Pentagono letale (Cipro, Israele, Siria, Turchia, Iran)

www.cyprusnewsreport.com

Sembra il titolo di un film di serie B e forse siamo in un’epoca storica di serie B. Oppure siamo arrivati ad una svolta di serie A

L’uso delle armi chimiche sarebbe ”un tragico errore”, segnerebbe il superamento della ”linea rossa” e gli Stati Uniti vogliono vederci chiaro, andando a ”fondo” sulla vicenda con ”un’indagine esatta”. E’ lo stesso presidente americano Barack Obama ad annunciarlo da Gerusalemme, prima tappa del suo viaggio in Medio Oriente. Dicendosi comunque ”scettico che sia stata l’opposizione” ad usarle mentre – ha sottolineato – il ”governo siriano ha la capacità e per certi versi la determinazione” per farlo. Dell’uso delle armi chimiche in Siria, intanto, Israele si dice ”certo” mentre opposizione siriana e Damasco – che si accusano reciprocamente – lanciano la stessa richiesta, da opposte posizioni e opposte accuse: un’inchiesta internazionale.

http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2013/03/20/Siria-Obama-indagine-Usa-Se-armi-chimiche-grave-errore_8434526.html

Siria, Damasco richiama i riservisti. “Stato di allerta generale” per tutti i militari e i soldati riservisti fino a 35 anni.

http://www.corriere.it/esteri/13_marzo_12/siria-richiamo-riservisti_19f64510-8b21-11e2-b7df-bc394f2fb2ae.shtml

Se ci dovesse essere una richiesta di intervento da parte dell’Onu, l’Alleanza Atlantica sarebbe pronta a fare la sua parte anche in Siria, sul modello di quanto fatto in Libia nel 2011.
L’ammiraglio americano James Stavridis, comandante supremo delle forze Nato

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1086816/siria-nato-pronti-a-intervenire.shtml

Se Israele ci attacca, raderemo al suolo Tel Aviv e Haifa. Lo ha minacciato la guida suprema iraniana l’ayatollah Ali Khamenei in occasione del capodanno iraniano mentre il presidente Usa Barack Obama e’ in visita in Israele e nei Territori.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/03/21/Iran-Israele-attacca-Bombe-Tel-Aviv_8437302.html

Da cittadino americano, Hitto – capo del governo ad interim per l’opposizione siriana – sarà inevitabilmente bersaglio della propaganda del regime di Assad, che punta a dipingere i ribelli come un’entità manovrata dagli Usa.

http://www.corriere.it/esteri/13_marzo_19/siria-hitto-premier-opposizione_a6f93c74-902b-11e2-a149-c4a425fe1e94.shtml

Un altro cavallo di battaglia del presidente Anastasiades è l’adesione di Cipro alla Nato entro la fine dell’anno.

http://www.polisblog.it/post/67705/cipro-nikos-anastasiades-ecco-chi-e

Tutta questa immotivata urgenza da parte tedesca potrebbe aver a che fare con un possibile attacco alla Siria.

I Russi usavano Cipro come paradiso fiscale allo stesso modo in cui tedeschi, inglesi ed americani usano altre isole o staterelli europei (es. Lussemburgo o Svizzera o Isole del Canale). Cipro non fa parte della NATO ma è sollecitata a rafforzare i legami con gli Stati Uniti, cosa che incontra i favori del nuovo presidente cipriota, Nicos Anastasiades:

http://www.cyprus-mail.com/alexander-downer/us-welcomes-stronger-ties-nato/20130313

Quello precedente era filo-russo:

Cipro è una specie di Giano bifronte, in bilico tra Occidente ed Oriente, un microcosmo in cui circa 50.000 persone di origine russa hanno scelto di crogiolarsi, al sole del Mediterraneo.

A decidere il destino cipriota, provincia germanica o vassallo del Cremlino – gli spettri alimentati dai rispettivi critici – c’è lui, Demetris Christofias, l’ultimo presidente comunista del Vecchio Continente. L’uomo autodefinitosi “la pecora rossa d’Europa” ha studiato all’università di Mosca e parla un russo fluente. Non hai negato le proprie simpatie per Putin, difendendone le ragioni anche in occasione del conflitto georgiano, nel 2008. Sostenitore assai “tiepido” della Nato – come emerso da un cablo dell’ambasciatore americano a Nicosia, datato 2009 e rivelato da Wikileaks – si è schierato con Mosca sulla questione dello scudo spaziale, che l’Alleanza intendeva (e intende tuttora) costruire nell’Europa orientale.

