Nel 2014 Nostradamus sarà demodé

https://twitter.com/stefanofait

La maggioranza di persone che si sente in dovere di opporre resistenza al disvelamento della verità/realtà, nel timore di perdere il sonno, o il senno: questo è il più grave problema del nostro tempo.

Nostradamus-Predictions

RUSSIA

Le più grandi esercitazioni militari dai tempi dell’Unione Sovietica: 160mila uomini, 1000 carri armati, 130 aerei, 70 navi
http://rt.com/news/russia-war-games-far-east-084/


STATI UNITI

Non molti europei sanno che l’austerità imposta dai neocon agli Stati Uniti è anche più terribile di quella europea e i suoi effetti si faranno sentire proprio nel 2014: tagli del 26% a istruzione, sanità, lavoro. La popolazione americana non è in grado di reggere l’urto di questa macelleria sociale

http://www.bloomberg.com/news/2013-05-28/when-sequestration-becomes-devastation.html

Chi ha già intuito le ripercussioni di queste disegno criminale e suicida (gli oligarchi si servono degli Stati Uniti, non rappresentano gli Stati Uniti) si sta mobilitando:
http://againstausterity.org/

REGNO UNITO

Stato maggiore inglese informa Cameron che fornire armi ai ribelli non servirà a nulla. O si invade, o l’esercito siriano vincerà
http://www.dailymail.co.uk/news/article-2363803/PM-ditches-plan-arm-Syrian-rebels-military-chief-says-hardly-worth-unless-launches-war.html

TALEBANI IN SIRIA

Non bastavano gli alqaedisti, ora in Siria a combattere contro Assad ci sono anche i talebani del Pachistan, ossia gli stessi che sono in guerra con l’Occidente in Afghanistan
http://uk.reuters.com/article/2013/07/14/uk-pakistan-syria-taliban-idUKBRE96D03C20130714

SIRIA

In media ogni dieci anni, gli Stati Uniti devono abbrancare qualche nazionucola e sbatterla contro il muro, per far capire al mondo che facciamo sul serio.

Michael Ledeen

Rivolta siriana nel caos: lotta intestina tra alqaedisti e insorti siriani ad Aleppo. Intanto l’esercito regolare sta riprendendo Hama e Homs, poi mancherà solo Aleppo:

http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/nemici-Assad-dichiarano-guerra.aspx

Entro la fine dell’anno Assad avrà ripreso Aleppo e avrà vinto la partita. Gli Stati Uniti non possono perdere, perché la sopravvivenza del dollaro è unicamente garantita dal loro status di invincibili superbulli che possono imporre il dollaro come riserva globale con la forza delle armi. Spezzato l’incantesimo, un potere basato su una percezione distorta della realtà viene a mancare: sarebbe la fine per i bulli maggiori ma anche i loro alleati, i bulli minori, specialmente quelli medio-orientali. Per questo gli Stati Uniti (e Israele) se la prendono solo con chi non può opporre una seria resistenza (tipico dei bulli).

Per questo Israele, USA, Arabia Saudita e Qatar devono inventarsi qualcosa nei prossimi mesi. Un qualcosa che potrebbe risultare catastrofico.

La Russia, infatti, non molla la presa:

Lavrov chiede all’ONU di rendere pubblico il contenuto dell’inchiesta russa che dovrebbe provare l’uso del sarin da parte degli insorti

http://sana.sy/eng/22/2013/07/10/491749.htm

e attende ancora un’inchiesta turca sugli insorti siriani arrestati in Turchia per detenzione di armi chimiche

http://italian.ruvr.ru/2013_05_31/Lavrov-vuole-uninchiesta-sullarresto-in-Turchia-dei-ribelli-siriani-con-il-sarin/

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ISRAELE

Alla fine Israele si troverà preso tra due fuochi

Vladimir Putin, 2012

La dissoluzione totale del Libano in cinque province serve come precedente per tutto il mondo arabo, inclusi l’Egitto, la Siria, l’Iraq e la penisola arabica e sta già percorrendo quella strada. La successiva dissoluzione della Siria e dell’Iraq in aree etnicamente o religiosamente distinte, come in Libano, è l’obiettivo primario di Israele sul fronte orientale nel lungo periodo, mentre la dissoluzione del potere militare di questi stati costituisce l’obiettivo primario a breve termine. La Siria si disgregherà in diversi staterelli, in conformità con la sua struttura etnica e religiosa, come succede nell’attuale Libano.

Oded Yinon, consulente del ministero degli esteri israeliano, “A Strategy for Israel in the Nineteen Eighties”, 1982

http://www.historycommons.org/entity.jsp?entity=oded_yinon

Israele ha effettuato un nuovo test missilistico. Gerico può atomizzare un luogo distante 5mila km (Islanda, Madagascar, Bangladesh, Senegal, Mongolia)

http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/128432

Israele ha bombardato il porto siriano di Latakia e ha perso un F16, caduto in mare. Probabile obiettivo: missili anti-nave russi.

http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2013/7/13/Siria-Cnn-raid-su-Latakia-opera-di-forze-israeliane/411745/

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2013/07/14/Siria-Times-Latakia-raid-israeliano_9020864.html

attacco in ritardo: immagini dimostrano che non c’è stata alcuna esplosione di missili colpiti – erano già stati trasferiti (buco nell’acqua per Israele che perde un aereo per un pugno di mosche)

http://www.richardsilverstein.com/2013/07/14/latakia-msm-and-why-rodney-dangerfield-was-right/

Se l’obiettivo israeliano è quello di distruggere dei missili che impediscono il blocco navale della Siria, allora la progettata invasione è ancora sul tavolo, nonostante l’opposizione di Obama.

Israele continua a fare pressioni su Obama per attaccare l’Iran:
http://www.presstv.ir/detail/2013/07/15/313826/israel-says-might-go-solo-to-strike-iran/

Israele sta preparando un’invasione del Libano?

http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=201356284

Saad Hariri, già primo ministro libanese ed ex alleato di ferro di Israele, accusa quest’ultimo di aver perpetrato un recente attentato terroristico a Beirut

http://www.dailystar.com.lb/News/Politics/2013/Jul-09/223073-hariri-blames-israel-for-beirut-suburb-bombing.ashx

Israele ammassa truppe al confine con la Siria

http://www.israelhayom.com/site/newsletter_article.php?id=10647

Israele pronto ad intervento in Libano e Siria

http://www.washingtonpost.com/world/middle_east/israeli-military-prepares-for-lebanon-and-syria-threats-despite-turmoil-in-egypt/2013/07/12/a3190628-eabe-11e2-818e-aa29e855f3ab_story.html

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EGITTO

Sinai: Egitto e Israele militarizzano l’area

http://www.timesofisrael.com/cairo-seeking-israeli-okay-to-widen-sinai-offensive/

http://www.debka.com/article/23109/Israeli-green-light-for-big-Egyptian-Sinai-offensive-after-Islamists-fail-to-assassinate-Egyptian-general

http://www.washingtonpost.com/world/middle_east/islamic-militants-intensify-attacks-in-egypts-sinai-after-morsis-fall/2013/07/13/311d95dc-ebb5-11e2-818e-aa29e855f3ab_story.html

Morsi cercava in tutti i modi di risparmiare l’austerità a quegli stessi egiziani che hanno applaudito i golpisti – gli USA volevano che lui tagliasse i sussidi per le masse immiserite: “The United States believes those changes — including a reduction of food and electricity subsidies — are necessary to help bring Egypt out of its crushing deficit and economic malaise”.

http://www.nytimes.com/2013/07/10/world/middleeast/aid-to-egypt-from-saudis-and-emiratis-is-part-of-struggle-with-qatar-for-influence.html?pagewanted=all&_r=0

Per pura coincidenza i golpisti appoggiano un governo di tecnici neoliberisti pro-austerità (dove l’ho già sentita questa?) e, sempre per pura coincidenza, a guidare le finanze egiziane sarà proprio l’incaricato di negoziare con il FMI

http://www.jpost.com/Breaking-News/Egypt-IMF-negotiator-to-be-offered-finance-minister-post-319715

Entro la fine dell’anno gli egiziani non avranno più nulla da perdere e l’Egitto esploderà definitivamente.

GRECIA E UNIONE EUROPEA

I governi europei devono sempre più fare affidamento sull’autoritarismo per poter mantenere la rotta, sia nel modo in cui trattano i loro cittadini sia nel modo in cui si trattano l’un l’altro, in particolare i governi del Nord nei confronti dei loro omologhi del Sud. Abbiamo così la quarta crisi: la crisi della democrazia europea. E più l’Europa continua a negare la natura sistemica della sua crisi più grande diventerà il deficit democratico e più europei finiranno per vedere nell’Europa il problema e non la soluzione.

Yanis Varoufakis, economista, 11 luglio 2013

Ulteriori sacrifici richiesti alla Grecia per ottenere altri “aiuti” (prestiti a interesse) – continua l’austerità insensata che sta distruggendo l’economia e la società greca.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/07/08/Eurogruppo-aiuti-Grecia-solo-se-riforme_8995140.html

L’eurogruppo se ne frega altamente – il “me ne frego” fascista – della retromarcia e del mea culpa del FMI, che ha ripudiato proprio questa strategia fallimentare:

http://www.corriere.it/economia/13_giugno_06/Grecia-austerita-Fmi-Troika_24fac310-cec3-11e2-869d-f6978a004866.shtml

A questo punto l’atteggiamento europeo è così folle che non può essere dettata da fanatismo: si vuole arrivare allo scontro per poter spezzare l’eurozona?

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/18/breve-lista-dei-crimini-commessi-contro-il-popolo-greco-dai-premi-nobel-per-la-pace/

È evidente che in questo momento le autorità europee sono odiate – lo dicono i sondaggi dell’eurobarometro: i favorevoli ad un’Europa federale sono in netta minoranza. Perciò la gestione della crisi non è certo servita ad imporre il federalismo, ma semmai il contrario. L’Unione Europea sta morendo di austerità, livore e divisioni.

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Che altro aspettarsi, nel 2014, se non guerriglia urbana e scioperi di massa, nonché la morte del sogno europeista? (qualcuno se ne rallegrerà, non io)

Che altro aspettarsi, per il 2015, se non qualche risorgenza populista di destra, con le masse esasperate che votano per dei movimenti che incontrano i favori degli stessi oligarchi che hanno causato questo disastro (la democrazia in mano agli stupidi, agli ignoranti e agli psicopatici: c’è qualcosa di più deprimente?

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Se il bene è creativo e biofilo e il male è parassitario e necrofilo,

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/14/legoista/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/06/19/luroboro-del-male-treviso-e-levoluzione-della-specie/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/06/alcibiade-il-rottamatore/

allora stiamo affrontando un male che non si vedeva dai tempi del nazismo

http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/psicopatici-al-potere-conoscerli-per.html

È un male che molti occidentali non possono capire, perché non l’hanno ancora subito, se non marginalmente (i greci lo capiscono eccome e presto lo capiranno anche i portoghesi):

, varrebbe la pena di studiare clinicamente, in dettaglio, le azioni di Hitler e l’hitlerismo e di rivelare ai borghesi molto distinti, molto umanisti, molto cristiani del Novecento che porta in sé un Hitler che disconosce, che Hitler dimora in lui, che Hitler è il suo demone, che se lo condanna è per mancanza di logica, e in fondo, ciò che non perdona a Hitler non è il crimine stesso, il crimine contro l’uomo, non è l’umiliazione dell’uomo in quanto tale, è il crimine contro l’uomo bianco è l’umiliazione dell’uomo bianco, è l’aver importato in Europa procedure colonialiste che finora erano spettata solo agli arabi d’Algeria, ai coolies dell’India e ai neri africani (Aimé Césaire, “Discours sur le colonialisme”)

I cosiddetti occidentali stanno accettando mansuetamente di essere controllati capillarmente, di essere costretti a enormi sacrifici per sanare i guasti del sistema finanziario, di avere le teste strabordanti di menzogne che giustificano le guerre umanitarie.

Non diano la colpa ad altri: per essere ingannati bisogna essere in due e pagheremo tutti un conto salato per la nostra volonterosa complicità nella gigantesca truffa ai nostri danni.

La diminuzione delle nostre energie vitali e il restringimento dei margini di libertà è un fatto ed è solo l’inizio del debito karmico che dovremo pagare. Il controllo produce maggiore controllo, la violenza maggior violenza, l’autoritarismo maggior autoritarismo, le menzogne proliferano, ecc.

IL MALE HA DISTRUTTO LA LIBIA:

16 Things Libya Will Never See Again (by Michael Parenti)

1. There was no electricity bill in Libya; electricity was free for all its citizens.
2. There was no interest on loans, banks in Libya were state-owned and loans given to all its citizens at zero percent interest by law (finanza islamica: infinitamente più evoluta della nostra).
3. Having a home was considered a human right in Libya.
4. All newlyweds in Libya used to receive $60,000 dinar (U.S.$50,000) by the government to buy their first apartment so to help start up the family.
5. Education and medical treatments were free in Libya. Before Gaddafi only 25 percent of Libyans were literate. Today, the figure is 83 percent.
6. If Libyans wanted to take up a farming career, they would have received farming land, a farming house, equipments, seeds and livestock to kickstart their farms… all for free.
7. If Libyans could not find the education or medical facilities they needed, the government funded them to go abroad. For it was not only paid for, but they got a U.S.$2,300/month for accommodation and car allowance.
8. If a Libyan bought a car, the government used to subsidize 50 percent of the price.
9. The price of petrol in Libya was $0.14 per liter.
10. Libya had no external debt and its reserves amounted to $150 billion -which are now frozen globally.
11. If a Libyan was unable to get employment after graduation, the state would pay the average salary of the profession, as if he or she was employed, until employment was found.
12. A portion of every Libyan oil sale was credited directly to the bank accounts of all Libyan citizens.
13. A mother who gave birth to a child received U.S. $5,000.
14. 40 loaves of bread in Libya used to cost $0.15.
15. 25 percent of Libyans have a university degree.
16. Gaddafi carried out the world’s largest irrigation project, known as the Great Manmade River project, to make water readily available throughout the desert country.

