Poveri bambini, non vedranno mai la neve!!! Perché nessuno pensa ai bambini?!

Cattura

La gente muore di freddo (la scoperta dell’acqua fredda)

ImpennataMorti

La verità al fine non si cela; non val simulazione. Simulazion è frustrata avanti a tanto giudice.

Leonardo da Vinci

La propaganda degli ultimi anni ha rintronato la gente con due menzogne fuori scala (più grandi sono, più la gente si convince che non possono che essere vere, perché nessuno mentirebbe così spudoratamente):

1. Dobbiamo temere il caldo, perché il caldo uccide – siamo organismi termofili, viviamo grazie al calore, il freddo è il nostro nemico principale;
2. Dobbiamo odiare la CO2 – “anidride carbonica+acqua+luce= fotosintesi clorofilliana” / “È indispensabile per la vita e per la fotosintesi delle piante” / “Le piante trasformano l’anidride carbonica in ossigeno e zuccheri e in questo modo ci forniscono l’aria che respiriamo e il cibo di cui ci nutriamo”

Come si vede, il serrismo è un’ideologia tanatofila, una dottrina che induce a venerare la morte e disprezzare la vita, nella convinzione di fare il contrario.
“Verso un mondo nuovo” è un blog per chi ama la vita e odia le menzogne.

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ghiacci artici in perfetta salute

ghiacci artici in ottima salute

 

ghiacci groenlandesi in perfetta salute

ghiacci groenlandesi in perfetta salute (ampiamente sopra la media)

ghiacci antartici sopra la media

ghiacci antartici sopra la media

 

Negli incubi succede che uno si sforzi di avvertire altre persone, di mostrare quel che dovrebbe sotto gli occhi di tutti ma che per qualche ragione non è visto.
Se sono incubi è perché questi sforzi si dimostrano inutili e non c’è alcun lieto fine.
I ghiacciai antartici e groenlandesi sono totalmente fuori pericolo, anzi sono sopra la media.
La banchisa artica è in ripresa, da diversi anni ormai.
Una persona ancora padrona dei suoi processi logici, ossia dotata di buon senso, dovrebbe concludere che 2+2=4.
Ma viviamo in un incubo e quindi non ci sarà un lieto fine. Non ci sarà la cavalleria scientifica che si ravvede e avverte le masse del pericolo incombente. Non ci sarà un’avanguardia che si fa valere e ridesta le masse. No. Le masse continueranno a bersi quel che verà offerto e apprenderanno le lezioni che devono imparare nella maniera più dolorosa, l’unica che sono in grado di assimilare.
E questo perché l’egalitarismo è una finzione. La specie umana non ha raggiunto lo stesso grado di consapevolezza, non dimora nella stessa sfera di coscienza.
Pretendere che non esistano gravissimi scarti di lucidità, curiosità, sapere, determinazione, coraggio e capacità di mettere in discussione il “senso comune” (che non è sinonimo di buon senso) potrà forse placare la voce del politicamente corretto ma è un atto di profonda immaturità, una favoletta natalizia buona per i lunghi letarghi dell’intelletto collettivo.
Viviamo in un incubo, nel deserto spirituale e cognitivo della finzione.

Sono stato così sciocco Vassili. L’uomo sarà sempre l’uomo, non esiste l’uomo nuovo. Con tanta fatica abbiamo provato a creare una società che fosse giusta, dove non ci fosse niente da invidiare al tuo compagno. Ma ci sarà sempre qualcosa da invidiare: un sorriso, un’amicizia, qualcosa che non hai e di cui ti vuoi appropiare. In questo mondo, perfino nel mondo sovietico, ci saranno sempre i ricchi e i poveri. Ricchi di talento, poveri di talento. Ricchi di amore, poveri di amore.
Danilov rivolgendosi a Vassili – da “Il nemico alle porte”, 2001
https://www.facebook.com/mediaskopia/

Il blob glaciale nell’Atlantico settentrionale si fa minaccioso

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Il blob glaciale preoccupa il meteorologo della BBC

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Le temperature dell’Atlantico del Nord stanno precipitando, esattamente come “profetizzato” da “L’alba del Giorno Dopo”

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2012

“Una grande massa di acqua dolce nell’Oceano Artico si sta estendendendo e potrebbe abbassare le temperature europee, provocando il rallentamento della Corrente del Golfo”
http://www.reuters.com/article/us-climate-arctic-pool-idUSTRE80L0MD20120122

2015

Continua il raffreddamento estivo di una parte dell’Europa Settentrionale, principalmente Islanda, Isole Britanniche, Scandinavia, le zone maggiormente esposte al raffreddamento dell’Atlantico Settentrionale presente in questo scorcio dell’anno.
http://freddofili.it/2015/08/18/islanda-lestate-piu-fredda-degli-ultimi-ventanni-almeno-con-bufere-di-neve-in-pieno-luglio/

Continua la fase del raffreddamento del Nord Atlantico, che si mostra tanto improvviso quanto imponente.
http://freddofili.it/2015/06/20/imponente-raffreddamento-dei-mari-attorno-allislanda/

una delle più intense nevicate da diversi decenni. Le stime parlano di una delle 15 nevicate più intense dal 1949 ad oggi (quindi nel corso degli ultimi 66 anni) più intense per il mese.
http://freddofili.it/2015/12/03/eccezionale-nevicata-a-reykjavik-islanda-caduti-fino-a-40-centimetri/

Il grafico sottostante, ricavato dal Servizio Glaciologico Danese, (ocean.dmi.dk), prende in considerazione le aree coperte da almeno il 30% di superficie ghiacciata, e mostra una quantità di ghiaccio da record, nettamente superiore a quella degli ultimi 10 anni, ed equivalente a quella che il Polo Nord aveva normalmente molto più avanti nella stagione, a metà gennaio circa
http://freddofili.it/2015/12/15/crescita-record-dei-ghiacci-polari-artici/

Per gli aggiornamenti (non solo sul clima)
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Come giocare al gatto (glacialista) e al topo (serrista)

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Avete presente quei vostri amici che gli ripetete 800 volte che quella donna li farà soffrire e loro tirano dritto, se la pigliano in quel posto, soffrono e poi ti vengono anche a dire: “chi l’avrebbe mai detto?”

Coi serristi è un po’ così. Finisce che stai zitto e aspetti che si prendano la smusata che meritano.

