Israele, Putin e i nuovi crociati

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TURCHIA: Erdogan si trova in una posizione delicatissima, con un piede in due scarpe. La Turchia fa parte della NATO, ma è anche in corsa per l’adesione all’’Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione. Rischia seriamente di trasformarsi in una seconda Ucraina, con il Kurdistan a recitare la parte del Donbass.

EGITTO: anche l’Egitto sta giocando una partita complicata. Accetta i generosi finanziamenti militari americani e, contemporaneamente, stringe massicci accordi commerciali con Russia e Cina. L’allargamento del Canale di Suez è opera dei cinesi. Al Sisi approva le operazioni militari russe in Siria (Siria, l’Egitto elogia i raid della Russia. Merkel: negoziati anche con Assad, il Giornale, 4 ottobre 2015).

IRAN e RUSSIA: l’implementazione del progetto del Gasdotto dell’Amicizia sarà targata Gazprom, come ricompensa per gli sforzi russi di pacificazione dell’area

ISRAELE: i russi hanno presto fatto capire agli israeliani che i cieli siriani non sono più aperti ad ogni incursione (Syria Update# Air Duel between the Sukhoi Su — 30 Russian SM and Israeli F-15, Liveleak, 2 ottobre 2015). La reazione di Netanyahu: I miei obiettivi in Siria li ho già formulati. Sono quelli di garantire la sicurezza del mio popolo e del mio paese. Gli obiettivi della Russia sono diversi, ma non devono entrare in collisione (Russia e Israele iniziano consultazioni sulla Siria, Sputnik, 6 ottobre 2015).
L’obiettivo di entrambi gli schieramenti sono le strategiche alture del Golan (Siria, Netanyahu: “L’Iran vuole la guerra nel Golan”, il Giornale, 21 settembre 2015; As Syria Reels, Israel Looks to Expand Settlements in Golan Heights, NYT, 2 ottobre 2015) e i sottostanti giacimenti petroliferi — che fanno gola ai Nuovi Crociati, Rupert Murdoch, Jacob Rothschild e Dick Cheney (Rupert Murdoch and the Israeli Genie, Counterpunch, 27 marzo 2015).

Se Israele si inimica la Russia, dopo essersi autolesionisticamente alienato l’amministrazione Obama, rischia seriamente di ritrovarsi ridotto ai confini pre-1967 sanciti dalle Nazioni Unite, con i territori occupati restituiti a siriani, libanesi e a un futuro stato palestinese.

Perciò Netanyahu farà tutto il possibile per evitare eccessive frizioni con la nuova potenza egemone del Medio Oriente, la Russia (Israel to provide Russia with intelligence about Syrian opposition, Middle East Monitor, 6 ottobre 2015), nella speranza (in attesa?) che le prossime elezioni presidenziali americane del 2016 portino al potere un falco che ristabilisca la supremazia occidentale (e quindi israeliana) nella regione.

Il resto qui
https://medium.com/@stefano_fait/israele-putin-e-i-nuovi-crociati-8df46ae0d4f0

Quelli che: “Corbyn pensa vecchio, papa Francesco pensa vecchio pure lui. Perché non si tolgono dai piedi?”

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Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: “La Scrittura dice: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne fate una spelonca di ladri“.  

Gesù, un altro che pensava vecchio anche quando era giovane (era vecchio dentro!)

Matteo era un pubblicano, cioè riscuoteva le tasse degli ebrei per darle ai romani. I pubblicani erano malvisti e inoltre considerati peccatori, per questo vivevano isolati e disprezzati dagli altri. Con loro non si poteva mangiare, né parlare e né pregare. Per il popolo erano dei traditori, che prendevano dalla loro gente per dare ad altri.

Papa Francesco

Corbyn, durante e dopo le primarie, è stato oggetto di attacchi durissimi dall’ala moderata del suo partito, dal Primo Ministro David Cameron e dalla stampa nazionale ed estera (anche i giornali italiani hanno fatto la loro parte). Tutti intenti a prendere di mira, con argomentazioni generiche, e spesso con qualche calunnia (basti pensare all’infondata accusa di antisemitismo circolata qualche tempo fa), il nuovo volto del Labour…le semplificazioni che accompagnano Corbyn, che lo dipingono o come “il male” o come la personificazione della “sconfitta”

Renzi attacca Corbyn. La replica: “No comment”, PolisBlog, 22 settembre 2015

B017Osservate attentamente l’onda di disprezzo (odio?) che si è levata nel centrodestra e nel centrosinistra all’indirizzo di Jeremy Corbyn, il nuovo leader del partito laburista inglese.

Non è paragonabile a quella riservata a Podemos o Syriza. Qui c’è qualcosa di più profondo e implacabile, presumibilmente l’astio dei ricchi e potenti contro chiunque prenda le difese dei deboli e si permetta di farlo a Londra, nella tana del lupo (la City).

Quando Cameron definisce in un twitter il Labour guidato da Corbyn “una minaccia per la nostra sicurezza nazionale, per la nostra economia e la sicurezza delle vostre famiglie“, l’analista più attento capisce che l’establishment si è spaventato sul serio e ha perso il controllo della retorica, con una virata iperbolica che getta discredito su di sé.

Corbyn è universalmente associato al concetto di “vecchio”, ossia sorpassato. Il suo programma è anti-moderno. Ma che che cosa si propone di fare?

Ridurre le disparità sociali, interrompere l’iter di privatizzazione delle risorse comuni, scaricare i costi anche sui ricchi, lottare contro le agevolazione fiscali per le grosse multinazionali, riprendere il controllo del sistema finanziario e regolarlo, prevedere spazi verdi coltivabli ogni volta che si costruiscono abitazioni, riconoscere lo stato palestinese, investire nell’energia e nelle infrastrutture per migliorare i servizi, non rifinanziare l’armamento nucleare, ridimensionare i costi per l’istruzione senza indebitare gli studenti, porre fine ai “bombardamenti umanitari”, dare slancio all’edilizia popolare per aiutare le giovani coppie a vivere dignitosamente, restituire Chagos agli indigeni “etnicamente ripuliti” per costruire la base americana, pensare a un’amministrazione congiunta per la Falkland/Malvinas, mettere l’embargo alla vendita delle armi ad Israele, bloccare il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), è contrario al fracking, favorevole alla riunificazione dell’Irlanda, al tetto agli stipendi, all’educazione musicale dei bambini, allo smantellamento della NATO, alla riduzione della produzione e commercio delle armi.

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Più in generale, i discorsi di Corbyn grondano di termini desueti come giustizia, uguaglianza, solidarietà, altruismo e fratellanza (orrore! orrore! magari è più a sinistra di papa Francesco!).
Ora, se è papa Francesco a dire certe cose, i “nuovi sinistri” non lo possono attaccare, perché sarebbe un suicidio elettorale. Lo tollerano e aspettano che passi a miglior vita e contano sul fatto che tanto lui si occupa di anime, non di politiche e voti.
Michael Ledeen (sponsor di Renzi) su papa Francesco:
_http://pjmedia.com/michaelledeen/2015/09/20/the-pope-of-montecristo/

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Corbyn, invece, è imperdonabile e, poiché propone misure che avrebbero sottoscritto i fratelli Kennedy, rischia di fare la loro fine.

Julian Assange, che lo ammira, l’ha avvertito: vacci piano, abbassa i toni, se no in qualche modo ti rimuovono:

 

Il Pentagono e la “crisi permanente” dei rifugiati in Europa

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È incredibile che il Pentagono, che parla di “guerra permanente” al Terrore (ma cos’è una “guerra permanente? È concepibile? È accettabile? Non è forse spudoratamente orwelliana?) si permetta di dichiarare che la crisi dei rifugiati durerà 20 anni.
Vedo che questa “stima” viene citata senza problemi da chi perora la causa dei rifugiati.
Ma ci rendiamo conto di cosa significhi per l’Europa tra tensioni sociali, costi sociali, impossibilità di ragionare su progetti continentali e globali che creino posti di lavoro e un futuro per gli europei?
Non si può ragionare su queste questioni in maniera fatalistica.

I nostri (“occidentali”) bombardamenti in Iraq hanno ridotto o aumentato il numero di rifugiati?
I nostri bombardamenti in Libia hanno ridotto o aumentato il numero di rifugiati?
I nostri bombardamenti in Mali hanno ridotto o aumentato il numero di rifugiati?
I nostri (e israeliani) bombardamenti in Siria hanno ridotto o aumentato il numero di rifugiati?
L’invasione saudita dello Yemen con annesso embargo – senza mandato ONU -, ha ridotto o aumentato il numero di rifugiati?
I bombardamenti delle città ribelli da parte del governo di Kiev hanno rallentato o accelerato il processo di pace?

“L’opinione pubblica inglese è però contraria a un intervento militare: il 48% è contro, il 29% a favore, 23% è incerto e non sa”
http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-europa/isis-stampa-gb-verso-attacchi-aerei-siria-2266594/

Guerra permanente = crisi permanente dei rifugiati.

USA e Arabia Saudita sono restii a farsi carico dei rifugiati perché “potrebbero esserci terroristi”.

Però lo stesso problema non vale per noi? Loro possono generare una crisi dopo l’altra e noi dobbiamo stare zitti e subirne le conseguenze?

Questa crisi fa comodo a:

  1. Chi si arrichisce con la gestione dei rifugiati (es. Barclays Bank);
  2. Chi ha interesse a mantenere un arco di instabilità dalla Mitteleuropa (o dal Baltico) fino al Pakistan per bloccare qualunque progetto eurasiatico (Brzezinski & co);
  3. Israele: pulizia etnica intorno ai suoi confini (diaspora araba) e pressione su ebrei europei per farli trasferire in Israele (Netanyahu continua a ripeterlo);
  4. Chi si arricchisce con la vendita di armi e di sistemi di sicurezza e sorveglianza;
  5. Mafiosetti che gestiscono il traffico di umani;

Possiamo accettare tutto questo o possiamo ribellarci, iniziando col pretendere che la casa reale saudita si prenda la sua quota parte di rifugiati (ossia delle conseguenze delle sue politiche) e ponga fine all’invasione dello Yemen.

