Da Supernerd a Supereroe – l’improbabile parabola di Edward Snowden

SNN1213BNN-620_1744171ala presunta ragazza della presunta talpa

https://twitter.com/stefanofait

Una tale società sarebbe dominata da una élite la cui pretesa di potere politico poggerebbe su di un presunto superiore know-how scientifico. Non vincolata dalle limitazioni poste dai tradizionali valori liberali, questa élite non esiterebbe a raggiungere i suoi obiettivi politici utilizzando le ultime tecniche moderne per influenzare il comportamento dell’opinione pubblica e tenere la società sotto stretta sorveglianza e controllo.

Zbigniew Brzezinski, “Between Two Ages: America’s Role in the Technetronic Era”

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Da decenni diverse nazioni europee fornivano volontariamente agli Stati Uniti dati sensibili sui propri cittadini:

ora i loro governi si dicono indignati (ipocrisia asoluta)

Premessa: il maggiore sponsor di wikileaks, prima ancora che diventasse un fenomeno globale, fu nientepopodimeno che Cass Sunstein
http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/02/23/AR2007022301596.html

Purtroppo in Italia pochi sanno chi sia
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=30235

è anche marito di Samantha Power, grande sostenitrice delle ingerenze “umanitarie” armate (es. Libia) ma assolutamente muta sulle violazioni del diritto internazionale da parte di Israele
http://www.asca.it/news-Usa__Samantha_Power_prossima_ambasciatrice_all_Onu-1284666.html

Ma il miglior precedente del datagate di Edward Swnoden è il caso chiamato Pentagon Papers, una serie di documenti che non contenevano nulla di veramente scottante e che non fosse risaputo o subodorato (come i wikileaks, che hanno solo confermato cose che si immaginavano, senza incidere sulle grandi questioni) ma che portarono all’impeachment di Nixon, il quale si fidò delle persone che poi lo tradirono. L’obiettivo anche questa volta è l’impeachment di un presidente americano (ucciderli è più complicato e rischioso)
http://it.wikipedia.org/wiki/Pentagon_Papers

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Edward Snowden, sostenitore dell’ultra-austerista Ron Paul (Tea Party), non ha finito le scuole superiori e ha dovuto seguire dei corsi CEPU (l’equivalente americano), non ha mai avuto un lavoro stabile, si è arruolato nell’esercito per poi interrompere il servizio dopo tre mesi senza ricevere alcun addestramento, la sua partner è una ballerina di night club. A dispetto della sua inettitudine e scarsa propensione allo studio, a 23 anni si trova a lavorare a Ginevra, per la CIA, con un salario non inferiore ai 120mila dollari annuali e probabilmente più vicino alla soglia dei 200mila dollari.

Ora, se qualcuno pensa davvero che l’intelligence americana sceglierebbe di assumere un personaggio del genere permettendogli di avere libero accesso ad informazioni altamente riservate…

Certamente non lo pensa Naomi Wolf, che sospetta un complotto
http://nymag.com/daily/intelligencer/2013/06/naomi-wolf-edward-snowden-false-flag-conspiracy.html

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La NSA l’aveva assunto come addetto alla sicurezza (guardia giurata) ma è stato alla CIA che è esploso, passando da buono a nulla a superinsider in quel di Ginevra, con copertura diplomatica, a dispetto di un CV davvero misero. Poi il Giappone, poi le Hawaii. A suo dire, con lo status raggiunto, era autorizzato persino a spiare Obama:

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2338884/Edward-Snowden-How-did-high-school-drop-entrusted-governments-biggest-secrets.html

E poi decide di fare la pirlata di rivelare la sua identità al mondo, mettendo a rischio la sicurezza sua, della sua tipa, della famiglia, degli amici, dei colleghi, ecc. perché “non ho niente da temere, ho fatto la cosa giusta”!! E, tra tutti i luoghi del mondo, decide di rifugiarsi in Cina!

C’è gente che crede che Berlusconi sia onesto, ci può stare che ci sia gente, cresciuta a coca cola e marvel comics, che crede a questa favoletta del Supernerd Superloser che si trasforma in una Supertalpa Supereroe prima di raggiungere i 30 anni.

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Mentre le altre gole profonde sono confinate nei medi alternativi, Snowden riceve una copertura mediatica eccezionale.

