Il calendario Maya e il calendario IPCC

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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“Il 13 aprile (2014) è stato presentato a Berlino la terza parte del nuovo e quinto rapporto sul clima dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc). Scrivono i quotidiani “Dalla scienza arriva un messaggio chiaro”, infatti La Repubblica titola “Riscaldamento globale, l’Ipcc: Solo 17 anni di tempo per invertire la tendenza”, Il Messagero invece “Effetto serra, Ipcc: «Emissioni record, solo 16 anni per cambiare rotta”  ed il Corriere della Sera “Effetto serra, gli scienziati dell’ONU: Solo 15 anni per evitare il disastro”. Avete letto bene: 15, 16 o 17. Chi offre di più? Certo 16 è più bello perché fa conto paro con il 2030 che è l’obiettivo delle politiche Ue. È da escludere 17 e 6 mesi?

Per chi ha una cattiva memoria i titoli potrebbero metter paura, invece se li confrontate con quelli di solo pochi mesi fa lo stato d’animo cambia. Infatti settembre 2013, solo sette mesi fa, secondo i titoli degli stessi quotidiani, per l’IPCC rimanevano: “Dieci anni per salvare il pianeta. L’allarme degli scienziati dell’Onu“. Lo stesso titolo già utilizzato da La Repubblica nel 1989, 25 anni fa, infatti sul medesimo quotidiano si poteva sorprendentemente leggere: “Dieci anni per salvare la Terra“. Insomma per gli stessi esperti dovevamo già essere morti da 15 anni ed invece scopriamo che ce ne rimangono ancora 15 per guarire. Che direste ad un medico che vi da 6 mesi di vita e quando tornate a visita dopo un anno vi dice che avete altri 6 mesi? Ci credete o cambiate medico?”

[…]

I titoli 7 anni fa erano del seguente tipo:

Entro l’estate Polo senza ghiaccio“;

Ambiente, due anni per salvare il mondo”;

La Terra è troppo calda Scenari da film horror”;

Le cure per guarire la Terra «Ci sono solo 8 anni di tempo»”.

Secondo quanto era stato previsto già dovevamo essere con un piede dentro la fossa, quindi i titoli di questi giorni, che allungano ancora la possibilità di salvare il pianeta ai prossimi 15-17 anni, non dovrebbero allarmare più del necessario”.

[…]

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-ricordati-che-devi-morire-di-caldo-ogni-sei-anni-8969.htm

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Prima tiriamo ad indovinare…non ridete, è proprio così che facciamo!…Poi calcoliamo le conseguenze dell’ipotesi, se fosse vera. Dopodiché mettiamo a confronto questi risultati con i dati osservati. Se non sono in accordo con gli esiti dell’esperimento, allora sono sbagliati. Questa è l’essenza del fare scienza. Non importa quanto sia bella la tua ipotesi, quanto sei sveglio, chi ha concepito l’ipotesi, quale sia il suo nome – se l’ipotesi non è in accordo con gli esperimenti, allora è sbagliata. E questo è quanto.

Richard Feynman, Nobel per la Fisica

Ne consegue che…
http://www.futurables.com/2014/04/16/del-temperamento-di-gaia-ovvero-come-ho-imparato-a-non-preoccuparmi-e-ad-amare-il-mutamento-climatico/

Perché Ian Bremmer è strapagato?

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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Che c’entra Capezzone? Il risentimento si accumula finché si sfoga in maniera esageratamente violenta. Gli USA hanno accumulato un “debito karmico” immenso. Mi spiace per i milioni di americani innocenti e in buona fede.

*****

DOMANDA: Per uscire da questo declino americano basta un’elezione?

RISPOSTA: “Oppure una grave crisi, tipo una mossa di Putin nell’area Nato, che spinga gli Usa a reagire”.

Ian Bremmer intervistato dalla Stampa (anzi, “il grande Bremmer”, secondo il famigerato Riotta)

Articolo integrale qui:

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/lanalista-usa-ian-bremmer-la-politica-estera-americana-in-declino-come-si-vede-dai-75529.htm

Ian Bremmer è uno degli analisi più pagati del mondo.

Molto probabilmente perché non è per nulla indipendente: “Scherza col suo «muppet», il pupazzo che un amico gli ha costruito a sua immagine e somiglianza” (una “sottile” allusione?).

Esaminiamo un po’ alcuni dei suoi punti fermi:

* “La Germania ha una visione economica e non geopolitica”.

La quarta potenza economica mondiale non ha una visione geopolitica (perché ha la maggior concentrazione di basi americane nel mondo?)…Che arroganza! Ce l’ha eccome, anche se non piace a Washington:

http://www.futurables.com/2014/04/01/la-mitteleuropa-si-avvicina-a-mosca-implicazioni-per-il-trentino-alto-adige-e-litalia/

* “Snowden è un traditore”: Russia e Cina sono molto peggio di noi (ergo: zitto e mosca);

* “I russi aspettano solo una scusa per invadere, e se gli ucraini non gliela daranno, continueranno a destabilizzare il governo”.