I russi hanno trasformato l’isola in una seconda patria. Ci sono scuole in lingua e addirittura una radio che trasmette nell’idioma di Puskin. Ad attirare i magnati non sono solo le comune radici culturali – la religione ortodossa, per esempio – ma soprattutto un regime fiscale favorevole, con un’aliquota societaria ferma al dieci per cento. Il personaggio più noto di questa oligarchia finanziaria è Dmitry Rybolovlev, il miliardario diventato celebre per l’acquisto dell’appartamento più caro di Manhattan, 88 milioni di dollari per un attico al numero 15 di Central Park West. Dopo avere costruito un impero economico nel mercato dei fertilizzanti, Rybolovlev ha costituito un fondo offshore che ha acquisito una partecipazione nella Bank of Cyprus.

Il sostegno di Mosca, secondo il viceministro cipriota per gli Affari Europei, Andreas D. Mavroyannis, è tanto economico quanto politico, in opposizione alle rivendicazioni turche sulla parte orientale dell’isola, dopo l’invasione di Ankara del 1974. Malgrado l’emergere di sentimenti anti-russi, soprattutto per via dell’inflazione immobiliare provocata dall’afflusso dei magnati, la mano tesa dal governo in direzione di Putin riscuote un certo consenso. Molti sottolineano come l’eventuale preferenza per Mosca sarebbe dettata unicamente dall’analisi dei numeri. L’ex presidente George V. Vassiliou taccia le critiche di pura e semplice russofobia: «E’ un residuo della guerra fredda. Se Citibank ci avesse proposto un prestito, nessuno ci avrebbe accusato di essere vassalli degli Stati Uniti».

Gli analisti si chiedono che cosa chieda Mosca, in cambio dei fondi. Cipro non è solo il destinatario di ingenti investimenti diretti, un ruolo prima svolto da alcuni Paesi arabi, ma soprattutto un avamposto di straordinaria importanza all’interno del Mediterraneo, a maggior ragione in una fase come questa, in cui il Cremlino rischia di perdere l’unico vero alleato sul Mare Nostrum, la Siria. Lo scorso gennaio un cargo russo diretto a Damasco, con 20 tonnellate di armamenti, fu autorizzato a sbarcare nell’isola, anche se alla fine fu costretto a cambiare la propria rotta, per via dell’embargo europeo sulle armi ad Assad. Alcuni sottolineano anche che Cipro, per via della sua posizione, sia tuttora la base operativa di molte spie, in servizio tra Occidente e Oriente.

http://www.linkiesta.it/cipro-russia-putin#ixzz2OB4JCKkc

L’isola ospita già due basi aeronavali inglesi ed 80mila residenti britannici.

La parte settentrionale dell’isola è turca e la Turchia è un membro della NATO. Ma, evidentemente, negli ultimi tempi la Turchia ha capito che stava per cadere in una trappola: l’avrebbero aizzata contro la Siria e contemporaneamente stavano preparando la creazione di un Kurdistan indipendente, che farebbe precipitare la Turchia in una guerra civile e servirebbe a destabilizzare Siria ed Iran (che hanno forti minoranze kurde).

Così Erdogan ha verosimilmente fatto capire che la Turchia, anche per la fortissima opposizione dei suoi cittadini, non avrebbe preso parte ad un attacco alla Siria. Ha poi preso delle contromisure pro-kurde per evitare che le acque si agitino troppo:

http://www.repubblica.it/esteri/2013/03/21/news/turkia-pkk_ocalan_annuncia_cessate_il_fuoco-55041388/?ref=HREC1-5

La Siria concede l’uso di un suo porto, Tartus, ai Russi. Tartus si trova di fronte a Cipro:

Cipro, per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, e per la sua amicizia con la Russia (Putin, l’anno scorso, ha erogato al Governo cipriota un prestito di 2,5 miliardi di euro al tasso favorevole del 4,5%, proprio per evitare che Cipro passasse sotto la graticola comunitaria) è un luogo strategico. Il legame fra Cipro e Russia consente alla cerchia di oligarchi vicini a Putin di esportare i propri capitali a condizioni molto favorevoli, contribuendo a cementare un potere da sempre inviso, specie agli USA, perché è il perno di un blocco geopolitico ostile agli interessi statunitensi (ed europei), che appoggia Assad in Siria o il regime iraniano. Tale legame crea anche preoccupazioni relative alla possibilità, per la Marina militare russa, di godere finalmente di un appoggio logistico nel Mediterraneo (problema già affrontato ai tempi in cui il leader maltese Mintoff amoreggiava con un Gheddafi filo-sovietico).Ed infine, l’area di influenza russa su Cipro crea inquietudini su chi sarà  il fruitore dei cospicui giacimenti di gas naturale scoperti nel sottosuolo e nelle acque territoriali cipriote. Non a caso è proprio Putin a strepitare contro il prelievo forzoso imposto a Cipro.

