La guerra civile libica e l’Impero del Caos

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L’esercito libico ha effettuato per la prima volta raid contro alcune roccaforti islamiste a Misurata, la città da dove proviene la maggior parte delle milizie che si sono impadronite della capitale Tripoli. Lo riferisce una fonte militare. I raid contro la terza città della Libia, situata a 200 km a est della capitale, sono i primi dalla caduta del colonnello Muammar Gheddafi nel 2011

http://africa.blog.ilsole24ore.com/2014/12/28/libia-raid-aerei-contro-roccaforti-islamisti/

A rendere esplosivo il conflitto libico è proprio questa miscela di interessi energetici e islamismo. L’ultima notizia è che i depositi di carburante di Es Sider, vicino a Ras Lanuf, in Cirenaica, sono in fiamme per gli scontri tra le milizie del governo autoproclamato di Tripoli [sostenuto da Turchia e Qatar, NdR] e quelle del governo “legittimo” di Tobruk [che gode dell’appoggio di Egitto ed Emirati Arabi Uniti, NdR]. Ma di legittimo in questo Paese non c’è nulla. È in corso una lotta a coltello per il controllo di gas e petrolio e la spartizione di profitti. Il governo di Tobruk, appoggiato dagli stati del Golfo e dall’Egitto, che lo tiene in pugno con le milizie del generale [già gheddafiano, NdR] Khalifa Heftar, sta mettendo in piedi un circuito alternativo per gestire i ricavi energetici con lo scopo di tagliare fuori i rivali. L’altro governo, quello di Tripoli, sostenuto dagli islamici di Alba Libica e dalle milizie di Misurata, sta replicando con attacchi ai due grandi porti dell’export, Es Sider e Ras Lanuf, in Cirenaica.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-12-27/libia-spaccata-due-e-deriva-081355.shtml?uuid=ABggWyVC

L’Unione Europea si trova dunque con l’incubo della bandiera nera dell’Isis alle porte di casa, separata da un braccio di mare… Nell’indifferenza del mondo, questa città strategica di 80mila abitanti, adagiata su una ridente baia della Cirenaica a 200 km da Bengasi, era divenuta una sorta di città-Stato, sfuggita al controllo del governo di Tripoli. Tanto che il 25 giugno, il giorno delle elezioni parlamentari, tutti i seggi di Derna erano rimasti chiusi. Perché Derna non era più la Libia.

A dire il vero la città è sempre stata una spina nel fianco di Gheddafi. Dal 2005 al 2007 era stata la fucina degli jihadisti libici pronti a immolarsi in Iraq.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-12-20/le-bandiere-nere-dell-isis-porte-italia-e-grecia-derna-libia-comanda-legge-califfato-090801.shtml?uuid=ABsTcjTC

Questi miliziani sono gli stessi che combattevano contro Gheddafi.

I bombardamenti NATO hanno portato a una Libia spaccata in 3:

  • il governo dei Fratelli Musulmani a Tripoli (presente anche a Bengasi);
  • il governo “legittimo” filo-egiziano di Tobruk (votato dal 18 per cento degli aventi diritto al voto);
  • il feudo del Califfato a Derna (presente anche a Bengasi).

Il problema è che l’Italia, come diversi altri paesi europei, si trova nel mezzo di un “dilemma diplomatico”, come l’ha definito Karim Mezran del centro studi sul Medio Oriente dell’Atlantic Council. Appoggiare il governo ufficiale della Libia, quello che ha sede a Tubruq ed è stato votato dal 18 per cento degli aventi diritto al voto lo scorso giugno, significherebbe rompere i rapporti con gli islamisti dell’ovest. Cioè significherebbe danneggiare gli interessi dell’ENI, e creare grossi problemi di sicurezza all’ambasciata italiana a Tripoli, l’unica che è rimasta aperta senza interruzioni dalla caduta di Mu’ammar Gheddafi.

http://www.ilpost.it/2014/12/05/libia/

Qualcosa del genere è già accaduto in Iraq e in Siria, nello Yemen, in Somalia, in Afghanistan e nel Mali:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-09-24/mali-al-qaeda-decapita-ostaggio-tuareg-spia-francesi-204420.shtml?uuid=ABb9gswB&fromSearch

Il caos accompagna sempre ogni “intervento umanitario” dell’Occidente.

http://www.theguardian.com/world/2014/nov/26/human-rights-abuses-libyans-mental-health-problems-report

Siamo la Nuova Atlantide, l’Impero del Caos

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2014/09/24/isis-e-la-rivoluzione-globale/

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2014/09/26/isis-e-la-terza-guerra-mondiale/

http://www.futurables.com/2014/11/01/il-nascente-nuovo-ordine-mondiale-post-coloniale/

http://www.futurables.com/2014/11/02/vladimir-putin-prospettive-sul-futuro-qa-a-sochi/

I cinque Paesi del Sahel – Mauritania, Ciad, Niger, Mali e Burkina Faso – si sono riuniti oggi a Nouakchott e chiedono “un intervento internazionale” contro i gruppi armati in Libia, “in accordo con il Consiglio di Sicurezza“.

http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/stati/emirati/2014/12/19/libia-paesi-sahel-chiedono-intervento-internazionale-onu_9087be74-7edd-4b16-a0cc-bcce047f4fe2.html

All’Impero del Caos interessa spargere caos. Dato che la Libia è già nel caos, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU non deciderà in favore di un intervento in Libia.

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