Per aggiornamenti costanti sulle maggiori questioni d’attualità, incluso il clima
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L’Artico in crescita, l’attività solare in forte calo, a poche settimane dalla Conferenza di Parigi sul clima

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La stagione dello scioglimento dei ghiacci artici è durata un mese in meno della media storica e l’estensione dei ghiacci ha quasi raggiunto il valore del  2005.

L'unica chiara correlazione è tra Nino e temperature globali

L’unica chiara correlazione è tra Nino e temperature globali

 

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modelli serristi sempre più sfasati

 

Concentrazione di CO2 insignificante rispetto al passato.

Concentrazione di CO2 insignificante rispetto al passato.

 


Ciò nonostante, imperterriti, i serristi procedono nella direzione opposta.

All’aumentare della diffusione del consenso, diminuisce la richiesta di prove

Legge del Pecorone

All’aumentare dell’ignoranza, aumenta il numero di parole necessarie a dissimularla

Legge del Parolaio

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Il flusso solare è ufficialmente sceso sotto la quota psicologica di 80 punti, siamo a 79.8. Le cose si fanno più che interessanti, sorprendenti, ogni giorno che passa da quando settembre per un soffio non ha chiuso sotto i 100 sf mensili si sente il minimo solare sempre più vicino.. Lo sentite? Sta arrivando e lo dimostra il fatto che i recenti allineamenti planetari sono stati quasi privi di effetto

Marco Bagnato, Homo Climaticus

Ho la sensazione che la Conferenza sul clima (“riscaldamento globale”) sarà funestata da eventi climatici “inattesi”.
Se non proprio a Parigi (un bel blizzard ci starebbe tutto), nel Nord Europa o in Nord America.

Possible changes in Atlantic meridional overturning circulation (AMOC) provide a key source of uncertainty regarding future climate change. Maps of temperature trends over the twentieth century show a conspicuous region of cooling in the northern Atlantic.

Exceptional twentieth-century slowdown in Atlantic Ocean overturning circulation, Nature, 23 March 2015

The resulting northerly flow of cold air provides favourable conditions for severe winters in East Asia or North America.

Two distinct influences of Arctic warming on cold winters over North America and East Asia, Nature, 31 August 2015

The Atlantic overturning circulation is declining and the AMO is moving to a negative phase. This may offer a brief respite from the persistent rise of global temperatures.

Ocean impact on decadal Atlantic climate variability revealed by sea-level observations, Nature, 27 May 2015

Per aggiornamenti:

Northern Europe and North America get a chilly surprise

Un assaggio di ciò che verrà (esplorazioni nel futuro profondo)

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http://www.eltribuno.info/encuentran-dos-guanacos-congelados-pie-san-juan-n600869

Questi due poveri guanaco trovati da minatori argentini hanno subìto, su scala minore, il fato di Oetzi in Alto Adige e dei mammut (e degli altri mammiferi siberiani) surgelati in posizione eretta, con i peni turgidi (asfissia) e le proboscidi protese alla disperata ricerca di aria.
Questi guanaco sono stati sepolti da una tempesta che ha scaricato “solo” 3 metri di neve lungo il percorso di discesa che stavano seguendo per allontanarsi dalle montagne.
Sono morti in piedi e, se fossero stati ricoperti di neve e le estati successive non fossero riuscite a scioglierla, rischiavano di essere ritrovati solo con il prossimo interglaciale.

Le precipitazioni eccezionali diventeranno la norma, in futuro: perché?
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2014/07/26/non-puo-piovere-per-sempre-o-forse-si-scienza-del-diluvio/
Perché di Oetzi non si è detta la cosa più importante? Oetzi è un monito, una testimonianza, un messaggio dal passato rivolto ai posteri, un presagio: sudtirolesi, tirolesi, trentini e gli altri popoli alpini l’hanno ignorato, preferendo credere alle superstizioni degli aderenti a un paradigma in totale contraddizione con il passato (e presente) climatico del nostro pianeta e degli altri pianeti a noi noti.
Chi ha cercato di avvertirli avrà la coscienza in pace (siamo tutti adulti e ci assumeremo le nostre responsabilità dal 2018 in poi, no?):
http://www.futurables.com/2014/09/25/mutamento-climatico-improvviso-lo-scenario-otzi/
Perché quando la Siberia si surgelò istantaneamente il clima era mite, come lo era in Alaska?
Ipotesi
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2015/04/05/putin-la-civilta-glaciale-e-i-futuri-coloni-italiani-in-siberia/

PER AGGIORNAMENTI SUL PRESENTE E FUTURO CLIMATICO (IN INGLESE)
https://socialforecasting.wordpress.com/category/climate-change/

PER AGGIORNAMENTI VARI
https://plus.google.com/+StefanoFaitFuturAbles/posts

Ghiacci artici sbaragliano la concorrenza degli ultimi sette anni e ora sono fuori pericolo

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Per i diversamente ignoranti che discettano di AGW sui blog dei quotidiani senza possedere le nozioni minime per farlo, ma con tutta l’arroganza di chi ha le spalle coperte dall’ortodossia:
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2014/12/11/climate-change-facts-and-fictions/

Dai, serristi, spiegate un po’ sta cosa! Perché non ne imbroccate una eppure la vostra superbia resta invariata, come le temperature globali? Che fine ha fatto il metodo scientifico?

When you have a theory and the theory does not agree with the experiment then you have to cut out the theory. You were wrong with the theory. Global warming really has become a new religion. Because you cannot discuss it. It’s not proper. It is like the Catholic Church.
Ivar Giaever, Nobel per la Fisica nel 1973

Con la relazione di Trieste, Carlo Rubbia dimostra una onestà scientifica che gli fa onore; avere ritrattato i suoi convincimenti [serristi] del 2007 dimostra come la ricerca scientifica è sempre alla ricerca della verità attraverso il dubbio e che si possono modificare le proprie opinioni sulla base di approfondimenti successivi. Non è sempre così facile e scontato.
http://www.climatemonitor.it/?p=36830