Come si vede, dunque, la possibilità di destrutturare l’economia “bancarizzata” cipriota, ed i suoi rapporti preferenziali con la Russia, riveste un carattere strategico, nello scacchiere imperialistico, che va ben al di là delle questioni di un “bail out” finanziario, e per il quale Cipro può bene essere sacrificata. Insieme al suo popolo.

http://bentornatabandierarossa.blogspot.it/2013/03/cipro-ed-il-prelievo-forzosoquestioni.html

E poi ci sono le riserve di gas cipriota, che si estendono fino alle acque siriane e che gli Israeliani vorrebbero sfruttare e il governo di Cipro è pronto a privatizzare (svendere) in ossequio all’austerità:

“Ankara richiede principalmente che vi sia un’equa spartizione delle risorse energetiche dell’isola tra la comunità greca e quella turca ma, secondo l’entourage di Erdoğan, dietro al mancato raggiungimento di un’intesa con Cipro Nord si nasconderebbe l’ennesima sfida di Tel Aviv nei confronti degli interessi della crescente potenza regionale turca. Infatti, gli accordi di fornitura tra Cipro e Israele rischierebbero di tagliare fuori dai rifornimenti energetici la parte superiore dell’isola e, dunque, anche la Turchia”.

http://www.equilibri.net/nuovo/articolo/israele-la-partnership-con-cipro-riaccende-le-tensioni-nel-bacino-del-levante

http://www.haaretz.com/business/turkey-warns-against-israel-cyprus-gas-deal.premium-1.496633


SARAJEVO 2013?

Il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, ha denunciato il “terrorismo iraniano” dopo l’arresto della polizia cipriota di un libanese sospettato di preparare un attacco contro gli interessi israeliani a Cipro.

http://www.tmnews.it/web/sezioni/esteri/PN_20120714_00190.shtml

Un libanese sotto processo a Cipro per spionaggio e pianificazione di attentati contro obiettivi israeliani ha affermato di essere un membro del movimento sciita libanese Hezbollah, nemico giurato di Israele. Lo ha riportato un quotidiano cipriota. Otto capi di imputazione sono stati contestati a Hossam Taleb Yaacoub, arrestato in un albergo di Limassol nel luglio 2012 e il cui processo si è aperto il 5 ottobre di fronte a un tribunale penale di questa città del sud di Cipro. E’ in particolare accusato di cospirazione per commettere un crimine e partecipazione a un’organizzazione criminale. Nella sua testimonianza in tribunale, ha negato di aver pianificato attacchi ma ha ammesso di far parte da quattro anni di Hezbollah, insistendo di far parte unicamente del ramo politico di questo movimento armato. Yaacoub, che ha anche la nazionalità svedese, ha detto di aver ricevuto ordini da Aymane che gli ha chiesto di monitorare gli alberghi frequentati da israeliani, in particolare a Limassol e Ayia Napa.

http://www.wallstreetitalia.com/article/1506677/libano-cipro-libanese-a-processo-ammette-legami-con-hezbollah.aspx

*****

Quel che accadrà nel Medio Oriente se Hollande e Cameron procedono con la loro idiotissima idea di fornire ufficialmente armi ai ribelli siriani.
La cosa sarà rapidamente seguita da un massiccio contratto russo-cinese con il governo di Assad. Allo stesso tempo i russi saranno implicitamente autorizzati a finalizzare i loro contratti con gli iraniani per la fornitura di sofisticati missili terra-aria.
Le armi usate contro Assad si sposteranno poi in Iraq [es. Libia > Mali], destabilizzandolo.
I russi e i cinesi, per evitare la perdita di un alleato chiave in Medio Oriente, saranno costretti dalle leggi della Realpolitik ad aumentare enormemente la quantità e qualità armi vendute all’Iran. L’Iran stesso si sentirà ancora di più sotto pressione e paranoide circa aggressioni esterne e conflitti interni fomentati dall’Occidente. Cercherà con rinnovato vigore di sviluppare una bomba nucleare e serviranno attacchi aerei su vasta scala (non certo mirati) per impedirglielo. Inoltre, avranno un nuovo incentivo per riaccendere i conflitti in Iraq e Afghanistan per inchiodare le forze NATO o anche per trasformare l’Iraq in un esplicito alleato di Teheran.
Tuttavia, questa non è ancora la questione cruciale, quella bellamente ignorata dai media occidentali: il Kurdistan.
Dato che i ribelli siriani sembrano incapaci di vincere senza imponenti aiuti stranieri e anche in quel caso avrebbero bisogno della neutralità o dell’appoggio curdo per sperare di farcela, che cosa vorranno in cambio i curdi? In Iraq hanno in pratica uno stato tutto per loro e vorranno la stessa cosa in Siria.
Assad può FORSE vincere senza di loro, ma i ribelli non possono.
I curdi appoggeranno chi farà la migliore offerta.
Nasceranno due repubbliche curde autonome ben fornite di petrolio. In breve cominceranno a chiedere di poter dar vita ad uno stato curdo, coinvolgendo i curdi iraniani e soprattutto quelli turchi, che fanno parte di uno stato NATO.
Quel che succederà in seguito non sarà piacevole.

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