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Israele, Stati Uniti, Regno Unito, Arabia Saudita, Qatar, ecc. non sono migliori di Cina, Russia e Iran. La storia potrebbe addirittura insegnarci che mentre questi ultimi erano consapevoli del fatto che esistono dei limiti invalicabili, i primi erano completamente fuori controllo, governati da personalità sociopatiche/psicopatiche in preda all’hybris, alla venerazione di se stessi e del proprio utile.

Sarà proprio il 2014 a far cadere il velo della parvenza di democrazia? Si passerà dal bisogno di controllare (fase A – Obama) alla violenza fisica, nel caso in cui si renda necessario (fase B – neocon/sionisti)? Quando le masse avranno visto il volto dietro la maschera saranno in grado di prendersela con i veri responsabili e non solo con le imbecilli marionette visibili a tutti?

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Ma, soprattutto, come si resta dalla parte del bene – pace, creatività, vitalità – senza contaminarsi con il male – guerra, distruzione, controllo/dominio? È evidente che il male vuole che diventiamo come lui, perché altrimenti non potrebbe controllarci, non saprebbe come affrontarci. Ha un disperato bisogno di controllare.

Si devono evitare le escalation, senza però tollerare gli attacchi fisici. L’esempio di Gandhi, che chiedeva a indiani, ebrei e inglesi di lasciarsi massacrare da giapponesi e nazisti è pessimo (una superbia illimitata):

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/02/26/gandhi-o-arundhati-roy-la-scelta-che-determinera-il-futuro-dellumanita/

Difendersi e tener testa ai bulli è l’unica maniera per limitare la loro forza nel presente e soprattutto nel futuro: nessun bullo ci prenderà sul serio se può piegarci alla sua volontà. La forza va evitata finché ci sono altre opzioni che si possono e debbono perseguire in buona fede e senza digrignare i denti, alla ricerca del punto di vista altrui, dell’immedesimazione nelle paure, risentimenti e rivendicazioni altrui. Un uso della forza prematuro e non meditato è violenza e ci fa diventare come i nostri oppressori ed aggressori

http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/nonviolenza-certamente-ma.html

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Il vero male è riconoscibile perché le sue parole e atti dividono invece di unire, seminano zizzania invece di ricercare la mutua comprensione, creano problemi invece di risolverli, difendono con ogni mezzo uno status quo iniquo invece di favorire il cambiamento.

L’aumento della violenza e delle divisioni è l’obiettivo principale delle personalità maligne che tentano di convincere quante più persone possibili che la violenza risolve i problemi. Fermare la violenza e unire le persone e le genti – unità nella diversità, diversità nell’unità – è lo scopo e quindi la strategia del bene.

Cos’è il Male?

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Il debole lo abbatte, il forte che lo inghiotte.

Cloud Atlas

Un enorme buco nero che, nella sua foga di incrementare la propria potenza, inghiotte tutto ciò che gli sta intorno, senza esserne mai sazio. Inghiotte soprattutto, per rimanere sul piano filosofico, le anime degli uomini, le loro risonanze emotive ed affettive, i loro slanci ideali.

Luca Grecchi, “La filosofia politica di Eschilo”

L’entropia è la misura dell’aumento del disordine in un sistema ed equivale ad una perdita di informazione e quindi di vitalità. Il massimo dell’entropia per un essere umano si ha con il suo decesso.

Una comunità o una civiltà contrasta l’entropia (è neghentropica), quando riduce il disordine creando varietà e vita. In altre parole, quando permette un continuo scambio di idee, energia, persone. Il Terzo Reich è l’esempio più puro di civiltà entropica, a causa del suo isolamento, della sua uniformità, del suo bisogno di omologare, controllare e consumare ciò che lo circondava. In quanto sistema chiuso, era nato per estinguersi rapidamente, condannato com’era ad operare come un buco nero, per evitare il collasso. I nazisti si sentivano potenti perché potevano cannibalizzare altri popoli e nazioni ma, una volta che il resto del mondo riuscì ad organizzarsi per resistere all’assimilazione, all’imposizione di un unico paradigma, l’entropia nazista perse la partita.

Quando non riuscite a distinguere il governo dall’opposizione, vuol dire che l’entropia di un sistema politico è salita. Succede anche con certi prodotti di largo consumo, distinguibili solo dal marchio. Originalità, creatività, inventiva, immaginazione sono forze neghentropiche: diversificano, promuovono il cambiamento e quindi la vita.

Il parassitismo è perciò la quintessenza dell’entropia: prende senza voler dare, distrugge senza creare. Come un buco nero, appunto. Il parassita dipende dall’organismo che lo ospita, ma può anche causarne la morte. Vive sempre a spese degli altri, li vampirizza. Come la tenia: “Non semplicemente costanza dell’energia, ma massima economia dei consumi: sicché il voler diventare più forti, per ogni centro di forza, è l’unica realtà – non conservazione di sé, ma volontà di appropriazione, di diventare padroni, di diventare di più, di diventare più forti” (F. Nietzsche, “La volontà di potenza”).
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/14/legoista/

Il parassita, come lo psicopatico, che è l’apoteosi del parassitismo, è dominato dalla paura di perdere il controllo, disperdendo la sua energia e non può quindi essere altro che predatorio e violento. È autolesionistico perché, consumando chi gli dà la vita senza restituire nulla al sistema, pone le basi per la sua morte.

La simbiosi, o mutualismo, è invece la solidarietà biologica tra esemplari di specie diverse che mettono in comune le loro specificità, scambiandosi dei “servizi” che beneficiano entrambe le parti. È creativa, non distruttiva come l’entropia. È una forza di integrazione, che permette alla vita ed ai sistemi complessi di esistere.

È una relazione di mutua compensazione ed equilibrio: “Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Com’io v’ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri” (Giovanni 13, 34). “Ma se uno ha dei beni di questo mondo, e vede il suo fratello nel bisogno, e gli chiude il proprio cuore, come dimora l’amor di Dio in lui?” (1 Giovanni 3:17).

Si deve mangiare il prossimo per vivere. Coccinelle e passerotti sono degli spietati carnivori, ma non sono parassitari, non sono malvagi.

Il male è, in buona sostanza, tutto ciò prende dal suo ambiente senza dare niente in cambio. Si comporta come un buco nero, un vampiro, un untore, un predicatore fanatico, uno psicopatico che sociopatizza la comunità in cui vive (es. Hitler o Stalin), un imperialista/colonialista (es. esportatori di “democrazia”) o, per i fan della fantascienza, gli alieni de “L’invasione degli Ultracorpi”, o i Borg di “Star Trek” (“Assimilando altri esseri alla nostra collettività, li portiamo più vicini alla perfezione”). Si sforza di omologare, assimilare quel che lo circonda, trasformandolo in una copia di se stesso.

Il maligno è un propagatore virale di entropia: diminuisce la variabilità della vita, semplifica la sua complessità, degrada la sua qualità, disturba i fecondi equilibri solidaristici, divide e contrappone solo per poter controllare e metabolizzare più facilmente, ci spinge ad attaccare il “male” che vediamo negli altri (es. omosessualità) senza renderci conto di quel che c’è in noi (repressione, intolleranza), cerca di distruggere l’unità nella diversità (unica garanzia di equilibrio e mutualismo), offusca ciò che andrebbe messo a fuoco, costringe a scegliere tra due alternative come se l’una escludesse l’altra (e magari occulta una terza opzione), cerca di arrestare l’evoluzione, il cambiamento, la creazione. Fa tutto questo perché brama la stasi, l’inerzia, l’uniformità, ovverosia la morte, la quiete eterna.

Approfondimento “esoterico”:
http://www.informarexresistere.fr/2012/01/18/la-sindrome-del-feto-egoista-come-vivono-e-cosa-pensano-gli-angeli-caduti/

Lo sfaldamento del PD, il rischio di cattura cognitiva del M5S e il recupero della Concordia

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Inizia la fase decisiva per il recupero della nave da crociera: alla fine sarà raddrizzata e fatta galleggiare.

RomagnaNoi, 17 aprile 2013

L’Italia può essere raddrizzata a fatta galleggiare, se ci sarà concordia, rispetto e fiducia tra un PD rinnovato e il M5S.
Ci sono forze non-democratiche che avrebbero tutto da guadagnare da una giacobinizzazione del M5S e dalla formazione di un fossato invalicabile che separasse queste due espressioni della politica italiana:

Provo un certo godimento, degli orgasmi, a vedere Grillo sfasciare tutto. Il nostro sistema politico è talmente marcio che spero che dal grande caos rinasca tutto. Oggi voterei per lui.

Vittorio Feltri a La Zanzara, 6 novembre 2012

Dobbiamo riuscire a costruire, innovare, democratizzare e unire ciò che viene separato dai seminatori di zizzania.
Ho già spiegato che Fabrizio Barca-Mirabeau può essere la persona giusta (N.B. Non è l’unico! Non ci servono salvatori, ci si salva assieme o si affonda insieme):
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/15/a-roma-serve-un-barca-non-un-alcibiade-la-terza-repubblica-in-33-comode-rate/

A questo proposito, mi trovo, come sempre più spesso mi capita, in sintonia con Barbara Spinelli:

L’accordo fra sinistra e 5 Stelle sul nome del Presidente è infecondo solo se teniamo il naso schiacciato sull’oggi, anzi sull’ieri (le larghe intese erano solo con la destra). Se guardiamo lontano, se vediamo lo sfaldarsi del Pd non come una sciagura ma come un’opportunità, l’accordo con Cinque Stelle può essere reinvenzione democratica. Tra le righe è quel che dice Fabrizio Barca, nel programma presentato il 12 aprile in favore di un Pd disfatto e rifatto a nuovo.

I militanti di 5 Stelle preconizzano ad esempio l’immissione nella democrazia rappresentativa di esperienze sempre più estese di democrazia deliberativa, diretta. Non siamo lontani dallo sperimentalismo democratico che secondo Barca deve innervare il futuro Pd

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/15/a-roma-serve-un-barca-non-un-alcibiade-la-terza-repubblica-in-33-comode-rate/

[…].

Chi adotta il metodo minimalista non crede che lo Stato possa molto, per curare la democrazia malata o attenuare la povertà sociale. Quel che gli importa, è preservare una chiusa élite (di esperti politici, di tecnici) che prenderà decisioni senza curarsi se funzionino, convinta com’è che i piani di austerità daranno ineluttabilmente frutti anche se immiseriscono popoli interi.

Il candidato al Colle preferito da simili élite non deve essere popolare, non deve nemmeno rappresentare un emblema ideale per i cittadini: deve essere abile, e soprattutto omogeneo alle oligarchie che lo faranno re. Meno popolare sarà, più sarà scongiurato il pericolo, temuto dai benpensanti del vecchio ordine, del populismo. A parole, i minimalisti si augurano uno Stato leggero, non invadente. Nei fatti, le oligarchie partitocratiche vivono in osmosi con lo Stato e rendono quest’ultimo più che pervasivo, indifferente alla voce di chi (localmente, nelle Azioni Popolari, nei voti online) reclama cambiamenti.

Tutt’altra l’idea degli sperimentatori, o della democrazia deliberativa: è il metodo sfociato nel voto, da parte degli attivisti di M5S, dei candidati al Colle. L’esperimento è difficile, ma innovativo e molto più onesto di quel che era stato pronosticato. Non tutti i candidati vincenti erano graditi ai vertici del Movimento: tuttavia il verdetto è stato accolto democraticamente e con responsabilità istituzionale.

[…].

Stupidità fanfaronesche s’incrociano spesso sul web. Ma ancor più funeste dilagano nei non meno virtuali palazzi del potere. Le cerchie partitiche, o tecniche, mostrano una conoscenza del pubblico interesse infinitamente meno vigile. Sono le cerchie contro cui si scaglia Barca, quando denuncia i “partiti di occupazione dello Stato, dove si vende e si compra di tutto: prebende, ruoli, pensioni, appalti, concessioni, ma anche regole, visioni, idee”. Berlinguer usò parole quasi eguali, quando ruppe col compromesso storico e denunciò la degenerazione dei partiti, Pci compreso (“I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo”, disse a Eugenio Scalfari su Repubblica, il 28-7-81).

[…].

Non sappiamo ancora se le strade di Barca e di Grillo si incontreranno. Se dall’eventuale incontro la democrazia uscirà più forte. Se il M5S intirizzirà, a forza di rifiutare alleanze. Resta che l’Italia ha bisogno di sperimentatori, non di minimalisti. Che solo i primi sono in grado di guardare in faccia la crisi, e di mutare anche l’Europa. Di ripensare l’austerità come aveva provato Berlinguer nel 1977, quando il capitalismo aveva appena cominciato a vacillare.

http://www.repubblica.it/speciali/politica/elezioni-presidente-repubblica-edizione2013/2013/04/17/news/coraggio_solitudine-56800260/?rss

L’alternativa è la giacobinizzazione…

Io ho amore per la ragione, ma non ne ho per il fanatismo. La ragione ci guida e ci illumina, ma quando ne avrete fatto una divinità, essa vi accecherà e vi indurrà al delitto.

