ISIS e la terza guerra mondiale

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AGGIORNAMENTO:http://www.futurables.com/2015/03/01/isis-sion-saud-e-il-gas-idra-fenice-frankenstein-e-vaso-di-pandora/

PRIMA PARTE

Per quanto riguarda il discorso del Presidente degli Stati Uniti, a noi è stato assegnato il secondo posto come minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale. Al primo posto vi è il virus Ebola, al secondo “l’aggressione russa in Europa”, e al terzo “Lo Stato islamico” e altri terroristi”.

Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov

 

ISIS è un movimento che spaventa seriamente l’establishment, un Frankenstein che è sfuggito al loro controllo (un po’ come Hitler). Verrà usato dalle oligarchie arabe per cancellare ogni velleità di cambiamento e giustizia sociale, associandola all’estremismo del Califfato, in modo da unificare l’Islam sunnita contro di lui. L’Islam sciita si difenderà ma non muoverà un dito per difendere le petromonarchie sunnite. Anzi, al di là dei proclami di maniera, se potrà l’Iran cercherà di dirottare la furia dei militanti contro di loro, per vendetta e per affermare la sua egemonia sul Golfo Persico.

Le decapitazioni sono un veicolo di reclutamento di giovani musulmani senza futuro provenienti da tutto il mondo. L’establishment arabo odia e teme il Califfato, perché è spietato e perché vuole depurare il mondo arabo dalla loro presenza. Questo livore e questa paura alimentano il mito di ISIS tra tutti gli arabi che disprezzano le élite arabe e non capiscono perché loro devono essere poveri mentre una minoranza si permette di comprare intere squadre di calcio europee o di farsi costruire palazzi faraonici. L’Arabia Saudita è il principale bersaglio di ISIS ma anche di centinaia di migliaia di diseredati (Saudi Arabia to build fence on border with Iraq, RT, 8 settembre 2014).

È possibile che ci siano sauditi che privatamente finanziano ISIS, per abbattere il regime.

Intanto il New York Times diffonde il meme: gli iracheni sono convinti che ISIS sia uno strumento della CIA (NYT, 20 settembre 2014).

La strategia è quella di salvaguardare l’estremismo wahabita saudita, che puntella lo status quo, dalla minaccia di questi giacobini islamisti aspiranti ghigliottinatori di aristocratici petrolieri.

La minaccia è reale, perché ISIS non avrebbe scampo se non fosse sostenuta da larghe fasce della popolazione sunnita iraqo-siriana.

I musulmani moderati che prendono le distanze da ISIS fanno la cosa giusta, ma vengono strumentalizzati. ISIS promuove la Umma islamica, un ritorno alla purezza delle origini, contro la falsa Sharia dell’establishment islamico. È un islamismo populista che può convertire le masse e rappresentarle. I musulmani moderati dovrebbero condannare ISIS e CONTEMPORANEAMENTE i tiranni che hanno reso possibile la nascita di ISIS (impoverendo la gente comune e manovrandola per usarla come carne da cannone). Ci sono due abomini da condannare. Senza una condanna simultanea ci si macchia di iniquità.

Se anche l’Occidente riuscisse a schiacciare ISIS, il seme è ormai nel terreno e c’è poco da fare. Come le teste di un’idra, nuovi movimenti messianico-puritanico-rivoluzionari rispunteranno per combattere la guerra santa contro la corruzione dell’Islam, del capitalismo, della politica e finanza locale e internazionale. Saranno demonizzati, anche per scongiurare un contagio tra i non-islamici, ma ormai il vaso di Pandora è scoperchiato.

Hanno capito come si fa (impossessarsi di banche, pozzi petroliferi, depositi di armi, oleodotti, ecc., usare i media per fare propaganda anti-sistemica) e hanno capito che una buona fetta della popolazione è con loro o potrebbero spalleggiarli clandestinamente. Sono straconvinti che Allah sia dalla loro parte e sono disposti a morire per la causa. È già successo innumerevoli volte nella storia (guerra dei contadini) e avrà maggior “successo” quanto più sarà percepita come una lotta di classe e di riforma:

Le eloquenti dichiarazioni degli articoli circa le lamentele sociali, politiche ed economiche, nel sempre più popolare ambito protestante, unificarono la popolazione nella massiccia sollevazione che scoppiò inizialmente nella Bassa Svevia nel 1524. La rivolta si diffuse rapidamente in altre aree della Germania.

In alcune zone la rivolta mantenne i caratteri violenti della rapina, del saccheggio e dell’incendio a castelli, conventi e monasteri. In altre zone la rivolta si sviluppò con caratteri più organizzati, fino ad arrivare alla costituzione di gruppi organizzati militarmente, come nel caso del “Battaglione Nero” (Schwarzer Haufen) del comandante lanzichenecco Florian Geyer.

L’Impero, l’alta nobiltà e l’alta borghesia organizzarono la Lega Sveva comandata dal duca Giorgio di Waldburg. Il dissidente religioso Martin Lutero, già condannato come eretico con l’Editto di Worms del 1521, e accusato all’epoca di aver fomentato la lotta, rigettò le richieste degli insorti[2] e sostenne il diritto dei governanti tedeschi di sopprimere le rivolte, ma il suo ex seguace Thomas Müntzer, si fece notare come agitatore radicale in Turingia…In origine rivolta contro l’oppressione feudale, essa divenne, sotto la guida di Müntzer, una guerra contro tutte le autorità costituite, e un tentativo di stabilire con la forza il suo ideale di comunità cristiana, con l’uguaglianza assoluta e la comunione dei beni.

