#StopEbolaNow – Sommersi o Salvati? Le conseguenze della prima crisi planetaria dalla Z di Zaire alla A di Alesina

_76679843_ebola-poster-at-an-angle

Com’è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole… non c’è che da guardarsi allo specchio. Io so perché l’avete fatto: so che avevate paura, e chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie: c’era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. La paura si è impadronita di voi e il caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all’attuale Alto Cancelliere: Adam Sutler. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso obbediente consenso.
V per Vendetta

A livello globale, la risposta della comunità internazionale è quasi zero. I leader in Occidente stanno discutendo della loro sicurezza e facendo cose come interrompere il traffico aereo. E non aiutano nessun altro.

Brice de la Vigne, direttore delle operazioni di Medici Senza Frontiere, 19 agosto 2014

A giorni Ebola esploderà come una bomba. Possiamo aspettarci una situazione drammatica. Se l’Onu non si muove sarà una vera catastrofe. MSF è allo stremo, non abbiamo più risorse per affrontare il problema.

Lorenzo De Filippi, presidente MSF Italia, 23 agosto 2014

Questa epidemia è senza precedenti, assolutamente fuori controllo e la situazione non fa che peggiorare, per cui si sta nuovamente estendendo, soprattutto in Liberia e Sierra leone, con focolai molto importanti. Se la situazione non migliora abbastanza rapidamente, c’è il rischio reale di vedere nuovi paesi colpiti. Non si può escludere, ma è difficile da prevedere, perché non abbiamo mai visto una tale epidemia.

Bart Janssens, direttore di Medici Senza Frontiere, 30 luglio 2014

Il peggio potrebbe ancora arrivare. L’allarme è concreto e la situazione fuori controllo.

Saverio Bellizzi, ematologo di Medici Senza Frontiere, 9 agosto 2014

Il fatto che tanti operatori sanitari si siano ammalati aumenta ansia e paure: se anche loro sono stati colpiti dal virus, che chance ha la popolazione inerme?…In alcune zone gli ospedali sono considerati degli incubatori di infezione [e vengono] evitati dai pazienti con qualsiasi tipo di malattia, riducendo i livelli generali di assistenza sanitaria

Ebola, allarme Oms: «Strage di medici eroi. Già più di 120 morti», il Messaggero, 26 agosto 2014.

Nessuno sta dicendo che questo ceppo di Ebola si trasmette per via aerea tra gli esseri umani, o che può essere trasmesso prima che i pazienti siano sintomatici. Piuttosto, alcuni di noi stanno facendo notare che questo ceppo ha sfidato misure e protocolli prestabiliti per prevenire la trasmissione e che hanno avuto successo nelle epidemie precedenti. Se le ipotesi sulle modalità di trasmissione che stanno guidando gli sforzi per contenere e porre fine al contagio devono adattarsi a questo particolare ceppo, sarà meglio rivisitarle adesso…Aggrapparsi a dei preconcetti in relazione all’ultimo contagio di un virus noto per la sua capacità di mutare può essere fuorviante, ha avvertito la direttrice dell’OMS Margaret Chan: “mutazioni e adattamento costanti sono i meccanismi di sopravvivenza dei virus e di altri microbi. Non dobbiamo concedere a questo virus opportunità di sorprenderci nuovamente”.

Rebecca Buckwalter-Poza, Why Aren’t Previously Successful Methods Used to Stop Ebola Working Against This New Strain?”, Pacific Standard, 4 agosto 2014

Cinque co-autori del più recente studio su Ebola sono stati uccisi dal virus prima che la loro ricerca fosse pubblicata. Ciò pone in evidenza gli enormi rischi assunti da coloro che lavorano per combattere la sua diffusione.

The Independent, 30 agosto 2014

Per essere infettati da Ebola occorre un contatto davvero stretto. Dunque, stare semplicemente su un autobus con qualcuno che ha l’Ebola non è un problema. Il virus non si trasmette con le goccioline di saliva. Dunque in teoria sarebbe davvero semplice da contenere.

Peter Piot, direttore della London School of Hygiene and Tropical Medicine, scopritore del virus

 654px-Diseased_Ebola_2014

Se Piot o Massimo Galli avessero ragione, oltre 240 tra medici e infermierimolti, tra i medici, avevano già avuto a che fare con epidemie di Ebola, senza ammalarsi – NON avrebbero contratto il virus e più della metà NON ci avrebbe lasciato la pelle (dati OMS).

Alcuni di loro figuravano tra i massimi specialisti mondiali e usavano tute BL3 (il massimo livello di sicurezza è Bio-Safety Level 4, quasi certamente l’unico equipaggiamento che può fermare Ebola con certezza).

10 membri dello staff sanitario che ha accudito il medico americano Patrick Sawyer (morto di Ebola) durante la sua quarantena hanno contratto il morbo. Difficile credere che ci sia stato scambio di fluidi – a quel livello di competenza ed attenzione –, in ben dieci casi. Cinque di loro sono morti, inclusa l’endocrinologa Ameyo Stella Adadevoh.

E che dire dell’epidemiologo senegalese infettato in un laboratorio dell’OMS in Sierra Leone?

Kent Brantly, il medico “miracolato”, ha contratto Ebola pur avendo seguito rigorosamente le linee guida del Center for Disease Control and Prevention di Atlanta, tanto che all’intervistatore ha risposto: “non ho ancora capito come me lo sono preso” [Brantly says he isn't sure how he got infected. He's certain he didn't violate any safety guidelines, American Doctor Sick With Ebola Now Fighting For His Life].

L’OMS parla di strage di personale sanitario «senza precedenti».

Come se la spiegano Piot e Galli?

Ebola non si trasmette per via aerea come un’influenza (e speriamo che ciò non accada mai), altrimenti i numeri sarebbero molto ma molto più grandi. Tuttavia, sfortunatamente, è assai probabile che siano in errore riguardo all’aerosol (Piot non è nuovo alle gravissime sottovalutazioni).

Ebola, o almeno questo ceppo di Ebola, non si comporta come l’HIV o la rabbia e si trasmette anche per prossimità, non solo per contatto.

La stessa Organizzazione Mondiale per la Sanità lo sa da tempo, dato che nelle sue linee guida sull’Ebola e Marburg del 2008 raccomanda di usare respiratori per evitare gli aerosol (particelle liquide sospese nell’aria) (Interim Infection Control Recommendations for Care of Patients with Suspected or Confirmed Filovirus (Ebola, Marburg) Haemorrhagic Fever) e nel 2014 richiede ai medici di mantenere una distanza di sicurezza di un metro e ad usare un respiratore in caso di paziente che tossisce (pp. 5 e 7 di “Interim Infection Prevention and Control Guidance for Care of Patients with Suspected or Confirmed Filovirus Haemorrhagic Fever in Health-Care Settings, with Focus on Ebola”.

Non ha senso escludere a priori il contagio tramite aerosol (Growing concerns over ‘in the air’ transmission of Ebola, BBC, novembre 2012).

Le decine di contagi occorsi a persone dotato di tute anticontagio fanno sospettare che la trasmissione riguardi anche umani che tossiscono, sudano, vomitano copiosamente.

Se Piot è contento di sedere nello stesso autobus con dei malati di Ebola, faccia pure. Io eviterei.

È chiaro che la trasmissibilità è elevatissima e la distinzione tra “via aerea” e “aerosol” resta importante, ma non è più decisiva.

Continuare a negarlo serve solo a placare le proprie ansie non ad alterare la realtà: il prezzo da pagare per queste omissioni sarà catastroficamente salato.

La trasmissione avviene quasi certamente anche con le goccioline di saliva e con il sudore (aerosolizzazione) e, come se ciò non bastasse, il virus resta attivo nella forma di aerosol anche a distanza di 1 ora, sopravvive sulla plastica e sul vetro da molti giorni a diverse settimane a temperatura ambiente e al fresco (4°C), e indefinitamente a – 70°C o per liofilizzazione (“Piercy T.J. et al. The survival of filoviruses in liquids, on solid substrates and in a dynamic aerosol”, Journal of applied microbiology 109.5 (2010): 1531-1539; Lever et al. “Lethality and pathogenesis of airborne infection with filoviruses in A129 α/β -/- interferon receptor-deficient mice”, Journal of Medical Microbiology 2012;61(Pt 1): 8-15; Twenhafel NA et al., “Pathology of experimental aerosol Zaire ebolavirus infection in rhesus macaques”, Veterinary Pathology 2013; 50(3): 514-529; Reed DS1, Lackemeyer MG, Garza NL, Sullivan LJ, Nichols DK. “Aerosol exposure to Zaire ebolavirus in three nonhuman primate species: differences in disease course and clinical pathology”, Microbes and Infection 2011;13(11):930-936).

Questo significa che i colpi di tosse di un malato di Ebola possono infettare una porzione di stanza per ore in virtù della sospensione delle goccioline in aerosol e possono infettare una penna, un bicchiere, una parete, una maniglia, una carta di credito, ecc. Chi tocca questi oggetti e poi gli occhi o il cibo che consuma contrarrà quasi certamente il virus.

È già stato dimostrato che Ebola si trasmette anche senza un contatto diretto contatto tra macachi (Transmission of Ebola virus (Zaire strain) to uninfected control monkeys in a biocontainment laboratory, The Lancet, Volume 346, Issue 8991, Pages 1669 – 1671, 30 December 1995; Lethal experimental infections of rhesus monkeys by aerosolized Ebola virus, Int. J. Exp. Path. (1995), 76, 227-236) e tra macachi e maiali (Transmission of Ebola virus from pigs to non-human primates, Nature, 15 November 2012).

Il vomito, la diarrea, il muco, la saliva degli sputi, l’abbondante sudorazione, le emorragie: sono tutte sorgenti di aerosolizzazione del virus. La tubercolosi si diffonde allo stesso modo ma Ebola è una macchina di auto-propagazione efficientissima e usa tutti questi veicoli, al “meglio”, specialmente nel suo stadio terminale, dove si aggiungono le convulsioni e le emorragie diffuse. Secondo la Public Health Agency del Canada sono sufficienti pochissimi agenti virali aerosolizzati (da 1 a 10) per trasmettere Ebola: l’aerosolizzazione è un veicolo più che adeguato alla bisogna del virus. Un solo agente che arriva nel cavo orale o negli occhi di qualcuno ed Ebola può effettuare il trasbordo.

Ritengo sia estremamente urgente esaminare la possibilità che le modalità di trasmissione possano essere compatibili con quelle dei norovirus (che non contagiano per via aerea come l’influenza, ma restano altamente infettivi):

Il virus è altamente infettivo e bastano 10 particelle virali a dare vita a un’infezione. Data la loro persistenza nell’ambiente, che permette una loro replicazione e diffusione anche per due settimane dopo l’infezione iniziale, i norovirus sono difficili da controllare ed è quindi necessario applicare rigorose misure sanitarie per prevenirli e contenerli. La trasmissione avviene direttamente da persona a persona, per via orofecale o via aerosol, oppure tramite acqua o cibo infetti, ma anche per contatto con superfici contaminate. I norovirus sono piuttosto resistenti nell’ambiente, sopravvivono a temperature sopra i 60° C e anche in presenza di cloro, normalmente utilizzato per disinfettare le acque potabili. Inoltre, rimangono nelle feci delle persone infette per almeno 72 ore dopo la guarigione (Norovirus, Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute)

In quel caso siamo in grossissimi guai, perché le strutture ospedaliere occidentali hanno dimostrato di non essere in grado di reggere l’impatto dei norovirus, che pure sono scarsamente letali (Norovirus ‘crisis’ at Royal Cornwall Hospital, 6 marzo 2013).

Ciò a cui stiamo assistendo in Africa occidentale è innegabilmente senza precedenti nella storia di Ebola.

Non ha senso incolpare l’inadeguatezza delle strutture sanitarie locali. In tutti precedenti contagi la situazione era del tutto identica (es. Uganda), ma non si è verificato nulla di anche lontanamente paragonabile.

Dopo Sierra Leone, Guinea, Liberia e Nigeria, Ebola ha raggiunto il distintissimo e popoloso Congo (pare sia un diverso ceppo, indipendente). Si parla di coincidenza, ma è una coincidenza davvero singolare. Magari è davvero così. Ma se su questo pianeta, in questi anni, c’è un terreno fertile per sviluppare Ebola, allora la faccenda diventa ancora più complicata.

Le morti accertate hanno raggiunto (superato?) la soglia di 1500, ma quelle effettive sono certamente molte di più, dato che un numero crescente di famiglie di malati nasconde i propri cari e li seppellisce clandestinamente, senza segnalarli alle autorità, per evitare lo stigma e per diffidenza.

Il tasso di mortalità è attualmente di poco superiore al 50%, un dato storicamente basso rispetto alla media di Ebola, ma il suo tasso di morbilità è molto superiore a quelli precedenti, per questo sta comunque uccidendo molte più persone.

Ciò può essere dovuto al fatto che questa variante è mutata per diventare più efficace, il tratto caratteristico di agenti patogeni in evoluzione.

