Virus cosmici

http _jux-user-files-prod.s3.amazonaws.com_2012_12_29_21_44_38_655_0._Jia_Hao_TWAN_best_night_sky_pictures_2012_comet_australia

Brueghel_trionfodellamorte

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 

So soltanto che bisogna fare quello che occorre per non essere più un appestato, e che questo soltanto ci può far sperare nella pace, o, al suo posto, in una buona morte.

Albert Camus, La Peste

Dopo Elenin (2011), nel 2013 potremo vedere ben due comete molto importanti. La seconda potrebbe essere più luminosa della luna piena e visibile di giorno.

http://www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=285341&rubrica=22

[La scoperta di nuove comete è sempre stato considerato un evento raro. Non è più così raro. Solo ad ottobre 2012:

http://remanzacco.blogspot.co.nz/2012_10_01_archive.html]

Settembre 2012: la Food and Drug Administration approva un antibiotico contro la peste

http://www.cbsnews.com/8301-504763_162-57424217-10391704/antibiotic-for-plague-approved-by-the-fda/

Giugno 2012: Il Department of Health and Human Services (HHS) ha assegnato i contratti per la creazione di tre nuovi centri con il compito di rispondere alla minaccia di future pandemie e attacchi biologici. Avranno sede nel Maryland, North Carolina e Texas, e saranno consorzi accademico-industriali il cui ruolo sarà quello di accelerare lo sviluppo e la produzione di vaccini e farmaci in caso di minaccia biologica. […] i centri saranno in grado di produrre il 25% dei vaccini anti-pandemici entro quattro mesi dal manifestarsi di un focolaio. Le infrastrutture saranno realizzate entro il 2014 o il 2015.

http://blogs.nature.com/news/2012/06/us-launches-three-biodefense-centres.html

Aprile 2012: La Food and Drug Administration approva un farmaco percurare e prevenirela peste mentre il governo si affanna ad accumulare  scorte di trattamento per la malattia mortale

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2137172/FDA-approves-Levaquin-treat-plague.html

Quando il clima diventa più umido, la peste può aggravarsi, secondo un nuovo studio che rivela perché la peste si è accanita più nella Cina del nord rispetto a quella del sud. I risultati suggeriscono anche che il cambiamento climatico potrebbe comportare pestilenze più virulente nel nord della Cina e nel Nord America.

http://www.livescience.com/14580-climate-change-worse-plague-black-death.html

 Paul_Fürst,_Der_Doctor_Schnabel_von_Rom_(Holländer_version)

Per Edward Wright, il trasferimento atmosferico di agenti patogeni responsabili delle epidemie è, se non un dato di fatto storicamente documentato storica, almeno una possibilità molto realistica e preoccupante. […]. “I ricercatori hanno scoperto che la biosfera della Terra si estende a quote molto più alte di quanto precedentemente sospettato”, dice Wright, “fino a 100mila metri o più.” Infatti, migliaia di specie microbiche sono state trovate negli strati superiori dell’atmosfera, viaggiando a quote di migliaia di chilometri. Il più studiato “ponte atmosferico” è quello tra il Nord Africa e i Caraibi. Ogni anno, fino a un miliardo di tonnellate di polvere viene sollevato dai venti del Sahara, assieme ad un milione di batteri per grammo di sabbia: enormi quantità di biomassa che si mettono in viaggio […]. Questa sorprendente biosfera potrebbe rappresentare qualcosa di più di una semplice curiosità microbiologica: “L’atmosfera potrebbe servire come sistema di trasporto globale di organismi che causano malattie“, osserva Wright.

http://www.wired.com/wiredscience/2012/05/microbes-at-the-edge-of-space/

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Dopo 10 anni di ricerche in Inghilterra, un archeologo – Barney Sloane – smonta la tesi ufficiale sulla disseminazione della peste attribuita alle pulci ed ai ratti. Anzi, si chiede se fosse davvero peste: “La mortalità continuò a salire per tutto un inverno molto rigido, quando le pulci non avrebbero potuto sopravvivere, e non vi è alcuna prova di un numero sufficiente di ratti” – “nei siti accanto al Tamigi, in cui è stata scaricata la maggior parte dei rifiuti della città i ratti avrebbero dovuto brulicare, e sono luoghi in cui il terreno fradicio conserva eccellentemente i resti organici, invece abbiamo trovato pochi ratti neri” – “Dovremmo poter trovare grandi ammassi di ratti morti, ma non ci sono. E tutte le prove che ho esaminato suggeriscono che la peste si diffuse troppo velocemente rispetto alla spiegazione tradizionale di una trasmissione dai topi e dalle pulci” – “non è affatto certo che tipo di malattia fosse, se era veramente la peste bubbonica

http://www.guardian.co.uk/world/2011/aug/17/black-death-rats-off-hook.

