L’America non è (con)dannata. Non ancora

lord_of_war,_2005,_nicolas_cage

A tutti quelli che vorrebbero proibire le armi dico solo che se gli ebrei europei avessero avuto il diritto di portare armi prima dell’Olocausto i nazisti e i loro collaboratori avrebbero avuto un bel daffare nell’attuare la “Soluzione Finale”. (Questo tipo di situazione era precisamente il motivo per l’introduzione del 2° emendamento – serviva ad eliminare il monopolio di Stato sulla violenza, armando la popolazione). Questo è il problema fondamentale che riguarda il controllo delle armi in America. Senza un’arma da fuoco si è in balia del linciaggio, la vostra sicurezza dipende dalla buona volontà degli altri cittadini. Se improvvisamente questi se la prendono con te perché sei ebreo, musulmano, nero, gay, o qualsiasi altra cosa, allora tanti saluti. Per questo esiste un’associazione ebraica in favore del secondo emendamento come baluardo contro l’antisemitismo e per la stessa ragione il movimento delle Pantere Nere (Black Panther) lottò strenuamente contro il divieto di portare armi. Un’arma da fuoco dà alle minoranze una serie di diritti che non potrebbero altrimenti essere difesi, in particolare la garanzia di protezione dalla tirannia.

Anonimo

Questo è il punto di vista di molti difensori del secondo emendamento negli Stati Uniti. È il sintomo di una società moralmente e psicologicamente allo sbando, corrosa dall’interno da una cultura della prevaricazione e dell’iniquità sistemica che è stata proiettata verso l’esterno (Pinochet, Idi Amin, Suharto. Fulgencio Batista, Duvalier, Francisco Franco, la monarchia saudita, Mobutu, Pol Pot, Stroessner, Somoza, Videla, Somoza padre e figlio, ecc.). Una società che andrebbe aiutata a rimettersi in piedi, perché il mondo ha bisogno di un’America che torni a credere agli ideali fondativi, che si meriti di essere amata.

Ogniqualvolta si annuncia una stretta sulle vendite di un certo tipo di armi e caricatori, gli acquisti si impennano. Il che significa che prima che una legge restrittiva sia approvata il numero di armi d’assalto in circolazione sarà aumentato a dismisura (come quello delle armi non registrate).

È evidente che l’America sarebbe un posto molto più sicuro se ci fossero meno armi in circolazione, ma questo lo sanno anche i cittadini americani che vogliono tenersi le loro armi.

È l’individualismo che li spinge a concepire l’idea che un certo numero di morti innocenti sia tollerabile per potersi sentire meno passivi e meno vulnerabili, per poter (pensare di) avere un certo livello di controllo personale sulla propria sicurezza. Il loro interesse principale non è la sicurezza della società ma la sicurezza della propria famiglia. Una logica della corsa agli armamenti devastante per la società perché più sono le armi in circolazione, meno ha senso essere tra quelli che si faranno trovare disarmati nell’affrontare dei loro potenziali aggressori. È come vivere in uno stato di guerra fredda permanente.

La popolazione statunitense potrebbe essere disposta a disfarsi delle armi semiautomatiche, ma solo a patto che il governo federale fosse considerato in grado di bandirle totalmente. I cittadini che si sono armati l’hanno però fatto proprio perché non si fidano né dell’efficienza né della buona fede del governo federale. Oltre alla questione della reazione violenta di quelle migliaia di cittadini che vogliono tenersi le loro armi acquistate legalmente – che godrebbero del sostegno di molti stati repubblicani –, bisognerebbe preventivare la trasformazione degli Stati Uniti in una gigantesca Gaza, con passaggi e cunicoli che attraversano le frontiere con il Messico e con il Canada per introdurre armi, come ai tempi del Proibizionismo.

Ad un’escalation proibizionista corrisponderà un’escalation del risentimento, della paura, dell’aggressività.

Per proseguire l’analisi, che pone alcuni quesiti e suggerisce una possibile soluzione, rimando al testo integrale su Medium:

L’America non è (con)dannata. Non ancora.

 

Annunci

Quel che Morgan Freeman avrebbe potuto dire sulla strage di bambini

morgan-freeman-on-black-history-month

12 dicembre 2012: Un uomo armato di fucile semiautomatico ha sparato ieri sulla folla in un centro commerciale di Portland, nell’Oregon, uccidendo almeno due persone e seminando il panico tra la gente. L’omicida, che indossava un giubbotto antiproiettile e una maschera da hockey, è stato poi “neutralizzato”: secondo quanto riferito dalla polizia, l’uomo è “deceduto”.

http://www.today.it/mondo/sparatoria-centro-commerciale-oregon-morti.html

15 dicembre 2012: Nell’Oklahoma, l’amico di un potenziale omicida plurimo lo denuncia alla polizia, che lo ferma prima che possa fare una strage come quella del Connecticut:

http://www.nydailynews.com/news/national/oklahoma-student-plotting-mass-shooting-police-article-1.1221032#ixzz2FAjooXrR

16 dicembre 2012: All’indomani della strage in Connecticut, in Alabama un uomo ha aperto il fuoco in un ospedale, ferendo tre persone, tra cui un agente di polizia, prima di essere ucciso da un altro agente. La sparatoria è avvenuta nel quinto piano dell’ospedale St. Vincent di Birmingham, dove sono ricoverati diversi pazienti con problemi cardiaci. I motivi non sono stati ancora chiariti.

