In risposta alle insistenze dei lettori

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Cari lettori,

Ho pensato ad una soluzione di compromesso per chi sui social network non ci vuole proprio andare: periodicamente (saltuariamente) farò un copia e incolla (dalla pagina Facebook collegata a questo blog e dalla mia bacheca) di alcuni spunti che mi sembrano più importanti di altri.
In questo modo il blog cambierà pelle, la cosa non mi richiederà più di una decina di minuti e l’enfasi resterà comunque sul fare comunità/forum in Facebook o altrove.
Chi vorrà saperne di più dovrà tirar fuori la testa dal carapace e partecipare alla discussione, qui o altrove.

Non è che voglio fare il prezioso è che davvero penso che questo blog abbia esaurito il suo compito.
Vediamo se in forma iperminimalista può ancora avere un senso.
Magari ho torto io e avete ragione voi.

Salve a tutti

Stefano

Piove governo ladro e il blog scala le marce

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AGGIORNAMENTO: forse ho trovato un compromesso che venga incontro ai miei desideri e a quelli dei lettori “protestatari”
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2014/08/30/in-risposta-alle-insistenze-dei-lettori/

Cari lettori,

Il detto “piove governo ladro” ha un significato universale. In Cina, come nel Vicino Oriente, come nel bacino del Mediterraneo, la tradizione vuole che quanto maggiore è il tasso di corruzione e disumanità ai vertici del potere, tanto maggiori saranno le sciagure che affliggeranno i popoli.
Quel che ci attende farà impallidire le piaghe d’Egitto.

E ce lo meritiamo tutto, perché eravamo così spaventati di perdere la vita e quel po’ di benessere che ci è stato concesso (la carotina o il bastone?) che non abbiamo vissuto. La libertà ci faceva così paura che l’abbiamo rifuggita. La dignità? Boh? La giustizia? Per me, non per gli altri. Si fottano gli altri. La fratellanza? Io non sono fratello di quei fottuti neri/gay/islamici ebrei/immigrati/destroidi/sinistroidi, ecc.

Se i malvagi restano al potere è per la viltà dei loro sudditi.
Per molti di noi la morte sarà un atto di muta protesta: mansueti fino all’ultimo, nella speranza che la cavalleria venga a salvarci all’ultimo istante buono.
Beh, non arriverà. Questo non è un film.
Nessuna civiltà aliena evoluta violerebbe la prima direttiva di Star Trek. Chi lo fa è perché non è diverso da noi e forse è pure peggiore.

Non ci sarà alcun ritorno di Gesù il Cristo incarnato a guidare i Buoni contro i Cattivi: negherebbe il messaggio evangelico.

Glaciazioni, pandemie, asteroidi, guerre mondiali, rivoluzioni ed altre catastrofi assortite non cambieranno la nostra natura: i superstiti torneranno a commettere gli stessi errori, a meno che non abbia luogo una rivoluzione interiore che al momento pare molto remota.

Questo blog ha esaurito la sua velleitaria funzione: informare, sensibilizzare, blandire il mio ego.

Ormai siamo in mezzo ai casini e quel che è fatto è fatto. Occorreva ribellarsi anni fa, dopo l’11 settembre. Invece abbiamo creduto in massa ad una menzogna più gigantesca dell’altra, abbiamo applaudito le guerre umanitarie, abbiamo creduto alla propaganda neoliberista, abbiamo permesso che interi popoli fossero martoriati, noi inclusi.
Non abbiamo mosso un fottuto dito contro i pastori, che si sentono padroni sebbene, senza di noi, siano concime per i campi.
Li abbiamo lasciati fare, abbiamo dato corda, abbiamo nutrito la loro vanagloria e megalomania, abbiamo scelto l’autoinganno e abbiamo rinunciato a comportarci da adulti.
Ora raccoglieremo quel che abbiamo seminato.
Chi vivrà vedrà…un Mondo Nuovo, o Vecchio ma ritinteggiato.
Chi morirà vedrà ugualmente.

Non me ne vogliano i due nuovi “abbonati”/followers di oggi. Sfiga!
Un abbraccio a loro (non seguite nessuno: usate sempre la vostra testa!).

Un caro saluto e, vada come vada, “ad maiora”.

P.S. Le mie consulenze sono care.
Un conto è il volontariato civile di un blog, un altro conto è una relazione professionale. I contatti sono a sinistra.

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WazArs.com

FuturAbles.com

Homo Sapiens Hibernus

#StopEbolaNow – Sommersi o Salvati? Le conseguenze della prima crisi planetaria dalla Z di Zaire alla A di Alesina

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Com’è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole… non c’è che da guardarsi allo specchio. Io so perché l’avete fatto: so che avevate paura, e chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie: c’era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. La paura si è impadronita di voi e il caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all’attuale Alto Cancelliere: Adam Sutler. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso obbediente consenso.
V per Vendetta

A livello globale, la risposta della comunità internazionale è quasi zero. I leader in Occidente stanno discutendo della loro sicurezza e facendo cose come interrompere il traffico aereo. E non aiutano nessun altro.

Brice de la Vigne, direttore delle operazioni di Medici Senza Frontiere, 19 agosto 2014

A giorni Ebola esploderà come una bomba. Possiamo aspettarci una situazione drammatica. Se l’Onu non si muove sarà una vera catastrofe. MSF è allo stremo, non abbiamo più risorse per affrontare il problema.

Lorenzo De Filippi, presidente MSF Italia, 23 agosto 2014

Questa epidemia è senza precedenti, assolutamente fuori controllo e la situazione non fa che peggiorare, per cui si sta nuovamente estendendo, soprattutto in Liberia e Sierra leone, con focolai molto importanti. Se la situazione non migliora abbastanza rapidamente, c’è il rischio reale di vedere nuovi paesi colpiti. Non si può escludere, ma è difficile da prevedere, perché non abbiamo mai visto una tale epidemia.

Bart Janssens, direttore di Medici Senza Frontiere, 30 luglio 2014

Il peggio potrebbe ancora arrivare. L’allarme è concreto e la situazione fuori controllo.

Saverio Bellizzi, ematologo di Medici Senza Frontiere, 9 agosto 2014

Il fatto che tanti operatori sanitari si siano ammalati aumenta ansia e paure: se anche loro sono stati colpiti dal virus, che chance ha la popolazione inerme?…In alcune zone gli ospedali sono considerati degli incubatori di infezione [e vengono] evitati dai pazienti con qualsiasi tipo di malattia, riducendo i livelli generali di assistenza sanitaria

Ebola, allarme Oms: «Strage di medici eroi. Già più di 120 morti», il Messaggero, 26 agosto 2014.

Nessuno sta dicendo che questo ceppo di Ebola si trasmette per via aerea tra gli esseri umani, o che può essere trasmesso prima che i pazienti siano sintomatici. Piuttosto, alcuni di noi stanno facendo notare che questo ceppo ha sfidato misure e protocolli prestabiliti per prevenire la trasmissione e che hanno avuto successo nelle epidemie precedenti. Se le ipotesi sulle modalità di trasmissione che stanno guidando gli sforzi per contenere e porre fine al contagio devono adattarsi a questo particolare ceppo, sarà meglio rivisitarle adesso…Aggrapparsi a dei preconcetti in relazione all’ultimo contagio di un virus noto per la sua capacità di mutare può essere fuorviante, ha avvertito la direttrice dell’OMS Margaret Chan: “mutazioni e adattamento costanti sono i meccanismi di sopravvivenza dei virus e di altri microbi. Non dobbiamo concedere a questo virus opportunità di sorprenderci nuovamente”.