EVOLUZIONE DELL’EPIDEMIA

Medici Senza Frontiere aveva ottimisticamente stimato che in meno di un anno sarebbe stato possibile bloccare l’epidemia. Però le popolazioni delle nazioni colpite ora ammontano a 250 milioni di persone e, di questo passo, se il virus si trasmette così facilmente o se dovesse mutare, e se l’opera di contenimento non funzionasse, entro un paio di anni quasi ogni persona del pianeta potrebbe scoprire se fa parte della metà dei sommersi o della metà dei salvati.

Questa è una possibile progressione del contagio.

Mar, 2014 – Infetti: 104 Decessi: 62
Apr, 2014 – Infetti: 194 Decessi: 116
Mag, 2014 – Infetti: 360 Decessi: 216
Giu, 2014 – Infetti: 670 Decessi: 402
Lug, 2014 – Infetti: 1.247 Decessi: 748
Ago, 2014 – Infetti: 2.319 Decessi: 1.391 (in realtà al 25 agosto eravamo già a 2615/1427, tra quelli accertati)
Set, 2014 – Infetti: 4.313 Decessi: 2.588
Ott, 2014 – Infetti: 8.022 Decessi: 4.813
Nov, 2014 – Infetti: 14.921 Decessi: 8.953
Dic, 2014 – Infetti: 27.753 Decessi: 16.652
Gen, 2015 – Infetti: 51.621 Decessi: 30.973
Feb, 2015 – Infetti: 96.016 Decessi: 57.610
Mar, 2015 – Infetti: 178.590 Decessi: 107.154
Apr, 2015 – Infetti: 332.177 Decessi: 199.306
Mag, 2015 – Infetti: 617.849 Decessi: 370.709
Giu, 2015 – Infetti: 1.149.199 Decessi: 689.519
Lug, 2015 – Infetti: 2.137.510 Decessi: 1.282.506
Ago, 2015 – Infetti: 3.975.768 Decessi: 2.385.461
Set, 2015 – Infetti: 7.394.928 Decessi: 4.436.957
Ott, 2015 – Infetti: 13.754.567 Decessi: 8.252.740
Nov, 2015 – Infetti: 25.583.494 Decessi: 15.350.096
Dic, 2015 – Infetti: 47.585.299 Decessi: 28.551.179
Gen, 2016 – Infetti: 88.508.656 Decessi: 53.105.193
Feb, 2016 – Infetti: 164.626.099 Decessi: 98.775.660
Mar, 2016 – Infetti: 306.204.545 Decessi: 183.722.727
Apr, 2016 – Infetti: 569.540.453 Decessi: 341.724.272
Mag, 2016 – Infetti: 1.059.345.243 Decessi: 635.607.146
Giu, 2016 – Infetti: 1.970.382.153 Decessi: 1.182.229.292
Lug, 2016 – Infetti: 3.664.910.804 Decessi: 2.198.946.482
Ago, 2016 – Infetti: 6.816.734.096 Decessi: 4.090.040.457

Non è un Ebola come gli altri e non è vero che non ha le carte in regola per diventare una pandemia globale.

Uccidendo “solo” il 50-60% delle persone affette e grazie al periodo relativamente lungo di incubazione (prima di 11 giorni non si manifestano i sintomi) ha la possibilità di arrivare ovunque, prima di esaurire il suo corso. Diffondendosi, il virus potrebbe sviluppare delle mutazioni imprevedibili. Questo ceppo è meno ingordo degli altri e quindi molto più efficiente. È come uno psicopatico che ha imparato ad integrarsi nella società e quindi causa molti più danni, perché è difficile sgamarlo.

Non si capisce perché l’OMS abbia dichiarato che interrompere i voli da e verso le località affetta da Ebola sia ingiustificato, pur riconoscendo che ogni città con un aeroporto internazionale è a rischio. Bloccare il traffico aereo è l’unica maniera per aiutare a contenere l’espansione del virus.

Tra l’altro non è da escludere che possano esistere portatori sani del virus, ossia persone che non manifestano i sintomi, proprio come Mary tifoide.

In nome del principio di precauzione e tenuto conto della non-linearità di questo fenomeno, non c’è alcuna vantaggio nel prendere per buono lo scenario ideale, quello degli assunti standard fondati su pochi decenni di esperienza, per non seminare il panico, quando i dati sul campo e sperimentali già citati differiscono drammaticamente e li confutano clamorosamente.

Stiamo parlando di virus, cioè di vere e proprie macchine evolutive, capaci di evolvere più rapidamente di qualsiasi organismo noto (non sono neppure considerati degli esseri viventi: assomigliano più a delle macchine parassitarie). Perciò l’unica cosa che importa per prendere delle decisioni è che il potenziale per acquisire le caratteristiche di un norovirus (per ricombinazione) esista (The Scariest Virus: Ebola Is Back, and It’s Worse Than Ever, Pacific Standard).

Senza un intervento deciso e rapido a livello globale rischiamo di assistere alla più enorme moria di esseri umani della storia.

Questo virus ha la capacità di spazzare via oltre la metà dell’umanità e quindi l’atteggiamento migliore è quello di chi prende tutte le precauzioni possibili, a prescindere, perché non possiamo permetterci di sbagliare.

EBOLA E IL VILLAGGIO GLOBALE

Oltre 6 mesi di inazione: potevamo inviare tende, letti, tute isolanti, guanti, maschere, apparecchiature, elicotteri, ambulanze, inceneritori, disinfettanti, cibo, capitali/donazioni, personale. Tutte cose chieste da Medici Senza Frontiere e mai ricevute. Il mondo sta ignorando l’Africa a suo discapito. Non esistono una fortezza America, una fortezza Europa o una fortezza Giappone in grado di tenere lontano Ebola. Il morbo doveva essere schiacciato subito, con l’aiuto di tutti. Non saranno solo i neri a morire come le mosche, se non li aiutiamo adesso e prendiamo questa crisi sul serio, ossia come una crisi planetaria e non regionale. Viviamo sullo stesso pianeta e fregarsene dei vicini può risultare letale per noi stessi. Siamo tutti sulla stessa barca, nello stesso villaggio globale e siamo una grande famiglia, che ci piaccia o no: questa volta non possiamo infischiarcene come abbiamo fatto col Ruanda e con il Congo. La punizione sarebbe (sarà?) terribile.

Cina e Cuba hanno mandato personale medico, equipaggiamento e soldi. L’Europa?

Stiamo spendendo cifre galattiche per la “guerra al terrore” quando l’unica vera guerra da combattere sarebbe quella per il contenimento e soppressione di Ebola.

peste_nera

EBOLA E LA PESTE NERA

Se la teoria della peste come virus del tipo Ebola è corretta, allora il mondo potrebbe essere a rischio pandemico

Julia Paoli, Could the Black Death Actually Have Been an Ebola-like Virus? Nature

…due ricercatori dell’ università di Liverpool, Susan Scott e Christopher Duncan, autori del saggio Biology of Plagues pubblicato dalla Cambridge University Press. La loro tesi è che la peste del 1347-48, quella descritta dal Boccaccio nel Decamerone, e le pesti successive, fino a quella del 1630-31 descritta dal Manzoni nei Promessi Sposi, non furono pesti vere, cioè malattie epidemico-contagiose dovute – come fin qui s’è creduto – al bacillo denominato Yersinia pestis in onore del suo scopritore, il medico svizzero Alexandre Yersin che ne dimostrò la presenza nel materiale infetto durante l’epidemia di Hong-Kong del 1894. Le tesi, rivoluzionaria, è fondata su criteri clinici e su rilievi di epidemiologia, biologia molecolare e modellistica informatica. Essa colloca «il quadro delle pesti europee in una nuova cornice». Anzitutto ricordiamo che, com’è noto, la peste arrivò in Europa dall’Asia per la via del mare: entrò da Sud, dalla Sicilia, recata da navi genovesi importanti grano dalle terre bagnate dal Mar Nero, e dall’ Italia dilagò a macchia d’ olio nel continente fino all’ Inghilterra e ai Paesi scandinavi. Fu un’immane moria, che stroncò le vite di 30 milioni di europei (su una popolazione complessiva di 100 milioni). Clinicamente la malattia fu caratterizzata da febbre alta, fetore corporeo, sbocchi di sangue, macchie emorragiche sulla pelle, tumefazioni ghiandolari (bubboni): un quadro, affermano Scott e Duncan, che non è affatto specifico della peste da bacillo di Yersin, ma è proprio di altre malattie, del passato e del presente, che ebbero o hanno caratteristiche analoghe e analogo decorso iperacuto con esordio improvviso. Si tratta di malattie vecchie e nuove come l’ influenza «spagnola» del 1918, l’Aids prima maniera, la malattia da virus Ebola: malattie, come si vede, non bacillari, ma virali. La peste che esordì in Europa nel basso Medioevo fu dunque dovuta a un virus? Di quella peste il Boccaccio e i testimoni coevi – medici e cronisti – descrivono l’andamento repentino, i decessi fulminei, i contagi immediati (cioè i contatti apparentemente da uomo a uomo). Non si parla né di topi (ospiti di prima scelta del bacillo di Yersin) né di pulci (vettrici del bacillo); si pensò che tale omissione fosse dovuta al fatto che pulci e topi erano una presenza quasi fisiologica in una società, come quella medievale, a corto d’igiene individuale e collettiva. Ma, rilevano i due attenti ricercatori di Liverpool, il topo marrone fece la sua comparsa in Europa mezzo secolo dopo la scomparsa spontanea della peste (che essi datano intorno al 1670). E d’altra parte il rapidissimo propagarsi dell’ epidemia come avrebbe potuto essere compatibile con un contagio murino, mediato da topi certamente ostacolati nei loro percorsi dalle barriere naturali dei fiumi, dei monti, dei mari? Il contagio, si afferma, non poté che essere interumano, trasmesso dall’ uomo all’ uomo attraverso le vie di comunicazione transfluviali, transmarine, transalpine….

Giorgio Cosmacini, Boccaccio e Manzoni: Non fu vera peste, Corriere della Sera, 28 agosto 2002

10644815_10152348512651344_1137771062540411094_n

I guai che potremmo dover affrontare potrebbero essere paragonabili a quelli di chi è incorso nella Peste di Giustiniano o nella Peste Nera, che erano virus del tipo Ebola, non certo batteri (Biology of Plagues: Evidence from Historical Populations, by Susan Scott and Christopher J. Duncan; Stefano Fait, Le ebole, la peste, la Crimea e il gene Ccr5).

Duncan e Scott hanno passato in rassegna la sintomatologia e le ipotesi sull’eziologia delle cronache dei tempi della Peste Nera, scoprendo importanti corrispondenze con la Spagnola, il virus del Nilo occidentale e, ancora più stringenti, con Ebola.

I testi dell’epoca parlano di febbri repentine, seguite da morti altrettanto repentine, con i vasi sanguigni che esplodono, organi interni che si dissolvono e vomito di materia nerastra.

Cosa fecero i nostri avi, per salvarsi, stante il fatto che non erano in grado di rinvenire delle cure? Misero in quarantena i malati e si rinchiusero tra le mura (come fece Milano, che infatti si salvò: ora sarebbe impossibile).

Queste misure funzionarono e il loro successo dimostra che i ratti non avevano alcun ruolo nel contagio, dato che sarebbe stato impossibile far rispettare loro la quarantena.

La buona notizia è che qualcuno, in Europa, ha la possibilità di scamparla anche grazie alle precedenti pestilenze: “Se il dieci per cento degli europei è immune al virus dell’Hiv, ciò è dovuto alle epidemie che si diffusero nel continente in epoche passate….si trattava di epidemie di una febbre emorragica virale e letale che utilizzava il gene Ccr5 per penetrare nel sistema immunitario (v. mutazione CCR5-delta 32). Avvalendosi di modelli computerizzati, i due ricercatori hanno dimostrato come il manifestarsi di questa malattia nel corso della storia abbia fornito la pressione selettiva necessaria – offrendo semplicemente protezione da una morte altrimenti certa – a far aumentare la frequenza di questa mutazione genetica da 1 caso su 20.000 all’epoca della “morte nera”, nel 1347, ai valori odierni di 1 caso su 10. “L’epidemia emorragica non scomparve dopo la grande peste di Londra del 1665-66, ma continuò a dilagare in Svezia, a Copenaghen, in Russia, in Polonia e in Ungheria fino al 1800″, ha concluso il professor Duncan. “Il perdurare dell’epidemia emorragica ha determinato il protrarsi della pressione selettiva sulla [mutazione genetica] ed è per questo che oggi essa si riscontra con la massima frequenza in Scandinavia e in Russia”.

 9-gennaio-copia1

CONSEGUENZE DI UNA PANDEMIA DI EBOLA PARAGONABILE ALLA PESTE NERA

La peste nera nel Medioevo ha ucciso fino a un terzo della popolazione europea eppure, per chi è sopravvissuto, ha avuto degli effetti positivi. La morte non ha fatto distinzioni tra poveri e ricchi, così i superstiti si sono trovati in possesso di terreni e ricchezze, un’imprevedibile prosperità che, gettata sul mercato da molti di quelli che non riuscivano più a dare un senso alla loro esistenza di miracolati, alimentò un grande boom economico.

Al giorno d’oggi, oltre alla fine dell’austerità e dell’indebitamento (chi riscuoterà?), una nuova peste nera porrebbe fine alla questione demografica, al problema dell’inquinamento di qualunque origine, alla scarsità d’acqua, al depauperamento della fauna ittica, alla deforestazione.