Mentre i 5 miliardi di dollari della Nuland non servivano a destabilizzare un governo legittimamente eletto e il capo della CIA a Kiev sotto mentite spoglie era in visita di piacere

http://www.futurables.com/2014/04/10/propaganda-e-trasparenza/

* “Dovremmo smettere di punire i russi, pensare nuove sanzioni, o cercare di isolarli, quando nessuno dei Brics, e neppure gli europei, sono decisi a farlo. Cercare piuttosto un compromesso, sulla base del modello federale suggerito dallo stesso ministro Lavrov”.

http://www.futurables.com/2014/02/20/la-via-del-dialogo-per-la-salvezza-dellucraina-e-delleuropa/

*“Putin può sembrare vincente ora, ma nel lungo termine è perdente sul piano politico, economico, demografico, diplomatico, militare. La Russia è in declino e ha amici orribili. Basta non fare l’errore di spingerla nelle braccia della Cina”.

Amici come il Brasile, l’India e il Sud Africa?

Vogliamo parlare degli amici degli USA? Israele, Arabia Saudita, Bahrein, Kuwait, EAU, Turchia, Kosovo (narcostato), il generale golpista al Sisi, i salafiti, i wahabiti, gli integralisti cattolici polacchi e croati, Gladio, ecc.

A suo tempo gli americani hanno aiutato Pol Pot (!!!) in funzione anti-vietnamita

http://www.linkiesta.it/blogs/step-step/guarda-chi-si-rivede-pol-pot-0

Suharto in Indonesia

http://archiviostorico.corriere.it/2013/settembre/15/Quel_genocidio_Indonesia_rievocato_senza_co_0_20130915_91406b8a-1dcc-11e3-bd60-5cd1261e810a.shtml

e Idi Amin in Uganda

http://www.treccani.it/scuola/tesine/dittature_extraeuropee_degli_anni_70/5.html

Penso che questi episodi, come quelli in America Latina, quei popoli se li siano legati al dito e prima o poi presenteranno il conto. Quando il bullo è a terra, le sue vittime…

“Ora che la crisi più grave è passata, il nuovo governo [Renzi] ha la possibilità di affrontarli. Di certo non ha bisogno dello shock e dei danni che la crisi russa minaccia di provocare all’economia europea”.

È una crisi ucraina, non russa. Lapsus freudiano?

La vera crisi deve ancora arrivare

http://www.futurables.com/2014/04/15/easter-egg-surprise-ukraine-the-straw-that-breaks-the-dollars-back-part-i/

Gli americani sono convinti che la Russia sia messa così male che basterà tenerla sotto pressione qualche mese in Ucraina per piegarla.
I russi sono convinti che UK e USA sono messi così male che basterà aspettare che il nuovo governo ucraino si inimichi gli ucraini e che Wall Street crolli per liberarsi dalla pressione della NATO.

La Germania si sta sganciando dalla NATO. Il Giappone intende proteggere le sue relazioni con la Russia. Gli altri BRICS sono schierati con la Russia. L’Iran, che la Casa Bianca vuole come alleato (cf. Brzezsinki, Ian Bremmer), stringe accordi con la Russia escludendo il dollaro.

Non è difficile capire quale sia la valutazione che va per la maggiore.

Non è difficile immaginare su quale cavallo puntare, se si hanno soldi da investire.

Com’è che l’analista di riferimento di Wall Street non pare averlo capito? (A che gioco gioca?)

Israele trascinerà con sé nell’abisso gli Stati Uniti?

 

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sembra determinato ad aggravare l’isolamento internazionale di Israele continuando a trattare con sprezzo il diritto internazionale, le Nazioni Unite, la Casa Bianca e l’Unione Europea.

La sua autorizzazione alla costruzione di migliaia di nuovi insediamenti in Cisgiordania serve a silurare i colloqui di pace ma, più di tutto, ribadisce l’intransigenza con la quale la leadership israeliana si prepara alla guerra in Medio Oriente per porre fine una volta per tutte alla questione palestinese (pulizia etnica)

http://www.futurables.com/2014/03/22/gli-investimenti-trentini-e-italiani-in-medio-oriente-sono-a-rischio-armageddon/

Una guerra che, inevitabilmente, causerà la distruzione di Israele e Palestina (opzione Sansone).

I neocon all’interno dell’amministrazione Obama stanno intralciando ogni tentativo americano di far capire a Israele quale sarà l’esito più probabile del fallimento dei colloqui di pace: la fine di Israele e un terribile colpo alle ambizioni statunitensi per questo secolo.
Di conseguenza, a dispetto di quel che si può immaginare, il teatro principale della crisi tra Washington e Mosca non è l’Europa. La Germania e quindi gran parte della Mitteleuropa saboterebbero qualunque tentativo di far scoppiare una guerra nel nostro continente

http://www.futurables.com/2014/04/01/la-mitteleuropa-si-avvicina-a-mosca-implicazioni-per-il-trentino-alto-adige-e-litalia/

L’epicentro è, come di consueto, il Medio Oriente e, più precisamente, i Territori Occupati.

