Oscar Giannino c’è o ci fa? – chi lo vota danneggia gli Italiani e l’Italia?

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NOTA PRELIMINARE: Sarebbe sbagliato trattare con sufficienza il fenomeno Giannino, che è un fenomeno degno di nota.

Perché Giannino & co. sono così ansiosi di poter svendere il patrimonio strategico pubblico agli stranieri? C’è un conflitto di interessi in gioco? Chi vota “Fare per fermare il declino” vota contro l’Italia e gli Italiani senza esserne consapevole?

Se lo chiede l’economista Luciano Priori Friggi – con rara eleganza e rispetto, se messo a confronto con il livello del dibattito elettorale in corso – a proposito delle attività di Michele Boldrin, inossidabile partner intellettuale e politico di Oscar Giannino.

http://www.borsaplus.com/index.php/archives/2013/01/28/michele-boldrin-ha-un-conflitto-di-interesse/

L’inadeguatezza e distruttività del programma economico e politico di Giannino per una grande nazione come l’Italia:
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2012/08/05/il-programma-politico-di-oscar-giannino-alcune-obiezioni-tra-le-tante/

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Il mondo ideale privatizzato di Oscar Giannino è quello in cui tutti si comportano come un idraulico e arrivano quando si LIBERANO (non esiste un settore pubblico al servizio della comunità). E’ quello in cui c’è sempre qualcuno che compra e la crescita è illimitata. E’ quello in cui gli egoismi privati beneficiano la collettività, sempre (es. il suo vecchio sodale Berlusconi?), e quelli collettivi beneficiano il genere umano, sempre (es. Germania e Unione Europea?).

Nel mondo ideale di Oscar Giannino non esiste una comunità, esiste solo una moltitudine di contratti tra individui. Il mondo ideale di Oscar Giannino è un mondo per ricchi psicopatici o sociopatici, il tipo di mondo che scatena le rivoluzioni.

Oscar Giannino (“Fare per Fermare il Declino”), come Guglielmo Giannini (“Fronte dell’Uomo Qualunque”), è il sintomo di una società confusa, che vuole cambiamento e lo vuole subito, ma non sa bene a che santo votarsi. Non che lo sappia io – le soluzioni si trovano insieme, chi te le “regala” vuole fotterti -, ma penso di sapere almeno cosa non voglio. Il mondo ideale di Oscar Giannino (Sandy Springs) assomiglia troppo a Nea So Copros (cf. Cloud Atlas) per i miei gusti.
https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/21/sonmi-451-e-thomas-sankara-quando-finzione-e-realta-riecheggiano/

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Djannino unchained

OSCAR GIANNINO E IL NEOLIBERISMO EUROPEO

“Non c’è solo la Germania, a indicare la via della crescita nel rigore attraverso l’alta produttività della manifattura e dell’export. Il segnale che viene da Londra è di grande speranza”.

http://www.chicago-blog.it/2010/10/26/ultime-da-londra-ciao-ciao-keynes/

REGNO UNITO

Riuscirà finalmente a ripartire l’economia inglese o c’è addirittura il rischio che nel 2013 si registri una terza mini-recessione?

http://marconiada.blog.ilsole24ore.com/2013/01/e-il-2013-si-preannuncia-a-passo-di-lumaca.html

http://www.guardian.co.uk/business/2013/jan/25/britain-triple-dip-recession-manufacturing

GERMANIA

A dispetto di quel che la troika e i media vorrebbero far credere alla gente comune, chi mastica di macroeconomia e sociologia sa che la Germania sta affondando e non c’è alcuna Wunderwaffe (arma segreta miracolosa) che potrà salvarla (ed è il terzo conflitto mondiale che perde a causa dell’egoismo e della superbia della sua classe dirigente, altro che Guinness dei Primati):

https://versounmondonuovo.wordpress.com/2013/01/29/quando-i-tedeschi-capiranno-che-la-merkel-li-ha-truffati/

Per futuri aggiornamenti sugli sviluppi tedeschi, rimando all’eccellente e meritorio http://vocidallagermania.blogspot.it/, che traduce le notizie principali riguardanti l’economia e la politica tedesca dal tedesco all’italiano (e lo fa molto bene).

