La svendita renziana del nostro patrimonio bancario

ROTTAMA-LA-TUTELA
Un lettore si domandava che cosa avesse mai fatto di neoliberista, Matteo Renzi, il primo ministro che ha appena dichiarato che a lui il capitalismo di famiglia e comunità gli fa schifo e ci vuole sempre più “americani”
http://www.lastampa.it/2015/05/04/economia/renzi-basta-capitalismo-poco-trasparente-KIE1b02EfUWOAWzBAHXzhP/pagina.html

Se una persona simpatizza per le idee neoliberiste ma sa che “neoliberismo” è una brutta parola, è perfettamente in grado di rimuovere il problema a livello cognitivo evitando di considerare come neoliberista tutto ciò che gli piace, ciò che sente essere giusto.
Per questo non mi interessa convertire nessuno. Ciascuno deve trovare in sé la forza e la chiarezza di pensiero per capire che per troppo a lungo ha visto il mondo con delle lenti distorcenti e dei paraocchi (è la nostra condizione naturale) e deve cominciare a sforzarsi di analizzare la realtà nella maniera più obiettiva possibile.
Per esempio, si potrebbe cominciare a rifiutare l’equazione banche = male.
Ci sono delle banche che, effettivamente, sono covi di psicopatici e rappresentano una minaccia per l’intera civiltà umana: sono parassiti che non si rendono conto che dissanguare a morte l’organismo che vampirizzano ucciderà anche loro, in assenza di altre prede. In pratica, sono degli idioti e dei bulli.
Ma ci sono altre banche, nate con ben altre missioni e aspirazioni, quelle che non piacciono a Matteo Renzi (perché gli hanno detto che non gli devono piacere e lui è ubbidiente).
Queste altre banche sono utili a quel grande organismo che chiamiamo civiltà umana perché non venerano Mammona (o non lo fanno a tempo pieno) e quindi non trasformano automaticamente l’energia che chiamiamo denaro in “sterco del demonio”.
Certo, non sono più quelle di un tempo: in un ambiente tossico sono state contaminate, contagiate, in parte compromesse. Ma non sono malate terminali, sono curabili.
O, almeno, lo sono quelle che non saranno divorate dal cancro dei megacartelli finanziari di cui sopra.
Renzi, recependo le direttive provenienti da Wall Street e dalla City di Londra (è estremamente ubbidiente, non si può non dargliene atto), ha provveduto a indebolire il sistema immunitario delle “banche buone”:
http://www.avvenire.it/Economia/Pagine/appello-in-difesa-banche-popolari.aspx
La questione ora diventa la seguente: le megabanche si sono rese conto che NON avranno abbastanza tempo per approfittarne? Sanno che stanno per morire? Oppure l’avidità e l’egotismo ai piani alti sono così intensi da sfociare nella più completa ottusità?
http://www.futurables.com/2015/05/04/la-repentina-estinzione-dei-dinosauri-bancari/

Io dico che i loro modelli, come quelli climatici, sono completamente sbagliati, ma questa gente non è più in grado di ragionare con la propria testa (il tallone d’Achille degli psicopatici è che scambiano SEMPRE i loro desideri per la realtà).
Sono zombie (anzi, i vampiri sono morti viventi, senz’anima), forse lo sospettano, ma lo negheranno fino all’ultimo (e oltre).

Le nostre “banche buone” non sono a rischio. L’aggressione è arrivata fuori tempo massimo. Però, negli anni a venire, dovranno ritrovare l’anima in parte perduta.

https://plus.google.com/+StefanoFaitFuturAbles/posts

6 commenti

  1. 5 maggio 2015 a 11:56

    finché le banche saranno dipendenza di un fondo centrale non vedo argine al cancro. Quanto al senz’anima, niente di più vero, semplicemente perché una volta creata una struttura di potere, essa si muoverà autonomamente e ciecamente, con limitatissime possibilità d’intervento su di essa; come un golem o un egregore

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    • stefano fait said,

      5 maggio 2015 a 14:53

      Sì, meglio avere strutture leggere e, dove possibile, piccole

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      • 5 maggio 2015 a 14:55

        il localismo sarà meno efficiente(?) ma è decisamente più sicuro e controllabile…

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        • stefano fait said,

          5 maggio 2015 a 15:10

          servono forme di collaborazione bilanciata tra macro e micro.
          Ci sono molti progetti globali (es. energia, comunicazioni, logistica, educazione, sviluppo, alimentazione, giustizia, tutela dell’ambiente e dei diritti fondamentali) che richiedono approcci globali. Il problema, come sempre, è: come si escludono gli psicopatici? E’ sufficiente lo scrutinio democratico? Pare di no. Serviranno sistemi misti e TRASPARENTI. Trasparenza dev’essere una delle parole d’ordine del mondo nuovo. Se si pretende trasparenza in basso ci dev’essere un’identica trasparenza in alto.

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          • 5 maggio 2015 a 15:17

            in realtà in linea di principio sarebbe semplice. La premessa è la responsabilità individuale e non si scappa. Dopodiché bisogna togliere l’habitat in cui prolifera lo psicopatico, ovvero la struttura piramidale ascendente. Basta ribaltarla, in modo che enti organismi e gli Stati stessi diventino davvero ciò che dovrebbero essere: servizi subordinati al cittadino. E non viceversa come inteso ad oggi. Il delegare è il vizio del pigro che poi però si lamenta, ed è questo l’aspetto insopportabile

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          • stefano fait said,

            5 maggio 2015 a 15:23

            sì, anch’io non sopporto le lagne di chi per il resto del tempo se ne sbatte di tutto. Bamboccioni!

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