Obama (i trilateralisti) si limitano a proseguire nell’esecuzione del progetto di accerchiamento della Russia: Ucraina, Azerbaijan, Corea del Sud, Turchia, Iran sono i paesi che devono restare filo-americani o diventarlo nei prossimi anni  – cf. Brzezinski

http://www.difesa.it/Pubblicistica/info-difesa/Infodifesa140/Documents/Il_grande_gioco_geopolitico_in__64Centrale.pdf

Ai neocon-likudisti questo però non basta: la Palestina sta cercando il riconoscimento internazionale come stato sovrano. Più si avvicina quel momento, più prossima sarà la guerra. Questo è il punto di vista di Israele e non ci saranno compromessi:

http://www.israele.net/90-ragioni-per-diffidare-del-futuro-stato-palestinese

http://www.israele.net/perche-i-palestinesi-rifiutano-caparbiamente-di-riconoscere-israele-come-stato-ebraico

Non vanno sottovalutate neppure le megalomanie saudite

http://blogs.ft.com/nick-butler/2014/04/07/the-risks-of-a-nuclear-saudi-arabia/

In pratica l’Ucraina serve solo a tenere impegnata la Russia.

La cosa potrebbe andar bene ai trilateralisti, se non rendesse più probabile una guerra con ripercussioni che sarebbero spiacevoli per loro (si fidano dei loro scenari computerizzati).

Di qui l’ansia di Brzezinski & co., che hanno perfettamente chiaro che le azioni di Israele porteranno alla rovina gli Stati Uniti, e che esortano Kerry a farsi valere

http://www.politico.com/magazine/story/2014/04/stand-firm-john-kerry-105483_Page2.html#.U0kOiKJHIXQ

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http://www.futurables.com/2014/04/11/love-has-always-been-the-answer/

A Nassiriya gli italiani (“brava gente”) torturavano

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a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 

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Il neoliberismo è un’evoluzione del liberismo.

Invece di limitarsi a tenere a bada lo Stato o a farlo tornare sui suoi passi, il suo obiettivo è quello di impadronirsi non solo dello Stato ma anche dello Stato Profondo

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=17751

Per questo un leader neoliberista (che non si proclami orgogliosamente tale) è in grado di sedurre sia i liberali (per il suo libertarismo), sia i socialisti (per il suo statalismo). L’illusione dura finché gli uni non si rendono conto che è autoritario e centralista e gli altri che è al servizio di interessi privati.

Il volto neoliberista non è sempre facile da scorgere dietro la maschera che di volta in volta sceglie di indossare, a seconda della fase storica e delle attese della massa.

Prendiamo un esempio a caso…

“«Un soprintendente è tenuto a compiere sopralluoghi, controllare perizie, dirigere i lavori, pubblicare studi, redigere piani paesistici, ma soprattutto resistere ai privati che vorrebbero distruggere tutto per rifarlo in vetrocemento, quasi sempre con l’assenso e l’appoggio delle autorità». «Resistere ai privati»: chi lo sostiene oggi è segnato a dito come talebano, statalista, comunista. A scriverlo, invece, era il liberalissimo Indro Montanelli, in un memorabile articolo comparso sul «Corriere della sera» il 12 marzo 1966. Oggi, invece, un giornale come «Repubblica» scrive che «troppo spesso le soprintendenze diventano fattori di conservazione e di protezionismo in senso stretto cioè di freno e ostacolo allo sviluppo, alla crescita del turismo, e dell’economia», sul «Corriere» si invoca un giorno sì e l’altro pure l’intervento salvifico di quegli stessi privati, Matteo Renzi ripete a macchinetta che «Sovrintendente è una delle parole più brutte di tutto il vocabolario della burocrazia. Stritola entusiasmo e fantasia fin dalla terza sillaba». L’entusiasmo e la fantasia di chi – tra il 1966 e oggi – ha sepolto questo Paese sotto una colata di cemento”.

http://www.minimaetmoralia.it/wp/patrimonio-culturale-montanelli/

“Condivide il rischio di “svolta autoritaria” evidenziato nel manifesto di Libertà e giustizia?
Per quanto riguarda il problema democratico, giustamente sollevato da altri professori, segnalo solo le criticità principali:

1) La modifica della Costituzione sarà approvata da un parlamento bicamerale dotato di minore legittimazione democratica complessiva della sola Camera dei deputati che approva le leggi ordinarie (purché riceva una legge elettorale più democratica).
2) I ventun senatori nominati dal Presidente non rappresentano le autonomie territoriali, ma rischiano di rieleggere il Presidente che a sua volta potrebbe rinominarli, un meccanismo di cooptazione lontanissimo dal principio di democrazia.

3) I senatori non risponderanno delle loro scelte senatoriali nei consigli regionali e locali, piuttosto nelle sedi dei partiti politici e dell’ANCI”.

