Fedro, il crollo della Torre e l’alleanza (tattica) Obama-Putin – una storia semplice

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legendes-mythes-initiation-origine-yi-jing-tarot-maison-dieuhttp://it.wikipedia.org/wiki/La_Torre_%28tarocchi%29

[a dire il vero la Torre di Babele, odiata da Geova, era probabilmente un’ottima iniziativa umana]
http://www.harmonia-mundi.it/arcani/la_torre.php

Signore e signori, la parola “segretezza” è ripugnante in una società libera e aperta e noi, come popolo, ci siamo opposti, intrinsecamente e storicamente, alle società segrete, ai giuramenti segreti e alle riunioni segrete. Siamo di fronte, in tutto il mondo, ad una cospirazione monolitica e spietata, basata soprattutto su mezzi segreti per espandere la sua sfera d’influenza, sull’infiltrazione anziché sull’invasione, sulla sovversione anziché sulle elezioni, sull’intimidazione anziché sulla libera scelta. È un sistema che ha reclutato ampie risorse umane e materiali nella costruzione di una macchina affiatata, altamente efficiente, che combina operazioni militari, diplomatiche, di intelligence, economiche, scientifiche e politiche. Le sue azioni non vengono diffuse, ma tenute segrete. I suoi errori non vengono messi in evidenza, ma vengono nascosti. I suoi dissidenti non sono elogiati, ma ridotti al silenzio. Nessuna spesa viene contestata. Nessun segreto viene rivelato. Ecco perché il legislatore ateniese Solone decretò che evitare le controversie fosse un crimine per ogni cittadino. Sto chiedendo il vostro aiuto nel difficilissimo compito di informare e allertare il popolo americano. Sono convinto che con il vostro aiuto l’uomo diventerà ciò che per cui è nato: un essere libero e indipendente.

John F. Kennedy, hotel Waldorf-Astoria di New York, il 27 aprile 1961
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/27/presidenti-americani-schiettamente-complottisti/

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John Forbes Kerry, membro della società segreta Skull & Bones

Se Barack Obama deciderà di attaccare il regime siriano, questa sarà la prima volta nella storia che gli Stati Uniti combatteranno dalla stessa parte di al-Qa’ida.
Robert Fisk, the Independent – più che altro “ufficializza” l’alleanza, già testata in Libia, al tempo dei mujaheddin anti-sovietici [Operation Cyclone] e l’11 settembre

I paesi occidentali si stanno comportando nel mondo islamico come una scimmia che gioca con le granate

Dmitry Rogozin

Ai più pericolosi regimi al mondo non deve essere permesso di possedere le armi più pericolose del mondo. Il nostro dito deve essere pronto a scattare. È un dito responsabile e, se necessario, sarà anche sul grilletto.

Benjamin Netanyahu (in un classico caso di proiezione)

Niente guerra, solo interventi mirati.

David Cameron

Puniremo gli autori delle stragi.

Fraçois Hollande

Offesa l’umanità.

John Forbes Kerry

È possibile aggirare il veto di Russia e Cina.

Laurent Fabius

Non hanno dato il loro consenso all’attacco o lo condannano: Germania, Austria, Italia, Spagna, Giordania, l’America Latina, Ban Ki Moon, il 74% dell’opinione pubblica britannica, il 63% di quella tedesca, il 59% di quella francese, il 60% di quella statunitense, fino a 70 parlamentari conservatori inglesi, ecc.

Come potete notare, in questa cartina interattiva non c’è l’opzione “nazioni favorevoli all’attacco”, perché si contano sulle dita di un mano
http://www.theguardian.com/news/datablog/interactive/2013/aug/28/syria-interactive-map-stances

locandina

La rassegna stampa del mattino è disarmante. I quotidiani italiani, in genere, presentano la vicenda siriana come se fosse il copione di un film hollywoodiano, oppure la trama di “una storia semplice”

“Questo è un caso semplice, sottolinea sbrigativamente il Questore, invitando il brigadiere a fare subito rapporto sull’accaduto”

http://it.wikipedia.org/wiki/Una_storia_semplice_%28film%29

Altrove le cose non vanno molto meglio.
Nel Regno Unito sono i comici (comici estremamente colti ed eloquenti come Russell Brand) ad avanzare i loro dubbi e proporre della alternativa:

Una storia semplice, come tutte le storie che ci hanno raccontato finora: c’è un dittatore, un popolo oppresso che si ribella, la cavalleria occidentale che arriva in soccorso degli innocenti, il lieto fine. Migliaia di blockbuster sono serviti a farci credere che il mondo sia puerilmente semplice. E tanta gente ci crede, forse ci crede persino il giornalista di RAINEWS24 che confonde l’ONU con il Consiglio di Sicurezza dell’ONU e si sforza di convincere se stesso e il suo pubblico che le cose stanno davvero così: male > bene > violenza giustificata > prezzo da pagare/fine giustifica i mezzi > lieto fine.

