La trappola partitocratica referendaria spiegata da Persio Flacco

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“Negli USA il presidente è eletto da 375 (se non erro) grandi elettori espressi in misura diversa dagli stati dell’Unione. I candidati presentano ciascuno la propria lista di grandi elettori e chi prende più voti afferma la propria. Il sistema è alquanto macchinoso e in teoria non è nemmeno da escludere che uno o più dei grandi elettori aggiudicati ad un candidato poi non possa votare per l’altro. Cosa che temo avverrà nella prossima elezione.
Il sistema statunitense però ha una particolarità che non piacerebbe di sicuro a Renzi: i partiti sono poco più che comitati elettorali. Non esiste disciplina di partito, non esiste nemmeno un vero capo del partito. Esistono figure influenti come gli speaker, i portavoce, che però non esercitano alcuna disciplina sui congressisti.
In più i deputati vengono eletti a metà del mandato presidenziale e i senatori alla scadenza del loro mandato. Per cui il potere esecutivo (il presidente) non ha modo di assicurarsi una maggioranza in Congresso. Infatti, attualmente il presidente è democratico (Obama) e il Congresso a maggioranza repubblicana e, guarda un po, nessuno si straccia le vesti strillando all’ingovernabilità. Quando ne ha bisogno il presidente democratico deve scendere a compromessi col Congresso repubblicano. Tutto qui.
La riforma di Renzi ha un obiettivo di tutt’altro genere. Nonostante, a norma di Costituzione, una volta ottenuta la fiducia il governo possa esercitare il suo mandato (potere esecutivo) anche nel caso in cui la maggioranza parlamentare (potere legislativo) successivamente si sfaldasse, l’architettura istituzionale piduista, napolitanista, renziana, boschiana, tende a porre esecutivo e legislativo sotto lo stesso potere partitocratico. Si vuole che il capo del partito che controlla l’esecutivo controlli anche il legislativo, sennò non avrebbe TUTTO il potere.
Una riforma da repubblica delle banane, insomma, ottenuta a spese della democrazia.

Le ragioni dello scontro fazioso prevalgono sulla sostanza delle cose. Si dedichi a valutare quest’ultima e si accorgerà che questa pseudo riforma non fa che rafforzare il potere dei partiti sulle istituzioni.
Un potere che è già evidente, col Parlamento esautorato delle sue funzioni legislativa e di controllo sul Governo. Con i parlamentari irregimentati dai capi partito e il capo dell’esecutivo, che è espressione di un partito, che ha avocato a sé l’iniziativa della produzione legislativa.
La trasformazione del Senato non fa che accentrare il potere partitico di selezionare i candidati a livello nazionale, restringendo la scelta dei cittadini elettori. Questa riforma è uno scandalo.

1. Questa riforma costituzionale calerebbe in un contesto che da un punto di vista della conformità al dettato costituzionale è già fortemente viziato.

L’architettura istituzionale delle moderne democrazie liberali si basa sulla divisone dei poteri sovrani: Legislativo, Esecutivo, Giudiziario. Poteri indipendenti l’uno dall’altro, che collaborano e interagiscono secondo modalità codificate, che si bilanciano tra loro in modo che nessuno prevalga sull’altro.

La situazione attuale in Italia è assai diversa da quella prevista dalla Costituzione: negli ultimi 20-30 anni il Governo ha assunto quasi interamente la funzione legislativa. Dalle statistiche ufficiali risulta che dei provvedimenti discussi in Parlamento la stragrande maggioranza sono elaborati e proposti dal Governo, non dal Parlamento.
Grazie alla possibilità di porre la questione di fiducia, possibilità inserita nei regolamenti di Camera e Senato ma non prevista in Costituzione, anzi: esclusa all’art. 94 cost., può esercitare una indebita pressione sui parlamentari con la minaccia di dimettersi e di provocare nuove elezioni. In tal caso, naturalmente, i parlamentari che avessero votato contro la fiducia posta dal Governo dovrebbero mettere in conto di essere esclusi dalle liste elettorali.

2. I parlamentari, che secondo Costituzione dovrebbero essere liberi dal vincolo di mandato, sono in questo modo irregimentati dalla disciplina di partito. A loro volta i partiti, che dovrebbero essere associazioni democratiche che promuovono la partecipazione dei cittadini alla vita politica, sono in certi casi veri e propri centri di potere che decidono delle nomine a tutti i livelli della PA e oltre.
In sintesi, e di fatto, il potere del popolo sovrano rappresentato dal Parlamento, grazie alla cosiddetta “Costituzione materiale” sopra descritta sommariamente, è stato avocato dai partiti.

La riforma costituzionale proposta dal Governo Renzi consoliderebbe questo stato di cose, lo renderebbe più difficilmente attaccabile dalla volontà dei cittadini. Lo scioglimento del CNEL e qualche risparmio sul Senato è un prezzo equo per tutto questo? Io credo di NO.
La vera riforma, che sarebbe oltremodo necessaria a questo Paese, dovrebbe andare in senso esattamente contrario, verso il recupero sostanziale del principio della separazione dei poteri, della indipendenza dei parlamentari e della più ampia rappresentatività del Parlamento, della riduzione del potere dei partiti implementando sia la loro democratizzazione interna sia la composizione delle liste elettorali attraverso vere primarie, alle quali dovrebbero partecipare solo gli elettori iscritti stabilmente alle liste nazionali dei partiti”.

https://disqus.com/by/persioflacco/

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La Padania turca e altre brillanti menzognette filo-golpiste

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  1. “E’ stato un autogolpe”: il governo greco ha arrestato dei golpisti in fuga e restituito ad Ankara l’elicottero usato per la fuga. Per un autogolpe non serve minacciare gli Stati Uniti (quando hai truppe NATO e armi nucleari americane in casa) e riconciliarsi con la Russia;
  2. “Erdogan nel mirino di aerei ribelli che non hanno sparato”: smentito il 20 luglio dagli alti comandi dell’aviazione greca, sulla base dei loro rilevamenti radar
  3. “Erdogan dileguatosi dal suo soggiorno estivo con larghissimo anticipo rispetto all’arrivo dei sicari”: il team incaricato di ucciderlo/farlo prigioniero è arrivato solo con mezz’ora di ritardo. un ritardo che ha cambiato la storia.
  4. “Erdogan in fuga dal paese e respinto dalla Germania”: una diceria messa in giro dai golpisti per scoraggiare i tentativi di resistere.
  5. “La Turchia in balia degli islamisti e in via di khomeinizzazione, prove generali di Eurabia”: è in atto una gigantesca epurazione di una quinta colonna interna allo stato, il gulenismo, descritto dalle testate più rispettabili come un incrocio tra Opus Dei, scientology e la massoneria deviata (Nota Bene: il fondatore, Fethullah Gülen (ecco cosa pensa di lui la facoltà di teologia di Harvard), ha ottenuto la green card USA grazie all’intercessione di Graham Fuller, già dirigente CIA ed è stato nel mirino dei golpisti del 1971 e del 1980 per eversione islamista). Se, com’è possibile e anche probabile (il braccio destro di Fethullah Gülen, Hails Hanci, è arrivato in Turchia con un passaporto falso due giorni prima del tentato golpe) questo movimento, che annovera milioni di seguaci in tutto il mondo anche tra magistrati, docenti, alti ufficiali e giornalisti (tenuti a consegnare il primo stipendio e/o una parte del salario al movimento come gesto di riconoscenza), ha preso parte al golpe militare, allora non è sorprendente che chi ha rischiato di essere ucciso dai golpisti sia in preda alla paranoia e al desiderio di vendetta. Già nel 2013 i gulenisti avevano organizzato una tangentopoli turca per far fuori legalmente gli erdoganiani. È una faida tra gruppi di interesse. Non esistono buoni e cattivi.
  6. non è stata espressa alcuna intenzione di imporre il velo.
  7. chi tifa per i carri armati contro lo stato di diritto e l’aviazione che bombarda il Parlamento, perché teme l’islamizzazione della Turchia prepara involontariamente il terreno a possibili colpi di stato in Europa (es. Grecia o un’Italia governata dal Movimento 5 Stelle).
  8. L’esercito turco non è garante della democrazia e della laicità, ma della stabilità. In questo caso ha spalleggiato Erdogan. In un caso precedente ha emanato una nuova costituzione autoritaria. I militari, per loro natura, sono raramente democratici, ma sono spesso patrioti.
  9. PADANISMO ARIANISTA (300) – i terùn turchi hanno conquistato il potere! Ankara ladrona! Neoellenisti costieri vs. neopersiani dell’entroterra: “Oggi alle leve del comando sono gli anatolici, i cosiddetti “turchi neri” delle provincie più interne e lontane; mentre i “turchi bianchi” della costa, circassi, occhi azzurri, biondi come lo era Ataturk, stanno confinati ai margini dopo aver comandato per tutto il secolo scorso” (Marco Ansaldo, la Repubblica, 20 luglio 2016).
  10. Lo stato di emergenza e la sospensione della convenzione europea sui diritti dell’uomo (prevista dalla stessa convenzione) sono state misure adottate anche in Francia contro il terrorismo. I francesi sostengono che la sospensione è selettiva (per deroghe), ma non si sono visti carri armati lungo la Senna; l’Eliseo e l’Assemblea Nazionale non sono stati bombardati; Hollande non è sfuggito per il rotto della cuffia a un tentativo di ucciderlo.Cn_6jXHXEAA_0bfCnzbAALWcAAv-4k