Mattia Bernardo Bagnoli, “Così la grande cometa portò la Morte Nera in tutta Europa” – Tuttoscienze – Inserto de La Stampa (n° 1316 – 12 marzo 2008)

La famigerata epidemia di Peste Nera, che flagellò l’Europa tra il 1347 e il 1352, divorando circa un terzo della popolazione, non sarebbe stata causata dai ratti – o meglio, dalle pulci, che dai topi passarono agli uomini, contagiandoli – bensì da alcuni corpi celesti piovuti sulla Terra. Comete o asteroidi, insomma, che causarono una serie di disastri climatici, segnati da siccità e alluvioni, terremoti e incendi incontrollabili, sbalzi violenti delle  temperature e morie di massa di animali. L’ipotesi cosmica della più celebre pandemia di tutti i tempi è frutto delle approfondite ricerche di Mike Baillie, professore all’università di Belfast, autorità indiscussa nel campo della dendrologia, la scienza che studia le piante e i loro rapporti con l’ambiente. Sono state proprio le informazioni celate negli anelli degli alberi, infatti, a suggerirgli un’inquietante possibilità: molti avvenimenti chiave nella storia umana degli ultimi 10 mila anni potrebbero essere il frutto di cataclismi naturali di origine extraterrestre.

La teoria è illustrata in «Exodus to Arthur: Catastrophic Encounters with Comets» e in «New Light on the Black Death: the Cosmic Connection».

Professore, qual è l’indizio numero uno che l’ha spinta a questo clamoroso cambiamento di prospettiva?

«Mi faccia cominciare da una considerazione. Se c’è un punto su cui gli studiosi sono concordi, è che la caratteristica principale della Morte Nera può essere riassunta in due manifestazioni: un contagio rapidissimo e un indice di mortalità del tutto anormale, tra il 30 e il 50%».

E quindi?

«Fino a oggi gli storici si sono limitati ad applicare modelli di ricerca“tradizionali” per cercare di capire l’origine di quell’epidemia così letale. E hanno proposto la teoria dei topi. Che, però, si scontra con molte delle testimonianze del tempo. Per esempio una sostiene che “l’atmosfera si era d’un tratto corrotta”. Eppure si tratta di indizi del tutto trascurati. Insomma, io sono convinto che i cronisti del tempo non abbiano inventato semplici allegorie per cercare di spiegare il diffondersi del contagio, ma che stessero descrivendo qualcosa di molto reale».

Vale a dire?

«Si tratta degli effetti prodotti dall’incontro ravvicinato, o dallo scontro, con una cometa o un meteorite: furono questi la causa scatenante, sebbene non unica, di quell’ondata micidiale di peste. Quando lei mi chiede l’indizio numero uno, le rispondo che tutto è nato quasi per caso».

Racconti.
«All’inizio il mio team voleva costruire una cronologia che coprisse un arco di 7400 anni attraverso lo studio degli anelli delle querce inglesi e irlandesi.
L’obiettivo era “controllare” le datazioni ottenute con il radiocarbonio. Man mano che le ricerche proseguivano, mi resi conto che gli alberi sembravano rivelare unanimemente lo scatenarsi di una serie di cataclismi naturali, che hanno colpito il pianeta negli ultimi millenni».

Quando?
«Nel 2354, nel 1628, nel 1159, nel 208 prima di Cristo e nel 540 dopo Cristo. Si tratta dell’ultimo anno della guerra gotico-bizantina in Italia e i documenti narrano di un altro flagello di peste, che costò la vita a milioni di persone e che fu il preludio del Medio Evo, l’epoca oscura».

Questa pestilenza e quella del 1347-1352 sono quindi «registrate» dalle querce inglesi e irlandesi che lei ha studiato?

«Esatto, ma non solo. Verso la metà degli Anni 90 la comunità dei dendrologi si accorse che lavoravo a teorie considerate un po’ strane e da tutto il mondo iniziai a ricevere un’immensa quantità di dati. E così scoprii che gli eventi del 540 e del 1348 mostrano una serie sorprendente di riscontri nella cronologia degli alberi della Mongolia, del Sud America, del Nord America, dell’Australia e, naturalmente, dell’Europa. Avvenne “qualcosa” di talmente potente da influenzare il clima del pianeta e sconvolgerlo.

