La signora delle 10500 preferenze e il nuovo Trentino

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Il mio attivismo pro-Donata Borgonovo Re è cominciato in tempi non sospetti, oltre un anno fa

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/09/14/donata-borgonovo-re-presidente-del-trentino-nel-2013-la-mia-scelta-per-un-mondo-nuovo/

Ci sono stati momenti di sconforto e momenti di “estasi”, come spesso accade quando l’individuo si dona a una causa più grande di lui (senza sospendere il necessario distacco critico, perché io e DBR abbiamo background diversi).

Donata, tenendo fede al suo nome, ha incarnato questa causa.

Impara insegnando e insegna imparando; guida chiedendo indicazioni; è sensibile ma determinatissima e coraggiosa.

È il tipo di persona che voglio vedere in politica. Il tipo di persona che può cambiare le cose in meglio.

Non si è accontentata di vincere, ha stravinto. 10543 preferenze.

Comincia una nuova epoca politica per il Trentino. Ora gli elettori sanno che “si può fare”. Lo faranno di nuovo.

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10500 voti per 1750 euro: come fare meglio, con meno

Ora, io non ho scritto il mio desiderio su quell’albero. Non c’era spazio per i pensieri lunghi ;o)

Desidero un Trentino nuovo, un nuovo Trentino che si contrapponga a una Mega-Macchina infermale che ci vuole divorare
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/10/24/candidati-trentini-dite-la-verita-agli-elettori-il-loro-mondo-sta-per-cambiare-e-non-possiamo-tirare-a-campare/

Può una piccola comunità resistere agli assalti dei mercati e di chi li governa?

No. Solo un povero stolto o un ingannatore potrebbe rispondere affermativamente.

I piccoli vengono mangiati, in un mondo organizzato in modo tale da favorire i potenti senza scrupoli.

Il Trentino (come l’Alto Adige) non ha alcuna chance.

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E allora? E allora occorre far rete al più presto, perché non voglio essere ingurgitato.

Ugo Rossi è un unificatore, o almeno si considera tale. Ammira Helmut Kohl.

Ho grande stima per chi unisce l’umanità e mi batto contro di chi la divide. Ho scritto un libro con questo chiodo fisso in testa
http://www.raetia.com/it/shop/item/1567-contro-i-miti-etnici.html
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/07/22/contro-i-miti-etnici-alla-ricerca-di-un-alto-adige-diverso-un-libro-preveggente/

E sto continuando questa battaglia, con ogni mezzo.

La regione Trentino Alto Adige si è fatta strumento di pace e riconciliazione, all’interno e all’esterno, e potrà consolidare questo ruolo dando vita a coordinamenti più ampi di comunità.

Non basta agire localmente e pensare globalmente, è giusto difendere e valorizzare ciò che è locale, restando però consci del fatto che se non facciamo rete tutto diventerà molto più difficile. Parlo di una rete che trascenda la matrix sociopatica dei mercati e di un modello di “sviluppo” che è involutivo, poiché ci lascia sempre meno tempo per riflettere e sempre meno spazio per sperimentare alternative, essendo all’insegna dell’hybris, della tracotanza.

Abbiamo bisogno di una comunità che ragioni in termini planetari, di interesse generale dell’umanità, dell’ecosfera e delle generazioni future.

Non abbiamo bisogno di sottomettere gli altri e non abbiamo bisogno di separarci dagli altri.

Se l’idea di villaggio globale o famiglia umana ci spaventa perché sembra fare il gioco di chi accarezza l’idea di “un pianeta, un sistema” (mors tua, vita mea), non c’è problema: possiamo comunque esplorare modi di allearci, federativamente, con chi si oppone, non solo a parole, a questo tipo di futuro. Tenendo a mente che l’unione fa la forza e “uno per tutti, tutti per uno”.

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La pace si costruisce con una comunità che non sia coriacea, che non abbia ispessito la sua pelle come una corazza, che attraversi la vita “senza pelle”, senza filtri, per sentire il piacere ma anche il dolore degli altri, il peso delle ingiustizie, il calore degli affetti, per comprendere intimamente il significato della regola d’oro “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” e per capire che siamo tutti, realmente, sulla stessa barca.

Più chiaramente percepiamo, più siamo partecipi delle vicende del pianeta e della civiltà umana, più la nostra assunzione di responsabilità si riverbera, ha ramificazioni planetarie, fa comunità su scala globale. Fa la pace.

Questo è il Trentino che desidero e so di non essere il solo a volerlo realizzare.

Al momento parrà utopico, tra non molto sembrerà l’unica via di uscita (“follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi”).

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