“Sto con Marchionne”, “Sì al nucleare”, Sì al Tav”, “Io i referendum per l’acqua non li voto” (Matteo Renzi)

Adesso sappiamo chi c’è dietro Matteo Renzi.
Resta solo da capire quante chance abbia di arrivare a guidare un PD di governo.

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/07/19/60-domande-per-matteo-renzi/

per Senza Soste, nique la police

31 ottobre 2011

“Prima di parlare dell’immagine di Matteo Renzi bisogna fermarsi telegraficamente agli interessi dai quali l’attuale sindaco proviene e a quelli che intende rappresentare. Dobbiamo infatti considerare che Matteo Renzi è figlio diretto di quel sottobosco politico dal quale oggi dice di volersi liberare. Suo padre Tiziano è stato in fatti un piccolo ras dei pacchetti di voti della declinante Dc toscana degli anni ’80, inizio anni ’90. Le insistenti voci sulle entrature di Tiziano Renzi nella massoneria toscana non sono provate o comunque andrebbero meglio certificate.

Di certo però suo padre si distingue nell’imprenditoria regionale in materia di giornali e di distribuzione pubblicitaria. Non solo, entra in affari con l’impresa Baldassini-Tognozzi-Pontello, oggi rilevata da Impresa Spa, che è  uno dei santuari del mattone toscano. Quindi quando Renzi difende la Tav non è tanto in conflitto ma in convergenza di interessi su un settore non proprio sconosciuto alla sua famiglia. E qui sarà probabilmente un caso quello che vuole la Baldassini-Tognozzi-Pontello vincere la gara d’appalto per la tramvia 2 e 3 a Firenze, come annunciato dallo stesso Renzi.

E quindi, quando Renzi dice di Firenze “basta costruzioni in centro”, c’è solo da capire per quale tipo di costruttori parla.

La polemica sulla discontinuità generazionale nel centrosinistra per Renzi, sulla rottamazione degli “anziani” vale poi ovviamente solo nei confronti di Bersani. Simbolicamente, quando Bersani è andato in visita ufficiale a Firenze, Renzi è andato al compleanno del padre. Nei confronti del padre c’è invece continuità, per così dire, anche nel ramo di impresa. Dove il primo costruisce legami d’affari a livello regionale, il secondo li allarga su una dimensione di influenza nazionale. A prescindere dalle primarie. Comunicazione e grandi opere, rami aperti dal padre, godono della capacità di fare brand su questi temi da parte del figlio che, come stupirsi, ha benedetto ogni Tav di vario ordine e grado. E che inoltre guarda a Mediaset come un possibile partner, strategia non aliena per l’allargamento di interessi editoriali locali del padre, altro che interrogativi sulla centralità della televisione di Berlusconi.

Partendo da questa base materiale, anzi concretissima, i Renzi si candidano ad allargare la base territoriale del proprio core business fino a farla coincidere con il livello nazionale. La politica, come ha fatto un altro imprenditore del cemento e della comunicazione (che ha reso Arcore per adesso molto più famosa della Rignano dei Renzi) è qui sia lo strumento necessario per allargare il ramo di influenza degli affari che un nuovo terreno di business. Per far questo si deve costruire un collettore di grandi flussi elettorali che tuteli le tre tipologie di interessi che si pensa abbiano un futuro nella rappresentanza istituzionale: rendita immobiliare e finanziaria, grandi opere, riduzione del costo del lavoro. Il brand Renzi è questo collettore. Gli interessi non sono proprio nuovissimi, anzi è roba da liberalismo della feroce Italia postunitaria, ma per tutelarli l’immagine deve essere qualcosa di nuovo che intercetti la forte domanda di cambiamento dell’elettorato.

Capita la base materiale dell’immagine di Renzi, e gli interessi che vuole difendere, non resta che dare un’occhiata al potere attrattivo messo in campo dal brand. Il sindaco di Firenze è il primo prodotto nuovo, in senso cronologico, del nesso politica istituzionale-media generalisti che seleziona le candidature reali per le elezioni. Gli altri al più tardi sono entrati in questo circuito nei primi anni ’90. Lo stesso Beppe Grillo ha un’accumulazione originaria di immagine negli spettacoli del sabato sera degli anni ’80. Comunque prima della discesa in campo di Berlusconi. Che così ha anche un ruolo di king maker delle candidature su tutto lo schieramento. Perché è inutile raccontarsela: nonostante twitter, facebook e miriadi di social media il potere di connessione complessivo in Italia è ancora quello della televisione generalista. Quindi se non vai contemporaneamente su Rai e Mediaset come candidato non esisti. Renzi questa selezione l’ha passata, Berlusconi oltretutto non ha mai nascosto o smentito la simpatia nei suoi confronti.  Anche perché gli interessi dei Berlusconi e dei Renzi non sembrano lontanissimi. Ogni modo, l’effetto novità creato dal primo candidato inedito da un quindicennio potrebbe anche farsi valere. Specie in un paese confuso, pronto ad affidarsi al primo messaggio di cambiamento disponibile su piazza. Anche se bisogna considerare che la crisi richiede personaggi capaci di interpretare un certo pathos non personaggi alla Renzi che sembrano proiettati con la macchina del tempo dall’epoca della new economy.