Una storia semplice, appunto.

O forse no.

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Un attacco alla Siria, anche “semplicemente” e “chirurgicamente” missilistico, corre il rischio di comportare la perdita di diverse navi, ossia di centinaia di marinai (centinaia di bare che rientrano in patria), e una grave escalation, specialmente perché qualcuno (Israele) la desidera fortemente. La suddetta escalation comprometterebbe la logistica in Afghanistan e in Libano – leggi: contingenti italiani assediati in Asia -, causerebbe la morte di migliaia di civili, il caos in Libano e probabilmente anche in Giordania e in Egitto (il golpe serviva forse a neutralizzare preventivamente questo scenario?). Come mai i giornalisti italiani non spiegano ai miei concittadini cosa significherebbe l’interruzione del traffico nel Canale di Suez (o quella delle forniture energetiche russe in un inverno che sarà lungo e freddo anche più del precedente).

Una storia semplice.

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Quel che è più disarmante è che non è pensabile che un così gran numero di giornalisti, intellettuali e accademici sia corrotto. Uno dei problemi più gravi del nostro tempo è il tradimento degli esperti, la loro pigrizia, codardia, incapacità di mettere in discussione i paradigmi dominanti, la loro infantilizzazione. Queste persone, che hanno avuto il privilegio di ricevere un’educazione superiore alla norma, ne fanno un pessimo uso, per amore del quieto vivere. Così facendo, perpetuano miti che incatenano le persone comuni e le guidano verso la catastrofe collettiva. Hanno chiuso la mente alla sapienza, hanno abbracciato l’ignoranza, il dogmatismo e la servitù volontaria, Hanno cessato di essere una fonte di ispirazione, di cambiamento, di miglioramento, di rigenerazione, di riscatto. Hanno tradito le loro coscienze prima ancora di tradire noi e la democrazia. 

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Le due precedenti guerre mondiali sono scoppiate in estate. In entrambi i casi chi le ha iniziate pensava che la cosa si sarebbe risolta in fretta.

I neocon/sionisti vogliono l’impeachment di Obama, Obama [“no, non ho nessuna intenzione di attaccare l’Iran, meglio la diplomazia”] cerca di infinocchiarli, credo con l’aiuto di Putin [“La Russia è il nemico numero uno dell’America”, parola di neocon Mitt Romney], dato che entrambi hanno mille valide ragioni per evitare una scontro diretto. Le esitazioni di Obama molto probabilmente dipendono dal fatto che deve trovare il modo per compiacere Israele senza far precipitare la situazione. Debka (servizio di informazioni dell’intelligence israeliana, lo accusa proprio di questo, e credo abbia ragione – naturalmente questo significa anche che gli Israeliani non si faranno menare per il naso: altro false flag in arrivo)
Necon e neodem finiranno come queste due aquile americane (precipitate dopo essere rimaste impigliate l’una all’altra nel loro duello):


Fighting Eagles

[Pd e Pdl?]

ennesimo monito – aquila simbolo dell’America si schianta contro una vetrata mentre la gente celebra gli Stati Uniti gridando USA, USA, USA!

I poveri mentecatti neoconsionisti si comportano come il lupo con l’agnello (un agnello feroce, peraltro) nella favola di Fedro.

Hanno cercato in tutti i modi di far cadere Assad e istituire un governo fantoccio, ma i ribelli e i mercenari salafiti (gli stessi che uccidono gli oppositori comunisti in Tunisia e che sono schierati contro Morsi in Egitto) sono riusciti solo ad alienarsi i favori della popolazione siriana e gli analisti hanno previsto la loro sconfitta entro la fine dell’anno: l’investimento occidentale e saudita-qatarino sta andando in fumo. Come quello di Israele, la cui intelligence è stata cruciale per creare il casus belli contro la Siria

http://www.timesofisrael.com/israeli-intelligence-seen-as-central-to-us-case-against-syria/

Syriana-p

Ora Israele e Arabia Saudita hanno perso la pazienza: «Hai sparlato di me, sei mesi fa». L’agnello rispose: «In verità non ero nato». «Tuo padre in verità, quello aveva sparlato di me». E così afferra l’agnello e lo sbrana

http://spazioinwind.libero.it/labandadeisei/fedro/fedrofav.htm

USA, Francia e UK non vogliono certo essere coinvolti in una guerra con la Russia. Si limiteranno a qualche “attacco chirurgico”, della durata di poche ore, giusto per inviare un messaggio a Netanyahu e ad Assad, e ammorbidire quest’ultimo in vista dei “colloqui di pace” di Ginevra. Pensano di poter negoziare da una posizione di forza, mentre ora i ribelli sono talmente sulla difensiva che qualunque loro pretesa scatenerebbe l’ilarità generale.