Che Arabia Saudita, Israele, USA e UK si facciano carico della loro porzione di rifugiati e poi vediamo quante altre crisi vorranno scatenare.
https://socialforecasting.wordpress.com/2015/09/06/a-saudi-afghanistan-the-chickens-will-come-home-to-roost-in-yemen/

Papa Francesco: una figura scomoda che meriterebbe il Nobel per la Pace

Infine ci siamo. La grande battaglia del nostro tempo.

Gandalf

Dio non è cattolico

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PREMESSA 1: pare che per alcuni l’unico papa buono sia un papa morto.

PREMESSA 2: sono panenteista.

Non sto con nessuna confessione religiosa, né con gli atei, né con gli agnostici.
Metto in discussione la narrazione evangelica in maniera radicale, quindi non mi si può certo accusare di essere generoso nei confronti della Chiesa.
Ciò che scrivo lo scrivo da essere umano che valuta le opere di un altro essere umano protagonista del presente.

In precedenza, al momento dell’elezione di Bergoglio, ho scritto un post molto critico nei suoi confronti, convinto com’ero che fosse l’Obama della Chiesa cattolica, ossia un burattino piazzato lì per restituire al Vaticano il carisma che aveva perso con i vari scandali (e molti altri seguiranno: il vero marcio non è ancora saltato fuori).
Ho cancellato quel post (in cui riportavo opinioni altrui, non mie), che riguardava il suo ruolo durante la dittatura argentina, perché ho rivisto i miei giudizi alla luce del suo operato (“ogni albero buono fa frutti buoni”).
Non so dire come si sia comportato in quei tragici frangenti (io stesso non so come mi sarei comportato), ma vedo come si comporta adesso e mi pare stia agendo con retto intendimento e meriti il mio sostegno. Se anche avesse sbagliato in passato, merita un’altra chance (cf. parabola dei lavoratori nella vigna).
Se sbaglio ancora una volta non cancellerò questo articolo (come non ho cancellato quello in cui minimizzavo Ebola) perché riporta giudizi miei, non di altri.

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“È reale la minaccia dei terroristi, ma c’è anche il terrorismo di Stato quando si sente il diritto di massacrare i terroristi e con loro cadono anche altri innocenti”.

Papa Francesco condanna CIA e Mossad

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/25/papa-minaccia-dei-terroristi-reale-non-uccida-innocenti/1233541/

la premiata ditta Mossad+CIA avverte papa Francesco: “Il Vaticano è il prossimo obiettivo dell’Isis

http://www.ilgiornale.it/news/politica/mossad-e-cia-avvertono-papa-francesco-vaticano-prossimo-1081884.html

[N.B. i terroristi di Parigi si proclamavano alqaedisti e Al Qaeda è in guerra con ISIS]

http://www.washingtoninstitute.org/policy-analysis/view/the-war-between-isis-and-al-qaeda-for-supremacy-of-the-global-jihadist

papa Francesco invoca il dialogo per la soluzione della crisi ucraina, ribadisce il suo desiderio che nasca uno stato palestinese, condanna la guerra mondiale in corso [una vera e propria guerra mondiale combattuta a pezzi].

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Papa-Francesco-Strage-di-Charlie-Hebdo-frutto-di-una-cultura-che-rigetta-altro-3057a4cd-c3ae-42e0-a6a9-1015572cc60d.html

il Giornale giudica il suo intervento: “un’entrata a gamba tesa nella politica estera mondiale”

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/medioriente-papa-gamba-tesa-due-stati-palestina-e-israele-1082022.html

Un papa progressista, socialisticheggiante, terzomondista

http://www.huffingtonpost.com/2014/05/14/colbert-god-pope-socialist-commie_n_5323911.html

Il pontefice che può essere protagonista di uno dei momenti più storici del ventunesimo secolo
http://www.lettera43.it/politica/vaticano-bergoglio-e-il-piano-per-la-visita-in-cina_43675130795.htm

La stampa di destra lo considera morbido con l’Islam (per la destra la guerra è per i veri uomini, la diplomazia è per le femminucce)

http://www.ilgiornale.it/news/politica/se-francesco-legittima-lislam-1071664.html

http://www.ilfoglio.it/articoli/v/119885/rubriche/papa-francesco-su-islam-resta-moderato.htm

Israele non ama papa Francesco (eufemismo)

http://www.jpost.com/Opinion/Columnists/Pope-Franciss-unfriendly-visit-354557

I rapporti tra Netanyahu e papa Francesco non sono calorosi (eufemismo)

http://archivio.internazionale.it/news/israele-medio-oriente/2013/10/22/netanyahu-in-italia-imbarazzo-per-mancato-incontro-con-papa

http://www.lettera43.it/cronaca/netanyahu-gelido-sull-incontro-con-il-papa-attacca-abu-mazen_43675131587.htm

papa Francesco corregge in pubblico Netanyahu

http://www.ilpost.it/2014/05/28/papa-francesco-corregge-netanyahu/

Salvini è per la guerra, papa Francesco per la pace

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/08/charlie-hebdo-salvini-papa-sbaglia-dialogare-islam-in-guerra/1323711/

Vittorio Messori attacca papa Francesco la Vigilia di Natale sul Corriere

http://www.corriere.it/cronache/14_dicembre_24/vittorio-messori-miei-ubbi-svolta-papa-francesco-bergoglio-6a824f1a-8b3d-11e4-9698-e98982c0cb34.shtml

Sandro Magister nota che il riferimento al Terrore di Stato “faceva pensare a Israele”.
Poi attacca papa Francesco sull’Espresso, preferendogli  Ratzinger (12 gennaio)
http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/01/12/francesco-a-parigi-dal-terrorismo-di-stato-alla-cultura-dello-scarto/

La linea d’attacco è la medesima: papa Francesco è un debole, inadatto a guidare spiritualmente la Guerra al Terrore. Serve un papa con le palle, ossia uno che ripudi il messaggio evangelico e istruisca i musulmani su cosa devono fare per conquistarsi la nostra tolleranza.
Questi sono i vaticanisti che ci ritroviamo in Italia.

«la “strategia Francesco” che Papa Bergoglio ha più volte proposto di fronte alle stragi dell’ISIS è l’unico modo ragionevole di rispondere alla criminale follia dei terroristi. Non è spegnendo la luce del dialogo e strillando in piazza slogan contro l’Islam che si disinnesca l’ultra-fondamentalismo assassino. Al contrario, lo si alimenta».  Il sociologo torinese conclude che «è solo trovando interlocutori islamici disposti non a rinnegare la propria storia e la propria identità ma a cercare al loro interno le ragioni per condannare e isolare i terroristi che gli assassini potranno essere davvero sconfitti. È la strategia di Papa Francesco, era la vera strategia di Papa Benedetto. È la strategia più difficile. Ma non ce ne sono altre».

http://vaticaninsider.lastampa.it/news/dettaglio-articolo/articolo/francia-france-francia-francesco-francis-francisco-38458/
*****

un papa implacabile con la pedofilia

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Papa-Francesco-La-pedofilia-come-le-messe-nere-a5f0f078-995f-4033-8a8e-6b04329a4993.html

altri sono più tolleranti

http://www.independent.co.uk/news/world/americas/who-is-jeffrey-epstein-a-study-of-the-man-linked-to-worlds-of-celebrity-politics–and-royalty-9954397.html

Incidenti (forse semplici incidenti)

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/argentina-tre-familiari-di-papa-francesco-morti-in-incidente-stradale-james-craik-ba450422-b3fc-4b73-ac3d-a35ceb093ff7.html

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L’attacco a Charlie Hebdo – il bersaglio è la Francia

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“Come in tutti i ‘grandi casi’ (Kennedy, piazza Fontana, Palme, 11 settembre, morte di Osama bin Laden ecc), anche in questo di Parigi – scrive Giannuli – i conti non tornano e ci sono un sacco di cose da spiegare”. L’esperto di servizi segreti domanda, ad esempio, “come mai un obiettivo sensibile” come la redazione di Charlie Hebdo fosse “così debolmente protetto”. E, prosegue, “le armi, gli attentatori, dove se le sono procurate? Portate appresso dalla Siria? E i francesi – osserva – se le sono fatte passare sotto il naso?” Ma, soprattutto, “avete mai visto dei terroristi che vanno a fare un’azione portandosi appresso la carta di identità che, poi, dimenticano in auto?”.

E, ancora, quando mai si sono visti “terroristi che agiscono perdendo tanto tempo durante la fuga e dopo aver avuto ben due scontri a fuoco con auto della polizia: si attardano a dare il colpo di grazia ad un agente, raccattano scarpe, poi lasciano un guanto.” E come mai “non è scattato alcun blocco della zona? Nel pieno centro di Parigi, non devono essere state poche le auto della polizia in zona. E Parigi non ha un traffico scorrevolissimo”.

Aldo Giannuli

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/08/charlie-hebdo-giannuli-tesi-complotto-i-conti-non-tornano-perche/1323690/

L’ipotesi più credibile (pur sempre un’ ipotesi) ci sembra una terza: che la polizia ed i servizi siano caduti vittime di un colossale depistaggio (che è quello che fa pensare la strana faccenda della carta d’identità), anzi addirittura di una “intossicazione ambientale” partita sin da prima dell’attentato, per cui dopo si è infilata in un tunnel di errori. Risultato che si può ottenere  inquinando le fonti, producendo false prove, alimentando voci ecce cc. Ma questo, ovviamente, presuppone che non di una micro cellula si tratti, ma di una organizzazione capace di agire a livelli  professionali piuttosto alti.

