Il post-11 settembre francese – previsioni

Il senatore neoconservatore John McCain, già sfidante di Obama, in compagnia del califfo ISIS Abu Bakr al-Baghdadi, 2013

Il senatore neoconservatore John McCain, già sfidante di Obama, in compagnia del califfo ISIS Abu Bakr al-Baghdadi, 2013

McCain (2013): we should arm ISIL

http://bluenationreview.com/john-mccain-circa-2013-arm-isis/

  • Questi attacchi terroristici non potrebbero mai essere stati eseguiti da rifugiati straccioni appena arrivati in Europa: un’operazione del genere richiede logistica, contatti e appoggi, depositi di armamenti, coperture, documenti contraffatti, sorveglianza, addestramento, comunicazioni criptate, un’organizzazione in grado di compartimentalizzarsi restando efficiente. Quanti jihadisti di ISIS sono addestrati alla guerriglia urbana (la più sofisticata e complicata di tutte) in un contesto ad altissima sorveglianza, con migliaia di agenti a controllare il territorio? E quanti attentatori suicidi si porterebbero dietro il passaporto (autentico)?
  • Diventerà sempre più chiaro che una strategia della tensione è stata orchestrata dall’alto (non dal basso), con al centro l’Islam, allo stesso modo in cui una generazione fa si usava il babau comunista (e la minaccia nucleare sovietica di allora corrisponde alla presunta minaccia nucleare iraniana di oggi);
  • L’obiettivo è seminare il terrore tra gli europei, già indeboliti e angosciati da una crisi economica artificialmente indotta, per addomesticarli all’imposizione di una “democratura” (democrazia dispotica al servizio di interessi oligarchici) e prevenire qualunque sforzo per riallinearsi al di fuori della sfera del petrodollaro e del TTIP. Ci saranno altri attacchi ad infrastrutture ed eventi sportivi-culturali;
  • Questo non significa negare che ISIS sia al 90-95% un fenomeno islamista. È un’organizzazione mafiosa islamofascista infiltrata e manovrata esattamente come succedeva ai brigatisti di un tempo che uccide 1000 musulmani per ogni cristiano ammazzato;
  • Ci saranno, purtroppo, altri fallimenti dell’intelligence che dovrebbe proteggerci. Chi però insinua che l’intero apparato statale o europeo sia connivente ha torto. Ci sono fior di patrioti (ad ogni livello) che cercano di fare il loro dovere ma non ricevono le informazioni necessarie in tempi utili (e questo succede di proposito). Ciò vale anche per molti giornalisti mainstream. Questi cittadini esemplari soffrono anche più di noi, per il senso di impotenza, frustrazione, rabbia;
  • La nuova guerra fredda non comporterà alcuno scontro militare tra l’UE e la Russia, né in Ucraina né tantomeno nell’Armageddon siriano-iracheno;
  • I neocon-sionisti diventeranno sempre più sbrigativi e disperati, moltiplicando gli errori commessi e rivelando gradualmente alle masse la natura della “mano invisibile” orchestratrice (nulla di nuovo rispetto all’Operazione Northwoods);
  • Uno dei moventi principali è la paura che il baricentro del potere – al momento posizionato nell’Atlantico del nord – si sposti verso l’Asia, a detrimento di Lockheed Martin, Raytheon, Hewlett-Packard, Boeing, McDonnell Douglas, Monsanto, IBM, ecc. e degli oligopoli bancari che dominano Wall Street e la City di Londra;
  • Il tentativo fallirà. Le 8 visite di Angela Merkel in Cina in 10 anni cancellierato significano una sola cosa: Singapore, Hong Kong, Shanghai, Shenzhen, Tianjin avranno i loro quartieri europei, come un secolo fa, ma questa volta senza alcuna velleità imperialistica;
  • una volta che il petrodollaro sarà morto – e manca poco, certi presidi militari e operazioni clandestine diventeranno economicamente insostenibili e gran parte del caso mondiale cesserà.