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1073475/usasparatoria-in-ospedaleun-morto.shtml

16 dicembre 2012: Marcos Gurrola spara 50 colpi contro un ipermercato in California e poi viene arrestato (nessun ferito)

http://www.huffingtonpost.com/2012/12/16/marcos-gurrola-arrested-_n_2309425.html

Una serie di episodi che potrebbero dar forma ad un nuovo 11 settembre: i cittadini americani saranno sottoposti a crescenti controlli (negli autobus di San Francisco sono già stati installate telecamere e microfoni) e non protesteranno, perché si convinceranno che è per il loro bene. Poi l’eccezione diventerà la norma.

Le armi sono il mezzo e il sintomo, non la causa.

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/15/quel-che-zucconi-bloomberg-e-michael-moore-non-vi-hanno-spiegato-sulla-questione-delle-armi-negli-stati-uniti/

Svizzera, Finlandia, Norvegia, Svezia, Canada, Germania e Islanda hanno altissimi tassi di possesso di armi da fuoco ma, salvo rare eccezioni, non succedono cose del genere. I loro cittadini si sentono, di regola, al sicuro, in una società pacifica.

La Cina è un altro caso di paese colpito da “epidemie” di eccidi nelle scuole (con uso di altri tipi di armi).

Qualcosa, negli Stati Uniti, sta andando storto – prima che altrove –, ed è un fenomeno relativamente recente:

http://books.google.com/ngrams/graph?content=school+shooting&year_start=1800&year_end=2000&corpus=15&smoothing=3&share=

C’è sempre un modo per uccidere decine di persone (appiccare il fuoco ad un edificio, ad esempio) ed è fin troppo allettante lasciarsi sedurre dalle soluzioni facili: una legge, una riforma costituzionale, tutto si risolve e la gente si mette il cuore in pace.

Invece occorre fare le domande giuste, anche se sono complicate e tanta gente fa un’enorme fatica a concentrarsi e fare attenzione per più di pochi minuti. Altrimenti daremo delle risposte sbagliate che aggraveranno il problema. Oltre alla questione della reazione violenta di quelle migliaia di cittadini che vogliono tenersi le loro armi acquistate legalmente – che godrebbero del sostegno di molti stati repubblicani –, bisognerebbe preventivare la trasformazione degli Stati Uniti in una gigantesca Gaza, con passaggi e cunicoli che attraversano le frontiere con il Messico e con il Canada per introdurre armi, come ai tempi del Proibizionismo.

La domanda più giusta da fare è: perché queste tragedie erano così rare prima degli anni Novanta. Negli Stati Uniti, fino al 1968, chiunque poteva comprare armi per corrispondenza e si potevano comprare ovunque, anche ai distributori di benzina. C’erano molti meno controlli.

Che cosa è cambiato? Cos’è successo nella società americana?

Le armi sono un sintomo, appunto, non una causa e curare un melanoma con un cerotto è stupido.

LE POSSIBILI CAUSE

Il sensazionalismo mediatico.Ecco il parere di un anonimo, attribuito erroneamente a Morgan Freeman:

“Volete sapere perché. Può sembrare cinico, ma ecco quel che penso. È a causa del modo in cui i media coprono questi eventi. Guardate come è stato trattato l’omicida della prima di Batman, o quello del centro commerciale dell’Oregon: come delle celebrità. Dylan Klebold e Eric Harris sono diventati nomi familiari, ma chi conosce il nome di una sola delle vittime della strage di Columbine? Persone con disturbi psicologici che altrimenti si suiciderebbero nei loro scantinati vedono queste notizie e decidono di voler fare qualcosa di ancora peggiore, ed uscire di scena alla grande, restando impressi nella memoria collettiva. Perché una scuola elementare? Perché i bambini? Perché sarà ricordato come un orribile mostro, invece di un triste signor nessuno.

L’articolo della CNN dice che se il numero di corpo “non scende”, questo farà arrivare la sparatoria al secondo posto dietro Virginia Tech, come se le statistiche potessero in qualche modo stabilire una gerarchia del peggio. Poi rendono pubblica una video-intervista di studenti di terza elementare che rivelano tutti i dettagli di ciò che hanno visto e sentito, mentre si consumava l’eccidio. Fox News ha diffuso l’immagine del volto del killer in tutti i loro servizi per ore. Esistono articoli e servizi che si concentrano sulle vittime ignorando l’identità del killer? Non ne ho ancora visto uno. Perché non vendono. Quindi congratulazioni, media sensazionalistici, avete appena innescato il prossimo sterminatore che voglia fare “meglio” del precedente, in una scuola materna o un reparto maternità.

Tutti possono aiutare dimenticando di aver mai letto il nome di quest’uomo e ricordando il nome di almeno una vittima. È possibile aiutare con donazioni alla ricerca sulla salute mentale invece di concentrarsi sul controllo delle armi come il problema principale. Potete aiutare spegnendo la TV”.