Per ora direi che non si possa dire molto di più, ma già mi pare un quadro che, pur tenendosi lontano dal complottismo ideologico, consente una lettura che vada un po’ oltre le apparenze.

Aldo Giannuli
http://www.aldogiannuli.it/strage-di-parigi-complottismo/

 

ATTENZIONE: questo è tutto il mio contributo alla comprensione della faccenda.
Mi devo occupare d’altro e comunque compito di ciascuno è capire le cose con la propria testa, non con quella di un blogger.
Investigate per conto vostro e giungete alle vostre conclusioni, indipendentemente dalle mie, che POSSONO ESSERE SBAGLIATE.

*****
La mia impressione è che alla fine i fatti parleranno da soli e le incongruenze non potranno essere ignorate.
La NATO non vuole morire e continua a generare “minacce esistenziali all’Occidente” per giustificare la sua esistenza. Israele non ha alcuna intenzione di consentire la nascita di uno stato palestinese degno di questo nome.
La Francia, il più riottoso dei membri della NATO e uno dei più importanti sponsor del nascente stato palestinese, è il vero bersaglio, ma questa è una nazione troppo orgogliosa per farsi mettere i piedi in testa. Certi atti non saranno perdonati dall’establishment francese (anche quello italiano non ha perdonato, ma noi non siamo la Francia).
Ci saranno gole profonde, fughe di notizie, singolari prese di posizione, ecc. La Francia sotto attacco potrebbe unirsi e reagire come una nazione sovrana (es. dissoluzione della NATO nel giro di 2-3 anni al massimo?).
Se questo è un false flag sono stati commessi errori di calcolo madornali circa le probabili reazioni francesi e le conseguenze potrebbero essere fatali per lo status quo. Ci saranno altri attentati nel corso del 2015, con altri errori e imprecisioni ed intensificazione del risentimento tra gli europei (e il resto del mondo) nei confronti dell’odierno ordine globale.
*****
Il problema maggiore, per tanti, è quello di affrontare il giudizio altrui, trovandosi esposti e a volte anche soli, in una posizione sconveniente, spiacevole, anche dolorosa.
Però quel coraggio va trovato, amici, se vogliamo vivere da uomini liberi e donne libere.

Trovate la forza di dire agli altri quello che pensate, DOPO ESSERVI INFORMATI.
SAPERE AUDE!
http://it.wikipedia.org/wiki/Sapere_aude
*****

Il misterioso incontro a sorpresa tra Hollande e Putin (un faccia a faccia a Mosca, dove l’NSA non può sentire cosa si dicono)

http://www.lapresse.it/mondo/europa/ucraina-hollande-incontra-putin-all-aeroporto-di-mosca-1.624490

la recentissima apertura di Hollande (e Merkel) nei confronti della Russia

www.eunews.it/2015/01/06/russia-ue-pronta-considerare-stop-sanzioni-hollande-revocarle-ora/27851

Hollande: “Putin non ha alcuna intenzione di annettere l’Ucraina orientale, me l’ha detto lui”

http://www.bbc.com/news/world-europe-30679176

droni sorvolano le centrali nucleari francesi

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/mistero-volo-droni-centrali-nucleari-francia-72bc7ff7-2d35-429b-b9ae-2cd8d3df4ff0.html

“Il riconoscimento di uno Stato palestinese da parte della Francia sarebbe un grave errore” ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Netanyahu-Francia-sbaglia-Palestina/23-11-2014/1-A_015191545.shtml

Il giorno dell’annuncio da parte di Ban Ki-moon che la Palestina entrerà a far parte della Corte penale internazionale (pessima notizia per Israele)

http://www.internazionale.it/ultimora/2015/01/07/la-palestina-entra-nella-corte

qualche giorno dopo il voto francese al consiglio di sicurezza dell’ONU per il ritorno di Israele ai confini del 1967, voto che ha provocato una furiosa risposta israeliana
http://www.jpost.com/Arab-Israeli-Conflict/Israel-to-call-in-French-envoy-to-protest-vote-in-UN-Security-Council-386268

In generale, da qualche tempo, la Francia ha assunto una posizione esplicitamente critica delle politiche israeliane
French-Jewish lawmaker warns against Palestine recognition
French MP invokes Munich 1938 in warning against Iran deal
‘Israel will attack Iran if you sign the deal, French MP told Fabius’

Of the Mossad, the Israeli intelligence service, the SAMS officers say: “Wildcard. Ruthless and cunning. Has capability to target U.S. forces and make it look like a Palestinian/Arab act.”

http://www.washingtontimes.com/news/2001/sep/10/20010910-025319-6906r/#ixzz3OJMpEuev
Finora 14 le moschee attaccate

Finora 14 le moschee attaccate

Una volta si chiamava STRATEGIA DELLA TENSIONE:

Francia, moschee sotto attacco: esplosione a Villefranche
http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/francia_moschee_attacchi/notizie/1107995.shtml

Attacchi alle moschee, Svezia in allarme

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-03/attacchi-moschee-svezia-allarme-081519.shtml?uuid=ABCbSQYC

I precedenti storici (militanti di destra e sinistra manipolati, usati e poi “rimossi”)
http://www.globalresearch.ca/the-first-question-to-ask-after-any-terror-attack-was-it-a-false-flag/5423463

La stragrande maggioranza dei musulmani è ostile a ISIS-Al Qaeda. Non ci può essere uno scontro di civiltà

La stragrande maggioranza dei musulmani è ostile a ISIS-Al Qaeda. Non ci può essere uno scontro di civiltà

DIVIDE ET IMPERA
Negli USA: i neri vanno messi contro i bianchi (Ferguson)
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2014/12/04/putin-lo-spartaco-degli-afroamericani-afromaidan-e-la-futura-imposizione-della-legge-marziale/
In Europa: i non-musulmani vanno messi contro i musulmani.
Qualunque sia la matrice dell’attacco (islamista o in stile-Gladio),
https://wikispooks.com/wiki/Operation_Gladio/B
l’uso che ne sarà fatto sarà quello di seminare zizzania, dividere la popolazione, spaventarla, farla infuriare e prepararla a qualche escalation bellica (una “bella” guerra mondiale è quel che serve se c’è da coprire e riassorbire l’ennesima giga-bolla speculativa).

Combattete le idee, non le persone!
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/11/09/casapound-alba-dorata-breivik-combattiamo-le-idee-non-le-persone/

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Eccellente analisi dell’operazione: questa è gente che fa questo “mestiere” da anni, con naturalezza (e però commette degli errori da principiante, quasi “voluti”).

attraversare Parigi senza restare imbottigliati con la polizia alle calcagna: magia?

– terroristi molto ben addestrati e con armi pesanti (lanciagranate!) parlano un francese perfetto. Un testimone dichiara di aver pensato che fossero specialisti dell’élite anti-terrorismo francese: “The witness, who refused to allow his name to be used because he feared for his safety, said the attackers were so methodical he first mistook them for France’s elite anti-terrorism forces. Then they fired on the officer”
http://www.cbc.ca/news/world/charlie-hebdo-paris-shooting-man-linked-to-attacks-turns-himself-in-1.2892151

– dichiarano di essere affiliati ad Al Qaeda e si scopre che erano in Siria, erano sorvegliati speciali, uno era stato condannato a 3 anni di carcere per terrorismo, ma sono riusciti ad arrivare a Parigi, armarsi e compiere l’operazione, in tutta tranquillità;

– sanno che quello è il giorno in cui si tengono le riunioni redazionali;

– però sbagliano il numero civico e vengono reindirizzati: https://twitter.com/soren_seelow/status/552798602440228864;

– chiamano le vittime con il loro nome proprio e completano l’operazione in 5 minuti, freddamente, senza mostrare alcun trasporto emotivo, come sarebbe invece da attendersi da dei fondamentalisti vendicativi;

– perché non appiccano il fuoco alla redazione o la fanno esplodere? Perché lasciano intatte le copie di C.H. che in teoria erano uno dei loro obiettivi chiave?