Jörg Luther, giurista e costituzionalista all’Università del Piemonte Orientale

http://www.formiche.net/2014/04/05/senato-renzi-bundesrat-confronto-prof-luther/

“Quella corporazione oggi largamente rappattumata sotto le sue bandiere; riaccreditata grazie a giochi verbali dal sapore vagamente terroristico, promossi dal nuovo conformismo che ci traghetta verso la Terza Repubblica: l’addebito di “conservatore” appioppato a chi dubita che il cambiamento per il cambiamento sia riformismo; l’accusa di “gufare” come una scudisciata a quanti obiettano che gli effetti d’annuncio presuppongono piani articolati (che non si vedono) e adeguate coperture finanziarie (idem come sopra). Obiezioni a cui la claque replica allo stesso modo di Iva Zanicchi quando difendeva Berlusconi “a prescindere”: lasciatelo provare! Come se fossimo al tirassegno del Luna Park e non in politica, dove è regola esibire garanzie e rendicontare preventivamene.

Comunque, basta e avanza per capire senza preconcetti il senso del new deal renziano analizzare dove vada a parare il suo progetto di riforma elettorale: un duopolio di potere, con i vertici che si eleggono i propri fidati. Mentre resta escluso dal gioco il partito più consistente: gli italiani che hanno deciso di non andare più a votare”.

Pierfranco Pellizzetti

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/04/07/pierfranco-pellizzetti-viperette-renziane-mordono-professoroni/

“…è già accaduto in passato che la contrapposizione del Corriere della Sera a tutto ciò che la sinistra rappresentava in questo Paese, ha portato il maggiore quotidiano italiano a ritenere i socialisti più pericolosi e minacciosi dei fascisti.

Ovviamente il 2014 non è il 1922, ma la crisi profondissima che sta attraversando la nostra democrazia e le risposte sbagliate che ad essa si vorrebbero dare, non lasciano presagire nulla di buono.

Proprio per questo è bene che ci siano appelli contro i pericoli autoritari come quello lanciato da autorevolissimi intellettuali italiani, contro il tentativo di cambiare in peggio le nostre istituzioni.

Oggi più che mai, l’imperatore, se vuole essere saggio, ha bisogno di usignoli che cantino liberamente la loro canzone. Non ha bisogno di usignoli meccanici che cantino a comando”.

Antonello Falomi

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/04/07/antonello-falomi-gli-usignoli-meccanici-dell%E2%80%99imperatore/

“…abbiamo un Parlamento di nominati con un tasso di disrappresentatività spaventoso (oltre il 40%, caso unico mondiale), che è stato eletto con un sistema dichiarato in buona parte incostituzionale che, anziché sciogliersi, pretende di riformare la Costituzione ed a tempo di rock, sotto la regia di un semi-ottuagenario in stato confusionale e di un frenetico giovanotto in preda al ballo di San Vito: è meglio di una commedia surrealista! Pura comicità demenziale”.

http://www.aldogiannuli.it/2014/04/berlusconi-ondivago-renzi-frenetico/

“Un gruppo di senatori del Pd sostiene che, in commissione affari costituzionali al Senato, si possa e debba presentare una bozza di riforma alternativa a quella del governo.

E’ d’altra parte il normale ruolo di una commissione parlamentare: raccogliere le varie proposte, mediare, fare sintesi e infine portare un testo in aula. Se il testo da portare fosse quello della proposta governativa, blindato, non ci sarebbe bisogno della commissione e soprattutto ci sarebbe un’ingerenza dell’esecutivo sul legislativo.

Ma il capogruppo Pd al Senato (Zanda) richiama all’ordine i dissidenti, dicendo loro che la proposta del Pd è quella del governo.

Non entro nel merito. Dico solo che quando Grillo invocava il vincolo di mandato per i suoi senatori, ci furono molte levate di scudi anche dal Pd in nome della Costituzione che esenta i parlamentari dal vincolo di mandato.

Ora pare che siamo al vincolo di mandato a fasi alterne”.

Andrea Iannuzzi, facebook

“Si tratta di partire dalle nostre esperienze autonomistiche per convincere il governo che dopo il federalismo di matrice leghista non si può tornare allo statalismo. E nella Costituzione dev’essere scritto che è possibile per i territori di montagna avere forme speciali di autogoverno, contro l’omologazione a un modello metropolitano. Perché quello che succederà è che il governo del territorio delle vecchie Province lo faranno le classi dirigenti delle metropoli. Che senso ha un Senato delle Regioni se alle Regioni si tolgono i poteri? Noi dobbiamo essere capofila di una grande battaglia in cui sia chiara la tutela della nostra autonomia”

Lorenzo Dellai, presidente della Provincia Autonoma di Trento dal 1999 al 2012

http://ricerca.gelocal.it/trentinocorrierealpi/archivio/trentinocorrierealpi/2014/04/07/NZ_14_04.html

I criteri guida di questo millennio dovrebbe essere ben altri; anti-paternalisti e incentrati sul concetto di cittadino-sovrano (una vera e propria rivoluzione antropologica e politica che deve guidare le nostre azioni in questi anni):

- non lasciare che chi ti governa tenga in mano tutto le carte;

- cerca di sviluppare le capacità e il cuore (la coscienza) per essere padrone del tuo destino, capitano della tua anima, sindaco/presidente di te stesso, un cittadino sovrano che stringe rapporti di cordiale cooperazione con altri cittadini sovrani, in nome del bene comune;

- diventa il cambiamento che vuoi vedere nel mondo partecipando attivamente al mutamento come si sviluppa nel mondo, senza attendere una figura paterna, veterotestamentaria, che ti dica cosa sia nel tuo interesse (Gesù il Cristo non ha mai controllato, manipolato, ricattato, comprato, comandato);

- partecipa alla creazione di comunità di cittadini sovrani che formino una rete planetaria e scoprano che l’armonia è possibile anche in comunità più grandi, se c’è il rispetto della diversità e se l’altruismo vince sull’egoismo;

- partecipa alla costruzione di un villaggio globale in cui il naturale desiderio di unirsi per prosperare non sia dirottato verso forme di integralismo religioso, politico ed economico che conquistano con la forza e con il ricatto, invece di persuadere con il buon esempio.

http://www.futurables.com/2014/04/06/maroni-lombardia-kompatscher-sudtirolo-rossi-trentino-e-il-risorgimento-2-0/

Temperature globali (satellitari), ghiacci e innevamento a marzo 2014

Temperature globali di febbraio 2014 (aggiornate con HadCRUT)

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 

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Il Nord Atlantico si sta raffreddando?

BkJA81YCQAA6_OoBkWnpnBCAAA6xdKfino a metà marzo 2014


Per saperne di più:
http://www.futurables.com/2014/03/29/contro-i-profeti-di-sventura-che-azzoppano-lumanita/

Non diventate vegetariani solo per stare meglio, è una sciocchezza

 

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 

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In genere gli studi nutrizionali sono di natura epidemiologica, non clinica (molto più rigorosa, precisa e affidabile).

Un studio CLINICO dell’Università di Graz su 1320 soggetti, che è parte di una più ampia ricerca europea sulla salute e l’alimentazione e che ha tenuto conto delle variabili “fumatore” e “fisicamente attivo”, conclude che i vegetariani si ammalano più spesso e hanno una qualità della vita inferiore rispetto ai carnivori. È più probabile che soffrano di cardiopatie e disturbi psichici e che sviluppino tumori. Di conseguenza rappresentano un onere maggiore per il sistema sanitario.

I soggetti sono stati divisi tra: 1) i vegetariani; 2) mangiatori di carne con molta frutta e verdura; 3) a limitato consumo di carne; 4) grandi consumatori di carne.

RISULTATI: I vegetariani hanno un tasso doppio di allergie rispetto ai grandi mangiatori di carne (30,6% contro 16,7%) e si ammalano di cancro a un tasso più elevato (4,8% contro 1,8%). Inoltre i vegani hanno un più alto tasso di infarti (1,5% contro 0,6%).
In totale gli scienziati hanno esaminato 18 diverse malattie croniche. Rispetto ai forti consumatori di carne i vegetariani sono stati colpiti più duramente da 14 malattie su 18 (78%), che includono: asma, diabete, emicranie e osteoporosi
Questo studio della facoltà di medicina dell’Università di Graz conferma le risultanze di un analogo studio dell’Università di Hildesheim: i vegetariani sono colpiti più frequentemente da disturbi psicologici, con il doppio delle probabilità di soffrire di ansia o depressione rispetto ai forti consumatori di carne (9,4% contro 4,5%). All’Università di Hildesheim hanno riscontrato che i vegetariani soffrono molto più di depressione, ansia, disturbi psicosomatici e disturbi alimentari.
I vegetariani si recano più spesso dal medico mentre i forti mangiatori di carne “hanno una qualità della vita significativamente migliore in tutte le categorie” (salute fisica e psicologica, relazioni sociali e qualità della vita in relazione all’ambiente.

Qui un importante studio (EPIC-Oxford) su vegetariani e carnivori inglesi che mostra come i vegetariani siano leggermente più a rischio di infarto, di certi tipi di cancro e di malattie cardiovascolari (contrariamente a quel che si tende a credere) e che comunque non si vive di più se si smette del tutto di mangiare carne
http://ajcn.nutrition.org/content/early/2009/03/18/ajcn.2009.26736L.full.pdf

il senso di tutto questo, secondo me è: se volete diventare vegetariani o vegani per una scelta etica, fate pure, è una decisione rispettabile (Io stesso sogno di vivere in un mondo in cui non devo predare nessuna forma di vita, neppure vegetale, per poter vivere al meglio). Ma non fatelo per ragioni di salute, o almeno non date per scontato che sia la decisione migliore e che quindi non dovete più fare test/esami perché “tanto tutto andrà per il meglio rispetto a prima”.
Tra l’altro lo conferma anche un esperto di dieta vegetariana/vegana:
http://www.vegsource.com/news/2013/06/dont-go-vegetarian-or-vegan-for-health-benefits.html

Per una disamina degli studi nutrizionali più recenti effettuata da un esperto di biologica molecolare e di scienze cognitive (più interdisciplinari di così!) incredibilmente disponibile, rimando a:

http://wholehealthsource.blogspot.it/

Più ideologia, meno giornalismo! – inconsapevoli segni dei tempi

 

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 

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involontario disvelamento della realtà

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tardivamente corretto

 

 

Le ebole, la peste, la Crimea e il gene Ccr5

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 

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Scienza è credere all’ignoranza degli esperti…Di tutte le materie, solo la scienza contiene in sé l’insegnamento che è pericoloso credere nell’infallibilità dei più grandi maestri della precedente generazione. Impara dalla scienza che bisogna dubitare degli esperti.
Richard Feynman, Nobel nel 1965

“Nel 1345 si segnalarono i primi casi a Sarai sul Volga meridionale ed in Crimea…Una volta a Caffa – (l’attuale Feodosija o Феодосия, in Crimea), la peste fu introdotta nella vasta rete commerciale dei Genovesi, che si estendeva su tutto il Mediterraneo. A bordo delle navi commerciali che partivano da Caffa nell’autunno del 1347 la peste giunse a Costantinopoli, prima città europea contagiata, e in seguito arrivò a Messina e nel corso dei successivi tre anni contagiò tutta l’Europa fino alla Scandinavia e alla Polonia”.
http://it.wikipedia.org/wiki/Peste_nera

“Si espande oltre i confini della Guinea Conakry l’epidemia di Ebola che ha già fatto decine di morti nel solo Paese dell’Africa Occidentale. Mentre viene confermato che il caso sospetto di febbre emorragica registrato in Canada non è Ebola, a Conakry le autorità sanitarie cercano di informare la popolazione su come limitare il rischio contagio.
“Ci hanno dato alcune indicazioni, per esempio di evitare il contatto con liquidi organici come l’urina, il sudore, eccetera. Ci hanno inviato questa indicazioni via sms” dice un residente della capitale.
“Dobbiamo ripulire la città per combattere il virus. Bisogna lavorare sodo perché tutti qui temono per la propria vita. Dobbiamo assolutamente mantenere l’igiene” spiega un altro residente.
Due casi di Ebola sono stati confermati in Sierra Leone. Stato di massima allerta anche in Liberia. Complessivamente sono 95 i casi di febbre emorragica provocata dal virus ebola riscontrati dall’inizio dell’anno nei 3 Paesi africani: 67 delle persone contagiate sono morte.
I primi casi di Ebola erano comparsi nel Sud della Guinea, al confine con Costa d’Avorio, Liberia e Sierra Leone. Poi il virus si è propagato alla capitale trasformandosi a tutti gli effetti in un’epidemia”.
http://it.euronews.com/2014/03/26/ebola-contagio-anche-in-sierra-leone-e-liberia/

Non c’è nessun nesso, è solo un pretesto per tornare a parlare dell’eziologia della Peste Nera e lo faccio perché mentre i media italiani sono troppo provinciali per curarsi di certe cose, BBC e France24 lo fanno e sta notizia, sentita ieri sera, dell’“Ebola”, che però non è proprio Ebola, ma è una qualche misteriosa febbre emorragica – o una “grave forma malarica” (???????????????) –, mi ha colpito.

Si fa confusione tra batteri e virus:
“Un gruppo di ricerca dell’università canadese MacMaster ha sequenziato il dna del batterio della peste bubbonica responsabile della pandemia del 541. Tra i risultati di questa ricerca – pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet – c’è soprattutto la scoperta che il ceppo di tale virus non ha causato le terribili epidemie successive come quella della Peste Nera (1348) che ridusse del 60% la popolazione europea”
http://www.notizienazionali.net/notizie/scienza-e-tecnologia/2575/sequenziato-il-dna-della-peste-bubbonica

Virus, che sono tutti, senza eccezione, delle entità biologiche parassite [v. psicopatici, NdR]… non avendo le caratteristiche della cellula non sono considerati neppure degli esseri viventi, visto che non hanno un metabolismo proprio, non hanno membrana citoplasmatica (assolutamente fondamentale per qualsiasi cellula) si riproducono in maniera diversa…il metabolismo nei virus è assente sin quando non trovano una cellula ospite da infettare, che perderà il ‘controllo’ delle proprie azioni e verrà usata dal virus per replicare altri esemplari del virus stesso…”
https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20071022042732AAZyX1R

“Rimane quindi un mistero in che modo il batterio – di norma residente nei ratti, che non vengono colpiti dalla malattia – abbia accumulato le mutazioni necessarie per infettare gli esseri umani e provocare la patologia”
http://www.repubblica.it/scienze/2014/01/29/news/batterio_peste_bubbonica-77210815/

Un mistero solo per chi è ancora convinto che si tratti di un’infezione batterica e non, come è più probabile, virale, che si trasmette per via aerea, anche nello spazio.
“Se la teoria della peste come virus del tipo Ebola è corretta, allora il mondo potrebbe essere a rischio pandemico”.
http://www.nature.com/scitable/blog/viruses101/could_the_black_death_actually

“Alcuni studi hanno anche suggerito che la peste di Giustiniano fosse un virus influenzale
http://www.smithsonianmag.com/articles/bubonic-plague-family-tree-sheds-light-on-risk-of-new-outbreaks-180949498/#HdyBoB7WjbC1fHUx.99

“Dopo 10 anni di ricerche in Inghilterra, un archeologo – Barney Sloane – smonta la tesi ufficiale sulla disseminazione della peste attribuita alle pulci ed ai ratti. Anzi, si chiede se fosse davvero peste: “La mortalità continuò a salire per tutto un inverno molto rigido, quando le pulci non avrebbero potuto sopravvivere, e non vi è alcuna prova di un numero sufficiente di ratti” – “nei siti accanto al Tamigi, in cui è stata scaricata la maggior parte dei rifiuti della città i ratti avrebbero dovuto brulicare, e sono luoghi in cui il terreno fradicio conserva eccellentemente i resti organici, invece abbiamo trovato pochi ratti neri” – “Dovremmo poter trovare grandi ammassi di ratti morti, ma non ci sono. E tutte le prove che ho esaminato suggeriscono che la peste si diffuse troppo velocemente rispetto alla spiegazione tradizionale di una trasmissione dai topi e dalle pulci” – “non è affatto certo che tipo di malattia fosse, se era veramente la peste bubbonica
http://www.guardian.co.uk/world/2011/aug/17/black-death-rats-off-hook

L’ipotesi è che abbiano ragione quelli che sostengono che la Morte Nera fosse un virus emorragico (del tipo Ebola, Marburg e delle altre febbri emorragiche) e non un batterio (yersinia pestis), data la tipologia della sua espansione, non legata alla diffusione del Rattus rattus e Rattus norvegicus (assente in Islanda – cf. storico Gunnar Karlson – e raro nella zone rurali inglesi, che furono invece colpite ferocemente), la sua impressionante resistenza al freddo e caldo (le pulci non sopportano le temperature estreme e i climi troppo secchi, come l’inverno scandinavo e l’estate mediterranea, periodi in cui invece la Morte Nera imperversava) il periodo di incubazione molto lungo, la trasmissione rapidissima tra esseri umani e invece lentissima nelle pestilenze moderne imputate con certezza al batterio yersinia pestis (a dispetto dei mezzi di trasporto di massa), la sintomatologia, contagiosità e mortalità (3% contro oltre il 90%) sensibilmente diverse da quelle delle pestilenze moderne (es. Canton) e i risultati delle analisi molecolari compiute su dei campioni raccolti in fosse comuni in Francia, Italia, Inghilterra e Danimarca – dove è assente il batterio della peste, che è invece presente in altre sepolture non associate alla Morte Nera o alla Peste di Giustiniano (inoltre in altre fosse comuni dell’epoca della Morte Nera, in Scozia sono state trovate spore di antrace).
http://www.newscientist.com/article/dn4149-case-reopens-on-black-death-cause.html
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2630035/
http://black-death-revisited.org/

Il profilo genetico della yersinia pestis medievale europea non differisce sostanzialmente da quello orientale moderno, ben poco temibile.
http://www.nature.com/nature/journal/v478/n7370/full/nature10549.html

Per dar conto delle incongruenze i difensori dell’ipotesi yersinia pestis hanno chiamato in causa un’altra malattia che si è sovrapposta e diffusa parallelamente (mi pare una “spiegazione” po’ troppo conveniente, à la Dr. House):
http://books.google.it/books?id=yw3HmjRvVQMC&printsec=frontpage&redir_esc=y

“La peste nera non deriva dai topi, ma da un virus contagioso che potrebbe tornare in ogni momento. Lo sostengono nel libro Biologia delle Pesti due ricercatori dell’ Università di Liverpool, Gran Bretagna. Per secoli si era creduto che la peste bubbonica, capace di uccidere in 5 giorni dalla comparsa dei sintomi e che nel Medio Evo ha decimato la popolazione europea, fosse stata trasmessa da una specie di ratti. I due epidemiologi britannici, Susan Scott e Christopher Duncan, hanno invece scoperto che la peste deriva da un virus, che è lontanamente correlato a quello di Ebola che disintegra gli organi e li riduce in poltiglia”.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/07/21/la-peste-puo-tornare.html

“…due ricercatori dell’ università di Liverpool, Susan Scott e Christopher Duncan, autori del saggio Biology of Plagues pubblicato dalla Cambridge University Press. La loro tesi è che la peste del 1347-48, quella descritta dal Boccaccio nel Decamerone, e le pesti successive, fino a quella del 1630-31 descritta dal Manzoni nei Promessi Sposi, non furono pesti vere, cioè malattie epidemico-contagiose dovute – come fin qui s’è creduto – al bacillo denominato Yersinia pestis in onore del suo scopritore, il medico svizzero Alexandre Yersin che ne dimostrò la presenza nel materiale infetto durante l’epidemia di Hong-Kong del 1894. Le tesi, rivoluzionaria, è fondata su criteri clinici e su rilievi di epidemiologia, biologia molecolare e modellistica informatica. Essa colloca «il quadro delle pesti europee in una nuova cornice». Anzitutto ricordiamo che, com’è noto, la peste arrivò in Europa dall’Asia per la via del mare: entrò da Sud, dalla Sicilia, recata da navi genovesi importanti grano dalle terre bagnate dal Mar Nero, e dall’ Italia dilagò a macchia d’ olio nel continente fino all’ Inghilterra e ai Paesi scandinavi. Fu un’immane moria, che stroncò le vite di 30 milioni di europei (su una popolazione complessiva di 100 milioni). Clinicamente la malattia fu caratterizzata da febbre alta, fetore corporeo, sbocchi di sangue, macchie emorragiche sulla pelle, tumefazioni ghiandolari (bubboni): un quadro, affermano Scott e Duncan, che non è affatto specifico della peste da bacillo di Yersin, ma è proprio di altre malattie, del passato e del presente, che ebbero o hanno caratteristiche analoghe e analogo decorso iperacuto con esordio improvviso. Si tratta di malattie vecchie e nuove come l’ influenza «spagnola» del 1918, l’ Aids prima maniera, la malattia da virus Ebola: malattie, come si vede, non bacillari, ma virali. La peste che esordì in Europa nel basso Medioevo fu dunque dovuta a un virus? Di quella peste il Boccaccio e i testimoni coevi – medici e cronisti – descrivono l’andamento repentino, i decessi fulminei, i contagi immediati (cioè i contatti apparentemente da uomo a uomo). Non si parla né di topi (ospiti di prima scelta del bacillo di Yersin) né di pulci (vettrici del bacillo); si pensò che tale omissione fosse dovuta al fatto che pulci e topi erano una presenza quasi fisiologica in una società, come quella medievale, a corto d’igiene individuale e collettiva. Ma, rilevano i due attenti ricercatori di Liverpool, il topo marrone fece la sua comparsa in Europa mezzo secolo dopo la scomparsa spontanea della peste (che essi datano intorno al 1670). E d’altra parte il rapidissimo propagarsi dell’ epidemia come avrebbe potuto essere compatibile con un contagio murino, mediato da topi certamente ostacolati nei loro percorsi dalle barriere naturali dei fiumi, dei monti, dei mari? Il contagio, si afferma, non poté che essere interumano, trasmesso dall’ uomo all’ uomo attraverso le vie di comunicazione transfluviali, transmarine, transalpine….”
Giorgio Cosmacini
http://archiviostorico.corriere.it/2002/agosto/28/Boccaccio_Manzoni_Non_vera_peste_co_0_0208285619.shtml

“Alcuni biologi dell’Università di Liverpool, nel Regno Unito, hanno pubblicato un nuovo studio dal quale risulta che, se il dieci per cento degli europei è immune al virus dell’Hiv, ciò è dovuto alle epidemie che si diffusero nel continente in epoche passate. Gli scienziati sanno da tempo che queste persone sono portatrici di una mutazione genetica (del gene chiamato Ccr5) che impedisce al virus dell’Hiv di penetrare nel loro sistema immunitario. A sconcertarli è stato il fatto che l’Hiv è comparso solo di recente e quindi non può aver fatto aumentare la frequenza della mutazione fino ai livelli elevati che si riscontrano oggi in alcune parti d’Europa. Tuttavia, un nuovo studio condotto da Christopher Duncan e Susan Scott attribuisce la grande diffusione della mutazione al fatto che essa previene il contagio anche da un’altra malattia virale mortale che ha devastato l’Europa in passato. Secondo il professor Duncan, “Il fatto che la [...] mutazione sia limitata all’Europa sta ad indicare che le epidemie del Medio Evo hanno svolto un ruolo fondamentale nell’aumento della frequenza della mutazione. Anche queste epidemie rimasero confinate all’Europa, si protrassero per oltre 300 anni ed ebbero un tasso di mortalità del 100 per cento”. Mentre alcuni storici hanno cercato di sostenere che le varie epidemie che si diffusero in Europa nelle epoche passate erano focolai di peste bubbonica, che è una malattia batterica, il professor Duncan e la dottoressa Scott hanno dimostrato che in realtà si trattava di epidemie di una febbre emorragica virale e letale che utilizzava il gene Ccr5 per penetrare nel sistema immunitario (v. mutazione CCR5-delta 32). Avvalendosi di modelli computerizzati, i due ricercatori hanno dimostrato come il manifestarsi di questa malattia nel corso della storia abbia fornito la pressione selettiva necessaria – offrendo semplicemente protezione da una morte altrimenti certa – a fare aumentare la frequenza di questa mutazione genetica da 1 caso su 20.000 all’epoca della “morte nera”, nel 1347, ai valori odierni di 1 caso su 10. “L’epidemia emorragica non scomparve dopo la grande peste di Londra del 1665-66, ma continuò a dilagare in Svezia, a Copenaghen, in Russia, in Polonia e in Ungheria fino al 1800″, ha concluso il professor Duncan. “Il perdurare dell’epidemia emorragica ha determinato il protrarsi della pressione selettiva sulla [mutazione genetica] ed è per questo che oggi essa si riscontra con la massima frequenza in Scandinavia e in Russia”.
http://www.marketpress.info/StoNotiziario_det.php?art=19301&pag=3&g=20050314

 

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