I leader occidentali pensano che siete dei colossali imbecilli (è ufficiale!)

1239397_10151527651575194_1244549044_n

Twitter

Facebook

È la seconda volta che Hague [ministro degli Esteri britannico] ha rivolto ad Assad accuse riguardanti armi di distruzione di massa senza essere minimamente in grado di comprovarle

Alex Thomson ‏@alextomo responsabile della corrispondenza all’estero di Channel 4 News

Il regime in Siria … ha armi chimiche, ma non le userebbe nei pressi di Damasco, a 5 km dalla missione degli ispettori ONU che stanno indagando proprio l’uso di armi chimiche. È ovvio che non sono così stupidi da fare una cosa del genere.

Saleh Muslim, leader del Partito dell’unione democratica curda

http://www.reuters.com/article/2013/08/26/us-syria-crisis-kurds-idUSBRE97P0Q520130826?feedType=RSS&feedName=worldNews

Mi trovavo [in Inghilterra] grosso modo due anni prima che iniziassero le ostilità in Siria; ero lì per altre cose, non per la Siria. Ho incontrato dei funzionari inglesi e alcuni sono miei amici che mi hanno informato, sollecitando un mio coinvolgimento, che si stava preparando qualcosa in Siria. In Inghilterra, non negli Stati Uniti. Il Regno Unito preparava l’invasione dei ribelli in Siria.

Roland Dumas, ex ministro degli esteri e capo della diplomazia francese al tempo di Mitterrand
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/06/16/ex-ministro-degli-esteri-francese-uk-e-israele-non-usa-hanno-ordito-linsurrezione-siriana/

middleast

http://www.paopaolo.it/risiko/medioriente.htm

La mia ponderata valutazione dei recenti eventi siriani: chiunque creda che Assad, che stava per ricevere il cavalierato britannico per mano di Tony Blair e che sta vincendo la guerra civile, abbia effettuato un attacco massiccio con armi chimiche contro donne e bambini, proprio sotto il naso degli osservatori delle Nazioni Unite da lui stesso invitati, mentre questi si trovavano a pochi chilometri dal luogo dell’attacco, sapendo che ciò fornirà un casus belli alla NATO e a Israele è UN IDIOTA XXXL ed è pregato di non insozzare/contaminare/contagiare con la sua imbecillità questo blog. VADE RETRO!

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/06/14/scemo-e-piu-scemo-alla-campagna-di-siria-ovvero-scemo-di-guerra/

NOTA BENE SU TONY BLAIR: è a favore del golpe egiziano ed è a favore dell’intervento armato in Siria

http://www.theguardian.com/world/2013/aug/26/tony-blair-intervention-syria

IL PRECEDENTE DEL VIETNAM

Era falso il pretesto dell’incidente del Tonchino che ha dato l’avvio alla guerra del Vietnam. Come è stato accertato dalla consultazione dei Pentagon Papers del 1964, l’attacco alla nave americana Maddox fu una simulazione degli stessi americani o la versione autoassolutoria di un comandante entrato nel panico alla vista di alcune navi vietnamite. Ed era ipocrita perché nessuna minaccia navale vietnamita avrebbe potuto confrontarsi con la potenza americana. Tuttavia il presidente Lyndon Johnson non esitò a usare il pretesto per una escalation militare che finirà in tragedia nazionale.

Il manifesto del 25/08/2013

IL PRECEDENTE DEL KOSOVO

Il contesto geopolitico del Kosovo nel 1999 e quello della Siria del 2013 sono molto diversi, non dobbiamo ricorrere ad iniziative temerarie e bellicose come nel 2003.

Zbigniew Brzezinski

Il testo di Rambouillet, che chiedeva alla Serbia di ammettere truppe NATO in tutta la Jugoslavia era una provocazione, una scusa per iniziare il bombardamento

Henry Kissinger, Daily Telegraph, 28 giugno 1999.

http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/un-po-di-chiarezza-sullintervento-in.html

Penso che i termini imposti a Milošević a Rambouillet fossero assolutamente intollerabili; come avrebbe mai potuto accettarli? Fu una scelta deliberata

John William Gilbert, ministro della difesa inglese

http://fanuessays.blogspot.it/2011/10/un-po-di-chiarezza-sullintervento-in.html

DICHIARAZIONI DI ESPERTI SCETTICI SUL RECENTE, PRESUNTO USO DI ARMI CHIMICHE IN SIRIA

http://www.trooth.info/troomla/syria/6240-experts-doubt-syrian-chemical-weapons-claims

CHI HA USATO ARMI CHIMICHE IN SIRIA?

In Siria, c’è un’unica fazione che è seriamente sospettata di aver fatto uso di armi chimiche, e non è quella governativa:

http://www.reuters.com/article/2013/05/05/us-syria-crisis-un-idUSBRE94409Z20130505

http://www.presstv.ir/detail/2013/01/30/286331/ukqatari-plot-against-syria-revealed/

http://abcnews.go.com/blogs/headlines/2013/04/israel-accuses-syria-of-using-chemical-weapons-probably-sarin/

http://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-22424188

CHI SPARA SUGLI ISPETTORI ONU?

http://english.al-akhbar.com/content/un-begins-probe-damascus-chemical-attack

CHI HA AIUTATO SADDAM HUSSEIN A USARE ARMI CHIMICHE CONTRO L’IRAN?

http://www.foreignpolicy.com/articles/2013/08/25/secret_cia_files_prove_america_helped_saddam_as_he_gassed_iran#.Uhr0KibDjjY.twitter

sessoepotere

SALVIAMO VITE UMANE DISTRUGGENDO UN PAESE

Se la giustificazione di un’azione militare occidentale è quello di prevenire ulteriori morti, l’invasione dell’Iraq ha portato all’uccisione di centinaia di migliaia di innocenti

http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_d%27Iraq#Il_totale_dei_morti_e_gli_studi_di_.22The_Lancet.22

L’IMPEACHMENT DI OBAMA

Obama non vuole concedere tempo a una missione ONU. Lo stesso comportamento di Bush al tempo dell’invasione dell’Iraq e non c’è una singola ragione credibile che spieghi perché, improvvisamente, gli ispettori ONU non debbano più servire a nulla – questo non è solo un attacco alla Siria, è l’ennesimo attacco all’ONU

http://berkeley.edu/news/media/releases/2004/03/18_blix.shtml

Tra 10 anni l’ONU sarà ancora lì, la NATO e Israele probabilmente no.

Obama sa che rischia l’impeachment e per questo ha intenzione di consultare il Senato prima di intraprendere ogni iniziativa, per pararsi il didietro (il che dimostra che resta contrario a questa guerra). I neocon sanno che dopo un impeachment la strada sarà spianata per l’Iran, che è il vero obiettivo.

http://blogs.rollcall.com/goppers/obama-will-consult-congress-on-syria/

Solo il 9% degli americani pensa che Obama debba intervenire in Siria

http://www.reuters.com/article/2013/08/25/us-syria-crisis-usa-poll-idUSBRE97O00E20130825

Situazione perfetta per un impeachment e l’avvento di un vero e proprio stato di polizia

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/23/reichstag-o-golfo-del-tonchino-tutti-e-due-un-ripassino-sul-futuro-delloccidente/

Ma quello di cui i neocon non hanno tenuto conto è che il risultato della loro trappola porterà piuttosto ad un nuovo 1968 che, sulla scia degli indignati e per lo sdegno della repressione violenta, si trasformerà in un 1789. 

COM’È ANDATA A FINIRE IN LIBIA?

Le autorità libiche hanno ammesso di non disporre di mezzi sufficienti per condurre le indagini e per proteggere i testimoni da bande e miliziani armati, che continuano a spadroneggiare.

http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/stati/libia/2013/08/08/Libia-Hrw-almeno-51-omicidi-politici-dopo-caduta-Gheddafi_9132542.html

COME PROCEDONO LE COSE IN EGITTO?

L’esercito egiziano recluta predicatori islamisti per convincere i soldati che uccidere civili musulmani egiziani è cosa buona e giusta

http://www.nytimes.com/2013/08/26/world/middleeast/egypt.html?smid=tw-share&_r=0

la cantante egiziana Shirine Abdelouahab fischiata e contestata in Marocco per il suo appoggio al golpe

http://www.h24info.ma/maroc/faits-divers/pro-sissi-la-chanteuse-shirine-sifflee-tetouan

Non credo che le forze occidentali abbiano calcolato attentamente le conseguenze di quello che hanno scatenato dando il loro benestare al Pinochet egiziano

PERCHÉ TUTTO QUESTO?

La nuova forma di imperialismo è il debito, ed è realizzato attraverso la finanza. La forza militare è il piano B, una soluzione di ripiego, ma lo strumento più utilizzato è l’imperialismo economico, l’economia…

John Perkins

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/08/21/la-tragedia-egiziana-quella-europea-quella-globale-confessioni-di-un-sicario-della-democrazia-e-delleconomia/

Italian Premier Enrico Letta in Kabul ++ rpt ++
E L’ITALIA, IN TUTTO QUESTO?

ALLA GUERRA, ALLA GUERRA!

Tagli alla Difesa italiana? Non pervenuti. Anzi, quest’anno i fondi per l’acquisto di armamenti aumentano in modo clamoroso rispetto al 2012: complessivamente saranno 5,5 miliardi di euro, grazie al contributo del ministero dello Sviluppo Economico che mette a disposizione 2.182 milioni per comprare sistemi militari.

Lo rivela un’inchiesta sul numero de “l’Espresso” in edicola da venerdì 23 agosto.

Gran parte di questi soldi servono per finanziare l’acquisto dei caccia europei Eurofighter. Mentre si discute dei costi del Lockheed F-35 – stimati in 12 miliardi di euro – si scopre che il preventivo per gli Eurofighter italiani ha superato ogni record: il documento ufficiale indica in 21,1 miliardi di euro la spesa per questi aerei.

Non solo: il prezzo risulta aumentato di ben 3 miliardi rispetto alla previsione formulata lo scorso anno, che si fermava a 18,1 miliardi. Nel corso del 2013 soltanto per comprare gli Eurofighter il ministero Sviluppo Economico spenderà 1182 milioni di euro, mentre quello della Difesa sborsa mezzo miliardo per gli F-35.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/intanto-letta-compra-armi/2213628

COME ANDRÀ A FINIRE?

Male, per noi, che siamo quelli col cappello nero, quelli che alla fine le buscano.

Inizierà tutto con attacchi mirati, per “far capire ad Assad che la NATO non scherza”. Questa è la linea d’azione consigliata dal senatore McCain e dal Council on Foreign Relations (un think tank reazionario immensamente influente, purtroppo, tanto da aver trovato spazio sulla Repubblica, un quotidiano sempre più incresciosamente schierato dalla parte della destra più psicopatica).

Pensano di risolvere la questione come hanno fatto con la Serbia in Kosovo. Non si rendono conto che dall’altra parte c’è un esercito di veterani temprati dalla guerra civile, che lotta per il suo paese contro gli jihadisti, armato e consigliato da russi e iraniani

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/13/lo-scontro-di-civilta-ce-lavete-nel-cervello-e-sono-le-teste-che-vanno-cambiate-prima-di-tutto/

¡Viva Zapata! I brogli elettorali messicani e le possibili conseguenze

Se si potesse cominciare a costruire anche mentre si sta bruciando. Se si potesse coltivare mentre si distrugge…La nostra causa era la terra, non un’idea; la terra coltivata per sfamare le nostre famiglie; libertà e non parole; un uomo sereno seduto al tramonto sulla soglia di casa; pace, non sogni; tempo di quiete e di bontà. Una domanda mi tormenta: nasce una cosa buona da una cattiva azione? Può nascere la pace da tanti delitti? Può infine tanta violenza generare della bontà? Può un uomo con idee sorte nell’ira e nell’odio, può costui condurre alla pace? Può governare in pace? Io non lo so…

Pablo Torres Burgos – “Viva Zapata!”

Questa terra è nostra, ma voi dovete proteggerla, non sarà vostra a lungo se non la difendete, se necessario con la vostra vita e con la vita dei vostri figli. Non sottovalutate i vostri nemici, essi torneranno. E se la vostra casa è bruciata, ricostruitela; se il vostro grano è distrutto, seminate di nuovo; se i figli muoiono, crescetene altri; se vi cacciano dalla valle, andate a vivere sulla montagna, ma vivete.

Siete sempre in cerca di capi: uomini forti, senza colpe, non ne esistono: esistono soltanto uomini come voi. Loro cambiano, disertano, muoiono. Non c’è nessun capo tranne voi e un popolo forte è la sola forza che duri…Un uomo forte fa un popolo debole. A un popolo forte non serve un uomo forte.

Emiliano Zapata – “Viva Zapata!”

Anche al tempo di Zapata (inizio del secolo scorso) il Messico era governato da tecnocrati, banchieri, finanzieri, economisti e ufficiali dell’esercito, chiamati cientificos, che credevano nel capitalismo liberista e nel positivismo, nel pareggio di bilancio, nella stabilità monetaria ed erano filo-americani, privatizzavano le terre comuni, sottraevano risorse alle comunità indie per darle in usufrutto a società straniere. Quasi la metà del Messico era nelle mani di tremila famiglie e un quinto del paese (una superficie pari a quella del Giappone) apparteneva a 17 persone. Gli USA possedevano i tre quarti dei giacimenti minerari e più della metà dei campi petroliferi. La Standard Oil di Rockefeller e Doheny ricavava 50mila barili di petrolio al giorno, esentasse, tranne una imposta di bollo insignificante. Inflazione, compressione dei salari, disoccupazione, crisi finanziaria a Wall Street nel 1907, poi una carestia. Così scoppiò la rivoluzione.

Oggi manca la carestia, ma ci sono i brogli elettorali (per la seconda volta, spudoratamente).

“Andrés Manuel López Obrador, candidato di un ampio fronte di sinistra che riunisce tre partiti – il Partido de la Revolución Democrática, il Partido del Trabajo, Movimiento Ciudadano – e un grande movimento popolare – il Movimiento de Regeneración Nacional (Morena), con 4 milioni di iscritti – ha presentato un ricorso per impugnare l’intero processo elettorale e l’attribuzione della vittoria al candidato del Pri Enrique Peña Nieto. In questo, Amlo dimostra un’aderenza alla legalità ignota ai suoi avversari, che lo etichettano da sempre come un perdente rissoso, e non è solo, ma spalleggiato da milioni di elettori rimasti con la bocca amara.
A scrutini appena iniziati
La vittoria del Pri e del suo candidato telegenico, in effetti, è stata dichiarata troppo in fretta, a scrutini appena iniziati, la sera stessa delle elezioni, dopo una giornata piena di brogli e intromissioni
. Le irregolarità riscontrate dagli osservatori della coalizione progressista riguardano ben 113.855 seggi su un totale di 143.151 ed è su questa base che Amlo ha chiesto all’Instituto Federal Electoral (Ife) un nuovo conteggio dei suffragi «voto per voto, seggio per seggio».
Sembra un déjà vu del 2006, quando 50 giorni di proteste popolari costrinsero l’Ife a ricontare il 10 % delle schede, rivelando errori e manomissioni che però, secondo il supremo tribunale elettorale, non erano abbastanza per invalidare le elezioni. Questa volta, oltre a questionare lo scrutinio, la coalizione progressista denuncia l’uso fazioso dei media, con Televisa in testa, la diffusione di inchieste e sondaggi mercenari e una cascata di finanziamenti occulti – Amlo parla di 5 miliardi di pesos, 300 milioni di euro – per comprare e deviare la volontà dell’elettorato.
L’ondata delle proteste contro un’elezione evidentemente truccata ha cominciato a sollevarsi fin da domenica sera. Lunedì 2 luglio, mentre il movimento «Yo soy 132» è sceso in piazza andando a manifestare davanti all’Ife al grido di «el voto comprado no puede ser contado», fra i più di 30mila osservatori nazionali e 700 stranieri predominava lo sgomento. Le migliaia di elettori che non hanno potuto votare per mancanza di schede, l’inefficienza delle istituzioni, la compravendita dei voti in tutto il territorio nazionale, la violenza di certe zone e le frequenti intimidazioni gettano seri dubbi sull’equità e la legalità dell’ultimo processo elettorale.
Violazioni e «falchetti»
Secondo Alianza Civica, una ong che si dedica dal 1994 all’osservazione elettorale, il 30% circa dei voti del 1 luglio sono stati il prodotto di compera e coercizione del voto, mentre nel 21% dei seggi osservati si è violata la segretezza del suffragio. Quest’ultima violazione, fatta per controllare che chi ha venduto il voto rispetti il patto, è facilitata dalla struttura delle cabine di votazione, che sono semiaperte, e dal ricorso a bambini che si fingono parenti accompagnatori – una figura consentita – ma in realtà sono piccole spie. Li chiamano halconcitos, i «falchetti».
In una conferenza stampa, Beatriz Camacho e Hector Díaz Santana, rappresentanti di Alianza Civica e di Equipo Pueblo, hanno rivelato che le numerose irregolarità, specialmente la compera e il condizionamento del voto, non sono state commesse da un solo partito, anche se la maggioranza sono imputabili al Pri. Le due ong sono state le prime a stabilire che la gravità delle infrazioni è tale che meriterebbe l’annullamento delle elezioni.
Gli osservatori si sono trovati d’accordo nel considerare che le anomalie registrate nel 2012 hanno superato quelle delle elezioni del 2006 e che sono talmente difficili da quantificare che l’Ife e la Fepade (la procura specializzata in reati elettorali) «sono assolutamente insufficienti a correggere un problema così grave».
Secondo i rapporti di 500 osservatori, che hanno osservato i seggi in 21 stati, il 28,4% degli elettori ha ammesso di essere stato esposto ad almeno una pratica di compera o coazione del voto.
Alianza Civica ha rilevato anche il fenomeno delle cosiddette «maree», che consistono in vari rappresentanti di un partito politico – la legge ne ammetterebbe solo due – che, con fare intimidatorio, si mettono alle spalle dei funzionari del seggio.
Congratulazioni frettolose
Con una fretta sorprendente, numerosi governi europei – Francia, Spagna, Gran Bretagna per primi – e centroamericani si sono congratulati con Peña Nieto per la sua vittoria fin da lunedì, quando era ancora in corso lo spoglio delle schede
. Il più sollecito e contento di tutti, per ovvie ragioni, è stato il presidente Obama, che si è felicitato personalmente con il candidato del Pri.
In Messico invece, dopo il ricorso presentato da López Obrador e la coalizione progressista, l’Instituto Federal Electoral ha annunciato la sua disponibilità a ricontare circa un terzo dei voti.

