La crisi ucraina come crogiolo di un nuovo modello femminile globale?

 

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

Natalia Poklonskaya, nuovo procuratore generale della Crimea, è diventata un fenomeno globale – specialmente in Giappone, Cina e Corea del Sud –, un nuovo modello femminile che unisce giovinezza (ha 34 anni) bellezza, dolcezza, determinazione, autorità e autorevolezza, superando il prototipo patriarcale della donna vista come, alternativamente, angelo del focolare o strega-prostituta, al servizio di lotte di potere tra uomini.

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La Poklonskaya viene contrapposta alle donne che scimmiottano gli uomini per farsi strada in politica (Timoshenko, Lagarde, Clinton, ecc.)

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La Timoshenko nella parte del boss mafioso

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La malvagia strega dell’ovest

Poklonskaya è anche l’antidoto alle pop-softpornostar come Miley Cyrus, Femen, Pussy Riot, ecc. coi loro seni al vento, slogan e testi dozzinali, le “minzioni di protesta” sui marciapiedi, le orge nei musei di scienze naturali, gli atti osceni nei supermercati con polli surgelati, i “concerti” irreligiosi in cattedrale, ecc.

Donna ucraina ferma un carro armato

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La sconsolante verità, però, è che se non ci sarà un risveglio generale delle coscienze, questi bagliori si spegneranno. Il fatto è che schiavi siamo (servitù del debito, dell’usura, delle rendite, della paura e del risentimento) e schiavi resteremo finché attenderemo che qualche messia (Putin/Obama) o qualche forza internazionale (BRICS) venga a liberarci.
Questa cosa va capita.

La Banca dei Regolamenti Internazionali controlla anche le banche centrali dei BRICS e sono stati i BRICS a chiedere per anni una riforma del FMI, che ora stanno per ottenere (ormai solo il Congresso americano si oppone alla riforma e Obama è favorevole). I BRICS non sono contro il sistema finanziario globale. Vogliono solo la loro fetta.

In questo senso la crisi Ucraina servirà solo per spianare la strada a un “nuovo” sistema che è così simile al vecchio da far pensare che sia un serpente che cambia la pelle e poi si spaccia per un altro.

Un risveglio delle coscienze, invece, farà in modo che le future strutture di ulteriore accentramento del potere nel mondo – una volta rimosse le mele marce e una volta che le persone avranno finalmente capito che il marcio ai piani alti è il riflesso della nostra incapacità di far pulizia dentro ciascuno di noi depsicopatizzando la civiltà umana – possano limitarsi a coordinare le autonomie locali (unità nella diversità) – assumiamo il controllo del Cavallo di Troia/Golem (Nuovo Ordine Mondiale targato BRICS) e mettiamolo al servizio dell’intera umanità ed ecosfera. Facciamo in modo che la crisi ucraina divenga il crogiolo di un nuovo modello umano globale
http://www.futurables.com/2014/02/07/e-possibile-porre-fine-alle-crisi-finanziarie-una-volta-per-tutte/

“Vagine in rivolta” (i nuovi idoli dei media occidentali)

“Pussy Riot” sono le “rivoluzionarie russe” celebrate dalla Repubblica.

Il quotidiano arriva a chiamarle “pasionarie”, eroine delle proteste contro il regime (i nemici della NATO sono sempre “regimi”, gli amici sono sempre “governi”, anche quando sono teocratici-assolutisti e destabilizzano altre nazioni).

PUSSY RIOT. È “singolare” che l’articolista, Anais Ginori, abbia scelto di non tradurre il loro nome – “la sommossa della figa” – limitandosi a definirlo “nome ammiccante” e che, da femminista, non abbia nulla da eccepire al fatto che altre donne usino i loro corpi nudi per richiedere la loro scarcerazione.