Ed è singolare che due tra le pestilenze più violente mai registrate nella storia dell’uomo siano documentate da diversi elementi oggettivi».

Quali?
«Oltre agli anelli degli alberi, ci sono i campioni di ghiaccio in Groenlandia: è in questi che si sono rilevate dosi massicce di ammoniaca e nitrati e suggeriscono che siamo di fronte a eventi di scala globale. E allora mi misi a controllare i libri di storia per cercare altre conferme. Ma, incredibilmente, non è stata la storia a darmi soddisfazione. E’ stata la mitologia».

Che cosa ha scoperto?

«Questi eventi sembrano aver lasciato forti tracce nelle mitologie di diverse epoche e di diversi luoghi e sembrano avere legami con i fenomeni extraterrestri. Un esempio sono le vicende dell’Esodo, quelle delle piaghe dell’Egitto, o il cataclisma del 540 d.C., che – racconta Procopio – trascinò l’Europa in una profonda crisi. Le tracce che ho raccolto nei miti, nei documenti, negli alberi e nei campioni di ghiaccio rivelano che i fatti del 540 e quelli del 1348 sono simili e suggeriscono un’origine ambientale di questi flagelli: cataclismi scatenati, con ogni probabilità, dall’impatto di comete o asteroidi o da un passaggio ravvicinato con la nostra orbita. Solo uno studio multidisciplinare potrà dirci come andarono veramente le cose».

clube_comets
La cosa è tecnicamente possibile, come si spiega qui:

http://www.scribd.com/doc/59893206/Comets-and-Contagion-Evolution-and-Diseases-From-Space.

E, più recentemente, qui:

http://www.amazon.com/Biological-Bang-Panspermia-Origins-Life/dp/0982955227

http://www.space.com/11478-alien-life-bacteria-hypergravity.html

http://www.dailygalaxy.com/my_weblog/2011/07/the-ultimate-space-travelers-microbes-survive-millions-of-years-traveling-in-space.html.

http://www.space.com/13401-cosmic-star-dust-complex-organic-compounds.html.

“Nel 2005, gli scienziati militari dell’Istituto di Patologia di Washington, DC, hanno riesumato il virus del 1918 da corpi che erano stati conservati nel suolo perennemente ghiacciato dell’Alaska. Hanno presto scoperto che un virus completamente nuovo si era combinato con il vecchio virus, scambiando e ricombinando dei geni, creando un ibrido che ha trasformato i ceppi del virus dell’influenza in forme molto più letali e patogene. Hanno anche confermato che il virus dell’influenza spagnola del 1918 è nato in cielo, prima di infettare gli uccelli per poi diffondersi e proliferare tra gli esseri umani”.

http://journalofcosmology.com/Panspermia10.html

L’ipotesi è che abbiano ragione quelli che sostengono che la Morte Nera fosse un virus emorragico (del tipo Ebola, Marburg e delle altre febbri emorragiche) e non un batterio (yersinia pestis), data la tipologia della sua espansione, non legata alla diffusione del Rattus rattus e Rattus norvegicus (assente in Islanda – cf. storico Gunnar Karlson – e raro nella zone rurali inglesi, che furono invece colpite ferocemente), la sua impressionante resistenza al freddo e caldo (le pulci non sopportano le temperature estreme e i climi troppo secchi, come l’inverno scandinavo e l’estate mediterranea, periodi in cui invece la Morte Nera imperversava) il periodo di incubazione molto lungo, la trasmissione rapidissima tra esseri umani e invece lentissima nelle pestilenze moderne imputate con certezza al batterio yersinia pestis (a dispetto dei mezzi di trasporto di massa), la sintomatologia, contagiosità e mortalità (3% contro oltre il 90%) sensibilmente diverse da quelle delle pestilenze moderne (es. Canton) e i risultati delle analisi molecolari compiute su dei campioni raccolti in fosse comuni in Francia, Italia, Inghilterra e Danimarca – dove è assente il batterio della peste, che è invece presente in altre sepolture non associate alla Morte Nera o alla Peste di Giustiniano (inoltre in altre fosse comuni dell’epoca della Morte Nera, in Scozia sono state trovate spore di antrace).

http://www.newscientist.com/article/dn4149-case-reopens-on-black-death-cause.html