La glorificazione della violenza. Quel che TV e cinema blockbuster chiamano “cultura” ed “intrattenimento” è solo glorificazione della violenza utile a chi vuole “esportare la democrazia” a colpi di droni e destabilizzazioni e a chi vuole vendere un certo tipo di prodotto ed ha bisogno che i consumatori siano indottrinati al verbo della pretesa illimitata: “perché io valgo!”.

Empatia, solidarietà, cooperazione, senso di comunità stanno soffrendo come forse non mai nella storia. Chi si dimostra capace di un gesto generoso è quasi eroico. Sono virtù che non piacciono allo status quo dei nostri giorni perché ostacolano il privatismo, l’individualismo e le dipendenze edonistico-consumistiche. Vale per gli Stati Uniti ma anche per la Cina, che li ha scimmiottati quasi in tutto e per tutto.

La crisi sistemica. Troppe persone sono precipitate nel precariato esistenziale e si sentono tremendamente insicure, in una società sempre più iniqua ed aggressiva, in cui il rispetto e la cura per la dignità del lavoratore e della persona nel suo complesso è un ricordo del passato, la corruzione nelle alte sfere è sconfinata e i cittadini vengono spiati 24 ore su 24 da un numero impressionante di agenzie e dipartimenti federali.

La crisi della democrazia e del contratto sociale. Il carattere oligarchico delle democrazie contemporanee è sempre più evidente. La Guerra al Terrore ha reso possibili restrizioni ai diritti civili che prima erano impensabili. La Guerra alla Crisi economica viene impiegata per smantellare i diritti dei lavoratori e privatizzare i beni comuni. Chi può dire cosa potrebbe succedere dopo lo scoppio di un’eventuale Terza Guerra Mondiale? Le proteste resteranno pacifiche o bombe molotov e armi semiautomatiche giustificheranno l’imposizione di uno stato di polizia in molti paesi occidentali?

Quel che è facile notare è che sta cambiando la mentalità della gente, in peggio. C’è sempre più paura ed aggressività. Sempre più persone cominciano a credere che i problemi possano essere risolti efficacemente solo con la violenza. Il che vuol dire che stiamo perdendo la libertà prima ancora che ce la tolgano (per il nostro bene). Abbiamo incontrato il nemico e siamo noi. Stiamo perdendo la libertà di esprimere le nostre migliori qualità dell’animo, quelle che fanno comunità, che fanno fratellanza, perché siamo sempre più sulla difensiva, sempre più orientati a distruggere invece di costruire: le nostre vite sono pervase di violenza psicologica e fisica che avvelena i nostri pensieri e sentimenti. Chi di spada ferisce, di spada perisce. Penso che questo faccia molto comodo a chi detesta la democrazia ed ama le oligarchie. Il caos, l’anarchia è ciò che questi segmenti della società (una larga fetta della classe dirigente, assistita da politici corrotti o troppo pigri ed ignoranti per cogliere il quadro generale) vogliono, perché hanno un “nuovo” prodotto da vendere, un “nuovo” modello sociale che avvantaggia i loro interessi a spese di tutti gli altri.

**********

COME EVITARE DI FARE LA FINE DEGLI STATI UNITI?

Forse la rivoluzione è inevitabile, ma non è la soluzione migliore, essendo gravida di ripercussioni terribili. Proteste di massa, coordinate, in tutta Europa, che sfidino l’establishment, che blocchino la macchina produttiva: servirebbero a risvegliare molte altre coscienze, a scatenare i necessari dibattiti, a preservare la libertà interiore – il rifiuto di sentirsi, pensare e comportarsi come gli oligarchi vogliono che ci si senta, pensi e comporti –, che è un bene di valore inestimabile. Bisogna uscire dalla modalità degli automatismi egoistici da istinto di sopravvivenza.

È una guerra per il controllo delle coscienze, non per il controllo dei corpi. Questa cosa andrebbe capita, una volta per tutte. Se perdiamo la coscienza (cuore e mente) nessuna rivoluzione ce la restituirà. Saremo pedine, non protagonisti.

La questione delle pistole – il possesso d’armi non è il problema principale. Il metodo della nonviolenza di massa è certamente il più efficace, perché nessuna società può funzionare senza la collaborazione dei cittadini (il Terzo Reich è sopravvissuto fino al 1945 non grazie ai fanatici nazisti come Adolf Eichmann, ma grazie agli sforzi sovrumani di milioni di operosi patrioti) ma è una tecnica che richiede intelligenza e lucidità.

http://fanuessays.blogspot.it/2011/11/etienne-de-la-boetie-un-uomo.html

http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/nonviolenza-certamente-ma.html

Non basta mettersi davanti ad un carro armato o auto-immolarsi per fare la cosa giusta.

Tuttavia quanti sarebbero in grado di farvi completo affidamento quando la minaccia della violenza indiscriminata incombe?

Per questo le vendite di armi aumentano dopo ogni strage.

Per questo molti preferiscono dare il loro contributo ad una resistenza nonviolenta, ma tenendo da parte una pistola, che non si sa mai.

