Come risolvere la crisi dei rifugiati e la crisi siriana

Palestinian children play soccer 06 February 1988 in the ruins of Chatila refugee camp, southern suburb of Beirut. In January 1988, avowedly as a gesture of support for the uprising by Palestinians resident in Israeli-occupied territories, which had begun in December 1987, Nabih Berri, the leader of Moslem Shi'ite Amal militia, announced the ending of the siege of the Palestinian refugee camps in Beirut and southern Lebanon. 27 June 1988, the Arafat loyalist in Chatila camp were overrun and surrendered to the fighters belonging to the Syrian-backed group, al-Fatah Intifada (Fatah Uprising) of Abu Musa. The following day Syria granted 100 PLO guerrillas safe passage from Chatila to the camp at Ain al-Helweh. 07 July, Bourj el-Barajneh, Arafat's last stronghold in Beirut, was captured by the forces of Abu Musa, and 120 PLO fighters were evacuated to Ain al-Helweh refugee camp. (FILM) (Photo credit should read NABIL ISMAIL/AFP/Getty Images)

Se la vita di un altro essere umano per te ha poco o punto valore, come farai a difendere il valore della tua, qualora dovesse toccare a te?

No alla campagna di demonizzazione dei profughi/rifugiati come potenziali terroristi, nuovi barbari distruttori, parassiti insaziabili.

La soluzione non è l’internamento, non è l’espulsione e non è l’assimilazione coatta.

La soluzione (oltre a un sistema europeo comune di asilo) è la seguente:
1. unire le forze siriane e kurde contro ISIS;
2. bloccare gli aiuti turco-sauditi a ISIS;
3. prevenire i bombardamenti israeliani e inglesi (ci hanno già pensato i russi);
4. negoziare il passaggio di consegne tra Assad e il governo che gli succederà (l’hanno già proposto Assad in questi giorni e Mosca 3 anni fa);
5. organizzare l’assistenza ai profughi in Medio Oriente senza che facciano la fine dei palestinesi (scacciati da Israele a milioni e trasformati in rifugiati permanenti).

La pulizia etnica del Medio Oriente non deve avere successo.
I profughi iracheni, siriani, yemeniti e palestinesi devono poter tornare a casa.
Questa gente deve sapere che non farà la fine dei palestinesi e che deve cominciare a pensare a come ricostruire il proprio paese.

*****
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Assad: “Se vuole fermare davvero i rifugiati, l’Europa deve smettere di aiutare i terroristi”

Assad non è un santo e ha certamente commesso i suoi crimini (per questo se ne dovrà comunque andare), ma era felice quando faceva l’oculista a Londra.
E’ stato costretto a governare la Siria e certamente non si aspettava di trovarsi in mezzo a una guerra civile.
Chi sostiene che non sia nulla di più di un mostro con cui non si può negoziare non si è minimamente informato su di lui e sulla Siria e sta facendo il gioco dei guerrafondai internazionali.
Come farebbe un leader odiato da tutti o comunque sostenuto da una minoranza di seguaci a tenere insieme un paese circondato da nemici, con 6-7 milioni di sfollati interni da gestire, alle prese con decine di migliaia di mercenari e jihadisti e un embargo totale da parte dell’Occidente?

Qualcuno me lo spiega in modo razionale e non usando scorciatoie logiche pescate dai nostri media?

Most Syrians back President Assad, but you’d never know from western media, Guardian, 17 gennaio 2012

P.S. fin dai primi giorni (proprio come in Libia) gli insorti hanno preso d’assalto un commissariato e ucciso diversi poliziotti, ma a noi ci hanno detto che le proteste erano rigorosamente nonviolente. Nel giro di pochi giorni gli oppositori nonviolenti sono stati messi ai margini e l’Occidente ha appoggiato la lotta armata. Come mai? A chi faceva comodo far tacere i nonviolenti e i diplomatici e spingere per un’escalation?
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/27/uninchiesta-del-guardian-ci-spiega-chi-ci-vuole-portare-in-guerra-e-perche/

https://socialforecasting.wordpress.com/2015/08/03/what-will-happen-to-syria/
https://socialforecasting.wordpress.com/2015/09/06/a-saudi-afghanistan-the-chickens-will-come-home-to-roost-in-yemen/
https://socialforecasting.wordpress.com/2015/09/15/keep-them-out-lock-them-up-bomb-them-all-or/

5 commenti

  1. kelcri said,

    18 settembre 2015 a 20:12

    Eh, parole sante.
    Una considerazione, in questo momento per avere la pace è necessario affidarsi a Putin e Assad che appunto santi non sono.
    Non ci sono parole per descrivere quello che penso in questo momento di Obama&soci

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    • stefano fait said,

      18 settembre 2015 a 20:48

      Bisogna accontentarsi di quel che passa il convento: “dal legno storto dell’umanità non può uscire nulla di interamente diritto”
      Se l’Impero (i cartelli finanziari che manovrano USA-Israele-Londra-Bruxelles per i loro scopi) costringe il resto del mondo a usare sempre e comunque le maniere forti o a fare il doppiogioco, e solo gli uomini forti sono uomini di pace, dovremo tifare per loro augurandoci che, in un domani in cui l’emergenza sia finita, lascino il posto a figure adatte a tempi di pace e di evoluzione democratica.
      Che alternative abbiamo, dal momento che le masse restano inerti e si fanno tormentare e schiavizzare senza reagire?
      Che amarezza quest’umanità serva e quest’epoca abominevole!
      Eppure occorre lottare anche per chi non sa e non capisce…

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  2. 19 settembre 2015 a 06:33

    E’ soprattutto la manipolazione dei media la peste nera del nostro tempo. La formattazione del cervello delle masse da parte dei media.

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    • stefano fait said,

      19 settembre 2015 a 06:44

      che comprende anche l’ambito della controinformazione. Certa “controinformazione” (es. nessun aereo ha colpito le Torri Gemelle, Varoufakis è al soldo di Soros, ecc.) ha come unico obiettivo quello di seminare confusione e divisioni.
      Purtroppo molta gente si fida ciecamente di tutto quel che è “controinformazione”, presumendo che sia fatta in buona fede. Eppure non ci vuole un acume straordinario per capire che chi ha i mezzi per controllare l’informazione li ha anche per controllare la controinformazione.

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