Le sue rivelazioni sconvolgenti? Il governo americano raccoglie LEGALMENTE metadati sui suoi cittadini, il governo inglese spia i partecipanti ai summit internazionali, gli americani usano hackers per infiltrare la Cina. Pazzesco, incredibile, strabiliante. Chi l’avrebbe mai immaginato? Più o meno il 99% delle persone con un po’ di sale in zucca.

Vuole farci credere che non se lo aspettava quando ha chiesto di lavorare per NSA e CIA? E queste avrebbero dato un impiego ad un ingenuotto del genere?

http://www.newyorker.com/online/blogs/comment/2013/06/edward-snowden-nsa-leaker-is-no-hero.html

 wikileaks

C’è un altro “spifferatore” che non ci ha rivelato nulla di sconvolgente (e specialmente non ha mai in alcun modo disturbato Israele o i neocon americani) ma, anzi, se l’è presa con tutti i consueti leader degli stati canaglia nel mirino israelo-americano (inclusa la Kirchner):

http://fanuessays.blogspot.it/2011/12/emmanuel-assange-julian-goldstein.html

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Assange, cresciuto in una famiglia aderente ad un culto che faceva uso di LSD ed altre manipolazioni

http://en.wikipedia.org/wiki/The_Family_%28Australian_New_Age_group%29

http://books.google.it/books?id=SROVOaYM6JsC&pg=PT30&lpg=PT30&dq=Assange+Santiniketan&source=bl&ots=hPf2flxSuu&sig=LJH2CXO-mNgplNQQUCZzws9kKTs&hl=it&sa=X&ei=5ZPBUaDAM6em4AT4v4CwDg&ved=0CCwQ6AEwADgU

aveva scelto il nickname Mendax (il mentitore). Snowden ha scelto il nome in codice di Verax (il veritiero).

Snowden è il nuovo Assange, il nuovo Robin Hood sintetico, un finto paladino della verità e della giustizia che sarà usato e gettato quando non servirà più o quando si sarà montato troppo la testa, come nel caso di Assange, appunto, che ci aveva promesso incredibili informazioni sul coinvolgimento della NATO nella destabilizzazione della Siria ma è scomparso, assieme a wikileaks, dopo aver lanciato il suo avvertimento/ricatto a chi di dovere:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/06/sulla-siria-julian-assange-la-pensa-come-me-devo-preoccuparmi/

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Qual è l’obiettivo dell’operazione Snowden?

Costringere Obama ad appoggiare una guerra in Siria che non vuole – perché sa che gli USA non se la possono permettere e la cittadinanza è assolutamente contraria – se vuole salvarsi dall’impeachment:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/06/24/la-siria-e-il-golpe-anti-obama-il-momento-monica-lewinsky-di-obama/

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In questo momento Obama (che non è il bene, ma un male minore) è incastrato: se fa la guerra dovrà fronteggiare proteste di massa ed un impeachment, se non la fa lo accuseranno di essere un tiranno e sarà impeachment (affari suoi, doveva opporsi alla deriva autoritaria americana, oppure non candidarsi e lasciare che Brzezinski trovasse qualcun altro da opporre ai neocon psicopatici)

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“La situazione è irta di difficoltà e noi dobbiamo essere all’altezza della situazione” (Risposta a Mauro Poggi)

I dogmi di un passato tranquillo sono inadeguati al presente tempestoso. La situazione è irta di difficoltà, e noi dobbiamo essere all’altezza della situazione. Poiché il nostro caso è nuovo, dobbiamo pensare in modo nuovo e agire in modo nuovo. Dobbiamo emanciparci.

Abraham Lincoln

Il post sullo sciopero europeo ha dato il via ad uno scontro sul futuro dell’Unione che non si vedeva dai tempi di Lincoln e Jefferson Davis ;oDDDDD

Io sono unionista (ma solo a certe condizioni) e Mauro è secessionista (dall’eurozona e non solo).

La mia più recente e massiccia contro-offensiva (“il nemico è alle porte”!) richiede un post specifico.

[le metafore belliche sono frivolo intrattenimento: il dibattito tra noi due è civilissimo anche se il tema è di importanza storica].

Ecco la mia più recente replica.

“Bernanke non è certo Mr. Trasparenza. Ha il compito di mentire per rassicurare i mercati. Gli Stati Uniti hanno deciso di potersi indebitare a piacere per sostenere l’export mondiale stampando dollari a manetta come se non ci dovessero mai essere delle conseguenze, come se il dollaro dovesse restare per sempre la valuta di riferimento globale. Ma se i soldi stampati servono solo per gonfiare bolle e non per investire nell’economia reale, gli effetti non possono che essere catastrofici.

