Qualcuno vuole uccidere Beppe Grillo? (di Aldo Giannuli)

La premessa è che a me non piace Beppe Grillo e sospetto che il suo movimento stia dirottando forze importanti per il cambiamento in direzioni che non porteranno ad un reale cambiamento, almeno non al cambiamento auspicabile. Ma la colpa è della sinistra, che non ha saputo creare un Alexis Tsipras, unendosi in un Syriza italiano. Se in Italia ci saranno rivolte sanguinose nei prossimi mesi la sinistra non sarà esente da responsabilità, per aver scelto la strada delle beghe interne (sinistra-sinistra) e dell’inciucio neoliberista (PD). Naturalmente si darà tutta la colpa a Grillo & co. (e Monti-Napolitano non perderanno occasione per farlo, nella speranza che la gente continui a non capire una fava di quel che sta succedendo in Italia e nell’Occidente).
Detto questo, auguro a lui di vivere a lungo ed al suo movimento di evolvere fino a scegliere la strada dell’unità con le forze di sinistra che vogliano costruire una reale alternativa al sistema mostruoso in cui viviamo.

Ecco il pezzo dell’ottimo Aldo Giannuli.
“Qualche giorno fa, Beppe Grillo, lamentando la violenza degli attacchi rivoltigli sia on line che sulla stampa, ha scritto: “E dopo cosa verrà? Dal tiro al bersaglio metaforico, si passerà a quello reale? L’informazione sta sconfinando in molti casi in istigazione a delinquere come avvenne negli anni di piombo. Li diffami,  li isoli e poi qualcuno li elimina”. Una frase buttata là senza troppo peso, ma che ha scatenato una buriana di reazioni: “Grillo piagnone, vittimista, lo fa solo per farsi pubblicità…” Fra i più scatenati i Pd (in prima linea il sen. Dario Ginefra che ricordo da quando aveva 20 anni ed era il leader dei giovani del Pds a Bari, nel movimento della “Pantera”: uomo di partito già da allora) ma anche Rifondazione nel suo sito ha scritto cose analoghe. Grillo, in verità, non ha detto che vogliono accopparlo, ma ha solo lanciato l’ipotesi che la campagna contro di lui possa spingere qualcuno a passare ai fatti. Nulla di preciso, non una denuncia o un sospetto circostanziato e, diciamolo, non fosse stato per le reazioni, nessuno se ne sarebbe accorto e la cosa sarebbe finita là. Dunque, un’ uscita sopra le righe del comico in cerca di spazio mediatico? Non sembra che in questo periodo Grillo abbia bisogno di particolari espedienti per avere spazio stampa: gli basta fare uno sberleffo a Bersani o andare ad una manifestazione del M5s a Verona per avere tutta l’eco mediatica che può desiderare. Eccesso di vittimismo? Ci sta e non sarebbe l’unico esponente politico a farvi ricorso, ma qualche ragione la avrebbe anche in questo caso, a giudicare dalla reazione di Bersani che lo ha tacciato di fascismo per una battuta, forse poco simpatica, ma tutto sommato innocua, come quella sullo zombie. Per non dire dell’incredibile affermazione del sindacalista Cisl che lo ha accusato di aver preso 10 milioni in nero dalla sua organizzazione per una festa, dichiarazione poi prontamente rimangiata, dopo che lo stesso segretario della Cisl lo ha smentito esibendo copia della fattura firmata da Grillo. Dunque, calunnie e diffamazioni non ne mancano.

Grillo i suoi difettacci li ha ed a volte ha uscite ignobili che non gli perdoniamo, come quelle su immigrati ed omosessuali, ha anche una gestione discutibilissima del movimento, ma non c’è dubbio che nei suoi confronti ci sia una campagna isterica che va molto al di là delle sue pecche. Pertanto quella frase può essere letta anche come la reazione avvelenata di chi si sente al centro di una aggressione mediatica, punto e basta.

Ma potrebbe anche voler significare qualche altra cosa e qualche considerazione in più non guasta.