La strategia di Renzi, dal punto di vista dell’immagine, è semplice. Costruire un’immagine ingenua, luminosa e generalista, del giovane che innova nell’interesse del paese nel momento della crisi, per fare da collettore di voti di differenti frammenti di elettorato. Giovani (così si sentono valorizzati), anziani (così hanno l’impressione di fare qualcosa per i figli) di destra (tutti i decisionisti di ogni schieramento politico e i soliti bisognosi di un capo meglio se giovane e forte) e di sinistra (tutti quelli inclini a buttarsi sulla retorica dell’innovazione e quelli privi di rappresentanza).  Dal punto di vista del calcolo fatto da Renzi e dal suo staff i voti presi a destra dovrebbero essere maggiori di quelli persi a sinistra. Spostando il brand Renzi verso un piano di rappresentanza politica forte, compatibile con gli interessi neoliberisti che si vuol rappresentare, ma anche sganciato dalla necessità di tutela di reali interessi materiali di sinistra (diritti e beni comuni, per capirsi).

La convention di Renzi, e i relativi ritorni di immagine per ogni tipologia di elettore, è stata pensata per lanciare tre tipi di messaggio. Il primo, quello da chiacchiera di tutti i giorni,che è necessario per avere un consenso diffuso. Fatto per insinuarsi nei bar, negli autogrill alle stazioni, ovunque si parli di politica (il giovane che scende in campo rappresenta questa tipologia). Un altro, lanciato ad un pubblico più ristretto ma per niente esiguo, quello di chi si occupa di politica come mestiere o come opinione pubblica informata, tutto dedicato alla formula politica ed elettorale (primarie, alleanze, polemica tra personaggi). Un terzo è invece dedicato alle minoranze professionalmente specializzate e riflessive, quelle che lanciano tendenze (e allora vai con l’ostentazione del mac sul palcoscenico da sempreverde teatro off). Come sempre, vale per i manuali più consumati di propaganda elettorale, i tre messaggi possono essere ricevuti separatamente o combinati secondo la tipologia di elettore.

La logica del messaggio di Renzi è stringente e lacerante. Riducibile a questo slogan “togliere ricchezza e diritti a una parte della popolazione per darli a un’altra”. Ma non si tratta dell’antico linguaggio della socialdemocrazia legato al consenso nella redistribuzione sociale. In Renzi non c’è patrimoniale, controllo delle conseguenze sociali delle grandi ricchezze. Si tratta di togliere a chi è già stato abbondantemente attaccato dalla crisi liberista per dare a chi è stato attaccato ancora di più.  In un quarto di secolo questo progetto ha abbondantemente fallito ovunque. Per Renzi si tratta quindi di trovare una vasta platea di pubblico che coincida con la sua, ben interessata, ristrettezza di vedute. Già perché, al di là dello spettacolo, e qui Renzi non emoziona nessuno ma cerca solo di essere simpatico e ragionevole, ci sarebbe anche la politica. E qui si vede che il candidato più che da Firenze viene proprio da Rignano.

Renzi junior non è infatti riuscito a dire una parola che sia una di politica estera, della sua visione dell’Ue, della crisi delle borse, delle relazioni internazionali. A popolarizzare la politica estera, oltre a fissarla nell’agenda di priorità, i democristiani ci riuscivano benissimo. È evidente che le filiazioni successive hanno problemi a parlare del mondo. Del resto cosa direbbe Renzi? Che il suo modello ha fallito ovunque? Che la cancelliera tedesca Merkel, democristiana, ha fatto una proposta pochi giorni fa sul salario minimo che è di ultrasinistra rispetto alle giaculatorie di Renzi sulle categorie protette?
Meglio fare la figura del ragazzo aggiornato davanti a Bersani, cosa che riuscirebbe a qualsiasi pari età di Renzi non colto da ictus,  che addentrarsi nella politica. Qui c’è da valorizzare un brand e dei rami d’impresa il resto, almeno per uno come il sindaco di Firenze, è roba da eruditi. Categoria ottima invece come pianta ornamentale, vedi la filosofia in esilio invitata alla Leopolda o Baricco, ma quando si parla di sostanza tocca alle vere truppe di Renzi. Che sono composte da vecchi magliari di pacchetti di voti e di relazioni sociali che battono i territori, da funzionari pubblici che taglierebbero ovunque e da giovani che lavorano nel marketing convinti di saperla lunga quanto lo staff di Obama del 2008. Insomma al di là dei contenuti, che non ci sono, il fenomeno Renzi è tutto logistica (tradizionale e di marketing) e gestione del brand. Peccato che un paese in crisi epocale avrebbe bisogno di politica. Ma quella è roba da vecchie distinzioni destra-sinistra, tutte cose alle quali Renzi non è avvezzo. Lui vuole solo i voti da qualsiasi parte provengano e prima possibile.