Brotteaux (da Anatole France, “Gli dèi hanno sete”).

GIACOBINISMO

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I popoli non giudicano come le corti giudiziarie, non emettono sentenze: lanciano la loro folgore; non condannano i re: li piombano nel nulla… quale altra legge può seguire il popolo se non quella della giustizia e della ragione sostenute dalla sua onnipotenza?

Maximilien Robespierre, “Discorso per la condanna a morte di Luigi Capeto”, 3 dicembre 1792.

Io ho sostenuto, tra persecuzioni incredibili e senza appoggi, che il popolo non ha mai torto, io ho osato proclamare questa verità in un tempo in cui non era ancora riconosciuta; il corso della rivoluzione l’ha dimostrato.

Maximilien Robespierre, 25 febbraio 1793

Il fine della rivoluzione è il trionfo dell’Innocenza.

Robespierre

Questa nostra Rivoluzione è una religione e Robespierre è il capo della setta. È un prete che governa i devoti…Robespierre predica, Robespierre censura, è furioso, solenne, melanconico, esaltato – ma tutto freddamente; i suoi pensiero fluiscono con regolarità, le sue abitudini sono regolari; tuona contro i ricchi e i grandi; vive con molto poco; non ha bisogni. Ha una sola missione – parlare, e parla incessantemente; crea discepoli…parla di Dio e della Provvidenza; si definisce amico degli umili e dei deboli…riceve la loro venerazione…è un prete e non sarà mai altro che un prete.

Condorcet (1743 –1794) su Robespierre, articolo apparso su Chronique de Paris

Voi dovete punire non solo i traditori, ma anche gli indifferenti; dovete punire chiunque sia apatico nella Repubblica e non faccia nulla per essa; giacché, dopo che il popolo ha manifestato la sua volontà, tutto ciò che si oppone ad essa si pone fuori del popolo sovrano, e tutto ciò che è fuori del popolo sovrano è nemico.

Saint-Just, “Sulla necessità di dichiarare il governo rivoluzionario fino alla pace”, 10 ottobre 1793

La rivoluzione deve fermarsi quando abbia raggiunto la perfezione della felicità e della libertà pubblica per mezzo delle leggi. I suoi slanci non hanno altro scopo, e devono spazzar via tutto ciò che vi si oppone.

Saint-Just, “Frammenti sulle istituzioni repubblicane”, 1794

Quello che costituisce una Repubblica è la distruzione di tutto ciò che la contraria.

Saint-Just

Molti dei Francesi che ci avevano appoggiato ci guardavano come dei pazzi, come degli energumeni, spesso persino come degli scellerati.

René Levasseur de la Sarthe, giacobino, 1795.

La rivoluzione francese mi ha influenzato molto e in special modo Robespierre…Robespierre è il mio eroe. Robespierre e Pol Pot: entrambi hanno la medesima qualità di determinazione ed integrità.

Suong Sikoeun, uno dei leader dei Khmer Rossi (1975-1979)

Il problema non è il terrore in quanto tale, il nostro compito è precisamente quello di reinventare il terrore emancipatore.

Slavoj Zizek, “In difesa delle cause perse: materiali per la rivoluzione globale”, 2009.

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Saint-Just, orfano di padre e di origine contadina, giunto squattrinato a Parigi e col vizio del gioco d’azzardo, si iscrive ad una loggia massonica che gli finanzierà le pubblicazioni sovversive e libertine e l’acquisto di 8 ettari di terreno.

“Intanto l’abilissimo Jean de Batz, che sembra avere innato il genio dell’intrigo e della corruzione, sta preparando il suo piano: suscitare di continuo tali dissensi e sospetti in seno alla Convenzione da spingerla a disfarsi, in fasi successive, di tutti i suoi uomini più rappresentativi. […]. De Batz ordina ai suoi agenti, che ostentano di proposito un esacerbato giacobinismo (tutti o quasi, si noti, ricchi banchieri e uomini d’affari come Dufourny, Proly, Desfieux, pereyra, Gusman, d’Espagnac e i due fratelli Frey), di spingere sempre più gli estremisti a favorire, con ogni mezzo, un’insurrezione popolare che faccia sparire i deputati della Gironda, tutti irrequieti partigiani della monarchia costituzionale”.

[Da: “Saint-Just”, di Mario Mazzucchelli. Milano : Dall’Oglio, 1980, p. 109].

GRILLISMO

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“Siamo la rivoluzione francese senza la ghigliottina” (Grillo 29 marzo 2013)

“Il Movimento 5 Stelle è il cambiamento che non si può arrestare, è il segno dei tempi. È l’avvento di una democrazia popolare che pretende di decidere, di controllare il destino del suo Paese, del suo Comune, della sua vita”

“In parlamento pronti alla rivoluzione”

 “Arrendetevi! Siete circondati dal popolo italiano. Uscite con le mani alzate. Nessuno vi toccherà. Il vostro tempo è finito, non abusate della fortuna che vi ha assistito finora. Di voi, ormai, nelle piazze, tra la gente, si parla al passato, come di persone estinte. Quando apparite in televisione scatta l’insulto che equivale al vilipendio di cadavere. Quello che stupisce è la vostra folle ostinazione a non farvi da parte come se foste investiti da una missione divina. C’è in ciò qualcosa di patologico, che richiede l’intervento di uno psichiatra”.

“Siete terrorizzati, in preda di attacchi d’ansia al pensiero di perdere il potere, di qualcuno che potrà rovistare nei vostri cassetti, capire, scoprire, denunciare. Vi consiglio comunque uno, due, tre, cento passi indietro. Se anche vinceste queste elezioni avrete solo rimandato il cambiamento, durerete un anno, forse meno, ha senso? Fate una pubblica ammissione di colpa e chiedete agli italiani di perdonarvi. Arrendetevi. La vostra stessa presenza è diventata insopportabile. Il vostro tirarvi fuori da ogni responsabilità, lo scuotere le piume e minacciare come dei guappi, lo stalking a cui sottoponete gli italiani sono al di là di ogni sopportazione. Arrendetevi. Non potrete dire che non vi ho avvisato”.

Apriremo il Parlamento come una scatola di tonno”

“Siamo i pasdaran anti casta”

“Siamo i marziani a cinque stelle”

“So perfettamente che nei prossimi giorni ci sarà la fila di pennivendoli, di zoccoli dell’informazione, di specialisti della macchina della merda all’attacco del M5S. Lo so benissimo. Sono l’ultima barriera della Casta prima dell’urna. Ci vediamo in Parlamento e subito dopo in tribunale. Preparate il quinto dello stipendio se ne avete uno”.

“Un po’ Don Chisciotte e un po’ Savonarola”

“Il loro tempo è finito. Ci riprenderemo i nostri soldi”

“Niente onorevole, sarà Cittadino del MoVimento 5 Stelle, il leader sarà il MoVimento”.

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Ci sono numerose analogie tra giacobinismo e grillismo più radicale: fede rivoluzionaria, esigenza di sovversione totale, epurazioni, “dispotismo della libertà”, magistero di ortodossia, implacabilità, radicalismo, assolutismo, egualitarismo radicale, messianismo, antiliberalismo, antiparlamentarismo, meccanismi di produzione dell’unanimità, centralismo decisionale, cinismo (e nichilismo rottamatore), sospensione della realtà e trionfo del principio sul fatto, virtù indivisibile del MoVimento che perciò deve restare unito, fanatismo, violenza verbale, terrorismo psicologico.

I leader rivoluzionari più estremisti sono più spesso ventenni-trentenni, con poca esperienza di vita, che impongono la loro rozza, inesperta visione del mondo a tutti gli altri. Coltivano orgoglio, a volte crudeltà, quasi sempre un appetito di dominazione. Sono tigri erudite che non hanno ancora avuto tempo di diventare adulte.

Un fanatico austero, dal cuore freddo come la sua morale, Saint-Just si paragona a Tarquinio e Muzio Scevola. Lui e Robespierre usano spessissimo i termini “cuore”, “sensibilità” e “virtù”, come se dovessero supplire verbalmente alla loro mancanza di cuore, sensibilità e virtuosità. Saint-Just si attribuisce una ragguardevole dose di virtù, ma è un pessimo giudice di se stesso – come tutti gli esseri umani.

Sfortunatamente le rivoluzioni spesso nutrono mostri in forma umana e da esse sono fatte degenerare. La rivoluzione è anche l’habitat per gli psicopatici integrati, quelli che s’irrigidiscono nei moralismi e si fissano intransigentemente sulle virtù etiche perché non hanno empatia e quindi non possono sapere cosa sia un comportamento spontaneamente morale.

I pifferai di Hamelin sono responsabili della conversione della rivoluzione in una crociata teocratica, in un moloch che divora gli esseri umani. In nome della loro certezza che siccome c’è una sola verità e loro sono riusciti a comprenderla, ad impadronirsene definitivamente, chiunque sia in disaccordo è motivato da propositi maligni.

Robespierre si considera e dichiara vittima di persecuzione tutte le volte che qualcuno lo contraddice, si sente investito di una sacra missione, e patisce un’immensa frustrazione quando il mondo si rifiuta di sottomettersi al suo volere.

Lo stesso discorso vale per Saint-Just. Sono entrambi sicuri che la cosa giusta da fare sia ridurre la diversità del mondo al proprio denominatore individuale. Il loro ego ipertrofico proietta sul gruppo la loro esigenza di uniformità, di una singola volontà, di un carattere unitario: la premessa di ogni politica genocidaria.

Sono l’Alfa e l’Omega, l’inizio e la fine.

Notiamo la stessa logica in molti dittatori ma anche in Karl Rove. Nel 2002, un consigliere di George W. Bush, presumibilmente Karl Rove, spiegò a Ron Suskind: “Ora noi siamo un impero e quando agiamo, creiamo la nostra realtà. E mentre voi state giudiziosamente analizzando quella realtà, noi agiremo di nuovo e ne creeremo un’altra e poi un’altra ancora che potrete studiare. È così che andranno le cose. Noi facciamo la storia e a voi, a tutti voi, non resterà altro da fare che studiare ciò che facciamo”.

O tutto o niente, o con noi o contro di noi, ora o mai più.

Non c’è rivolta senza una filosofia del limite. Sono gli psicopatici che rifiutano i limiti e non sanno distinguere tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Il M5S va salvato dalla giacobinizzazione, prima che intossichi la vita del paese ed apra la strada a soluzioni autoritarie di giovani leader “salvifici”.

Appuntamento con Renzi ai Campi Flegrei

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Marco Carrai: coetaneo (37 anni) e amico personale di Renzi, imprenditore del settore edile, cattolico, vicino a Cl (il cugino Paolo è stato presidente della Compagnia delle opere in Toscana), è il principale punto d’unione con il mondo degli affari e con gli ambienti internazionali (soprattutto americani).

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-11-28/marco-carrai-133923.shtml?uuid=AbOkRC7G

Il sindaco fra i suoi rapporti politici in America…può contare anche su relazioni trasversali, grazie anche alla vicinanza di Marco Carrai, che cura la raccolta fondi di Renzi, a Michael Ledeen, animatore del think tank repubblicano American Enterprise Institute.

http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/politica/2012/6-settembre-2012/quella-rete-americana-asse-clinton-blair-2111718004332.shtml

Marco Carrai, amico e coetaneo del sindaco, imprenditore di Greve in Chianti, definito il «Gianni Letta di Renzi» per la fittissima rete nazionale e internazionale di rapporti politici ed economici che ha messo in relazione col sindaco, da Farinetti di Eataly a Baricco, dalla Compagnia delle Opere all’Opus Dei, da Blair a Michael Ledeen.

http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/2490000/2486104.xml?key=bersani&first=341&orderby=1

I tempi della diplomazia stanno terminando. È ora di liberare l’Iran, la Siria ed il Libano

Michael Ledeen, 30 aprile 2003, citazione a cura di William O. Beeman, Pacific News Service, 8 maggio 2003

Tony Blair: dalle stelle al disprezzo di milioni di persone. Non esiste un luogo pubblico in cui possa recarsi senza temere di diventare oggetto di insulti o peggio. Sarkozy se l’è cavata meglio, ma ha davvero ottenuto ciò che voleva? Pensa che il suo sia un bilancio positivo? Netanyahu può dirsi certo che la sua strategia non stia accelerando la distruzione di Israele invece di scansarla e che questo sia l’unico modo per onorare suo padre?

Chi vede il mondo come una scacchiera, o come argilla da plasmare, o come un chiodo da martellare, sarà pedone, argilla nelle mani di un vasaio, chiodo da martellare. Una vita in cui puoi solo essere un chiodo per qualcuno e un martello per qualcun altro è una vita degna di essere vissuta? Non è prevedibile che persone che concepiscono l’universo in questi termini siano animate da brame apocalittiche/messianiche autodistruttive?

Quanto può essere attraente per una persona “normale” un modus vivendi ed operandi così tipicamente psicopatico/sociopatico? (e così ansiogeno?)

In ciascuno di noi c’è un Ledeen & co. da ammansire. Le loro idee vanno contrastate ma, prima di tutto, occorre capirle, perché l’oracolo di Delfi non vaneggiava quando invitava tutti a conoscere se stessi.

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Ledeen ama così tanto l’Italia da volerla controllare.