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Gli olandesi, l’Ucraina e i referendum inutili

I punti controversi del referendum sulla riforma costituzionale

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Il ddl Renzi-Boschi:
– nega l’elettività diretta del Senato, ancorché gli venga contraddittoriamente ribadita la spettanza della funzione legislativa e di revisione costituzionale;
– privilegia la governabilità sulla rappresentatività;
– elimina i contro-poteri esterni alla Camera senza compensarli con contropoteri interni;
– riduce il potere d’iniziativa legislativa del Parlamento a vantaggio di quella del Governo;
– prevede almeno sette/otto tipi diversi di votazione delle leggi ordinarie con conseguenze pregiudizievoli per la funzionalità delle Camere;
– sottodimensiona la composizione del Senato (100 contro 630) rendendo irrilevante il voto dei senatori nelle riunioni del Parlamento in seduta comune relative alla elezione del Presidente della Repubblica e dei componenti del CSM (mentre per quanto riguarda i giudici della Corte costituzionale ne attribuisce irrazionalmente tre ai 630 deputati e addirittura due ai 100 senatori);
– pregiudica il corretto adempimento sia delle funzioni dei senatori, divenute part-time, sia quelle ad esse connesse, dei consiglieri regionali e dei sindaci;
– prevede degli inutili senatori pro-tempore di nomina presidenziale, ancorché il Senato non svolga più quelle alte funzioni che giustificavano la presenza di senatori a vita eletti dal Capo dello Stato.
– Inoltre ciò che preoccupa di più è il combinato disposto della riforma costituzionale e dell’Italicum (che è il bis del Porcellum), in conseguenza del quale il Premier-segretario conseguirebbe uno smisurato accumulo di poteri.

http://temi.repubblica.it/micromega-online/pace-%E2%80%9Crenzi-vuole-un-principato-ecco-le-ragioni-del-no%E2%80%9D/

Selfie-governance nella Terza Repubblica

 

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 

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Il neoliberismo è un’evoluzione del liberismo.

Invece di limitarsi a tenere a bada lo Stato o a farlo tornare sui suoi passi, il suo obiettivo è quello di impadronirsi non solo dello Stato ma anche dello Stato Profondo

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=17751

Per questo un leader neoliberista (che non si proclami orgogliosamente tale) è in grado di sedurre sia i liberali (per il suo libertarismo), sia i socialisti (per il suo statalismo). L’illusione dura finché gli uni non si rendono conto che è autoritario e centralista e gli altri che è al servizio di interessi privati.

Il volto neoliberista non è sempre facile da scorgere dietro la maschera che di volta in volta sceglie di indossare, a seconda della fase storica e delle attese della massa.

Prendiamo un esempio a caso…

“«Un soprintendente è tenuto a compiere sopralluoghi, controllare perizie, dirigere i lavori, pubblicare studi, redigere piani paesistici, ma soprattutto resistere ai privati che vorrebbero distruggere tutto per rifarlo in vetrocemento, quasi sempre con l’assenso e l’appoggio delle autorità». «Resistere ai privati»: chi lo sostiene oggi è segnato a dito come talebano, statalista, comunista. A scriverlo, invece, era il liberalissimo Indro Montanelli, in un memorabile articolo comparso sul «Corriere della sera» il 12 marzo 1966. Oggi, invece, un giornale come «Repubblica» scrive che «troppo spesso le soprintendenze diventano fattori di conservazione e di protezionismo in senso stretto cioè di freno e ostacolo allo sviluppo, alla crescita del turismo, e dell’economia», sul «Corriere» si invoca un giorno sì e l’altro pure l’intervento salvifico di quegli stessi privati, Matteo Renzi ripete a macchinetta che «Sovrintendente è una delle parole più brutte di tutto il vocabolario della burocrazia. Stritola entusiasmo e fantasia fin dalla terza sillaba». L’entusiasmo e la fantasia di chi – tra il 1966 e oggi – ha sepolto questo Paese sotto una colata di cemento”.

http://www.minimaetmoralia.it/wp/patrimonio-culturale-montanelli/

“Condivide il rischio di “svolta autoritaria” evidenziato nel manifesto di Libertà e giustizia?
Per quanto riguarda il problema democratico, giustamente sollevato da altri professori, segnalo solo le criticità principali:

1) La modifica della Costituzione sarà approvata da un parlamento bicamerale dotato di minore legittimazione democratica complessiva della sola Camera dei deputati che approva le leggi ordinarie (purché riceva una legge elettorale più democratica).
2) I ventun senatori nominati dal Presidente non rappresentano le autonomie territoriali, ma rischiano di rieleggere il Presidente che a sua volta potrebbe rinominarli, un meccanismo di cooptazione lontanissimo dal principio di democrazia.

3) I senatori non risponderanno delle loro scelte senatoriali nei consigli regionali e locali, piuttosto nelle sedi dei partiti politici e dell’ANCI”.

Jörg Luther, giurista e costituzionalista all’Università del Piemonte Orientale

http://www.formiche.net/2014/04/05/senato-renzi-bundesrat-confronto-prof-luther/

“Quella corporazione oggi largamente rappattumata sotto le sue bandiere; riaccreditata grazie a giochi verbali dal sapore vagamente terroristico, promossi dal nuovo conformismo che ci traghetta verso la Terza Repubblica: l’addebito di “conservatore” appioppato a chi dubita che il cambiamento per il cambiamento sia riformismo; l’accusa di “gufare” come una scudisciata a quanti obiettano che gli effetti d’annuncio presuppongono piani articolati (che non si vedono) e adeguate coperture finanziarie (idem come sopra). Obiezioni a cui la claque replica allo stesso modo di Iva Zanicchi quando difendeva Berlusconi “a prescindere”: lasciatelo provare! Come se fossimo al tirassegno del Luna Park e non in politica, dove è regola esibire garanzie e rendicontare preventivamene.

Comunque, basta e avanza per capire senza preconcetti il senso del new deal renziano analizzare dove vada a parare il suo progetto di riforma elettorale: un duopolio di potere, con i vertici che si eleggono i propri fidati. Mentre resta escluso dal gioco il partito più consistente: gli italiani che hanno deciso di non andare più a votare”.

Pierfranco Pellizzetti

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/04/07/pierfranco-pellizzetti-viperette-renziane-mordono-professoroni/

“…è già accaduto in passato che la contrapposizione del Corriere della Sera a tutto ciò che la sinistra rappresentava in questo Paese, ha portato il maggiore quotidiano italiano a ritenere i socialisti più pericolosi e minacciosi dei fascisti.

Ovviamente il 2014 non è il 1922, ma la crisi profondissima che sta attraversando la nostra democrazia e le risposte sbagliate che ad essa si vorrebbero dare, non lasciano presagire nulla di buono.

Proprio per questo è bene che ci siano appelli contro i pericoli autoritari come quello lanciato da autorevolissimi intellettuali italiani, contro il tentativo di cambiare in peggio le nostre istituzioni.