– dopo una fuga rocambolesca, inseguiti da decine di auto della polizia, NEL TRAFFICO PARIGINO, riescono a far perdere le tracce, però si dimenticano ACCIDENTALMENTE dei documenti di identificazione (che notoriamente qualunque terrorista perfettamente addestrato si porta dietro e mette in qualche ampio tascone in modo da poterlo smarrire al momento del cambio dell’auto e farsi beccare). Lasciano in giro una carta d’identità e anche la patente di guida
http://www.leparisien.fr/charlie-hebdo/attentat-a-charlie-hebdo-sept-proches-des-deux-suspects-en-garde-a-vue-08-01-2015-4428611.php

N.B. i passaporti dei terroristi dell’11 settembre riuscirono a sopravvivere alla distruzione degli aerei e delle Torri Gemelle che polverizzò le scatole nere:
http://www.rainews.it/it/news.php?newsid=13305
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/22/perche-una-maggioranza-di-persone-nel-mondo-non-crede-alla-versione-ufficiale-dell11-settembre/

– i due fratelli erano sorvegliati dalla polizia francese per via della loro adesione al movimento jihadista, e però riescono a orchestrare quest’operazione così sofisticata;
– il terzo sospettato, Hamyd Mourad, che sarebbe stato l’autista, si è consegnato alla polizia dichiarando di poter dimostrare che era al college e non poteva essere contemporaneamente con gli altri due (ma perché inventarsi un terzo complice visto che erano in due?). I suoi compagni di classe lo difendono e confermano la sua versione dei fatti
http://www.middleeasteye.net/fr/node/20341
Questo è uno degli anelli più deboli della catena: la cosa non sta in piedi e Mourad sarà lasciato andare
– ucciso anche un economista fortemente critico del sistema bancario

http://www.internazionale.it/notizie/2015/01/07/tra-le-vittime-anche-lo-scrittore-ed-economista-bernard-maris
10922832_10205872669006644_1764137042303109619_nPaolo Franceschetti: Fantastico. A poche ore dalla strage hanno già ritrovato la carta di identità di uno degli attentatori (come nell’11 settembre) e identificato tutti e tre gli uomini.
Quindi abbiamo dei geni del crimine, che vestendo come uomini dei corpi speciali e armati riescono però a passare inosservati e ad entrare nella sede del giornale evitando la polizia che era fuori, uccidono diverse persone e poi scappano su un auto. Una sorta di rambo che però, guarda caso, dimenticano proprio la carta di identità. Eh va bè nessuno è perfetto. A chi non è capitato di perdere la carta di identità? Ricordo che pure l’Uomo Ragno una volta si dimenticò di caricare lo spararagnatele, quindi non ci trovo nulla di strano.
E poi dicono che la polizia non indaga mai e non scopre mai un cazzo. Guarda qui. Caso risolto in poche ore. Finalmente il cittadino può sentirsi al sicuro con simili protezioni.
Inoltre è assolutamente normale che la carta di identità venga divulgata in tutte le salse da tutti i media. E’ normale no? Appena l’efficiente superpoliziotto trova la carta di identità la prima cosa che fa qual è? Darla a un giornalista, mica a un magistrato. Perchè anche la corretta informazione è importante. E che cazzo!
Per favore, non si dica più che la polizia è inefficiente, e che i giornali e le tv disinformano!!! Basta con questo complottismo da strapazzo.

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10205872669006644&set=a.1027580940543.2005663.1555907506&type=1&permPage=1

*****

Satira?  Dovevano imparare dal Vernacoliere.

Una civiltà matura è una civiltà che apprezza il tatto, la sensibilità, la mitezza, la comprensione, il dialogo. Benché un diritto a non sentirsi offeso sia un’assurdità logica e morale si può fare satira anche senza usare sempre il randello.
Richiede maggiore creatività, fantasia, sforzo, ma questa non dovrebbe essere una ragione sufficiente per desistere, se uno è un artista.

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Vladimir Putin: prospettive sul futuro (Q&A al Club Valdai)

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Esercizi di analisi predittiva (social forecasting) per il periodo 2015-2020

Risposte di Putin in occasione della sessione plenaria finale del “Club internazionale di discussione Valdai”

LE TESI DI VILLEPIN E SCHÜSSEL

Vorrei iniziare dicendo che nel complesso sono d’accordo con quel che hanno detto sia Wolfgang [Wolfgang Schuessel, ex cancelliere austriaco > di fatto il portavoce della Mitteleuropa: dice quel che pensa l’establishment austro-tedesco senza compromettere Berlino o Vienna, NdT] sia Dominique [de Villepin, NdT]. Condivido pienamente le loro affermazioni. Tuttavia, ci sono alcune cose che vorrei precisare.

Credo che Dominique ritenga che la crisi ucraina sia il motivo per cui le relazioni internazionali si sono deteriorate. Naturalmente questa crisi ne è una causa, ma non è la causa principale. La crisi in Ucraina è di per sé il risultato di pre-esistenti squilibri nelle relazioni internazionali.

GLI OTTIMISTI E I PESSIMISTI

Non posso fare a meno di ripetere la storiella del pessimista e dell’ottimista. Il pessimista beve del cognac e dice: “sa un po’ di cimici”. L’ottimista prende una cimice, la schiaccia, la annusa e poi dice: “avverto un sentore di cognac”. Ecco, io preferisco essere il pessimista che si beve il cognac che l’ottimista che sniffa cimici.

Anche se sembra che gli ottimisti se la passino meglio, il nostro obiettivo comune è quello di vivere una vita dignitosa (senza esagerare con l’alcool). A questo scopo, abbiamo bisogno di evitare le crisi, gestire assieme tutte le sfide e le minacce e costruire quel tipo di relazioni sulla scena mondiale che possono aiutare a raggiungere questi obiettivi.

CRIMEA
Non capisco perché gli abitanti del Kosovo si vedono riconosciuto il diritto all’autodeterminazione mentre questo dovrebbe essere negato agli abitanti della Crimea.

[…].

Dominique ha menzionato l’Iraq, la Libia, l’Afghanistan e prima ancora la Jugoslavia. È stato davvero tutto gestito nel quadro del diritto internazionale? Non raccontiamoci delle favolette. Ciò significa che alcuni possono ignorare ogni norma, mentre noi non possiamo proteggere gli interessi della popolazione di lingua russa e i russi della Crimea. Scordatevelo. Vorrei che fosse chiaro a tutti questo concetto: abbiamo bisogno di sbarazzarci di questa tentazione di plasmare il mondo a nostro piacimento, e invece creare un sistema equilibrato di interessi e relazioni come è stato a lungo la norma nel mondo. Dobbiamo solo mostrare del rispetto.

PALESTINA E ISRAELE

Un gran numero di persone provenienti dall’ex Unione Sovietica oggi vivono in Israele e non possiamo rimanere indifferenti al loro destino. Allo stesso tempo abbiamo tradizionali rapporti con il mondo arabo, in particolare con la Palestina. Inoltre, l’Unione Sovietica – e lo stato russo ne è l’erede, giuridicamente parlando –, ha riconosciuto lo stato palestinese. Per noi non è cambiato nulla. Riguardo agli insediamenti, condividiamo il giudizio di più o meno tutti i partecipanti a questo dibattito. È un errore e l’ho già comunicato ai nostri partner israeliani. Lo considero un ostacolo alla normalizzazione delle relazioni e mi aspetto vivamente che questa prassi venga interrotta e l’intero processo per una soluzione pacifica riprenda il suo corso nell’alveo della legalità e degli accordi, perché questo conflitto è una delle cause principali della destabilizzazione non solo del Medio Oriente, ma del mondo intero. Le umiliazioni di un popolo in quell’area o in qualunque altra area del mondo sono destabilizzanti e devono finire. Naturalmente questo dovrebbe essere fatto utilizzando strumenti e misure che siano accettabili per tutti i partecipanti al processo e per tutti coloro che vivono nella zona. È un processo molto complicato ma la Russia è pronta a utilizzare tutti i mezzi che ha per raggiungere un accordo, comprese le sue buone relazioni con le parti in causa.

UCRAINA E DONBAS

Siamo pronti a fare ogni sforzo per garantire l’attuazione degli accordi di Minsk. Vorrei approfittare della domanda per sottolineare la posizione della Russia: siamo a favore del pieno rispetto degli accordi di Minsk da entrambe le parti.

Qual è il problema? A mio avviso, ilproblema principale è chenoi non vediamo la volontà da partedei nostri partnera Kiev, in primo luogo leautorità, di risolvere pacificamente il problemadei rapporti con il sud-estdel paese, attraverso i negoziati.Noicontinuiamo a vederela stessa cosain varie forme: la soppressionecon la forza. Tutto è cominciato conMaidan, quando hanno decisodi sopprimereYanukovichcon la forza. Ci sono riuscitiehanno sollevatoquesta ondata dinazionalismo epoi formato alcunibattaglioninazionalistici.

Quando le persone a sud-est dell’Ucraina hanno deciso che non erano d’accordo, hanno cercato di eleggere i propri organi di governo e amministrazione e sono stati arrestati e portati in carcere a Kiev durante la notte. A quel punto la gente ha preso le armi e, invece di bloccare tutto e ricorrere al negoziato, il nuovo governo hanno mandato le truppe, i carri armati e gli aerei.

Per inciso, la comunità internazionale tace, come se non vedesse niente di tutto questo, come se non vi fosse alcun “uso sproporzionato della forza”. Se ne sono improvvisamente dimenticati. Mi ricordo tutto lo zelo quando abbiamo avuto una situazione complicata nel Caucaso. Si sentiva sempre e solo il mantra dell’uso sproporzionato della forza. Oggi no, mentre piovono bombe a grappolo e vengono usate anche armi tattiche.

Vedete, date le circostanze, è molto difficile per noi in Russia coordinarci con la gente nell’Ucraina sudorientale in modo tale da indurla a rispettare pienamente tutti gli accordi. Continuano a dire che neppure le autorità di Kiev rispettano pienamente gli accordi.

[…].

La cosa più importante è fermare immediatamente la guerra e frapporre una distanza tra le rispettive truppe. Se l’Ucraina vuole mantenere la sua integrità territoriale, e questo è quel che preme anche a noi, i suoi governanti devono capire che non ha alcun senso fissarsi sul presidio di questo o quel villaggio – è inutile. L’idea di fondo dev’essere quella di fermare lo spargimento di sangue e di avviare un negoziato normale, per costruire relazioni basate sul dialogo e ripristinare quanto meno le comunicazioni, soprattutto per l’economia, e via via le altre cose seguiranno. Poi potremo andare avanti.

SULLA NOVORUSSIA

Non ho mai contestato il fatto che l’Ucraina sia a tutti gli effetti uno stato sovrano, un paese moderno ed europeo…Il punto è il processo storico della sua formazione. Solo nel 1921-22, con la nascita dell’Unione Sovietica, la regione denominata Novorussia (Kharkov, Lugansk, Donetsk, Nikolayev, Chersoneso e il distretto di Odessa) venne trasferita dalla Russia all’Ucraina. I comunisti avevano una logica molto semplice: il loro obiettivo era quello di aumentare la quota di proletari in Ucraina, in modo da garantirsi un maggiore sostegno in vari processi politici, perché dal punto di vista dei comunisti i contadini erano un’ostile categoria piccolo borghese e quindi avevano bisogno di ingrossare le file del proletariato.