Ci potrebbero però essere anche disastrose conseguenze anche per l’ecosfera (lo preciso per gli animalisti misantropi che dovessero gongolare).

Ad ogni buon conto, è verosimile che l’umanità sia in grado di mettere da parte le divisioni, smetterla di cercare capri espiatori, sbarazzarsi degli psicopatici (senza eliminarli fisicamente) e diventare realmente una grande famiglia, una squadra unita dalla necessità di cavarsela durante e dopo il contagio (specialmente in caso di glaciazione).

Forse, allora, finalmente, si troverà il modo di ostracizzare le personalità psico-sociopatiche, evitando così che ci portino alla rovina.

Se però l’umanità non saprà fare l’indispensabile salto di qualità morale-spirituale, ci ritroveremo nell’eterno ciclo della competizione sfrenata e del bieco sfruttamento dei molti da parte dei pochi che sembra piacere molto ad Alberto Alesina:

Sterminando quasi un terzo della popolazione europea, la peste del XIV secolo ruppe quell’equilibrio fra crescita della produzione e crescita demografica che aveva lasciato quasi invariati per secoli gli standard di vita. Dando maggior valore al lavoro e opportunità di impiego anche alle donne, l’epidemia ridusse stabilmente la natalità, almeno nelle regioni protestanti, rendendo possibile l’accumulazione di capitale…A sostenerlo è Alberto Alesina, economista italiano che insegna alla Harvard University, in un articolo pubblicato su “Science” (“Come la Peste Nera favorì lo sviluppo del capitalismo”, Le Scienze).

Orsi, rifugi e la glaciazione

BvEbpRtCYAAYzCCRifugio XII Apostoli, m. 2487: ferragosto come luglio > nevica

 10389249_10154532484960455_5670800535842340219_nPasso Gavia, m. 2621

Abbiamo costruito dei modelli [climatici] e ora ci sono delle robuste contraddizioni. I dati di osservazione ci parlano di un raffreddamento globale. I modelli ci dicono che dovrebbe essere un riscaldamento.

Zhengyu Liu, professore del Centro di UW-Madison per la Climatic Research, agosto 2014

Il moderno Grande Massimo [di attività solare, NdT], che si è verificato durante i cicli solari 19-23, cioè, tra il 1950 e il 2009, è stato un evento raro o addirittura unico, per ampiezza e durata, nel corso degli ultimi tre millenni.

Usoskin et al., “Evidence for distinct modes of solar activity”, Astronomy & Astrophysics, febbraio 2014

Svensmark non è solo. Ad esempio, gli scienziati russi dell’Osservatorio di Pulkovo sono convinti il mondo è in un periodo di raffreddamento che durerà per 200-250 anni. Il rispettato fisico solare norvegese Pal Brekke avverte che le temperature potrebbero effettivamente declinare per i prossimi 50 anni. Uno dei principali climatologi britannici Mike Lockwood, della Reading University, ha individuato 24 occasioni negli ultimi 10.000 anni in cui l’attività solare era in declino come lo è ora, ma in nessuna di queste il calo è stato così veloce. Sostiene che un ritorno ad un Minimo di Dalton (1790-1830), che comprendeva “l’anno senza estate”, è “probabile”. Nel loro libro “The Sun Neglected”, Sebastian Luning e Fritz Varenholt pensano che le temperature potrebbero subire due decimi di grado Celsius di raffreddamento entro il 2030 a causa del previsto sole anemico…È interessante immaginare come l’Occidente potrebbe gestire le sfide geopolitiche ed umanitarie causate da brevi stagioni di crescita in un clima più freddo e probabile scarsità di cibo. L’abbondanza favorisce la pace. Tuttavia, uno scenario in cui le nazioni sono disperatamente in competizione per l’energia e il cibo disponibili comporterà minacce imprevedibili, un test di gran lunga più severo di ogni altra cosa che abbiamo visto nella storia recente.

Maurice Newman, consulente economico del primo ministro australiano, agosto 2014

L’estate inglese è, di fatto, terminata.

Qualcuno si è domandato cosa succederebbe se questo tipo di meteo imperversasse d’inverno sulle Alpi? (accadrà)
Metri e metri e metri e metri…e metri di neve.
http://www.meteorivieraligure.it/inverno-2014-neve-record-sulle-alpi-un-respiro-per-nostri-ghiacciai/

E se l’estate successiva fosse come questa del 2014 e non riuscisse a scioglierli?? (accadrà)
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2014/07/29/il-sesto-inverno/

10525380_10202753870752219_7314565379879705114_nRifugio Alimonta (Brenta) dopo solo un’ora di nevicata

Orso aggredisce uomo di Pinzolo. Portato all’ospedale di Tione

Stiamo attendendo, fatalmente e fatalisticamente, la catastrofe.
L’uomo, impregnato di tracotanza (hybris), ha deciso cosa debba essere meglio per certi orsi. Li ha trapiantati in una zona fortemente antropizzata, a totale vocazione turistica, per soddisfare le sue ambizioni e smanie estetiche. “Andate e moltiplicatevi” ha detto l’uomo-Geova. Questi orsi si sono moltiplicati e, ora che il clima è sempre più avverso, i nodi vengono al pettine.
Qualunque persone sensata lo doveva sapere e infatti i ragionevoli, tra noi, lo temevano da tempo.
I nemici degli orsi sono in agguato, attendono il primo incidente grave. Quest’incidente mortale arriverà e i “trentini brava gente” dissotterreranno l’ascia di guerra. Saranno gli orsi ad avere la peggio: burattini/giocattoli/accessori fin dal primo istante dell’operazione Life Ursus.
Ma chi sono stati i veri nemici degli orsi? Magari proprio quelli che li hanno trattati come nani da giardino da disporre a proprio piacimento sui “nostri” monti e nei “nostri” boschi?

http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_fatal_bear_attacks_in_North_America

Il massimo numero di attacchi [di lupi] furono registrati negli anni Novanta del Seicento: proprio il decennio durante il quale lo scrittore francese Charles Perrault scrisse la fiaba di Cappuccetto Rosso (Le petit chaperon rouge).

Stéphane Frioux, “Storia del lupo. Un libro di Jean-Marc Moriceau”

http://www.issm.cnr.it/demetrapdf/boll_20_2009/Pagine%20da%20demetra_imp%2020_frioux.pdf

Nel periodo compreso tra il 1645 e il 1715, proprio nell’intervallo centrale della piccola era glaciale, le macchie solari rilevate furono insolitamente poche, con alcuni anni senza la rilevazione di alcuna macchia

http://it.wikipedia.org/wiki/Piccola_era_glaciale

I ricercatori Matt Penn e William Livingston del National Solar Observatory prevedono che il ciclo solare 25 sarà caratterizzato da un’assenza totale di macchie solari; “se il sole in realtà sta entrando in una fase sconosciuta del ciclo solare, allora dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per comprendere i collegamenti tra attività solare e clima“, osserva Lika Guhathakurta della NASA.

http://www.meteoweb.eu/2014/05/lattuale-ciclo-solare-i-bassi-dal-1755-quali-conseguenze-clima/284511/

global_sea_ice_extent_zoomed_2014_day_226_1981-2010

ghiacci marini 290.000 km quadrati più estesi della media da quando si eseguono le misurazioni

ghiacci artici molto più spessi che nel 2013 (anno di forte ripresa rispetto al 2012)

ghiacci artici molto più spessi che nel 2013 (anno di forte ripresa rispetto al 2012)

10448230_10202102284312538_888840596806472238_ntemperature globali stabili (in leggero calo rispetto al 2002)

Alle condizioni meteo estreme tipiche di ogni transizione climatica già si imputa l’intensificarsi degli attacchi letali di orsi russi (Bear attacks leave at least three people dead in Siberia and far-east Russia, Guardian, 1 agosto 2014).

In una vasta regione siberiana, la Sacha-Jacuzia, un superbranco di lupi da 400 esemplari ha tenuto sotto assedio la cittadina di Verkhoyansk, con i residenti costretti a pattugliare le strade in attesa dei soccorsi governativi. Un fenomeno assolutamente inedito (in genere un branco è formato da 6-20 lupi al massimo) riconducibile alla scarsità di cibo di una serie di inverni particolarmente rigidi (Wolf attacks lead to state of emergency in Russia’s Siberia region, Telegraph, 6 gennaio 2013).

Situazione analoga a Haines, in Alaska: una lupa disperata e affamata ha attaccato una giovane donna e i suoi quattro cani, divorandone uno, a marzo del 2014, in pieno giorno (Wolf kills, eats dog after battle with owner in daylight attack near Haines, Alaska Dispatch News, 17 marzo 2014).

Nei quartieri residenziali di Vancouver gli orsi, in cerca di cibo, cercano di forzare le porte delle auto, se sentono che c’è del cibo avanzato (Bear Attacks Car In West Vancouver: Police, Huffington Post, 14 giugno 2013). Alcuni orsi (neri) cercano perfino di accedere ai freezer collocati nei garage (Mother bear attacks B.C. man in Vancouver suburb, CBC News, 8 agosto 2011) ed entrano in casa se avvertono odore di cibo (North Vancouver woman recovering after getting attacked by a bear in her own home, Global News, 23 luglio 2014). Neppure lo spray anti-orsi riesce a fermare un grizzly (B.C. hikers narrowly escape grizzly bear attack, CTV News Vancouver, 5 luglio 2013), anche se una suoneria con Justin Bieber può essere efficace, in Russia (Justin Bieber saves man from bear attack, New York Post, 5 agosto 2014). Pure i Megadeth possono tornare utili (Heavy metal saves Norwegian boy from wolves, RiaNovosti, 20 gennaio 2011).

La fame spinge i puma a vedere negli esseri umani delle prede: succede a Tofino, sull’Isola di Vancouver, Couple in B.C. cougar mauling open up about being stalked and attacked – and fighting back, The Globe & Mail, 29 ottobre 2013). Sull’Isola di Vancouver gli orsi attaccano anche i campeggiatori dormienti aggredendoli nelle loro tende (Two hurt in bear attack, Westerly News, 22 luglio 2010).

http://www.futurables.com/2014/08/23/lalba-del-pianeta-degli-orsi-e-limpero-dei-lupi-fobie-ingenuita-fanatismi-diritti-e-un-po-di-buon-senso/

Ora sulle Alpi ci sono linci, orsi, lupi e sciacalli…e uomini.
E’ in arrivo una glaciazione che ci coglierà impreparati.
http://www.futurables.com/2014/06/06/fimbulvetr-ci-serve-un-centro-studi-sullimpatto-del-mutamento-climatico-in-trentino-alto-adige/

Lotta per la sopravvivenza…

27 miliardi di dollari spesi per studiare le emissioni di CO2!
0 dollari (finora) per studiare le possibili misure di adattamento ad una glaciazione.

Cassandra, l’inascoltata: “È frequente l’attribuzione dell’appellativo “Cassandra” alle persone che, pur annunciando eventi sfavorevoli giustamente previsti, non vengono credute, e viene detta “sindrome di Cassandra” la condizione di chi formula ipotesi pessimistiche ed è convinto di non poter fare nulla per evitare che si realizzino”.
http://it.wikipedia.org/wiki/Cassandra_%28mitologia%29

Staremo a vedere chi avrà ragione.

fig1-1024x399immagine tratta da http://www.attivitasolare.com/glaciazione-wurm/

Il sesto inverno

the+sixth+winter+0001

 

Il vortice dell’uragano sta risucchiando aria estremamente fredda dalla troposfera esterna…

“Ma l’aria non dovrebbe riscaldarsi prima di raggiungere il suolo?”

“Dovrebbe. Ma non è così. L’aria sta scendendo troppo rapidamente”.

“Si tratta di un episodio isolato?”

“Temo di no”.

“Abbiamo individuato due supercelle in aggiunta a quello sopra Scozia”.

“Una nel nord del Canada ….. ed un’altra sulla Siberia”.

“E sappiamo i loro percorsi previsti?”

“Sì. Le nostre stime precedenti di sei a otto settimane non ci sono andate neppure vicino. Questa tempesta sta per cambiare il volto del nostro pianeta”.

“L’aria sarà così fredda, che ti può far assiderare in pochi secondi”

“Quando sarà finita, ghiaccio e neve copriranno l’intero emisfero settentrionale. Il ghiaccio e la neve riflettono la luce del sole. L’atmosfera della Terra si riassesterà ad una temperatura media vicina a quella dell’ultima era glaciale.

“Ebbene, cosa possiamo fare?”

“Spostarsi quanto più a sud sia possibile”.

copione de “L’Alba del giorno dopo

http://www.script-o-rama.com/movie_scripts/d/day-after-tomorrow-script-transcript.html

La produttività biologica del lago esaminato in Irlanda si è azzerata nel giro di pochi mesi, forse un anno. Tale calo nella produttività  è inequivocabilmente legato ad una caduta verticale della temperatura dell’aria. Altri studiosi, interrogati sui risultati di questa ricerca, si dicono convinti che i dati possano rivelarsi coerenti e corretti. Infatti, gli ultimi carotaggi effettuati in Groenlandia indicavano una transizione tra 1 e 3 anni. Quindi apparentemente vi è coerenza con i dati irlandesi.