OSCAR GIANNINO E L’ENERGIA ATOMICA

“Proprio la terribile intensità del fenomeno abbattutosi sul Giappone ci consegna una nuova conferma del fatto che in materia di sicurezza di impianti nucleari, i passi in avanti compiuti negli ultimi decenni sono stati notevolissimi, tali da reggere nella realtà dei fatti senza creare pericoli per ambiente e popolazione proprio l`impatto di eventi terribilmente fuori scala… Una delle ragioni per cui le centrali elettronucleari costano tanto, è proprio la sicurezza: ma come si vede sono soldi ben spesi.”

Oscar Giannino, “Nucleare sicuro. È la prova del nove”, da “IL MESSAGGERO” di sabato 12 marzo 2011

http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=57358426

23 gennaio 2013 – A Fukushima ancora paura radiazioni: gli scienziati che monitorano la vita di mare nella regione hanno scoperto in un pesce catturato nei pressi della centrale, livelli di radiazione più alti di 2.500 volte rispetto al limite stabilito dal governo giapponese.

http://wwww.ansa.it/web/notizie/specializzati/energiaeambiente/2013/01/23/Trovato-Fukushima-pesce-2500-volte-piu-radioattivo-_8124734.html

2012 – l’inquinamento radioattivo arriva in California

http://abcnews.go.com/blogs/health/2012/04/10/radiation-from-japan-disaster-found-along-calif-coast/

OSCAR GIANNINO E L’EVASIONE/ELUSIONE FISCALE

“Ohimè nell’Italia di oggi l’invidia fiscale da tributi esosi si estende ormai da sinistra a destra. Il che rende ancor più necessaria la difesa dell’offshore, vero presidio di libertà che sconfiggerà sempre- non illudetevi, cari statalisti – la lega degli Stati ad alto prelievo e bassa crescita”.

http://www.chicago-blog.it/2010/10/20/viva-loffshore-abbasso-le-tasse/

OSCAR GIANNINO E SANDY SPRINGS

“Leggete qua. Sandy Springs, suburbio di Atlanta, Georgia. Nel 2005, vinte le elezioni dai repubblicani, un fan di Hayek e Reagan, Oliver W. Porter, convince i concittadini a farla finita con la vecchia concezione del potere municipale, la sua pletora di dipendenti, società pubbliche e via cantando.  Perché continuare a dare 190 milioni di dollari l’anno alla Contea di Fulton, per servizi municipali gestiti innanzitutto nell’interesse delle piante organiche dei suoi dipendenti e dirigenti a tempo indeterminato? Da allora, Sandy Springs ha fatto una scelta radicale: come un’impresa privata, il comune si è dato una mera forma societaria, come fosse un fascio di contratti. E’ diventata Priva-Topia. E ha dato tutto in outsorcing, dalla manutenzione delle strade al centralino 911 per le emergenze, dalla gestione delle licenze commerciali a quelle edilizie. Per ciascun settore gare aperte a privati, con le due società prime perdenti legate da un rapporto di immediato subentro se chi vince non offre esattamente ciò a cui si è impegnato, in termini di efficienza e contenimento di costo. Solo per polizia e pompieri i costi comparati delle gare a compagnie private hanno sconsigliato l’offerta pubblica gestita da pubblici dipendenti: ma tutti a tempo determinato, valutati su performance annuali, a cominciare dal città manager scendendo. Come vedete, si può fare eccome. 90 milioni su 190 sono la capienza finanziaria apertasi rispetto alle vecchie imposte, con un comune in forma di società privata.  Sandy Springs prospera assai più delle altre municipalità vicine che sono rimaste pubbliche, e c’è la fila per andarci a vivere rispetto alle distressed areas afroamericane della Georgia. Non è vero che non si può fare, il punto è liberarsi dello Stato tass-e-spendi!”

http://www.chicago-blog.it/2012/06/25/privatopia-esiste-come-prosperare-spellando-lo-stato-tass-e-spendi/

COME STANNO DAVVERO LE COSE A SANDY SPRINGS?