Non so perché, ma leggendo gli articoli sulla questione, mi è ritornato alla mente un nome: Colouche. Forse ai lettori più giovani questo nome non dice molto: era un comico francese di origine italiana (il vero cognome era Colucci) famoso per i suoi attacchi di sapore anarchico alla classe politica ed alla sua corruzione (memorabili le battute contro l’ “Eliseo- Folie Bergère” dei tempi di Pompidou). Colouche nel 1980 annunciò, nell’incredulità generale, che si sarebbe candidato nelle elezioni presidenziali dell’anno dopo. Tutti pensarono ad una boutade del comico, ma dovettero ricredersi quando i sondaggi segnalarono una escalation di consensi che, partita da circa il 5% giunse alla vetta del 16% di voti pronosticati per la sua candidatura. Si scatenò un attacco mediatico senza precedenti da parte di tutti, gollisti, socialisti, giscardiani, comunisti ecc. Il 27 novembre 1980, il suo segretario, Renè Gorlin, venne trovato cadavere con due colpi alla nuca. Ed a Colouche iniziarono ad arrivare messaggi –ovviamente anonimi- che prevedevano una fine simile. Ad aprile, l’uomo di spettacolo annunciò il ritiro della sua candidatura. L’uomo, però, era sfortunato e non sopravvisse tantissimo: cinque anni dopo, il 19 giugno 1986, morì in un incidente stradale.

E qui un dubbio, per quanto remoto, affiora: per caso, non è che Grillo ha ricevuto qualche avvisaglia di quel tipo e cerchi così di cautelarsi? Magari anche contro i rischi della strada. Anche perché, esaminando con freddezza la questione, una morte improvvisa del comico risolverebbe un sacco di problemi: il M5s senza di lui non sopravvivrebbe, una parte degli elettori confluirebbero presumibilmente sull’Idv, qualche altro sulla Lega, pochi tornerebbero al Pd, ma il grosso finirebbe nell’astensione e tutto ( o quasi) tornerebbe alla tranquilla normalità del bipolarismo Pd-Pdl. Forse.

E questo dimostra la grande fragilità di questo movimento che oggi è il punto di confluenza dell’ opposizione, ma che in breve può esplodere come una bolla di sapone (e non solo per una eventuale scomparsa del suo fondatore).

Come già ho scritto un anno fa, ho cessato di occuparmi di strategia della tensione, ma qualcosa ne so e mi permetto di dare un consiglio a Grillo: si sbrighi a strutturare il suo movimento ed a formalizzare un vero e proprio gruppo dirigente (possibilmente eletto con metodo democratico) perché questa sovraesposizione non gli giova. Questa storia del partito-proprietà privata, oltre che avere uno sgradevole sapore berlusconiano, è una sciocchezza molto pericolosa per uno che non ha i soldi della Fininvest, le scorte pubbliche e private e l’amicizia di uno come Putin. Magari non c’è nulla di serio e nessuno pensa realmente di  fare un nuovo caso Colouche, ma non si sa mai, mi stia a sentire…”

Aldo Giannuli
http://www.aldogiannuli.it/2012/09/qualcuno-vuole-uccidere-grillo/

6 commenti

  1. savinoas said,

    5 settembre 2012 a 13:46

    Non sono daccordo con la premessa e nemmeno con l’articolo di Giannulli.
    Con le premesse mi trova discordante perchè “fare come Syriza” mi sembra ancora una volta non aver capito la natura della crisi economica e sociale che attraversiamo. E’ una crisi strutturale del capitalismo a cui bisogna dare non solo risposte tipo: fare un carrozzone della sinistra per la conquista del “potere politico” nel “palazzo”.
    Questo vuol dire due cose fondamentali.
    a) Capire che occorre una SOLUZIONE ECONOMICA prima che partitica. Avere una soluzione per il SUD (disoccupati) e una soluzione per il NORD (inoccupati cronici). Occorre avere, prima di una soluzione monetaria (improbabile, sulla falsariga del proto socialdemocrazia, keinesiana), una soluzione industriale, produttiva. Non basate sulle favole, ma dire concretamente se restiamo nel capitalismo, quale è il “capitalismo che vogliamo” e come gli ridiamo gli utili industriali, quale è l’ossatura produttiva che vogliamo avere (visto che i principali beni di consumo si producono fuori europa) ecc. ecc.
    b) Dal momento che centri decisionali si sono trasferiti, il vecchio “palazzo” ha funzioni esclusivamente sussidiarie, lo Stato è stato svuotato dei principali funzioni di potere-controllo (tanto per fare un per esempio, a che serve reprimere gli scioperi se per “regolare” i salari è sufficiente la delocalizzazione?), non è fuorviante pompare sulla conquista di quello che ormai è diventato un “condominio”?

    Per la risposta all’articolo rimando ad un altro post.