Potrebbe anche funzionare, ma un’eccessiva attenzione a scenari violenti impedisce di esprimere la nonviolenza, chiude la mente, sopprime la libertà interiore.

Il giusto mezzo è essere consapevoli del problema, ma senza farsi dominare da esso, senza concludere che è tutto un braccio di ferro in cui chi è più potente e risoluto alla fine deve prevalere ed è nel giusto. Altrimenti abbiamo perso in partenza.

Se il bullo ci fa diventare come lui, abbiamo perso, anche se lo sconfiggiamo. Saremo suoi cloni, una minaccia per gli altri, per la comunità, un pretesto per abolire la democrazia al fine di soggiogarci.

Se una persona è davvero forte interiormente si sentirà sicura e non avrà bisogno di dimostrare niente a nessuno: continuerà a fare quel che stava facendo, senza provocare nessuno, senza flettere i muscoli, senza richiamare l’attenzione di nessuno, perché sa di potersela giocare.

Se una pistola e ciò che serve ad alcuni per raggiungere questa condizione di equilibrio, per emanciparli dalla costante paura del futuro, allora così sia. Non si può pretendere troppo dalle persone e, a questo punto, chi non è spaventato è dissociato dalla realtà. È giusto essere spaventati quando si affrontano degli psicopatici al culmine del potere.

Chi se le va a cercare le troverà, allo stesso modo in cui le troverà chi nega la realtà perché gli sembra troppo spiacevole.

La questione è che un autentico maestro di arti marziali sa che il suo successo sta nel non dover usare ciò che ha appreso. Se diventa un esperto aspettandosi di mettere in pratica le lezioni ricevute allora ha perso: un vero guerriero dello spirito sa che l’obiettivo è controllare la violenza stessa, per non cadere in tentazione.

Analogamente, l’obiettivo di avere un’arma dovrebbe essere quello di arrivare a capire che non ci serve.

Se invece si sviluppa una dipendenza psicologica rispetto alle armi, è un segno di sconfitta: invece di possedere una pistola, è lei a possedere noi. Si diventa catalizzatori di violenza, come gli Stati Uniti che importano ed esportano violenza, come uno qualunque degli stati-canaglia che denunciano. Fissati sulla violenza e sulla distruzione, sugli scenari peggiori, è esattamente quel che esperiranno. Non sono più una nazione libera.

Gli Stati Uniti, come Weimar prima di loro, hanno raggiunto la condizione di “anarchia organizzata” (caos controllato)  in cui le masse sono malleabili, disposte ad approvare molte cose altrimenti improponibili. La differenza è che gli americani non sono i tedeschi dell’epoca della Depressione e quindi il loro destino non è segnato (né lo è il nostro). Nessuno può prevedere con certezza cosa succederà, men che meno chi pensa di poter controllare e dirigere gli eventi globali.

Quel che dobbiamo fare è essere determinati a sopravvivere, ma senza farne un’ossessione. La morte non è la fine del mondo:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/11/di-che-vita-parlava-gesu-della-vita-della-morte-e-delle-esperienze-extracorporee/

Quel che Zucconi, Bloomberg e Michael Moore non vi hanno spiegato sulla questione delle armi negli Stati Uniti

sons

“Commentatori e politici dicono: “Non è il momento di parlare di controllo delle armi”. Davvero? E quando allora?”.
Twitter di Michael Moore

Vittorio Zucconi scrive un pezzo molto bello, struggente, convincente, da viralizzare sui social networks:

http://www.repubblica.it/esteri/2012/12/15/news/il_sacrificio_al_dio_delle_armi-48787846/?ref=HREA-1

Non vi dicono però che la “loro” soluzione – il controllo delle armi e la requisizione di quelle semiautomatiche – è foriera di conseguenze catastrofiche.

Procediamo con ordine.

**********

Obama (Nobel per la Pace) ha autorizzato l’uccisione per mezzo di droni di qualunque maschio in età da combattimento in Afghanistan e Pachistan – un trucco che permette di ridurre il numero di civili uccisi, in quanto quasi tutti gli uomini dai 15 anni in su non sono più tecnicamente civili.

http://www.salon.com/2012/05/29/obama_the_warrior/singleton/

“Si tratta del secondo più sanguinoso massacro avvenuto negli Stati Uniti, dopo le 32 vittime del Virginia Tech nel giugno del 2007”.

http://www.lastampa.it/2012/12/15/esteri/sparatoria-a-scuola-uccisi-venti-bambini-XoXXydLhQMmgbDz5t8LwLM/pagina.html

La differenza tra Adam Lanza e Barack H. Obama non mi è del tutto chiara.

Se uccidi un uomo sei un assassino…

…se ne uccidi dieci sei un mostro…

…se ne uccidi cento sei un eroe…

…se ne uccidi mille sei un conquistatore…

Il massacro coincide con la vigilia dell’anniversario del famoso (famigerato) secondo emendamento della Costituzione statunitense

Un furioso Michael Bloomberg, sindaco di New York: «Abbiamo sentito che era troppo presto per parlare di riforma delle leggi sulle armi dopo Columbine, Virginia Tech, Tucson e Aurora. Ora lo sentiamo di nuovo. Per ogni giorno che passa, 34 persone vengono uccise a colpi di armi da fuoco e oggi molte di queste erano bimbi di cinque anni», ha detto.

