Oggetto non identificato sui fondali del mar Baltico

Non funziona nulla, nulla di elettrico là fuori e il telefono satellitare ha smesso di funzionare quando eravamo sopra l’oggetto e poi ci siamo allontanati di circa 200 metri e si è rimesso a funzionare e quando siamo tornati sopra l’oggetto non funzionava il che è un po’ strano.

Stefan Hogeborn, subacqueo e fotografo sottomarino.

PREMESSA: non credo si tratti di un UFO/OVNI [anche perché non vola e quindi semmai sarebbe un UO o un ONI ;oDDDD]
Ma non sono neppure sicuro che si tratti di formazioni geologiche naturali. Già in passato si è minimizzata l’importanza di Yonaguni, oppure è stata ingigantita scioccamente ricollegandola al mito di Atlantide e screditando così il lavoro degli archeologi ed esploratori giapponesi. Spero che ufologi e minimizzatori di professione non rovinino tutto e consentano il finanziamento di future ricerche. La mia ipotesi è sempre la stessa: durante la glaciazione i livelli degli oceani erano molto più bassi ed è quindi verosimile che i nostri antenati abitassero laddove ora ci sono fondali marini. Un’altra glaciazione sarebbe dunque manna per l’archeologia subacquea (ma non per noi). Resta il problema delle anomalie elettromagnetiche. Il team si prepara a tornare, vedremo cosa scoprono.

STOCCOLMA – “Quando ci avviciniamo troppo, ad una distanza di meno di 200 metri, le nostre apparecchiature vanno completamente in tilt e si spengono”. Il team specializzato in ricerche subacquee che si è imbattuto, sul fondo dei mari ghiacciati della Svezia, nei resti di quello che viene rappresentato come un oggetto volante non identificato, ha raccontato la propria esperienza sui fondali del Mar Baltico.

Nel corso di rilievi oceanografici gli scienziati si sono imbattuti in qualcosa “mai visto prima”. Pensavano che si trattasse semplicemente di una strana formazione nelle rocce ma, dopo approfonditi esami l’oggetto “è apparso più come un enorme fungo che si sollevava di 13 metri dal fondo del mare, con i lati arrotondati e bordi irregolari”.

La scoperta risale a sei mesi fa quando la Ocean Team X, società che si occupa di scovare negli abiss navi affondate, è rimasta colpita da questo relitto particolare.

STOCCOLMA – C’è fermento nel mondo degli appassionati ufologi. Un team specializzato in ricerche subacquee si è imbattuto, sul fondo dei mari ghiacciati della Svezia, nei resti di quello che vienerappresentato come un oggetto volante non identificato. La squadra che sta operando sul fondo del mare si chiama Ocean Team X e si trova nel mar Baltico.

Nel corso di rilievi oceanografici gli scienziati si sono imbattuti in qualcosa mai visto prima. Pensavano che si trattasse semplicemente di una strana formazione nelle rocce ma, dopo approfonditi esami l’oggetto è apparso più come un enorme fungo che si sollevava di 13 metri dal fondo del mare, con i lati arrotondati e bordi irregolari. L’oggetto ritrovato ha un foro a forma di uovo conduce all’interno dall’alto. In cima all’oggetto gli scienziati hanno trovato anche strane formazioni che sembrano piccoli camini e sono annerite da fuliggine o qualcosa di simile.

Lo scienziato. «Durante i miei 20 anni di carriera subacquea, quasi 6000 immersioni, non ho mai visto nulla di simile. Normalmente le pietre non bruciano. Non riesco a spiegare quello che abbiamo visto, bisogna approfondire ancora», ha detto Stefan Hogeborn, uno dei subacquei di Ocean Team X che ha diffuso un comunicato ufficiale sul ritrovamento.

http://www.ilmessaggero.it/tecnologia/scienza/c_il_relitto_di_un_ufo_nel_mar_baltico_annuncio_shock_video_/notizie/203056.shtml

Prime luci sulla misteriosa struttura del Mar Baltico

L’oggetto misterioso del Mar Baltico. Clicca sull’immagine per ingrandirla.

Dopo le prime immersioni dell’Ocean X, la società svedese-norvegese sorta per capire cos’è lo strano oggetto che si trova nel cuore del Mar Baltico, risulta che esso è sì “misterioso”, ma certamente non si tratta di una nave aliena affondata in mare come in un primo tempo si era lasciato intendere.
Per capire di cosa stiamo parlando dobbiamo tornare indietro di circa sei mesi quando la società in questione, che si è specializzata nella ricerca di navi affondate nel passato, aveva scoperto nel cuore del Mar Baltico un corpo adagiato sul fondo del mare che dalle risposte del sonar sembrava essere un oggetto artificiale (vedi foto sopra), o almeno così dicevano i responsabili del team.

Fungo gigante
Dopo una notevole campagna pubblicitaria che ha fatto parlare di loro in tutto il mondo, la Ocean X ha deciso di analizzare l’oggetto da vicino, facendo immergere alcuni sommozzatori proprio sul luogo dove si trova la misteriosa formazione. E in questi ultimi giorni si hanno i primi risultati.

Il corpo principale dell'”oggetto” a forma di fungo illuminato dai sommozzatori. Clicca sull’immagine per ingrandirla.

Stando ai report si tratterebbe di un oggetto circolare che, nonostante l’esperienza dei sommozzatori, non è mai stato osservato in altre parti del mondo. “Inizialmente sembrava un corpo roccioso, ma ad un’attenta osservazione appare come un gigantesco fungo (vedi foto a sinistra) con un diametro di circa 60 metri che si eleva dal fondo del mare per 3-4 metri e come un fungo possiede dei bordi arrotondati”, dicono dall’Ocean X.

Secondo gli esploratori l’oggetto avrebbe un foro dalla forma simile ad un uovo sulla parte sommitale, come fosse un’apertura. E sempre sulla parte alta dell’oggetto vi sarebbero delle strane conformazioni di rocce come fossero dei piccoli focolai (vedi foto in basso). E il tutto sembra ricoperto da una specie di fuliggine.

Piccole rocce disposte a formare strutture simili a focolai.Clicca sull’immagine per ingrandirla.

Spiega Stefan Hogeborn, uno dei sommozzatori del gruppo di ricercatori: “Nei miei 20 anni di rilievi sottomarini, che contano più di 6.000 immersioni, non ho mai visto nulla di simile.

Non sono in grado di affermare cosa abbia visto là sotto. Mi sono immerso per tentare di dare una risposta a ciò che avevamo visto dalla superficie, ma sono risalito con più domande che risposte”.

I sommozzatori asseriscono poi, che dietro l’oggetto vi è una specie di pista (vedi foto sotto) al cui termine sta l’oggetto in questione. Sottolinea poi Peter Lindber, uno dei fondatori di Ocean X Team: “Dapprima ho pensato di essere di fronte ad un rilievo naturale, ma ora sono convinto che sia qualcos’altro. Inoltre non ho mai sentito parlare di attività vulcanica sul fondo del Mar Baltico e dunque il tutto si fa ancora più strano. E se proprio fosse una cosa naturale, certamente è la più strana che abbia mai visto”. Dal fondo sono stati riportati in superficie dei campioni di materiale che al momento sono oggetto di analisi.

Una scia sembra dipartirsi dall’oggetto e allungarsi per diverse decine di metri. Clicca sull’immagine per ingrandirla.

Scetticismo
Fin qui, quanto arriva dal Mar Baltico, ma è giusto anche prendere queste notizie con le dovute pinze.
Sui fondi dei mari ci sono conformazioni rocciose che sulla terraferma non si sono mai formate proprio perché i “mondi” sono diversi.
Quindi poiché i sommozzatori di Ocean X non sono geologi, è ovvio che una formazioni geologica rara e particolare potrebbe sembrare a loro qualcosa di assolutamente anomalo. La scia che essi vedono potrebbe essere il risultato del rotolamento o del trascinamento di un gigantesco masso caduto sul fondo del mare dalla scarpata continentale.

Non va dimenticato infatti, che durante una delle ultime glaciazioni il Mar Baltico era completamente ricoperto da ghiacci spessi migliaia di metri in grado di trasportare corpi rocciosi di enormi dimensioni. Tuttavia è sempre buona cosa lasciare aperte delle porte ad altre interpretazioni fino al giorno in cui non si avrà la risposta certa.

La verità sulla nostra conquista di Caprica

Dedicato a tutti gli amanti di CapricaBSG, V-Visitors e V e a chi contrasta l’imperialismo umanitario in ogni sua forma.

“Non fare al tuo vicino quello che ti offenderebbe se fatto da lui” (Pittaco);

“Evita di fare quello che rimprovereresti agli altri di fare” (Talete);

“Quello che vorresti i tuoi vicini facessero a te, ciò sia anche per loro” (Sesto Pitagorico);

“Non fare agli altri ciò che ti riempirebbe di ira se fatto a te dagli altri” (Isocrate);

“Ciò che tu eviteresti di sopportare per te, cerca di non imporlo agli altri” (Epitteto);

“Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (Mt 7,12; Lc 6,31);

“Quel che non desideri per te, non farlo neppure ad altri uomini” (Confucio, Dialoghi);

“Non fare ad altri ciò che non vuoi che essi facciano a te” (rabbi Hillel, Sabbat);

“Nessuno di voi è un credente, fintanto che non desidera per il proprio fratello quel che desidera per sé” (al-Nawawi, Hadith);

“L’uomo dovrebbe comportarsi con indifferenza verso le cose mondane e trattare tutte le creature del mondo così come vorrebbe essere trattato” (gianismo, Sutrakritanga);

“Una condizione, che non è gradita o piacevole per me, non lo deve essere nemmeno per lui; e una condizione che non è gradita o piacevole per me, come posso imporla ad un altro?” (buddismo, Sanyutta Nikaya);

“Non bisognerebbe comportarsi verso altri in un modo che non è gradito a se stessi: questa è l’essenza della morale” (induismo, Mahabharata).

La popolazione terrestre non sa la verità su come abbiamo conquistato Caprica, ed è tempo che lo scopra.

Abbiamo sempre creduto che ciò che facevamo era il meglio per noi e per loro, che stavamo facendo un favore ai Capricani, che la nostra conquista non era distruttiva, ma soft, l’unica opzione giusta, logica, necessaria. Per questo ci siamo convinti che la loro sottomissione sia stata volontaria ed entusiasta.

Ma li abbiamo ingannati, manipolando la loro percezione della realtà, spacciando per canali diplomatici e donazioni tecnologiche (come segni della nostra buona volontà) delle strategie di disorientamento, distrazione, inganno e progressiva occupazione. Abbiamo insegnato loro che il loro vittimismo era una prospettiva sbagliata e che non eravamo oppressori ma fratelli e che la nostra missione doveva essere onorata, non contrastata. Volevamo sorrisi, non lacrime e alla fine ce l’abbiamo fatta. Abbiamo offerto loro conoscenza tecnica, ma non avevamo saggezza da condividere e forse abbiamo sradicato quella che ci avrebbero potuto donare loro. Se non lo abbiamo capito è perché siamo troppo antropocentrici, troppo sicuri di noi, sicuri della giustezza della nostra causa, della validità della logica dell’utile. In realtà siamo dei conquistadores, per nulla migliori di quelli che spazzarono via le civiltà indigene delle Americhe circa 700 anni fa.

Dovete capire come abbiamo agito e riflettere, perché siamo affetti da una sindrome a ripetere gli stessi errori, scambiandoli per virtù.

Abbiamo incoraggiato la soppressione del loro discernimento critico ed abbiamo detto loro che non potevano malgiudicarci, vista la condizione miserevole della loro civiltà. Il loro era ipocrita moralismo, puntare il dito contro dei soccorritori era poco saggio. Abbiamo spiegato che la loro percezione di noi era sviata da pregiudizi e preconcetti, come quella di un animale ferito che si ritrae di fronte al veterinario che lo vuole curare: “Siamo venuti ad istruirvi su ciò che è meglio per voi, sono le vostre paure irrazionali a confondervi!”. Li abbiamo convinti che erano più primitivi di quel che erano realmente e che noi avevamo completato il loro percorso da molto tempo, conoscevamo le loro difficoltà avendone fatta esperienza diretta e proprio per questo eravamo i più indicati ad assisterli nella loro evoluzione.

“Non c’è giusto o sbagliato, bene e male: quelle sono etichette apposte da mentalità arretrate. Facciamo tutti parte della grande famiglia delle specie viventi dell’universo, non possono esistere invasori ed invasi. Siamo come voi, non solo anatomicamente. Siamo come dei fratelli maggiori. Se ci temete è solo perché temete quella parte di voi che vi manca; è solo un senso di inadeguatezza a cui possiamo porre rimedio”. Così siamo riusciti a farci delegare le loro coscienze ed abbiamo deciso per loro cosa era “meglio” per loro, ossia per noi. Li abbiamo persuasi che quanto maggiore fosse stata la libertà d’azione che ci concedevano, tanto minori sarebbero stati i patimenti causati ad una resistenza futile e controproducente e tanto maggiore sarebbe stata la gioia, il godimento della scoperta, delle sperimentazione di un mondo nuovo, una Nuova Caprica (cf. Terra Nova).

Naturalmente non tutti i terrestri hanno osservato il protocollo, ma abbiamo sfruttato quei pochi devianti per dimostrare che si trattava di una piccolissima minoranza e che anche loro un giorno avrebbero potuto tollerare benevolmente uno sparuto gruppo di intrattabili.

Quanto ai rapimenti, alla sorveglianza, alle missioni di perlustrazione, a certi “incidenti” abbiamo rassicurato i Capricani: dovevamo capire con chi avevamo a che fare per poter massimizzare la qualità del nostro intervento. Siamo stati riluttanti a contattarli apertamente dal momento che ci sono apparsi subito come una razza inutilmente violenta, aggressiva, autodistruttiva. Inoltre certi imprevisti sono sempre in agguato, nessuno è perfetto e non c’è ragione di sentirsi meno sicuri solo per qualche spiacevole evento episodico.

Il tocco di classe è stato ammonirli che se avessero rifiutato il nostro aiuto rischiavano prima o poi di essere colonizzati da civiltà spietate interessate unicamente alle risorse di Caprica. Noi li avremo difesi, eravamo la migliore garanzia per la loro sopravvivenza. E questo valeva anche per i loro problemi interni. I Capricani, come noi Terrestri di qualche generazione fa, erano afflitti da carestie, miseria, alti costi dell’energia, epidemie, devastanti impatti del cambiamento climatico, guerre, insurrezioni, ecc. Abbiamo spiegato loro che il nostro know-how poteva risolvere ogni loro problema e che senza le nostre competenze e i nostri miracoli tecnologici e scientifici non sarebbero riusciti a sopravvivere. Abbiamo promesso loro l’attuazione di un vasto programma eugenetico che avrebbe drasticamente migliorato i loro corpi e le loro menti, abolendo certe emozioni ed atteggiamenti problematici. Nuova Caprica sarebbe stata un mondo di amore, pace e prosperità. Non serve dire che l’obiettivo di ogni tirannia è proprio quello di imporre la pace e l’ordine attraverso l’annientamento di ogni opposizione e di indipendenza di pensiero. In uno stato totalitario ideali come la pace, la fratellanza, la generosità e l’unità sono incoraggiati a condizione che possano servire i fini di chi detiene il potere. Ci siamo comportati come tiranni perché lo siamo, anche se ci piace credere che le cose stiano diversamente.

Ci serviva un capro espiatorio per poter completare l’opera e la scelta è stata ovvia. La classe dirigente del pianeta Caprica era semplicemente impresentabile, dedita a trame e complotti unicamente finalizzati all’espansione del loro potere e ricchezza. I Capricani erano già in rivolta e noi abbiamo corrotto alcuni di loro per usarli e poi disfarcene. Erano così accecati dal loro narcisismo da credere che non sarebbero mai stati tra gli scarti. Abbiamo spiegato ai Capricani che i loro capi erano responsabili della coltre di disinformazione e censura intorno alla nostra esistenza e presenza, che rappresentavano una casta che non voleva consegnare l’autorità al popolo sovrano e che il loro voto diretto avrebbe autorizzato un nostro intervento salvifico. In realtà avevamo già fornito a certi potentati le tecnologie necessarie a controllare i dissidenti anti-terrestri.

Il bene dei Capricani non è mai stato in cima alla scala delle nostre priorità. Abbiamo usato le loro religioni per farci obbedire, per farci passare come angeli, come dèi e portare a termine il nostro programma di pacificazione ed uniformazione. Molti Capricani erano così sfiduciati ed afflitti da scarsissima autostima e ancor minore stima nei confronti della loro specie e civiltà, che tutto è filato liscio come l’olio. Ci hanno visti come liberatori e salvatori, l’unica speranza per un mondo migliore, in cui l’egoismo e la psicopatia dell’élite non avrebbero più costituito una minaccia. Così i Capricani più disperati sono diventati i nostri migliori alleati, dei fanatici pronti a sopprimere ogni voce dissenziente, per quanto ragionevole, accusandola di sabotaggio, alto tradimento, terrorismo, ecc.

È questo che abbiamo fatto a Caprica.

So che molti di voi approveranno il nostro operato, ma non nutro alcun dubbio che ciascuno raccoglierà ciò che ha seminato: non sono questi i semi che voglio veder germogliare.

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/17/teologi-in-favore-della-violazione-della-prima-direttiva-di-star-trek/
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/03/05/nessuno-ha-il-diritto-di-comportarsi-come-se-fosse-dio/

Zombie Apocalypse (ma che diavolo succede?)

NEW YORK – Un uomo e’ stato ucciso dalla polizia mentre tutto nudo in strada era intento a strappare a morsi la faccia di un altro uomo. La scena sembra presa per intero da uno dei libri di Thomas Harris sull’assassino seriale e cannibale Hannibal Lecter, ma qui di finzione non ce n’è: e’ successo davvero, in una zona di Miami Beach, in Florida, proprio mentre la citta’ veniva presa d’assalto da una marea di visitatori per il festival dell’Hip Hop.

L’orrore e’ iniziato sabato pomeriggio quando, secondo fonti della polizia, un road ranger ha avvistato un uomo senza nulla indosso che stava addentando il volto di un malcapitato. La guardia gli ha intimato di farsi indietro, mentre nel frattempo una donna che aveva assistito alla scena aveva a sua volta allertato la polizia; che giunta sul posto ha anch’essa chiesto al ‘cannibale’ di farsi indietro. A quel punto, dopo inutili tentativi di far desistere l’uomo, un agente ha aperto il fuoco, ma cio’ nonostante l’assaltatore ha continuato imperterrito ad addentare la sua vittima. Sono stati necessari diversi colpi d’arma da fuoco per fermarlo.

L’intera scena si e’ consumata sotto la sede del quotidiano ‘Miami Herald’. La vittima e’ stata immediatamente trasportata in ospedale e ora versa in condizioni critiche. La sua identita’ non e’ stata resa nota. Secondo gli inquirenti l’uomo potrebbe essere un barbone che si trovava disteso lungo la strada quando il folle gli e’ balzato addosso. L’ipotesi piu’ probabile per spiegare un simile comportamento, scrive il Miami Herald citando fonti di polizia, e’ che il novello Hannibal Lecter soffrisse di ‘psicosi da cocaina’, una follia indotta dalla droga che ‘brucia’ il corpo dall’interno e spesso porta le vittime a spogliarsi nel tentativo di raffreddarsi.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/05/28/Usa-cannibale-addenta-faccia-un-uomo_6944861.html

Dodici casi di cannibalismo in pochi giorni e il tam tam sul web hanno fatto scattare l’incubo pandemia. Tanto che le autorità statunitensi sono state costrette a smentire: “nessuna epidemia da morti viventi”
Vittorio Zucconi, “Allarme zombie: l’ultima psicosi dell’America in crisi di fiducia”, la Repubblica, 5 giugno 2012
Noto che Zucconi, giornalista di discutibile qualità, si guarda bene dal cercare delle spiegazioni per questo fenomeno (12 casi in pochi giorni non sono una bagatella ed un conto è un’epidemia di suicidi, un altro conto è l’emulazione antropofagica), mentre è più che ansioso di prendersela con i “deboli di mente”, come li chiama lui, che sono rimasti scioccati dalla terribile sequenza e non sanno che pesci pigliare.  Vuole forse rassicurare se stesso?

Fumetto commissionato nel 2011 da:

Centers for Disease Control and Prevention
1600 Clifton Rd
Atlanta, GA 30333

Lo potete leggere qui:
http://www.cdc.gov/phpr/zombies/#/page/1

*****
link inattivi perché non voglio associare il blog a queste mostruosità:

un altro identico caso in Louisiana:
http://www.opposingviews.com/i/health/addiction/new-zombie-attack-louisiana-man-carl-jacquneaux-bites-chunk-victims-face

barbona cerca di mangiare un braccio ad un bimbo:
http://www.theblaze.com/stories/police-homeless-woman-snatches-baby-from-stroller-tries-to-eat-its-arm/

studente di ingegneria uccide e divora il suo compagno di stanza (Maryland)
http://www.net1news.org/usa-studente-confessa-ho-mangiato-mio-compagno-di-stanza.html

Questo invece ha morso via le labbra di un gatto (Florida)
http://www.clickorlando.com/news/Deputies-Man-bit-lips-off-kitten/-/1637132/14277994/-/43jv97z/-/index.html

Questo fa la stessa cosa alla moglie e se le mangia (Svezia)
http://www.thelocal.se/41150/20120530/

Donna attaccata nella notte da 6 sconosciute, morsa (Maryland)
http://www.baltimoresun.com/news/maryland/bs-md-ar-stabbing-annapolis-20120525,0,3777053.story

“artista giapponese” serve i suoi propri genitali per una cena da 100mila yen
http://www.tgcom24.mediaset.it/magazine/articoli/1047215/tokyo-lo-chef-consiglia-i-suoi-genitali.shtml

Si è accoltellato all’addome e alle gambe, lanciando poi parti di intestino contro i poliziotti. Wayne Carter, 43 anni di Hackensack, nel New Jersey
http://mobile.ilsole24ore.com/sole24orem/post/959?url=45d73060c6545675ec04cd881b23784b

RIEPILOGO
4-17-2012 – Man tried to bite another man, was stun gunned

5-02-2012 – Man bites girlfriends lips off

5-03-2012 – Man bites off another mans ear in bar fight

5-06-2012 – Man kills wife, eats her forearm and dies

5-18-2012 – Woman bites mans ear, stabs him with seashell

5-21-2012 – Police: Man bites woman’s cheek in Westchester

5-23-2012 – Man bites off tip of cousin’s nose

5-24-2012 – Mao Sugiyama Cooks, Serves Own Genitals At Banquet In Tokyo

5-25-2012 – Woman attacked, cut, bitten by six women in Annapolis

5-26-2012 – Naked Man Eating Victim’s Face Shot And Killed By Police

5-26-2012 – Mexico Mother Accused of Gouging 5-Year-Old Son’s Eyes Out to ‘Save the World’

5-27-2012 – Crazed Florida doctor facing charges for spitting blood on troopers during DUI arrest

5-29-2012 – Police: Hackensack man stabbed himself and threw intestines at officers

5-30-2012 – Swedish doctor cut wife’s lips off and ate them

5-30-2012 – Chinese cannibal arrested for 20+ murders

5-31-2012 – Manhunt in Canada for man who dismembered/cannibalized/committed sex acts on another man

5-31-2012 – Maryland man charged with killing, eating man’s brain, heart

6-03-2012 – Mother beheaded infant son and ate part of his brain

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un blogger propone quella che potrebbe essere una possibile spiegazione:
http://patriziodevero.com/2012/05/20/scopolamina-la-droga-del-controllo-mentale3559/

In alternativa, la crisi, i cambiamenti, lo stress, la paura stanno producendo una pressione tale da sfasciare, letteralmente, la psiche di certe persone.

Oppure ancora: “In questo classico romanzo del “dopo la catastrofe”, Pohl affronta il tema degli indemoniati: uomini che, spinti da una volontà a loro estranea, commettono atti criminali senza averne l’intenzione. Nel mondo in cui vive Chandler, protagonista di questo romanzo, sono penetrati i demoni, i “pitoni” che inducono le persone più comuni a compiere violenze non volute. Chandler, spinto da un impulso irresistibile, è stato autore di una di queste violenze, e ora vaga per il mondo, scacciato. Il suo unico desiderio è quello di scoprire chi l’abbia indotto alla violenza, e con che mezzo. Le sue ricerche lo condurranno alle Hawaii, e laggiù egli apprenderà il segreto dei veri padroni del genere umano. Un romanzo forte e indimenticabile, che alla fine lascia nel lettore una profonda inquietudine, poiché la narrazione di Pohl conferma come il potere corrompa, e il potere assoluto corrompa in modo assoluto”.
http://www.fantascienza.com/catalogo/opere/NILF1065425/la-spiaggia-dei-pitoni/

[Quando era un adolescente, Pohl frequentò la prestigiosa Brooklyn High School of Science, dove conobbe il collega scrittore Isaac Asimov, con il quale formò un’amicizia che durò tutta la vita].
http://it.wikipedia.org/wiki/Frederik_Pohl

Teologi in favore della violazione della prima direttiva di Star Trek

 

 

Timeo Danaos et dona ferentes

Eneide (Libro II, 49)

La prima direttiva di Star Trek:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/03/05/nessuno-ha-il-diritto-di-comportarsi-come-se-fosse-dio/

 

«Gli alieni? Sono nostri fratelli»

Intervista con il gesuita americano Guy Consolmagno, teologo e astrofisico di fama mondiale, ricercatore scientifico alla “Specola Vaticana”
23/11/2011

http://www.aostaoggi.it/2011/novembre/23novembre/news24737.htm

“La prospettiva che nelle spazio ci siano altre forme di vita intelligenti, diventa sempre più una possibile fantastica realtà. In tutto il mondo fervono ricerche scientifiche sull’argomento. I maggiori studiosi della materia, pur ammettendo che ancora non si hanno prove significative, affermano che sono sempre più numerosi gli indizi favorevoli a una simile ipotesi. E anche la Chiesa, che nel corso dei secoli è sempre stata molto prudente sull’argomento, recentemente, attraverso studiosi cattolici di altissimo rilievo, ha espresso opinioni di grande apertura e addirittura di entusiasmo. «L’idea che nello spazio ci siano altre forme di vita intelligente non è assolutamente in contrasto con pensiero tradizionale cristiano», dice il professor Guy Consolmagno, religioso gesuita, teologo e astrofisico di fama mondiale. «Per noi credenti, lo studio dell’universo è una meravigliosa avventura che ci riempie di stupore di fronte a ciò che Dio ha creato. Non possiamo pensare che Dio sia così limitato da aver creato esseri intelligenti solo sulla Terra. L’universo potrebbe benissimo contenere altri mondi con esseri creati dal suo stesso amore».

Guy Consolmagno fa parte dell’équipe degli scienziati della Specola Vaticana, uno degli osservatori astronomici più antichi del mondo. Voluta da Papa Gregorio XIII nella seconda metà del secolo XVI, la Specola Vaticana, che ora si trova a Castelgandolfo, ha continuato, lungo il corso dei secoli, a dare il proprio contributo alla ricerca astronomica, con scienziati di primissimo piano. Nel 1981, fu arricchita da un secondo centro di ricerca, il “Vatican Observatory Research Group” (VORG), a Tucson, in Arizona, sul Monte Graham, a circa 3000 mila metri, dove è in funzione un telescopio con specchio da quasi due metri di diametro, che costituisce il prototipo delle ottiche astronomiche di nuova tecnologia.

Dal 1978 al 2006, la Specola Vaticana è stata diretta dal gesuita padre George Coyne, americano di Baltimora, classe 1933, quattro lauree, docente universitario. Ora è diretta dal gesuita argentino padre José Luis Funes, 48 anni, allievo di padre Coyne, una laurea in teologa e una in astrofisica, molto noto nella comunità scientifica per avere compiuto, quando era ancora giovanissimo, straordinarie ricerche su un certo tipo di galassie. Guy Consolmagno è un ricercatore di punta del gruppo degli scienziati della Specola Vaticana. Nato a Detroit nel 1952, ha un curriculum scientifico eccezionale. Laureatosi giovanissimo al famoso MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston, una delle più importanti università di ricerca del mondo, ha conseguito poi titoli in varie altre università, diventando uno dei massimi esperti della complessa e vasta “scienza planetaria”, che comprende numerose specializzazioni. Inoltre, lo studio dell’Universo è stato per Consolmagno fonte di grande arricchimento spirituale al punto che, nel 1989, a 37 anni, ha deciso di abbandonare una brillantissima carriera scientifica mondana per diventare religioso gesuita. Ma anche da religioso ha continuato le sue ricerche. Ed è autore di numerosi libri di grande successo, ed è il più autorevole studioso al mondo dei significati scientifici dei meteoriti in rapporto alla vita nello spazio. Lo abbiamo incontrato nella sede della Specola Vaticana, a Castelgandolfo. Ci ha fatto da guida nei laboratori di ricerca, nella biblioteca dove sono conservati oltre 22 mila volumi tra cui seconde edizioni originali di Copernico, Keplero e Newton, e, con estrema gentilezza e disponibilità, ha risposto alle nostre domande.

La Specola Vaticana è un osservatorio astronomico tra i più prestigiosi: la Chiesa è dunque molto interessata allo studio delle stelle?

«Lo è da sempre. Basti pensare che l’astronomia era una delle quattro materie che formavano il “Quadrivium”, cioè il percorso di formazione nelle università medievali, fondate proprio dalla Chiesa. Secondo gli insegnamenti della nostra Fede, noi sappiamo che Dio ha creato l’universo per amore e che ama la sua creazione al punto da aver mandato il suo Figlio Unigenito a diventarne parte. Sant’Atanasio, nel IV secolo, ha detto che l’Incarnazione di Gesù ha reso “sacro” l’universo intero. Quindi, studiarlo è come pregare. Ed è anche un ottimo modo per conoscere meglio Dio, per comprendere, se così si può dire, il suo “stile”».

Nello studio delle stelle è contemplata anche l’ipotesi della possibile esistenza di altre vite intelligenti in mondi a noi sconosciuti. La Chiesa cosa ne pensa?
«La Chiesa, in questo campo, si affida alla scienza, alle ricerche scientifiche, ma è anche molto impegnata in queste ricerche. Nel novembre 2009, attraverso la Pontificia Accademia delle Scienze e in collaborazione con la Specola Vaticana, la Chiesa ha realizzato in Vaticano una iniziativa scientifica che nessuno si aspettava: un Convegno internazionale di astronomi, biologi, geologi e religiosi, che hanno discusso una serie di temi riguardanti l’esistenza di possibili civiltà intelligenti di origine extraterrestre. Erano scienziati provenienti da tutto il mondo, appartenenti a diverse religioni e alcuni anche atei. Studiosi interessati all’argomento che hanno voluto confrontarsi tra di loro e soprattutto con il pensiero della Chiesa. Il cardinale Giovanni Lajolo, portando il saluto del Papa ai convegnisti, ha detto tra l’altro: “Nella ricerca nessuna verità può farci temere perché le scienze, proprio mentre aprono l’uomo a nuova conoscenza, contribuiscono a realizzare l’uomo come uomo”, indicando quale sia la linea di condotta della Chiesa anche su questo tema, e cioè “apertura assoluta alla verità” ».

E a quali conclusioni siete giunti?

«Noi, oggi, sappiamo che l’universo è costituito da miliardi di galassie, ognuna delle quali ha miliardi di stelle, con miliardi di satelliti. È possibile, quindi, che esistano nell’universo numerosissimi pianeti simili alla Terra, dove sia possibile la vita. Un giorno, padre Coyne in un’intervista disse: “L’universo è tanto grande che sarebbe una follia dire che noi siamo un’eccezione”».

Lei è uno dei più accreditati esperti dello studio dei meteoriti, cioè “pezzetti” di corpi celesti che cadono sulla terra. Dallo studio di questi “reperti” è possibile avere indizi riguardanti la vita nello spazio?

[…].
La Chiesa ci insegna che l’uomo è figlio di Dio. Se gli alieni esistessero davvero, dovremmo considerali nostri fratelli?

«Siamo tutti creature di Dio. Qualsiasi essere in grado di “consapevolezza” di sé e dell’esistenza degli altri, e che è libero di scegliere di amare gli altri o di rifiutarli, secondo san Tommaso d’Aquino avrebbe i tratti dell’animo umano, cioè fatto “a immagine e somiglianza di Dio”. Quindi, se gli extraterrestri avessero queste caratteristiche di “intelligenza” e di “libero arbitrio”, non solo sarebbero nostri fratelli ma condividerebbero con noi la stessa “immagine e somiglianza”».

Secondo gli insegnamenti della Fede Cristiana, Adamo, capo dell’umanità, ad un certo momento ha rotto i rapporti di amicizia con Dio ed è stato cacciato dal Paradiso terrestre, trasmettendo ai suoi discendenti le conseguenze di quel suo peccato. Poi venne Gesù, il Figlio di Dio, che si è incarnato e con la sua passione e morte in croce ha riscattato l’umanità riconciliandola di nuovo con Dio. In che modo i possibili extraterrestri potrebbero entrare nell’opera redentrice di Cristo?

«Per ora non sappiamo niente riguardo la natura e la storia dei possibili abitatori di mondi sconosciuti nello spazio. Una cosa è certa: il centro della fede è che Gesù è il Figlio di Dio, fatto uomo, e che per mezzo di lui e in vista di lui tutto è stato creato. Quindi, ogni realtà creata, ogni realtà intelligente e libera che si trovi nell’universo ha sempre un riferimento fondamentale e radicale con la creazione da parte di Dio e con l’evento di salvezza che si realizza in Cristo».

Sono moltissimi i teologi che si aspettano un contatto con “cristiani” extraterrestri ed organizzano conferenze sul tema:

http://www.corriere.it/cronache/08_maggio_14/extraterrestri_accattoli_50d193da-2179-11dd-b258-00144f486ba6.shtml

http://archiviostorico.corriere.it/1997/luglio/08/teologi_accordo_Gli_alieni_potrebbero_co_0_9707083954.shtml

http://www.iltempo.it/2011/05/22/1259406-vaticano_piacciono_extraterrestri.shtml?refresh_ce

http://www.giornalettismo.com/archives/101280/vaticano-cerca-fratelli-extraterrestri/

http://www.huffingtonpost.com/2011/10/10/theologian-says-religious_n_998508.html

http://www.space.com/10670-extraterrestrial-life-religious-beliefs.html

convinti che Gesù non si possa essere manifestato solo sulla Terra, essendo universale:

http://www.ibtimes.com/articles/104581/20110125/et-extraterrestrial-life-intelligence-religion-society-royal-society-jesus-incarnation.htm

Oltre a Consolmagno e Funes:

http://www.wired.com/science/space/news/2008/06/alien_religion?currentPage=all

un altro teologo che esplora queste ipotesi è Steven J. Dick, che si definisce “cosmo-teologo”. Dick sostiene che, evolutivamente parlando, poiché l’universo è antico e l’umanità è giovane, quest’ultima deve accettare l’idea che si trova con ogni probabilità vicina al fondo o, nella migliore delle ipotesi, a mezza strada della grande catena di esseri intelligenti dell’universo. È un panteista e crede in un dio naturale, ossia materiale, non trascendente. Per lui tutto ciò che esiste è la materia e l’insieme della materia è Dio e questo è il modo in cui scienza e religione si conciliano.

Dick suggerisce che un’intelligenza extraterrestre avanzata potrebbe possedere molte di quelle stesse caratteristiche ora attribuite al Dio soprannaturale delle tradizioni giudaico-cristiana ed islamica e potrebbe persinointervenire nella storia umana”.

Teoria del Complotto

“Vi dico che l’uomo e il cane sono in combutta!”
“Cristo santo, Trevor, tu e i tuoi complottismi!”

http://fanuessays.blogspot.com/2012/01/ferruccio-pinotti-sui-poteri-occulti.html

http://www.informarexresistere.fr/2011/11/23/complottisti-ed-anticomplottisti-sono-una-piaga-sociale/#axzz1xm7oxFYA

Nessuno ha il diritto di comportarsi come se fosse Dio

Un giorno la mia gente elaborerà una sorta di dottrina morale che stabilirà tutto quello che possiamo o non possiamo fare. Quello che è giusto e quello che è sbagliato. Ma fino ad allora, fino a quando non esisteranno queste direttive, dovrò ricordare a me stesso che non ho nessun diritto di comportarmi come se fossi Dio.
Jonathan Archer

http://it.wikipedia.org/wiki/Jonathan_Archer

Direttive della Flotta Stellare

http://it.wikipedia.org/wiki/Federazione_dei_Pianeti_Uniti
http://it.wikipedia.org/wiki/Star_Trek

Ordine Generale 1: La prima direttiva
Il diritto di ogni razza senziente di vivere in accordo con la sua normale evoluzione culturale è considerato sacro. Il personale della Flotta Stellare non deve assolutamente interferire con il normale svolgimento della vita e della cultura aliena. Con interferenza si intende qualunque introduzione di conoscenza o tecnologia superiore in un mondo la cui società non è pronta a riceverle. Il personale della Flotta Stellare non può violare questa Prima Direttiva, se non per salvaguardare le proprie vite o la propria nave, o nel caso in cui stia cercando di porre rimedio ad una precedente violazione o contaminazione della cultura in oggetto. Questa direttiva ha precedenza su tutte le altre considerazioni e deve costituire il più alto obbligo morale per il personale della Flotta Stellare.

Ordine Generale 2
E’ fatto divieto assoluto al personale della Flotta Stellare di usare la forza quando non necessario e per alcuna ragione, sia collettivamente che singolarmente, contro membri della Federazione Unita dei Pianeti, i loro rappresentanti autorizzati, i loro portavoce o leader designati, nonchè a quelli di qualunque altra razza non-membro.

Ordine Generale 3
La sovranità di tutti i mondi membri della Federazione deve essere rispettata in tutti i casi e in tutte le situazioni. Il personale della Flotta Stellare deve sottostare alla giurisdizione del mondo membro in cui opera e quindi ne deve osservare e rispettare qualunque statuto, legge, ordinanza e regola. Qualunque violazione di tali regole sarà oggetto di sanzione disciplinare e legale da parte degli organi giudiziari del pianeta in cui tale violazione si è verificata.

Ordine Generale 4
In caso di primo contatto con una forma di vita senziente sconosciuta, il personale della Flotta Stellare deve, mediante linguaggio o gesti, informare detta forma di vita, che al di fuori del proprio spazio esistono molte altre forme di vita senzienti.

Ordine Generale 5
In casi e circostanze di estrema emergenza in cui sia in pericolo il benessere dei cittadini della Federazione, speciali rappresentanti della Federazione assumono i poteri dello stato di emergenza. I poteri dello stato di emergenza danno facoltà anche a personale civile di assumere il comando di qualunque vascello Federale, nonchè del suo equipaggio, in accordo con le condizioni di emergenza. Il personale della Flotta Stellare è sottoposta alla sua autorità per tutta la durata della crisi.

Ordine Generale 6
La richiesta di aiuto o assistenza proveniente da qualunque cittadino della Federazione costituisce priorità assoluta per il personale della Flotta Stellare. Il personale dovrà immediatamente rispondere a tale richiesta postoponendo qualsiasi altra attività.

Ordine Generale 7
E’ fatto divieto assoluto a qualsiasi nave della Flotta Stellare di visitare il pianeta Talos IV in qualunque caso. Questo ordine è prioritari anche all’odine Generale 6. Qualsiasi trasgressione di questo Ordine Generale potrà essere punito con la morte.

Ordine Generale 8
In caso di violazione dello spazio Federale da parte di una forza straniera, il comandante del vascello Federale dovrà determinare le ragioni della violazione. Se vi sono evidenti motivi di ritenere che il vascello ha intenzioni ostili, il vascello federale potrà adottare tutte le azioni atte a salvaguardare la vita e le proprietà dei membri della Federazione. In questi casi il comandante ha piena libertà decisionale su come neutralizzare la minaccia. In tutti i casi è da evitare sempre la perdita, non necessaria, di vita senziente.

Ordine Generale 9
Nessun comandante di un vascello Federale, militare o civile, può garantire asilo politico a qualunque individuo senza prima aver ricevuto espressa autorizzazione da un rappresentante del governo Federale.

Ordine Generale 10
Se esiste la testimonianza di un un ufficiale anziano o qualsiasi altra prova valida, che un individuo della Federazione, abbia violato la Prima Direttiva, egli potrà essere sollevato dal proprio incarico da un rappresentante del governo Federale e posto immediatamente in arresto. I rappresentanti governativi dovranno adottare immediatamente tutte le misure necessarie per minimizzare le conseguenze della violazione.

Ordine Generale 11
Gli ufficiali della Flotta Stellare con il grado di Capitano o superiore, hanno piena autorità per la negoziazione di un trattato con i legali rappresentanti di un governo di un pianeta non Federale. In queste circostanze, l’ufficiale in oggetto acquisisce tutte le facoltà di ambasciatore speciale. Qualsiasi accordo raggiunto in questo modo sarà soggetto all’approvazione del comando operativo della Flotta e dal segretariato della Flotta Stellare.

Ordine Generale 12
Gli ufficiali della Flotta Stellare possono violare la Zona Neutrale designata dai trattati, solo in condizioni di estrema emergenza, se tale azione è necessaria per salvare la vita di cittadini Federali.

Ordine Generale 13
Eccetto quando gli ordini dispongono il contrario, gli ufficiali della Flotta Stellare devono rispettare l’integrità dei sistemi planetari e dei governi indipendenti e non devono violarne gli spazi territoriali.

Ordine Generale 14
Gli ufficiali della Flotta Stellare possono intervenire negli affari interni di un pianeta per rimediare alla violazione di un ordine generale o per difendere la vita o la proprietà di un cittadino della Federazione, solo se ricevono diretto ordine da un ufficiale civile con il titolo di Governatore o superiore.

Ordine Generale 15
Nessun ufficiale di alto rango può recarsi in una zona potenzialmente pericolosa senza una scorta armata.

Ordine Generale 16
Il personale della Flotta Stellare può prestare aiuto tecnologico, medico o scientifico ad un membro di una razza senziente sconosciuta solo se tale assistenza non compromette la Prima Direttiva o la sicurezza della Federazione e della Flotta Stellare.

Ordine Generale 17
Il Capitano di un vascello Federale deve considerare la vita del proprio equipaggio sacra. In qualsiasi situazione di potenziale pericolo, il Capitano deve anteporre la vita e la sicurezza del proprio equipaggio alla sicurezza della nave che comanda.

Ordine Generale 18
Quando accusato di alto tradimento contro la Federazione, il personale della Flotta Stellare può chiedere di essere condotto dinanzi alla magistratura Federale. Se assolto, il Comando della Flotta Stellare non potrà riformulare la medesima accusa.

Ordine Generale 19
Eccetto i casi di dichiarazione di emergenza, in tutti gli altri casi il personale della Flotta Stellare non può convogliare personale o materiale su pianeti o sistemei planetari in cui c’è fondato motivo di ritenere che tale personale o materiale sarà usato per condurre una aggressione o ledere gli altrui diritti. Quest’ordine si applica indipendentemente ai Pianeti membri e non.

Ordine Generale 20
Gli ufficiali e tutto il personale della Flotta Stellare deve adottare tutti i mezzi necessari per prevenire ed evitare la possessione, il trasporto, la vendita, o lo scambio commerciale di creature senzienti tenute in cattività contro la loro volontà, lungo i confini dello spazio federale.

Ordine Generale 21
Nessun appartenente alla Flotta Stellare, sia ufficiale che civile, può offrire i propri servigi ad un governo straniero indipendente senza l’espressa autorizzazione dell’Assemblea della Federazione.

Ordine Generale 22
Nel rispetto delle libertà individuali e della libertà di espressione, considerate sacre, il personale della Flotta Stellare può discutere privatamente, e quando vuole, la politica e le decisioni adottate dai propri rappresentanti governativi, a patto che tali discussioni non interferiscano con i loro ordini e doveri e non violino questi ordini generali o le leggi della Federazione.

Ordine Generale 23
Quando ad un ufficiale anziano di un vascello federale o di una base stellare, vengono presentate valide prove che un rappresentante della Federazione sta violando o ha violato anche in passato, la Prima Direttiva, l’ufficiale potrà sollevare dal proprio incarico l’accusato ed assumere tutti i poteri necessari per lo svolgimento delle indagini.

Ordine Generale 24
Se un ufficiale comandante ha fondato motivo di ritenere che una persona o gruppo di persone possano costituire una minaccia per il personale della Flotta Stellare o per i cittadini della Federazione, deve adottare tutte le misure necessarie (incluso l’uso della forza) per neutralizzare tale minaccia.

Ordine Generale 25
Civili e militari sotto custodia del personale della Flotta Stellare durante una condizione di estrema emergenza, devono essere trattati come si conviene al rango che possiedono, a patto che questo trattamento non comprometta la sicurezza della Federazione o della Flotta Stellare.

Ordine Generale 26
Nessun membro di una nave o di qualunque altra installazione a terra può essere ritenuto diretto responsabile per le azioni dei propri superiori. Similarmente, nessun membro di una nave o qualunque altro personale della Flotta Stellare, potrà subire la sanzione disciplinare inflitta al suo comandante se tali individui non erano direttamente coinvolti in tali azioni.

Ordine Generale 27
Nessun membro della Flotta Stellare può richiedere di cambiare assegnazione o incarico per la prolungata separazione dalla famiglia se i membri della famiglia possono essere imbarcati sulla nave o su qualsiasi altra installazione federale.

Ordine Generale 28
Nessun ufficiale comandante può essere rimosso dal proprio incarico di comando a meno che egli non compia completi atti ritenuti ingiustificabili da almeno tre ufficiali anziani. Comunque tra questi ufficiali dovrebbero esserci il Primo Ufficiale, l’Ufficiale Medico Capo, il Consigliere, e un ufficiale inferiore della sezione comando.

Ordine Generale 29
La primaria responsabilità del comandante di una qualsiasi nave o installazione federale, è la salvaguardia e il benessere del proprio equipaggio, incluso qualsiasi civile. Nessuna azione che possa inutilmente mettere in pericolo la sicurezza di questi individui, deve essere intrapresa, tranne quei casi connessi ai doveri e al servizio che si sta svolgendo.

Ordine Generale 30
Il Comando della Flotta Stellare riconosce il diritto di ogni comandante di vascello federale di interpretare le specifiche della Prima Direttiva considerando tutte le condizioni degli altri ordini generali che si stanno applicando al caso in esame, e sulle molteplici circostanze che si possono presentare quando si incontra per la prima volta una nuova razza senziente.

Ordine Generale 31
Le condizioni e le specifiche della Prima Direttiva devono essere invariabilmente applicate a tutte le specie senzienti scoperte, indipendentemente che abbiano origini naturali o artificiali.

Ordine Generale 32
Eccetto che nei casi di estrema emergenza, nessun comandante della Flotta Stellare è autorizzato a viaggiare con il proprio vascello ad una velocità maggiore di Warp 5 senza una espressa autorizzazione pervenuta dal Comando della Flotta Stellare.

Vostok, l’Antartide, la smania aliena e i media

a cura di Stefano Fait

 

 

I misteri del lago Vostok sono uno degli esempi della recente smania della stampa egemone euro-americana per tutto quel che riguarda gli UFO (e l’Antartide, la nuova frontiera) a cui accennavo in un precedente post:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/02/27/history-channel-gli-alieni-larcheologia-misteriosa-e-lattenzione-dei-media-intorno-ad-un-argomento-scomodo/

 Il seguente articolo di Repubblica-Scienze è stato condiviso da 12.172 utenti Facebook e twittato 453 volte:

“UN MISTERO lungo venti milioni di anni, sepolto sotto i ghiacci del Polo Sud 2. E’ quello racchiuso nel lago Vostok, subglaciale e grande come l’Ontario, lungo quasi 250 chilometri e largo 50, profondo 1000 metri, il più grande delle centinaia di bacini sotto il Polo sud. Forse gli strati che ricoprono il lago sono più recenti, nell’ordine delle decine di migliaia di anni. Ma tradotti in misure, equivalgono comunque a tre chilometri e oltre di spessore glaciale, che le trivelle russe impegnate nella spedizione hanno finito di perforare oggi, dopo trent’anni di lavori. La zona di Vostok è ammantata di mistero oltre che di ghiaccio, da sempre. Non ultima la sparizione del team di scienziati impegnati nei lavori in questi giorni, di cui hanno dato notizia network importanti come la Fox, poi  riapparsi improvvisamente dopo una settimana di comunicazioni interrotte. E  la vera avventura comincia adesso, perché fare luce sui misteri del lago, l’ambiente che lo circonda e le sue anomalie potrebbero rappresentare per la scienza un episodio non distante per importanza dalla conquista della Luna negli anni 60.

Misteri e anomalie. L’enorme bacino subglaciale, scoperto negli anni 70, nasconde un tesoro tutto da stimare per quantità e qualità. Di sicuro c’è che l’acqua che contiene è purissima, incontaminata dall’ambiente terrestre, e così è rimasta per venti milioni di anni. L’ecosistema è quindi quello di quell’epoca, con tutto ciò che può comportare per forme di vita vegetali, animali, microbiali. Ma c’è molto di più. Il lago è sovrastato da una cava di ghiaccio, che contiene ossigeno e esercita pressione. A questo si aggiunge la temperatura dell’acqua, che verso la superficie è più fredda, ma che in alcune zone arriva intorno ai 30 gradi. Un posto piacevole per nuotare, se non fosse tremila metri sotto l’Antartide. Il fenomeno viene spiegato con un’ipotesi suggestiva: il bacino che ospita il lago sarebbe in una zona in cui la crosta terrestre è più sottile, da qui l’acqua temperata. E a questo punto si aprono gli scenari più incredibili. Quali forme di vita contiene il lago, che tipo di ambiente è? E comunque la si metta, si tratta di forme di vita da noi oggi considerabili completamente aliene, al mondo di oggi e al nostro ambiente. Tanto che la scienza considera Vostok come un campo di allenamento per comprendere Europa, satellite di Giove dalla composizione ambientale molto simile a questo tesoro chiuso nello scrigno dell’Antartide.

I pericoli del mondo perduto. Il bacino del lago Vostok potrebbe essere un vero e proprio endopianeta, un mondo sconosciuto e autonomo all’interno del pianeta Terra, rimasto a venti milioni di anni fa. Secondo ipotesi non prive di fascino, il ciclo dell’acqua potrebbe essere completo, la conca della caverna ospitare fenomeni meteo, piogge e temporali e spostamenti d’aria. E forse forme di vita complesse. Sicuramente, ci sono i batteri. Un aspetto che crea più di un problema, perché il nostro mondo e quello dimenticato del lago Vostok potrebbero essere incompatibili. Un agente proveniente dalla Terra potrebbe contaminare e sterminare la biologia del lago in pochi minuti. Così come un agente proveniente dal lago, sconosciuto per il nostro ambiente e potenzialmente pericoloso potrebbe provocare problemi imprevedibili per tutto il pianeta. Per questo nell’opera di scavo, il team russo ha prestato attenzione totale al pericolo di contaminazione biunivoca. L’acqua da analizzare proveniente dal lago sarà prelevata creando un foro attraverso cui la pressione spingerà il liquido in alto. Si attenderà quindi il ricongelamento e poi verranno presi i campioni. Naturalmente il momento del taglio del ghiaccio per praticare il foro è quello più delicato, quello in cui il nostro mondo e i nostri batteri entrano in contatto con un universo misterioso intrappolato da milioni di anni.

Attività magnetica inspiegabile. Ma i misteri di Vostok non sono finiti. Ce n’è un altro, ugualmente importante ma dai contorni ancora meno definibili. Nella zona sud-occidentale del lago, i team di ricerca hanno individuato e verificato per anni la presenza di una fortissima anomalia magnetica, ritenuta di origine inspiegabile, che si estende 105 km per 75. Alcuni ricercatori pensano che anche questo fenomeno sia da attribuirsi all’assottigliamento della crosta terrestre in quel punto. Ma alcuni rilievi effettuati da rilevatori sismici hanno individuato la presenza di un elemento metallico di forma circolare o forse cilindrica che appare  dal diametro molto esteso, alla base del lago. L’ipotesi è che possa essere questa non specificata struttura a generare l’alterazione di 1000 nanotesla nel campo magnetico di una zona così estesa. Un elemento che ha aperto scenari da X-Files, che vedono già i sostenitori della presenza di un gigantesco Ufo seppellito di ghiacci, contro chi parla di un elemento meteorico.

Di certo c’è che la forma dell’oggetto misterioso appare particolarmente regolare. Voci non confermate riportano che l’agenzia nazionale per la sicurezza degli Usa (NSA) abbia perimetrato la zona, secretato le comunicazioni sull’area e impedisca l’accesso per chiunque, per “evitare contaminazioni“.
Cosa nasconde il lago e in che modi e tempi la scoperta inciderà sul pianeta Terra è tutto da vedere. Vostok è stato appena raggiunto, e i misteri che contiene prima o poi arriveranno in superficie.

(06 febbraio 2012)

http://www.repubblica.it/scienze/2012/02/06/news/antartide_i_misteri_del_lago_vostok_raggiunto_dopo_trent_anni_di_scavi-29442183/

Un altro articolo sul medesimo argomento è apparso su Mistero Bufo, il blog del Corriere della Sera dedicato all’ufologia ed al mistero:

È davvero molto interessante la notizia che si è finalmente raggiunto il Lago Vostok, l’enorme bacino subglaciale che si trova sotto l’Antartide. Al di là degli scenari da fiato sospeso – il team di scienziati è sparito ed è riapparso dopo una settimana -, dei misteri e delle anomalie (c’è un’attività magnetica forte e apparentememente inspiegabile), della presenza di un oggetto metallico discoidale o cilindrico che ha già fatto gridare all’Ufo, questa bella storia di ricerca e scienza si presta a una serie di riflessioni. Innanzitutto, noi stessi – nel senso della Terra e di chi la abita – siamo potenzialmente portatori di diversità che hanno tutte le caratteristiche del fenomeno alieno. Alieno nel senso di estraneo a un certo schema; alieno come diverso (ma senza una sfumatura necessariamente negativa; diverso e basta). Quindi, si propone un tema che è poi lo stesso che sorge quando si entra in un ambito più classico e si ragiona di come ci si comporterebbe con un eventuale essere proveniente da un altro mondo. Anche il lago Vostok è un altro mondo e il venire in contatto con la sua realtà potrebbe essere devastante sia per il suo ecosistema ma anche per il nostro. Pertanto: se davvero avremo un incontro con esseri che non appartengono alla realtà alla quale siamo abituati, riusciremo a stabilire un ponte in grado di resistere e di non crollare? Oppure è vero/sarà vero, che l’unica opzione che rimane/rimarrà è la lotta per la sopravvivenza? O noi, o loro, insomma. Come in un classico schema della fantascienza, in questo caso con la variante che l’alieno l’abbiamo già in casa e non viene dal cosmo. Ma la stessa problematica potrebbe riproporsi anche il giorno, vicino o lontano non importa, nel quale si riuscirà a inquadrare la realtà di Europa: la comprensione del lago Vostok, infatti, pare sia utilizzata come palestra di allenamento per essere pronti con l’altra missione. Intanto l’agenzia nazionale per la sicurezza degli Usa avrebbe perimetrato la zona e secretato le comunicazioni relative al lago. Pare di essere in un episodio di X-Files o in quegli scenari investigativi nei quali la zona del ”crimine” viene recintata. Qualcosa di particolare ci deve insomma essere. Mi piace pensare che nelle esigenze della scienza si stia annidando la sensazione che si è trovato, o che si sta per trovare, qualcosa di veramente decisivo:

http://misterobufo.corriere.it/2012/02/09/le-lezioni-aliene-del-lago-vostok/

*****

Questi articoli hanno riscosso un notevole successo perché intorno all’Antartide circolano le voci più incontrollate. Alcune precisazioni:

È vero che la Germania nazista inviò una missione per conquistarsi una colonia antartica, costruendovi una base:

http://it.wikipedia.org/wiki/Nuova_Svevia

Non esiste invece alcuna prova che la base sia stata alla fine costruita e ancor meno che i nazisti si siano uniti in una base già esistente a certi fratelli cosmici (di Antares) che avevano ispirato il progetto “Terzo Reich”:

http://it.wikipedia.org/wiki/Base_211

È vero che degli u-boot nazisti vuoti sono stati individuati al largo della Patagonia:

http://www.corriere.it/esteri/09_ottobre_07/olimpio-uboot-argentina_07b247b4-b32f-11de-b362-00144f02aabc.shtml

ma è possibile/probabile che siano serviti a sbarcare alti papaveri nazisti in fuga.

È vero che la marina americana sì interessò molto a quell’area, anche perché il contrammiraglio Richard E. Byrd, già conoscitore della zona, era stato invitato dai nazisti a prender parte alla loro spedizione (e aveva rifiutato):

http://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Highjump

L’anomalia magnetica è stata paragonata alla Amt-1 (anomalia magnetica di Tycho n°1) il monolite nero lunare alieno di “2001: Odissea nello spazio”. È effettivamente un mistero. È stato ipotizzato che sia dovuto al fatto che là sotto la crosta terrestre sia meno spessa (però è molto più forte di quelle associate ai vulcani):

http://antarcticsun.usap.gov/pastIssues/2000-2001/2001_02_04.pdf

History Channel, gli alieni, l’archeologia misteriosa e l’attenzione dei media intorno ad un argomento scomodo

http://it.wikipedia.org/wiki/History_%28Italia%29

http://it.wikipedia.org/wiki/Yonaguni

http://it.wikipedia.org/wiki/Macchina_di_Anticitera

“History” (History Channel) intervista un gran numero di specialisti (più o meno “autorevoli”) che spiegano perché le tecnologie dei nostri antenati non potevano consentire loro di realizzare certe opere magnifiche. O violavano impunemente le leggi della fisica o disponevano di strumenti non documentati dalla ricerca archeologica. L’ipotesi è che qualcuno, da fuori, li abbia aiutati.

Magari sono vere entrambe le cose. Magari in alcuni casi non è così e non c’è nulla di misterioso, in altri invece resta qualche dubbio.
Ne approfitto per dire la mia, usando History Channel come mero spunto.

Chi mi segue da tempo sa che sono giunto alla conclusione che l’umanità non sia in cima alla catena alimentare ed alla piramide sociale di questo pianeta:
http://www.informarexresistere.fr/2011/12/24/alienologia-corso-avanzato-parte-prima-rudimenti-di-fisica-del-superspettro/#axzz1nNrT1Utx
http://www.informarexresistere.fr/2011/12/24/alienologia-corso-avanzato-parte-seconda-la-storiografia/#axzz1nNrT1Utx

Se si rigetta questa possibilità è spesso a causa di un nostro tratto caratteristico: siamo una specie cronicamente antropocentrica e megalomane che crede di rappresentare il pinnacolo dell’evoluzione nell’universo visibile. Come possiamo credere seriamente di essere soli nell’universo e che nessuno sia mai giunto in questi paraggi? Mi sembra un po’ infantile e anche un po’ deprimente: mi auguro che ci sia di meglio là fuori (temo ci sia anche di peggio).

Ma è anche per paura di quelle che sarebbero le implicazioni: chi si sentirebbe tranquillo se sospettasse che non abbiamo il pieno controllo di noi stessi e che altri esseri viventi ci trattano come bestiame ed hanno organizzato la nostra civiltà in modo tale da impedirci di formarci un’idea chiara della realtà fisica, del nostro potenziale e degli ostacoli che sono stati scaltramente posti sul nostro cammino per mantenere le cose come stanno?

Mi rendo conto che non sia facile e per nulla piacevole.

Dunque neghiamo una possibile spiegazione della realtà perché qualcuno ci spinge a farlo e per dei meccanismi psicologici.

Una volta qualcuno mi ha chiesto: ma come fai a vivere questa cosa così serenamente, se ne sei davvero convinto?

Per diverse ragioni:

1. non credo che il corpo sia l’elemento centrale del nostro essere:

http://www.informarexresistere.fr/2012/01/11/la-paura-della-morte-non-ha-molto-senso/#axzz1nNrT1Utx

anche se a qualcuno fa comodo che continuiamo a crederlo:

http://www.informarexresistere.fr/2012/02/23/la-morte-ti-fa-bella-%E2%80%93-il-lusso-il-teschio-e-le-astuzie-del-potere/#axzz1nNrT1Utx

2. non credo che il nostro destino di esseri umani sia quello di essere bestiame. Qualcosa è successo in passato, qualcuno ha fatto delle scelte stolte e siamo caduti in questa condizione, ma nulla è perduto, ci sarà sempre la possibilità di un riscatto, se ci rendiamo conto della nostra reale situazione. Potremmo tornare ad essere quel che eravamo;

3. ho l’impressione che le mille trasformazioni del nostro tempo segnalino l’imminenza di una via di fuga di qualche genere. È possibile che l’iperattività dei potenti, a tratti confusa, a tratti disperata, sia dovuta al fatto che temono di perdere il controllo della MegaMacchina. Forse non sono solo loro a temerlo;

4. vedo che tante altre persone come me, che hanno fatto le medesime considerazioni, ma sono più lucide e sagge di me, vivono la cosa come una grande esperienza di vita e non sembrano particolarmente scosse, intimidite, intimorite o ansiose;

5. non ci sto a pensare tutto il tempo e comunque non ho la certezza assoluta che le cose stiano così;

6. Là fuori c’è un po’ di tutto, quindi ci saranno anche civiltà benevole o neutre, non solo lupi travestiti da agnelli:
http://www.informarexresistere.fr/2012/01/18/la-sindrome-del-feto-egoista-come-vivono-e-cosa-pensano-gli-angeli-caduti/#axzz1nNrT1Utx

7. Non ci posso fare nulla;

Ad ogni modo, perché History Channel dovrebbe mandare in onda un documentario così controverso?

Qualcuno dirà che History Channel è una produzione poco seria e cerca solo di fare audience. Il che è certamente vero.

Qualcun altro sostiene che c’è l’intento di preparare il terreno per quella che in inglese viene chiamata “disclosure”, la rivelazione di qualcosa che era stato occultato. Osservo che ultimamente anche Telegraph, Guardian, Le Monde, Corriere della Sera, NYT, ecc. riportano notizie sugli UFO.  Il Corriere, per qualche ragione, ospita persino un blog a tema:
http://misterobufo.corriere.it/

Sia come sia, ritengo sia saggio tenere la mente aperta e gli occhi aperti, poiché è fuori di dubbio che:

“There are more things in heaven and earth, Horatio, than are dreamt of in your philosophy”

[“Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante non ne sogni la tua filosofia”]

William Shakespeare, Hamlet/Amleto

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