Da wikipedia

Per fermare questo contagio populista e difendere il loro potere le élite sunnite saranno pronte a tutto. E intendo tutto. Meglio non escludere qualche catastrofico attacco anti-musulmano in un luogo sacro all’Islam, da attribuire ad ISIS, per convogliare le masse in una “santa” contro-rivoluzione (primo piccione).

Libia, aerei rubati. Paura per un nuovo 11 Settembre.

4 PICCIONI CON 1 FAVA

Violate banche Usa, l’Fbi sospetta attacchi hacker dalla Russia.

– Non possiamo distruggere ISIS senza aver prima distrutto Assad.

– In  questo momento la maggioranza dei cittadini israeliani sta pensando sia corretto difendersi con la bomba atomica (Silvio Berlusconi).

La NATO è d’accordo. Deve difendere a qualunque costo il petrodollaro (Attacco all’euro. Spontaneo o “pilotato”? la Stampa, 16 settembre 2011) e il sistema finanziario fondato su di esso. Un giga-attacco terroristico mobiliterebbe l’opinione pubblica internazionale e spianerebbe la strada alla necessaria risoluzione ONU, aggirando possibili interferenze sino-russe (es. Libia e Siria) e qualunque obiezione di Assad all’invasione “umanitaria” della Siria (Altro che primavera araba, la guerra in Siria è per il gas, Linkiesta, 26 settembre 2014), dopo il fallimento dell’operazione sarin (Attacco chimico in Siria, il MIT di Boston smentisce Obama: “Non fu Assad ma i ribelli”, RaiNews, 24 gennaio 2014) e il cambio di regime in Iraq (Russia sends 5 fighter jets to Iraq; al-Maliki criticizes U.S., CNN, 5 luglio 2014; Iraq’s Maliki discusses oil project in Russia, FoxNews, 1 luglio 2013; China’s Iraq Oil Problem, Fortune, 30 giugno 2014).

Questa Guerra al Terrore però non procederà come quella precedente. Innanzitutto perché una nuova crociata anti-Al Qaeda di turno non ha più l’appeal che aveva, specialmente tra le opinioni pubbliche arabe, già estremamente scettiche la prima volta. In secondo luogo perché stavolta Russia e Cina non parteciperanno (Isis: Russia accusa Usa, destabilizzano la situazione, la Repubblica; Operazione Isis, obiettivo Cina, il Manifesto).

Al contrario, un nuovo 11 settembre, ancora più devastatore, potrebbe dare l’avvio a un effetto domino capace di provocare un conflitto mondiale tra potenze combattuto in Armenia e Caucaso, Siria e Golfo Persico, Ucraina (senza UE) e Pacifico.

In sintesi: gas arabo-israeliano deve passare per la Siria (Assad dev’essere rimosso); gas libico deve passare per la Sicilia (occupazione militare della Sicilia, rimozione di Gheddafi); gas azero deve aggirare l’Armenia (conflitto); gas russo deve passare per l’Ucraina (sanzioni-embargo); petrolio curdo in mano a Genel Energy (Nathan Rothschild) = ISIS è in mezzo ai maroni. Poteva essere utile finché faceva terra bruciata mentre l’Impero anglo-americano cercava di ritirare le sue legioni senza perdere il controllo dell’energia: adesso è solo un problema.

For a New World Order to live well

7 commenti

  1. 26 settembre 2014 a 17:51

    Ci troviamo in una situazione che può essere descritta da due scritture bibliche:

    1) Daniele 11:27
    Accordo tra USA e Russia seduti alla stessa tavola

    2) Daniele 11:29,30
    Fase prima dello scoppio della Terza Guerra Mondiale che non scoppierà per adesso, ma Russia e USA sono in allerta perchè percepiscono il Tempo Stabilito, soprattutto gli USA temono il Tempo Stabilito.

    Solo i mesi e dopo gli anni diranno in quale arco di tempo profetico ci troviamo, se in Daniele 11:27 o in Daniele 11:29,30 sarà facile capirlo.

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    • stefano fait said,

      26 settembre 2014 a 18:37

      Il futuro non è predeterminato dai tempi biblici, è aperto.
      Le profezie servono solo a manipolare le coscienze delle persone e incanalare i pensieri nella direzione voluta (es. Armageddon, Regno dell’Anticristo, ecc.).

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  2. 27 settembre 2014 a 06:36

    Qualunque sia il Presidente USA, bianco o nero, l’ agressivita’ americana, la sfrontatezza, la loro diabolicita’ non cambia! Quelli che difendono le loro frontiere vengono sempre dichiarati pericolosi! Speriamo, prima o poi, anzi quanto prima “il cane si morda la coda”!

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  3. gengiss said,

    1 ottobre 2014 a 15:47

    Al-Baghdadi come Thomas Muntzer, non ci avevo pensato… Mi viene in mente il romanzo “Q”

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    • stefano fait said,

      1 ottobre 2014 a 17:48

      corsi e ricorsi.
      (Comunque mi rifiuto di credere che uno che incontra amichevolmente un criminale come John McCain possa essere un novello Thomas Muntzer. Se ci sarà un’evoluzione in tal senso sarà su iniziativa di ben altre figure).

      Ed è paradossale che ci venga detto che sia McCain a dover provare imbarazzo per le sue frequentazioni e non il contrario!

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