Automazione, Ambientalismo, Handmade – note per presentazione di “Un mondo dove tutto torna”

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Presentazione di:
Un mondo dove tutto torna, di Nicola Sordo,
Raccolto Edizioni , 2014.

Scrive Nicola Sordo:
“Chiedevo agli anziani di raccontarmi la vita di un tempo, il paese, la gente, e siccome avevo appena finito gli studi di Agraria abbiamo cominciato parlando di agricoltura, ma non quella di oggi, quella di quel tempo in cui tutti erano contadini, il tempo della civiltà contadina e dell’economia di sussistenza. In quelle voci ho trovato un tesoro, il tesoro era nelle loro parole, era il “cosa” e anche il “come”, quello che raccontavano e come lo raccontavano, due cose che fanno parte di una sola.”
L’autore dialogherà con Stefano Fait e Giovanni Kezich.

Biblioteca di via Roma, Sala degli affreschi – ore 17:30, Trento
http://www.bibcom.trento.it/nwcalendar/day/5/2/2015?sel_date=5-2-2015#2008

http://www.ladige.it/eventi/cultura/2015/02/02/mondo-dove-tutto-torna-memorie-contadine-libro-nicola-sordo

*****

Mi occupo di analisi dei MEGATREND.

Sono qui per dimostrare che la visione di Nicola Sordo è realistica, come lo è il suo progetto THE WISE GUEST.

http://wazars.com/2014/10/16/un-mondo-dove-tutto-torna-di-nicola-sordo/

http://www.futurables.com/2014/08/27/un-mondo-dove-tutto-torna-di-nicola-sordo-recensione/

http://wazars.com/2015/01/21/il-progetto-the-wise-guest/

Non è ancora un megatrend, è un picotrend, ma crescerà in fretta.

Individuare i megatrend non è cosa facile:

Nel 1895 l’ingegnere e matematico William Thomson, nominato barone di Kelvin (unità di misura della temperatura), affermava: “Macchine volanti più pesanti dell’aria sono impossibili”. Nel 1903 ebbe luogo il primo volo dei fratelli Wright.

Nel 1920 il New York Times scriveva: “Un razzo non sarà mai in grado di lasciare l’atmosfera terrestre”. Nel 1944 le V2 ce la fecero.

Nel 1928 il Nobel per la fisica Millikan annunciava: “Non c’è alcuna possibilità che l’uomo possa sfruttare l’energia dell’atomo”. Però ce la fece Enrico Fermi nel 1942, all’Università di Chicago.

Thomas Watson, futuro presidente dell’IBM, nel 1943 dichiarava: “Penso che nel mondo ci sia bisogno di non più cinque computer

D’altra parte all’expo di New York del 1939 si anticipava un mondo in cui i robot avrebbero pulito casa e le auto si sarebbero guidate da sole. Ci siamo arrivati in questi anni.

MEGATREND RICCHI IN FUGA

Al Forum Economico Mondiale di Davos di quest’anno Robert Johnson, un ex manager di George Soros, ha riferito di vari amici e colleghi molto facoltosi che stanno pianificando una prossima fuga verso aree isolate e sicure, come la Nuova Zelanda, temendo reazioni giacobine/bolsceviche da parte delle masse immiserite (As inequality soars, the nervous super rich are already planning their escapes, Guardian, 23 gennaio 2015).

Pensate alle colossali implicazioni di questa rivelazione!

Cosa ci suggerisce?

  1. Gli insider sanno che qualcosa di gigantesco sta per accadere, in contrasto con i proclami ufficiali: IL COLLASSO DEL SISTEMA;
  2. Temono che le forze dell’ordine e i loro quartieri fortificati (gated communities) non potranno difenderli;
  3. Non si rendono conto che una galera non è fatta di muri, ma di assenza di libertà di circolare, di godersi la vita. Isole, fortezze, mega-yachts possono diventare delle prigioni: di lusso, ma pur sempre prigioni;

LA VISIONE ALTERNATIVA DI NICOLA SORDO È EMANCIPATIVA, SOSTENIBILE, COOPERATIVA

  1. AUTOMAZIONE SU INTERNET già oggi oltre il 50% degli utenti di internet non è umano (locomotive, satelliti, telecamere a circuito chiuso, droni, algoritmi per speculazioni borsistiche, intelligence artificiali che compilano le ultime notizie in tempo reale, stampanti 3d, sensori/misuratori/monitoratori, serrature digitali, ecc.).
  2. STAMPANTI 3d producono automobili, moduli abitativi, pasta, calzature. Tra qualche anno sarà possibile comprare una STAMPANTE 3D IN GRADO DI FABBRICARE UN’ALTRA STAMPANTE 3D seguendo un progetto caricato su internet e open source. Il che significa che, tramite donazioni, chiunque potrà avere la sua e diventare un auto-produttore;
  3. Le prime AUTO CHE SI GUIDANO DA SOLE stanno per essere messe in vendita e le ASSICURAZIONI penalizzeranno chi vuole continuare a guidare per conto suo: seguiranno furgoni-camion, navi, aerei che si guidano da soli.
  4. ROBOTICA nell’agricoltura (contro i parassiti, nella semina e raccolta, nell’irrigazione), nelle DIAGNOSI MEDICHE e nella CHIRURGIA. Gran parte delle transazioni in borsa sono effettuate da macchine autodidatte, ROBOT IN RETE CHE IMPARANO DAGLI ALTRI ROBOT, ISTANTANEAMENTE, come nessun medico, avvocato o trader potrebbe fare;
  5. GOOGLE, APPLE, AMAZON e FACEBOOK, assieme, valgono in fatturato quanto metà del PIL italiano. Danno lavoro a non più di 150mila persone. Nel giro di 10-20 anni, a seconda delle stime, TRA UN TERZO E IL 50% DEI POSTI DI LAVORO SARÀ SOSTITUIBILE DA ROBOT E ALGORITMI. Si chiama disoccupazione tecnologica e richiederà una radicale revisione del presente modello socio-economico;
  6. MEGATREND REWILDING – fino al 1882-1914 pochissime selve nelle Alpi antropizzate. PROGRESSO TECNOLOGICO RENDE POSSIBILE IL RINSELVATICHIMENTO, RINATURALIZZAZIONE: rimboschimento, parchi/oasi naturali -> 2 SCENARI: (a) Umanità concentrata in centri urbani tenuti rigidamente separati da una NATURA INTOCCABILE (psicologicamente deleterio); (b) Umanità post-consumista che impara a convivere con l’ambiente naturale e vive a contatto con esso (ideale)