“Questa scelta ha danneggiato finanziariamente il resto della contea di Fulton? Certamente sì, sostiene l’amministratore della contea, Zachary Williams, che calcola che l’”incorporazione” di Sandy Springs, e delle città vicine che l’hanno seguita, è costata alla contea circa 38 milioni di dollari all’anno. Williams ha descritto la cifra come “significativa”, soprattutto in considerazione delle pressioni causate dalla crisi economica”.

http://www.nytimes.com/2012/06/24/business/a-georgia-town-takes-the-peoples-business-private.html?pagewanted=all&_r=0

La prospettiva di altre Sandy Springs preoccupa persone come Evan McKenzie, autore di “Privatopia: le associazioni proprietarie di immobili e la nascita del governo residenziale privato”. Il suo timore è che le enclavi ricche possano decidere di diventare quartieri fortificati (gated communities) su vasta scala, con muri che le separino da aree economicamente in difficoltà. “Si potrebbe realizzare uno scenario del tipo ‘due Americhe'”, dice. “Se permettiamo che le aree più ricche si isolino istituzionalmente, allora cosa resta da fare ai poveri? Tenersi tutta la povertà, tutti i problemi sociali e cavarsela da soli?”

http://www.nytimes.com/2012/06/24/business/a-georgia-town-takes-the-peoples-business-private.html?pagewanted=all&_r=0

I residenti, funzionari e politici di Sandy Springs sono stati in prima linea in un movimento controverso che aveva l’obiettivo di separare Sandy Springs e molti altri distretti periferici a nord di Atlanta dal resto della Contea di Fulton, per creare una nuova contea a maggioranza bianca chiamata Milton [in onore del padre del neoliberismo, Milton Friedman, quello della shock therapy, oggi applicata ai PIIGS ed all’eurozona nel suo complesso, NdR], lasciando che il resto della contea di Fulton si occupasse delle esigenze di una popolazione rimasta povera e con una base imponibile drasticamente ridotta. […].

Ad Atlanta, l’impulso verso la privatizzazione, presentato come una questione di efficienza e di responsabilità fiscale nel 2012, appare molto meno innocente in una prospettiva storica. Kruse ha mostrato molto efficacemente come i bianchi di tutta la regione, prima ad Atlanta e poi in periferia, abbiano smesso di utilizzare i servizi pubblici dopo Brown v. Board of Education [sentenza del 1954 che pone fine alla segregazione razziale negli Stati Uniti, NdR] proprio per evitare l’uso di strutture che la corte aveva ordinato che fosse desegregata.

http://metropolitanhistory.wordpress.com/2012/08/08/the-politics-of-place-and-race-in-americas-privatized-city/

OSCAR GIANNINO E AYN RAND

“Stamane con Alberto Mingardi ci siamo scambiati messaggi di esultanza, per il fondo del Sole 24 ore in cui si esalta Ayn Rand”.

http://www.chicago-blog.it/author/oscar-giannino/page/46/

Può essere a buon diritto definita la peggiore filosofia partorita nel dopoguerra. L’egoismo, si sostiene, è un bene, l’altruismo un male, l’empatia e la compassione sono irrazionali e distruttive. I poveri meritano di morire, i ricchi meritano di esercitare una potenza senza limiti. È già stata testata ed ha fallito clamorosamente e catastroficamente. Eppure la dottrina di Ayn Rand, morta 30 anni fa, non è mai stato più popolare ed influente.

Rand era russa, di famiglia benestante emigrata negli Stati Uniti. Attraverso i suoi romanzi (come “La rivolta di Atlante”) e la sua saggistica (come “La virtù dell’egoismo”), ha illustrato una filosofia chiamata oggettivismo. Questa sostiene che l’unica morale è il puro interesse personale. Non dobbiamo nulla a nessuno, neppure ai membri delle nostre famiglie. Descrive i poveri e i deboli come “rifiuti” e “parassiti” e critica aspramente chiunque cerchi di aiutarli. Oltre polizia, tribunali e forze armate, non ci dovrebbe essere alcun altro ruolo per il governo: nessuna sicurezza sociale, né salute pubblica o istruzione pubblica, infrastrutture pubbliche o trasporti pubblici, nessuna regolamentazione, nessuna imposta sul reddito.