Infine, si candiderà Renzi a presidente del consiglio? Il sindaco di Firenze si è dato tre mesi per prendere una decisione. Sa benissimo di dover passare di fronte ad una vera e propria ruota della fortuna. Sulla quale, vista la complessità della crisi del paese e del centrosinistra, devono davvero uscire solo i numeri giusti. Ma dalla ruota della fortuna, quella di Mike Buongiorno, Renzi c’è già passato (guarda il video). Da giovane concorrente. Proprio quella trasmissione che fu definita, dopo un’inchiesta della magistratura, “la ruota della mazzetta” visto che per entrare come concorrente bisognava stare dentro reti clientelari piuttosto strette. Vedremo se Renzi finirà a fare il concorrente anche questa volta. Di sicuro ha aumentato il potere di attrazione, economico e relazionale, del brand che rappresenta. L’augurio è che la politica gli riveli direttamente, e in corso d’opera, quanto letali possono essere le sue regole. Se mai dovesse diventare premier il potere destituente della complessità sociale tipico delle crisi dovrebbe però disarcionarlo bruscamente. Dopo vent’anni di Berlusconi lo spazio eventuale di manovra per un suo imitatore fiorentino sembra parecchio ristretto. Perché se il cabaret imbarca volentieri imitatori fiorentini, pubblico lo portano sempre, la politica ha bisogno di chiudere una stagione e promuovere altri interpreti”.

http://senzasoste.it/nazionale/la-ruota-della-fortuna-di-matteo-renzi

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14 settembre 2012

Qualche mese fa, all’epoca di una delle convention alla Leopolda di Firenze, abbiamo tracciato un profilo di analisi delle strategie di marketing politico di Matteo Renzi

Rileggendolo vi si possono trovare i tratti principali dei comportamenti renziani. Che appaiono quindi stabilizzati, definiti e quindi possibile oggetto di approfondimento. Ma c’è una cosa che Renzi e il suo staff hanno sottovalutato. Ovvero cosa significa, nella società dello spettacolo, reiterare lo stesso tipo di personaggio. Stiamo parlando dell’eterno ritorno del giovane che vuole rottamare, oramai configurabile come un Peter Pan delle primarie di qualsiasi livello.

Una regola fondamentale della società dello spettacolo, tanto più in politica, ricorda che  la reiterazione lo stesso personaggio produce un accumulo di satira e di ironia diffusa. Non a caso le grandi dittature hanno prodotto grandi vignette. La reiterazione dello stesso personaggio, delle stesse posture porta all’ingessatura della persona che si propone scatenando profondi moti sotterranei, e non, di riso e di ironia. Siccome Renzi non è un dittatore, in quel ruolo farebbe anche più ridere, e deve prendere voti l’effetto ridicolo creato dalla continua riproposizione della medesima immagine di sè potrebbe davvero essergli nocivo.

Silvio Berlusconi, il maestro di bottega di Renzi, conosceva queste regole. Infatti, per ovviare all’effetto ridicolo (e ne ha prodotto tanto), cambiava continuamente modalità di rappresentazione del proprio personaggio. Abbiamo infatti avuto il presidente-imprenditore, il presidente del Milan, persino il presidente operaio. Renzi, invece, non riesce a liberarsi, da qualche anno, della filastrocca rottamazione-merito-innovazione che oltretutto fa molto nostalgia anni ’80-’90. Per uno che ostenta l’ambizione di diventare presidente del consiglio, il primo vero Tony Blair di Rignano sull’Arno, è sicuramente un punto di debolezza. Infatti Renzi, prigioniero non di una politica ma di un personaggio, salta da una primaria all’altra riproponendo, in differenti contesti lo stesso tipo di spettacolo. Non è riuscito a stare politicamente fermo su un ruolo istituzionale, una stagione di governo. Non a caso, quindi.

Anche le figure con le quali si accompagna ripetono lo stesso jingle da sempre. Ad esempio l’economista Zingales, che non si rende conto di apparire in tv come la caricatura dell’economista liberista “tagli e rigore”, e il sempreverde Ichino per il quale il salario è equo e conforme a costituzione solo quando coincide con la mancia.

Renzi si è così ormai avvitato nell’imitazione, non si sa quanto involontaria, di CarCarlo Pravettoni. L’imprenditore milanese sintesi del colmo del berlusconismo, della retorica grottesca del merito, impersonato da Paolo Hendel nelle trasmissioni di satira di diversi anni fa. Una delle presentazioni iniziali delle puntate di Pravettoni recitava: “l’unico manager pagato dalla concorrenza perché resti dov’è”.

Il Renzi più giovane deve aver visto troppo quelle trasmissioni. Deve aver fatto come quei giovani aspiranti broker che guardavano Gordon Gekko, nel primo Wall Street, dimenticandosi che quella di Oliver Stone era una rappresentazione critica non la celebrazione del pescecane di borsa. In effetti si pagherebbe volentieri per lasciare Renzi dove è, in una candidatura alle primarie infinita quanto le soap opera giapponesi. Fa ridere, è grossolano e improbabile, attira una audience cinica come infedele e instabile (pronta a disarcionarlo al primo problema) e potrebbe distruggersi da solo con il ridicolo che attira.

Purtroppo, in un paese in seria decomposizione sociale e politica anche personaggi di questo calibro vengono presi sul serio. Persino un Pravettoni al potere può sembrare un programma politico all’altezza dei tempi. Curiosamente, vista anche la parabola politica di Berlusconi e Grillo, il futuro elettorale di questo paese sembra essere scritto nel passato della televisione. Non durerà ma può durare abbastanza per paralizzare un paese.

http://www.senzasoste.it/nazionale/arriva-renzi-il-carcarlo-pravettoni-dei-nostri-giorni

In una cosa il sindaco di Firenze può già dirsi come un riuscito allievo di Berlusconi: la collezione di frasi che inchiodano a futura memoria. Solo che Berlusconi ha dietro di sé’ vent’anni, e qualche disastro di governo, di politica italiana. Renzi ha molti meno campionati dietro le spalle ma, come si vede, cerca di colmare il gap con Berlusconi. Si vede che il titolo di parolaio del secolo della politica italiana è parecchio ambito. Anche perché non si sa mai chi potrebbe arrivare, nelle generazioni future, ad insidiare il primato in questa speciale classifica.

Renzi in poche ore ha collezionato due frasi che lo inchiodano a futura memoria. La prima è quella di ricevere i complimenti da parte del principale, storico avversario del centrosinistra. “Ha le nostre idee” ha detto Berlusconi di Renzi. Dopo un’affermazione di questo tipo, un candidato o scioglie il comitato elettorale o lo ripresenta dall’altra parte perché, politicamente, nel centrosinistra ha fallito. Nessuna maggioranza nel centrosinistra lo eleggerà perché candidato preferito di Berlusconi. Eppure Renzi si sente il sottile von Clausewitz delle primarie. Pensa che gli elettori delusi del centrodestra, in  questo modo, spinti dallo stesso Berlusconi si presentino in massa a votarlo. Un po’ come vincere la presidenza di un circolo di tifosi della Lazio grazie ai voti dei delusi dalla presidenza americana della Roma, auguri.

Eppure come perla del fine settimana questa non è l’unica. Ebbene sì, Marchionne, come diversi sindacalisti Fiom avevano denunciato, rivela che il piano fabbrica Italia era un bluff.

Una sorta di effetto annuncio, con investimenti 20 volte minori di quanto affermato, buono per comprimere i diritti dei lavoratori, abbassare il salario, movimentare qualche produzione e alzare il titolo in borsa. In molti sindacalisti del settore l’avevano capito e denunciato pubblicamente. Il piano Marchionne era una bolla speculativa, un effetto annuncio a corto respiro.

Non l’aveva capito Matteo Renzi, il sensitivo dei trend del futuro, che a gennaio 2011 aveva finito per abboccare alle trovate dell’ufficio stampa di Marchionne. Renzi infatti a suo tempo ha speso tutto se stesso per dimostrare che il piano Marchionne non solo era vero ma rappresentava il futuro della Fiat e dell’Italia. Lo pubblichiamo sotto senza commento.

Vai Renzi, non diventerai presidente del consiglio, non vincerai il titolo di parolaio del secolo, perchè impegnativo, ma davvero sei, parafrasando i classici, la nottola dell’avanspettacolo che si leva al crepuscolo della seconda repubblica. Ora manca solo un cartellone di serate, con diretta streaming, con Panariello, Pieraccioni o Carlo Conti. Non dubitiamo che lo staff di Renzi saprà scegliere il partner giusto. Con le primarie.

(red) 17 settembre 2012

http://www.senzasoste.it/nazionale/marchionne-e-le-parole-in-liberta-di-matteo-renzi

Intervistato al tg de La 7, Renzi si inserisce nel dibattito nazionale sul referendum Fiat, e lo fa nel suo stile, senza mezzi termini: “Io sto dalla parte di Marchionne, dalla parte di chi sta investendo sul futuro delle aziende, quando tutte le aziende chiudono. E’ un momento in cui bisogna cercare di tenere aperte le fabbriche”.

“Diciamo anche la verità: è la prima volta nella sua storia -aggiunge Renzi- che la Fiat, anziché chiedere i soldi degli italiani con la cassa integrazione, prova a mettere dei quattrini per agganciare alla locomotiva americana Mirafiori e anche la struttura italiana. Quindi, senza se e senza ma -conclude il sindaco di Firenze- stiamo dalla parte di chi crea lavoro e ricchezza. Poi, naturalmente, rispettiamo i diritti dei lavoratori, ma che siano lavoratori, e non cassintegrati”.

http://www.lanazione.it/firenze/politica/2011/01/11/441018-renzi.shtml

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9 commenti

  1. paolo said,

    17 settembre 2012 a 16:09

    sembra essere vecchio persino nel marketing
    http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_fotogallery-66004/412610.htm

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  2. 22 settembre 2012 a 00:31

    […] sarebbe un leader di destra che guida un partito di sinistra (di nome, se non di fatto) al governo: https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/17/sto-con-marchionne-si-al-nucleare-si-al-tav-io-i-r… E’ già successo con Tony Blair, non è improbabile che succeda anche in Italia: […]

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  3. 24 settembre 2012 a 09:51

    […] sarebbe un leader di destra che guida un partito di sinistra (di nome, se non di fatto) al governo: https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/17/sto-con-marchionne-si-al-nucleare-si-al-tav-io-i-r… E’ già successo con Tony Blair, non è improbabile che succeda anche in Italia: […]

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  4. 26 settembre 2012 a 10:08

    […] Votereste per il candidato prediletto di Giuliano Ferrara? Per il nuovo Berlusconi? […]

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  5. 26 settembre 2012 a 21:26

    […] Votereste per il candidato prediletto di Giuliano Ferrara? Per il nuovo Berlusconi? […]