Pur essendo agli antipodi della sua concezione politica e morale, mi è piaciuta la sua analisi (peraltro marcatamente filo-berlusconiana) delle recenti elezioni italiane (inclusa la gustosa frecciata all’amministrazione Obama).

Mi sono piaciute meno le sue conclusioni, prevedibilmente apocalittiche, sebbene non completamente irreali:

Quindi, dove va l’Italia? Se uno è superstizioso come tendono ad esserlo gli italiani, il segno più drammatico per il futuro immediato è venuto da Napoli. C’è una zona vulcanica nota come i Campi Flegrei, dove il terreno è caldo e fumo sulfureo emerge dalle fessure. Gli antichi romani non avevano alcun dubbio che l’Inferno giacesse là sotto. L’Istituto Nazionale Vulcanologico ha appena confermato che, dall’inizio dell’anno, il suolo dei Campi Flegrei è salito di più di un centimetro al mese.

Quando i nodi verranno al pettine, sarà l’inferno.

http://www.weeklystandard.com/articles/our-italian-future_704967.html?page=2

La catastrofe non è inevitabile, il futuro non è già deciso.

Quella parte della dirigenza del PD che conserva una coscienza ed una modica quantità di buon senso può ancora farci sterzare ed evitare il baratro verso cui sembrano volonterosamente diretti gli apocalittici/messianici.

*****

Michele Guarnieri, “Uomini nell’ombra: Michael Ledeen”

http://www.tifeoweb.it/pws/index.php?module=article&view=153

Dopo anni di purgatorio mediatico, tornò sugli schermi italiani durante l’ultimo governo Berlusconi. Presentato come esperto americano di affari internazionali e membro dello “American Enterprise Institute”, ripetutamente gli studi televisivi gli davano ampio spazio per esprimere le sue posizioni da falco. Nato l’1 agosto 1941, Michael Ledeen oggi compie 65 anni ed è uno dei massimi esponenti “neocon”. Il suo curriculum merita davvero di essere monitorato.

Nel 1974 si trasferì a Roma per dedicarsi allo studio della storia del fascismo italiano e del terrorismo. Tre anni dopo tornò negli Stati Uniti per collaborare alla Georgetown University con il “Centro di Studi strategici ed internazionali”. Visitava spesso l’Italia, tanto che nel 1980 entrò sulla lista paga del Sismi del generale Giuseppe Santovito. Sono i suoi contatti italiani, soprattutto con organizzazioni di estrema destra, ad avergli creato le prime difficoltà. Ripetutamente, le indagini gli attribuivano un ruolo centrale nella partita a triangolo giocata tra Sismi, Gladio e la loggia massonica P2, responsabile per la strategia della tensione.

Rientra in questa contiguità con la P2 di Licio Gelli, Giuseppe Santovito e Francesco Pazienza, uno dei primi “colpi maestri” di Michael Ledeen che fu un uomo chiave dell’affare “Billygate”. Verso la fine della presidenza di Jimmy Carter, nacquero delle accuse secondo le quali il fratello del presidente, Billy Carter, avesse condotto degli affari con Gheddafi. Insieme alla mancata liberazione degli ostaggi americani in Iran, lo scandalo ben orchestrato costò a Carter la presidenza, a favore di Ronald Reagan.

Quanto inquietante fosse il nesso tra Michael Ledeen e la P2, dimostra l’intercettazione di una telefonata americana del 21 gennaio 1981, tra Licio Gelli ed un avvocato. Nel corso della conversazione, si parla di Michael Ledeen come consulente di Alexander Haig [artefice di Gladio], capace di procurare “un dossier contenente accertamenti riservati”. (1) Haig che aveva avuto il comando supremo della Nato per l’Europa, era diventato segretario di stato sotto la nuova amministrazione Reagan.

Una particolare nota del ruolo di Ledeen in Italia merita il lancio della pista bulgara che si sarebbe delineata dietro l’attentato a papa Giovanni Paolo II. Divulgando le sue teorie attraverso il quotidiano “Il Giornale”, Michael Ledeen, in quegli anni, faceva parte del gruppo mediatico di James Jesus Angelton, ex direttore del “Counter Intelligence” della CIA. La campagna tesa ad aprire lo scontro finale con l’allora impero del male, l’Unione Sovietica, toccò il suo apice nel novembre 1982, quando venne arrestato a Roma un rappresentante della compagnia aerea bulgara, tale Serghej Ivanov Antonov secondo una foto presente in Piazza San Pietro durante l’attentato. Più avanti, l’uomo con la barba e gli occhiali si sarebbe rivelato un innocuo turista americano, ma tale notizia non destò più scalpore. L’immaginario collettivo era già stato accontententato anche se la magistratura italiana accertò che l’intero impianto accusatorio nei confronti delle Bulgaria e del KGB era stato studiato a tavolino, nel tentativo di screditare i paesi dell’Est. Ancora di più: il faccendiere Francesco Pazienza e Michael Ledeen erano stati “in stretto rapporto con un religioso belga, Andrew Felix Morlion, conosciuto come agente della CIA in Vaticano.” (2) Il presunto domenicano abitava in un appartamento sopra quello di Serghej Ivanov Antonov, dalla stessa pianta. E lì Mehmet Ali Agca avrebbe ricevuto le istruzioni per accusare Antonov con la dettagliata descrizione del suo appartamento.

[…].

L’affare Iran-Contras a metà degli anni ’80, costituisce una “pochade” degna delle migliori partite a scacchi. Donald Rumsfeld era incaricato speciale per il Medio Oriente. Tramite l’agente segreto israeliano David Kimchee, Michael Ledeen contattò l’intermediario iraniano Manucher Ghorbanifar che viveva a Parigi. Successivamente, in data 8 ottobre 1985, Ledeen e Ghorbanifar si recarono ad un incontro con il tenente colonnello Oliver North del “National Security Council”.

Su Oliver North e il progetto di un golpe fascista negli Stati Uniti

http://fanuessays.blogspot.it/2011/11/garden-plot-e-rex-84-le-origini-del.html

[…].

Come si sa, in seguito all’occupazione dell’Iraq nella primavera del 2003 (senza nemmeno il mandato ONU), non furono trovate né armi di distruzione di massa né tracce del presunto acquisto di uranio. Ovviamente nacque subito il sospetto che le ultime verità sul regime di Baghdad fossero state costruite ad arte per creare il pretesto dell’attacco. Né i presunti sospetti si potevano interpretare come semplice bufala, dato che era stato occupato un paese fuori da qualsiasi contesto legale, con migliaia di soldati soprattutto americani caduti e soltanto con degli alleati accanto di cui ognuno, dalla Polonia all’Italia, aveva le sue buone ragioni per offrire i propri servizi agli USA ad occupazione avvenuta.

I dubbi aumentarono nel 2005. Michael Ledeen venne interrogato dall’FBI, sospettato di essere figura centrale dello scandalo avendo collaborato a procurare falsi documenti che testimoniassero l’imminente vendita di uranio da parte del Niger all’Iraq. Ma dalla elezione di George W. Bush, Michael Ledeen può contare su una fitta rete protettiva che trascinerebbe buona parte del governo americano, compreso il presidente. Tra i suoi amici intimi figura Karl Rove, uno dei più stretti collaboratori di George W. Bush in termini di politica estera. (1) Conosce benissimo Richard Perle (ex “Difense Policy Board Advisory Committee”)

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/24/il-principe-delle-tenebre-spiega-gaza-e-solo-laperitivo/

Doug Faith (sottosegretario della politica del Pentagono), John Bolton (ambasciatore americano all’ONU), Donald Rumsfeld (ministro alla difesa), Paul Wolfowitz (ex presidente della Banca Mondiale), Dick Cheney (vicepresidente americano) – cioè il gotha del potere americano – e quasi tutti da più di vent’anni.

In una intervista radiofonica del 3 aprile 2005 realizzata da Ian Masters, Vincent Cannistraro, ex capo CIA delle operazioni di antiterrorismo nonché direttore dell’intelligence al “National Security Council” sotto Ronald Reagan, disse che era stato il SISMI italiano a trasmettere i documenti falsi relativi al Niger. E alla domanda su chi avesse prodotto detti documenti, rispose che non era giunto il momento per parlarne in quanto le prove mancavano. Ma l’intervistatore non si arrese chiedendo se si tratti di Michael Ledeen. “Andrebbe molto vicino…”, fu il commento (2)

Poi esplose ufficialmente lo scandalo chiamato “Nigergate”. Il 24 ottobre 2005 la stampa americana ipotizzò l’esistenza di documenti falsi relativi al Niger. In contemporanea, il procuratore federale americano McNulty indagò contro Larry Franklin ed il gruppo lobbistico americano-israeliano AIPAC. Inoltre, attraverso l’allora consigliere per la sicurezza nazionale Stephen Hadley, la Casa Bianca avrebbe organizzato incontri segreti con il capo del SISMI Nicolò Pollari. Sarebbero stati coinvolti da parte americana, oltre a Hadley, Dick Cheney, Michael Ledeen, Paul Wolfowitz e Condoleeza Rice, ma per l’Italia anche il ministro alla difesa Antonio Martino. Silvio Berlusconi si era affrettato per questo a dichiarare subito dopo il 24 ottobre che, da sempre, era stato contro le guerra all’Iraq? Fatto sta che in data 30 ottobre 2005 si precipitò a Washington. Il resto è cronaca di questi giorni.

Per diritto di cronaca, va detto che Michael Ledeen spuntava ripetutamente nelle televisioni italiane, dalla rielezione di Berlusconi in poi e ciò dopo essere stato dichiarato “persona non grata” già dall’ammiraglio Fulvio Martini, quando questi fu direttore del SISMI. Ma i tempi cambiano come cambiano le direttive. Possibile che l’intero scandalo Nigergate che coinvolge ugualmente USA ed Italia, abbia alle sue origini la stessa rete di contatti che già negli anni ’80 rivelarono tutta la loro potenza, cioè quel nesso tra SISMI, ambienti vicini alla P2 ed eversione di destra? – Intanto, nelle trasmissioni televisive di questi ultimi tempi, Michael Ledeen che viene spacciato per brillante analista delle strategie americane, non perde occasione di proclamare che aveva sempre sostenuto che l’attacco all’Iraq fosse sbagliato perché la vera centrale del male starebbe in Iran.

(1)v. “Zeit-Fragen n. 42 del 24/10/2005

(2)v. “Everything You Need To Know About Michael Ledeen“ (“Tutto quello che occorre sapere di Michael Ledeen“) di Katherine Yurica, News Intelligence Analysis, 7 aprile 2005; v. oraclesyndicate, “Dunkelmänner der Desinformation“ (“Gli uomini ombra della disinformazione“), 19 agosto 2005
(3) “Ledeen Seems To Relish Iran Insider’s Role” a firma di Charles R. Babcock sul Washington Post (citazione su Wikipedia)

Mentre l’Europa si accinge a trascorrere le vacanze, l’obiettivo israeliano di distruggere le basi degli hezbollah in Libano si è trasformato in una guerra aperta contro l’intero paese. Il 25% della popolazione libanese in fuga, più di mille morti e le infrastrutture rase al suolo, stanno a dimostrare che è in atto molto più che una spedizione punitiva. Tutto ciò avviene con il silenzio quasi incondizionato da parte del movimento pacifista non solo israeliano bensì mondiale. Come se si assistesse a qualcosa di troppo grosso per poter reagire, come se si volesse affermare che qusta volta sì, l’Israele ha ragione, pur di farla finita.

La teorizzazione del fatto che la terza guerra mondiale si inneschi a fettine, non è dovuta a qualche paranoico pacifista che vede congiure dietro ogni avvenimento, bensì alla stessa cerchia di persone che determinano la politica americana dalla elezione di George W. Bush ad oggi. E ancora una volta, Michael Ledeen si dimostra uno dei maggiori pensatori della politica messa in atto.

Le sue convinzioni di dover passare dalla “distruzione creativa” alla “guerra totale” e ciò per diffondere nel mondo la democrazia di stampo americano, sono ben note. Che dopo l’Afghanistan e l’Iraq, Siria ed Iran possano essere le prossime tappe, lo indicò lo stesso Ledeen scrivendo in data 6 maggio 2003 sul “Toronto Globe”: “Nessuno che io conosca, vuole muovere guerra ad Iran e Siria, ma io credo si possa riconoscere senz’altro che ci dobbiamo difendere da loro.” (1)

[…]

Oltre al citato incontro di Roma, anche altre occasioni erano buone per portare in gioco l’Italia nell’organizzare la macchina che deve preparare la caduta del regime di Teheran. A metà novembre del 2003, la Fondazione Liberal di Ferdinando Adornato organizzò a Venezia un convegno sulla “peste terrorista” (3): presenti l’odierno ambasciatore USA all’ONU John Bolton, Richard Perle (allora direttore del “Difense Policy Board Advisory Committee”, soprannominato “principe delle tenebre”), il cattolico neo-con Michael Novak e Michael Ledeen. Nel suo intervento, Michael Bolton diede poche possibilità di successo al tentativo europeo di trattare con l’Iran, sostenendo che il programma nucleare fosse avanti al punto tale da dover essere oggetto di una risoluzione ONU (v. la risoluzione dell’1 agosto 2006). Circolarono poi voci che tanto ricordano l’affare del presunto uranio venduto dal Niger all’Iraq: secondo fonti non meglio specificate vicine all’IAEA, Teheran produrrebbe quanto più possibile di gas all’esafluoruro, necessario per la costruzione di armi nucleari.

(1) citazione di William O. Beeman su “Pacific News Service”, 8 maggio 2003

(2) “Regime-Wechsel, zweiter Teil” di Jochen Bittner, “Die Zeit”, 28/10/2005

(3) “Liberal, neocon e realisti discutono della ‘peste” terrorista’” di Christian Rocca, Il Foglio, 18/11/2003

(4) “Michael Ledeen: neoconservative Guru” di Williamo O. Beeman, Daily Star (Beirut, Libano), 9/5/2003

Succinto trattatello sull’oligarchia

 

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L’oligarchia si fonda su un rapporto del genere “padrone-servo”.

L’oligarchia è sempre minacciata dalle masse per la semplice ragione che rappresenta una costante minaccia per la popolazione.

Gli oligarchi sono in lotta perpetua con chi sta sopra di loro e vuole depredarli, con chi sta al loro livello e vuole depredarli, con chi sta sotto di loro e vuole depredarli. Hanno sempre molto da perdere e quindi sono sempre sul chi vive.

Per questa ragione tendono a far fronte comune per minimizzare le minacce interne e concentrarsi su quelle esterne (il popolo).

Per sopravvivere, l’oligarchia cerca di dividere la popolazione in fazioni. L’unione fa la forza e le masse organizzate sarebbero invincibili. Per questo gli oligarchi disseminano entusiasticamente miti, arbitrarie divisioni sociali ed –ismi di ogni sorta, e con essi zizzania, rancori, sospetti, sfiducia, apatia.

Pertanto, gli oligarchi sono sempre all’offensiva: la miglior difesa è l’attacco. Sono inestinguibilmente avidi ed insicuri: per questo tendono, auto-distruttivamente, ad aggravare le disparità, fino a quando il sistema collassa. Quanto maggiore è la concentrazione di psicopatici tra i loro ranghi, tanto più rapida e disastrosa sarà la caduta.

L’oligarchia è un arbitrio che non dipende dalla prosperità di una società. Esiste nelle società povere ed in quelle ricche.

Non è interessata allo sviluppo tecnologico e scientifico se non ne può trarre vantaggio e addirittura lo ostacola se può mettere a repentaglio lo status quo.

L’oligarchia favorisce la scarsità (anche di informazione) e la crea laddove non c’è, perché in un regime di abbondanza (es. energia illimitata e virtualmente gratuita) perderebbe la sua rendita di posizione ed il suo semi-monopolio del potere: lo status quo sarebbe sovvertito. Austerità e decrescita sono quindi una panacea per gli oligarchi.

Lo 0,1% degli oligarchi necessita dell’appoggio del 5% dei ricchi non sufficientemente facoltosi da potere essere inclusi nella classe oligarchica. L’alleanza è facilitata dal comune interesse a difendere le proprie risorse e possibilmente accrescerle a spese del resto della società (ci sono comunque ricchi di buona volontà che non sono interessati a questo tipo di cospirazione e che perciò non accederanno mai ai piani alti delle oligarchie). Lo 0,1% difende gli interessi del 5% e il 5% incensa i membri dello 0,1% e li copre.

Due forze possono ostacolare i piani delle oligarchie: il potere esecutivo e l’insubordinazione delle masse. I governi godono di una legittimità che gli oligarchi non possiedono e possono promulgare leggi che riducono il loro arbitrio (es. Washington ed Hamilton, Lincoln, Roosevelt, de Gaulle, Olof Palme, Bruno Kreisky, Willy Brandt, Aldo Moro ed Enrico Berlinguer).

La disobbedienza civile deve perciò sempre venire DOPO un serio tentativo di conquistare il governo di una nazione. Per serio intendo una proposta di governo chiara, con proposte solide, pragmatiche e radicate nella tradizione riformista dei summenzionati statisti, non fumose visioni palingenetiche senza capo né coda che fanno affidamento sulla forza redentrice della democrazia diretta e della rete e glissano sulle questioni del lavoro, dell’economia e dei rapporti internazionali (chi ha orecchie per intendere…).

Jacob Needleman su finanza, ingenuità di massa e sul necessario cambiamento

MoneyAndTheMeaningOfLife

Molte persone si rifiutano di credere che questa sia la crisi sistemica finale. Allevati nella fede dell’auto-correggibilità del nostro modello socio-economico, non possono che credere che possa essere ri-indirizzato nella direzione giusta  e che debbano esistere dei tecnici che sanno quel che va fatto. Alcuni politici e presunti esperti cercano in ogni modo di alimentare quest’illusione, mascherando il vecchio da nuovo (“tutto deve cambiare, affinché nulla realmente cambi”) e rivestendo ciò che è spoglio e macilento con vesti sgargianti (ma il re è nudo!) > Pietro Ichino e il programma di Matteo Renzi (fiscal compact, dismissioni del patrimonio pubblico, flessibilità, costi per gli investitori stranieri ridotti al minimo e tutto l’arsenale neoliberista di Oscar Giannino):
http://www.pietroichino.it/?p=23077

Altri, traditi nella loro fede o nostalgici di un comunismo anarchico à la Tolstoj, sono diventati iconoclasti e si augurano che la civiltà contemporanea sia presto ridotta in macerie e si torni a coltivare l’orto e far pascolare le pecore, per il bene di tutti (!!!). Da un eccesso all’altro: sempre nella logica della dismisura (hybris).
Queste persone si rifiutano di capire che socialismo e capitalismo hanno fallito perché esistono circoli e reti di uomini e donne potenti, motivati da sfrenato egoismo e privi di empatia, che usano qualunque mezzo per cercare di soddisfare una bramosia inesauribile, un vero e proprio buco nero interiore.
Finché queste persone determineranno il destino del mondo, nessun modello socio-economico potrà avere successo, perché sarà invariabilmente non solo insostenibile, ma autodistruttivo in una misura che lascerebbe senza fiato il più somaro degli analfabeti economici. Ora siamo arrivati al punto in cui i nodi vengono al pettine. Servono buone idee, ma soprattutto servono persone degne e lungimiranti negli ambiti chiave. Altrimenti la prossima generazione dovrà affrontare catastrofi peggiori di questa.

Un’intervista a Jacob Needleman realizzata da un consulente finanziario con la mente aperta.

“Ho chiesto al professor Needleman se sarebbe disposto a condividere alcuni dei suoi pensieri con il pubblico di Financial Advisor.

Anthony: Lei sostiene che il denaro è un insegnante severo, ma un ottimo insegnante. Cosa dovremmo imparare in questo momento?

Needleman: I soldi toccano ogni aspetto della vita, cosicché quando qualcosa di drammatico accade al nostro denaro, qualcosa di drammatico sta accadendo anche alle nostre vite. Noi ci chiediamo: “Che cosa è veramente la ricchezza, rispetto all’essere ricchi?” “Che cosa è veramente importante per la nostra vita?” Vedo dei parallelismi tra il terremoto di San Francisco di qualche anno fa e la rovina economica dei nostri giorni. [Nel terremoto], la natura ci ha ricordato chi eravamo – e per un po’ tutti si comportavano rispettosamente, al cospetto della fragilità della vita.

Lo “shock finanziario” ci mette di fronte a noi stessi, chi siamo, a che cosa aspiriamo nelle nostre vite e da cosa ci nascondiamo. Ci ha anche ricordato quanto siamo ingenui.

Anthony: ingenui?

Needleman: la credulità impregna le vite umane. Mi vengono in mente alcuni dei vecchi proverbi di mio padre, ad esempio, “Non ci sono pasti gratuiti”.  Penso che molti di noi in realtà credevano che qualcuno si stesse prendendo cura di noi, che c’erano delle autorità di regolamentazione del sistema che vegliavano su di noi, che il capitalismo possedeva controlli automatici e contrappesi, e che c’era un nerbo morale che teneva insieme il sistema, ma di questa convinzione sono rimaste solo le macerie. Siamo stati noi stessi ad ingannarci. Mio padre era solito dire, “Non possiamo essere ingannati se non inganniamo noi stessi”.

Anthony: Il capitalismo ha mostrato alcuni gravi difetti negli ultimi due anni. Quali insegnamenti dovremmo apprendere da questa vicenda?

Needleman: I Padri Fondatori avevano una chiara percezione dei difetti umani. Avevano capito che, se lasciati a se stessi, le persone si uccidono a vicenda. Si poteva costruire un sistema in cui la gente avrebbe avuto interesse a non farlo? In un sistema capitalistico, le persone sarebbero state avide di denaro e non si sarebbero dedicate a distruggere la vita delle persone. Questa era l’idea.

Richiedeva un senso di integrità morale: essere buoni ripagava, valeva la pena essere cittadini probi, era meglio essere rispettosi piuttosto che non esserlo. Tutto questo è scivolato via. Ora abbiamo bisogno di credere nella gente. Abbiamo bisogno di incontrare le persone, valutarle e lavorare con coloro che hanno integrità. Nessun sistema può rendere le persone oneste. Possiamo ancora trovare persone oneste e intelligenti che possono cambiare questo sistema nella direzione giusta. Ci sono persone sufficientemente intelligenti da non essersi lasciate sedurre dal sistema.

Una persona non è felice perché ha un’illimitata riserva di eroina. Potrebbe essere “felice”, ma non la si definirebbe felice. Allo stesso modo, il denaro era la droga con cui abbiamo preso le decisioni. Probabilmente avrete sentito la vecchia barzelletta che tutto ciò che i soldi non possono comprare, lo possono comprare un sacco di soldi.

Ciò di cui abbiamo bisogno è, allo stesso tempo, un salutare scetticismo ed un autentico idealismo spirituale.

Anthony: nei suoi scritti ho visto che cita l’autore medievale Maimonide, che ha detto che tutti i mali umani scaturiscono dal nostro volere ciò che non ci serve. È così che siamo precipitati così in basso in questo caos economico?

Needleman: Tutta la struttura finanziaria del nostro paese si basa sul volere ciò che non ci serve. L’avvento della cultura del consumo – il riconfezionamento, il ridimensionamento, l’usa-e-getta, le agenzie pubblicitarie, ecc – ci definiscono come consumatori e produciamo più di quello di cui abbiamo bisogno. Il paese si fonda su desideri crescenti, non sulla soddisfazione di bisogni.

Anthony: occorre distinguere tra bisogni e capricci?

Needleman: Viviamo spesso al di sopra dei nostri bisogni e questo va bene fino a un certo punto. Ma abbiamo oltrepassato una soglia, negli ultimi dieci o 15 anni, e ci siamo lasciati convincere che qualcosa di nuovo, qualcosa di più, qualcosa di eccitante, alla fine ci renderà felici. Le case diventavano sempre più grandi e tutti dovevano possedere una casa.

Anthony: È giusto dire che siamo una cultura che si valuta in funzione del denaro? E, se è così, che cosa succede in tempi di recessione alla nostra autostima collettiva?

Needleman: Qualcosa accade, ma la tendenza complessiva in America è quella di un aumento dell’autostima. Ci sono tragedie, ma l’ottimismo cresce: rimbocchiamoci le maniche e ce la faremo. Dobbiamo chiederci che cosa sia la democrazia e che ruolo debba svolgere. Abbiamo una responsabilità. Abbiamo la responsabilità di cambiare le cose adesso. La democrazia è per le persone che pensano, non per quelle passive. Abbiamo bisogno di ascoltare il prossimo e di pensare insieme”.

http://www.fa-mag.com/news/integrity-lost-4360.html

I sanculotti grillini hanno preso la Bastiglia – istruzioni per l’uso del M5S

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La serpe in seno dell’Ancien Régime ;oD

La metaforica Bastiglia italiana è caduta tra il 24 ed il 25 febbraio del 2013:

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Il M5S è il primo partito italiano alla Camera.

Com’è potuto accadere?

Minipreambolo – della serie: “pensano che la ggente sia davvero stupida” – Monti è stato brutalmente sconfitto – “Fino a ieri i sondaggi, prima che il premier annunciasse la sua disponibilità a candidarsi, davano una generica lista Monti al 15% con un bacino potenziale del 25%. Ebbene, dicono che il professore punti al 30% per sciogliere positivamente la riserva” (Il Messaggero, 24 dicembre 2012). Bersani ha perso perché ha continuato a ventilare ipotesi di collaborazione con Monti, ma i media ci assicurano che l’ultramontiano Renzi avrebbe vinto. Il principio di realtà è un ricordo del passato.

Ecco un commento efficacissimo apparso su MicroMega. Lo sottoscrivo in pieno, salvo l’attacco all’euro (che comunque è formalmente corretto, perchè la gestione dell’euro è stata realmente criminosa ed anti-europeista, distruggendo il lavoro di decenni). Il lettore scrive a tratti in romanesco, ma sa di cosa sta parlando – lo stesso giorno il Nobel Paul Krugman (complottista?),  sul NYT, descriveva Mario Monti come un proconsole della Merkel messo a Roma con la connivenza dei partiti tradizionali per imporre misure di austerità depressive (!!!) – e il messaggio diventa ancora più potente. La dirigenza del PD non ha ancora afferrato pienamente quel che è successo (a me è successo verso le 5:30 del giorno dopo: mi sono svegliato con le idee improvvisamente chiare).
C’è un prima e un dopo: loro sono ancora nel prima, ma arriveranno nel dopo a rimorchio, volenti o nolenti, com’è successo a me.

“Buonasera.

La domanda è questa: perché l’elettorato si affida a Grillo e non all’originale?

La risposta era molto chiara, stasera, se si aveva la pazienza e lo stomaco di girovagare per le varie trasmissioni.

Perché il Pd ha perso, hanno chiesto ad autorevoli opinionisti e membri del partito? Risposte fantastiche. Per la legge elettorale. Perché il Pd non ha messo in lista persone nuove. Perché non ha diminuito lo stipendio ai politici. Perché (Scalfari, sublime) gli ha tolto voti Ingroia. Perché non ha saputo proporre niente di nuovo agli elettori. Perché non c’era Renzi. Perché pioveva. Perché Grillo strilla per le piazze. Perché a socera de Bersani porta sfiga, eccetera…

Incredibilmente, da Vespa non mi ricordo chi, un genio, ha fatto presente che il Pd ha collaborato alle politiche economiche e sociali del governo Monti (identiche alle politiche che da 20 anni pusher neoliberisti vanno spacciando in Europa come uno sballo senza pari, e che il Pd ormai cià scolpite nell’anima, infatti le vorrebbe continuare…), politiche ormai universalmente riconosciute come nefaste. Politiche di destra (si veda il pezzo di Bifo Berardi). Politiche che in tanti di sinistra (io, per la precisione comunista) hanno vissuto come un vero e proprio tradimento. L’ennesimo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mo’ basta.

Non se l’aspettavano la batosta, porelli. E, certo, a guardarli, ben pasciuti, ben piazzati, annidati nel loro fantastico mondo di Amelie fatto di principi che non corrispondono ad alcuna sostanza, si capisce che non se lo aspettavano. Domandiamoci: come credono che campino gl’italiani, ’sti marziani? La Fornero ha esplicitato il loro unanime pensiero: gl’italiani nun cianno voja de lavorà e passano il tempo a magnà la pasta seduti ar sole. E perchè? Perchè so’ zozzi e bestiali (il governo Monti ha esplicitato il pensiero generale della nostra raffinatissima calsse dirigente), e vanno civilizzati

E se il Pd non ha vinto (il partito dei più fichi, dei migliori a priori, la santa chiesa della sinistra che denuncia, scomunica e santifica e nun sbaja mai), è colpa dell’itajani, che nun capischeno na cippa. Italiani buzzurri. Italiani che nun ve va de fa niente. Italiani che odiate la santa Europa. Italiani, razza inferiore! Mica come noi, i strafichi, che abbiamo studiato all’estero, parlamo l’inglese, portiamo abiti di buon taglio, e nun pagamo na lira de tasse.

Belli, sti fenomeni, proprio belli. Fassino era spiritato, Gotor nevrastenico, Letta un santino di sè stesso. Cacchio, avranno pensato, ma l’itajani ce stanno davero, nun so solo proiezioni e statistiche…ma come se permettono…e pensare che avevamo garantito, e dato il paese in pegno ai mercati, alla Merkel, a Wall Street…

Ah l’Europa, mo che penserà, avranno pensato? Ce famo na figuraccia. Oddio, tutta sta fisima dell’Europa non ce l’avrei. Girano pazzi scatenati per l’Europa, paranoici deliranti come Olli Rehn, quello che manda le lettera all’Fmi, dopo il paper di Blanchard, per dire che nun era vero che l’austerità faceva danni…ma lasciamo perdere. Europa, Europa uber alles! Sì, vabbè, l”euro ci ha fatto a pezzi, i mercati nostri se li sono fregati Franchi e Ostrogoti, ma voi mette che se devi andare a Parigi a fare shopping non devi cambià. E annamo…

Erano proprio stupiti, Pucciarelli, tanto. Strepitavano. Gotor ogni tre respiri parlava di grande responsabilità di fronte a un paese che il Pd ( e il Pdl, se capisce) hanno raso al suolo trattandoci da schiavi e pezze da piedi e maiali. Fifa la Cermania! E adesso i macellai, quelli che hanno massacrato il 90% degli italiani (ma ben pagati, loro, oh quanto ben pagati), ce vonno mette na pezza…

Pucciarè, saremo incivili, zozzi e nun parleremo l’inglese. Anzi, come vedi, manco l’itajano. Ma nun semo scemi. Sta caciara ha da finì. Hanno già rotto quasi tutti i servizi de piatti e bicchieri, e storto le posate. Mo basta.Se vonno fa casino andassero fori.

Nella Crande Cermania, per esempio. Lì, li aspettano a braccia aperte. Ce da andà a raccontà un po’ de cazzate ai polacchi e a tutti quelli che dentro l’euro ancora nun ce stanno…e chi mejo dei pulcinella nostri, quelli che stasera strillavano, ansimavano, nun se capacitavano?

Quelli che l’Itaja è un ber posto ar parlamento, del resto chissenefrega, mica ce sto io a la pioggia e ar vento…

Saluti.

Saluti.

Saluti.

Bruno Di Prisco”

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/02/25/matteo-pucciarelli-non-e-un-disastro-e-molto-peggio/

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Un’attivista del M5S ha proposto ai cittadini (non si faranno chiamare “onorevoli”, bensì “cittadini” – come i citoyen della rivoluzione francese) grillini eletti in Parlamento di vestirsi di bianco per la loro “prima volta” dopo la “presa della Bastiglia“, in modo da distinguersi fin da subito dagli altri parlamentari.

È inevitabile pensare ai sanculotti: “Il diverso abbigliamento adottato dai “patrioti” – soprattutto piccoli commercianti, impiegati, artigiani e operai – costituiva la precisa volontà di distinguersi dalle classi agiate, sottolineando i differenti obiettivi politici che li distanziavano tanto dai contro-rivoluzionari quanto dai più moderati sostenitori della Rivoluzione” (wikipedia).

I sanculotti, popolani indignati, senza un preciso disegno politico in mente ma con tanta buona volontà e voglia di giustizia e libertà, furono contesi tra i girondini da un lato (moderati) e i giacobini dall’altro (radicali).

Vinsero i giacobini, purtroppo, e fu il Terrore:

http://www.informarexresistere.fr/2012/01/14/se-incontrerete-questo-tipo-di-rivoluzionari-isolateli-sono-mortiferi/#axzz2M1f0TkXR

Imposero un nuovo ordine ferocemente intransigente e puritano, un proto-totalitarismo con diversi elementi in comune con visioni futuristiche più recenti:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/01/totalitarismo-cosmico-grillo-gaia-casaleggio/

Una vittoria dei girondini (repubblicani moderati, federalisti, intenti ad unire la società, non a dividerla in buoni e cattivi, virtuosi ed empi) avrebbe cambiato il corso della storia. L’umanità si sarebbe emancipata molto prima.

Gli errori del passato siano di lezione per il presente. Non sappiamo veramente da dove venga il MoVimento, ma possiamo aiutarlo a prendere la direzione giusta, quella della libertà, dell’uguaglianza, della fratellanza (e quindi della tolleranza e dell’interesse generale).
Dunque non lasciamo che timori, pregiudizi, scetticismi, ostilità e sospetti (probabilmente in certi casi più che giustificati) ci impediscano di riconoscere il ruolo storico di questo movimento, il potenziale di cambiamento positivo e nonviolento che porta con sé. Aiutiamoli a focalizzare la loro attenzione su problematiche di più ampia rilevanza, integriamoli in una spinta al cambiamento che riguardi tutta la nazione – rendendoli meno settari e meno paranoidi -, cerchiamo ASSIEME a loro di definire una visione ed un progetto di riforma del paese, senza guidarli e senza farci guidare o assistere da spettatori passivi. Non regaliamo il M5S a qualche forma di neo-giacobinismo di quei piccoli despoti psicopatici che emergono in tempi di crisi sistemica per sedurre gli animi angosciati, confusi e bisognosi di guida.
Insomma, NON seguite il mio pessimo esempio di qualche giorno fa (che pure rilevava problemi non ignorabili):
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/02/23/per-un-voto-martin-perse-la-cappa/

Nessun grillino potrà dire: “ma io non lo sapevo”

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io voterò M5S anche se di grillo-casaleggio mi fa paura il silenzio/ambiguità sulle questioni fondamentali. mi fa paura grillo che parla di tribunali civili popolari per giudicare i politici o quando dice che la politica o la gestione di uno stato è semplice. mi fa paura grillo che dice chiudiamo le province senza dire che fine faranno i dipendenti. mi fa soprattutto paura il legame sasson-camera di commercio americana e mi inquieta il video sul sito di casaleggio sulla 3° guerra mondiale vinta dall’occidente grazie alla rete. mi fa paura grillo che dice che la politica è solo schiacciare un tasto sul pc da casa (fanculo gaber). mi fan paura i suoi finti sondaggi telecomandati e preimpostati. e mi fa paura quest’articolo. mi fa paura immmaginare che intenzione abbia grillo anti-Nato con le 90 testate nucleari americani nelle basi italiane e il pensiero di fare la stessa fine della libia in men che non si dica (anche se son per lo smantellamento immediato). mi fa paura il pensiero sempre frequente che costoro stiano solo catalizzando e frenando la violenza di piazza. dico, meglio così, meglio loro che alba dorata o FN che distribuisce i pacchi di pasta come già succede a macerata. poi dico, ma perchè meglio così? se questi si riveleranno buffoni, la violenza sarà ancora più odiosa ed incontrollabile. non so. ma anche stavolta turandomi il naso purtroppo voterò grillo. ogni tanto bisogna pur tirare lo sciacquone. e l’unica arma che ho è la mia scheda elettorale“.
Pantos, un elettore di M5S

Boom dell’inchiesta “Casaleggio”. I lettori la twittano da giorni. Il M5S? E’ come la Webegg. Chi comanda è Casaleggio

di Antonio Amorosi

affariitaliani.it

BOLOGNA – Solo in un monologo di Beppe Grillo ti aspetteresti la storia di un manager che somiglia ad Angelo Branduardi e che con 15 milioni di euro di buco di bilancio nel pedigree riesce a farsi passare per “guru”! Ma forse no!

Vi ricordate cosa diceva l’ex consigliere del Movimento 5 Stelle Giovanni Favia nel Fuori-onda a Piazza Pulita su La7?: Casaleggio è il “guru” che ha costruito il Movimento di Grillo. E’ lui che comanda. E’ il padre padrone. Prende per il culo tutti.

Quella sera alcuni ex dipendenti della Webegg spa, la società di cui Casaleggio era amministratore delegato, si ritrovano in internet e commentano: “Sta succedendo quello che sappiamo già. Finalmente se ne stanno rendendo conto!”

Ma di cosa dobbiamo renderci conto? Cosa sanno gli ex collaboratori di Casaleggio che noi non sappiamo? Li abbiamo incontrati. E in parallelo consultato centinaia di documenti.

Il buco da 15 milioni di euro

Casaleggio a cavallo del 2000 è amministratore delegato di Webegg spa, società Olivetti. Olivetti ne vende la proprietà nel 2002 al suo principale cliente, Telecom Spa già di Roberto Colaninno che era anche precedentemente amministratore delegato di Olivetti (quello delle scalate dei Capitani Coraggiosi ma che aveva anche dato vita sempre nel 2000 a Netikos spa; nel CdA Casaleggio e Michele Colaninno; Roberto Colaninno lascia Telecom nel 2001). Niente male per Casaleggio che è un semplice perito informatico! Tutto bene fino a che diventa nuovo azionista di maggioranza Tronchetti Provera. Infatti subito dopo, nel 2003, Casaleggio viene mandato via. Guardando i bilanci, la sua gestione risulta disastrosa come riporta anche la stampa specializzata (Computerworld online del 15 giugno 2004). La Webegg si ritrova con un drastico calo del fatturato: – 26% nel 2003. Infatti ci sono buchi di 1milione 932mila euro nel 2001 e di 15 milioni 938mila euro nel 2002, su un fatturato di 26 milioni di euro. E meno 60% dei ricavi nel 2002 rispetto al 2001 sui clienti del gruppo Telecom. Gli azionisti definiscono “un piano pluriennale di risanamento” con una “drastica riduzione dei costi di gestione… e ridimensionamento del budget rivolto alla comunicazione”, la dismissione delle aziende che Casaleggio aveva acquisito per costruire un modello particolare di azienda in rete, oramai non considerato “più strategico e coerente col core-business della società”. Gli azionisti devono risanare l’azienda e alla fine venderla, chiudendo anche tutte le società connesse. La gestione Casaleggio succhia ingenti risorse economiche.

Il Beppe Grillo implacabile scopritore di scandali direbbe: Con questi buchi di bilancio e con un diploma da perito informatico quale impresa privata ti riprende? E invece no. ll comico genovese che mette alla berlina i manager fallimentari ed esempi dell’italianità più ridicola anche nel 2012 in un comizio tra i fans di Pistoia ripete sicuro che Casaleggio è “un ottimo manager!”

[il che forse spiega le enormi lacune nella sezione economica del programma di M5S: http://keynesblog.com/2013/02/07/la-grillonomics-analisi-del-programma-economico-del-movimento-5-stelle/]

Ma in cosa e perché spendeva l’Amministratore Delegato Casaleggio? Ce lo mostrano le testimonianze del Project Manager Mauro Cioni (che ha lavorato in tutta la compagine per 10 anni) e di altri dipendenti che non sono voluti apparire. Ma soprattutto i documenti dell’epoca.

La strategia di Casaleggio. Fidelizzare i giovani

La strategia aziendale di Casaleggio in Webegg è il modello Web company americana, con quelle classiche formule del marketing “made in Usa”. Casaleggio assume giovani, fa la parte del “capo amico di tutti”, ma c’è sempre lo psicologo, nei ritiri in monastero per affiatare il gruppo. Nell’impresa non esiste una differenza tra il tempo libero e quello lavorativo. Lui è oltre. Ha un modo diverso di concepire la vita: bisogna fare qualcosa che ti piace, in cui credi e dai il massimo…all’azienda però. Per vendere di più del prodotto devi essere quel prodotto e non semplicemente promuoverlo. Insomma se avete mai preso in mano un manuale americano di marketing o motivazionale ne trovate a iosa di questa roba. I giovani, come dichiara nell’articolo “Dolce Vita” su Logica Interview, sono guidati da qualcosa di più dei soldi; bisogna dar loro la possibilità di partecipare al cambiamento, di avere responsabilità e se una persona è motivata e felice questa rende di più. Quindi il successo per l’azienda è garantito. E allora Casaleggio cosa fa? Prende anche giovani inesperti e dà loro grandi responsabilità e ottimi stipendi. Vi ricorda qualcosa del Movimento 5 Stelle!? Ma andiamo avanti.

La Webegg è rappresentata da un uovo. Casaleggio fa costruire all’interno delle tre sedi della società, Milano, Torino e Bologna proprio una stanza a forma di uovo, stile “Star Trek” come dice lui stesso nelle riviste di settore. Con pavimento d’acciaio, colonnina comandi tutta metallica con pulsanti colorati, la tecnologia è completamente occultata e attivata con i raggi infrarossi “per dare fin dal primo impatto la sensazione della proiezione nel futuro”: stile navicella spaziale del capitano Kirk; tutti dentro, lui, i dipendenti, i clienti e la stampa.

[Mmmh, la cosa mi riporta allo strano caso dell’“alieno grillino”

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/01/totalitarismo-cosmico-grillo-gaia-casaleggio/]

E Casaleggio? L’amministratore delegato di una società che lavora con banche, assicurazioni e la Telecom, per sentirsi nel futuro si chiude in una stanza a forma di uovo!? “Drogarsi come tutti gli altri no?!” direbbe il Grillo che conosciamo. Ma invece il comico genovese sembra molto sicuro o facilmente incline alla bufala quando parla del “guru” che lo ha portato al centro della scena mediatica italiana. Sempre a Pistoia ripete ai suoi fans che dubitano su Casaleggio. “Lui gestiva la Olivetti, l’informatica di Telecom, 10mila persone sotto. Non è mica l’ultimo arrivato!” Olivetti? Telecom? Non risulta affatto. E dai bilanci emerge anche nero su bianco che di dipendenti Casaleggio ne abbia avuti, a seconda dei periodi, da un minimo di 200 persone a un massimo di pochi più di 718 persone (al 31 dicembre 2002) ! Non di più!

Mentre Webegg perde 15 milioni di euro l’impresa ha anche una squadra di calcio aziendale. E La gestione Casaleggio con trattamento da sceicco affitta voli charter per dipendenti e familiari, tutto gratis ovviamente per loro, per recarsi a Praga e nel resto d’Europa, per il torneo aziendale “Logica world cup”.

E così mentre l’azienda riduce anche il personale ed aumenta il carico di lavoro per i dipendenti si racconta l’aneddoto di uno di questi che abbia posto la domanda ai superiori: “Praga!? Chi paga!?”; ottenendo come risposta non proprio amichevole. Dulcis in fundo, i grandi eventi come la “Notte degli oscar”, feste faraoniche a fine anno con scenografie holliwoodiane, show di comici famosi come la Littizzetto, Aldo Giovanni e Giacomo, Luttazzi, Bertolino. Casaleggio a fare un po’ il “Pippo Baudo” della serata. E nomination per premiare chi dell’azienda si era distinto durante l’anno.

I comandamenti del “guru” e il Movimento 5 Stelle

La società di Casaleggio ha addirittura 12 comandamenti, affissi ovunque nell’azienda in manifesti con le uova. E Casaleggio fa realizzare un video sui comandamenti e lo distribuisce a tutti i dipendenti.

Studiandoli in profondità si trovano non poche corrispondenze tra i comandamenti di Webegg e il Movimento 5 Stelle oggi.

Vediamone solo alcuni, ad esempio il comandamento 9.“Assenza di competitività interna” molto simile al principio di eguaglianza del Movimento 5 stelle, dove ogni attivista vale uno (il motto “Uno vale uno” ). O il 5 Teamwork, dove si decide che il sistema di lavoro deve essere per gruppi funzionali, simile al modello di aggregazione dei Meetup dove le persone lavorano su singoli temi funzionali. O il comandamento 2.Responsabilità sul risultato che ricorda le “Semestrali” dei grillini quando i cittadini confermano o meno la fiducia ai consiglieri del Movimento 5 Stelle. Il comandamento 6 Protezione totale delle persone, che ricorda quando Grillo interveniva in aiuto dei singoli colpiti da un provvedimento giudiziario ingiusto (cosa che fa sempre più di rado). O il 4 Il divertimento come forza creativa. Tutto il Movimento si basa sulla divertente figura di un comico, Grillo, che usa l’umorismo come registro comunicativo con i cittadini. Le sue parole ti suscitano delle emozioni che creano il coinvolgimento e non un ascolto passivo. Al pubblico resta impresso un’emozione positiva e non semplicemente le parole di un comizio. Una tecnica di comunicazione ben nota agli addetti ai lavori (usata nella Programmazione Neurolinguistica)

Nel video i comandamenti vengono sempre rappresentati con un film (come vedrete nella video-inchiesta). E spicca su tutti il comandamento 8 L’Invenzione continua del business che il “guru” rappresenta in un modo del tutto particolare e che da quel tocco in più di personalità: Con Totò, che nel film “Totò truffa ’62” vende la Fontana di Trevi ad un credulone!

Chiusa malamente l’esperienza di Webegg Casaleggio continua a portare le società nel web e diventa un personaggio pubblico nel 2005 quando fonda il blog di Beppe Grillo, pianifica i V day, organizza i meet up del Movimento e il Movimento 5 Stelle con la nuova società la Casaleggio Associati.

Come sostengono molti attivisti il Movimento non nasce spontaneamente dal basso ma dalle strategie di Casaleggio. Ad esempio anche il Meet up N°1, la piattaforma di aggregazione del Movimento nella città di Milano, nasce il 10 giugno 2005 da un ex-dipendente Webegg, Maurizio Benzi, poi assunto da Casaleggio nella sua nuova azienda, la Casaleggio Associati, un mese prima che Grillo stesso proponga ai suoi fans, il 16 luglio 2005, di usare i Meet up come piattaforma di aggregazione. Lo stesso Benzi oggi è candidato alla Camera per il Movimento nella circoscrizione Lombardia 3.

Tutto quindi fa pensare che questo Movimento sia la riproduzione del modello di business dell’ex società di Casaleggio. E non sia nato dalla rete, da cittadini che spontaneamente si sono messi insieme. I cittadini si aggregano su un modello già pianificato e proposto dall’ alto. Infatti Casaleggio e Grillo fanno credere che la loro rete di attivisti sia il luogo dell’orizzontalità e della libertà assoluta, esente da censure. Ma nella realtà il Movimento comunica sul loro sito e non su un piattaforma aperta, i commenti possono essere omessi o anche manipolati dalla società al vertice, come sostengono tantissimi attivisti. E come in ogni azienda se non accetti le regole sei fuori da ogni consesso, come è successo a molti di loro.

La comunicazione, il potere, il denaro

Oggi la Casaleggio Associati, ultimo bilancio consultabile 2011, ha un passivo di circa 57mila euro ripianato dai soci. Con il supporto di analisti di bilancio abbiamo messo a confronto l’azienda passata, la Webegg spa e quella presente, la Casaleggio Associati srl, con imprese del settore, ma in attivo, come la Accenture spa (capofila del settore ICT). Le aziende del “guru” hanno sempre gli stessi problemi, spese sproporzionate per il personale e le materie prime, in percentuale così alta da determinare un buco di bilancio. A conferma che la gestione Casaleggio richiede sempre ingenti risorse economiche.

Portare una società nel web infatti non vuol dire creare solo un sito ma un “ambiente internet” intorno a quella società e ai suoi prodotti. La discussione dovrà alimentare centinaia se non migliaia di altre discussioni, in grado di influenzare i consumatori e l’opinione pubblica. Quindi c’è bisogno di risorse e uomini che muovano questo consenso.

La comunicazione è potere e da la possibilità di essere visibili. Magari riciclando le strategie di Webegg-Telecom, come abbiamo visto. Ed è Grillo stesso che ci dice in un filmato (guarda la Video inchiesta) quale possa essere il fine manageriale di Casaleggio: visto il miracolo che gli è riuscito con il Movimento adesso nasce la possibilità di avere altri clienti.

Cosa già sperimentata in politica da Casaleggio, come ci ha raccontato il penalista ed ex esponente dell’Idv Domenico Morace che ha seguito la gestione della Casaleggio e le spese dell’Italia dei valori di Antonio Di Pietro dal 2006. Con l’avvento di Gianroberto Casaleggio il bilancio dell’Italia dei Valori del 2006 riporta la spesa Internet aggregata ad altre voci per un ammontare totale di 1milione 305mila euro. Nel 2007 la voce siti Internet è unica: 469.173 euro. Lievita ancora nel 2008 ed arriva a 539.138 euro

“La Rete è politica” sostiene ancora più esplicitamente Casaleggio in un”intervista del passato (Data Manager 2001) ma ”per apprezzare la rete bisogna darle una dimensione culturale, solo in un secondo momento si può cominciare a fare business” perché “da la possibilità di cambiare gli equilibri”.

Quegli equilibri che possono darti potere e portarti in Parlamento. Ed è anche denaro. Quale? I 10 milioni l’anno destinati ai gruppi di Camera e Senato del Movimento 5 Stelle. Pochi sanno infatti che gli attivisti per candidarsi alle prossime elezioni politiche hanno dovuto sottoscrivere un accordo al buio. Come dal regolamento di Grillo: in sostanza sarà una società di comunicazione decisa da Grillo stesso a parlare per i Deputati e i Senatori del Movimento. Gestirà circa 10 Milioni di euro l’anno (6,3 alla Camera; 3,7 al Senato; i dati sono calcolati sui numeri ufficiali delle due Camere), che diventano 50 milioni di euro per una legislatura completa, visti i circa 100 parlamentari attribuiti al Movimento, oltre ai loro singoli stipendi. Non sappiamo ancora quale sarà il nome ufficiale della società che gestirà tutte queste risorse. Ma di certo sappiamo che con 50 milioni euro la forza di convinzione e di trasformazione degli equilibri può alimentare molto altro denaro.

Sarà per questo che in Italia è sempre meglio fondare un partito che gestire un’azienda!

Antonio Amorosi

Fonte: http://affaritaliani.libero.it

Link: http://affaritaliani.libero.it/emilia-romagna/le-verit-choc-su-casaleggio-tutto-quello-che-grillo-non-dice060213.html

6.02.2013

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Un lettore ha commentato pubblicando questo link:
http://coscienzeinrete.net/I_Club_Mondialisti_e_il_risveglio_delle_coscienze.pdf

Quest’analisi mi trova solo in parte d’accordo – un’obiezione su tutte: non esistono solo globalisti corrotti, sociopatici/psicopatici e complottisti, ci sono anche globalisti che lavorano nell’interesse generale e possono persino trovarsi a collaborare temporaneamente con quelli malintenzionati, se reputano che sia inevitabile ed utile in una visione complessiva delle vicende umane: la loro visione non è manichea, ma pragmatica, e non si può fare di tutte le erbe un fascio. La realtà è estremamente complessa.
Essa contiene comunque delle importanti verità che vanno lette alla luce di queste citazioni presidenziali:
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/27/presidenti-americani-schiettamente-complottisti/

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http://www.agoravox.it/L-armata-di-Grillo-Radiografia-del.html

Oscar Giannino c’è o ci fa? – chi lo vota danneggia gli Italiani e l’Italia?

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NOTA PRELIMINARE: Sarebbe sbagliato trattare con sufficienza il fenomeno Giannino, che è un fenomeno degno di nota.

Perché Giannino & co. sono così ansiosi di poter svendere il patrimonio strategico pubblico agli stranieri? C’è un conflitto di interessi in gioco? Chi vota “Fare per fermare il declino” vota contro l’Italia e gli Italiani senza esserne consapevole?

Se lo chiede l’economista Luciano Priori Friggi – con rara eleganza e rispetto, se messo a confronto con il livello del dibattito elettorale in corso – a proposito delle attività di Michele Boldrin, inossidabile partner intellettuale e politico di Oscar Giannino.

http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2013/01/28/michele-boldrin-ha-un-conflitto-di-interesse/

L’inadeguatezza e distruttività del programma economico e politico di Giannino per una grande nazione come l’Italia:
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/05/il-programma-politico-di-oscar-giannino-alcune-obiezioni-tra-le-tante/

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Il mondo ideale privatizzato di Oscar Giannino è quello in cui tutti si comportano come un idraulico e arrivano quando si LIBERANO (non esiste un settore pubblico al servizio della comunità). E’ quello in cui c’è sempre qualcuno che compra e la crescita è illimitata. E’ quello in cui gli egoismi privati beneficiano la collettività, sempre (es. il suo vecchio sodale Berlusconi?), e quelli collettivi beneficiano il genere umano, sempre (es. Germania e Unione Europea?).

Nel mondo ideale di Oscar Giannino non esiste una comunità, esiste solo una moltitudine di contratti tra individui. Il mondo ideale di Oscar Giannino è un mondo per ricchi psicopatici o sociopatici, il tipo di mondo che scatena le rivoluzioni.

Oscar Giannino (“Fare per Fermare il Declino”), come Guglielmo Giannini (“Fronte dell’Uomo Qualunque”), è il sintomo di una società confusa, che vuole cambiamento e lo vuole subito, ma non sa bene a che santo votarsi. Non che lo sappia io – le soluzioni si trovano insieme, chi te le “regala” vuole fotterti -, ma penso di sapere almeno cosa non voglio. Il mondo ideale di Oscar Giannino (Sandy Springs) assomiglia troppo a Nea So Copros (cf. Cloud Atlas) per i miei gusti.
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/21/sonmi-451-e-thomas-sankara-quando-finzione-e-realta-riecheggiano/

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Djannino unchained

OSCAR GIANNINO E IL NEOLIBERISMO EUROPEO

“Non c’è solo la Germania, a indicare la via della crescita nel rigore attraverso l’alta produttività della manifattura e dell’export. Il segnale che viene da Londra è di grande speranza”.

http://www.chicago-blog.it/2010/10/26/ultime-da-londra-ciao-ciao-keynes/

REGNO UNITO

Riuscirà finalmente a ripartire l’economia inglese o c’è addirittura il rischio che nel 2013 si registri una terza mini-recessione?

http://marconiada.blog.ilsole24ore.com/2013/01/e-il-2013-si-preannuncia-a-passo-di-lumaca.html

http://www.guardian.co.uk/business/2013/jan/25/britain-triple-dip-recession-manufacturing

GERMANIA

A dispetto di quel che la troika e i media vorrebbero far credere alla gente comune, chi mastica di macroeconomia e sociologia sa che la Germania sta affondando e non c’è alcuna Wunderwaffe (arma segreta miracolosa) che potrà salvarla (ed è il terzo conflitto mondiale che perde a causa dell’egoismo e della superbia della sua classe dirigente, altro che Guinness dei Primati):

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/29/quando-i-tedeschi-capiranno-che-la-merkel-li-ha-truffati/

Per futuri aggiornamenti sugli sviluppi tedeschi, rimando all’eccellente e meritorio http://vocidallagermania.blogspot.it/, che traduce le notizie principali riguardanti l’economia e la politica tedesca dal tedesco all’italiano (e lo fa molto bene).

OSCAR GIANNINO E L’ENERGIA ATOMICA

“Proprio la terribile intensità del fenomeno abbattutosi sul Giappone ci consegna una nuova conferma del fatto che in materia di sicurezza di impianti nucleari, i passi in avanti compiuti negli ultimi decenni sono stati notevolissimi, tali da reggere nella realtà dei fatti senza creare pericoli per ambiente e popolazione proprio l`impatto di eventi terribilmente fuori scala… Una delle ragioni per cui le centrali elettronucleari costano tanto, è proprio la sicurezza: ma come si vede sono soldi ben spesi.”

Oscar Giannino, “Nucleare sicuro. È la prova del nove”, da “IL MESSAGGERO” di sabato 12 marzo 2011

http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=57358426

23 gennaio 2013 – A Fukushima ancora paura radiazioni: gli scienziati che monitorano la vita di mare nella regione hanno scoperto in un pesce catturato nei pressi della centrale, livelli di radiazione più alti di 2.500 volte rispetto al limite stabilito dal governo giapponese.

http://wwww.ansa.it/web/notizie/specializzati/energiaeambiente/2013/01/23/Trovato-Fukushima-pesce-2500-volte-piu-radioattivo-_8124734.html

2012 – l’inquinamento radioattivo arriva in California

http://abcnews.go.com/blogs/health/2012/04/10/radiation-from-japan-disaster-found-along-calif-coast/

OSCAR GIANNINO E L’EVASIONE/ELUSIONE FISCALE

“Ohimè nell’Italia di oggi l’invidia fiscale da tributi esosi si estende ormai da sinistra a destra. Il che rende ancor più necessaria la difesa dell’offshore, vero presidio di libertà che sconfiggerà sempre- non illudetevi, cari statalisti – la lega degli Stati ad alto prelievo e bassa crescita”.

http://www.chicago-blog.it/2010/10/20/viva-loffshore-abbasso-le-tasse/

OSCAR GIANNINO E SANDY SPRINGS

“Leggete qua. Sandy Springs, suburbio di Atlanta, Georgia. Nel 2005, vinte le elezioni dai repubblicani, un fan di Hayek e Reagan, Oliver W. Porter, convince i concittadini a farla finita con la vecchia concezione del potere municipale, la sua pletora di dipendenti, società pubbliche e via cantando.  Perché continuare a dare 190 milioni di dollari l’anno alla Contea di Fulton, per servizi municipali gestiti innanzitutto nell’interesse delle piante organiche dei suoi dipendenti e dirigenti a tempo indeterminato? Da allora, Sandy Springs ha fatto una scelta radicale: come un’impresa privata, il comune si è dato una mera forma societaria, come fosse un fascio di contratti. E’ diventata Priva-Topia. E ha dato tutto in outsorcing, dalla manutenzione delle strade al centralino 911 per le emergenze, dalla gestione delle licenze commerciali a quelle edilizie. Per ciascun settore gare aperte a privati, con le due società prime perdenti legate da un rapporto di immediato subentro se chi vince non offre esattamente ciò a cui si è impegnato, in termini di efficienza e contenimento di costo. Solo per polizia e pompieri i costi comparati delle gare a compagnie private hanno sconsigliato l’offerta pubblica gestita da pubblici dipendenti: ma tutti a tempo determinato, valutati su performance annuali, a cominciare dal città manager scendendo. Come vedete, si può fare eccome. 90 milioni su 190 sono la capienza finanziaria apertasi rispetto alle vecchie imposte, con un comune in forma di società privata.  Sandy Springs prospera assai più delle altre municipalità vicine che sono rimaste pubbliche, e c’è la fila per andarci a vivere rispetto alle distressed areas afroamericane della Georgia. Non è vero che non si può fare, il punto è liberarsi dello Stato tass-e-spendi!”

http://www.chicago-blog.it/2012/06/25/privatopia-esiste-come-prosperare-spellando-lo-stato-tass-e-spendi/

COME STANNO DAVVERO LE COSE A SANDY SPRINGS?

“Questa scelta ha danneggiato finanziariamente il resto della contea di Fulton? Certamente sì, sostiene l’amministratore della contea, Zachary Williams, che calcola che l’”incorporazione” di Sandy Springs, e delle città vicine che l’hanno seguita, è costata alla contea circa 38 milioni di dollari all’anno. Williams ha descritto la cifra come “significativa”, soprattutto in considerazione delle pressioni causate dalla crisi economica”.

http://www.nytimes.com/2012/06/24/business/a-georgia-town-takes-the-peoples-business-private.html?pagewanted=all&_r=0

La prospettiva di altre Sandy Springs preoccupa persone come Evan McKenzie, autore di “Privatopia: le associazioni proprietarie di immobili e la nascita del governo residenziale privato”. Il suo timore è che le enclavi ricche possano decidere di diventare quartieri fortificati (gated communities) su vasta scala, con muri che le separino da aree economicamente in difficoltà. “Si potrebbe realizzare uno scenario del tipo ‘due Americhe'”, dice. “Se permettiamo che le aree più ricche si isolino istituzionalmente, allora cosa resta da fare ai poveri? Tenersi tutta la povertà, tutti i problemi sociali e cavarsela da soli?”

http://www.nytimes.com/2012/06/24/business/a-georgia-town-takes-the-peoples-business-private.html?pagewanted=all&_r=0

I residenti, funzionari e politici di Sandy Springs sono stati in prima linea in un movimento controverso che aveva l’obiettivo di separare Sandy Springs e molti altri distretti periferici a nord di Atlanta dal resto della Contea di Fulton, per creare una nuova contea a maggioranza bianca chiamata Milton [in onore del padre del neoliberismo, Milton Friedman, quello della shock therapy, oggi applicata ai PIIGS ed all’eurozona nel suo complesso, NdR], lasciando che il resto della contea di Fulton si occupasse delle esigenze di una popolazione rimasta povera e con una base imponibile drasticamente ridotta. […].

Ad Atlanta, l’impulso verso la privatizzazione, presentato come una questione di efficienza e di responsabilità fiscale nel 2012, appare molto meno innocente in una prospettiva storica. Kruse ha mostrato molto efficacemente come i bianchi di tutta la regione, prima ad Atlanta e poi in periferia, abbiano smesso di utilizzare i servizi pubblici dopo Brown v. Board of Education [sentenza del 1954 che pone fine alla segregazione razziale negli Stati Uniti, NdR] proprio per evitare l’uso di strutture che la corte aveva ordinato che fosse desegregata.

http://metropolitanhistory.wordpress.com/2012/08/08/the-politics-of-place-and-race-in-americas-privatized-city/

OSCAR GIANNINO E AYN RAND

“Stamane con Alberto Mingardi ci siamo scambiati messaggi di esultanza, per il fondo del Sole 24 ore in cui si esalta Ayn Rand”.

http://www.chicago-blog.it/author/oscar-giannino/page/46/

Può essere a buon diritto definita la peggiore filosofia partorita nel dopoguerra. L’egoismo, si sostiene, è un bene, l’altruismo un male, l’empatia e la compassione sono irrazionali e distruttive. I poveri meritano di morire, i ricchi meritano di esercitare una potenza senza limiti. È già stata testata ed ha fallito clamorosamente e catastroficamente. Eppure la dottrina di Ayn Rand, morta 30 anni fa, non è mai stato più popolare ed influente.

Rand era russa, di famiglia benestante emigrata negli Stati Uniti. Attraverso i suoi romanzi (come “La rivolta di Atlante”) e la sua saggistica (come “La virtù dell’egoismo”), ha illustrato una filosofia chiamata oggettivismo. Questa sostiene che l’unica morale è il puro interesse personale. Non dobbiamo nulla a nessuno, neppure ai membri delle nostre famiglie. Descrive i poveri e i deboli come “rifiuti” e “parassiti” e critica aspramente chiunque cerchi di aiutarli. Oltre polizia, tribunali e forze armate, non ci dovrebbe essere alcun altro ruolo per il governo: nessuna sicurezza sociale, né salute pubblica o istruzione pubblica, infrastrutture pubbliche o trasporti pubblici, nessuna regolamentazione, nessuna imposta sul reddito.

 […]

Quella di Rand è la filosofia degli psicopatici, una fantasia misantropica di crudeltà, vendetta ed avidità. Eppure, come Gary Weiss mostra nel suo nuovo libro, “Ayn Rand Nation”, è diventata per la nuova destra ciò che Karl Marx una volta era a sinistra: un semidio a capo di un culto millenaristico. Quasi un terzo degli americani, secondo un recente sondaggio, ha letto “La rivolta di Atlante”, che ora vende centinaia di migliaia di copie ogni anno.

[…].

Non è difficile capire perché Rand piaccia ai miliardari. Offre loro qualcosa che è fondamentale per ogni movimento politico di successo: un senso di vittimismo. Dice loro che sono vampirizzati dai poveri ingrati ed oppressi da governi invadenti.

E invece più difficile capire che cosa ci guadagnino i militanti ordinari del Tea Party, che avrebbero molto da perdere se lo stato si ritraesse. Ma tale è il grado di disinformazione che satura questo movimento e così diffusa, negli Stati Uniti, è la sindrome di Willy Loman (il divario tra realtà e aspettative) che milioni, allegramente, si offrono volontari per fungere da zerbini ai miliardari. Mi chiedo quanti avrebbero continuato a venerare Ayn Rand se avessero saputo che, in età più avanzata, si iscrisse ai programmi di sanità e previdenza pubblica. Si era scagliata furiosamente contro entrambe, in quanto rappresentavano tutto quello che disprezzava dello stato invadente, ma il suo sistema di credenze non poteva competere con la realtà del’invecchiamento e della salute cagionevole.

[…].

Impregnata della sua filosofia, la nuova destra su entrambi i lati dell’Atlantico continua a chiedere il rimpicciolimento dello Stato, anche se i resti del naufragio di quella politica ci circondano. I poveri sprofondano, gli ultra-ricchi prosperano. Ayn Rand approverebbe”.

http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/mar/05/new-right-ayn-rand-marx

OSCAR GIANNINO E LA SVEZIA

Al governo Monti farebbe molto bene adottare un modello che per decenni sinistra e keynesiani italiani additavano fino alla noia: quello della Svezia. E’ un Paese che ha effettivamente molto da insegnarci, sugli effetti dell’incauto connubio tra alta spesa pubblica e alte tasse. […] Perché è dalla dura crisi che la colpì negli anni Novanta, che la Svezia ha dovuto drasticamente cambiare strada, modificando in profondità il proprio welfare troppo generoso. Ed è dal 2006, da quando è al governo il conservatore Fredrik Reinfeldt, nel frattempo rieletto per la prima volta in un secolo per i suoi successi, che la Svezia ha imboccato con energia raddoppiata la via del menospesa-menotasse, col risultato di essere l’unico Paese europeo a rivelarsi immune o quasi dall’eurocrisi.

http://www.chicago-blog.it/2012/04/17/viva-la-svezia-monti-ci-ripensi/

9 gennaio 2013 – 2013, fuga dalla Svezia. Nonostante un tasso di disoccupazione al 7,7 per cento la Svezia si riscopre terra di emigrazione, soprattutto per i giovani. Il risultato è che ora gli svedesi che lavorano in Norvegia sono 75 mila: se prima dello scoppio della crisi a cercare occupazione oltre confine erano 4 mila ogni anno, nel 2011 sono stati quasi 10 mila.

http://news.panorama.it/esteri/I-giovani-fuggono-dal-modello-svedese

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