Dollaro contro euro è come carta contro forbice

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La “crisi dell’euro” è il tentativo di far perdere la fiducia nell’euro (uccidendolo), prima che siano dollaro e sterlina a lasciarci le penne.
La Bundesbank è il cavallo di Troia e/o il governo tedesco sta usandoci come carne da cannone? Oppure la Merkel fa il più ardito doppiogioco della storia? (in ogni caso è una guerra tra fazioni, non certo tra buoni e cattivi)

Ecco, grosso modo, la strategia che è stata messa in atto:

1. Minimizza la responsabilità americana per la crisi finanziaria mondiale – fatto;

2. Mina la fiducia nella moneta (euro) dei nostri principali rivali per lo status di valuta di riserva mondiale – fatto;

3. Mina la reputazione delle banche europee costringendole a stress test di liquidità, ma evita in ogni modo di parlare della condizione delle banche americane – fatto;

4. Provoca una fuga dei risparmiatori dalle banche europee – tentativo fallito (riprova, sarai più fortunato);

5. Manifesta “preoccupazione” circa la liquidità delle filiali delle banche europee sul suolo americano, incoraggiando così i correntisti americani a trasferire liquidità negli Stati Uniti – fatto;

6. Segnala i problemi di liquidità derivanti dal prelievo dei correntisti americani – in attesa;

7. Incolpa le banche europee della suddetta mancanza di liquidità che hai causato – in attesa;

8. Incoraggia il crollo di Euro – in programma;

9. Incoraggia il crollo delle banche europee – in programma;

10. Dai il benvenuto ai nuovi investitori in fuga verso il porto “sicuro” americano;

La spiega meglio Alessandro Politi, analista politico e direttore dell’Osservatorio scenari strategici di Nomisma Bologna:

C’è qualcuno che vuole annientare l’euro?

“Sminuire l’Euro, tenendolo sotto pressione, evitando di deprezzare troppo il dollaro. E’ una chiara manovra bancaria per guadagnare tempo rispetto ad un dollaro in crisi che non può più pretendere signoraggio. Nuovo denaro fresco e vero arriverà dallo spezzatino degli asset pubblici in Europa. Insomma gli attori al di fuori dell’area euro stanno shortando la nostra moneta vendendola allo scoperto e al ribasso. E’ il gioco di chi buttare giù prima dalla torre. I gruppi finanziari internazionali attaccano l’Eurozona con la tattica del salame, colpendo via via i singoli paesi, come si è visto con Grecia e Italia, partendo dai più vulnerabili, i cosiddetti PIIGS, per poi tenere sotto scacco i sopravvissuti con la tripla A come la Germania. E’ la vecchia formula del divide et impera.

Da chi sarebbe mossa questa guerra?

Da una decina di società. Oggi la parola mercati non ha più senso. L’Ocse ha potuto osservare che, dopo 30 anni di fusioni e acquisizioni, ci sono 10 attori che controllano oltre il 90% del mercato dei derivati. E poi i 4 arbitri che così imparziali non sono: le agenzie di rating.

Dunque Stati Uniti contro Europa?

Due guerre rovinose in Iraq e Afghanistan, nonché uno sforzo antiterroristico giudicato sproporzionato anche nei sondaggi del  pubblico americano, hanno creato una situazione economico-finanziaria difficile da sostenere per un paese che è importatore netto di merci e capitali, nonché il debitore più importante del sistema globale. La paura di perdere il signoraggio del dollaro, grande moltiplicatore dei propri interessi strategici, e la necessità di far affluire profitti ad un  sistema  bancario che ha subito serie perdite tra il 2008 e il 2009, hanno creato le condizioni per una convergenza di interessi contro l’euro visto geoeconomicamente come un elemento di rischio ed economicamente come un’opportunità di profitto.

La responsabilità è anche di Obama allora?

Obama in prima persona non ha la potenza di fuoco finanziaria per fare ciò. Però è anche il presidente con il maggior sostegno finanziario da parte delle banche della storia americana. Nonostante i suoi attacchi verbali alle banche Obama ne ha favorito la ripresa…

Che ruolo ha la tecnologia in questa “guerra”?

Esiste un sistema che somiglia molto alla rete robotizzata Skynet del film Terminator che decide di fare la guerra da sola in automatico, infischiandosene degli umani. Nel mondo militare di sistemi informatizzati ce ne sono milioni: i missili Cruise, i Tornado che volano bassissimi per mezzo del controllo automatico. La finanza non ha fatto altro che applicare la stessa logica ai mercati attraverso l’High frequency trading, un sistema informatico che guida le transazioni come il pilota automatico guida l’aereo. Solo che è programmato per fare profitti e basta, senza preoccuparsi delle vittime umane che falcia sul suo cammino.

Come ci possiamo difendere?

La politica deve riprendere in mano le redini. Dobbiamo creare un Crisis Group dei 5 paesi debitori perché solo unendo la propria rappresentanza si può cominciare a negoziare seriamente il nostro debito. I PIIGS devono fare lobby per evitare di essere macellati. Seconda mossa creare un’agenzia Europea dei Beni Comuni in cui i beni e gli asset dei paesi indebitati vengono gestiti in maniera trasparente e mantenuti a reddito finché questi non possono riscattarli.

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/04/20/news/intervista_politi-33636717/

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È sufficiente resistere ancora alcuni mesi.

Le banche del Regno Unito sono sull’orlo dell’abisso e avrebbero bisogno di altri 25 miliardi di sterline entro la fine dell’anno, senza che siano i cittadini a sborsarli. E tutto questo sebbene il Regno Unito abbia la piena sovranità sulla sua moneta ed abbia continuato a stampare sterline (ora svalutate di almeno un terzo, senza che questo abbia salvato il Regno Unito dalla recessione: la crisi è globale e la gente non consuma)

http://finanza.tiscali.it/news/dettaglio_news.asp?id=201303271531149216&chkAgenzie=TMFI&tipoNews=CAL

Entro un anno l’Iran avrà l’atomica. Netanyahu ha cercato in tutti i modi di convincere gli USA ad attaccare l’Iran, ma Obama si è sempre rifiutato, anche perché sarebbe stato un atto illegale per il diritto internazionale. Romney, che era disponibile ed era amico personale di Netanyahu, ha perso le elezioni. Il nuovo governo israeliano non potrà restare a guardare la costruzione della bomba iraniana, dopo che per decenni gli israeliani sono stati educati alla paura ed all’odio nei confronti dell’Iran.

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/22/pentagono-letale-cipro-israele-siria-turchia-iran/

Il presidente Usa Barack Obama ha dichiarato che «ci vorrà oltre un anno o giù di lì», perché l’Iran realizzi una bomba atomica, ma «faremo in modo che neanche riescano ad avvicinarsi», a questo obiettivo.

http://www.corriere.it/esteri/13_marzo_14/obama-iran-pericolo-atomica_6a0f08da-8cd3-11e2-ab2c-711cc67f5f67.shtml

Israele, suicidandosi, ci toglierà le castagne dal fuoco?

 DRAGHI

FEBBRAIO 2010

Le più grandi banche americane e i più grandi hedge funds, fondi d’investimento ad alto rischio, hanno sferrato un massiccio attacco all’euroE’ la massima speculazione monetaria, scrive il Wall Street Journal, da quella del ’92 contro la sterlina inglese, che fruttò a George Soros, il mago delle valute, e ai suoi pari 1 miliardo di dollari.

http://www.corriere.it/economia/10_febbraio_26/banche-attacco-euro-ennio-caretto_aa28346e-2313-11df-8195-00144f02aabe.shtml

La finanza vuole la rovina della zona euro?“, è la domanda che secondo Libération riecheggia da venerdì scorso nelle cancellerie nazionali e nei corridoi delle istituzioni europee…El País osserva che “nulla di ciò che sta accadendo, compresi gli editoriali di alcuni giornali esteri con i loro commenti apocalittici, è una semplice coincidenza, ma obbedisce a interessi particolari”.

http://www.presseurop.eu/it/content/article/185701-leuro-contro-gli-speculatori

Il primo punto da capire è che agli americani serve un default nell’area dell’euro. Serve perché c’è un rischio sostanziale di default USA, e l’unico modo che hanno gli USA di evitarlo è di diventare un rifugio stabile in un momento di turbolenze.

http://italian.irib.ir/analisi/articoli/item/94388-colpire-il-debito-europeo-agli-usa-serve-un-default-nelleurozona

E che dire dei grandi strategist di alcune banche americane, che da mesi profetizzano un default dell’intera Eurozona, con la conseguente fine della moneta unica?

http://it.finance.yahoo.com/blog/dietrolanotizia/eurozona-sotto-attacco-chi-ci-guadagna-144253746.html

SETTEMBRE 2011

Il punto vero sarebbe che la Fed deve mantenere ad ogni costo il dollaro come moneta di riserva mondiale, mentre ne annacqua il potere di acquisto stampandolo a fiumi. Deve stamparlo a fiumi per annacquare il debito americano in mano a cinesi e giapponesi ma nello stesso tempi fare in modo che questi e altri operatori continuino a comprare e richiedere dollari. Invece che euro, come stavano già facendo.

http://www.lastampa.it/2011/09/16/blogs/underblog/attacco-all-euro-spontaneo-o-pilotato-zmuTmvCpTyGXEVmEYrhtiO/pagina.html

 

GENNAIO 2012

La polemica lanciata da de Gaulle-Rueff [contro il dollaro egemone] aveva finito per convincere anche i tedeschi. I governanti della Repubblica federale si rendevano conto che ogni accesso di febbre del dollaro (memorabili le crisi del 1974, 1983, 1992 e 1995) generava caos anche all’interno dell’Europa. Più volte il Sistema monetario europeo fu sul punto di soccombere per le tempeste venute dagli Stati Uniti. […]. Dietro il dollaro c’è la forza militare degli Stati Uniti espressa dalle basi che costellano il pianeta dal Pacifico al Golfo Persico; dietro il dollaro c’è una politica estera unica, per quanto controversa, che viene espressa dalla Casa Bianca. Dietro l’euro non c’è un esercito, non c’è una Sesta Flotta a guardia delle rotte petrolifere; non c’è una politica estera unica; non c’è neppure un governo.

http://rampini.blogautore.repubblica.it/2012/01/02/10-anni-di-euro-ma-il-dollaro-resta-leader-ecco-perche/

Una sonora sconfitta e il dollaro farà puff

 

MARZO 2013

I media in lingua inglese avevano terrorizzato il mondo: “Cipro scatenerà l’effetto-domino con la riapertura delle banche”.

Tutto tranquillo, non è successo nulla. Propaganda fallita.

Krugman aveva consigliato Cipro di uscire dall’eurozona:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/03/29/krugman-cipro-esca-dalleuro-una-quarantina-di-obiezioni/

Il 62% degli intervistati si è detto ancora favorevole alla permanenza di Cipro nell’eurozona contro il 28% che preferirebbe che il Paese abbandonasse la moneta unica per tornare alla sterlina cipriota.

http://www.milanofinanza.it/trader/dettaglio_news_trader.asp?id=201303181318595570&chkAgenzie=TMFI&sez=trader&titolo=Sondaggio,%20da%20ciprioti%20no%20a%20prelievo,%20si%27%20a%20eurozona

ESITO FINALE

Il dollaro e gli Stati Uniti faranno la fine della carta (bruciata)

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