Claudio Gravina, Climatemonitor

Quando l’atmosfera si raffredda, la corrente a getto diventa più irregolare, oscilla a zig-zag, prima a nord poi a sud, e diventa molto debole e sensibili ai disturbi causati dalla temperatura del mare e dalla presenza di neve e ghiaccio sulla terra e sul mare le recenti avverse condizioni meteorologiche nel Nord America e altrove sono una conseguenza di questo andamento debole e più irregolare delle correnti atmosferiche… Un flusso dominante da nord-ovest a sud-est si stabilisce su tutto il territorio degli Stati Uniti ad est delle Montagne Rocciose, favorendo il flusso verso sud della corrente a getto e il raffreddamento di un vasto tratto di oceano a sud di Terranova.

John Gribbin e Douglas Orgill, “The Sixth Winter”, 1979

L’uomo è responsabile di una parte del riscaldamento globale, ma la maggior parte è naturale.

L’unica cosa di cui preoccuparsi riguardo al riscaldamento globale è il danno causato dalle preoccupazioni stesse. Perché alcuni scienziati si preoccupano? Forse perché sentono che smettere di preoccuparsi può significare smettere di essere pagati. La Terra ha vissuto un ciclo continuo di ere glaciali per milioni di anni. Il freddo, con periodi glaciali che interessano i poli e le medie latitudini, persiste per circa 100.000 anni, fasi scandite da più brevi periodi più caldi, chiamati interglaciali. Tutte le glaciazioni iniziano con un periodo di riscaldamento globale. [Questi riscaldamenti] sono i precursori di nuove ere glaciali. In realtà il riscaldamento è una cosa buona. Le glaciazioni sono mortali e possono anche uccidere milioni di persone. L’umanità non può bloccarle. Proprio come l’umanità non può influire sul clima a lungo termine del pianeta, non può impedire che una glaciazione abbia luogo. Il clima è governato principalmente dal Sole.

Le attività umane possono avere un certo impatto sulla transizione verso condizioni glaciali, aumentando il flusso d’acqua polare e accelerando l’avvento di una glaciazione. Quello che sta accadendo è molto simile al precedente di 115 mila anni fa, quando si è innescata l’ultima glaciazione. È difficile da capire, ma è davvero così: l’ultima glaciazione è stata accompagnata dalla crescita della temperatura media globale, ossia dal riscaldamento globale.

Quel che accadde fu che il Sole riscaldò più i tropici e raffreddò l’Artico e l’Antartico. Poiché i tropici sono molto più grandi dei poli, la temperatura media globale aumentava. Ma in aumento era anche la differenza di temperatura tra oceani e poli, cioè la condizione fondamentale di espansione dei ghiacci polari. Che ci crediate o no, l’ultima glaciazione è cominciata con un riscaldamento globale!

Man mano che più vapore acqueo arriva ai poli l’Antartide produce iceberg e si addensa, mentre il centro del polo nord si libera dai ghiacci e le latitudini più basse subiscono nevicate pesanti che a poco a poco iniziano a migrare verso sud.

Un deterioramento globale del clima, di un ordine di grandezza maggiore di qualunque finora sperimentato dall’umanità civilizzata, è una possibilità molto reale e in effetti può avvenire in tempi rapidi, anche in una dozzina d’anni.

Man mano che il ghiaccio inizia a procedere verso sud dal Mare Artico la produzione di cibo si ridurrà notevolmente ci saranno abbondanti anomalie climatiche alle latitudini settentrionali ma anche meridionali. Potrebbero verificarsi tempeste globali. In alcune regioni potrebbero verificarsi ondate di freddo anomalo, mentre altre arrostirebbero con picchi di temperature mai viste prima dalla nostra civiltà.

Ed è esattamente ciò che sta accadendo ora.

George Kukla, luminare della paleoclimatologia, ex Columbia University, ricercatore presso il Lamont-Doherty Earth Observatory, 2007-2011

Nel 1974 il Dr. George Kukla del Lamont-Doherty Geological Observatory misurò un raddoppio della copertura nevosa artica durante gli anni 1968-1972. Notò che la copertura media della neve era aumentata di quattro milioni di chilometri quadrati durante l’inverno del 1971. Stimò che sette inverni consecutivi di analoga severità sarebbero bastati per far raggiungere ai ghiacci artici l’estensione dell’ultima era glaciale (con analogo effetto albedo)

10473051_755612014502004_971636439699295627_n

Sappiamo che un rimbalzo glaciale si manifesta nel giro di pochi mesi – forse settimane – una volta che saltano certi meccanismi di riequilibrio e il sistema raggiunge un punto di non ritorno, oltrepassato il quale deve trovare un diverso assetto in un contesto caotico.

Lo comprova lo studio forse più meticoloso mai eseguito in questo campo, effettuato sui depositi di fanghiglia del lago irlandese Lough Monreagh. Spiega il geologo William Patterson: “Il tutto sarebbe accaduto repentinamente per chi si fosse trovato a vivere in quell’epoca. E’ l’equivalente di prendere la Gran Bretagna e spostarla nell’Artico nel giro di pochi mesi

thedayafterÈ il ben noto scenario descritto nel film catastrofista “L’Alba del giorno dopo” (2004), a sua volta tratto dal romanzo “The Coming Global Superstorm” di Art Bell and Whitley Strieber (1999). Va detto che il film – molto amato da Al Gore che lo distribuiva gratuitamente ai suoi eventi – e il libro sono di scuola serrista, ossia incolpano l’uomo del cambiamento climatico che innesca la glaciazione.

421_3Prima dell’uscita del suddetto film un rapporto commissionato dal Pentagono illustrava scenari analoghi (sempre di matrice serrista).

Nello scenario considerato il riscaldamento globale raggiunge il suo picco (fortissimo scioglimento dei ghiacci artici nel periodo estivo) intorno al 2010 (è successo nel 2012). L’effetto più grave è che la Corrente del Golfo non riesce più a portare acqua calda e salata verso l’Europa settentrionale mentre le accentuate precipitazioni nel Nord Atlantico aggiungono altra acqua fredda e dolce.

L’impatto è rapido ma si sviluppa nel corso di un decennio, tra il 2010 ed il 2020.

Le temperature precipitano di diversi gradi in Europa e leggermente meno nel Nord America e nell’Asia settentrionale. Siccità in Europa e Nord America. Tempeste di neve diventano più frequenti. Venti più forti.

Siccità prolungata in Cina ed Europa. Altre aree secche diventano umide.

Il raffreddamento dell’area del Nord Atlantico diventa sempre più intenso ed imprevedibile. La neve si accumula e quindi il fresco si prolunga anche in estate. La circolazione atmosferica ne risulta alterata. Dopo il 2015 (per noi sarebbe il 2017, tenuto conto della discrepanza tra scenario e realtà) il freddo comincia a farsi sentire nell’Europa meridionale ed in Nord America. Correnti fredde soffiano attraverso il continente europeo danneggiando l’agricoltura. La siccità ed il vento producono tempeste di sabbia/polvere.

Intorno al 2020 il clima europeo rassomiglia quello siberiano.

L’Europa sarà la più pesantemente colpita dal cambiamento climatico.

Il clima dell’Europea nord-occidentale sarà più freddo, secco e ventoso rendendola molto simile alla Siberia. L’Europa meridionale subirà un cambiamento minore ma verrà colpita da violenti e intermittenti raffreddamenti e da rapidi sbalzi di temperatura. L’Europa meridionale dovrà arginare l’emigrazione dalle nazioni scandinave e dall’Europea settentrionale di popoli in cerca di tepore, così come l’emigrazione dai paesi duramente colpiti in Africa e altrove. Entro il 2030 circa il 10% della popolazione europea si sarà trasferito in un paese diverso da quello di residenza, per ragioni climatiche.

Gli Stati Uniti e la Cina vedranno un deterioramento della produzioni agricola.1910113_755613024501903_9165003354908083397_n

 

Qualche anno prima, nel 1979, quando ormai era in ascesa la propaganda del catastrofismo serrista, uno scienziato e divulgatore dalle credenziali impeccabili, John Gribbin (dottorato in astrofisica a Cambridge, affiliato al dipartimento di astronomia dell’Università del Sussex, pluripremiato divulgatore scientifico per Nature e New Scientist, e per numerose testate giornalistiche, tra cui The Times e The Indipendent), pubblicava “The Sixth Winter” (Il sesto inverno), un romanzo-saggio glacialista estremamente istruttivo, che ricapitolava quelle che erano state le argomentazioni di moltissimi climatologi dell’epoca, i quali ammonivano che la fine dell’interglaciale era prossima.

A distanza di 35 anni il testo ha acquistato un sinistro carattere ammonitorio.

Sembra descrivere quel che sta accadendo in questi mesi.

A pagina 21 e 22 vengono riproposte le tesi del suo articolo “The Climatic Threat”, pubblicato da Analog Annual nel marzo del 1976: Temperature in moderato calo, ghiacci polari che avanzano, ma soprattutto condizioni meteorologiche estreme che perdurano per mesi nell’emisfero settentrionale a causa del raffreddamento del Nord Atlantico e correnti a getto che hanno perso forza e zigzagano. Questo fenomeno causa forti innevamenti che non arrivano a sciogliersi completamente nelle successive estati. Nel romanzo si annuncia che al 6 anno consecutivo di ripetizione di questo evento si arriverebbe al PUNTO DI NON RITORNO (in corsivo nel testo, per enfatizzarlo), con la fine dell’interglaciale e l’incedere di una nuova era glaciale:

Should such a pattern of jet stream zigzag and “blocking high” conditions recur over five or six reasonably closely-spaced winters, with summer sunshine insufficient to melt all the snow from each preceding winter, this may quite rapidly build snow cover over the north-eastern part of North America beyond THE POINT OF NO RETURN. Snow cover may similarly build over northern USSR possibly triggering an Ice Age.

John Gribbin, “The Sixth Winter”, 1979, p. 23

 Alcuni dei passaggi chiave del libro che potrebbero aiutarci ad affrontare ciò che ci attende:

  • 20000 anni fa la linea dei ghiacci passava da Seattle a Baltimora, poco a nord di Washington. Linea Bristol-Londra-Berlino-Varsavia;
  • La cartina all’inizio del libro però mostra una diversa linea: arriverebbe a lambire Vancouver, Philadelphia, Londra, Colonia, Breslavia, Kiev. Tutto ciò che sta a nord di questa linea sarebbe perso per sempre, sminuzzato e smaltito dai ghiacciai, mentre la Russia asiatica sarebbe libera dai ghiacci, come pure gran parte dell’Alaska;
  • Un decennio per sprofondare in una glaciazione (effetto albedo) e poi qualche secolo per arrivare al miglio di spessore di ghiaccio (125 anni per un’era glaciale a pieno titolo);
  • Impossibile sfamare tutti senza una rivoluzione tecnologica;
  • Le nuove condizioni climatiche risvegliano nei lupi una memoria ancestrale: si riorganizzano in grossi branchi di centinaia di esemplari (normalmente sono meno di una decina e non più di 20 quando è molto freddo). Sono aggressivi, disposti a mangiare carcasse e avanzi (AGGIORNAMENTO: sta già succedendo – un superbranco da 400 esemplari in Russia);
  • Quando il clima si raffredda le correnti a getto (jet stream) diventano instabili, le correnti atmosferiche cominciano a oscillare verso sud e verso nord cambiando il clima. A un certo punto queste stesse correnti non cambiano solo direzione orizzontalmente. Possono anche scendere a terra improvvisamente.
  • Compaiono dei tornado di ghiaccio che causano decine di migliaia di morti e fanno precipitare le temperature a -75 gradi C ai loro margini, a ottobre. Sono magneticamente attirati dall’acqua, dai fiumi. Il tornado scava un cratere al momento dell’atterraggio ma poi, quando si stabilizza e inizia a muoversi, lo fa in superficie. Si muove alla ricerca di calore, di meno freddo. Per questo mammuth congelati istantaneamente. Per questo l’acqua e le città sono più a rischio.
  • Il vortice polare non si ritira in primavera ed estate e il clima che sarebbe normale in Alaska diventa normale in Canada e negli USA;
  • Siccità nel Sahara ma anche in India, carestie in India per assenza di piogge monsoniche. Sempre in India, temperature come a Manchester;
  • Centinaia di migliaia di sfollati senza casa. Baite in legno meglio delle tende. Fiumi cambiano il loro corso e inondano le aree circostanti;
  • Un mese in meno di estate;
  • Oleodotti e gasdotti bloccati;
  • Più iceberg (tabulari) nel Mare del Nord, come se fosse l’Antartico; speronano e abbattono le piattaforme petrolifere;
  • Tonnellate di neve in Alaska, non si sa dove mettere quella rimossa con gli spartineve. Anchorage da evacuare;
  • Porti nordici bloccati dal ghiaccio. Impensabile far arrivare il petrolio del Mare del Nord a nord di Harwich: troppo ghiaccio. Meglio Bristol e le coste occidentali, più protette;
  • Sempre procedere con due mezzi in condizioni invernali, casomai un veicolo si rompesse;
  • Il Sahara comincia a rinverdirsi da nord, mentre a sud si espande;
  • Neve cade per due settimane senza posa attraverso tutto l’emisfero settentrionale;
  • Carri armati usati come trattori per estrarre i veicoli dalla neve;
  • Newcastle tagliata fuori dal resto del paese per 5 giorni (2000 morti);
  • grandi opportunità per chi è interdisciplinare e poliglotta, perché i politici hanno bisogno di prendere delle decisioni e non sanno di chi fidarsi (ehehehe);
  • Nessuno si immaginava che gli eventi potessero raggiungere un punto di non ritorno nel giro di poche settimane. Ci si aspettava che ci mettessero almeno 2-3 anni. Ma la morte in massa dei mammuth lungo la costa settentrionale della Siberia 40mila anni fa era un monito;
  • Animali reagiscono istintivamente alle trasformazioni. Hanno avvertito il cambiamento ma gli esperti che li monitoravano non hanno capito la ragione del loro comportamento. Occasioni sprecate.
  • Probabile uno scenario Wurm/Wisconsin (80mila anni fa), quello della glaciazione terminata 12000 anni fa.
  • Il sud della Francia (ergo:  Toscana e Liguria) avrà un clima scozzese o scandinavo.
  • Africa mantiene il suo equilibrio ecologico e demografico perché deserto si espande a sud ma contrae a nord;
  • Ci si aiuta perché non siamo ratti, lupi o formiche, ma esseri umani. Sorprendente reazione: più cooperazione che legge della giungla (anche perché chi viene ostracizzato muore).
  • La democrazia non è condannata e non serve farsi prendere dal panico. Serve sviluppo tecnologico e cooperazione planetaria. La glaciazione non se ne andrà velocemente per via dell’effetto albedo. Non cambierà nulla per almeno 3mila anni, nella più ottimistica delle ipotesi. Solo una combinazione di allineamenti planetari, irraggiamento solare e attività solare crea gli interglaciali. Durerà più probabilmente per 40mila anni;
  • Interruzione del chinook/föhn che permette al grano di crescere nelle pianure dell’Alberta e del Saskatchewan e si fa sentire fino in Colorado (problemi anche nelle Alpi);
  • Chicago evacuata ma è stato un errore: 200mila morti per colpa dei blizzard (meglio restare chiusi in casa se si hanno risorse). Ad Amburgo 18mila morti per la stessa ragione.
  • Si impara dagli errori. New York non viene evacuata in un colpo solo, nonostante 5 settimane di neve quasi ininterrotta. A Glasgow e Oslo si impara dagli errori altrui: ma 3mila morti a settimana per la fame e il freddo. Profughi dell’Oregon e dello stato del Washington vanno verso Vancouver, profughi canadesi vanno verso gli USA: caos. A Winnipeg si decide di far restare la gente fino a primavera.
  • Non tutto un unico blocco di ghiaccio, per anni e forse secoli ci saranno enclavi prive di ghiaccio (es. Stoccolma);
  • Gli animali migrano stagionalmente: unica chance è nomadismo per almeno una parte della popolazione per diversi anni, finché il ghiaccio non si consolida. Nordici vengono a sud e poi tornano a nord per l’estate. In questo modo più produzione agricola e meno bocche da sfamare;
  • Australia inaridita;
  • Bering torna ad essere un ponte di terra perché il livello degli oceani si abbassa rapidamente, nel giro di un anno (acqua intrappolata nei ghiacci non raggiunge il mare);
  • L’Europa abolisce le frontiere. In tutto il mondo si parla di cooperazione. Profughi climatici in Baviera (inzuppata ma non ghiacciata), in Provenza e nel Sud Italia. Anche Nuovo Messico umido.
  • Grave errore aver ciarlato senza costrutto dopo il primo inverno selvaggio. Il secondo ha trovato il mondo impreparato e il terzo è stato anche peggio (albedo);
  • Intensa attività vulcanica: peso del ghiaccio sulla crosta terrestre fa aumentare attività vulcanica, più polveri nell’aria, meno irraggiamento;
  • Dopo il secondo inverno finiscono i tornado di ghiaccio: fenomeno transitorio, legato al passaggio all’era glaciale;
  • Danimarca e Birmingham al confine dei ghiacci, come British Columbia e Australia (Nuova Zelanda persa);
  • Continuo declino dell’attività solare. Anche se attività solare tornasse a salire, la glaciazione resterà. La condizione naturale del pianeta è quella glaciale. Altri 100mila anni prima che parametri orbitali permettano di uscire dalla glaciazione: facile piombare in una glaciazione, difficile uscirne (anche se l’uscita è comunque rapida);
  • Russi capaci di far funzionare industrie in Siberia, sui ghiacci;
  • Brasile paese perfetto: non cambia praticamente nulla. Civiltà umana diventa tropicale. Africa sub-sahariana nuovo fulcro. Da civiltà interglaciale a civiltà glaciale;
  • Scienziati devono diventare politici e vice versa;
  • Senza l’epoca interglaciale l’evoluzione umana sarebbe stata diversa. Si sarebbero probabilmente sviluppate facoltà telepatiche/extra-sensoriali necessarie alla sopravvivenza, magari anche capacità di comunicare con gli animali. L’Umanità deve adattarsi e diventare Homo sapiens hibernus.

 

La morte della Repubblica (Matteolo Augustolo)

0

Se in casa mi offendono, il tuo cuore sopporti di vedermi soffrire, anche se mi trascinassero per i piedi alla porta o mi bersagliassero di colpi, se lo vedi, sopporta; pregali soltanto di smettere dalle loro follie con parole amabili: certo non ti obbediranno, perché su di loro incombe il giorno fatale.

Odisseo/Ulisse al figlio Telemaco

Chi sopporterebbe la frusta e l’ingiuria del tempo, i torti dell’oppressore, le contumelie del superbo, i dolori dell’amore disprezzato, i ritardi della giustizia, l’insolenza del potere, gli scherni che il meritevole pazientemente subisce da parte di gente indegna?

Amleto

Il professor Luciano Canfora, sostiene che artisti, poeti, storici e tutta la classe intellettuale è stata chiamata a celebrare il suo programma politico ed è per questo che lo ricordiamo: fu l’inventore della comunicazione in senso moderno…In Augusto colpisce la progressione inesorabile: a diciannove anni è quasi sconosciuto, a trenta è padrone di un impero che governa un terzo del genere umano.
http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma/augusto/23822/default.aspx

Renzi

“L’elettorato democratico e le riforme di Edipo”
Testo di Raniero la Valle, presidente dei Comitati Dossetti per la Costituzione.

[...].

Nel merito il Senato delle Autonomie significa distruggere le Autonomie, decapitandole dei loro rappresentanti eletti – sindaci, consiglieri regionali o Presidenti di giunta che siano – togliendoli dal territorio. Se gli eletti come sindaci o come esponenti delle Regioni devono davvero contribuire alla legislazione come senatori e sono pagati per questo dai loro cittadini, devono venire a Roma ogni settimana perchè per chiedere di intervenire sulle leggi approvate dalla Camera il Senato ha tempi strettissimi, dieci giorni dalla trasmissione della legge da Montecitorio e solo cinque giorni se le leggi sono approvate con la procedura della “ghigliottina”; e poi il Senato ha trenta giorni o solo quindici per proporre le modifiche; e ha solo quindici giorni per le modifiche alle leggi riguardanti il bilancio ex articolo 81; questo vuol dire che se un senatore o il Senato stesso salta una settimana, passa il treno e sulle leggi fatte dalla Camera non ci si può fare niente; perciò il Senato deve sedere in permanenza come la Camera. Quindi o i senatori fanno morire il Senato disertandolo, o il Senato fa morire le autonomie rubando i loro rappresentanti politici e togliendoli dal territorio.

Questo vuol dire che una piccola parte di elettori di fatto ha in mano il destino, la vita o la morte di tutto il popolo. Ma questo non succederebbe solo per la guerra; su ogni legge il governo può pretendere il voto della Camera entro sessanta giorni, e un ritardo, magari provocato dallo stesso governo, costerebbe alla Camera la perdita di ogni potere di emendamento e la legge sarebbe approvata nel testo uscito da Palazzo Chigi.
In questo modo i cittadini perderebbero qualsiasi possibilità di concorrere con metodo democratico attraverso i loro rappresentanti alla determinazione della politica nazionale.

[…]

Augusto_a_Porta_a_Porta

La “generazione di Telemaco” in tal modo non porta a compimento l’opera dei padri. Fa male Renzi ad evocare fantasmi di miti e tragedie antiche che gli si rivoltano contro. Quella che vediamo all’opera è infatti piuttosto la generazione di Edipo, che uccide il padre e carpisce e porta al suicidio la madre. Il problema è che i padri uccisi non sono D’Alema, Bersani o Letta – quelli sono rottamati – ma sono il Senato, il pluralismo politico, il costituzionalismo democratico; e la madre abusata e costretta al suicidio è la Repubblica democratica e parlamentare.

Noi non sappiamo se i riformatori di oggi sono consapevoli delle conseguenze di quello che stanno facendo. In genere i politici non lo sono. Non erano consapevoli delle conseguenze quelli che hanno fatto Maastricht, quelli che hanno fatto l’euro non per visione ma per ideologia, quelli che hanno sbagliato il cambio tra la lira e l’euro, quelli che hanno fatto la guerra all’Iraq, alla Jugoslavia, all’Afghanistan, quelli che hanno fatto i compiti a casa mettendo in Costituzione il pareggio di bilancio, quelli che hanno fatto il Fiscal Compact e ora stanno facendo il Trattato Transatlantico per il commercio e gli investimenti con gli Stati Uniti. I riformatori di oggi non hanno cattive intenzioni, piuttosto mancano di profezia, sono come gli apprendisti stregoni di un film un tempo famoso; non sono neanche in grado di salvaguardare il loro potere. Per questo io non temo il primo Renzi, ma temo il secondo Renzi o il dopo Renzi, quando saremo senza Senato elettivo e senza controllo sul governo e avremo l’Italicum che fa il deserto delle opposizioni e istituisce un Aventino per obbligo di legge, lasciando solo due partiti, cioè due rotaie su cui può passare un unico treno. E’ possibile che non ci sarà un regime di Renzi, che è troppo conflittivo e provocatorio per essere accettato alla lunga dal sistema politico, ma stiamo creando grandi chances per un regime dopo Renzi, o che sia lui stesso a riproporsi come quello che voleva salvare l’Italia e l’Europa e che ne è stato impedito da conservatori di ogni natura e dai ribelli del suo stesso partito, o che sia qualcun altro dopo di lui. La destra palese è sempre pronta in Italia a venire fuori dalla destra occulta.

[…]

http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=3160

Nel merito il Senato delle Autonomie significa distruggere le Autonomie, decapitandole dei loro rappresentanti eletti – sindaci, consiglieri regionali o Presidenti di giunta che siano – togliendoli dal territorio. Se gli eletti come sindaci o come esponenti delle Regioni devono davvero contribuire alla legislazione come senatori e sono pagati per questo dai loro cittadini, devono venire a Roma ogni settimana perchè per chiedere di intervenire sulle leggi approvate dalla Camera il Senato ha tempi strettissimi, dieci giorni dalla trasmissione della legge da Montecitorio e solo cinque giorni se le leggi sono approvate con la procedura della “ghigliottina”; e poi il Senato ha trenta giorni o solo quindici per proporre le modifiche; e ha solo quindici giorni per le modifiche alle leggi riguardanti il bilancio ex articolo 81; questo vuol dire che se un senatore o il Senato stesso salta una settimana, passa il treno e sulle leggi fatte dalla Camera non ci si può fare niente; perciò il Senato deve sedere in permanenza come la Camera. Quindi o i senatori fanno morire il Senato disertandolo, o il Senato fa morire le autonomie rubando i loro rappresentanti politici e togliendoli dal territorio.

Italicum, questo vuol dire che una piccola parte di elettori di fatto ha in mano il destino, la vita o la morte di tutto il popolo. Ma questo non succederebbe solo per la guerra; su ogni legge il governo può pretendere il voto della Camera entro sessanta giorni, e un ritardo, magari provocato dallo stesso governo, costerebbe alla Camera la perdita di ogni potere di emendamento e la legge sarebbe approvata nel testo uscito da Palazzo Chigi.
In questo modo i cittadini perderebbero qualsiasi possibilità di concorrere con metodo democratico attraverso i loro rappresentanti alla determinazione della politica nazionale.

- See more at: http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=3160#sthash.b9vfBLkt.dpuf

Nel merito il Senato delle Autonomie significa distruggere le Autonomie, decapitandole dei loro rappresentanti eletti – sindaci, consiglieri regionali o Presidenti di giunta che siano – togliendoli dal territorio. Se gli eletti come sindaci o come esponenti delle Regioni devono davvero contribuire alla legislazione come senatori e sono pagati per questo dai loro cittadini, devono venire a Roma ogni settimana perchè per chiedere di intervenire sulle leggi approvate dalla Camera il Senato ha tempi strettissimi, dieci giorni dalla trasmissione della legge da Montecitorio e solo cinque giorni se le leggi sono approvate con la procedura della “ghigliottina”; e poi il Senato ha trenta giorni o solo quindici per proporre le modifiche; e ha solo quindici giorni per le modifiche alle leggi riguardanti il bilancio ex articolo 81; questo vuol dire che se un senatore o il Senato stesso salta una settimana, passa il treno e sulle leggi fatte dalla Camera non ci si può fare niente; perciò il Senato deve sedere in permanenza come la Camera. Quindi o i senatori fanno morire il Senato disertandolo, o il Senato fa morire le autonomie rubando i loro rappresentanti politici e togliendoli dal territorio.