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2630035/

http://black-death-revisited.org/

Il profilo genetico della yersinia pestis medievale europea non differisce sostanzialmente da quello orientale moderno.

http://www.nature.com/nature/journal/v478/n7370/full/nature10549.html

Per dar conto delle incongruenze i difensori dell’ipotesi yersinia pestis hanno chiamato in causa un’altra malattia che si è sovrapposta e diffusa parallelamente (mi pare una “spiegazione” po’ troppo conveniente):

http://books.google.it/books?id=yw3HmjRvVQMC&printsec=frontpage&redir_esc=y

“La peste nera non deriva dai topi, ma da un virus contagioso che potrebbe tornare in ogni momento. Lo sostengono nel libro Biologia delle Pesti due ricercatori dell’ Università di Liverpool, Gran Bretagna. Per secoli si era creduto che la peste bubbonica, capace di uccidere in 5 giorni dalla comparsa dei sintomi e che nel Medio Evo ha decimato la popolazione europea, fosse stata trasmessa da una specie di ratti. I due epidemiologi britannici, Susan Scott e Christopher Duncan, hanno invece scoperto che la peste deriva da un virus, che è lontanamente correlato a quello di Ebola che disintegra gli organi e li riduce in poltiglia”.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/07/21/la-peste-puo-tornare.html

“…due ricercatori dell’ università di Liverpool, Susan Scott e Christopher Duncan, autori del saggio Biology of Plagues pubblicato dalla Cambridge University Press. La loro tesi è che la peste del 1347-48, quella descritta dal Boccaccio nel Decamerone, e le pesti successive, fino a quella del 1630-31 descritta dal Manzoni nei Promessi Sposi, non furono pesti vere, cioè malattie epidemico-contagiose dovute – come fin qui s’è creduto – al bacillo denominato Yersinia pestis in onore del suo scopritore, il medico svizzero Alexandre Yersin che ne dimostrò la presenza nel materiale infetto durante l’epidemia di Hong-Kong del 1894. Le tesi, rivoluzionaria, è fondata su criteri clinici e su rilievi di epidemiologia, biologia molecolare e modellistica informatica. Essa colloca «il quadro delle pesti europee in una nuova cornice». Anzitutto ricordiamo che, com’è noto, la peste arrivò in Europa dall’Asia per la via del mare: entrò da Sud, dalla Sicilia, recata da navi genovesi importanti grano dalle terre bagnate dal Mar Nero, e dall’ Italia dilagò a macchia d’ olio nel continente fino all’ Inghilterra e ai Paesi scandinavi. Fu un’immane moria, che stroncò le vite di 30 milioni di europei (su una popolazione complessiva di 100 milioni). Clinicamente la malattia fu caratterizzata da febbre alta, fetore corporeo, sbocchi di sangue, macchie emorragiche sulla pelle, tumefazioni ghiandolari (bubboni): un quadro, affermano Scott e Duncan, che non è affatto specifico della peste da bacillo di Yersin, ma è proprio di altre malattie, del passato e del presente, che ebbero o hanno caratteristiche analoghe e analogo decorso iperacuto con esordio improvviso. Si tratta di malattie vecchie e nuove come l’ influenza «spagnola» del 1918, l’ Aids prima maniera, la malattia da virus Ebola: malattie, come si vede, non bacillari, ma virali. La peste che esordì in Europa nel basso Medioevo fu dunque dovuta a un virus? Di quella peste il Boccaccio e i testimoni coevi – medici e cronisti – descrivono l’andamento repentino, i decessi fulminei, i contagi immediati (cioè i contatti apparentemente da uomo a uomo). Non si parla né di topi (ospiti di prima scelta del bacillo di Yersin) né di pulci (vettrici del bacillo); si pensò che tale omissione fosse dovuta al fatto che pulci e topi erano una presenza quasi fisiologica in una società, come quella medievale, a corto d’igiene individuale e collettiva. Ma, rilevano i due attenti ricercatori di Liverpool, il topo marrone fece la sua comparsa in Europa mezzo secolo dopo la scomparsa spontanea della peste (che essi datano intorno al 1670). E d’altra parte il rapidissimo propagarsi dell’ epidemia come avrebbe potuto essere compatibile con un contagio murino, mediato da topi certamente ostacolati nei loro percorsi dalle barriere naturali dei fiumi, dei monti, dei mari? Il contagio, si afferma, non poté che essere interumano, trasmesso dall’ uomo all’ uomo attraverso le vie di comunicazione transfluviali, transmarine, transalpine….