Oggi più che mai, l’imperatore, se vuole essere saggio, ha bisogno di usignoli che cantino liberamente la loro canzone. Non ha bisogno di usignoli meccanici che cantino a comando”.

Antonello Falomi

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/04/07/antonello-falomi-gli-usignoli-meccanici-dell%E2%80%99imperatore/

“…abbiamo un Parlamento di nominati con un tasso di disrappresentatività spaventoso (oltre il 40%, caso unico mondiale), che è stato eletto con un sistema dichiarato in buona parte incostituzionale che, anziché sciogliersi, pretende di riformare la Costituzione ed a tempo di rock, sotto la regia di un semi-ottuagenario in stato confusionale e di un frenetico giovanotto in preda al ballo di San Vito: è meglio di una commedia surrealista! Pura comicità demenziale”.

http://www.aldogiannuli.it/2014/04/berlusconi-ondivago-renzi-frenetico/

“Un gruppo di senatori del Pd sostiene che, in commissione affari costituzionali al Senato, si possa e debba presentare una bozza di riforma alternativa a quella del governo.

E’ d’altra parte il normale ruolo di una commissione parlamentare: raccogliere le varie proposte, mediare, fare sintesi e infine portare un testo in aula. Se il testo da portare fosse quello della proposta governativa, blindato, non ci sarebbe bisogno della commissione e soprattutto ci sarebbe un’ingerenza dell’esecutivo sul legislativo.

Ma il capogruppo Pd al Senato (Zanda) richiama all’ordine i dissidenti, dicendo loro che la proposta del Pd è quella del governo.

Non entro nel merito. Dico solo che quando Grillo invocava il vincolo di mandato per i suoi senatori, ci furono molte levate di scudi anche dal Pd in nome della Costituzione che esenta i parlamentari dal vincolo di mandato.

Ora pare che siamo al vincolo di mandato a fasi alterne”.

Andrea Iannuzzi, facebook

“Si tratta di partire dalle nostre esperienze autonomistiche per convincere il governo che dopo il federalismo di matrice leghista non si può tornare allo statalismo. E nella Costituzione dev’essere scritto che è possibile per i territori di montagna avere forme speciali di autogoverno, contro l’omologazione a un modello metropolitano. Perché quello che succederà è che il governo del territorio delle vecchie Province lo faranno le classi dirigenti delle metropoli. Che senso ha un Senato delle Regioni se alle Regioni si tolgono i poteri? Noi dobbiamo essere capofila di una grande battaglia in cui sia chiara la tutela della nostra autonomia”

Lorenzo Dellai, presidente della Provincia Autonoma di Trento dal 1999 al 2012

http://ricerca.gelocal.it/trentinocorrierealpi/archivio/trentinocorrierealpi/2014/04/07/NZ_14_04.html

I criteri guida di questo millennio dovrebbe essere ben altri; anti-paternalisti e incentrati sul concetto di cittadino-sovrano (una vera e propria rivoluzione antropologica e politica che deve guidare le nostre azioni in questi anni):

– non lasciare che chi ti governa tenga in mano tutto le carte;

– cerca di sviluppare le capacità e il cuore (la coscienza) per essere padrone del tuo destino, capitano della tua anima, sindaco/presidente di te stesso, un cittadino sovrano che stringe rapporti di cordiale cooperazione con altri cittadini sovrani, in nome del bene comune;

– diventa il cambiamento che vuoi vedere nel mondo partecipando attivamente al mutamento come si sviluppa nel mondo, senza attendere una figura paterna, veterotestamentaria, che ti dica cosa sia nel tuo interesse (Gesù il Cristo non ha mai controllato, manipolato, ricattato, comprato, comandato);

– partecipa alla creazione di comunità di cittadini sovrani che formino una rete planetaria e scoprano che l’armonia è possibile anche in comunità più grandi, se c’è il rispetto della diversità e se l’altruismo vince sull’egoismo;

– partecipa alla costruzione di un villaggio globale in cui il naturale desiderio di unirsi per prosperare non sia dirottato verso forme di integralismo religioso, politico ed economico che conquistano con la forza e con il ricatto, invece di persuadere con il buon esempio.

http://www.futurables.com/2014/04/06/maroni-lombardia-kompatscher-sudtirolo-rossi-trentino-e-il-risorgimento-2-0/

E l’uomo in tutto questo? Web Caffè Bookique, mercoledì 22

A cura di Stefano Fait

Paradiso Riconquistato [blog per architetti di mondi nuovi – poliglotta]

Web Caffè Bookique [Facebook]

b79094c8-9474-48f0-99b0-59fe1bb91abf-460x276aquila05438Povere aquile…

Perché gli Stati Uniti sono diventati uno stato di polizia e di sorveglianza totale degno della DDR? Perché il potere esecutivo, quello legislativo e quello giudiziario degli Stati Uniti hanno chiuso gli occhi o addirittura approvato un ripudio così palese di tutte le garanzie costituzionali? Perché i rappresentanti eletti difendono lo spionaggio contro la cittadinanza? Che tipo di futuro può derivare da uno stato di polizia? Che tipo di mire possono albergare nelle menti di chi ha autorizzato la costruzione di una megastruttura di sorveglianza planetaria in un periodo di drastici tagli ai programmi sociali? Fino a quando questo apparato nordamericano opererà senza ricorrere ai suoi armamenti ai danni dei suoi stessi “alleati”/sudditi?

C’è solo un motivo per cui un governo spia tutti i propri cittadini: produrre dei profili delle loro personalità e attività e, in base a questi, identificare i cosiddetti “nemici pubblici”, in pratica chiunque non sia d’accordo con chi detiene il potere. E quando arriverà il momento, quei profili saranno impiegati per rastrellare e imprigionare in campi di internamento/detenzione i difensori della libertà e della democrazia (bollati come “terroristi”), come in una qualunque dittatura.
Perché questo è il governo degli Stati Uniti, marionette al servizio di una cricca di tiranni che temono di essere scoperti e processati e/o linciati.
Non ci credete? Aspettate e vedrete.

Tra 1,5 e 2 milioni di cittadini statunitensi erano occupati nell’estate del 2007, allo scoppio della crisi. Si stima che gli Stati Uniti dovrebbero generare 28 milioni di posti di lavoro a tempo pieno. È evidente che nulla di tutto questo è realmente possibile. Tanto più che molti analisti finanziari prevedono che l’ennesima bolla speculativa che ha sostenuto la “ripresa” dell’economia statunitense dovrebbe esplodere entro 18 mesi

http://www.forbes.com/sites/jessecolombo/2013/10/08/why-stocks-are-undoubtedly-experiencing-a-massive-bubble/

http://www.ibtimes.com/nobel-laureate-robert-shiller-warns-bubble-us-equity-markets-brazil-property-sector-1490622

http://www.bloomberg.com/video/equities-are-a-grossly-overvalued-bubble-stockman-SeWtsnohS9WfxeMD5Ug_8A.html

http://www.zerohedge.com/news/2013-11-24/why-fed-cant-see-bubble-equity-valuations

http://www.cnbc.com/id/101227439

http://www.businessinsider.com/bob-doll-the-3-signs-of-market-bubbles-2014-1

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La casta dominante statunitense se ne andrà senza colpo ferire come il regime sovietico dopo la caduta del Muro di Berlino?
Improbabile. Le loro azioni rivelano le loro reali intenzioni.

Al di là delle formule di rito, utili solo ad ammansire l’opinione pubblica nazionale ed internazionale, Obama e i direttori delle agenzie di spionaggio interno hanno fatto capire che non hanno la minima intenzione di moderare le loro attività. Semmai intensificheranno l’invasione della privacy dei cittadini americani ed europei.

http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/jan/17/obama-nsa-reforms-bulk-surveillance-remains?INTCMP=ILCNETTXT3487

Chiunque creda ancora ad una singola promessa di Obama, dopo 5 anni di tradimenti, è incurabilmente pirla

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/02/07/se-obama-ti-uccide-sicuramente-te-lo-meritavi/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/14/amerikarma-obamamania/

Chiunque creda ancora che le politiche autoritarie e crudeli approvate da governi e parlamenti occidentali sono solo il risultato di incompetenza e ignoranza è francamente troppo grullo per il bene suo, della sua famiglia e dei suoi dipendenti.