 […]

Quella di Rand è la filosofia degli psicopatici, una fantasia misantropica di crudeltà, vendetta ed avidità. Eppure, come Gary Weiss mostra nel suo nuovo libro, “Ayn Rand Nation”, è diventata per la nuova destra ciò che Karl Marx una volta era a sinistra: un semidio a capo di un culto millenaristico. Quasi un terzo degli americani, secondo un recente sondaggio, ha letto “La rivolta di Atlante”, che ora vende centinaia di migliaia di copie ogni anno.

[…].

Non è difficile capire perché Rand piaccia ai miliardari. Offre loro qualcosa che è fondamentale per ogni movimento politico di successo: un senso di vittimismo. Dice loro che sono vampirizzati dai poveri ingrati ed oppressi da governi invadenti.

E invece più difficile capire che cosa ci guadagnino i militanti ordinari del Tea Party, che avrebbero molto da perdere se lo stato si ritraesse. Ma tale è il grado di disinformazione che satura questo movimento e così diffusa, negli Stati Uniti, è la sindrome di Willy Loman (il divario tra realtà e aspettative) che milioni, allegramente, si offrono volontari per fungere da zerbini ai miliardari. Mi chiedo quanti avrebbero continuato a venerare Ayn Rand se avessero saputo che, in età più avanzata, si iscrisse ai programmi di sanità e previdenza pubblica. Si era scagliata furiosamente contro entrambe, in quanto rappresentavano tutto quello che disprezzava dello stato invadente, ma il suo sistema di credenze non poteva competere con la realtà del’invecchiamento e della salute cagionevole.

[…].

Impregnata della sua filosofia, la nuova destra su entrambi i lati dell’Atlantico continua a chiedere il rimpicciolimento dello Stato, anche se i resti del naufragio di quella politica ci circondano. I poveri sprofondano, gli ultra-ricchi prosperano. Ayn Rand approverebbe”.

http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/mar/05/new-right-ayn-rand-marx

OSCAR GIANNINO E LA SVEZIA

Al governo Monti farebbe molto bene adottare un modello che per decenni sinistra e keynesiani italiani additavano fino alla noia: quello della Svezia. E’ un Paese che ha effettivamente molto da insegnarci, sugli effetti dell’incauto connubio tra alta spesa pubblica e alte tasse. […] Perché è dalla dura crisi che la colpì negli anni Novanta, che la Svezia ha dovuto drasticamente cambiare strada, modificando in profondità il proprio welfare troppo generoso. Ed è dal 2006, da quando è al governo il conservatore Fredrik Reinfeldt, nel frattempo rieletto per la prima volta in un secolo per i suoi successi, che la Svezia ha imboccato con energia raddoppiata la via del menospesa-menotasse, col risultato di essere l’unico Paese europeo a rivelarsi immune o quasi dall’eurocrisi.

http://www.chicago-blog.it/2012/04/17/viva-la-svezia-monti-ci-ripensi/

9 gennaio 2013 – 2013, fuga dalla Svezia. Nonostante un tasso di disoccupazione al 7,7 per cento la Svezia si riscopre terra di emigrazione, soprattutto per i giovani. Il risultato è che ora gli svedesi che lavorano in Norvegia sono 75 mila: se prima dello scoppio della crisi a cercare occupazione oltre confine erano 4 mila ogni anno, nel 2011 sono stati quasi 10 mila.

http://news.panorama.it/esteri/I-giovani-fuggono-dal-modello-svedese

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8 commenti

  1. 26 gennaio 2013 a 05:36

    Oscar Giannino non esiste come persona. Negli anni trenta, una nota marca di vestiti di lusso inglesi, commissionò dei manichini dotati di una prima forma di intelligenza artificiale come operazione di marketing ed esibizionismo dello sfarzo che rappresentava. Il difetto di questi manichini era l’eccessivo egocentrismo. Furono dismessi dopo pochi anni e distrutti, ma una partita sfuggita ai controlli sopravvisse e riuscì a giungere in Italia. Il resto è storia. Data la perfetta somiglianza fisica dei manichini (si riconoscono solo dai dettagli e dagli accessori), decisero di assumere la stessa identità davanti al pubblico. L’unica differenza è lo sviluppo individuale dell’intelligenza artificiale. Praticamente, ognuno dei cyborg spara cazzate senza che sia possibile relazionarle tra loro. Ecco svelato l’arcano.