[…].

Nel 1954, Krusciov decise per qualche motivo [amore, lussuria, NdT] di trasferire la Crimea all’Ucraina. Lo fece in flagrante violazione delle leggi sovietiche…

[…]

Tuttavia, ciò non significa in alcun modo che non rispettiamo la sovranità dell’Ucraina. Noi rispettiamo la sovranità dell’Ucraina e continueremo a farlo in futuro. Confido molto nella normalizzazione e nello sviluppo delle relazioni russo-ucraino e credo che questo sia un processo inevitabile.

LA RUSSIA

La Russia può ovviamente fare a meno di gente come me. Non è che abbia carenza di persone. Ma dal momento che sono venuto a trovarmi qui, oggi, a rivestire questo incarico, ritengo mio dovere fare tutto il possibile per assicurare alla Russia prosperità e sviluppo e per proteggere i suoi interessi.

GLI STATI UNITI (E LA LIBIA)

Il Consiglio di Sicurezza [dell’ONU] decise ad un certo punto di dichiarare una no-fly zone in Libia, in modo che gli aerei di Gheddafi non potessero bombardare i ribelli. Non credo che questa sia stata la decisione più saggia, ma è andata così. Però cos’è successo alla fine? Gli Stati Uniti hanno iniziato a effettuare attacchi aerei, anche contro bersagli a terra. Questa è stata una grave violazione della risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed essenzialmente un atto di aggressione senza alcuna risoluzione che lo sanzionasse. Abbiamo forse colpa di questo? Avete fatto queste cose con le vostre proprie mani. E qual è stato il risultato? Il vostro ambasciatore è stato ucciso. Di chi è la colpa? Potete incolpare solo voi stessi. È stata una buona cosa per gli Stati Uniti che un loro ambasciatore morisse? È stata una cosa terribile, una terribile tragedia.

Ma non si dovrebbero cercare capri espiatori, quando si commettono degli errori. Al contrario, è necessario superare la voglia di dominare sempre e comunque, e lavorare per tenere a bada le proprie ambizioni imperiali. È necessario smettere di avvelenare le menti di milioni di persone con l’idea che la politica degli Stati Uniti non può che essere una politica di ambizioni imperiali. Non dimenticheremo mai come la Russia abbia aiutato gli Stati Uniti ad ottenere l’indipendenza e non dimenticheremo mai la nostra cooperazione e l’alleanza durante la prima guerra mondiale e la seconda guerra mondiale. Credo che i popoli americano e russo abbiano molti profondi interessi strategici in comune ed è su questi interessi reciproci che dobbiamo costruire le nostre fondamenta.

UN LEADER CONSERVATORE

Il conservatorismo non è auto-isolamento e riluttanza a svilupparsi. Un sano conservatorismo significa usare il meglio di tutto ciò che è nuovo e promettente per lo sviluppo progressivo. Tuttavia, prima di abbattere il vecchio, le basi che ci hanno portato al punto in cui siamo oggi in termini di sviluppo, abbiamo bisogno in primo luogo di capire come i nuovi meccanismi funzioneranno. Questo è estremamente importante. Questo significa che se vogliamo sopravvivere, dobbiamo sostenere i pilastri fondamentali su cui abbiamo costruito la nostra società nel corso dei secoli. Questi pilastri fondamentali comprendono la cura delle madri e dei bambini, conservare e valorizzare la nostra storia e le nostre realizzazioni, e prendersi cura delle nostre tradizioni e fedi tradizionali. La Russia ha quattro religioni tradizionali riconosciute dalla legge ed è un paese molto vario.

[…].

Mi rivolgo quindi a tutti voi chiedendo di non distorcere le nostre parole: quando parlo di conservatorismo non significa che stiamo pensando a come chiudere la porta al mondo e sederci sul passato. Ciò non ha nulla a che vedere con i nostri piani.

INVESTIMENTI IN RUSSIA

L’anno scorso siamo arrivati al terzo posto per capacità di attrarre investimenti diretti esteri, dopo gli Stati Uniti e la Cina.

RIVOLUZIONI, PROTESTE, OCCUPY WALL STREET

Non ho un atteggiamento severo verso le proteste di massa. Ce l’ho nei confronti di chi infrange la legge. Le proteste e raduni di massa sono un metodo del tutto legittimo di esprimere la propria opinione e di lottare per i propri interessi, ma tutto questo deve avvenire nel quadro della legge. Le rivoluzioni sono una brutta cosa. Abbiamo già avuto anche troppe rivoluzioni nel 20° secolo. Quello che ci serve è un’EVOLUZIONE. Sono certo che possiamo progredire seguendo questa strada…Non abbiamo bisogno di una rivoluzione per far funzionare le cose effettivamente. Parliamo invece di evoluzione. Tra l’altro, per quanto riguarda le manifestazioni di massa, diamo un’occhiata a Occupy Wall Street. Dove è andato a finire quel movimento? È stato stroncato sul nascere. E nessuno dice che siano stati maltrattati. Sono stati trattati bene, ma sono stati soppressi. Li hanno abbracciati così forte che nessuno ha avuto il tempo di dire una parola, e non è chiaro dove tutto si sia dissipato. A questo proposito, dobbiamo render merito agli americani: ci sanno fare.

SVILUPPO ECONOMICO E TECNOLOGICO

Non è possibile sopprimere la tecnologia o gli investimenti se sono redditizi e benefici. È impossibile. È solo possibile rallentarli un po’, per un certo periodo.

PUTINISMO

Quando Bismarck fece la sua prima apparizione sulla scena europea internazionale, lo trovarono pericoloso perché diceva quel che pensava. Cerco anch’io di dire sempre quello che penso e di rendere la conversazione puntuale ed efficace. Da un lato, questo può essere interessante per alcuni. D’altra parte, ciò può stupire alcune altre persone perché pochi possono permetterselo. La Russia può.

NAZIONALISMO

Se il nazionalismo significa intolleranza verso altre persone, sciovinismo, allora questo distruggerebbe la Russia, che fin dall’inizio è nata come stato multi-etnico e multi-confessionale. Questo ci condurrebbe non solo in un vicolo cieco, ma anche all’auto-distruzione. La Russia farà tutto il possibile per assicurarsi che ciò non accada.

http://eng.kremlin.ru/news/23137

ISIS e la terza guerra mondiale

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AGGIORNAMENTO:http://www.futurables.com/2015/03/01/isis-sion-saud-e-il-gas-idra-fenice-frankenstein-e-vaso-di-pandora/

PRIMA PARTE

Per quanto riguarda il discorso del Presidente degli Stati Uniti, a noi è stato assegnato il secondo posto come minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale. Al primo posto vi è il virus Ebola, al secondo “l’aggressione russa in Europa”, e al terzo “Lo Stato islamico” e altri terroristi”.

Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov

 

ISIS è un movimento che spaventa seriamente l’establishment, un Frankenstein che è sfuggito al loro controllo (un po’ come Hitler). Verrà usato dalle oligarchie arabe per cancellare ogni velleità di cambiamento e giustizia sociale, associandola all’estremismo del Califfato, in modo da unificare l’Islam sunnita contro di lui. L’Islam sciita si difenderà ma non muoverà un dito per difendere le petromonarchie sunnite. Anzi, al di là dei proclami di maniera, se potrà l’Iran cercherà di dirottare la furia dei militanti contro di loro, per vendetta e per affermare la sua egemonia sul Golfo Persico.

Le decapitazioni sono un veicolo di reclutamento di giovani musulmani senza futuro provenienti da tutto il mondo. L’establishment arabo odia e teme il Califfato, perché è spietato e perché vuole depurare il mondo arabo dalla loro presenza. Questo livore e questa paura alimentano il mito di ISIS tra tutti gli arabi che disprezzano le élite arabe e non capiscono perché loro devono essere poveri mentre una minoranza si permette di comprare intere squadre di calcio europee o di farsi costruire palazzi faraonici. L’Arabia Saudita è il principale bersaglio di ISIS ma anche di centinaia di migliaia di diseredati (Saudi Arabia to build fence on border with Iraq, RT, 8 settembre 2014).

È possibile che ci siano sauditi che privatamente finanziano ISIS, per abbattere il regime.

Intanto il New York Times diffonde il meme: gli iracheni sono convinti che ISIS sia uno strumento della CIA (NYT, 20 settembre 2014).

La strategia è quella di salvaguardare l’estremismo wahabita saudita, che puntella lo status quo, dalla minaccia di questi giacobini islamisti aspiranti ghigliottinatori di aristocratici petrolieri.

La minaccia è reale, perché ISIS non avrebbe scampo se non fosse sostenuta da larghe fasce della popolazione sunnita iraqo-siriana.

I musulmani moderati che prendono le distanze da ISIS fanno la cosa giusta, ma vengono strumentalizzati. ISIS promuove la Umma islamica, un ritorno alla purezza delle origini, contro la falsa Sharia dell’establishment islamico. È un islamismo populista che può convertire le masse e rappresentarle. I musulmani moderati dovrebbero condannare ISIS e CONTEMPORANEAMENTE i tiranni che hanno reso possibile la nascita di ISIS (impoverendo la gente comune e manovrandola per usarla come carne da cannone). Ci sono due abomini da condannare. Senza una condanna simultanea ci si macchia di iniquità.