IL PRIMO MEGATREND (AUTOMAZIONE) RENDE POSSIBILE IL SECONDO SCENARIO DEL REWILDING SE OPEN SOURCE/DEMOCRATICO-PARTECIPATO/POST-MATERIALISTA

Il trasferimento della quasi totalità della capacità produttiva dagli esseri viventi alle macchine è una rivoluzione che non ha precedenti nella storia umana e comporterà una radicale trasformazione della nostra mentalità e di quegli aspetti della società che diamo per scontati: lavoro, arrivismo, ricchezza, classismo, proprietà privata, controllo, denaro.

Infatti i robot produrranno altri robot gratuitamente, procurandosi (sempre gratuitamente) energia e materie prime per farlo e diventando sempre più efficienti nel farlo. Il 99% dei prodotti disponibili sarà gratuito e facilmente accessibile. Volendo, questo nuovo ordine garantirà prosperità a tutti, non immensi profitti per pochi; tempo libero in abbondanza per godersi la vita, frequentare le persone, allevare i figli come meritano, dedicarsi a tempo pieno ai propri hobby, senza fretta, senza ansie, cooperando invece di competere.

Nel nuovo ordine l’espansione delle coscienze sostituirà l’espansione degli eccessi materialistici.

Tutto questo, naturalmente, se impediamo all’attuale sistema oligopolistico di controllare questa transizione e tutto ciò che seguirà, all’insegna dell’avidità sociopatica. Serviranno un po’ dell’idealismo di Keynes e del realismo di Marx:

Se invece di guardare al futuro ci rivolgiamo al passato, vediamo che il problema economico, la lotta per la sussistenza, è sempre stato, fino a questo momento il problema principale, il più pressante per la razza umana: anzi, non solo per la razza umana, ma per tutto il regno biologico dalle origini della vita nelle sue forme primitive. Pertanto la nostra evoluzione naturale, con tutti i nostri impulsi e i nostri istinti più profondi, è avvenuta al fine di risolvere il problema economico. Ove questo fosse risolto, l’umanità rimarrebbe priva del suo scopo tradizionale. Sarà un bene? Se crediamo almeno un poco nei valori della vita, si apre per lo meno una possibilità che diventi un bene. Eppure io penso con terrore al ridimensionamento di abitudini e istinti dell’uomo comune, abitudini e istinti concresciuti in lui per innumerevoli generazioni e che gli sarà chiesto di scartare nel giro di pochi decenni. Per adoperare il linguaggio moderno, non dobbiamo forse attenderci un ‘collasso nervoso’ generale’? …Per la prima volta dalla sua creazione, l’uomo si troverà di fronte al suo vero, costante problema: come impiegare la sua libertà dalle cure economiche più pressanti, come impiegare il tempo libero che la scienza e l’interesse composto gli avranno guadagnato, per vivere bene, piacevolmente e con saggezza. … Per ancora molte generazioni l’istinto del vecchio Adamo rimarrà così forte in noi che avremo bisogno di un qualche lavoro per essere soddisfatti. Faremo, per servire noi stessi, più cose di quante ne facciano di solito i ricchi d’oggi, e saremo fin troppo felici di avere limitati doveri, compiti, routines. Ma oltre a ciò dovremo adoperarci a far parti accurate di questo ‘pane’ affinché il poco lavoro che ancora rimane sia distribuito tra quanta più gente possibile. Turni di tre ore e settimana lavorativa di quindici ore possono tenere a bada il problema per un buon periodo di tempo. Tre ore di lavoro al giorno, infatti, sono più che sufficienti per soddisfare il vecchio Adamo che è in ciascuno di noi.

John Maynard Keynes, nel suo Prospettive economiche per i nostri nipoti, 1928 sembra integrare molto bene l’utopia marxista:

In una fase più elevata della società …, dopo che è scomparsa la subordinazione asservitrice degli individui alla divisione del lavoro, e quindi anche il contrasto fra lavoro intellettuale e fisico; dopo che il lavoro non è divenuto soltanto mezzo di vita, ma anche il primo bisogno della vita; dopo che con lo sviluppo onnilaterale degli individui sono cresciute anche le forze produttive e tutte le sorgenti della ricchezza collettiva scorrono in tutta la loro pienezza, solo allora l’angusto orizzonte giuridico borghese può essere superato, e la società può scrivere sulle sue bandiere: Ognuno secondo le sue capacità; a ognuno secondo i suoi bisogni!”

Karl Marx, Critica del Programma di Gotha, 1875

Jupiter – l’ennesimo sforzo emancipatorio dei fratelli Wachowski

Lo stesso editoriale guerrafondaio pubblicato su Guardian, Independent, Fatto Quotidiano e Washington Post

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http://www.washingtonpost.com/opinions/ukraine-needs-more-help-from-the-west/2015/01/29/462b1ea4-a71b-11e4-a7c2-03d37af98440_story.html
http://www.independent.co.uk/voices/president-putin-is-a-dangerous-psychopath–reason-is-not-going-to-work-with-him-10015896.html
http://www.theguardian.com/commentisfree/2015/feb/01/putin-stopped-ukraine-military-support-russian-propaganda

www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/31/tsipras-grimaldello-putin-per-disgregare-lue/1383609/

Lo stesso tipo di accoglienza da parte dei lettori: “Finitela con la vostra patetica propaganda e ricominciate a fare giornalismo“.