Italicum, questo vuol dire che una piccola parte di elettori di fatto ha in mano il destino, la vita o la morte di tutto il popolo. Ma questo non succederebbe solo per la guerra; su ogni legge il governo può pretendere il voto della Camera entro sessanta giorni, e un ritardo, magari provocato dallo stesso governo, costerebbe alla Camera la perdita di ogni potere di emendamento e la legge sarebbe approvata nel testo uscito da Palazzo Chigi.
In questo modo i cittadini perderebbero qualsiasi possibilità di concorrere con metodo democratico attraverso i loro rappresentanti alla determinazione della politica nazionale.

- See more at: http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=3160#sthash.b9vfBLkt.dpuf

Nel merito il Senato delle Autonomie significa distruggere le Autonomie, decapitandole dei loro rappresentanti eletti – sindaci, consiglieri regionali o Presidenti di giunta che siano – togliendoli dal territorio. Se gli eletti come sindaci o come esponenti delle Regioni devono davvero contribuire alla legislazione come senatori e sono pagati per questo dai loro cittadini, devono venire a Roma ogni settimana perchè per chiedere di intervenire sulle leggi approvate dalla Camera il Senato ha tempi strettissimi, dieci giorni dalla trasmissione della legge da Montecitorio e solo cinque giorni se le leggi sono approvate con la procedura della “ghigliottina”; e poi il Senato ha trenta giorni o solo quindici per proporre le modifiche; e ha solo quindici giorni per le modifiche alle leggi riguardanti il bilancio ex articolo 81; questo vuol dire che se un senatore o il Senato stesso salta una settimana, passa il treno e sulle leggi fatte dalla Camera non ci si può fare niente; perciò il Senato deve sedere in permanenza come la Camera. Quindi o i senatori fanno morire il Senato disertandolo, o il Senato fa morire le autonomie rubando i loro rappresentanti politici e togliendoli dal territorio.

Italicum, questo vuol dire che una piccola parte di elettori di fatto ha in mano il destino, la vita o la morte di tutto il popolo. Ma questo non succederebbe solo per la guerra; su ogni legge il governo può pretendere il voto della Camera entro sessanta giorni, e un ritardo, magari provocato dallo stesso governo, costerebbe alla Camera la perdita di ogni potere di emendamento e la legge sarebbe approvata nel testo uscito da Palazzo Chigi.
In questo modo i cittadini perderebbero qualsiasi possibilità di concorrere con metodo democratico attraverso i loro rappresentanti alla determinazione della politica nazionale.

- See more at: http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=3160#sthash.b9vfBLkt.dpuf

Nel merito il Senato delle Autonomie significa distruggere le Autonomie, decapitandole dei loro rappresentanti eletti – sindaci, consiglieri regionali o Presidenti di giunta che siano – togliendoli dal territorio. Se gli eletti come sindaci o come esponenti delle Regioni devono davvero contribuire alla legislazione come senatori e sono pagati per questo dai loro cittadini, devono venire a Roma ogni settimana perchè per chiedere di intervenire sulle leggi approvate dalla Camera il Senato ha tempi strettissimi, dieci giorni dalla trasmissione della legge da Montecitorio e solo cinque giorni se le leggi sono approvate con la procedura della “ghigliottina”; e poi il Senato ha trenta giorni o solo quindici per proporre le modifiche; e ha solo quindici giorni per le modifiche alle leggi riguardanti il bilancio ex articolo 81; questo vuol dire che se un senatore o il Senato stesso salta una settimana, passa il treno e sulle leggi fatte dalla Camera non ci si può fare niente; perciò il Senato deve sedere in permanenza come la Camera. Quindi o i senatori fanno morire il Senato disertandolo, o il Senato fa morire le autonomie rubando i loro rappresentanti politici e togliendoli dal territorio.

Italicum, questo vuol dire che una piccola parte di elettori di fatto ha in mano il destino, la vita o la morte di tutto il popolo. Ma questo non succederebbe solo per la guerra; su ogni legge il governo può pretendere il voto della Camera entro sessanta giorni, e un ritardo, magari provocato dallo stesso governo, costerebbe alla Camera la perdita di ogni potere di emendamento e la legge sarebbe approvata nel testo uscito da Palazzo Chigi.
In questo modo i cittadini perderebbero qualsiasi possibilità di concorrere con metodo democratico attraverso i loro rappresentanti alla determinazione della politica nazionale.

- See more at: http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=3160#sthash.b9vfBLkt.dpuf

Noi non sappiamo se i riformatori di oggi sono consapevoli delle conseguenze di quello che stanno facendo. In genere i politici non lo sono. Non erano consapevoli delle conseguenze quelli che hanno fatto Maastricht, quelli che hanno fatto l’euro non per visione ma per ideologia, quelli che hanno sbagliato il cambio tra la lira e l’euro, quelli che hanno fatto la guerra all’Iraq, alla Jugoslavia, all’Afghanistan, quelli che hanno fatto i compiti a casa mettendo in Costituzione il pareggio di bilancio, quelli che hanno fatto il Fiscal Compact e ora stanno facendo il Trattato Transatlantico per il commercio e gli investimenti con gli Stati Uniti. I riformatori di oggi non hanno cattive intenzioni, piuttosto mancano di profezia, sono come gli apprendisti stregoni di un film un tempo famoso; non sono neanche in grado di salvaguardare il loro potere. Per questo io non temo il primo Renzi, ma temo il secondo Renzi o il dopo Renzi, quando saremo senza Senato elettivo e senza controllo sul governo e avremo l’Italicum che fa il deserto delle opposizioni e istituisce un Aventino per obbligo di legge, lasciando solo due partiti, cioè due rotaie su cui può passare un unico treno. E’ possibile che non ci sarà un regime di Renzi, che è troppo conflittivo e provocatorio per essere accettato alla lunga dal sistema politico, ma stiamo creando grandi chances per un regime dopo Renzi, o che sia lui stesso a riproporsi come quello che voleva salvare l’Italia e l’Europa e che ne è stato impedito da conservatori di ogni natura e dai ribelli del suo stesso partito, o che sia qualcun altro dopo di lui. La destra palese è sempre pronta in Italia a venire fuori dalla destra occulta. – See more at: http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=3160#sthash.b9vfBLkt.dpuf
Noi non sappiamo se i riformatori di oggi sono consapevoli delle conseguenze di quello che stanno facendo. In genere i politici non lo sono. Non erano consapevoli delle conseguenze quelli che hanno fatto Maastricht, quelli che hanno fatto l’euro non per visione ma per ideologia, quelli che hanno sbagliato il cambio tra la lira e l’euro, quelli che hanno fatto la guerra all’Iraq, alla Jugoslavia, all’Afghanistan, quelli che hanno fatto i compiti a casa mettendo in Costituzione il pareggio di bilancio, quelli che hanno fatto il Fiscal Compact e ora stanno facendo il Trattato Transatlantico per il commercio e gli investimenti con gli Stati Uniti. I riformatori di oggi non hanno cattive intenzioni, piuttosto mancano di profezia, sono come gli apprendisti stregoni di un film un tempo famoso; non sono neanche in grado di salvaguardare il loro potere. Per questo io non temo il primo Renzi, ma temo il secondo Renzi o il dopo Renzi, quando saremo senza Senato elettivo e senza controllo sul governo e avremo l’Italicum che fa il deserto delle opposizioni e istituisce un Aventino per obbligo di legge, lasciando solo due partiti, cioè due rotaie su cui può passare un unico treno. E’ possibile che non ci sarà un regime di Renzi, che è troppo conflittivo e provocatorio per essere accettato alla lunga dal sistema politico, ma stiamo creando grandi chances per un regime dopo Renzi, o che sia lui stesso a riproporsi come quello che voleva salvare l’Italia e l’Europa e che ne è stato impedito da conservatori di ogni natura e dai ribelli del suo stesso partito, o che sia qualcun altro dopo di lui. La destra palese è sempre pronta in Italia a venire fuori dalla destra occulta. – See more at: http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=3160#sthash.b9vfBLkt.dpuf

http://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/06/alcibiade-il-rottamatore/

La disgraziata condizione umana e la fenice dell’anticristo finanziario

simbolo delle fenice durante la cerimonia di inaugurazione dei giochi olimpici londinesi

simbolo delle fenice durante la cerimonia di inaugurazione dei giochi olimpici londinesi

giochi olimpici di Londra, 2012

giochi olimpici di Londra, 2012

Titolo originale: The Arcane SDR Supra-Macro Asset

di JC Collins

Le previsioni economiche e analisi dell’attuale situazione globale sono errate nel senso che si basano su risultati attesi e presunti. Tali aspettative sono state costruite a partire da premesse obsolete.

Celati alla luce del sole, esistono meccanismi e metodologie facenti parte di un sistema sostitutivo che ha iniziato ad affiorare nel 2009. Il vecchio sistema è imploso nel 2008 e da quel momento in poi abbiamo operato in un contesto diverso.

Nessuno degli indicatori economici o metriche che normalmente misurano e soppesano il successo di un’economia ha alcun senso se filtrato attraverso le direttive del vecchio sistema.

Lo stampare denaro come se piovesse e il tenere bassi i tassi di interesse sono sempre stati seguiti da deflazione e alti tassi di interesse. Il risultato è prevedibile come l’alternarsi delle stagioni. Eppure il sistema vacilla sull’orlo dell’iperinflazione o della depressione deflattiva.

Dovremmo forse credere che gli insegnamenti economici più basilari ed elementari sfuggano a coloro che governano il mondo finanziario? Siamo sull’orlo di un collasso iperinflattivo o di una depressione mossa da un processo deflattivo? O siamo sull’orlo di qualcosa di completamente nuovo e completamente diverso da ciò che ci aspetteremmo?

Sono convinto che siamo di fatto sull’orlo di un nuovo paradigma economico che è stato lentamente costruito dal 2009. Le macchinazioni [N.B. Collins pare usare questo termine emersonianamente, con il duplice significato di intrigo e di comportamento macchinico/meccanico/devitalizzato/entropico] legate a questo nuovo sistema sono ovunque e sempre più visibili ogni giorno che passa. Il caos è solo l’illusione di un disordine. Quello a cui stiamo assistendo è il crollo di ciò che c’era prima e la strutturazione di come le cose finiranno per essere organizzate. Le transizioni si completano in questo modo.

Questo mondo non è controllato da paesi o ideologie. Non è sacrificato all’altare dell’idiozia che caratterizza il degrado dei nostri cosiddetti leader eletti. Gli eserciti non si muovono per ordine di cialtroni ubriachi che si esprimono in termini assoluti.

Leader inutili vengono srotolati davanti alle masse disorganizzate di ogni paese e presentati come soluzioni concrete per i problemi di ieri. Eppure alle masse non si fornisce alcun vero e proprio punto di riferimento o di comprensione per capire l’origine di questi problemi, o se addirittura sono davvero problemi sostanziali.

Il trasferimento di ricchezze [dal basso verso l’alto, NdT] e il suo funzionamento sono tenuti ben nascosti alle masse. Inflazione e deflazione importano molto poco per quelli al di fuori della sfera pubblica.

Il nostro tempo e il nostro lavoro sono la fonte primaria di ricchezza, in ultima analisi, e questa viene trasferita a coloro che controllano la terra e le risorse su cui si sfianca l’umanità.

Costruite sulla terra sono le industrie per lo sviluppo delle risorse e le infrastrutture di supporto. Tutto questo è posseduto direttamente da chi controlla le modalità di creazione del denaro o indirettamente dagli stessi interessi attraverso fondi sovrani e altri analoghi fondi transnazionali.

Le valute e altri beni e strumenti finanziari sono solo metodi per trasferire questa ricchezza. Nel corso della storia l’uomo ha attuato numerosi metodi di trasferimento di ricchezza, da impero a impero, e da uno strumento finanziario all’altro. Il potere d’acquisto è determinato più da imperativi sociologici che economici.
Ciò significa che qualsiasi sistema sia in vigore, il potere d’acquisto, ovvero il potenziale economico delle masse disorganizzate, rimarrà relativamente lo stesso dopo ogni transizione o cambio di paradigma. Coloro che la pensano diversamente si stanno prendendo in giro da soli con illusioni narcisistiche.

Questo è il motivo per cui ho dedicato molto tempo e fatica in questo sito per far conoscere le dinamiche interne di questi meccanismi umani di controllo e conservazione, intesi attraverso le mie esperienze personali.

La vera ricchezza, il tempo ed il lavoro delle masse disorganizzate, si accumula nella parte superiore della piramide e quelli che si trovano in basso continuano ad essere schiacciati dal peso di constanti consolidamenti e accentramenti. La forza di gravità, manifestazione di consolidamento e centralizzazione, esercita un effetto sulla coscienza e sulla materia. L’umanità farebbe bene a contemplare questo processo e il modo in cui determina la forma di tutte le cose [N.B. verosimilmente sta alludendo al parallelo tra l’egotismo più pronunciato e la natura dei buchi neri, NdT].

Ciò che è costante nel processo di accumulazione ["gravitazionale", NdT] è il flusso del tempo e del lavoro indirizzato verso il vertice della struttura sociologica, la cuspide nascosta. Il modello di flusso, o le modalità di avviamento del flusso contano poco, purchè la ricchezza si accumuli ove richiesto. E ricordate sempre che questa ricchezza non si compone di valute o strumenti finanziari, o addirittura di oro: è fatta, in ultima analisi e tragicamente, tempo umano e lavoro.

Dunque il tempo e il lavoro umano sono controllati e consolidati al fine di mantenere un predeterminato equilibrio sociologico ed economico tra una minuscola élite organizzata, occultata in alto, e le grandi masse disorganizzate che compongono la struttura sottostante.

Il modello di flusso e avvio del processo di flusso cambiano di volta in volta. Ora ci troviamo nel mezzo di un periodo di tempo in cui è in atto un cambiamento. Questo cambiamento rappresenta la più grande e manifesta fase di consolidamento e centralizzazione mai vista. Per la prima volta alcuni hanno l’opportunità di scorgere la cuspide nascosta attraverso l’emergente egemonia dei Diritti Speciali di Prelievo.

I DSP sono la fenice che sorgerà dalle ceneri del vecchio mondo finanziario per assidersi in cima alla piramide del tempo e del lavoro umano. Sarà il penultimo strumento di copertura dai rischi derivanti dal crollo delle valute mondiali e, come il sole nel nostro sistema solare, farà orbitare tutte le cose attorno a lui, compresi i simboli monetari delle nazioni, le risorse, i metalli preziosi e tutte le cose di cui si può determinare un valore intrinseco, in ultimo anche i beni immateriali dell’immaginazione umana.

Il dollaro perderà il suo status di riserva mondiale, ma non importa perché l’America potrà beneficiare in misura maggiore sotto i DSP (SDR in inglese: Special Drawing Rights) di quanto sia possibile farlo con il dollaro. Tutte le macchinazioni finanziarie partorite dalla Federal Reserve a partire dal 2008 sono state specificamente progettate per spingere il mondo nell’abbraccio dei DSP [ossia del Fondo Monetario Internazionale, NdT]. Perciò l’America è già pienamente integrata nel sistema finanziario multilaterale che sta per emergere.

Le prove di questo processo “invisibile” non sono difficili da trovare. Abbiamo discusso in questa sede molte volte il fatto che tutte le banche centrali del mondo sono parte del sistema della Banca dei Regolamenti Internazionali. L’edificio BIS in Svizzera è stato progettato simbolicamente come una nuova Torre di Babele biblica. La torre di Babele era il tentativo di tutte le nazioni e popoli di raggiungere il cielo attraverso una sola lingua, o valuta. È fallito e le genti si sono disperse su tutta la terra, parlando lingue diverse. Ora sono tornati a creare l’opportunità di unirsi in una sola voce e lanciarsi verso il cielo, erroneamente concepito come l’immortalità fisica, una corruzione del processo di riscoperta da parte dell’uomo del suo sé immortale [anima, spirito santo, NdT] – [NB: un'ipotetica umanità consapevole e organizzata potrebbe assumere il controllo di questo processo e ridirezionarlo a proprio vantaggio, trasformando i DSP in massicci investimenti finalizzati alla promozione del benessere e della dignità delle masse umane di tutto il pianeta, in modo trasparente e democratico, NdT].

Possiamo anche vedere ciò che è dissimulato nell’annuncio della Banca Asiatica per gli Investimenti (cinese) di sfidare la Banca Mondiale. L’elenco dei paesi interessati a fare affari con questa banca include gli stessi Stati Uniti. Non sembra che l’Occidente sia poi così ostile a chi sfida la sua egemonia.

I DSP esistono in due forme, e questo non è ancora stato ben compreso dalle le masse. Ci sono DSP privati ​​e DSP pubblici, ed entrambi incanalano il flusso di ricchezza verso l’alto.
I DSP pubblici sono quelli ufficiali, sono le riserve ufficiali attualmente ponderate sul valore delle riserve estere denominate nelle rispettive valute che compongono il suo paniere di composizione. I renminbi cinesi saranno aggiunti a questo paniere a partire dalla fine del 2014.

Quelli privati servono al flusso di ricchezza che avviene al di fuori del quadro ufficiale. Alcuni di questi transitano sui conti degli organismi internazionali. I conti di queste organizzazioni sono tenuti in DSP. Anche le tariffe di transito del Canale di Suez sono denominate in DSP.

Alcune delle summenzionate organizzazioni internazionali sono i fondi sovrani globali, come il Fondo Monetario Arabo (FMA).

I conti del FMA sono tenuti in dinari (AAD, Arab Accounting Dinars). Qualcuno ne ha mai sentito parlare? Nulla di cui sorprendersi, ci sono molti aspetti occultati nella transizione verso i DSP.

L’AAR è una valuta regionale utilizzata da tutti i dirigenti del FMA e i decisori sono i membri dei direttivi delle banche centrali della regione medio orientale, compresi l’Iraq e la Siria, così come l’Arabia Saudita e il Kuwait. Pare una valuta regionale, anche se viene impiegata unicamente da fondi sovrani e non dalle banche centrali e dagli stessi governi. Questa situazione cambierà e lo si può capire dal fatto che l’AAD è direttamente collegata al DSP ad un tasso di 1 AAD per ogni 3 DSP.

Come vedete i DSP sono già in uso come sopra-valuta, ma solo nella contabilità dei fondi internazionali che esistono al di fuori del quadro ufficiale. Quelli privati sono già accettati dal mondo finanziario internazionale. Ora è il momento di introdurre quelli pubblici come soluzione ad un problema artefatto.

L’ammontare di DSP pubblici, o riserve ufficiali in valuta estera, può essere aumentato solo da un voto a maggioranza del comitato esecutivo del Fondo Monetario Internazionale. Gli Stati Uniti controllano il voto della maggioranza motivo per cui le riforme della governance approvate nel 2010 sono specificamente pensate per consentire un equo consenso sugli aumenti delle riserve di DSP ufficiali. Anche questo si verificherà entro la fine del 2014.

Le massicce iniezioni di liquidità (quantitative easing: stampa denaro a più non posso) che si stanno svolgendo nel mondo saranno lo strumento per introdurre i DSP.

Tutto il debito sarà ristrutturato attraverso un Meccanismo di Ristrutturazione del Debito Sovrano (MRDS) in obbligazioni denominate in DSP e rilasciate in grandi quantità in tutto il mondo da istituzioni finanziarie sia pubbliche che private. Tutto, comprese le valute e le risorse locali, così come l’oro e l’argento, avrà un prezzo in DSP e il mondo sarà sospinto oltre, verso il futuro, sulle ali fiammeggianti della fenice.

Il potere d’acquisto, o il potenziale economico delle masse disorganizzate, rimarrà lo stesso e l’equilibrio sociologico ed economico tra organizzati e disorganizzati sarà conservato.

Valute locali come i dollari statunitensi e canadesi, insieme a dinari, renminbi, rubli, dong, yen, ecc., diventeranno strumenti microregionali che puntelleranno le macro zone economiche, come l’AAD e l’EURO, che a loro volta sosteranno i DSP multilaterali e sovranazionali.

Le previsioni economiche non riescono a tener conto dell’affermarsi dei DSP privati e pubblici e come un apparentemente bizzarro processo decisionale nel mondo finanziario abbia avuto come unico scopo la costruzione di quella griglia di controllo e quadro di rifermento dal quale emergeranno i DSP globali.

Oggi l’America si affliggerà per il destino del dollaro, domani loderà i DSP planetari. La cuspide della piramide continuerà a restare invisibile, non certo assente”.

FONTE
http://philosophyofmetrics.com/2014/07/03/the-arcane-sdr-supra-macro-asset/

Non credete a JC Collins? Allora leggetevi un Nobel per l’Economia, Robert Mundell (tutto sta avvenendo alla luce del sole, per chi ha occhi per vedere):

http://www.thegoldstandardnow.org/key-blogs/479-mundell-central-banks-gold-sdr

http://www.forbes.com/sites/ralphbenko/2011/06/13/the-emerging-new-monetarism-gold-convertibility-to-save-the-euro/

http://www.shanghaiforum.fudan.edu.cn/en/index.php?c=news&a=detail&aid=1147

http://gulfnews.com/business/economy/economist-calls-for-a-new-global-currency-1.1191382

http://www.europinione.it/economia-globale-una-moneta-globale-unica-valuta-globale-robert-mundell/

UNA NUOVA BRETTON WOODS
http://topics.nytimes.com/top/reference/timestopics/subjects/b/bretton_woods_system/index.html

http://www.forbes.com/sites/ralphbenko/2014/06/16/the-global-importance-of-paul-volckers-call-for-a-new-bretton-woods/

http://www.theguardian.com/commentisfree/brettonwoods

IL CONTESTO GEOPOLITICO
http://www.futurables.com/2014/05/29/festival-delleconomia-2014-elefanti-ignorati-scheletri-occultati-tabu-intatti/

http://www.futurables.com/2014/04/24/la-grande-trasformazione-del-2015-2016-due-scenari/

 

 

Quant’è molesta questa gente che ama la libertà: occorre intervenire!

 

“But you could also think about a means of authentication that you could simply wear on your skin, every day for a week at a time, say an electronic tattoo.” (Regina Dugan, former DARPA head, now Google executive)
These future authentication tattoos would give people colorful, cool design options.

“This pill has a small chip inside of it with a switch. It also has what amounts to an inside-out potato battery. When you swallow it, the acids in your stomach serve as the electrolyte, and they power it up. And the switch goes on and off and it creates an 18-bit ECG-like signal in your body.” This means “essentially your entire body becomes your authentication token.”

http://blogs.computerworld.com/emerging-technologies/22281/future-authentication-pop-daily-password-pill-or-wear-digital-tattoo

Provate a immaginare…se la Russia avesse abbattuto il governo canadese

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

Just_Imagine___PSD_by_daGrevis

Just imagine… If Russia had toppled the Canadian government

by Neil Clark

“Provate a immaginare se il governo democraticamente eletto del Canada fosse stato rovesciato in un colpo di stato finanziato dai russi, in cui estremisti della destra radicale e neo-nazisti avessero svolto un ruolo di primo piano; se il nuovo ‘governo’ eletto a Ottawa avesse [tentato, NdR] di annullare la legge che dà lo status di lingua ufficiale al francese, nominato un oligarca miliardario a governare il Quebec e firmato un accordo di associazione commerciale con un blocco di nazioni guidato da Mosca.

Provate a immaginare …

Se la Russia avesse speso 5 miliardi dollari per un cambio di regime in Canada e poi una delle principali società energetiche canadesi avesse nominato nel suo consiglio di amministrazione il figlio del vicepresidente russo.

[...].

Provate a immaginare …

Se nel 2003 la Russia e i suoi più stretti alleati avessero lanciato un’invasione militare su vasta scala di un paese ricco di petrolio nel Medio Oriente, dopo aver affermato che il paese possedeva armi di distruzione di massa che minacciavano il mondo e che poi queste non fossero mai state rinvenute; se fino a 1 milione di persone fossero state uccise nel massacro che ha seguito l’invasione e che il paese fosse ancora in subbuglio oltre 10 anni dopo; se le imprese russe avessero tratto vantaggio dalla ricostruzione successiva al “cambio di regime”.

Provate a immaginare …

Se i giornalisti filo-russi che avevano fedelmente ripetuto a pappagallo le tesi pro-invasione russa del tal paese del Medio Oriente nel 2003 non si scusassero, né mostrassero alcun segno di contrizione, nonostante l’enorme numero di morti; e invece continuassero a esercitare le loro professioni ben pagate per propagandare altre guerre illegali e ingerenze in altri paesi indipendenti e si permettessero pure di attaccare quei giornalisti onesti che non avevano spacciato menzogne in favore della guerra.

Provate a immaginare …

Se più di quaranta persone che protestavano contro il governo centrale fossero state bruciate da estremisti filo-governativi in Venezuela; se il governo venezuelano avesse lanciato un’offensiva militare contro persone che protestavano per una maggiore autonomia / federalizzazione dopo le visite da parte del capo dell’intelligence russa e di Dmitry Medvedev a Caracas .

Provate a immaginare ….

Se lo scorso agosto oltre seicento persone accampate per protestare contro il governo di Minsk in Bielorussia fossero state massacrati dalle forze armate; se questa primavera i tribunali in Bielorussia avessero comminato condanne a morte per oltre 600 sostenitori dei partiti di opposizione.

Provate a immaginare ….

Se la Russia avesse trascorso gli anni successivi alla fine del Guerra Fredda accerchiando gli Stati Uniti con basi militari e spingendosi fino a invitare Canada e Messico a partecipare ad un’alleanza militare russa; se all’inizio di questo mese la Russia avesse effettuato importanti esercitazioni militari in Messico.

Provate a immaginare ….

Se avessimo ascoltato le chiamate telefoniche trapelate tra un funzionario di alto rango del ministero russo degli Affari Esteri e l’ambasciatore russo in Canada in cui si discuteva chi dovrebbe far parte di un governo canadese; se il loro candidato fosse successivamente diventato il nuovo primo ministro non eletto a seguito di un “cambio di regime” sponsorizzato dai russi; se un alto funzionario russo del Ministero degli Affari Esteri avesse aggiunto: “si fotta l’Unione Europea”.

