Dite sì al Noh, il Teatro del Tè

Se vivete nei pressi di Trento, c’è una grossa e gustosa novità

WazArs

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一人茶や 蝶は毎日 来てくれる

hitori cha ya

chô wa mainichi

kite kureru

drinking tea alone

every day the butterfly

stops by

bevo da solo il tè

ogni giorno la farfalla

viene da me

Issa Kobayashi (Kobayashi Yotaro)

 10717657_10152773713160859_1048152886_nLa chiave del successo nella vita è abbastanza semplice. Bisogna avere una visione, una visione potente ed essere determinati nel suo perseguimento. Quando ci sono questi due ingredienti la gente lo nota, sente che c’è qualcosa di diverso in queste persone, nel loro modo di parlare, di camminare, di muoversi, di guardare gli altri; risaltano in una stanza. Le guardate, le sentite parlare e, anche se sono degli sconosciuti, vi viene spontaneo il desiderio di dare un vostro piccolo contributo al successo della loro impresa.

A maggior ragione se questa arricchisce la comunità e rende più bello e interessante il vostro mondo.

10601294_10152773714480859_1560713173_nEleonora Gardellin (vicentina) e Michele Valer (trentino) sono una coppia con…

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Sirio e la mostra dell’artigianato Dogon a Trento

“Essi credono nella Trinità, ma il Padre e il Figlio sono persone corporee e il corpo umano è simile al loro, mentre lo Spirito Santo è un essere di materia più sottile, ciò che permette che esso pervada tutto il mondo e riempia le persone consacrate mediante l’imposizione delle mani. La Trinità rappresenta la suprema divinità e abita nel pianeta centrale Kolob”

WazArs

mostra-arte-cultura-palazzo-dogon-trentino-1024x680 area archeologica di Palazzo Lodron

A nome della Volksbank, che ha messo a disposizione l’area archeologica di Palazzo Lodron per la mostra, Giovanni Manenti ha ricordato l’attenzione del proprio istituto di credito verso l’arte la cultura e la sua propensione a supportare iniziative di questo tipo. Umberto Knycz, proprietario degli oggetti esposti, ha ripercorso velocemente la storia dei propri viaggi in Africa e in particolare le emozioni provate quando è entrato a contatto con il popolo Dogon.

L’arte e la cultura del popolo Dogon in mostra a Palazzo Lodron, Gazzetta delle Valli

Una porta che in rilievo mostra attività della vita quotidiana. Maschere che rappresentano animali come tartarughe e coccodrilli, e altre usate per i riti e le cerimonie più significative. Sculture che evidenziano seni e curve femminili, simbolo di fertilità e abbondanza. Monili, gioielli, statue caratterizzati dalla raffinatezza delle decorazioni. È un mondo sconosciuto e affascinante…

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La creatività quieta e impetuosa di una conversazione artistica – Needleman&Whittaker

“E improvvisamente lei si è messa a piangere dalla gioia e dall’interesse per questa cosa….”

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hiawatha2 Hiawatha, il pacificatore degli Irochesi

Questa pace [la pace secondo l’interpretazione irochese] esige un più alto livello di coraggio e sacrificio rispetto alla guerra. Non è né statica né noiosa; né è una fantasia di piacere infinito. È una forza che può armonizzare le azioni e gli impulsi della vita umana in tutta la loro molteplicità. Si tratta di un’energia unificante che consente paradossalmente ad ogni elemento di fiorire nella sua specificità. È un richiamo a servire ciò che è di gran lunga più grande di noi stessi. Chi non sarebbe d’accordo con questa pace?

Jacob Needleman, The Great Peacemaker

 

Estratti da una conversazione tra Richard Whittaker, fondatore della rivista Parabola, che dà ampio spazio alle conversazioni con gli artisti, e Jacob Needleman, docente di filosofia all’università di San Francisco

largeJN:  E così per diversi anni sei andato alla scoperta di artisti che ti hanno…

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Le Sentinelle in Piedi sono cittadini di serie B rispetto a me?

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Una ragazza invece più mite e più sprovveduta continuava a rispondermi che non si può pensare come pensano le sentinelle. Come non si può? rispondevo. Evidentemente si può, dobbiamo prendere atto che loro pensano così. Sì, ma è un pensiero sbagliato, non si può pensare così, rispondeva di nuovo. E chi lo decide quale pensiero è giusto e quale è sbagliato? chiedevo a quella ragazza come se fossimo a scuola, ma lei non sapeva rispondere a questa interrogazione.
Chissà se da giovane sono stata anch’io tanto dogmatica, suppongo di sì, ma almeno avrei saputo argomentare meglio la mia posizione, almeno spero.
In conclusione ora penso così: le diverse opinioni sull’opportunità di impedire gridando che si sentissero le parole di quel signore al microfono hanno solo in minima parte radici razionali su cui si potrebbe comunque discutere; credo che abbiano in grandissima parte radici emotive, relative cioè all’esuberanza o meno di energie fisiche e al rapporto con la propria aggressività. 
Donatella Donati, nota condivisa su FB

Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Art. 19 della “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Art. 21 della Costituzione

Rispettare la Costituzione significa rispettare il diritto di TUTTI di esserne tutelato, anche quando ci dà fastidio, anche quando non siamo d’accordo con loro, anche quando ci mettono a disagio. Se cominciamo ad interpretare un diritto universale esso perde la sua universalità e mette a rischio tutti gli altri nostri diritti. Solo difendendo la libertà altrui posso continuare a difendere la mia.