Innumerevoli utili idioti continueranno a celebrare ogni nuovo sviluppo tecnologico di controllo sulla base del fatto che se sventerà qualche furto o aggressione. Queste personalità autoritarie prive di senno e di comprendonio meritano lo stesso biasimo di chi sta implementando lo stato di polizia. Almeno questi ultimi fanno i propri interessi, egoisticamente ma intelligentemente. Gli ovini in forma umana sono solo ultras incuranti dei diritti dei loro concittadini e incapaci di capire che saranno complici di enormi atrocità nel prossimo futuro.

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/27/presidenti-americani-schiettamente-complottisti/

Disoccupati, disabili, pensionati sono tutti nel mirino della prossima soluzione finale al problema della “zavorra sociale” americana.

Altrimenti non si spiegano gli immensi sforzi dedicati all’instaurazione di un vero e proprio stato di polizia orwelliano

http://fanuessays.blogspot.it/2012/01/ndaa-torneranno-i-campi-di.html

46 milioni di americani sopravvivono unicamente grazie al programma Food Stamp, che subisce continui tagli. Cosa accadrà a quelle persone? Diversi milioni di disoccupati cronici ormai esclusi dal mondo del lavoro hanno di fatto perso i loro diritti sociali.

Quanti riusciranno ad uscire vivi dalla prossima irruzione del “Vortice Polare“?

Obama sta sottraendo centinaia di miliardi di dollari alle prestazioni di sicurezza sociale e alla copertura sanitaria.

Come detto, sarà la Soluzione Finale per decine di migliaia di cittadini, condannati alla miseria e all’abbandono.

Non sarà il riscaldamento globale a minacciare l’America, ma il ribollio sociale. L’NSA ha già instaurato un sistema di sorveglianza capillare anti-terrorismo che ha l’unico scopo di decapitare la rivolta sul nascere. I leader della ribellione saranno immediatamente identificati, designati “terroristi domestici” e avviati ai campi di detenzione, in osservanza delle norme statutarie autorizzate dal NDAA del 2011, controfirmato da San Obama Nobel per la Pace, noto con il nome in codice di “il Rinnegato”

http://www.nomix.it/news-109-obama-e-renegade-ecco-i-nomi-in-codice.php

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1974 – 2014: Quarant’anni dell’Avatar. Dal PC all’uomo display.

Web Caffè Bookique di mercoledì 22 gennaio 2014: parleremo di nuove tecnologie e di come queste abbiano invaso le nostre vite.
Intervento e videoproiezioni: Bruno Sanguanini – Sociologo, Media guru, Blogger. http://www.sanguanini.it/
Letture sceniche: Lino Tommasini – Rudi Patauner

CasaPound, Alba Dorata, Breivik – Combattiamo le idee, non le persone

 a cura di Stefano Fait

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Casa Pound arriva a Trento, forte dei suoi 50mila voti scarsi

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alcune reazioni

Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale…I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi...I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.

Costituzione della Repubblica italiana (articoli 16, 17, 18)

“Uccidere i fascisti non è un reato” stava scritto sulla mia scuola, anni fa. Ho sempre odiato quello slogan. E detesto i fascisti.

Paolo Ghezzi

Un mondo fondato sulle quattro libertà umane: la libertà di parola e di espressione, la libertà per ogni persona di pregare Dio nel modo che preferisce, il diritto di vivere al riparo dall’indigenza e il diritto di vivere al riparo dalla paura.

Franklin D. Roosevelt, 6 gennaio 1941

In realtà, la libertà è aristocratica, non democratica. Dobbiamo riconoscere, sconfortati, che la libertà è cara solo a chi pensa creativamente. Non è necessaria per chi non dà valore al pensiero. Nelle cosiddette democrazie, che si fondano sul principio della sovranità popolare, una proporzione considerevole della cittadinanza non possiede ancora la consapevolezza di essere libera, di recare con sé la dignità della libertà

Nikolaj Aleksandrovič Berdjaev, “Regno dello Spirito e Regno di Cesare”, 1951

La libertà di espressione si afferma e si difende anche con l’ascolto di chi non la pensa come noi e magari utilizza metodi che non condividiamo. Questo non significa accettare acriticamente tutto ma penso sia necessario portare eventualmente chi professa idee contrarie alle nostre sul terreno del confronto, anche aspro ma sempre entro i limiti della tolleranza. La cultura della pace si coltiva anche in questo modo, smascherando quella che si definisce la banalità del male.

Roberto Maestri

CasaPound non è Alba Dorata. Ezra Pound non è Breivik.

Si definiscono “fascisti del terzo millennio”. Fascisti anti-xenofobi (“Nel Dna di Casapound non è contemplata la xenofobia” – homepage, 2011) e favorevoli al riconoscimento delle unioni di fatto tra cittadini dello stesso sesso. Come tutti i rosso-bruni, ammirano Mussolini (specialmente quello “sociale” di Salò, burattino nelle mani di Hitler e volonteroso complice dell’Olocausto) e, non sporadicamente, Hitler stesso, ma anche Che Guevara e Pier Paolo Pasolini.

Pound, poeta esoterista antisemita rosacrociano, l’uomo che, dopo la morte di Hitler, definì quest’ultimo “una Giovanna d’Arco, un santo. Un martire. Come molti martiri, porta con sé visioni estreme”, era anche ammiratore di Lenin e Stalin (così tipico di tutte le personalità autoritarie: rosso o nero, basta che sia granitico-fallico).

Per tre anni dimorò a Tirolo, capitale del Tirolo storico, dove gli è stato dedicato un centro studi.
Nei “Canti Pisani” interloquisce con Marinetti:

“Vai! Vai! Da Macalè sul lembo estremo del gobi, bianco nella sabbia, un teschio CANTA e non par stanco, ma canta, canta: -Alamein! Alamein! Noi torneremo! NOI TORNEREMO!-” “Lo credo”, diss’io, e mi pare che di codesta risposta ebbe pace” (72).

E fa una dedica ai volontari della Repubblica di Salò:

“Gloria della patria!…Nel settentrion rinasce la patria, / Ma che ragazza! / che ragazze, / che ragazzi, / portan’ il nero!” (73)

C‘è poco da aggiungere: “fascisti del terzo millennio”.

Eppure Ezra Pound godette della stima di Dag Hammarskjöld, segretario generale della Nazioni Unite, una delle figure che più ammiro in assoluto.

Ora arrivano a Trento: “Città blindata e alta tensione per l’inaugurazione di Casa Pound a Trento, oggi. In occasione dello sbarco in città del movimento neofascista, le associazioni di sinistra hanno organizzato una serie di manifestazioni di protesta. La festa per l’apertura di casa Pound è prevista per le 13, ma fin dalla mattina ci saranno manifestazioni di protesta. Alle 10, in piazza Pasi, il neonato Coordinamento unitario antifascista del Trentino ha organizzato un sit-in democratico in piazza Pasi. Ma il clou delle manifestazioni di protesta sarà alle 14 in piazza Dante dove il Centro Sociale Bruno ha promosso un’assemblea antifascista dal titolo più che eloquente: «No nazi in my town». Sono attese almeno 700 persone anche da fuori città”.

http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2013/11/09/news/casa-pound-oggi-la-citta-sara-blindata-1.8077255

Che si fa?

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L’ESTREMA DESTRA IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI

Gli eccidi perpetrati negli Stati Uniti e nel Nord Europa da giovani neonazisti super-armati, da integralisti islamici, da neocrociati norvegesi islamofobi, hanno prodotto un sottofondo di costante tensione che autorizza implicitamente i governi a restringere le libertà civili di tutti i cittadini in nome della sicurezza. Nel corso del suo processo, Breivik in persona ha dichiarato che il suo obiettivo, nel breve e medio periodo, era quello di provocare una caccia alle streghe contro gli estremisti cristiano-nazionalisti come lui, perché solo così si sarebbe prodotta quella polarizzazione che innesca processi di radicalizzazione, “man mano che sempre più persone perdono fiducia e fede nella democrazia”. I nuovi radicali sarebbero poi stati reclutati [ma da chi?] per proteggere i popoli europei autoctoni e le loro culture dalla minaccia islamica, con l’uso della forza.

