La grande famiglia europea, nella più grande famiglia umana

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Pare dunque che la popolazione europea non stia sottovalutando le conseguenze della frantumazione dell’eurozona, come invece tendono a fare certi maître à penser

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/08/eletto-obama-ora-i-piigs-potrebbero-lasciare-leuro-i-pro-e-i-contro/

Bene così.

Le economie regionali di Cina e Stati Uniti sono molto più eterogenee di quelle europee

http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_U.S._states_by_income

http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-09-30/grande-migrazione-cinese-024726_PRN.shtml

eppure non pare che quei due paesi siano in procinto di disgregarsi. I loro governi e banche centrali provvedono a fare in modo che le asimmetrie siano controbilanciate a sufficienza da evitare il collasso delle due nazioni. Lo stesso accade in Russia, Canada, Australia e in tantissimi altri paesi.
Infatti possono fare tutto quel che serve per difendere la propria sovranità e la cittadinanza, se i governi sono al servizio dell’interesse generale. Come come quelle che dovrà fare l’Unione Europea e che un singolo stato europeo, invece, non potrebbe mai fare:
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/14/gli-economisti-francesi-contro-lausterita-unalternativa-in-12-punti/

L’intrinseca scorrettezza dell’impostazione eurouscitista più dura e pura sta nella falsa scelta secca che impone tra l’Europa merkeliana-francofortese e il ritorno alla lira o ad un’altra valuta post-euro, cancellando tutte le altre opzioni collocate tra questi due estremi.

La seguente analisi di un fautore dell’uscita dall’eurozona è molto più onesta ed apprezzabile, perché presenta almeno a grandi linee il progetto di Syriza, che prospetta un certo tipo di riforma dall’interno (ce ne sono altri), pur restando scettico sulla sua attuabilità (senza comunque spiegare perché non dovrebbe funzionare – se invece di perorare cause disfattiste si desse costruttivamente una chance a Syriza ed altri ora saremmo messi meglio) :

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11503

L’unione europea non è certo stata pensata da degli psicopatici ma da statisti che volevano sapientemente porre fine a violenze ed egoismi collettivi. Fin dall’inizio, però, certe forze si sono attivate per salire a bordo clandestinamente e poi prendere il controllo dell’imbarcazione. Ora fanno di tutto per buttare fuori bordo i passeggeri e tenersela per sé e ci sono dei passeggeri che addirittura si offrono volontari per darsi in pasto ai pesci e urlano agli altri di seguire il loro esempio, invece di restare a bordo e scacciare i pirati. Così chi ancora crede in questa imbarcazione si trova a dover combattere contro pirati e aspiranti suicidi, involontariamente coalizzati.
[N.B. Per la verità non è una coalizione propriamente involontaria: è evidente che i pirati hanno tutto l’interesse a farsi passare per onnipotenti e convincere i passeggeri a togliersi di mezzo spontaneamente].

*****

Chi si oppone all’unificazione europea in quanto tale, indipendentemente dal modo in cui sarà realizzata, ossia dando per scontato che il risultato non potrà che essere una tirannia, non ragiona in maniera troppo diversa da chi si opponeva all’unificazione italiana.
L’esito dipende dalla volontà dei cittadini europei: se vorranno che nasca una confederazione europea con una banca centrale al servizio dell’economia e non della finanza ed un governo europeo di nomina democratica incline a pratiche democratiche in un assetto complessivo in cui macroregioni, stati e cittadini europei (tramite l’europarlamento e la democrazia partecipata) abbiano più voce in capitolo, allora sarà quell’idea d’Europa a prevalere e non una tecnocrazia supina di fronte agli interessi delle multinazionali e delle banche. I movimenti di protesta pan-europei dell’anno scorso lasciano intravedere un futuro di cittadinanza europea attiva, partecipe e sovrana che fa ben sperare.
I poteri forti malevoli non sono onnipotenti e non sono gli unici in gioco.

 Al momento la Germania – affetta dalla sindrome della botte piena e della moglie ubriaca – è l’unico, serio ostacolo sulla strada dell’unificazione europea ed alla risoluzione della crisi:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/11/04/la-modesta-proposta-per-superare-la-crisi-delleuro-di-yanis-varoufakis/

Accade per via della faziosità dei media tedeschi e del governo, che disorientano la popolazione, la ingannano, la indottrinano:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/30/il-lavaggio-del-cervello-che-stanno-subendo-i-tedeschi-e-tutti-gli-altri/

E per la persistenza di ridicoli miti etnici al servizio del liberismo neofeudale che rendono l’ammaestramento più efficace:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/14/lumache-giapponesi-bradipi-tedeschi-ed-altri-miti-etnici/

Questa resistenza tedesca (una vera e propria guerra economica ai danni del resto d’Europa) non durerà ancora a lungo. La loro economia sta cedendo, com’era inevitabile, dato l’alto grado di interdipendenza mondiale:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/29/quando-i-tedeschi-capiranno-che-la-merkel-li-ha-truffati/

L’idea di un’Unione Europea non è nata come complotto neonazista per prendersi una rivincita dopo la sconfitta del Terzo Reich o come complotto della NATO per estendere la sua egemonia fino ai confini russi. Forze che operano in quelle due direzioni esistono, in Baviera ed al Pentagono,

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/27/lucio-caracciolo-leuropa-e-finita-considerazioni-di-immenso-buon-senso-sulleuropa-sullitalia-e-su-altro-ancora/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/20/bruno-luvera-tg1-rai-sulla-jugoslavizzazione-dellitalia-e-la-balcanizzazione-delleuropa/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/10/23/la-geopolitica-dei-miti-etnici-la-morte-delleurozona-e-lavvento-dellimpero/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/08/stati-uniti-deuropa-i-dubbi-dei-costituzionalisti-e-delle-persone-di-buon-senso/

ma sono anche le stesse forze che spingono per la balcanizzazione del nostro continente, dato che un’effettiva unione (rispettosa delle autonomie dei popoli), ridimensionerebbe la loro influenza:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/12/03/alto-adige-baviera-catalogna-veneto-parco-della-vittoria-viale-dei-giardini-il-vaso-di-pandora-dei-separatismi/

La confederazione europea sarà qualcosa di diverso dagli Stati Uniti d’Europa, sarà qualcosa di nuovo, di mai sperimentato prima, sul modello elvetico, ma con delle sensibili migliorie. Questo era il progetto iniziale (cf. Michael Sutton, “France and the Construction of Europe 1944-2007: The Geopolitical Imperative”) e lo tornerà ad essere. Non solo perché è nell’interesse di mezzo miliardo di europei e del mondo, ma perché le forze che sospingevano Jean Monnet & co. sono più che mai determinate a contrastare l’intolleranza, il fanatismo, l’avidità ed il vizio separatista-etnocentrico-isolazionista che affligge le menti ristrette.

Esistono europeisti e globalisti motivati da cupidigia, tracotanza ed egoismo che realmente progettano distopie sul modello di Singapore (o della Cina “comunista”), o di Nea So Copros

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/21/sonmi-451-e-thomas-sankara-quando-finzione-e-realta-riecheggiano/

da applicare su scala planetaria per poter massimizzare lo sfruttamento delle risorse umane (cf. amazon.de ed il nuovo schiavismo)

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/02/18/abolizionismo-2013-2014-un-aneddoto-personale-ed-un-fatto-di-cronaca/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/31/commesse-e-commessi-di-tuttitalia-unitevi/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/18/cloud-atlas-uno-studio-antropologico/

ma esistono anche europeisti e globalisti animati dalle migliore intenzioni: altruismo, condivisione, spirito comunitario, unificazione del genere umano in una famiglia o in un coro in cui ciascuno canti con la sua voce e non sia costretto ad uniformarsi ad un pensiero unico, ad un’unica direzione di “sviluppo”.

Questi ultimi lottano contro settarismi, nazionalismi, la sfrenata competizione e l’iniquità insite nel capitalismo sregolato.

I nomi sono noti: F.D. Roosevelt ed Eleanor Roosevelt, Charles de Gaulle, i fratelli Kennedy, Bruno Kreisky, Willy Brandt, Mario Cuomo, Olof Palme, Aldo Moro, Alcide Degasperi, Robert Schuman, Konrad Adenauer, Martin Luther King, Thomas Sankara, Aung San Suu Kyi, Arundhati Roy, Dominique de Villepin, Nelson Mandela, Benazir Bhutto, Dag Hammarskjöld, Jimmy Carter, Nikita Krusciov, papa Giovanni XXII, Federico Mayor, Irina Bokova, Roberto Assagioli, ecc.

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/09/quei-santuomini-dei-fratelli-kennedy/

http://fanuessays.blogspot.it/2011/11/arduo-da-vedere-illato-oscuro-e.html

E poi ci sono le nuove leve, come Alexis Tsipras o Beatriz Talegon, che un giorno, se faranno le scelte giuste, saranno forse celebrate come i giganti di cui sopra:

http://www.michelenardelli.it/commenti.php?id=2499

L’unità della famiglia umana, a partire dall’esperimento europeo, è l’unica maniera per stroncare l’ascesa prepotente degli oligopoli finanziari e della tirannia dei mercati e per scongiurare le violenze di massa di un 1848 globale, i cui esiti sarebbero imprevedibili.

http://fanuessays.blogspot.it/2011/11/e-successo-un-quarantotto-la.html

È il nostro destino, come è stato auspicato dallo stoicismo, dal cristianesimo delle origini, dal buddhismo, dal taoismo, dal sufismo, dall’umanesimo rinascimentale, dall’illuminismo, dallo spirito con cui sono state fondate le Nazioni Unite (che non dovevano certo diventare uno strumento di imperialismo), la Croce Rossa, l’UNESCO, ecc.

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/19/il-rinascimento-umano-la-ricetta-dellunesco-per-ridarci-dignita-e-un-futuro/

Ce lo ingiungono il buon senso e la buona volontà

Tutti per uno, uno per tutti: unità delle coscienze nella molteplicità delle forme, nella fratellanza compassionevole e quindi nella perequazione delle risorse (giacché le disparità che creano stenti e squallore sono la principale causa di conflitto e le risorse del pianeta non appartengono a qualcuno in particolare, essendo per definizione e per loro natura dei beni comuni).

Non certo un Mondo Nuovo huxleyano uniformato, livellato, meccanico, mentalmente intorpidito, psicopatico e materialista: la vita biologica e quella della mente amano la diversità e si estinguono nell’isolamento autarchico.

http://www.raetia.com/it/shop/item/1567-contro-i-miti-etnici.html

http://unesdoc.unesco.org/images/0019/001924/192499m.pdf#page=20

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Siamo dunque arrivati al punto cruciale.

L’unificazione dell’umanità (il “tutti per uno, uno per tutti” e l’”uniti nella diversità”) è un progetto malevolo?

Oppure il complottismo sul Nuovo Ordine Mondiale che osteggia l’unificazione dell’umanità fa comodo proprio a chi desidera una tirannia globale di carattere liberista neofeudale e, a questo scopo, sfrutta il classico divide et impera?

Questa è la radice del problema: chi crede che i potentati finanziari siano invincibili preferirà che le cose rimangano (pessime) come sono; chi invece crede che un’umanità unita avrebbe la forza di scrollarsi di dosso psicopatici & co. dovrebbe essere a favore dell’UE e di Nazioni Unite più forti e libere da influenze di nazioni e lobby finanziarie, per emanciparsi dalla NATO (e poi anche dell’egemonia cinese e di qualunque altra potenza) e dal giogo dei mercati.

Vedete voi, la scelta è vostra. Non mi disturba l’idea di essere liquidato come un “utile idiota” se vi interrogate sulla possibilità che possiate esserlo voi.

Questo libro (e mi auguro anche altri) sarà testimone della mia buona fede e del mio impegno. Saranno i posteri a giudicarmi.

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