Un articolo delirante, basato sul presupposto che bisogna distruggere la Russia e conquistare territori e risorse con il metodo dell’usuraio (consistente nel mettere in ginocchio le economie di determinati Stati fino a fagocitarle). In tale ottica, il giornalista criminalizza ogni passo che ostacoli “gli obbiettivi europei in Ucraina” (frase che presuppone il fatto che l’Ue abbia l’obbiettivo di sottomettere o comunque sfruttare l’Ucraina), nonche’ ogni persona che persegua una linea politica di affrancamento da Nato ed Ue. Avreste fatto più bella figura se non aveste scritto questa congerie di stupidaggini. Usa ed Ue sono fatti da persone perbene, non da sciacalli feroci in cerca di genti da affamare e popoli da sottomettere, come lascia intendere questo articolo
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“Questo articolo è una VERGOGNA! Il direttore del Fatto Q dovrebbe chiederci scusa. Pura propaganda USA, a Cohen è stata passata la velina dei Servizi USA e il Fatto l’ha pubblicata! VRGOGNA!”
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“Lo so, è dura ingoiare “articoli propaganda” ma si chiama libertà di stampa. Cohen, tanta esperienza buttata nel cesso. C’é più giornalismo, informazione e idee in questi commenti che in qualsiasi riga dell’articolo
*****
“è VERGOGNOSO e fazioso questo articolo! gli stessi fatti possono essere raccontati con un’ottica completamente opposta, oppure -come dovrebbe essere!- con imparzialità.
non fa onore al FQ, di cui sono abbonata”.

Spettacolare risveglio delle menti e delle coscienze.

Avevano previsto questo tipo di reazione nelle stanze dei bottoni? Come possono porre rimedio alla totale demolizione della credibilità e autorevolezza dei loro strumenti di manipolazione di massa?

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Lo stato maggiore ucraino ha ammesso che non ci sono forze russe in Ucraina e che migliaia di richiamati non si presentano ai centri di reclutamento. Centinaia di soldati ucraini lealisti disertano e si rifugiano in Russia

http://www.bbc.com/news/world-europe-28637569

http://www.cbsnews.com/news/russia-hundreds-ukraine-troops-defect-russia-military-drills-border/

E’ evidente a tutti che da una parte ci sono ucraini (quelli dell’est) che lottano per una causa e dall’altra ucraini (quello dell’ovest) che non sanno perché stanno morendo e uccidendo altri ucraini.

La situazione per i neoconservatori che hanno eseguito il colpo di stato con cecchini prezzolati a Maidan è disperata

https://www.academia.edu/8776021/The_Snipers_Massacre_on_the_Maidan_in_Ukraine

Il saliente di Debaltsevo potrebbe diventare per Kiev quel che il saliente di Kursk fu per la Wehrmacht. A quel punto il cambio di regime a Mosca diventerebbe impossibile e quello a Kiev altamente probabile.
http://www.globalresearch.ca/7000-trapped-ukrainian-soldiers-trapped-in-debaltsevo-kiev-could-be-be-faced-with-catastrophic-defeat/5428794

Avevo pronosticato che per la fine del 2014 la situazione in Ucraina si sarebbe risolta con l’implosione del nuovo governo ucraino e una nuova Maidan.
Non è ancora successo, ma tutto lascia intendere che il presidente Poroshenko sia in una pessima situazione (isolato e contestato dai falchi) e che questa urgenza dei media occidentali sia motivata dal fatto che le forze lealiste ucraine sono prossime al collasso.

Soros e i mass media anglo-americani pretendono dagli europei un sostegno finanziario (e militare da parte degli americani) ad una nazione alla bancarotta, con un esercito allo sbaraglio, come se gli euroamericani non fossero stati munti a sufficienza.
Più i guerrafondi strepitano, più persone mangiano la foglia o comunque si disinteressano alla “causa ucraina”.
Non c’è più via di uscita per loro: Kiev perderà questa guerra civile perché le guerre si perdono quando le menti e i cuori di chi le combatte sono altrove o ne odiano i mandanti.
Quel che un tempo era una semplice routine (infinocchiare le masse), oggi è diventata una vera sfida, dall’esito non scontato.

http://www.futurables.com/2014/09/02/la-crisi-ucraina-vista-da-mosca/

http://www.futurables.com/2014/09/30/occupy-central-il-punto-di-vista-di-pechino/

Nel frattempo il giornalismo sta morendo (es. Leonardo Coen), vittima della sua dipendenza da finanziatori tutt’altro che disinteressati.

Le mille maniere in cui gli anglo-americani manipolano l’informazione in rete
Glenn Greenwald: Hacking Online Polls and Other Ways British Spies Seek to Control the Internet

https://firstlook.org/theintercept/2014/07/14/manipulating-online-polls-ways-british-spies-seek-control-internet/

GCHQ’s “Chinese menu” of tools spreads disinformation across Internet- “Effects capabilities” allow analysts to twist truth subtly or spam relentlessly.

http://arstechnica.com/security/2014/07/ghcqs-chinese-menu-of-tools-spread-disinformation-across-internet/

The Guardian: Internet Astroturfing

http://www.theguardian.com/commentisfree/libertycentral/2010/dec/13/astroturf-libertarians-internet-democracy

BBC News: US plans to ‘fight the net’ revealed

http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/4655196.stm

BBC News: Pentagon plans propaganda war

http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/1830500.stm

CENTCOM engages bloggers

http://www.rawstory.com/news/2006/Raw_obtains_CENTCOM_email_to_bloggers_1016.html

WIRED: Air Force Releases ‘Counter-Blog’ Marching Orders

http://www.wired.com/2009/01/usaf-blog-respo/

Military Report: Secretly ‘Recruit or Hire Bloggers’

http://www.wired.com/2008/03/report-recruit/

http://www.rawstory.com/rs/2011/02/revealed-air-force-ordered-software-to-manage-army-of-fake-virtual-people/