Premi Nobel che hanno preso parte all’annuale conferenza dei Nobel del 2015 e che NON hanno sottoscritto l’appello sul cambiamento climatico (30 “negazionisti” su 65):
Werner Arber
Françoise Barré-Sinoussi
Eric Betzig
Bruce A. Beutler
Aaron Ciechanover
François Englert
Albert Fert
Ivar Giaever
Theodor W. Hänsch
Avram Hershko
Robert Huber
Brian D. Josephson
Jean-Marie Pierre Lehn
Rudolph A. Marcus
Hartmut Michel
Luc Montagnier
Erwin Neher
Ryoji Noyori
Venkatraman Ramakrishnan
Carlo Rubbia
Bert Sakmann
Dan Shechtman
Oliver Smithies
Wole Soyinka
Susumu Tonegawa
Martinus J. G. Veltman
Klaus von Klitzing
Kurt Wüthrich
Ada E. Yonath
Harald zur Hausen

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2015/06/25/godetevi-il-caldo-dei-prossimi-2-3-anni-latlantico-settentrionale-si-sta-raffreddando/

http://www.futurables.com/2015/07/07/criticita-luglio-2015-2020-e-oltre-demo-di-report-mensile/

Putin, la civiltà glaciale e i futuri coloni italiani in Siberia

Dal Far West del passato al Far East del futuro

Dal Far West del passato al Far East del futuro

Il presidente russo ha approvato il progetto di offrire terreni gratuiti a tutti coloro che intendono ricolonizzare l’Oriente russo ed avviare una fattoria o altre attività.

Homestead Act for Russian Far East – Putin supports free land handout, RT, 19 gennaio 2015

I media cinesi prevedono che la legge sulla ricolonizzazione favorirà la migrazione cinese verso l’Estremo Oriente (russo).

China Eyes Land Giveaway Program in Russia’s Far East, the Diplomat, 28 gennaio 2015

Era un cavallo di piccola statura dal mantello rossastro, con una lunga criniera paglierina e le zampe color cenere quello che, assieme al resto del suo nutrito branco, pascolava nelle VASTE DISTESE ERBOSE dello Yukon e dell’ Alaska di ventiseimila anni fa, ai tempi dell’ ultima era glaciale della Terra.

Pony pascolava in Alaska 26 mila anni fa; ora è stato trovato sotto il ghiaccio, Corriere della Sera, 16 gennaio 1994

Secondo studi recenti, alcuni depositi di ceneri e pomici vulcaniche, scoperti sulle coste dello Svalbard e datati seconda metà del ‘400 e prima metà del ‘700, potrebbero essere stati prodotti dall’attività eruttiva di questo vulcano, o di altri ancora poco noti o sconosciuti, comunque presenti al di sotto della banchisa polare. Un altro paio di coni vulcanici sottomarini giacciono anch’essi a circa 200 km dal Polo Nord, ma in direzione delle Isole di Francesco Giuseppe, prossime alle coste della Siberia. A questo punto è lecito porsi alcuni interrogativi: cosa potrebbe succedere, se si verificasse una potente eruzione vulcanica, da questo o da altri coni vulcanici al di sotto della banchisa polare? Se una violenta eruzione vulcanica si sfogasse sotto la banchisa polare, quest’ultima o parte di essa potrebbe frammentarsi e sgretolarsi in migliaia di giganteschi iceberg, con una completa ridislocazione delle masse glaciali…lo stato della banchisa stessa non dipende soltanto da ciò che la sovrasta, ossia la libera atmosfera e le correnti oceaniche, ma anche da ciò che si nasconde nelle complesse leggi della tettonica, il tutto legato da connessione tutte da scoprire.

Clima e dintorni: i misteri dell’Artico…, MeteoLive, 10 settembre 2014

Questo articolo prova a spiegare perché la Siberia sarà “invasa” da coloni cinesi, indiani, europei e statunitensi, in virtù della glaciazione!

È un’ipotesi di lavoro che sarà modificata sulla base degli input che riceverò.

Il cavallino di cui sopra se la spassava nell’Alaska glaciale (!) e si estinse 10mila anni fa, quando la glaciazione era terminata. È stato ritrovato “quasi perfettamente conservato” dal ghiaccio, esattamente come Oetzi.

Il pony resta surgelato DOPO la fine della glaciazione?

Altri misteri…

Nella Beringia glaciale c’erano leoni e cammelli.

Ci hanno insegnato che durante l’ultima glaciazione l’Alaska era priva di ghiacci solo perché troppo arida, qualcosa come le “valli secche” dell’Antartide

http://it.wikipedia.org/wiki/Valli_secche_McMurdo

Però ora scopriamo che c’erano “vaste distese erbose”.

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Non penso che qui possano vivere dei pony

Infatti l’Alaska e lo Yukon erano quasi liberi dai ghiacci, come lo erano le coste groenlandesi, quelle delle grandi isole artiche canadesi a ovest della Groenlandia, l’Islanda orientale e quasi tutta la Siberia orientale, incluse le gelidissime isole della Nuova Siberia

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Perché durante le glaciazioni gli elefanti si spingevano verso nord, dall’Africa all’Europa?

http://www.celeste-ots.it/celeste_files/musei_mineralogia/mineralogia_2.htm

http://www.academia.edu/10242190/Gli_elefanti_nani_siciliani._Il_contributo_delle_grotte_alle_teorie_sullevoluzione

Perché felini africani circolavano per l’Europa meridionale e c’erano leoni in Alaska e iene in Siberia?

http://scienceblogs.com/tetrapodzoology/2008/03/12/european-cats-part-i/

http://www.amazon.com/Frozen-Fauna-Mammoth-Steppe-Story/dp/0226311236

Perché nella Siberia bagnata dall’Oceano artico dove ora (interglaciale) c’è solo tundra artica/permafrost, durante l’era glaciale c’erano ranuncoli, campanule, fagioli selvatici, felci e mammiferi generalmente associati a climi più temperati, come cavalli, bisonti, lupi, pecore selvatiche, antilopi saiga, iene, ossia tutti animali che eviterebbero con cura habitat caratterizzati da permafrost, blizzard e fanghiglia impraticabile?

http://www.unicam.it/museodellescienze/curiosita.asp?submenu=servizi

Perché più ci si avvicina al Polo Nord più si trovano resti di grandi mammiferi?

Perché sulle coste delle grandi isole del Canada Artico, durate la glaciazione, c’erano alberi da frutto, ontani e betulle, mentre l’interno era coperto da ghiacci, in maniera molto simile all’attuale Norvegia?

