Scontro di inciviltà o incontro di civiltà? Armageddon o Pace?

Il tema che già si è imposto nei discorsi politici è la guerra, qualunque cosa questa parola possa significare nella situazione in cui ci troviamo. Siamo solo all’inizio, perché su questa parola si giocano interessi politici ed elettorali che fanno leva su istinti e divisioni primordiali: amico-nemico, scontro di civiltà. Anzi, civiltà contro barbarie. Davvero siamo come a Poitiers nel 732, a Vienna nel 1529, a Lepanto nel 1571? Basta porre la domanda per comprendere che parlare di guerra è un puro nonsenso. Serve solo a mobilitare irrazionalmente l’opinione pubblica interna, per ragioni di lotta politica, come stanno facendo i partiti e i movimenti nazionalisti xenofobi che speculano sulla paura e illudono con la promessa che «la guerra» sia la risposta risolutiva…Il primo effetto d’una guerra dichiarata genericamente contro l’Islam sarebbe di compattare in un unico fronte nemico gli islamici che vivono nei nostri Paesi e che, bene o male, vi si sono integrati. Sarebbero questi le prime vittime: atti di violenza nei loro confronti; e sarebbero nuove reclute: atti di violenza come ritorsione. Odio su odio. Se ci si vuole imbarbarire e dare argomenti all’islamismo presso persone che ne sarebbero immuni, questa è la strada sicura…Questo è il momento della ragione, e la ragione dice non guerra, ma controlli, indagini e azioni di polizia. Tra azioni di guerra e azioni di polizia c’è la differenza che le prime sono rivolte indifferenziatamente contro «il nemico » e le seconde, selettivamente, contro i delinquenti, le loro organizzazioni, i loro addestratori e finanziatori.

Gustavo Zagrebelsky, “Le risposte dell’Occidente oltre lo scontro di civiltà”, Repubblica, 12 gennaio 2015

WazArs

'Migrant 8', Hayv Kahraman, 2010 ‘Migrant 8’, Hayv Kahraman, 2010

Un esempio di come il dialogo possa davvero edificare e costruire ponti, viene dalla recente decisione degli Stati Uniti d’America e di Cuba di porre fine ad un silenzio reciproco durato oltre mezzo secolo e di riavvicinarsi per il bene dei rispettivi cittadini. Nel perdurante clima di incertezza sociale, politica ed economica il popolo italiano non ceda al disimpegno e alla tentazione dello scontro.

Papa Francesco, Papa Francesco: Strage di Charlie Hebdo frutto di “una cultura che rigetta l’altro”, 12 gennaio 2015

Abbiamo parlato in precedenza dell’importanza del discorso religioso e vorrei ribadire che non stiamo facendo abbastanza per quanto riguarda il vero discorso religioso. Non c’è mai stato un problema con la nostra fede. Forse il problema sta nell’ideologia e questa ideologia viene santificata tra di noi. Sto parlando di discorso religioso che sia in linea con i suoi tempi. […]. Mi rivolgo agli studiosi della religione e…

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