“La Grecia è salva” – Le ultime parole famose di Massimo Giannini

Le potete leggere su Affari & Finanza di oggi, 12 marzo 2012.
Un editoriale che si rivelerà imbarazzante per il direttore del supplemento di Repubblica del lunedì che, inspiegabilmente, è stato affidato ad un laureato in giurisprudenza. E si vede!

Tre analisi che vanno oltre la retorica ufficiale che ha imbambolato Giannini.

“Stiamo tenendo il fiato per l’esito di un programma complesso e incerto, che a tutto servirà tranne che a risolvere il problema dell’economia greca e neppure di quella europea. Già circolano stime secondo cui non solo la Grecia, ma anche il Portogallo avranno presto bisogno di un altro ciclo di interventi, sempre spacciati per “aiuti” perché è bello far leva su sentimenti nobili.  Perchè allora montare un meccanismo così complesso? Semplicemente, per consentire alla Grecia di coprire il suo fabbisogno finanziario fino al 2014, senza ricorrere al mercato. Come ha documentato il Sole 24 Ore, con 176 miliardi (cioè con i 130 attuali e il completamento dei fondi stanziati nel 2011), la Grecia sarebbe in grado di fronteggiare tutti i suoi impegni del triennio, compresa una ricapitalizzazione delle banche per 50 miliardi. E dopo? È difficile pensare che ci si aspetti che a quel punto la Grecia sia risanata e i sottoscrittori privati di titoli accorrano nuovamente festanti.

Lo stesso Financial Times ha scritto che il governo greco sta tagliando il ramo su cui è seduto. È più probabile che ci si attenda che a quel punto l’economia europea e il suo sistema bancario siano più robusti e in grado di assorbire meglio l’impatto di un evento traumatico collegato alla Grecia o a qualche altro piccolo paese periferico. Dimenticando però di avviare le riforme necessarie per mettere sotto controllo i settori del credito (come i derivati e in particolare quelli sul rischio di credito) che oggi fanno tanto paura proprio perché totalmente sconosciuti e incontrollati. Perché fra tre anni dovrebbero fare meno paura, se continueranno a operare come oggi? Poiché la politica europea non è in grado di prendere decisioni se non quelle del rigore fiscale e poiché di regolamentare più rigidamente le banche non si parla più, va quindi bene a tutti di spostare un po’ in là nel tempo il problema del debito greco e lasciare che la Bce con interventi eccezionali inondi di liquidità il mercato per favorire le banche nell’immediato e attendere che queste sostengano una ripresa economica ancora di là da venire. Qui non è questione di essere ottimisti o pessimisti, è proprio il gioco del dare e dell’avere che non torna”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/09/grecia-chiamateli-aiuti/196311/

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“Insomma, la Grecia ha fatto default sul 105 miliardi di euro, ma ha aggiunto nuovo debito per 172 miliardi – nuovi prestiti di Ue e Fmi – oltre ai 107 di debito garantito e debitamente “nascosto” finora: dopo lo swap, quindi, Atene si è caricata di 279 miliardi tra nuovo debito e debito non contabilizzato! E sapete perché non era contabilizzato? Perché non era “in nome della Repubblica di Grecia”, ma “garantito dalla Repubblica di Grecia”! Ah beh, gran bella differenza! Quattro domandine quattro, per concludere. La Grecia, al netto dei prestiti di Fmi e Ue, ha un debito maggiore o minore dopo lo swap e il default selettivo? Come pagherà la Grecia quei 107 miliardi di dollari di debito garantito (scattando i cds, non ci sono storie, né dispute nominalistiche da fare)? Se la ragione dell’intero pacchetto di misure per la Grecia era riportare la ratio debito/Pil al 120%, creare maggiore debito è la strada giusta e fiscalmente possibile? Non sarà che l’unica ragione dell’intero programma, invece, era soltanto quella di proteggere le banche europee esposte alla Grecia? Provate a darvi una risposta e vedrete con occhi diversi la pantomima che si terrà oggi e domani, ovvero l’Eurogruppo e l’Ecofin che si riuniranno per decidere lo sblocco dei 130 miliardi di nuovi aiuti”.

http://www.rischiocalcolato.it/2012/03/e-ora-spunta-un-debito-nascosto-della-grecia.html

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“So, Greece defaulted. In the beginning, May 2010 to be precise, Europe and the IMF put up the largest loan in history supposedly to avert any kind of debt restructuring.  Then, when by the summer of 2011 it had become clear that debt restructuring was unavoidable, Europe embarked on ten months of navel gazing and a series of odd negotiations in order to effect the type of debt restructuring that would not, we were told, trigger CDS contracts. This week the default occurred and the CDS contracts were triggered. In terms of the troika’s own criteria, this was a spectacular failure to meet both targets”.

http://yanisvaroufakis.eu/2012/03/12/what-was-it-all-for-the-latest-greek-bailout-psi-in-the-morning-afters-cold-light/

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