    Un saluto

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  2. Michele said,

    26 gennaio 2013 a 19:38

    Mamma mia che superficialità di analisi sulla Svezia… Ci sei forse stato?
    Hai dato un occhio a come andava l’economia in quel paese fino al 2011? Hai in mente perchè nelle zone limitrofe a Norvegia e Danimarca i giovani (e non solo) fanno i pendolari o si trasferiscono solo per lavorare oltre confine? O forse leggi solo Panorama per avere un idea di quel paese?
    Io ci ho vissuto due anni, e ti dico che problemi ne esistono anche lì ma magari avessimo solo gli stessi qui in Italia!

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    • 26 gennaio 2013 a 20:41

      Tutto qui? L’idea era quella di scrivere un commento superficiale ad un’analisi giudicata superficiale?
      Mi fanno sorridere le persone che partono in quarta con condanne perentorie e valutazioni sprezzanti riguardo alla pochezza di un post per poi partorire critiche grame e stentate.
      Su, un po’ di impegno…grazie.

      P.S. Sono vissuto in Scozia diversi anni e in Canada un anno, ma non mi sognerei mai di considerare la mia esperienza personale come sufficientemente autorevole. Comunque, a ciascuno il suo…
      .

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  3. 27 gennaio 2013 a 11:33

    […] l’occasione per dire che sul blog del “grande beltazor” ho letto delle autentiche sciocchezze scritte dal […]

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  4. bortocal said,

    27 gennaio 2013 a 11:42

    mi sono occupato di questo articolo per un aspetto nel mio post di oggi:

    ti ricopio la parte che lo riguarda:

    “sul blog del “grande beltazor” ho letto delle autentiche sciocchezze scritte dal sociologo Luciano Gallino e riportate acriticamente.

    Gallino dimostra di non avere la minima conoscenza della reale situazione socio-economica tedesca, che descrive come “un Paese sull’orlo dell’esplosione sociale”: scappa da ridere, ma ciascuno crede volentieri a quel che gli piace sentirsi raccontare.

    Gallino cita con orrore l’esempio di chi lavora in Germania per 15 ore la settimana percependo un reddito di 500 euro al mese (che poi rapportato a 40 ore settimanali sarebbe il reddito normale di un operaio italiano, in un paese che ha un costo della vita più basso del nostro).

    ma ignora gli effetti delle forme di assistenza sociale (ora giudicate in Germania restrittive) introdotte dalla legge Hartz IV, approvata dal socialdemocratico Schroeder nel 2005.

    per i primi 12 mesi di disoccupazione si percepisce il 60% dell’ultimo stipendio netto o il 67% se si hanno figli, entro il tetto massimo di uno stipendio lordo di 4.500 euro.

    Dopo il primo anno si percepiscono per un single, 374 euro mensili, più l’affitto di un appartamento (la superficie cambia nei diversi Laender), che in media secondo le statistiche ammontano a 300 euro; per una famiglia, invece, (padre, madre e due figli), il contributo e’ di 337 euro per ogni adulto e 219 per ogni bambino, piu’ 550 euro per il fitto: fanno per la famiglia 1.662 euro mensili di assegno sociale di disoccupazione.

    tale assegno non ha scadenza, tuttavia ogni sei mesi vi è un colloquio per verificare che non siano state rifiutate proposte di lavoro, altrimenti si perde il sussidio; se si accetta una proposta, si viene comunque riportati entro il tetto fissato dalla Legge Hartz IV.

    pertanto quel lavoratore aggiunge al suo reddito quel che manca per raggiungere il tetto dell’assistenza sociale: in una coppia, anche omosessuale, lavorando ciascuno 15 ore la settimana, i due partner realizzano un reddito di circa 1.150 euro al mese, compreso il rimborso parziale dell’affitto; non è molto, ma neppure pochissimo per un lavoro che è meno che a part time. e consente di sopravvivere: la vita costa meno, ripeto, che in Italia.

    piuttosto è da sottolineare la diffusione di un mercato del lavoro parallelo, come ho fatto già altra volta, dove c’è gente che lavora qualche ora qua e là la settimana, anche ad un euro all’ora, a volte in parte in nero, per dimostrare di non avere rifiutato il lavoro e continuare comunque a percepire i 1.150 euro circa per una coppia e i 675 euro per un single.

    tuttavia anche se c’è del malessere, si tratta di una situazione tutt’altro che sull’orlo di una rivolta, come dice Gallino”.

    e poi guardiamo alla situazione italiana, per favore: che cosa dovremmo dire dei nostri disoccupati che non percepiscono NULLA?

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    • 27 gennaio 2013 a 19:11

      Bortocal, l’unico marxista neoliberista esistente sulla faccia della terra: che gliene frega se i giovani tedeschi passano di minijob in minijob perché è comunque meglio fare dei lavori di schifo, sfruttati, senza avere alcuna chance di migliorare la propria condizione, rispetto alla dipendenza dai sussidi di Stato: siccome l’Italia è messa peggio, automaticamente per bortocal la Germania è l’optimum, anzi è l’Italia come dovrebbe essere.
      Purtroppo per bortocal, l’analisi di Gallino – peraltro confermata anche dai maggiori quotidiani internazionali: http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/aug/21/mini-jobs-germany-britain – era inserita in una cornice di dati UFFICIALI tedeschi riportati dai più importanti media tedeschi che non lascia scampo (neppure le manipolazioni del governo sono servite a nascondere la reale situazione tedesca – il fatto che ci siano state e siano state sgamate subito dimostra una volta di più la povertà della classe dirigente europea contemporanea).
      La svolta neoliberista tedesca è suicida (come quella inglese, americana, olandese, ecc.) e l’implosione è stata ritardata unicamente dalla strategia tedesca di puntare tutto sulle esportazioni, a scapito dei consumi interni e della stabilità degli altri paesi dell’eurozona. L’egoismo nazionalista che hanno dimostrato li sta già portando alla rovina: che Merkel e la Bundesbank abbiano preannunciato ai tedeschi che questo sarà un anno difficile per la Germania può sorprendere solo te e pochi altri teutonofili incapaci di separare la venerazione di un mito dalla realtà dei fatti.
      La Germania andrà in recessione quest’anno (l’economia era già in contrazione l’ultimo trimestre), il calo di vendite di auto si aggraverà, i nodi verranno al pettine.
      Ma bortocal continuerà a negare che i costi della riunificazione siano ricaduti in buona parte sul resto d’Europa, continuerà a negare che la Germania sia stata in deficit gran parte del tempo, violando le regole europee svariate volte, ripeterà che il modello tedesco non è nientemeno che magistrale e continuerà a negare che il governo e i banchieri tedeschi abbiano cercato di metterlo nel sedere agli altri “partner” europei.
      Ho il sospetto che se bortocal si fosse trasferito negli USA magnificherebbe le glorie del modello americano, in Grecia sarebbe alla testa dei rivoltosi (oppure sarebbe un nostalgico del regime dei colonnelli, magari a giorni alterni, a seconda di chi prevale), in Cina difenderebbe la chiarezza di visione del comitato centrale.

      Nota Bene per gli altri lettori: finché ci sarà gente convinta, come Giannino, la troika o la Merkel, che il miglior modo di prosperare è quello di avere un’economia privatizzata ad alta produttività che esporta le eccedenze e finanzia il welfare (sempre più limitato) attraverso la tassazione, l’unica possibilità sarà quella di persuadere gli abitanti di Altair IV ad assorbire gentilmente i nostri surplus commerciali.
      L’analfabetismo di ritorno che impregna il pensiero macroeconomico dominante ai nostri giorni è assolutamente stupefacente!
      Spero che i posteri possano sghignazzare al pensiero di quanto eravamo primitivi e superstiziosi.

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  5. 21 febbraio 2013 a 09:25

    […] volontariato e per l’impegno che ci mette nelle cose (e, ora, per la scelta di dimettersi). Le sue proposte economiche, come quelle dei liberisti dei tempi della Depressione, porterebbero altr…. Gli anni Trenta lo dimostrano in maniera lampante e dobbiamo solo ringraziare Roosevelt di aver […]

    Mi piace


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