Giorgio Cosmacini

http://archiviostorico.corriere.it/2002/agosto/28/Boccaccio_Manzoni_Non_vera_peste_co_0_0208285619.shtml

Alcuni biologi dell’Università di Liverpool, nel Regno Unito, hanno pubblicato un nuovo studio dal quale risulta che, se il dieci per cento degli europei è immune al virus dell’Hiv, ciò è dovuto alle epidemie che si diffusero nel continente in epoche passate. Gli scienziati sanno da tempo che queste persone sono portatrici di una mutazione genetica (del gene chiamato Ccr5) che impedisce al virus dell’Hiv di penetrare nel loro sistema immunitario. A sconcertarli è stato il fatto che l’Hiv è comparso solo di recente e quindi non può aver fatto aumentare la frequenza della mutazione fino ai livelli elevati che si riscontrano oggi in alcune parti d’Europa. Tuttavia, un nuovo studio condotto da Christopher Duncan e Susan Scott attribuisce la grande diffusione della mutazione al fatto che essa previene il contagio anche da un’altra malattia virale mortale che ha devastato l’Europa in passato. Secondo il professor Duncan, “Il fatto che la […] mutazione sia limitata all’Europa sta ad indicare che le epidemie del Medio Evo hanno svolto un ruolo fondamentale nell’aumento della frequenza della mutazione. Anche queste epidemie rimasero confinate all’Europa, si protrassero per oltre 300 anni ed ebbero un tasso di mortalità del 100 per cento”. Mentre alcuni storici hanno cercato di sostenere che le varie epidemie che si diffusero in Europa nelle epoche passate erano focolai di peste bubbonica, che è una malattia batterica, il professor Duncan e la dottoressa Scott hanno dimostrato che in realtà si trattava di epidemie di una febbre emorragica virale e letale che utilizzava il gene Ccr5 per penetrare nel sistema immunitario. Avvalendosi di modelli computerizzati, i due ricercatori hanno dimostrato come il manifestarsi di questa malattia nel corso della storia abbia fornito la pressione selettiva necessaria – offrendo semplicemente protezione da una morte altrimenti certa – a fare aumentare la frequenza di questa mutazione genetica da 1 caso su 20.000 all’epoca della “morte nera”, nel 1347, ai valori odierni di 1 caso su 10. “L’epidemia emorragica non scomparve dopo la grande peste di Londra del 1665-66, ma continuò a dilagare in Svezia, a Copenaghen, in Russia, in Polonia e in Ungheria fino al 1800”, ha concluso il professor Duncan. “Il perdurare dell’epidemia emorragica ha determinato il protrarsi della pressione selettiva sulla [mutazione genetica] ed è per questo che oggi essa si riscontra con la massima frequenza in Scandinavia e in Russia”.

http://www.marketpress.info/StoNotiziario_det.php?art=19301&pag=3&g=20050314

Se le cose stanno così, i governi che approvano ed acquistano antibiotici e vaccini inutili starebbero facendo l’ennesimo favore alle case farmaceutiche, a spese dei contribuenti:

http://fanuessays.blogspot.it/2011/12/terrorismo-sanitario-e-vaccinazioni-di.html

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/12/vaccini-vaccinazioni-vaccate-il-dibattito-e-aperto/

Cosa sta succedendo ai Clinton?

Ho chiesto sul magico FB:

“Che cavolo sta succedendo a Hillary e Bill Clinton, ultimamente? Negli ultimi due anni sembrano diventati due vecchi decrepiti. Posso immaginare che lei sia sotto “stress”, ma lui? (troppo poco sesso?)

Sono trasandati, sciupati, trascurati. E’ come se ad entrambi non interessasse più la loro immagine, l’impressione che danno agli altri. Eppure lei è Segretario di Stato”.

E prontamente è arrivata la risposta:

“Ah no, Bill non so ma Hillary ha aderito ad una nuova tendenza femminil-femminista che prescrive di mostrarsi naturali, non truccarsi e frequentare poco il parrucchiere. Negli Usa è l’ultimo grido emergente. Giuro!

Bill è diventato vegano (non solo vegetariano), se la memoria non mi inganna. e segue una di quelle diete natural salutiste, del tipo: solo sedano crudo 🙂 Su questo esagero un po’, non ricordo bene, ma il succo è comunque una dieta “naturale”, esclusivamente vegetale e forse anche crudista

Come volevasi dimostrare!

A disilludere chi pensa di ‘limare’ il girovita imitando la svolta green dell’ex inquilino della Casa Bianca è la nutrizionista romana Sara Farnetti.   “L’errore che spesso si commette cercando la soluzione estrema, ad esempio quella vegana, ai problemi di peso – spiega la Farnetti all’Adnkronos Salute – è di abusare degli zuccheri contenuti negli alimenti ‘alternativi’ come la frutta, i cereali, la farina, la pasta e il riso. Causa, però, di squilibri del pancreas e dell’aumento di peso”.   “In realtà – prosegue l’esperta – la filosofia vegana prescrive i cereali integrali: il miglio, l’amaranto, il riso nero. Complicati da trovare e spesso costosi”.  “Senza dimenticare che l’esclusione totale delle proteine dal regime alimentare – avverte la nutrizionista – è uno stress per l’organismo soprattutto se poi si sostituiscono con i legumi”. Che fra l’altro sono “ricchi di acido fitico, un ostacolo all’assorbimento di minerali come calcio, ferro, magnesio e zinco”.   Ma come si spiega la nuova immagine di Clinton? “Se si passa in tarda età ad un nuovo regime alimentare – risponde la Farnetti – si ottengono buoni risultati. Perché, ad esempio, l’organismo di un over 50 ha meno necessità di carne. Ma non necessariamente si deve ricorrere alla dieta vegan”.  Per la specialista basterebbe eliminare le cattive abitudini a tavola, “fare sport ed essere più salutisti nello scegliere gli alimenti”.
http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/In_Privato/Meno-9-kg-per-Bill-Clinton-da-onnivoro-a-vegetariano-Ma-esperta-disillude-emuli_312365829448.html

Oetzi, il paleouomo che non faceva la paleodieta: e si vede!

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

Oetzi circolava per le valli tirolesi circa 5300 anni fa.

Recentemente è stata completata la mappatura del suo DNA.

L’esame dello smalto dei denti e del polline indicano le origini di Oetzi: “Ciascuno di noi, fin dalla prima infanzia, accumula nel proprio smalto dentario isotopi di stronzio, piombo ed ossigeno. Raffrontando la loro concentrazione con quella di campioni di suolo ed acqua, si può risalire con una certa precisione al luogo in cui una persona è vissuta. E per Ötzi questo luogo è l’Alto Adige. Egli trascorse la sua prima infanzia in Val d’Isarco e solo più tardi si spostò in Val Venosta”

www.iceman.it/it/faqs-oetzi-it

In Val Venosta lavorò presso una fonderia [forte contenuto di arsenico e rame nei capelli].

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14593178

Il giorno della sua morte era ben equipaggiato per il clima alpino (pelli di pecora, capra e vacca ad indicare che era un contadino allevatore) ed era armato. Forse era diventato un brigante o era in fuga da una banda di inseguitori dopo uno scontro [tracce di sangue di altre quattro persone sul suo corpo]. Fu ucciso da una freccia nella schiena:

http://www.nationalgeographic.it/scienza/2012/05/03/news/ritrovato_su_tzi_il_sangue_pi_antico-1002238/index.html

Aveva gli occhi marroni, i capelli castani, soffriva di intolleranza al lattosio, di una predisposizione alle cardiopatie, artriti, arteriosclerosi e borreliosi (malattia di Lyme, trasmessa dalle zecche) e i suoi polmoni erano anneriti dal fumo della fonderia:

http://www.nationalgeographic.it/scienza/2012/02/28/news/povero_tzi_soffriva_di_arteriosclerosi-877592/index.html

L’aplotipo sanguigno, molto raro in Europa, indica che era discendente di immigrati dal Vicino Oriente, non di cacciatori e raccoglitori locali:

http://www.nationalgeographic.it/scienza/2012/02/28/news/povero_tzi_soffriva_di_arteriosclerosi-877592/index.html

I resti alimentari del suo stomaco (chimo) appartengono a tre pasti a base di cereali (orzo e farro), carne di stambecco e cervo (avariata, con vermi), radici, frutta e semi:

http://www.nationalgeographic.it/scienza/2011/10/20/news/lultimo_pasto_di_tzi-602292/index.html

La modalità di consumo e danneggiamento dei denti e l’analisi isotopica mostrano che la sua dieta, pur essendo variata, era tendenzialmente vegetariana [i cacciatori-raccoglitori sono quasi esenti da carie per via del ridotto consumo di carboidrati, che sono zuccheri],

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10064623

http://news.discovery.com/history/oetzi-iceman-bad-teeth-110615.html

“La sua dentatura rivela una carie incipiente, una paradentosi e superfici di masticazione molto usurate dalle impurità presenti nei cereali macinati a pietra”.

www.iceman.it/it/faqs-oetzi-it

ma consumava latticini, pur essendo intollerante, e così si ritrovò a soffrire di calcoli biliari. L’intolleranza al lattosio era piuttosto diffusa a quel tempo:

http://www.newscientist.com/article/dn11261-early-europeans-unable-to-stomach-milk.html

http://www.pnas.org/content/104/10/3736.abstract

“I cereali erano un alimento base nella dieta di allora, che veniva completata con vegetali come il prugnolo, le mele selvatiche, i funghi, le bacche e i legumi”.

http://www.iceman.it/it/faqs-oetzi-it

Il suo ultimo pasto, mentre era in fuga, è stato quasi unicamente a base di carne (forse cruda):

http://www.sciencenews.org/view/generic/id/333533/title/The_Icemans_last_meal_goat

È morto a 45 anni. Era magro e di corpo robusto. Alto 1 metro e 65, ossia nella media dei popoli che consumano pochi latticini o non ne consumano affatto.

Come abbiamo visto, non era l’immagine della salute: “le articolazioni mostrano segni di usura, i suoi vasi sanguigni erano calcificati, i denti consumati e l’intestino era infestato da tricocefali. Un’unghia delle dita rinvenuta negli scavi successivi dimostra che soffriva di una patologia cronica e i profondi solchi trasversali indicano inoltre che il suo sistema immunitario era stato esposto a forti stati di stress circa 8, 13 e 16 settimane prima di morire. Si è anche potuto dimostrare che aveva subito una frattura multipla delle costole, peraltro perfettamente sanata, ed una rottura del setto nasale”.

http://www.iceman.it/it/faqs-oetzi-it

I tatuaggi avevano finalità terapeutiche, non decorative: “Su tutto il corpo Ötzi ha circa 60 tatuaggi, realizzati tramite sottili incisioni e non, come oggi, con degli aghi. Questi segni si trovano in corrispondenza delle articolazioni più usurate, che probabilmente causavano ad Ötzi forti dolori: nella zona lombare, al ginocchio destro, ai polpacci e alle articolazioni del piede. I tatuaggi servivano a recidere piccoli fasci di fibre nervose, e questo portava ad un’attenuazione del dolore. Essi erano quindi presumibilmente una terapia antidolorifica e non un ornamento per il corpo”.

www.iceman.it/it/faqs-oetzi-it

Oetzi era affetto da tutti i problemi della transizione all’agricoltura e quindi da una dieta a base di carne e piante selvatiche ad una a base di cereali:

http://lopo.it/2009/04/11/il-peggior-sbaglio-nella-storia-della-razza-umana/

Tra i vari problemi: bassa statura, carie, deformità, sedentarietà, maggiore diffusione di parassiti, batteri e virus che richiesero molte generazioni per generare una risposta adattiva [Cohen, Mark N, and Gillian M. M. Crane-Kramer. Ancient Health: Skeletal Indicators of Agricultural and Economic Intensification. Gainesville: University Press of Florida, 2007

http://books.google.it/books?id=d1J4QgAACAAJ&dq=Ancient+Health:+Skeletal+Indicators+of+Agricultural+and+Economic+Intensification.&hl=it&sa=X&ei=_kG6T-KQBaOE4gSt_qHyCQ&ved=0CDYQ6AEwAA]

Ancora oggi, una dieta macrobiotica causa gravi carenze minerali, vitaminiche e proteiche con conseguenze serie e durevoli anche per lo sviluppo cognitivo di bambini ed adolescenti:

http://www.softwaredidattico.it/EducazioneAlimentare/ac310000h.htm

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC506467/

Principalmente a causa dell’acido fitico, uno dei tanti antinutrienti presenti nei cereali

http://it.wikipedia.org/wiki/Acido_fitico

Cosa sono gli anti-nutrienti e perché sono tossici ed impediscono all’organismo di assimilare i nutrienti essenziali?
http://www.maurobasilico.it/2012/02/gli-antinutrienti-o-sostanze-tossiche-naturali-degli-alimenti/

A questo punto c’è da capire perché questo non sia riconosciuto come il problema centrale della società contemporanea. Diete sbagliate a base di zuccheri ed antinutrienti rimbambiscono letteralmente la gente e salassano i contribuenti con i costi dell’assistenza ospedaliera:

http://www.livescience.com/20329-sugar-stupid.html

Forse le case farmaceutiche hanno interesse a non far sapere come curarsi con una dieta sana e non con mille farmaci?

Gli altri primati, purtroppo per loro, sono soprattutto vegetariani (mangiano anche un po’ di insetti e piccoli vertebrati) ed è assai probabile che proprio la dieta umana basata essenzialmente sulla carne abbia offerto la spinta evolutiva necessaria a farci diventare quel che siamo (nel bene e nel male):

* la carne ha permesso di sviluppare un cervello più voluminoso:

http://www.sciencedaily.com/releases/2012/04/120420105539.htm

* vantaggiosa è stata la cottura della carne (assurdo essere crudisti):

http://phys.org/news/2011-11-cooking-energy-meat-driven-human.html

* invece l’introduzione dei cereali è stata disastrosa sotto ogni punto di vista: muscolare, dentale, osseo, cardiovascolare e cerebrale: (a) Gli esseri umani che vivono in società industriali sono gli unici mammiferi a soffrire di ipertensione e sono gli unici primati non in cattività a diventare obesi; (b) L’introduzione di mais, frumento, riso ed altri cereali nella dieta umana è coincisa con una sensibile riduzione della statura e della capacità cranica (-11% dal tardo paleolitico), l’aumento delle malattie orali (carie: prima <5%, poi >24%), la diminuzione della densità delle ossa e dell’indice pelvico del 22% (!!!),  e svariati altri problemi; (c) gli indigeni americani hanno cominciato a consumare il mais in modo continuativo solo a partire dall’800 d.C., periodo che coincide con il declino della civiltà maya; (d) la mortalità infantile non è cambiata nella transizione da caccia e raccolta ad agricoltura (non c’è stato neppure quel vantaggio); (e) lo status delle donne si è degradato; (f) abbiamo mangiato tuberi (cotti) per almeno 1 milione e mezzo di anni, quindi siamo perfettamente adattati a quel tipo di cibo; (g) la dieta umana è sempre stata scarsa in fibre, quella degli altri primati molta ricca in fibre; (h) homo sapiens ha sempre mangiato tanta carne.

http://www.amazon.com/Human-Diet-Its-Origin-Evolution/dp/0897897366
http://www.amazon.com/Pandoras-Seed-Unforeseen-Cost-Civilization/dp/1400062152

“L’origine della produzione alimentare africana è dunque controversa e spesso c’è una certa discrepanza fra le prove linguistiche, che in genere suggeriscono origini antiche per l’agricoltura e l’allevamento, e la ricerca archeologica, da cui si ricavano solitamente datazioni posteriori. Né è chiaro il motivo per il quale si sarebbe iniziato a produrre cibo. La teoria secondo cui la produzione alimentare ebbe origine nel Vicino Oriente, diffondendosi poi in tutta l’Africa, dove venne adottata con entusiasmo da cacciatori-raccoglitori affamati, non è infatti sostenibile. Lo studio sugli odierni cacciatori-raccoglitori dimostra che alcuni di essi possono procacciarsi una maggiore quantità di cibo con meno fatica e più libertà di quanto non facciano quasi tutti i popoli di allevatori e agricoltori. I resti scheletrici rinvenuti nel Sudan nilotico provano che una delle conseguenze della produzione alimentare fu la malnutrizione, insieme forse al diffondersi delle malattie, giacché è probabile che molte malattie infettive dell’uomo venissero contratte anche dagli animali domestici. Il dissodamento della terra per renderla adatta alla coltivazione favorì la diffusione della malaria…”.

J. Iliffe, “Popoli dell’Africa: storia di un continente”, Bruno Mondadori, 2010, p. 15 (Ringrazio Beniamino Franceschini).
Dunque i dati paleoantropologici e clinici ci riportano qui:

http://fanuessays.blogspot.it/2011/11/la-celebre-paleodieta-grande-richiesta.html

e qui:

http://www.dissapore.com/salute/mangiare-i-grassi-e-vivere-bene/

http://www.dissapore.com/salute/colesterolo-il-killer-la-parola-alla-difesa/

http://www.dissapore.com/salute/perche-ingrassiamo/

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