Se anche l’Occidente riuscisse a schiacciare ISIS, il seme è ormai nel terreno e c’è poco da fare. Come le teste di un’idra, nuovi movimenti messianico-puritanico-rivoluzionari rispunteranno per combattere la guerra santa contro la corruzione dell’Islam, del capitalismo, della politica e finanza locale e internazionale. Saranno demonizzati, anche per scongiurare un contagio tra i non-islamici, ma ormai il vaso di Pandora è scoperchiato.

Hanno capito come si fa (impossessarsi di banche, pozzi petroliferi, depositi di armi, oleodotti, ecc., usare i media per fare propaganda anti-sistemica) e hanno capito che una buona fetta della popolazione è con loro o potrebbero spalleggiarli clandestinamente. Sono straconvinti che Allah sia dalla loro parte e sono disposti a morire per la causa. È già successo innumerevoli volte nella storia (guerra dei contadini) e avrà maggior “successo” quanto più sarà percepita come una lotta di classe e di riforma:

Le eloquenti dichiarazioni degli articoli circa le lamentele sociali, politiche ed economiche, nel sempre più popolare ambito protestante, unificarono la popolazione nella massiccia sollevazione che scoppiò inizialmente nella Bassa Svevia nel 1524. La rivolta si diffuse rapidamente in altre aree della Germania.

In alcune zone la rivolta mantenne i caratteri violenti della rapina, del saccheggio e dell’incendio a castelli, conventi e monasteri. In altre zone la rivolta si sviluppò con caratteri più organizzati, fino ad arrivare alla costituzione di gruppi organizzati militarmente, come nel caso del “Battaglione Nero” (Schwarzer Haufen) del comandante lanzichenecco Florian Geyer.

L’Impero, l’alta nobiltà e l’alta borghesia organizzarono la Lega Sveva comandata dal duca Giorgio di Waldburg. Il dissidente religioso Martin Lutero, già condannato come eretico con l’Editto di Worms del 1521, e accusato all’epoca di aver fomentato la lotta, rigettò le richieste degli insorti[2] e sostenne il diritto dei governanti tedeschi di sopprimere le rivolte, ma il suo ex seguace Thomas Müntzer, si fece notare come agitatore radicale in Turingia…In origine rivolta contro l’oppressione feudale, essa divenne, sotto la guida di Müntzer, una guerra contro tutte le autorità costituite, e un tentativo di stabilire con la forza il suo ideale di comunità cristiana, con l’uguaglianza assoluta e la comunione dei beni.

Da wikipedia

Per fermare questo contagio populista e difendere il loro potere le élite sunnite saranno pronte a tutto. E intendo tutto. Meglio non escludere qualche catastrofico attacco anti-musulmano in un luogo sacro all’Islam, da attribuire ad ISIS, per convogliare le masse in una “santa” contro-rivoluzione (primo piccione).

Libia, aerei rubati. Paura per un nuovo 11 Settembre.

4 PICCIONI CON 1 FAVA

Violate banche Usa, l’Fbi sospetta attacchi hacker dalla Russia.

– Non possiamo distruggere ISIS senza aver prima distrutto Assad.

– In  questo momento la maggioranza dei cittadini israeliani sta pensando sia corretto difendersi con la bomba atomica (Silvio Berlusconi).

La NATO è d’accordo. Deve difendere a qualunque costo il petrodollaro (Attacco all’euro. Spontaneo o “pilotato”? la Stampa, 16 settembre 2011) e il sistema finanziario fondato su di esso. Un giga-attacco terroristico mobiliterebbe l’opinione pubblica internazionale e spianerebbe la strada alla necessaria risoluzione ONU, aggirando possibili interferenze sino-russe (es. Libia e Siria) e qualunque obiezione di Assad all’invasione “umanitaria” della Siria (Altro che primavera araba, la guerra in Siria è per il gas, Linkiesta, 26 settembre 2014), dopo il fallimento dell’operazione sarin (Attacco chimico in Siria, il MIT di Boston smentisce Obama: “Non fu Assad ma i ribelli”, RaiNews, 24 gennaio 2014) e il cambio di regime in Iraq (Russia sends 5 fighter jets to Iraq; al-Maliki criticizes U.S., CNN, 5 luglio 2014; Iraq’s Maliki discusses oil project in Russia, FoxNews, 1 luglio 2013; China’s Iraq Oil Problem, Fortune, 30 giugno 2014).

Questa Guerra al Terrore però non procederà come quella precedente. Innanzitutto perché una nuova crociata anti-Al Qaeda di turno non ha più l’appeal che aveva, specialmente tra le opinioni pubbliche arabe, già estremamente scettiche la prima volta. In secondo luogo perché stavolta Russia e Cina non parteciperanno (Isis: Russia accusa Usa, destabilizzano la situazione, la Repubblica; Operazione Isis, obiettivo Cina, il Manifesto).

Al contrario, un nuovo 11 settembre, ancora più devastatore, potrebbe dare l’avvio a un effetto domino capace di provocare un conflitto mondiale tra potenze combattuto in Armenia e Caucaso, Siria e Golfo Persico, Ucraina (senza UE) e Pacifico.

In sintesi: gas arabo-israeliano deve passare per la Siria (Assad dev’essere rimosso); gas libico deve passare per la Sicilia (occupazione militare della Sicilia, rimozione di Gheddafi); gas azero deve aggirare l’Armenia (conflitto); gas russo deve passare per l’Ucraina (sanzioni-embargo); petrolio curdo in mano a Genel Energy (Nathan Rothschild) = ISIS è in mezzo ai maroni. Poteva essere utile finché faceva terra bruciata mentre l’Impero anglo-americano cercava di ritirare le sue legioni senza perdere il controllo dell’energia: adesso è solo un problema.

For a New World Order to live well

ISIS e la rivoluzione globale

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AGGIORNAMENTO:http://www.futurables.com/2015/03/01/isis-sion-saud-e-il-gas-idra-fenice-frankenstein-e-vaso-di-pandora/

SECONDA PARTE

AGGIORNAMENTO: come previsto, sta avendo luogo una riunificazione del radicalismo islamico anti-saudita (Isis reconciles with al-Qaida group, 28 settembre). Seguiranno abboccamenti con i fratelli musulmani costretti alla clandestinità dalla giunta golpista egiziana. Queste tre entità sono state dichiarate “organizzazioni terroristiche” dall’Arabia Saudita (Saudi Arabia designates Brotherhood, Nusra Front, ISIS terrorist groups, 8 marzo 2014).

*****

Il tempo della rivoluzione mondiale si avvicina. Qatar, Arabia Saudita, gli Emirati si fanno chiamare stati islamici, ma poi improvvisamente salta fuori uno stato fondamentalista islamico che ce l’ha principalmente con loro. ISIS conta circa 10.000 sauditi tra le sue file – sono fondamentalisti jihadisti provenienti dall’Arabia Saudita. Hanno già detto che il loro obiettivo principale è quello di rovesciare il regime marcio e corrotto dell’Arabia Saudita.

In definitiva, stiamo entrando in un periodo molto interessante. Non saranno i toni geopolitici ed economici a prevalere. Questo è un periodo ideologico. Ancora una volta stiamo entrando in un’epoca di guerre ideologiche. Le guerre religiose sono una delle forme più acute di guerra ideologica e le guerre ideologiche durano sempre fino alla fine.

Shamil Sultanov, ISIS starts new era in the history of mankind, Pravda, 23 settembre 2014

Chiunque abbia studiato la Siria da lontano, per non parlare di quelli che vi si recano, sanno che la finzione dell’”opposizione moderata” – presunti disertori dell’esercito governativo siriano – non esiste. Danneggiati, disillusi, assassinati o semplicemente reclutati da ISIS o qualche altra veste di al-Qaeda, la vecchia “Free Syrian Army” è ormai un mito altrettanto ridicolo e potente per i Kerry di questo mondo quanto la vanteria di Mussolini che l’esercito italiano avrebbe sconfitto gli inglesi in Nord Africa. Ogni soldato siriano vi dirà che è felice di combattere la FSA perché questi guerrieri dell’”opposizione moderata” se la battono sempre. Sono i “terroristi” di al-Qaeda-Nusra-Isis che combattono fino alla morte.

Robert Fisk, John Kerry’s rhetoric on Isis insults our intelligence and conceals the reality of the situation in Syria, the Independent, 21 settembre 2014

Evitiamo di aggiungere un altro fallimento ad una già lunga e smettiamola di giocare all’apprendista stregone…Non si va in guerra per sradicare un nemico, ma per guadagnarsi dei punti d’appoggio per la pace. Che cosa accadrà con questa importante operazione? Si faranno amalgamare per riflesso di solidarietà identitaria delle popolazioni sunnite che sarebbero ambivalenti nei confronti dello stato islamico. Idee semplici alimenteranno la vittimologia sunnita: “Tutti i nostri nemici si sono coalizzati: sciiti, curdi e occidentali! Siamo rimasti gli unici a difendere la popolazione sunnita!

Dominique de Villepin, En Irak, les «Somnambules» sont de retour, Libération, 17 settembre 2014

Il solito copione. Si crea il babau, che simboleggia tutto ciò facciamo finta di non essere, il male incarnato contro cui lottiamo, con tutti i crismi della legittimità. Così possiamo andare alla guerra senza necessitare di una risoluzione ONU che ci potrebbe legare le mani e avvantaggiare i nostri avversari (le potenze emergenti, ossia tutto il resto del mondo, anche noto come comunità internazionale, che fingiamo sia dalla nostra parte, per tenere buona la nostra opinione pubblica).

In realtà il resto del mondo è combattuto tra invidia, odio, paura e disprezzo nei nostri confronti. La stima, il rispetto e l’ammirazione si sono esaurite con la morte di Kennedy e con un Nobel per la Pace che bombarda sette nazioni musulmane in sei anni.

