La crisi egiziana in 23 cinguettii – il vaso di Pandora è scoperchiato

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  1. – il regime golpista s’inventa un legame tra Fratelli Musulmani e Al Qaeda: a quando l’accusa di detenere armi di distruzione di massa?
  2. – sto ancora aspettando le prove del legame tra Al Qaeda e Saddam Hussein: dovremo aspettare all’infinito anche in questo caso?
  3. – Morsi non uccideva, non arrestava in massa, non torturava. L’esercito sì, prima e dopo di lui. Chi è terrorista?
  4. – la costituzione approvata con un referendum a dicembre 2012 conteneva le stesse disposizioni sulla Sharia della costituzione del 1971. Com’è che il “popolo” si è convertito al laicismo nel giro di pochi mesi?
  5. – la moglie del Videla egiziano, al-Sisi, indossa il niqab (velo integrale): è questo il campione dell’anti-islamismo?
  6. – il premier egiziano ad interim ha raccomandato lo scioglimento dei Fratelli Musulmani, giusto per impedire che possano trionfare nuovamente alle prossime elezioni. In genere questo si chiama fascismo. Lo facevano le dittature sudamericane contro i comunisti, i socialisti e i socialdemocratici.
  7. – nessun giornalista straniero sarà accreditato in Egitto senza l’approvazione dell’intelligence del regime e dell’esercito.
  8. – cecchini totalmente fuori controllo: sparano a donne e persino alle auto sull’autostrada per l’aeroporto http://www.independent.co.uk/news/world/africa/the-police-keep-firing-the-bodies-pile-up-in-cairo-bloodbaths-are-now-a-daily-occurrence-8771529.html
  9. – musulmani hanno formato una catena per proteggere una chiesa cristiana copta durante una messa: il mondo come potrebbe essere, se l’Occidente non continuasse a interferire https://www.facebook.com/photo.php?fbid=570460449683829&l=ea081c8eb3
  10. Lockheed Martin, Northrop Grunman, General Electric, Boeing, Sikorsky sono i principali beneficiari dei miliardi di dollari che i contribuenti americani sono stati costretti e sono ancora costretti a versare all’esercito egiziano annualmente
  11. – il fascismo che non è fascismo, la democrazia che non è democrazia, il golpe che non è golpe, il massacro che non è massacro – Orwell preveggente
  12. – Invece di usare gli idranti, Sisi è andato subito al sodo, il sodo del piombo: esperti pensano che la terribile repressione doveva servire a indurre i Fratelli Musulmani a ricorrere alla violenza, e fornire così una protesta per farsi massacrare più rapidamente e massicciamente http://www.nytimes.com/2013/08/17/world/middleeast/attacks-on-protesters-in-cairo-were-calculated-to-provoke-some-say.html?_r=0 …
  13. – al-Sisi – il Pinochet egiziano – ha accusato Morsi di aver complottato con Hamas, il nemico storico di Israele
  14. – Non funziona sempre come a Tienanmen. I tank egiziani falciano con il piombo un manifestante disarmato, invece di manovrare http://www.youtube.com/watch?v=BhaEM_2QC9g&feature=youtu.be
  15. – il messaggio a reti unificate dei media controllati dai golpisti: “L’Egitto combatte i terroristi”
  16. – Turchia, Iran, Hezbollah, Hamas schierati con Morsi / Tony Blair, neocon, sionisti, Israele, Arabia Saudita (12 milioni di dollari a fondo perduto), salafiti (destra islamista: 28% dell’elettorato egiziano che considera i fratelli musulmani moderati), leghisti e destre radicali occidentali con al-Sisi
  17. – se Morsi avesse ordinato queste stragi – prima mensili, ora quotidiane – come avrebbero reagito i leader e media occidentali?
  18. – dittatura militarista golpista sospinta da masse tripudianti che approvano il massacro degli avversari: un tempo si chiamava fascismo
  19. – dopo i primi 2 massacri “Skull&Bones” Kerry ribadiva che l’esercito era intervenuto per “ripristinare la democrazia”. Dopo i 700 morti del terzo eccidio parla di “eventi deplorevoli”. Nessuna condanna.
  20. – la Danimarca ha interrotto ogni accordo economico con l’Egitto. Obama li ha confermati.
  21. – come mai il dittatore Sisi non è il nuovo Hitler dei media occidentali, come è successo a Saddam Hussein, Gheddafi, Assad, ecc.? Forse perché sta dalla parte “giusta”? E’ il “nostro” Hitler?
  22. – i laici egiziani, che alle elezioni prendono percentuali a una cifra, hanno intenzione di ricorrere ai militari ogni volta che perdono le elezioni?

quando i soldati egiziani – in larga parte musulmani – decideranno che massacrare civili egiziani musulmani è contro la loro fede e la loro coscienza, non sarà solo al-Sisi a fare una brutta fine…hero

La crisi egiziana è l’ennesimo spolpamento di una nazione da parte del FMI e l’ennesima destabilizzazione sionista di una nazione confinante, realizzata grazie ad al-Sisi, grande amico della famiglia reale saudita, che gli ha regalato 12 MILIARDI di dollari.
L’esercito egiziano, come quello israeliano, è virtualmente parte della NATO. Ha armi NATO, soldi NATO, si esercita con la NATO. Il generale golpista è stato addestrato dalla NATO negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Israele e l’Egitto sono basi avanzate della NATO e sono pedine sacrificabili in vista di un disegno più vasto.

Non mi è invece chiara la strategia israeliana: sembra che stia compiendo un mucchio di passi falsi nella convinzione che siano quelli giusti. Pensano di essere molto più furbi di quello che sono, oppure lo sono veramente? Pensano davvero di essere loro a controllare la NATO?

Io penso che stiano mettendo a repentaglio la vita di milioni di ebrei, arabi, africani, “occidentali” innocenti. La stessa esistenza di Israele non è più certa. Perché collaborano con chi li vuole morti (es. i neocon, che vogliono far avverare l’Armagedon e Armageddon = distruzione di Israele)? Pensano che alla fine li faranno fessi? Io non prenderei mai un rischio del genere.

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Pepe Escobar ha scritto un bel pezzo in cui ricalca le “mie” posizioni MA, sul finale, si distacca e suggerisce che neppure Israele possa essere sicuro di quali siano le reali intenzioni di Sisi, che sembra più interessato al potere in quanto tale e quindi potrebbe anche disallinearsi, se gli convenisse.
Questa è un’opzione che non avevo considerato e può essere vera:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12204

Secondo me, finora, in tutte le analisi, manca la questione chiave. Sappiamo che neocon e liberal stanno combattendo la loro guerra civile americana non dichiarata in tutto il mondo e specialmente in Siria e in Egitto. I neocon vogliono lo scontro finale con l’Iran e i BRICS, i liberal preferiscono le rivoluzioni colorate, perché sanno che l’America perderebbe una guerra del genere.
Questo golpe è stato festeggiato dai neocon e quindi dovrebbe essere una sconfitta per Obama, che infatti viene sbeffeggiato dai manifestanti pro-golpe con manifesti che lo chiamano “la puttana di Morsi” (!!!).
Ma, se diamo ragione a Escobar, chi può dirsi certo che Sisi non cambierà alleanze?
E, dopo i massacri, perché i Fratelli Musulmani dovrebbero fidarsi di Obama?
Può succedere ancora di tutto, ma una cosa mi pare certa: non è un golpe anti-NATO, perché neocon e liberal sono pro-NATO e l’esercito egiziano non esisterebbe senza la NATO

L’Egitto, i bulldozer, le vittime della repressione, l’orrore del golpe – per tutti quelli che “il golpe era il male minore” (lo dicevano anche Videla e Pinochet)

La Tienanmen egiziana (700 morti – stima Reuters/New York Times) – mai complici del fascismo!

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Sono a Rabaa – scene di caos e un gran numero di morti. Ospedali da campo pieni di corpi e feriti gravi. Cecchini sparano sulla gente. Non è una operazione di rimozione degli occupanti, è un massiccio assalto militare condotto anche con mitragliatori contro civili in gran parte disarmati.

Tom Rayner, corrispondente per Sky News, twitter

Poliziotti e soldati stanno sparando sui reporter.

Erin Cunningham, inviata per il Global Post

… In realtà noi crediamo che l’amministrazione Obama sia complice del colpo di stato militare, come lo è stata in passato sostenendo la dittatura di Mubarak. È forse il compito dell’esercito “ripristinare la democrazia”? Kerry accetterebbe che il Segretario alla Difesa Hagel intervenisse per rimuovere Obama se si volgessero delle massicce proteste negli Stati Uniti? L’esercito degli Stati Uniti congelerebbe la costituzione e smantellerebbe congresso e senato? Potrebbe nominare un presidente di sua scelta? Questa retorica è molto allarmante, gli americani dovrebbero opporsi ad un’amministrazione che corrompe i loro valori appoggiando la tirannia e la dittatura.

Gehad El Haddad, portavoce dei fratelli musulmani

Il mio sostegno al movimento 30 giugno in opposizione a Morsi è cambiato dopo il colpo di stato militare, che si contrappone a tutte le conquiste e valori della rivoluzione del 25 gennaio. La sua natura mi è diventata chiara quando ho visto l’uccisione di manifestanti, la carcerazione, sequestro e sparizione forzata di migliaia di oppositori del colpo di stato e la chiusura di canali televisivi via satellite. Chiaramente i leader del colpo di stato militare hanno qualcosa da nascondere gli occhi attenti del mondo…. Forse uno dei pochi aspetti positivi del colpo di stato è che ha screditato l’asserzione che lo Stato fosse stato occupato dai fratelli musulmani sotto Morsi. I ministri incaricati della difesa, degli affari interni e esteri e molti altri ministri e titolari di alti incarichi di governo, sono tra i sostenitori del colpo di stato. Sono stati nominati dal Morsi, ma sono tutti oppositori del presidente, del suo partito e della sua comunità…. Le ripercussioni del colpo di stato sulle nascenti democrazie nel mondo arabo saranno distruttive. La gente potrebbe presto perdere la fiducia nel processo democratico, spianando la strada alla rinascita di gruppi estremisti. È terribile immaginare le conseguenze a lungo termine della frustrazione nei confronti della democrazia. Al-Qaeda e i suoi simpatizzanti hanno sempre deriso i Fratelli musulmani, dicendo che nessuna soluzione poteva venire dalle urne, ma solo attraverso proiettili. Il colpo di stato serve a rafforzare i radicali, interrompendo il corso del cambiamento pacifico.

Tawakkul Karman, Nobel nel 2011 per la sua “battaglia non violenta a favore della sicurezza delle donne e del loro diritto alla piena partecipazione nell’opera di costruzione della pace”. Uno dei pochi Nobel per la Pace dissidenti

Egyptian security forces clear protest camps loyal to ousted President Mohamed Morsi, Cairo, Egypt - 14 Aug 2013

Ancora oggi ci sono in giro apologeti degli eccidi egiziani, come ce n’erano nel 1989 in Cina.

Siete spregevoli ora, come erano spregevoli i vostri predecessori. Come quelli che si esaltano per la distruzione della Siria, purché vinca la sua parte preferita e magari invocano un intervento armato: distruggere una nazione per poterla salvare!
La NATO in Siria e in Libia, le forze armate alleate della NATO in Egitto.

Con che coraggio condannate Assad e non al-Sisi, generale golpista? Solo perché i media vi hanno insegnato a disprezzare l’uno e ad apprezzare l’altro? E’ questa la vostra maturità cognitiva e morale? Bene vs. Male come nei Marvel Comics?

E voi, marxisti pro-golpe, siete d’accordo con le forze armate che arrestano gli operai delle acciaierie in sciopero?

http://menasolidaritynetwork.com/2013/08/12/egypt-appeal-for-solidarity-after-steel-workers-arrested-by-army/

Martin Rowson 16.08.13

Questo è il fascismo. Le reazioni (virtualmente inesistenti – perché Obama non ha minacciato di interrompere il gigantesco flusso di dollari che arriva annualmente all’esercito egiziano?) dei leader occidentali indicano che quello che sta succedendo in Egitto è un’anteprima di quello che accadrà in Occidente, se le popolazioni si ribelleranno all’austerità e alla dittatura dei mercati.

http://www.flickr.com/photos/mosaaberising/sets/72157635071774090/page2/

E’ quel che succede quando si arresta un presidente democraticamente eletto e lo si sostituisce con il capo delle forze armate. La situazione in Egitto non può essere risolta con eccidi a scadenza mensile (massacro dell’8 luglio, massacro del 27 luglio, massacro del 14 agosto). Il Medio Oriente e il Nord Africa sono in fiamme, l’Europa del sud è in bancarotta. L’Occidente sta militarizzando le sue forze di polizia e smantellando welfare e stato di diritto. Chi dobbiamo ringraziare se non la mafia finanziaria che ha eliminato ogni contrappeso alla competizione più sfrenata dove i forti stabiliscono le regole con cui schiacciare i deboli e i deboli sono troppo divisi per opporsi allo stillicidio? La democrazia sta scomparendo e le guerre si moltiplicano, prevedibilmente. L’unica via di uscita è eliminare le divisioni di classe, etnia, fede, ecc. e unire il genere umano contro questa minaccia esistenziale.

Euronews mostra cecchini mascherati sui tetti che sparano sulla folla, inclusi i reporter e cameraman egiziani e stranieri, uccidendo civili disarmati.

Dei 18 nuovi governatori provinciali nominati in questi giorni, la metà è composta di generali in pensione.

Tutto questo dimostra che Karman ha ragione. La stupefacente facilità e rapidità con cui i generali si sono ripresi l’Egitto mostra non c’era assolutamente alcuna possibilità che i Fratelli Musulmani potessero instaurare una dittatura, come gli oppositori li hanno accusati di voler fare: l’esercito non ha mai perso il controllo del paese. Hanno solo atteso il momento giusto per mettere fuori gioco i loro unici oppositori, i fratelli musulmani.

I quali, tra l’altro non hanno aggiunto alcun articolo islamico alla Costituzione. Le clausole aggiuntive sono state inserite dal Partito Nour degli islamisti radicali, che è schierato coi liberali nella lotta contro i fratelli musulmani (!!!).

Sorprendentemente (o forse no, forse ci vorrebbe più cinismo nei confronti della maggioranza degli occidentali) molti, in Occidente, non si chiedono come mai i nemici di Al-Qaeda siano quasi sempre i nemici di Washington

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/02/14/le-singolari-antipatie-di-al-qaeda/

e come mai i nemici dei salafiti siano quasi sempre i nemici di Israele

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/24/leader-della-rivolta-anti-assad-condivide-le-mie-preoccupazioni-sulla-siria/

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Morsi ha un dottorato in scienze dei materiali preso negli Stati Uniti, dove ha anche insegnato per un paio di anni.