http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/7992/

Gli inviati di Channel 4 e Frankfurter Allgemeine Zeitung ci spiegano come i ribelli siriani ci spingono verso la guerra

Il giornalista britannico Alex Thomson (Channel 4) è sicuro che i membri dell’esercito siriano libero abbiano intenzionalmente portato lui e i suoi colleghi in un luogo in cui l’esercito siriano gli avrebbe sparato contro. Perché? Perché, dice Thomson, la morte dei giornalisti sarebbe stata cattiva pubblicità per Damasco.

Ecco la parte essenziale del suo racconto: “[Cercavano la strada per Damasco]. All’improvviso quattro uomini in una macchina nera ci hanno invitato a seguirli. Li seguiamo. Ci portano in un’altra strada…Questi miliziani ribelli ci dicono di seguire una strada senza uscita, al centro della terra di nessuno…Arrivano i primi proiettili, prendiamo la più vicina strada laterale in cerca di copertura. Un altro vicolo cieco. Voltiamo l’auto, di nuovo sotto il tiro dei cecchini e torniamo dove eravamo. L’auto nera era ancora lì ma sfreccia via non appena ci vede.

È piuttosto chiaro che i ribelli ci hanno incastrati per farci sparare addosso dall’esercito siriano. I giornalisti morti sono un pessimo affare per Damasco.

È diventata una certezza quando gli stessi occupanti dell’auto nera ci hanno circondati mentre i veicoli delle Nazioni Unite ci passavano a fianco per poi lasciare la città.

[leggi: gli osservatori delle Nazioni Unite avrebbero immediatamente constatato che il regime aveva ucciso dei giornalisti occidentali – ma l’inganno non è riuscito, i giornalisti sono sopravvissuti]

Alla fine siamo riusciti ad uscire e ci siamo diretti verso Damasco sulla strada giusta”.

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/syria/9321068/Channel-4-journalist-Alex-Thomson-says-Syria-rebels-led-me-into-death-trap.html#

*****

Intanto anche la Frankfurter Allgemeine Zeitung, uno dei quotidiani tedeschi più rispettati, comincia a dare ragione agli scettici e a mettere in discussione la versione dei massacri in Siria fornita dai ribelli ai media occidentali. Il terribile massacro di Houla è stato perpetrato dai ribelli fondamentalisti sunniti che hanno sterminato intere famiglie di sciiti ed alawiti, non dai soldati regolari siriani che invece stavano cercando di proteggere queste minoranze, per poi vedersi addossata la colpa. Il castello di carte della propaganda pro-intervento militare sta per crollare?

<span>%d</span> blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: