainians, like all other Europeans, are bound to be exploited: wealth and prosperity for all is not the goal of the current European leadership.

The Orange Revolution was sponsored by the IMF (Washington), the National Endowment for Democracy (Washington), Freedom House (Washington) and Soros’ Open Society Foundations (New York): “Do you know why there is no revolution in Washington? Because there is no US embassy in Washington DC”.

http://www.theguardian.com/world/2004/nov/26/ukraine.usa

http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/3588115.stm

http://www.forbes.com/sites/richardminiter/2011/09/09/should-george-soros-be-allowed-to-buy-u-s-foreign-policy/4/

The ultimate goal is the balkanization of Ukraine, the break-up of Ukraine, for the western portion is to become part of the NATO alliance (cf. Brzezinski and “full spectrum dominance”)

Ian Brzezinski is the son of foreign-policy expert Zbigniew Brzezinski

1990s
http://www.independent.co.uk/voices/ukraines-eastwest-divide-an-election-has-belatedly-alerted-the-west-to-a-dangerous-split-argues-tony-barber-1413352.html

http://articles.washingtonpost.com/2008-04-01/world/36895034_1_ukraine-and-georgia-bush-and-nato-nato-standards

2000s

http://www.theguardian.com/world/2004/nov/28/ukraine.theobserver

2010s

http://www.euronews.com/2013/11/29/ukraine-tension-in-kyiv-as-pro-and-anti-government-protesters-hold-rallies/

2013

http://rt.com/op-edge/ukraine-eu-entry-russia-438/

http://www.economist.com/news/europe/21590585-success-eastern-partnership-depends-ukraine-playing-east-against-west

Driving tractors and a bulldozer at the riot police is not what I would call “demonstrating peacefully”.

http://edition.cnn.com/2013/12/01/us/ukraine-eu-protest-sunday/

Western leaders’ hypocrisy on the suppression of peaceful demonstrations

http://www.theguardian.com/world/blog/2011/sep/25/occupywallstreet-occupy-wall-street-protests

http://www.theguardian.com/commentisfree/cifamerica/2011/nov/25/shocking-truth-about-crackdown-occupy

http://www.theguardian.com/uk/2010/nov/26/police-student-protests-horses-charge

http://www.globalissues.org/article/45/public-protests-around-the-world#PoliceBrutalityandOtherCivilRightsViolationsIgnored

https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_cases_of_police_brutality_in_the_United_Kingdom

The same leaders who authorize monitoring internet activities and phone conversations of all citizens, CCTV mass surveillance, the arrest of whistleblowers, drone wars, “humanitarian wars”, toxic austerity, the crushing of protests in Bahrain and Palestine, etc.

The best option, for Ukraine, would be to remain neutral and on friendly terms with both Russia and EU. The European Union should do the same with Russia and the United States. This continent deserves better than being a US protectorate.

The agreement proposed by the European Union would destroy Ukraine’s economy, which could not compete with Western European producers after the lifting of protective tariffs. Even the agricultural sector would be in trouble. For EU countries, Ukraine is but another market to conquer.

We must not also forget that Ukraine depends on subsidised gas from Russia while, in Europe, major banks are insolvent, unemployment is on the rise and basic social and civil rights are no longer guaranteed.

Ultimately, sacrificing Ukraine’s economic sovereignty is suicidal, a gift to foreign speculators.

Think Ukrainians, think!

Ucraina, Iran e gli affanni del colonialismo atlantista (neoatlantideo)

A cura di Stefano Fait

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The Eurasian Landmass (M.D. Nazemroaya)

Sappiamo che la Russia ha mantenuto il controllo della Siria e non ha alcuna intenzione di permettere agli americani di piazzare armi ostili ai suoi confini (Polonia e Romania) con la risibile scusa di voler difendere l’Europa dai missili iraniani.

Sappiamo che la strategia americana – quella di Brzezinski – prevede di strappare l’Ucraina e l’Iran alla sfera egemonica russa e che Israele e Arabia Saudita rischiano di mandare tutto in fumo.

L’accordo sul nucleare iraniano non piace a Israele e ai neocon, ma rispecchia questa volontà della Casa Bianca, che ha come unico obiettivo quello di accerchiare la Russia (visceralmente odiata dal polacco Brzezinski), mentre Australia, Corea del Sud, Giappone, Taiwan e il Vietnam (!!!) assistono gli Stati Uniti nell’accerchiamento della Cina (Tibet e Xinjiang tengono alta la tensione all’interno, un ruolo svolto da Cecenia, Dagestan e Georgia nei confronti della Russia).

Forse il fallimento della trattativa con l’Ucraina indica che gli americani hanno pensato di fare un baratto: ti lascio l’Ucraina e la Siria, tiro il guinzaglio a Israele e Arabia Saudita, ma in cambio tu molli l’Iran?

Peggio per l’Europa neocoloniale, e in particolare per la Germania, che molto probabilmente aveva già messo gli occhi sul Messico europeo, l’Ucraina, una terra ideale per piazzarci maquiladoras e per fare man bassa delle risorse locali, inclusa la manodopera, attraverso le classiche politiche austeriste e privatizzatrici del FMI (= togli ai poveri per dare ai ricchi e spiega che lo fai per il bene dei poveri).

Sia come sia, il governo ucraino ha detto “ni” e ora gli statisti europei protestano invocando la comune matrice europea: “l’Ucraina è Europa”. Come se la Russia non fosse Europa e come se invece lo fosse la Turchia. Come se una proposta che dà via libera alle locuste occidentali possa essere seriamente intesa come una dimostrazione di affetto fraterno paneuropeista. Affetto e fratellanza come quelli che hanno potuto toccare con mano i greci e tutti i PIIGS? PIIGS con due “I” perché, a dispetto dei proclami, l’Irlanda è ancora prigioniera del debito e la “sua” crescita è unicamente quella delle multinazionali che si sono trasferite lì per non pagare tasse (parassiti si nasce, grandi parassiti si diventa)

 Chessboard SIno-Soviet Bloc and 3 Strategic Frontshttps://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/12/atlantide-contro-eurasia-la-principale-causa-della-terza-guerra-mondiale/

Per non parlare della follia di un’istituzione come l’Unione Europea che, invece di fare tutto il possibile per dare un futuro ai suoi giovani, si lascia adoperare dalla Casa Bianca e dal Pentagono per espandere la NATO nel cortile di Putin (far incazzare una potenza nucleare che ci fornisce l’energia per scaldarci d’inverno è furbo quanto mandare migliaia di soldati in mezzo all’Asia, tra Cina, Russia, Iran e Pachistan).

I partner commerciali dell’Ucraina (che pare sia più sveglia dell’UE): importazioni > RUSSIA 19.4%, Cina 10.2%, Germania 9.6%, Bielorussia 7.8%; esportazioni > RUSSIA 23.7%, Turchia 6%, Cina 4.1%.

Si ribatte: gli ucraini non hanno avuto alcuna possibilità di dire la loro. È vero, ma non sembra che la cosa possa essere così problematica. I sondaggi ci dicono che per metà degli ucraini cambiava poco tra Russia o UE: “Con Franza o Spagna purché se magna

http://www.dw.de/ukrainian-support-for-eu…/a-17189085

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Quanto alla pasionaria Timoshenko, cerchiamo di capire chi è veramente.

2005: Rivoluzione arancione. Yulia Timoshenko (frequentatrice di grandi corrotti e sfrenata privatizzatrice di ricchezze ucraine dopo la caduta dell’Unione Sovietica – “durante questo periodo, fu soprannominata la “principessa del gas” per le accuse di aver stoccato enormi quantità di metano, facendo aumentare le tasse sulla risorsa”) e Victor Yushenko sono anche responsabili della riabilitazione di Stejpan Bandera, terrorista, collaborazionista nazista, poi espatriato a Monaco di Baviera per restare vicino ai suoi “amiconi” nel dopoguerra: “Durante la presidenza Yushenko, il leader arancione per intenderci, Stepan Bandera fu dichiarato eroe nazionale e lo stesso Yushenko ne esaltò l’operato per la lotta all’indipendenza. Bandera era il leader dell’Upa-Oun, responsabile della pulizia etnica ai danni della popolazione polacca”.

http://eastjournal.net/2010/09/07/dossier-storia-1-la-doppia-e-reciproca-pulizia-etnica-in-galizia-e-volinia/

If Kissinger could win the Nobel Peace Prize, why not Brzezinski? (Iran nuclear deal)

 

A cura di Stefano Fait

Web Caffè Bookique [Facebook]

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I can’t stand him anymore. He’s a liar – You may be sick of him, but I have to deal with him everyday.

Sarkozy and Obama on Netanyahu, November 2011

 

There are some who without too much thinking are listening to foreign advice of the kind that you have displayed like from the prime minister, Netanyahu [“a very bad deal”]. They are not being particularly helpful and I’m not sure what their motives are.

Zbigniew Brzezinski, November 2013

http://newsbusters.org/blogs/mark-finkelstein/2013/11/22/zbigniew-brzezinski-very-accomodating-iranians-wiling-abandon-nucl

 

The agreement under discussion would slow crucial elements of the Iran program, make it more transparent and allow time to reach a more comprehensive agreement in the coming year. Should the United States fail to take this historic opportunity, we risk failing to achieve our non-proliferation goal and losing the support of allies and friends while increasing the probability of war.

Zbigniew Brzezinski, November 2013

http://www.ipsnews.net/2013/11/scowcroft-brzezinski-urge-iran-accord/

 

A limited U.S. strike would have only a temporary effect. Repetitive attacks would be more effective, but civilian fatalities would rise accordingly, and there would be ghastly risks of released radiation. Iranian nationalism would be galvanized into prolonged hatred of the United States, to the political benefit of the ruling regime. Iran, in retaliating, could make life more difficult for U.S. forces in western Afghanistan by activating a new guerrilla front. Tehran could also precipitate explosive violence in Iraq, which in turn could set the entire region on fire, with conflicts spreading through Syria to Lebanon and even Jordan. Although the U.S. Navy should be able to keep the Strait of Hormuz open, escalating insurance costs for the flow of oil would adversely affect the economies of Europe and Asia. The United States would be widely blamed. Given the recently woeful U.S. performance in the United Nations — where the United States and Israel gained the support of only seven states out of 188 in opposing U.N. membership for Palestine — it is also safe to predict that an unsanctioned U.S. attack on Iran would precipitate worldwide outrage. Might the U.N. General Assembly then condemn the United States? The result would be unprecedented international isolation for an America already deeply embroiled in the region’s protracted turmoil. Congress should also take note that our Middle Eastern and European friends who advocate U.S. military action against Iran are usually quite reticent regarding their readiness to shed their own blood in a new Middle East conflict. To make matters worse, the most immediate beneficiary of ill-considered recourse to war would be Vladimir Putin’s Russia, which would be able to charge Europe almost at will for its oil while gaining a free hand to threaten Georgia and Azerbaijan….Could Meir Dagan, the former head of Israel’s Mossad, have been right when he bluntly said that an attack on Iran is “the stupidest thing I have ever heard”? Fortunately, there is a better, even if not a perfect, option.

Zbigniew Brzezinski,January 03, 2013

http://articles.washingtonpost.com/2013-01-03/opinions/36210797_1_military-action-iranian-nationalism-nuclear-non-proliferation-treaty

 

I don’t think there is an implicit obligation for the United States to follow like a stupid mule whatever the Israelis do. If they decide to start a war, simply on the assumption that we’ll automatically be drawn into it, I think it is the obligation of friendship to say, ‘you’re not going to be making national decision for us.’ I think that the United States has the right to have its own national security policy.

Zbigniew Brzezinski, November 2012

http://www.niacouncil.org/site/News2?page=NewsArticle&id=8713

 

A war in the Middle East, in the present context, may last for years. And the economic consequences of it are going to be devastating for the average American. High inflation. Instability. Insecurity. Probably significant isolation for the United States in the world scene. Can you name me any significant country that’s going to be in that war together on our side? That’s something no one can afford to ignore.

Zbigniew Brzezinski, July 2012

http://www.newsmax.com/newsfront/brzezinski-iran-war-oil/2012/07/18/id/445804#ixzz2le23nmD3

[Sanctions] work already to an extent that they weaken Iran. They make domestic stability more difficult for the Iranian leadership to maintain. I don’t think they will work in a kind of decisive fashion if our objective is to deprive the Iranians entirely of a nuclear program.We have to be firm and credible about it and we also have to say a conflict is not in our interest because we know if there’s a conflict, we will be hit by the Iranians. Do you want another war in that part of the world? Do you want the price of oil to go up? Do you want our troops in Iraq and Afghanistan to be threatened? I don’t understand how anyone can seriously argue that this is in the American interest. I don’t want to live with a nuclear Iran. I would like to make it uncomfortable for them to seek it. I would like to promote internal change in Iran — which is more likely if we don’t fuse Iranian nationalism with Iranian fundamentalism.

Zbigniew Brzezinski, February 2012

http://www.cbsnews.com/news/brzezinski-concerned-about-american-ignorance/

We won’t sit idly by…Appeasement hasn’t worked in the past, and I don’t think it will work in the 21st century. That is why the frustration really is toward the main players within the United Nations Security Council, that’s their responsibility. And they will share also the blame, whatever deal comes out, they are responsible for it

Prince Mohammed bin Nawaf bin Abdulaziz, the Saudi ambassador to London

http://www.timesofisrael.com/saudi-prince-to-iran-we-wont-sit-idly-by/

What was achieved last night in Geneva is not an historic agreement, but an historic mistake…Today the world has become a much more dangerous place because the most dangerous regime in the world has taken a significant step toward attaining the most dangerous weapon in the world. Israel will not allow Iran to develop a military nuclear capability.

Benjamin Netanyahu

http://www.independent.ie/incoming/netanyahu-iran-nuclear-deal-is-historic-mistake-29779836.html

 

If a nuclear suitcase blows up in New York or Madrid five years from now, it will be because of the deal that was signed this morning.

Naftali Bennett, Israel’s economic minister

http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/iran-nuclear-deal-israeli-minister-warns-accord-could-end-in-suitcase-bomb-8960856.html

1.) The USA and UK overthrew an elected Government in Iran in 1953.
2.) The Shah was selected to rule over Iran by the West.
3.) The Shah never stood for an election.
4.) The Shah was supplied by the USA with weapons.
5.) The US shot down an Iranian Airliner killing all aboard.
6.) Hostages held by Iran were released. None were killed.
7.) The USA favored Saddam Hussain in the Iraq-Iran War, even though Saddam started it.
8.) The Neo-Cons and the Puppet State of Israel have on numerous occasions threatened to bring a War to Iran.
9.) We have a double standard where Israel is allowed to have Nukes (WMD’s) but Iran must undergo a rigorous process of transparency.
10.) Iran is ringed by US Military bases, and carriers.

 

Brzezinski sull’attacco alla Siria e sull’inettitudine di Obama

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…perché ciò che l’uomo semina, quello pure raccoglierà.

Galati 6:7

 

Zbigniew-Brzezinski-MCS

Il temuto Brzezinski – ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale e co-fondatore della Commissione Trilaterale – è sempre stato molto lucido e schietto sulla questione siriana, ben sapendo che Israele e i neocon stavano cercando di far scattare una trappola per Obama:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/09/persino-zbigniew-brzezinski-e-allarmato-non-fate-sciocchezze-in-siria-si-rischia-grosso/

dalle conseguenze disastrose per l’Occidente

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/06/27/il-golpe-anti-obama-e-il-secondo-olocausto-intervista-a-zbigniew-brzezinski/

Non posso nascondere una certa ammirazione per un avversario che gioca di fino e non usa la clava come i neocon.

Per di più la sua analisi della situazione siriana non si discosta sostanzialmente dalla mia:

1. Obama non vuole la guerra;

2. È stato un inetto e si è fatto mettere con le spalle al muro (cf. assurda linea rossa);

3. Ormai è costretto a compiere un gesto simbolico per salvare la faccia;

4. Dovrà cercare di ammansire i russi per fare in modo che l’attacco simbolico non porti ad un’escalation e il tutto possa essere risolto diplomaticamente-politicamente, una volta per tutte (leggi: Israele deve darsi una calmata].

5. [l’ironia della cosa è che, usando questi criteri, Pearl Harbor non era un atto di guerra, ma un attacco chirurgico senza il coinvolgimento di forze di terra, un gesto simbolico – non lo sapevano neppure i giapponesi]

 NSA-tweet

FAREED ZAKARIA (CNN): Zbigniew, il segretario Kerry ha rivelato alla CNN, nel precedente show, che gli Stati Uniti hanno ora una conferma indipendente che si trattava di sarin. Credi che il caso sia chiuso e sufficientemente importante da obbligare gli Stati Uniti ad agire?

ZBIGNIEW BREZEZINSKI: [sorvola sulla questione sarin, ben sapendo che si tratta di una menzogna] Il fatto è che siamo assolutamente tenuti ad agire. È in gioco la leadership presidenziale, la credibilità americana. Credo che la cosa peggiore sarebbe agire senza determinazione. Il voto del Congresso, per esempio, se si risolve in un nulla di fatto, o se c’è un voto decisamente contro l’intervento, complicherà ulteriormente la questione.

Mi auguro che gli Stati Uniti siano coerenti con gli impegni presi [leggi: stupido Obama, ti avevo ben avvertito di non parlare di linee rosse vincolanti e adesso ti sei cacciato in un vicolo cieco]. Spero che il Congresso sostenga il presidente. E spero che saremo in grado di chiudere questo capitolo che, come hai spiegato [l’intervistatore, l’ottimo Fareed Zakaria, aveva detto: “È difficile non concludere che la gestione dell’amministrazione della Siria nel corso dell’ultimo anno sia stata un caso esemplare di come non andrebbe condotta la politica estera”], è stato gestito davvero in modo inetto dagli Stati Uniti, a livello internazionale.

Ora dobbiamo pensare in una prospettiva più ampia. Dobbiamo chiederci se l’area non stia scivolando verso una situazione esplosiva e che cosa possiamo fare, insieme agli altri [non si riferisce ad Israele, ma a Russia, Iran e Cina, NdT], per evitarlo.

ZAKARIA: Zbigniew, è possibile? Perché, in fine dei conti, si tratta di una guerra civile e, attaccando Assad, stiamo aiutando indirettamente (?) le milizie sunnite che stanno cercando di scacciarlo, la più forte e meglio organizzata delle quali è Al-Nusra, che è strettamente legata ad al-Qaeda. Quindi, finiremo per schierarci in una guerra civile in cui aiuteremo quelli che in Afghanistan e nello Yemen stiamo cercando di uccidere con i droni.

BREZEZINSKI: Oh, hai assolutamente ragione [Quindi Putin diceva il vero e Kerry ha mentito, un’altra volta]. È quel che vado dicendo da quasi due anni. Penso che l’intero approccio sia stato mal concepito. Ma ormai bisogna ragionare nei termini della situazione attuale. Cosa facciamo adesso?

E mi sembra che Obama debba ormai ricorrere a qualche azione militare simbolica, perché si è vincolato mani e piedi. Mi auguro che il paese lo sostenga. Ma, oltre a questo, dobbiamo andare verso una più ampia iniziativa internazionale per affrontare il problema della Siria, anche in un contesto regionale più ampio. Dobbiamo mobilitare non solo le nostre [!] ex potenze coloniali, vale a dire la Francia e il Regno Unito, in uno sforzo comune, e non necessariamente i turchi, anch’essi con una storia di dominio della regione. Dobbiamo anche coinvolgere le potenze orientali, i paesi asiatici, che sono così dipendenti dal flusso costante di olio di questa regione. Sono certamente molto preoccupati di dove questa cosa sta andando a parare.

Ciò comporta anche un qualche impegno russo nonostante il linguaggio aggressivo e offensivo che stanno usando [Brzezinski, polacco, è russofobo e ragiona ancora in termini di Guerra Fredda]. Sai, uno dei più stretti collaboratori del signor Putin ha detto l’altro giorno, testualmente: “L’Occidente si comporta nei confronti del mondo islamico come una scimmia con una granata” [si tratta del vicepremier russo Dmitri Rogozin, che non solo ha totalmente ragione, ma è stato applaudito in vari forum del Guardian, un quotidiano generalmente schierato per l’intervento – a dimostrazione del fatto che l’Occidente ha già perso la guerra massmediatica]

Dobbiamo essere consapevoli del fatto che i russi possono utilizzare questo conflitto, se esplode, per minare la nostra posizione globale in Medio Oriente [ci puoi scommettere, altro che Vietnam].

Dobbiamo creare una situazione in cui sia nel loro interesse partecipare a una più grande iniziativa internazionale per definire le regole del gioco e le soluzioni dei problemi attuali, che vanno oltre la Siria, vale a dire la condizione esplosiva del Medio Oriente [leggi: risolvere le controversie che dividono Israele e Palestina, Israele e Iran – impossibile].

ZAKARIA: Tu conosci Obama. Sei stato consigliere per la sicurezza nazionale. Questa pessima situazione rispecchia un’involuzione nel processo decisionale? Che cosa è andato storto?

BREZEZINSKI: Beh, in un certo senso, credo che un sacco di cose siano andate storte. Penso che il presidente sia diventato contemporaneamente il decisore, il principale portavoce e il pianificatore senza che ci fosse una chiara indicazione di quale fosse la strategia [totale bocciatura dell’amministrazione Obama].

Penso che sia inciampato in una serie di problemi tattici che ora incombono su di noi come pericoli potenzialmente strategici. Questa è una parte del problema.
In secondo luogo, credo che la nostra politica estera in Medio Oriente sia stato essenzialmente ad hoc [parcellizzata]. Non si è mai affrontata la regione nel suo complesso, ma solo in porzioni separate. Penso che stiamo ora iniziando a pagare lo scotto.

Dobbiamo riscattarci questo riguardo. Ma un voto negativo al Congresso potrebbe creare altri problemi, perché stabilirebbe che il presidente non può agire militarmente anche nel caso di missioni militari limitate

 [non ci vedo nulla di male, caro Zbig. Rileggiti cosa dicevano Obama e Biden qualche anno fa, riferendosi alla presidenza Bush:

Il presidente non ha l’autorità costituzionale … per portare in guerra questa nazione… a meno che non sia sotto attacco o che ci siano le prove che stiamo per essere attaccati. E, se lo facesse, chiederei io stesso il suo impeachment.

Joe Biden, attuale vicepresidente, intervista, 2007

La Costituzione non autorizza il presidente ad ordinare unilateralmente un attacco militare in una situazione che non comporta la neutralizzazione di una minaccia reale ed imminente per la nazione.

Barack H. Obama, attuale presidente, intervista, 20 dicembre 2007

I democratici erano pronti a chiedere l’impeachment di Bush, ora i neocon stanno rendendo la pariglia].

BRZEZINSKI: Dobbiamo liberarci di questo malaugurato passato e lanciare un’iniziativa internazionale che coinvolga i principali paesi del mondo che hanno interesse a che questa regione non salti in aria, non solo i paesi occidentali.

In tale contesto, potremmo essere in grado di indurre i russi ad un atteggiamento più conciliante, perché i russi non vogliono essere isolati [17 a 3 al G20 CONTRO l’intervento: chi è isolato?], alla fine, e temono per la stabilità nel Caucaso.

Putin deve gestire le Olimpiadi invernali. Questa è la leva che possiamo usare con intelligenza, se abbiamo una politica a lungo termine per il Medio Oriente nel suo complesso e non solo per le parti più disparate.

http://transcripts.cnn.com/TRANSCRIPTS/1309/01/fzgps.01.html

Interpretiamo le ultime parole di Brzezinski: attento Putin che se non ci dai una mano contro i neocon e sionisti solo perché pensi che ne trarrai vantaggio, i terroristi ceceni e del Daghestan ti rovineranno la festa a Sochi.

Bandar ha detto a Putin: “Ci sono molti valori e obiettivi che abbiamo in comune e che ci uniscono , in particolare la lotta contro il terrorismo e contro l’estremismo in tutto il mondo. La Russia, gli Stati Uniti, l’Unione europea e i sauditi sono d’accordo sulla promozione e il consolidamento della pace e della sicurezza internazionale. La minaccia terroristica sta aumentando anche per effetto dei fenomeni generati dalla primavera araba. È caduto qualche regime ma in cambio si sono allargate molte esperienze di terrorismo, come dimostra l’esperienza dei Fratelli Musulmani in Egitto e dei gruppi estremisti in Libia. … Per fare un esempio, io posso garantire protezione sulle Olimpiadi invernali di Sochi del prossimo anno sul Mar Nero. I gruppi ceceni che minacciano la sicurezza dei giochi sono sotto il nostro controllo e non si muoveranno verso la Siria senza coordinarsi prima con noi. Questi gruppi non ci spaventano. Li stiamo usando contro il regime siriano, ma non avranno nessun ruolo e nessuna influenza nel futuro politico della Siria”.

http://www.telegraph.co.uk/finance/newsbysector/energy/oilandgas/10266957/Saudis-offer-Russia-secret-oil-deal-if-it-drops-Syria.html

http://www.zerohedge.com/news/2013-08-30/dont-show-obama-report-about-who-really-behind-syrian-chemical-attacks
30.08.2013

[Da che parte sta Bandar?]

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