Il generale golpista al-Sisi, addestrato negli Stati Uniti e nel Regno Unito, addetto militare egiziano in Arabia Saudita, ha una moglie  che indossa il niqab.

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È da almeno un anno che circolano voci di una sanguinosissima guerra civile/rivoluzione nel futuro dell’Egitto e in effetti questo sembra proprio il preludio. Gli egiziani hanno dimostrato una grandissima maturità nel 2011 e anche ora, scegliendo la strada della protesta nonviolenta. A me pare che abbiano dato una lezione di civiltà al mondo, anche se l’Occidente li tratta come umani di serie B.

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Mick Deane, ucciso dai cecchini, come pure Sohip Saad (fotografo) e Habiba Ahmed (giornalista)

Ma vedo che le cose si mettono sempre peggio.

Il generale golpista al-Sisi ha definito terroristi i suoi oppositori

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Egitto-dai-militari-appello-a-manifestazioni-venerdi-contro-il-terrorismo_32427199797.html

la Corte internazionale per i crimini nella ex-Jugoslavia ha stabilito che nessun generale jugoslavo è processabile se non esiste una prova inconfutabile che abbiano ordinato un massacro (Hitler sarebbe stato scagionato per mancanza di prove riguardo al suo ordine di perpetrare l’Olocausto) – sentenza che stabilità un precedente:

http://www.theguardian.com/law/2013/aug/13/hague-war-crimes-ruling-prosecutions-serb

Una domanda per il cosiddetto “campo laico” in Egitto: riuscirete ad assimilare i principi democratici o avete intenzione di ricorrere ai militari ogni volta che perdete le elezioni?

Altre decine di morti si sommano a quelle precedenti.

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cecchini sul tetto di uno degli edifici dell’intelligence egiziana

L’impressione è che qualcuno voglia istigare una guerra civile in Egitto, dividendo la popolazione lungo una frattura insanabile che va ben al di là della figura di Morsi e che potrebbe essere il preludio all’ennesima balcanizzazione/destabilizzazione semi-permanente di una nazione geostrategicamente fondamentale e scomoda.

Qualcuno vuole un Egitto frantumato, polarizzato, ridotto a un mosaico di settarismi, come la Libia e la Siria (e presto la Tunisia): un paese ingovernabile, diviso, debole, alla mercé dei suoi vicini.

Questo qualcuno ha trovato complicità tra i soliti privilegiati che hanno tutto da perdere da una redistribuzione delle risorse egiziane e da una progressiva opera di trasparenza sul passato regime e sulle sue connivenze.

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Chi potrà mai essere questo qualcuno?

La nomina dell’ambasciatore Robert S. Ford, già assistente di John D. Negroponte a Baghdad nel 2004/2005 e nominato a Damasco pochi mesi prima dello scoppio dell’insurrezione, nel 2011, è di pessimo auspicio: “Negroponte è una figura controversa per il suo coinvolgimento nei finanziamenti occulti ai Contras e l’occultamento degli abusi contro i diritti umani commessi da agenti addestrati dalla CIA in Honduras negli anni ottantahttp://it.wikipedia.org/wiki/John_Negroponte

http://www.nytimes.com/2013/08/05/world/middleeast/kerry-picks-former-syria-envoy-as-ambassador-to-egypt.html

Israele e l’esercito egiziano collaborano nel Sinai

http://www.repubblica.it/esteri/2013/08/10/news/egitto_gruppo_islamico_sinai_colpiti_da_raid-64581076/

e a Gaza

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Egitto-valico-Rafah-con-Gaza-chiuso-da-domani-per-fine-Ramadan_32470408039.html

Israele sta commettendo un errore fatale: destabilizzando ogni singolo paese confinante si ritroverà circondato da un odio inestinguibile. Prima o poi si formerà una coalizione di popoli arabi risoluti a porre fine una volta per tutte alle ingerenze sioniste, sconfiggendo Israele e costringendolo a più miti consigli. Purtroppo Israele non potrà mai accettare una sconfitta e la fine dei suoi sogni egemonici (cf. Grande Israele) e affonderà assieme ai suoi sogni di grandezza.

Intanto il Bahrein si prepara a classificare come terroristi i manifestanti contro il regime, con il sostegno dell’Arabia Saudita, nemica giurata dei fratelli musulmani e dell’Iran

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/08/12/il-bahrein-si-prepara-al-suo-tamarod-tra-nuovi-decreti-repressivi/680101/

Il precedente algerino si è concluso con 100mila morti – e non c’erano in ballo Suez e la Palestina-Sinai.

I fratelli musulmani non si faranno estromettere dalla vita politica egiziana senza lottare. Sanno che il loro futuro sarebbe la clandestinità, la persecuzione, la tortura, l’imprigionamento, la “sparizione”, come ai tempi di Mubarak e delle sue “forze di sicurezza” addestrate dall’FBI (gli americani pensano davvero che le stesse tecniche impiegate dalla CIA e dall’FBI all’estero non saranno mai impiegate contro di loro?):

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/wikileaks/8314475/WikiLeaks-Egyptian-torturers-trained-by-FBI.html

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Il golpe in Egitto è da considerarsi come un tentativo di congelare la Primavera araba. La Fratellanza ha perso il suo avamposto più importante. Nello stesso tempo i fondi finanziari a disposizione dell’Arabia Saudita, del Kuwait e degli Emirati superano di gran lunga le disponibilità del Qatar che sostiene i Fratelli. Eppure in tutto questo c’è la possibilità di una spirale nuova. Nel triangolo Iran (sciiti) – Arabia Saudita (salafiti) – Turchia (Fratellanza musulmana) può accadere un cambio di alleati piuttosto interessante. Se prima l’Arabia Saudita si univa in alleanza alla Turchia contro il pericolo sciita, ora la base della coalizione può cambiare. A fronte della «reazione» la Fratellanza e gli sciiti possono avvicinarsi. Inoltre la vittoria della reazione in Egitto non è per niente scontata. A differenza di Nasser il generale al-Sisi non ha una propria ideologia. Quanto ai leader liberali e tecnocrati, la loro autorevolezza non basta per mantenere il potere. L’attuale governo dipende dai troppo numerosi player esterni: i miliardari che desiderano far tornare non solo il capitale investito, ma farsi risarcire le perdite subite nella rivoluzione, i militari, i liberali, le minoranze religiose e i radicali – salafiti. Il governo, semplicemente, non potrà durare con tanti interessi da considerare inderogabili.

http://networkedblogs.com/O6y3B

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Obama NON ha tagliato i finanziamenti all’esercito egiziano, la Danimarca ha interrotto ogni forma di collaborazione con il regime golpista, l’Arabia Saudita lo copre d’oro

UN’INVEROSIMILE INTERPRETAZIONE ALTERNATIVA DEGLI EVENTI
L’esercito egiziano, che è sovvenzionato dal Pentagono-Casa Bianca e collabora con Israele in ogni circostanza, sarebbe intervenuto per bloccare una sovversione dell’Egitto da parte della NATO, che è controllata dal Pentagono-Casa Bianca…

http://aurorasito.wordpress.com/2013/08/15/stato-di-emergenza-in-egitto-per-sventare-la-sovversione-della-nato/

Gli islamofobi devono pur trovare un qualche appiglio per giustificare quasi 700 morti (più i 2-300 precedenti). La ragione implode, il fanatismo abbaglia l’intelletto.

I fatti sono che Al Nour (salafiti egiziani) ha appoggiato il golpe e continua a farlo anche dopo i massacri di musulmani:
http://www.grr.rai.it/dl/grr/notizie/ContentItem-811a63d0-b287-4178-9fa0-840a2b27862c.html
Gli islamisti salafiti (la destra islamica) sono alleati dei militari contro i fratelli musulmani, non ci si può girare intorno – le loro decisioni parlano per loro:

“Fanno parte del fronte di piazza Tahrir con i giovani Tamarrud soltanto per concorrenza islamica con la Fratellanza: pensano sia il modo migliore per conquistare i cuori e le menti dei tanti musulmani egiziani delusi da Morsi. Il richiamo alla purezza dell’Islam dei primordi da parte di un movimento come quello dei Salafiti che conta secoli di Storia non è argomento di poca suggestione per tutti quei credenti che devono confrontarsi con la corruzione e le storture del consumismo. Anche nel “laico” Egitto”.

http://www.geopolitica-rivista.org/22817/i-salafiti-in-ascesa-nellegitto-del-golpe-laico/

I nemici di Assad e di Hezbollah sono anche nemici di Morsi. Uno potrebbe farci qualche riflessione al riguardo…

Alfiere nero in sicurezza, bianchi in difficoltà – prossime mosse sulla scacchiera siriana

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Persino il Washington Post riporta la notizia che praticamente nessuna persona informata crede che esistano prove che il governo siriano abbia usato armi chimiche
http://www.washingtonpost.com/world/national-security/in-syrian-chemical-weapons-claim-criticism-about-lack-of-transparency/2013/06/20/fa799e6e-d925-11e2-a016-92547bf094cc_story.html?hpid=z1
http://nymag.com/daily/intelligencer/2013/06/did-syria-actually-cross-obamas-red-line.html

Agenti della Cia e membri delle forze speciali Usa hanno segretamente addestrato sin dall’anno scorso per mesi contingenti di ribelli siriani, insegnando loro ad usare armi anticarro e antiaereo. Lo afferma il Los Angeles Times, citando funzionari Usa e comandanti ribelli siriani, secondo cui l’addestramento ha avuto luogo in basi in Giordania e Turchia e sarebbe cominciato molti mesi prima della decisione formale di Barack Obama di fornire assistenza militare diretta agli insorti.
http://www.ansa.it/web/notizie/collection/rubriche_mondo/06/22/Siria-media-Cia-addestra-ribelli-mesi_8910163.html

Obama non vuole che vincano i ribelli. Uno stallo gli è più congeniale, per arrivare ad un governo di transizione e ad elezioni che farà in modo di vincere
https://now.mmedia.me/lb/en/commentaryanalysis/tactical-shift
http://www.dailystar.com.lb/Opinion/Columnist/2013/Jun-20/220951-barack-obama-is-not-after-a-military-defeat-of-bashar-assad.ashx#axzz2Wr1o6bWY

Nella zona di Idlib i ribelli controllano i campi ma il governo controlla i mulini. Hanno fatto un accordo: mandano il grano, il governo lo macina, se ne tiene una parte e il resto lo rispedisce indietro
http://in.reuters.com/article/2013/06/20/syria-rebels-trade-idINDEE95J06D20130620

L’alfiere nero Assad concede interviste ai media occidentali e si dimostra tranquillo e fiducioso, al punto da sminuire l’importanza della vittoria di Al-Qusair che invece, in Occidente, è stata annunciata come una svolta nella guerra sia dai sostenitori sia dai critici di Assad (l’ho fatto anch’io).

LiveLeak-dot-com-d97c553679bf-944423_480732258670250_1448349536_nsacche di resistenza nei pressi di Damasco accerchiate

LiveLeak-dot-com-fe4c1cb0ee88-untitled-2Aleppo contesa

Si fa beffe delle accuse circa l’uso del sarin: 150 morti si fanno molto presto con armi convenzionali. Chi potrebbe essere così stupido da usare delle armi di distruzione di massa per un risultato del genere, scatenandosi addosso l’ira del resto del mondo? [appunto!] E perché non hanno mostrato al mondo le loro prove così inoppugnabili? [appunto!]

scarfe-assad“Augmented reality” per i media occidentali del terzo millennio
(N.B. Se ci fosse stato Netanyahu al posto di Assad si sarebbero levate le accuse di antisemitismo nazistoide)

Assad ribadisce anche che nessuno leader resta in sella se la popolazione ce l’ha con lui: se diversi paesi confinanti e l’Occidente ti vedono come un nemico, difficilmente resti al potere in un paese in cui non godi di un ampio appoggio popolare [appunto!]

Intervista rilasciata al(la) Frankfurter Allgemeine Zeitung

http://www.faz.net/aktuell/politik/ausland/naher-osten/f-a-z-interview-with-bashar-al-assad-europe-s-backyard-would-become-a-terrorist-haven-12225367.html

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Mentre l’alfiere nero ostenta disinvoltura, sul solito Wall Street Journal un pedone bianco, l’immarcescibile falco neocon e filosionista John Bolton, uno dei protagonisti della stagione guerrafondaia della premiata ditta Bush&Cheney, accusa Obama di essere confuso, esitante, irrisoluto e di favorire la Russia che, a suo avviso, sta cercando….UDITE, UDITE…di conquistare l’egemonia globale!!!

http://online.wsj.com/article/SB10001424127887324798904578527060289564332.html

Siamo tornati alla minaccia bolscevica usata per giustificare l’imperialismo più becero (e senza logica, senza costrutto, senza prospettive). La classica inversione della realtà che è il tratto caratterizzante delle personalità psicopatiche: la Russia è l’aggressore, gli USA e Israele si stanno difendendo.

Se il giochetto funziona ci saranno decine di politici e banchieri idioti che eserciteranno pressioni sulla Casa Bianca che fanno in direzione diametralmente opposta a quelli che sarebbero i loro reali interessi. Obama questo lo sa bene e lo sa anche chiunque abbia tratto le dovute conclusioni dalla miserevole performance israeliana nel Libano del 2006 e dei ribelli/mercenari in Siria nella primavera del 2013. Per questo sta trascinando i piedi ed aggrappandosi ad ogni appiglio possibile (proteste in Turchia in parte sostenute e rinfocolate da operatori che rispondono agli ordini della Casa Bianca? Da che parte sta Soros?). Obama sta facendo un ottimo doppiogioco, per salvare se stesso e quindi gli Stati Uniti.

A dire il vero, lo scoppio di questa guerra è nell’interesse delle masse asservite allo status quo oligarchico, perché innescherà un effetto domino. Ma quanti di voi sono pronti a sacrificare milioni di vite asiatiche, africane (Egitto) ed euro-americane per un cambiamento che dovremmo invece conquistarci politicamente, con una mobilitazione generale?