La misura della scempiaggine neocon (es. Lee Kaplan, nel dibattito contro Webster G. Tarpley) è testimoniata dal fatto che partono dalla premessa che queste loro azioni siano “contenibili”, che la risposta sarà insignificante, che non c’è alcuna possibilità di un’escalation, che la Russia non interverrà mai (pensavano lo stesso al tempo del conflitto georgiano – non riescono a capire che una superpotenza umiliata è poco propensa ai giochetti e non può permettersi altre mortificazioni). Ma se le azioni belliche dureranno più di 48 ore non c’è alcuna certezza che Iran e Hezbollah resteranno a guardare e forse è proprio quello che si augura Israele. Inoltre non è da escludere che un missile Yakhont colpisca una nave occidentale: cosa succederà, in quel caso?

“Intervento limitato”…Lo dovevano essere TUTTI gli interventi americani del passato, incluso il blitz di Panama 1989 (migliaia di morti). Le guerre “umanitarie” degli USA e della NATO hanno causato centinaia di migliaia di morti e gettato nel caos decine di paesi.

Tutti sanno che NON sarà un conflitto rapido e a bassa intensità e non lo nascondono:

http://rampini.blogautore.repubblica.it/2013/08/27/liran-e-la-vera-chiave-dellintervento-usa-in-siria/

Da metà ottobre in poi gli Stati Uniti potrebbero non riuscire a pagare neppure gli stipendi dei soldati e francesi ed inglesi non sono messi molto meglio. Chi pagherà i costi di una missione che farà impallidire quelli dell’Iraq (quasi 12 miliardi di dollari al mese)?

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Quando si parla dell’11 settembre, è importante tenere a mente che non ci sono stati “terroristi”, né “dirottatori”. Non c’è stato nessun vero e proprio attacco. È stato un golpe, né più né meno di quello egiziano, ma senza i tank nelle strade:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/22/perche-una-maggioranza-di-persone-nel-mondo-non-crede-alla-versione-ufficiale-dell11-settembre/

La parte sana e autenticamente patriottica (quella che ragiona con la sua testa, pensa al bene comune e non si fa fregare dalla propaganda) di quella grande nazione che sono gli Stati Uniti – che personalmente mi auguro riescano a estirpare il cancro al loro interno prima che li uccida – ci ha messo un po’ a rendersene conto e a capire cosa sia avvenuto in America tra l’operazione Paperclip (et similia), l’assassinio dei due Kennedy e l’11 settembre. Ci ha anche messo un po’ a capire la profondità, pervasività e pericolosità delle trame neocon-sioniste, la penetrazione nei gangli dello stato americano dell’intelligence israeliana. Israele non è più uno stato degli e per gli ebrei: è stato infiltrato ed è ora una lobby (per certi/molti versi neonazista) che sfrutta l’Olocausto, il giudaismo e il sionismo per perseguire fini che saranno fatali per centinaia di milioni di ebrei e arabi (e non solo). L’ultima tappa della guerra al terrore e agli stati canaglia sarà un secondo olocausto, molto probabilmente inevitabile:

http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/verso-un-secondo-olocausto.html

Dico inevitabile perché anche se la grossolanità dei recenti false flag che devono portare alla guerra con l’Iran [come illustrato nei piani generali] indica che gli ingranaggi non sono più ben oliati e che ci sono forze, in America, che hanno capito che la zavorra li sta portando a fondo, Israele resta solo una pedina di un gioco più grande.

Il suo fato sarà segnato dal risveglio globale delle coscienze, ad ogni livello, che è già in corso da tempo, come testimoniato dai sondaggi e dai risultati delle elezioni, abbondantemente contrari alle ingerenze in Siria, alle schermaglie con l’Iran, al neoliberismo, all’austerità, alle riforme costituzionali in senso autoritario, alla sorveglianza capillare dei cittadini, al patetico baraccone circense del cambiamento climatico causato dall’uomo (Anthropogenic Global Warming), ecc.

A misura che le masse si avvedono che la realtà in cui hanno creduto era fittizia, le oligarchie globali si sentono sempre più minacciate e cercano disperatamente di tappare ogni falla e prevenire ogni crepa, con sempre minor successo. Il che ci fa capire che:

a. ci troviamo nelle fasi iniziali di una rivoluzione mondiale (che sarebbe davvero tanto bello se potesse essere nonviolenta – la violenza dovrebbe essere solo una misura difensiva);

b. nel prossimo futuro le costituzioni saranno, speriamo solo temporaneamente, sospese dalle forze controrivoluzionarie (es. Egitto);

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/08/21/la-tragedia-egiziana-quella-europea-quella-globale-confessioni-di-un-sicario-della-democrazia-e-delleconomia/

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10 commenti

  1. michele90 said,

    29 agosto 2013 a 11:01

    Interessante il video del dibattito. Me lo sto guardando. Una cosa volevo sapere; ma tutto questo casino con la Siria, solo per accerchiare geograficamente l’Iran? La Siria, ha per caso qualche risorsa strategica importante? Oppure è lo smantellamento indiretto delle influenze filo-sovietiche in una Post-Guerra Fredda? Cioè non mi spiego. Mi sembra troppo semplice l’idea di un “controllo strategico” del Medio-Oriente rispetto ad un altra super-potenza. O forse è veramente così?

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    • stefano fait said,

      29 agosto 2013 a 11:09

      L’Iran e la Siria sono un pretesto. La Palestina è il vero obiettivo.

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      • Fabio Corradini said,

        29 agosto 2013 a 21:42

        …il che rende ancora il tutto incredibilmente e tragicamente ridicolo…

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  2. LdG said,

    30 agosto 2013 a 13:45

    “Rivoluzione mondiale” (e non violenta) è proprio quello che vuole l’oligarchia finanziaria. E’ ben esplicitato nelle “Carte degli Illuminati” delle quali nei riprodotto alcune.
    Gene Sharp, uno dei referenti dei sostenitori della DPN (Difesa Popolare Nonviolenta), da molto tempo lavora per il Pentagono. Rivoluzioni colorate e Primavere sono l’effetto di quella collaborazione.
    Il livello di discernimento (ah, rileggersi la Bibbia quanto farebbe bene, Proverbi di Re Salomone e Apocalisse) è vicino a meno infinito, e sto parlando delle persone più sveglie e meno omologate. Da questo poi a tradursi in azione gerarchicamente efficiente ce ne passa.
    Il piano di riduzione della popolazione e governo mondiale stile “2001 Odissea nello Spazio”-Quarto Capitolo (C. Clarke, incredibile ma nella quadrilogia c’è tutto esplicitato chiaramente più che nei video di Casaleggio, ed è stato scritto l’ultimo 15 anni fa), andrà avanti, con qualche battuta d’arresto e modifica, ma ormai gli manca poco per l’ultimo innesco.
    Manca il black-out di qualche settimana nel mondo occidentale e (forse) asiatico per azzerrare anche il web, mettere in ginocchio l’economia reale, per portare ogni movimento spontaneo e organizzato a disperdersi nelle necessità della sopravvivenza quotidiana (v. la serie Dark Angel). Le moltitudini dipendenti da FB-tweet andranno in panico aspettando il Maitreya che gli verrà fornito come richiesto. Creano il problema e ti forniscono la soluzione, nulla di nuovo.

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    • stefano fait said,

      30 agosto 2013 a 14:10

      Non sarei così sicuro. Gene Sharp è il teorico delle rivoluzioni colorate, non delle rivoluzioni mondiali nonviolente.
      Un movimento giacobino mondiale è quello che vogliono, perché il Terrore e la Violenza sono il loro pane quotidiano e giustificherebbe ogni soluzione radicale, come successe appunto al tempo del Terrore giacobino, che segnò la fine della rivoluzione e l’inizio della controrivoluione “in nome della rivoluzione” (sic!).
      http://fanuessays.blogspot.it/2012/01/se-incontrate-questo-tipo-di.html
      Ma a loro andrebbe bene anche la nonviolenza gandhiana, dove milioni di disperati rimangono passivi a subire tutto l’insubibile, come nell’India castale di Gandhi, appunto, o nell’Egitto di Mubarak, o nei PIIGS.
      Vedremo come evolvono le cose. Intanto Cameron se l’è presa nel di dietro e ancora gli fa male.

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  3. michele90 said,

    30 agosto 2013 a 23:08

    Questa comunque è anche una guerra di logoramento psicologico. E’ come una partita a scacchi. Possibile scenario: I funzionari dell’ONU accertano le prove, che hanno esito positivo; è stata utilizzata un arma chimica. Che si fa? Si vota risoluzione ONU, Russia dice NO. Che si fa? si aspetta ancora un altro massacro? Il fatto che comunque sia stato utilizzato un gas neuro-tossico è palese. Ora, bisogna capire di chi è la responsabilità. Per me rimane un false-flag comunque; perchè mai Assad dovrebbe colpire la capitale del suo regime? E’ un controsenso. Poi una cosa non mi è chiara; si legge in giro che l’attacco del 21 agosto sia stato compiuto due giorno DOPO che i funzionari erano arrivati in siria per controllare la presenza di armi chimiche. Ma come? non dovevano essere lì, dopo l’attentato? tutto questo mi sembra strano. Obama dice che non sarà un nuovo Iraq. Forse perchè non gli interessa a tal punto.

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    • stefano fait said,

      31 agosto 2013 a 08:22

      Gli ispettori erano a pochi chilometri dal luogo dell’esplosione, ossia vicino al fronte, per verificare il caso precedente. Non potevano recarsi lì immediatamente perché era una zona controllata dai ribelli, che infatti hanno fatto cecchinaggio contro i mezzi ONU. Assad, in quanto campo del governo, aveva la responsabilità di mettere in sicurezza il convoglio e non poteva permettersi un serio incidente.
      Le “intercettazioni” israeliane in cui il ministro siriano comunicava con un ufficiale dell’esercito protestando per l’uso delle armi chimiche erano l’ennesimo falso.
      1. chi possiede armi chimiche e occupa militarmente una porzione della Siria alle spalle dell’area tenuta dai ribelli a sud di Damasco?
      2. chi ha aiutato i ribelli?
      3. chi è ufficialmente in guerra con la Siria?
      4. chi ha bombardato a più riprese la Siria?
      5. chi ha invaso diverse volte il Libano e cerca di distruggere Hezbollah, alleato di Assad?
      6. chi continua a spingere per un’escalation della guerra civile?
      Ecco chi c’è dietro i false flag in Siria: uno stato canaglia

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  4. michele90 said,

    31 agosto 2013 a 11:35

    Vero il cecchinaggio ai mezzi ONU.
    L’ho letta anch’io quell’intercettazione del MOSSAD girata poi alla CIA dicendo di aver ascoltato un ufficiale del ministero della difesa Siriano e un capo della squadra responsabile dell’attacco chimico parlare di questi attacchi. Mah.

    1) Al-Qaeda?
    2-3) I Ribelli siriani con l’arruolamento di svariati guppi di mercenari stranieri proveniente dalle guerre in Bosnia, Croazia, Iraq e Libano. Più altri mercenari delle ultime rivoluzioni in Egitto e Tunisia e volontari del Kuwait. + Al-Qaeda. Insomma una bella scorpacciata di attori. Senza contare l’appoggio indiretto di: Arabia Saudita, Francia, Qatar, UK, Turchia, USA, Germania.
    4) I Ribelli
    5) Israele.
    6) Vedi sopra.

    Spero che ho risposto correttamente; sennò, perdona la mia ignoranza. 😀

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    • stefano fait said,

      31 agosto 2013 a 11:47

      ahahaha.
      Vedrai che alla fine sapremo tutto. Stanno commettendo errori su errori, ci sono lotte intestine e presto si moltiplicheranno le rivelazioni di chi vuole sabotare i piani dei neocon-sionisti. Tempi sempre più interessanti.
      *****
      Poiché è evidente che se Giordania, Egitto e Italia si rifiutano di assistere l’attacco americano è perché questa è la volontà della Casa Bianca e del Pentagono, è altrettanto evidente che Cameron, leader della nazione più leale agli USA, potrebbe aver fatto in modo di perdere il voto alla Camera dei Comuni. Le insistenti voci in tal senso potrebbero, a mio avviso, essere corrette.
      Solo Israele, Tony Blair (inviato speciale per la pace in Medio Oriente!!!!) e i neoconservatori americani vogliono questa guerra e, per qualche ragione che forse va ricondotta agli eventi dell’11 settembre, pare che molti governi cerchino di compiacere questa piccola Prussia mediorientale, anche se solo all’apparenza. Un false flag contro la Tour Eiffel e/o il Big Ben non è piacevole.

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