La megafauna siberiana di quel periodo era molto diversificata, come nelle savane. Per poter sussistere aveva bisogno di una stagione fredda relativamente breve, con nevicate non abbondanti, che permettessero alla vegetazione di crescere rigogliosa (grandi e grossi com’erano, questi animali mangiavano davvero molto). Tundra artica e taiga non erano ambienti adatti. Il paesaggio doveva essere molto differente, con inverni più miti ed estati più fresche: una sorta di eterna primavera. Paradossalmente, durante la glaciazione l’Artico doveva godere di un clima un po’ più mite di oggi, non molto più rigido, come si tende a credere.

Una vasta porzione della Siberia costiera è passata da un clima più simile a quello del Nord Europa a un clima artico e subartico dopo la fine della glaciazione?

LE GLACIAZIONI INIZIANO QUANDO L’OCEANO ARTICO È QUASI PRIVO DI GHIACCI?

Nella prima metà degli anni Cinquanta il geofisico Maurice Ewing, direttore del Lamont Geological Observatory della Columbia University e il geologo-meteorologo William Donn hanno il loro momento “Uovo di Colombo”: per poter avere una glaciazione, occorre che prima di tutto l’Artico sia libero o semi-libero dai ghiacci!

Tra giugno 1956 e maggio 1958 pubblicano i loro dati e le loro formulazioni in due articoli, il primo dei quali viene pubblicato su Science (A theory of Ice Ages). Se ne occupa anche la stampa divulgativa: Betty Friedan, The Coming Ice Age. A true scientific detective story, Harpers Magazine, September 1958.

In base alle loro conclusioni, a causa del progressivo riscaldamento degli oceani (non dell’atmosfera), nel nostro futuro c’è una glaciazione, ma la regione artica potrebbe diventare sorprendentemente temperata, abitabile e il processo di desertificazione si invertirebbe, rinverdendo il Sahara.

Lo scioglimento dei ghiacci artici, dovuto al riscaldamento degli oceani, produce un fortissimo aumento delle precipitazioni in regioni normalmente aride come lo sono quelle artiche, dove non nevica praticamente mai. Stiamo parlando di nevicate abbondantissime e perenni che faranno aumentare lo spessore e l’estensione dei ghiacciai dal Labrador alla Groenlandia e in Scandinavia e Scozia (dove non esistono ancora, ma stanno nascendo: Glacier-like hazards found on Ben Nevis, BBC, 21 agosto 2014).

Tesi confermata da María-Fernanda Sánchez-Goñi, Edouard Bard, Amaelle Landais, Linda Rossignol, Francesco d’Errico, Air-sea temperature decoupling in Western Europe during the last interglacial/glacial transition, Nature Geoscience, 1 September 2013.

Questi ghiacciai continentali diventeranno così spessi che la pressione li spingerà avanti, come una forza centrifuga, finché, dopo qualche secolo, bloccheranno nel ghiaccio una vasta porzione del Nord America e del Nord Europa, come è già successo in passato.

Oggi l’aumento delle precipitazioni nell’Atlantico del Nord è un fatto acclarato. Come pure un altro fatto, che conferma le intuizioni di Ewing and Donn: durante le ere glaciali l’aria si raffredda ma gli oceani si riscaldano (Riddle of the abrupt climate changes during the Ice Age, 2012).

Il meccanismo ipotizzato negli anni Cinquanta era il seguente: se l’Oceano Artico fosse libero da ghiacci perché riscaldato dall’Atlantico, sarebbe più caldo della terraferma circostante, l’acqua evaporerebbe e cadrebbe molta neve sul continente. Più neve in Groenlandia e Canada settentrionale farebbe crescere i ghiacciai

È quel che sta accadendo: Ghiaccio groenlandese in forte recupero quest’anno, 2 aprile 2015; Grandi Laghi Nord Americani: la terza massima estensione glaciale di sempre!, 1 aprile 2015).

Prima i ghiacciai non crescevano solo perché non c’era abbastanza vapore acqueo da trasformare in neve. Ora c’è, come c’è nell’Antartide (Antartide: temperature basse e ghiacci ai massimi livelli, 3 aprile 2015), principalmente a causa dell’attività vulcanica (Vulcani attivi sotto l’Antartide e cambiamenti climatici: quali correlazioni?, 12 maggio 2014.

La tesi, non poco radicale, è che l’Artico, diversamente da quanto si potrebbe credere, si ghiacciò solo a partire da 11mila anni fa, con la fine della glaciazione. In precedenza era relativamente temperato.

Questo spiega anche come mai i futuri nativi americani che provenivano dall’Asia arrivarono nelle Americhe relativamente tardi, pur avendo a disposizione Bering, che durante le glaciazioni è un istmo (come Panama), non uno stretto. Si fermarono per ben 15mila anni molto a nord, nel circolo polare artico, in condizioni ambientali che supponevamo estremamente ardue, isolandosi geneticamente isolato dal resto degli abitanti dell’Asia (First Americans Lived on Bering Land Bridge for Thousands of Years, Scientific American, 4 marzo 2015).

Se 14-15000 anni fa cominciarono a muoversi fu perché il clima artico, al termine della glaciazione, si irrigidì diventando più ostile, mentre le pareti di ghiaccio che li bloccavano verso sud, separandoli dagli altri asiatici, si sciolsero, consentendo a molti di loro il passaggio attraverso le Montagne Rocciose. Nel giro di pochi secoli raggiunsero il Cile. Se non l’avevano fatto prima è perché nell’Artico se la passavano piuttosto bene, a dispetto della glaciazione, un po’ come il summenzionato pony “oetzizzato”.

Quando l’Artico si congelò, la glaciazione terminò e questa civiltà di cacciatori e pescatori seguì selvaggina e banchi di pesce. Alcuni, quelli che si trovavano in Asia quando Bering divenne nuovamente uno stretto, arrivarono in Cina e Giappone (Ainu); altri divennero i Nativi Americani.

Chi popolava le meravigliose, verdeggianti lande sahariane si ritrovò scacciato dall’Eden, a causa della desertificazione.

CHE COSA PUÒ SCIOGLIERE LA BANCHISA POLARE SCATENANDO UNA GLACIAZIONE?

Ma i vulcani sottomarini, naturalmente (Rapporto tra minimo solare ed eruzioni vulcaniche), che scaldano direttamente l’acqua e modificano il percorso delle correnti oceaniche.

Si stima che possano esistere circa 3 milioni di vulcani sottomarini (Thousand of new volcanoes revealed beneath the waves, New Scientist, 9 luglio 2007).

Gli oceanografi si aspettavano che l’attività vulcanica della dorsale artica Gakkel fosse “anemica”, invece hanno scoperto “un’attività magmatica sorprendentemente intensa… e una delle attività idrotermali più forti mai viste in dorsali medio-oceaniche”. Credevano che la pressione oceaniche rendesse impossibili le eruzioni esplosive, invece hanno scoperto che sotto l’Artico abbondano (Fire Under Arctic Ice: Volcanoes Have Been Blowing Their Tops In The Deep Ocean, Science Daily, 26 giugno 2008; Explosive volcanism on the ultraslow-spreading Gakkel ridge, Arctic Ocean, Nature, 6 maggio 2008; Fire under the ice. International expedition discovers gigantic volcanic eruption in the Arctic Ocean. EurekAlert, 25 giugno 2008).

Le attività di queste dorsali vulcaniche sottomarine sono cicliche, probabilmente legate alle orbite terrestri

http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/terrapoli/2015/02/16/scoperto-il-respiro-dei-vulcani-sottomarini_cda670bd-dd80-49bd-a4d7-a96fc2196bc4.html

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/2014GL063015/abstract

Sarebbe molto interessante capire come una più intensa attività vulcanica influenzi le correnti oceaniche che determinano il clima sul pianeta e l’inizio e fine delle glaciazioni: “durante gli ultimi 1,2 milioni di anni le correnti si sono rafforzate nei periodi più caldi e indebolite durante le ere glaciali”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/01/clima-le-correnti-oceaniche-determinanti-per-frequenza-glaciazioni/1044743/

In passato le profondità oceaniche artiche erano di 1-2°C più calde di oggi, con picchi di temperature prima e durante la rapida caduta delle temperature atmosferiche – i cosiddetti eventi Heinrich, come il Dryas recente (Deep Arctic Ocean warming during the last glacial cycle, Nature, agosto 2012).

DINAMICA DEGLI EVENTI PASSATI E FUTURI

La mia tesi:

Il Grande Minimo Solare e l’alterazione del campo geomagnetico terrestre (Earth’s Magnetic Field Is Weakening 10 Times Faster Now, LiveScience, 8 luglio 2014; Earth’s Impending Magnetic Flip, Scientific American, 16 settembre 2014) risvegliano la Terra e i suoi vulcani, compresi quelli sotto l’Artico. Questi modificano le correnti oceaniche, scaldano l’oceano artico producendo un’incredibile quantità di vapore acqueo, ossia di neve che cade a latitudini in cui non arriva a sciogliersi in estate, anche per effetto dei vulcani di superficie che schermano il Sole.

Così parte una glaciazione.

Poiché abbiamo superato la durata media dei prossimi interglaciali e l’Artico si è sciolto drammaticamente, mi aspetto a breve (entro il 2020) una serie di enormi eruzioni e un’accresciuta geotermia sottomarina.

Succederà tutto piuttosto in fretta.

Sappiamo che ci fu un’ecatombe di mammiferi in Siberia e Canada (85% di mortalità). Una parte di loro perì istantaneamente (“con i ranuncoli ancora in bocca o non ancora digeriti”).

Come sempre, per molti anni si è data la colpa all’uomo, finché la scienza ha seguito il suo corso dimostrando che era l’ennesima sciocchezza antropocentrica tipica di una specie che deve sempre sentirsi al centro di tutto, nel bene e nel male:

Mastodons weren’t hunted to extinction by Ice Age humans — they simply froze to death, new study finds

Mastodons were likely killed off by ‘global cooling,’ expert says

Mastodons disappeared from Yukon before humans arrived: study

Nulla del genere si verificò in Africa o in Europa.

Questo significa che le glaciazioni sono istantanee e che questi bestioni, migrati a nord durante una fase di RISCALDAMENTO, non ebbero il tempo di tornare a sud e morirono in massa, ibernati, circa 10500 anni fa.

Le glaciazioni si sviluppano infatti molto più rapidamente di quanto si pensava (Quanto tempo ci vuole per passare ad una fase glaciale?, HSH, 5 settembre 2014; Mutamento climatico improvviso – lo scenario “Ötzi”, FuturAbles 25 settembre 2014) e che quasi sicuramente vi è una ciclicità collegata a escursioni/inversioni geomagnetiche (Rampino, Michael R. (1979). Possible relationships between changes in global ice volume, geomagnetic excursions, and the eccentricity of the Earth’s orbit. Geology 7 (12): 584–587) – il campo geomagnetico può ridursi anche del 10% in qualche mese (New evidence for extraordinarily rapid change of the geomagnetic field during a reversal, Nature 374, 687 – 692, 20 April 1994) – e l’eruzione di supervulcani (Ice age polarity reversal was global event: Extremely brief reversal of geomagnetic field, climate variability, and super volcano, Science Daily, 16 ottobre 2012), tranquillamente in grado di alterare il clima del pianeta per almeno una generazione (Le Eruzioni vulcaniche alterano per più di 20 anni la Circolazione Oceanica del Nord Atlantico, 3 aprile 2015).

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IL MECCANISMO DI CONGELAMENTO ISTANTANEO (uragano di ghiaccio che risucchia dall’alto aria congelata e la spara verso la superficie terrestre) è stato descritto in due libri:

John Gribbin e Douglas Orgill, “The Sixth Winter”, 1979

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2014/07/29/il-sesto-inverno/

e The coming Global Superstorm

http://www.erh.noaa.gov/er/car/WCM/Maine-Ly%20Weather/Spring%202004/General%20Interest1.htm

UNA SPIEGAZIONE ALTERNATIVA O COMPLEMENTARE

Questi animali e piante sono stati scaraventati improvvisamente in un clima molto più freddo, che li ha “criogenicamente” conservati come Oetzi (Mutamento climatico improvviso – lo scenario “Ötzi”, FuturAbles, 25 settembre 2014).

Perché ciò avvenga serve:

  1. un’alterazione dell’inclinazione dell’asse terrestre;
  2. e/o uno slittamento della litosfera/dislocazione della crosta terrestre (migrazione del polo geografico);

Le migrazioni dei poli geografici sono eventi già accaduti in passato (Migration of glacial centers across Gondwana during Paleozoic Era, Bulletin of the geological society of America, 1985; Combined paleomagnetic, isotopic, and stratigraphic evidence for true polar wander from the Neoproterozoic, Geological Society of America Bulletin, v. 118, no. 9/10, p. 1099-1124, 2006) e, per il momento, non c’è ragione di supporre che il nostro pianeta si sia stabilizzato. Il problema, naturalmente, è: quanto improvvise e quanto ampie possono essere? (Teoria dello slittamento polare).

Ci potrebbero essere repliche? Magari dovute al rallentamento della rotazione terrestre (Gold T, 1955 NatureInstability of the Earth’s Axis of Rotation“, 175, 526-9), come nel caso di Saturno (Scientists Find That Saturn’s Rotation Period is a Puzzle, NASA, 2004) e Venere (Spinning Venus is slowing down, ESA, 2014)?

Le mitologie di tutto il mondo tramandano l’idea di un palo cosmico che esce dalla sua sede e getta lo scompiglio tra le stelle (Il mulino di Amleto).

Forse, ciclicamente, a causa di forti variazioni del campo magnetico solare e di quello terrestre, il nostro pianeta cambia assetto? Un asse raddrizzato rispetto alla verticale donerebbe un clima eternamente primaverile a una larga fascia del pianeta (raffreddando però i poli e riscaldando i tropici).

Joscelyn Godwin, Il mito polare. L’archetipo dei poli nella scienza, nel simbolismo e nell’occultismo

La maggior parte delle simulazioni al computer dell’atmosfera della terra predice qualche genere di disastro incontrollabile, come la glaciazione globale, il ribollire degli oceani o l’incenerimento completo a causa di una sovrabbondanza di ossigeno che dà fuoco al mondo… Invece, in qualche modo, l’effetto integrativo di molti processi complessi che si intrecciano ha mantenuto la stabilità atmosferica nonostante i cambiamenti su larga scala e perfino durante i periodi di sconvolgimento cataclismatico.
Paul Davies, The Cosmic Blueprint, Unwin, 1989, p. 132.

PUNTI CHIAVE

  • Finché i poli resteranno nelle attuali posizioni le glaciazioni continueranno a infierire sugli esseri viventi di questo pianeta (la situazione ideale è quando entrambi i poli si trovano ben distanti dai continenti e non possono ricoprirli di ghiacciai. Es. uno in mezzo al Pacifico e l’altro in mezzo all’Atlantico meridionale);
  • Gli interglaciali terminano quando l’Artico si scioglie (come adesso) e si crea un gap troppo grande tra temperatura degli oceani e temperatura atmosferica. Per es. Grande Minimo Solare provoca una robusta attività vulcanica e un aumento della copertura nuvolosa collegato all’intensificazione dei raggi cosmici che giungono sulla Terra – le gocce d’acqua hanno meno energia (temperature più fredde) del vapore acqueo e quindi raffreddano l’atmosfera. Nubi e pulviscolo atmosferico schermano la luce solare > raffreddamento globale: Nir J. Shaviv, Cosmic rays and climate; Raffaele Pontrandolfi, Raggi cosmici e clima);
  • Si può capire che una glaciazione è cominciata quando in estate, sulle montagne del Labrador e lungo le coste artiche, in Scandinavia e Scozia, anche a bassa quota, la neve caduta in inverno non arriva a sciogliersi e gli oceani, dopo essere saliti di livello, si fermano e cominciano a calare;
  • Gli unici due scenari che prevedono un allagamento delle coste sono: spostamento dei poli con scongelamento improvviso delle calotte; innalzamento dei fondali dovuto a forte attività vulcanica e tellurica (The resilient tribes and the explosive rise of “Atlantis”, FuturAbles, 15 marzo 2015). Lo scioglimento dei ghiacci del polo nord non farebbe aumentare il livello degli oceani (i cubetti di ghiaccio sciolti non fanno tracimare un cocktail e infatti dopo decenni di scioglimento dei ghiacci artici l’oceano è salito di pochi centimetri e in buona parte per espansione termica; inoltre il suo tasso di crescita è diminuito del 30%) mentre i ghiacciai su terraferma (es. Groenlandia) sono già in fase espansiva;
  • L’innevamento anticipato in autunno e perdurante in primavera farà aumentare il coefficiente di riflessione della luce/calore solare (albedo) raffreddando le regioni circostanti ma, se l’Artico dovesse continuare a sciogliersi, le temperature del pianeta non varieranno molto rispetto a oggi (in altre parole: durante le glaciazioni fa freddo solo vicino ai ghiacciai);
  • La Terra è un sistema omeostatico, ossia alla costante ricerca di nuovi punti di equilibrio e stabilità interna: come se ci fosse un termostato a regolare tutto, nevica di più durante i periodi caldi, per aggiungere ghiaccio e albedo, in modo da raffreddare il sistema; nevica di meno (e il cielo è quasi sempre terso, molto blu) nei periodi freddi e gli oceani si restringono, esponendo più superficie scura alla luce del sole (terre emerse), per ridurre la massa ghiacciata e ridurre l’albedo (il ghiaccio sporco riflette meno la luce di un Sole che splende quasi tutto il tempo diurno);
  • Il fattore determinante per il clima terrestre è l’albedo: più il pianeta è schiarito dalla neve e dalla sabbia più si raffredderà; più si copre di vegetazione, scurendosi, più si riscalderà. In caso di scioglimento della calotta artica e di contenuta espansione di quella antartica, una civiltà glaciale sarebbe in grado di riconquistare il terreno perso di fronte all’avanzata dei ghiacciai accelerando artificialmente il rinverdimento delle regioni desertiche e brulle;
  • Le serre insegnano che maggiore è la concentrazione di anidride carbonica nell’aria, più le piante godono;
  • La temperatura se ne frega di quel che fa l’anidride carbonica. È rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi 7mila anni (quando faceva decisamente più caldo di oggi), mentre la CO2 continuava ad aumentare;

L’inversione dei poli magnetici avviene molto rapidamente e potrebbe verificarsi già nel corso delle nostre vite

http://www.extremetech.com/extreme/192522-earths-magnetic-field-could-flip-within-our-lifetime-but-dont-worry-we-should-be-ok

http://www.popsci.it/campo-magnetico-terrestre-si-inverte-piu-rapidamente-del-previsto.html

Vulcanismo sotto la banchisa artica

http://www.mpg.de/482178/pressRelease20030718

http://archiviostorico.corriere.it/2002/gennaio/20/Vulcani_sorgenti_calde_sotto_ghiacci_co_0_020120590.shtml

http://www.lescienze.it/news/2003/07/01/news/vulcani_sotto_la_calotta_polare-587891/

http://www.meteogiornale.it/notizia/22818-1-fusione-ghiacci-artici-colpa-vulcani-sottomarini

http://daltonsminima.altervista.org/2011/12/15/

Relazione tra variazioni del campo geomagnetico e glaciazioni

http://www.iceagenow.com/Magnetic_Reversal_Chart.htm

http://beforeitsnews.com/weather/2015/02/mini-ice-age-2015-2035-earths-magnetic-fields-now-twisting-video-awesomepictures-2444220.html

Ulteriori informazioni sul futuro del mutamento climatico

http://www.futurables.com/2014/10/13/northern-europe-and-the-coming-climate-refugees-crisis/

http://www.futurables.com/2014/04/27/humans-as-earths-cure-for-the-ice-cancer/

http://www.futurables.com/2014/04/16/del-temperamento-di-gaia-ovvero-come-ho-imparato-a-non-preoccuparmi-e-ad-amare-il-mutamento-climatico/

http://www.futurables.com/2015/02/24/tutto-cio-che-e-solido-si-dissolve-nellaria-cigni-neri-e-profezie-climatiche/

http://www.futurables.com/2014/06/06/fimbulvetr-il-mutamento-climatico-che-non-ti-aspetti/

AGGIORNAMENTI

https://plus.google.com/+StefanoFaitFuturAbles/posts

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“Non può piovere per sempre…o forse sì” – scienza del Diluvio

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Abbiamo tutti sentito parlare delle narrazioni bibliche del Diluvio, quelle sumeriche, quelle indiane, cinesi e dei nativi americani.

Esiste un corpus di tradizioni diffuso globalmente che ha registrato la memoria di un Diluvio.

Cosa può essere accaduto, da un punto di vista scientifico?

Ecco un’ipotesi.

MUTAMENTI DELL’ATTIVITÀ SOLARE

Quando il Sole ha molte macchie vuol dire che il campo magnetico è forte nell’eliosfera e ne favorisce l’estensione, favorendone l’azione di schermatura e di conseguenza l’intensità dei raggi cosmici galattici che raggiungono la Terra sarà ridotta. Quando non ci sono macchie, la schermatura dell’eliosfera è debole e molti raggi cosmici raggiungono la Terra.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Raggicosmicieattivitsolare.htm

Il ciclo solare 24 sta per iniziare la sua fase di declino, dopo un inatteso secondo picco di attività più grande del primo.

I ricercatori Matt Penn e William Livingston del National Solar Observatory prevedono che il ciclo solare 25 sarà caratterizzato da un’assenza totale di macchie solari. E il ciclo 26 potrebbe non essere da meno.

IL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE SI STA INDEBOLENDO

La magnetosfera terrestre (il nostro scudo magnetico che ci protegge dai raggi cosmici, dal vento solare) si sta indebolendo dal diciassettesimo secolo. Ha perso un 10% della sua intensità dal diciannovesimo secolo ma ora c’è stata un’ulteriore perdita del 5% nel giro di soli 10 anni. Il fenomeno è quindi in fortissima accelerazione.

PIÙ ACQUA CHE PIOVE DAL CIELO?

In questi ultimi anni di ridotta attività solare l’aumento dei raggi cosmici che giungono a terra ha sempre provocato l’aumento della condensazione delle nubi in seguito alla ionizzazione del pulviscolo atmosferico. Infatti, la ionizzazione del pulviscolo atmosferico è accentuata dai raggi cosmici perché favoriscono l’accumulo di particelle umide attorno al pulviscolo stesso. Questo porta ad una maggior formazione di nubi, soprattutto nella bassa atmosfera. Questo fenomeno ha sempre contribuito alla diminuzione delle temperature medie, in quanto la condensazione nuvolosa limita la penetrazione dei raggi solari al suolo. Attualmente questo comportamento del clima ha fatto sì che i fenomeni meteorologici  si sono localizzati in zone più limitate e soprattutto hanno assunto un’intensità rara a vedersi normalmente.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Raggicosmicieattivitsolare.htm

Se il problema fosse solo questo…

Malauguratamente è possibile che vi sia un ulteriore effetto, molto più massiccio.

I raggi cosmici sono composti di idrogeno, deuterio, elio, litio, ecc. Quando lo scudo si indebolisce, più idrogeno arriva nella ionosfera terrestre: “Quella fascia dell’atmosfera nella quale le radiazioni del Sole, e in misura molto minore i raggi cosmici provenienti dallo spazio, provocano la ionizzazione dei gas componenti” (wikipedia).

La NASA (missione Themis) ha scoperto che la Terra si “difende” dalle esuberanze solari anche con una seconda strategia, ammassando materiale preso dalla plasmasfera (la parte di magnetosfera più prossima alla Terra) e creando una specie di muro di contenimento (l’immagine è quella degli inquilini di una casa che spostano un mobile dietro una porta per impedire l’ingresso a dei malintenzionati).

Ecco cosa succede: “Durante le tempeste geomagnetiche, le particelle cariche bombardano la Terra alle alte latitudini. Le correnti elettriche che ne risultano riscaldano l’alta atmosfera, pompando quantità crescenti di protoni e ioni ossigeno nella magnetosfera

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0012821X14001629

Cosa succede nella ionosfera, un ambiente particolarmente adatto ai processi di combinazione elettrochimica?

L’ossigeno pompato dal basso si combina con l’idrogeno in arrivo generando vapore acqueo e i raggi cosmici stessi si incaricano di farla condensare in nubi (raffreddando nel contempo il clima terrestre con l’effetto albedo) e precipitare al suolo.

RICAPITOLANDO: minore attività solare > più raggi cosmici arrivano sulla Terra > più acqua/più nubi (nubi nottilucenti da minimo solare) > maggiori precipitazioni > anche nevose a certe altitudini e latitudini per via del potere riflettente delle nubi > cresce l’albedo terrestre (potere riflettente dei raggi solari) per l’espansione delle superfici che restano innevate ghiacciate con l’arrivo della bella stagione (es. poderose nevicate alpine degli ultimi inverni, record di crescita dei ghiacci antartici e ripresa di quelli artici).

NOTA BENE

Una prima differenza rispetto all’ultimo Grande Minimo Solare è che allora la magnetosfera era decisamente più solida.

Una seconda differenza è legata al comportamento del Polo Nord magnetico.

IL POLO NORD MAGNETICO HA PRESO VELOCITÀ

Anche il polo nord magnetico ha subito un’accelerazione nei suoi spostamenti.

È stato annunciato dalla NASA nel 2003.

“Attualmente il polo nord magnetico sembra viaggiare con sempre più speditezza dal nord del Canada, dove a lungo è rimasto, verso oriente, ossia verso la Siberia, alla velocità di circa 40-60 km all’anno”.

http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Raggicosmicieattivitsolare.htm

come se si preparasse ad un’inversione del campo magnetico del nostro pianeta, che può avvenire anche nel giro di soli 5 anni.

IL DILUVIO?

Una ricerca di alcuni tra i massimi geoscienziati e astrofisici cinesi in collaborazione con i loro colleghi tedeschi dell’Istituto Max Plank per la ricerca solare mostra che durante inversioni magnetiche la magnetosfera della Terra si indebolisce drasticamente e le particelle solari attirano sempre più ossigeno al di fuori della nostra atmosfera, con un ipotetico rischio di estinzioni di massa

La faccenda dell’estinzione di massa è abbastanza improbabile. Anche se la frequenza delle inversioni passasse da 750mila anni a 200mila anni, come si ipotizza sia accaduto in passato, non cambierebbe poi molto. L’umanità riesce a vivere e lavorare anche a 3000 metri di altezza, con un terzo di ossigeno in meno.

Il punto importante è un altro.

Se le inversioni magnetiche amplificano a dismisura i processi sopra descritti, allora quel famoso passaggio biblico (Genesi 7:11-12) diventa più plausibile:

Nell’anno seicentesimo della vita di Noè nel secondo mese, nel diciassettesimo giorno del mese, in quel giorno, tutte le Fonti del grande abisso scoppiarono e le cateratte del cielo si aprirono. E piovve sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti.

È forse questo uno dei fattori che, interagendo con altri, interrompe i periodi interglaciali e ricaccia il pianeta in uno stadio pienamente glaciale in modo così repentino?

FONTI:

Aarhus University. ‘Scientists at Aarhus University (AU) and the National Space Institute (DTU Space) Show that Particles from Space Create Cloud Cover.’ Science and Technology – 23 July 2014.

Website: http://scitech.au.dk/en/current-affairs/news/show/artikel/scientists-at-aarhus-university-au-and-the-national-space-institute-dtu-space-show-that-particle/

Bentley, Molly. ‘Earth loses its magnetism.’ BBC News – 31 December 2003.

Website: http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/3359555.stm

Choudhuri, Arnab Rai. ‘The irregularities of the sunspot cycle and their theoretical modelling.’ arXiv.org: Solar and Stellar Astrophysics – 12 December 2013. http://arxiv.org/abs/1312.3408

European Space Agency. ‘The Force That Protects Our Planet.’ ESA – Space for Europe.

Website.

Fox, Karen. ‘NASA’s Themis Discovers New Process that Protects Earth from Space Weather.’ NASA Goddard – 06 March 2014.

Website: http://www.nasa.gov/content/goddard/themis-discovers-new-process-that-protects-earth-from-space-weather/#.Ux7VC-ddVHt

Harrison, R. Giles & Stephenson, David B. ‘Empirical evidence for a nonlinear effect of galactic cosmic rays on clouds.’ Proceedings of the Royal Society A – 29 November 2005. Website:

http://earthshine.dmi.dk/tellux/HarrisonStephensonGCRClouds.pdf

Klotz, Irene. ‘Compass Direction, True North Parting Ways.’ Discovery News – 04 March 2011.

Website: http://news.discovery.com/earth/weather-extreme-events/earth-magnetic-field-north-110304.htm

NASA. ‘Earth’s Inconstant Magnetic Field.’ NASA Science News – 29 December 2003.

Website: http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2003/29dec_magneticfield/

Palazzo Someda (osservatorio astronomico), “Raggi cosmici e attività solare”

Website: http://www.palazzosomeda.it/Osservatorio/Raggicosmicieattivitsolare.htm

Phillips, Tony. ‘Giant Breach in Earth’s Magnetic Field Discovered.’ NASA Science News – 16 December 2008.

Website: http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2008/16dec_giantbreach/

Phillips, Tony. ‘Solar Variability and Terrestrial Climate.’ NASA Science News – 08 January 2013.

Website: http://science.nasa.gov/science-news/science-at-nasa/2013/08jan_sunclimate/

Roach, John. ‘Earth’s Magnetic Field Is Fading.’ National Geographic News – 09 September 2004.

Website: http://news.nationalgeographic.com/news/2004/09/0909_040909_earthmagfield.html

Roach, John. ‘Magnetic Field Weakening in Stages, Old Ships’ Logs Suggest.’ National Geographic News – 11 May 2006.

http://news.nationalgeographic.com/news/2006/05/magnetic-field-1.html

ScienceDaily. ‘Cosmic Ray Decreases Affect Atmospheric Aerosols and Clouds.’ Source: Technical University of Denmark (DTU) – 06 October 2009.

Website: http://www.sciencedaily.com/releases/2009/08/090801095810.htm

Snow-Kropla, E.J. et al. ‘Cosmic rays, aerosol formation and cloud-condensation nuclei: sensitivities to model uncertainties.’ Atmospheric Chemistry and Physics Discussions – 24 January 2011. Website: http://www.atmos-chem-phys-discuss.net/11/2697/2011/acpd-11-2697-2011.pdf

Svensmark, Henrik. ‘Cosmic meddling with the clouds by seven-day magic.’ DTU Space: National Space Institute News – 03 August 2009.

Website: http://www.space.dtu.dk/english/News/2009/08/Cosmic_meddling

Wei, Yong et al. ‘Oxygen escape from the Earth during geomagnetic reversals: Implications to mass extinctions.’ Elsevier: Earth and Planetary Science Letters – Vol. 394; 15 May 2014. ScienceDirect

Website: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0012821X14001629

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