Io resto contrario a questa guerra. Non mi piace vincere “facile”, non mi piace vincere grazie al sacrificio di milioni di innocenti.

 argument

L’alfiere bianco che si credeva regina (Israele) sta conducendo le danze e sopravvalutando enormemente la sua potenza e la sua influenza

http://world.time.com/2013/06/14/the-syrian-war-israel-and-u-s-coordinating-how-to-target-assads-arsenal/

Arriverà il momento in cui sarà sacrificato dal re bianco (Pentagono, non certo Obama). Momento alquanto vicino, visto che i mercenari in Siria, in quanto appunto mercenari, non saranno disposti a lasciarci la pelle nella disfatta e cercheranno di trovare altri sponsor in altre guerre (Niger? Nigeria?). Inoltre alle prossime elezioni è quasi certo che Assad, se si ripresenterà, non avrà rivali e sarà difficile spiegare all’opinione pubblica occidentale come delle elezioni monitorate dagli osservatori internazionali abbiano visto la vittoria del Tiranno.
Israele dovrà fare qualcosa prima delle elezioni del 2014 e sarà una sciocchezza, perché le sue difese sono coordinate con la NATO e quindi non è in grado di operare autonomamente in uno scenario di guerra regionale. La popolazione israeliana dovrebbe cominciare a rendersi conto che non può dare per scontata l’assistenza statunitense (es. Georgia e il mitomane Saakashvili, ora fortunatamente defenestrato).

Il re nero (Putin) è definito dai media occidentali come “internazionalmente isolato”, eppure il 60-80% dell’opinione pubblica occidentale, a seconda delle nazioni, disapprova la condotta dei propri governi. Nel G8 UK, Francia, Canada e USA spingono per un intervento armato. Forse sono loro ad essere isolati?
Putin è passato all’offensiva e non ha alcuna intenzione di bluffare o di bersi i bluff degli avversari. Sa perfettamente che una parte delle forze armate americane (e forse franco-inglesi) è contraria al coinvolgimento per ragioni strategiche, perché ne ha abbastanza di essere usata dai sionisti per fare il lavoro sporco senza trarne vantaggi sostanziali, perché la Turchia è già partita per la tangente e perché è conscia di cosa sia successo l’11 settembre e non ha perdonato Israele, anzi. Così il portavoce del re bianco (Obama) ha apparentemente approvato qualcosa che è stato descritto come un intervento, ma in realtà non ha promesso nulla di concreto. Mr. Vaghezza.

Il re nero deve solo aspettare le mosse bianche, sempre più a rischio di aggravare la propria già difficile posizione.

Omaggio ad Ahmadinejad – le parole che nessun politico italiano pronuncerà mai

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https://twitter.com/stefanofait

Rohani è stato definito “moderato” e “ragionevole” dalla stampa italiana. Le sue prime dichiarazioni:
1. Sanzioni ingiuste e ingiustificate;
2. Iran non sospenderà l’arricchimento dell’uranio;
3. Negoziati con gli Usa a condizione che riconoscano i diritti legittimi dell’Iran;
4. Iran contrario a ingerenze straniere in Siria;

Non vedo, francamente – e me ne compiaccio -, alcuna differenza rispetto al “grande demone” Ahmadinejad: l’uomo che ha promosso la causa della sovranità e dignità palestinese, che ha difeso il welfare, che voleva sviluppare l’economia iraniana, modernizzare il paese, ottenere una condanna delle politiche di Israele da parte delle Nazioni Unite, promuovere le donne in politica ai più alti incarichi, riformare le Nazioni Unite, contenere i costi della politica, denunciare i complotti della NATO e di Israele in Medio Oriente:
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/06/16/ex-ministro-degli-esteri-francese-uk-e-israele-non-usa-hanno-ordito-linsurrezione-siriana/
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/31/loccidente-e-la-destabilizzazione-della-siria-1957-2011-articolo-del-guardian/

…già, CHE SCHIFO!

 Ahmadinejad è stato accusato di populismo. Negli ultimi 40 anni, chiunque desideri fare qualcosa per i cittadini (es. investire in infrastrutture e in programmi di welfare) e arginare il potere delle oligarchie è condannato come populista dalle “democrazie” occidentali e dai loro media. L’Occidente è diventato una parodia orwelliana: la guerra (umanitaria) è pace, la schiavitù (flessibilità/precariato) è libertà, l’ignoranza (propaganda dei media) è forza, la democrazia è populismo, l’oligarchismo è democrazia e va esportato con la forza.

Ahmadinejad non ha mai dichiarato che l’Iran avrebbe distrutto Israele: si è limitato ad osservare che, continuando così, il sionismo avrebbe causato la sua distruzione, il che dovrebbe essere evidente a tutti e sottoscritto da tutte le persone che non hanno perso la bussola morale [«… questo regime occupante Gerusalemme è destinato a scomparire dalla pagina del tempo… » – «…per quanto concerne le atrocità israeliane nei territori occupati, il regime criminale che sta sfruttando la ricchezza dell’oppressa nazione palestinese e sta uccidendo innocenti da 60 anni, ha raggiunto la sua fine e sparirà dalla scena politica…» – chi non è d’accordo è meglio che si domandi quale sia la misura del lavaggio del cervello che ha subito].
È un ingegnere forse di discendenza ebraica persiana che ha evitato di creare un culto della personalità intorno a lui (Obamamania), è stato sindaco di Tehran (Obama diviene presidente senza l’esperienza necessaria a guidare la superpotenza egemone), usa i proventi petroliferi per varare una serie di programmi per aiutare disoccupati e giovani coppie (Obama ha salvato le banche zombie). Ha condotto una vita sobria (ogni tour di Obama costa decine di milioni di dollari).
Il suo slogan elettorale è “è possibile e possiamo farlo” (yes we can), si è battuto per eliminare il potere di veto delle grandi potenze sulle decisioni che riguardano l’intera umanità, ha promosso il legittimo e legale programma atomico civile iraniano a dispetto di sanzioni internazionali (che erano e restano illegali e un giorno saranno considerate un crimine contro l’umanità, come l’infame embargo all’Iraq). Ha continuato a finanziare Hezbollah (ritenuto un’organizzazione terroristica da quelle nazioni che si rifiutano di condannare le azioni terroristiche di Israele). Ha cercato di indebolire il potere dei conservatori in Iran e, per questo, lui ed i suoi fedelissimi sono diventati il bersaglio di una campagna prima denigratoria e poi giudiziaria per stroncare ogni prospettiva che un “Ahmadinejadista” arrivi di nuovo al potere. Ha fatto eleggere ad alti incarichi il maggior numero di donne nella storia dell’Iran (o della storia italiana). Nei confronti delle proteste di piazza non si è comportato diversamente da Erdogan, che non pare aver perso il sostegno delle democrazia occidentali, e meglio del governo del Bahrein o dello Yemen, alleati di ferro dell’Occidente.

Per tutte queste ragioni, la demonizzazione di Ahmadinejad da parte di governi alleati delle teocrazie e monarchie assolutiste del Golfo Persico e di Israele è una delle grandi infamie del nostro tempo.

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L’Occidente non ha voluto ascoltare questo discorso, rivolto da Ahmadinejad all’assemblea delle Nazioni Unite. Se omettessi di dire che sono le sue parole, qualcuno potrebbe credere che siano uscite dalla bocca di papa Francesco, o di un segretario generale dell’ONU più coraggioso ed indipendente degli altri.
Ora che la vendetta degli ayatollah si sta per abbattere su chi ha osato sfidarli
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Iran-Ahmadinejad-a-novembre-in-tribunale-per-denuncia-presidente-parlamento_32305219693.html

mi pare il momento opportuno per riproporre questo splendido appello all’umanità, che rimane tale a prescindere da ciò che uno possa pensare dell’ex presidente iraniano (giudizi non certo immuni dalla pesante ed unilaterale cappa mediatica occidentale).

“Le culture originali e preziose che sono l’esito di secoli di sforzi e sono il punto d’incontro dell’amicizia degli uomini e dei popoli e sono motivo di varietà e di ricchezza culturale e sociale sono minacciate ed in via di estinzione.
Con l’umiliazione e la distruzione sistematica delle identità culturali si propina alla gente un tipo di vita senza identità personale e sociale.
Le masse popolari non hanno mai desiderato fare conquiste ed ottenere con la guerra ricchezze mitiche. I popoli non hanno divergenze, non hanno avuto nessuna colpa nei fatti amari della storia, sono stati solo ‘le vittime’.
Io non credo che le masse musulmane, cristiane, ebraiche, induiste, buddiste ed ecc… abbiano dei problemi fra di loro. Loro si amano facilmente, vivono in una atmosfera di amicizia, e vogliono tutti purezza giustizia ed affetto.
In generale le richieste dei popoli sono sempre state positive e l’aspetto comune tra di loro, è la loro propensione per istinto verso la bellezza e le virtù divine ed i valori umani.
È giusto dire quindi che la responsabilità dei fatti amari della storia e delle condizioni inconvenienti di oggi, è della gestione del mondo e dei potenti del mondo che hanno venduto l’anima a Satana.
L’ordine mondiale di oggi è un ordine che ha le sue radici nel pensiero anti-umano dello schiavismo, nel colonialismo vecchio e nuovo, ed è responsabile della povertà, della corruzione, dell’ignoranza, dell’ingiustizia e della discriminazione diffusa in tutte le parti del mondo.
La gestione attuale del mondo ha delle caratteristiche ed io ne voglio citare qualcuna.
Primo: è basata sul pensiero materiale e per questo non sente il dovere di rispettare i principi morali.
Secondo: è basato sull’egoismo, l’inganno e l’odio.
Terzo: effettua una classificazione degli uomini, umilia certi popoli, usurpa i diritti di altri ed è basata sul dominio.
Quarto: è alla ricerca della diffusione del dominio attraverso l’intensificazione delle divisioni e delle divergenze tra i popoli e le nazioni.
Quinto: cerca di concentrare nelle mani di pochi paesi il potere, la ricchezza, la scienza e la tecnologia umana.
Sesto: l’organizzazione politica dei centri principali del potere mondiale, è basata sul dominio e sulla forza che un paese ha e che è superiore a quella di altri paesi. Gli enti internazionali pertanto sono centri per acquisire potere, ma non per creare pace e servire tutti i popoli.
Settimo: il sistema che domina il mondo è discriminatorio e basato sull’ingiustizia.
Come deve essere il nuovo ordine mondiale?
Amici e colleghi cari!
Cosa bisogna fare? Qual’è la soluzione? Non c’è dubbio che il mondo ha bisogno di nuovo pensiero e nuovo ordine. Un ordine in cui:
1- L’uomo venga riconsiderato la più eccelsa creatura divina e ad esso venga riconosciuto il diritto di avere una vita caratterizzata da aspetti sia materiali che morali e venga riconosciuto il valore elevato della sua anima e venga riconosciuta legittima la sua propensione istintiva alla giustizia ed alla verità.
2- Invece dell’umiliazione e della classificazione degli uomini e delle nazioni, si pensi alla rinascita della dignità e del carattere sacro dell’uomo.
3- Si cerchi di creare, in tutto il mondo, pace, sicurezza stabile e benessere.
4- La nuova struttura venga costruita sulla base della fiducia e dell’amore tra gli uomini, si cerchi di avvicinare i cuori, le menti, le mani ed i governanti imparino ad amare la gente.
5- Venga applicato un unico standard nelle leggi e tutti i popoli vengano presi in considerazione alla pari.
6- Coloro che gestiscono il mondo si sentano al servizio della gente e non superiori alla gente.
7- La gestione venga considerato un incarico sacro affidato dalla gente alle persone e non una opportunità per arricchirsi.
Come si realizza il nuovo ordine?
Signor Segretario, Signore e Signori!
– Un ordine del genere può realizzarsi senza la cooperazione di tutti alla gestione del mondo?
– È chiaro che queste speranze avranno una probabilità per avverarsi solo quando tutte le nazioni inizieranno a pensare in dimensione internazionale e saranno seriamente decise a partecipare all’amministrazione del mondo.
– Con l’aumento del livello di consapevolezza, ci sarà sempre una maggiore richiesta per una nuova gestione del mondo.
– Questa è l’era dei popoli e la loro volontà sarà determinante per il domain del mondo.
Pertanto è degno un impegno collettivo in queste direzioni:
1) Fare affidamento al Signore ed opporsi con tutta la forza alle ambizioni ed a coloro che vogliono più di quanto spetta loro per isolarli ed indurli a rinunciare al vizio di voler decidere al posto dei popoli.
2) Credere nell’aiuto divino e cercare di compattare ed avvicinare le comunità umane. I popoli ed i governi eletti dai popoli devono credere fermamente nelle proprie capacità e devono avere la forza per lottare contro il sistema ingiusto vigente e difendere i diritti umani.
3) Insistere nell’applicazione della giustizia in tutte le relazioni e rafforzare l’unità e l’amicizia, ampliare le relazioni culturali, sociali, economiche e politiche nell’ambito delle ong e delle organizzazione specializzate, in modo da preparare il terreno fertile per l’amministrazione collettiva del mondo.
4) Riformare la struttura dell’Onu sulla base degli interessi di tutti ed il bene del mondo intero. Bisogna ricordare che l’Onu appartiene a tutti i popoli e per questo discriminare i membri è una grande offesa alle nazioni. L’esistenza di differenze, vantaggi, diritti e privilegi non può essere accettabile, in nessuna forma ed in nessuna misura.
5) Cercare di produrre leggi e strutture basate sempre più sulla letteratura dell’amore, della giustizia e della libertà. L’amministrazione collettiva del mondo è una garanzia per la pace stabile”.
http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/113960-onu-ahmadinejad-propone-nuovo-rinascimento,-%E2%80%98ricollocate-al-centro-dell%E2%80%99universo-l%E2%80%99uomo-e-la-sua-dignit%C3%A0%E2%80%99-discorso-completo

Scemo e più scemo alla campagna di Siria, ovvero scemo di guerra

Scemo di guerra

https://twitter.com/stefanofait

Cosa intendiamo fare rispetto al problema che nel nostro [sic!] mondo di oggi c’è un leader dittatoriale e brutale che sta usando armi chimiche sotto il nostro naso contro il suo popolo?

David Cameron, aspirante criminale di guerra, giugno 2013

Il regime di Saddam Hussein è spregevole, sta sviluppando armi di distruzione di massa e non possiamo permetterglielo. È una minaccia per il suo popolo e per la regione e, se gli sarà concesso di sviluppare queste armi, diventerà una minaccia anche per noi.

Tony Blair, criminale di guerra, aprile 2002

Il governo siriano ha usato armi chimiche contro i ribelli: è la conclusione a cui sono giunte le autorità americane ed europee secondo quanto riporta il New York Times. Le autorità militari americane propongono una ‘no fly zone’ in Siria al fine di armare i ribelli e proteggere i rifugiati. Lo riferisce il Wall Street Journal citando una funte dell’amministrazione Obama.

Ansa 14 giugno

“Non è chiaro come l’amministrazione Obama sia giunta a queste conclusioni definitive circa l’uso di armi chimiche in Siria”.

http://www.nytimes.com/2013/06/14/world/middleeast/syria-chemical-weapons.html

Se non è chiaro è perché sono stronzate.

Quel che è chiaro è che ci stanno trattando come:

Scemo-e-più-scemo-locandina

Un funzionario dell’amministrazione Obama si affretta a specificare che “sarà una no-fly zone limitata che non richiederà la distruzione delle batterie anti-aeree siriane”. Messaggio ai russi: non vi attaccheremo.

Qualcuno mi sa spiegare come sia possibile istituire una zona d’interdizione al volo su uno stato sovrano senza attaccare la sua contraerea?

AGGIORNAMENTO: Rhodes ha precisato che non c’è alcuna intenzione di imporre una zona di interdizione di volo e non ha chiarito che tipo di supporto militare intende fornire
http://nbcpolitics.nbcnews.com/_news/2013/06/13/18940169-us-offers-syrian-rebels-military-support-alleges-assad-used-chemical-weapons?lite

Quindi il New York Times e il Wall Street Journal hanno gonfiato e distorto la notizia, citando una fantomatica fonte interna all’amministrazione che o parla a titolo personale e quindi dovrebbe essere rimosso, oppure rivela la duplicità di Obama. Sospetto che questo funzionario non esista, oppure che Obama non sia veramente padrone di casa nella Casa Bianca. E’ un’ulteriore prova del fatto che Obama è estremamente riluttante e che la lobby della guerra controlla buona parte dei media e non solo.

Per come la vedo io questo non è un tentativo di Obama di distrarre l’attenzione dallo scandalo datagate. Mi pare più plausibile che Obama sappia che questa guerra è un’idiozia e stia concedendo ai neocon-sionisti-anglo-francesi solo il terreno che gli serve per allontanare la prospettiva dell’impeachment e quindi dell’avvento di un presidente guerrafondaio e apertamente dispotico. Ma se i lealisti non si affrettano a porre fine alla guerra civile (sviluppo certamente non auspicato da Obama, perché sarebbe una vittoria russo-iraniana), si avvererà lo scenario pronosticato da Brzezinski, che è totalmente contrario all’intervento: contagio dell’intera regione; conflitto con l’Iran; Russia e Cina coinvolti per ridimensionare l’egemonia americana e per ristabilizzare Medio Oriente a loro vantaggio:

http://swampland.time.com/2013/05/08/syria-intervention-will-only-make-it-worse/

Non è stata presentata alcuna prova dell’uso di armi di distruzione di massa da parte dell’esercito regolare siriano, mentre sono stati arrestati in Turchia degli insorti siriani che preparavano un attentato chimico. La cosa non sembra interessare i governanti ed i media occidentali che hanno cancellato quella notizia dal panorama dell’informazione italiana (Democrazia? Informazione obiettiva e pluralista? Puah! Per noi straccioni basta la propaganda: ci siamo bevuti Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, le larghe intese, la riforma elettorale, la luce in fondo al tunnel, ecc.):

http://qn.quotidiano.net/esteri/2013/05/30/896917-siria-opposizione-minaccia-non-partecipare-conferenza-pace-turchia-ribelli-gas-nervino.shtml

Finora pretendono che ci fidiamo ciecamente di politici che fin dall’inizio volevano la guerra e che hanno spudoratamente mentito sull’austerità e l’assenza di una qualunque alternativa al taglio dei nostri diritti sociali sanciti dalla dichiarazione universale dei diritti umani, come hanno mentito sul vasto consenso popolare siriano per il cambio di regime (se i ribelli sono in rotta è perché i siriani hanno potuto constatare che Assad è il male minore).

Vogliono che entriamo in una probabile guerra mondiale senza fornirci alcuna prova, solo sulla parola. Alcuni di noi andranno a morire sulla fiducia, altri vedranno un’esplosione del costo della vita e la dovranno sopportare passivamente, sulla fiducia.

Hagel, Biden, Kerry, Rice erano pro-guerra in Iraq e ora sono pro-guerra in Siria. Obama li ha nominati per guadagnare tempo ed allentare la pressione neocon su di lui ma sa, come il suo mentore Brzezinski, che l’escalation militare in Siria sarebbe un suicidio per la NATO. Non è un pacifista o un democratico, è semplicemente un pragmatico che non vuole la fine dell’egemonia globale americana, che sarebbe la conseguenza certa di una sconfitta in Medio Oriente.

Domandiamoci perché il rapporto su uso delle armi chimiche in Siria non era convincente prima ma lo è diventato adesso?

Forse perché i lealisti stanno riprendendo il controllo di Aleppo?

Magari perché non è stato possibile inventarsi qualche orribile eccidio nelle ormai numerose città riprese dal regime e visitate dai giornalisti occidentali?

Perché gli americani e gli israeliani usano il fosforo bianco e l’uranio impoverito e nonostante questo si sentono autorizzati a stabilire a loro discrezione linee rosse da non oltrepassare?

Questa è una guerra decisa dal Bilderberg, che nel 2012 aveva appoggiato la candidatura di Romney proprio perché garantiva l’escalation e che ora, verosimilmente, ha approvato l’offensiva anti-Obama:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/06/07/la-siria-e-il-golpe-anti-obama-il-momento-monica-lewinsky-di-obama/

Gli oligarchi sanno benissimo che una solida maggioranza dell’opinione pubblica di ogni paese NATO (specialmente negli USA e Regno Unito) è contraria all’intervento militare in Siria (figuriamoci nelle altre nazioni) ma…come dire…se ne fottono.

A voi vi hanno detto che le proteste di massa turche sono iniziate per difendere degli alberi, quando invece risalgono all’attentato nella cittadina turca di Reyhanli che Erdogan ha imputato ad Assad, come se quest’ultimo fosse così scemo da cercare rogne con la NATO uccidendo civili del suo stesso gruppo etnico senza alcun obiettivo strategico (nessun convoglio, nessuna base degli insorti, nessun deposito d’armi, niente). I turchi sono meno scemi di noi e hanno fatto partire le manifestazioni contro il governo. In caso di attacco turco alla Siria capirete presto se sono gli alberi al centro dei loro pensieri. Il parco ha catalizzato il risentimento, ma le motivazioni trascendono le ansie ecologiste ed estetiche:

http://www.foreignpolicy.com/articles/2013/06/11/how_the_war_in_syria_has_helped_to_inspire_turkeys_protests?wp_login_redirect=0

Se vivessi in un mondo in cui i giornalisti fanno il loro dovere non dovrei perdere tempo con queste cose.

*********
A proposito di Coluche e Grillo:
Il 30 ottobre del 1980, in un periodo critico per la Francia,in cui la disoccupazione e l’inflazione galoppavano, durante una conferenza stampa presso il théâtre du Gymnase annunciò di volersi candidare alle elezioni presidenziali francesi del 1981. Tutti pensavano stesse scherzando, anche se in seguito perfino alcuni intellettuali del calibro di Pierre Bordieu, Félix Guattari e Gilles Deleuze presero a sostenerlo accaloratamente; abbandonò il progetto a causa delle forti tensioni scatenate dai sondaggi a lui favorevoli (alcuni dei quali rilevarono fino al 16% dei consensi). In tale occasione, il suo collaboratore René Gorlin fu assassinato, ed egli ricevette anche delle minacce. Per questo motivo, nell’aprile del 1981, annunciò il suo ritiro dalla candidatura.
http://it.wikipedia.org/wiki/Coluche

La Siria e il golpe anti-Obama (il “momento Monica Lewinsky” di Obama)

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Fighting Eagles

perfetta metafora dello scontro mortale (per gli USA) tra neocon (male maggiore) e obamiani (male minore)

RICAPITOLANDO

– gli insorti (e mercenari) stanno perdendo terreno così rapidamente e rovinosamente che entro la fine dell’estate potrebbero subire la sconfitta definitiva;

– Francia, Regno Unito (incluso il solito Tony Blair), Arabia Saudita, Qatar, Erdogan (Turchia) e Israele vogliono intervenire direttamente in Siria, ossia sono pronti ad entrare in guerra con la Russia e l’Iran (tanto per cominciare);

Obama e Putin (e tutti i BRICS), in questo momento, sono alleati per evitare uno scontro dalle conseguenze imprevedibili (come USA e Unione Sovietica al tempo della Crisi di Suez). Ogni volta che Fabius o Hague parlano di prove certe che Assad ha usato le armi chimiche, gli americani (e le Nazioni Unite) li smentiscono ribattendo che sono tutt’altro che certe (la dottrina Brzezinski impone di evitare in ogni modo uno scontro militare diretto, considerandolo controproducente per gli interessi americani);

– Francia e Regno Unito sono isolati nell’Unione Europea: gli altri paesi non vogliono un’escalation;

– la BBC è forsennatamente pro-intervento, il Telegraph si è schierato contro: sono i media più filo-establishment e rispecchiano le fratture interne allo stesso governo inglese e al Parlamento;

– Erdogan deve fronteggiare proteste interne che gli impediscono di agire in Siria (sommovimenti spontanei  successivamente “carburati” dalla fazione anti-guerra in Turchia e nella NATO?);

– nelle prossime settimane l’offensiva anti-Obama, cominciata con l’attentato di Bengasi e il “film” anti-islamico (probabilmente entrambi degli inside job dei neocon che speravano di far vincere Romney), continuerà, fino all’impeachment, o peggio. Non a caso si parla già di Verizon-gate, si paragona Obama a Nixon e gli si dà il nomignolo di “Grande Fratello Barack” (anche se la raccolta dei metadati è prassi purtroppo comune in Occidente, ufficialmente o non ufficialmente, ed è certamente legale negli USA). Finché avete una batteria nel cellulare, siete monitorabili e monitorati. Queste sono cose note da tempo e tutto questo improvviso cancan è sospetto. Il New York Times titola: “L’amministrazione ha perso credibilità”, l’Huffington Post: “George W.Obama”, il Washington Post lo accusa di spiare milioni di email ed evoca anche il PRISM-GATE (altra prassi per nulla sorprendente) – i neocon e i sionisti lo odiano per le purghe post-rielezione (Notte dei lunghi coltelli americana) e perché si ostina a sabotare i loro intenti guerrafondai, che invece godono dell’approvazione del Bilderberg fin dal 2012

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/05/19/obama-non-vuole-questa-guerra-libero-lo-definisce-burattino-di-mosca/

due blockbuster di Hollywood “avvisano” il presidente dei rischi che corre (i neocon preferirebbero uno dei loro alla presidenza):

Unitevi e impegnatevi a non deporre le armi e a non lasciare le vostre trincee fino all’insediamento in Oriente di uno Stato islamico che apra alla restaurazione del califfato

Ayman al Zawahri, leader di al-Qaeda, ai ribelli siriani

La Francia ha fornito degli elementi di prova che ora obbligano la comunità internazionale ad agire. Ma possiamo agire solo nel quadro della legalità internazionale

François Hollande 5 giugno 2013

Elementi armati finanziati e riforniti da Arabia Saudita e Qatar sono stati presenti fin dall’inizio dell’insurrezione. Il loro scopo fondamentale non aveva nulla a che fare con i diritti umani e la tutela delle minoranze. Intendevano destabilizzare e distruggere il presidente Assad, alleato dell’Iran nella regione, e quindi assicurare il dominio saudita. In che misura Gran Bretagna e Stati Uniti ne sono stati complici? È difficile giudicare. Quel che si può dire con certezza è che negli ultimi dieci anni il Medio Oriente, e in qualche misura il mondo islamico, si è scisso in due fazioni armate. Da una parte ci sono l’Arabia Saudita e gli Stati del Golfo, appoggiati dagli Stati Uniti e (tacitamente) da Israele. Nell’imbarazzo generale, al-Qaeda si è posizionato saldamente al loro fianco. Noi non siamo dalla parte della democrazia. Come Sir Peter Tapsell ha accennato nel suo discorso alla Camere dei Comuni, la Gran Bretagna ha sostenuto al 100 per cento la fazione sunnita – Arabia, Stati del Golfo, e al-Qaeda – nella sua lotta sempre più sanguinaria e terrificante contro l’Islam sciita. Ci possono essere alcune valide ragioni per farlo, ma desidero che il primo ministro torni a confrontarsi con il mondo reale, spiegando pubblicamente quali esse siano.

Editoriale killer del quotidiano pro-establishment Telegraph, intitolato “Cameron ci può spiegare perché siamo alleati di Al-Qaeda?

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/syria/10100943/Can-David-Cameron-explain-why-he-has-put-us-on-al-Qaedas-side.html

Gli eventi in Siria stanno favorendo l’Iran. Il regime di Assad sta vincendo, la guerra ha reso l’Iran più confidente nei suoi progetti atomici, e i successi iraniani imbarazzato gli alleati degli Stati Uniti che sostengono la rivolta siriana.

Analisi di Bloomberg dal titolo: “l’Iran ha la meglio sugli USA nella guerra siriana per procura

http://www.bloomberg.com/news/2013-06-04/iran-outmaneuvers-u-s-in-the-syrian-proxy-war.html

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verde: kurdi (stanno con chi vincerà) – viola: ribelli – giallo: lealisti – grigio: aree contestate – bianco: aree desertiche o semi-desertiche di nessun valore strategico

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All’inizio dell’offensiva su Qusayr, centro-ovest, vicino al confine libanese (qui era ancora verde). Ora le truppe siriane si dirigono alla volta di Rastan e si stanno ammassando intorno ad Aleppo.

Solo un quarto degli americani e dei britannici appoggia i ribelli

http://blogs.wsj.com/washwire/2013/06/05/poll-finds-little-support-for-arming-syrian-rebels/

http://www.guardian.co.uk/world/2013/jun/01/syria-hague-arms-intervention-military

donne siriane si arruolano volontariamente dalla parte di Assad per impedire agli jihadisti di vincere ed imporre la Sharia (gli insorti le chiamano “puttane di Assad”) – Reuters

http://news.yahoo.com/assads-syria-women-small-symbolic-part-fighting-force-140459920.html

jihadisti massacrano e saccheggiano le comunità cristiane:

http://www.fides.org/it/news/52904-ASIA_SIRIA_Villaggi_cristiani_nell_area_di_Homs_invasi_e_devastati_da_bande_armate#.UbBjMNh4NQE

e intascano dazi (pizzo) e riscatti “per la rivoluzione contro Assad”

http://www.fides.org/it/news/41528-ASIA_SIRIA_L_Arcivescovo_Hindo_le_tangenti_per_la_rivoluzione_delle_milizie_anti_Assad#.UbBjfNh4NQE

Per due anni certi analisti molto ascoltati dai media occidentali ci hanno assicurato almeno un paio di volte al mese che Assad aveva le settimane contate.