Distruggiamo nazioni (es. Libia, Iraq, Afghanistan, Pakistan, ecc.), usiamo il fondamentalismo per i nostri scopi (Afghanistan, Somalia, Iraq, Siria, i salafiti sponsorizzati dalle petromonarchie del Golfo Persico, nazionalismo israeliano, ecc.), massacriamo centinaia di migliaia di innocenti.

Tra 1977 e 1979 gli americani hanno applicato la dottrina Brzezinski (fomenta l’islamismo in funzione anti-sovietica) in Pakistan, Iran e Afghanistan. In tutti e tre i casi, con il passare del tempo, le pedine si sono ribellate ai padroni. In Iran sono andati al potere gli islamisti sbagliati, in Afghanistan i talebani sono una mafia che rivaleggia con la CIA per il controllo dell’oppio e il Pakistan è una potenza nucleare tendenzialmente ostile.
Isis è nata allo stesso modo, in funzione anti-Assad. Ma poi cos’è successo? A loro di Assad o di Israele non gliene può fregar di meno (es. manco un comunicato su Israele e Gaza).

Sono più interessati ai soldi e alla purezza della loro missione. Si sono fatti il califfato, si sono presi le armi, il petrolio, i soldi e ora non sono più controllabili, perché puoi affittare un uomo ma non lo puoi comprare.

Ora i sauditi sono preoccupati che ISIS prenda il controllo dei wahabiti (integralisti sunniti), strappandolo a loro e abbattendo la loro teocrazia.

L’Iran gode perché, grazie a ISIS, tiene sotto scacco i sauditi e rafforza la sua egemonia sull’Iraq. Questa è la ragione per cui non hanno schiacciato il califfato e si sono limitati ad evitare che arrivasse a Baghdad.

La malcelata Schadenfreude che manifestano nei confronti della guerra occidentale ad ISIS è la prova più chiara del fatto che il califfato ha acquistato una sua dinamica interna, si è emancipato dai servizi segreti occidentali e ha cercato in tutti i modi lo scontro con l’Occidente per potersi conquistare le simpatie di quelle decine di migliaia di giovani arabi ed euro-musulmani disoccupati e alienati, vittime di una modernizzazione iniqua, che si fanno ipnotizzare da prediche messianiche e culti dei leader e dal sogno di riuscire a dare un senso a un’esistenza che finora ne ha avuto molto poco ed è priva di prospettive (è successo qualcosa di analogo nel periodo tra le due guerra mondiali, in Europa e in Giappone).

Sono le conseguenze impreviste delle alchimie geopolitiche: chi semina vento raccoglie tempesta.

ISIS aveva lo scopo di formare uno stato cuscinetto sunnita tra Iraq e Siria, tagliando fuori Hezbollah dal ponte sciita che congiunge l’Iran al Libano. Piaceva agli israeliani, piaceva ai turchi (anti-kurdi), piaceva alle petromonarchie sunnite che volevano indebolire l’Iran distruggendo Assad. Andava bene anche agli americani, che possono puntellare la loro fragile egemonia solo attraverso il caos in un’area energeticamente strategica (Medio Oriente, Ucraina, Mar Rosso, Nigeria, Venezuela, Afghanistan, ecc.).

Ma poiché i rispettivi obiettivi erano distinti e spesso contrastanti, i manovratori si trovano ora ai ferri corti. Il Qatar sta per perdere i mondiali di calcio a causa dell’ostilità di tutte le altre petromonarchie (non certo per ragioni umanitarie!), la Turchia ha usato ISIS contro i curdi, che però sono una pedina israeliana, il golpe egiziano ha certamente fatto confluire molti fratelli islamici seriamente infuriati e disillusi dalla “democrazia” tra le file di ISIS.

Il califfato è stato poi probabilmente infiltrato dall’intelligence siriana e irachena, tanto più che moltissimi ufficiali e soldati iracheni che hanno combattuto per Saddam Hussein, dopo la sconfitta, hanno abbandonato la laicità e si sono votati a tutt’altra causa, unendosi a queste formazioni islamiste contro il governo fantoccio di al-Maliki. Ora possono prendersi la rivincita contro gli anglo-americani e i wahabiti (pedina di Arabia Saudita e Bahrein).

Perciò ora la Casa Bianca si ritrova a dover bombardare (senza alcuna chance di avere successo, come in Afghanistan) delle truppe estremamente ben addestrate, pronte a tutto e con ampie disponibilità finanziarie.

Ogni attacco aereo ed ogni mese di resistenza allo strapotere militare occidentale esalteranno ISIS agli occhi di migliaia di musulmani stufi di essere trattati come delle pezze per i piedi e desiderosi di riprendere il controllo delle proprie vite e delle proprie terre.

È una questione di riscatto, vendetta, orgoglio. Le bombe non potranno nulla. Servirebbero soldati, ma ci sarebbero centinaia/migliaia di morti, e quindi disordini nelle capitali occidentali. Per questo Obama si è dissociato dal Pentagono sull’uso delle truppe di terra in Iraq. Questo è uno dei pochi elementi che lo distinguono da George W. Bush, ormai. Obama vede le elezioni di metà mandato (Congresso + un terzo dei governatori) che si avvicinano, e non può mostrarsi troppo debole, perché perdendo il controllo del Congresso diventerebbe un’anatra zoppa. Tuttavia chi lo manovra gli sta fornendo indicazioni e direttive volutamente contraddittorie, per metterlo in cattiva luce (si prende sempre una pausa golfistica, nei momenti più sbagliati, ammette di non sapere che fare, usa toni e termini che lo fanno sembrare ridicolo, ecc.). Qualcosa bolle in pentola, a Washington.

Se il dopo-Obama fosse all’insegna di un nazionalismo esasperato, anti-russo e anti-arabo, sul modello di Mitt Romney e John McCain, il conflitto globale che sembra particolarmente agognato dai neocon diventerebbe inevitabile. Non credo che sia ciò che desidera Israele, che sta facendo ogni sforzo possibile per conservare rapporti di collaborazione con la Russia. Mi pare anzi che sia l’avverarsi del grande incubo di un secondo olocausto.

Assad (con Netanyahu) è l’unico leader laico rimasto in Medio Oriente. ISIS è l’antitesi della laicità e non sarebbe così forte se non godesse del consenso di centinaia di migliaia di sunniti. Potranno essere sconfitti sul terreno, ma sarà una disfatta solo temporanea, perché incarnano uno spirito messianico che era atteso da secoli, una volontà di risorgimento che anima milioni di musulmani disgustati dall’ipocrisia occidentale e frustrati dalla miseria.

L’ISIS come causa pan-islamica che trova nel califfato (esteso per un terzo del territorio siriano ed iracheno) un simbolo concreto, funzionante, vincente, duraturo di un’alternativa realistica agli automatismi consumistici ed infantili dell’Occidente colonialista potrebbe, involontariamente, rappresentare i prodromi di quella rivoluzione sociale abortita che è stata la primavera araba, o quantomeno il suo innesco.

ISIS è una sorta di fascismo islamista o rivoluzione puritana interna all’Islam, che se ne infischia della Sharia (e quindi dell’autorità religiosa saudita, che considerano – giustamente – irrimediabilmente corrotta ed anti-islamica) e privilegia la Umma. Come il fascismo emerso in Occidente e in Giappone a causa degli squilibri collegati alla nostra fase di transizione verso la modernità, questo fascismo islamista, in combinazione con una postura sempre più aggressiva da parte della NATO, ha tutte le carte in regola per scatenare un inferno che si tramuterà in una rivoluzione globale.

Ankara, Riad, Doha, Manama, Amman, Kuwait City, il Cairo e forse anche Tel Aviv saranno il teatro di una delle più grandi sommosse della storia umana: annienterà l’establishment locale e lo stesso califfato integralista. Sarà solo l’inizio della Grande Trasformazione.

For a New World Order to live well

Il senatore irlandese David Norris contro la destra israeliana – la politica al suo culmine

Nel governo Renzi ho potuto riscontrare un approccio molto positivo, amichevole nei confronti di Israele… Se vogliamo parlare di primo “test” per il governo Renzi, direi che il risultato da parte nostra è assolutamente positivo.
Naor Gilon, ambasciatore israeliano a Roma

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Israele è ormai chiaramente controllato da psicopatici e non vedo come possa uscirne vivo. E’ spaventoso vedere una nazione completamente alla deriva morale, incapace di scorgere l’abisso, là in fondo. Non si può salvare chi non vuole essere salvato.
Qui la chiusa dell’articolo poi rimosso:
“I will conclude with a question for all the humanitarians out there. Prime Minister Benjamin Netanyahu clearly stated at the outset of this incursion that his objective is to restore a sustainable quiet for the citizens of Israel. We have already established that it is the responsibility of every government to ensure the safety and security of its people. If political leaders and military experts determine that the only way to achieve its goal of sustaining quiet is through genocide is it then permissible to achieve those responsible goals?
https://archive.today/RPf3M

Ecco invece la trascrizione ufficiale dell’intervento di David Norris, un anti-psicopatico:

I would like to express my gratitude to the Cathaoirleach of Seanad Éireann, to the Minister who, as a Laois man, I congratulate on his appointment, and to Senator Averil Power for marshalling the forces on this side to respond to my request for a recall of Seanad Éireann.

  People ask: “What for? What can Seanad Éireann do?” The answer in the international context is “Nothing”, because nobody will pay that much attention to what Ireland does. I remember being in Palestine some years ago in an area that was heavily controlled by the Israelis, and I said to my Palestinian hosts, “You know there is nothing I can do, I will have no effect”, and they said, “But at least you will be a witness, you will be a record to our suffering, and we will not go unnoticed“. It is for that reason I called for the recall of the Seanad.

  I am very sad. I am not anti-Israeli; I am not anti-Semitic. I supported the State of Israel. However, in the 40 years that I have known the State of Israel and sometimes had a home there, I have seen it completely change. It changed from a left wing, socially directed country to an extreme right-wing regime that is behaving in the most criminal fashion, defying the world and unscrupulously using the Holocaust to justify what they are doing. It is time that rag was torn away from them.

  Israel is afraid of Palestinian unity. That is what all of this is about. It has nothing to do with the appalling murder of those three Israeli kids. The Israeli police knew that Hamas had nothing to do with it before this war started. Israel created Hamas in order to split Fatah, so it is responsible for Hamas. I had this confirmed at the highest level in the foreign ministry in Jerusalem some years ago. It is astonishing to me that those in the West prate about democracy, yet every time an Islamic government crops up around the Mediterranean, they refuse to deal with it, they subvert it and they destroy it. Where is the democracy in that? We may not like it. They may be antagonistic. My Jewish friends and Israeli friends sometimes say to me, “How would you fare, as a gay man, in any of these?” I know exactly how I would fare, but it does not mean it is correct to deny people the right to choose their own government. What self-respecting or sane people would allow their enemies to choose their government for them? Can anyone imagine it happening in this country? I certainly cannot.

  America has a shameful role to play in this. Israel could not get away with these disgraceful acts of international piracy and brigandage if it was not for the protecting shadow of the United States of America. I condemn President Obama for his utter inaction. I have to say I was a bit taken aback when I saw Ukraine had been added to the statements as it is irrelevant. It is a bit of “whataboutery”. What about Syria? What about the Congo? What about Iraq? What about everything? However, the one thing it does is to show the extraordinary discrepancy here. At the instructions of the Americans we are prepared to boycott, go after the Russian banks and do this, that and the other. What do we do about Israel? We do not even mark a protest note with our vote at the United Nations Human Rights Commission.

That is shameful – absolutely shameful. I would have interjected that it had been better to be one country in the right than be with all the rest of them in the wrong.

  There are no words to describe what happened yesterday in Jebalyia where there were six attacks on schools. They are deliberate, I have no doubt, because 3,300 people were sheltered there. They had been directed there by Israel. The co-ordinates were given 17 times. How could anybody claim that they did not know what they were doing? Israel’s policy is shoot first and weep afterwards saying, “Oh, did we hit children? What a terrible tragedy”. Nobody believes Israel anymore. It is doing this to exert pressure on Hamas. It will not resolve this problem until, as we did in this country, it involves both of the participants.

Senator Sean D. Barrett: Information on Sean D. Barrett Zoom on Sean D. Barrett Hear, hear.

Senator David Norris: Information on David P.B. Norris Zoom on David P.B. Norris There is no point in having any kind of an alleged truce when it only has one side. It was laughable the rubbish produced by the Israelis, Americans and the Egyptians. They did not consult Hamas, which is madness. Tony Blair was involved. My God, that man is shameless.

Senator Mary M. White: Information on Mary M. White Zoom on Mary M. White Hear, hear.

Senator David Norris: Information on David P.B. Norris Zoom on David P.B. Norris He should keep his face out of the Middle East after what he and George W. Bush have done to the region.

  On the other side, three moth-balled schools were used to store weapons. That was discovered by the UN and reported by it, not by the Israelis.

  Entire families have been obliterated and in one case, 20 members of the same family were slaughtered. Also, a disproportionate amount of women and children have been killed in this situation, which is a violation of all the spiritual beauty that Judaism stands for – the respect for life and the fact that if one saves one life then one has saved the universe. All of that is blown out of the window and done so, as I saw, by the arrival of 1,200,000 extreme right-wing former citizens of the Soviet Union.

  It is time people told the truth about what is being said in Israel.  For example, the interior Minister, Eli Yishai, stated in 2012 that Israel would send Gaza back to the Middle Ages.  Defence deputy Minister Matan Vilnai stated that it would visit the Holocaust on the Palestinians.  That is Nazi talk.  I am not saying that he is a Nazi but what he is saying makes him sound like a Nazi.

  What should we do?  First, we must remove the embargo.  Then there is the Euro-Med agreement, to which human rights protocols attach.  Time after time on the foreign affairs committee, I have asked for the situation to be monitored.  People will not even monitor the human rights agreements.  What human rights are there when thousands of women and children are being killed and injured?

Senator Mary M. White: Information on Mary M. White Zoom on Mary M. White Hear, hear.

Senator David Norris: Information on David P.B. Norris Zoom on David P.B. Norris Israeli goods, particularly those from the settlements, should be boycotted and there should be an expulsion of the Israeli ambassador.  I delayed in saying this, but he always has his fingers in his ears and just repeats slogans from Jerusalem.

  I have received a considerable volume of correspondence, 90% of it in support of the Israeli side.  I respect all of my correspondents but it is clearly an organised campaign.  They all thank Ireland for voting the way we did at the UN.  That tells the story.  The Israeli spokesmen, all with South African, English or American accents, referring to the land of Palestine, also congratulated us.

  The UN should accept full and permanent responsibility for the welfare of the people of Gaza.  If that means the deployment of an international force, fine.  This country should explore the possibility of using our civilian services, for example, the ESB, to rebuild the only power station in Gaza.  Cutting off electricity to people who are being squeezed into an appalling punishment camp, only to then cut back on food imports and claim – this is where I say “Nazi” – that Israel is placing the people of Palestine on a diet shows contempt for human beings.

We should stand against that contempt and in favour of human rights. I am in favour of human rights, whether one is Israeli, gay, a woman or black. I am not changing my position. I am not anti-Israel or anti-Semitic, but I am pro-human rights for every human being.

http://cut2thetruth.wordpress.com/2014/08/05/senator-david-norris-on-the-genocide-in-palestine-it-is-time-people-told-the-truth-about-what-is-being-said-in-israel-amazing-speech/

http://oireachtasdebates.oireachtas.ie/debates%20authoring/debateswebpack.nsf/takes/seanad2014073100015?opendocument

Violenza, nonviolenza e democrazia nella prossima guerra totale in Medio Oriente

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For a New World Order to live well

Quando Israele sarà al centro del più grande conflitto mediorientale della storia (e succederà, perché è il Likud che lo vuole) la gente prenderà posizione per gli uni e contro gli altri. Io tifo per gli uni e per gli altri o, per meglio dire, per tutti quegli israeliani e palestinesi che guardano oltre i tribalismi, i propri orticelli, le proprie paure e rancori.

I pro-Israele dichiarano: “Israele è l’unica democrazia della regione”.
Però:

1. I media israeliani sono quasi esclusivamente ultranazionalisti e il povero Haaretz è sottoposto a una costante campagna di delegittimazione interna. Può essere realmente democratico un paese neoprussiano in cui non esiste di fatto pluralismo nell’informazione?
2. Hamas ha vinto delle elezioni monitorate e ritenute legittime;
3. Nelson Mandela, nel 1961, divenne il comandante dell’ala armata Umkhonto we Sizwe dell’ANC (“Lancia della nazione”, o MK), della quale fu co-fondatore. Coordinò la campagna di sabotaggio contro l’esercito e gli obiettivi del governo ed elaborò piani di una possibile guerriglia per porre fine all’apartheid. Raccolse anche fondi dall’estero per il MK e dispose addestramenti paramilitari, visitando vari governi africani. Nell’agosto del 1962 fu arrestato dalla polizia sudafricana, in seguito a informazioni fornite dalla CIA (wikipedia);
4. Benché la violenza non sia lecita, quando è opposta per autodifesa, o in difesa degli inermi, è un atto di coraggio assai preferibile alla codarda sottomissione. (Gandhi, Harijan, 27 ottobre 1946)
5.  Il messaggio di “Gandhi” [il film di Richard Attenborough] è che il modo migliore di ottenere la libertà è quello di mettersi in fila, senza armi, e marciare verso gli oppressori, permettendo loro di ridurti inerme al suolo a suon di manganello; se resisti sufficientemente a lungo, li metterai in tale imbarazzo da costringerli ad andar via. Tutto ciò è la peggior sciocchezza mai sentita ed è una sciocchezza pericolosa. La nonviolenza fu una strategia scelta da un popolo specifico nei confronti di un oppressore specifico; generalizzare da tutto ciò costituisce un atto sospetto. Che utilità avrebbe avuto la nonviolenza, ad esempio, contro i nazisti? […]. “Gandhi” ci mostra un santo che vinse un impero, ma non è che frutto di invenzione (Salman Rushdie, 1991).
6. Lasciate anche che essi prendano possesso della vostra bella isola e dei vostri numerosi bei palazzi. Darete loro tutto questo, ma non le vostre anime né i vostri cuori. Se quei gentiluomini decidono di occupare le vostre case, vi trasferirete, e se non vi permetteranno di andarvene liberamente, vi farete massacrare tutti, uomini, donne e bambini, ma rifiuterete di dar loro la vostra lealtà (Messaggio di Gandhi agli inglesi,1940)

A me pare che la questione non sia così scontata
http://www.futurables.com/2014/07/21/israele-un-monito-per-lumanita/

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Io desidero fortemente che Israele e la Palestina sopravvivano a quel che verrà e dimostrino nel corso delle prossime generazioni che l’umanità ha tutto quel che occorre per costruire una civiltà diversa, un mondo migliore.
Ci vorranno moltissimi anni, forse più di un secolo, come nel Sudafrica, che è ben lungi dall’aver risolto i suoi problemi. Ma questi popoli vanno assistiti, una volta che le fazioni guerrafondaie e nazionaliste saranno state scacciate dal potere.
Il loro successo è il nostro successo. Queste persone non devono essere morte invano.

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