Perché ci sia democrazia basta il consenso della maggioranza. Ma appunto il consenso della maggioranza implica che vi sia una minoranza di dissenzienti. Che cosa facciamo di questi dissenzienti una volta ammesso che il consenso unanime è impossibile e che là dove si dice che vi sia, è un consenso organizzato, manipolato, manovrato e quindi fittizio, è il consenso di chi, per ripetere il famoso detto di Rousseau, è obbligato ad essere libero? Del resto, che valore ha il consenso dove il dissenso è proibito? I dissenzienti li sopprimiamo o li lasciamo sopravvivere? E se li lasciamo sopravvivere, li recintiamo o li lasciamo circolare, li imbavagliamo o li lasciamo parlare, li espelliamo come reprobi o li teniamo fra di noi come liberi cittadini?

Norberto Bobbio, “il futuro della democrazia”, Einaudi, Torino 1984

Le parole esercitano un’influenza sulle persone solo se queste decidono che così dev’essere, perché attribuiscono credibilità ed autorevolezza a chi le pronuncia e perché vogliono o temono che il messaggio sia vero. Le parole hanno potere solo se chi le ascolta o legge glielo conferisce. Altrimenti non ne hanno, sono solo vibrazioni nell’aria. Attribuire uno speciale potere alle parole è una semplice credenza che ciascuno può respingere coscientemente. Se certe parole ci irritano la responsabilità è nostra, perché lasciamo che ciò avvenga. Possiamo forse plasmare il prossimo in modo da costringerlo ad essere più sensibile? Sarebbe giusto? È sbagliato cercare di controllare gli altri, quando sono adulti, privandoli del loro libero arbitrio, della possibilità di scegliere. E siccome non è giusto controllare gli altri, non è nemmeno giusto censurare gli altri.

A questo proposito, è davvero molto istruttiva questa vicenda delle Sentinelle in Piedi (omofobe e ultra-tradizionaliste) e del tizio denunciato per apologia del nazismo mentre interpretava la parte del Grande Dittatore per criticare le Sentinelle.

Le SiP sono convinte che equiparare un concittadino omosessuale ad uno eterosessuale apre la strada alla “distruzione dell’uomo e della civiltà

http://sentinelleinpiedi.it/

Sono persone spaventate dai grandi cambiamenti della nostra epoca, non diversamente da molti di quei giovani musulmani che accorrono al richiamo dei leader di ISIS.

Questa non è però una buona ragione per paragonarli ai nazisti o agli jihadisti.

Il sito delle SiP prosegue: “Se anche tu vuoi vegliare per difendere la libertà di espressione, se anche tu ritieni che sia giusto e doveroso difendere questa libertà in modo pacifico e silenzioso, informati in quali città hanno già vegliato le Sentinelle in piedi e in quali veglieranno”.

Non posso che condividere.

E condivido in parte anche la tesi opposta (la parte in grassetto):

“L’istigazione all’odio non è libertà d’espressione. Contestiamo le sentinelle in piedi perché hanno la pretesa di spacciare per scientifica e legittima la loro paura e il loro odio verso gay, lesbiche e transgender. Loro si professano pacifiche ma ciò che rivendicano è il diritto di discriminare e opprimere, invocano la negazione di libertà per tante e tanti che considerano ‘diversi’ solo perché assolutizzano il modello di ‘normalità’ che sentono di incarnare e che la società propone come tale“.

http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2014/10/05/omofobia-studenti-piazza-contro-sentinelle-piedi_kXUfnrSKjvJ87m6ofxk3sN.html

Solo in parte, però, perché se chi non la pensa come la maggioranza fosse sempre considerato un istigatore all’odio allora non vivremmo più in una democrazia.

Mi piace come le sentinelle esprimono la loro opinione. Non la condivido, ma appoggio in pieno il loro diritto di esprimerla pubblicamente e mi imbarazza vivere in un paese in cui questo non è naturale.

Mi piace il tizio vestito da Grande Dittatore di Chaplin.

Mi piace meno l’implicita equiparazione delle sentinelle al nazismo (è sciocco dar delle patenti di nazismo un po’ a tutti quelli che non la pensano come noi e non a quelli che veramente ragionano come dei nazisti – e non li incontri per strada, sono ai piani alti, e distruggono nazioni e popoli con un cenno – a proposito: perché nessuno parla più delle sofferenze dei greci?).

