Mentre la Turchia si prepara all’intervento in Siria…alcune immagini istruttive

Sono immagini di Siriani pro-Assad che hanno manifestato negli ultimi giorni.

Qui una manifestazione di massa del 2011 (che il Post aveva vergognosamente spacciato per anti-Assad):
http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/siete-disposti-uccidere-questi-esseri.html

“Chi parte all’attacco della Siria?

Cerchiamo di dare un’occhiata nel prossimo futuro. Usando i sintomi che possiamo leggere. L’Italia ha chiuso la sua ambasciata a Damasco. Gli altri paesi Nato stanno facendo altrettanto. Non è solo un gesto politico (grave e stupido): è una misura definita prudenziale. Si pensa a un attacco. Da dove verrà?

I generali del Pentagono si sono affannati, nei giorni scorsi, a spiegare ai candidati repubblicani per la Casa Bianca, che attaccare dall’alto la Siria significherebbe fare più morti tra la popolazione civile di quelli che facemmo nella guerra di Libia. Aggiungono che un attacco aereo non sarebbe comunque sufficiente, perché poi bisognerebbe mettere piede sul territorio. E questo non si può fare senza mettere in conto dei morti di carnagione bianca e con passaporto euro-americano.

Ma ci sarebbe una soluzione: un bell’attacco in partenza dal territorio turco. L’esercito c’è ed è quello di un paese islamico, ma anche Nato, molto ambizioso, di circa 80 milioni di abitanti. I soldi ci sono e sono quelli dell’Arabia Saudita. L’informazione c’è, ed è quella di Al Jazeera.

E poi c’è Avaaz, Facebook. Che si vuole di più?

Ankara recalcitra, ma è una ritrosia da finta verginella. La tentazione è forte. E poi questa sarebbe la soluzione migliore per il premio Nobel per la pace. Potrebbe restare in secondo piano, come fece in Libia. E dire ai suoi supporters democratici di avere acconsentito per difendere i diritti umani.  Perfetto. Tutti gli altri già pensano al prossimo colpo contro l’Iran. Meglio se la situazione dell’area sarà già in piena destabilizzazione. Così i bombardamenti su Teheran si noteranno meno.

Tre piccioni con una sola fava turca: un colpo a Hamas, uno a Hezbollah, il terzo, finale, a Teheran. Come sicuramente dirà, ridendo, la signora Hillary Clinton, “veni, vidi, morì”. Il riferimento fu a Gheddafi. Questa volta sarà sul cadavere di Bashar, che parla inglese. Siamo a una svolta: i diavoli precedenti (quelli che abbiamo giustiziato) erano tutti non anglofoni: Milosevic, Saddam, bin Laden, Gheddafi. Si allarga l’area linguistica. E la nostra globalizzazione, bellezza!

Noi ci saremo, statene certi. Cioè ci sarà l’Italia, per confermare che siamo forti contro i deboli, e che siamo servi nei riguardi dei potenti”.

Giulietto Chiesa, 16 marzo 2012
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/16/parte-allattacco-della-siria/197781/

7 commenti

  1. marines zanini said,

    17 marzo 2012 a 17:53

    non basterà tutta la nostra controinformazione a frenare questi pazzi signori delle guerre, sì lo so ma dov’è finito il popolo pacifista? che fare? scendiamo ancora una buona volta in piazza anche per questo.

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    • 18 marzo 2012 a 11:47

      Assolutamente sì. Quando Israele attaccherà dovremo scendere in piazza, mobilitarci sui social network, sui forum dei giornali, scrivere lettere ai quotidiani, scrivere ai politici locali e non. Se l’Italia si farà coinvolgere dovremo bloccare il paese, per salvarlo dalla distruzione.

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  2. 18 giugno 2012 a 09:42

    […] con buona pace del perenne interventista Garton Ash, non è mai stata una rivolta di massa, come confermano i migliori analisti del settore e almeno un sondaggio effettuato dagli accerrimi […]

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  3. 18 giugno 2012 a 22:22

    […] con buona pace del perenne interventista Garton Ash, non è mai stata una rivolta di massa, come confermano i migliori analisti del settore e almeno un sondaggio effettuato dagli accerrimi […]

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