Lincoln: “Il Governo dovrebbe creare, emettere e far circolare tutta la valuta ed il credito necessario per soddisfare il potere di vendita del Governo ed il potere d’acquisto dei Cittadini consumatori. Il privilegio di creare ed emettere moneta non è solo la suprema prerogativa del Governo, ma è anche la sua più grande opportunità creativa. Con l’adozione di questi princìpi, ai Contribuenti saranno risparmiate enormi quantità di interessi. Il denaro cesserà di essere il padrone e diventerà il servitore dell’Umanità“.

Quanti paesi hanno la massa critica necessaria per dirottare i loro investimenti nell’economia, lasciando che la finanza sia esposta ai suoi stessi marosi, senza dover pagare un dazio terribile a chi, per il momento, ha il coltello dalla parte del manico?

Non certo l’Argentina, per citare uno di quegli esempi che sempre si tirano in ballo in questo dibattito.

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Non mi pare che l’Argentina sia libera da turbamenti nei suoi rapporti con FMI e Banca Mondiale. Mi pare invece che sia perennemente sotto attacco e che le cose potrebbero andare anche peggio, se l’obiettivo primario non fosse l’eurozona:

http://www.ft.com/cms/s/0/d0213464-22b5-11e2-938d-00144feabdc0.html#axzz2BzeIa6Xg

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-09-25/ultimatum-argentina-ecco-perche-204319.shtml?uuid=Abnc8djG

E non sono solo le agenzie internazionali a tenerla sotto pressione:

“Il recente voto a sfavore dei tedeschi, insieme a Stati Uniti e Spagna, a una richiesta di prestito di 60 miliardi di dollari fatta dall’Argentina alla Banca Inter-Americana di Sviluppo per un progetto nella provincia di San Juan”

http://www.eurasia-rivista.org/argentina-e-fmi-a-confronto/17452/

Al di là dell’indegna faziosità dell’articolo che segue, i problemi esistono e l’Argentina si sta comportando proprio come la Germania e come la Grecia (su istruzione dell’FMI): riduce le importazioni ed espande le esportazioni (ma qualcuno però dovrà pure importare più di quel che esporta se vogliamo evitare che l’economia globale collassi – pio desiderio) e, ciò nonostante, “l’Argentina in pochi anni è stata costretta a passare da paese esportatore a importatore di energia, pur avendo tra le maggiori riserve di gas e petrolio del mondo”: http://www.linkiesta.it/buenos-aires-argentina#ixzz2BzmbsIZn

Le critiche a questo articolo di linkiesta del lettore Dave sono intelligenti:

“Fermo restando che l’incidente di Once non è una sorpresa per chi abbia almeno visto “La próxima estación” di Solanas e la relativa analisi del decadimento della rete ferroviaria argentina, l’articolo mi pare ingannevole.

È vero, infatti, che la situazione del Paese è assai meno florida di quanto possa apparire ad un osservatore idealizzante: l’inflazione è tale che non ha senso affiggere i prezzi sulle vetrine dei negozi, il pagamento a rate comporta interessi da strozzino anche solo per pagamenti da terminare in sei mesi. Ed è vero che il sistema di sussidi rende quasi più conveniente la disoccupazione (ma questa critica era stata rivolta anche al Regno Unito durante i disordini della scorsa estate), creando una sorta di clientelismo “io ti voto, tu mi mantieni”.

Tuttavia, non si vede come questo supporti il titolo per cui sarebbe una balla che “senza l’FMI si [stia] meglio”. L’Argentina ha dei problemi strutturali che non possono certo essere superati in dieci anni dopo una crisi, specialmente da un governo come quello dei “K”. L’articolo non storicizza la situazione attuale, sembra piuttosto uno stizzito cahier de doléances, talvolta basato su generalizzazioni (tutti cattolici appassionati di Evangelina Anderson: un’analisi profonda e per nulla razzista).

Storicizzando, si vedrebbe quanto le ricette dell’FMI abbiano contribuito alla situazione attuale: durante la stagione in cui l’Argentina veniva lodata dal FMI, le maggiori imprese e i servizi pubblici vennero svenduti ad offerenti esterni (p.es. Iberia e Marsans con Aerolíneas Argentinas) interessati a far profitto, socializzando le eventuali perdite. Infatti, anche TBA rientrò nel quadro di privatizzazioni selvagge effettuate da Menem.

