Il futuro della Turchia?

 

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La versione semi-ufficiale procede grosso modo così:

  • Erdogan ha un sogno neoimperiale panislamico ed è la nemesi del padre della patria turca, ossia Atatürk;
  • Erdogan è, assieme all’Arabia Saudita, il principale sponsor di ISIS: vuole fare la scarpe ai sauditi e diventare il vero e unico Califfo del mondo musulmano;
  • I buoni rapporti con russi e iraniani sono solo di facciata: è un ragno che tesse la tela e alla fine li tradirà;

Se le cose stessero così la Turchia sarebbe una nazione destinata alla rovina (conflitti regionali, rivolte, guerra civile).

Le mie contro-tesi:

La Turchia non sponsorizza ISIS ma sta tenendo il piede in tre o più scarpe perché sa di essere candidata alla destabilizzazione;

  • A meno di un golpe militare, Ankara entrerà nella Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (di cui è già partner sulla sicurezza, la cultura e lo sviluppo economico), ossia nella sfera cinese ed eurasiatica;
  • Già ora è inserita in un accordo di libera circolazione con Russia, Siria e Libano;
  • La Turchia poteva giocare la carta tatara per creare problemi alla Russia sull’annessione della Crimea: non l’ha fatto;
  • Poteva giocare la carta uigura con la Cina: non l’ha fatto;
  • Poteva reinterpretare creativamente i trattati internazionali permettendo alle navi NATO di parcheggiarsi nel Mar Nero: non l’ha fatto (devono appoggiarsi a Bulgaria e Romania);
  • Ha visto il bluff di ISIS a Kobane;
  • Ankara è stata vicina all’Iran per tutta la crisi delle sanzioni e sicuramente la cosa non è piaciuta a Tel Aviv e tra i neocon USA, mentre tale tacita solidarietà non sarà dimenticata a Teheran;
  • La pessima stampa di cui gode Erdogan sui media occidentali dimostra che, come nel caso di Angela Merkel, i neoconservatori sanno che è un rinnegato e li tradirà;
  • Le proteste ecologiste anti-Erdogan sono state organizzate da Soros;
  • Le mosse autoritarie di Erdogan servono a prevenire una rivoluzione colorata di tipo ucraino;
  • Il rivale/santone Gülen non vive in esilio negli Stati Uniti per caso ed è un autentico neo-ottomanista, con una rete di istituti “educativi” che si estende dalla Bosnia, alla Cecenia, al Daghestan, alla Cina turcofona;
  • Ankara non desidera ritrovarsi un Kosovo siriano ai suoi confini;
  • Ankara non si può permettere di gestire quasi 2 milioni di rifugiati siriani, né lo desidera fare l’UE: quindi troveranno un modo di risolvere la questione;
  • ISIS comincerà a scomparire dopo che le forze irachene-iraniane avranno ripreso Mosul. Successivamente, l’esercito regolare siriano riprenderà Aleppo;
  • Il Kurdistan iracheno diventerà un Alto Adige mesopotamico;
  • I curdi preferiscono negoziare con Erdogan piuttosto che con Gülen;
  • I sauditi non possono più permettersi di finanziare la guerra nello Yemen e ISIS, con il prezzo del greggio che scenderà ulteriormente se l’Iran ritorna alla grande sul mercato;
  • Russi e turchi alla fine riusciranno a far vincere la fazione più collaborativa nella faida in corso a Riyad;

Qui per futuri aggiornamenti
https://medium.com/@stefano_fait/scenari-futuri-per-turchia-medio-oriente-mediterraneo-3475f36d3a8a

2 commenti

  1. Nicola Violetta said,

    12 novembre 2015 a 10:26

    Ma gli iracheni sono vicini a riprendere Mosul?
    Non ho trovato nessuna notizia al riguardo, potresti suggerirmi qualche link?

    Mi piace


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