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    • 5 settembre 2012 a 13:51

      Consiglio di informarsi sul programma politico di Syriza prima di cadere nella fallacia del fantoccio di paglia (creare un interlocutore immaginario per poterlo demolire più facilmente).

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      • savinoas said,

        6 settembre 2012 a 09:31

        Ho letto qualcosa su Syriza, ma a parte l’assistenzialismo (noi abbiamo già la caritas che fa bene quel lavoro), una cosa seria mi sembra il fare il governo ombra, sia per incalzare il governo sia per formare i propri quadri (e le proprie idee).

        Lo proposi (il governo ombra) nella mia città alle opposizioni due anni fa, ma mi dissero (sopratutto RFC) che lo avrebbero fatto ognuno per conto suo (RFC e M5), .. ma nessuno dei due aveva la forza per farlo.
        Più coglioni di così.. e poi se li senti (RFC) nei comizi, tutti insistono “facciamo come Syriza”. .. Con quale programma e con quale personale politico non si sà.

        P.S. Io insistevo di farlo con M5 stelle perchè ritengo che non bisogna fare di tutto un’erba un fascio, e bisogna assolutamente distinguere e separare la base (persone serie con cui ragionare) da Grillo.

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        • 6 settembre 2012 a 09:51

          Sono d’accordo anche su questi punti.
          D’altra parte continuo ad illudermi che ci sia ancora tempo per evitare il peggio, anche se contemporaneamente nel blog documento il contrario. Schizofrenia causata dalla dissonanza cognitiva tra quel che desidero e quel che invece è.
          La sinistra è arrivata impreparata al grande appuntamento ed ora l’unica cosa che potrà fare sarà raccogliere i cocci lasciati dalle future rivolte e cercare di ricomporre una società civile sulle rovine di quella (incivile) abbattuta.
          Sono sempre più convinto che la strada sia quella del recupero del principio di fraternità, quello sacrificato al tempo del Terrore. Ma non una fratellanza scema, ingenua e buonista/angelista: la fratellanza di chi non vede nell’avversario qualcuno da estirpare ma qualcuno da rispettare ed ascoltare, se c’è buona fede e reciprocità.

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  2. savinoas said,

    5 settembre 2012 a 15:45

    continua..
    d) I possibili candidati a comporre Syriza sono gli stessi che amministrano Taranto (ILVA), città provincia e regione????? Ma con quale faccia si dovrebbero presentare al nazionale?

    E Veniamo a Giannulli.
    Credo che in fatto di strategia della tensione non abbia capito nulla. Grillo non è un eversivo, non chiede il comunismo come i giovani del ’68-70. Chiede semplicemnte regole e decenza da parte della (inutile) casta.
    Per molti versi è completamente funzionale al sistema. Intercetta il malcontento, e lo indirizza sulle “cozze”, sugli emolumenti, sul gozzoviglio dei parlamentari arraffoni.
    G. depotenzia il malcontento, lo rende inoffensivo e indirizza sugli aspetti di corollario al SISTEMA, sul malcostume nella gestione del potericchio.
    G. Intercetta voti che altrimenti andrebbero all’astensione. Copre un vuoto culturale di indignazione che la sinistra non è stata capace di intercettare. (la sinistra non intercetta più niente dagli anni ’80, prima la lega, poi IDV e ora G. sono a dimostrare la incosistenza della sinistra)
    G. ha costruito “partito” in frachising e si assicura che le idee degli aderenti non strabordino.
    Ha un “programma” che sembra uscito dai cioccolatini Perugina, ha una “vision” che non supera l’orizzonte del proprio naso.
    Ogni tanto (come del resto fa il sindacato) organizza manifestazioni, la sua gente va in piazza si sfoga, sbolle, e ritorna alle proprie case più calma e rassicurata di prima.
    G. nuoce alla attuale nomenclatura ai feudatari di partito, ma questi chi li sopporta? Hanno dovuto commissariarli, chiamare dei “tecnici” da fuori per “fare politica”..quella vera!!

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    • 5 settembre 2012 a 16:05

      Su tutta questa seconda parte sono completamente d’accordo. Come ho scritto nella premessa, Grillo è una sciagura per chi vuole un vero cambiamento.
      Però non sarebbe credo la prima volta che si crea un martire per fare in modo che le masse si convincano che era la Via e procedano così di buon grado verso il macello.
      Per questo lo preferisco vivo e bischero, che morto e beatificato.

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