La Ginori ha stabilito che la Russia è una dittatura e che questa punk band e la blogger egiziana che si mostra nuda su internet sono assimilabili a Aung San Suu Kyi (!!!) ed alle tre più recenti Nobel per la Pace (!!!).
http://stefanofait.tumblr.com/post/71002131125/khodorkovsky-le-vagine-rivoltanti-sic-e-lidolatria

Nessun dubbio sull’appropriatezza di infilarsi polli in vagina davanti ai bambini, inscenare un’orgia in un museo, fare concerti in piazza o sui tetti degli edifici pubblici senza aver richiesto alcuna autorizzazione, od occupare una cattedrale dove si onorano i caduti di guerra russi per fare un concertino punk anti-putin e blasfemo, infischiandosene dei credenti e dei loro diritti. In Italia o in qualunque altro paese sarebbe legale? Non sarebbero in stato di fermo? Amnesty International le dichiarerebbe “prigioniere politiche”?

Infine, nessun riferimento al fatto che gli autoproclamati leader della protesta anti-Putin siano assidui frequentatori dell’ambasciata americana.

Il tutto, purtroppo, rientra nella campagna di propaganda che sta preparando la terza guerra mondiale, come la preparano le esercitazioni navali occidentali e russe davanti alle coste siriane.

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Nel 2010 Charlie Gilmour, il figlio del chitarrista dei Pink Floyd, David Gilmour, è stato arrestato per condotta violenta. Charlie Gilmour, 21 anni, era stato fotografato dopo che si era arrampicato sul Cenotafio – che ricorda i caduti di tutte le guerre – aggrappandosi alla ‘Union Jack’. Il ragazzo si era successivamente scusato per “il terribile insulto” e aveva definito il suo gesto “un’idiozia”.

Gli hanno dato 16 mesi, di cui 8 da passare in carcere!
ecco le parole del giudice: «Lei, a differenza di molte persone che vedo arrivare qui, ha avuto il vantaggio di un’intelligenza acuta e di ottimi studi. Conosce il lusso e il benessere. Mi rifiuto di pensare che non sapesse che cosa faceva. E strappando la bandiera ha insultato la memoria di uomini morti per garantire anche a lei il diritto di protestare».
http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/411776/

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Riesamino quel che ho fatto in questo post, a beneficio di tutti i lettori:

* Ho analizzato il carattere propagandista di un articolo che ignora il fatto che le azioni di quelle tizie le avrebbero portate all’arresto in una qualunque DEMOCRAZIA LAICA. Pensiamo a cosa sarebbe successo se una punk band italiana avesse fatto un concerto non autorizzato in una moschea o sinagoga italiana, o a San Petronio – è davvero così difficile condividere lo sdegno che si sarebbe levato? Siamo diventati così intolleranti nei confronti delle persone religiose? Le tizie in questione hanno ammesso di aver suonato nella cattedrale mentre i credenti pregavano ed hanno ammesso di sapere che si trattava di un crimine; ergendosi poi a paladine della lotta contro le ingiustizie del sistema penale russo si sono rese ridicole ed hanno presumibilmente oltraggiato chi le giudicherà. Se la potevano cavare con una sanzione, ma hanno voluto trasformare il caso in un evento mediatico e ora chissà.

* Ho cercato di evidenziare come nulla di tutto questo abbia a che fare con Putin, visto che la denuncia proviene dalla Chiesa ortodossa e riguarda l’occupazione di una cattedrale durante un rito: l’accusa è di vandalismo, non vilipendio (cf. Pietro Ricca e il suo “buffone” rivolto a Silvio Berlusconi);

* Ho denunciato la sciagurata equazione Aung San Suu Kyi (e le altre premio Nobel per la Pace) = rockettare in cerca di fama e leader degli occupanti cileni (celebre unicamente per la sua avvenenza e scelta come portavoce principalmente per la sua avvenenza);

Aggiungo ora che le loro azioni “dimostrative”, insultando la fede di milioni di credenti, hanno permesso a Putin di ergersi a difensore della fede e dei loro diritti fondamentali, ricompattando ulteriormente l’opinione pubblica russa dietro di lui. Ma, forse, l’intento di chi le sta usando propagandisticamente non è quello di screditare Putin in Russia, bensì quello di eccitare gli animi nei paesi NATO, in vista della resa dei conti. In quel caso la mossa è effettivamente brillante. 

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