In sintesi, la mia idea è che, se non si può dire che l’Argentina ora stia meglio, è forse plausibile affermare che stia “meno peggio”. D’altronde, se la situazione attuale, per difficile che sia, sembra un miglioramento, questo non depone certo a favore delle precedenti politiche iperliberiste. Prima di trasformare l’Argentina post-2001 in uno spot a favore dell’FMI, però, ce ne vuole”.

Anche il lettore “Andrea Corno” dice cose sensate senza nascondere i problemi:

“Vivo da 6 anni in Argentina, non sarebbe male che chi scrive sull’Argentina facesse un giro da queste parti e parlasse con chi ci vive, stante che i media principali hanno ormai la credibilita’ di Studio Aperto. Il riassuntino di 2 anni di Clarin che vediamo qui sopra, coglie molti punti rilevanti ma manca della profondita’ di analisi che solitamente contraddistingue linkiesta.

Le origini del disagio profondo sono di lunga data e collegano a doppio filo Argentina ed Italia, dai legami tra Peron ed i fascismi europei, all’ultima dittatura piduista degli anni 70 che ha fatto le prime voragini nei bilanci pubblici e distrutto l’industria nazionale, al governo Menem degli anni 90 che ha Craxianamente distrutto economia e senso dello stato. Non a caso Menem ha privatizzato cio’ di cui si parla nell’articolo, Treni, Energia, Aerei, intascandosi tangenti smisurate e favorendo imprese Statunitensi ed Europee, senza tralasciare l’Italia che in Argentina ha fatto affari come pochi altri paesi, lasciando gli argentini con un pugno di debiti.

In questo contesto, andrebbero affrontate alcune inesattezze o precisazioni:

1) le importazioni non vengono bloccate solo per riequilibrare la bilancia commerciale, ma anche e soprattutto perche’ il piano dell’Argentina e’ quello di ricostruire il suo tessuto industriale per ricominciare a creare lavoro. Non a caso si tratta del secondo paese al mondo dopo la Cina per creazione di posti di lavoro negli ultimi 10 anni. Senza copiare pedissequamente, dovremmo rifletterci.

2) ovviamente una crescita del 5/8% l’anno per 10 anni, con una riconversione industriale, e con un notevole miglioramento della qualita’ di vita delle fasce basse della popolazione, porta ad un aumento della matrice energetica del 15/18% l’anno, ovvero a piu’ che duplicare il consumo energetico in 10 anni. YPF che controlla gas e petrolio e’ ancora (si spera per poco) in mani straniere. L’Argentina ha un piano di generazione di energia sul nucleare che farebbe invidia alle destre piu’ destre d’europa ed uno su eolico e solare che farebbero invidia ai verdi piu’ verdi del mondo (guardare il sito ENARSA).

3) i sussidi per le famiglie con bambini poveri hanno come condizionante il fatto che i bambini partecipino alle attivita’ scolastiche ed a controlli medici. questo, assieme agli investimenti in educazione, passati dall’1,8 % sul PIL al 6.8% (!), sta ricomponendo la breccia culturale tra classi svantaggiate e classi alte.

4) piuttosto logico che quando cresci in forma sostenuta per diversi anni, riconvertendoti da una politica di importazione ad una di produzione nazionale, si generi un’inflazione a due cifre. concordo sull’articolo della scarsa affidabilita’ degli organismi di statistica ufficiali … ma non mi pare molto diverso dalle risate che ci facevamo sull’ISTAT in periodi similari italiani

… senza voler a tutti i costi difendere un governo che ha mille pecche, mi pare che l’Argentina abbia un progetto, che viene portato avanti tra mille problemi storici ed attuali, che le cose funzionino anche perche’ tenute assieme con il fil di ferro … ma quanto meno un’idea di futuro c’e’, sicuramente perfettibile, ma c’e’. A differenza di un’Europa senza piu’ idee e visione che quando avra’ finito di tagliare, si sara’ accorta di essersi letteralmente tagliata anche gli organi produttivi …”

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Il vincolo esterno non è di per sé un concetto sbagliato. Siamo e dobbiamo essere interdipendenti e dobbiamo assumerci delle responsabilità, per migliorare tutti assieme. Il problema è che invece di essere impiegato per creare un circolo virtuoso che tenga conto dei modi e dei tempi più idonei per popoli che hanno stili di vita diversi e che non vanno omologati, è diventato un circolo vizioso in cui lo standard è quello neoliberista e tutti si devono adeguare, volenti o nolenti. Se ci si disfacesse di questo dogma, resterebbero valide le osservazioni di un critico (censurato, come tanti altri) di Bagnai:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/11/emilio-l-un-punto-di-vista-scomodo-su-eurozona-ed-economia-italiana/

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Sui separatismi non te la puoi cavare così ;op
è pressoché certo che la scissione in un’Europa di serie A ed una di serie B porterebbe al collasso di qualche stato nazionale, incluso il Belgio, se dovesse essere lasciato fuori dall’euronucleo assieme alla Francia, evento non improbabile, dato l’andamento dell’economia belga. Io sono contro la dicotomia “tutto proceda come sta procedendo” vs. “usciamo dall’eurozona”. Non puoi appiattirmi sul primo estremo per difendere il secondo. Uscire dall’eurozona avrebbe delle conseguenze geopolitiche immense e non si può far finta che tanto le cose vanno male comunque. Questa è proprio una delle ragioni per cui occorre restarci e combattere (lincolnianamente) per cambiarla.

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Ho già spiegato in molti post perché:

  1. per difendere il dollaro, ossia l’egemonia NATO nel mondo. Per lo stesso motivo entreremo in guerra con la Cina e la Russia;
  2. per portare avanti il progetto (razzista ed imperialista) dell’euronucleo (euro-marco):

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/27/lucio-caracciolo-leuropa-e-finita-considerazioni-di-immenso-buon-senso-sulleuropa-sullitalia-e-su-altro-ancora/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/20/bruno-luvera-tg1-rai-sulla-jugoslavizzazione-dellitalia-e-la-balcanizzazione-delleuropa/

Nei progetti delle oligarchie anglo-americane e di quelle europee continentali l’Unione Europea doveva essere serva della NATO (cf Brzezinski) e l’unione mitteleuropea fa parte di questo schema geopolitico (che Caracciolo e Luverà hanno denunciato qui sopra).

Naturalmente all’interno dello schema generale squali e squaletti portano avanti i propri rispettivi progetti, non sempre in linea con le linee guida – dubito ad esempio che la Germania non abbia un piano B se gli USA dovessero implodere in seguito all’ennesima crisi dei derivati e/o di una sconfitta bellica (la posizione sulla Libia farebbe intendere una volontà di dialogare con la Russia, come nelle intenzioni di Karl Haushofer) -, e quindi non esisterà mai una spiegazione generale perfettamente coerente.
Anche quella di Giorgio Gattei di UniBo ha le sue pecche.

Se ti ostini a non porti delle domande sulle motivazioni di chi sta muovendo i pezzi continuerai a vedere solo una parte della realtà e non sarai in grado di fare delle valutazioni realistiche di decisioni che avranno enormi ripercussioni per tutti noi. Peggio: farai il gioco di altri.

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CALIFORNIA: appunto e non vedo quale sia il problema nell’unificazione europea (anzi, euro-mediterranea) sul modello americano, se portata avanti con lo spirito di un F.D. Roosevelt o di un De Gaulle o di un Tsipras, ossia senza abolire gli stati e riservando loro una forte autonomia/sovranità. Lo sciopero generale europeo servirà ad infondere coraggio ai politici, intellettuali ed imprenditori di buona volontà.

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In precedenza la situazione non era mai stata così grave e le famiglie italiane non erano mai state così prossime al baratro. Perciò non si può dare per scontato che “anche stavolta ce la caveremo”.

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Il protezionismo lo fanno l’Argentina, lo fanno gli USA e lo facciamo noi nei confronti del Terzo Mondo (+ sussidi all’agribusiness che mettono fuori gioco i contadini africani). Figurati se Francia e Germania accetterebbero di lasciarci uscire dall’eurozona per poi distruggere le loro esportazioni, ossia l’unica possibilità che hanno di tirare avanti (nonché uno dei dogmi del neoliberismo che punta tutto sull’aumento delle esportazioni). Persino la Cina ci romperà i maroni, dato che rischia sommosse mastodontiche se solo la crescita scende sotto una certa soglia. Non solo, ci saranno guerre commerciali anche tra gli stessi PIIGS, in lotta per la sopravvivenza. Credere che le cose andranno diversamente è credere alle favole. La realtà non corrisponde ai nostri desideri.

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Senza capitali non ci può essere alcun rilancio dell’economia.

Messi, Kirchner, Rajoy – un magnifico rehén

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