Invece l’offensiva primaverile dell’esercito siriano ha recentemente riconquistato Al-Qusayr, roccaforte dei ribelli e centro di enorme importanza strategico-logistica e ha già avviato l’offensiva finale su Aleppo e Homs, le due grandi città siriane che dall’inizio del conflitto sono diventate un fronte di guerra.

http://www.lastampa.it/2013/06/05/esteri/siria-cade-qusayr-insorti-in-rotta-assad-e-hezbollah-puntano-su-aleppo-Mm2HaYhSONjX6IvsysypyN/pagina.html

Negli ultimi due mesi gli insorti hanno perso ogni singolo scontro significativo

http://www.guardian.co.uk/world/2013/jun/05/syria-president-assad-forces-qusair

Vale la pena notare che ogni città ripresa (liberata?) dall’esercito regolare siriano subisce un trattamento infinitamente migliore di quello riservato dagli americani a Falluja (o al Guatemala, o al Vietnam del Nord, o al Pachistan, ecc.) e dagli israeliani a Gaza o al Libano.

Vale anche la pena notare che ogni volta che l’esercito siriano registra un successo militare, i francesi o gli inglesi ritirano fuori l’accusa di uso di armi chimiche, per giustificare l’intervento della NATO, senza scomodarsi di spiegare perché l’Occidente dovrebbe appoggiare insorti e mercenari incapaci di accordarsi su alcunché (si accusano a vicenda di tradire la rivoluzione) e contrari a qualunque serio negoziato (chiedere come precondizione che Assad se ne vada significa rendere completamente futile ogni trattativa ginevrina):

http://www.iljournal.it/?p=473650

le Nazioni Unite accusano gli insorti di crimini di guerra e crimini contro l’umanità fin dal 2012 (e ancora oggi nessuno sa che fine facciano i soldati siriani prigionieri!!!):

http://www.lettera43.it/cronaca/onu-in-siria-commessi-crimini-contro-l-umanita_4367561309.htm

gli insorti si producono il loro sarin in Iraq:

http://www.aljazeera.com/news/middleeast/2013/06/20136117362322130.html

e cercano di usarlo in Turchia per coinvolgere un paese NATO (e quindi tutta la NATO) nella guerra in Siria:

http://qn.quotidiano.net/esteri/2013/05/30/896917-siria-opposizione-minaccia-non-partecipare-conferenza-pace-turchia-ribelli-gas-nervino.shtml

e in Siria per le stesse ragioni:

http://www.repubblica.it/ultimora/esteri/siria-carla-del-ponte-i-ribelli-hanno-usato-gas-sarin/news-dettaglio/4340112

che sono incapaci o non hanno alcuna intenzione di stabilire l’ordine nelle aree che occupano, abbandonate all’anarchia ed all’arbitrio (rapporto ONU documenta stupri, giustizia sommaria, tortura, saccheggi, contrabbando, rapimenti a scopo di estorsione, ecc.)

http://www.aljazeera.com/news/middleeast/2013/06/20136483110675340.html

Insorti possiedono armi chimiche:

http://brown-moses.blogspot.co.uk/2013/05/jabhat-al-nusra-photographed-with.html

Insorti sparano sui civili pro-Assad

http://news.sky.com/story/1091428/syria-civilians-come-under-fire-from-rebels

Insorti continuano a fare esplodere autobombe tra i civili (generalmente si chiama terrorismo e generalmente è un crimine condannato dall’Occidente e dalle Nazioni Unite)

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/05/15/Siria-esplosione-cuore-Damasco_8707378.html

Insorto si dedica entusiasticamente al cannibalismo

http://www.lettera43.it/cronaca/ribelle-mangia-cuore-l-opposizione-condanna_4367595083.htm

http://www.dazebaonews.it/primo-piano/item/18499-siria-video-choc-miliziano-squarcia-e-addenta-il-corpo-del-miliziano-morto

Insorti introducono tribunali islamici in ogni zona “liberata”

http://uk.news.yahoo.com/islamist-rebels-execute-11-syrian-soldiers-massacres-video-080902244.html

Insorti combattono tra loro e si uccidono

http://www.news.com.au/breaking-news/world/rebel-groups-clash-in-northern-syria/story-e6frfkui-1226646000090

Il fatto indisputabile è che, come in ogni guerra civile, entrambe le parti sono colpevoli di atrocità. La differenza, in Siria, è che se vincessero i ribelli prenderebbero il potere gli jihadisti di al-Nusra, che sono la fazione di gran lunga più potente (numericamente e militarmente) e più determinata e che sono affiliati ad Al-Qaeda.

In effetti si potrebbe dire che in due anni Assad ha causato più danni ad Al-Qaeda della Guerra al Terrore degli ultimi 12 anni.

Perché gli anglo-francesi sono così ansiosi di entrare in guerra al punto da rischiare che il governo di Cameron cada per l’opposizione di alcuni suoi ministri e parlamentari della maggioranza? (quando persino la destra si oppone a una guerra c’è da riflettere)

http://www.independent.co.uk/news/uk/politics/david-cameron-faces-serious-cabinet-split-over-over-arming-syrian-rebels-8646433.html

Perché hanno capito che armare gli insorti non basta. La loro intelligence possiede le stesse informazioni dei servizi segreti tedeschi, che hanno riferito al loro paese che Assad è più forte che mai, la ribellione è sfilacciata ed isolata, sta perdendo terreno in tutti i settori chiavi, l’esercito regolare sta tagliando le sue linee di approvvigionamento

http://www.spiegel.de/politik/ausland/syrien-bnd-rechnet-mit-offensive-der-assad-truppen-im-buergerkrieg-a-901132.html

e questo può succedere solo perché una maggioranza di siriani appoggia il regime (governo?) con ancora maggior convinzione che nel 2012:

http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/jan/17/syrians-support-assad-western-propaganda

Ci hanno provato per 2 anni e occorre riconoscere che alcuni giornalisti del Guardian hanno fatto un lavoro superbo nel rivelare la natura delle iniziative di certi gruppi di interesse occidentali sponsor degli insorti siriani:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/11/il-bilderberg-2012-decide-le-sorti-della-siria-e-del-mondo-articolo-del-guardian/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/27/uninchiesta-del-guardian-ci-spiega-chi-ci-vuole-portare-in-guerra-e-perche/

come pure la stampa alternativa:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/01/sapete-chi-e-il-nuovo-leader-dei-ribelli-siriani-un-ex-lobbista-della-shell/

Chi è capace di aprire gli occhi ha capito, gli altri continuino pure a recitare la parte degli utili idioti (non saprei che altro termine usare di fronte a gente troppo pigra e intontita per informarsi adeguatamente)

Armare e finanziare gli insorti non basta, dicevamo:

http://www.lettera43.it/cronaca/siria-ft-dal-qatar-aiuti-per-3-miliardi-ai-ribelli_4367595482.htm

Senza una zona d’interdizione al volo (ZIV, no-fly zone) non hanno più alcuna chance. Ma i BRICS e gran parte dell’Unione Europea si opporranno e l’hanno già fatto sapere nei voti alle Nazioni Unite e nelle dichiarazioni pubbliche dei loro leader. Russia e Cina sono tutt’altro che isolate su questa questione:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/05/28/siamo-tutti-rossobruni-nazioni-unite-unione-europea-brasile-e-india-tutti-alleati-di-assad/

impeach-2

turarsi il naso e difendere Obama, il male minore

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/03/se-romney-vince-siamo-tutti-nel-guano/

https://twitter.com/stefanofait

La primavera turca manderà in fumo i piani NATO

Turkish Prime Minister Tayyip Erdogan gives a thumbs-up sign from the cockpit of the Turkish Primary and Basic Trainer Aircraft "Hurkus" during a ceremony at the Turkish Aerospace Industries in Ankara

Migliaia di auto nella notte ad Ankara con i guidatori con la mano sul clacson, bandiere turche e ritratti di Mustafah Kemal Ataturk che sporgono dai finestrini, hanno invaso il centro per protestare contro la dura repressione oggi da parte della polizia delle manifestazioni contro il governo del premier Recep Tayyip Erdogan a Istanbul e in decine di altre città del Paese. Migliaia di manifestanti sono ancora concentrati nel centro della capitale turca. La polizia turca ha arrestato 939 persone in oltre 90 manifestazioni contro il governo in tutta la Turchia  (ANSA del 1 giugno)

Le proteste hanno ben poco a che vedere con la tutela di pochi alberi e molto a che vedere con il tradimento dell’eredità di Mustafa Kemal Atatürk, il padre della Turchia moderna, un grande uomo e grande leader che riuscì a sospingere una nazione imbarazzantemente arretrata e autoritaria verso una modernità fatta di laicità, democrazia e crescita economica. Il cammino era ben lungi dall’essere completato (non lo è per noi, figuriamoci se lo potrebbe essere per la Turchia), ma l’arrivo dei musulmani al potere ha invertito la rotta: neoliberismo, completo asservimento della politica estera agli obiettivi della NATO, islamizzazione della società, alleanza con Israele e Arabia Saudita, coinvolgimento diretto nel tentativo di effettuare un cambio di regime in Siria. Erdogan è stato rieletto unicamente in virtù dei suoi successi economici, ma la pacchia è finita e le conseguenze di una crescita realizzata con il doping finanziario si stanno per abbattere sulla Turchia. Queste proteste sono solo l’inizio ed è possibile che, per cavarsela, Erdogan scelga la via della guerra con la Siria, dopo l’ennesimo, ridicolo false flag, come questo:

Le forze speciali turche anti-terrorismo hanno arrestato 12 sospetti, membri del Fronte Al-Nusra, il gruppo affiliato di Al-Qaeda che è stato definito “il braccio più aggressiva e di successo” dei ribelli siriani, che si presume stessero preparando un attentato chimico nella città meridionale turca di Adana.
http://arabworld360.blogspot.it/2013/05/turkey-finds-sarin-gas-in-homes-of.html#.Uanovdh4NQE

Se lo farà, anche i suoi sostenitori lo abbandoneranno alla sua sorte.
In caso di conflitto, ci sarà una primavera europea. Meno di un quarto degli inglesi approva la decisione del proprio governo di fornire armi agli insorti siriani, figuriamoci come prenderebbero un costoso e sanguinoso coinvolgimento diretto delle loro forze armate:
http://www.guardian.co.uk/world/2013/jun/01/syria-hague-arms-intervention-military

nato-bases-in-turkey

BACIARSI IN PUBBLICO È CONTRARIO ALLA MORALE?

La stampa turca riferisce di incidenti registrati ieri sera ad Ankara, dove circa 200 giovani che si erano riuniti per una ‘protesta del bacio’ contro cartelli che esigevano il rispetto delle ”legge morali” nella metropolitana sono stati prima bloccati dalla polizia e poi attaccati da integralisti islamici…circa 30 giovani islamici aderenti all’Akp [partito al governo] che hanno cercato di separare le coppie usando anche violenza fisica. Un ragazzo che partecipava alla ‘protesta del bacio’ e’ stato ferito da una coltellata e ha dovuto essere ricoverato. ”L’immoralita’ non e’ liberta”’ ha detto a Hurriyet un esponente dei giovani Akp, Celal Karaman. L’opposizione laica accusa Erdogan di seguire una ‘agenda occulta’ di reislamizzazione del paese.

http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2013/05/26/Turchia-islamici-polizia-contro-protesta-bacio-_8768262.html

TOLLERARE LIVELLI ALLUCINANTI DI VIOLENZA DOMESTICA SULLE DONNE È MORALE?

A luglio del 2011 le Nazioni Unite hanno pubblicato un dossier sulla Turchia, nel quale si legge che il paese della Mezzaluna ha la maglia nera rispetto all’Europa e agli Stati Uniti quanto a violenze domestiche sulle donne. Il 39 per cento delle donne turche ha patito abusi psicologici e fisici all’interno delle mura domestiche, contro il 22 per cento delle donne statunitensi e un range che va dal 3 al 35 per cento in Europa. Ciò dimostra che ad Ankara l’allarme è decisamente alto, visto che dai dati Onu risulta che peggio della Turchia ci sono solo i Paesi dell’Africa sub-sahariana e l’isola di Kiribati nel Pacifico…Secondo HRW circa il 42 per cento delle donne turche che hanno più di 15 anni e il 47 per cento di quelle che vivono nelle aree rurali del Paese hanno sperimentato sulla loro pelle abusi e violenze domestiche di ogni genere, da quelle fisiche a quelle psicologiche…Le contraddizioni del governo e la sua risposta “inconsistente” per prevenire gli abusi sulle donne è però lo specchio fedele dell’ambivalenza che regna all’interno della società turca in merito alla questione di genere. Molte persone in Turchia sono convinte che “il successo delle donne rappresenti il fallimento della famiglia“. Queste persone sono generalmente di credo islamico e hanno una visione tradizionalista (e maschilista) della società…Recep Tayyip Erdogan ha lanciato un appello accorato a tutte le famiglie turche affinché abbiano “almeno tre figli“, perché – secondo il primo ministro – “la forza di una nazione risiede nelle sue famiglie e la forza delle famiglie risiede nel numero dei loro figli”. Un’immagine che riporta indietro nel tempo e che sottolinea l’immagine delle donne come mere “incubatrici” di pargoli che possano assicurare l’aumento del tasso di turchità della società. Ma Erdogan si è spinto anche oltre, legando la natalità all’economia: “Uno o due bambini significa bancarotta – ha detto – Tre bambini invece significa che stiamo migliorando”.

http://news.panorama.it/esteri/turchia-femminicidio-violenza-donne-erdogan-islam

935326_10151764553617985_1049257884_nhttp://occupygezipics.tumblr.com/

REPRIMERE CON LA VIOLENZA LE PROTESTE POPOLARI PACIFICHE È MORALE?

Era iniziata come una protesta di cittadini contra la distruzione di un parco, il Gezi Park di Taksim, e dei suoi 600 alberi, nel cuore di Istanbul. Ma il movimento si fa ogni giorno di più simile alle rivolte della stagione degli indignados di Madrid, Londra o New York. Da lunedì ogni notte, prima centinaia di giovani, ora migliaia, si accampano nel parco, per impedire la mattina ai bulldozer di sradicare gli alberi dell’ultimo polmone verde del cuore europeo della megalopoli del Bosforo, al posto del quale deve essere costruito un mega centro commerciale. All’alba ogni giorno i reparti anti-sommossa della polizia prendono d’assalto il parco, usando lacrimogeni, spray urticanti, cannoni ad acqua.

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/turchia_rivolta_gezi_park_governo_erdogan/notizie/286448.shtml

http://www.asianews.it/notizie-it/Istanbul-sconvolta-dalle-proteste-e-dalle-violenze-della-polizia-28080.html

DETENERE IL RECORD MONDIALE DI INCARCERAZIONE DI GIORNALISTI È MORALE?

La Turchia detiene il record mondiale di giornalisti in carcere. Lo dice un rapporto pubblicato oggi dal Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj), una Ong con sede a New York, secondo la quale nel Paese è in atto “una delle più vaste operazioni di repressione della libertà di stampa nella storia recente”.

il numero di giornalisti in prigione in Turchia oggi è superiore a quello di altri Paesi più repressivi, come l’Iran, l’Eritrea e la Cina”, afferma il Cpj.

Oltre alle retate di giornalisti con il pretesto delle lotta al terrorismo, l’ong denuncia anche “tattiche di pressione per convincere all’autocensura” nelle redazioni. Il Cpj ha anche fatto appello al premier Erdogan perché smetta di denunciare sistematicamente per diffamazione “i giornalisti critici”, di “disprezzarli pubblicamente” e di esercitare “pressioni su media critici perché adottino un tono più moderato”.

http://www.lastampa.it/2012/10/22/esteri/in-turchia-il-record-mondiale-di-giornalisti-in-carcere-sono-p3OdQkPmPNmxVjIZEuRRXO/pagina.html

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ALLEARSI CON ISRAELE E L’ARABIA SAUDITA E DESTABILIZZARE UN PAESE CONFINANTE INFISCHIANDOSENE DELLA VOLONTÀ POPOLARE È MORALE?

Se gli Stati Uniti proponessero una no-fly zone sulla Siria, noi risponderemmo subito di sì

Recep Tayyip Erdogan, premier turco (membro della NATO), intervistato dalla NBC

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/17/israele-e-turchia-mano-nella-mano-verso-labisso/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/25/labbattimento-dellaereo-turco-non-e-un-semplice-incidente-e-i-cittadini-turchi-non-vogliono-la-guerra/

Un sondaggio promosso dal popolare quotidiano Hurriyet ha confermato che, come indicato da diversi recenti sondaggi, la maggioranza della popolazione turca è fortemente ostile a un conflitto con Damasco. L’instant poll di Hurriyet ha rilevato un livello di opposizione al 55%. Recenti sondaggi hanno rivelato anche che una maggioranza della popolazione turca non approva la politica muscolare del premier islamico nazionalista Recep Tayyip Erdogan sulla crisi siriana e il suo dichiarato appoggio ai ribelli sunniti contro l’ex-amico Bashar al Assad.

http://www.lettera43.it/cronaca/turchia-siria-ankara-non-vogliamo-guerra_4367566771.htm

OPTARE PER UNA GESTIONE NEOLIBERISTA DELL’ECONOMIA È MORALE?

Economia in forte frenata, mentre la bolla creditizia continua ad espandersi, finanziata da un forte deficit commerciale (10% del PIL). Il debito privato è triplicato negli ultimi 4 anni: il governo prima ha chiesto ai turchi di consumare per far crescere il paese, poi dirà che sono vissuti al di sopra delle proprie possibilità. Faranno la fine della Spagna e del Regno Unito. Ed Erdogan è stato rieletto solo perché pareva aver trovato il modo di arricchire la popolazione (strappare alla povertà milioni di turchi).

http://online.wsj.com/article/SB10001424127887323296504578396200677967468.html

http://www.atimes.com/atimes/Middle_East/MID-01-230413.html

Chi salverà la Turchia dalla bancarotta?

http://www.bloomberg.com/news/2013-05-30/rally-ending-as-bernanke-exit-seen-matter-of-time-turkey-credit.html

http://blogs.wsj.com/emergingeurope/2013/05/30/oecd-offers-skeptical-view-of-turkey/

FARE IN MODO CHE ALL’AUMENTO DEL BENESSERE IL TASSO DI DISUGUAGLIANZA RESTI ELEVATISSIMO È MORALE?

La Turchia è oltre il sessantesimo posto nel mondo, davanti a Gabon e Cina e dietro il Perù

http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_inequality-adjusted_HDI

L’AUTORITARISMO È MORALE?

C’è sempre sullo sfondo la questione della presunta “agenda segreta islamica” a turbare i sonni dei secolaristi seguaci di Ataturk, il padre della Turchia moderna e laica, («l’Akp non è laico come i partiti democratici cristiani nei paesi occidentali, loro vogliono introdurre lo studio del Corano nella scuola pubblica» dice Kiliçdaroglu).

«All’inizio l’Akp – dice Kiliçdaroglu – ha combattuto per la democrazia contro il sistema, ma ora sta occupando ogni spazio dello stato e hanno ordinato perfino la confisca preventiva di un libro sgradito al potere (si tratta di un testo di un giornalista su un personaggio controverso vicino al governo, Fetullah Gulen, n.d.r.)».

Insomma il rischio è che l’Akp si stia trasformando in un partito-stato. Una preoccupazione isolata del partito laico e socialdemocratico? No. Oktay Vural, vice presidente del gruppo parlamentare dell ‘MHP, il partito nazionalista del professor Bacheli, che ha ottenuto il 13% dei voti alle ultima elezione, dice: «L’Akp, il partito di Erdogan, è un partito-stato. I media sono minacciati o sotto controllo diretto del governo e spesso i media sono proprietà di gruppi con altri interessi economici che poi vengono minacciati in questi settori se sono critici con il governo. Ci sono molti giornalisti in galera o che hanno perso il posto perché sgraditi e non siamo liberi di comunicare senza il timore di senza essere intercettati. Inoltre ho l’impressione che il sistema giudiziario sia sotto controllo dell’esecutivo».

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-04-03/stretta-autoritaria-agenda-segreta-180705.shtml?uuid=Abl3paIF

Di carattere forte, secondo molto autoritario, Erdogan in questi 10 anni è finito più volte sui giornali con l’accusa di voler islamizzare il Paese, utilizzando l’ingresso in Unione Europea solo per indebolire lo strapotere dei militari, da sempre strenui difensori dello Stato moderno e laico fondato da Atatürk. Già durante il suo mandato da sindaco di Istanbul, dal 1994 al 1998, il futuro premier aveva fatto parlare di sé per aver criticato i dipendenti dal comune che servivano bevande alcoliche, e perché non stringeva la mano alle donne.

La sua nomina a primo ministro, avvenuta ufficialmente nel 2003, lo ha portato a più miti consigli, ma per poco. È dello stesso anno il tentativo del primo governo Erdogan di fare entrare gli studenti delle imam-hatip (scuole vocazionali islamiche) all’università.

Nel 2012 viene approvata la riforma scolastica che consente ai genitori di inviare i bambini alle scuola vocazionali già dall’età di 10 anni. In alcuni quartieri di Istanbul scoppia la polemica per alcuni studenti trovatisi iscritti d’ufficio alle imam-hatip e non in istituti laici come avevano richiesto, per mancanza di posti. Il premier dice: «alleveremo generazioni di giovani devoti».

Gli appelli di Erdogan alle donne turche a fare almeno tre figli sono all’ordine del giorno. Dietro le sue parole si cela anche il timore per il peso demografico della componente curda, concentrata nel Sud-Est del Paese e dove non hanno problemi di natalità. Ma parallelamente ha portato avanti una campagna serrata contro l’aborto, minacciando di cambiare la legge, che attualmente fissa l’interruzione di gravidanza a 10 settimane, e una vera e propria «crociata» contro una telenovela, campione di ascolti in Turchia e all’estero, rea di aver ritratto il sultano Solimano il magnifico come troppo dedito all’alcol e troppo succubo delle donne.

Infine, in questi anni, la Turchia di Recep Tayyip Erdogan è finita più volte nell’occhio del ciclone per la questione della libertà di stampa e pressioni sui media.

http://www.lastampa.it/2013/03/11/esteri/la-rivoluzione-di-erdogan-piu-velo-e-meno-liberta-x7s7XIoWe4o686itwhj5zM/pagina.html

https://twitter.com/stefanofait

Siamo tutti rossobruni! Nazioni Unite, Unione Europea, Brasile e India…tutti alleati di Assad?

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La Crisi di Suez è un conflitto che nel 1956 vide l’Egitto opporsi all’occupazione militare del Canale di Suez da parte di Francia, Regno Unito ed Israele. La crisi si concluse quando l’URSS minacciò di intervenire al fianco dell’Egitto e gli Stati Uniti, temendo l’allargamento del conflitto, costrinsero inglesi, francesi ed israeliani al ritiro. Per la prima volta USA e URSS si accordarono per garantire la pace.

http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_di_Suez

La maggior parte dei combattenti ribelli siriani non vuole la democrazia e la guerra civile sta producendo sempre maggiori atrocità ed una crescente radicalizzazione

Inchiesta delle Nazioni Unite

Testimonianze raccolte dal nostro team di monitoraggio indicano che gruppi armati ribelli hanno usato i civili come scudi umani, che i rapimenti sono in aumento, che alcuni gruppi di opposizione hanno costretto giovani donne e ragazze minorenni a sposare dei combattenti. Continuiamo a ricevere segnalazioni di gruppi anti-governativi che commettono crimini raccapriccianti come la tortura ed esecuzioni sommarie

Navi Pillay, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani

http://www.guardian.co.uk/world/2013/may/27/eu-arms-embargo-syrian-opposition

Il segretario generale delle Nazioni Unite si è sempre opposto a riversare altre armi in una situazione di guerra. Fornire più armi all’opposizione significa assicurare più armi al governo. Questo non risolverà il problema.

Lakhdar Brahimi, mediatore di Onu e Lega Araba per la crisi siriana 

http://www.guardian.co.uk/world/middle-east-live/2013/mar/29/un-envoy-says-arming-rebels-not-the-answer-live

Togliere l’embargo sulle armi dell’UE per gli insorti siriani potrebbe avere conseguenze devastanti. Non ci sono rimedi facili per lo spargimento di sangue in Siria, ma l’invio di altre armi e munizioni chiaramente non è uno di quelli. Gli sforzi internazionali devono essere concentrati sul blocco integrale delle forniture di armamenti e per una soluzione politica alla crisi. Ci sono seri rischi che le armi potrebbero essere usate per commettere violazioni dei diritti umani…le probabili conseguenze umanitarie sono molto reali stiamo già vedendo il catastrofico impatto umanitario di questa crisi sui civili. Il trasferimento di altre armi alla Siria può solo esacerbare uno scenario già infernale per i civili. Se il Regno Unito e la Francia intendono essere all’altezza dei propri impegni internazionali, compresi quelli che figurano nel nuovo trattato sul commercio delle armi, devono semplicemente non inviare armi in Siria
Anna Macdonald, Oxfam
http://www.oxfam.org.uk/blogs/2013/05/eu-foreign-ministers-must-bite-the-bullet-and-extend-the-arms-embargo-on-syria-says-oxfam

Stando alle testimonianze raccolte i ribelli hanno usato armi chimiche, facendo ricorso al gas sarin
Carla Del Ponte, ex procuratore del Tribunale Penale Internazionale per la ex Jugoslavia dal 1999 al 2007 e membro della commissione d’inchiesta Onu per le violazioni dei diritti umani in Siria
http://www.unimondo.org/Notizie/Siria-Carla-Del-Ponte-sotto-attacco-140636

Steve Bell 28.5.2013

Chiunque tifi contro gli insorti siriani perché non vuole vedere quel paese ridotto come la Libia, la Somalia, l’Afghanistan, l’Iraq, il Mali, ecc. viene accusato di rossobrunismo. Se le agenzie umanitarie dell’ONU, l’Oxfam, Svezia, Olanda e Brasile sono rossobruni, allora essere rossobruno è un vanto. Al contrario è più che probabile che i supporter di Francia, Regno Unito, Israele, Qatar, Turchia e Arabia Saudita stiano dalla parte sbagliata: C’è che noi, nella storia, siamo dalla parte del riscatto, loro dall’altra (Calvino, “Il sentiero dei nidi di ragno”)

“Gli eventi siriani successivi al marzo 2011 hanno cagionato notevoli esigenze umanitarie che si sono ormai diffuse in molte aree del paese, e si sono ulteriormente accresciute dopo la stesura del piano di assistenza umanitaria (ARPA) nel settembre 2012. Il governo della Siria, in collaborazione con le agenzie delle Nazioni Unite, sta lanciando un nuovo ARPA per il periodo che va dal 1 ° gennaio 2013 alla fine di giugno 2013. Questo piano servirà circa quattro milioni di persone, secondo le stime delle Nazioni Unite, che sono state direttamente o indirettamente colpite dagli eventi attuali, compresa la siccità, tra le quali quei due milioni che hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni…L’assistenza umanitaria è, e continuerà ad essere, fornita nel pieno rispetto della sovranità della Repubblica Araba di Siria. Questo piano ha lo scopo di sostenere l’azione di assistenza umanitaria del governo siriano alle popolazioni colpite. Esso copre il periodo dal 1° gennaio 2013 fino alla fine di giugno 2013. L’importo finanziario erogato ammonta a 519.627.047$“.
http://www.unocha.org/cap/appeals/humanitarian-assistance-response-plan-syria-1-january-30-june-2013

Gran Bretagna e Francia hanno chiesto una revoca dell’embargo sulle armi, al fine di fornire armi a quella che identificano come l’opposizione “moderata” al regime di Bashar al-Assad, incontrando l’opposizione di 23 Stati membri dell’Unione Europea (Italia e Germania si sono astenute).
http://www.guardian.co.uk/world/2013/may/27/syria-eu-weapons-embargo-deadlock

PROPAGANDA: i media franco-inglesi (BBC, France 24) stanno spacciando il MANCATO ACCORDO sul prolungamento dell’embargo che scadeva a fine mese, causato dall’intransigenza di Francia e UK, come una decisione collegiale europea di togliere l’embargo. E’ finita 23 a 2 (con 2 astenuti). La Bonino era cautamente e selettivamente pro-fornitura armi: siamo timidamente dalla parte del MALE. [aggiornamento: il giorno dopo ha criticato i franco-inglesi]

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Persino Israele teme che le armi vadano a finire nelle mani sbagliate e siano poi usate contro gli israeliani e Obama resta contrario ad armare direttamente i ribelli
http://www.guardian.co.uk/world/middle-east-live/2013/may/28/eu-lifts-arms-embargo-on-syrian-rebels-live-updates#start-of-comments

Si può dare torto agli Israeliani? Jugoslavia, Afghanistan e Libia sono prove storiche documentate che le armi finiscono sempre in mano a cricche mafiose ed estremiste che le usano contro la popolazione e per ricattare l’Occidente. Li combattiamo in Afghanistan, Iraq, Libia, Somalia, Yemen, Mali (+Algeria) e ora anche in Niger: ma li armiamo in Siria!!!

Dopo il voto i Russi hanno reagito annunciando che doteranno l’esercito siriano delle migliori armi difensive, precisando che non potranno essere usate contro i ribelli, che non possiedono navi ed aerei, ma serviranno invece per impedire a qualche “testa calda” (!) di farsi venire strane idee (es. Israele?)
http://www.guardian.co.uk/world/middle-east-live/2013/may/28/eu-lifts-arms-embargo-on-syrian-rebels-live-updates#start-of-comments

“Il regime ha utilizzato armi chimiche in numerose città. Siamo alla vigilia di un disastro” insiste il portavoce dei ribelli.

Evidentemente Svezia, Olanda, Austria, Finlandia e Repubblica Ceca, per citare solo i più tenaci oppositori sono governate da “irresponsabili” (responsabilissimi!) che non prendono per buone le accuse dei ribelli.

Quando diventeremo meno vassalli e più simili ai paesi nordici, almeno in questo?
O anche ai paesi emergenti – ci si può anche accontentare: Brasile, Sudafrica, Argentina, Uruguay, Nigeria, Nepal, India e Indonesia – 59 nazioni in tutto (incluso il Mali!) – si sono astenute dal votare una risoluzione di condanna al regime siriano, con un voto che si è concluso 107-12 a favore della risoluzione (cioè 107 – 71).
http://www.newsit24.com/notizie/siria-assemblea-onu-approva-risoluzione-di-condanna-governo

Obama NON vuole questa guerra: Libero lo definisce “burattino di Mosca”

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Obama e Cameron, due burattini di Mosca nella crisi siriana

Libero

Israele dovrebbe fare tutto il possibile per abbattere Assad

Meir Dagan, ex direttore del Mossad, Haaretz, 29 aprile 2013

Se gli Stati Uniti proponessero una no-fly zone sulla Siria, noi risponderemmo subito di sì

Recep Tayyip Erdogan, premier turco (membro della NATO), intervistato dalla NBC

La liberazione delle Alture del Golan non è impossibile dal punto di vista militare. Nei prossimi mesi potremmo assistere a mutamenti cruciali e potremmo vedere la nascita di una nuova Siria

Generale Massud Jazayeri, vice capo di Stato maggiore iraniano

I bombardamenti Reyhanlı sono stati uno degli attentati terroristici più mortiferi della storia turca. Credo che il regime di Assad sia il colpevole meno probabile. Infatti, le bombe sono esplose poco prima di una visita a Mosca del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, per discutere con Vladimir Putin circa le presunte vendite russe delle batterie di missili di difesa aerea S-300 alla Siria. Bombardare una città turca in queste circostanze sarebbe una pura follia da parte di Assad. Credo che la colpa vada ascritta all’Esercito Siriano Libero o ad al-Qaeda.

Ali Er, generale di brigata turco in pensione, consulente del partito di opposizione al governo

Gli abitanti di Reyhanlı pensano che i colpevoli siano i militanti dell’esercito siriano libero

Ertugrul Kurkcu, parlamentare turco (twitter)

Il premier britannico David Cameron vuole discutere col presidente Barack Obama su come unire gli sforzi per rendere l’opposizione in Siria più forte e credibile dal punto di vista politico e operativo

Portavoce di Downing Street, sulla visita di Cameron a Washington

Mosca è preoccupata per i segnali che indicano un’attività di preparazione dell’opinione pubblica mondiale alla possibilità di un intervento armato nella guerra civile siriana

Aleksandr Lukashevich, portavoce del ministero degli Esteri, 11 maggio 2013

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http://video.repubblica.it/dossier/rivolta-siria/assad-non-fuggo-difendero-la-siria-dai-terroristi/128824/127322?ref=&ref=HRER2-1

Pare che la stragrande maggioranza dei lettori del Guardian dia ragione ad Assad e si stia ricredendo sul suo conto. Leggo attributi come “brave”, “educated”, “restrained”, “realist”, “sensible”, ecc.

La Russia ”ha inviato avanzati missili da crociera antinave della tipologia Yakhont” alla Siria. Lo scrive il New York Times citando fonti ufficiali statunitensi ”vicine ai rapporti” dell’intelligence Usa. Mosca aveva già ”in precedenza fornito missili Yakhont alla Siria, ma quelli inviati recentemente sono dotati di radar avanzati che li rende più efficaci”. Secondo il Nyt, l’ultima fornitura darebbe a Damasco ‘‘una formidabile arma” contro eventuali embargo navale o no-fly zone”.
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=620424&IDCategoria=2686

Il voto all’ONU rivela una forte spaccatura, con un numero crescente di paesi contrari ad appoggiare gli insorti e condannare Assad (il voto è stato 107 a 71 in favore della condanna di Assad, ad agosto era stato di 133 a 43). Il prossimo voto andrà in pareggio?

http://www.guardian.co.uk/world/middle-east-live/2013/may/16/syria-condemned-by-un-but-doubts-grow

Il direttore della Cia, John Brennan, ha chiesto a Israele di non intervenire nella guerra civile siriana e di non distaccarsi dalla linea americana sul conflitto.

http://www.agi.it/estero/notizie/201305170850-est-rt10024-la_cia_a_israele_non_intervenite_in_siria

BULLISMO SIONISTA DOC:  Israele dichiara che la Siria deve attendersi altri attacchi e se osa replicare dovrà subire la rappresaglia israeliana, che potrebbe includere anche un cambio di regime

http://www.nytimes.com/2013/05/16/world/middleeast/israeli-official-signals-possibility-of-more-syria-strikes.html?ref=world&_r=0

Navi russe con sistemi missilistici anti-embargo navale approdano a Tartus (Siria)

http://www.nytimes.com/2013/05/17/world/middleeast/russia-provides-syria-with-advanced-missiles.html?_r=0

La Turchia, la nazione con il record mondiale di incarcerazione di giornalisti e nota per i bombardamenti dei suoi insorti kurdi (ma è una nazione NATO, quindi va tutto bene), cerca di convincere gli Stati Uniti a metterci più impegno nella liberazione della Siria

http://www.foreignpolicy.com/articles/2013/05/15/turkey_worst_place_to_be_journalist

I turchi non sembrano così felici di entrare in guerra. Massicce proteste, truppe anti-sommossa usano idranti. Ed è solo l’inizio:

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2325626/Chaos-Turkey-police-use-tear-gas-water-cannons-rioters-protesting-Syria.html

Jeremy Greenstock, ex ambasciatore inglese alle Nazioni Unite si dichiara contrario all’opzione di fornire armi ai ribelli:

http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2013/may/15/syria-civil-war-new-diplomacy

In piena sintonia con Sir Andrew Green, ex ambasciatore britannico in Siria

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/05/11/israele-e-gli-usa-cercavano-rogne-le-hanno-trovate-e-hanno-perso-la-partita-in-siria/

50% della popolazione egiziana è in miseria o prossima a finirci

http://www.guardian.co.uk/world/2013/may/16/egypt-worst-economic-crisis-1930s

Il Qatar ha speso 3 miliardi di dollari in due anni per sostenere i ribelli. In un anno ha inviato in Turchia 70 voli cargo carichi di armi (ma l’Arabia Saudita ha fatto anche meglio).
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2013/05/17/Siria-Qatar-3-mld-dlr-opposizione_8719075.html

Insorti possiedono armi chimiche:

http://brown-moses.blogspot.co.uk/2013/05/jabhat-al-nusra-photographed-with.html

e possono produrle autonomamente

https://www.cia.gov/library/reports/general-reports-1/terrorist_cbrn/terrorist_CBRN.htm

Insorti sparano sui civili pro-Assad

http://news.sky.com/story/1091428/syria-civilians-come-under-fire-from-rebels

Insorti continuano a fare esplodere autobombe tra i civili (generalmente si chiama terrorismo e generalmente è un crimine condannato dall’Occidente e dalle Nazioni Unite)

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/05/15/Siria-esplosione-cuore-Damasco_8707378.html

Insorto si dedica entusiasticamente al cannibalismo

http://www.lettera43.it/cronaca/ribelle-mangia-cuore-l-opposizione-condanna_4367595083.htm

http://www.dazebaonews.it/primo-piano/item/18499-siria-video-choc-miliziano-squarcia-e-addenta-il-corpo-del-miliziano-morto

Insorti giustiziano 11 prigionieri in base – sostengono loro – alle norme della sharia (hanno introdotto tribunali islamici in ogni zona “liberata”)

http://uk.news.yahoo.com/islamist-rebels-execute-11-syrian-soldiers-massacres-video-080902244.html

Insorti combattono tra loro e si uccidono
http://www.news.com.au/breaking-news/world/rebel-groups-clash-in-northern-syria/story-e6frfkui-1226646000090

Il Washington Post, il quotidiano più pro-establishment degli Stati Uniti, ammette a denti stretti che l’esercito regolare siriano sta vincendo

http://www.washingtonpost.com/world/assad-forces-gaining-ground-in-syria/2013/05/11/79147c34-b99c-11e2-b568-6917f6ac6d9d_story.html

L’ANSA scrive, finalmente, “l’informazione non può essere verificata in maniera indipendente” a proposito delle asserzioni dei ribelli

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2013/05/15/Siria-attivisti-ancora-massacro-Homs_8710411.html

Tzipi Livni (politica israeliana ed ex agente del Mossad), due comandanti dell’ “Esercito Siriano Libero” e Chuck Hagel (Segretario della Difesa statunitense) si incontrano al Ritz-Carlton, Washington.

http://www.phibetaiota.net/2013/05/eagle-hagel-meets-secretly-with-free-syrian-army-israelaipac-hosting-free-syrian-army-in-washington-dc-on-9-may-new-war-for-usa/

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La Russia ha dimostrato che in Siria non si scherza. Agli Stati Uniti vanno bene le cose come stanno: un equilibrio con la Siria nel caos, Iran sotto pressione e moderate frizioni con la Russia. Qatar, Arabia Saudita, Francia, UK, Turchia ed insorti mordono il freno ma non possono fare altro. L’Unione Europea ha detto no alle forniture di armi ai ribelli.
Israele è imprevedibile e potrebbe mandare tutto all’aria. Alcuni membri dell’intelligence israeliana pensano che Assad al potere è meglio dei fondamentalisti. Altri invece insistono che Assad deve cadere al più presto.
Anche un’imminente vittoria dell’esercito regolare siriano potrebbe mandare tutto all’aria.
*****

Siamo tra l’incudine della guerra e il martello del disastro finanziario.

Italia, Francia, Grecia, Spagna, Cipro, Portogallo, Belgio, Finlandia e Paesi Bassi sono in recessione. Slovenia, Ungheria e Repubblica Ceca pure (e non sono nell’eurozona).

Regno Unito in stagnazione.

La crescita tedesca è sempre debolissima (+0,1% e magari è un artificio contabile?)

La crescita cinese continua a rallentare (+7,7% ossia teoricamente in area potenziali disordini sociali)

La crescita americana è molto sotto le attese e sarà schiantata dai tagli micidiali alle spese pubbliche voluti dai repubblicani che faranno sentire i loro effetti l’anno prossimo.

Contemporaneamente la liquidità immessa sui mercati dalle banche centrali di USA, UK e Giappone per far ripartire le rispettive economiche gonfia altre bolle speculative (è così difficile capire che ormai i capitali non vengono più investiti nell’economia reale, perché rendono troppo poco?).

http://www.businessinsider.com/the-biggest-asset-bubbles-2013-4?op=1

L’accanimento “terapeutico” renderà tutto molto più doloroso di quel che sarebbe necessario

Brzezinski, Atlantide e la Supernova

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Il “brillante” piano di Brzezinski per gli Stati Uniti del ventunesimo secolo: scimmiottare le strategie dell’impero britannico (e/o di Atlantide?)

http://it.wikipedia.org/wiki/Zbigniew_Brzezinski

Premessa: occorre capire che senza un impero gli Stati Uniti non hanno alcuna chance di sopravvivere. Sono nelle stesse condizioni del Regno Unito: la loro industria è moribonda, la loro economia è tenuta in vita a botte di stimoli dalle rispettive banche centrali (che prima o poi si pagano, con gli interessi – disastrose bolle speculative + inflazione), il loro settore bancario-finanziario è una metastasi, il loro tasso di disoccupazione reale è a livelli record, così come il loro indebitamento reale. Le loro rispettive valute non sono crollate solo grazie al predominio militare americano.

Anglo-America (Nuova Atlantide = City di Londra + Pentagono) è come una stella diventata troppo grande che è in procinto di esplodere per esaurimento di combustibile:

“L’esplosione di Supernova rappresenta l’ultimo atto, distruttivo e spettacolare, del ciclo evolutivo di stelle molto massive. Durante l’esplosione viene liberata un’energia enorme e la stella diventa così luminosa da splendere più di una intera galassia. La luce emessa dalla stella in seguito all’esplosione dura qualche mese ed è paragonabile a quella che il nostro Sole è in grado di emettere in un miliardo di anni!… Ogni volta che il combustibile nucleare al centro della stella finisce perché si è trasformato in un altro elemento, il nucleo si contrae sotto l’azione della gravità e riesce ad innalzare la temperatura fino ad innescare il bruciamento del nuovo elemento chimico. Sfortunatamente (per la stella) il ferro non può essere ulteriormente fuso per produrre energia e questa volta la contrazione del nucleo prosegue in maniera irreversibile. Quando la temperatura e la densità della materia all’interno del nucleo raggiungono un valore limite, i protoni e gli elettroni degli atomi si fondono a formare neutroni. In ognuna di queste reazioni di “neutronizzazione” viene prodotto un neutrino. In poche decine di secondi il diametro del nucleo si contrae da circa metà del raggio terrestre (3000 km) a poco più di 10 km. L’onda d’urto prodotta si propaga in circa due ore attraverso gli strati esterni della stella e, quando raggiunge la superficie, la stella esplode. Tutto il materiale di cui è composta la parte esterna della stella viene proiettato nello spazio circostante con una velocità approssimativa di 15000 km/s, lasciando come residuo il nucleo di neutroni che, a seconda della massa, può rimanere una stella di neutroni (pulsar) o diventare un buco nero

http://www.lngs.infn.it/lngs_infn/index.htm?mainRecord=http://www.lngs.infn.it/lngs_infn/contents/lngs_it/public/educational/physics/supernova/

Succederà. Uno choc petrolifero (crisi nel Golfo Persico), la morte di una banca zombie troppo grande per essere salvata (con effetto domino sulle altre), il tentativo di riprendere il controllo delle armi automatiche, pogrom antisemiti, una nuova recessione, un crack di Wall Street, prolungate proteste di massa con repressione e reazioni violente di una popolazione armata fino ai denti, un attentato terroristico, il collasso dell’eurozona: ormai le concause possono essere numerose.

Brzezinski queste cose le sa.

