Moda, architettura e design nel ventunesimo e ventiduesimo secolo: scorci di macrotendenze

Questa possibile civiltà futura è planetaria. Gli ipnotizzati identificano la loro localizzazione geografica come segue: terre che devono ancora emergere (The resilient tribes and the explosive rise of “Atlantis”, FuturAbles, 15 marzo 2015), Montagne Rocciose, Himalaya, Grecia, Ande, Finlandia, isole del Pacifico, Irlanda, New Hampshire, Africa occidentale, North Carolina e Florida.

Le comunità in cui vivono si trovano principalmente in contesti montani, collinari o costieri; non metropolitani o di pianura.

Si gode di un pieno contatto con la natura, giardini e aiuole verdissime vengono irrigate da un sistema di irrigazione sofisticato. L’ambiente urbano (ripeto: non metropolitano, come se la demografia umana fosse molto diversa da quella attuale) come quello rurale (alcuni dimorano in ritiri monastici) è accuratamente pianificato, in modo da offrire agli abitanti l’esperienza di vivere in un giardino. Prati, cespugli e alberi sono curati, non ci sono in giro rifiuti, il cielo è quasi violaceo (?) con nuvolette ovattate, il clima è temperato, come in un’eterna primavera (succederebbe se l’asse terrestre si raddrizzasse), la brezza è fresca, l’aria pulita, i fiori coloratissimi, l’architettura essenziale ed ingegnosa…

WazArs

qmx_travelpostersScrivo quest’articolo per contrastare lo spirito apocalittico che caratterizza molte visioni del nostro futuro e che è dettato da indoli materialistiche ossessionate dalla gratificazione istantanea e dalla paura della morte, o da idealismi radicali motivati dall’odio verso un presente oppressivo e iniquo.

Firefly - Blue Sun Travel Firefly

41f8KviedsL._SX258_BO1,204,203,200_Negli anni Ottanta due studiosi americani, Chet Snow e Helen Wambach, pubblicarono un libro intitolato “Mass dreams of the future”.

Era il frutto di una lunga serie (migliaia) di sessioni di ipnosi progressive, cioè a dire proiezioni delle coscienze umane in possibili futuri, nella convinzione – almeno questa del tutto realistica, alla luce delle più moderne teorie fisiche del tempo – che la linearità del tempo sia solamente illusoria (L’albero che volle farsi artigiano e l’artigiano che sciolse le sue catene, WazArs, 3 ottobre 2014).

È un libro molto suggestivo, indipendentemente dalla (im)plausibilità della sua premessa di partenza e dal limite decisivo che il…

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