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https://medium.com/@stefano_fait/le-scelte-dopo-l-11-settembre-francese-2c02b822d748

https://medium.com/@stefano_fait/la-trappola-della-guerra-al-terrore-permanente-dopo-l-11-settembre-parigino-eb33f03ea10

Le scelte dopo l’11 settembre francese

Cloud Atlas - Yoona-939

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PARTE PRIMA (COMPLOTTISTA)

La titolazione del Corriere della Sera indica la nuova rotta dell’informazione e della geopolitica europea?

«Erano BIANCHI, erano giovani sui 25 anni». E ancora: «Sembravano soldati delle FORZE SPECIALI».
http://www.corriere.it/esteri/15_novembre_14/attentati-parigi-testimoni-terroristi-erano-bianchi-sparavano-come-soldati-forze-speciali-e184e4ee-8ab3-11e5-8726-be49d6f99914.shtml

Così presto?

Intanto, in Baviera (già schierata dall’altra parte): “L’ arrestato ha 51 anni e sarebbe originario del MONTENEGRO. Nella sua auto c’erano pistole, bombe a mano ed esplosivi e il suo COLLEGAMENTO CON GLI ATTENTATORI DI PARIGI è stato CONFERMATO ANCHE DAL PREMIER BAVARESE HORST SEEHOFER”.
http://www.ilgiornale.it/news/mondo/attacco-parigi-arrestato-germania-sarebbe-collegato-agli-att-1194431.html

mmmh qui qualcuno ha fatto un grosso errore nei suoi calcoli e il boomerang colpirà prima del previsto e colpirà duro, anche indietro nel tempo, fino alle radici dell’abominio attuale:
– documento di identificazione “sbadatamente” perduto nel corso dell’assassinio di Kennedy;
– passaporto “miracolosamente” sopravvissuto intatto alla polverizzazione (letterale) di due aerei e delle Torri Gemelle;
– passaporto “accidentalmente” smarrito nella fuga dopo l’attentato a Charlie Hebdo;
– passaporto “sorprendentemente” spuntato fuori durante l’11 settembre parigino;

Sì, certo…

PARTE SECONDA (ANTROPOLOGIA POLITICA)

Osserviamo i segni dei tempi. Questo è un tempo apocalittico. Segni premonitori e letteratura, analisi dotte ed elevate (non ciarpame new age o ciarlatani pseudo-religiosi e millenaristi) colgono nel tempo presente segni catastrofistici che spianano la strada a una mentalità apocalittica, scriveva Gustavo Zagrebelsky nel magnifico “La felicità della democrazia: un dialogo” (2011).

Aveva visto giusto. Il 2012 ce lo siamo lasciato alle spalle e continuiamo a trovarci in un clima da fine dei tempi (con tanto di Armageddon siriano): ci sono i “credenti” (integrati) e i “non credenti” (scettici), l’apostasia, lo scontro di civiltà, la calunnia, l’empietà, l’abominio, la vanagloria, l’idolatria, la slealtà, l’edonismo più abbrutente, la brama di potere non meno sconfinata.

Vediamo intellettuali e politici occidentali che, interrogati rispetto alla crisi dei rifugiati, usano senza alcuna vergogna, scrupolo o inibizione espressioni come “campi di internamento”, “deportazione”, “soluzione definitiva”, “grande muraglia”.

Tuttavia l’idea che siamo impotenti di fronte a quel che sta accadendo e all’appassimento della democrazia è errata e autolesionistica.

Proprio quando l’oscurità sembra volerci inghiottire, la luce è più abbagliante.

Occorre porre l’accento sull’opportunità storica che questa crisi ci offre, un’opportunità di dimostrare un sussulto di dignità e di orgoglio, di ridare un senso più profondo e attuale alla parola “democrazia” e alla prassi democratica.

Il compito di una classe dirigente in una democrazia rappresentativa non è mai stato quello di porsi al servizio degli eccessi emotivi dell’elettorato, o di agitare quest’ultimo prima di usarlo demagogicamente.

Pertanto, dopo questo “11 settembre francese”, governati e governanti si trovano di fronte a una scelta epocale, da fine dei tempi.

Da una parte c’è l’evoluzione, dall’altra l’involuzione.

Il resto prosegue qui:

https://medium.com/@stefano_fait/le-scelte-dopo-l-11-settembre-francese-2c02b822d748

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