È un uomo straordinariamente intelligente, è spiritoso, è un padre amorevole. Ha fatto tutto quel che era in suo potere per scongiurare una terza guerra mondiale (conseguenza di un attacco all’Iran); ha condannato le politiche inique ed austeriste del Nord Europa, consigliando ad Obama di contrastarle in ogni modo negli Stati Uniti; ha promosso la nascita di una Palestina indipendente ed un serio processo di pace nel Medio Oriente. Per questo è diventato il bersaglio del livore dei neocon statunitensi e dei nazionalisti israeliani.

Brzezinski è troppo lucido e disciplinato per essere un neocon: sa che senza la carota il bastone può produrre un effetto boomerang.

È uno scacchista e il mondo per lui è una scacchiera. Ci sono giocatori e ci sono pedine. Qualcuno vince, qualcuno perde, qualcuno è sacrificato. Così è sempre stato e sempre sarà.

Brzezinski non tollera l’idea di un pianeta in cui non esista una potenza leader (o un direttorio) che stabilizzi i rapporti internazionali, l’idea di una governance globale DEMOCRATICA in cui il Terzo Mondo possa avere lo stesso peso delle potenze maggiori e in cui si possano mettere a tacere le oligarchie finanziarie.

Sa che l’America è stata quasi incessantemente una forza destabilizzante, anche laddove – conflitto arabo-israeliano – era nel suo interesse evitare che Israele facesse il passo più lungo della gamba (per non parlare di Iran, Pachistan, America Latina, Sud Est asiatico, Mediterraneo, ecc.).

La proliferazione di basi americane in tutto il mondo, anche a poche centinaia di chilometri dai confini russi e cinesi non è un fattore di stabilizzazione.

Sa perfettamente che, come l’impero britannico, anche quello NATO si pone come “indispensabile mediatore” solo per interferire negli affari interni di altri stati ed è perciò nel suo interesse impedire in ogni modo che nel mondo prevalga la diplomazia, la cooperazione, la concordia (divide et impera).

Obama non è meno imperialista di Bush, è solo molto più “smart”.

Di questo occorre tener conto quando si leggono i numerosi pareri condivisibili di Brzezinski.

Fa tutto parte di un calcolo costi-benefici che ha come obiettivo quello di fare in modo che Obama impari dagli errori di Gorbaciov nel gestire il declino del modello statunitense (soft landing). La parola-chiave è coordinamento (controllo indiretto): un Nobel per la Pace usa i droni, non i bombardieri; usa le truppe dei vassalli, non le sue (es. Libia, Mali, Siria, Somalia).

Si sfruttano come vassalli le ex potenze coloniali ora inserite nella NATO per conservare il predominio (low cost): Regno Unito, Francia e Turchia in Africa e Medio Oriente [Sarkozy ha inaugurato una base aeronavale francese negli Emirati Arabi Uniti, a poche decine di chilometri dall’Iran, nel 2009, lo stesso anno in cui ha imposto alla Francia l’adesione alla NATO], Polonia nell’Europa orientale (nella speranza che la Russia imploda).

Però le cose non vanno sempre per il verso giusto. Israele è ormai una mina vagante.

La Germania in Europa, il Giappone nell’Estremo Oriente e l’Italia nel Mediterraneo hanno occasionalmente lasciato intendere che sono più che pronti ad operare in una prospettiva post-NATO (es. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-09-06/putin-inaugura-gasdotto-north-165827.shtml?uuid=AaKyb31D).

La Francia pre-Sarkozy era una nazione sovrana e quasi certamente tornerà ad esserlo negli anni a venire.

I BRICS hanno sfidato la volontà di Washington senza subire alcuna conseguenza significativa.

BRICS-Summit-2013

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/12/atlantide-contro-eurasia-la-principale-causa-della-terza-guerra-mondiale/

Il Pachistan non desidera altro che liberarsi dalla presenza americana e dalla costante minaccia di una sua disgregazione (con il nord che se ne va per conto suo e finisce nell’orbita americana).

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/05/il-voto-sulla-siria-spacca-lonu-e-contrappone-nato-e-brics-nigeria-e-pakistan/

Insomma, le cose volgono al peggio, per i nemici dell’America come doveva essere.

Ecco la reazione di Brzezinski, al crepuscolo dell’impero.

Zbignew Brzezinski, primavera 2012

0:50 – il ventunesimo secolo sarà o il secolo più di successo su scala globale, oppure il peggior secolo nella storia umana

2:30 – la NATO è ancora importante e ancora necessaria ma deve dotarsi di una visione di politica globale.

5:00 – la storia del mondo si snoda nel continente eurasiatico. Là, oggigiorno, ogni conflitto regionale ha una portata globale.

6:30 – non è da escludere che l’Asia del ventunesimo secolo possa replicare la tragica storia dell’Europa del ventesimo secolo.

8:50 – gli Stati Uniti non devono lasciarsi coinvolgere in nessun conflitto asiatico sul continente (Giappone, Corea e Taiwan restano però strategici). Gli USA devono limitarsi a fare quel che ha fatto il Regno Unito nel diciottesimo secolo con l’Europa: fungere da equilibratori, mediatori.

9:30 – USA devono impegnarsi in un’opera di riconciliazione tra Giappone e Cina

10 – la Cina può essere un junior partner degli USA nella stabilizzazione del mondo: un conflitto tra le due potenze le distruggerebbe entrambe

11 – Gli USA sono i guardiani d’Europa, ma l’Europa deve svolgere un ruolo attivo nella stabilizzazione dell’Oriente (perché è nell’interesse di tutti)

13:44 – Perché ciò avvenga è indispensabile che Turchia e Russia entrino a far parte dell’Occidente

15 – Ataturk ha avuto successo laddove Lenin ha fallito

18 – la Turchia è un modello per il futuro sviluppo dell’Iran

21 – l’Unione Europea evolverà, sviluppando verosimilmente un nucleo centrale federale circondato da una periferia meno vincolata e da satelliti collegati in qualche forma all’UE, tra i quali certamente la Turchia, il tutto all’interno della comunità euro-atlantica (leggi: Europa vassallo del Nordamerica)

22 – L’Unione Europea era più “unione” quando era una comunità (CEE): ora è attraversata da fratture (chissà come mai!?)

26 – la Turchia può essere un modello di sviluppo per la Russia (arriva a dire che i turisti russi in Turchia si domanderanno perché il loro paese non possa essere più simile alla Turchia!)

31 – non è che gli Stati Uniti sono in declino, è che altre potenze si sviluppano più rapidamente, ma non è detto che possano conservare quel tasso di crescita

32 – gli USA possono migliorare la propria situazione solo risolvendo alcuni problemi strutturali e questo può accadere solo con un élite più lucida di quella attuale (segue allusione al fatto che una vittoria di Romney sarebbe disastrosa)

34 – l’Europa non sta decadendo. È significativo che sempre più statisti dicano che serve maggiore integrazione e una crescita che sia socialmente responsabile e non finalizzata unicamente alla massimizzazione del profitto

36 – se fossi un turco e vedessi da una parte l’Iran ed un Medio Oriente in subbuglio, dall’altra la Russia e da un’altra parte ancora l’Europa e gli Stati Uniti, vorrei avere questi ultimi come amici

46 – se la Turchia decidesse di intervenire in Siria, non sarebbe lasciata sola. Francia e Regno Unito (non li nomina ma vi allude) la assisterebbero (ma non gli USA, non direttamente). MA, data la sensitività e complessità della situazione, sarebbe meglio evitare di farsi coinvolgere in un’escalation voluta da forze esterne all’alleanza NATO (Arabia Saudita+Qatar? Israele?) in modo da evitare un coinvolgimento dell’Iran

55 – South Stream (progetto italo-russo) ignorato, Nabucco (progetto americano) strada giusta

http://temi.repubblica.it/limes/nabucco-vs-south-stream/6899

1:03 – il cambiamento climatico può essere realmente catastrofico per l’umanità ma non ci sono ancora risposte definitive. Altre minacce del ventunesimo secolo potrebbero essere la diffusione di malattie sconosciute, sommosse, guerre che impieghino armi di distruzione di massa. Queste sono minacce che non possono essere affrontate con il voto alle Nazioni Unite (B. odia le Nazioni Unite ma anche l’Unione Europea: altrimenti non ci sarebbero in giro molluschi come Van Rompuy e Ban Ki-Moon), ma solo attraverso la collaborazione delle grandi potenze.

https://www.youtube.com/watch?v=tTku4KZff3Q

Zbignew Brzezinski, estate 2012

La Russia si democratizzerà, ma solo dopo una parentesi nefasta (12:43)

Qualunque guerra nell’Estremo Oriente sarebbe disastrosa per gli Stati Uniti

Non ci sarà alcuna egemonia cinese fino alla metà del secolo (perché culturalmente gli USA hanno un appeal che i cinesi non possono avere)

Le disparità sociali negli Stati Uniti sono una gravissima minaccia

È necessario un ritiro delle forze americane dall’Afghanistan ma senza lasciare un paese destabilizzato

La questione siriana va risolta diplomaticamente, coinvolgendo l’Iran

L’invasione dell’Afghanistan era necessaria per distruggere Al-Qaeda

Se gli USA si fanno coinvolgere in una guerra in Iran tutte le crisi del Medio Oriente confluiranno in un’unica gigantesca crisi dal Mediterraneo all’India (15-16) – la strategia giusta è la stessa impiegata contro l’Unione Sovietica ed in ogni caso è evidente che una scelta tra strangolamento economico e umiliante capitolazione sarebbe irricevibile. L’Iran può continuare il suo legittimo programma atomico se monitorato seriamente. In ogni caso l’acquisizione da parte dell’Iran di una testata atomica non sarebbe la fine del mondo (19). La Corea del Nord ha testate atomiche, ma né la Corea del Sud né il Giappone strepitano perché gli Stati Uniti entrino in guerra contro il regime nordcoreano: si sentono ragionevolmente sicuri (21:30).

Un attacco israeliano all’Iran avrebbe effetti deleteri per i nostri soldati in Afghanistan, per i paesi del Golfo, per il prezzo del petrolio e quindi della benzina che è già fin troppo costosa per via della “tassa Netanyahu”, ossia il sovrapprezzo che le sue esternazioni hanno prodotto con la crescita dei premi di assicurazione sulle forniture petrolifere (23)

I palestinesi e gli israeliani non possono fare pace. I palestinesi sono troppo deboli e divisi e gli israeliani sono troppo forti, fiduciosi e politicamente frammentati. Solo gli Stati Uniti possono trovare e far accettare un compromesso ragionevole tra entrambe le parti che integri Israele nel Medio Oriente e trasformi Palestina e Israele, nel giro di una generazione, nella Singapore di quell’area: una fonte di innovazione (25).

Una guerra mondiale che coinvolga Cina e Stati Uniti per il controllo del mondo sarebbe troppo costosa per entrambe le parti, quindi è altamente improbabile che si verifichi. È necessario che gli uni non demonizzino gli altri e che si trovi una formula che permetta alle potenze di coesistere (32).

L’opinione pubblica è troppo ignorante di storia e geografia per rispondere intelligentemente alle sollecitazioni del presidente e spiana la strada ai demagoghi (34). La responsabilità è sia del sistema educativo, che non insegna la geografia e la storia mondiale, sia dei media che sono troppo superficiali.

La Siria non è la Libia, Assad non è Gheddafi: la situazione è molto più complicata di come l’hanno presentata i media (40).

Nel breve periodo le nostre relazioni con la Russia si deterioreranno per colpa di Putin, nel lungo periodo il suo regime è condannato e si protrarrà a lungo La stagnazione e decadenza saranno intollerabili per i Russi. La società civile cosmopolita è più ricettiva ed è il nostro obiettivo, se vogliamo costruire una comunità euro atlantica che sappia gestire i più vasti conflitti globali.

Nella società iraniana le donne hanno un ruolo molto più importante di quel che si tende a credere e sono loro che riusciranno a scindere il nazionalismo dal fondamentalismo. Ma una politica di contrapposizione con il governo iraniano può solo rafforzare quel legame.

L’America Latina è di importanza relativa nelle questioni internazionali del nostro tempo (43).

L’India è estremamente a rischio a causa dell’alto tasso di analfabetismo, del carattere aristocratico della sua pseudo-democrazia e dell’eterogeneità della sua popolazione (45).

L’intelligence statunitense non ha saputo prevedere la primavera araba come non l’ha saputa prevedere Mubarak, che era sul posto. Certi eventi sono il prodotto di incontrollabili concatenazioni di variabili (50)

COMMISSIONE TRILATERALE: è diventata sempre meno efficace. È prestigiosa, ma poco influente (54).

È una vergogna che nessun dirigente del mondo finanziario sia stato punito per delle azioni che possono essere definite delle truffe. È stata una grave mancanza da parte di Obama (59).

Il prossimo presidente dovrà occuparsi della giustizia sociale, perché non c’è democrazia con certi livelli di sperequazione

https://www.youtube.com/watch?v=Z7GDu1hqLPw

Zbigniew Brzezinski “The Role of the West in the Complex Post-Hegemonic World, autunno 2012

13:00 – crescente distanza tra burocrati cinesi e forze armate nazionaliste, ma anche tra dirigenza e giovane borghesia rampante

14:30 – la Russia di Putin è imperialista e vuole assorbire l’Ucraina ma il declino demografico la rende vulnerabile in oriente (minaccia cinese: Brzezinski ha sempre cercato di mettere Russia e Cina l’una contro l’altra, fin dai tempi della Guerra Fredda – la cosa sta diventando alquanto patetica). Le violenze caucasiche faranno fallire i giochi olimpici invernali di Sochi e il fondamentalismo islamico rischia di destabilizzare le sue regioni meridionali (Brzezinski è polacco, non ama la Russia, per usare un eufemismo – qui si rivolge ad un pubblico polacco, a Danzica)

16:00 – sostiene che la CEE (più piccola) era più coesa dell’UE (molto più grande) – il che è certamente vero – ma, “curiosamente”, consiglia all’UE di espandersi ulteriormente fino all’Ucraina

17:00 – il Giappone dovrebbe farsi valere di più con la Russia nella disputa sull’isola di Sakhalin

23:00 – la Germania deve guidare l’Europa (il ruolo storico della Francia è solo quello di aver portato a questo risultato!)

27:00 – l’UE deve includere la Turchia perché solo così Georgia e Ucraina saranno difese dalle mire espansionistiche russe

28:00 – L’Unione Eurasiatica promossa da Mosca è solo un trucco per ristabilire l’impero sovietico

http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_eurasiatica

28:30 – una Russia inserita nell’Unione Europea sarebbe percepita come meno minacciosa per i suoi vicini, ma solo se subordinata alla NATO

https://www.youtube.com/watch?v=kO8eja6HSlo

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