HBGary: Automated social media management

http://www.dailykos.com/story/2011/02/16/945768/-UPDATED-The-HB-Gary-Email-That-Should-Concern-Us-All

NPR: Report: U.S. Creates Fake Online Identities To Counter ‘Enemy Propaganda’

http://www.npr.org/blogs/thetwo-way/2011/03/17/134631649/report-u-s-creates-fake-online-identities-to-counter-enemy-propaganda

The Guardian: US spy operation to manipulate social media

http://www.theguardian.com/technology/2011/mar/17/us-spy-operation-social-networks

Syriza e Podemos

Alexis Tsipras (Syriza) & Pablo  Iglesias (Podemos)

Alexis Tsipras (Syriza) & Pablo Iglesias (Podemos)

SYRIZA

È un fatto che la nostra cleptocrazia ha stretto un’alleanza con le élite europee per propagare menzogne, sulla Grecia, convenienti per gli eurocrati ed eccellenti per le banche fallimentari.

Alexis Tsipras, leader di Syriza al Kreisky Forum di Vienna, 20 settembre 2013.

Renzi presenta un forte dualismo, è come se si trattasse, quasi, potremmo dire, di una personalità scissa
[…]
L’altra metà del profilo, tuttavia, è quello di un politico che avanza come un’asfaltatrice, allo scopo di imporre le riforme neoliberiste all’interno del paese, nella riorganizzazione produttiva e la liberalizzazione dell’economia, misure dalle quali, ovviamente, può trarre giovamento solo l’elite con le lobby economiche.

Alexis Tsipras

http://espresso.repubblica.it/palazzo/2015/01/12/news/matteo-renzi-ha-una-personalita-scissa-cosa-pensa-alexis-tsipras-dell-ex-rottamatore-1.194682

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Tsipras, il grimaldello di Vladimir Putin per scardinare l’Ue. In cambio di miliardi

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/31/tsipras-grimaldello-putin-per-disgregare-lue/1383609/

I lettori hanno capito:
“Questo articolo è una VERGOGNA! Il direttore del Fatto Q dovrebbe chiederci scusa. Pura propaganda USA, a Cohen è stata passata la velina dei Servizi USA e il Fatto l’ha pubblicata! VRGOGNA!”
*****
“Lo so, è dura ingoiare “articoli propaganda” ma si chiama libertà di stampa . Cohen, tanta esperienza buttata nel cesso. C’é più giornalismo, informazione e idee in questi commenti che in qualsiasi riga dell’articolo”
*****
“è VERGOGNOSO e fazioso questo articolo! gli stessi fatti possono essere raccontati con un’ottica completamente opposta, oppure -come dovrebbe essere!- con imparzialità. non fa onore al FQ, di cui sono abbonata”.
*****
“Devo ammettere che prima ero scettico su Tsipras che alcuni hanno incautamente paragonato a Renzi, ma in realtà questo sembra almeno all’inizio essere un fior di politico molto pragmatico che si sta muovendo bene per gli interessi del suo paese… Della serie qulacuno dovrebbe prendere lezioni invece di continuare a prendere ordini (contro i ns. interessi) dai Tedeschi e dagli USA”.

Grecia, altro schiaffo alla troika: stop alle privatizzazioni

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-28/tsipras-altro-schiaffo-troika-congelate-privatizzazioni-110206.shtml?uuid=ABtELKlC

“…qualcuno, ieri, ha paragonato il governo Tsipras a quello di Renzi, perché anche il leader greco ha dovuto allearsi con un partito di destra (nella foto sopra, il nuovo premier di Atene con il capo dei Greci indipendenti, Panos Kammenos). Qualcuno ha tentato addirittura di legittimare il Nazareno. Grammaticalmente, tuttavia, il paragone è un errore da matita rossa: perché il premier italiano ha chiesto e ottenuto un’alleanza all’interno del vecchio blocco delle larghe intese, mentre qui parliamo di una coalizione tra due forze esterne e alternative a quel blocco. Insomma, sono cose diverse se non opposte, in termini di logica formale…Renzi sembra aver fatto la scelta del Partito della Nazione, quindi di arroccarsi nel vecchio duopolio. E che non si tratti di una grande idea, mi sembra piuttosto chiaro dai segnali che vengono da mezzo Continente”.

http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/01/27/di-tsipras-renzi-e-altre-asimmetrie/

«Ah quanto non vedo l’ora di vedere Tsipras alla prova dei fatti», ha scritto ieri su Facebook il mio buon amico L., renziano. Anch’io, naturalmente, perché intanto significherebbe che domani vince. Ma aldilà degli auspici, in questa frase c’è un sacco di roba; anche italiana.

[…]

Sia il mio amico L. sia io non vediamo l’ora di vedere Tsipras alla prova dei fatti.

Ma lui con la speranza che anche Tsipras sia costretto a un Nazareno, e che le trattative con la Bce e il Fmi lo portino a compromessi molto al ribasso (teorema Piccolo) oppure ad andare a sbattere (sempre teorema Piccolo). Io esattamente per il motivo opposto, cioè per vedere se nell’incontro-scontro con il reale si può posizionare l’asticella in mezzo, tra Turigliatto e Verdini. O comunque da qualche parte, tra questi due estremi – il perdere benissimo e il vincere malissimo – che alla fine hanno molto in comune: perché producono lo stesso risultato e si sostengono a vicenda”.

http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/01/24/tsipras-renzi-e-lasticella/

“Un paio di cose sono già chiare. La prima è che i renziani sono come il tifoso occasionale: scendono in piazza col vincitore e per farsi il selfie con lui, chiunque sia. La seconda è che Renzi cerca di capire se può impostare la prossima campagna di marketing col vento della “nuova Europa”, che si chiami Davide Serra del fondo Algebris, il piddino londinese cui movimenti speculativi in Italia (a partire da MPS) sono già leggenda, o Alexis Tsipras.

Certo, il modo di accomunare Renzi e Tsipras da parte, ad esempio, della Serracchiani è genere comico grottesco.

[…]

Certo che Renzi e i renziani parlano, parlano, parlano. Già che mostrano questa facoltà, farebbero bene a raccontare come mai da Londra, domicilio dello sponsor renziano Davide Serra, POCO PRIMA del decreto sulle banche popolari, sono piovuti acquisti di azioni delle banche interessate. Guadagnandoci un bel po’ una volta che il decreto ha rivalutato le azioni. E già che ci sono non sarebbe male raccontare come mai, negli stessi giorni, la banca maggiormente beneficiata sia quella del padre della ministro Boschi. Non sarà che qualcuno ha scoperto le virtù, negli affari tra amici e consanguinei, dello svelare illegalmente informazioni riservate?

Sarebbe gradito un racconto più convincente di quello dello scoprirsi alleati di Tsipras. A elezioni vinte da Syriza, ci mancherebbe. Il renziano o vince, o salta sul carro del vincitore. La politica non sa nemmeno cosa sia ma, in compenso, non si nega mai l’attrazione del palcoscenico”.

http://www.senzasoste.it/nazionale/il-pi-grande-tifoso-di-tsipras-matteo-renzi-come-no

PODEMOS

Non vogliamo essere una colonia della Germania. Questa politica ci condanna ad essere periferia e mano d’opera da due soldi.

Pablo Iglesias, leader di Podemos

“Conquistare la maggioranza e governare, non ci sono vie di mezzo per il “partito della gente”. Che non è di destra ma pesca voti anche a destra, che non si definisce di sinistra ma che nei fatti lo è. Siete antisistema allora? “No, gli antisistema sono loro, sono loro – ancora Rita – che stanno distruggendo la scuola pubblica, la sanità pubblica, l’ambiente, che privano i cittadini dei loro diritti e di un futuro”… Il palazzetto di Vistalegre è pieno di ragazzi, l’età media è bassa, sarà sui 35 anni. L’organizzazione è composta da volontari, fuori dalla metropolitana i ragazzi dello staff si offrono di accompagnare i disabili. Il palco ha quattro schermi dove si alternano foto, video e Twitter. Sugli spalti si fa la ola, si intona il coro “sí se puede” e fa una certa impressione, poi parte “el pueblo unido jamas será vencido” e cantano tutti anche lì. Per un attimo la modernità, la rincorsa alla sinistra del futuro che ha un altro nome ma che vorrebbe avere la stessa sostanza delle origini, può attendere. Preso da uno strano istinto vetero esco un minuto dalla sala stampa e vado al banchetto subito fuori, li avevo intravisti prima di entrare: due attivisti vendono la maglietta viola di Podemos, ma sotto al logo classico i nostri due nostalgici alle prese con questo animale strano ci hanno aggiunto la rassicurante dicitura “por el socialismo”. La compro, per ricordo.

Cosa ci volete fare, ognuno ha le sue turbe”.

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/10/18/matteo-pucciarelli-podemos-la-sinistra-spagnola-oltre-la-sinistra/

Lotta ai poteri forti, alle grandi imprese, alla grande finanza, alla casta dei politici; per contro, sostegno alla piccola impresa, alla produzione locale, al trasporto pubblico; “empowerment” dei cittadini, azione diretta e democrazia diretta; massicce politiche di redistribuzione, innovazione, orario di lavoro massimo 35 ore, pensione a 60 anni, eliminazione dei contratti a termine, reddito minimo garantito; e poi: sanità pubblica, istruzione universale e laica, tasse sulla finanza e sui capitali, carcere per gli evasori fiscali sopra i 50 mila euro, imposta patrimoniale, recupero della sovranità rispetto a diversi trattati internazionali, controllo della politica attraverso il massimo della trasparenza, riduzione degli stipendi degli eletti (che non devono guadagnare più di tre volte il salario minimo), diritti pieni delle persone gay ma anche di intersessuali e transessuali. Infine, ambientalismo, territorio, pacifismo, beni comuni, internet. Ecco perché non è difficile vederci tratti in comune con il programma del Movimento 5 Stelle e con i pezzi più svegli della sinistra radicale italianain Spagna si vota tra un anno e, come talvolta accade, per adesso la migliore volata a Podemos la stanno tirando proprio i due partiti tradizionali, popolari e socialisti, che mescolano scarsi risultati pratici a continui arresti per corruzione tra le loro fila.

http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/12/05/news/cos-e-podemos-la-strana-sinistra-che-forse-vincera-in-spagna-1.191012

Quando il movimento 15-M ebbe inizio, alla Puerta del Sol, alcuni studenti del mio dipartimento, il dipartimento di scienze politiche, studenti molto politicizzati – avevano letto Marx, avevano letto Lenin – parteciparono per la prima volta nella loro vita a iniziative politiche con persone normali.

Si disperarono. “Non capiscono niente! Proviamo a dirglielo, voi siete proletari, anche se non lo sapete!” Le persone li guardavano come se venissero da un altro pianeta. E gli studenti tornavano a casa depressi, dicendo “non capiscono niente”.

Gli avrei voluto rispondere: “Non capite che il problema siete voi? Che la politica non ha nulla a che fare con l’avere ragione, ma con il riuscire?” Voi potete fare le migliori analisi, comprendere le chiavi di lettura dello sviluppo economico a partire dal sedicesimo secolo, capire che il materialismo storico è la via da seguire per capire i processi sociali. E dopo di questo, cos’è che fate? Urlate a quelle persone “siete proletari e nemmeno ve ne rendete conto”?

Il nemico non farebbe altro che ridervi in faccia. Potete indossare una maglietta con falce e martello. Potete persino portare un enorme bandiera rossa, e tornarvene a casa con la vostra bandiera, il tutto mentre il nemico continua a ridervi in faccia. Perché le persone, i lavoratori, continuano a preferire il nemico a voi. Gli credono. Lo capiscono quando parla. Mentre non capiscono voi. E probabilmente voi avete ragione! Probabilmente potreste chiedere ai vostri figli di scrivere sulla vostra lapide: “Aveva sempre ragione – ma nessuno lo seppe mai”.

Quando si studiano i movimenti rivoluzionari di successo, si può notare con facilità che la chiave per riuscire è lo stabilire una certa convergenza tra le proprie analisi e il sentire comune della maggioranza. E questo è molto difficile. Perché implica il superamento delle contraddizioni.

[…].

Voi e io possiamo desiderare che la terra sia un paradiso per l’umanità intera. Possiamo desiderare quello che vogliamo, e scriverlo su una maglietta. Ma la politica è una questione di rapporti di forza, non di desideri o di quel che ci diciamo in assemblea. In questo paese ci sono solamente due sindacati che hanno la capacità di organizzare uno sciopero generale: la CCOO e la UGT. Mi piacciono? No. Ma così è come stanno le cose, e organizzare uno sciopero generale è molto difficile.

Ho partecipato ai picchettaggi davanti ai depositi degli autobus a Madrid. Le persone che erano lì, all’alba, sapete dove dovevano andare? A lavoro. Non erano crumiri. Ma sarebbero stati cacciati dal loro posto di lavoro, perché lì non c’erano sindacati a difenderli. Perché i lavoratori che possono difendersi da soli, come quelli nei cantieri navali o nelle miniere, hanno sindacati forti. Ma i ragazzi che lavorano come venditori telefonici, o nelle pizzerie, o le ragazze che lavorano nel commercio al dettaglio, non possono difendersi.

Sarebbero segati immediatamente il giorno dopo lo sciopero. E voi non sarete lì, e io non sarò lì, e nessun sindacato sarà lì per sedersi col capo e dirgli: faresti meglio a non far fuori questa persona perché ha esercitato il diritto di sciopero, perché pagherai un prezzo per questo. Questo non succede, non importa quanto entusiasmo possiamo avere.

La politica non è ciò che io o voi vogliamo che sia. È ciò che è, ed è terribile. Terribile. Ed è per questo motivo che dobbiamo parlare di unità popolare, ed essere umili. A volte dovrete parlare con persone cui non piacerà il vostro linguaggio, con le quali i concetti che voi usate non faranno presa. Cosa possiamo capire da questo? Che stiamo venendo sconfitti da parecchi anni. Il perdere tutte le volte implica esattamente ciò: implica che il “senso comune” sia differente [da ciò che noi pensiamo sia giusto]. Ma non è nulla di nuovo. I rivoluzionari lo hanno sempre saputo. L’obiettivo è riuscire nel deviare il “senso comune” verso una direzione di cambiamento.

[…].

Quello è il modo in cui il nemico ci vuole. Ci vuole piccoli, mentre parliamo un linguaggio che nessuno capisce, fra di noi, mentre ci nascondiamo dietro i nostri simboli tradizionali. È deliziato da tutto ciò, perché sa che finché continueremo ad essere così, non saremo mai pericolosi.

Possiamo avere toni davvero radicali, dire che vogliamo organizzare uno sciopero selvaggio, parlare di popolo armato, brandire simboli, portare ritratti dei grandi rivoluzionari alle nostre manifestazioni – loro ne saranno deliziati! Ci rideranno in faccia. È quando metterete insieme centinaia, migliaia di persone, quando inizierete a convincere la maggioranza, persino quelli che votavano per il nemico – è in quel momento che inizieranno a spaventarsi. E questo è quel che è chiamata “politica”. Quello che abbiamo bisogno di capire.

Estratto dal discorso tenuto da Pablo Iglesias – segretario di Podemos – a Vallodolid, in Spagna.

http://www.tommasofattori.it/linguaggio-lefficacia-lezione-per-sinistra/

A new dawn or a Golden Dawn? Trends, Risks and Scenarios for Greece, FuturAbles, 27 gennaio 2015

Le sinfonie su tela di Matteo Boato

Originally posted on WazArs:

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Matteo Boato Matteo Boato

Abbiamo incontrato Matteo Boato per la prima volta alla presentazione di una sua mostra al Social Stone di Trento.
La seconda volta al Nagua di Lia Giordani (Lia Giordani, Matteo Boato e un Trentino che non è più lo stesso, WazArs, 11 dicembre 2014).
In quei giorni era però in partenza per la Russia (Matteo Boato, our cultural ambassador in Putin’s Russia, WazArs, 12 dicembre 2014).
Una persona squisita e di grande disponibilità, ci ha aperto le porte del suo studio e ha risposto ad alcune delle nostre domande.

1900058_10152829327822351_4148744229743428998_n Al Social Stone

Da dove nasce quest’interesse per gli strumenti ad arco, che è relativamente recente nella sua produzione pittorica?
Con una figlia di nove anni che sta facendo pratica di violino da un anno, è inevitabile che la vita domestica ne sia influenzata. Chi apprende a suonare uno strumento ad arco deve essere seguito…

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Il progetto “The Wise Guest”

Originally posted on WazArs:

Haskell Moore: Adam! Stammi a sentire per il bene di mio nipote, se non per il tuo… C’è un ordine naturale a questo mondo e coloro che tentano di capovolgerlo non finiscono bene! Questo movimento non sopravvivrà, se tu ti unisci a loro, tu e l’intera tua famiglia verrete schivati, al meglio esisterete come paria, oggetto di sputi e bastonate! Al peggio, sarete linciati o crocifissi! …E per cosa? Per cosa? Qualunque azione compiate non ammonterà mai a qualcosa di più di una singola goccia in un oceano sconfinato!

Adam Ewing: Ma cos’è l’oceano, se non una moltitudine di gocce?

Cloud Atlas

 

sordocurriculum5 febbraio 2015, ore 17:30, Trento, Biblioteca di via Roma, Sala degli affreschi

Presentazione di Un mondo dove tutto torna, di Nicola Sordo, Raccolto Edizioni, 2014.

Scrive Nicola Sordo: Chiedevo agli anziani di raccontarmi la vita di un tempo, il paese, la gente…

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Sam Roberts – Brother Down, Junip – Line Of Fire, Arctic Monkeys – Fireside

Obama e Netanyahu si prendono a schiaffi, in pubblico

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Obama si rifiuta di partecipare al corteo di Parigi pro-Charlie Hebdo assieme a Netanyahu

[LEGGI: “Con le vostre cazzate state rovinando tutto!”]

Netanyahu si fa invitare al Congresso (una decina di giorni prima delle elezioni israeliane) per contestare il discorso sullo stato dell’unione di Obama

[LEGGI: “Non sei venuto a Parigi? E allora ti faccio vedere io chi comanda veramente a Washington, coglione!”]

Su sua richiesta, il primo ministro israeliano Netanyahu farà il suo discorso al Congresso il 3 marzo così che possa partecipare alla conferenza AIPAC di Washington”. Lo ha scritto su Twitter lo speaker della Camera, il repubblicano John Boehner….La maggioranza repubblicana al Congresso ha invitato Netanyahu, che ha tenuto già due discorsi a Capitol Hill, nel 1996 e del 2011, per parlare della minaccia che l’Iran e l’Islam radicale rappresentano per la sicurezza di Israele e degli Stati Uniti.
http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2015/01/22/usa-boehner-discorso-netanyahu-congresso-marzo_WshGZVKco1R0wh3RavIKJJ.html?refresh_ce

“Il premier d’Israele è sempre il benvenuto negli Usa”, ma l’invito al Congresso è “inusuale”. Così il Segretario di Stato, Kerry, sull’invito fatto dallo speaker repubblicano della Camera John Boehner a Netanyahu
[LEGGI: “Bastardo. Questa te la potevi risparmiare!”]
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-e7cc71d9-f510-4c3f-8234-7cd3c886eecd.html
Non abbiamo mai discusso su una possibile visita. Ci riserviamo quindi un giudizio”, affermano gelidi dalla presidenza Usa.
[LEGGI: “Se pensate di continuare a farla franca, vi sbagliate di grosso”]
http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2015/01/21/netanyahu-al-congresso-ira-casa-bianca_bbefa493-92fe-4893-8e97-2ee44325e1d4.html
Obama non vedrà Netanyahu a Washington
[LEGGI: “Stammi alla larga, che è meglio!”]
http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2015/01/22/obama-non-vedra-netanyahu-a-washington_623af642-3582-4bd3-8ba6-737c55ffdb5d.html
Nessun capo di stato straniero si è mai permesso di andare a Washington, auto-invitandosi al Congresso, a correggere il discorso alla nazione di un presidente statunitense.
E tutto questo dopo che Netanyahu si era auto-invitato al corteo di Parigi, sebbene Hollande gli avesse chiesto espressamente di non partecipare, per evitare strumentalizzazioni della questione palestinese.
L’arroganza israeliana è sconfinata e siamo ormai vicini al punto di rottura, quello in cui la corda si spezza e l’opinione pubblica americana (ed europea) comincia ad accusare apertamente i propri leader di alto tradimento. La speranza è che questo avvenga prima dello scoppio della prossima guerra.
*****
un aspetto interessante della questione è che il Mossad continua a essere contrario all’escalation con l’Iran, presagendo le conseguenze nefaste per i piani israeliani.
La cosa è curiosa. E’ ormai da anni che una parte dell’establishment israeliano vuole l’attacco all’Iran e l’intelligence israeliana si oppone. Entrambe le fazioni fanno pressioni sul Congresso americano in un senso o nell’altro

http://www.jpost.com/Israel-News/Politics-And-Diplomacy/Report-Mossad-undercuts-Netanyahu-warns-US-Congress-against-more-Iran-sanctions-388535

http://www.futurables.com/2014/07/21/israele-un-monito-per-lumanita/

Obama, il pallone sgonfiato, l’effetto domino elvetico

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Obama: “La crisi è finita, è ora di voltare pagina”

Obama ha appena certificato in diretta mondiale la sua natura di Nixon all’ennesima potenza.

Nemmeno G.W. Bush mentiva così spudoratamente.

Al timone di un’economia “sostenuta” da:

- bolla dei mercati azionari;

- bolla dei derivati;

- bolla immobiliare;

- bolla del gas di scisto;

Un’economia zombie che Obama ci assicura sia un’economia sana.

L’unica consolazione è che lo tsunami-effetto domino partito da Berna spazzerà via tutto questo castello di menzogne.

Ci vorrà qualche mese, ma le crepe nella diga si moltiplicano.

Ora c’è moltissima attesa per l’annuncio di Draghi.
E se ci fosse un colpo di scena?
Dopo la decisione “a sorpresa” svizzera è lecito aspettarsi di tutto, anche un Draghi che delude le aspettative di Wall Street (e poi li impanica, costringendo di fatto la Federal Reserve al quarto, suicida, Quantitative Easing).
Il 2015 sarà un anno a dir poco sorprendente per molti.

Intanto il terremoto finanziario innescato dalla banca centrale svizzera ha tramortito con perdite da decine (in certi casi centinaia) di milioni di euro/dollari istituti che già si barcamenavano alla bell’è meglio (a spese dei contribuenti):

Interactive Brokers, Alpari UK, Barclays, Citigroup Inc, Deutsche Bank AG, FXCM Inc., Comac Capital LLP, Discover Capital Management LLC, Credit Suisse Group AG, Saxo Bank, Everest Capital’s Global Fund

(ed è solo l’inizio e molto ci è stato nascosto per non spaventare i mercati)

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-01-19/il-terremoto-svizzero-arriva-danimarca-banca-centrale-taglia-tassi-difendere-cambio-165126.shtml?uuid=ABD2oJgC

*****

http://www.wallstreetitalia.com/article/1799120/mercati/per-i-mercati-la-prossima-banca-centrale-a-cedere-sara-danimarca.aspx

*****
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2015-01-16/il-franco-svizzero-fa-prime-vittime-broker-bufera-primi-default-143110.shtml?uuid=ABjS89eC

*****

http://www.theguardian.com/business/2015/jan/18/swiss-currency-franc-hammering-upton-park-alpari

*****
http://www.zerohedge.com/news/2015-01-19/bundesbank-resumes-gold-repatriation-transfers-120-tonnes-physical-gold-paris-and-ny

Il progetto di un governo mondiale retto da Washington e Londra sta naufragando.

Ci credono ancora il Washington Post e il New York Times, ma la stampa europea si sta dissociando

http://www.salon.com/2015/01/21/distortions_lies_and_omissions_the_new_york_times_wont_tell_you_the_real_story_behind_ukraine_russian_economic_collapse/

L’ultima chance era quella di una rivoluzione colorata che portasse a un cambio di regime a Mosca, ma questa è una prospettiva remotissima. L’assalto speculativo alla Russia ha fortemente rafforzato il suo consenso tra i russi, invece di indebolirlo. Ora è all’81%

http://www.nytimes.com/aponline/2014/12/18/world/europe/ap-eu-russia-putins-people.html

I neocon-neonazi

http://www.corriere.it/cronache/14_ottobre_28/cia-guerra-sporca-quei-mille-nazisti-arruolati-contro-sovietici-4938b5be-5e6b-11e4-9933-2a5a253459da.shtml

http://www.counterpunch.org/2014/09/05/the-imperial-rot-of-armchair-warriors/

farebbero meglio a preoccuparsi di un “cambio di regime” a casa loro.

In risposta alla tracotanza occidentale, la OSC

http://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_di_Shanghai_per_la_cooperazione

si sta sganciando dall’ordine finanziario dominante, dotandosi di una propria banca per lo sviluppo

http://www.borsaitaliana.it/notizie/finanza-etica/news/brics-shangai-575.htm

e una propria agenzia di rating

http://economia.ilmessaggero.it/flashnews/cina-e-russia-sfidano-gli-stati-uniti.-nasce-una-nuova-agenzia-di-rating/1120393.shtml

Sta duplicando le istituzioni finanziarie mondiali per dimostrare che ha un suo campetto e un suo pallone e non dipende più dall’arbitrio dei bulli. Bulli che naturalmente ripetono ai loro seguaci che il campetto degli altri è penoso e che non è vero che hanno un pallone.

Chi si azzarda a suggerire di andare a vedere se è vero viene minacciato.

Così alcuni (es. Germania, Francia) sono costretti a recarvisi di nascosto, a parlamentare dietro ai cespugli, preparando il loro cambio di campo (appunto).

L’obiettivo dei dissidenti è quello di evitare di arrivare alle mani, persuadendo un tale numero di giocatori ad abbandonare i bulli e venire a giocare con loro che alla fine nessuno si interesserà al vecchio campo euro-atlantico e al vecchio pallone euro-atlantico.

I bulli, nella loro arroganza, non si aspettavano di poter essere messi fuori gioco. Non credevano possibile che, nello stesso quartiere, qualcuno riuscisse a organizzare delle partite senza curarsi di loro, del loro campo fangoso e del loro pallone rattoppato e sgonfio.

Beh, si sbagliavano, per l’ennesima volta, perché, da bravi psicopatici, sono a bordo della nave dei folli.

La Nave dei Folli di Hieronymus Bosch

La Nave dei Folli di Hieronymus Bosch

http://www.futurables.com/2015/01/24/il-nuovo-ordine-mondiale-sara-il-modello-elvetico-applicato-su-scala-planetaria/

 

Temperature e ghiacci: 2014 > 2015

MSU RSS

MSU RSS

MSU UAH

MSU UAH

estensione dei ghiacci marini totali. Testa a testa col 1979, anno ufficiale di nascita della teoria del Riscaldamento Globale Causato dall'Uomo (AGW) - First World Climate Conference (febbraio 1979)

Estensione dei ghiacci marini totali. Il 2015 in un serrato testa a testa per il primato col 1979, anno ufficiale di nascita della teoria del Riscaldamento Globale Causato dall’Uomo (AGW) – First World Climate Conference (febbraio 1979)

Confronto tra tutti i sistemi di rilevamento

Confronto tra tutti i sistemi di rilevamento

global-surface-temperature-201411-averagesLa temperatura media della Terra è cambiata molto poco nell’ultima decade“.
Berkeley Earth

il nostro pianeta è in via di raffreddamento

il nostro pianeta è in via di raffreddamento

NASA e NOAA, in controtendenza rispetto alle altre agenzie, parlano del 2014 come l’anno più caldo dalla fine della Piccola Era Glaciale. Per la NASA il 2014 arriva primo per la bellezza di 0,02°C. Per NOOA il vantaggio è di 0,04°C.
Centesimi di grado! E il margine di errore è +/- 0,08°C, ossia doppio o quadruplo.
http://www.ncdc.noaa.gov/monitoring-references/faq/global-precision.php
Queste sono le pagliacciate antiscientifiche che allontanano sempre più climatologi dal presunto consenso.

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Affari loro. Anche per colpa loro alla gente e al 90% delle nazioni (nei fatti) non gliene può fregar di meno del cambiamento climatico. Sono riusciti a renderlo irrilevante.
Seguendo l’invito di papa Francesco, m’impegno a non “provocare, insultare, ridicolizzare la fede [serrista] degli altri”.

http://www.unipd.it/ilbo/content/riscaldamento-globale-colpa-dell%E2%80%99uomo-o-dei-vulcani

http://www.futurables.com/2014/06/06/fimbulvetr-il-mutamento-climatico-che-non-ti-aspetti/

http://www.futurables.com/2014/09/25/mutamento-climatico-improvviso-lo-scenario-otzi/

http://www.futurables.com/2014/10/13/northern-europe-and-the-coming-climate-refugees-crisis/

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