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/usa_strage_scuola_bambini_morti_connecticut_obama_lanza/notizie/238202.shtml

Questo è il tema-chiave, quello da tenere d’occhio: il controllo delle armi, che può violare il secondo emendamento, concepito per consentire ai cittadini statunitensi di proteggersi da un governo dispotico.

La prospettiva di una rielezione di Obama ha prodotto un massiccio incremento delle vendite di armi (perché c’era la percezione diffusa che avrebbe vietato l’acquisto di armi semiautomatiche)

http://www.liberoquotidiano.it/blog/1078512/Il-rischio-di-un-Obama-bis-fa-impennare-le-vendite-di-armi.html

Già nel 2008 si era registrato un aumento del 25% di vendite “grazie” all’elezione di Obama. Nel 2012 l’aumento è stato del 56% rispetto al picco del 2008.

Le armi semiautomatiche uccidono in massa ma, anche in loro assenza, certi episodi continueranno a succedere (anche altrove):

http://www.agi.it/estero/notizie/201212141343-est-rt10130-cina_folle_con_coltello_ferisce_22_bambini_arrestato

Il Massachusetts è uno dei pochi stati con leggi molto restrittive sulla vendita e possesso di armi e il suo tasso di omicidi con uso di armi da fuoco è di circa un terzo rispetto alla media nazionale, ma era già basso di suo anche prima della promulgazione di tali leggi. È la cultura che è diversa, nel New England.

In ogni caso le armi possono essere acquistate negli stati vicini, dove queste leggi non ci sono.

Negli stati del sud sono state approvate leggi che consentono ai cittadini di uccidere altri cittadini se si sentono minacciati (non è necessario che siano in casa o in auto), con un aumento del 250% degli omicidi per “legittima difesa”.

FLORIDA

http://www.politifact.com/florida/statements/2012/mar/26/christopher-l-smith/sen-chris-smith-claimed-deaths-due-self-defense-fl/

TEXAS

http://www.foxnews.com/us/2012/07/03/texas-justifiable-homicides-reportedly-rise-with-castle-doctrine/#ixzz29P4P1ePq

article-1196941-05900DF7000005DC-677_468x636

Il tasso di omicidi statunitense è rimasto sostanzialmente invariato, di generazione in generazione. Nel 2009 il Regno Unito aveva un tasso di reati violenti molto più alto di quello degli USA e persino del Sudafrica e sono più elevati oggi di quando le armi non erano controllate.

D’altra parte la Svizzera ha un altissimo tasso di possesso di armi (e un referendum ha difeso il diritto di detenere mitragliatori in casa), per via del tipo di servizio militare in uso nel paese e, proporzionalmente, i reati con armi da fuoco sono i più alti d’Europa (di poco inferiori agli USA). Però sono in gran parte suicidi e in Austria il tasso di suicidi è solo di poco inferiore.

La questione è dunque più complessa di quel che si vuol far credere e non si può risolvere con una bacchetta magica legislativa.

 Alcune domande da porsi:

  1. Perché i massacri nelle scuole si verificano quasi esclusivamente nelle aree dei “bianchi”?
  2. Perché gli ispanici, neri, orientali, nativi americani (complessivamente quasi un terzo della popolazione statunitense), pur avendo lo stesso accesso alle armi, non sono quasi mai coinvolti in queste atrocità (con l’importante eccezione dei due studenti sudcoreani al Virginia Tech ed all’Oikos (Oakland), nel 2007 e nel 2012)?
  3. Come si può pretendere che i cittadini rinuncino a difendersi “efficacemente” da criminali ben armati?
  4. Chi è in grado di togliere di mezzo oltre 20 milioni di armi semiautomatiche (300 milioni di armi in totale, senza contare quelle non registrate) e come?
  5. Che tipo di armi devono essere bandite (Adam Lanza ha usato delle pistole, non il fucile d’assalto)?
  6. Ha dato dei risultati il Proibizionismo negli USA?
  7. Quanto costerà allo stato compensare i cittadini per la sottrazione di armi acquistate legalmente?

ALCUNE VERITÀ SCOMODE

Una maggioranza di stati americani non ratificherà mai un emendamento costituzionale che limiti il secondo emendamento. Inoltre, la maggior parte delle disposizioni sul diritto di possedere armi non è federale, dipende dalle scelte dei singoli stati. Anche se venisse a mancare il secondo emendamento, questi stati elaborerebbero i loro specifici emendamenti. Il che significa che si rischia un’altra guerra di secessione (la prima per il possesso degli schiavi, la seconda per il possesso di armi semiautomatiche).

La verità è che recuperare le armi è impossibile.

Qualcuno ha visto la serie Sons of Anarchy? Ci sono centinaia di migliaia (milioni?) di americani che difenderanno anche con la vita ogni tentativo di violare quello che considerano un diritto inalienabile, indipendentemente da quanto ragionevoli siano le norme di legge che si intendono approvare ed attuare. Molti di questi cittadini sono ex-militari o comunque persone molto ben addestrate a sparare. Hanno già ucciso e lo rifaranno. Sarebbe un bagno di sangue terribile, molto più grave di quello si desidera evitare. Stiamo parlando di assalti a stazioni di polizia, famiglie trincerate in case o interi quartieri e paesi barricati, attentati con esplosivi.

Sappiamo di cosa sono capaci le milizie patriottiche americane:

http://it.wikipedia.org/wiki/Attentato_di_Oklahoma_City

Nessun governo federale statunitense potrà mai controllare la circolazione di armi semiautomatiche senza scontrarsi con questi miliziani e con quegli stati a maggioranza repubblicana che continueranno a tutelare il “diritto” dei loro cittadini a detenere le armi che vogliono.

Il che significa legge marziale e cittadinanza terrorizzata da continui scontri aperti tra governativi ed antigovernativi e quindi disposta a rinunciare a una gran parte dei suoi diritti civili in nome della sicurezza e della Guerra al Terrore interno. Saranno i cittadini americani ad esigere la fine della democrazia in America.

http://www.informarexresistere.fr/2012/04/08/sull%E2%80%99uso-delle-umiliazioni-sessuali-per-controllare-la-popolazione-statunitense-e-non-solo-quella/#axzz2F7yjqNLC

Il corpo di leggi necessario a ritorcere il Patriot Act contro i cittadini americani è già predisposto

http://www.informarexresistere.fr/2012/01/07/ndaa-torneranno-i-campi-di-concentramento-in-america/

http://www.informarexresistere.fr/2011/12/17/lo-slittamento-giuridico-verso-la-dittatura-usa-2001-2012/#axzz2F7yjqNLC

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/28/children-of-men-i-figli-degli-uomini-un-film-preveggente/

Chi invoca queste misure non sa quello che dice e sarà moralmente responsabile della tragedia che seguirà.

MA ALLORA, CHE ALTERNATIVE PROPONGO?

Nessuna. Il processo ormai è irreversibile. Come già ripetuto in precedenza, tutti i nodi del nostro percorso di “civilizzazione” stanno venendo al pettine. L’America come ideale non morirà. Bisognerà ricostruirla ed aiutarla a diventare quel che i suoi padri fondatori volevano che fosse: un modello sperimentalista positivo per la civiltà umana.

Parliamo un po’ di droghe, legalizzazione e psichedelia (ma sì, dai!)

 

In un certo senso, siamo nello stesso dilemma etico e morale in cui si trovarono i fisici nei giorni precedenti al Progetto Manhattan. Quelli di noi che lavorano in questo campo vedono il potenziale di sviluppo per un controllo quasi totale delle emozioni umane.

Dr. Wayne Evans, U.S. Army Institute of Environmental Medicine, 1978

Il senno è in svendita per eccesso di offerta e nessuno lo compra. Tutti lo danno via convinti che non abbia valore o sia addirittura un disvalore.

Viviamo in un mondo in cui il termine “classe” è diventato sinonimo di “casta”, chi chiede giustizia sociale è “anti-europeista”, chi chiede pace è “antisemita” e chi chiede il rispetto dei diritti umani è “anti-americano”.

È ovvio che se una persona è appena appena in grado di intendere e volere la dissonanza cognitiva lo costringe a svendere il senno, o rifugiarsi nella droga,  oppure rassegnarsi a vivere come un paria.

Parliamo allora di chi trova conforto nella droga.

“La foglia di marijuana è il nuovo simbolo della pace”. Lady Gaga lancia così l’ultima provocazione durante il suo concerto ad Amsterdam. I suoi fan le lanciano sul palco uno spinello e la cantante lo accende, lo fuma e poi lo rilancia al pubblico. Non soddisfatta, la popstar ha dichiarato che la marijuana ha cambiato la sua vita facendole ridurre l’assunzione di alcol e che, combintata alla sua musica, è stata un’esperienza assolutamente spirituale. Scherzando, Lady Germanotta ha dichiarato che tenterà di parlare con il presidente Barack Obama per convincerlo a far diventare la cannabis legale in tutto il mondo”.

http://tv.liberoquotidiano.it/video/108028/Lady_Gaga_fuma_uno_spinello_sul_palco.html#.UFrbXK5vHGg

L’ultimo trend è chiedere la legalizzazione delle droghe leggere. Lo fanno un  po’ tutti: Saviano (personaggio di fama e stima immeritatissima), Veronesi (non particolarmente stimato dai suoi colleghi oncologi ed una ragione ci sarà), Lady Gaga, Vasco Rossi, Beppe Grillo, i quotidiani simbolo della crema dell’establishment: Economist e Washington Post, nonché Gianfranco Micciché (!!!) e Milton Friedman, il guru dei neoliberisti (degli interessi forti)

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/25/il-criptofascismo-dei-liberalizzatori-e-dei-privatizzatori/

e teorico del capitalismo del disastro

http://fanuessays.blogspot.it/2011/11/shock-economy-il-capitalismo-del.html

Il che mi dà da pensare e dovrebbe far pensare un po’ tutti, anche perché ci sono innumerevoli studi medici che dimostrano che la marijuana ti fotte il cervello

http://www.populartechnology.net/2014/04/150-scientific-studies-showing-dangers.html

Mi dà da pensare anche l’opinione del professore di Economia della Sorbona Pierre Kopp: “Lo Stato deve supervisionare produzione e distribuzione”. Per il docente, il guadagno è assicurato: un miliardo di euro di tasse e 300 milioni ora spesi per le incriminazioni per chi si trova in possesso di cannabis

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/05/francia-la-legalizzazione-delle-drogheleggere-farebbe-bene-alleconomia/150030/

Penso infatti alla visione distopica di uno che era un insider in certi ambienti britannici, Aldous Huxley (Il Mondo Nuovo – Brave New World):

“Al tradizionale processo di educazione viene sostituito uno di condizionamento psico-fisico, che inizia sin dal concepimento…Il condizionamento viene considerato una pratica normale in questa società, tanto che gli individui usano il termine “condizionato” al posto di “educato”. Ognuno viene indottrinato ad amare la propria collocazione sociale, il colore della propria uniforme, la vita cui sarà destinato per la casta cui appartiene. Come “rimedio” per ogni eventuale infelicità, agli individui viene fornito un medicinale chiamato soma, in realtà una droga euforizzante e antidepressiva[2], garantendo così un ulteriore controllo della popolazione”.

http://it.wikipedia.org/wiki/Il_mondo_nuovo

“La rivoluzione definitiva, l’ultima rivoluzione, quella in cui l’uomo può agire in modo diretto sulla mente e sul corpo dei suoi simili”

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/11/la-rivoluzione-finale-di-aldous-huxley-ovvero-rivoluzione-non-e-sinonimo-di-emancipazione/

Paolo Borsellino [“Droga libera o uomini liberi?, in Idem, Oltre il muro dell’omertà. Scritti su verità, giustizia e impegno civile, Rcs, Milano 2011, p. 96] smentiva la tesi di Saviano che la liberalizzazione delle droghe leggere avrebbe inferto un duro colpo alla mafia. La considerava «semplicistica e peregrina», figlia di «fantasie sprovvedute».

La CIA ha, come sempre, le mani in pasta:

http://it.wikipedia.org/wiki/CIA_e_traffico_di_droga

“Alfred McCoy, The Politics of Heroin (pubblicato originariamente nel 1972 come The Politics of Heroin in Souiheast Asia, e ripubblicato in un formato grandemente rivisto ed ampliato nel 1991); The Great Heroin Coup: Drugs, lntelligence & International Fascism, del giornalista danese Henrik Kruger (1980); The Big While Lie: The CIA and The Cocaine/Crack Epidemic, dell’ex agente di vertice alla DEA Michael Levine (1993); Cocaine Politics: Drugs, Armies and the CIA in Central America, di Peter Dale Scott e Jonathan Marshall (1991); The Crimes of Patriots: A True Tale of Dope, Dirty Money and the CIA dell’ex reporter del Wall Street Journal Jonathan Kwitny (l987); In Banks We Trust, dell’ultimo Penny Lernoux (1984); Storming Heaven: LSD and the American Dream, di Jay Stevens (1987; il capitolo intitolato “Noises Offstage” riguardante gli esperimenti MK-ULTRA della CIA, che utilizzava LSD su cittadini americani inconsapevoli negli anni ’50 e ’60); e Acid Dreams: The CIA, LSD and the Sixties Rebellion, di Martin Lee e Bruce Shlain (1985). Malgrado le evidenze schiaccianti del coinvolgimento diretto di agenti dello Stato nello spaccio di eroina e cocaina, la posizione ufficiale dell’apparato è che sta diligentemente perseguendo una strategia di “tolleranza zero”, volta ad eliminare il “flagello delle droghe illegali” dalla nostra società. Come recita il cliché, la prima vittima in questa guerra è stata la verità”.

http://www.gotanotherway.com/IANNC/109/Controllare_sballati,_spacciatori_e_una_Nazione_di_eroinomani

Nota Bene: “Storming Heaven: LSD and the American Dream” di Jay Stevens è un capolavoro assoluto. Una di quelle inchieste metodiche, dettagliate ed argomentate che si fanno sempre più raramente

http://books.google.ca/books?id=WWmAE3kiNzsC&printsec=frontcover&source=gbs_book_other_versions_r&cad=5#v=onepage&q&f=false

L’Olanda, pioniera nel campo, sta facendo marcia indietro:

http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/413254/

http://www.ilgiornale.it/news/l-olanda-pensiona-mito-canna-marijuana-droghe-pesanti.html

http://www.ilpost.it/2012/04/28/i-coffee-shop-saranno-vietati-agli-stranieri/

Le argomentazioni conservatrici contrarie alla legalizzazione:

http://www.pontifex.roma.it/index.php/opinioni/laici/11409-droghe-leggere-o-dignita-umana-la-droga-di-stato-e-una-forma-di-resa-e-promuove-la-schiavitu-del-tossicodipendente

Io non propongo un argomento pro o contro la legalizzazione delle droghe leggere, ma un argomento antropologico contro l’uso delle droghe per spalancare le porte della coscienza e della percezione: un motivo che incontriamo su un settimanale ultra-establishment come Time:

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=3382

Lo sciamanesimo è diventato il cavallo di battaglia di molti militanti New Age ma la sua venerazione acritica è altamente discutibile. Ad ogni buon conto, stando a quanto mi consta, la stragrande maggioranza di società “indigene” non fa uso di psichedelici ed anche quelle con una tradizione sciamanica di norma non vi fa ricorso, preferendo sollecitazioni visive ed acustiche per indurre una trance.

Le due tradizioni spiritualmente più avanzate – se ci si attiene ai parametri New Age –, ossia quella aborigena australiana e quella tibetana, non hanno sentito il bisogno di usare allucinogeni.

Ne facevano invece abbondantissimo uso gli Aztechi, con la loro industria del sacrificio umano, l’imperialismo e la loro assoluta devozione a dèi spietati, schiavisti e mortiferi che avrebbero fatto la felicità dei superuomini ariani che popolavano i sogni e le visioni di Hitler.

http://fanuessays.blogspot.it/2012/01/la-sindrome-del-feto-egoista-come.html

Il noto(rio) Carlos Castaneda, oltre ad essere un falsificatore professionista, si era anche costruito un culto personale ed un harem in cui proibiva l’uso di certe parole e di certi gesti legati alla sfera affettiva, il che non è propriamente in linea con il comportamento di una persona spiritualmente avanzata, che dovrebbe amare la verità, non la mistificazione, e l’emancipazione consapevole del prossimo, non il suo asservimento:

http://www.salon.com/2007/04/12/castaneda/

Se proprio uno volesse procedere lungo questa strada, alla ricerca di un’interconnessione con l’universo che non sa trovare in altro modo, ed a suo rischio e pericolo (si veda com’è finito David Icke), sarebbe auspicabile che abbandonasse fin dal principio l’approccio amatoriale e seguisse invece le istruzioni di Aldous Huxley, Alan Watts, Stanislav Grof e di tutti quegli studiosi autodisciplinati, non dediti all’eccesso (avrete forse incontrato persone che hanno abusato di sostanze psichedeliche ed è uno spettacolo miserevole – conoscevo una coppia che faceva la stagione in riviera e poi coi soldi guadagnati passava il resto dell’anno a fare il giro del mondo per provare ogni possibile sostanza psicotropa), che non hanno ripudiato l’uso dell’intelletto per obbedire alle intimazione della voce del sangue e di quella del “dio del peyote”.

Grinspoon e Bakalar, “Psychedelic Drugs Reconsidered”

Brian Wells, “Psychedelic Drugs”

Stafford e Golightly, “LSD The Problem-Solving Psychedelic”

Aaronson e Osmond, “Psychedelics: The Uses and Implications of Hallucinogenic Drugs”

David Solomon (a cura di), “LSD The Consciousness-Expanding Drug”

Pahnke, W., 1971. Psychedelic Mystical Experience in the Human Encounter with Death

www.maps.org/psychedelicreview/n11/n11004pah.pdf

Pahnke e Richards, 1966. Implications of LSD and experimental mysticism

www.psychedelic-library.org/pahnke4.htm

Griffiths, R. et al. 2006. Psilocybin can occasion mystical-type experiences having substantial, sustained personal meaning and spiritual significance

http://csp.org/psilocybin/Hopkins-CSP-Psilocybin2006.pdf

Griffiths, R., et al. 2008. Mystical-type experiences occasioned by psilocybin mediate the attribution of personal meaning and spiritual significance 14 months later

www.steffenlepa.de/oyster/psilostudie.pdf

Un cattivo esempio è invece quello di un Castaneda o di un Terence McKenna, che non sono migliori di un volgare Pifferaio di Hamelin e che hanno fatto dell’attacco alla ragione ed al metodo scientifico la loro ragione di vita e di un ritorno ad una fantomatica Età dell’Oro (quella di Oetzi?) l’utopia da ammannire ai propri seguaci per blandirli meglio ed aiutarli a fuggire dalla realtà, depotenziando così drammaticamente il potenziale di cambiamento e riformismo che c’è nei giovani. A quel punto, mille volte meglio William Blake, che almeno teneva un piede ben saldo nella realtà quotidiana e denunciava le iniquità del suo tempo. Chi fugge dalla realtà non è particolarmente incentivato ad aiutare a cambiarla in modo intelligente e ragionevole. È, di conseguenza, un perfetto conservatore.

Gli sciamani migliori, quelli più savi, erano sempre al servizio della comunità, per rendere felici, sane, integrate e prospere le altre persone. Non erano mai convinti di aver raggiunto una comprensione definitiva della realtà, anzi, e sapevano che, durante i viaggi, nell’altra dimensione, si fanno incontri anche pessimi, perché c’è un po’ di tutto, come in questa dimensione. Non erano materialisti “spirituali” e narcisisti in cerca di piacere, autostima e status. Non erano spietati e sprezzanti con chi non condivide il culto ed il gergo. Soprattutto, non cercavano potere sugli altri, ma sapienza (ossia conoscenza introspettiva e potere su di sé).

This Is A Non-Smoking Planet, Thank You For Your Cooperation

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: