L’America non è (con)dannata. Non ancora

lord_of_war,_2005,_nicolas_cage

A tutti quelli che vorrebbero proibire le armi dico solo che se gli ebrei europei avessero avuto il diritto di portare armi prima dell’Olocausto i nazisti e i loro collaboratori avrebbero avuto un bel daffare nell’attuare la “Soluzione Finale”. (Questo tipo di situazione era precisamente il motivo per l’introduzione del 2° emendamento – serviva ad eliminare il monopolio di Stato sulla violenza, armando la popolazione). Questo è il problema fondamentale che riguarda il controllo delle armi in America. Senza un’arma da fuoco si è in balia del linciaggio, la vostra sicurezza dipende dalla buona volontà degli altri cittadini. Se improvvisamente questi se la prendono con te perché sei ebreo, musulmano, nero, gay, o qualsiasi altra cosa, allora tanti saluti. Per questo esiste un’associazione ebraica in favore del secondo emendamento come baluardo contro l’antisemitismo e per la stessa ragione il movimento delle Pantere Nere (Black Panther) lottò strenuamente contro il divieto di portare armi. Un’arma da fuoco dà alle minoranze una serie di diritti che non potrebbero altrimenti essere difesi, in particolare la garanzia di protezione dalla tirannia.

Anonimo

Questo è il punto di vista di molti difensori del secondo emendamento negli Stati Uniti. È il sintomo di una società moralmente e psicologicamente allo sbando, corrosa dall’interno da una cultura della prevaricazione e dell’iniquità sistemica che è stata proiettata verso l’esterno (Pinochet, Idi Amin, Suharto. Fulgencio Batista, Duvalier, Francisco Franco, la monarchia saudita, Mobutu, Pol Pot, Stroessner, Somoza, Videla, Somoza padre e figlio, ecc.). Una società che andrebbe aiutata a rimettersi in piedi, perché il mondo ha bisogno di un’America che torni a credere agli ideali fondativi, che si meriti di essere amata.

Ogniqualvolta si annuncia una stretta sulle vendite di un certo tipo di armi e caricatori, gli acquisti si impennano. Il che significa che prima che una legge restrittiva sia approvata il numero di armi d’assalto in circolazione sarà aumentato a dismisura (come quello delle armi non registrate).

È evidente che l’America sarebbe un posto molto più sicuro se ci fossero meno armi in circolazione, ma questo lo sanno anche i cittadini americani che vogliono tenersi le loro armi.

È l’individualismo che li spinge a concepire l’idea che un certo numero di morti innocenti sia tollerabile per potersi sentire meno passivi e meno vulnerabili, per poter (pensare di) avere un certo livello di controllo personale sulla propria sicurezza. Il loro interesse principale non è la sicurezza della società ma la sicurezza della propria famiglia. Una logica della corsa agli armamenti devastante per la società perché più sono le armi in circolazione, meno ha senso essere tra quelli che si faranno trovare disarmati nell’affrontare dei loro potenziali aggressori. È come vivere in uno stato di guerra fredda permanente.

La popolazione statunitense potrebbe essere disposta a disfarsi delle armi semiautomatiche, ma solo a patto che il governo federale fosse considerato in grado di bandirle totalmente. I cittadini che si sono armati l’hanno però fatto proprio perché non si fidano né dell’efficienza né della buona fede del governo federale. Oltre alla questione della reazione violenta di quelle migliaia di cittadini che vogliono tenersi le loro armi acquistate legalmente – che godrebbero del sostegno di molti stati repubblicani –, bisognerebbe preventivare la trasformazione degli Stati Uniti in una gigantesca Gaza, con passaggi e cunicoli che attraversano le frontiere con il Messico e con il Canada per introdurre armi, come ai tempi del Proibizionismo.

Ad un’escalation proibizionista corrisponderà un’escalation del risentimento, della paura, dell’aggressività.

Per proseguire l’analisi, che pone alcuni quesiti e suggerisce una possibile soluzione, rimando al testo integrale su Medium:

L’America non è (con)dannata. Non ancora.

 

4 commenti

  1. 3 dicembre 2015 a 22:14

    ho un altra lettura: le porcherie a livello internazionale perpetrate alle spalle dei cittadini USA sono sempre più evidenti. Sta prendendo forma un movimento che dubita fortemente dell’operato e della buonafede ipocritamente patriottica dei propri rappresentanti. Movimento che diventa ogni giorno più cosciente di essere vittima di manipolazione. L’evenienza ribellione civile è stata prevista da lungo tempo(ricordiamoci le prove generali dell’esercito, i campi profughi allestiti, e le 500000 bare di plastica quadriposto pronte all’uso), quello che non era stato previsto è l’inciampo siriano, che oltre a porre in cruda evidenza le malefatte degli oligarchi americani e non, costringe questi ultimi ad azioni rapide e con poca copertura in termini di controinformazione. Da qui il motivo per cui improvvisamente si preme per disarmare i cittadini. Stendiamo un velo pietoso sui due musulmani che si mettono in tenuta militare per massacrare disabili che festeggiano il Natale, la solita evenienza fortuita al momento giusto

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    • stefano fait said,

      3 dicembre 2015 a 22:43

      Il tempo stringe e non stanno combinando niente. Fallimento in Ucraina, fallimento in Siria, de-escalation con l’Iran, sauditi costretti a far risalire il prezzo del petrolio per coprire i costi del loro afghanistan yemenita, svolta a destra in Argentina così virulentemente neoliberista e contraria agli interessi argentini che scatenerà un’ulteriore spinta a sinistra dell’America Latina, Cina e India che la fanno da padrone in Africa, yuan incluso nel paniere del FMI, .Unione Europea che, su iniziativa di Hollande, con voto unanime, si schiera con Putin in Siria infischiandosene della NATO, Canada che si prepara a passare dall’altra parte, summit sul clima di Parigi che si concluderà con l’ennesimo nulla di fatto, sconfitta elettorale cocente a Vienna, Putin che sfrutta l’incidente con la Turchia per avere campo libero in Siria e costringere la fazione anti-atlantista ad esporsi e farsi valere.

      Direi che neocon/sionisti dovrebbero essere seriamente preoccupati.

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