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  6. giorgio33 said,

    18 febbraio 2014 a 03:43

    I BURATTINI DEI ROTHSCHILD IN ITALIA – PARTE 1

    1) IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO E’ IN RELAZIONI MOLTO BUONE CON KISSINGER.
    ” «My favourite communist»: con questa formula il segretario di stato americano delle presidenze Nixon e Ford, Henry Kissinger, salutava nel 2001 a Cernobbio il nostro Giorgio Napolitano. “My favourite former communist” era invece la pronta ribattuta dell’attuale Presidente della Repubblica italiana.”
    https://cyranoforli.wordpress.com/2012/03/07/my-favourite-communist/
    HENRY KISSINGER E’ UN AGENTE DEI ROTHSCHILD.
    KISSINGER E’ UN AMICO DI LORD JACOB ROTHSCHILD E DI SIR EVELYN DE ROTHSCHILD.
    https://wikispooks.com/ISGP/organisations/introduction/PEHI_Jacob_de_Rothschild_bio.htm https://wikispooks.com/ISGP/organisations/introduction/PEHI_Evelyn_de_Rothschild_bio.htm
    ” Kissinger e’ un amico di Lynn Forester e la introdusse a Sir EVELYN DE ROTHSCHILD alla conferenza Bilderberg del 1998.Essi presto si sarebbero sposati.
    Quando Henry Kissinger era invitato a parlare alla United Nations Association l’ 11 Aprile 2001 Lord JACOB ROTHSCHILD era al suo fianco”
    http://www.bibliotecapleyades.net/sociopolitica/sociopol_1001club02.htm
    KISSINGER HA ANCHE RELAZIONI CON BENJAMIN DE ROTHSCHILD E ERIC DE ROTHSCHILD.
    “…. (Kissinger) era un amico del Barone EDMOND DE ROTHSCHILD; servi’ con il Barone ERIC DE ROTHSCHILD nel consiglio internazionale dei governatori del Peres Peace Center… ” http://www.martinfrost.ws/htmlfiles/third_section/The-Rothschild-Connection-2012.html
    http://observer.com/2008/05/come-on-in-baron-eric-de-rothschild-buys-village-coop-for-115-m/
    EDMOND DE ROTHSCHILD E’ IL PADRE DI BENJAMIN DE ROTHSCHILD. https://en.wikipedia.org/wiki/Edmond_Adolphe_de_Rothschild https://en.wikipedia.org/wiki/Benjamin_de_Rothschild

    2) Henry Kissinger e’ anche un membro dell’ International Council of JPMorgan, la banca che vuole la revisione della Costituzione Italiana. http://www.occupy.com/article/global-power-project-part-4-banking-influence-jpmorgan-chase
    ( Jp Morgan: la Costituzione antifascista frena l’economia http://ictumzone.altervista.org/?p=11206 ).
    DUNQUE JP MORGAN HA STRETTE RELAZIONI CON LORD JACOB ROTHSCHILD, EVELYN DE ROTHSCHILD, BENJAMIN DE ROTHSCHILD E ERIC DE ROTHSCHILD.
    ” a parte la rottamazione dell’indecente legge elettorale, l’insistenza di Renzi è sullo smantellamento della Costituzione, in linea con il Ceo della Jp Morgan, Jamie Dimon, che considera “spazzatura della storia” il nostro impianto democratico così attento, almeno sulla carta, alla tutela del lavoro come diritto…………
    Il Genio Fiorentino però corre veloce, grazie alla leggenda metropolitana del “nuovo che avanza”. E adesso ha fretta di rottamare, in collaborazione con l’amico Silvio, soprattutto l’odiata Costituzione. «Puntano il dito contro le lungaggini del bicameralismo – protesta il grillino Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera – ma per varare il Lodo Alfano gli sono bastati otto giorni». L’obiettivo è sempre lo stesso, da anni: presidenzialismo, potere verticale. Mani libere, per scelte sbrigative truccate da “riforme”, mentre tutto intorno sta crollando: l’unica vera notizia è che l’economia globalizzata della fabbrica-mondo avrà sempre meno bisogno dei lavoratori italiani, a meno che non intervenga – con una svolta radicale – la protezione dello Stato, cioè il potere pubblico che i “nuovisti” vogliono morto, perché fa da argine allo strapotere delle multinazionali.” http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=95606&typeb=0&Al-peggio-non-c-e-mai-fine
    http://www.pumilano.it/economiaumanista/2014/01/italicum-o-presa-per-fondellum-perche-il-metodo-proporzionale-spaventa-partiti/

    JP MORGAN, DEUTSCHE BANK, ECC. HANNO ANCHE IL CONTROLLO DELLA NATO.
    ” I banchieri amano la NATO, perché la NATO ama i banchieri. Se si vuole farsene un’idea basta andare sul sito del Consiglio Atlantico, per scoprire che tra gli sponsor del Consiglio si trovano tutte le principali multinazionali, e non solo della finanza. Non mancano neppure Coca Cola e Google. I posti d’onore sono per Deutsche Bank, la solita Goldman Sachs ed anche JP Morgan. ” http://terracinasocialforum.wordpress.com/2011/10/22/agli-indignati-non-far-sapere-quanto-la-nato-ama-il-banchiere/
    ( IL GUERRAFONDAIO GIORGIO NAPOLITANO http://www.repubblica.it/politica/2013/07/03/news/consiglio_difesa_f35_no_veto_parlamento-62316450/
    http://www.repubblica.it/esteri/2011/04/26/news/napolitano_bombardare_naturale_sviluppo-15389026/ )

    3) LA TANGENTE DI DEUTSCHE BANK

    ” Dopo aver versato, per non più di un minuto, lacrime di coccodrillo sui dati della disuguaglianza sociale nel pianeta, forniti dal rapporto della ong Oxfam – le 85 persone più ricche del mondo detengono una ricchezza equivalente a quella di 3,5 miliardi di persone; l’1% del pianeta possiede il 50% della ricchezza mondiale – il ministro Saccomanni, presente all’annuale Forum di Davos, è passato alle cose serie e, in un incontro con i grandi investitori stranieri, ha annunciato l’avvio dell’ennesimo piano di privatizzazioni, con in testa le Poste Italiane. ” http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12845

    ” Mentre si prospetta addirittura una privatizzazione della Banca d’Italia, il governo Letta/Saccomanni ha già avviato una privatizzazione delle Poste, e soprattutto del suo nocciolo pregiato, cioè BancoPosta. Dato che BancoPosta produce utili che vanno al suo azionista unico, lo Stato, appare del tutto logico e trasparente che il governo decida di privarsi di questa fonte di entrate, con la motivazione ufficiale di “fare cassa”.
    Il decreto del governo prevede che circa il 40% delle azioni venga messo sul “mercato”. Come era avvenuto per la privatizzazione dell’ENEL ai tempi del secondo governo Amato, una quota attorno al 5% delle azioni dovrebbe essere venduta a dipendenti delle Poste, in modo da poterli turlupinare delle loro liquidazioni. Il decreto prevede inoltre che la quota più consistente, un 50-60% delle azioni in vendita, sia riservato a “investitori istituzionali”, cioè banche. Sarebbe interessante valutare la credibilità di questi “investitori istituzionali”, verificando quali siano oggi le loro effettive capacità di “investire” senza ricevere aiuti sottobanco da parte dello Stato. Il principale partner di BancoPosta per la commercializzazione di prodotti finanziari è Deutsche Bank, che poco più di una settimana fa ha subito un tonfo borsistico, in seguito alla pubblicazione dei suoi bilanci in rosso.
    La stessa Deutsche Bank risulta esposta per titoli derivati per una cifra di 73.000 miliardi di euro.
    http://www.wallstreetitalia.com/article/1556990/finanza/ecco-a-voi-la-banca-esposta-ai-derivati-per-73-trilioni.aspx
    La messinscena dell’emergenza del debito pubblico e dello “spread” ha costituito uno dei più giganteschi depistaggi della Storia per distrarre dall’emergenza vera, quella della voragine dei titoli derivati; infatti mentre il Meccanismo Europeo di Stabilità, nato nel 2012, si fa chiamare “Fondo Salva-Stati”, in realtà è un fondo salva-banche. Il sito ufficiale dell’Unione Europea ci assicura che il MES potrà ricapitalizzare direttamente le banche. ”
    http://www.eunews.it/2012/06/29/il-fondo-salva-stati-potra-ricapitalizzare-direttamente-le-banche/715
    http://terracinasocialforum.wordpress.com/2014/01/30/la-mitologia-tedesca/ http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=10460
    “….Dal 2012 infatti è stato attivato quel nuovo organismo inenarrabile che va sotto il nome di Meccanismo Europeo di Stabilità, la cui maggiore risorsa a disposizione contro l’opinione pubblica è proprio la sua stessa assurdità. Chiunque cerchi di spiegare ad un ignaro in cosa consista il MES, rischia come minimo di passare per pazzo. Che senso ha un’istituzione europea che rastrella settecento miliardi (sic!) dagli Stati europei (CENTOVENTICINQUE MILIARDI solo dall’Italia), per poi poterglieli riprestare a strozzo in caso di bisogno? Che spiegazione confessabile può mai avere la totale immunità ed impunità legale dei vertici del MES proclamata dal Trattato istitutivo? Come si può giustificare il fatto che questi vertici del MES possano non accontentarsi dei settecento miliardi ed esigere ad arbitrio dagli Stati europei altre somme in tempi stretti e non negoziabili?
    Dal 2012 l’UE ha dunque problemi persino più gravi dello stesso euro in quanto tale, e cioè l’instaurarsi all’ombra dell’euro di un RACKET finanziario senza precedenti nella Storia…….” http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=66800
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12431

    CHI CI STA RUBANDO I 125 MILIARDI DI EURO ?

    DEUTSCHE BANK HA RELAZIONI CON LORD JACOB ROTHSCHILD.
    DAVID HAYSEY E’ STATO DIRETTORE DI RIT CAPITAL PARTNERS ED ANCHE DI DEUTSCHE BANK. http://uk.linkedin.com/ pub/david-haysey/1b/470/bb3
    LORD JACOB ROTHSCHILD E’ IL PRESIDENTE DI RIT CAPITAL PARTNERS. https://en.wikipedia.org/wiki/Jacob_Rothschild,_4th_Baron_Rothschild
    CI SONO COLLEGAMENTI ANCHE TRA SIR EVELYN DE ROTHSCHILD E DEUTSCHE BANK.
    https://wikispooks.com/ISGP/organisations/introduction/PEHI_Evelyn_de_Rothschild_bio.htm
    LYNN FORESTER DE ROTHSCHILD, MOGLIE DI SIR EVELYN DE ROTHSCHILD, E’ UNA DIRETTRICE DI DEUTSCHE BANK.
    https://en.wikipedia.org/wiki/Lynn_Forester_de_Rothschild
    DEUTSCHE BANK HA CONNESSIONI ANCHE CON LA BANCA EDMOND DE ROTHSCHILD POSSEDUTA DA BENJAMIN DE ROTHSCHILD
    ( https://en.wikipedia.org/wiki/Benjamin_de_Rothschild ) E DA SUA MOGLIE ARIANE DE ROTHSCHILD ( https://en.wikipedia.org/wiki/Ariane_de_Rothschild )
    http://blog.libero.it/impermeabile/9298409.html .
    DAVID GAUD, DIRIGENTE PRESSO LA EDMOND DE ROTHSCHILD, E’ STATO IN PASSATO VICEPRESIDENTE DI DEUTSCHE BANK SECURITIES.
    http://hk.linkedin.com/pub/david-gaud/66/b84/ab3
    ( QUANTO A CRIMINI DEUTSCHE BANK NON SI FA MANCARE NULLA http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8812 )
    ( L’ASSALTO TEDESCO ALLA SPAGNA http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&file=article&sid=11177 )

    ” Il Professor Joseph Stiglitz, ex capo economista della Banca mondiale ed ex Presidente del Consiglio degli esperti economici del Presidente Clinton, svela i “quattro passi della strategia” della Banca mondiale, che è stata progettata per schiavizzare le nazioni ai banchieri. Riassumo questo qui sotto,
    Passo uno: privatizzazione.
    Questa è in realtà la fase dove ai leader nazionali viene offerto il 10% di commissioni nei loro segreti conti bancari svizzeri affinche’ gli acquirenti possano acquistare i beni nazionali ad un prezzo di vendita veramente stracciato. Pura e semplice corruzione .” http://www.iamthewitness.com/books/Andrew.Carrington.Hitchcock/Synagogue.of.Satan/1998-2002.htm

    il partito democratico, berlusconi, alfano e compagnia STANNO PER PRENDERE LA TANGENTE DEL 10%++++++ DA DEUTSCHE BANK ?

    4) silvio berlusconi e matteo renzi SONO I BUFFONI E GLI INSERVIENTI BEN PAGATI DI LORD JACOB ROTHSCHILD E SIR EVELYN DE ROTHSCHILD ?

    silvio berlusconi E matteo renzi SONO GRANDI AMICI DI TONY BLAIR.

    a) ” Cherie, la moglie di Tony Blair, racconta quando in Sardegna Berlusconi si presentò con in testa una bandana. Tony le disse: ”non far sì che mi fotografino accanto a lui”,”Stai tu in mezzo perché sennò la stampa britannica ci uccide”.
    Berlusconi con la bandana voleva nascondere il trapianto di capelli ” https://www.youtube.com/watch?v=_dFg6vIMV40
    http://imagecollect.com/picture/tony-blair-photo-2550734/tony-blair-e-silvio-berlusconi
    http://m.alfemminile.com/forum/actu1/__f5923_actu1–tony-blair-a-portorotondo.html

    b) ” Durante la loro permanenza a Villa Certosa, la famiglia di Tony Blair ha potuto gustare un concerto all’aperto dell’ addetto ai parcheggi di berlusconi Mariano Apicella diventato suo partner di canto.
    La serata si è conclusa con spettacolari fuochi d’artificio – completati con finto vulcano – che culmino’ con l’esclamazione ‘Viva Tony’. ”
    http://www.dailymail.co.uk/news/article-1201812/How-life-plain-sailing-Blair-playboy.html

    c) ” Tony Blair ha lasciato il suo italiano omologo Silvio Berlusconi zoppicante dopo un’ “amichevole” partita di calcio, e’ stato riportato.
    La coppia ha giocato una partita…….nella casa in Sardegna dell’Italiano durante la visita di Blair agli inizi di questo mese.”
    http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/3609636.stm

    d) ” Il primo ministro Blair e Silvio Berlusconi oggi confermavano la “eccellente relazione” che esiste tra Regno Unito e Italia in un vertice a Londra.
    Blair ha detto che i colloqui oggi erano “amichevoli, produttivi e costruttivi”.
    ” Io non credo realmente che i rapporti tra Gran Bretagna e Italia siano mai stati piu’ forti, ” egli disse in una conferenza stampa successiva al vertice”
    http://www.declarepeace.org.uk/captain/murder_inc/site/copeland.html

    e) ” L’Avvocato David Mills (creatore del sistema Off-Shore utilizzato da Fininvest) viene condannato per Corruzione in Atti Giudiziari. Le prove sono schiaccianti, egli stesso prima confessa, poi ritratta. Ha ricevuto una Tangente di 600.000 $ dal Gruppo Fininvest (1998) per dichiarare il Falso nei Processi (All Iberian e Tangenti a Gdf) in cui era allora coinvolto il nostro attuale Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.”
    http://nonleggerlo. blogspot.com/2009/05/david-mills-silvio-berlusconi-le.html
    David Mills e’ l’ex marito di Tessa Jowell, ex ministra del Regno Unito ed amica di Blair. – http://aangirfan.blogspot.com/2009/12/blair-berlusconi-mafia-cia.html

    f) ” Il segretario del Pd Matteo Renzi ha più volte affermato di vedere Blair come un modello da imitare.”
    http://popoff.globalist.it/Detail_News_Display?ID=95043 ( Blair, il milionario che lavora per banche e dittatori )

    g) ” L’EX PRIMO MINISTRO BRITANNICO TONY BLAIR HA PRANZATO COL SINDACO DI FIRENZE MATTEO RENZI AL RISTORANTE ST. REGIS – 31 MAGGIO 2012 ”
    ” Former British Prime Minister Tony Blair Has lunch with Florence’s Mayor Matteo Renzi at the St. Regis Restaurant. May 31, 2012 ”
    http://www.spokeo.com/Tony+Blair+1/May+31+2012+Other+Photos

    h) ” Matteo Renzi ha superato il colloquio di lavoro, è stato assunto. Ora è il CANDIDATO.
    Tony Blair e Matteo Renzi hanno partecipato ieri sera ad un incontro organizzato da JP Morgan all’interno di Palazzo Corsini a Firenze. Alla serata hanno partecipato anche il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera e il viceministro all’Economia Vittorio Grilli.
    Con il ministro Passera il sindaco di Firenze avrebbe affrontato anche il tema della conclusione dei lavori del nuovo Teatro dell’Opera del Maggio musicale fiorentino. Tra i presenti all’incontro di JP Morgan anche Ursula Gertrud von der Leyen, ministro del Lavoro e degli Affari sociali della Germania, Jamie Dimon, JP Morgan Chase ceo, Stephen A. Schwarzman, chairman, ceo and co-founder di Blackstone, Enrico Cucchiani, ceo di Intesa Sanpaolo, Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom Italia. ” http://www.informarexresistere.fr/2012/09/15/matteo-renzi-giovane-rampante-plastico-pericoloso/

    TONY BLAIR HA FORTI COLLEGAMENTI CON LORD JACOB ROTHSCHILD E SIR EVELYN DE ROTHSCHILD.
    LA FAMIGLIA DI TONY BLAIR HA AMICIZIE CON LORD JACOB ROTHSCHILD. http://translate.google.com/translate?sl=en&tl=it&js=n&prev=_t&hl=en&ie=UTF-8&u=http%3A%2F%2Fwww.winstonsword.com%2F2009%2F11%2Flord-mandelson-and-cherie-blair-go.html
    http://www.winstonsword.com/2009/11/lord-mandelson-and-cherie-blair-go.html
    ( TONY BLAIR, ILLEGITTIMO FIGLIO DI JACOB ROTHSCHILD…..EVIDENZA
    http://translate.google.com/translate?sl=auto&tl=it&js=n&prev=_t&hl=en&ie=UTF-8&u=http%3A%2F%2Fthe-tap.blogspot.co.uk%2F2012%2F06%2Fcan-you-spot-it.html http://the-tap.blogspot.co.uk/2012/06/can-you-spot-it.html )

    ” Da quando ha lasciato il suo ministero Blair ha usato un numero di aerei Gulfstream, tra cui un jet sudafricano registrato Gulfstream V con sede all’aeroporto Luton.
    Nel novembre dello scorso anno si è creduto che abbia usato un Gulfstream IV posseduto dal banchiere britannico Sir EVELYN DE ROTHSCHILD per un viaggio in Rwanda
    ad un costo stimato di £83.000, compreso il carburante.
    Sir Evelyn, di 77 anni, che era uno dei miliardari che ceno’ a Downing Street nei giorni finali di potere di Blair, ha posseduto l’aeroplano dal 2002 attraverso una ditta chiamata Metropix. ” http://www.dailymail.co.uk/news/article-1138789/Now-Tony-Blairs-finally-got-private-jet-hes-wanted-rented.html

    “…..Ma oggi che cosa fa Blair? Dimessosi da premier è stato immediatamente assunto come consulente dalla banca d’investimenti JP Morgan e dal colosso assicurativo globale con sede in Svizzera Zurich International…….” http://popoff.globalist.it/Detail_News_Display?ID=95043

    i) Il canale televisivo IRIS di proprieta’ di berlusconi ha trasmesso in ripetute occasioni, anche in data 14 4 2013 e 6 7 2013, un film a contenuto razzista intitolato Roberto Succo. https://en.wikipedia.org/wiki/Roberto_Succo_(film)
    Questo film intende comunicare il messaggio che gli italiani sono animali feroci.
    ” “Right from the start he seemed very credible with a gun in his hand,” says Kahn. “He’s basically a mild, nice guy, but I felt a subdued violence in him. He walks like an animal. I think a lot of Italians are like that, bandy-legged and ferocious.” http://www.theguardian.com/culture/2002/jun/04/artsfeatures.france
    CHI CONTROLLA VERAMENTE MEDIASET ?
    CHI STA RAPPRESENTANDO REALMENTE berlusconi ?

    5) I ROTHSCHILD CONTROLLANO ANCHE IL PARTITO DEMOCRATICO

    IL PARTITO DEMOCRATICO SI COLLEGA ANCHE A LORD JACOB ROTHSCHILD E A SIR EVELYN DE ROTHSCHILD ATTRAVERSO matteo renzi CHE E’ SEGRETARIO DEL RELATIVO PARTITO.
    MA HA ANCHE CONNESSIONI CON BENJAMIN DE ROTHSCHILD E SUA MOGLIE ARIANE DE ROTHSCHILD PERCHE’ CARLO DE BENEDETTI, TESSERA N. 1 DEL PARTITO DEMOCRATICO, E’ UN DIRETTORE DELLA BANCA EDMOND DE ROTHSCHILD. http://2012.festivaleconomia.eu/en/people/carlo-de-benedetti
    http://blog.libero.it/impermeabile/9298409.html

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