Rebecca Buckwalter-Poza, Why Aren’t Previously Successful Methods Used to Stop Ebola Working Against This New Strain?”, Pacific Standard, 4 agosto 2014

Cinque co-autori del più recente studio su Ebola sono stati uccisi dal virus prima che la loro ricerca fosse pubblicata. Ciò pone in evidenza gli enormi rischi assunti da coloro che lavorano per combattere la sua diffusione.

The Independent, 30 agosto 2014

Per essere infettati da Ebola occorre un contatto davvero stretto. Dunque, stare semplicemente su un autobus con qualcuno che ha l’Ebola non è un problema. Il virus non si trasmette con le goccioline di saliva. Dunque in teoria sarebbe davvero semplice da contenere.

Peter Piot, direttore della London School of Hygiene and Tropical Medicine, scopritore del virus

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Se Piot o Massimo Galli avessero ragione, oltre 240 tra medici e infermierimolti, tra i medici, avevano già avuto a che fare con epidemie di Ebola, senza ammalarsi – NON avrebbero contratto il virus e più della metà NON ci avrebbe lasciato la pelle (dati OMS).

Alcuni di loro figuravano tra i massimi specialisti mondiali e usavano tute BL3 (il massimo livello di sicurezza è Bio-Safety Level 4, quasi certamente l’unico equipaggiamento che può fermare Ebola con certezza).

10 membri dello staff sanitario che ha accudito il medico americano Patrick Sawyer (morto di Ebola) durante la sua quarantena hanno contratto il morbo. Difficile credere che ci sia stato scambio di fluidi – a quel livello di competenza ed attenzione –, in ben dieci casi. Cinque di loro sono morti, inclusa l’endocrinologa Ameyo Stella Adadevoh.

E che dire dell’epidemiologo senegalese infettato in un laboratorio dell’OMS in Sierra Leone?

Kent Brantly, il medico “miracolato”, ha contratto Ebola pur avendo seguito rigorosamente le linee guida del Center for Disease Control and Prevention di Atlanta, tanto che all’intervistatore ha risposto: “non ho ancora capito come me lo sono preso” [Brantly says he isn't sure how he got infected. He's certain he didn't violate any safety guidelines, American Doctor Sick With Ebola Now Fighting For His Life].

L’OMS parla di strage di personale sanitario «senza precedenti».

Come se la spiegano Piot e Galli?

Ebola non si trasmette per via aerea come un’influenza (e speriamo che ciò non accada mai), altrimenti i numeri sarebbero molto ma molto più grandi. Tuttavia, sfortunatamente, è assai probabile che siano in errore riguardo all’aerosol (Piot non è nuovo alle gravissime sottovalutazioni).

Ebola, o almeno questo ceppo di Ebola, non si comporta come l’HIV o la rabbia e si trasmette anche per prossimità, non solo per contatto.

La stessa Organizzazione Mondiale per la Sanità lo sa da tempo, dato che nelle sue linee guida sull’Ebola e Marburg del 2008 raccomanda di usare respiratori per evitare gli aerosol (particelle liquide sospese nell’aria) (Interim Infection Control Recommendations for Care of Patients with Suspected or Confirmed Filovirus (Ebola, Marburg) Haemorrhagic Fever) e nel 2014 richiede ai medici di mantenere una distanza di sicurezza di un metro e ad usare un respiratore in caso di paziente che tossisce (pp. 5 e 7 di “Interim Infection Prevention and Control Guidance for Care of Patients with Suspected or Confirmed Filovirus Haemorrhagic Fever in Health-Care Settings, with Focus on Ebola”.

Non ha senso escludere a priori il contagio tramite aerosol (Growing concerns over ‘in the air’ transmission of Ebola, BBC, novembre 2012).

Le decine di contagi occorsi a persone dotato di tute anticontagio fanno sospettare che la trasmissione riguardi anche umani che tossiscono, sudano, vomitano copiosamente.

Se Piot è contento di sedere nello stesso autobus con dei malati di Ebola, faccia pure. Io eviterei.

È chiaro che la trasmissibilità è elevatissima e la distinzione tra “via aerea” e “aerosol” resta importante, ma non è più decisiva.

Continuare a negarlo serve solo a placare le proprie ansie non ad alterare la realtà: il prezzo da pagare per queste omissioni sarà catastroficamente salato.

La trasmissione avviene quasi certamente anche con le goccioline di saliva e con il sudore (aerosolizzazione) e, come se ciò non bastasse, il virus resta attivo nella forma di aerosol anche a distanza di 1 ora, sopravvive sulla plastica e sul vetro da molti giorni a diverse settimane a temperatura ambiente e al fresco (4°C), e indefinitamente a – 70°C o per liofilizzazione (“Piercy T.J. et al. The survival of filoviruses in liquids, on solid substrates and in a dynamic aerosol”, Journal of applied microbiology 109.5 (2010): 1531-1539; Lever et al. “Lethality and pathogenesis of airborne infection with filoviruses in A129 α/β -/- interferon receptor-deficient mice”, Journal of Medical Microbiology 2012;61(Pt 1): 8-15; Twenhafel NA et al., “Pathology of experimental aerosol Zaire ebolavirus infection in rhesus macaques”, Veterinary Pathology 2013; 50(3): 514-529; Reed DS1, Lackemeyer MG, Garza NL, Sullivan LJ, Nichols DK. “Aerosol exposure to Zaire ebolavirus in three nonhuman primate species: differences in disease course and clinical pathology”, Microbes and Infection 2011;13(11):930-936).

Questo significa che i colpi di tosse di un malato di Ebola possono infettare una porzione di stanza per ore in virtù della sospensione delle goccioline in aerosol e possono infettare una penna, un bicchiere, una parete, una maniglia, una carta di credito, ecc. Chi tocca questi oggetti e poi gli occhi o il cibo che consuma contrarrà quasi certamente il virus.

È già stato dimostrato che Ebola si trasmette anche senza un contatto diretto contatto tra macachi (Transmission of Ebola virus (Zaire strain) to uninfected control monkeys in a biocontainment laboratory, The Lancet, Volume 346, Issue 8991, Pages 1669 – 1671, 30 December 1995; Lethal experimental infections of rhesus monkeys by aerosolized Ebola virus, Int. J. Exp. Path. (1995), 76, 227-236) e tra macachi e maiali (Transmission of Ebola virus from pigs to non-human primates, Nature, 15 November 2012).

Il vomito, la diarrea, il muco, la saliva degli sputi, l’abbondante sudorazione, le emorragie: sono tutte sorgenti di aerosolizzazione del virus. La tubercolosi si diffonde allo stesso modo ma Ebola è una macchina di auto-propagazione efficientissima e usa tutti questi veicoli, al “meglio”, specialmente nel suo stadio terminale, dove si aggiungono le convulsioni e le emorragie diffuse. Secondo la Public Health Agency del Canada sono sufficienti pochissimi agenti virali aerosolizzati (da 1 a 10) per trasmettere Ebola: l’aerosolizzazione è un veicolo più che adeguato alla bisogna del virus. Un solo agente che arriva nel cavo orale o negli occhi di qualcuno ed Ebola può effettuare il trasbordo.

Ritengo sia estremamente urgente esaminare la possibilità che le modalità di trasmissione possano essere compatibili con quelle dei norovirus (che non contagiano per via aerea come l’influenza, ma restano altamente infettivi):

Il virus è altamente infettivo e bastano 10 particelle virali a dare vita a un’infezione. Data la loro persistenza nell’ambiente, che permette una loro replicazione e diffusione anche per due settimane dopo l’infezione iniziale, i norovirus sono difficili da controllare ed è quindi necessario applicare rigorose misure sanitarie per prevenirli e contenerli. La trasmissione avviene direttamente da persona a persona, per via orofecale o via aerosol, oppure tramite acqua o cibo infetti, ma anche per contatto con superfici contaminate. I norovirus sono piuttosto resistenti nell’ambiente, sopravvivono a temperature sopra i 60° C e anche in presenza di cloro, normalmente utilizzato per disinfettare le acque potabili. Inoltre, rimangono nelle feci delle persone infette per almeno 72 ore dopo la guarigione (Norovirus, Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute)

In quel caso siamo in grossissimi guai, perché le strutture ospedaliere occidentali hanno dimostrato di non essere in grado di reggere l’impatto dei norovirus, che pure sono scarsamente letali (Norovirus ‘crisis’ at Royal Cornwall Hospital, 6 marzo 2013).

Ciò a cui stiamo assistendo in Africa occidentale è innegabilmente senza precedenti nella storia di Ebola.

Non ha senso incolpare l’inadeguatezza delle strutture sanitarie locali. In tutti precedenti contagi la situazione era del tutto identica (es. Uganda), ma non si è verificato nulla di anche lontanamente paragonabile.

Dopo Sierra Leone, Guinea, Liberia e Nigeria, Ebola ha raggiunto il distintissimo e popoloso Congo (pare sia un diverso ceppo, indipendente). Si parla di coincidenza, ma è una coincidenza davvero singolare. Magari è davvero così. Ma se su questo pianeta, in questi anni, c’è un terreno fertile per sviluppare Ebola, allora la faccenda diventa ancora più complicata.

Le morti accertate hanno raggiunto (superato?) la soglia di 1500, ma quelle effettive sono certamente molte di più, dato che un numero crescente di famiglie di malati nasconde i propri cari e li seppellisce clandestinamente, senza segnalarli alle autorità, per evitare lo stigma e per diffidenza.

Il tasso di mortalità è attualmente di poco superiore al 50%, un dato storicamente basso rispetto alla media di Ebola, ma il suo tasso di morbilità è molto superiore a quelli precedenti, per questo sta comunque uccidendo molte più persone.

Ciò può essere dovuto al fatto che questa variante è mutata per diventare più efficace, il tratto caratteristico di agenti patogeni in evoluzione.

EVOLUZIONE DELL’EPIDEMIA

Medici Senza Frontiere aveva ottimisticamente stimato che in meno di un anno sarebbe stato possibile bloccare l’epidemia. Però le popolazioni delle nazioni colpite ora ammontano a 250 milioni di persone e, di questo passo, se il virus si trasmette così facilmente o se dovesse mutare, e se l’opera di contenimento non funzionasse, entro un paio di anni quasi ogni persona del pianeta potrebbe scoprire se fa parte della metà dei sommersi o della metà dei salvati.

Questa è una possibile progressione del contagio.

Mar, 2014 – Infetti: 104 Decessi: 62
Apr, 2014 – Infetti: 194 Decessi: 116
Mag, 2014 – Infetti: 360 Decessi: 216
Giu, 2014 – Infetti: 670 Decessi: 402
Lug, 2014 – Infetti: 1.247 Decessi: 748
Ago, 2014 – Infetti: 2.319 Decessi: 1.391 (in realtà al 25 agosto eravamo già a 2615/1427, tra quelli accertati)
Set, 2014 – Infetti: 4.313 Decessi: 2.588
Ott, 2014 – Infetti: 8.022 Decessi: 4.813
Nov, 2014 – Infetti: 14.921 Decessi: 8.953
Dic, 2014 – Infetti: 27.753 Decessi: 16.652
Gen, 2015 – Infetti: 51.621 Decessi: 30.973
Feb, 2015 – Infetti: 96.016 Decessi: 57.610
Mar, 2015 – Infetti: 178.590 Decessi: 107.154
Apr, 2015 – Infetti: 332.177 Decessi: 199.306
Mag, 2015 – Infetti: 617.849 Decessi: 370.709
Giu, 2015 – Infetti: 1.149.199 Decessi: 689.519
Lug, 2015 – Infetti: 2.137.510 Decessi: 1.282.506
Ago, 2015 – Infetti: 3.975.768 Decessi: 2.385.461
Set, 2015 – Infetti: 7.394.928 Decessi: 4.436.957
Ott, 2015 – Infetti: 13.754.567 Decessi: 8.252.740
Nov, 2015 – Infetti: 25.583.494 Decessi: 15.350.096
Dic, 2015 – Infetti: 47.585.299 Decessi: 28.551.179
Gen, 2016 – Infetti: 88.508.656 Decessi: 53.105.193
Feb, 2016 – Infetti: 164.626.099 Decessi: 98.775.660
Mar, 2016 – Infetti: 306.204.545 Decessi: 183.722.727
Apr, 2016 – Infetti: 569.540.453 Decessi: 341.724.272
Mag, 2016 – Infetti: 1.059.345.243 Decessi: 635.607.146
Giu, 2016 – Infetti: 1.970.382.153 Decessi: 1.182.229.292
Lug, 2016 – Infetti: 3.664.910.804 Decessi: 2.198.946.482
Ago, 2016 – Infetti: 6.816.734.096 Decessi: 4.090.040.457

Non è un Ebola come gli altri e non è vero che non ha le carte in regola per diventare una pandemia globale.

Uccidendo “solo” il 50-60% delle persone affette e grazie al periodo relativamente lungo di incubazione (prima di 11 giorni non si manifestano i sintomi) ha la possibilità di arrivare ovunque, prima di esaurire il suo corso. Diffondendosi, il virus potrebbe sviluppare delle mutazioni imprevedibili. Questo ceppo è meno ingordo degli altri e quindi molto più efficiente. È come uno psicopatico che ha imparato ad integrarsi nella società e quindi causa molti più danni, perché è difficile sgamarlo.

Non si capisce perché l’OMS abbia dichiarato che interrompere i voli da e verso le località affetta da Ebola sia ingiustificato, pur riconoscendo che ogni città con un aeroporto internazionale è a rischio. Bloccare il traffico aereo è l’unica maniera per aiutare a contenere l’espansione del virus.

Tra l’altro non è da escludere che possano esistere portatori sani del virus, ossia persone che non manifestano i sintomi, proprio come Mary tifoide.

In nome del principio di precauzione e tenuto conto della non-linearità di questo fenomeno, non c’è alcuna vantaggio nel prendere per buono lo scenario ideale, quello degli assunti standard fondati su pochi decenni di esperienza, per non seminare il panico, quando i dati sul campo e sperimentali già citati differiscono drammaticamente e li confutano clamorosamente.

Stiamo parlando di virus, cioè di vere e proprie macchine evolutive, capaci di evolvere più rapidamente di qualsiasi organismo noto (non sono neppure considerati degli esseri viventi: assomigliano più a delle macchine parassitarie). Perciò l’unica cosa che importa per prendere delle decisioni è che il potenziale per acquisire le caratteristiche di un norovirus (per ricombinazione) esista (The Scariest Virus: Ebola Is Back, and It’s Worse Than Ever, Pacific Standard).

Senza un intervento deciso e rapido a livello globale rischiamo di assistere alla più enorme moria di esseri umani della storia.

Questo virus ha la capacità di spazzare via oltre la metà dell’umanità e quindi l’atteggiamento migliore è quello di chi prende tutte le precauzioni possibili, a prescindere, perché non possiamo permetterci di sbagliare.

EBOLA E IL VILLAGGIO GLOBALE

Oltre 6 mesi di inazione: potevamo inviare tende, letti, tute isolanti, guanti, maschere, apparecchiature, elicotteri, ambulanze, inceneritori, disinfettanti, cibo, capitali/donazioni, personale. Tutte cose chieste da Medici Senza Frontiere e mai ricevute. Il mondo sta ignorando l’Africa a suo discapito. Non esistono una fortezza America, una fortezza Europa o una fortezza Giappone in grado di tenere lontano Ebola. Il morbo doveva essere schiacciato subito, con l’aiuto di tutti. Non saranno solo i neri a morire come le mosche, se non li aiutiamo adesso e prendiamo questa crisi sul serio, ossia come una crisi planetaria e non regionale. Viviamo sullo stesso pianeta e fregarsene dei vicini può risultare letale per noi stessi. Siamo tutti sulla stessa barca, nello stesso villaggio globale e siamo una grande famiglia, che ci piaccia o no: questa volta non possiamo infischiarcene come abbiamo fatto col Ruanda e con il Congo. La punizione sarebbe (sarà?) terribile.

Cina e Cuba hanno mandato personale medico, equipaggiamento e soldi. L’Europa?

Stiamo spendendo cifre galattiche per la “guerra al terrore” quando l’unica vera guerra da combattere sarebbe quella per il contenimento e soppressione di Ebola.

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EBOLA E LA PESTE NERA

Se la teoria della peste come virus del tipo Ebola è corretta, allora il mondo potrebbe essere a rischio pandemico

Julia Paoli, Could the Black Death Actually Have Been an Ebola-like Virus? Nature

…due ricercatori dell’ università di Liverpool, Susan Scott e Christopher Duncan, autori del saggio Biology of Plagues pubblicato dalla Cambridge University Press. La loro tesi è che la peste del 1347-48, quella descritta dal Boccaccio nel Decamerone, e le pesti successive, fino a quella del 1630-31 descritta dal Manzoni nei Promessi Sposi, non furono pesti vere, cioè malattie epidemico-contagiose dovute – come fin qui s’è creduto – al bacillo denominato Yersinia pestis in onore del suo scopritore, il medico svizzero Alexandre Yersin che ne dimostrò la presenza nel materiale infetto durante l’epidemia di Hong-Kong del 1894. Le tesi, rivoluzionaria, è fondata su criteri clinici e su rilievi di epidemiologia, biologia molecolare e modellistica informatica. Essa colloca «il quadro delle pesti europee in una nuova cornice». Anzitutto ricordiamo che, com’è noto, la peste arrivò in Europa dall’Asia per la via del mare: entrò da Sud, dalla Sicilia, recata da navi genovesi importanti grano dalle terre bagnate dal Mar Nero, e dall’ Italia dilagò a macchia d’ olio nel continente fino all’ Inghilterra e ai Paesi scandinavi. Fu un’immane moria, che stroncò le vite di 30 milioni di europei (su una popolazione complessiva di 100 milioni). Clinicamente la malattia fu caratterizzata da febbre alta, fetore corporeo, sbocchi di sangue, macchie emorragiche sulla pelle, tumefazioni ghiandolari (bubboni): un quadro, affermano Scott e Duncan, che non è affatto specifico della peste da bacillo di Yersin, ma è proprio di altre malattie, del passato e del presente, che ebbero o hanno caratteristiche analoghe e analogo decorso iperacuto con esordio improvviso. Si tratta di malattie vecchie e nuove come l’ influenza «spagnola» del 1918, l’Aids prima maniera, la malattia da virus Ebola: malattie, come si vede, non bacillari, ma virali. La peste che esordì in Europa nel basso Medioevo fu dunque dovuta a un virus? Di quella peste il Boccaccio e i testimoni coevi – medici e cronisti – descrivono l’andamento repentino, i decessi fulminei, i contagi immediati (cioè i contatti apparentemente da uomo a uomo). Non si parla né di topi (ospiti di prima scelta del bacillo di Yersin) né di pulci (vettrici del bacillo); si pensò che tale omissione fosse dovuta al fatto che pulci e topi erano una presenza quasi fisiologica in una società, come quella medievale, a corto d’igiene individuale e collettiva. Ma, rilevano i due attenti ricercatori di Liverpool, il topo marrone fece la sua comparsa in Europa mezzo secolo dopo la scomparsa spontanea della peste (che essi datano intorno al 1670). E d’altra parte il rapidissimo propagarsi dell’ epidemia come avrebbe potuto essere compatibile con un contagio murino, mediato da topi certamente ostacolati nei loro percorsi dalle barriere naturali dei fiumi, dei monti, dei mari? Il contagio, si afferma, non poté che essere interumano, trasmesso dall’ uomo all’ uomo attraverso le vie di comunicazione transfluviali, transmarine, transalpine….

Giorgio Cosmacini, Boccaccio e Manzoni: Non fu vera peste, Corriere della Sera, 28 agosto 2002

I guai che potremmo dover affrontare potrebbero essere paragonabili a quelli di chi è incorso nella Peste di Giustiniano o nella Peste Nera, che erano virus del tipo Ebola, non certo batteri (Biology of Plagues: Evidence from Historical Populations, by Susan Scott and Christopher J. Duncan; Stefano Fait, Le ebole, la peste, la Crimea e il gene Ccr5).

Duncan e Scott hanno passato in rassegna la sintomatologia e le ipotesi sull’eziologia delle cronache dei tempi della Peste Nera, scoprendo importanti corrispondenze con la Spagnola, il virus del Nilo occidentale e, ancora più stringenti, con Ebola.

I testi dell’epoca parlano di febbri repentine, seguite da morti altrettanto repentine, con i vasi sanguigni che esplodono, organi interni che si dissolvono e vomito di materia nerastra.

Cosa fecero i nostri avi, per salvarsi, stante il fatto che non erano in grado di rinvenire delle cure? Misero in quarantena i malati e si rinchiusero tra le mura (come fece Milano, che infatti si salvò: ora sarebbe impossibile).

Queste misure funzionarono e il loro successo dimostra che i ratti non avevano alcun ruolo nel contagio, dato che sarebbe stato impossibile far rispettare loro la quarantena.

La buona notizia è che qualcuno, in Europa, ha la possibilità di scamparla anche grazie alle precedenti pestilenze: “Se il dieci per cento degli europei è immune al virus dell’Hiv, ciò è dovuto alle epidemie che si diffusero nel continente in epoche passate….si trattava di epidemie di una febbre emorragica virale e letale che utilizzava il gene Ccr5 per penetrare nel sistema immunitario (v. mutazione CCR5-delta 32). Avvalendosi di modelli computerizzati, i due ricercatori hanno dimostrato come il manifestarsi di questa malattia nel corso della storia abbia fornito la pressione selettiva necessaria – offrendo semplicemente protezione da una morte altrimenti certa – a far aumentare la frequenza di questa mutazione genetica da 1 caso su 20.000 all’epoca della “morte nera”, nel 1347, ai valori odierni di 1 caso su 10. “L’epidemia emorragica non scomparve dopo la grande peste di Londra del 1665-66, ma continuò a dilagare in Svezia, a Copenaghen, in Russia, in Polonia e in Ungheria fino al 1800″, ha concluso il professor Duncan. “Il perdurare dell’epidemia emorragica ha determinato il protrarsi della pressione selettiva sulla [mutazione genetica] ed è per questo che oggi essa si riscontra con la massima frequenza in Scandinavia e in Russia”.

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CONSEGUENZE DI UNA PANDEMIA DI EBOLA PARAGONABILE ALLA PESTE NERA

La peste nera nel Medioevo ha ucciso fino a un terzo della popolazione europea eppure, per chi è sopravvissuto, ha avuto degli effetti positivi. La morte non ha fatto distinzioni tra poveri e ricchi, così i superstiti si sono trovati in possesso di terreni e ricchezze, un’imprevedibile prosperità che, gettata sul mercato da molti di quelli che non riuscivano più a dare un senso alla loro esistenza di miracolati, alimentò un grande boom economico.

Al giorno d’oggi, oltre alla fine dell’austerità e dell’indebitamento (chi riscuoterà?), una nuova peste nera porrebbe fine alla questione demografica, al problema dell’inquinamento di qualunque origine, alla scarsità d’acqua, al depauperamento della fauna ittica, alla deforestazione.

Ci potrebbero però essere anche disastrose conseguenze anche per l’ecosfera (lo preciso per gli animalisti misantropi che dovessero gongolare).

Ad ogni buon conto, è verosimile che l’umanità sia in grado di mettere da parte le divisioni, smetterla di cercare capri espiatori, sbarazzarsi degli psicopatici (senza eliminarli fisicamente) e diventare realmente una grande famiglia, una squadra unita dalla necessità di cavarsela durante e dopo il contagio (specialmente in caso di glaciazione).

Forse, allora, finalmente, si troverà il modo di ostracizzare le personalità psico-sociopatiche, evitando così che ci portino alla rovina.

Se però l’umanità non saprà fare l’indispensabile salto di qualità morale-spirituale, ci ritroveremo nell’eterno ciclo della competizione sfrenata e del bieco sfruttamento dei molti da parte dei pochi che sembra piacere molto ad Alberto Alesina:

Sterminando quasi un terzo della popolazione europea, la peste del XIV secolo ruppe quell’equilibrio fra crescita della produzione e crescita demografica che aveva lasciato quasi invariati per secoli gli standard di vita. Dando maggior valore al lavoro e opportunità di impiego anche alle donne, l’epidemia ridusse stabilmente la natalità, almeno nelle regioni protestanti, rendendo possibile l’accumulazione di capitale…A sostenerlo è Alberto Alesina, economista italiano che insegna alla Harvard University, in un articolo pubblicato su “Science” (“Come la Peste Nera favorì lo sviluppo del capitalismo”, Le Scienze).

Agghiacciante – l’Ice Bucket Challenge come palestra di vanità e sfruttamento

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Quanto guadagnano i dirigenti dell’associazione americana (non profit!!!) per la ricerca sulla SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), quella dei secchi di acqua ghiacciata?

Jane H. Gilbert – President and CEO – $339,475.00
Daniel M. Reznikov – Chief Financial Officer – $201,260.00
Steve Gibson – Chief Public Policy Officer – $182,862.00
Kimberly Maginnis – Chief of Care Services Officer – $160,646.00
Lance Slaughter – Chief Chapter Relations and Development Officer – $152,692.00
Michelle Keegan – Chief Development Officer – $178,744.00
John Applegate – Association Finance Officer – $118.726.00
David Moses – Director of Planned Giving – $112,509.00
Carrie Munk – Chief communications and Marketing Officer – $142,875.00
Patrick Wildman – Director of Public Policy – $112,358.00
Kathi Kromer – Director of State Advocacy – $110,661.00″

http://healthimpactnews.com/2014/als-ice-bucket-challenge-do-you-know-what-you-are-supporting/

1 milione di dollari ai dirigenti.
5 milioni di dollari a malati e famiglie.
6,6 milioni per la ricerca medica.
Mica pizza e fichi!
32% dei costi per sensibilizzare l’opinione pubblica, peccato che nessuno in pratica sapeva di quessta malattia finché alcuni atleti molto celebri non hanno scoperto di avere questa condizione.

Qui ci sono alcuni dati contabili forniti dall’associazione (pp. 13, 14 e 15) – sarebbe interessante vedere come si compongono le varie voci di spesa:
http://web.alsa.org/site/DocServer/annual_report_fye2013.pdf?docID=107222
Ciascuno decida se sono stati spesi bene oppure no (inizio attività 1985; cure = 0; visibilità della malattia = scarsa)

Sapete come finirà? I soldi andranno alle solite grandi case farmaceutiche che immetteranno sul mercato farmaci costosi e brevettati che non cureranno la malattia ma solo i sintomi. Così la gente pagherà due volte per una non-cura, mentre le possibili cure naturali (dieta chetogenica?) saranno ignorate, perché rovinerebbero il grande business.

Cerco di elencare tutte le altre cose che non mi piacciono dell’Ice Bucket Challenge (secchio d’acqua gelata filantropico):
– “essere vanitosi è cool, ragazzi, fatelo anche voi!”
ti versi addosso l’acqua ghiacciata per donare 10 dollari invece di 100 dollari. Non avrebbe più senso che lo sfidante si impegnasse a donare se lo sfidato completa la sfida? Al momento sembra un insulto ai malati, per come la vedo io;
– molte di queste persone NON pagano la loro parte di tasse (in mille modi), contribuendo a far espandere il debito di tutti, ma fanno filantropia esibizionisticamente;
– i 52 milioni di americani che sopravvivono grazie al welfare potrebbero chiedersi come mai in una nazione così ricca ci siano quelli come loro e quelli che si rovesciano addosso un catino d’acqua in un potlatch caritatevole;

10593084_1676229545935058_5825413288262842144_n- Superata quota 50 milioni di dollari non sarebbe ora meglio reindirizzare questa iniziativa verso, per esempio, la prevenzione della malaria, o vale di meno perché chi la subisce è scuro?
– adesso per raccogliere fondi per una causa dovremo sorbirci irritanti catene di sant’antonio delle celebrità?
– Quanti hanno capito cos’è la Sclerosi Laterale Amiotrofica grazie a questa iniziativa, dato che nessuno degli sfidanti si prende il tempo di spiegare perché lo fa (io l’ho capito solo ieri, pur avendo visto il video di Cristiano Ronaldo diversi giorni fa)? La Fornero e Monti?
– Com’è messa una società in cui i video di celebrità che vanno a trovare dei malati non andrebbe mai virale?
– Fatelo contro il fottuto Ebola, visto che gli scienziati si sono lamentati per anni che non riuscivano a trovare i fondi per la ricerca, in quanto malattia africana (e a nessuno gliene fregava niente), mentre SLA raccoglie comunque annualmente qualche milione di euro/dollari;

- Matteo 6,1-4: 1 Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. 2 Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 3 Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, 4 perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

L'immancabile Lady Gaga

L’immancabile Lady Gaga

 Uno che ha capito e almeno usa questa cosa a fini didattici

10574384_10204125916044212_4510325667963238246_n“Matt Lauer’s challenge, along with that of Martha Stewart and many others, predated Frates’ involvement and had nothing to do with ALS. Rather, it came from a dare that was circulating among a group of pro athletes, including golfer Greg Norman and motorcycle racer Jeremy McGrath. Those who declined the ice bath were compelled to give $100 to charity of the challenger’s choice. (Lauer donated to the Hospice of Palm Beach County.)
[...]
Watch the golfers’ videos and you’ll see the stunt was really just about getting their friends to film themselves doing something dumb for no reason. The charity part was an afterthought.”
http://www.slate.com/blogs/future_tense/2014/08/12/icebucketchallenge_you_don_t_need_an_ice_bucket_to_donate_to_als_research.html

40mila anni dopo, al disgelo, riemersero reperti audiovisivi di un’antica civiltà perduta

Passion and love, sex, money,
Violence, religion, injustice, death

Paninaro, Paninaro, oh oh oh

Girls, boys, arts, pleasure
Girls, boys, arts, pleasure

Paninaro, Paninaro, oh oh oh

Food, cars, travel, food, cars, travel, travel
(Travel travel)
New York, New York, New York,
New York

Paninaro, Paninaro, oh oh oh

Armani, Armani, A-A-Armani, Versace, Cinque

Paninaro, Paninaro, oh oh oh
Paninaro, Paninaro, oh oh oh

Armani, Armani, A-A-Armani, Versace, Cinque

Paninaro (ro ro), Paninaro, oh oh oh (oh)
Paninaro (ro ro), Paninaro, oh oh oh (oh)

(I don’t like Country & Western.
I don’t like rock music.
Ehm, I don’t like, I don’t like Rockabilly.
Rock’n’roll in particular
I don’t like much, really, do I?
But what I do like, I love passionately)

Paninaro, Paninaro, oh oh oh
Paninaro, Paninaro, oh oh oh

Paninaro, Paninaro, oh oh oh
Paninaro, Paninaro, oh oh oh

You! You’re my lover,
You’re my hope, you’re my dreams, my life
My passion, my love, my sex, my money,
Violence, religion, injustice and death

Paninaro, Paninaro, oh oh oh
Paninaro, Paninaro, oh oh oh

Paninaro, Paninaro, oh oh oh
Paninaro, Paninaro, oh oh oh

Paninaro, (I don’t like much, really, do I?)
Paninaro, oh oh oh
Paninaro, Paninaro, oh oh oh
Paninaro, Paninaro, oh oh oh
Paninaro, (But what I do like, I love passionately)
Paninaro, oh oh oh
Paninaro, Paninaro, oh oh oh

Paninaro, Paninaro, oh oh oh
Paninaro, oh oh oh

Orsi, rifugi e la glaciazione

BvEbpRtCYAAYzCCRifugio XII Apostoli, m. 2487: ferragosto come luglio > nevica

 10389249_10154532484960455_5670800535842340219_nPasso Gavia, m. 2621

Abbiamo costruito dei modelli [climatici] e ora ci sono delle robuste contraddizioni. I dati di osservazione ci parlano di un raffreddamento globale. I modelli ci dicono che dovrebbe essere un riscaldamento.

Zhengyu Liu, professore del Centro di UW-Madison per la Climatic Research, agosto 2014

Il moderno Grande Massimo [di attività solare, NdT], che si è verificato durante i cicli solari 19-23, cioè, tra il 1950 e il 2009, è stato un evento raro o addirittura unico, per ampiezza e durata, nel corso degli ultimi tre millenni.

Usoskin et al., “Evidence for distinct modes of solar activity”, Astronomy & Astrophysics, febbraio 2014

Svensmark non è solo. Ad esempio, gli scienziati russi dell’Osservatorio di Pulkovo sono convinti il mondo è in un periodo di raffreddamento che durerà per 200-250 anni. Il rispettato fisico solare norvegese Pal Brekke avverte che le temperature potrebbero effettivamente declinare per i prossimi 50 anni. Uno dei principali climatologi britannici Mike Lockwood, della Reading University, ha individuato 24 occasioni negli ultimi 10.000 anni in cui l’attività solare era in declino come lo è ora, ma in nessuna di queste il calo è stato così veloce. Sostiene che un ritorno ad un Minimo di Dalton (1790-1830), che comprendeva “l’anno senza estate”, è “probabile”. Nel loro libro “The Sun Neglected”, Sebastian Luning e Fritz Varenholt pensano che le temperature potrebbero subire due decimi di grado Celsius di raffreddamento entro il 2030 a causa del previsto sole anemico…È interessante immaginare come l’Occidente potrebbe gestire le sfide geopolitiche ed umanitarie causate da brevi stagioni di crescita in un clima più freddo e probabile scarsità di cibo. L’abbondanza favorisce la pace. Tuttavia, uno scenario in cui le nazioni sono disperatamente in competizione per l’energia e il cibo disponibili comporterà minacce imprevedibili, un test di gran lunga più severo di ogni altra cosa che abbiamo visto nella storia recente.

Maurice Newman, consulente economico del primo ministro australiano, agosto 2014

L’estate inglese è, di fatto, terminata.

Qualcuno si è domandato cosa succederebbe se questo tipo di meteo imperversasse d’inverno sulle Alpi? (accadrà)
Metri e metri e metri e metri…e metri di neve.
http://www.meteorivieraligure.it/inverno-2014-neve-record-sulle-alpi-un-respiro-per-nostri-ghiacciai/

E se l’estate successiva fosse come questa del 2014 e non riuscisse a scioglierli?? (accadrà)
http://versounmondonuovo.wordpress.com/2014/07/29/il-sesto-inverno/

10525380_10202753870752219_7314565379879705114_nRifugio Alimonta (Brenta) dopo solo un’ora di nevicata

Orso aggredisce uomo di Pinzolo. Portato all’ospedale di Tione

Stiamo attendendo, fatalmente e fatalisticamente, la catastrofe.
L’uomo, impregnato di tracotanza (hybris), ha deciso cosa debba essere meglio per certi orsi. Li ha trapiantati in una zona fortemente antropizzata, a totale vocazione turistica, per soddisfare le sue ambizioni e smanie estetiche. “Andate e moltiplicatevi” ha detto l’uomo-Geova. Questi orsi si sono moltiplicati e, ora che il clima è sempre più avverso, i nodi vengono al pettine.
Qualunque persone sensata lo doveva sapere e infatti i ragionevoli, tra noi, lo temevano da tempo.
I nemici degli orsi sono in agguato, attendono il primo incidente grave. Quest’incidente mortale arriverà e i “trentini brava gente” dissotterreranno l’ascia di guerra. Saranno gli orsi ad avere la peggio: burattini/giocattoli/accessori fin dal primo istante dell’operazione Life Ursus.
Ma chi sono stati i veri nemici degli orsi? Magari proprio quelli che li hanno trattati come nani da giardino da disporre a proprio piacimento sui “nostri” monti e nei “nostri” boschi?

http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_fatal_bear_attacks_in_North_America

Il massimo numero di attacchi [di lupi] furono registrati negli anni Novanta del Seicento: proprio il decennio durante il quale lo scrittore francese Charles Perrault scrisse la fiaba di Cappuccetto Rosso (Le petit chaperon rouge).

Stéphane Frioux, “Storia del lupo. Un libro di Jean-Marc Moriceau”

http://www.issm.cnr.it/demetrapdf/boll_20_2009/Pagine%20da%20demetra_imp%2020_frioux.pdf

Nel periodo compreso tra il 1645 e il 1715, proprio nell’intervallo centrale della piccola era glaciale, le macchie solari rilevate furono insolitamente poche, con alcuni anni senza la rilevazione di alcuna macchia

http://it.wikipedia.org/wiki/Piccola_era_glaciale

I ricercatori Matt Penn e William Livingston del National Solar Observatory prevedono che il ciclo solare 25 sarà caratterizzato da un’assenza totale di macchie solari; “se il sole in realtà sta entrando in una fase sconosciuta del ciclo solare, allora dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per comprendere i collegamenti tra attività solare e clima“, osserva Lika Guhathakurta della NASA.

http://www.meteoweb.eu/2014/05/lattuale-ciclo-solare-i-bassi-dal-1755-quali-conseguenze-clima/284511/

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ghiacci marini 290.000 km quadrati più estesi della media da quando si eseguono le misurazioni

ghiacci artici molto più spessi che nel 2013 (anno di forte ripresa rispetto al 2012)

ghiacci artici molto più spessi che nel 2013 (anno di forte ripresa rispetto al 2012)

10448230_10202102284312538_888840596806472238_ntemperature globali stabili (in leggero calo rispetto al 2002)

Alle condizioni meteo estreme tipiche di ogni transizione climatica già si imputa l’intensificarsi degli attacchi letali di orsi russi (Bear attacks leave at least three people dead in Siberia and far-east Russia, Guardian, 1 agosto 2014).

In una vasta regione siberiana, la Sacha-Jacuzia, un superbranco di lupi da 400 esemplari ha tenuto sotto assedio la cittadina di Verkhoyansk, con i residenti costretti a pattugliare le strade in attesa dei soccorsi governativi. Un fenomeno assolutamente inedito (in genere un branco è formato da 6-20 lupi al massimo) riconducibile alla scarsità di cibo di una serie di inverni particolarmente rigidi (Wolf attacks lead to state of emergency in Russia’s Siberia region, Telegraph, 6 gennaio 2013).

Situazione analoga a Haines, in Alaska: una lupa disperata e affamata ha attaccato una giovane donna e i suoi quattro cani, divorandone uno, a marzo del 2014, in pieno giorno (Wolf kills, eats dog after battle with owner in daylight attack near Haines, Alaska Dispatch News, 17 marzo 2014).

Nei quartieri residenziali di Vancouver gli orsi, in cerca di cibo, cercano di forzare le porte delle auto, se sentono che c’è del cibo avanzato (Bear Attacks Car In West Vancouver: Police, Huffington Post, 14 giugno 2013). Alcuni orsi (neri) cercano perfino di accedere ai freezer collocati nei garage (Mother bear attacks B.C. man in Vancouver suburb, CBC News, 8 agosto 2011) ed entrano in casa se avvertono odore di cibo (North Vancouver woman recovering after getting attacked by a bear in her own home, Global News, 23 luglio 2014). Neppure lo spray anti-orsi riesce a fermare un grizzly (B.C. hikers narrowly escape grizzly bear attack, CTV News Vancouver, 5 luglio 2013), anche se una suoneria con Justin Bieber può essere efficace, in Russia (Justin Bieber saves man from bear attack, New York Post, 5 agosto 2014). Pure i Megadeth possono tornare utili (Heavy metal saves Norwegian boy from wolves, RiaNovosti, 20 gennaio 2011).

La fame spinge i puma a vedere negli esseri umani delle prede: succede a Tofino, sull’Isola di Vancouver, Couple in B.C. cougar mauling open up about being stalked and attacked – and fighting back, The Globe & Mail, 29 ottobre 2013). Sull’Isola di Vancouver gli orsi attaccano anche i campeggiatori dormienti aggredendoli nelle loro tende (Two hurt in bear attack, Westerly News, 22 luglio 2010).

http://www.futurables.com/2014/08/23/lalba-del-pianeta-degli-orsi-e-limpero-dei-lupi-fobie-ingenuita-fanatismi-diritti-e-un-po-di-buon-senso/

Ora sulle Alpi ci sono linci, orsi, lupi e sciacalli…e uomini.
E’ in arrivo una glaciazione che ci coglierà impreparati.
http://www.futurables.com/2014/06/06/fimbulvetr-ci-serve-un-centro-studi-sullimpatto-del-mutamento-climatico-in-trentino-alto-adige/

Lotta per la sopravvivenza…

27 miliardi di dollari spesi per studiare le emissioni di CO2!
0 dollari (finora) per studiare le possibili misure di adattamento ad una glaciazione.

Cassandra, l’inascoltata: “È frequente l’attribuzione dell’appellativo “Cassandra” alle persone che, pur annunciando eventi sfavorevoli giustamente previsti, non vengono credute, e viene detta “sindrome di Cassandra” la condizione di chi formula ipotesi pessimistiche ed è convinto di non poter fare nulla per evitare che si realizzino”.
http://it.wikipedia.org/wiki/Cassandra_%28mitologia%29

Staremo a vedere chi avrà ragione.

fig1-1024x399immagine tratta da http://www.attivitasolare.com/glaciazione-wurm/

Mini Expo WazArs dell’artigianato creativo – seconda edizione (20 settembre)

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Il 20 Settembre 2014 dalle 18 alla Bookique di Trento torna il Mini Expo della Creatività (prima edizione, immagini dell’esordio) alla sua seconda edizione!
Con musica, aperitivi, vari workshop, una serata dedicata a tutti i creativi!
Il parco della Predara sarà tutto per noi.
Il tema è “Contrasti”: Sole e Luna, Chiaro e Scuro, Duro e Morbido, Vivacità e Quiete.

Informazioni per chi desidera partecipare:
– la scadenza per avanzare la propria candidatura è il 25 agosto;
– per la selezione ci servono immagini delle creazioni più rappresentative e specialmente di quelle che si desiderano sviluppare in futuro + una descrizione del tipo di laboratorio che si intende offire al Mini Expo;
– il numero di posti disponibili è limitato ma questa manifestazione si ripete stagionalmente: ci saranno altre occasioni;

http://wazars.com/

Lavorando gratis danneggi te stesso e il prossimo: il 2 dicembre è la giornata internazionale per l’abolizione della schiavitù

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Da rassegna.it

Band of Horses “The Great Salt Lake”

Il senatore irlandese David Norris contro la destra israeliana – la politica al suo culmine

Nel governo Renzi ho potuto riscontrare un approccio molto positivo, amichevole nei confronti di Israele… Se vogliamo parlare di primo “test” per il governo Renzi, direi che il risultato da parte nostra è assolutamente positivo.
Naor Gilon, ambasciatore israeliano a Roma

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Israele è ormai chiaramente controllato da psicopatici e non vedo come possa uscirne vivo. E’ spaventoso vedere una nazione completamente alla deriva morale, incapace di scorgere l’abisso, là in fondo. Non si può salvare chi non vuole essere salvato.
Qui la chiusa dell’articolo poi rimosso:
“I will conclude with a question for all the humanitarians out there. Prime Minister Benjamin Netanyahu clearly stated at the outset of this incursion that his objective is to restore a sustainable quiet for the citizens of Israel. We have already established that it is the responsibility of every government to ensure the safety and security of its people. If political leaders and military experts determine that the only way to achieve its goal of sustaining quiet is through genocide is it then permissible to achieve those responsible goals?
https://archive.today/RPf3M

Ecco invece la trascrizione ufficiale dell’intervento di David Norris, un anti-psicopatico:

I would like to express my gratitude to the Cathaoirleach of Seanad Éireann, to the Minister who, as a Laois man, I congratulate on his appointment, and to Senator Averil Power for marshalling the forces on this side to respond to my request for a recall of Seanad Éireann.

  People ask: “What for? What can Seanad Éireann do?” The answer in the international context is “Nothing”, because nobody will pay that much attention to what Ireland does. I remember being in Palestine some years ago in an area that was heavily controlled by the Israelis, and I said to my Palestinian hosts, “You know there is nothing I can do, I will have no effect”, and they said, “But at least you will be a witness, you will be a record to our suffering, and we will not go unnoticed“. It is for that reason I called for the recall of the Seanad.

  I am very sad. I am not anti-Israeli; I am not anti-Semitic. I supported the State of Israel. However, in the 40 years that I have known the State of Israel and sometimes had a home there, I have seen it completely change. It changed from a left wing, socially directed country to an extreme right-wing regime that is behaving in the most criminal fashion, defying the world and unscrupulously using the Holocaust to justify what they are doing. It is time that rag was torn away from them.

  Israel is afraid of Palestinian unity. That is what all of this is about. It has nothing to do with the appalling murder of those three Israeli kids. The Israeli police knew that Hamas had nothing to do with it before this war started. Israel created Hamas in order to split Fatah, so it is responsible for Hamas. I had this confirmed at the highest level in the foreign ministry in Jerusalem some years ago. It is astonishing to me that those in the West prate about democracy, yet every time an Islamic government crops up around the Mediterranean, they refuse to deal with it, they subvert it and they destroy it. Where is the democracy in that? We may not like it. They may be antagonistic. My Jewish friends and Israeli friends sometimes say to me, “How would you fare, as a gay man, in any of these?” I know exactly how I would fare, but it does not mean it is correct to deny people the right to choose their own government. What self-respecting or sane people would allow their enemies to choose their government for them? Can anyone imagine it happening in this country? I certainly cannot.

  America has a shameful role to play in this. Israel could not get away with these disgraceful acts of international piracy and brigandage if it was not for the protecting shadow of the United States of America. I condemn President Obama for his utter inaction. I have to say I was a bit taken aback when I saw Ukraine had been added to the statements as it is irrelevant. It is a bit of “whataboutery”. What about Syria? What about the Congo? What about Iraq? What about everything? However, the one thing it does is to show the extraordinary discrepancy here. At the instructions of the Americans we are prepared to boycott, go after the Russian banks and do this, that and the other. What do we do about Israel? We do not even mark a protest note with our vote at the United Nations Human Rights Commission.

That is shameful – absolutely shameful. I would have interjected that it had been better to be one country in the right than be with all the rest of them in the wrong.

  There are no words to describe what happened yesterday in Jebalyia where there were six attacks on schools. They are deliberate, I have no doubt, because 3,300 people were sheltered there. They had been directed there by Israel. The co-ordinates were given 17 times. How could anybody claim that they did not know what they were doing? Israel’s policy is shoot first and weep afterwards saying, “Oh, did we hit children? What a terrible tragedy”. Nobody believes Israel anymore. It is doing this to exert pressure on Hamas. It will not resolve this problem until, as we did in this country, it involves both of the participants.

Senator Sean D. Barrett: Information on Sean D. Barrett Zoom on Sean D. Barrett Hear, hear.

Senator David Norris: Information on David P.B. Norris Zoom on David P.B. Norris There is no point in having any kind of an alleged truce when it only has one side. It was laughable the rubbish produced by the Israelis, Americans and the Egyptians. They did not consult Hamas, which is madness. Tony Blair was involved. My God, that man is shameless.

Senator Mary M. White: Information on Mary M. White Zoom on Mary M. White Hear, hear.

Senator David Norris: Information on David P.B. Norris Zoom on David P.B. Norris He should keep his face out of the Middle East after what he and George W. Bush have done to the region.

  On the other side, three moth-balled schools were used to store weapons. That was discovered by the UN and reported by it, not by the Israelis.

  Entire families have been obliterated and in one case, 20 members of the same family were slaughtered. Also, a disproportionate amount of women and children have been killed in this situation, which is a violation of all the spiritual beauty that Judaism stands for – the respect for life and the fact that if one saves one life then one has saved the universe. All of that is blown out of the window and done so, as I saw, by the arrival of 1,200,000 extreme right-wing former citizens of the Soviet Union.

  It is time people told the truth about what is being said in Israel.  For example, the interior Minister, Eli Yishai, stated in 2012 that Israel would send Gaza back to the Middle Ages.  Defence deputy Minister Matan Vilnai stated that it would visit the Holocaust on the Palestinians.  That is Nazi talk.  I am not saying that he is a Nazi but what he is saying makes him sound like a Nazi.

  What should we do?  First, we must remove the embargo.  Then there is the Euro-Med agreement, to which human rights protocols attach.  Time after time on the foreign affairs committee, I have asked for the situation to be monitored.  People will not even monitor the human rights agreements.  What human rights are there when thousands of women and children are being killed and injured?

Senator Mary M. White: Information on Mary M. White Zoom on Mary M. White Hear, hear.

Senator David Norris: Information on David P.B. Norris Zoom on David P.B. Norris Israeli goods, particularly those from the settlements, should be boycotted and there should be an expulsion of the Israeli ambassador.  I delayed in saying this, but he always has his fingers in his ears and just repeats slogans from Jerusalem.

  I have received a considerable volume of correspondence, 90% of it in support of the Israeli side.  I respect all of my correspondents but it is clearly an organised campaign.  They all thank Ireland for voting the way we did at the UN.  That tells the story.  The Israeli spokesmen, all with South African, English or American accents, referring to the land of Palestine, also congratulated us.

  The UN should accept full and permanent responsibility for the welfare of the people of Gaza.  If that means the deployment of an international force, fine.  This country should explore the possibility of using our civilian services, for example, the ESB, to rebuild the only power station in Gaza.  Cutting off electricity to people who are being squeezed into an appalling punishment camp, only to then cut back on food imports and claim – this is where I say “Nazi” – that Israel is placing the people of Palestine on a diet shows contempt for human beings.

We should stand against that contempt and in favour of human rights. I am in favour of human rights, whether one is Israeli, gay, a woman or black. I am not changing my position. I am not anti-Israel or anti-Semitic, but I am pro-human rights for every human being.

http://cut2thetruth.wordpress.com/2014/08/05/senator-david-norris-on-the-genocide-in-palestine-it-is-time-people-told-the-truth-about-what-is-being-said-in-israel-amazing-speech/

http://oireachtasdebates.oireachtas.ie/debates%20authoring/debateswebpack.nsf/takes/seanad2014073100015?opendocument

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Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario, con una goccia d’acqua nel becco. “Cosa credi di fare?” gli chiese il leone. “Vado a spegnere l’incendio!” rispose il colibrì. “Con una goccia d’acqua?” disse il leone, con un sogghigno ironico. E il colibrì, proseguendo il volo, rispose: “Io faccio la mia parte”. (Favola africana)

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La lotta di classe non è soltanto il conflitto tra classi proprietarie e lavoro dipendente. È anche «sfruttamento di una nazione da parte di un’altra», come denunciava Marx Il punto di vista del pensiero meridiano è il punto di vista dei Sud del mondo, dall'America Latina al nostro Mezzogiorno, quella parte della società schiava di squilibri ancor prima di classe che territoriali.

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