Scene di vita nordcoreana

Dan Gillerman: “La Corea del Nord ed eventualmente l’Iran dovrebbero essere distrutti”

https://twitter.com/stefanofait

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La dissoluzione totale del Libano in cinque province serve come precedente per tutto il mondo arabo, inclusi l’Egitto, la Siria, l’Iraq e la penisola arabica e sta già percorrendo quella strada. La successiva dissoluzione della Siria e dell’Iraq in aree etnicamente o religiosamente distinte, come in Libano, è l’obiettivo primario di Israele sul fronte orientale nel lungo periodo, mentre la dissoluzione del potere militare di questi stati costituisce l’obiettivo primario a breve termine. La Siria si disgregherà in diversi staterelli, in conformità con la sua struttura etnica e religiosa, come succede nell’attuale Libano.

Oded Yinon, consulente del ministero degli esteri israeliano, “A Strategy for Israel in the Nineteen Eighties”, 1982

http://www.historycommons.org/entity.jsp?entity=oded_yinon

World War Z. La guerra mondiale degli zombi” è un perfetto film di propaganda sionista: al di qua del muro arabi ed israeliani cantano e ballano assieme. Al di là ci sono gli zombie che cercano di irrompere nell’“utopia sionista” e vanno sterminati. L’esercito israeliano in versione hollywoodiana è un’armata del Bene che lotta per salvare il resto del mondo.

Quando sostengo che il vero obiettivo di Israele è la creazione di un Grande Israele (Prussia > Germania) e che per realizzare questo progetto i sionisti sono pronti a tutto (senza rendersi conto che la loro volontà distruttiva gli si ritorcerà contro all’ennesima potenza), non sto parlando a vanvera:
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/02/israele-la-destabilizzazione-del-medio-oriente-ed-il-neonazismo/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/10/lantisemitismo-lanti-sionismo-e-la-mentalita-apocalittica/

Israele sta scavandosi la fossa con una solerzia quasi senza paragoni

Dan Gillerman, banchiere, neoliberista, fino al 2008 ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, spiega perché Iran e Corea del Nord dovrebbero essere cancellati dalla faccia della terra (!!!)

Da 0:55 in poi: “Penso che se la Corea del Nord non modifica il suo atteggiamento, dovrebbe essere cancellata dalla faccia della terra. Sarebbe un messaggio eccellente e molto chiaro per il resto del mondo e specialmente per gli Iraniani…il mondo non tollererà questo tipo di aspirazioni e la Corea del Nord sarà un’opportunità per mandare quel messaggio all’Iran

Winter is coming – La Grande Guerra 1914-2014

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Posso dire che le spedizioni [di armi russe] non sono ancora partite. Spero che non partiranno, e se, Dio non voglia, raggiungeranno la Siria, sapremo cosa fare

Moshe Yaalon, Ministro della Difesa di Israele

Gli Stati Uniti approvano la decisione della Ue di togliere l’embargo sugli armamenti destinati ai ribelli siriani. Lo ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato, Patrick Ventrell.

http://www.ansa.it/web/notizie/collection/rubriche_mondo/05/28/Siria-Usa-bene-Ue-armi-ribelli_8782319.html

Il presidente americano Barack Obama ha chiesto al Pentagono di mettere a punto piani per una possibile no fly zone da imporre in Siria

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2013/05/28/Siria-media-Obama-pensa-fly-zone_8782675.html

Il ministro degli esteri Bonino bolla come ‘momento non glorioso’ l’apertura dell’Ue alla vendita di armi all’opposizione siriana e chiarisce: proporrò che l’Italia non lo faccia.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2013/05/28/Bonino-proporro-che-Italia-fornisca-armi_8779877.html

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Le lezioni della prima guerra mondiale, di cui ricorre l’anniversario proprio l’anno prossimo, sono state dimenticate. Gli allineamenti e gli impegni di ingaggio sono inquietantemente simili – un perfetto effetto-domino – e i politici di oggi sembrano essere disposti, al pari degli idioti del 1914, a farci precipitare in una guerra completamente insensata, naturalmente sponsorizzata dai media, dall’industria degli armamenti e dagli oligarchi che non sanno come uscire dalla catastrofe finanziaria incombente. Se Israele e Russia saranno coinvolti, la guerra arriverà in Europa: la base navale russo-siriana di Tartus si trova a meno di 180km da Cipro (Unione Europea + Turchia membro NATO + due basi inglesi).

Forse qualcuno deciderà di arrivare alla resa dei conti anche nell’Estremo Oriente (Corea del Nord, Taiwan?).
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/12/la-crisi-coreana-spiegata-a-dennis-rodman/
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/16/miti-da-sfatare-sulle-coree-informarsi-non-fa-ingrassare/

Gli Israeliani, come gli Austro-Ungarici nel 1914, non sembrano voler lasciare in pace la Serbia/Siria e daranno il via ad un qualcosa che non possono controllare e che li travolgerà. Il bulletto sionista che manda avvertimenti al gigante russo, minacciando di bombardare un suo convoglio: pura follia!!!

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/05/11/israele-e-gli-usa-cercavano-rogne-le-hanno-trovate-e-hanno-perso-la-partita-in-siria/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/04/10/lantisemitismo-lanti-sionismo-e-la-mentalita-apocalittica/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/06/02/israele-la-destabilizzazione-del-medio-oriente-ed-il-neonazismo/

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ALCUNI ELEMENTI DEGNI DI CONSIDERAZIONE

  • Quando la popolazione urbana di Aleppo comprese che agli occhi degli insorti (in gran parte provenienti dalle campagne) anche loro erano nemici (perché laici, educati, benestanti) e che l’obiettivo principale non era il regime ma l’opportunità di saccheggio e di contrabbando http://www.al-monitor.com/pulse/originals/2013/05/syria-revolution-aleppo-assad.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter
  • Francia e Regno Unito (leali vassalli degli USA nella NATO) stanno ripetendo le loro peripezie libiche, solo che questa volta il bersaglio è una nazione solida, governata da un leader colto che risulta convincente nelle interviste alla stampa internazionale (un jolly di valore inestimabile) e che gode dell’appoggio di una potenza regionale (Iran) e di due superpotenze (Russia e, dietro le quinte, Cina);
  • Il governo francese e quello inglese non sono solo isolati nell’Unione Europea, sono in netta minoranza nei loro stessi paesi, le cui opnioni pubbliche sono recisamente anti-coinvolgimento: vedremo presto una serie di cambi di regime, ma non in Siria, bensì in Europa;
  • Nel 2015 il governo conservatore sarà ignominiosamente espulso dal governo dagli elettori inglesi: questa è la loro ultima chance di servire i loro sponsor;
  • 22 paesi su 27 hanno votato contro la fine dell’embargo alle armi per gli insorti siriani: questi 22 paesi hanno onorato il Nobel per la Pace assegnato all’Unione Europea – chiamateli pure rosso-bruni, loro stanno dalla parte del giusto https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/05/28/siamo-tutti-rossobruni-nazioni-unite-unione-europea-brasile-e-india-tutti-alleati-di-assad/
  • Il vero motore dell’economia israeliana è l’industria militare http://opinion.financialpost.com/2013/01/04/lawrence-solomon-israels-growth-industry/
  • Intanto l’esercito regolare siriano si sta preparando a riprendere Aleppo, la principale città siriana, che era stata occupata dai ribelli a luglio, mentre Damasco è al sicuro e Homs è di nuovo in gran parte sotto il controllo del governo: http://www.dailystar.com.lb/News/Middle-East/2013/May-28/218614-regime-forces-ready-to-retake-syrias-aleppo-report.ashx
  • riversare armi in Siria non servirà ad ottenere un cambio di regime e ostacolerà i negoziati USA-Russia;
  • non c’è alcun modo di evitare che le armi arrivino solo ai ribelli buoni e non siano trasferite o prese da quelli cattivi;
  • non c’è alcuna ragione morale che giustifichi la decisione di armare i ribelli siriani ma non quelli palestinesi: NESSUNA;
  • promettere armi ma non truppe è ipocrita: i franco-inglesi sanno benissimo che prima o poi dovranno impegnare delle truppe;
  • il comandante delle forze aeree israeliane, Amir Eshel, ha affermato che Israele non potrà fare a meno di invadere la Siria per impedire che armi tecnologicamente avanzate arrivino ai fondamentalisti e ai guerriglieri Hezbollah del Libano (Reuters, 22 maggio 2013);
  • Austria annuncia ritiro dei suoi caschi blu dal Golan come ritorsione per stolta decisione dei guerrafondai anglo-francesi (28 maggio 2013)
  • Regno Unito, Germania, Francia chiedono che Hezbollah (che in passato ha governato il Libano) sia riconosciuto internazionalmente come un’organizzazione terroristica;
  • John McCain, già candidato alle presidenziali americane, una persona traumatizzata e sociopatizzata dalla tortura, chiede che gli USA intervengano militarmente in Siria;
  • Alcuni analisti sospettano che il Regno Unito abbia agito su commissione, per massaggiare l’UE senza che fosse esplicita la mano americana, come è già successo in passato: http://www.bbc.co.uk/news/world-us-canada-22683261;
  • Ora Turchia, Libano, Giordania, Iraq e Israele sono quasi certamente sulla via del coinvolgimento nella crisi siriana;
  • L’Occidente è economicamente moribondo e recentemente gli stati maggiori anglo-americani si sono incontrati proprio per discutere su come far fronte ai tagli: una guerra con la Russia terminerebbe con la loro sconfitta;

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La Commissione generale della rivoluzione siriana, i Comitati di coordinamento locali in Siria, l’Unione dei coordinatori siriani della Rivoluzione e il Consiglio Supremo per la direzione della rivoluzione siriana ce l’hanno con la Coalizione nazionale siriana. Poi ci si domanda come mai Assad si lamenti che non ha ancora capito quali siano gli interlocutori con cui dovrebbe negoziare.

http://www.guardian.co.uk/world/middle-east-live/2013/may/29/syrian-opposition-asks-eu-to-send-weapons-quickly-live-updates

 

BRIAN: Siete del Fronte Popolare Giudeo?
REG: Vaffanculo!
BRIAN: Prego?
REG: Il Fronte Popolare Giudeo! Siamo del Fronte Popolare di Giudea!
FRANCIS: Figurati!
REG: Il Fronte Popolare Giudeo, eh!
FRANCIS: Quei froci...
BRIAN: Chiedo di... entrare nel vostro gruppo.
REG: Naa, fatti un giro.
BRIAN: Io non voglio vendere questa roba, è solo un lavoro. Io odio i Romani più di tutti quanti voi!
FRONTE POPOLARE DI GIUDEA: Shhh!
JUDITH: Ne sei sicuro?
BRIAN: S.P.Q.R. Sono Porci Questi Romani.
REG: Ehi! Se vuoi entrare nel F.P.G. li devi odiare sul serio, i Romani.
BRIAN: Li odio.
REG: Ah, sì? E quanto?
BRIAN: Un sacco!
REG: Sei dei nostri. Senti, le sole persone che odiamo più dei Romani sono quegli stronzi del Fronte Popolare Giudeo.
FRONTE POPOLARE DI GIUDEA: Sì!
LORETTA: Sì, giusto, fanculo!
FRANCIS: E anche quelli del Fronte Giudeo del Popolo!
FRONTE POPOLARE DI GIUDEA: Sì! Parolai! Parolai!
LORETTA: E quelli del Fronte Popolare di Giudea!
FRONTE POPOLARE DI GIUDEA: Sì!
REG: Che cosa?
LORETTA: Il Fronte Popolare di Giudea. Tutti parolai!
REG: Siamo noi il Fronte Popolare di Giudea!
LORETTA: Oh. Ma non siamo il Fronte del Popolo?
REG: Il Fronte Popolare!
FRANCIS: E che fine ha fatto il Fronte del Popolo, Reg?
REG: Eccolo laggiù.
FRANCIS: Oh...
FRONTE POPOLARE DI GIUDEA: Parolaio!
http://anjaqantina.jimdo.com/brian-di-nazareth/

To be continued

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Miti da sfatare sulle Coree – informarsi non fa ingrassare

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La situazione coreana è molto più complessa di come la descrivono i media occidentali, più interessati al pittoresco, al sensazionale ed al luogo comune che all’approfondimento.

Le relazioni tra la Cina e la Corea del Nord non sono di buon vicinato, se non addirittura di ferrea alleanza, come normalmente si crede. Se la Cina aiuta la CdN è per ragioni puramente pragmatiche: se la società nordcoreana implodesse si troverebbe in casa centinaia di migliaia di profughi ed una rivoluzione/guerra civile alle porte di casa. La CdN è un grattacapo, non certo una risorsa. La Cina avrebbe tutto da guadagnare dall’unificazione coreana. È già di gran lunga il principale partner commerciale della Corea del Sud e una Corea unificata non avrebbe più bisogno di “ospitare” le truppe statunitensi. Quindi sarebbe nell’interesse della Cina, che non è certamente felice di avere basi americane a poche centinaia di chilometri da Shanghai (e ce ne sono altre 13 in Giappone).

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La Corea del Sud (CdS) ha il più alto tasso di suicidi del mondo. È in cima alla classifica anche per numero di ore lavorate (i greci recentemente erano al secondo posto) e per tasso di infelicità dei bambini tra le nazioni “sviluppate” (studio dell’Università Yonsei). Si tratta di una società maniacalmente competitiva, fin dalla scuola materna (il Giappone segue lo stesso modello, ma è un po’ meno ossessivo). Nick Connelly, insegnante di inglese nella Corea del Sud, poco prima di ripartire, quando era già in corso l’escalation di minacce e contro-minacce tra Corea del Nord e Stati Uniti, chiese ai suoi studenti quali siano i loro sentimenti: sei studenti su dieci gli risposero che speravano in un attacco della Corea del Nord perché desideravano morire, non ce la facevano più. Connelly riferisce che è un fenomeno diffuso nelle scuole coreane, dove la pressione è incredibile (Nick Connelly, The west seems more concerned about North Korea than most Koreans, Guardian, 14 April 2013)

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La maggior parte dei sudcoreani (54%) vorrebbe che le truppe americane fossero rimpatriate. Solo il 16% vorrebbe che restassero su base permanente

http://www.angus-reid.com/polls/15427/south_koreans_want_us_troops_to_leave/

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Se gli americani vogliono la pace perché compiono manovre militari a poche miglia dai confini nordcoreani che includono lo scenario di un’invasione della Corea del Nord? È la maniera migliore per evitare l’intensificazione dei sospetti, della sfiducia, della paura e dell’aggressività nella penisola coreana?

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Secondo un sondaggio eseguito nel 2006 per conto dello Jung Ang Ilbo, un importante quotidiano della Corea del Sud, il 54% dei disertori nordcoreani che vivono in Corea del Sud sosteneva di voler tornare in Corea del Nord, se avessero avuto garanzie di non essere puniti. Per questo il governo del Nord ha istituito una politica di grazia automatica

http://english.donga.com/srv/service.php3?biid=2012072371048

Così il tasso di disertori che rientra in CdN è in crescita

koreajoongangdaily.joinsmsn.com/news/article/article.aspx?aid=2957044&cloc=joongangdaily|home|newslist1

Questo è il risultato delle discriminazioni che subiscono da parte dei sudcoreani. Il che ribadisce che la libertà non è tutto e non basta per rendere una società degna di essere considerata democratica. Sentirsi parte di una comunità è essenziale.

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Chi pensa che il regime voglia usare la bomba atomica non sa quello che dice: sarebbe la sua fine.

Chi auspica la linea dura non sa quello che dice: la conurbazione di Seoul (20 milioni di abitanti) si trova a circa 40 km dal confine. In caso di guerra la capitale sudcoreana sarebbe distrutta in meno di un’ora da una tempesta di proiettili di artiglieria: le stime parlano di un numero che oscilla tra i mille ed i 30mila colpi al minuto (non intercettabili). Non è un videogioco: ci sono centinaia di migliaia di vite umane in gioco e anche uno psicopatico capirebbe che la rovina di uno dei maggiori centri economici del pianeta non è nel suo interesse.

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La CdS ha completamente cambiato il suo atteggiamento verso la Corea del Nord dal 2008, con l’elezione alla presidenza del sindaco di Seoul, Lee Myung-Bak, un conservatore che ha posto fine alla politica di distensione che aveva portato al ripristino di voli commerciali, ai lavori per la riapertura della linea ferroviaria Pyongyang-Seoul, al turismo, alla nascita del complesso industriale di Kaesong, ai permessi di ricongiungimento delle famiglie del sud e del nord, separate dalla guerra. Ora la Corea del Nord ha davvero poco o nulla da perdere e non sorprende che i nordcoreani si aggrappino fanaticamente al leader (caricature e insulti razzisti non aiutano, in questo senso). Se era questo l’obiettivo, allora è un successo pieno.

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Il primo governo veramente democratico della Corea del Sud risale al 1992 (ed ogni presidente è stato condannato per corruzione). In precedenza si incarcerava in massa, si torturava, si massacrava (Gwangju, 1980), si facevano sparire i dissidenti, senza che l’Occidente si turbasse più di tanto. Ancora oggi una legge per la sicurezza nazionale fa sì che si possa essere arrestati per aver ricevuto un twitter dalla CdN.

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un ex ambasciatore americano in Corea del Sud ha aspramente criticato la continuità dell’atteggiamento delle amministrazioni USA nella politica di isolamento della Corea del Nord, che spinge quest’ultima sempre più verso la modalità “paranoia” – l’alternativa più sana di mente è il negoziato: “Per quelli che sono disposti ad ascoltare, la Corea del Nord ha chiarito che vuole discutere di un processo di pace che conduca ad un trattato di pace. Un processo di pace necessita di una base di fiducia reciproca, fiducia che manca del tutto tra Washington e Pyongyang, al momento”

http://koreatimes.co.kr/www/news/nation/2013/04/113_133776.html

La crisi coreana spiegata a Dennis Rodman

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a cura di Stefano Fait, direttore di FuturAbles

L’uso di minacce e dell’isolamento ai danni di Iran e Corea del Nord è un modo strano e pericoloso di gestire le relazioni internazionali…Se è offensivo per la Corea del Nord parlare di lanciare un attacco nucleare contro gli Stati Uniti (una vuota minaccia, poiché il paese non ha un sistema per farlo), perché dovrebbe essere meno offensivo che gli Stati Uniti avvertano l’Iran che sarà bombardato se non interrompe la sua ricerca nucleare?…Non vi è alcun ipotizzabile scenario in base al quale il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite autorizzerebbe gli Stati Uniti, per non parlare di Israele, ad intraprendere un’azione militare, anche se l’Iran dovesse cambiare idea sul fatto che le bombe nucleari sono non-islamiche e produrne una. Allora perché Washington prosegue con le sue minacce illegali?… Cerchiamo anche di far cadere la finzione della “comunità internazionale” che, almeno nella sua attuale definizione occidentale, significa “gli Stati Uniti e i loro amici”. Per lo stesso motivo, cerchiamo di correggere la miopia intorno al concetto di isolamento. Quando i leader di 120 nazioni si recano a Teheran per ratificare la presidenza iraniana del Movimento dei Paesi Non Allineati, com’è successo lo scorso agosto, erano risibili quei funzionari statunitensi che continuavano a parlare dell’Iran come di “uno stato canaglia”.

A Washington e Whitehall può sembrare ovvio che la comunità internazionale debba armare l’opposizione al presidente siriano Assad, ma non è il punto di vista dell’India, del Sudafrica e del Brasile. Quando i loro leader si sono incontrati con Russia e Cina a Durban il mese scorso, hanno “ribadito la nostra contrarietà a qualsiasi ulteriore militarizzazione del conflitto” e hanno invocato una soluzione politica.

Jonathan Steele, Guardian, 9 aprile 2013

Solo ora diventa chiaro perché le Nazioni Unite siano guidate da una larva smidollata, ex ministro degli Esteri SUDCOREANO come Ban Ki-moon il quale, invece di organizzare una missione ONU neutrale che riporti la pace e rilanci le politiche di apertura tra le due coree (“politica del sorriso” – “sunshine policy”) sabotate da Bush, mette il tutto nelle mani degli Stati Uniti – che sono parte in causa e non sono certo una nazione che ama la pace – rischiando di condannare a morte milioni di compatrioti del nord e del sud. 

Alcuni fatti che i media italiani – come sempre schierati inequivocabilmente con quel Bene che ha benedetto con colpi di stato, destabilizzazioni, sanzioni, embarghi, invasioni e guerre di droni Nicaragua, El Salvador, Cile, Cambogia, Cuba, Laos, Vietnam, Panama, Iraq, Afghanistan, Iran, Pachistan, Yemen, ecc. -, non sembrano desiderosi di comunicare o comunque enfatizzare:

  • Le esercitazioni congiunte di USA e Corea del Sud ora includono anche simulazioni di attacchi preventivi alla Corea del Nord con artiglieria, migliaia di soldati americani, sottomarini nucleari, bombardieri nucleari e oltre 40 aerei da combattimento;
  • Nei media sudcoreani si è cominciato a parlare apertamente di cambio di regime e “guerra asimmetrica” con la Corea del Nord;
  • Gli scenari di guerra americani ora includono l’invasione della Corea del Nord;
  • Sono nate nuove basi americane nella regione e sono stati aggiunti nuovi sistemi di difesa missilistica. Nella famosa e bellissima isola di Jeju (Corea del Sud) sorgerà una delle più grandi basi navali degli Stati Uniti in assoluto – Jeju si trova a c. 500 km da Shanghai e oltre 600 km da Pyongyang;
  • Gli USA possiedono centinaia di basi militari in decine di nazioni [http://www.defense.gov/pubs/BSR_2007_Baseline.pdf];
  • Libia ed Iraq sono stati attaccati ed invasi anche dopo aver rinunciato ai loro programmi atomici e dopo essere stati alleati degli USA;
  • L’amministrazione Obama condanna l’aggressività della Corea del Nord ma intanto programma lanci di missili balistici intercontinentali, fa arrivare in Corea del Sud diversi caccia invisibili F-22 e fa sorvolare l’area da bombardieri B-2;
  • La Corea del Sud è stata una dittatura filo-americana fino al 1987;

Se voi foste un Nobel per la Pace intenzionato a pacificare la regione, agireste allo stesso modo?

Non è mai stata siglata una pace tra Stati Uniti, le due coree e la Cina, dopo la guerra del 1950-53. È in vigore un armistizio, come tra Siria e Israele. La Corea del Nord si considera nuovamente in stato di guerra dal 4 aprile 2013. La stampa di lingua inglese non prende la cosa troppo sul serio.

In generale, l’idea è che una parte (Kim Jong-Un) stia usando la tensione per consolidare la sua base di potere e l’altra (Stati Uniti) per rafforzare le sue alleanze nell’estremo Oriente, in caso di conflitto mediorientale (Siria e/o Iran).

Ma ci sono indicazioni che fanno pensare a qualcosa di più serio – magari non nell’immediato, ma tra non molto.

La nuova amministrazione Obama ha recentemente messo sotto pressione – irragionevolmente – la leadership coreana per un lancio satellitare (del tutto legittimo) che non aveva alcuna possibilità di servire come test balistico (sarebbe legittimo anche quello, per le Nazioni Unite). La cosa è servita come pretesto per aggiungere altre sanzioni ad un paese già stremato (si veda anche l’Iran, un altro paese che ha il diritto di sviluppare un programma nucleare, ma è sotto embargo, illegalmente). E così, il 12 febbraio, per ripicca e per protesta, la Corea del Nord ha eseguito il suo terzo test nucleare. In conseguenza di ciò, il 7 marzo del 2013 è arrivata una risoluzione ancora più restrittiva per le operazioni finanziarie internazionali della Corea del Nord, un colpo terribile per il suo sistema bancario, che non potrà più ricevere alcun aiuto da nessuna banca al mondo. Dopodiché l’amministrazione Obama ha seguito la procedura dell’escalation militare e della prova di forza per mostrare che fa sul serio, finché ha valutato che la corda era molto tesa e rischiava di spezzarsi – “voglio la pace ed una soluzione diplomatica”, dichiara oggi Obama.

La cosa più preoccupante è che è stato chiesto alla Cina di partecipare allo strangolamento economico della Corea del Nord per evitare la militarizzazione americana dell’area (pericolosa per la stessa Cina), senza però che ci sia alcuna garanzia che il do-ut-des sia rispettato dagli americani e che la cosa non sia un pretesto per accerchiare ulteriormente la Cina. Si è creato un circolo vizioso per cui più gli Stati Uniti puniscono la Corea del Nord, più forte è la resistenza dei nordcoreani e quindi più dure saranno le sanzioni successive. Gli analisti cinesi suggeriscono che Washington non abbia alcuna intenzione di risolvere la questione nucleare con Pyongyang perché è utile per portare avanti un’escalation nel Pacifico occidentale e per realizzare esercitazioni militari nella regione che fanno parte dei piani di Obama circa un maggiore impegno strategico americano nel Pacifico (intende spostare la maggior parte della flotta nel Pacifico, come dopo Pearl Harbor).

http://www.counterpunch.org/2013/04/09/whats-annoying-the-north-koreans/

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Ripassiamo la storia recente.

Il 9 ottobre del 2006 la Corea del Nord è diventata la nona potenza atomica mondiale.

Prima di quel test l’amministrazione Bush era divisa tra isolazionisti e diplomatici.

Nel 2003 il Washington Post citava una fonte del Senato che riferiva l’intenzione dell’amministrazione Bush di non ostacolare il programma atomico nordcoreano [“The administration has acquiesced in North Korea becoming a nuclear power”]

http://transcripts.cnn.com/TRANSCRIPTS/0303/06/ip.00.html

perché ciò avrebbe portato all’ulteriore isolamento della Corea del Nord (ma quindi anche alla sua radicalizzazione ed all’effettiva impossibilità di negoziare).

Dopo il test del 2006, Condoleezza Rice si compiaceva del fatto che l’evento aveva spinto la Cina a compiere passi importanti nel contenimento delle aspirazioni nord-coreane

http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2006/10/21/AR2006102100296.html

In ogni fase gli Stati Uniti hanno spostato la linea teoricamente invalicabile, quasi sfidando il regime a procedere oltre. Hanno fatto lo stesso con l’Iran. In entrambi i casi nessuno ha denunciato la manipolazione in corso, per ragioni di opportunità, e perché Iran e Corea del Nord godono di pessima fama – in gran parte meritata – e rendono tutto più facile.

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Nello stesso anno, il 2002, Bush menziona la possibilità di un attacco preventivo alla Corea del Nord e il Nuclear Posture Review del 2002 (un rapporto sulla dottrina nucleare americana) conferma che la Corea del Nord era un possibile bersaglio di un attacco atomico statunitense

http://en.wikipedia.org/wiki/Nuclear_Posture_Review

Cosa fareste se una superpotenza vi mettesse nel suo mirino e sapeste che non si tira indietro quanto si tratta di fare la guerra?

Cerchereste di dotarvi di una difesa poderosa, di un deterrente nucleare.

Tra l’altro, il caso di Saddam Hussein dimostra che anche se uno si libera delle armi di distruzione di massa, verrà attaccato ugualmente. Quindi, tanto vale tenersele.

È esattamente quel che è successo e l’amministrazione Bush non poteva non saperlo: ha adescato i nordcoreani, oppure è responsabile della più stupida e controproducente attività diplomatica dai tempi di Chamberlain. Mike Chinoy, corrispondente della CNN e uno dei massimi esperti di questioni coreane, pensa che sia vera la prima, dato che ogni volta che la Corea del Nord interrompeva il suo programma in cambio di aiuti e pace accadeva qualcosa che la rendeva insicura sulle reali intenzioni americane e la spingeva a rilanciarlo:

http://www.amazon.com/Meltdown-Inside-Korean-Nuclear-Crisis/dp/B005ZOBFIC

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Altrimenti come si spiega la vicenda del Banco Delta Asia?

“Al dialogo dei sei del 19 settembre 2005 venne firmata una dichiarazione di principi sul disarmo nucleare tra Stati Uniti e Repubblica Popolare Democratica della Corea (DPRK)…L’inchiostro si era appena asciugato sul documento quando, immediatamente, gli Stati Uniti violarono uno dei suoi punti principali. Anche se secondo l’accordo gli Stati Uniti erano tenuti a cominciare a normalizzare le relazioni con la Corea del Nord, proprio il giorno seguente annunciarono l’imposizione di sanzioni sui conti nordcoreani depositati nella sede del Banco Delta Asia di Macao, con il pretesto che questa banca fosse usata per mettere in circolazione valuta contraffatta. Se ci fosse o no qualche fondamento all’accusa deve ancora essere dimostrato (anche se c’è più di un motivo di scetticismo). L’esperto di contraffazioni tedesco Klaus Bender crede che, dal momento che la valuta USA è stampata su carta esclusivamente prodotta in Massachusetts, usando inchiostro basato su una formula chimica segreta, “è inimmaginabile” che chiunque altro, oltre agli americani “potrebbe conseguire questi materiali”.

http://www.resistenze.org/sito/os/mo/osmo6m27-000746.htm

La questione si risolse nel 2007, con lo scongelamento dei fondi nordcoreani:

http://www.asianews.it/notizie-it/Scongelati-i-fondi-di-Pyongyang-a-Macao,-atteso-lo-stop-al-programma-nucleare-8964.html

È assai probabile che il vero obiettivo di queste schermaglie sia la Cina e che una Corea nuclearizzata sia un’ottima schermatura mimetica delle reali intenzioni americane: “non ce l’abbiamo con la Cina, ma con la Corea del Nord!”. Che è poi quello che succede con i missili patriot in Polonia (“non sono contro i Russi, ma contro gli Iraniani!”) e in Turchia (“non sono contro gli Iraniani, ma contro i Siriani!”) o con le difese antimissile israeliani (“non servono per fare la guerra all’Iran, ma per difenderci da Hamas!”).

Il “giochino di prestigio” è un filino stantio, ormai, ma con le opinioni pubbliche semianalfabete dell’Occidente funziona sempre a meraviglia.

Ci troveremo ingolfati in una guerra mondiale e il 90% della gente non avrà capito come diavolo sia successo:

http://fanuessays.blogspot.it/2011/11/verso-la-terza-guerra-mondiale.html

http://fanuessays.blogspot.it/2011/11/terza-guerra-mondiale-scacchiera-pezzi.html

Gli Stati Uniti sembrano aver calcolato che il gioco valeva la candela: la bomba nordcoreana in cambio di un isolamento perpetuo ed una costante spina nel fianco delle tre potenze dell’Estremo Oriente che funga anche da cuneo per dividerle. Con il valore aggiunto della possibilità di mantenere le basi militari americane in Giappone e Corea del Sud nonostante la contrarietà delle due popolazioni.

Una crisi perpetua è quel che ci vuole per rafforzare lo schieramento anti-cinese nell’Estremo Oriente in vista di un possibile scontro, sempre smentito a parole, ovviamente, ma quasi inevitabile, se si considera il mondo una scacchiera:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/04/10/brzezinski-atlantide-e-la-supernova/

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http://temi.repubblica.it/limes/il-contenimento-della-cina/40968

Che la situazione sia più complessa di quel che ci è stato fatto credere è testimoniato dal fatto che la Corea del Nord aveva già suggerito (2009) di essere pronta a tradire la Cina, se avesse ricevuto consistenti aiuti dagli Stati Uniti – gli Americani riferirono subito la cosa ai Cinesi, che ora si mostrano più prudenti (era l’occasione giusta per risolvere la questione, invece si è provveduto ad isolare ulteriormente la Corea del Nord):

http://www.ft.com/intl/cms/s/0/9e2f68b2-7c5c-11e2-99f0-00144feabdc0.html#axzz2Q9e4r3Un

Dopo la fine della guerra fredda c’erano state diverse opportunità per integrare pacificamente la Corea del Nord in un consorzio nord-asiatico sul modello dell’Unione Europea – progetto che piace a molti statisti, industriali e diplomatici giapponesi, cinesi e coreani, anche se non viene pubblicizzato molto, e che sta decollando in questi anni:

“Ad area di libero scambio ultimata, i tre giganti dell’Asia potranno contare su un livello di efficienza e integrazione tale da eliminare qualsiasi concorrente”

http://economia.panorama.it/mondo/Cina-Giappone-e-Corea-del-Sud-creano-il-loro-mercato-comune

Nei primi anni ’90 c’erano stati degli abboccamenti tra Corea del Nord e Giappone ed il ripristino delle relazioni diplomatiche. La Corea del Nord era disposta ad offrire la pace in cambio di generose compensazioni per il dominio coloniale subito dal Giappone. L’opinione pubblica giapponese era ben disposta, la classe dirigente giapponese sa che la Corea del Nord è l’unico ostacolo ad un corridoio commerciale euroasiatico (con tunnel sottomarini, ferrovie, gasdotti, la PESETO, una mega-autostrada che dovrebbe congiungere Pechino e Tokyo passando per Seoul) che renderebbe il Giappone meno dipendente dall’egemonia americana nel Pacifico.

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Nel 1991 le due Coree avevano siglato un trattato di non aggressione. Ancora nel 2002 ci si sforzava di fare dei passi in avanti in tal senso:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2002/09_Settembre/17/giappone.shtml

Poi è arrivato il test atomico e così gli aiuti economici disperatamente necessari sono sfumati. Si è data la colpa agli imprevedibili ed inaffidabili nordcoreani, ma perché escludere a priori la possibilità che gli Stati Uniti abbiano un qualche interesse a vedere la nascita di un’Unione dell’Estremo Oriente (prospettiva impensabile finché la Corea del Nord rimarrà una mina vagante) e quindi siano intenzionati a sabotare ogni possibile accordo?

Una Corea del Nord nucleare avvantaggerebbe i piani americani per la conservazione del dominio globale – indispensabile per tenere in vita il dollaro e l’economia statunitense -, in qualità di unica superpotenza, e non è irragionevole notare come le minacce americane di attacco preventivo, le manovre militari congiunte davanti alla coste nordcoreane e le sanzioni abbiano avuto come risultato proprio quello di accelerare il programma atomico coreano (un po’ come avviene in Iran).

Allo stesso modo in cui la Guerra al Terrore è pensata per fallire, in quanto è solo un pretesto per fomentare il terrorismo in popolazioni risentite, giustificando così un perpetuo attivismo bellico americano, la Guerra alla non-proliferazione nucleare è concepita per favorirla e legittimare futuri interventi “pacificatori”. Non è certo la stabilità di un nuovo ordine mondiale l’obiettivo finale, ma un incessante contrapporsi di popoli e nazioni.

In un certo senso, si potrebbe dire che il famoso tema del Nuovo Ordine Mondiale è uno specchietto per le allodole: impedisce di capire che il dominio è già una realtà tangibile e che l’unico rimedio è un’alleanza di popoli che ponga fine ad ogni progetto egemonico di qualunque superpotenza e quindi elevi a parità di status i paesi del Terzo Mondo (che altrimenti resteranno eterne colonie oppure stati canaglia da attaccare al momento opportuno).

Il già citato Nuclear Posture Review del 2002 elencava le nazioni attaccabili: Iraq (fatto), Libia (fatta), Siria (in corso), Iran (a breve), Corea del Nord (a breve?), Russia e Cina. In piena continuità, si badi bene, con l’amministrazione Clinton:

In questo senso Bush mantiene una assoluta continuità con Clinton che, in un Rapporto di cinque anni fa (1997, NdR), rimasto allora segreto, denominato Presidential Decision Directive (PDD-60), prevedeva appunto uno spostamento dell’attenzione strategica dalla Russia alla Cina e introduceva per la prima volta l’indicazione delle cinque rogue nations indicate anche da Bush (Iraq, Iran, Corea del Nord, Libia e Siria) come possibili obiettivi di un attacco americano. […]. In questo modo il Pentagono sconfessa gli accordi internazionali che prevedono che non si usi l’armamento atomico contro paesi che non ne siano a loro volta dotati, e si arroga il diritto di scegliere senza nessun vincolo come garantire la propria sicurezza.

http://www.thefederalist.eu/index.php?option=com_content&view=article&id=560&lang=it

Ripeto: chi non si armerebbe sapendo di essere sulla black list del bullo di turno?

Il ‘Nuclear Posture Review’ di Obama (2010) esclude attacchi a potenze non-nucleari che non cerchino di sviluppare armi atomiche. Il che significa che Iran e Corea del Nord (oltre a Cina e Russia) sono ancora nel mirino.

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Ora il giovane leader nordcoreano Kim Jong-Un l’ha fatta grossa; forse per tenere a bada certi ambienti militari, come sostiene una ex spia nord-coreana (???)

http://it.euronews.com/2013/04/11/ex-007-nord-corea-kim-jong-un-minaccia-per-dimostrarsi-all-altezza/

Oppure per arrivare ad una crisi come quella cubana che ponga fine all’escalation una volta per tutte

https://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_dei_missili_di_Cuba

Credo che Dennis Rodman abbia avuto quella funzione

http://www.lastampa.it/2013/03/01/esteri/rodman-e-la-diplomazia-del-canestro-incontra-kim-jong-un-amici-per-la-vita-NwUYupKLt0uO1uzuFtpZMO/pagina.html

Se è così potremo constatare se Obama è un nuovo Kennedy, oppure se è un burattino che, volente o nolente, obbedisce a poteri sovrastanti.

Nel primo caso la leadership coreana avrebbe fatto una mossa rischiosa ma eccellente. Nel secondo caso il giovane leader nordcoreano amante del basket avrebbe fatto il gioco degli americani e messo nelle peste i cinesi (e i russi): ora gli Stati Uniti hanno il jolly del nuovo leader incontrollabile da giocarsi con le Nazioni Unite e hanno potuto schierare sistemi di intercettazioni anti-missile che potranno essere usati per bloccare un attacco cinese in risposta ad un’eventuale aggressione americana alla Corea del Nord.  La vittoria sulla Corea del Nord e la riunificazione delle Coree dimostreranno che gli USA sono ancora i numeri 1 nel mondo.

Gli Stati Uniti manterranno uno stato di tensione fino a quando non decideranno che è il momento giusto per attaccare la Cina (per questo serve Obama, l’insospettabile). A quel punto faranno in modo di farsi attaccare dalla Corea del Nord – facendole credere che un loro attacco preventivo è imminente – per coinvolgere la Cina. La Corea diventerà il teatro di un conflitto atomico regionale in cui gli USA sperano forse di potersi prendere la rivincita per lo stallo imposto dai cinesi nel 1953 (nel 1951 il generale Douglas MacArthur aveva ventilato l’ipotesi di un attacco atomico alla Cina ed era stato rimosso dal comando delle forze alleate). Sono lieto di non vivere nei paraggi.

Con l’Iran questa tattica è impossibile, perché Israele non è la Corea del Sud (o il Giappone) e non ha alcuna intenzione di temporeggiare, anche perché è convinto che il suo sistema di difesa anti-missile, testato con Hamas, sia adeguato o lo stia per diventare:

“Il conflitto fra Hamas e Israele, conclusosi con una tregua, è a prima vista l’ ennesimo episodio di una resa dei conti ripetuta a cicli regolari. Eppure, secondo Usa e Israele, c’ è un’ altra chiave di lettura: l’offensiva è servita come prova generale per un eventuale scontro armato con l’Iran”.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/11/24/nella-striscia-le-prove-per-una-guerra.html

Per il resto la situazione è molto simile, con gli USA che parlano di pace ma appoggiano una fazione contro l’altra.

Un precedente storico è lo sguinzagliamento del Giappone contro l’impero russo da parte dell’impero britannico nella guerra del 1904.

Questo è il comportamento delle superpotenze quando non esiste un’alleanza di nazioni del mondo capace di imporre soluzioni diplomatiche.

*****

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A noi piace pensare (narcisisticamente) che i nordcoreani siano selvaggi irrazionali o umanoidi robotizzati guidati da pazzi mitomani, mentre noi siamo cittadini razionali, informati e governati più spesso che no da leader che non farebbero mai certe cose.

In fondo noi incarniamo il Bene, nonostante le varie defaillance, e quindi possiamo prenderci gioco degli altri, umiliarli, ucciderli. Le liste nere di “omicidi mirati con droni” e di “guerre mirate preventive” sono un lavoro sporco che produce “danni collaterali” ma che va portato a termine per garantire un futuro migliore per tutti.

Ogni volta ci caschiamo come degli imbecilli e i guerrafondai non devono neppure sforzarsi di alterare la propaganda – usano gli stessi, identici slogan, cliché, vocaboli:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/05/21/iraq-2002-iran-2012/

Anche i tedeschi buoni furono bombardati. Anche quelli contrari alle guerre naziste ma che non riuscirono a fermarle ci lasciarono la pelle.

Tra i sopravvissuti ci sarà chi avrà la coscienza a posto e chi si sentirà in colpa per il resto della sua vita.

Il governo inglese, terrorizzato dai suoi stessi cittadini, si scava la fossa da solo

 

Enrico Franceschini, “Londra verso controllo su web e telefoni”, Repubblica, 1 Aprile 2012

“Il governo prepara nuove misure legislative che renderanno più facili i controlli sulle comunicazioni elettroniche e telefoniche. Occorrerà il mandato del giudice per accedere a contenuti, mentre quantità, durata e destinatari degli scambi saranno sempre accessibili. Le associazioni per i diritti civili protestano: “Diventeremo come la Cina”.

Se non è il Grande Fratello, l’occhio del potere che tutto vede e tutto controlla immaginato da George Orwell nel suo romanzo fantapolitico “1984”, poco ci manca. Il governo britannico sarà in grado di monitorare telefonate, messaggini, email e navigazione su internet di tutti coloro che vivono nel Regno Unito in base a una nuova legislazione che sarà annunciata prossimamente a Londra. In base alla nuova legge, le aziende di comunicazione telefonica e sul web saranno obbligate a fornire informazioni in tempo reale su specifiche domande al Gchq, l’agenzia di spionaggio elettronico della Gran Bretagna. Il ministero degli Interni afferma che l’iniziativa è cruciale per combattere terrorismo e crimine, ma i gruppi per la difesa delle libertà civili si oppongono giudicandola una pericolosa violazione della privacy e dei diritti dell’individuo.

Il precedente governo laburista guidato da Gordon Brown aveva tentato di introdurre norme analoghe, ma era stato bloccato dall’opposizione, allora rappresentata dal partito conservatore. Ora che sono loro a risiedere a Downing street, tuttavia, i Tories sembrano essersi convinti della necessità di simili controlli. La nuova legge potrebbe essere annunciata nel discorso della regina al Parlamento nel maggio prossimo. Il provvedimento, secondo indiscrezioni riportate oggi dalla Bbc e dalla stampa inglese, non consentirebbe allo spionaggio di avere accesso al “contenuto” di email, telefonate e messaggi senza un mandato della magistratura per ogni singola richiesta di indagini; ma permetterebbe al Gchq, potente braccio elettronico dell’intelligence britannica, di identificare con chi è in contatto un individuo, quanto spesso è in contatto e per quanto tempo.

Tali dati “sarebbero necessari per mantenere un flusso costante di informazioni di fronte al cambiamento delle tecnologie di comunicazione”, afferma un comunicato del ministero degli Interni, aggiungendo che la legislazione sarà presentata non appena il governo avrà ricevuto luce verde dagli organismi che hanno la supervisione delle libertà civili, ovvero non appena sarà ritenuto ammissibile e in regola con le leggi vigenti che proteggono i diritti dei cittadini.
Nick Pickles, direttore di Big Brother Watch, un’associazione che fa campagna contro l’eccesiva intrusione dello stato nella vita della popolazione, definisce tuttavia la decisione come “un passo senza precedenti che farà adottare al Regno Unito lo stesso tipo di sorveglianza esistente in un paese autoritario come la Cina”. Si tratta, sostiene Pickels, “di un grave attacco alla privacy e non è affatto chiaro se contribuirebbe alla sicurezza pubblica”. Le prime reazioni sul sito della Bbc sono state in maggioranza negative”.

http://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2012/04/01/news/gb_sicurezza_privacy-32570348/?ref=HREC2-6

Ho dato un’occhiata alle reazioni sui forum dei 4 principali quotidiani inglesi. Ecco una selezione dei commenti che hanno ricevuto il maggior numero di “mi piace”.

Questo deve essere un “pesce d’aprile”. Nessun governo potrebbe essere così stupido. Vogliono veramente che il Regno Unito si affianchi all’Iran, alla Cina, ecc. quegli stessi paesi che siamo sempre pronti a criticare?

Questa cosa mi preoccupa davvero molto. Immagino che sia camuffata da metodo per combattere il terrorismo, ma sarà anche utilizzata per tenere sotto controllo le persone contrarie alle politiche della coalizione di governo…e che si troveranno sotto esame ed inserite su una specie di lista, segnalati al datore di lavoro se sono insegnanti o all’amministrazione pubblica se beneficiari di sussidi. Non riesco a credere che stiano dicendo la verità circa gli obiettivi reali di tutto questo.

Più di dieci anni fa, stavo parlando con uno dei tecnici della polizia per la sorveglianza di Internet. Già 10 anni fa il suo avvertimento era allarmante: potevano già vedere tutto quello che facevano tutti. Ogni anno pare che la polizia intercetti oltre 250mila telefonate e molto spesso senza l’autorizzazione di un magistrato. Dunque esiste già questo tipo di monitoraggio, ed è in corso da molti anni, e la prova di questo è di dominio pubblico,  con i frequenti casi giudiziari inerenti le intercettazioni.

Ma allora, a cosa serve veramente questa nuova legge?

La risposta a questa domanda non può che essere spaventosa!

Ci sono molti modi in cui la polizia e il governo possono già guardare la nostra corrispondenza e i nostri fornitori di servizi Internet hanno già accesso ad ogni cosa che facciamo su internet (es. Google). Le domande che dobbiamo porci sono: perché è necessaria questa nuova legge? Perché proprio ora? A quale scopo? Quale sarà l’oggetto di queste nuove leggi che non è già coperto dalle leggi esistenti? L’intera faccenda puzza, soprattutto quando leggiamo in questa stessa pagina un articolo su come i poliziotti vengono istruiti a non fidarsi delle nostre comunità. C’è una crescente mania di controllo, incoraggiata dalla paura di disordini che viene fomentata ai nostri giorni, giorni bui.

Penso che il governo si stia preparando per gli inevitabili disordini che ci aspettano. Sanno che saranno sempre più impopolari con queste misure che  incidono sulle libertà dei cittadini e con l’introduzione di inutili misure di austerità. Semplicemente non gliene frega più niente – la nave è già salpata. Stanno preparando il campo, posizionando i loro pezzi, tutelando i loro interessi. È tempo che gli inglesi si rendano conto che il loro vecchio sistema parlamentare ha cessato di funzionare un bel po’ di tempo addietro. Tutto quello che abbiamo ora è un governo, dietro le mentite spoglie di 3 partiti – dimenticatevi gli altri, non avrebbero mai il permesso di governare il paese con il sistema attuale. Ci abbagliano con le loro false pantomime di litigi e di campagne elettorali, ma alla fine servono gli stessi padroni e prendono ordini direttamente dalle banche, persone e imprese che detengono la maggior parte delle ricchezze qui e all’estero. Finché restiamo a guardare e permettiamo che si consumi questa farsa, ci mentiranno costantemente e faranno qualunque cosa gli passi per la testa.

Messaggi completi che includeranno naturalmente i contenuti dovranno essere conservati per monitorare i dati punto per punto. Le aziende che saranno incaricate di farlo non avranno altra scelta che archiviare tutto su giganteschi database e successivamente decodificare e ricostruire i contenuti punto per punto. Quindi, indipendentemente dalle tutele legali e dei consumatori che vengono promesse, queste sono solo inutili rassicurazioni. Inoltre i giudici ai quali spettano queste decisioni odiernamente tendono a dire sì ad ogni richiesta del genere. Se i dati sono lì sarà tutto potenzialmente oggetto di abusi, prima o poi, perché questa è la natura di coloro che desiderano memorizzarli.

Non importa quali scuse tirino fuori per farlo, tutto questo si riduce al fatto che non si fidano della popolazione di questo paese. Ora, mi chiedo per quale ragione?

L’Occidente sta imponendo democrazia, libertà e capitalismo al resto del mondo, mentre priva i propri cittadini, o sudditi, nel caso del Regno Unito, degli stessi diritti. Mi viene in mente una citazione famosa e così vera: “Nessuno è più schiavo di chi crede erroneamente di essere libero” (Johann Wolfgang von Goethe).

Il partito laburista resta preoccupantemente in silenzio. Pensavo che Ed Miliband [leader del partito laburista] fosse pronto a porre rimedio agli errori del New Labour, incluso l’autoritarismo. È quel che ci aveva detto. Invece, con tutti e tre i principali partiti a sostegno di queste politiche, i presunti rappresentanti del popolo stanno mostrando il loro vero volto di classe dirigente determinata a trattare tutta la popolazione, le persone che si suppone loro debbano rappresentare, come potenziali criminali e nemici dello stato che vanno dominati e controllati, piuttosto che rappresentati.

Non c’è da stupirsi che in questi tempi di crisi il governo senta il bisogno di ogni mezzo a sua disposizione per monitorare e controllare una popolazione eccedente rispetto ai posti lavoro ed alle risorse disponibili.

Tutto converge: il giubileo della Regina, i Giochi Olimpici e la prossima guerra in Medio Oriente: lo scenario perfetto per istituire uno stato di polizia antiterroristico. Con 40mila uomini dell’esercito e delle forze di polizia attesi per le strade di Londra durante le Olimpiadi e batterie di missili nel Tamigi e quant’altro, è abbastanza chiaro che ci stiamo preparando per qualcosa di molto brutto. “Sigilliamo Londra” si trasforma in “Sigilliamo la Gran Bretagna”, un sistema di sorveglianza permanente, decisamente in linea con le previsioni di Orwell.

Occorre contrastare questa cosa. Abbiamo già più telecamere a circuito chiuso a testa di qualsiasi altro paese al mondo (più della Cina o della Corea del Nord), e ora vogliono ascoltare tutte le vostre chiamate, leggere le vostre e-mail e messaggi di testo e controllare ciò che si sceglie di guardare su internet. Non solo, possono già tracciare il vostro abbonamento per i mezzi di trasporto pubblico, con registrazioni video e AUDIO (molte persone non lo sanno!) negli autobus, nella metropolitana e sui treni. La prossima volta che salite su un autobus, date un’occhiata a quante telecamere a circuito chiuso ad alta definizione ci sono. È veramente spaventoso.

Se faranno passare questa legge, insieme con il piano del sindaco di Londra per prevenire ogni sciopero, allora saremo a buon punto nella creazione di un nuovo stato fascista – in cui il governo e gli interessi aziendali prevalgono sulla democrazia e l’opinione pubblica.

Questo tipo di politica ha funzionato davvero bene nella ex Germania orientale.

Ci sono forze oscure al lavoro nel nostro governo. “Servizi”, come la polizia e i servizi segreti hanno interrotto una tradizione di servizio pubblico e cercano di essere i nostri padroni. Questa non è semplicemente una questione di privacy, è molto più seria. È la questione di quale forma di governo abbiamo, se torniamo a credere nelle virtù della democrazia liberale, o se invece discendiamo nella tirannide. Non è nulla di iperbolico, né ridicolo. Sta succedendo. È così che le società si trasformano in tirannie.

Sono stato un poliziotto per 20 anni. Tutto questo è malvagio, sbagliato, folle. Mi vergogno di essere britannico, oggi.

“La questione non è se sei paranoico, la questione è se sei sufficientemente paranoico” (Max, Strange Days).

Ora saremo in grado di tener testa alla Cina ed all’Iran. Non siamo troppo lontani da uno stato di sorveglianza ed uno totalitario, dove l’auto-censura ed il  controllo del pensiero calpestano la libertà di espressione e l’autonomia di giudizio. Se questo è ciò che è necessario per combattere il terrorismo (ancora una volta, torna fuori la classica giustificazione) allora gli altri hanno già vinto e noi abbiamo perso.

Tutto quello che decisioni come questa ci dicono è che lo Stato ha sempre più paura dei suoi cittadini, il che significa che lo Stato sta facendo qualcosa di sbagliato e sa che la cittadinanza potrebbe coglierlo con le mani nel sacco e che ci sarebbe l’inferno in terra se ciò accadesse. Quindi tutti devono essere monitorati in modo tale che le persone sbagliate siano fatte star zitte e che le voci di quelle giuste trovino ampia risonanza.

Queste non sono le azioni di un governo democratico. Questa demolizione della tutela della vita privata è cominciata negli Stati Uniti ed ha ormai raggiunto uno stadio in cui chiunque può essere sorvegliato in base ai capricci del Grande Fratello, può essere catturato e portato via dalla sua casa e famiglia senza un giusto processo e può essere incarcerato a vita senza che sia formulata un’accusa e senza che possano disporre di un avvocato.

Il caso del commentatore su Twitter che è stato processato per aver pubblicato una battuta in stato di ubriachezza è assolutamente spaventoso. Era ovviamente uno scherzo – i terroristi, di norma, non pubblicano i loro piani su Twitter. Quindi questo caso è stato un monito rivolto a tutti. Queste iniziative non faranno nulla per prevenire il terrorismo, questa scusa è semplicemente una cortina di fumo. Sono state pensate precisamente per eliminare i diritti personali, quei diritti che decine di milioni di nostri nonni hanno dato la vita per preservare.

Per approfondire:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/02/29/gustavo-zagrebelsky-sul-nuovo-ordine-mondiale-e-lapocalisse/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/03/21/utah-2013-dal-grande-fratello-allimmenso-fratello/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/02/27/cose-il-grande-fratello/

E se l’Iran avesse già l’atomica? Osservazioni sconvenienti sull’Armageddon che verrà

di Stefano Fait

L’azione di alcuni dei sionisti di casa nostra finirà per inimicare tutti contro quello che stanno cercando di realizzare. Temo molto che gli ebrei siano come tutti i perdenti: quando la forza è dalla loro parte sono altrettanto intolleranti e crudeli di quanto lo era prima la gente nei loro confronti. Mi dispiace davvero tanto questa situazione perché hanno sempre goduto delle mie simpatie.

Harry Truman, lettera a Eleanor Roosevelt, 23 agosto 1947 [rispecchia in pieno il mio pensiero]

L’esito finale di questa deriva sarà probabilmente un conflitto con l’Iran e con gran parte del mondo islamico. Uno scenario plausibile di uno scontro militare con l’Iran presuppone il fallimento [del governo] iracheno nell’adempiere ai requisiti [stabiliti dall’amministrazione statunitense], con il seguito di accuse all’Iran di essere responsabile del fallimento, e poi, una qualche provocazione in Iraq o un atto terroristico negli Stati Uniti che sarà attribuito all’Iran, [il tutto] culminante in un’azione militare “difensiva” degli Stati Uniti contro l’Iran.

Zbigniew Brzezinski, grande vecchio della politica estera statunitense, mentore del giovane Obama e co-fondatore con David Rockefeller della Commissione Trilaterale, testimonianza resa di fronte ad una commissione del Senato americano, 1 febbraio 2007

Noi non abbiamo bisogno di una nuova guerra. E dobbiamo chiarirlo ai nostri amici israeliani. Se gli Israeliani vogliono cominciare un conflitto armato contro l’Iran, , devono sapere che noi non lo sosterremo mai. Se lo fanno, dovranno farlo da soli. Devono assumersi tutta la responsabilità perché in caso di una guerra si dovrà pagare un prezzo altissimo e le conseguenze di un intervento militare saranno disastrose soprattutto per gli Stati Uniti, in Afghanistan e Iraq, nel settore energetico ed anche per la stabilità in Medio Oriente. […]. La mia impressione è che al momento gli Israeliani stiano essenzialmente spingendoci a dettare agli Iraniani una soluzione formulata in termini che troveranno inaccettabili. E poi, prima delle elezioni, saranno tentati di colpire l’Iran. Obama è stato umiliato l’ultima volta che Netanyahu è venuto a Washington e il presidente degli Stati uniti non dovrebbe lasciarsi umiliare. Rappresenta gli interessi americani e deve esporli all’interlocutore in termini inequivocabili. Obama deve dire a Israele che gli iraniani reagiranno bersagliando per primi i nostri obiettivi. Saremo noi a pagare un prezzo salatissimo. Questo è inaccettabile. Però dobbiamo anche ricordare che la maggior parte degli israeliani, incluso il Mossad, lo Shin Bet, l’esercito non appoggiano la guerra. È della stessa posizione anche quasi tutta la comunità ebraica in America.

Zbigniew Brzezinski, intervistato da Fareed Zakaria, 26 febbraio 2012

Una domanda che non ha ricevuto risposta. Perché l’Iran continua a far sapere a tutti i progressi del suo programma nucleare? Non sembra esserci alcun motivo per far sapere al mondo esattamente a che punto sono e dove stanno facendo quel che fanno. A meno che non sia un’esca per l’Occidente e per Israele. Questi annunci sono dunque delle provocazioni? Vogliono che l’Occidente faccia la prima mossa? Ci piacerebbe credere che siano davvero stupidi nel rivelare al mondo che cosa stanno facendo, ma non siamo così ingenui. Dove c’è un’esca c’è sempre una trappola, o un amo. C’è qualcuno al di sopra di loro che sta tirando le cordicelle e sta usando l’Iran come un’esca, un richiamo?

Lettore di Haaretz

Un comitato di scienziati ha stimato che 3 milioni di persone morirebbero entro poche settimane a causa della nube radioattiva se i reattori iraniani fossero bombardati. A sua volta l’Iran bombarderebbe la centrale atomica di Dimona, trasformando gran parte di Israele in un paesaggio à la Chernobyl per millenni.

Lettore di Haaretz

Gli unici che potrebbero beneficiare di questo sarebbero Israele e i Sauditi…Israele e Arabia Saudita sono nemici molto più pericolosi degli Iraniani. Il congresso è maniacalmente fissato con la guerra con l’Iran … Ascoltate il senatore Graham, il senatore McCain e Joe Lieberman … sono controllati dagli Israeliani… i Sauditi sono molto influenti e perciò quando osservate questo tipo di cose vi dovete sempre chiedere chi trarrebbe vantaggio dalla guerra? Ad Israeliani e Sauditi piacerebbe vedere i nostri soldi e i nostri giovani uomini e donne essere uccisi combattendo contro i loro nemici in Iran.

Michael Scheuer, ex agente della CIA ed ora storico alla Georgetown University, intervistato da Fox News nell’ottobre del 2011

 

IRAN

Come sa chi legge i miei post, una delle cose che non ho mai capito è perché i leader iraniani si comportano con così tanta strafottenza. Perché si permettono di minacciare direttamente gli USA e la Turchia (ossia la NATO), promettendo “grandi sorprese”, come i peggiori fanfaroni? Perché Ahmadinejad è così convinto che il regime sionista scomparirà dalla storia? Perché un generale delle guardie rivoluzionarie riferisce che: “uno dei nostri più grandi desideri è che il regime sionista attacchi, per poterlo gettare nella discarica della storia”:

http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/iran-threatens-to-bung-israel-into-the-trash-bin-of-history-if-attacked-1.396837

È come se non rischiassero seriamente la sconfitta e la distruzione. Sono davvero dei folli o sono dei millantatori, che è poi lo stesso, in queste circostanze? Obama sostiene che sono razionali, ossia che sanno il fatto loro. Probabilmente è così. Forse anche il governo israeliano è razionale. Il problema è che gli uni e gli altri vedono solo quel che vogliono vedere ed escludono dall’ordine delle possibilità le ripercussioni più spiacevoli. È degno di nota il fatto che questo sia proprio il tallone di Achille degli psicopatici (forse il loro unico punto debole, ma che punto debole!).

Torniamo agli interrogativi iniziali.

Perché l’Iran dovrebbe reclamizzare al mondo ogni fase del suo programma atomico, se non fosse già da tempo in attesa dell’attacco israeliano e lo sollecitasse, nella certezza che ciò lo favorirà? Forse il suo arsenale è stato prodigiosamente rafforzato? Forse i siti nucleari sono uno specchietto per le allodole e già possiede armi nucleari, oppure ha le spalle coperte da chi ne ha?

Se fossi una nazione che sta costruendo una bomba nucleare non lo farei sapere a tutti e invece disseminerei disinformazione. Il primo test lo farei solo dopo aver già costruito o acquistato diversi ordigni. È possibile che l’Iran abbia fatto precisamente questo. È possibile che l’opposizione interna ad un attacco statunitense all’Iran nel 2005 o nel 2008, che era nei piani dell’amministrazione Bush, sia stata motivata da questa consapevolezza.

Non è per nulla implausibile che l’Iran si sia già procurato sul mercato nero alcune testate atomiche, dalla Corea del Nord, dalla Russia o dal Pachistan, come garanzia per poter completare il suo programma nucleare indipendente. La sua dotazione di sommergibili gli consentirebbe di lanciare un devastante contrattacco anche se la madrepatria fosse in fiamme.

Alcune conferme arrivano da fonti inattese. Nel 2002, il capo di stato maggiore russo Yuri Baluyevsky, nel corso di un summit tra Bush e Putin a Mosca, in risposta alla domanda se l’Iran costituisca una minaccia per Israele, la Russia o gli Stati Uniti, ha affermato: “Ora, per quel che riguarda la possibilità che l’Iran abbia compiuto dei test missilistici, l’Iran possiede già armi nucleari. Naturalmente sono armi non-strategiche. Intendo dire che non sono missili con una gittata di oltre 5500 chilometri”.

Alcuni quotidiani dell’area di lingua tedesca hanno riportato la notizia che due test atomici nord-coreani segreti del 2010 potrebbero essere stati effettuati su commissione iraniana:

http://www.welt.de/politik/ausland/article13901079/Iran-soll-Atombombe-in-Nordkorea-getestet-haben.html

Se fosse vero, l’Iran sarebbe già in possesso di alcune bombe atomiche e l’ultima cosa da fare sarebbe attaccarlo.

Per la verità, sarebbe in ogni caso un’idea stupida, visto che l’unico risultato sarebbe quello di ritardare il programma di uno, due anni e di persuadere la leadership iraniana e la popolazione a dotarsi dell’arma atomica per difendersi dal sionismo.

In ogni caso l’Iran è già una potenza nucleare – non servono le bombe atomiche per distruggere una nazione, sono sufficienti quelle “sporche” (radiologiche)  – e perché chi sa inviare satelliti militari nello spazio ha già tutto quel che serve per sviluppare missili che possano colpire gli Stati Uniti.

L’Iran è dotato di un sistema satellitare di guida, un sistema di propulsione di missili ed abbastanza materiale radioattivo per un ordigno nucleare improvvisato o una bomba sporca. Siamo già sulla soglia di uno scenario apocalittico.

L’Iran sa di godere dell’appoggio della Russia, della Cina, dei Libanesi, dei Palestinesi e del governo siriano, che sta riprendendo il controllo del paese.

Stiamo assistendo ad un esplicito allineamento della Russia al fianco dell’Iran che non promette nulla di buono per Israele. La Russia può ridurre Israele ad un cratere vetrificato con relativa facilità.

La Siria è la chiave del Medio Oriente. È  già circondata da nazioni filo-occidentali (Israele, Turchia, Giordania e Iraq). È il trait d’union con l’Iran e l’Iran è il collegamento tra Russia e Cina.

Per questo un’unità militare russa specializzata in operazioni anti-terrorismo è arrivata nel porto siriano di Tartus. Il ministro della Difesa Anatoly Serdyukov ha precisato che non ci sono forze speciali russe che operano nel paese, ma che ci sono tecnici e consiglieri militari. La portavoce del Dipartimento di Stato americano non ha rilasciato alcun commento in merito:

http://abcnews.go.com/Blotter/russian-anti-terror-troops-arrive-syria/story?id=15954363#.T2efd46UzhG

La Russia ha anche potenziato le difese radar iraniane:

Si sta svolgendo un gioco di potere molto pericoloso ed è sempre più evidente che la cosa rischia di risolversi in una tempesta di fuoco, un vero e proprio Armageddon. I proclami, ammonimenti, avvertimenti, teoremi, minacce, accuse sono quasi identici a quelli che hanno preceduto l’attacco all’Iraq, in violazione del diritto internazionale e sulla base di menzogne spudorate. Si potrebbe quasi dire che l’unica differenza è la lettera finale: una “n” invece della “q”. Ieri come oggi, si sostiene che bombardare migliaia di civili garantisce la pace, la sicurezza e la stabilità del mondo.

ISRAELE

Gli analisti del Jerusalem Post hanno battezzato il 2012 “l’anno che deciderà il futuro dello Stato ebraico”:

http://www.jpost.com/PromoContent/Article.aspx?id=250203

Molta gente, in Europa e negli Stati Uniti, non crede che il governo israeliano faccia sul serio. Eppure perché dovrebbe costringere la popolazione a fare esercitazioni specifiche per una rappresaglia iraniana e inviare l’aviazione a Gibilterra e in Romania per addestrare i piloti ad operare in Iran? Perché dovrebbe aver sospeso l’attività della centrale atomica di Dimona? Solo per dimostrare che fa sul serio? Israele ha già attaccato siti nucleari in Iraq (1981) e in Siria (2007). Sembra inequivocabile che non sia assolutamente intenzionato a consentire che altre nazioni islamiche (oltre al Pachistan) si dotino dell’arma atomica. Israele si sente assediato e la situazione sta progressivamente assumendo la forma di una rievocazione delle Idi di Marzo o della morte catastrofica di Sansone:

http://www.nytimes.com/2011/09/11/world/middleeast/11israel.html?hp

La paura di un secondo olocausto è la ragione per cui si sta cacciando sempre più in un vicolo cieco, verso la distruzione:

http://www.informarexresistere.fr/2012/01/27/auschwitz-in-israele-un-suicidio-collettivo/#axzz1pkJAZiL8

Per evitare un conflitto nucleare rischia di scatenarlo. È dai tempi di Begin che Israele ha adottato la politica dell’attacco preventivo per la salvaguardia di Israele, quindi non c’è alcun motivo di credere che questa volta le cose andranno diversamente. Sarà l’esito ad essere differente, dato che Israele non ce la può fare e soccomberebbe anche se godesse dell’aiuto americano: un fazzoletto di terra così ristretto non può permettersi di essere colpito da una arma di distruzione di massa. Per questo l’idea stessa di creare lo stato di Israele è un regalo postumo a Hitler & co. Chi si è trasferito lì ha dimostrato scarsissima lucidità.

La verità è che non ci sono più alternative: se Israele attacca ora sarà uno scenario da incubo subito e se attende senza fare nulla sarà uno scenario da incubo entro qualche mese. C’è una bomba ad orologeria, nel Medio Oriente, che nessuno può fermare. È sorprendente – o forse non lo è – che i politici italiani, irresponsabilmente, continuino a far finta di niente, troppo impegnati a smantellare lo stato sociale e i diritti dei lavoratori per preoccuparsi dell’Armageddon.

Il pericolo è che Israele risponda agli attacchi missilistici di Iran, Hamas e Hezbollah usando il suo deterrente nucleare, ossia l’Opzione Sansone:

Lo farà quasi certamente se i missili saranno armati con agenti chimici e biologici (pensiamo alle conseguenze sull’area metropolitana di Tel Aviv, con i suoi 2 milioni di abitanti, e tanto odiata dagli Ebrei ortodossi per la sua insufficiente ebraicità). Questo significherà l’annichilimento di una regione che contiene il 40% del petrolio mondiale, e quindi dell’economia globale. La vedo male per tutte le basi americane che circondano l’Iran. Se fossi un soldato statunitense in servizio in quell’area me la farei sotto.

Perché Israele si comporta così dissennatamente? E, ancora una volta, perché dovrebbe informare il mondo di ogni sua intenzione e mossa?

L’unica risposta che mi appare convincente è che l’Iran sia un diversivo (alla faccia del diversivo!): l’obiettivo di Israele è Eretz Yisrael, ossia la pulizia etnica dei Palestinesi. E ciò spiega perché i toni si siano incendiati proprio dopo l’iniziativa palestinese per il riconoscimento all’UNESCO ed all’ONU.

Il governo israeliano ha bisogno di un conflitto medio-orientale per giustificare i crimini che ha intenzione di perpetrare in Palestina (su scala molto maggiore di quel che già succede), con il pretesto che Hamas e Hezbollah sono alleati dell’Iran. L’effetto sarà quello di coinvolgere tutti gli Ebrei del mondo, volenti o nolenti, in una guerra sionista e di far infuriare gli Americani.

CHE COSA SUCCEDERÀ?

Le vite di 200 milioni di arabi, ebrei, persiani, turchi – tanto per cominciare – sono a rischio di essere soppresse in un nuovo, definitivo olocausto biochimico e radioattivo. Molti si vogliono convincere che un evento così mostruoso non possa aver luogo, che alla fine tutto si sistemerà. Probabilmente lo pensavano anche moltissimi Ebrei europei prima dell’Olocausto e lo pensano anche molti Ebrei americani, inconsapevoli del forte rischio di pogrom ai loro danni, a causa delle trame sioniste:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/03/22/il-new-york-times-prepara-il-terreno-per-il-prossimo-11-settembre-dove-sono-kennedy-e-kruscev-quando-ne-hai-bisogno/

Certe cose sono troppo terribili, pur essendo concepibili, e si fa fatica a prenderle sul serio. Eppure sono reali.

Dopo che la guerra sarà arrivata e Israele, solo contro tutti, avrà avuto la peggio, ci saranno molti suicidi/omicidi, nelle alte sfere, tra chi si è schierato dalla parte sbagliata. E questo non solo negli Stati Uniti. Tra squali non c’è posto per la pietà e per il perdono. Anche il mondo dell’informazione, in diversi paesi, non sarà immune da purghe.

Ma lo sviluppo più importante non sarà l’estinzione del sionismo, la distruzione di Israele e della Palestina, o la persecuzione di sionisti ed Ebrei nel Nord America da parte di integralisti di ogni risma, particolarmente gli evangelici, convinti che secondo le Sacre Scritture gli Ebrei non convertiti saranno sterminati (sic!). Ci saranno veri e propri pogrom antisemiti/antigiudei se i fondamentalisti cristiani saranno indotti a credere che tutti i mali del mondo siano da addebitare ad Israele. L’amore si può convertire in odio in un istante dopo un evento di rottura, per sanare un’intollerabile dissonanza cognitiva.

Se fossi un nuovo Hitler e volessi sterminare gli Ebrei farei quanto segue:

  1. Ne concentrerei un gran numero in un luogo ristretto: farei affluire quanti più Ebrei è possibile, anche gente non particolarmente raccomandabile, gente disposta a tutto, anche a rendersi responsabile di atrocità a nome di Israele e di tutti gli Ebrei;
  2. Manipolerei certi media, creando un tabù del politicamente corretto contro il pensare o il parlare male di Israele: “fanno solo cose buone, sono sempre vittime”;
  3. Tirerei la corda con l’opinione pubblica internazionale, generando una pressione psicologica sempre crescente, in modo tale da impedire un dibattito spassionato e ragionevole su quel che avviene in Palestina;
  4. Il bacino si riempie, le saracinesche sono chiuse, la diga fatica a contenere la pressione dell’acqua. Infine, quando la tensione è irrefrenabile, mollerei la corda con un bel voltafaccia, affibbiando l’intera colpa al capro espiatorio giudeo, quando la posizione israeliana sarà indifendibile (molto presto, grazie a Netanyahu & co.). Saranno rimasti in pochi a protestare se succederà qualcosa ad Israele ed agli Ebrei in giro per il mondo;

Chi userei per porre fine al sionismo: Russia o Stati Uniti?

Nonostante tutto, però, lo sviluppo più importante per il resto del mondo sarà invece la Rivoluzione Globale. La guerra, nelle intenzioni di chi la vuole, dovrebbe stroncare sul nascere i fermenti di rivolta e mantenere in vita il dollaro. Servirà invece a far infuriare una volta per tutta le masse, stanche di essere prese per i fondelli ed usate come carne da cannone e come vacche da mungere fiscalmente. Questo conflitto potrebbe essere la scintilla che farà esplodere tutto.

Lunedì 5 marzo 2012 si decidono le sorti del mondo, nell’indifferenza della gente

 

di Stefano Fait

 

 

Si sente usare l’espressione tutte le opzioni sono sul tavolo. Ma alcune azioni sono contrare al diritto internazionale.

Antonio Patriota, ministro degli Esteri brasiliano, rivolgendosi al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, 24 febbraio 2012

Noi non abbiamo bisogno di una nuova guerra. E dobbiamo chiarirlo ai nostri amici israeliani. Se gli Israeliani vogliono cominciare un conflitto armato contro l’Iran, sorvolando il nostro spazio aereo in Iraq, devono sapere che noi non lo sosterremo mai. Se lo fanno, dovranno farlo da soli. Devono assumersi tutta la responsabilità perché in caso di una guerra si dovrà pagare un prezzo altissimo e le conseguenze di un intervento militare saranno disastrose sopratutto per gli Stati Uniti, in Afghanistan e Iraq, nel settore energetico ed anche per la stabilità in Medio Oriente. […]

Obama deve dire a Israele che gli iraniani reagiranno bersagliando per prima i nostri obiettivi. Saremo costretti noi a pagare un caro prezzo. Questo non è  accettabile. Però dobbiamo anche ricordare che la maggior parte degli israeliani non supporta la guerra. È della stessa posizione anche quasi tutta la comunità ebraica in America.

Zbigniew Brzezinski (il Grande Vecchio della politica estera statunitense e mentore di Obama), 26 febbraio 2012

http://www.youtube.com/watch?v=52G-qiK8qEY

testo trascritto (inglese):

http://transcripts.cnn.com/TRANSCRIPTS/1202/26/fzgps.01.html

Allo stato attuale un attacco contro l’Iran non è prudente e, soprattutto, sarebbe destabilizzante.

Martin Dempsey, Capo di Stato maggiore della Difesa Usa, 20 febbraio 2012

 

Panetta crede che vi sia una forte probabilità che Israele colpisca l’Iran nel mese di aprile, maggio o giugno, prima che l’Iran entri in quella che gli israeliani hanno descritto come una ‘zona di non ritorno’ nell’iniziare la costruzione di una bomba nucleare.

http://www.washingtonpost.com/opinions/is-israel-preparing-to-attack-iran/2012/02/02/gIQANjfTkQ_story.html

Cosa accadrebbe poi? Una catastrofe umanitaria, un grande numero di rifugiati. E l’Iran vorrebbe vendetta, e non solo contro Israele, ma anche contro altri paesi. Gli eventi nella regione diventerebbero completamente imprevedibili. Penso che l’entità di tale catastrofe non sarebbe paragonabile a null’altro. Perciò, prima di prendere la decisione di lanciare qualunque attacco, bisogna considerare appieno la situazione. Sarebbe il modo più irrazionale di affrontare la questione. Ma i miei colleghi israeliani mi hanno detto che non stanno pianificando una cosa simile. E gli io credo.

Dmitriy Medvedev, nel 2009

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=6299

Mentre al GF12 Patrick bacia Ilenia, il Ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, noto per essersi lasciato sfuggire che se fosse stato un mullah iraniano avrebbe optato per l’atomica anche lui, essendo l’Iran una nazione circondata da potenze atomiche, è in visita negli Stati Uniti per perorare la causa dell’attacco preventivo. Incontrerà Biden, Panetta e vari alti ufficiali del Pentagono. Lui, che in teoria dovrebbe essere progressista, è considerato un falco dagli Americani, che lo giudicano il principale responsabile dell’irrigidimento di Netanyahu:

http://www.haaretz.com/print-edition/news/barak-heading-to-u-s-for-talks-on-iran-nuclear-threat-1.414978

Lunedì 5 marzo Obama e Netanyahu si incontrano a Washington. Forse per l’ultima volta. Netanyahu, ossessionato dall’Olocausto e dalla prospettiva di un Secondo Olocausto come nessun altro leader israeliano prima di lui, lancerà quello che è un vero e proprio ultimatum, pretendendo da Obama la garanzia assoluta che gli USA faranno tutto ciò che è necessario per bloccare il programma nucleare iraniano dopo le elezioni presidenziali del novembre 2012 (dando quindi per scontato che Obama le vinca). Se non riceverà sufficienti rassicurazioni in tal senso, Israele attaccherà prima delle elezioni, perché l’Iran sta per rendere inaccessibile il suo programma nucleare e perché un Obama che insegue il secondo mandato è più vulnerabile:

http://www.haaretz.com/print-edition/opinion/if-israel-strikes-iran-it-ll-be-because-obama-didn-t-stop-it-1.414245

dando l’avvio ad un effetto domino che ingolferà il mondo in una serie di conflitti regionali e poi, con il tempo, globali, una catastrofe economica prodotta dall’aumento del prezzo del petrolio ed un disastroso rilascio radioattivo planetario:

http://www.informarexresistere.fr/2011/12/24/fukushima-in-confronto-sarebbe-una-bagatella/#axzz1nNrT1Utx

Tutto questo sarà verosimilmente accompagnato da sommosse, insurrezioni e, più oltre, una rivoluzione globale.

Stephen Harper, premier canadese fortemente filo-americano, ha già detto no a Netanyahu pur riconoscendogli il diritto di difendersi (ossia di attaccare):

http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=116457

Anche Obama dirà no, negli stessi termini. Non perché intenda finalmente guadagnarsi il premio Nobel per la Guerra vergognosamente conferitogli sulla fiducia, ma perché la lobby sionista a Washington è molto meno forte di quel che crede e perché l’esercito americano è ferocemente ostile a questa prospettiva e potrebbe persino mettere in discussione la sua lealtà all’esecutivo. Inoltre Obama non può permettere che gli Stati Uniti facciano la figura del burattino di Israele e non può più smentire le argomentazioni contrarie del suo entourage e della CIA:

http://www.wallstreetitalia.com/article/1330263/iran-intelligence-usa-teheran-non-cerca-la-bomba-atomica.aspx

in linea con quelle del Mossad, che sta cercando, senza successo, di salvare capra e cavoli:

http://www.informarexresistere.fr/2012/01/04/la-prova-che-israele-e-in-mano-ad-una-cricca-di-invasati-antisemiti/

Dal canto loro i dirigenti israeliani hanno già chiarito che non avvertiranno gli Stati Uniti riguardo alla loro decisione di colpire preventivamente i siti nucleari iraniani, ufficialmente per evitare di coinvolgerli, dato che sarebbero incolpati di non aver fatto tutto quel che era possibile per fermare Israele. [Ed è assolutamente vero!]. La verità è che gli Israeliani sanno già da tempo che gli Americani non li appoggeranno e che il loro attacco sarà unilaterale. Intendono procedere ugualmente, citando l’esempio della Corea del Nord, che alla fine si è dotata di arma atomica [esempio controproducente: il dittatore mitomane non l’ha mai usata]:

http://www.foxnews.com/us/2012/02/27/ap-source-israel-wont-warn-us-before-iran-strike/#ixzz1nn1NmK3L

Ehud Olmert, il predecessore di Netanyahu, attaccò un sito “nucleare” siriano segreto nonostante la contrarietà dell’amministrazione Bush (Cheney era però a favore, come sempre). Mentre quell’attacco era inatteso, questo è l’attacco più telefonato della storia:

http://www.haaretz.com/weekend/week-s-end/netanyahu-faces-a-tough-decision-should-obama-not-give-him-a-green-light-on-iran-1.416061

Un alleato che entra in guerra contro la volontà del partner e che lo tiene all’oscuro del momento in cui lo farà verosimilmente sancisce la fine dell’alleanza. Israele resterà solo a combattere contro tutti i nemici partoriti dalla sua costante tensione, ansia, paranoia, aggressività.

D’altronde Israele fa bene a non fidarsi degli Stati Uniti, che hanno sempre visto Israele come una pedina da sostenere finanziariamente e militarmente finché era nel loro interesse. Gli Stati Uniti non hanno costruito una base militare in Israele per proteggerlo e non sono minimamente riluttanti a sacrificare questa piccola nazione in vista di un boccone più grande. La prova di ciò è che gli USA, nel 2003, hanno attaccato l’Iraq, non l’Iran, come sperava Israele. Le nazioni non sono esseri umani e non si comportano coscienziosamente: se gli Stati Uniti intendono giocarsi Israele contro un’altra potenza, lo faranno e faranno credere al mondo che Israele sia l’unica causa della sua rovina. Ma non se la caveranno a buon mercato: il sacrificio dell’alfiere si ripercuoterà drammaticamente su di loro e non troppo in là nel tempo. Se l’amministrazione Obama avesse detto chiaramente a Israele di non attaccare – uso il passato perché non è successo e non succederà lunedì – non ci sarebbe stato nessun attacco, invece si è limitata a lavarsene le mani pilatescamente. Le mani di Obama e Panetta (e di Harper) saranno grondanti di sangue quanto quelle di Netanyahu e Barak. Molto bella, a proposito, questa analisi pubblicata da Haaretz, l’unico maggior quotidiano anti-sionista rimasto in Israele:

http://www.haaretz.com/print-edition/opinion/jerusalem-washington-and-the-iranian-bomb-1.415657

Intanto il New York Times ha già preparato il terreno per un falso attentato terroristico attribuito all’Iran: la rappresaglia iraniana sarà anonima (per poter negare la loro paternità) e colpirà nazioni ritenute simpatizzanti per la causa sionista, con autobombe collocate in diverse capitali mondiali ed attacchi alle forze americani in Afghanistan:

http://www.nytimes.com/2012/02/29/world/middleeast/us-sees-iran-attacks-as-likely-if-israel-strikes.html?_r=3&hp=&pagewanted=all

Il New York Times sta aiutando Israele a scatenare la terza guerra mondiale che, nei piani del governo israeliano, dovrebbe permettergli di completare il folle e suicida piano di un “Grande Israele”. I conservatori americani vogliono la guerra per poter rimuovere Obama dal potere e ci saranno serie ripercussioni in seno all’establishment americano quando Obama abbandonerà Israele al suo destino, perché voleranno le accuse di codardia, tradimento, infamia, ecc. e si consumerà forse una resa dei conti tra sionisti ed anti-sionisti. Sarkozy fa la voce grossa contro Siria ed Iran perché si gioca la rielezione e deve nascondere il disastro libico (una nazione nel caos, oscurata dai media italiani a favore dell’intervento per non giocarsi la residua credibilità). Cameron è il mastino della City di Londra che certamente saprà lucrare da quest’ennesima guerra.

In pratica, miliardi di persone sono sull’orlo dell’Armageddon per l’implacabile avidità e assenza di scrupoli ed empatia di poche centinaia di psicopatici e/o narcisisti e/o fanatici e per l’inestinguibile trauma degli Ebrei che vivono nel ghetto israeliano, iperfortificato, armato fino ai denti, bellicoso, nazionalista, iperaggressivo, come molte vittime di bullismo che diventano a loro volta bulli per superare lo smacco, la sofferenza, il senso di inadeguatezza e, nel farlo, si sentono buoni, innocenti, puri e vittime altrui. Per non venire feriti un’altra volta, si feriscono preventivamente gli altri, fino a quando la profezia si auto-adempie e ci si tira addosso la sciagura che si voleva evitare:

http://www.informarexresistere.fr/2012/01/27/auschwitz-in-israele-un-suicidio-collettivo/#axzz1nNrT1Utx

La principale responsabilità di questa sindrome collettiva, dopo la sconfitta del nazismo, ricade sulle autorità israeliane, che hanno perpetuato il trauma di generazione in generazione per costruire una nuova Sparta o una nuova Prussia nel Medio Oriente, invece di provare a curarlo e stabilire rapporti di collaborazione con i vicini. Il trauma stesso è diventato così la ragion d’essere di Israele, eternamente schiavo delle sue ombre e delle sue paure, eternamente auto-centrato e concentrato sul breve e non sul lungo termine:

http://fanuessays.blogspot.com/2011/11/il-mio-punto-di-vista-sulla-questione.html

E così, nonostante il fatto che l’opinione pubblica internazionale sia decisamente contraria a questa eventualità:

http://www.informarexresistere.fr/2011/12/08/i-sondaggi-che-condannano-al-suicidio-israele-e-stati-uniti/

http://www.foreignpolicy.com/articles/2012/02/22/asking_the_right_question

Un giorno non troppo lontano, tra marzo e novembre, apprenderemo dai telegiornali che la follia è diventata realtà:

http://www.informarexresistere.fr/2012/01/12/guardatevi-dalle-idi-di-marzo-come-prevedere-la-data-dinizio-della-terza-guerra-mondiale/#axzz1nNrT1Utx

 

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