Una vera e propria strategia della tensione finalizzata alla sistematica destabilizzazione dello stato diritto, quasi certamente condivisa da altri attivisti con i quali si teneva in contatto, e che è sostanzialmente identica a quella descritta da Osama Bin Laden nei suoi farneticanti videomessaggi.

Possiamo escludere che quest’odio verso lo stato non si tradurrà, prima o poi, in azioni apertamente eversive, di stampo brigatista?

Negli anni bui del dopoguerra, le forze a difesa della democrazia e dello stato di diritto hanno trionfato, in Italia e in Germania. Lo si è fatto allora, lo si può rifare.

La Norvegia ci ha indicato la strada giusta, quella della dignità (verdighet). Le autorità e la popolazione norvegese si sono comportate con dignità, decoro, civiltà, umanità. Il rispetto che hanno dimostrato per l’imputato che si è comportato come un mostro, ma resta pur sempre un essere umano, onora la Norvegia e la democrazia. È certamente vero che gli è stata data la possibilità di avere un’audience mondiale a cui rivolgersi per comunicare il suo pensiero, ma è un prezzo che è stato ampiamente ripagato dall’effetto di questa sua performance. Molti dei sopravvissuti, dopo averlo visto al processo, si sono sentiti sollevati nel vedere un piccolo uomo con una vocina sottile. Tutt’altra cosa rispetto al carnefice di Utoya. Il mostro è stato esorcizzato, ed è tornato a essere un ometto viziato con la vocetta immatura.

Oggi oltre 40mila persone si sono trovate nel centro di Oslo per cantare insieme “Bambini dell’arcobaleno” (“Barn av regnbuen”), un adattamento in norvegese della canzone “Rainbow Race” di Pete Seeger del 1973. Lo hanno fatto come atto dimostrativo contro Anders Behring Breivik, l’autore degli attentati a Oslo e della strage di Utøya del luglio dello scorso anno, che nel corso del proprio processo ha detto di odiare la canzone di Seeger. Secondo Breivik la canzone ha contenuti chiaramente di stampo marxista e verrebbe utilizzata per fare il lavaggio del cervello ai bambini… Il testo della versione norvegese parla di un cielo pieno di stelle, del mare azzurro e di terre piene di fiori, dove vivono i bambini dell’arcobaleno. È una canzone di speranza, che invita a cercare il bene e a convivere in pace insieme, evitando la violenza”.

http://www.ilpost.it/2012/04/26/la-canzone-odiata-da-anders-breivik/

I norvegesi hanno ascoltato Breivik e gli hanno chiesto di ascoltare. Hanno sorpreso il mondo. Alcuni sono rimasti sbigottiti e negativamente impressionati. In realtà non è che non ci sia rabbia e desiderio di vendetta, in Norvegia, è che la cultura locale è una sorta di viatico a quell’ideale di disciplinamento delle emozioni che può essere riscontrato anche in Giappone e che avrebbe piacevolmente sorpreso Spock, o gli stoici, o i buddhisti, o i taoisti.

Questa umiltà, semplicità, padronanza di sé, rispetto per la dignità delle persone e per la diversità (“infinita diversità in infinite combinazioni”, direbbe Spock), ragionevolezza, sollecitudine, pacatamente ma senza fatalismo, l’espressione del dolore che non diventa esibizione, può sembrare quasi disumana, inquietante. È probabile che in diversi casi lo sia, o quantomeno sia una maschera per l’ipocrisia, il cinismo e un malcelato impulso autoritario (es. film “Festen” e tirannia umanitaria).

Ma, in questo caso, i norvegesi, con il loro atteggiamento, hanno comunicato a Breivik e a quelli come lui che i loro valori sono agli antipodi dei suoi e sono prevalenti, vale a dire che la sua crociata era persa in partenza. Si aspettava di essere ucciso dalle forze dell’ordine, oppure torturato. Non è successo nulla di tutto questo. Il principio guida è stato: non ci farà diventare come lui, altrimenti avrà vinto.

Re Haakon VII, che ha regnato tra il 1905 e il 1957, dichiarava di essere anche “il re dei comunisti”. Re Harald V ha annunciato alla popolazione che è anche “il re dei musulmani, sikh, ebrei e indù norvegesi”.

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LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Art. 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana

Viviamo in un mondo spaventato dalla libertà. Il politicamente corretto soffoca preventivamente il pensiero critico, chiamando in causa il dovere di rispettare le sensibilità altrui (!!!). Certe idee non solo non possono essere espresse, ma non devono essere neppure concepite. Si cerca di proibire per legge persino a degli accademici di fare storiografia. Certe figure istituzionali sono poste automaticamente al di là del diritto di critica. I media impediscono a certi comici o a certi intellettuali di venire a contatto con lettori e spettatori. Intanto le comunicazioni dei nostri politici sono registrate sistematicamente per poterli ricattare o manipolare.

Chi è veramente libero di dire ciò che pensa all’alba del terzo millennio?

Com’è possibile che la popolazione occidentale abbia accettato passivamente tutto questo?

Non si dovrebbe avere paura di questa libertà, che include anche la libertà di non rispettare le idee altrui (pur rispettando l’interlocutore), di canzonare e di rappresentare un inconveniente per le opinioni altrui.

Un principio cardine della costituzione come la libertà d’espressione non può essere fatto valere in certi casi ed ignorato in altri, anche perché una parola è una parola e non serve dare alle parole più peso di quel che meritano. Non siamo automi che rispondono meccanicamente a sollecitazioni verbali e le nostre personali credenze non sono tutelate da alcun diritto inviolabile a non essere messe in discussione, con tutto il tatto ed il senso di responsabilità necessari. Sono le parole o gli atti che distruggono le persone e le cose? Un effetto indiretto è moralmente equivalente a un effetto diretto? Le parole esercitano un’influenza sulle persone solo se queste decidono che così dev’essere, perché attribuiscono credibilità ed autorevolezza a chi le pronuncia e perché vogliono o temono che il messaggio sia vero. Le parole hanno potere solo se chi le ascolta o legge glielo conferisce. Altrimenti sono solo vibrazioni nell’aria. Dunque attribuire uno speciale potere alle parole è una semplice credenza che ciascuno può respingere coscientemente. Se certe parole ci irritano la responsabilità è nostra, perché lasciamo che ciò avvenga. Possiamo forse plasmare il prossimo in modo da costringerlo ad essere più sensibile? Sarebbe giusto? È sbagliato cercare di controllare gli altri, è una forma di manipolazione tanto deprecabile quanto l’uso di parole al fine di ferire la sensibilità altrui. E siccome non è giusto controllare gli altri, non è nemmeno giusto censurare gli altri.

Senza la libertà di dire qualcosa di sconveniente non c’è libertà. Se le mie azioni sono giudicate in base alla sconvenienza, potrò fare solo quello che gli altri mi consentono graziosamente di fare e, poiché moltissimi sono suscettibili e permalosi, ciò decreterebbe la morte della libertà

Le società democratiche sono conflittuali perché sono formate da esseri umani con punti di vista anche molto diversi riguardo alla realtà, ciascuno convinto che il suo sia più fedele al vero. Nessuno di noi è consapevole dell’intera estensione delle sue credenze e convinzioni e ancor meno di quanto unica e peculiare sia la sua percezione della realtà. 

La libertà di espressione consente a superstizioni, preconcetti e pregiudizi di essere vagliati, separati e respinti dal maggior numero possibile di persone, che potranno invece avvalersi delle idee originali e promettenti. È quindi nel nostro stesso interesse rispettare la libertà del nostro prossimo di dire la sua, anche quando ci infastidisce, ci sciocca, c’indigna, ci oltraggia, ci disgusta, ci ferisce. Solo difendendo la libertà altrui posso continuare a difendere la mia, anche se questa libertà sarà da loro impiegata per ridursi in un angolo, per scegliere di condurre una vita convenzionale, di rinunciare a esercitare i propri diritti, di consegnarsi a rapporti vincolanti, affiliazioni soffocanti, appartenenze totalizzanti.

Se la ricerca della verità e dell’autenticità li conduce in quei paraggi, allora hanno la prerogativa di comportarsi di conseguenza senza che una tutela paternalistica li inibisca, senza trattarli come degli infanti plagiabili, plasmabili, eternamente sprovveduti, inculcando in loro il sospetto di esserlo veramente anche quando si tratta di una mera divergenza d’opinioni. Soprattutto, nessuno osi censurare il prossimo per il mero fatto di essersi permesso di esprimere un punto di vista differente. 

La casa comune dell’umanità che verrà, nel Mondo Nuovo dovrà essere tollerante. Se noi stessi decretiamo che un diritto universale non è più universale, ma vale solo quando pare a noi, la nostra credibilità ed autorevolezza saranno compromesse, la forza di quel principio sarà compromessa, la possibilità di tutelare le persone vulnerabili in nome di quello stesso principio sarà compromessa.

Se la nostra casa comune avrà timore di idee diverse, allora non avrà un futuro. Un soffio e il castello di carte cadrà: “Far apparire come necessario ciò che è assurdo – che si debba difendere il “mondo libero” rendendolo meno libero, salvare la civiltà occidentale minacciando i principi della sua identità –, e dall’altro cerca di rendere credibile ciò che è incredibile, ovvero che si possa diffondere nel mondo la libertà con l’occupazione militare, instaurare la democrazia con la coazione, istituire l’autonomia con l’eteronomia” (Bovero, 2004, p. X).

La libertà che conta è quella da forze e circostanze che trasformano l’uomo in una cosa e la sua vita interiore in un processo meccanico, automatico, prevedibile, inerziale, come la materia stessa. Se la libertà è come un volo, allora più si mozzano le ali per circoscriverla, più basso ed incerto sarà il volo stesso, a discapito dell’intera comunità. Non si può essere sicuri, nel volo, la libertà non è rassicurante, non dà garanzie, ma è l’unico modo che ci è dato di essere autentici (di non limitarci ad essere ciò che gli altri hanno stabilito per noi) e di diventare più vivi (gioia di vivere) e consapevoli, come il prigioniero rilasciato nella parabola della caverna di Platone. A quel punto la sicurezza che si acquista sarà più stabile, più affidabile, ma mai completa.

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CASA POUND A TRENTO

Trento può fungere da modello? Può incarnare il cambiamento che vuole vedere nel mondo? Può vedere una sfida laddove altri vedono unicamente una minaccia? Può odiare il fascismo ma vedere nei membri di CasaPound prima di tutto degli esseri umani con dei diritti fondamentali, poi dei cittadini con dei diritti civili, poi degli avversari da sfidare sul terreno delle idee e dei valori e infine dei fascisti?

Non vorrei che la formula della “banalità del male” diventasse una scusa per trovare demoni anche dove non ce ne sono e inscenare crociate, cacce alle streghe, “sante” inquisizioni, che servono solamente a estremizzare chi le subisce e chi le compie.

L’importante è che il Trentino divenga un territorio esente da fascismo per scelta, perché si dimostra un terreno infecondo per il fascismo, perché la sensibilità della popolazione l’ha immunizzata. Non per bullismo. Il bullismo lasciamolo ai fascisti.

È peraltro giusto e necessario che una comunità si mobiliti pacificamente e costruttivamente per testimoniare il suo pensiero, come hanno fatto meravigliosamente bene i norvegesi con Breivik, cantando la canzone che lui più odiava.

E poi rimane sempre la satira – la satira intelligente, che fa pensare, non quella pecoreccia, che spegne il senso critico –, che funziona eccellentemente quando dall’altra parte non c’è volontà di dialogo (e questo non va imposto).

Il Trentino dalla monarchia alla repubblica

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I palazzi dei re sono stati eretti sulle rovine delle dimore del paradiso terrestre

Thomas Paine, “Senso comune”

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I decreti del destino guidano chi è consenziente, e trascinano chi non lo è.

Seneca

C’è una cosa più forte di tutti gli eserciti del mondo, e questa è un’idea il cui momento è ormai giunto.

Victor Hugo

Dov’è la Vita che abbiamo perduto vivendo?

Dov’è la saggezza che abbiamo perduto sapendo?

Dov’è la sapienza che abbiamo perduto informandoci?

T.S. Eliot, La Rocca

L’insicurezza che certamente appartiene al nostro tempo va secondo me interpretata in senso positivo, come un segno di speranza: essa infatti ci rende più modesti, più aperti, più disponibili nei confronti degli altri, meno esposti ai rischi di un appiattimento o imbolsimento spirituale (intellettuale). Chi trova il coraggio di costruire la propria esistenza nel mare mosso dell’incerto riuscirà più facilmente a trovare il proprio spazio nel presente di chi invece tenta di gettare l’ancora verso i lidi di epoche passate.

Alexander Langer

Il passato è degno di rispetto e riconoscimento, non di venerazione. È nel futuro che troveremo la nostra grandezza.

Pierre Trudeau

I dogmi di un passato tranquillo sono inadeguati al presente tempestoso. La situazione è irta di difficoltà, e noi dobbiamo essere all’altezza della situazione. Poiché il nostro caso è nuovo, dobbiamo pensare in modo nuovo e agire in modo nuovo. Dobbiamo emanciparci.

Abraham Lincoln

Questo è il tempo che ci è dato, abbiamo la responsabilità di dare risposte alle esigenze di questo tempo.

Aldo Moro

Mario Raffaelli sulle primarie del centrosinistra in Trentino e su Ugo Rossi, che le ha vinte

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https://twitter.com/stefanofait

Ecco la riprova di un Pd che, soprattutto nelle città, dove il voto è meno “tifoso”, paga la sua non-credibilità nazionale, di partito ormai sempre più moderato e meno socialista nei valori. Peccato, altra occasione sprecata!

Vladimiro Forlese, commento a un articolo del Trentino

Hanno votato più di 23.000 persone, con un boom del voto di valle e un calo netto del voto nelle città. Se questo è il dato definitivo delle primarie del centrosinistra autonomista in Trentino qualche riflessione di fondo s’impone, sulle primarie e su tutto il resto.

Michele Nardelli (che è tendenzialmente contrario alle primarie – io invece la penso come Mario Raffaelli)

Scrive Raffaelli, sull’Adige di ieri (13 luglio):

“Ha ragione Luciano Azzolini quando enfatizza l’inadeguatezza di ciò che è finora emerso dalle primarie del centro-sinistra in confronto all’entità della sfida che il Trentino ha oggi di fronte. Del resto, è noto che, di per sé, le primarie sono solo uno strumento la cui utilità dipende dal tipo di uso fatto. Vi possono essere, infatti, primarie puramente simboliche (come quelle che servirono a incoronare Prodi e Veltroni), oppure realmente competitive (come quelle fra Bersani e Renzi), o sostanzialmente fittizie come quelle che ci apprestiamo a svolgere in Trentino.

Nel nostro caso, infatti, per essere realmente utili, le primarie avrebbero dovuto svolgersi fra candidati portatori di visioni programmatiche diverse (ovviamente nell’ambito dei valori comuni) e con tempi e procedure tali da consentire realmente sia un’articolata partecipazione di candidati, interni ed esterni agli attuali partiti, che un vero coinvolgimento dei cittadini. Solo così, infatti, si sarebbe potuto realmente selezionare un programma costruito insieme alla gente e, allo stesso tempo, definire un nuovo gruppo dirigente. Così come sono state confezionate, invece, le primarie rischiano di tradursi in una semplice competizione fra i tre assessori e le loro rispettive tifoserie.

Questo risultato è il frutto della stucchevole telenovela cui abbiamo assistito negli ultimi due mesi (gli innumerevoli quanto inconcludenti vertici di coalizione), una telenovela che ha certamente visto Lorenzo Dellai fra i più importanti sceneggiatori ma, allo stesso tempo, anche una sostanziale incapacità di iniziativa da parte del Pd. È questa, del resto, la metafora di questi ultimi quindici anni e sbaglia, a mio avviso, Azzolini quando imputa al solo «Governatore» la responsabilità, nel bene e nel male, di tutto quanto è successo in Trentino. Non v’è dubbio, infatti, che Dellai è stato il dominus quasi assoluto delle vicende politiche locali per un lungo periodo, ma va pure detto che ciò è gli è stato possibile anche grazie alla subalternità di chi aveva la possibilità e il dovere di essere competitivo, fungendo da contraltare. Sono i partiti, infatti, che dovevano contrastare la propensione di Dellai a concentrare il potere nelle sue mani. Come ha fatto, ad esempio, nell’ultima legislatura, ritagliando le deleghe degli assessori in maniera tale che nessuno fosse totalmente autonomo e su tutti potesse avere l’ultima parola. Approccio, questo, che, unito alla selezione di una dirigenza «fedele» (magari richiamata, a questo fine, dalla pensione) e alla costruzione delle «Agenzie esterne» ha creato la situazione denunciata da Azzolini.

Il tema, infatti, non è affatto nuovo. Proprio su questo giornale, ancora dieci anni fa, scrivevo che «il problema non è uccidere il Principe ma costituzionalizzarlo», intendendo con ciò la necessità di bilanciare con dei contrappesi un potere che, così come si configura oggi, è certamente eccessivo. E proprio per questo, nel documento «Trentino33», abbiamo risollevato il problema, fornendo anche qualche indicazione su come affrontarlo. Bisogna quindi interrogarsi su quali sono state le ragioni che hanno prodotto questa prolungata subalternità del centro-sinistra a Dellai, chiedersi come sia stato possibile che partiti pur dotati di un consistente peso elettorale abbiano consentito le tante scorrerie che il «Governatore» ha potuto impunemente compiere al loro interno.

Senza di che, paradossalmente, a Lorenzo Dellai resteranno i meriti delle cose buone fatte e, agli altri, il demerito di aver consentito la costruzione di un potere totalizzante con i conseguenti aspetti negativi che ne sono derivati. La radice vera di tutto ciò, com’è evidente, sta nella crisi della «forma partito», come attualmente concepita, e nell’incapacità dei partiti attuali di elaborare ed esprimere, in maniera incisiva, una vera cultura politica.

Se il problema non sarà affrontato da questo versante le speranze che Azzolini ripone sui possibili successori di Dellai resteranno ampiamente frustrate. Come ha dimostrato il confronto durante le primarie, tranne qualche spunto di Ugo Rossi (per questo immediatamente represso) e le coraggiose prese di posizione di un outsider come Alexander Schuster, tutto è avvenuto all’insegna di una piatta continuità, sia per quanto riguarda i contenuti sia per quanto concerne la concezione circa il modo di governare. Con il conseguente rischio di avere un nuovo Presidente che, senza nemmeno avere le qualità di Dellai, erediterà gli stessi poteri formali e la stessa struttura di potere (coesa e impenetrabile) messa in piedi in questi anni. Con l’inevitabile tentazione di comportarsi, quindi, allo stesso modo.

Per questo, dopo aver utilizzato al meglio, pur nei limiti dati, il nostro voto alle primarie, sarà necessario riprendere un’azione politica e civile perché i temi accantonati tornino a far parte integrante del dibattito preelettorale. Adesso, e non dopo le elezioni, il candidato Governatore e i partiti che lo sosterranno devono dirci cosa pensano della riforma istituzionale (e dei ritocchi necessari perché, nella legge statutaria, siano riequilibrati i poteri del Presidente, della Giunta e del Consiglio).

Adesso, e non dopo le elezioni, devono dirci cosa intendono fare delle tante Agenzie «esternalizzate» e delle misure per assicurare una gestione efficace e trasparente. Adesso, e non dopo le elezioni, devono garantirci che la nuova negoziazione con lo Stato, necessaria nonostante «l’accordo di Milano», sarà preceduta da un ampio dibattito pubblico e non si svolgerà, come già successo, all’insaputa perfino del Consiglio (visto che si tratta di affrontare il drammatico problema delle risorse calanti a partire dal 2017). Adesso, e non dopo le elezioni, devono dirci cosa intendono per «revisione delle Comunità di valle» e come intendono affrontare i principali (ed innumerevoli) nodi che dovranno essere sciolti nei prossimi anni. Adesso, e non dopo le elezioni, devono spiegarci quale nuovo modello per lo sviluppo del Trentino hanno in mente, con quali alleanze sovra-provinciali, sovra-regionali e sovra-nazionali.

Augurandoci che, nel corso di questa discussione, possa realmente emergere (o essere costituito unendo forze già esistenti e altre disponibili) un soggetto politico ed elettorale capace di assumere fino in fondo i temi della sfida, non facile e non tradizionale, che il Trentino sarà chiamato ad affrontare nei prossimi anni. E sapendo, però, che senza ricostruire i «luoghi della politica», le sedi cioè dove i cittadini possono in via permanente, e non solo alle elezioni, partecipare alla determinazione delle scelte, nessuna sfida potrà essere vinta.

Mario Raffaelli
Già deputato e sottosegretario agli Esteri,
è presidente di Amref Italia

http://www.ladige.it/articoli/2013/07/13/potere-principe-l-ignavia-pd

Ascesa e caduta del Grinch climatologico

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https://twitter.com/stefanofait

Gli aztechi sacrificavano migliaia di prigionieri di guerra per placare gli dèi. I sacerdoti ingiungevano loro di farlo, altrimenti un terribile disastro sarebbe occorso. Era in gioco la loro sopravvivenza e quella della civiltà azteca. Forse chi si oppose subì l’ostracismo o fu sacrificato.

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Fast Forward fino ai giorni nostri…

Il dogma della causa umana del riscaldamento globale servirà per farci accettare dispotismi “benevoli” e solo il rapido insorgere di un sensibile raffreddamento globale può salvare la democrazia (paradossalmente).
Studio della maggior organizzazione non governativa britannica per lo sviluppo sostenibile (finanziata da alcune tra le maggiori multinazionali del mondo, inclusa la Shell)

http://www.forumforthefuture.org/project/megacities-move/overview
2 scenari su 4 sono dichiaratamente autoritari e quelli non autoritari sono descritti come evidentemente peggiori

C’era dunque un duplice obiettivo per questa spettacolare truffa: arricchire gli speculatori con una bolla di derivati verdi e spianare la strada all’opzione “a mali estremi, estremi rimedi” (cf. impero azteco).

Il raffreddamento globale e la conseguente glaciazione manderanno in fumo tutti i loro ben congegnati piani. Ma li vedrete in azione comunque e potrete toccare con mano la loro completa mancanza di scrupoli e la loro tendenza a scambiare i loro desideri per la realtà.

megacities

Ma prima di arrivare al tentato golpe globale

Gli allarmisti climatici (serristi) pretendono una soluzione rapida perché danno la colpa all’uomo e insistono che siamo vicini al punto di non ritorno: non importa quale sia il costo monetario o umano, la vogliono ora.
I realisti climatici sostengono invece che, nel lungo periodo, indipendentemente dalle conseguenze del cambiamento climatico, abbiamo bisogno di sviluppare una vera e propria alternativa ai combustibili fossili, che sia pratica, sostenibile e consenta al resto del mondo di raggiungere il tenore di vita dell’Occidente (poi si vedrà il da farsi). Questa ricerca non può essere affrettata perché dev’essere una tecnologia affidabile.

Il problema attuale è che c’è una corsa all’oro verde e i produttori di petrolio si sono proiettati nel settore delle rinnovabili. In realtà una buona fetta degli investimenti è sprecata e sarebbe meglio spesa per progetti a lungo termine come la fusione o il torio, tanto per fare due esempi

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/21/torio-per-un-mondo-nuovo/

perché le rinnovabili, da sole, non possono coprire neanche lontanamente il fabbisogno (es. la Danimarca e la Germania devono ricorrere al petrolio della Norvegia quando il vento cala)

L’abbandono del nucleare da parte della Germania è stato un disastro (ma i tedeschi preferiscono prendersela coi Greci) e le sovvenzioni per l’energia verde non possono proseguire all’infinito ora che l’economia è stagnante

http://www.repubblica.it/economia/2013/03/20/news/la_politica_energetica_tedesca_un_flop_l_addio_al_nucleare_coster_mille_miliardi-54966558/

http://www.genitronsviluppo.com/2013/02/23/germania-nucleare/

e l’inverno rigido ha significato un massiccio utilizzo delle super-inquinanti centrali a carbone:

http://www.agenzianova.com/a/51756753019217.13509033/715190/2013-04-22/speciale-energia-germania-aumentata-produzione-energia-elettrica-da-centrali-a-carbone

Possiamo dire che è stata una decisione idiota? Sì. D’altronde il governo tedesco non sembra riuscire a prendere una decisione buona neanche per sbaglio, da quando c’è la destra al governo.