Mi piace ancor meno la denuncia al tizio vestito da parodia di Hitler, ma è esattamente quel che succede in un paese in cui la libertà d’espressione è relativa.

L’insensata denuncia è figlia di questa immaturità democratica. Se sono state le Sentinelle a denunciarlo – come mi pare probabile – hanno in un colpo solo negato il senso ufficiale della loro protesta, dando ragione ai loro contestatori. Anche chi manifesta per la libertà d’espressione è subito pronto a sopprimerla negli altri.

Viviamo in un paese così antropologicamente pessimista da credere che la mera manifestazione di una credenza possa essere un virus che contagia le masse.
Se l’OMS avesse usato la stessa ferocia contro Ebola ora non saremmo lì a chiederci quando arriverà in Italia.

Senza la libertà di offendere non c’è libertà. Se le mie azioni sono giudicate in base a quanto offendono il prossimo, potrò fare solo quello che gli altri mi consentono graziosamente di fare e poiché moltissimi sono suscettibili e permalosi, ciò decreterebbe la morte della libertà. Non essere offesi da chi è in buona fede non è un diritto umano. Anche le SiP hanno il diritto di chiamare fascisti quelli che cercano di impedire la loro facoltà di esprimere i propri valori non violentemente.

Se le Sentinelle e i loro contestatori si offendono nell’essere paragonati ai fascisti il problema è loro.

Una democrazia non può essere ostaggio della permalosità e della suscettibilità altrui.

Come si può aver paura di questi pochi dissenzienti? Come può una repubblica di 60 milioni di abitanti essere così tragicamente insicura circa le sue premesse valoriali? Siamo ancora così immaturi?

Sì. Continuiamo a credere che ci serva un Grande Controllore/Censore che decida per noi cosa siamo autorizzati a sentire e vedere (per il nostro bene).

In Azerbaigian le donne hanno ottenuto il diritto di voto nel 1919, in Italia nel 1946, in Svizzera nel 1971.

Abbiamo tutti ancora molta strada da fare.

 

Ama davvero la libertà solo chi la riafferma per il suo prossimo

Nikolaj Aleksandrovič Berdjaev, Regno dello Spirito e Regno di Cesare, 1951

L’albero che volle farsi artigiano e l’artigiano che sciolse le sue catene

“Cloud Atlas” è forse il film che meglio riesce a comunicare la complessa trama di interdipendenze che ci lega al di sopra (e al di sotto) della matrice del tempo e dello spazio (Cloud Atlas – uno studio antropologico del libro e del film).

Ogni protagonista, che lo sappia o meno, è chiamato ad essere un creatore, un agente attivo, un forgiatore dell’esistenza sua e, più o meno indirettamente, altrui. Ogni creatore fa la differenza, non è mai futile in un universo indifferente o addirittura ostile.

WazArs

fountainUna definizione generale della civiltà: una società civile si adorna delle cinque qualità di verità, bellezza, avventura, arte, pace.

Alfred North Whitehead (1861 – 1947), matematico e filosofo britannico.

 

Meredith Woolnough - Australia Meredith Woolnough – Australia

Cosa vede un albero? Cosa sente un albero? Come distingue chi sfiora i suoi rami: un uomo? Un cerbiatto? Il vento? Un albero è cieco ma non sa di esserlo perché non è al corrente di percezioni alternative. Siamo invisibili per lui, perché il suo DNA non è programmato per permettergli di vederci.

Per l’albero l’idea che un essere vivente possa muoversi da un posto all’altro dev’essere un po’ come per noi l’idea che qualcuno possa viaggiare nel tempo: “è fantascienza! Servirebbe una macchina dello spazio!”
Gli alberi hanno radici, non gambe. Quel che per noi è naturale non lo è per lui. Per noi è naturale l’illusorio scorrere del tempo (Rovelli: il tempo…

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For a New World Order to live well, one in which WazArs would flourish

…We believe in the necessity of building a new UN for peace, for a new world. Where there are no empires who wish to go back to a unipolar world. This is urgent for the world…There is another world where we can all talk, think, and decide. Decide on our countries’ destiny, on peace; there’s a new regionalism that has come up….
Nicolás Maduro

WazArs

Alessia Carli & Barbara Cappello - Bookique (Trento) Alessia Carli & Barbara Cappello – Bookique (Trento)

In short art is the education of nature. Thus, in its broadest sense, art is civilization. For civilization is nothing other than the unremitting aim at the major perfections of harmony

Alfred North Whitehead (1861-1947)

The present world crisis can be solved only by a general human revolution against outdated concepts…Man is not a blood-thirsty animal, and war is only due to the greed and lust for power of relatively small groups, the conspiracy of the few against the many.

Albert Szent-Gyorgi (1893-1986), Nobel Prize in Physiology or Medicine in 1937

Economic growth on its own does not lead to the realization of social rights and living well. The horizon of equality calls for the distribution of wealth, economic and political empowerment of the poor, the excluded, and the marginalized. It calls for strengthening communities and building societies with solidarity, not exclusive…

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