A “breve” ci informeranno che il Sole ha una compagna (Nemesi) e che è un problema

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Ce lo faranno sapere all’ultimo momento.

Un’altra proposta che è stata avanzata è che il sole abbia una stella compagna, chiamata Nemesi. Nemesis è un’ipotetica nana rossa o bruna che orbita attorno al sole ad una distanza di circa 1,5 anni luce.
Ogni 25m anni o giù di lì compie un passaggio più vicino al sole, che potrebbe tradursi in una maggiore attività cometaria, a causa della sua attrazione gravitazionale.
Questa non è un’ipotesi irragionevole, poiché la maggior parte delle stelle appartengono a sistemi con più stelle. Tuttavia, le nane brune sono relativamente rare e Nemesis non è stata osservata (ancora).
http://phys.org/news/2015-12-dark-star-nemesis-dinosaurs.html

Maggiori informazioni

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/02/nemesi-la-stella-della-morte-chiarimenti-ed-aggiornamenti/

Per anticipazioni ortodosse (professionali) ma non per questo meno eccitanti e utili:
https://www.facebook.com/mediaskopia
 

“La nostra specie è imbarazzante” (Neil deGrasse Tyson sugli impatti cosmici)

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Un meteorite che ha lasciato dietro di sé una lunga scia di luce ha lasciato a bocca aperta il Nord degli Stati Uniti e il Canada intorno alle 20 del 22 marzo. Per la Nasa si è trattato di un evento unico ed eccezionale: il meteorite, infatti, era ben visibile a occhio nudo ed è stato avvistato anche a New York.
Il Messaggero, 23 marzo [“UNICO ED ECCEZIONALE”…STAREMO A VEDERE]

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/meteorite_usa_video/notizie/260423.shtml

È stata luminosa come la luna piena – spiega Bill Cooke dalla Nasa – e si è trattato di un evento composto da una singola meteora” che è stato segnalato 350 volte solo sul sito dell’American Meteor Society (Ams). Quanto avvenuto si è verificato appena poche settimane dopo molti altri avvistamenti di “fireball” sempre nel Nord America ed in altre parti del mondo.

http://www.meteogiornale.it/notizia/27020-1-fireball-grande-meteora-east-coast-video-evento

“Dalle informazioni che abbiamo, non siamo al corrente di un asteroide che minacci la popolazione degli Stati Uniti”, ha detto il direttore della NASA, Charles Bolden. “Ma se stesse arrivando entro tre settimane, pregate”.

http://news.yahoo.com/large-asteroid-heading-earth-pray-says-nasa-005545942.html

Trascrizione tradotta dell’ammonimento dell’astrofisico e divulgatore statunitense Neil deGrasse Tyson, che non crede all’evento unico ed eccezionale, e che si sta guadagnando un posto nel pantheon degli uomini di buona volontà.

“Gli astrofisici hanno continuato per decenni a spiegare alla gente, almeno dagli anni ’80, che la terra orbita intorno al Sole in un poligono di tiro e che gli asteroidi la colpiscono. Mettono a repentaglio la vita e la civiltà. Erano gli anni Ottanta quando abbiamo finalmente concluso qual è stata la ragione principale per cui i dinosauri sono stati estromessi dall’albero della vita. Un asteroide delle dimensioni del monte Everest è andato a sbattere contro quello che oggi è il Messico. In effetti, nella penisola dello Yucatan, c’è un cratere di 100 miglia di diametro formato da questo impatto.

E abbiamo imparato nel corso dei decenni seguenti che non era necessario essere sul posto per morire, si poteva essere dall’altra parte del mondo e morire lo stesso, perché l’esplosione altera l’ecosistema. Gli incendi appiccati attivati ​​in tutto il mondo schermano la luce del sole con la fuliggine, abbattendo la base della catena alimentare fotosintetica ed innescando un’ondata di estinzioni attraverso l’albero della vita. Abbiamo iniziato a capirlo nel 1980. Abbiamo informato i funzionari, i politici, le agenzie governative.

Ma ci è voluto un meteorite reale sulla Russia, esploso con una potenza pari a 25 volte quella della bomba atomica a Hiroshima, per convincere la gente che forse dovremmo iniziare a fare qualcosa al riguardo. Sono quasi imbarazzato per la mia specie: si può essere così ciechi e sordi verso tutto ciò che dicono gli esperti e occorre aspettare che la gente muoia prima di poter dire: “Oh, credo che siano là fuori. Finanziamo delle ricerche che ci aiutino a trovarli e deviarli”. La cosa un po’ mi imbarazza.

Mi ricorda una vignetta… Perdonatemi, ho dimenticato l’autore. Ci sono due dinosauri che parlano tra loro e uno dice: “Ora è il momento di costruire un sistema di deflessione per asteroidi”. E l’altro dinosauro se ne sta lì indolente senza prestare molta attenzione. Naturalmente, ora non ci sono più: i dinosauri non avevano un programma spaziale. Noi ce l’abbiamo. Siamo in grado di fare qualcosa al riguardo se le persone hanno la lungimiranza di capire quali siano i rischi, i pericoli, e fare qualcosa.

Quindi sì, per fortuna nessuno è morto negli Urali, ma è stato comunque un esperimento costoso. È stato un colpo di avvertimento”.

NOTA BENE: imbarazzanti sono la nostra ingenuità, ignoranza, credulità, antropocentrismo, pigrizia mentale ed egoismo. Per il resto, potremo fare grandi cose dopo questa fase “problematica”, che – è giocoforza – ci farà maturare in fretta. Dubito che saremo condannati a restare una specie imbarazzante, con tutti i talenti (spesso latenti) che abbiamo.

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Potrebbe esistere una stella che gira intorno al nostro Sole? Andiamo alla ricerca di Nemesis, probabile causa di estinzioni di massa avvenute sulla Terra.

History Channel – La Storia dell’Universo Stagione 6 2012
Puntata 6 – Stella della Morte

Nemesi, la Stella della Morte – chiarimenti ed aggiornamenti

a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

 

Oltre l’80% di tutte le stelle fa parte di un sistema stellare multiplo, contenente due o più stelle:

http://chandra.harvard.edu/xray_sources/binary_stars.html

è dunque molto più probabile che il Sole sia una stella binaria, ossia possieda almeno una compagna. Se non la vediamo è perché si tratta di una nana bruna, e quindi è difficilissimo scorgerla, finché non si avvicina sufficientemente al Sole, tanto da essere illuminata.

Non può trattarsi del fantomatico Nibiru che, secondo certe ipotesi, dovrebbe avvicinarsi alla Terra entro la fine del 2012: è  matematicamente impossibile che ciò possa accadere:

http://arxiv.org/abs/1009.1374

Nemesi non si spingerebbe all’interno dell’orbita di Plutone:

http://arxiv.org/pdf/1101.2634v6.pdf

“Nemesis è un oggetto astronomico ipotetico più precisamente una stella nana rossa o nana bruna in orbita intorno al Sole ad una distanza da (circa) 50.000 a 100.000 UA, poco oltre la Nube di Oort. L’esistenza di questa stella è stata originalmente postulata come parte di una possibile spiegazione dei cicli di estinzioni di massa nella storia della Terra.

[…]

Due squadre di astronomi (Whitmire & Jackson e la squadra Davis, Hut e Muller) hanno pubblicato nel 1984, indipendentemente, ipotesi simili per spiegare le estinzioni di massa avanzate da Raup e Sepkoski nella rivista Nature.[2][3] Una di queste ipotesi propone che il sole potrebbe avere una stella compagna non ancora definita, in un’orbita ellittica molto ampia, la quale, periodicamente, disturberebbe la Nube di Oort, causando un incremento del numero di comete in viaggio verso il centro del nostro Sistema solare con un conseguente incremento di eventuali impatti sulla Terra. Questa ipotetica stella prende il nome di Nemesis o, come fu prontamente ribattezzata dai media[4], Death Star (“Stella della morte”, in inglese). Ammessa l’esistenza di tale stella, l’esatta natura di Nemesis è ancora incerta. Richard A. Muller suggerisce che molto probabilmente l’oggetto è una nana rossa con una magnitudine tra 7 e 12[5]; mentre Daniel P. Whitmire ed Albert A. Jackson sostengono che essa sia una nana bruna. Da precedenti studi sulle stelle di tipo solare, era emerso che l’84% di esse fa parte di un sistema binario[4].

[…].

Dal 2000 in poi, sono stati osservati dei planetoidi (oltre Nettuno), come (148209) 2000 CR105, aventi un’orbita ellittica molto accentuata ed un elevato valore del perielio tale da fare escludere l’influenza di Nettuno su questi planetoidi. In questi casi, in genere, si invoca la remota possibilità del passaggio di giganti gassosi o di stelle nell’estrema periferia del Sistema Solare (nel nostro caso potrebbe coincidere con Nemesis)”.

http://it.wikipedia.org/wiki/Nemesis_%28astronomia%29

“L’ipotesi di una stella compagna (Nemesis) orbitante attorno al Sole è stata introdotta per spiegare la periodicità delle estinzioni terrestri (Raup e Sepkoski 1984), per mezzo di piogge di comete (Whitmire e Jackson 1984; Davis et al. 1984; Hills 1984; Hut 1984; Vandervoort e Sather 1993; Muller 2002).

Una recente disamina critica circa le prove a favore e contro gli impatti astronomici sul cambiamento climatico e le estinzioni di massa la si trova in Bailer-Jones (2009); Melott e Bambach (2010) per i più recenti sviluppi delle indagini sul ruolo di Nemesis in tali fenomeni.

Anomalie nella distribuzione degli afeli e degli elementi orbitali delle comete nella regione esterna della nube di Oort hanno portato a postulare l’esistenza di un corpo di massa gioviana orbitante attorno al Sole (Matese et al. 1999). Altri studi sull’interazione tra un ipotetico pianeta X e le comete: Matese et al. (1986); Murray (1999), Horner ed Evans (2002). Per indagini quantitative più recenti su un tale oggetto gioviano, ora chiamato Tyche (Matese e Whitmire 2011), che non va confuso con Nemesi, poiché non sarebbe in grado di indurre tempeste cometarie, si veda Matese e Whitmire (2011) e  Fernandez (2011).

L’esistenza di un pianeta non ancora identificato orbitante oltre Plutone è stata proposta in Maran et al 1997; Collander-Brown et al 2000; Brunini e Melita 2002; Melita et al. 2003, 2004; Matese et al. 2005; Gomes et al. 2006; Lykawka e Mukai 2008), con alterne fortune, per spiegare diverse caratteristiche concernenti la configurazione e la storia della dinamica della cintura della regione trans-nettuniana (Cintura di Kuiper). Vedi Lykawka e Mukai (2008) per i recenti sviluppi di un tale scenario.

Un ipotetico pianeta X è stato anche invocato (Gunn, 1970; Rawlins 1970; Seidelmann 1971; van Flandern 1981, Anderson e Van Flandern 1982; Anderson 1987; Seidelmann e Harrington 1988; Harrington 1988, e Gomes Ferraz-Mello 1988; Gomes 1989; Powell 1989; van Flandern 1991) per spiegare alcune apparenti irregolarità nei moti orbitali di Urano e Nettuno rilevate anche anticamente (Brunini 1992); una questione poi risolta da Standish (1993). Si veda Standish (1996) per le questioni legate ai residui orbitali di Plutone, probabilmente di origine non-dinamica.

Harrison (1977) ha suggerito che sarebbe possibile spiegare le anomalie di alcune pulsar, ipotizzando che il baricentro del sistema solare sia accelerato, probabilmente a causa di una stella compagna del Sole fino a quel momento non identificata, in un’orbita associata o aperta. Si veda anche Cowling (1983) e Zakamska e Tremaine (2005) per ulteriori studi su tale argomento.

Analizzando alcuni dati radiotecnici della sonda Cassini, Iorio (2010) ha rilevato che un grande e distante oggetto puntiforme nelle regioni esterne del sistema solare può spiegare l’anomala precessione retrograda del perielio di Saturno (Pitjeva 2008)”.

Lorenzo Iorio, “Constraints on the location of a putative distant massive body in the Solar System from recent planetary data”, General Relativity and Quantum Cosmology, 112:117-130, 2012

http://arxiv.org/abs/1101.2634

articolo di divulgazione scientifica in inglese

http://www.astrobio.net/exclusive/3427/getting-wise-about-nemesis

articolo di astrofisici statunitensi:

http://www.ucs.louisiana.edu/~dpw9254/MS7292.pdf
articolo di astrofisici indiani:

http://www.tifr.res.in/~vahia/neme.pdf

Preciso che la periodicità delle catastrofi terrestri è un falso problema. È evidente che quasi tutte le comete/asteroidi che non avessero colpito nessun corpo celeste del Sistema Solare continuerebbero ad orbitare intorno al Sole, e quindi le ciclicità sarebbero multiple e non necessariamente legate agli spostamenti di Nemesi.

Cosa sta succedendo al Sistema Solare?

 

 

a cura di Stefano Fait

 

Il Sole dovrebbe essere al suo massimo o prossimo al suo massimo, dovrebbe essere iperattivo e sventagliare intorno a sé raffiche di brillamenti di intensità anche migliaia di volte superiori a quel che sta facendo, invece è debolissimo: “In definitiva, abbiamo un ciclo solare dato potenzialmente per esplosivo che però in realtà balbetta e sembra essere in una condizione di stallo a livello magnetico”:

http://daltonsminima.altervista.org/?p=19136

Il riscaldamento globale non è un fenomeno unicamente terrestre e si è verificato simultaneamente su altri pianeti del sistema solare (non colonizzati dall’umanità)

http://web.mit.edu/newsoffice/2002/pluto.html

“PLUTONE is undergoing global warming, researchers find”

http://web.mit.edu/newsoffice/1998/triton.html

“MIT researcher finds evidence of global warming on Neptune’s largest moon [TRITONE]“

http://news.nationalgeographic.com/news/2007/02/070228-mars-warming.html

“MARTE Melt Hints at Solar, Not Human, Cause for Warming, Scientist Says”

http://mars.jpl.nasa.gov/odyssey/newsroom/pressreleases/20031208a.html

“Odyssey Studies Changing Weather And Climate On MARTE”

http://www.nature.com/nature/journal/v428/n6985/abs/nature02470.html

“Prediction of a global climate change on GIOVE”

“Di recente è stato osservato che tutti i pianeti del sistema solare starebbero subendo un aumento della temperatura[56]. I telescopi spaziali attraverso i sensori termici constatano un aumento della temperatura per il pianeta Giove di 10 °C come temperatura media. Su Marte l’aumento della temperatura è indicato anche dalla forte diminuzione delle calotte polari (che sono molto più fredde di quelle terrestri, contengono anidride carbonica ghiacciata, il famoso ‘ghiaccio secco’ usato per creare l’effetto nebbia negli spettacoli, oltre all’acqua ghiacciata).[57]. Anche nei pianeti più lontani come Urano, Nettuno e Plutone si constatano aumenti di temperatura. Fattori estranei alla Terra sembrerebbero quindi influenzare l’aumento della temperatura nel sistema solare, ma è ancora poco chiaro se si tratti dell’influenza del Sole (che come detto ha variato poco la sua attività -vedi grafico- ed è molto lontano dai pianeti coinvolti), delle variazioni di quantità della polvere interstellare (che filtra i raggi solari) o siano dovute ad altri fattori ancora sconosciuti[58]“

http://it.wikipedia.org/wiki/Riscaldamento_globale
Ora le cose stanno cambiando:

“Sulla base della lettura di oltre 30.000 stazioni meteorologiche, infatti, a fine gennaio il Met Office e l’University of East Anglia hanno pubblicato nuove analisi che stravolgono quelle che per alcuni erano “certezze” ma che, almeno qui su MeteoWeb, abbiamo sempre divulgato con estrema cautela.

Dai dati diffusi dai prestigiosi centri di ricerca inglesi emerge che il riscaldamento globale s’è bloccato nel 1997 e che da quel momento la temperatura del nostro pianeta non solo è stabile, ma addirittura in lieve calo.

Contemporaneamente gli stessi esperti hanno voluto focalizzare la loro attenzione sul sole e sulle sue emissioni di energia, “insolitamente elevate nel corso del ventesimo secolo ma adesso verso un nuovo grande minimo che minaccia estati fredde e inverni rigidi”.
A questo punto, quando si parla del sole, gli esperti britannici si appellano alla Nasa a all’University of Arizona che avrebbero rilevato alcune misure del campo magnetico 120 mila miglia sotto la superficie del sole e da ciò è emerso che il prossimo ciclo solare, il 25°, sarà contraddistinto da una straordinaria debolezza della stella e avrà un picco nel 2022.
Secondo un documento pubblicato la scorsa settimana dal Met Office, c’è un 92% di possibilità che il ciclo 25 del sole sarà più debole del “minimo di Dalton” del periodo 1790-1830, quando le temperature medie sono diminuite, almeno in Europa, di circa 2°C. Ma non viene escluso (è il rimanente 8%) che la debolezza solare del prossimo ciclo sia pari a quella del “minimo di Maunder” che tra 1645 e 1715 determinò la fase più fredda della piccola era glaciale, quando anche il Tamigi ogni anno si congelava per molti mesi”.

http://www.meteoweb.eu/2012/02/met-office-shock-dimentichiamo-il-global-warming-adesso-ci-preoccupa-il-ciclo-25-del-sole/119896/#chiudi_adv

 

Non è solo questo il problema.

La velocità di rotazione di Saturno

http://www.newscientist.com/article/dn9100-saturns-rotation-puts-astronomers-in-a-spin.html

e di Venere

http://www.universetoday.com/93494/is-venus-rotation-slowing-down/

ha cominciato a ridursi e gli astrofisici non hanno saputo/voluto spiegare perché.

È aumentato il numero di comete:

http://www.universetoday.com/81994/soho-finds-its-2000th-comet/

http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2011/12jan_cometstorm/

Abbiamo dunque diverse anomalie che si stanno verificando in questi ultimi anni nel Sistema Solare, come se qualche forza operasse dall’esterno influenzandolo nel suo complesso.
Io credo che si tratti della stella compagna del Sole (una nana bruna/marrone):

http://www.segnidalcielo.it/nemesis_stella_oscura.html

http://www.astrobio.net/exclusive/3427/getting-wise-about-nemesis

http://fanuessays.blogspot.com/2011/10/ipotesi-nemesis.html

Come ipotizzato già da diversi astrofisici tra i più rinomati:

http://www.ucs.louisiana.edu/~dpw9254/MS7292.pdf
http://www.tifr.res.in/~vahia/neme.pdf

 

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