A 7 anni dalla morte di Giovanni Paolo II

Papa Wojtyla prega assieme a Pinochet e signora

“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci”.

Matteo 23, 13-14

“Una figura così alta e ispirata come quella di Giovanni Paolo II non può essere socia in affari con Licio Gelli, Michele Sindona e con le società panamensi di Roberto Calvi”.

Eugenio Scalfari, la Repubblica, 22 gennaio 1982

“Nel settembre 1980 Calvi mi confidò di essere preoccupato perché doveva pagare una somma di 80 milioni di dollari al movimento Solidarnosc, e aveva solo una settimana per versare il denaro”.

Licio Gelli

http://www.scribd.com/doc/84671946/Pinotti-F-Galeazzi-G-Wojtyla-Segreto

 

“Nel febbraio 1989 ho incontrato a Managua una religiosa – suor Vigil – che lavorava presso il Centro ecumenico Valdivieso. Essa mi confermò di aver incontrato a Madrid mons. Romero di ritorno da Roma (siamo sempre nella primavera del 1979) e di averlo trovato “costernato” per la freddezza con cui il papa, durante l’udienza, aveva valutato l’ampia documentazione, da lui stesso fatta pervenire in Vaticano, circa la violazione dei diritti umani e della vita di quanti si erano opposti, anche fra i suoi diretti collaboratori, all’oppressione esercitata dal governo salvadoregno sulla popolazione. Oscar Romero avrebbe ricevuto dal papa una secca esortazione ad andar “più d’accordo” con il governo. A commento di quell’udienza – mi riferì ancora suor Vigil –  Romero disse alla religiosa: “Non mi sono mai sentito così solo, come a Roma”.

Don Giovanni Franzoni

http://www.ildialogo.org/crisichiese/Documenti_1261576820.htm

 

“Wojtyla voleva distruggere il comunismo. E c’è riuscito, almeno in parte. Per farlo aveva bisogno di soldi. E così Marcinkus teneva in pugno il papa. Aveva inviato anche Flavio Carboni alla ricerca di fondi in America. Carboni era tornato con tante lettere, soldi dei massoni. Carboni mi diceva: “Signora, sapesse quanti vescovi massoni ci sono…” […]. All’inizio della primavera [del 1982, ndr] mio marito mi disse che voleva andare in Spagna. Gli chiesi, molto meravigliata, come mai dovesse andare in Spagna, e lui mi disse che in Spagna l’Opus Dei ha una grandissima potenza, giacché è molto ricca. Era la prima volta che mio marito mi parlava dell’Opus Dei, e mi spiegò che la stessa poteva risolvere i problemi del Vaticano in campo finanziario e porsi come l’elemento vincente nella lotta di potere in seno al Vaticano fra le due opposte fazioni che si fronteggiavano da anni, quella della Ostpolitik e quella che la osteggiava, ossia l’ala conservatrice. Mio marito mi precisò che lui doveva favorire l’intervento dell’Opus Dei perché solo così potevano essere risolti i suoi problemi con lo Ior e le stesse difficoltà economiche del Vaticano, specificandomi che ciò, peraltro, avrebbe mutato radicalmente gli equilibri politici in Vaticano, giacché avrebbe dato una posizione di forza all’Opus Dei e di preminenza all’ala conservatrice […]. Mio marito alternava momenti di assoluta disperazione a momenti di euforia, a seconda dell’evolversi di questo problema con il Vaticano, in cui — a quanto lui diceva — si svolgeva una lotta furiosa tra le due fazioni in contrasto, che coinvolgeva direttamente la questione dei rapporti fra lo Ior e il Banco ambrosiano. Mio marito sosteneva con convinzione: “Se mi succede qualcosa, il papa dovrà dare le dimissioni”. E aggiungeva che in Vaticano sarebbero stati talmente nei guai da essere costretti a spostare la sede del Vaticano stesso […]

Clara Canetti Calvi, moglie di Roberto Calvi, nel 2003, prima di morire, al giornalista Ferruccio Pinotti

“In occasione di un fine settimana che io e mio padre passammo a Drezzo, credo negli ultimi giorni di maggio [1982, ndr], gli chiesi di spiegarmi che cosa effettivamente stesse succedendo. Mio padre mi disse che per risolvere il problema dei rapporti con lo Ior avevano messo su e portato avanti un progetto che prevedeva l’intervento dell’Opus Dei, organizzazione che avrebbe dovuto erogare una cifra enorme, di entità superiore ai mille miliardi di lire, per coprire l’esposizione debitoria dello Ior nei confronti del Banco ambrosiano. Mio padre mi disse che ne aveva parlato direttamente con il papa, [il quale] gli aveva assicurato il suo appoggio e il suo consenso; aggiunse che, però, in Vaticano vi erano fazioni contrarie, che contrastavano vivamente la realizzazione del progetto che, ove condotto a termine, avrebbe creato degli equilibri completamente nuovi nel Vaticano stesso: ciò perché l’Opus Dei avrebbe acquisito il controllo dello Ior e quindi una posizione di diversa e grande rilevanza all’interno del Vaticano.

Proprio per questi contrasti e queste lotte intestine, mio padre era molto preoccupato. Mi disse che contrario alla realizzazione del progetto era il cardinale Casaroli, e disse ancora che se l’affare non fosse andato in porto lo Ior sarebbe crollato e avrebbe coinvolto anche il Banco ambrosiano nel suo crollo. Soggiunse che il Vaticano si sarebbe trovato nella necessità di vendere piazza San Pietro […] Dopo avermi fatto presente queste cose, mio padre commentò che per cifre dell’ordine di quelle che mi aveva detto, la gente poteva benissimo ammazzare”.

Anna Calvi, figlia di Roberto Calvi, interrogata dal pm Luca Tescaroli

“Gli avversari esterni lo sappiamo chi sono e Lei, Santità, lo sa meglio di tutti e li combatte meglio di tutti; ma quelli interni, interni alla Chiesa voglio dire, e quelli affini, come alcuni democristiani, Lei, Santità, li conosce? Io credo proprio di no! Non sono un pettegolo e neanche uno che accusa per dispetto o per vendetta. […]. Santità, a Lei mi rivolgo perché solo attraverso il Suo alto intervento è ancora possibile raggiungere un accordo tra le parti interessate e respingere il terribile spettro di una immane sciagura. Ora, altro non mi rimane che sperare in una Sua sollecita chiamata che mi consenta di mettere a Sua disposizione importanti documenti in mio possesso e di spiegarLe a viva voce tutto quanto è accaduto e sta accadendo, certamente a Sua insaputa. Grato e nel bacio del Sacro Anello, mi confermo della Santità Vostra”.

Roberto Calvi

http://www.scribd.com/doc/84671946/Pinotti-F-Galeazzi-G-Wojtyla-Segreto

Ulteriori spunti:

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/02/18/cosa-succede-in-vaticano-intrighi-e-fumo-di-satana/

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