Il fatto è che l’economia verde è un gigantesco business

http://www.linkiesta.it/blogs/che-tempio-fa/il-verde-che-invoglia-green-economy-e-grandi-affari

anche per le solite banche d’affari

http://green.blogs.nytimes.com/2008/11/12/goldman-sachs-buys-into-carbon-offsets/

una gigantesca truffa da migliaia di miliardi di dollari in derivati “verdi”, per chi ha la pazienza di approfondire

http://english.pravda.ru/opinion/columnists/20-12-2012/123254-green_economy_fraud-0/

 6-19-12-Who-Wins-the-White-House-Green-Energy-Gamble

Il blogger serrista del Guardian è Dana Nuccitelli che, lombrosianamente parlando, non pare essere un fulmine di guerra

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Nuccitelli lavora per

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Ecco com’è nata questa truffa che rischia di ritardare lo sviluppo di tecnologie per la produzione di energia sostenibile con conseguenze che, in caso di raffreddamento globale, o addirittura glaciazione, sarebbero mostruose, dato che la gente di solito muore per il freddo, non per il caldo: es. inverno del 2012

Cronologicamente:
1. Anni Novanta: la temperatura globale è in aumento e non sappiamo perché. Né peraltro si sapeva spiegare il minimo di Maunder, il periodo caldo medievale e quello romano, o perché, tra il 1900 e il 1940, la temperatura era cresciuta anche se la produzione di Co2 era di molto inferiore a quel tempo; oppure perché nel dopoguerra, in pieno boom, le temperature scendevano e il consenso scientifico e mediatico era che si andava verso una glaciazione

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/06/1000-anni-fa-il-pianeta-si-riscaldo-senza-che-lumanita-emettesse-co2/

2. Alcuni “esperti” (i Grinch) si inventano di sana pianta un’ipotesi plausibile, impossibile da dimostrare o confutare se non nel lungo periodo, ma molto conveniente

http://fanuessays.blogspot.it/2011/12/10-miti-da-sfatare-sul-riscaldamento.html

3. Al Gore è uno dei lobbisti-chiave ma c’è anche la buona vecchia famiglia Rotschild, gli immancabili Rockefeller e tutti i petrolieri del mondo;

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4. Non ci si astiene dal “massaggiare” i dati quando non tornano – almeno 2 volte: qui alcuni estratti della seconda ondata di “wikileaks” climatologiche;

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5. Si orchestra un panico mediatico globale e si accusano di negazionismo e di corruzione tutti i dissidenti: climatologi, geologi, fisici, ingegneri, meteorologi che non negano il riscaldamento globale, ma dubitano che sia interamente causato dalle attività umane, reputandolo in gran parte ciclico:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/06/esperti-di-climatologia-che-contestano-la-versione-ufficiale-del-riscaldamento-globale/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/13/nasa-contro-nasa-la-fronda-contro-i-dogmi-climatologici-si-estende/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/05/piu-sei-istruito-piu-sarai-scettico-in-merito-alla-versione-ufficiale-del-cambiamento-climatico/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/03/08/lo-confesso-sono-un-negazionista/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/05/ce-chi-mici-paragona-agli-schiavisti-ed-ai-segregazionisti/

6. Prodotta la crisi, si offre ai governi la soluzione, un prodotto vendibile e redditizio sul quale possono lucrare anche i mercati (carbon credit e rinnovabili) e che permette alle banche di gonfiare una altra bolla speculativa proprio in tempi di vacche magre (la crisi del 2008 era quasi scoppiata nel 2001 ma poi ci furono l’11 settembre, un mucchio di documenti dissolti e due guerre);

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7. Non importa se dopo qualche anno, nonostante il circo mediatico e la pressione coercitiva/finanziaria sui ricercatori, la verità verrà inevitabilmente a galla: le leggi sono state approvate, la nave è salpata e i soldi che dovevano promuovere la ricerca tecnologica sono stati sprecati nell’assurda e futile pretesa di contenere le emissioni di anidride carbonica: “Ipotesi di future Carbon Tax, impiego di immani risorse finanziarie in politiche di mitigazione e di revisione dei sistemi di approvvigionamento energetico, aspetti puramente politici, la fanno da padrone in quello che invece dovrebbe essere un puro e semplice scambio di opinioni scientifiche. Del resto, l’organismo per eccellenza cui è delegato il compito di riassumere le posizioni che dovrebbero definire i confini dello stato dell’arte della conoscenza scientifica, l’IPCC, è a tutti gli effetti un organismo politico”

http://www.climatemonitor.it/?p=29170#more-29170

8. Poi, improvvisamente, la temperatura smette di salire e, “sorprendentemente”, comincia lievemente a scendere

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https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/06/26/winter-is-coming-giugno-2013/

9. Se questa tendenza continuerà – e non c’è ragione di dubitarlo, dato che la NASA ha confermato che il sole procede verso una fase di scarsissima attività e questo significa raffreddamento globale

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/09/il-sole-al-minimo-raffreddo-leuropa-2-800-anni-fa-le-prove-nei-sedimenti-dei-laghi/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/02/25/siamo-fatti-come-nuvole-che-nel-cielo-si-confondono-e-iniziano-a-perder-quota-in-tutto-il-mondo/

o glaciazione

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/19/le-glaciazioni-cambiano-il-mondo-in-pochi-mesi-non-anni-o-secoli/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/31/il-rapporto-del-pentagono-lumanita-e-in-grado-di-gestire-una-glaciazione/

– i politici, i giornalisti, gli “scienziati” e i blogger che hanno alimentato questa pagliacciata truffaldina saranno responsabili, direttamente o indirettamente di CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ

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10. Qualcuno si sta smarcando appena in tempo

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/03/james-lovelock-pugnala-alla-schiena-al-gore-si-scusa-con-tutti-e-si-schiera-con-gli-scettici/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/06/26/winter-is-coming-giugno-2013/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/05/02/cosa-motiva-i-fanatici-del-cambiamento-climatico-globale-causato-dalluomo/

11. La gente esposta a documentari scettici cambia idea mentre lo stesso non succede quando le si mostra un documentario serrista (magari perché gli scettici hanno dei buoni argomenti?)
http://www.psychologytoday.com/blog/the-inertia-trap/201306/are-we-losing-the-war-climate-change-cinema

SULLA CO2

L’anidride carbonica è buona: “L’anidride carbonica è molto importante per le piante, sia terrestri che acquatiche, che la utilizzano per la crescita, estraendo il carbonio inorganico e trasformandolo in organico”.

È un fatto assodato che le temperature e i livelli di anidride carbonica sono sempre variati sincronicamente, ANCHE NELL’ERA PRE-INDUSTRIALE

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Questo dato di fatto dovrebbe porre fine al dibattito, in un mondo in cui la scienza e i media non fossero governata dalle lobby.

Visto che così non è:

Il riscaldamento degli oceani ha liberato la gran parte dell’anidride carbonica: “L’anidride carbonica si scioglie nell’acqua marina, con una solubilità inversamente proporzionale alla temperatura dell’acqua: minore è la temperatura, maggiore è la solubilità. Per questo motivo le regioni polari sono molto efficienti nell’assorbimento di CO2: quando l’acqua raggiunge l’equatore si riscalda, rilasciando l’anidride carbonica nuovamente nell’atmosfera (processo detto “outgassing”)”.

http://www.eur-oceans.info/medias/documents/booklet-EUR-OCEANS_cambiamenti_climatici.pdf

possibile causa del riscaldamento oceanico:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/28/vulcani-sottomarini-e-riscaldamento-globale/

http://news.discovery.com/earth/weather-extreme-events/volcanoes-sandwich-islands-110713.htm

http://www.livescience.com/25521-weird-volcano-found-baja.html

http://www.krbd.org/2013/05/14/geologist-discovers-underwater-volcano-near-misty/

http://www.weather.com/news/science/environment/tonga-underwater-volcano-20130326

http://www.guardian.co.uk/world/2009/mar/21/tonga-volcano-island-nuku-alofa

http://www.independent.co.uk/environment/climate-change/video-underwater-volcano-erupts-6260732.html

le emissioni umane costituiscono una percentuale non insignificante, ma neppure decisiva del totale

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