Provate a immaginare …

Se la forza aerea siriana avesse bombardato un deposito di armi in Israele e anche dei convogli che i funzionari della sicurezza sostenevano trasportare armi per le forze anti-governative in Siria.

Provate a immaginare …

Se leader politici russi avessero partecipato a proteste di piazza anti-austerità in Europa occidentale, avessero distribuito biscotti a coloro che protestavano e appoggiato la richiesta dei manifestanti che i propri governi si dimettessero.

Immaginare cosa sarebbe successo se uno qualunque degli eventi di cui sopra si fosse verificato ed esaminare quanto è successo in realtà è altamente istruttivo, in quanto ci mostra ciò che non va nel mondo attuale“.

Il Grande Riaggiustamento Finanziario andrà in porto?

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

memo

L’insolvenza privata si è trasferita sui conti pubblici (locali e nazionali) passando per le banche (banche zombie). Ora nessuno può più far fronte all’esplosione della prossima bolla. Nessuno tranne il FMI, che è solvente e può stampare denaro (Diritti Speciali di Prelievo) per il prossimo giga-bailout planetario e ristrutturazione del debito mondiale (l’alternativa sarebbe un caos incontrollabile e non sarebbe gradita a chi governa le sorti del mondo).

Questa è la relazione ciclica (30-40 anni: l’ultimo evento è del 1971) tra caos finanziario, guerre e ristrutturazioni sistemiche globali

http://www.econ-pol.unisi.it/~bosco/int/mat/SMI.pdf

Il petrolio sarà presto pagato in Diritti Speciali di Prelievo del Fondo Monetario Internazionale (DSP; Special Drawing Rights, SDR) e non più in dollari.

Questa opzione era già stata valutata alla fine degli anni Settanta in una nota confidenziale per il presidente Carter: il prezzo del petrolio non sarebbe cambiato, ma il dollaro si sarebbe deprezzato. Perciò conveniva evitare un tale scenario. L’OPEC aveva precedentemente rinunciato a questa mossa per via della forza del dollaro. Avrebbe cambiato idea solo nell’eventualità di un forte indebolimento del dollaro (ci siamo). Da notare comunque che la nota accenna anche a dei “pro” in caso dell’abbandono del dollaro come valuta di riserva globale. Perciò la posizione implicitamente possibilista di Obama non è sorprendente.

Odiernamente il mondo sta abbandonando il dollaro e quindi è pressoché inevitabile che il petrolio sarà sganciato dal dollaro.

In una prima fase si useranno valute regionali, come il rublo e lo yuan. Poi si richiederà ufficialmente uno stabilizzatore dei mercati, ossia i DSP, appunto, con un paniere che verosimilmente includerà anche i dollari canadesi e australiani, perché il nuovo ordine sarà più produttivo (economia reale) che parassitario (rendite finanziarie) e avrà bisogno di risorse energetiche e minerarie.
[NOTA BENE: di per sé, questa soluzione non è male: andava bene a Roosevelt, De Gaulle e Keynes. Come sempre, però, dipende dall'uso che uno ne fa: con una corda posso aiutarti a uscire da un fosso, oppure posso impiccarti].

Se Ucraina, Siria, Libia, Egitto, Nigeria e, più recentemente, il Vietnam sono al centro di dispute interne ed internazionali è perché – per via della loro produzione energetica o della loro posizione geostrategica in relazione al commercio energetico – sono dei tasselli cruciali per la costruzione di questo nuovo ordine incentrato sul FMI.

Quando la transizione sarà completata assisteremo a un boom del mercato energetico e delle risorse estrattive.

Questa priorità annulla qualunque altra contesa, reale o fittizia che sia (es. sanzioni contro la Russia, respinte da Canada, Giappone e Germania perché danneggerebbero le loro imprese).

Il mondo va avanti anche se il Congresso americano si rifiuta di ratificare la riforma del FMI che ridurrebbe il peso americano e aumenterebbe quello dei BRICS. Il G20 aveva avvertito: dovremo ricorrere a misure aggressive casomai non ci fosse la collaborazione del Congresso ed è precisamente quel che sta accadendo

http://www.reuters.com/article/2014/04/11/us-g20-economy-idUSBREA3A1FC20140411

Nei prossimi mesi il FMI sopprimerà il diritto di veto statunitense e ristrutturerà il suo consiglio di amministrazione per diventare una banca centrale mondiale, in vista di una conciliazione degli interessi euro-atlantici con quelli euro-asiatici (tesi > antitesi > sintesi), sotto l’egida della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI)

http://www.bancaditalia.it/studiricerche/coop_intern/partecipa_org_int/bri

Le aree di crisi sono quelle in cui il dollaro e i vari interessi in competizione per accaparrarsi la fetta più grossa della torta stanno lottando per conservare o migliorare le loro posizioni prima del Grande Riaggiustamento (leggi: Grande Accentramento post-nazionale)

http://www.futurables.com/2014/04/24/la-grande-trasformazione-del-2015-2016-due-scenari/

Da notare che Russia e FMI erano/sono favorevoli a concedere prestiti all’Ucraina in DSP, invece che in dollari

http://www.reuters.com/article/2013/12/27/us-ukraine-bailout-idUSBRE9BQ09F20131227

Ucraina, 2014: prima volta che i DSP di un prestito FMI non sono convertiti in dollari o euro ma direttamente in oro e poi nella valuta nazionale

https://www.imf.org/external/np/sec/pr/2014/pr14189.htm

Attendiamo la dichiarazione congiunta sino-russa della prossima settimana (alla presenza di Ban Ki-moon)

http://thediplomat.com/2014/05/iranian-russian-presidents-to-visit-china/

Come andrà a finire?

Resto pessimista. Anche se numerosi grandi manovratori avessero davvero a cuore il nostro migliore interesse (da “ciò che va a mio vantaggio beneficia tutti” /trickle down –  a “ciò che va a vantaggio di tutti beneficia anche me”/ama il prossimo tuo…) non credo che abbiano il pieno controllo della situazione.

Mutamento climatico; Cintura di Fuoco in subbuglio; umanità sempre più sospettosa delle intenzioni dell’1%; incapacità di valutare oggettivamente certe variabili (tipica di personalità sociopatiche); la maggior parte dei politici che non ha la più vaga idea di quel che sta succedendo oppure non può permettersi di dire quel che pensa; i media che distorcono la realtà invece di descriverla…Qualunque sia il piano, non credo che dobbiamo attendere alcuna soluzione dall’alto. O ci diamo da fare noi, oppure affonderemo assieme ai capitani del bastimento.

FONTI:

http://philosophyofmetrics.com/2014/05/16/oil-sdrs-and-the-new-currency-basket/

http://philosophyofmetrics.com/2014/05/16/the-america-dollar-is-dumping-vietnam/

http://blogs.reuters.com/breakingviews/2014/03/21/review-a-world-of-reasons-for-the-dollar-to-crash/

http://www.financialsense.com/contributors/jim-rickards/death-of-money-china-gold-financial-warfare

http://www.financialsense.com/contributors/jim-rickards/death-of-money-interview-part-2

La crisi ucraina come crogiolo di un nuovo modello femminile globale?

 

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

Natalia Poklonskaya, nuovo procuratore generale della Crimea, è diventata un fenomeno globale – specialmente in Giappone, Cina e Corea del Sud –, un nuovo modello femminile che unisce giovinezza (ha 34 anni) bellezza, dolcezza, determinazione, autorità e autorevolezza, superando il prototipo patriarcale della donna vista come, alternativamente, angelo del focolare o strega-prostituta, al servizio di lotte di potere tra uomini.

1395760121_408514166

La Poklonskaya viene contrapposta alle donne che scimmiottano gli uomini per farsi strada in politica (Timoshenko, Lagarde, Clinton, ecc.)

tymosh-anime

La Timoshenko nella parte del boss mafioso

wicked-witch-of-the-west

La malvagia strega dell’ovest

Poklonskaya è anche l’antidoto alle pop-softpornostar come Miley Cyrus, Femen, Pussy Riot, ecc. coi loro seni al vento, slogan e testi dozzinali, le “minzioni di protesta” sui marciapiedi, le orge nei musei di scienze naturali, gli atti osceni nei supermercati con polli surgelati, i “concerti” irreligiosi in cattedrale, ecc.

Donna ucraina ferma un carro armato

*****
La sconsolante verità, però, è che se non ci sarà un risveglio generale delle coscienze, questi bagliori si spegneranno. Il fatto è che schiavi siamo (servitù del debito, dell’usura, delle rendite, della paura e del risentimento) e schiavi resteremo finché attenderemo che qualche messia (Putin/Obama) o qualche forza internazionale (BRICS) venga a liberarci.
Questa cosa va capita.

La Banca dei Regolamenti Internazionali controlla anche le banche centrali dei BRICS e sono stati i BRICS a chiedere per anni una riforma del FMI, che ora stanno per ottenere (ormai solo il Congresso americano si oppone alla riforma e Obama è favorevole). I BRICS non sono contro il sistema finanziario globale. Vogliono solo la loro fetta.

In questo senso la crisi Ucraina servirà solo per spianare la strada a un “nuovo” sistema che è così simile al vecchio da far pensare che sia un serpente che cambia la pelle e poi si spaccia per un altro.

Un risveglio delle coscienze, invece, farà in modo che le future strutture di ulteriore accentramento del potere nel mondo – una volta rimosse le mele marce e una volta che le persone avranno finalmente capito che il marcio ai piani alti è il riflesso della nostra incapacità di far pulizia dentro ciascuno di noi depsicopatizzando la civiltà umana – possano limitarsi a coordinare le autonomie locali (unità nella diversità) – assumiamo il controllo del Cavallo di Troia/Golem (Nuovo Ordine Mondiale targato BRICS) e mettiamolo al servizio dell’intera umanità ed ecosfera. Facciamo in modo che la crisi ucraina divenga il crogiolo di un nuovo modello umano globale
http://www.futurables.com/2014/02/07/e-possibile-porre-fine-alle-crisi-finanziarie-una-volta-per-tutte/

A Nassiriya gli italiani (“brava gente”) torturavano

« Older entries

FuturAbles

Non subire il futuro, ma crealo, immaginandolo

sunshine hours

Climatologists Are No Einsteins (PS It's the Sun!!!)

philosophyofmetrics

A measure of cultural performance and production.

il diritto c'è, ma non si vede

il blog di informazione e approfondimento giuridico sul Giappone - a cura di Andrea Ortolani

Scritture Nomadi

Il cammino della narrazione

tsiprastn

appuntamenti, notizie e opinioni dalla piazza virtuale dei comitati Trentini a supporto della lista "l'Altra Europa con Tsipras" per le elezioni europee di maggio 2014

PICCOLA ERA GLACIALE

PiccolaeraglacialeWordPress.com

contro analisi

il blog di Francesco Erspamer

Notes from North Britain

Confessions of a Justified Unionist

Civiltà Scomparse

Tra realtà e immaginazione

Trentino 33

GRUPPO DI RIFLESSIONE PER TRENTINO “2013-2033”

PoetaMatusèl's Poetry Pages

* POESIA LIRICA, D'AMORE E DELLA NATURA * LOVE, LYRIC AND NATURE POETRY *

Donata Borgonovo Re

Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario, con una goccia d’acqua nel becco. “Cosa credi di fare?” gli chiese il leone. “Vado a spegnere l’incendio!” rispose il colibrì. “Con una goccia d’acqua?” disse il leone, con un sogghigno ironico. E il colibrì, proseguendo il volo, rispose: “Io faccio la mia parte”. (Favola africana)

pensiero meridiano

La lotta di classe non è soltanto il conflitto tra classi proprietarie e lavoro dipendente. È anche «sfruttamento di una nazione da parte di un’altra», come denunciava Marx Il punto di vista del pensiero meridiano è il punto di vista dei Sud del mondo, dall'America Latina al nostro Mezzogiorno, quella parte della società schiava di squilibri ancor prima di classe che territoriali.

giapponeapiedi

idea di viaggio prevalentemente a piedi nel Giappone tradizionale

Dionidream

Sei sveglio?

The Next Grand Minimum

To examine the social and economic impacts of the next Grand Solar Minimum - See About

Imbuteria's Blog

Just another site

quel che resta del mondo

psiche, 'nuda vita' e questione migrante

SupremeBoundlessWay

For the Sake of All Beings

~ gabriella giudici

blog trasferito su gabriellagiudici.it

Notecellulari

Il Blog di Maria Serena Peterlin

10sigarette

Carpe Diem

Cineddoche 2.0

Il cinema è la vita, con le parti noiose tagliate (A.Hitchcock)

Club UNESCO di Trento

2014: L'Anno Internazionale dei Piccoli Stati Insulari in via di Sviluppo

The Passionate Attachment

America's unrequited love for Israel

GilGuySparks

The guy was nothing but a pain in the ass

Insorgenze

Non lasciare che la scintilla venga del tutto spenta dalle legge - Paul Klee -

L'impero cadente

come crolla l'impero degli angli, dei sassoni e dei loro lacchè con rovina e strepito

"Because every dark cloud has a silver IODIDE lining..."

Sentieri Interrotti / Holzwege

Il blog di Gabriele Di Luca

Mauro Poggi

Fotografie e quant'altro

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 142 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: